Como: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, operazione “Orazio”. 14 arresti per reati contro la Pubblica Amministrazione (video)

(227) Il Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Como ha in data odierna dato esecuzione ad una Ordinanza di applicazione di misure coercitive emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como nei confronti di 14 indagati (due destinatari della misura cautelare in carcere: una professionista dello studio commercialistico PRENESTRÌ ed un funzionario della Agenzia delle Entrate di Como e 12 destinatari della misura degli arresti domiciliari, tra cui un ex dirigente della Agenzia delle Entrate di Como, un ex dirigente della Agenzia delle Entrate di Milano, 9 professionisti e un imprenditore). I reati contestati sono corruzione (a carico di 13 degli indagati), emissione ed utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti per oltre 280.000 euro (a carico di una indagata), abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio, nonché favoreggiamento (nei confronti di uno degli accusati).

I destinatari delle misure cautelari sono accusati di 16 episodi di corruzione (uno riguardante il solo Leoni, due riguardanti Leoni e La Verde, 13 concernenti il solo La Verde).

La Procura della Repubblica ha contestato altresì altri 6 episodi di corruzione. Per tali episodi, il Giudice per le indagini preliminari non ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari.

I contribuenti (persone fisiche e giuridiche) beneficiati dagli accordi corruttivi contestati da questo Ufficio sono 37.

Gli episodi corruttivi riguardanti l’ex direttore Leoni e La Verde sono stati caratterizzati dal versamento di somme in favore dei due pubblici ufficiali (in cinque dei reati contestati da questo Ufficio attraverso l’intermediazione di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como in servizio nonché di un ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Como) da parte dei professionisti indagati in cambio di provvedimenti favorevoli per i clienti di questi ultimi, quali:

1) la cessazione della verifica fiscale in corso,
2) la mancata estensione della verifica tributaria ad altre annualità,
3) la rideterminazione di rilievi e sanzioni con conseguente indebita riduzione del debito erariale,

4) l’annullamento in autotutela di avvisi di rettifica e liquidazione,
5) la predisposizione da parte del LA VERDE di numerosi:

  • atti di mediazione e conciliazione con i contribuenti con i quali le contestazioni tributarie e conseguenti pretese di pagamento dell’Agenzia venivano indebitamente ridotte;
  • atti di annullamento in autotutela dei provvedimenti della Agenzia delle Entrate;
  • ricorsi ed atti di impugnazione dinanzi alle Commissioni Tributarie (per conto dei professionisti corruttori e da questi formalmente firmati e presentati) avverso provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate quali avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione finalizzati ad ottenerne l’annullamento e conseguenti,
  • atti di conciliazione stragiudiziale che consentivano indebiti risparmi per i contribuenti;

6) la partecipazione da parte del LA VERDE alle udienze quale funzionario delegato a rappresentare l’Agenzia delle Entrate di Como, nel corso delle quali gli interessi dell’Erario non venivano adeguatamente tutelati,

7)  la mancata impugnazione avverso le decisioni della Commissione Tributaria che aveva accolto i ricorsi dei contribuenti predisposti dallo stesso LA VERDE,

8)  la sollecitazione nei confronti di altri Funzionari della Agenzia delle Entrate perché concludessero atti di mediazione con i contribuenti che prevedessero significative ed indebite riduzioni della pretesa erariale.

Le tangenti sono state, in alcuni episodi corruttivi, occultate tramite operazioni fraudolente di registrazione di emissione ed utilizzo di fatture a fronte di operazioni inesistenti rese possibili dalla disponibilità dei legali rappresentanti di associazioni sportive emittenti le fatture ad effettuare le retrocessioni di denaro in contante su richiesta dei professionisti dello studio Pennestrì.

I reati contestati coprono un arco temporale dal 2012 al 2019.

L’ammontare selle somme erogate per corrompere i pubblici ufficiali e remunerare gli intermediari è pari a circa 280.000 euro.

Il risparmio erariale ottenuto dai contribuenti grazie agli atti corruttivi dei professionisti indagati è stato di circa 2.160.000 euro.

La misura cautelare degli arresti domiciliari ha raggiunto anche l’ex capo settore gestione delle risorse, amministrazione del personale, contenzioso e disciplina dell’Agenzia delle Entrate di Milano per indebita rilevazione di segreti di ufficio e favoreggiamento.

Questi è accusato di aver rivelato a Roberto LEONI l’esistenza di un procedimento penale a suo carico pendente presso la Procura della Repubblica di Como iscritto a seguito delle dichiarazioni rese al P.M. da un Funzionario della Agenzia delle Entrate di Como.

Si procede nei confronti dell’ex Dirigente in questione anche per abuso in atti del proprio ufficio per avere istigato LEONI e LA VERDE a concludere una mediazione con la quale l’originaria pretesa erariale indicata negli accertamenti per complessivi euro 227.148,85 veniva indebitamente ridotta in assenza dei presupposti di fatto e di diritto in favore di contribuenti patrocinati da un parente dell’ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Milano.

La presente indagine costituisce la prosecuzione della precedente culminata negli arresti a giugno 2019

  • del Leoni, ex direttore Provinciale della Agenzia delle Entrate di Como,
  • del La Verde, già capo team dell’Ufficio legale,
  • del titolare del 33,33% del capitale sociale di TINTORIA BUTTI S.R.L. (quale corruttore destinatario della misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari),
  • dei due titolari (padre e figlio) dello studio commercialista Pennestrì di Como (quali mediatori della corruzione destinatari della misura della custodia cautelare in carcere).

L’ulteriore sviluppo delle indagini è scaturito dalle dichiarazioni rese da LEONI e LA VERDE – la cui posizione è stata definitiva con sentenza di condanna alla pena di anni 4 di reclusione (LEONI) e anni 4 mesi 8 di reclusione (LA VERDE).

Questi hanno fornito elementi indiziari significativi su sistemi corruttivi consolidati perduranti nel circondario di Como da almeno 10 anni durante i quali i professionisti corruttori hanno ottenuto illeciti risparmi di imposta per i propri clienti attraverso l’illecito pagamento di tangenti, demandando la redazione dei ricorsi e la favorevole definizione delle pratiche a pubblici funzionari corrotti, privilegiando il ricorso a tali accordi illeciti rispetto all’instaurazione di un corretto contraddittorio con l’Erario (e svolgendo contestualmente una attività di accaparramento della clientela e concorrenza sleale ai danni di altri studi professionali che non sono ricorsi a pratiche corruttive).

Le dichiarazioni auto ed etero accusatorie rese da La Verde e Leoni sono state riscontrate: dalle intercettazioni telefoniche, da tabulati telefonici, messaggi (mail, whatsapp), documentazione cartacea ed informatica che hanno ricostruito i contatti diretti con i corruttori,
dai documenti acquisiti presso l’Agenzia delle Entrate di Como che hanno consentito di identificare le pratiche oggetto degli accordi corruttivi e ricostruire gli atti contrari posti in essere dai pubblici ufficiali LA VERDE e LEONI, dalla documentazione cartacea e informatica sequestrata a LA VERDE Stefano che ha consentito di ricostruire e documentare gli accordi corruttivi che lo hanno visto coinvolto, con particolare riferimento ad un manoscritto di quattro pagine compilate fronte retro recati l’elenco dei professionisti che lo retribuivano con l’indicazione delle somme percepite.

La Guardia di Finanza sta altresì dando esecuzione a numerosi provvedimenti di perquisizione emessi da questa Autorità Giudiziaria.

Va rimarcato il prezioso contributo fornito alla presente indagine dalla Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate nell’ambito dell’attività di Audit effettuata presso la sede di Como.

Va altresì rammentato che questa indagine si è generata e sviluppata grazie alla iniziativa ed alla sensibilità istituzionale di alcuni funzionari della Agenzia delle Entrate che hanno deciso di segnalare la gestione anomala di alcune pratiche.

Con il presente comunicato si intende infine manifestare sincero apprezzamento per il grande sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Guardia di Finanza nello svolgimento di indagini di particolare complessità, nonchè nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria, nella esecuzione dei provvedimenti cautelari richiesti da questo Ufficio.

 

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Como: Guardia di Finanza, operazione “Panni sporchi”. 2 arresti, denunciate 19 persone per riciclaggio internazionale, sequestrati 36 kg d’oro e denaro contante per 660.000 € (video)

(178) La Guardia di finanza di Como, nell’ambito di un procedimento penale pendente presso la Procura della Repubblica di Como, ha svolto complesse indagini che hanno permesso di portare alla luce un sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi dei delitti tributari e del commercio abusivo di oro, mediante il trasferimento fraudolento di valuta in contanti nonché di oro da investimento coniato in monete, da e per la Svizzera.

I risultati raggiunti dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Como si riassumono in queste cifre: arresto di due persone in flagranza di reato e denuncia a piede libero di complessive 19 persone nonché il sequestro di kg. 36 di oro (in forma di lingotti o di sterline da investimento), di denaro contante per circa 660.000 euro e 5 autovetture.

L’indagine ha riguardato il settore del riciclaggio transnazionale di valuta, fenomeno che caratterizza la provincia comasca che non solo è situata sul confine con la Svizzera, ma si colloca anche a metà strada del crocevia finanziario che collega Lugano a Milano. Non più pesanti bricolle trasportate da contrabbandieri lungo gli impervi sentieri nei boschi di confine, dunque, ma comode auto cariche di oro e valuta, nascosti in ben occultati doppifondi, guidate da moderni spalloni che corrono lungo la tratta autostradale che unisce i due capoluoghi.

In realtà, i flussi finanziari che passano da Como si diramano poi per l’intera Italia. Come nell’episodio che ha portato all’arresto, in flagranza, di due degli indagati quando questi vennero sorpresi dai militari presso l’uscita del casello autostradale di Brescia nell’atto di scambiarsi un pacco di banconote: 138.500 € consegnati da un imprenditore lombardo ad uno spallone perché li trasferisse in Svizzera.

Ed è proprio sui patrimoni di rientro dalla Svizzera che si sono concentrate le indagini delle Fiamme Gialle lariane che non solo hanno effettuato denunce e sequestri a carico di chi è rientrato in Italia senza effettuare le previste dichiarazioni in Dogana, ma che hanno anche approfondito le modalità con le quali i destinatari finali di queste provviste finanziarie hanno costituito il loro tesoretto all’estero non dichiarandolo al Fisco. Per questa ragione sono state segnalate, per gli opportuni approfondimenti fiscali, ai Reparti delle province di

Parma, Napoli, Genova e Trento, le posizioni di coloro che detenevano illecitamente denaro in Svizzera.

I vertici del sodalizio, in concreto, gestiscono oltreconfine intermediari finanziari – nella forma per lo più di società fiduciarie o di cambiavalute – curando, su esplicita richiesta del cliente finale, il flusso finanziario, infatti, dalla Svizzera all’Italia, provvedono dapprima alla monetizzazione dei flussi finanziari esteri e, successivamente, al trasferimento dei fondi mediante spalloni dall’Italia alla Svizzera, provvedendo al ritiro del contante in Italia, al trasferimento oltreconfine e quindi al versamento in appositi conti correnti, accesi presso specifiche Banche elvetiche, oppure al deposito in cassette di sicurezza “anonime” dislocate non solo all’interno di Istituti di credito ma anche presso uffici cambio.

 

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Como: Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, ai domiciliari l’amministratore di “Eclettica Srls” per aver attestato falsamente lo svincolo di 72.000 mascherine FFP2

(161) Nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Como riguardante la commercializzazione nel territorio dello Stato di capi di abbigliamento contraffatti, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Como ha dato esecuzione in data 27.4.2020 ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti dell’amministratore della ECLETTICA S.r.l.s., con sede legale in Turbigo. L’indagato è accusato, nell’ambito di una operazione di importazione di 72.000 mascherine protettive filtranti mod. FFP2, di avere attestato falsamente, in una dichiarazione di svincolo diretto per l’importazione di dispositivi di protezione individuale destinati al contrasto della diffusione del virus COVID 19, inviata a mezzo e-mail in data 8.4.2020 all’Agenzia delle Dogane e Monopoli presso l’Aeroporto di Malpensa, che dette mascherine erano destinate ad essere consegnate tutte, quale unico destinatario finale della merce, alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale- F.I.M.M.G. (mentre 12.000 di queste si è accertato essere state sottratte dalla destinazione accertata per essere separatamente commercializzate, in base ad una decisione adottata dall’indagato prima della ricezione della merce) così inducendo in errore la Dogana presso l’aeroporto di Milano Malpensa in ordine:

– alla sussistenza dei presupposti legittimanti lo svincolo diretto della merce ed

– alla assenza dei presupposti legittimanti la segnalazione dell’operazione al Commissario Straordinario ai fini della requisizione del materiale prevista dal D.L. 17.3.2020 n. 18.

In base a quanto accertato dalla Guardia di Finanza, attraverso attività di intercettazione e pedinamento,

– in data 4.4.2020, 72 scatole, contenenti 1.000 mascherine ciascuna pervenivano presso l’aeroporto di Malpensa, provenienti dall’aeroporto di Guangzhou (Repubblica Popolare Cinese), scortate dal documento accompagnatorio che riportava quale unico destinatario FEDERAZIONE NAZIONALE MEDICI DI MEDICINA GENERALE FRAZ. TRECELLA VIA CARAVAGGIO, POZZOLO MARTESANA (MI) 20060;

– in data 8.4.2020, l’indagato, in qualità di legale rappresentante della ECLETTICA S.r.l.s. – società importatrice della merce – inviava a mezzo e-mail all’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Malpensa la dichiarazione necessaria per l’attuazione della procedura di svincolo diretto della merce, nella quale attestava la destinazione di tutta la partita alla F.I.M.M.G., quale soggetto rientrante nelle categorie previste dall’ordinanza del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID-19 n. 6 del 28.3.2020;

– sulla scorta dei contenuti della documentazione sopra riportata, attestanti falsamente la regolarità del richiesto svincolo diretto della merce oggetto di importazione sotto il profilo della integrale destinazione delle mascherine alla Federazio- ne Italiana Medici Di Medicina Generale, la competente Agenzia delle Dogane di Milano Malpensa emetteva la bolletta nr. 51816R del 8.4.2020.

A seguito dello svincolo della merce, le 72.000 mascherine venivano caricate a bordo di un autocarro.

Diecimila di queste venivano scaricate in un capannone di Turbigo.

A seguito di ulteriori controlli si accertava che tra le restanti 62.000 mascherine destinate alla “F.I.M.M.G, 2000 erano destinate ad una diversa società avente ad oggetto “l’ideazione di campagne pubblicitarie”.

Le indagini hanno accertato, inducendo questo Ufficio, pur ravvisando la competenza territoriale della Procura della Repubblica di Busto Arsizio (cui gli atti verranno trasmessi), a determinarsi a chiedere una misura coercitiva emessa dal Giudice per le indagini preliminari (che ha ravvisato la sussistenza di esigenze cautelari che imponevano l’emissione urgenza di un provvedimento cautelare), che l’indagato:

– aveva effettuato, utilizzando analoghe attestazioni mendaci, una ulteriore importazione di 550.000 mascherine, 500.000 di queste destinate ad una società municipalizzata e le restanti 50.000 a separata commercializzazione (con conseguente evasione dell’IVA e dazi dovuti per l’importazione), nonché

– aveva assunto impegni a rifornire una fornitura di dispositivi di protezione individuale e medici ad un Ente di diritto pubblico che svolge funzioni di centrale di committenza per conto della Regione Lombardia e che aveva più volte sollecitato l’adempimento di tale fornitura.

Sono state operate perquisizioni.

Con il presente comunicato si intende manifestare sincero apprezzamento per il grande sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Guardia di Finanza nello svolgimento delle indagini, nella esecuzione del provvedimento cautelare, nonchè nell’assicurare puntuale adempimento alle deleghe di questa Autorità Giudiziaria.

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