Napoli: Guardia di Finanza, operazione “Gemma”. Maxi frode carosello nel settore hi-tech, eseguiti sequestri di beni del valore di 16 milioni

(11) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, all’esito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Terza Sezione criminalità economica ed informatica, ha eseguito, tra le regioni Campania, Lazio, Molise e Lombardia, un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni del valore di circa 16 milioni di euro.

La misura cautelare patrimoniale è stata adottata dal GIP del Tribunale di Napoli al termine di una complessa attività investigativa, anche di natura tecnica, nel settore del commercio di prodotti tecnologici ed informatici, che ha portato il 1° Nucleo Operativo Metropolitano al sequestro di disponibilità finanziarie presenti su conti correnti, beni immobili, automezzi, quote e partecipazioni societarie, considerati profitto illecito della frode fiscale.

Gli accertamenti di natura economico-finanziaria hanno preso le mosse dall’approfondimento di una richiesta di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale pervenuta dall’Organo collaterale olandese, tramite il Comando Generale – II Reparto del Corpo, ed hanno documentato l’esistenza di un sodalizio criminale che ha ideato una complessa frode nel settore della compravendita di prodotti informatici ed elettronici (smartphone e tablet Apple/Samsung/Huawei, personal computer e relativa componentistica, console Xbox 360/One, Sony Ps4, Nintendo Wii e connessi accessori/videogiochi, smart TV Samsung/LG, sistemi di memorizzazione esterna USB/SSD/microSD ecc.), mediante la creazione e l’interposizione fittizia di svariati soggetti economici (società cartiere), finalizzata all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto nazionale e comunitaria, secondo il notorio meccanismo delle “frodi carosello”.

Nello specifico, gli acquisti intracomunitari sono stati effettuati da fornitori con sede in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna ed Ungheria.

Complessivamente, sono stati denunciati 19 soggetti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed omessa dichiarazione.

Sedici le società che hanno preso parte alla maxi evasione fiscale, avente come protagonisti indiscussi un imprenditore e un commercialista partenopei, che risultano avere creato dal 2015 al 2018 un giro di fatture per operazioni inesistenti, in emissione ed utilizzo, per un ammontare superiore ai 200 milioni di euro.

Infine, dalle indagini è emerso come il libero professionista promotore della frode carosello si dedicasse anche alle indebite compensazioni di crediti inesistenti, che ammontavano a circa mezzo milione di euro e venivano effettuate attraverso modelli di pagamento F24 presentati direttamente in banca oppure utilizzando i servizi di home banking.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, bonus spesa Covid-19 indebitamente percepiti. Sanzionati 700 soggetti, scoperti importi illeciti per oltre 250.000 euro

(353) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei soggetti percettori dei “Bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 soggetti hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.

È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire.

Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di Partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata.

Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto.

Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE pari a 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro.

La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro.

Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.

Le attività di controllo testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di contrasto ad ogni forma di illecito a danno della spesa pubblica nazionale, al fine di prevenire e reprimere, soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale causata dall’emergenza sanitaria, le fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche destinate alle famiglie realmente bisognose e maggiormente colpite dagli effetti economici derivanti dall’emergenza in atto.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, tassati proventi usurari per 1,5 milioni

(327) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine, tra l’area vesuviana, oplontina e stabiese, una serie di controlli fiscali nei confronti di 17 soggetti che, avendo perpetrato diverse e reiterate condotte usurarie, erano riusciti ad accumulare indebitamente proventi illeciti per circa 1 milione e mezzo di euro.

In particolare, l’obiettivo delle Fiamme Gialle del Gruppo di Torre Annunziata è stato quello di intercettare e misurare l’effettiva capacità contributiva scaturita dall’illecita percezione nell’ultimo quinquennio di remunerativi interessi usurari, allo scopo di non riservare ai criminali che ne hanno indebitamente goduto un trattamento tributario di favore rispetto ai contribuenti onesti.

Al riguardo, l’imposta evasa complessivamente recuperata a tassazione ammonta a quasi 400.000 euro, che ora dovranno essere versati all’Erario.

Si tratta di soggetti recentemente destinatari di misure di custodia cautelare e di sequestri patrimoniali del valore di oltre 2 milioni e 400 mila euro i quali, pur di arricchirsi in maniera illecita a danno delle loro vittime, ricorrevano spesso a pesanti minacce, a incessanti vessazioni, a atti di violenza fisica o addirittura all’uso delle armi.

A tale riguardo, uno dei filoni investigativi che ha consentito di appurare diverse condotte di usura è partito, tra l’altro, da un’indagine conseguente ad un episodio di “gambizzazione” avvenuto mediante un’arma da fuoco.

Alcuni degli usurai sottoposti a controllo fiscale gravitavano in ambienti della criminalità organizzata, in altri casi sono risultati legati da vincoli di parentela a narcotrafficanti di spessore internazionale; in altri ancora si è trattato di imprenditori e professionisti che avevano persino costituito una vera e propria “cassaforte” in Svizzera, le cui provviste finanziarie venivano utilizzate per alimentare i prestiti usurari.

La tassazione di proventi illeciti si conferma uno strumento di prevenzione e repressione utilissimo per fronteggiare la recrudescenza del fenomeno dell’usura che si è registrata negli ultimi tempi, anche a seguito della crisi di liquidità determinata dall’emergenza sanitaria in atto.

L’odierna operazione costituisce una concreta risposta alla crescente domanda di giustizia fiscale e sociale in un territorio che sta subendo una forte recrudescenza di fenomeni criminali.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, smantellata associazione per delinquere dedita al traffico di abbigliamento contraffatto prodotto in Turchia e Cina (video)

(256) Dalle prime ore di questa mattina, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di 10 soggetti (9 italiani e uno straniero), di cui 4 destinatari di arresti domiciliari, 2 di divieto di dimora nella Regione Campania e 4 di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I destinatari del provvedimento sono ritenuti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti, frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e ricettazione.

Le attività di indagine, coordinate dalla locale Procura della Repubblica – D.D.A., hanno permesso di raccogliere gravi indizi di reità nei confronti di un’articolata organizzazione criminale, strutturata secondo una definizione di ruoli e incarichi puntualmente determinati, in grado di contare su canali di approvvigionamento anche stranieri (Turchia e Cina) e su una fitta rete distributiva sia fisica che on-line, dislocata in maniera capillare nelle province di Napoli, Bologna, Caserta, Salerno e Roma.

I prodotti, identici agli originali, venivano commercializzati in negozi e outlet multi brand (unendoli ad articoli genuini), ovvero venduti on-line, truffando in tal modo gli ignari consumatori sia in Italia che all’estero.

Per l’approvvigionamento della merce dall’estero l’associazione poteva disporre di un proprio diretto referente, con precedenti specifici, stabilmente domiciliato a Istanbul, da dove curava i rapporti con i fornitori di quel Paese, oramai divenuto punto di riferimento internazionale per il rifornimento di capi contraffatti.

Per il commercio via internet, l’associazione poteva contare su una sede operativa in Nocera Inferiore dove disponeva di uffici attrezzati con strumenti informatici, un vero e proprio call center per i contatti telefonici con i clienti e un annesso deposito e show-room, da dove veniva gestito il traffico di abbigliamento e accessori contraffatti, venduti in Italia e all’estero attraverso un apposito sito internet, sfruttando altresì piattaforme di vendita di prodotti on- line. Sono state monitorate vendite a clienti ubicati oltre che in Italia, anche in Germania, Slovenia, Francia, Grecia e Danimarca.

Tra i destinatari dell’odierno provvedimento figurano anche alcuni commercianti al dettaglio che dopo essersi riforniti di abbigliamento contraffatto dai promotori dell’organizzazione lo univano ad altri articoli regolari proponendolo per la vendita

GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO:

Arresti domiciliari:

  1. CALIFANO Aniello, nato a Pagani (SA) il 22 gennaio 1978, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. GRAMMATICA Mario, nato a San Marcellino (CE) il 20 gennaio 1972, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  3. OZENC Ahmet, nato in Turchia il 2 dicembre 1950, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  4. PANNULLO Dario, nato a Nocera Inferiore (SA) il 8 ottobre 1986, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

Obbligo di divieto di dimora nella Regione Campania:

  1. MELE Vincenzo, nato a Napoli il 7 gennaio 1977, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. VITOLO Gianfranco, nato a Pagani (SA) il 27 febbraio 1976, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:

  1. BIANCO Massimo, nato a San Giuseppe Vesuviano (NA) il 29 novembre 1970, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  2. NACCHIA Fabrizio, nato a Pagani (SA) il 15 aprile 1986, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  3. GARZILLO Catello, nato a Nocera Inferiore (SA) il 30 aprile 1990, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.
  4. RUGGIERO Tripoli Giovanni, nato a Nocera Inferiore (SA) il 20 marzo 1991, indagato per: associazione per delinquere; introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi; frode nell’esercizio del commercio; vendita di prodotti industriali con segni mendaci; ricettazione.

 

Condividi sui social

Napoli: Procura della Repubblica e Carabinieri, patenti di guida e nautiche false e concorso nella produzione ed utilizzo di valori bollati falsi. OCC nei confronti di 12 persone per associazione per delinquere

(186) In data odierna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i carabinieri del Continue reading “Napoli: Procura della Repubblica e Carabinieri, patenti di guida e nautiche false e concorso nella produzione ed utilizzo di valori bollati falsi. OCC nei confronti di 12 persone per associazione per delinquere”

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, 5 arresti per associazione di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, sequestrati beni per 10 milioni (video)

(232) Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha oggi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di sette persone a conclusione di indagini della Direzione Distrettuale Antimafia in relazioni ad ipotesi di reato (associazione di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti).

Contestualmente, sono stati sottoposti a sequestro preventivo beni per un valore complessivo di oltre dieci milioni di euro, tra cui undici società, diversi immobili, svariati automezzi ed un’imbarcazione; beni che, sulla base degli elementi finora raccolti, risulterebbero direttamente o indirettamente collegati alle predette attività delittuose.

I provvedimenti scaturiscono da complesse indagini condotte su alcuni affiliati di spicco del clan camorristico denominato “VINELLA-GRASSI”, storicamente attivo nell’area nord di Napoli, dapprima satellite del gruppo criminale dei DI LAURO, quindi confluito nel cartello scissionista degli AMATO PAGANO, sino a diventare autonomo e potente clan dopo la sanguinosa faida del 2012-13 che ne ha segnato la vittoriosa contrapposizione agli ABETE-ABBINANTE.

In base alle investigazioni MENNETTA Antonio, considerato capo dell’organizzazione camorristica “VINELLA GRASSI”, sebbene sottoposto al regime detentivo dell’art. 41bis O.P., ha mantenuto saldo il controllo dell’organizzazione e delle sue strategie di reinvestimento dei profitti delle relative attività delinquenziali in società operanti soprattutto (ma non solo) nel settore della vigilanza privata e in quello immobiliare.

L’espansione commerciale delle imprese riferibili al clan risulta proiettata anche nei settori d’impresa collegati all’emergenza sanitaria da COVID-19, risultando l’acquisizione di incarichi nel campo della sanificazione dei locali.

GENERALITÀ DEI SOGGETTI DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO:

Custodia in carcere:

1. MENNETTA Antonio, nato a Napoli il 03/01/1985;

2. PETRICCIONE Annunziata, nata a Napoli l’1/04/1962;

3. SPERINDIO Alberto, nato a Napoli il 19/01/1979;

4. DI BARI Salvatore, nato a Napoli il 22/07/1977;

5. VALLEFUOCO Giovanni, nato a Mugnano di Napoli l’1/06/1970;

Obbligo di dimora e divieto di esercizio di impresa e di uffici direttivi di imprese:

6. SPERINDIO Gianluca, nato a Napoli il 30/01/1984;

7. AURINO Antonio, nato a Napoli l’11/11/1986.

 

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, sequestrata azienda bufalina del valore di 2 milioni nelle mani di Carmine ed Antonio Zagaria, fratelli del boss Michele (video)

(207) Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito in località Grazzanise (CE) un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia ed avente ad oggetto un’azienda operante nel settore dell’allevamento di bufali e della produzione di latte crudo, in quanto ritenuta nella diretta disponibilità dei fratelli del “boss” Michele ZAGARIA, Antonio (cl. 62) e Carmine (cl. 68) e da essi utilizzata per favorire gli interessi economici del clan.

Secondo quanto emerso dalle indagini, svolte dal G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) di Napoli sotto la direzione della Procura Distrettuale, l’azienda oggetto di sequestro sarebbe stata impiegata dai fratelli ZAGARIA quale “schermo” per consentire alla loro famiglia di “reimpossessarsi”, in maniera occulta e fraudolenta, dell’azienda bufalina di proprietà della madre FONTANA Raffaela, da tempo affidata alla gestione di un amministratore giudiziario in quanto già colpita da diverse misure giudiziarie.

Alla realizzazione del disegno illecito avrebbero partecipato anche gli altri due fratelli, Antonio e Fernando ZAGARIA (solo omonimi in quanto non legati da vincoli di parentela al clan camorristico) i quali hanno messo a disposizione le loro aziende (dapprima Antonio e, successivamente, Fernando avendo il primo deciso nel frattempo di collaborare con la giustizia) per consentire al clan di proseguire nella gestione di un’attività economica particolarmente remunerativa e diffusa su quel territorio, nonostante lo spossessamento della storica azienda di famiglia.

In particolare, dopo aver sostanzialmente esautorato dalle proprie funzioni l’amministratore giudiziario della ditta “FONTANA RAFFAELA”, a partire dal 2006 i fratelli Carmine e Antonio ZAGARIA hanno, di fatto, operato una vera e propria co- gestione tra le citate aziende e quella intestata alla madre attraverso:

la coincidenza della sede legale e operativa e il conseguente utilizzo promiscuo di gran parte dei locali, degli impianti e degli animali già presenti all’interno dell’azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria;

la commistione, anche sotto il profilo contabile, dei rapporti commerciali con l’unico fornitore (una società operante nel settore dei mangimi) e l’unico cliente (una società di produzione casearia) che risultavano comuni alle aziende contemporaneamente presenti nello stesso luogo di esercizio dell’attività;

l’ampio ricorso all’interno di tali rapporti ad operazioni di sovra e sotto fatturazione in acquisto e/o in vendita, così da consentire la creazione di liquidità occulta che veniva sistematicamente sottratta dalle casse aziendali per essere messa a disposizione della famiglia ZAGARIA e, quindi, dell’omonimo clan.

Il piano predisposto dal boss ZAGARIA, quindi, ha consentito di neutralizzare per anni gli effetti delle misure cautelari reali e ablative gravanti sulla ditta Fontana Raffaela per poi, addirittura, rientrare nella piena disponibilità della quasi totalità dei beni aziendali confiscati alla ditta stessa, mediante un acquisto all’asta a prezzo stracciato (solo 100.000 euro) per subentrare nell’attività.

L’azienda sottoposta a sequestro, composta da diversi immobili e manufatti (abitazione adibita a appartamento per il custode, stalle, locali per la mungitura, depositi per i mangimi, ecc.), attrezzature agricole e per la mungitura nonché circa 350 capi di bestiame, ha un valore stimato intorno ai 2 milioni di euro.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, operazione #Iocomprodacasa. Dall’abusivismo commerciale nelle piazze agli ordini online ed alle consegne express. Sequestrati 2.000 capi di abbigliamento contraffatti e denunciati i 6 responsabili (video)

(179) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato presso un magazzino del quartiere San Giovanni a Teduccio oltre 2.000 capi di abbigliamento contraffatti del valore di circa 200 mila euro denunciando 6 responsabili per commercio di prodotti con marchi falsi di note griffes di moda.

L’operazione ha preso le mosse da un controllo su strada nel corso del quale i “Baschi Verdi” hanno notato un’autovettura che trasportava e scaricava numerose buste di plastica presso un noto centro commerciale.

La successiva perquisizione del veicolo e del deposito ha poi permesso di scoprire 6 soggetti, tutti napoletani, che avevano organizzato una vera e propria rete di vendita del falso pubblicizzando i prodotti tramite le pagine dei social network Facebook e Instagram.

Gli ordini, costantemente monitorati e raccolti tramite un “ufficio vendite” dotato di postazioni informatiche complete e collegate in rete, venivano poi recapitati ai clienti sparsi su tutto il territorio nazionale, per lo più vittime inconsapevoli del sistema di vendita fraudolento, in considerazione delle modalità e dei prezzi di vendita praticati.

I capi di vestiario, con brand contraffatti di marchi tra i quali “KWAY”, “VALENTINO”, “BURBERRY”, “RALPH LAUREN”, “MONCLER”, “GIVENCHY”, erano stoccati e confezionati in un deposito nel quartiere San Giovanni a Teduccio allestito all’interno del centro commerciale di vendita all’ingrosso, in cui le Fiamme Gialle hanno scoperto anche migliaia di buste di due noti corrieri espressi internazionali già pronte per essere spedite.

L’operazione del Comando Provinciale di Napoli, ribattezzata #Iocomprodacasa”, si inquadra nell’ambito della costante attività della Guardia di Finanza a tutela dell’economia sana e delle imprese oneste, oltre che della salute e dei diritti dei consumatori, e conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non ferma la piaga della contraffazione, che ora più che mai avviene approfittando dell’attuale momento di crescita dell’e-commerce e del blocco del sistema di vendita tradizionale.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, sequestrate 24.000 mascherine non a norma e 5.000 confezioni di farmaci spacciati per prodotti anti-Covid. Denunciato un responsabile (video)

(175) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nel quartiere Ponticelli oltre 24.000 mascherine sulle quali era impresso il falso marchio “CE” e 5.000 confezioni di farmaci provenienti dalla Cina, “spacciati” come anti-coronavirus e privi di qualsiasi autorizzazione al commercio.

L’operazione dei Baschi Verdi ha preso le mosse da un controllo su strada ed è proseguita con una perquisizione presso l’abitazione di un 39enne di origine cinese; infatti, i Baschi Verdi si erano insospettiti per le dichiarazioni contradditorie rese dal soggetto nel corso di uno dei controlli sugli spostamenti.

I presidi medici sono stati sequestrati e il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per commercializzazione abusiva di medicinali, vendita di prodotti con segni mendaci e ricettazione, oltre ad essere stato sanzionato e segnalato al Prefetto che per lo spostamento senza valida giustificazione.

Nessun farmaco può essere commercializzato in Italia in assenza dell’autorizzazione dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, che esegue su ciascuno di essi delle valutazioni chimico – farmaceutiche, tossicologiche e biologiche, al fine di testarne l’efficacia e la non pericolosità.

Nel complesso, i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, impegnati a vigilare sull’osservanza delle misure previste per contenere la diffusione del Covid-2019, hanno sequestrato dall’inizio dell’emergenza oltre 730.000 tra mascherine e altri dispositivi di protezione sanzionando 41 responsabili, di cui 27 denunciati all’Autorità Giudiziaria.

Condividi sui social

Napoli: operazione congiunta Polizia di Stato e Guardia di Finanza tra Campania, Lazio, Toscana e Veneto. Sequestrati beni per 50 milioni nella disponibilità del clan Mallardo (video)

(168) In data odierna la Squadra Mobile di Napoli, la Squadra Mobile di Firenze e il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli stanno dando esecuzione a un sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di MAISTO Carmine per i reati di associazione di tipo mafioso, bancarotta fraudolenta e trasferimento fraudolento di valori.

Quest’ultimo, grazie ai legami intessuti nel corso degli anni con esponenti apicali del clan MALLARDO, ha costituito una vera e propria holding criminale con lo scopo di reimpiegare e riciclare proventi illeciti del clan giuglianese, attraverso una fitta rete imprenditoriale fondata su società immobiliari, strutture alberghiere, ristoranti, ville, appartamenti, complessi di edilizia residenziale, supermercati, scuderie, stabilimenti balneari e altri beni a lui di fatto riconducibili.

Il provvedimento in corso di esecuzione riguarda 112 immobili, 15 società, numerosi conti correnti ed effetti cambiari, 4 automobili di lusso, 2 scuderie ippiche ed orologi di pregio, per un valore complessivo di circa 50.000.000 di euro.

Condividi sui social

Guardia di Finanza: il Comandante Generale Gen. C.A. Zafarana esprime al Capo della Polizia Prefetto Gabrielli il proprio cordoglio per la morte dell’Agente ucciso a Napoli

(156) Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana, esprime al Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, il suo personale, profondo cordoglio e quello di tutti i Finanzieri per la tragica morte dell’Agente della Polizia di Stato durante l’inseguimento di alcuni malviventi a Napoli.

Analogo sentimento di cordoglio il Comandante Generale rivolge ai familiari dell’Agente scomparso e formula gli auguri di pronta guarigione all’altro componente della Volante rimasto ferito.

 

Condividi sui social

Napoli: controlli Covid-19, sequestrata ad Ercolano fabbrica clandestina di mascherine protettite con noti marchi contraffatti. Denunciati 2 imprenditori (video)

(154) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato nell’area mercatale di “Pugliano” del Comune di Ercolano (NA), un opificio clandestino di circa 110 mq allestito con macchinari tessili utilizzati per la marcatura ed il confezionamento di mascherine con stampe di noti marchi contraffatti.

In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Portici hanno individuato un laboratorio apparentemente destinato alla produzione e al confezionamento di costumi da bagno, ma che in realtà, vista l’attuale pandemia, ha convertito la propria produzione in quella di mascherine protettive con marchi di famose griffe sportive, nonché con scritte e loghi delle Forze di Polizia.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate più di 500 mascherine, già pronte per essere immesse in commercio, brand quali “NIKE”, “PYREX“, “GUCCI”, “KAPPA”, “PUMA”, “ADIDAS”, 3.000 cliché grafici, 10.000 prodotti semilavorati, nonché l’immobile e le attrezzature al suo interno.

I 2 responsabili, un 67 enne e un 48 enne entrambi di Ercolano, colti sul fatto mentre cucivano e confezionavano i dispositivi di protezione, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per contraffazione marchi e ricettazione.

L’operazione si inserisce nell’ambito dell’intensificazione delle attività di controllo economico del territorio disposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli finalizzata a contrastare, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, pratiche commerciali disoneste e truffe, pericolose per la salute dei consumatori e dannose per il buon andamento dell’Economia.

Condividi sui social

Napoli: il consumo di stupefacenti ai tempi del coronavirus, dalle piazze di spaccio alle consegne a domicilio. La Guardia di Finanza sequestra 2 kg di hashish e marijuana spediti tramite corrieri postali (video)

(144) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato, in distinti interventi, 2 kg di hashish e marijuana contenuti in circa 90 plichi postali, già confezionati per il consumo.

In particolare, i finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano sono riusciti ad individuare un canale di spedizione delle sostanze intercettando i relativi plichi presso un “hub” di smistamento dell’area metropolitana di Napoli di un’importante società di spedizioni internazionale con sede ad Arzano (NA).

L’attuale situazione emergenziale preclude, infatti, l’illecita attività di spaccio su strada degli stupefacenti ed obbliga la criminalità, come in questo caso, a ricorrere a metodi alternativi, quali l’acquisto di droga tramite internet su siti specializzati, e la conseguente spedizione della stessa, tramite corrieri privati completamente inconsapevoli, spesso utilizzando carichi di copertura.

L’operazione delle Fiamme Gialle di Napoli conferma che l’emergenza nazionale causata dal Covid-19 non ferma il traffico e

lo spaccio di sostanze stupefacenti, che ora viene commercializzata su canali ancora attivi, come appunto le spedizioni tramite corrieri.

In pochi giorni, infatti, le Fiamme Gialle di Napoli hanno eseguito tre sequestri di questo tipo, interrompendo un canale di consegna di sostanze stupefacenti spediti dalla Campania e diretti a tutto il territorio nazionale.

Condividi sui social

Napoli: Guardia di Finanza, controlli nell’area Flegrea. Pizzicati a spacciare droga, al mare ed a pescare. Sospeso un laboratorio di pasticceria (video)

(122) La Tenenza della Guardia di Finanza di Baia ha arrestato a Bacoli (NA) un 24enne trovato in possesso di 120 grammi tra hashish e marijuana.

In particolare le Fiamme Gialle hanno prima fermato l’uomo, che aveva assunto atteggiamenti reticenti senza fornire una valida motivazione che giustificasse la sua presenza in strada, e successivamente hanno perquisito la sua abitazione, dove sono stati ritrovati un bilancino di precisione ed un coltello.

Gli ulteriori approfondimenti hanno poi consentito di riscontrare che il soggetto utilizzava il proprio motoveicolo senza patente e senza copertura assicurativa.

L’uomo, denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti, è ora agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima.

L’operazione si inserisce nell’ambito dei controlli disposti dal Gruppo di Giugliano finalizzati a verificare il rispetto delle limitazioni per il contenimento del contagio da Covid – 19.

Tra i casi da segnalare quelli in cui i finanzieri, non solo della Tenenza di Baia ma anche della Compagnia di Pozzuoli, hanno sanzionato alcuni cittadini mentre prendevano il sole, altri mentre pescavano o passeggiavano sul lungomare, nonché i titolari di una pasticceria che confezionava pastiere pronte per essere messe in vendita.

L’attività è stata sospesa e i prodotti dolciari devoluti in beneficenza.

Condividi sui social

Napoli: la Guardia di Finanza sequestra, a Roccarainola, una fabbrica abusiva di mascherine non a norma. Il titolare denunciato per frode in commercio e ricettazione (video)

(107) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per l’emergenza Covid – 19, ha sequestrato a Roccarainola una fabbrica abusiva destinata alla produzione e al confezionamento di “mascherine” non a norma, ovvero prive delle autorizzazioni del Ministero della Salute.

In particolare, i finanzieri del Gruppo di Nola hanno rinvenuto all’interno dell’opificio oltre 1200 mascherine, già assemblate e pronte ad essere immesse sul mercato, nonché ulteriori 350 in fase di lavorazione; oltre ai dispositivi di protezione individuali, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro i macchinari e le materie prime necessarie alla produzione e al confezionamento degli stessi.

Durante il controllo è emerso che non era stata avviata alcuna procedura autorizzativa e venivano prodotti i dispositivi medici in maniera artigianale, senza salvaguardarne la sterilità: le mascherine, infatti, non venivano confezionate in modo ermetico e sono risultate prive del marchio “CE”, oltre che della relativa scheda tecnica, come previsto dalle norme in vigore.

Per questo il titolare è stato denunciato per frode in commercio e ricettazione.

L’operazione è solo l’ultima di una serie di attività svolte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Nola e della Compagnia di Ottaviano che, nel complesso, dall’inizio dell’emergenza, hanno controllato oltre 1.500 persone, delle quali 50 sanzionate e segnalate all’ASL per l’applicazione delle previste misure di quarantena, nonché sequestrato oltre 2000 mascherine non conformi, ovvero recanti etichette con diciture ingannevoli e prive delle previste autorizzazioni del Ministero della Salute.

Condividi sui social

Napoli: il Comando Provinciale della Guardia di Finanza consegna 600 mascherine all’Azienda Ospedaliera dei Colli

(99) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha devoluto all’Azienda Ospedaliera dei Colli, presso il piazzale dell’ospedale Cotugno, 600 mascherine – 90 FFP1, 170 FFP2 e 350 di tipo chirurgico – frutto di beneficienza da parte dei Baschi Verdi di Napoli e delle Fiamme Gialle del Gruppo di Giugliano in Campania.

I presidi saranno consegnati dal Tenente Colonnello Diego De Luca, Comandante del Gruppo Pronto Impiego, al dottore Giuseppe Fiorentino, direttore della UOC di Fisiopatologia e Riabilitazione respiratoria dell’Ospedale Monaldi, nonché responsabile della terapia sub-intensiva attivata presso l’Ospedale Cotugno per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

“La Guardia di Finanza ci è stata particolarmente vicina sin dai primi giorni di questa emergenza e continua a dimostrarci la sua solidarietà donandoci dispositivi di protezione utilissimi”, dichiara Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

“A loro va la nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per il servizio che quotidianamente svolgono sul territorio; solo uniti riusciremo a venire fuori da questo momento di crisi” conclude.

Condividi sui social

Napoli: contrasto ai reati ambientali. La Guardia di Finanza sequestra 3 tonnellate di rifiuti speciali diretti in Africa

(29) Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane, ha sequestrato, all’interno del porto partenopeo, un container destinato al Burkina Faso contenente oltre 3 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi.

In particolare, i finanzieri del II Gruppo, a seguito di una specifica attività di analisi di rischio, hanno scoperto balle di vestiti e scarpe, biciclette, televisori e frigoriferi rottamati, il tutto destinato all’esportazione in Africa.

Al termine delle attività doganali sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 2 cittadini africani, un 53enne della Costa d’Avorio e un 50enne del Ghana, per traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e ricettazione.

L’operazione conferma la proficua sinergia nel contrasto ai traffici illeciti e alla tutela ambientale tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane, come testimoniano le oltre 130 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi sequestrati nel porto partenopeo (con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 23 responsabili) nell’anno appena trascorso.

Condividi sui social