Sassari: Guardia di Finanza, operazione “Scatole cinesi”. Sventata truffa immobiliare in Gallura, sequestrati beni per 14 milioni

(114) I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Tempio Pausania, al termine di una articolata attività investigativa, coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Tempio Pausania, Dott. Gregorio Capasso e dal Sostituto Procuratore, Dott.ssa Ilaria Corbelli, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria gallurese sei soggetti resisi responsabili del reato di truffa nei confronti di una donna che, dopo strane e complicate trattative per la cessione di quote societarie, ha compreso di essere stata vittima di un colossale raggiro.

Il servizio condotto dalle Fiamme Gialle tempiesi, guidate dal tenente Jacopo Maccione, ha permesso di portare alla luce una complessa frode ed identificarne i responsabili nonché di sottoporre a sequestro più di cento beni immobili.

Il gruppo criminale è risultato costituito da soggetti italiani e stranieri i quali, grazie a false fideiussioni prestate da una società italiana, appositamente costituita e già destinataria di istanza di fallimento e segnalazioni della Banca d’Italia, apparivano in grado di garantire acquisti da parte di società bulgare e londinesi, anch’esse

costituite ad hoc e rappresentate dagli stessi appartenenti al sodalizio, riuscendo così, attraverso il complesso meccanismo, ad acquisire illecitamente le quote di una società gallurese e, attraverso di esse, la proprietà degli immobili ad essa riconducibili.

Mediante successivi passaggi avvenuti tra queste società, tutte riconducibili ai medesimi soggetti, i beni immobili e le quote societarie sono stati veicolati verso due distinte società (una italiana ed una londinese) organizzate in Gruppi Europei di Interesse Economico.

I beni così ottenuti sarebbero serviti per fornire garanzie per la concessione di finanziamenti ovvero per essere alienati in favore di soggetti terzi in buona fede.

All’esito della vasta attività di indagine, resa oltremodo complessa dal significativo numero di società coinvolte ed organizzato secondo l’ormai noto schema delle cosiddette scatole cinesi, enti appositamente costituiti al fine di eludere le investigazioni e far disperdere le tracce del reato, i Finanzieri, in esecuzione del provvedimento cautelare reale emesso dall’Autorità Giudiziaria, hanno complessivamente sequestrato ben 104 beni immobili (tra fabbricati e terreni), per un valore stimato di oltre 14 MILIONI di euro, la titolarità dei piani di lottizzazione approvati e convenzionati ad essi relativi e quote societarie, per un importo superiore ad 80 MILA euro.

L’attività di servizio della Guardia di Finanza di Tempio Pausania testimonia il costante impegno profuso dal Corpo e dalla locale Autorità Giudiziaria, anche in un periodo di emergenza qual è quello attuale, per la tutela del sistema economico legale e a garanzia del tessuto economico produttivo del Paese.

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Bari: la Guardia di Finanza esegue sequestro preventivo nei confronti di 3 società ritenute responsabili di manovre speculative sulla vendita di DPI alle Aziende Sanitarie pugliesi (video)

(113) I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno eseguito un sequestro preventivo emesso in caso d’urgenza dal Pubblico Ministero – Procuratore Aggiunto, dott. Roberto Rossi -, nei confronti di 3 società baresi ritenute responsabili di aver effettuato manovre speculative sulla vendita dei dispositivi di protezione individuali (c.d. mascherine) nei confronti di diverse Aziende Sanitarie pugliesi.

Il sequestro del profitto delle condotte delittuose ascritte ai legali rappresentanti delle società ammonta ad oltre 1,1 milioni di euro.

Nei giorni scorsi, le indagini del Gruppo Tutela Spesa Pubblica, articolazione particolarmente specializzata nel contrasto alla corruzione e alle patologie afferenti l’impiego di denaro pubblico (con particolare riferimento alla Sanità), avviate nel contesto dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19, hanno permesso di acquisire concreti elementi in ordine ad illecite attività poste in essere dalle suddette società fornitrici di aziende sanitarie pubbliche – tra cui ASL Bari e diverse aziende ospedaliere del territorio pugliese.

Dette società, in presenza di una grave rarefazione nel mercato nazionale di “mascherine” e altri presidi individuali di protezione, da considerarsi senza dubbio “prodotti di prima necessità”, compivano manovre speculative consistenti nel fare incetta o acquisire in ogni caso i citati dispositivi protettivi e rivenderli con ricarichi economici via via crescenti nel corso dei diversi passaggi della filiera commerciale, in tal modo imponendo sul mercato un prezzo di vendita progressivamente maggiorato ed esageratamente superiore a quello ordinario praticato prima dell’emergenza e del tutto svincolato da una fisiologica variabile domanda/offerta, tenuto conto che i ricarichi applicati, quasi mai inferiori al 100%, hanno registrato picchi sino al 4100%.

In particolare, la certosina ricostruzione investigativa operata dagli investigatori economico-finanziari delle Fiamme Gialle ha consentito di acclarare come una delle società coinvolte avesse acquistato nell’ottobre 2019 da un fornitore cinese (estraneo alle indagini) oltre 127.000 mascherine filtranti FFP3 al costo unitario comprensivo dei costi accessori (spese di trasporto, diritti doganali, etc.), di Euro 0,36; nello scorso mese di marzo – quando, in piena e virulenta deflagrazione della pandemia, sul mercato nazionale risultava quasi impossibile

reperire i suddetti dispositivi di protezione individuale, le stesse mascherine sono state rivendute ad un’altra società fornitrice di aziende sanitarie pugliesi, al prezzo di oltre 12 euro cadauna. Quest’ultima società barese ha, infine, ceduto le mascherine filtranti ai medesimi enti sanitari a prezzi oscillanti tra i 18 e i 20 euro al pezzo, iva esclusa.

Gli operatori commerciali destinatari del provvedimento cautelare, abusando anche della loro qualità di prestatori d’opera necessari (in quanto esercenti attività commerciali “operative” in base ai recenti provvedimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri) hanno così dolosamente profittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare o quantomeno rendere alquanto difficoltosa la protezione sanitaria di pazienti, medici, infermieri, operatori della sicurezza e di ogni altra categoria particolarmente esposta al rischio di contagio.

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Termini Imerese (Pa): la Guardia di Finanza sequestra 19000 flaconi di gel igienizzante (video)

(111) I Finanzieri del Gruppo di Termini Imerese, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli volti a verificare il pieno rispetto delle misure adottate dal Governo per il contenimento dell’epidemia da COVID-19, ha posto sotto sequestro penale, presso un minimarket nel comune di Trabia,

La successiva e conseguente attività di approfondimento, diretta a ricostruire la filiera commerciale attraverso le fatture d’acquisto, ha portato all’individuazione di un’impresa di commercio all’ingrosso di prodotti per la persona e per la casa, con sede in Ficarazzi, nella quale venivano stoccati, per la successiva distribuzione al dettaglio – numerosi prodotti di saponi igienizzanti.

Le Fiamme Gialle hanno proceduto quindi al sequestro amministrativo di circa

19.000 flaconi di gel igienizzante (da circa 100 ml) venduti senza alcuna etichetta. Si trattava di prodotti tutti potenzialmente pericolosi in quanto non presentavano alcuna indicazione del produttore, dell’origine, data di scadenza e precauzioni d’uso, in spregio alle normative comunitarie ed alla disciplina nazionale sulla sicurezza dei prodotti cosmetici (D.lgs. n. 204 del 2015).

Il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci mentre al titolare dell’azienda distributrice è stata contestata la violazione della specifica fattispecie prevista dal regolamento comunitario n.1223 del 2009, punita con la sanzione amministrativa che può arrivare fino a 30.000 euro.

Continuano, incessanti, i controlli delle Fiamme Gialle in tutta la provincia palermitana, così come concordato in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al fine di controllare il rispetto delle misure di sicurezza adottate dall’Autorità governativa nonché contrastare possibili speculazioni o insidie derivanti dalla commercializzazione di materiale non conforme alle norme.

 

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Bronte (Sr): la Guardia di Finanza sequestra 7115 litri di detergente illegalmente venduto per sanizzante. Denunciato un imprenditore (video)

(110) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito dei servizi volti alla verifica delle misure per il contenimento dell’epidemia Coronavirus, hanno sottoposto a sequestro 6074 confezioni di normale prodotto detergente, corrispondenti a 7115 litri, illecitamente posto in vendita quale sanificante senza che ne fossero state preventivamente verificate le reali qualità biocide.

In particolare, i militari della Compagnia di Paternò, impegnati nel controllo delle caratteristiche dei prodotti maggiormente richiesti dopo l’inizio dell’allarme sanitario (maschere protettive, guanti, gel igienizzanti, etc…), hanno individuato il soggetto economico a seguito di una specifica ed attenta attività di Polizia Economico- Finanziaria.

Recatisi presso la sede del commerciante all’ingrosso di detersivi, le Fiamme Gialle hanno rinvenuto decine di confezioni di detergente, qualificati sull’etichettatura quali sanitizzante, pronti per l’illecita vendita. Infatti, la capacità battericida, ovvero l’essere in grado di eliminare i virus eventualmente presenti sulle superfici del mobilio e delle suppellettili, deve essere appurata nel corso di approfondite analisi chimiche e comprovata da una specifica autorizzazione ministeriale prima che il prodotto venga immesso in commercio.

Tale circostanza è molto importante per evitare sia potenziali rischi per la salute pubblica, non avendo cognizione delle reali caratteristiche e delle eventuali controindicazioni del prodotto, sia che i clienti vengano semplicemente indotti in errore a seguito delle false indicazioni riportate sulla confezione.

Per tale ragione, i militari hanno proceduto al sequestro della merce ed hanno segnalato il titolare della società alla locale Autorità Giudiziaria per frode in commercio.

Nel contempo, altri Reparti del Corpo sono stati interessati perché procedano al sequestro del medesimo prodotto già distribuito a diversi clienti sull’isola.

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Ragusa: emergenza Covid-19, in giro per le strade di Modica un latitante ed un soggetto che avrebbe dovuto essere a casa in quarantena. Arrestato il latitante e denunciato l’altro soggetto (video)

(109) A seguito dell’emanazione dei recenti D.P.C.M. e dei D.L., il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa ha orientato l’attività dei Reparti dipendenti verso il rafforzamento del controllo economico del territorio per verificare il rispetto delle misure di contenimento della crescente diffusione del “Covid-19”.

In tale contesto, le Fiamme Gialle iblee, nella tarda serata del 31 u.s., hanno proceduto all’arresto di un latitante di origine calabrese, C.G. (classe 1968), e alla denuncia a piede libero, per violazione alle Leggi Sanitarie, di un modicano, identificato in tale F.K. (classe 1998), in regime di permanenza volontaria presso il proprio domicilio, perché rientrato il 22 marzo u.s. dalla Germania.

I due soggetti viaggiavano a bordo di un’autovettura con targa straniera quando sono stati fermati ad un posto di controllo messo in atto dalle pattuglie della Guardia di Finanza nel corso di specifici e mirati servizi sul territorio organizzati per fronteggiare l’emergenza COVID -19.

L’attività è stata condotta dai militari della Tenenza di Modica, sotto il coordinamento del sovraordinato Gruppo di Ragusa e l’ausilio del potenziato dispositivo realizzato da tutti i Reparti territoriali della Provincia, che operano in costante contatto con la Sala operativa del Comando Provinciale.

Il fermo dei due è avvenuto in C/da Fiumara, lungo la Strada Provinciale Modica-Scicli.

I finanzieri, insospettiti dall’atteggiamento inquieto dei passeggeri del mezzo fermato, sprovvisti della autocertificazione prevista e senza una plausibile ragione per essere in giro a quell’ora, hanno proceduto con l’esecuzione di più approfonditi accertamenti.

Effettivamente i sospetti degli operanti si rivelavano ben presto fondati, atteso che la persona che viaggiava al lato passeggero, F.K., risultava essere in stato di isolamento fiduciario presso il proprio domicilio di Modica, per un periodo di quattordici giorni a partire dal 22 marzo, come disposto dall’ASP di Ragusa a seguito del rientro in Sicilia del soggetto, proveniente dalla Germania.

Ben più grave appariva la posizione del conducente del mezzo, C.G., originario di Cosenza, già noto alle Forze dell’ordine per gravi precedenti in materia di traffico di sostanze stupefacenti. Il soggetto, infatti, risultava latitante da circa tre anni, in quanto colpito da un provvedimento di carcerazione per esecuzione pena emesso dal Tribunale di Pistoia, perché condannato a scontare 9 mesi di reclusione per il reato di atti persecutori (art. 612 bis c.p.).

Alle domande dei militari operanti C.G. non ha fornito informazioni attendibili sulle circostanze che ne giustificassero la presenza a Modica, dichiarando di essere giunto giorni prima proveniente dalla Calabria e prima ancora dal Belgio dove aveva lavorato per qualche tempo.

Alla luce degli elementi emersi i due venivano condotti presso gli uffici della Tenenza di Modica per la redazione degli atti di rito mentre grazie alla collaborazione delle altre pattuglie nel frattempo attivate si procedeva alla perquisizione domiciliare presso l’abitazione di F.K., dove si constatava che anche C.G. aveva soggiornato, almeno negli ultimi giorni.

All’esito dell’attività svolta C.G., dopo anni di latitanza trascorsi tra Italia e Belgio, è stato tratto in arresto e associato presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione, dell’Autorità Giudiziaria, in stato, precauzionalmente, di isolamento e sorveglianza sanitaria, in attesa dei necessari accertamenti per verificare l’eventuale positività al COVID -19.

Mentre per quanto riguarda F.K., avendo violato il divieto assoluto di allontanamento dalla propria abitazione o dimora, lo stesso è stato deferito a piede libero ai sensi dell’art. 260 T.U.LL.SS alla Procura della Repubblica del Tribunale di Ragusa.

Sono tuttora in corso accertamenti per ricostruire i movimenti dei due nei giorni precedenti e verificare la data di effettivo ingresso e le modalità di arrivo in Regione

Continuano, quindi, senza sosta le attività ispettive delle Fiamme Gialle Iblee svolte in concomitanza delle misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che hanno come obbiettivo il contrasto ai comportamenti illeciti, mirando a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché l’effettivo sostegno alla popolazione in un momento di forte difficoltà.

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Lecce: speculazioni e frodi nella vendita di DPI, la Guardia di Finanza sequestra quasi 6000 mascherine vendute con rincari accertati di oltre il 400%

(108) La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce ha intensificato, nell’ultimo periodo, i controlli sul territorio dell’intera provincia salentina al fine di contrastare le condotte fraudolente e le pratiche commerciali sleali di chi – approfittando dell’attuale emergenza sanitaria connessa alla diffusione del coronavirus – specula sull’aumento della richiesta e sulla difficoltà di reperimento sul mercato dei dispositivi di protezione individuale e dei prodotti igienizzanti.

Nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle salentine hanno eseguito due distinti interventi: il primo in località di Minervino di Lecce, dove è stato individuato un consorzio agrario che commercializzava al dettaglio mascherine, peraltro risultate non conformi ai livelli di protezione e agli standard qualitativi pubblicizzati sulla confezione; i militari della Compagnia di Otranto hanno così sottoposto a sequestro ben oltre 3.500 mascherine, denunciando alla locale Procura della Repubblica il titolare del consorzio per il reato di “frode nell’esercizio del commercio” di cui all’art. 515 del codice penale.

Il secondo intervento, invece, è stato eseguito nel capoluogo della provincia ed ha riguardato un’attività commerciale di vendita al dettaglio di articoli sanitari e medicali, dove sono state sequestrate quasi 2.000 mascherine pronte ad essere vendute ad un prezzo elevato, applicando un ricarico esponenziale rispetto al costo di acquisto. In particolare, dagli accertamenti eseguiti dai militari della Compagnia di Lecce è emerso che le mascherine monouso di tipo chirurgico venivano rivendute a 5 euro al pezzo praticando così un ricarico di ben il 410% sul prezzo di acquisto, risultato pari ad 1,22 euro. Al riguardo, gli operanti hanno altresì constatato che analoga fornitura è stata posta in vendita altrove, da parte di altri operatori, ad un prezzo congruo di 2 euro a mascherina; ciò significa, quindi, che la merce sequestrata, una volta venduta, avrebbe garantito al titolare di realizzare un ulteriore extraprofitto di 6.000 euro.

Per tale condotta, il responsabile è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Lecce per violazione dell’art. 501-bis del codice penale “manovre speculative su merci”, che punisce tale comportamento con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 516 euro a 25.822 euro.

Il rafforzamento del dispositivo di controllo economico del territorio da parte delle Fiamme Gialle del Salento, in linea con le direttive impartite dall’Autorità di Vertice, mira a corrispondere al forte bisogno di protezione avvertito soprattutto in questo periodo dalla cittadinanza, che può peraltro contare anche sul numero di pubblica utilità “117” della Guardia di Finanza, attivo 24 ore su 24, per segnalare qualsiasi irregolarità economico- finanziaria osservata in tale settore.

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Caserta: la Guardia di Finanza sequestra 9000 litri di disinfettante per superfici e 74000 panni disinfettanti prodotti e commercializzati come presidi medico-chirurgici senza le necessarie autorizzazioni. Denunciato un imprenditore (video)

(106) I militari della Compagnia di Mondragone, nell’ambito dei servizi antifrode nella produzione e commercializzazione di prodotti di maggiore richiesta in questo periodo di emergenza sanitaria, hanno ispezionato una fabbrica di detersivi e detergenti dell’alto casertano verificando la correttezza del ciclo produttivo e la regolarità delle indicazioni fornite ai consumatori sia sulle etichette dei prodotti, che sulle schede tecniche riportate anche sul sito internet dell’azienda.

All’esito dei controlli si è accertato che alcune linee di prodotti definiti disinfettanti presidi medico-chirurgici erano in realtà confezionati senza le necessarie autorizzazioni ministeriali a tutela della salubrità del ciclo produttivo e della sicurezza del prodotto finale.

In particolare sono stati sequestrati oltre 9.000 litri di disinfettante liquido per superfici e pavimenti in confezioni da 1 litro e 5 litri (e in cisternette ancora da imbottigliare) e circa 74.000 panni disinfettanti monouso con relative 783 compresse di disinfettante concentrato da sciogliere. Rinvenute anche 187 etichette attestanti le false indicazioni qualitative dei prodotti.

L’accesso presso l’industria è stato motivato dal fatto che nei numerosi controlli presso gli esercizi commerciali presenti sul territorio i finanzieri della Compagnia di Mondragone erano venuti a conoscenza dell’avvenuta commercializzazione di un igienizzante per mani riportante sull’etichetta delle indicazioni ingannevoli quali “combatte virus, funghi e batteri” (sul fronte) ed “è efficace su molti microrganismi patogeni” (sul retro). Al momento dell’accesso veniva quindi accertato che il produttore aveva cambiato da poco l’etichettatura, regolarizzandola, a riprova della sua consapevolezza circa l’illeceità di tali indicazioni, sebbene venivano rinvenuti nei computer aziendali i file master per la realizzazione grafica delle etichette in questione, nonché 187 etichette già stampate.

A qual punto le Fiamme Gialle hanno esteso i controlli sull’intera linea di produzione accertando che alcuni prodotti specifici definiti presidi medico chirurgici (disinfettanti per superfici) venivano confezionati senza la necessaria autorizzazione del Ministero della

Salute, nonché la produzione di due nuovi disinfettanti per superfici (un prodotto liquido e un panno monouso) erano stati messi in produzione senza neanche richiedere all’Ente ministeriale la specifica autorizzazione per l’immissione al consumo.

In particolare le etichette apposte sulla confezione di quest’ultimi prodotti riportavano, falsamente, un numero di registrazione all’elenco dei presidi medico chirurgici, autorizzati dal Ministero della Salute, appartenente a prodotti con composizioni chimiche differenti.

Per disposizioni del Ministero della Salute, infatti, i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione, classificabili come prodotti “biocidi”, sono soggetti, per l’immissione in commercio, di una specifica autorizzazione che ne certifica la qualità e l’effettiva efficacia. Tale autorizzazione risulta inoltre necessaria anche per l’officina di produzione in quanto garantisce che la produzione avvenga in uno stabilimento “sanitariamente” idoneo che sia in grado di assicurare la sicurezza del prodotto per il consumatore e per l’ambiente.

All’esito dell’attività di servizio, i militari della Compagnia di Mondragone, hanno sottoposto a sequestro i disinfettanti illecitamente prodotti e ancora stoccati in azienda, segnalando, alla competente A.G., il legale rappresentante dell’industria per i reati di cui agli artt. 189 del R.D. 1265/1934 (Testo Unico delle Leggi Sanitarie) e 517 C.P. per la “produzione di presidi medico chirurgici senza autorizzazione” e la commercializzazione di prodotti industriali con segni mendaci”.

L’attività di servizio svolta testimonia gli sforzi operativi posto in essere dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta per assicurare un presidio di sicurezza e di legalità economica nell’attuale contesto di emergenza sanitaria e per contrastare ogni insidiosa forma di illecito commercio di prodotti attinenti alla prevenzione sanitaria.

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Taranto: la Guardia di Finanza dona all’A.S.L. 10170 mascherine protettive (video)

(105) Nella mattinata odierna, presso l’Ospedale “Moscati” di Taranto, personale appartenente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto ha proceduto alla consegna alla Direzione dell’A.S.L. jonica di 10.170 mascherine protettive, identificate con la sigla FFP2 sottoposte a sequestro nei giorni scorsi dai finanzieri del Nucleo di polizia economico – finanziaria per violazione dell’art. 501 bis del codice penale (manovre speculative sulle merci).

Le mascherine sono state messe a disposizione del Prefetto di Taranto Demetrio Martino con provvedimento del Procuratore Aggiunto della Repubblica di Taranto Maurizio Carbone.

Per fronteggiare la contingente carenza di dispositivi di protezione individuale così come disposto dal D.L. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”), l’Autorità Prefettizia ha emanato un provvedimento di requisizione disponendo la messa a disposizione a favore del personale dell’Azienda Sanitaria.

Salgono ad oltre 17.000 le mascherine complessivamente consegnate dalla Guardia di Finanza alla A.S.L. di Taranto, ai fini della successiva distribuzione al personale medico ed infermieristico impegnato quotidianamente nell’emergenza Covid- 19 presso gli ospedali e le strutture sanitarie della provincia.

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Roma: la Guardia di Finanza sequestra 1000 mascherine non conformi. In un minimarket rinvenuti altri DPI non sicuri e 0,5 kg di hashish. Sequestrati anche 300 articoli contraffatti e 30000 € in contanti (video)

(103) Più di 1.000 mascherine non conformi alla normativa comunitaria e nazionale sono state scoperte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma in una rivendita di ricambi per telefonia mobile ubicata a via dell’Omo, nel quadrante orientale della capitale.

Durante un controllo finalizzato ad appurare l’eventuale detenzione di merce contraffatta, le Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano hanno rinvenuto, all’interno di diversi scatoloni, i dispositivi di protezione – sprovvisti del marchio di qualità CE (e in difetto di qualsivoglia “autodichiarazione” indirizzata all’Istituto Superiore di Sanità e all’I.N.A.I.L. per l’attestazione del rispetto dei requisiti di sicurezza, deroga consentita in via eccezionale dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto) – oltre a circa 300 articoli contraffatti griffati “Apple” e a 30.000 euro occultati all’interno di una valigia, di cui il titolare dell’attività, un cittadino cinese, non ha saputo giustificare la provenienza. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica capitolina di per frode in commercio e introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi.

In un minimarket di generi alimentari situato a Tor Pignattara una pattuglia dello stesso Reparto, accorsa a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità 117, ha scovato sei panetti di hashish, pari a oltre mezzo chilogrammo di stupefacente, nascosti nel retro-bottega del negozio, accanto a mascherine prive di marchio CE e del confezionamento necessario a preservarne la sterilità. Per il titolare e il dipendente, entrambi di nazionalità bengalese, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria di Roma per detenzione di droga ai fini di spaccio e frode in commercio.

Le due operazioni rientrano nel più ampio piano di controlli predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria determinata dal “Covid-19”.

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Emergenza Covid-19: il servizio aereo della Guardia di Finanza in favore della Protezione Civile per il trasporto di personale medico

(192) Nella giornata di oggi, su attivazione della Protezione Civile, due velivoli del gruppo esplorazione aeromarittima di Pratica di Mare, della linea ATR72 e ATR42, hanno trasportato una delegazione di 64 medici volontari, in supporto al personale sanitario delle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta, particolarmente impegnate nella lotta all’emergenza epidemiologica attualmente in corso.

Ad accompagnare la delegazione sono intervenuti il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, il Sottosegretario del Ministero della Salute, Sandra Zampa, il Commissario per il Potenziamento delle Infrastrutture Ospedaliere, Domenico Arcuri, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli ed Agostino Miozzo del Dipartimento della Protezione Civile–Promozione e Integrazione del Servizio Nazionale.

Anche oggi il servizio aereo della Guardia di Finanza vicino a chi ha più bisogno.

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Pavia: operazione “Clean Hands”, la Guardia di Finanza sequestra 18000 litri di acqua e sapone venduti come gel disinfettante ed igienizzante (video)

(101) Un nuovo episodio di frode legato all’emergenza sanitaria dettata dalla diffusione del Coronavirus è stato registrato nell’Oltrepò pavese.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Voghera, su ordine della Procura della Repubblica di Gorizia, ha effettuato una perquisizione presso i locali di un’azienda di Bosnasco (PV) ove si sarebbe dovuto produrre gel disinfettante.

Alla ditta in questione ci si è arrivati dopo un controllo su strada effettuato in provincia di Gorizia da militari della Compagnia di Monfalcone. I fatti hanno evidenziato che i flaconi trasportati contenevano semplici detergenti e non certo gel disinfettante come invece falsamente attestavano le etichette e i documenti che accompagnavano la merce.

È così scattata la perquisizione della società dell’Oltrepò pavese ad opera delle fiamme gialle vogheresi che sono riuscite ad individuare ben 21.600 flaconi, stipati su 38 bancali, di prodotti pronti per la vendita e non conformi alla normativa sanitaria, sequestrando circa 18.000 litri di semplice liquido detergente spacciato per disinfettante.

I flaconi sequestrati, privi della dicitura “Prodotto biocida” e dell’autorizzazione del Ministero della Salute o dell’Unione Europea, riportavano sull’etichetta numerosi riferimenti, anche in lingua straniera, ad un’azione “DISINFETTANTE”, “GERMICIDA” ed “ANTIBATTERICA” ingannevole per il consumatore.

In realtà, l’etichettatura era stata creata ad hoc per indurre in errore l’acquirente finale spinto a fidarsi dell’efficacia disinfettante del prodotto, invece assente. Tale merce, qualora immessa sul mercato senza i controlli previsti a garanzia dell’efficacia e della sicurezza del prodotto, avrebbe fruttato un illecito guadagno pari a circa 200 mila euro.

Il titolare dell’impresa controllata è stato deferito alla Magistratura goriziana per frode nell’esercizio del commercio, reato previsto e punito dall’art. 515 c.p., in concorso con un altro soggetto operante nel Friuli che ha acquistato, per la successiva rivendita, i prodotti detergenti dall’azienda produttrice dell’Oltrepò pavese.

Il Ministero della Salute chiarisce che, per la normativa nazionale e comunitaria, i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione sono classificabili come prodotti “biocidi” e possono essere posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione/registrazione alla commercializzazione da parte del predetto Dicastero o dalla Commissione Europea. Tale autorizzazione, che deve essere obbligatoriamente riportata in etichetta, garantisce l’effettuazione di un controllo preventivo all’immissione in commercio, attraverso il quale è valutata la sicurezza del prodotto per il consumatore e per l’ambiente, nonché la sua efficacia. Attribuire arbitrariamente, come è accaduto, a prodotti detergenti generici proprietà igienizzanti e disinfettanti contro germi e batteri potrebbe creare nel consumatore una falsa aspettativa sul prodotto stesso.

Continuano, dunque, le attività ispettive della Guardia di Finanza di Pavia, svolte in concomitanza delle misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che hanno come obiettivo il contrasto ai comportamenti fraudolenti e alle manovre speculative sui prezzi, mirando a garantire l’equilibrio del mercato e l’effettivo sostegno alla popolazione in un momento di forte difficoltà.

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Gorizia: operazione “Clean Hands”. Tra Friuli V.G. e Lombardia la Guardia di Finanza sequestra otre 17000 litri di falso disinfettante (video)

(100) Alcuni giorni fa, a Voghera, in Provincia di Pavia, con la collaborazione dei colleghi del luogo, i finanzieri isontini, sono giunti al sequestro oltre 17 mila litri di un cosiddetto gel igienizzante per mani abusivamente riportante sulle 21.600 confezioni un’azione “disinfettante”, “germicida” ed “antibatterica” mai sottoposta alla validazione delle qualità dal Ministero della Salute.

L’attività ha preso spunto dal sequestro effettuato a Monfalcone (GO) del carico di un autocarro che trasportava diversi cartoni di gel igienizzante in flaconi, denominato “Detergente Igienizzante Ml. 800 – Sanit Gel”, destinati alla vendita nel territorio isontino. A detto sequestro, a causa delle carenze di qualità del prodotto di cui si tentava il commercio, è seguita la denuncia dei responsabili all’Autorità Giudiziaria di Gorizia per “frode in commercio” prevista dall’art. 515 del Codice penale. Con l’obiettivo di ricostruire e disarticolare l’intera filiera commerciale non autorizzata, sono state poi disposte dall’Autorità Giudiziaria le perquisizioni all’interno dei magazzini della società produttrice che hanno consentito il sequestro di cui si dà conto.

Per disposizioni del Ministero della Salute, i prodotti che vantano in etichetta un’azione di disinfezione, classificabili come prodotti “biocidi”, possono essere posti in commercio solo dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione che ne certifica le qualità. Tale autorizzazione garantisce la sicurezza del prodotto per il consumatore e per l’ambiente, nonché la sua efficacia. Attribuire a prodotti detergenti, nel generico contesto delle proprietà igienizzanti ammesse, specifici effetti nei confronti di germi e batteri potrebbe ingenerare nel consumatore false aspettative sull’efficacia e “bontà” del prodotto. L’immissione in consumo della merce sequestrata avrebbe procurato un illecito guadagno stimato fino a 200 mila euro.

L’attività svolta nell’attuale contesto emergenziale dalla Guardia di Finanza isontina si armonizza con i compiti di presidio del territorio delle altre Forze di Polizia, secondo le direttive impartite dalla locale Autorità di Pubblica Sicurezza e dal Ministero dell’Interno, con lo scopo di garantire l’ordine pubblico economico da quanti nel particolare momento tentano iniziative commerciali a scapito della correttezza e credibilità del mercato e della sicurezza dei consumatori.

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Napoli: il Comando Provinciale della Guardia di Finanza consegna 600 mascherine all’Azienda Ospedaliera dei Colli

(99) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha devoluto all’Azienda Ospedaliera dei Colli, presso il piazzale dell’ospedale Cotugno, 600 mascherine – 90 FFP1, 170 FFP2 e 350 di tipo chirurgico – frutto di beneficienza da parte dei Baschi Verdi di Napoli e delle Fiamme Gialle del Gruppo di Giugliano in Campania.

I presidi saranno consegnati dal Tenente Colonnello Diego De Luca, Comandante del Gruppo Pronto Impiego, al dottore Giuseppe Fiorentino, direttore della UOC di Fisiopatologia e Riabilitazione respiratoria dell’Ospedale Monaldi, nonché responsabile della terapia sub-intensiva attivata presso l’Ospedale Cotugno per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

“La Guardia di Finanza ci è stata particolarmente vicina sin dai primi giorni di questa emergenza e continua a dimostrarci la sua solidarietà donandoci dispositivi di protezione utilissimi”, dichiara Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

“A loro va la nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per il servizio che quotidianamente svolgono sul territorio; solo uniti riusciremo a venire fuori da questo momento di crisi” conclude.

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Guardia di Finanza Torino: coronavirus, “La truffa delle 500.000 mascherine” (video)

(98) È bastato un sito particolarmente accattivante associato ad un prezzo imbattibile ed in pochi giorni sono piovuti sui suoi conti correnti centinaia di bonifici per decine di migliaia di Euro, ma delle mascherine nessuna traccia.

È quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino nel corso di un’operazione che ha portato alla denuncia di un imprenditore vercellese, commerciante nel settore del bestiame.

“Mascherine di ogni tipo, FFP1, FFP2, FFP3, chirurgiche, termometri e prodotti igienizzanti in quantitativi ingenti, con la promessa di consegnare il materiale entro 10 giorni; non mancavano neanche le offerte: per ordini di minimo 500.000 pezzi il prezzo scendeva a 0,90 centesimi cadauna. In un attimo oltre 200 farmacisti sono finiti nella trappola dell’imprenditore.

I “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego Torino erano però già sulle sue tracce e, supportati dai colleghi del Gruppo di Vercelli e della Compagnia di Caselle Torinese, sono riusciti in pochi giorni a stroncare una truffa da oltre 1 milione di Euro.

Oltre 250 le persone raggirate, tra questi appunto farmacisti, medici, infermieri, associazioni di volontariato e ancora più grave alcuni Enti Locali; tra questi addirittura due comuni uno in Piemonte mentre l’altro in Basilicata. I due comuni, una volta ottenute le mascherine, le avrebbero immediatamente destinate o alla loro protezione personale oppure alla successiva distribuzione ai servizi di assistenza.

Ad ogni reclamo sulla mancata fornitura di mascherine la giustificazione era sempre la stessa “Il cargo all’Aeroporto di Caselle arriverà tra qualche giorno, abbiate pazienza”; nulla è mai arrivato dalla Malesia, paese indicato dall’imprenditore quale luogo di produzione. Stessa “messinscena” anche con i Finanzieri che si erano finti acquirenti. Anzi, proprio di fronte agli inquirenti, si era vantato di essere in procinto di fornire 20.000.000 di mascherine al Governo Svizzero.

Tutto falso! L’unica mascherina presente in azienda il giorno della perquisizione era quella sul volto dell’improvvisato commerciante.

Ora il sito è stato sequestrato insieme alle migliaia di file inerenti ai contatti commerciali, e ai conti correnti personali dell’indagato.

La Guardia di Finanza di Torino, che ha condotto le indagini coordinate dai magistrati Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo della Procura della Repubblica di Torino, sta ora acquisendo le numerose querele da parte delle centinaia di persone truffate.

Le indagini sono ancora in corso e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino si raccomanda di porre la massima attenzione nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale; in questi giorni infatti numerosi sono i siti dedicati al commercio di detti articoli come numerose sono le aziende che hanno rimodulato la loro produzione a tale scopo. Meglio avviare degli acquisti in quantitativi ridotti per assicurarsi della qualità dei prodotti e degli stessi fornitori.

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Catania: semplici detergenti venduti per dispositivi medici. La Guardia di Finanza interrompe la commercializzazione fraudolenta e sequestra 5000 flaconi (video)

(97) Prosegue l’attività dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, mirata al rispetto delle misure per il contenimento dell’epidemia Coronavirus e il contrasto alle frodi in ordine alla vendita di DPI (dispositivi di protezione individuale).

I Finanzieri della Compagnia di Catania, grazie alle sinergie info-investigative tra Comandi del Corpo, hanno coordinato e portato a termine un’operazione conclusasi con il sequestro di oltre 1.500 flaconi di gel detergente recanti etichette con diciture ingannevoli, poiché venduti come disinfettante per mani, in assenza delle specifiche autorizzazioni alla commercializzazione da parte del Ministero della Salute o della Commissione Europea.

In particolare, le Fiamme Gialle catanesi hanno individuato un commerciante all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, operante nell’hinterland catanese, che deteneva presso il proprio magazzino, pronte per la spedizione, numerose confezioni di gel detergente riportanti la dicitura “disinfettante”, ma in realtà sprovviste delle specifiche autorizzazioni. L’imprenditore è stato altresì trovato in possesso della materia prima e degli imballaggi necessari al confezionamento del gel in flaconi.

Dall’esame dei documenti fiscali già emessi, i militari hanno ricostruito la filiera commerciale complessiva di circa 5.000 articoli, attraverso l’individuazione di clienti, costituiti principalmente da farmacie ed erboristerie, ubicati in varie provincie siciliane e in Sardegna. La successiva attività investigativa, eseguita anche mediante l’ausilio di altri Reparti del Corpo competenti per territorio, ha permesso di procedere al sequestro penale di tutte le confezioni di gel detergente poste in vendita.

Il titolare dell’attività commerciale all’ingrosso e i responsabili delle rivendite al dettaglio sono stati segnalati alle rispettive Procure della Repubblica per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

In tal senso la Guardia di Finanza, nel particolare periodo emergenziale, prosegue la propria azione, unitaria e coordinata, indirizzando maggiormente gli sforzi operativi per tutelare i consumatori e garantire il rispetto delle regole cui si attengono le aziende che producono dispositivi di protezione secondo gli standard qualitativi e di sicurezza imposti dalle norme vigenti.

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Emergenza Conbdi-19: il servizio aereo della Guardia di Finanza in favore della Protezione Civile per il trasporto di materiale sanitario (video)

(96) Nella mattinata di oggi, su attivazione della Protezione Civile, un velivolo ATR72 del Gruppo Esplorazione Aeromarittima di Pratica di Continue reading “Emergenza Conbdi-19: il servizio aereo della Guardia di Finanza in favore della Protezione Civile per il trasporto di materiale sanitario (video)”

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Catanzaro: emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza sequestra 400 mascherine e sanziona due commercianti

(95) Il dispositivo di controllo economico del territorio messo in campo da diverse settimane dal Comando Provinciale della Guardia di Continue reading “Catanzaro: emergenza Covid-19, la Guardia di Finanza sequestra 400 mascherine e sanziona due commercianti”

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Roma: la Guardia di Finanza arresta al porto di Civitavecchia un latitante proveniente dalla Spagna (video)

(94) Un pregiudicato originario di Cerignola (Foggia), ricercato a livello internazionale per fatti di droga, è stato bloccato, nei giorni scorsi, al porto di Civitavecchia dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma mentre sbarcava da una motonave proveniente dalla Spagna.

Nel corso dei controlli di routine, militari della Compagnia di Civitavecchia, insospettiti da alcune anomalie notate sui documenti di riconoscimento esibiti dall’uomo, hanno deciso di procedere ad approfondimenti.

I rilievi foto-dattiloscopici eseguiti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di appurare la falsa identità del soggetto, permettendo di scoprire che si trattava di un pluripregiudicato sfuggito lo scorso novembre a un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Bari all’esito di indagini svolte nei confronti degli esponenti di un clan operante nel foggiano e nel barese, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, al traffico d’armi e alle estorsioni.

Il latitante è stato arrestato e condotto alla casa circondariale in Civitavecchia.

L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti messo in atto dalla Guardia di Finanza presso i punti di ingresso nel territorio nazionale, come il porto di Civitavecchia.

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Gioia Tauro (RC): Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza, requisite 19 tonnellate di materiale medico-sanitario (video)

(92) I funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Gioia Tauro, unitamente ai militari della Guardia di Finanza del Comando Continue reading “Gioia Tauro (RC): Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza, requisite 19 tonnellate di materiale medico-sanitario (video)”

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Livorno: emergenza Covid-19, denunciate 3 persone che prendevano il sole (video)

(77) 376 persone e 44 esercizi pubblici controllati, 9 persone denunciate: è il bilancio dell’attività svolta ieri dalle Fiamme Gialle di Livorno, impegnate nell’emergenza coronavirus.

Dopo un primo periodo rivolto alla deterrenza, con illustrazioni ai cittadini tese a suggerire azioni e comportamenti utili a prevenire il contagio ed evitare di incorrere nelle sanzioni, questa volta sono scattate le prime denunce alla Procura della Repubblica di Livorno per “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Due persone stavano prendendo il sole nei pressi della “baracchina azzurra” e una sugli scogli ad Antignano. I finanzieri, dopo svariati richiami, si sono trovati costretti a segnalarle all’Autorità giudiziaria. I primi sono 2 fratelli, entrambi studenti livornesi di 23 e 19 anni. L’altro è un disoccupato livornese (celibe) di 34 anni che, dopo un ammonimento verbale a distanza da parte della pattuglia che lo avevo scorto mentre era sdraiato vicino al mare, ha tentato (ovviamente senza riuscirci) di nascondersi tra gli scogli.

Situazioni ripetutesi con altri due cittadini fermati, in tarda serata, in occasione di un posto di controllo. I due erano senza autodichiarazione e soprattutto non vi erano ragioni che ne giustificassero l’uscita dall’abitazione. Singolare il fatto che avessero in macchina i loro cani, invocati per provare a giustificarsi pur utilizzando l’autovettura e provenendo da due quartieri diversi.

Altri quattro ragazzi pure si trovavano fuori di casa senza motivate esigenze e due di essi sono stati trovati in possesso di sette grammi di marijuana e di uno spinello. Questi ultimi, oltre alla denuncia penale per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, sono stati segnalati alla Prefettura di Livorno per detenzione di droga a uso personale.

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