Bologna: Guardia di Finanza, scoperte oltre 150 richieste irregolati per l’erogazione dei buoni spesa (video)

(243) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito del dispositivo di vigilanza predisposto per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato specifici controlli nei confronti dei percettori dei c.d. “buoni spesa”, di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Le attività di verifica, svolte con riferimento ai dati acquisiti presso i Comuni di Bologna, Imola e San Lazzaro di Savena, a favore dei quali il Governo ha stanziato specifiche risorse per complessivi 2,6 milioni di euro, hanno finora riguardato le posizioni contraddistinte da maggiori criticità, corrispondenti a circa 360 istanze, mediante il riscontro delle informazioni dichiarate in sede di autocertificazione da parte dei richiedenti, con riferimento sia ai medesimi che a ciascun componente del relativo nucleo familiare.

I controlli, condotti nello specifico dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, hanno finora permesso di accertare la presentazione di 154 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari che hanno fraudolentemente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.

In realtà dall’attività ispettiva svolta è emerso come uno o più componenti, dei nuclei familiari destinatari dei controlli, nei mesi di marzo ed aprile u.s. abbiano regolarmente percepito lo stipendio, anche per cospicui importi, a fronte di rapporti d’impiego regolarmente in essere, ovvero siano risultati percettori di Reddito di Cittadinanza o di indennità di disoccupazione, ovvero già beneficiari di altre prestazioni sociali agevolate, così come risultante dalle informazioni fornite dall’I.N.P.S.

Tra le irregolarità rilevate sono emerse anche richieste presentate distintamente da due componenti appartenenti al medesimo nucleo familiare (es. marito e moglie), al fine di addivenire fraudolentemente all’ottenimento del contributo per un importo raddoppiato rispetto a quello spettante, ovvero autocertificazioni in cui è stata omessa l’indicazione di familiari coabitanti, risultati dallo stato di famiglia, regolarmente retribuiti o già percettori di sussidi, allo scopo di simulare una condizione di indigenza.

Oltre alle citate posizioni, saranno in seguito oggetto di ulteriore approfondimento quelle relative ad alcuni richiedenti il beneficio in parola che sono risultati proprietari di più fabbricati o più autovetture ovvero contraenti in negozi giuridici recenti, per importi anche rilevanti, condizioni, queste, rappresentative di un tenore di vita sproporzionato rispetto alle condizioni economiche dichiarate.

Le irregolarità riscontrate saranno oggetto di segnalazione alla locale Autorità Giudiziaria per le ipotesi di mendace autocertificazione ed indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché ai competenti Comuni per il recupero dei contributi erogati.

Le attività di controllo, che proseguiranno con l’ausilio dei succitati Enti locali, testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, a tutela dell’economia nazionale, nell’ottica di prevenire distrazioni di risorse e garantirne un più efficace indirizzamento verso famiglie, soprattutto in tale momento, realmente bisognose di sostegno economico.

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Bologna: ROS dei Carabinieri, indagine “Ritrovo”. 12 arresti per associazione finalizzata al compimento di atti di violenza con finalità terroristica ed eversiva (video)

(170) La Procura della Repubblica di Bologna – Dipartimento Antiterrorismo [magistrato assegnatario dottor Stefano Dambruoso] ha Continue reading “Bologna: ROS dei Carabinieri, indagine “Ritrovo”. 12 arresti per associazione finalizzata al compimento di atti di violenza con finalità terroristica ed eversiva (video)”

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Bologna: Guardia di Finanza, operazione “Blue Angels”. Arrestata l’amministratrice di 4 società che fornivano servizi di assistenza domiciliare per sfruttamento aggravato dei lavoratori (video)

(206) I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di F.F., classe 1974 residente a San Lazzaro di Savena (BO), amministratrice di alcune cooperative e società operanti in tutta la provincia di Bologna che offrivano servizi di assistenza diurna e notturna a favore di anziani e malati, in quanto ritenuta responsabile di aver gestito in condizioni di sfruttamento, nel corso degli anni, oltre 300 badanti provenienti dall’Est Europa, in violazione dell’art 603 bis del codice penale (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).

Oltre all’arresto sono stati sequestrati anche i locali, ubicati a Bologna e Casalecchio di Reno, dove avevano sede le cooperative e le società gestite in maniera illecita.

In particolare, le indagini scaturiscono da alcuni controlli effettuati dall’INPS di Bologna nei confronti delle società tutte riconducibili all’imprenditrice che avevano fatto emergere numerose irregolarità alla normativa che regola i rapporti di lavoro.

I successivi approfondimenti investigativi eseguiti dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia economico finanziaria, sotto la direzione della procura della Repubblica di Bologna, nella persona del Sostituto Procuratore Rossella Poggioli, hanno permesso di accertare come l’arrestata approfittando dello stato di bisogno delle lavoratrici, molto spesso in difficoltà economiche perché da poco giunte in Italia, offrisse contratti a progetto per mascherare rapporti di lavoro subordinato, corrispondendo, precisa il GIP ,“compensi irrisori (a fronte di alte tariffe orarie che venivano richieste per assistere gli anziani bisognosi di cure) senza la possibilità di fruire ferie, e più in generale in totale spregio di qualsiasi norma che disciplina i rapporti di lavoro e la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Le badanti venivano reclutate, con l’ausilio di un dipendente anch’egli indagato ma a piede libero, attraverso annunci su internet oppure manifesti pubblicitari affissi nei pressi delle fermate da cui partono gli autobus per l’Est Europa o annunci sui giornali.

Inoltre, con precisi intenti speculativi e tendenti a massimizzare i propri illeciti profitti, l’indagata ometteva di versare, in numerose circostanze, i contributi spettanti ai dipendenti, rendendosi anche responsabile di gravi violazioni alla normativa fiscale e previdenziale, oltre a riuscire a conquistare ampie quote di mercato dal momento che, grazie ai risparmi illeciti ottenuti a danno dei lavoratori e dell’erario, riusciva ad offrire i propri servizi a prezzi molto più bassi della concorrenza.

In aggiunta, i conti correnti delle società cooperative –che formalmente avrebbero dovuto perseguire scopi mutualistici a beneficio di tutti i lavoratori – sono stati prosciugati dall’imprenditrice anche per acquistare numerosi beni di lusso (gioielli, borse e viaggi) non rientranti tra le primarie esigenze funzionali delle società, ma destinati al puro godimento personale.

L’operazione, denominata “Blue Angels”, si inquadra nell’ambito delle attività poste in essere a contrasto delle condotte illecite lesive dell’affidamento dei cittadini verso il corretto funzionamento del mercato del lavoro.

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Bologna: Guardia di Finanza, sequestrate disponibilità finanziarie ed immobili per 3,4 milioni a coniugi indagati per riciclaggio (video)

(180) I militari della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale, Dott. Sandro Pecorella, un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare di € 3.419.211 nei confronti di M.M., classe ’65, e R.L., classe ’75, coniugi entrambi residenti a Bologna, in quanto ritenuti responsabili, in concorso, del reato di riciclaggio.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria sotto la direzione del Procura della Repubblica di Bologna, nella persona del Dott. Domenico Ambrosino, sono state originate dall’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette nelle quali venivano evidenziate una serie di movimentazioni finanziarie anomale, coinvolgenti soggetti francesi e libanesi, che avevano visto transitare ingenti somme – tra l’altro – sui conti correnti degli indagati, lui italiano già residente in Francia e lei di nazionalità francese.

In particolare era emerso come gli indagati avessero ricevuto sui propri rapporti un totale di € 3.419.211,00 da un broker libanese e da una società a questi riconducibile, sempre localizzata nel “paese dei cedri”.

Le successive attività di approfondimento svolte dalle fiamme gialle su tali operazioni, che da subito erano apparse come incongrue e non giustificate rispetto al profilo e alla condizione economica dei beneficiari, hanno permesso di rilevare come il broker insieme ad un ex dirigente di un istituto di credito li aveva ritenuti colpevoli di abuso di informazioni privilegiate in relazione a due distinte Offerte Pubbliche di Acquisto, lanciate sul mercato finanziario transalpino, che avevano loro fruttato un illecito guadagno di oltre 6,5 milioni di euro.

Le indagini, svolte anche attraverso l’esecuzione di rogatorie internazionali in Libano e Francia, consentivano altresì di accertare come i due coniugi, dopo aver ricevuto le somme derivanti dalle citate illecite operazioni finanziarie, abbiano posto in essere una serie di vorticose operazioni intermedie di investimento/disinvestimento in titoli, beni mobili e immobili, anche servendosi di imprese create ad hoc, al solo fine di ostacolare l’individuazione della provenienza delle stesse e con l’intento finale di farle rientrare definitivamente in Francia nella disponibilità dell’ex dirigente bancario.

A riprova della gravità del quadro indiziario così delineato, il GIP ha evidenziato come “la serie quasi inestricabile di trasferimenti di questo denaro hanno reso davvero difficile identificare la loro provenienza delittuosa dai due delitti di insider trading”, integrando appieno la previsione dell’art. 648 bis del codice penale.

L’operazione odierna s’inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e a contrasto delle forme di riciclaggio che alterano le condizioni di concorrenza.

 

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Bologna: la Guardia di Finanza scopre una maxi truffa ai danni dell’I.N.P.S. da parte di una cooperativa di servizi. Disposto il sequestro di beni per 3 milioni di euro (video)

(141) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, Dott. Domenico Truppa, un decreto di sequestro preventivo per equivalente di disponibilità finanziarie per complessivi 3 milioni di euro, nei confronti di due soggetti, F.A. classe ’43 e S.K. classe ‘73 entrambi residenti in Provincia di Bologna, nella loro qualità di Presidente e Vice Presidente del C.d.A. di una cooperativa di servizi, con sede in San Lazzaro di Savena (BO), ritenuti responsabili di aver posto in essere, tra il 2013 ed il 2016, una ingente truffa ai danni dell’I.N.P.S.

In particolare, l’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Flavio Lazzarini, ha permesso di accertare come gli amministratori della cooperativa, operante nel settore delle pulizie, con contratti di appalto stipulati con importanti aziende di trasporto nazionale e locale, simulando uno stato di crisi aziendale, avessero nel tempo richiesto ed ottenuto dall’I.N.P.S., in maniera indebita, l’applicazione di “contratti di solidarietà” che, al fine di evitare licenziamenti, prevedono una riduzione dell’orario di lavoro in favore dei propri dipendenti e l’ottenimento di uno specifico contributo.

Gli approfondimenti investigativi svolti dalle fiamme gialle felsinee hanno consentito di accertare come la cooperativa, nonostante la concessione di tale particolare forma di ammortizzatore sociale, avesse continuato ad impiegare fraudolentemente i propri dipendenti per l’intero orario di servizio, giustificando la retribuzione delle ore in eccesso, rispetto a quelle stabilite nei suddetti contratti, come se fossero somme elargite a titolo di “rimborsi” o “trasferte”, remunerando irregolarmente le ore di straordinario svolte dal personale.

Grazie a tale stratagemma, gli amministratori della cooperativa hanno illecitamente ottenuto dall’Istituto di Previdenza contributi, a seguito dell’applicazione dei contratti di solidarietà, per un importo totale di circa 3 milioni di euro omettendo, altresì, il versamento degli ordinari oneri previdenziali dovuti sulle ore lavorative eseguite in eccedenza per ulteriori 2,5 milioni di euro.

L’operazione testimonia l’impegno della Procura della Repubblica di Bologna e della Guardia di Finanza nella sinergica azione di contrasto ad ogni forma di illecito nel settore della spesa pubblica, che trova nell’aggressione patrimoniale dei soggetti responsabili dei reati la forma più incisiva di ristoro dei primari interessi dello Stato.

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Bologna: Guardia di Finanza, sequestrate 30000 mascherine prive dei requisiti di conformità e sicurezza nei confronti di una società di Castenaso (video)

(134) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito del dispositivo predisposto al fine di garantire l’osservanza della normativa in materia di prezzi e sicurezza prodotti connessi alla grave emergenza epidemiologica in corso, hanno eseguito un controllo nei confronti di una società di Castenaso, esercente l’attività di consulenza sulla sicurezza ed igiene di posti di lavoro, sottoponendo a sequestro amministrativo circa 30.000 mascherine prive dei requisiti di conformità e sicurezza.

L’attività ispettiva, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, è stata sviluppata attraverso la valorizzazione delle risultanze investigative emerse nell’ambito di un altro controllo eseguito nei confronti di una farmacia di San Lazzaro di Savena (BO), che aveva consentito di sottoporre a sequestro 370 mascherine di vario tipo, sprovviste di certificazione CE e poste in commercio in violazione della disciplina del Codice del consumo.

Gli approfondimenti investigativi svolti dalle Fiamme Gialle felsinee hanno permesso di ricostruire la filiera distributiva, individuando la citata società di Castenaso a cui sono state sequestrate ulteriori 22.600 mascherine igieniche “usa e getta” tipo chirurgiche e 6.856 mascherine filtranti (di tipo FFP2). I predetti dispositivi, contenuti all’interno di confezioni riportanti unicamente indicazioni in lingua cinese o inglese, sono risultati privi del marchio CE e/o di idonea certificazione che ne attestasse la conformità; ulteriori approfondimenti hanno consentito di verificare, altresì, l’assenza di specifiche comunicazioni all’INAIL, così come previsto dell’attuale normativa derogatoria di cui all’art. 15 del D.L. 18/2020.

I rivenditori dei prodotti sequestrati saranno segnalati alla locale Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative, mentre i dispositivi sequestrati, all’esito degli opportuni accertamenti di conformità, saranno eventualmente messi a disposizione dell’Autorità Prefettizia per la successiva distribuzione nell’ambito del quadro esigenziale correlato all’emergenza epidemiologica.

L’operazione testimonia l’impegno della Guardia di Finanza a tutela della salute dei cittadini e dell’economia nazionale nel particolare momento che sta vivendo il Paese. In tale contesto inedito, il Corpo è schierato in prima linea nel concorrere al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, rafforzando ulteriormente, in ossequio alle sue specificità di polizia economico-finanziaria, le attività operative a contrasto delle frodi e delle pratiche commerciali disoneste e ponendosi quale sicuro punto di riferimento per la collettività.

 

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