

La Reggina piace e vince. Finalmente con la mentalità giusta, gli uomini di Breda giocano ad Ancona una partita ineccepibile sotto ogni punti di vista. Coriacea, mai arrendevole, reattiva, presente, attenta, tutto il contrario rispetto a quella molte volte (troppe volte) già vista quest’anno. Era ora, come abbiamo detto. Un piccolo passo è fatto verso la salvezza. Ovviamente non basta, i risultati altrui non ci consentono di gioire più di tanto ma, il risultato degli amaranto, ci consente di affrontare decisamente meglio, in primis, la gara con il Torino domenica prossima all’ora dei “maccheroni di casa”. Dicevamo che ha giocato bene la Reggina. Concentrata sin dal primo minuto, ha dimostrato di volere queste vittoria con tutte le sue forze. Ha voluto dimostrare di non essere “finita”. Ha tirato fuori il carattere necessario, quello da combattente con il coltello tra i denti che fin troppo spesso ha lasciato spazio al suo alter ego arrendevole e rinunciatario oltre il consentito. E’ questo lo spirito giusto, quello da tutti quanti agognato. Società, tifosi, stampa e chiunque altri abbia a cuore le sorti della Reggina, non chiedevano altro che il mettere in campo gli attributi e dimostrare che, fallito l’obiettivo promozione, non può e non deve fallire l’obiettivo minimo (viste come sono andate le cose). Reggio e la Reggina non possono e non devono scendere oltre un certo limite, la B gli sta stretta figuriamoci cosa c’è più giù. Ottimisti per indole, realisti perché “costretti”, non possiamo non pensare che la salvezza e la successiva nuova programmazione siano possibili, anzi doverosamente auspicabili.
Abbiamo chiesto al presidente di dimettersi, di lasciare la Società in mano a chi, forse, ha adesso maggiori stimoli, maggiori forze e maggiori certezze. Non cambia il nostro pensiero sulle cause che hanno portato a questo campionato stranissimo, ma, adesso, dobbiamo raggiungere tutti insieme l’agognato obiettivo e rimanderemo a fine torneo il tirar le somme. Non siamo mai stati teneri con Foti, continueremo a non esserlo perché, secondo noi, ha delle gravi responsabilità sull’andamento della Reggina in questa B. Non lo saremo, ma, adesso, vogliamo prima d’ogni altra cosa non veder svanire un “capitale” (non ce ne frega nulla di quello economico), un patrimonio che è di un’intera Città e, quindi, anche nostra. Abbiamo sempre detto (chiunque, se ne ha la forza, può provare a smentirci) che noi non siamo per nessuno dei singoli che compongono la Reggina. Presidenti, allenatori, direttori sportivi, giocatori, magazzinieri etc. lo sono pro-tempore. La Reggina, invece, pro-tempore non è ed è, quindi, una parte, una faccia, della Reggio migliore che non vuole cedere. Quello che intendiamo dire, in sostanza, è che consideriamo la Reggina nella sua essenza, nel suo significato sociale e sportivo, in tutto quello che rappresenta. Ecco perché non avrà mai né un nome né un volto, ma sarà sempre La Reggina di Reggio. In sala stampa c’è un cauto sorriso e si avverte. Nessun tipo di esaltazione per la vittoria, ma solo la consapevolezza che si è vinto e che, almeno per stasera, si è dimostrato che, ancora, qualcosa in corpo c’è da dare e, soprattutto, lo si vuol dare. Il primo tra i protagonisti in campo è un ex molto speciale, Simone Rizzato (nella foto). Capitano ad Ancona per tre anni (due in C1 ed uno in B), ha ricevuto cori, applausi e striscioni da parte dei suoi ex tifosi. Stasera ha fatto il suo dovere di professionista, giocando una gara esemplare sulla fascia sinistra servendo infiniti cross per i suoi compagni al centro dell’area. Bella partita su un campo difficile. “Una grande partita, direi. E contro un’ottima squadra apparentemente impossibile dal battere nel suo stadio. Abbiamo dimostrato che non siamo finiti e siamo stati molto bravi tutti.” Gran primo tempo. “Si, come spesso è successo diamo il meglio di noi stessi nei primi 45 minuti di gioco. Poi capita che, magari, prendiamo un goal e ci lasciamo andare. Questa sera, però, incassato il goal del pareggio, non abbiamo ceduto un solo centimetro ed, anzi, abbiamo vinto con un goal nel recupero.” Tanto affetto qui attorno a te. “Ad Ancona ho casa e ci tornerò spesso. Qui ho vissuto tre anni importantissimi e calcisticamente splendidi. L’Ancona è una grande squadra, l’avevamo vista contro il Torino ed aveva giocato una gara bellissima.“ A proposito del Torino, domenica al “Granillo” arrivano proprio i granata. “Adesso ci riposiamo un po’ e poi inizieremo a lavorare per tornare a vincere anche in casa.” Gianni Rosati (nella foto) è il “DS ombra”, come l’abbiamo definito. Oltremodo silenzioso, sino quasi a dubitare che ci sia, dopo il fallimento del “suo” progetto Iaconi, arriva anch’egli in sala stampa (della serie “se si vince ci sono, se si perde probabilmente no!”). Gli amaranto, stasera, sono stati tutti all’altezza della situazione per quest’importante e fortemente voluta vittoria. “Sono marchigiano, abbiamo vinto sia ad Ascoli che, stasera, qui ad Ancona (che c’entra con la domanda, n.d.r.). E’ stata la vittoria del gruppo. Siamo andati in vantaggio, poi la solita cacata (bon soir finesse, degna “spalla” del segretario Calveri di cui si può leggere nel “pezzo” riguardante il tabellino e la cronaca, n.d.r), ma, infine, abbiamo vinto con merito. Le altre squadra nostre dirette concorrenti hanno fatto risultato ed è stato importante vincere stasera. E domenica sotto con il Torino.” E’ questa la strada giusta? “Sicuramente si!” Ecco Breda (nella foto mentre da indicazioni a Missiroli) a cui, come detto apertamente non più tardi di ieri durante la trasmissione sportiva di Telereggio “La Tribuna del Lunedì”, abbiamo espresso la nostra solidarietà per il momento difficile e per l’accoramento con cui si è fatto carico della “causa amaranto”: davvero ogni oltre previsione il suo “attaccamento alla maglia”. Vittoria importante, sarebbe stato un peccato non vincere. “Mi è piaciuto molto il primo tempo anche se, a dire il vero, nonostante la grande partita giocata, per come si erano messe le cose, siamo andati vicinissimi a non vincerla. Ci siamo mangiati dei goal, ma abbiamo vinto contro una squadra che, in casa, aveva sin qui fatto 11 vittorie e 4 pareggi senza mai perdere.” Stasera è venuto fuori lo spirito di gruppo. Tutti, insomma, volevano questa vittoria. “E’ vero, è la vittoria del gruppo. L’unico errore che non dobbiamo commettere e quello, adesso, di sederci. Siamo sempre laggiù in classifica.” I cambi che ha fatto? “La mia squadra spende molte energie e, giustamente, occorre far respirare un po’ chi gioca più spesso.” Tutti insieme si può raggiungere qualsiasi risultato? “Certo che si. Dobbiamo fare meno chiacchiere e più fatti. Meno parole e più lavoro. Dobbiamo solo pensare a lavorare sodo, e basta!” L’espulsione di Cacia avvenuta, per fortuna, quand’era già uscito per Pagano. “Ha sbagliato di certo il mio giocatore. Comunque, anche quando si ha ragione si deve mettere tutto da parte per il bene della squadra e stare più attenti. Mi sono incazzato molto con i miei ragazzi anche per delle ammonizioni evitabilissime.” Domenica prossima affronteremo il Torino con lo stesso spirito? “Con lo stesso ed anche con qualcosa in più.” Da mister a mister, da Breda a Salvioni. Vittoria meritata quella della Reggina? “Si, soprattutto per quello che hanno fatto nel primo tempo. Tutto sommato è giusto che sia finita così anche se la gara stava per terminare in parità.” Il suo Ancona è sembrato sotto-tono. “Finora abbiamo speso tanto, forse è normale che un calo, prima o poi, si accusi.” Missiroli ha fatto un gran goal ma è stato favorito da una dormita dei suoi difensori. “Forse si, ma è stato molto bravo comunque lui. Ha fatto un gran goal. Complimenti.” Cosa vi è mancato? “Credo nulla di particolare. Come detto è stata molto brava la Reggina specialmente nel primo tempo e grazie un po’ anche ai nostri errori.” I suoi attaccanti hanno ricevuto pochi palloni secondo lei? “Direi meglio che loro sono stati molto bravi a chiudere gli spazi rispetto a noi ad aprirli.” Avete accusato stanchezza? “Si, ma direi più di testa che di gambe.” Dopo il primo stop casalingo stagionale di questa sera vi aspettano due trasferte consecutive. “Dobbiamo fare il contrario di quello che abbiamo fatto finora in campionato e dobbiamo iniziare a fare bene anche lontano da casa.” La Reggina? “Ha giocato una gran partita, forse anche merito dei nostri errori. E’ in una situazione di classifica non facile ma, costretta a vincere il campionato, psicologicamente non è facile riprendersi sapere di avere quest’obbligo e poi ritrovarsi laggiù. Ma son convinto che ne uscirà perché ha un potenziale tecnico di assoluta qualità.”