Bari: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, emesso ed effettuato sequestro preventivo di 16 milioni nei confronti di 3 figure apicali della Banca Popolare di Bari

(170) La Guardia di Finanza, tramite le sue articolazioni del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma e del Nucleo P.E.F. di Bari, ha dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questo Ufficio, nei confronti di tre figure apicali della Banca Popolare di Bari, per un valore di 16.001.254,29 Euro.

Il provvedimento riguarda in particolare Gianluca JACOBINI, già Condirettore Generale, Nicola LOPERFIDO, già Responsabile Direzione Business, e Giuseppe MARELLA, ex Responsabile Internal Auditing, tutti indagati per ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Gianluca JACOBINI è inoltre indagato anche per false comunicazioni sociali.

In particolare, il sequestro afferisce in forma diretta al denaro nella disponibilità dei citati indagati sino alla concorrenza dell’importo sopraindicato e, in subordine, in caso di incapienza del patrimonio ad essi riconducibile, nella forma “per equivalente”.

Il contesto investigativo è riferibile al trattamento dei crediti erogati dalla banca in correlazione ad acquisti di azioni/obbligazioni emesse dalla stessa popolare; si tratta di una serie di cc.dd. ‘operazioni baciate’ che hanno generato una sorta di saldatura tra taluni finanziamenti erogati dalla banca e rilevanti acquisti di azioni emesse dalla stessa BPB e, dunque, potenzialmente incidenti, in negativo, sui fondi propri dell’istituto, ai sensi della c.d. regolamentazione prudenziale di vigilanza.

Nel corso degli approfondimenti investigativi, sono state rilevate gravi irregolarità dei citati dirigenti dell’Istituto di credito, finalizzate a rappresentare una situazione economico- finanziaria e patrimoniale non veritiera, in occasione dell’ispezione della BANCA D’ITALIA – avviata a giugno 2016 e conclusa nel mese di novembre 2016 – in vista della trasformazione della natura giuridica dell’Istituto da società cooperativa a responsabilità limitata in società per azioni.

Gli stessi dirigenti hanno infatti dolosamente posto in essere comportamenti ostruzionistici, occultando agli ispettori di BANKITALIA alcuni fascicoli di clienti e alterando alcune informazioni, al fine di evitare che emergessero posizioni tali da determinare per la banca l’obbligo di apportare rettifiche ai cosiddetti “fondi propri”.

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Foggia: Guardia di Finanza, sequestrati 26.500 dispositivi non sicuri ed inidonei per la protezione individuale (video)

(170) I Reparti del Comando Provinciale di Foggia proseguono, nell’alveo delle specifiche competenze istituzionali della Guardia di Finanza, i controlli sul rispetto delle misure urgenti varate dall’Autorità di Governo, volte ad arginare la diffusione del virus COVID-19, che hanno impattato in modo sensibile sugli spostamenti dei cittadini e sulle attività sociali ed economiche del Paese.

In tale contesto, i finanzieri della Compagnia di Foggia, dopo aver monitorato alcuni flussi in arrivo dall’estero di materiale sanitario, hanno effettuato un controllo presso un esercizio al dettaglio di articoli igienico – sanitari del capoluogo, dove hanno rinvenuto nella disponibilità del commerciante 26.000 mascherine monouso e 500 visiere protettive in plastica dichiarate come dispositivi di protezione individuale.

Gli approfondimenti svolti dai finanzieri sulla documentazione sottostante l’importazione e sulla regolarità dei prodotti rispetto alle disposizioni domestiche ed europee vigenti, hanno fatto emergere che i dispositivi, destinati alla vendita diretta, erano privi non solo del sistema di verifica della conformità alle regole dell’Unione europea sulla sicurezza dei prodotti, ma mancanti di qualsiasi forma, anche tentata, di regolarizzazione nazionale, rendendo, pertanto quei dispositivi di protezione non conformi, dunque non sicuri e potenzialmente pericolosi per chi li avrebbe indossati con l’intento di proteggersi dal rischio di contagio.

Per le violazioni constatate sono stati sequestrati tutti i 26.500 dispositivi, tra mascherine e visiere protettive in plastica, del valore commerciale di circa 30 mila euro. Peraltro, il titolare dell’attività commerciale, segnalato alla competente Autorità amministrativa, rischia sanzioni pecuniarie superiori ai 48 mila euro.

Il servizio riportato testimonia le attività condotte dalle Fiamme Gialle di Foggia per contrastare ogni forma di comportamento irresponsabile che possa pregiudicare la salute dei cittadini e l’efficacia delle disposizioni messe in campo dal Governo, vanificando i sacrifici che la collettività e gli imprenditori onesti stanno sostenendo con grande sacrificio personale ed economico.

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Napoli: operazione congiunta Polizia di Stato e Guardia di Finanza tra Campania, Lazio, Toscana e Veneto. Sequestrati beni per 50 milioni nella disponibilità del clan Mallardo (video)

(168) In data odierna la Squadra Mobile di Napoli, la Squadra Mobile di Firenze e il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli stanno dando esecuzione a un sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di MAISTO Carmine per i reati di associazione di tipo mafioso, bancarotta fraudolenta e trasferimento fraudolento di valori.

Quest’ultimo, grazie ai legami intessuti nel corso degli anni con esponenti apicali del clan MALLARDO, ha costituito una vera e propria holding criminale con lo scopo di reimpiegare e riciclare proventi illeciti del clan giuglianese, attraverso una fitta rete imprenditoriale fondata su società immobiliari, strutture alberghiere, ristoranti, ville, appartamenti, complessi di edilizia residenziale, supermercati, scuderie, stabilimenti balneari e altri beni a lui di fatto riconducibili.

Il provvedimento in corso di esecuzione riguarda 112 immobili, 15 società, numerosi conti correnti ed effetti cambiari, 4 automobili di lusso, 2 scuderie ippiche ed orologi di pregio, per un valore complessivo di circa 50.000.000 di euro.

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Bari: traffico internazionale di stupefacenti, DIA e Guardia di Finanza sequestrano quasi una tonnellata di hashish e marijuana. Arrestati due scafisti (video)

(166) Le redditizie attività illecite non si fermano! Nel corso di un’operazione congiunta effettuata dal Centro Operativo DIA di Bari e dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari sono stati tratti in arresto due italiani che, a bordo di altrettanti natanti, stavano trasportando in Puglia, circa una tonnellata di sostanze stupefacenti.

Le imbarcazioni, che viaggiavano di notte a velocità sostenuta, dai Balcani verso l’Italia, sono state segnalate come sospette nell’ambito di una missione di controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.

L’immediata attivazione ha permesso alle unità navali del R.O.AN. di Bari di intercettare e fermare, a largo di Monopoli (BA) i natanti, due semicabinati di 7 metri, ciascuno dotato di un potente motore fuoribordo.

L’attività ha consentito di sequestrare circa 900 kg. di droga (di cui 646 Kg di marijuana e 250 Kg di hashish) che avrebbe reso all’organizzazione criminale circa 10 milioni di euro. Il carico, suddiviso in 54 involucri, ripartiti ognuno in confezioni da 2, 5 e 10 chilogrammi, contrassegnati da sigle di diverso colore a seconda delle zone di produzione, del tipo di sostanza stupefacente, nonché dei destinatari in Italia.

L’analisi strategica dei relativi traffici illeciti dai Balcani e il coordinato dispositivo di filtro realizzato a terra dalla DIA, da tempo impegnata nel contrasto alle organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di stupefacenti ed a mare dalla Guardia di Finanza con la dislocazione di mezzi e tecnologie del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, del Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, con il supporto di assetti FRONTEX impiegati nell’ambito dell’operazione THEMIS 2020 e nel progetto Multipurpose Aerial Sourveillance dell’European Border and Coast Guard Agency è stata determinante per il raggiungimento dell’odierno risultato.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha richiesto al competente G.I.P. la convalida degli arresti effettuati in flagranza di reato.

 

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Roma: Guardia di Finanza, sequestri per oltre 1 milione a due fratelli accusati di aver pilotato il fallimento di una società di Pomezia (video)

(165) I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un sequestro preventivo di beni del valore di oltre un milione di euro – disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Velletri – nei confronti di due fratelli, in relazione al fallimento di una società operante nel settore della fabbricazione di prodotti di cartotecnica.

Il provvedimento scaturisce dalle indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia da cui è emerso che i due fratelli, a fronte di un’elevata esposizione debitoria, avrebbero depauperato il patrimonio della società privandolo delle attività più redditizie ai danni dei creditori e, soprattutto, dell’Erario, creditore di oltre 2 milioni di euro per imposte mai versate.

In particolare, la società, dopo essere stata cancellata dal Registro delle Imprese e svuotata del ramo d’azienda economicamente più corposo con il fittizio trasferimento dei crediti, del portafoglio clienti e di parte degli impianti ad un soggetto giuridico di nuova costituzione, anch’esso riconducibile agli indagati, è stata avviata al dissesto.

Grazie agli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Velletri ha chiesto e ottenuto l’emissione del provvedimento reale, finalizzato alla confisca “per equivalente” che, quindi, servirà a cautelare lo Stato per le imposte non versate.

L’operazione testimonia il costante impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza a salvaguardia dell’economia legale, dei cittadini onesti e degli imprenditori rispettosi delle regole.

 

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Reggio di Calabria: la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’I.C. “A. De Gasperi”, si è adoperata per la distribuzione di strumentazione informatica agli studenti costretti a casa dall’emergenza epidemiologica (video)

(164) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno proceduto alla distribuzione dei tablet messi a Continue reading “Reggio di Calabria: la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’I.C. “A. De Gasperi”, si è adoperata per la distribuzione di strumentazione informatica agli studenti costretti a casa dall’emergenza epidemiologica (video)”

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Como: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, ai domiciliari l’amministratore di “Eclettica Srls” per aver attestato falsamente lo svincolo di 72.000 mascherine FFP2

(161) Nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como riguardante la commercializzazione nel territorio dello Stato di capi di abbigliamento contraffatti, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Como ha dato esecuzione in data 27.4.2020 ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti dell’amministratore della ECLETTICA S.r.l.s., con sede legale in Turbigo. L’indagato è accusato, nell’ambito di una operazione di importazione di 72.000 mascherine protettive filtranti mod. FFP2, di avere attestato falsamente, in una dichiarazione di svincolo diretto per l’importazione di dispositivi di protezione individuale destinati al contrasto della diffusione del virus COVID 19, inviata a mezzo e-mail in data 8.4.2020 all’Agenzia delle Dogane e Monopoli presso l’Aeroporto di Malpensa, che dette mascherine erano destinate ad essere consegnate tutte, quale unico destinatario finale della merce, alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale- F.I.M.M.G. (mentre 12.000 di queste si è accertato essere state sottratte dalla destinazione accertata per essere separatamente commercializzate, in base ad una decisione adottata dall’indagato prima della ricezione della merce) così inducendo in errore la Dogana presso l’aeroporto di Milano Malpensa in ordine:

– alla sussistenza dei presupposti legittimanti lo svincolo diretto della merce ed

– alla assenza dei presupposti legittimanti la segnalazione dell’operazione al Commissario Straordinario ai fini della requisizione del materiale prevista dal D.L. 17.3.2020 n. 18.

In base a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, attraverso attività di intercettazione e pedinamento,

– in data 4.4.2020, 72 scatole, contenenti 1.000 mascherine ciascuna pervenivano presso l’aeroporto di Malpensa, provenienti dall’aeroporto di Guangzhou (Repubblica Popolare Cinese), scortate dal documento accompagnatorio che riportava quale unico destinatario FEDERAZIONE NAZIONALE MEDICI DI MEDICINA GENERALE FRAZ. TRECELLA VIA CARAVAGGIO, POZZOLO MARTESANA (MI) 20060;

– in data 8.4.2020, l’indagato, in qualità di legale rappresentante della ECLETTICA S.r.l.s. – società importatrice della merce – inviava a mezzo e-mail all’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Malpensa la dichiarazione necessaria per l’attuazione della procedura di svincolo diretto della merce, nella quale attestava la destinazione di tutta la partita alla F.I.M.M.G., quale soggetto rientrante nelle categorie previste dall’ordinanza del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID-19 n. 6 del 28.3.2020;

– sulla scorta dei contenuti della documentazione sopra riportata, attestanti falsamente la regolarità del richiesto svincolo diretto della merce oggetto di importazione sotto il profilo della integrale destinazione delle mascherine alla Federazio- ne Italiana Medici Di Medicina Generale, la competente Agenzia delle Dogane di Milano Malpensa emetteva la bolletta nr. 51816R del 8.4.2020.

A seguito dello svincolo della merce, le 72.000 mascherine venivano caricate a bordo di un autocarro.

Diecimila di queste venivano scaricate in un capannone di Turbigo.

A seguito di ulteriori controlli si accertava che tra le restanti 62.000 mascherine destinate alla “F.I.M.M.G, 2000 erano destinate ad una diversa società avente ad oggetto “l’ideazione di campagne pubblicitarie”.

Le indagini hanno accertato, inducendo questo Ufficio, pur ravvisando la competenza territoriale della Procura della Repubblica di Busto Arsizio (cui gli atti verranno trasmessi), a determinarsi a chiedere una misura coercitiva emessa dal Giudice per le indagini preliminari (che ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari che imponevano l’emissione urgenza di un provvedimento cautelare), che l’indagato:

– aveva effettuato, utilizzando analoghe attestazioni mendaci, una ulteriore importazione di 550.000 mascherine, 500.000 di queste destinate ad una società municipalizzata e le restanti 50.000 a separata commercializzazione (con conseguente evasione dell’IVA e dazi dovuti per l’importazione), nonché

– aveva assunto impegni a rifornire una fornitura di dispositivi di protezione individuale e medici ad un Ente di diritto pubblico che svolge funzioni di centrale di committenza per conto della Regione Lombardia e che aveva più volte sollecitato l’adempimento di tale fornitura.

Sono state operate perquisizioni.

Con il presente comunicato si intende manifestare sincero apprezzamento per il grande sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Guardia di Finanza nello svolgimento delle indagini, nella esecuzione del provvedimento cautelare, nonchè nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria.

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Palmi (RC): la Guardia di Finanza esegue un sequestro preventivo di beni pari ad 850.000 euro

(160) Nell’ambito dell’attività di servizio volta alla tutela delle Entrate statali ed al contrasto dell’evasione fiscale, i Finanzieri della Compagnia di Palmi hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni, emesso dal G.I.P del locale Tribunale, nei confronti dei titolari di due imprese operanti nel settore boschivo, fino a concorrenza di un ammontare complessivo pari ad euro 850.000 circa.

Tale provvedimento, eseguito dalle Fiamme Gialle sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal dr. Ottavio Sferlazza, scaturisce dagli esiti di un’attività di polizia economico finanziaria eseguita nei confronti di due ditte individuali, a conclusione della quale è emerso che la prima impresa sottoposta ad attività ispettiva, nelle annualità dal 2014 al 2018, ha emesso nei confronti della seconda impresa controllata, fatture per operazioni inesistenti per un ammontare complessivo pari ad oltre 1,2 milioni di euro.

Nel corso degli accertamenti sono state rilevate inoltre ulteriori condotte di rilievo penal/tributario in capo alle citate imprese, connesse, nello specifico, alla omessa e infedele presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali.

Le suddette condotte illecite causavano una rilevante evasione delle imposte e, segnatamente, dell’Iva e delle imposte sui redditi, quantificate in un ammontare complessivo pari a circa 850.000 euro.

Sulla scorta di tali risultanze, l’Autorità Giudiziaria disponeva il sequestro preventivo dei beni risultati nella disponibilità dei titolari delle imprese controllate, fino a concorrenza dell’ammontare delle imposte evase.

Tra i beni sottoposti a sequestro conti correnti, beni mobili registrati e beni immobili.

Il servizio svolto rientra in una più ampia azione di contrasto alla criminalità economico finanziaria messa in campo dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, finalizzata a prevenire e reprimere condotte di evasione fiscale che oltre a cagionare un rilevante danno alle casse dello Stato, determinano distorsioni del mercato e sleale concorrenza.

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Isernia: Guardia di Finanza, scoperto avvocato furbetto che incassava il beneficio del reddito di cittadinanza pur non avendone diritto (video)

(159) Prosegue senza sosta l’attività della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Isernia nel comparto della spesa pubblica mirata alla verifica, in capo ai soggetti

beneficiari, delle condizioni legittimanti la fruizione del reddito di cittadinanza.

Tale misura di welfare, come noto, spetta in presenza di concomitanti circostanze, autocertificate dal richiedente e volte a dimostrare non solo la propria condizione di difficoltà, ma anche quella dei componenti il nucleo familiare.

Tra i controlli effettuati dalla Guardia di Finanza su tutto il territorio nazionale, nello specifico comparto, è venuto fuori di tutto: chi è stato “sorpreso” alla guida di autovetture sportive, chi è risultato proprietario di innumerevoli proprietà, di strutture alberghiere, di ville lussuose, ecc.. Nella lista dei denunciati, sono finiti imprenditori, artigiani, venditori ambulanti, negozianti, fotografi, pasticcieri, pregiudicati e sono stati scovati numerosi lavoratori in nero.

Ma quello che si è presentato ai militari del Gruppo di Isernia, all’esito di uno dei tanti controlli effettuati, ha dell’incredibile, una circostanza più unica che rara. Infatti, mai, sul territorio nazionale, ci si era imbattuti in un “esercente la professione forense” che ha richiesto di accedere al beneficio. I finanzieri non volevano credere ai loro occhi: l’avvocato “furbetto” aveva prodotto false dichiarazioni circa il luogo effettivo di residenza dichiarato ed aveva omesso di indicare alcuni rapporti di conto corrente intestati ad un familiare convivente. La condotta illecita tenuta dal professionista, residente nella provincia di Isernia, configurando l’indebita percezione del Reddito di Cittadinanza per l’anno di imposta 2019, prevista e punita dall’art. 7, comma 1, del Decreto Legge n. 4 del 28/01/2019, è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria di Isernia.

Per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza, le pene sono severe: la legge prevede anche la reclusione da 2 a 6 anni per chiunque presenti dichiarazioni false oppure ometta informazioni dovute. È prevista la reclusione da 1 a 3 anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito, del patrimonio o del nucleo familiare, nonché informazioni dovute e rilevanti ai fini della riduzione o revoca del beneficio.

La Direzione Provinciale INPS di Isernia, con la quale esiste un costante e collaudato coordinamento, ha già provveduto per la revoca immediata del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente percepite.

In questo ultimo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle situazioni di difficoltà economiche connesse all’emergenza epidemiologica, l’attività di controllo operata dal Corpo nel comparto delle pubbliche provvidenze è ancora maggiormente e con più incidenza mirata alla verifica che le stesse siano erogate nei confronti dei soggetti realmente ricadenti nelle condizioni di “sofferenza” e che gli aiuti economici non vadano “dispersi” andando a beneficio di chi artatamente rappresenta una situazione di difficoltà.

L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata proprio ad individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni in un settore che è strategico per il paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale. È per questa ragione che il Corpo continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio e l’intensificazione delle collaborazioni con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l’esborso complessivo dello Stato, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese.

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Varese: Guardia di Finanza, traffico internazionale di droga. Sequestrati 150 kg di sostanze stupefacenti nell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa

(158) La Guardia di Finanza di Malpensa, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sequestrato 150 Kg. di sostanze stupefacenti, bloccando l’importazione di droghe destinate in tutto il territorio nazionale.

Anche nell’attuale situazione di emergenza epidemiologica, causata dal coronavirus, non si ferma il traffico internazionale di merci nello scalo intercontinentale varesino. Tra le spedizioni in transito, la Guardia di Finanza – attraverso un’attività di monitoraggio dei flussi postali ed espressi e grazie ad una attenta “analisi di rischio” basata sulla valutazione dei profili di pericolosità delle spedizioni in arrivo con voli Cargo all’aeroporto di Malpensa – ha sottoposto a sequestro decine di spedizioni al cui interno erano occultati complessivamente 150 Kg di sostanze stupefacenti.

Trattasi principalmente di khat, ma anche marijuana e hashish, provenienti rispettivamente dall’Africa orientale (Etiopia) e dagli Stati Uniti d’America (in particolare dalla California) e Spagna, con diversi transiti in altri Paesi a causa dall’attuale lockdown, ma anche di altre sostanze, quali l’ayahuasca la cd. droga degli sciamani, di recente approdata anche in Italia dal Perù, infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche, in grado di indurre un potente effetto visionario, che ha già provocato diverse vittime nei soggetti che ne hanno fatto uso.

Nell’ambito dell’attività finalizzata ad individuare i reali destinatari delle spedizioni, nel corso di diverse perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria di Busto Arsizio, è stato tratto in arresto un soggetto italiano residente nella città di Pavia che, giudicato in direttissima, ha patteggiato una pena a due anni di reclusione.

Sono stati sottoposti a sequestro inoltre sciroppi, cioccolatini e biscotti alla cannabis, nonché numerose dosi di ecstasy.

Di importante supporto sono state le attività svolte dalle unità cinofile del Gruppo che, grazie all’infallibile fiuto dei cani antidroga e alle competenze e abilità professionali dei relativi conduttori, hanno consentito di individuare, tra migliaia di pacchi in arrivo in questo delicato e concitato periodo, in cui nell’area Cargo dell’aeroporto transitano quasi esclusivamente dispositivi sanitari (quali mascherine, tute protettive e guanti), le spedizioni sospette, meritevoli di più approfonditi e mirati controlli.

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Bari: Guardia di Finanza, operazione “#cheguaio”. Eseguito sequestro preventivo d’urgenza per reati connessi alla diffusione di giornali, libri e riviste sulla piattaforma Telegram (video)

(157) Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari sta dando esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso da questo Ufficio per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d’autore (L. 633/41) nei confronti di persone in corso di identificazione le quali, in concorso tra loro, introducendosi nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, hanno sottratto migliaia di file in formato PDF dei predetti beni tutelati dal diritto di autore, riversandoli illecitamente su numerosi “canali” – almeno 17 individuati sino ad oggi – della piattaforma di messaggistica istantanea denominata “TELEGRAM”, permettendo così una tanto capillare quanto abusiva diffusione in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri.

Il contesto giudiziario scaturisce dalla denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) presentata lo scorso 10 aprile all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM); l’authority, in particolare, aveva richiesto e auspicato l’intervento dell’Autorità Giudiziaria, per una più incisiva ed auspicabilmente definitiva azione di contrasto al fenomeno della pirateria digitale, alquanto diffuso segnatamente sui social media.

Le indagini proseguono per ricostruire l’illecito giro di affari e individuare gli autori del reato nonchè le responsabilità penali delle società coinvolte ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

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Torino: Guardia di Finanza, operazione “Linda”. 3 arresti per corruzione negli appalti per la sanificazione legata all’emergenza coronavirus (video)

(155) È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Guardia di Finanza di Torino che sta eseguendo 3 ordinanze di custodia cautelare per corruzione legate all’aggiudicazione dei servizi di pulizie e sanificazione per l’emergenza “Coronavirus”.

Perquisizioni in corso a Torino, Venezia e Bari.

L’operazione, denominata “LINDA”, è condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del capoluogo piemontese e coordinata dalla locale Procura della Repubblica.

Gli arresti, disposti dal G.I.P. del Tribunale di Torino, riguardano uno dei due soci di un’impresa di pulizie con sede a Bari, assegnataria di appalti nei confronti di numerosi enti pubblici sull’intero territorio nazionale nonché nell’area torinese; un’ex dipendente della stessa società, emissario per il pagamento di una presunta “mazzetta” e un dipendente di un’altra impresa di pulizia con sede in provincia di Torino, che aveva svolto il ruolo di mediatore.

La vicenda di quest’oggi è l’ulteriore sviluppo delle indagini che lo scorso marzo hanno visto i Finanzieri arrestare il Presidente della Commissione della gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia per enti della Regione Piemonte e la responsabile tecnica della stessa azienda pugliese.

In tale circostanza erano anche stati sequestrati 8mila euro in contanti, suddivisi in 2 mazzette da 3 e 5mila euro posti in una scatola di cartone.

Le misure restrittive a loro carico sono state recentemente confermate anche dal Tribunale del Riesame di Torino, che ha disposto inoltre la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di 1 anno, a carico del pubblico dipendente.

La prosecuzione delle indagini ha, come ricordato, permesso di raccogliere ulteriori elementi di colpevolezza nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari odierni, in quanto si chiarivano le rispettive responsabilità nella vicenda corruttiva per gli appalti di sanificazione legati all’emergenza COVID-19 e il tentativo di inquinamento probatorio in corso.

L’operazione della Guardia di Finanza ha visto coinvolte le province di Torino, Bari e Venezia, dove sono in corso numerose perquisizioni presso le varie sedi della società di pulizie pugliese, abitazioni private degli arrestati e studi di consulenti fiscali e aziendali.

L’attività costituisce un’ulteriore testimonianza della costante attenzione rivolta dalla Guardia di finanza alla lotta alla corruzione, che altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli onesti e fa aumentare i costi dei servizi pubblici, in un momento, tra l’altro, di particolare emergenza per il Paese.

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Napoli: controlli Covid-19, sequestrata ad Ercolano fabbrica clandestina di mascherine protettite con noti marchi contraffatti. Denunciati 2 imprenditori (video)

(154) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nell’area mercatale di “Pugliano” del Comune di Ercolano (NA), un opificio clandestino di circa 110 mq allestito con macchinari tessili utilizzati per la marcatura ed il confezionamento di mascherine con stampe di noti marchi contraffatti.

In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Portici hanno individuato un laboratorio apparentemente destinato alla produzione e al confezionamento di costumi da bagno, ma che in realtà, vista l’attuale pandemia, ha convertito la propria produzione in quella di mascherine protettive con marchi di famose griffe sportive, nonché con scritte e loghi delle Forze di Polizia.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate più di 500 mascherine, già pronte per essere immesse in commercio, brand quali “NIKE”, “PYREX“, “GUCCI”, “KAPPA”, “PUMA”, “ADIDAS”, 3.000 cliché grafici, 10.000 prodotti semilavorati, nonché l’immobile e le attrezzature al suo interno.

I 2 responsabili, un 67 enne e un 48 enne entrambi di Ercolano, colti sul fatto mentre cucivano e confezionavano i dispositivi di protezione, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per contraffazione marchi e ricettazione.

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli finalizzata a contrastare, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, pratiche commerciali disoneste e truffe, pericolose per la salute dei consumatori e dannose per il buon andamento dell’Economia.

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Catanzaro: Procura della Repubblica, operazione “Cartellino rosso”. Sistematico e reiterato assenteismo all’ASP ed all’Ospedale “Pugliese-Ciaccio”. 57 indagati, 15 misure cautelari, coinvolti anche 2 dirigenti (video)

(147) Dalle prime ore di questa mattinata, circa cento finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro stanno dando esecuzione a Continue reading “Catanzaro: Procura della Repubblica, operazione “Cartellino rosso”. Sistematico e reiterato assenteismo all’ASP ed all’Ospedale “Pugliese-Ciaccio”. 57 indagati, 15 misure cautelari, coinvolti anche 2 dirigenti (video)”

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Venezia: la Guardia di Finanza sequestra 22.000 mascherine non sicure (video)

(146) La Guardia di Finanza di Portogruaro ha sequestrato oltre 22.000 mascherine di protezione individuale commercializzate in assenza delle prescritte certificazioni di idoneità e sicurezza. Le indagini sono scaturite da una segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità “117”, con la quale una cittadina ha segnalato l’alto costo che aveva sostenuto per acquistare mascherine presso un negozio del portogruarese.

Il controllo eseguito presso l’esercizio ha permesso di risalire al fornitore del materiale, una società del trevigiano che, a propria volta, si era approvvigionata da un’azienda intestata ad un cittadino di nazionalità cinese con sede nella marca. In sostanza, dai controlli eseguiti è emerso che quest’ultimo aveva acquistato, tramite una piattaforma di commercio on line, una partita di mascherine di provenienza cinese provvedendo poi alla loro distribuzione ad alcuni operatori economici tra cui l’azienda trevigiana. Nei vari passaggi, la mascherina acquistata all’estero al prezzo di 50 centesimi veniva ceduta al dettaglio anche a 5 euro, con un ricarico superiore al 400%. Le mascherine, in parte ritirate dal mercato dallo stesso venditore, erano irregolari in quanto prive della marcatura CE o dell’autocertificazione prevista dall’art. 15, comma 2, del decreto legge nr. 18 del 17 marzo 2020. Con tale norma, al fine di agevolare il reperimento dei dispositivi nella fase di emergenza sanitaria da COVID- 19, è stato consentito alle aziende di autocertificare le caratteristiche tecniche e il rispetto di tutti requisiti di sicurezza dei Dispositivi di Protezione Individuale che intendano realizzare o commercializzare.

Il rappresentante legale della società distributrice è stato segnalato per l’ipotesi di frode in commercio alla Procura della Repubblica di Pordenone, che ha disposto la perquisizione dei locali aziendali e la verifica documentale della filiera di approvvigionamento e distribuzione del materiale. Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, i finanzieri hanno rinvenuto nel magazzino della ditta una partita di ulteriori 5.000 mascherine con le stesse caratteristiche le quali, tuttavia, erano state acquistate direttamente dalla Cina. Constatata l’assenza delle prescritte certificazioni, il predetto materiale veniva quindi sottoposto a sequestro. Contestualmente, gli approfondimenti sulla contabilità aziendale consentivano di appurare che un’ulteriore partita di 15.000 mascherine era stata acquistata e si trovava, per le formalità doganali, presso la Dogana dell’aeroporto Marco Polo, ove i militari si sono immediatamente recati procedendo, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i finanzieri del Gruppo di Tessera, al sequestro del materiale. Sono in corso accertamenti per ricostruire la catena della distribuzione al dettaglio delle mascherine.

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Modena: emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza sequestra 24.000 mascherine non sicure (video)

(145) Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Modena, nell’ambito dei servizi di controllo volti al contrasto delle condotte fraudolente e delle pratiche commerciali sleali connesse all’emergenza epidemiologica COVID-19, hanno individuato e sequestrato, all’interno di un’azienda commerciale modenese, 1.222 mascherine di tipo FFP2 e 7.650 mascherine tristrato chirurgiche, non conformi ai prescritti requisiti di sicurezza ed in assenza delle necessarie certificazioni dell’Istituto Superiore di Sanità o dell’INAIL.

Le mascherine sequestrate, provenienti da un fornitore cinese, erano infatti prive della marcatura “CE” ed erano accompagnate unicamente da un “Certificate of Compliance”, che risulta essere semplicemente un documento emesso su base volontaria a richiesta del produttore.

L’ingente sequestro operato dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria e della Compagnia di Modena è stato effettuato in concomitanza ad altro intervento eseguito presso una farmacia bolognese dai finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna, ove sono state rinvenute e poste sotto sequestro altre 400 mascherine non sicure, provenienti dalla medesima fornitura.

Presso il commerciante modenese, che pubblicizzava la vendita dei prodotti sequestrati attraverso il noto social network “facebook”, è stata acquisita la documentazione amministrativo-contabile utile alla ricostruzione dell’intera filiera dei soggetti coinvolti.

Lo sviluppo dell’attività investigativa ha consentito altresì di accertare che la merce era stata poi venduta a diversi Enti pubblici locali, approfittando delle difficoltà che hanno quest’ultimi a reperire sul mercato tali presidi sanitari in tempi brevi, ove sono state rinvenute e sottoposte a sequestro ulteriori 13.000 mascherine chirurgiche e 1.700 mascherine FFP2, ancora inutilizzate.

I due responsabili dell’azienda modenese sono stati dunque deferiti alla locale A.G., a piede libero, per le ipotesi di reato di frode in commercio e nelle pubbliche forniture.

Continuano ulteriori controlli da parte di tutti i Reparti delle Fiamme Gialle della provincia, finalizzati a tutelare la salute dei consumatori e gli operatori onesti, contrastando i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria per conseguire indebiti profitti.

L’attività di servizio condotta dai finanzieri modenesi e bolognesi costituisce efficace concretizzazione della quotidiana azione realizzata dalla Guardia di Finanza, quale unico organo di polizia giudiziaria ed economico-finanziaria, nel perseguimento dell’obiettivo di ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e solidarietà tra Stato e cittadini e di tutela della collettività.

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Napoli: il consumo di stupefacenti ai tempi del coronavirus, dalle piazze di spaccio alle consegne a domicilio. La Guardia di Finanza sequestra 2 kg di hashish e marijuana spediti tramite corrieri postali (video)

(144) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato, in distinti interventi, 2 kg di hashish e marijuana contenuti in circa 90 plichi postali, già confezionati per il consumo.

In particolare, i finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano sono riusciti ad individuare un canale di spedizione delle sostanze intercettando i relativi plichi presso un “hub” di smistamento dell’area metropolitana di Napoli di un’importante società di spedizioni internazionale con sede ad Arzano (NA).

L’attuale situazione emergenziale preclude, infatti, l’illecita attività di spaccio su strada degli stupefacenti ed obbliga la criminalità, come in questo caso, a ricorrere a metodi alternativi, quali l’acquisto di droga tramite internet su siti specializzati, e la conseguente spedizione della stessa, tramite corrieri privati completamente inconsapevoli, spesso utilizzando carichi di copertura.

L’operazione delle Fiamme Gialle di Napoli conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non ferma il traffico e

lo spaccio di sostanze stupefacenti, che ora viene commercializzata su canali ancora attivi, come appunto le spedizioni tramite corrieri.

In pochi giorni, infatti, le Fiamme Gialle di Napoli hanno eseguito tre sequestri di questo tipo, interrompendo un canale di consegna di sostanze stupefacenti spediti dalla Campania e diretti a tutto il territorio nazionale.

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Roma: operazione “Apogeo”, la Guardia di Finanza confisca il patrimonio del clan mafioso Spada per oltre 18 milioni (video)

(143) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo la confisca dei beni, per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro, del clan mafioso degli SPADA.

Il provvedimento ablativo, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino, costituisce l’epilogo dell’attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e sancisce l’acquisizione da parte dello Stato dell’ingente patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al sodalizio criminale operante nel litorale romano, già oggetto di sequestro nell’ottobre 2018.

Gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Capitale hanno ricostruito le ricchezze illecitamente accumulate dagli esponenti di spicco del clan – il capo Carmine SPADA alias Romoletto (classe 1967), Ottavio SPADA (classe 1963), Armando SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951) – individuandone le fonti di finanziamento “occulte”.

Gli approfondimenti economico-patrimoniali svolti, che hanno preso le mosse dalle note operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, hanno consentito di dimostrare l’incoerenza dei modesti redditi dichiarati dagli interessati con i rilevanti investimenti posti in essere in svariate attività commerciali, finanziati, in realtà, dai profitti delle numerose condotte delittuose commesse nel tempo, quali fatti di estorsione, usura e traffico di sostanze stupefacenti.

Né è servito intestare le imprese a compiacenti “prestanome”, apparentemente estranei al contesto criminale: gli accertamenti hanno infatti riguardato tutte le persone (circa 50 tra familiari e terzi) coinvolte nelle compravendite di quote societarie, effettuate fittiziamente al solo scopo di “schermare” la titolarità effettiva delle aziende.

In definitiva, conformemente allo spirito della normativa contenuta nel “Codice Antimafia”, la confisca ha permesso di sottrarre al clan beni in grado di “inquinare” l’economia legale.

Nello specifico, si tratta del patrimonio aziendale – in tutto o in parte – di 19 società, 2 ditte individuali e 6 associazioni sportive/culturali site nel comune di Roma (per lo più ad Ostia) e operanti in svariati settori: la gestione di forni, bar, sale slot, distributori di carburanti, palestre, scuole di danza, nonché il commercio di autovetture e l’edilizia.

Tra le predette attività rientra anche l’associazione “FEMUS BOXE” che gestiva la palestra di Ostia dove, nel novembre del 2017, Roberto SPADA aggredì – venendo poi condannato per lesioni aggravate dal cosiddetto “metodo mafioso” – una troupe della RAI.

Gli ulteriori beni confiscati sono costituiti da 2 immobili siti a Ostia e Ardea (RM), 13 automezzi e disponibilità finanziarie su rapporti bancari e postali.

L’odierna operazione testimonia il costante impegno della Procura della Repubblica, del Tribunale e della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione alle ricchezze illecitamente accumulate dalla criminalità, al fine di restituirle alla collettività.

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Locri (RC): la Guardia di Finanza sequestra polizze assicurative per oltre 1,5 milioni, denunciate 2 persone per riciclaggio

(142) I Finanzieri del Gruppo di Locri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Locri, portavano a conclusione un’articolata attività di Continue reading “Locri (RC): la Guardia di Finanza sequestra polizze assicurative per oltre 1,5 milioni, denunciate 2 persone per riciclaggio”

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Bologna: la Guardia di Finanza scopre una maxi truffa ai danni dell’I.N.P.S. da parte di una cooperativa di servizi. Disposto il sequestro di beni per 3 milioni di euro (video)

(141) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un decreto di sequestro preventivo per equivalente di disponibilità finanziarie per complessivi 3 milioni di euro, nei confronti di due soggetti, F.A. classe ’43 e S.K. classe ‘73 entrambi residenti in Provincia di Bologna, nella loro qualità di Presidente e Vice Presidente del C.d.A. di una cooperativa di servizi, con sede in San Lazzaro di Savena (BO), ritenuti responsabili di aver posto in essere, tra il 2013 ed il 2016, una ingente truffa ai danni dell’I.N.P.S.

In particolare, l’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Flavio Lazzarini, ha permesso di accertare come gli amministratori della cooperativa, operante nel settore delle pulizie, con contratti di appalto stipulati con importanti aziende di trasporto nazionale e locale, simulando uno stato di crisi aziendale, avessero nel tempo richiesto ed ottenuto dall’I.N.P.S., in maniera indebita, l’applicazione di “contratti di solidarietà” che, al fine di evitare licenziamenti, prevedono una riduzione dell’orario di lavoro in favore dei propri dipendenti e l’ottenimento di uno specifico contributo.

Gli approfondimenti investigativi svolti dalle fiamme gialle felsinee hanno consentito di accertare come la cooperativa, nonostante la concessione di tale particolare forma di ammortizzatore sociale, avesse continuato ad impiegare fraudolentemente i propri dipendenti per l’intero orario di servizio, giustificando la retribuzione delle ore in eccesso, rispetto a quelle stabilite nei suddetti contratti, come se fossero somme elargite a titolo di “rimborsi” o “trasferte”, remunerando irregolarmente le ore di straordinario svolte dal personale.

Grazie a tale stratagemma, gli amministratori della cooperativa hanno illecitamente ottenuto dall’Istituto di Previdenza contributi, a seguito dell’applicazione dei contratti di solidarietà, per un importo totale di circa 3 milioni di euro omettendo, altresì, il versamento degli ordinari oneri previdenziali dovuti sulle ore lavorative eseguite in eccedenza per ulteriori 2,5 milioni di euro.

L’operazione testimonia l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza nella sinergica azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, che trova nell’aggressione patrimoniale dei soggetti responsabili dei reati la forma più incisiva di ristoro dei primari interessi dello Stato.

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