Reggina Torino 1-2: interviste post gara

Ci risiamo! Ancora una volta sommessamente, facciamo il nostro ingresso in sala stampa. La delusione è tanta, tantissima. Una partita giocata almeno per 60/70 minuti agli stessi ritmi della precedente vittoriosa ad Ancona. Bella la Reggina, almeno fino ad un terzo dei secondi 45 minuti di gara. Un’unica colpa, anzi due. La prima è di non aver chiuso la gara sfruttando almeno un’altra delle tantissime occasioni da rete create e la seconda è quella di non avere un portiere (leggasi UNO) degno di tal nome e di rivestire tal ruolo. Da che mondo è mondo, da che calcio è calcio, si sa che il portiere è uno dei tasselli più importanti (se non il più importante) per, poi, costruire una squadra. Ebbene, la Reggina di portieri non ne ha. Dapprima Mario Cassano, “espulso” per “questioni ambientali” insieme al “pacchetto” Volpi-Buscè; poi Paolo Fiorillo, giovanissimo e con esperienza pari allo 0 ma unico a giungere a Reggio frutto di scambio vista la non volontà di spendere nemmeno un centesimo di euro; poi Pietro Marino, portierone “fatto in casa”, mai determinante se non negativamente come oggi. La Reggina, come detto, non gioca male. E’ padrona del gioco e del campo contro un Torino che se è questo Torino difficilmente andrà in A. Reggina-Torino doveva essere, in fase di pronostico, il match clou di questo campionato. Invece, ahinoi, è stato un incontro tra una squadra, dopo tante traversie, in zona playoff (il Torino) ed una mestamente penultima (la Reggina).
Eppure, gli uomini di Breda, sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria di Ancona di martedì scorso, interpretano bene anche questa gara. Hanno brama di vittoria e desiderio di raggiungerla. Vanno in vantaggio con Valdez, sprecano tante occasioni, cedono metri al Toro e poi, dulcis in fundo, regalano con due vistose e grottesche “papere” del proprio portiere una vittoria che Colantuono ed i suoi stentano ancora di aver raccolto. Incredibile, pazzesco, imbarazzante. Non solo per i 3 punti evidentemente persi, ma soprattutto per il morale di una squadra che, ritrovato a fatica, cala a picco nuovamente dopo aver perso una partita del genere. In sostanza, cosa volete che pensi un giocatore qualunque quando un compagno vanifica tutto con delle azioni da “Mai dire goal”? Pensa ad andare a sostenerlo oppure ad invitarlo ad andare altrove? Ecco qual è l’aspetto più pericoloso e dannoso (speriamo non letale) della vicenda. La Reggina, vincendo, avrebbe fatto un buon balzo avanti. Perdendo, invece, alla luce dei risultati altrui, resta miseramente penultima e si aggrappa al lumicino di speranze che ancora, ci mancherebbe, c’è e va sostenuto non facendolo spegnere. La gara di oggi, in sostanza, non ci porta novità. Sapevamo di avere tante mancanze, sapevamo che gli errori fatti dalla Società (leggasi FOTI) erano tanti, sapevamo ancora che uscire “vivi” (leggasi SALVI) da questa situazione non era e non sarà facile. Forse, e sottolineiamo forse, ci andrà bene venerdì prossimo in quel di Salerno allorquando affronteremo una squadra già ampiamente retrocessa prima ed a cui è stato dato il “colpo di grazia” con i 6 punti di penalizzazione per la nota vicenda della gara di due anni fa con il Potenza. Sottolineiamo il forse perché ci ricordiamo la gara dell’anno scorso a Genova contro la Sampdoria dell’ex Mazzarri: tutti erano certi che i blucerchiati si sarebbero, diciamo così, distratti e che, di questo, se ne sarebbe avvantaggiata la Reggina. Come finì? 5 a 0 per la Samp!!! Detto questo, accomodati in sala stampa, assistiamo all’ennesimo atto della stessa “commedia”. “Commedia” o “tragedia”? Questo lo capiremo più avanti con certezza. Quasi immediatamente si presenta il mister vittorioso, Stefano Colantuono (nella foto). Si aspettava la vittoria al termine di una partita così? “La partita, secondo me, è stata molto equilibrata. Nel primo tempo molto meglio la Reggina, nel secondo tempo, invece (probabilmente il vento deve aver influito), il verso della gara si è ribaltato. Noi siamo stati molto spesso nella metà campo della Reggina mentre loro ripartivano spesso in contropiede. Non è facile, ve lo garantisco, anche perché reputo la Reggina una delle squadre meglio attrezzate in quanto ad organico. Mi dispiace molto [a prescindere che è una Società che mi sta molto simpatica (eh… eh… eh… ed importante, n.d.r.)], aver visto i giocatori della Reggina davvero molto abbattuti moralmente (e certo, ci si fa un mazzo così per passare in vantaggio e poi arriva un pinco pallino qualunque e vanifica tutto, n.d.r.). Sono più dispiaciuto per loro che contento per la vittoria. Ho visto giocatori come Lanzaro e Brienza veramente giù di morale. Mi dispiace molto. Li invito a non lesinare energie ed a giocare sempre così perché la Reggina non merita assolutissimamente la posizione che occupa.” L’andamento della gara? “Come detto, molto equilibrata. Abbiamo sfruttato meglio noi gli episodi. Nel secondo tempo siamo cresciuti mentre nel primo non abbiamo giocato affatto bene perché, onestamente, ce lo ha impedito la Reggina. Siamo stati condizionati dai due cambi forzati da altrettanti infortuni (Zoboli e Gasbarroni, n.d.r.) e quando giochi tre partite così tanto ravvicinate perdere due giocatori in pochi minuti può rivelarsi decisivo.” I grossolani errori del portiere amaranto quanto hanno avvantaggiato il Toro? “Il tiro su punizione da cui è scaturito il secondo goal non era facile prenderlo. Avevamo il vento a favore e la palla ha acquistato più velocità di quella impressa dal tiro stesso di Garofalo e che, normalmente, avrebbe assunto. Sul primo goal, invece, probabilmente c’è stata qualche incomprensione con il difensore. Non so se il portiere gli ha chiamato la palla, non so se è stato ostacolato (nulla di tutto questo, mister, Marino, forse per via della primavera, era semplicemente andato “a farfalle”, n.d.r.). Però, tutto questo, fa parte del gioco. Per esempio, nell’azione del goal della Reggina, noi abbiamo concesso un fallo molto stupido che un giocatore non deve commettere e siamo stati puntualmente puniti.” La conferenza stampa di Colantuono si conclude con un acceso battibecco con un collega per una domanda di quest’ultimo, in verità nei toni pretestuosa (alludendo alla fortuna con la C maiuscola che ha aiutato il Torino, aveva chiesto se pensasse di poter vincere altre gare così, n.d.r.), che fa saltare i nervi al tecnico romano portato a forza fuori dal suo addetto stampa. L’unico amaranto a sedersi dietro la scrivania per colloquiare con noi (scopriremo, poi, che non è un colloquio ma un monologo/soliloquio), è il presidente Foti (nella foto). Non avevamo colto che volesse parlare solo non interagendo come si confà e gli domandiamo “La Reggina gioca bene ma, poi, per l’ennesima volta, getta tutto alle ortiche.” Non risponde e parte il suo monologo. “Posso parlare, io?” Tutti tacciono, noi restiamo perplessi e lui va avanti da solo. “Parlo io. Devo dire solo quattro parole e basta rivolte soprattutto a chi ha a cuore le sorti della Reggina. Sono le stesse parole che ho detto poco fa nello spogliatoio dove ho trovato condivisione e voglia ancora di dare il suo contributo da chi indossa la maglia amaranto. E’ nei momenti difficili, e questo sicuramente è uno dei più difficili della storia della Reggina Calcio SpA 1986, che bisogna avere la forza ed il coraggio di uscirne fuori. Ho 24 anni di Reggina alle spalle, ho goduto di tantissime gioie, qualche amarezza e questo è il momento in cui sicuramente, come prima reazione, verrebbe la voglia di mandare tutto a quel paese, devo avere rispetto nei confronti della mia città, nei confronti dei tifosi amaranto e nei confronti di chi lavora al Sant’Agata. E’ per questo che chiedo a tutti voi di avere la forza di dare ognuno un piccolo contributo in questo momento così difficile perché siamo sicuramente nelle condizioni di potervi ripagare e di dare, quindi, alla Reggina, con correttezza e lealtà, quella dignità che ha sempre avuto. Ho detto ai miei che è facile nelle vittorie esaltarsi e sentirsi grandi, ma bisogna sentirti grandi anche nei momenti come questi in cui le cose non girano certo in versi positivi. Credo, sono convinto, che, guardandoli negli occhi, sicuramente è questo il momento in cui loro ci daranno tutti una serie di risposte. Mi auguro che anche la gente, il pubblico, nei limiti del consentito senza chiedergli cose straordinarie, possa in qualche maniera, anche da lontano, trasmettere anche seppur un minimo di amore nei confronti di questa Società (società? e perché verso la società, presidente? squadra, forse avrebbe voluto/dovuto dire, visto che i tifosi cantano da inizio campionato “solo per la maglia”, n.d.r.). Grazie!” E qui termina il suo discorso/appello. Se ci spogliassimo dalle vesti di giornalisti, lasciandoci addosso solo quelle di tifosi, resteremmo attoniti dalle parole strappalacrime del presidente ed accantoneremmo tutto il passato (molti anni di passato, non solo quest’ultima, infausta, stagione), accoglieremmo la sua richiesta di aiuto e, rimboccandoci le maniche, aiuteremmo anche noi, per quel e per come ci compete, la Reggina intesa come squadra. Tifosi lo siamo, senza il benché minimo dubbio, da molto tempo prima di iniziare la professione giornalistica, ma come potremmo, oggi, anche da giornalisti, aiutare la Reggina (sempre intesa come squadra)? Non criticando? Nascondendo la realtà delle cose? O, peggio ancora, mistificandole? Giuriamo di non saperlo, ma, vi promettiamo, che ci applicheremo e cercheremo di scoprire il modo come “far finta” che nulla sia successo e che la Reggina non è solo “sulla carta” (maledetta carta, papiro ed egiziani che la inventarono compresi) una squadra forte, ma che lo è anche nei fatti e che l’odierno penultimo posto in classifica a fine campionato sarà almeno il sestultimo. Promesso!!!
Reggina – Torino: 1-2. Reggina (3-5-2): Marino (nella foto, assoluto protagonista in negativo); Adejo, Lanzaro (c) e Valdez; Missiroli (all’85° Montiel), Carmona, Tedesco, Barillà e Rizzato (dal 76°); Pagano (dal 58° Vigiani) e Brienza. In panchina: Kovacsik, Montiel, Santos, Cascione, Vigiani, Castiglia e Bonazzoli. All.: Breda. Torino: (4-4-2): Sereni; D’Ambrosio, Loria, Zoboli (dal 7° Rivalta) e Garofalo; Antonelli (dall’80° Coppola), Pestrin, Barusso e Gasbarroni (dal 39° Rubin); Bianchi (c) e Pià. In panchina: Morello, Rubin, Rivalta, Coppola, Gorobsov, Scaglia ed Arma. All.: Colantuono. Arbitro: Andrea Romeo di Verona. Assistenti: Giorgio Niccolai di Livorno e Stefano Papi di Prato. Quarto uomo: Omar Magno di Catania. Andata: 0-2 (Belinghieri e Bianchi). Marcatori: Valdez al 25°, Bianchi al 69° e Garofalo all’81°. Ammoniti: D’Ambrosio al 13°, Bianchi al 46°, Rubin al 52°, Valdez al 77°, Barillà all’80° ed al 93° e Garofalo all’85°. Espulso: Barillà al 93°. Recupero: 3’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 5 Reggina e 3 Torino. Tiri in porta: 8 Reggina e 2 Torino. Tiri fuori: 5 Reggina e 2 Torino. Falli fatti: 24 Reggina e 25 Torino. Fuorigioco: 1 Reggina ed 1 Torino. Pali/traverse: 1 Reggina. Spettatori paganti: 725. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 7.571,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5909. Incasso totale: € 47.834,67. Note: nella Reggina, Vigiani, anche se recuperato, lascia il posto a Barillà (mancino puro) come esterno destro. In attacco ritorna Pagano a far coppia con Brienza (Cacia è squalificato ed a Bonazzoli, apppunto, gli preferito il capocannoniere amaranto). Nel Torino, dopo Genevier, Colantuono deve fare a meno anche di Ogbonna, non al meglio. Gli squalificati: nella Reggina Cacia e Leon nel Torino. I diffidati: nella Reggina Bonazzoli, Barillà, Carmona, Castiglia e Vigiani e nel Torino Gorosbov e Pestrin. Due ex reggini tra le fila del Toro (Bianchi, in campo, e Leon, in tribuna) ed un ex granata tra gli i padroni di casa (Rizzato).
“Daremo una risposta ai singoli episodi, dopo aver scandagliato ogni ipotesi: i giornalisti non sono soli, né in Calabria, né altrove”. E’ quanto affermato dal Capo della Polizia, Antonio Manganelli, al termine dell’incontro, tenutosi ieri al Viminale, con il Segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi, e il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, membro della Giunta esecutiva Fnsi (nella foto, da destra, Siddi, Manganelli e Parisi). Con loro anche il Segretario dell’Assostampa della Basilicata, Serafino Paternoster. Un incontro operativo, quello di ieri a Roma, per fare il punto sui ripetuti episodi di intimidazione e minaccia subìti da giornalisti nelle due regioni, con le preoccupazioni maggiori riservate ai colleghi di frontiera, spesso unici baluardi di giornalismo attivo in realtà territoriali difficili. 
Reggina-Torino [nella foto il tecnico amaranto Breda (sperando di rivederlo sorridere)] si presenta come uno degli incontri più interessanti della prossima giornata di campionato. I granata, sembrano aver messo alle spalle in maniera definitiva il periodo di difficoltà, merito di una società che ha avuto il coraggio di rivoluzionare il progetto tecnico di inizio stagione affidando al giovane direttore sportivo Petrachi la ricostruzione. Undici giocatori arrivati nella ultima sessione di calcio mercato, quasi tutti pescati tra la B e la C, per tanti elementi anonimi, ma che invece si sono rivelati fondamentali nella risalita. Con la cessione di tutti quei calciatori che, acquistati la scorsa estate per fare la differenza, hanno prodotto l’esatto contrario. Il ritorno di Colantuono in panchina dopo la breve parentesi di Beretta e la ricomposizione di un gruppo che con il trascorrere delle settimane ha costruito tassello dopo tassello la rimonta. Oggi il Torino, grazie pure ad un campionato particolarmente equilibrato, ha riguadagnato la zona play off e si trova a sole quattro lunghezze dalla seconda posizione.
Ieri a Cinquefrondi è stata presentata la “Final Four Coppa Calabria Maschile” di pallavolo, che si disputerà mercoledì 31 marzo nel nuovissimo Palazzetto dello Sport. La Pubbliemme Pizzo, il Cosenza Pallavolo, la Radio Azzurra Belvedere e i padroni di casa della Golem Software, si contenderanno, nell’arco del pomeriggio (inizio ore 15,30) l’ambizioso trofeo giunto alla sua 19esima edizione. Alla presentazione, moderata dal vicepresidente della “5frondi”, Pino Massara, erano presenti l’assessore provinciale allo sport, Attilio Tucci, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, il presidente regionale della Fipav, Carmelo Sestito, il sindaco di Cinquefrondi, Alfredo Roselli, ed il presidente della “5frondi”, Mario Ceruso. Tra gli ospiti anche il presidente provinciale del Coni, Giovanni Filocamo ed il presidente provinciale della Fipav, Giuseppe Cormaci (nella foto).
Si è chiusa ieri presso il Circolo Didattico “Collodi” di Gebbione la campagna informativa sulla “Secur Scuola” – Sicurezza on line, realizzata dall’Assessorato alle Politiche Sociali e della Famiglia in collaborazione con Re.Ca.S.I. S.p.A., la società appartenente al gruppo Comune di Reggio Calabria che si occupa di produzione e fornitura di servizi informatici e telematici. Un progetto iniziato il 22 marzo e che ha interessato tre Istituti scolastici della città: “Vittorino da Feltre”, “Montalbetti” e “Diego Vitrioli”. Un successo per la campagna informativa finalizzata a presentare a genitori e docenti un decalogo per proteggere i minori dai rischi derivanti dall’utilizzo di internet e trasmettere loro una maggiore consapevolezza del web e delle sue infinite possibilità. La giornata conclusiva nei locali della scuola elementare “Collodi” si è aperta con l’intervento dell’assessore comunale alle Politiche Sociali Tilde Minasi (nella foto a sinistra con Maristella Spezzano, Paolo D’Aascola e Danilo Larizza).
Nella notte tra il 24 ed il 25 marzo 2010 i Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno dato corso ad una serie di servizi mirati alla prevenzione e repressione di reati in materia di stupefacenti che hanno interessato diverse comuni aspromontani, in particolare Santa Cristina d’Aspromonte, San Procopio, Cosoleto e Delianuova ed ha visto impegnati numerosi militari delle locali Stazioni Carabinieri (circa 50 uomini) con l’ausilio dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia. Nel corso dell’operazione, che ha interessato non solo i centri abitati ma anche le circostanti zone di campagna, sono stati controllati diversi mezzi e numerose persone; decine le perquisizioni locali e domiciliari eseguite nei confronti di soggetti ritenuti di interesse operativo. 
E’ stata la vittoria del Sant’Agata, firmata dal cuore e dalla voglia di battersi, firmata soprattutto dai due prodotti cresciuti al centro sportivo Barillà (nel fotomontaggio, MastroNino meglio di Mastronunzio) e Missiroli (nella foto). Il primo ancora a rete dopo il gol, purtroppo inutile, realizzato con il Lecce il secondo, decisivo così come lo era stato in occasione della doppietta messa a segno in casa contro la Triestina. I tre punti, pesantissimi, arrivano quindi da due reggini purosangue, probabilmente da quei calciatori che più degli altri hanno avvertito il momento di enorme difficoltà e meglio degli altri sanno quanto sia importante e fondamentale che la Reggina riesca a mantenere la categoria. Barillà, per l’assenza di Vigiani, confermato sulla corsia di destra ha dato prova di grande generosità e soprattutto dimostrato la sua solita puntualità sotto porta. 
AMBROSIA BISCEGLIE – LIOMATIC VIOLA RC 83-74 (dts). Parziali: 18-19/ 33-39/ 50-51/ 67-67. BISCEGLIE: Torboli 2, Filloy 3, Novatti 5, Storchi 15, Polselli 2, Gambarota, Di Pierro, Maino 16, Mainoldi 21, GAllerini 19. All. Ciracì. VIOLA: Grasso, Manzotti 4, Roselli 6, Niccolai 20, Negri 19, Di Lembo 6, Scozzaro, Yasakov, Dalla Vecchia 5, Dip 14. All. Bianchi. ARBITRI: Vassallo e Melchionda di Livorno. La Liomatic torna da Bisceglie con una sconfitta maturata dopo un tempo supplementare e dopo un incontro giocato con grande carattere dagli uomini di coach Bianchi che vengono superati al fotofinish dalla seconda in classifica. I neroarancio approcciano il match nel modo giusto ed infatti partono forti e con al giusta coincetrazione. Negri è ispirato ed il rientrante Niccolai fa capire che le due giornate di riposo gli hanno fatto bene ed infatti l’ex Montecatini comincia a bucare con una certa continuità il canestro dei padroni di casa mentre Claudio Negri non dà punti di riferimento alla difesa del Bisceglie incapace di trovare risposte alle iniziative del numero quattordici neroarancio.
HELIANTIDE REGGIO CALABRIA – ACIREALE 73-81. Parziali: 19-23/ 36-39/ 56-59. HELIANTIDE: Grassitelli 9, Meduri 11, Loughlimi 15, Laganà, Camerini 12, Colonello 22, Corlito 2, Manca, Barreca 2. Pace. All. Melara. ACIREALE: Vitale 3, Russo 8, Casiraghi 8, Di Dio 23, Giuffrida, Marzo 4, Santoro 3, Paolontonio11, VAzzana 21, Signorelli. All. Foti. ARBITRI: Tammaro di Salerno e Marzullo di Avellino. Sesta sconfitta consecutiva per l’Heliantide che cade in casa sotto i colpi dello scatenato Acireale. La formazione di coach Melara non riesce ad uscire dalla crisi e si arrende alla fine dopo un incontro tutto sommato equilibrato. Ma, nell’ultimo periodo, il team biancoblù viene trafitto dal grande ex dell’incontro.
Raccontare la società e l’uomo con l’ausilio di parole vestite di spontaneità e onestà intellettuale. Questa l’idea ispiratrice del volume “Un libro ci salverà” (Leonida Edizioni) scritto da Antonio Calabrò e presentato nei locali dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Un romanzo per certi versi autobiografico ma che rispecchia in sé problematiche di portata globale, seguendo aneddoti e richiami ai grandi maestri della letteratura. Un percorso che l’autore ha voluto seguire al di fuori di ogni schema omologato, o spirito di mercato, che contraddistingue una larga parte di scrittori contemporanei. Una visione letteraria confermata anche nell’intervento introduttivo della direttrice della collana narrativa della casa editrice, Francesca Rappoccio (nella foto, a sinistra, con Domenico Polito, Antonio Calabrò e Vincenzo Crupi), che ha curato la prefazione del testo. Il filo conduttore del libro si dipana sul vertiginoso aumento della crisi d’identità e valori di cui l’uomo moderno riveste la doppia figura di vittima e carnefice. 

Nella giornata di lunedì 22 marzo i Carabinieri della Stazione di Rione Modena hanno tratto in arresto Pizzimenti Pasquale, 40 anni, operaio perchè accusato di detenzione illegale di armi. Nella serata lunedì, a seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i carabinieri della Stazione Rione Modena, hanno proceduto a perquisizioni locali nei confronti dell’uomo che lavora presso un’autofficina in città. Proprio presso i locali di questa officina è stato rinvenuto un fucile di fabbricazione cecoslovacca marca ZASTAVA cal. 8×57, versione arma comune del celebre kalashnikov, in perfette condizioni. L’arma è risultata rubata in Provincia di Torino. I controlli sono stati estesi con grande attenzione anche all’abitazione del soggetto, dove, nel vano ascensore condominiale è stato rinvenuto un fucile semiautomatico benelli cal. 12 alterato a canne mozze e con calciolo tagliato assieme a 10 (dieci) cartucce medesimo calibro. 

La Reggina piace e vince. Finalmente con la mentalità giusta, gli uomini di Breda giocano ad Ancona una partita ineccepibile sotto ogni punti di vista. Coriacea, mai arrendevole, reattiva, presente, attenta, tutto il contrario rispetto a quella molte volte (troppe volte) già vista quest’anno. Era ora, come abbiamo detto. Un piccolo passo è fatto verso la salvezza. Ovviamente non basta, i risultati altrui non ci consentono di gioire più di tanto ma, il risultato degli amaranto, ci consente di affrontare decisamente meglio, in primis, la gara con il Torino domenica prossima all’ora dei “maccheroni di casa”. Dicevamo che ha giocato bene la Reggina. Concentrata sin dal primo minuto, ha dimostrato di volere queste vittoria con tutte le sue forze. Ha voluto dimostrare di non essere “finita”. Ha tirato fuori il carattere necessario, quello da combattente con il coltello tra i denti che fin troppo spesso ha lasciato spazio al suo alter ego arrendevole e rinunciatario oltre il consentito. E’ questo lo spirito giusto, quello da tutti quanti agognato. Società, tifosi, stampa e chiunque altri abbia a cuore le sorti della Reggina, non chiedevano altro che il mettere in campo gli attributi e dimostrare che, fallito l’obiettivo promozione, non può e non deve fallire l’obiettivo minimo (viste come sono andate le cose). Reggio e la Reggina non possono e non devono scendere oltre un certo limite, la B gli sta stretta figuriamoci cosa c’è più giù. Ottimisti per indole, realisti perché “costretti”, non possiamo non pensare che la salvezza e la successiva nuova programmazione siano possibili, anzi doverosamente auspicabili. 
Ancona – Reggina: 1-2. Ancona (4-4-2): Da Costa; Schiattarella, Cosenza, Cristante e Piccoli; Surraco, Catinali, De Falco e Miramontes (dal 90° Mustacchio); Colacone (dall’87° Gerardi) e Mastronunzio (c). In panchina: Sollitto, Milani, Pisacane, Camillucci, Mustacchio, Mirchev e Gerardi. All.: Salvioni. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Lanzaro (c); Barillà, Carmona, Tedesco (dal 61° Castiglia), Missiroli e Rizzato; Brienza (dall’84° Bonazzoli) e Cacia (dal 79° Pagano). In panchina: Kovacsik, Cascione, Bonazzoli, Santos, Costa, Viola e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Conca e Chiocca. Quarto uomo: Vallesi. Andata: 3-0 [Mastronunzio (rig.), Miramontes e Colacone)]. Marcatori: Barillà al 14°, Mastronunzio al 31° e Missiroli al 92°. Ammoniti: Mastronunzio al 15°, De Falco al 20°, Valdez, Miramontes al 42°, Cacia al 79°, Schiattarella all’83° e Gerardi all’88°. Espulso: Cacia al 79°. Corner: 4 Ancona e 5 Reggina. Recupero: 2’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Note. Salvioni ripropone la formazione che ha battuto il Torino con Schiattarella e Piccoli a fare i terzini e Catinali accanto a De Falco centrali di centrocampo. Breda, invece, cambia la settima formazione in sette gare della sua gestione. Dopo il 4-4-3 delle due ultime gare interne contro Modena e Lecce (entrambe perse), si ritorna al 3-5-2 con la panchina per Bonazzoli e Pagano. I diffidati, nell’Ancona Milani e Miramontes e nella Reggina Castiglia, Carmona, Barillà, Bonazzoli e Vigiani (assente per infortunio). Gli ex, nell’Ancona Cosenza e nella Reggina Rizzato.
In una lettera congiunta inviata al Presidente della Regione Calabria On. Loiero, La ASD Team Basket Liomatic Viola (nella foto durante un time out) e la Pallacanestro Nautica Alcaro Catanzaro hanno lamentato la mancata erogazione di un contributo economico a sostegno delle attività sportiva delle due massime espressioni della pallacanestro calabrese in ambito nazionale. Il sostegno alle attività sportive, vuoi sotto forma di sponsorizzazione., vuoi sotto quella di contributo, fa parte dei compiti istituzionali delle regioni e, nel caso delle società maggiori, quali indubbiamente sono l’ASD Team basket Viola RC e la Pallacanestro Catanzaro, tali interventi rientrano nella normale attività amministrativa dell’ente.
Nel quadro degli interventi per la repressione dei crimini in materia ambientale disposti dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova, i militari della Stazione di Cinquefrondi, in due diverse operazioni di servizio, hanno tratto in arresto i proprietari e gestori di due appezzamenti di terreno rurale, responsabili di aver realizzato e gestito, ciascuno, una discarica abusiva (nella foto) per sottoprodotti della lavorazione di agrumi, da destinare successivamente all’alimentazione di animali, estese su un’area di 200 metri quadrati la prima e di 120 mq la seconda. L’intervento dei militari è avvenuto nelle contrade Bello e Petracca del Comune di Anoia. Il materiale di risulta derivante dal ciclo di lavorazione degli agrumi, produceva una quantità assai consistente di liquami ed altri rifiuti organici che, per le loro particolari caratteristiche, sono in grado di poter inquinare il suolo e le falde acquifere. Il materiale presente in discarica emanava altresì delle esalazioni nauseabonde percepibili anche a notevole distanza. I “titolari” delle discariche abusive, accumulavano gli scarti provenienti dalla lavorazione industriale degli agrumi, direttamente sul terreno, senza che fosse stato realizzato alcun sottofondo in materiale isolante, per prevenire infiltrazione di liquami nel terreno e le falde acquifer. 
Qualora avessimo mai pensato che il fondo fosse stato toccato, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora avessimo mai pensato che peggio di quanto sinora fatto non si poteva fare, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora avessimo mai pensato che saremmo tornati in A in un fiat, ahinoi, ci siamo sbagliati (da mesi). Qualora avessimo mai pensato che, in A, ci saremmo tornati passando per i play off (da mesi), ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora stessimo pensando che ci salveremo senza patemi, ahinoi, ci siamo sbagliati. Qualora pensiamo che forse ci salviamo, ahinoi, abbiamo ragione. Quanti sbagli che abbiamo commesso, visto? Ma, più di noi, quanti sbagli ha commesso chi, con negligenza e/o omissioni è il timoniere dell’ormai alla deriva barca amaranto? Pare abbia indirizzato la prua verso gli scogli e che, lentamente, la corrente diriga la scialuppa, già abbondantemente alla deriva, verso un presumibile schianto. E che schianto! L’ipotesi più probabile, adesso, con i dati che abbiamo, suffragati dalle indecorose prestazioni degli undici/quattordici uomini in maglia e pantaloncini amaranto, è che l’obiettivo “seconda retrocessione” consecutiva stia per essere raggiunto. Non è possibile, per certi versi appare tutto inverosimile.
Reggina – Lecce: 2-4. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Lanzaro (c); Vigiani (dal 12° Barillà), Carmona, Tedesco, Costa (dal 74° Cacia) e Pagano (dal 64° Missiroli); Brienza e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Cacia, Barillà, Viola, Rizzato, Santos e Missiroli. All.: Breda. Lecce (4-4-2): Rosati; Belleri (dal 59° Di Michele), Ferrario, Terranova e Mazzotta (dal 41° Munari); Angelo, Vives, Giacomazzi (c) e Mesbah; Baclet (dall’80° Schiavi) e Marilungo. In panchina: Petrachi, Di Michele, Bergougnoux, Munari, Corvia, Schiavi e Loviso. All.: De Canio. Arbitro: Massimiliano Saccani di Mantova. Assistenti: Mauro Bernardoni di Modena e Giancarlo Rubino di Salerno. Quarto uomo: Gaetano Intagliata di Siracusa. Marcatori: Barillà al 22°, Marilungo al 62°, Angelo al 66°, Marilungo 77°, Cacia al 90° e Marilungo al 91°. Ammoniti: Tedesco al 27°, Pagano al 28°, Vives al 47°, Mesbah al 55°, Adejo al 58° e Bonazzoli al 61°. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 6 Lecce. Andata: 2-3 [Bonazzoli (r), Marilungo, Pagano, Baclet e Baclet]. Tiri in porta: 8 Reggina e 6 Lecce. Tiri fuori: 2 Reggina e 2 Lecce. Falli fatti: 23 Reggina e 23 Lecce. Fuorigioco: 3 Reggina e 3 Lecce. Spettatori paganti: 629. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.525,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5813. Incasso totale: € 45.788,67.