Varese: Guardia di Finanza, operazione “La stangata continua”. Accumulo di patrimoni illeciti, sequestrati 2,4 milioni a 4 pregiudicati (video)

(182) 3 ville e 2 cascinali, 9 appartamenti, 2 terreni e 5 box, ma anche 1 dipinto e 2 orologi di pregio: sono questi i beni che la Guardia di Finanza di Busto Arsizio su disposizione dell’Autorità Giudiziaria ha sequestrato – nonostante il periodo di pandemia – a 4 cittadini serbi residenti o domiciliati in Italia abitualmente dediti alla commissione di reati contro il patrimonio (furti, truffe, ecc.), in alcuni casi collegati ad operazioni fraudolente di cambio valuta, realizzate in più Stati attraverso la consegna agli ignari clienti/vittime di banconote contraffatte (recanti la dicitura fac-simile).

A vedersi spogliati di tutti i propri beni, acquistati e accumulati con i proventi di anni di attività delittuose, sono stati un 48enne domiciliato a Busto Arsizio (VA), una 45enne domiciliata a Castellanza (VA), un 37enne di Melzo (MI) e un 33enne residente a Pieve Fissiraga (LO), imparentati tra loro e da tempo stabilitisi in Italia.

Per alcuni di essi, nel mese di settembre 2017 erano già scattate le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP del Tribunale di Busto Arsizio nell’ambito dell’operazione “LA STANGATA” condotta sempre dalle Fiamme Gialle bustocche nei confronti di una nutrita associazione a delinquere, composta da soggetti di etnia serba, sistematicamente dedita alla commissione di furti seriali, secondo la modalità definita “rip-deal”, perpetrati attraverso fraudolenti cambi di valuta realizzati utilizzando il sistema di intermediazione creditizia denominato “hawala” (in arabo “trasferimento”). Già all’epoca i finanzieri, contestualmente agli arresti, sequestrarono beni e denaro per 725.000 euro, costituenti il profitto dei reati contestati.

A conclusione delle indagini penali, grazie alla meticolosa ricostruzione della biografia criminale di ciascun indagato, ha preso corpo l’operazione “LA STANGATA CONTINUA”, nell’ambito della quale i finanzieri della Compagnia Busto Arsizio, per oltre due anni hanno proseguito con approfondite indagini patrimoniali sul conto degli indagati e delle persone loro collegate, applicando il Codice Antimafia (Decreto Legislativo n. 159/2011) nella parte relativa alle misure di prevenzione patrimoniale riservate alle persone ritenute socialmente pericolose, connotate da un’evidente sproporzione tra i beni posseduti (anche se intestati a incensurati prestanome) ed i redditi dichiarati dal nucleo familiare.

Individuando anche i prestanome a cui i beni erano stati formalmente intestati per eludere la confisca, è stato così possibile avanzare alle competenti Autorità Giudiziarie (Procure della Repubblica di Busto Arsizio, Milano e Lodi) le richieste di applicazione di misure di prevenzione patrimoniali che sono state accolte dalla Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano.

L’intero patrimonio sequestrato, dislocato tra i comuni di Busto Arsizio, Castellanza, Lonate Pozzolo, Monza (MB), Corno Giovine (LO), Pieve Fissiraga (PV) e Champorcher (AO), è passato ora nella gestione degli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Milano in attesa della definitiva confisca e, dunque, del passaggio all’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la quale, allorquando le sentenze di confisca, in alcuni casi già pronunciate, ma oggetto di impugnazione, diverranno definitive, ne curerà la destinazione ad un effettivo riutilizzo sociale.

L’aggressione dei patrimoni illeciti, infatti, consente allo Stato di colpire le organizzazioni criminali e, più in generale, le persone che vivono in tutto o in parte con i proventi di attività delittuose, nel cuore dei propri interessi economici, patrimoniali e imprenditoriali e di restituire alla collettività, per finalità sociali, i beni illegalmente accumulati.

 

 

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Varese: Guardia di Finanza, traffico internazionale di droga. Sequestrati 150 kg di sostanze stupefacenti nell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa

(158) La Guardia di Finanza di Malpensa, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha sequestrato 150 Kg. di sostanze stupefacenti, bloccando l’importazione di droghe destinate in tutto il territorio nazionale.

Anche nell’attuale situazione di emergenza epidemiologica, causata dal coronavirus, non si ferma il traffico internazionale di merci nello scalo intercontinentale varesino. Tra le spedizioni in transito, la Guardia di Finanza – attraverso un’attività di monitoraggio dei flussi postali ed espressi e grazie ad una attenta “analisi di rischio” basata sulla valutazione dei profili di pericolosità delle spedizioni in arrivo con voli Cargo all’aeroporto di Malpensa – ha sottoposto a sequestro decine di spedizioni al cui interno erano occultati complessivamente 150 Kg di sostanze stupefacenti.

Trattasi principalmente di khat, ma anche marijuana e hashish, provenienti rispettivamente dall’Africa orientale (Etiopia) e dagli Stati Uniti d’America (in particolare dalla California) e Spagna, con diversi transiti in altri Paesi a causa dall’attuale lockdown, ma anche di altre sostanze, quali l’ayahuasca la cd. droga degli sciamani, di recente approdata anche in Italia dal Perù, infuso psichedelico a base di diverse piante amazzoniche, in grado di indurre un potente effetto visionario, che ha già provocato diverse vittime nei soggetti che ne hanno fatto uso.

Nell’ambito dell’attività finalizzata ad individuare i reali destinatari delle spedizioni, nel corso di diverse perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria di Busto Arsizio, è stato tratto in arresto un soggetto italiano residente nella città di Pavia che, giudicato in direttissima, ha patteggiato una pena a due anni di reclusione.

Sono stati sottoposti a sequestro inoltre sciroppi, cioccolatini e biscotti alla cannabis, nonché numerose dosi di ecstasy.

Di importante supporto sono state le attività svolte dalle unità cinofile del Gruppo che, grazie all’infallibile fiuto dei cani antidroga e alle competenze e abilità professionali dei relativi conduttori, hanno consentito di individuare, tra migliaia di pacchi in arrivo in questo delicato e concitato periodo, in cui nell’area Cargo dell’aeroporto transitano quasi esclusivamente dispositivi sanitari (quali mascherine, tute protettive e guanti), le spedizioni sospette, meritevoli di più approfonditi e mirati controlli.

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