Taurianova (RC): ciclismo, la FCI assegna i primi titoli del 2010

La Federazione Ciclistica Italiana mette in palio, domenica prossima a Taurianova, i primi titoli di “campione provinciale 2010”. Il Comitato Provinciale di Reggio Calabria, presieduto da Carlo Parisi, ha infatti assegnato alla decima edizione del “Trofeo Città di Taurianova – Memorial Marco Pantani” il compito di laureare i campioni provinciali delle categorie amatori. La gara, organizzata dall’A.S.D. Marco Pantani di Taurianova del presidente Vincenzo Bellantonio, prenderà il via alle ore 9 da viale 24 maggio per attraversare via 20 settembre, via Sofia Alessio, II circonvallazione, via Prometeo, via Principessa di Piemonte, viale 24 maggio, via Roma, piazza Macrì, via De Gasperi, innesto Strada Provinciale 1, via Garibaldi, via Matteotti, innesto viale Merano, Strada Provinciale 33, bivio Bombino, S.S. 536 di Aquaro, Taurianova, da ripetere quattro volte, per complessivi 63 chilometri, prima di dirigersi a Taurianova dove la corsa si concluderà in via 24 maggio.

Alla competizione possono partecipare gli amatori di tutte le categorie, tesserati con società di tutti gli enti aderenti alla Consulta. Il Comitato Provinciale della Federazione Ciclistica Italiana, riunitosi a Reggio Calabria, ha inoltre proceduto all’assegnazione delle deleghe per la stagione 2010. Il vice presidente Giuseppe Scruci è il referente del settore agonistico, il consigliere Domenico Macrì dei settori amatoriale e fuoristrada, il consigliere Carmelo Sapone del settore giovanile. Nella prossima riunione saranno vagliate le richieste per l’assegnazione dei campionati provinciali delle categorie agonistiche. Tredici le società affiliate: Star Sud (presidente Domenico Giustra), Magna Grecia (Damiano Felice Varacalli), Itria (Fortunato Pizzi), Anastasio Barbarello (Giuseppina Barbarello), Roberto Sgambelluri (Francesco Scruci),  Cecè Scopacasa Bovalino (Giuseppe Brancatisano), Sergio Laganà Cycling Team (Giorgio Santo Laganà), Team Neto – La galleria del parquet (Maria Quattrone), Cicli Gatto (Giuseppe Gatto), Sporting Club 1917 (Antonio Vincenzo Careri), Villa San Giovanni Bike (Ivan Bruno), Marco Pantani Taurianova (Vincenzo Bellantonio), Platì (Francesco Grisolia). Queste le gare in calendario nella provincia di Reggio Calabria: Giovanissimi: 16 maggio “IV Trofeo Città di Reggio Calabria – IV Memorial Orazio Gatto”, 13 giugno “1° Trofeo Bici Club Azzurro – Cycling Team Biondo Diego”; 10 luglio “III Gimkana Madonna del Carmelo”, 25 luglio “XV Circuito di Villa San Giovanni”; 8 agosto “I gara Consorzio Reggino”; 22 agosto “II Trofeo Città di Locri”, 29 agosto “II Trofeo Città di Pellaro”. Cicloturisti e Amatori: 1 maggio “IV Memorial Orazio Gatto”; 20 giugno “XX Giro della Locride” valido come prova di campionato italiano di cicloturismo, 3 luglio “XVI Memorial Vitaliano Scambia”, 4 luglio “Circuito di Oppido Mamertina”.

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40° Earth Day: la Giornata Mondiale della Terra

altGrande appuntamento oggi 22 aprile con l’Earth Day, il giorno dedicato al nostro pianeta ed al rispetto della natura. Una data diventata per tutti il simbolo della sensibilità ambientale di massa. I movimenti ecologisti ne approfittano per tastare il polso dell’eco-sistema e promuovere la conservazione dell’ambiente in cui viviamo, sensibilizzando l’opinione pubblica e sollecitando un mutamento nei comportamenti individuali. Perché i primi passi partono proprio dal singolo, che deve ridurre gli sprechi, fare la raccolta differenziata e risparmiare energia. Il popolo dei riciclatori aumenta. Il 2009 è stata una buona annata: sono state “salvate” 89.283 tonnellate di carta, quasi 50 mila tonnellate di lattine e mezzo milione di tonnellate di plastica. La reincarnazione esiste: bastano solo ottocento lattine per costruire una “ricicletta”, la bicicletta riciclata. Ma davvero non si butta via niente: lampadine, vetro, alluminio, alghe e persino la buccia d’arancia, da cui viene ricavata la carta ecologica. Stiamo anche imparando a riusare il legno, risparmiando così le foreste e riducendo le emissioni di anidride carbonica.

Abbiamo acquisito la consapevolezza che non saranno di certo gli accordi internazionali a salvare il pianeta, ma una rinnovata coscienza collettiva. Ed è un regalo che noi uomini dobbiamo offrire alla Terra se vogliamo salvarla. In caso contrario, le sue risorse saranno destinate ad esaurirsi. Gli organismi delle Nazioni unite, i centri di ricerca e le accademie scientifiche da anni ammoniscono sugli effetti drammatici delle nostre politiche di sviluppo sull’eco-sistema terrestre. Basti pensare che, a causa delle attività umane, metà delle zone umide e delle foreste sono state perdute nel secolo scorso, il 58%  delle barriere coralline è gravemente compromesso, il 20% delle zone aride è prossimo alla desertificazione e le risorse d’acqua dolce hanno subìto una drastica riduzione.  L’Earth Day si basa saldamente sul principio che tutti, senza distinzione alcuna, hanno il diritto ad un ambiente sano e sostenibile. Nato il 22 aprile del 1970 per rispondere all’appello del senatore democratico Gaylord Nelson dopo il disastro petrolifero di Santa Barbara (allora si mobilitarono ben 20 milioni di cittadini americani per una spettacolare dimostrazione), oggi questo evento ha acquisito il carattere dell’internazionalità essendo riconosciuto da ben 190 Paesi. Organizzatore ufficiale della giornata è l’Earth Day Network, che in occasione del 40° anniversario ha voluto coinvolgere singoli cittadini ed organizzazioni ad impegnarsi personalmente a favore dell’ambiente, attraverso  la campagna “Miliardi di azioni verdi”. Il contatore ha già superato quota 5 milioni di eco-azioni. Ogni azione verde è gradita: c’è chi ha deciso di pagare le bollette on line invece che fare la fila alla posta, chi userà prodotti ecologici per la pulizia di casa, chi ha deciso di piantare un albero, chi invece si impegna a ridurre i propri consumi di acqua ed energia. In Italia l’evento è organizzato per il terzo anno consecutivo dal Nat Geo Music Live con un concerto gratuito a Roma al Circo Massimo a partire dalle 20 che vedrà esibirsi Pino Daniele e Morcheeba. Per combattere le emissioni di CO2 prodotte dal concerto verranno ripiantati nuovi alberi nell’area verde del Parco dell’Aguzzano a Roma e tutelate foreste in Madagascar. Oltre ai concerti a Roma, Genova e Bologna, sono in programma iniziative per raccogliere la carta nelle stazioni, concorsi per creare eco-imballaggi ed allettanti “swap party” (letteralmente “feste del baratto”), dove il riciclo ha un altro sapore.
Ē stata anche creata una internet action a livello mondiale, unica nel suo genere. La gestione di questa iniziativa multimediale, nata nel 2009 da un’idea di Simone Zuin blogger del Lago di Garda, è in mano a pochi ragazzi sparsi sul territorio nazionale che dialogano tra loro ed organizzano tutto il lavoro tramite rete. Ma la Giornata della Terra è anche un giorno significativo per i subacquei di tutto il mondo. Durante tutta questa settimana, infatti, la comunità subacquea raccoglierà immondizia e detriti dalle spiagge e sott’acqua, mentre l’Associazione dei Comuni Virtuosi, il Wwf, Italia Nostra, il Fai e l’Adiconsum lanceranno la settimana nazionale Porta la Sporta (dal 17 al 24 aprile) per incentivare l’uso della borsa riutilizzabile in sostituzione dei sacchetti in plastica e di quelli monouso quando si fa la spesa. A “impatto zero” sarà anche il numero di Topolino, in edicola questa settimana. Grazie all’adesione al progetto di “LifeGate”, il magazine Disney compenserà le emissioni di gas serra, generate dalla produzione di ogni copia, con la creazione e tutela di nuove foreste in Italia e nel mondo. Il numero di Topolino sarà “green” anche nei contenuti. Dalle favelas di Rio de Janeiro alle colline di Los Angeles, dalla Città Proibita di Pechino alle Piramidi egiziane, centinaia di milioni di persone in ogni angolo del pianeta saranno virtualmente unite per dare un messaggio forte contro i cambiamenti climatici e celebrare l’unica cosa che tutti abbiamo in comune, il nostro pianeta.

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Reggio Calabria: operazione “Reale”

I Carabinieri hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Procura Distrettuale Antimafia nei confronti di 9 indagati per associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni. Gli arrestati sono 5 esponenti della famiglia Pelle, tra cui il reggente Pelle Giuseppe, nonché Morabito Rocco (figlio di Giuseppe detto “u tiradrittu”), Ficara Giovanni e Latella Antonino, tutti esponenti di vertice delle cosche della fascia ionica e del capoluogo reggino. L’operazione costituisce lo sviluppo dell’indagine “Labirinto” del R.O.S. avviata nel 2007 in direzione della cosca Pelle di San Luca (RC) e finalizzata alla cattura del boss Pelle Antonio detto “gambazza”, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi, arrestato dallo stesso R.O.S. il 12 giugno dello scorso anno dopo una lunghissima latitanza. Nel corso delle indagini si era pervenuti all’arresto di numerosi esponenti del sodalizio ed al sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro, depotenziando così significativamente l’organizzazione criminale, peraltro in un momento in cui i Pelle ed i loro alleati storici, i Vottari, stavano fronteggiando i Nirta – Strangio nella tristemente nota faida di San Luca, culminata nella strage di Duisburg dell’agosto 2008.

L’attuale filone investigativo ha documentato il ruolo di vertice assunto dagli indagati Pelle Giuseppe e Morabito Rocco, succeduti ai padri, “gambazza” e “tiradritto”, nella effettiva gestione degli interessi delle cosche della fascia ionico-reggina anche nei rapporti con importanti sodalizi del capoluogo, tra cui i Ficara e i Latella, funzionali al perseguimento di strategie unitarie e, soprattutto, ad assicurare gli equilibri criminali nell’area. In tale ambito è emersa la trattativa tra Pelle Giuseppe e Latella Antonino, instaurata per la designazione del reggente del locale di Roghudi, in seguito al decesso per cause naturali di Romeo Antonio detto “bistecca”, avvenuto all’inizio dell’anno, condotta con riferimento agli accordi, già documentati alla fine degli anni ‘90 dall’indagine “Armonia”, che avevano sancito la fine del sanguinoso conflitto tra gli Zavettieri ed i Pangallo. La nomina del successore di Romeo ha riproposto infatti l’annosa ingerenza degli esponenti di vertice della zona sud di Reggio Calabria sul locale di Roghudi, in ragione dell’originaria collocazione del paese nella zona di competenza delle cosche reggine e trasferito, dopo le inondazioni degli anni ’70, nella costa jonica, tra Condofuri e Melito Porto Salvo.Lle indagini hanno evidenziato la progressione in grado di diversi soggetti, riconducibili alle famiglie Zavettieri e Tripodi, in passato protagonisti della contesa per il controllo di quello stesso locale e, soprattutto, l’intendimento di Pelle Giuseppe e Morabito Rocco di trovare una soluzione al problema con l’equiparazione delle cariche di alcuni affiliati appartenenti alle diverse fazioni, al fine di equilibrare l’importanza rivestita dalle due famiglie. La vicenda ha quindi confermato la posizione di assoluto rilievo riconosciuta agli esponenti della famiglia Pelle in relazione al richiamo delle regole vigenti nella ‘ndrangheta, avendo riguardo alle problematiche ordinative delle singole cosche e alle gerarchie tra gli affiliati. Tra gli argomenti trattati negli incontri tra i diversi capibastone emerge anche  una consulenza di Pelle Giuseppe a Ficara Giovanni per la costruzione di un bunker simile a quello utilizzato da Saverio Trimboli, arrestato dai Carabinieri il 13 febbraio u.s.. Pelle, dopo aver fornito suggerimenti sul tipo di abitazione maggiormente idonea ad ospitare simili nascondigli, prometteva anche l’invio dell’operaio specializzato per la realizzazione del bunker. L’indagine ha altresì evidenziato l’attuale pervasività del gruppo Pelle nell’area di San Luca, Bovalino e comuni limitrofi, mediante l’imposizione di estorsioni agli operatori economici e i tentativi di infiltrazione negli appalti pubblici attraverso imprese controllate. Particolarmente allarmante si è rivelata la progettazione di un  sequestro “lampo” di un imprenditore edile locale, allo scopo di estorcere al socio una tangente dell’importo di 40.000 euro sui lavori eseguiti per un appalto pubblico nel comune di Condufuri (rc), la cui consegna era stata più volte procrastinata dagli interessati. L’indagine ha offerto uno spaccato di estremo interesse per la comprensione delle attuali strategie della ‘ndrangheta, confermandone l’evoluzione sotto il profilo organizzativo, con gerarchie interne, aree di competenza e cariche sovraordinate alla tradizionale struttura orizzontale dei locali.

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Stilo (RC): ritrovato cadavere di presunto affiliato cosca Vallelonga

Ieri alle 18.00 circa, a seguito segnalazione telefonica al 112, in Stilo (RC), in contrada Ferdinandea, lungo la S.P. 9, veniva rinvenuto, il cadavere di Vallelonga Giovanni (nella foto), nato a Mongiana (VV) il 03.03.1948, residente a Caulonia (RC), contrada Campoli – Vipari n. 49, coniugato, pregiudicato, attinto mortalmente al torace ed alla testa da numerosi colpi di arma da fuoco (fucile a pallettoni ed altre armi) mentre era a bordo della sua autovettura Nissan Pajero.

L’ucciso era cugino (i nonni erano fratelli) Di Vallelonga Damiano, classe 1957 (capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, attiva a Serra San Bruno (VV) e con proiezioni nelle provincie di Reggio Calabria e Catanzaro), ucciso il 27.09.2009 a Riace (RC) in un agguato a colpi di arma da fuoco. I Carabinieri stanno procedendo a numerose perquisizioni nei confronti di soggetti ritenuti d’interesse della zona. Il Vallelonga svolgeva l’attività di impresa individuale di industria boschiva e movimento terra ed aveva numerosi precedenti penali per armi; più volte indagato per associazione di tipo mafioso. Gli investigatori ritengono che sia un omicidio di ‘ndrangheta.

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Locri (RC): arrestato affiliato alla ‘ndrina D’Agostino

I Carabinieri della compagnia di Locri, in particolare i militari del Nucleo Operativo e della Stazione di Gerace, unitamente a quelli della Stazione di Gioiosa Jonica, hanno arrestato il trentenne Giuseppe Filippone (nella foto), nativo di Siderno ma residente a Gerace, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto affiliato alla potente ‘ndrina “D’Agostino” operante a Sant’Ilario dello Jonio (RC). L’arresto è stato eseguito in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Generale, che concordava pienamente con le risultanze investigative rapportate dall’Arma.

In particolare, la Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, nell’emettere la citata ordinanza, concordava nel ritenere altamente probabile che il Filippone potesse darsi alla fuga, in quanto a breve diventerà esecutiva la condanna a 30 anni di reclusione (massima pena applicabile con il rito abbreviato) già emessa, con rito abbreviato, nei confronti dello stesso. L’arrestato è ritenuto non solo partecipe di un’organizzazione di tipo mafioso (la ‘ndrina “D’Agostino”), che per anni ha avuto una sanguinosa faida a Sant’Ilario con il rivale clan “Belcastro”, ma anche l’esecutore materiale dell’omicidio di Francesco Managò e del tentato omicidio di Francesco Zirilli e Giuseppe Belcastro avvenuti il 02.06.2000 a Sant’Ilario dello Jonio (RC). Per Filippone si sono aperte le porte del carcere di Locri, ove ora rimarrà ristretto per un lunghissimo periodo, in espiazione dei gravissimi reati commessi.

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Reggina Crotone 1-0: tabellino, cronaca e commento

Reggina – Crotone: 1-0. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Costa; Barillà (dal 40° Vigiani), Cascione, Tedesco (c), Missiroli e Rizzato; Pagano (dal 71° Rizzo) e Brienza (dal 75° Bonazzoli). In panchina: Fiorillo, Montiel, Lanzaro, Vigiani, Montiel, Rizzo, Viola e Bonazzoli. All.: Breda. Crotone: (4-2-3-1): Concetti; Legati, Viviani, Abruzzese e Morleo (dall’84° Zito); Beati e Galardo (c); Cutolo (dal 79° Mendicino), Mazzarani (dal 66° Russotto), Gabionetta; Ginestra. In panchina: Farelli, Russotto, Grillo, De Martino, Perpetuin,  Zito e Mendicino. All.: Lerda. Arbitro: Mazzoleni di Bergamo. Assistenti: Pirondini di Mantova e Pugiotto di Chioggia. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Andata: 1-1 (Pagano e Mazzarani). Marcatore: Brienza al 61°. Ammoniti: Missiroli al 38°, Galardo al 45° e Tedesco al 58°. Espulso: Viviani all’86°. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Nella Reggina sono squalificati Cacia (record man nell’essere stato capace a farsi espellere e, quindi, squalificare, due volte in due trasferte vittoriose: una appena uscito dopo una sostituzione – ad Ancona – ed una a gara finita senza mai neppure essere entrato – a Sassuolo-) e Carmona e diffidati Adejo, Vigiani e Brienza; nel Crotone nessuno squalificato e diffidati Zito, Abruzzese, Grillo, Beati, Galeoto, Legati e Mazzarani.

La cronaca. Al 19° Cascione, da fuori area, prova ad impensierire Concetti ma il suo tiro termina alto sulla traversa. Al 28° il Crotone va vicinissimo al goal. Ginestra riceve da Gabionetta al limite dell’area, vede Marino fuori dai pali e calcia “a giro”. Il pallone supera Marino ma, fortunatamente, sbatte sul palo esterno e termina sul fondo. Il Crotone capisce che il portiere amaranto non è un fulmine di guerra e ci riprova, un minuto dopo, con Cutolo che, però, calcia alto. Al 30° è ancora Crotone con Mazzarani che, da fuori area, prova la botta con un tiro forte ma centrale che Marino para in due tempi. Al 31° la Reggina pareggia il computo dei pali. Costa riceve palla indietro da Brienza, fa un passo e da 35 metri sferra un fendente terra-terra che sbatte sul palo alla sinistra di un Concetti immobile ed impotente che nulla avrebbe potuto fare se la palla fosse stata 20 cm più a sinistra. Al 39° occasionissima per gli ospiti. Gabionetta riesce a mantenere palla tra un nugolo di difensori che non riescono ad allontanare. Il bomber crotonese arriva nei pressi di Marino e calcia a colpo sicuro colpendo, però, la testa dello stesso Marino che, fortunosamente, così respinge. Al 45° ancora Crotone. Mazzarani preferisce la conclusione personale tralasciando di vedere il compagno Ginestra solissimo al centro dell’area. Buon per gli amaranto che l’esterno destro provi la conclusione calciando sul fondo e non invece si trasformi in uomo assist per il compagno. Un attimo prima del fischio finale la Reggina confeziona un’altra palla goal. Calcio di punizione da destra battuto da Pagano, palla in area dove né Cascione, prima, né Valdez, dopo, riescono a colpire di testa in maniera decisiva. Al 52° un’altra grande opportunità per il Crotone. Gabionetta crossa da sinistra e Mazzarani, indisturbato, colpisce di testa e manda sul fondo non di molto creando un altro grosso pericolo per Marino. Al 61°, inaspettatamente, la Reggina passa in vantaggio. Brienza (nella foto esultante a Sassuolo così come stasera), ancora lui, solo lui, al decimo sigillo stagionale, riceve da Vigiani sulla destra, si accenta un po’ e calcia alla sua maniera, forte ed “a giro”. La palla si insacca imparabilmente alla destra di Concetti che non può far altro che accompagnarla con lo sguardo. Breda effettua la sua seconda sostituzione, esce uno stanchissimo Pagano ed entra il giovane Rizzo al suo esordio stagionale. Al 74° un’altra occasione da goal per gli amaranto. Missiroli crossa da destra per Tedesco al centro dell’area. Il palermitano non è un bomber (e sicuramente non lo è per mezzo dei colpi di testa) e il suo tocco è facile preda di Concetti. Un minuto dopo Brienza (standing ovation giusta per lui) lascia il campo per Bonazzoli. Pericolo il Crotone in due occasioni. Nella prima Marino esce a vuoto ma un difensore mette in corner. Nella seconda Ginestra colpisce di testa ma manda di poco sul fondo. E’ l’82°. All’86° il Crotone resta in 10: Viviani atterra Bonazzoli da ultimo uomo, Mazzoleni non ha dubbi ed estrae il rosso a norma di regolamento. Al 90° Reggina vicinissima al raddoppio. Missiroli, in palleggio, tenta la fuga sulla sinistra, rallenta e serve Bonazzoli che, al momento di calciare, forse scivola e ne esce poco di più che un appoggio per Concetti. Al 93°, ultimo minuto di recupero, la Reggina va ancora vicina al goal. Rizzato crossa da sinistra ma né Bonazzoli né Missiroli ci arrivano a ribadire in rete. La partita finisce così e va bene così. Il commento. Nel derby calabro (senza tifosi ospiti così come all’andata) di fronte due formazioni con diversi obiettivi: gli amaranto, a quota 43, provenienti dalla vittoria di Sassuolo, alla ricerca del quarto risultato positivo consecutivo e, soprattutto, dei punti per tirarsi fuori dalla bagarre salvezza. I pitagorici, a quota 50, con un occhio ai playoff 8 punti più su in graduatoria. Inizio al piccolo trotto per entrambe le squadra con, ovviamente, la Reggina di Breda più intraprendente rispetto agli ospiti. L’apice del ritmo la gara lo raggiunge nella seconda metà del primo tempo allorquando cioè prima Ginestra e poi Costa colpiscono il palo (più clamoroso quello colpito dal reggino considerata distanza del tiro e velocità impressa al pallone). Il Crotone pare di certo molto più squadra della Reggina e, sicuramente, di un altro spessore tecnico. La Reggina è assediata ed i pitagorici provano a colpire da ogni parte; da fuori, da destra, da sinistra, dal centro dell’area, da ovunque. Intanto Breda corre ai ripari, fuori Barillà e dentro Vigiani. La Reggina prova a ripartire in contropiede ma, spesso e volentieri, manca il colpo finale. Ma come, la Reggina, padrona di casa, gioca in contropiede sfruttando le ripartenze, ed il Crotone, squadra ospite, di fatto, fa la partita? Ebbene si, il Crotone, ogni qualvolta si avvicina dalle parti di Marino, diventa pericolosissimo calciando e cercando la via del goal da ogni posizione. La ripresa inizia con la Reggina che, rispetto al primo tempo, arretra un po’ la propria linea offensiva e sceglie una tattica più attendista che spregiudicata (non che nei primi 45 minuti spregiudicata lo sia stata) probabilmente temendo il Crotone che tanto pericoloso si è reso in precedenza e, confermando di essere davvero una buona squadra, anche ad inizio di ripresa con Mazzarani. Il pallino del gioco è in mano agli ospiti che gestiscono la gara a proprio piacimento con la Reggina a fare da spettatrice. Per certi versi, sembra di assistere alla gara di Sassuolo dove gli uomini di Breda hanno subito per l’intera gara. Speriamo almeno che, così come a Sassuolo, l’epilogo sia controcorrente rispetto all’andamento della gara stessa. Il Crotone va al tiro con tutti i suoi uomini dalla trequarti in avanti: Gabionetta, Cutolo, Mazzarani e Ginestra ci provano alternandosi nelle conclusioni. Crotone padrone del campo e Reggina in attesa abbassando, minuto dopo minuto, sicuramente impaurita, il proprio baricentro. Eppure, in maniera assolutamente inaspettata, a passare in vantaggio è proprio la Reggina con un gran goal di Brienza (giunto al suo decimo goal stagionale). Questa è la stranezza e la bellezza del gioco del calcio: una squadra che sembra subire la veemenza dell’avversario, grazie ad un guizzo del suo giocatore senza alcun dubbio maggiormente dotato tecnicamente riesce a portarsi avanti nella gara così, tutto d’un tratto. Lerda, ottimo tecnico che si dice sia stato molto vicino alla Reggina l’estate scorsa, non ci sta a perdere e prova a cambiare il corso della gara inserendo Russotto per Mazzarani. Da questo punto di vista risponde Breda con Rizzo per Pagano e, poi, con Bonazzoli per Brienza. Il Crotone allarga le proprie maglie proteso alla ricerca del pareggio, ma la Reggina è stanca e pensa solo a difendersi come meglio può. Troppo importante la posta in palio questa sera, arrivare a quota 46 vuol dire avere un piede e mezzo in serie B anche per il prossimo anno e, vi garantiamo, per come si erano messe le cose, in questo campionato disastroso in ogni suo aspetto, dalle premesse al suo evolversi, non è cosa da poco. La Reggina conquista la vittoria con pieno merito e con grande sofferenza. La serie B è anche questa, peccato averlo capito quando l’unico obiettivo stagionale poteva essere solo la salvezza.

 

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Taurianova (RC): operazione “Fritto Misto”

Nelle prime ore della mattinata  odierna i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, col coordinamento del Comando Provinciale di Reggio Calabria,  hanno dato esecuzione a 4 misure cautelari nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, di tentata rapina, porto abusivo di arma clandestina in luogo pubblico ed altri reati, tra cui furti di auto propedeutici ad altre rapine commesse nella Piana di Gioia Tauro nella scorsa estate, per le quali le indagini sono tuttora in corso. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, hanno coperto un arco temporale di circa tre mesi ed hanno permesso ai Carabinieri, sia di attribuire specifiche  responsabilità ai destinatari dell’odierno provvedimento, sia di intervenire, il 21 novembre 2009, poco prima che venisse messo a segno una rapina a mano armata in danno di una sala giochi di Gioia Tauro. In quella circostanza, 5 componenti del medesimo gruppo Vincenzo Pesce, classe 1986, Giuseppe Cacciola, classe 1989, Salvatore Macrì, classe 1988, Antonino Michelizzi, classe 1988, e Francesco Varone, classe  1987, vennero arrestati con le accuse di tentata rapina e porto in luogo pubblico di una pistola, risultata clandestina per il numero della matricola abraso e modificata con l’applicazione di un silenziatore.

Le prove sono state raccolte grazie ad una serie di complessi accertamenti che hanno riguardato intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, servizi di osservazione a distanza e vari riscontri, necessari per definire il quadro probatorio che ha posto un freno al preoccupante fenomeno delle rapine che in qui mesi aveva riguardato quella zona. Genesi dell’indagine. L’attività investigativa,convenzionalmente denominata “Fritto Misto”, scaturisce dall’analisi di una serie di rapine ai supermercati, ben sette, che da luglio del 2009 hanno colpito, con frequenza quasi settimanale, molti supermercati della Piana. Le modalità praticamente identiche, con operazioni illecite ripetute quasi come fossero un rituale, hanno permesso di concentrare l’attenzione investigativa nei confronti di un gruppo di giovani Rosarnesi. L’attività che ne è scaturita ha consentito di seguire passo passo i rapinatori nelle loro attività criminali, documentandone gli spostamenti e gli sforzi per la pianificazione di una vasta gamma di reati che vanno dalla detenzione e porto di armi di vario tipo, al furto di autovetture. Le indagini hanno infatti preso le mosse dal furto di una  Fiat Uno, avvenuto a Gioia Tauro, poi  utilizzata per compiere la rapina al supermercato Sisa di Polistena il giorno successivo. Le indagini degli inquirenti, che già nei primi giorni avevano evidenziato tutta la pericolosità del gruppo e le responsabilità dei singoli, sono state interrotte il 21 novembre 2009, per la necessità di sventare una rapina amano armata ad una sala giochi di Gioia Tauro, che il gruppo aveva attentamente pianificato, curando ogni dettaglio e determinandosi a portare avanti il progetto criminoso ad ogni costo, anche con l’effettivo uso della pistola con silenziatore, già predisposta, contro chiunque avesse tentato di reagire. Tale determinazione dei rapinatori, che nei loro dialoghi parlavano apertamente della possibilità di sparare, ha indotto i Carabinieri di Taurianova ad intervenire. Ne è derivato uno spettacolare arresto in flagranza, a pochi metri dall’ingresso della sala giochi, di cui la stampa ha diffusamente parlato negli articoli allegati (viene allegato anche il comunicato stampa di allora). Sviluppo delle indagini. Dopo aver individuato i responsabili del furto della Fiat Uno  a Gioia Tauro, sono state avviate una serie di attività tecniche che hanno permesso di appurare ogni movimento dei soggetti individuati. Durante il controllo, riscontrato costantemente da servizi di pedinamento, gli odierni indagati hanno effettuato un altro furto di autovettura, sempre una Fiat Uno, avvenuto a Borgia (CZ), autovettura che doveva essere utilizzata per compiere altre rapine. In quella circostanza però i malviventi sono stati costretti ad abbandonare il mezzo per un’avaria tecnica. Nelle fasi successive sono stati registrati tutti i propositi criminali dei sette indagati, che avevano individuato numerosi obiettivi da colpire, sino a giungere all’esecuzione della rapina a Gioia Tauro, nei confronti della sala giochi denominata “Accademia Texas Hold’em”. In quella circostanza uno degli indagati, Natale Mardecheo, residente a Gioia,  aveva indicato l’obiettivo ed effettuato, per conto degli altri, tutte le operazioni di studio, sopralluogo e pianificazione della rapina, dettando tempi e modalità d’azione. All’epoca dei fatti non venne arrestato con i suoi complici che materialmente stavano passando all’azione, poiché si era mantenuto a distanza, ma le indagini tecniche hanno permesso di attribuirgli tutte le responsabilità penali del concorso nella tentata rapina e nel porto in luogo pubblico dell’arma clandestina. L’approfondimento investigativo. Sulla scorta dei risultati delle intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, è iniziata una delicata fase di ricostruzione di una serie di rapine, prevalentemente a supermercati, che si sono verificate nella Piana a partire dalla scorsa estate. Il lavoro degli investigatori è stato particolarmente complesso, atteso che molte delle scorrerie attribuite al gruppo si erano verificate in data antecedente all’inizio delle indagini c.d. tecniche. Le indagini consistenti anche in sofisticati accertamenti tecnici a cura del RIS Carabinieri di Messina sono tuttora in corso.  I riscontri in fase d’indagine.  A riscontro dell’attività tecnica d’indagine sono stati conseguiti i seguenti risultati: cinque persone arrestate in flagranza; tre persone arrestate in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare; sette persone deferite in stato di libertà; una pistola sequestrata; sei passamontagna sequestrati ed inviati al RIS e cinque autovetture risultate rubate e restituite ai legittimi proprietari. I destinatari delle odierne misure cautelari. Custodia cautelare in carcere per: Mardecheo Natale, classe 1986, residente a Gioia Tauro, disoccupato; Varone Francesco, classe 1987,  residente a Rosarno, disoccupato e Cacciola Giuseppe, classe 1989, residente a Rosarno, disoccupato. Obbligo di dimora per P. G., classe 1990, residente a Rosarno. I risultati delle perquisizioni di oggi. Le attività di perquisizione svolte oggi hanno fornito fondamentali riscontri alle ipotesi investigative formulate dai Carabinieri e dalla Procura di Palmi, soprattutto per quanto riguarda la commissione di numerose rapine in danno di esercizi commerciali. I Carabinieri, infatti, nel procedere all’arresto di Mardecheo Natale, hanno effettuato una perquisizione locale nel corso della quale, all’interno di una autovettura in stata di abbandono vicino al garage del giovane, sono state trovate oltre 200 munizioni per pistola di vario calibro (7.65, 9×21, 9 Luger), oltre a due passamontagna, sui quali verranno svolti accertamenti anche di tipo scientifico. I militari hanno anche proceduto a diverse altre perquisizioni, tra cui una presso l’abitazione di Francesco Varone. Durante l’attività, Varone Fortunato, classe 1937, e Varone Rocco, classe 1984, rispettivamente padre e fratello di Francesco, sono stati sorpresi dai Carabinieri in possesso di un fucile calibro 20 con matricola punzonata e sono stati pertanto arrestati in flagranza. Oltre al fucile sono state trovate anche 46 munizioni cal. 20 e 73 munizioni cal. 28. Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro.

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XX Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri: sfilamento finale

Si è concluso da un paio d’ore lo sfilamento finale di tutti i partecipanti al XX Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. I quasi 20000 partecipanti (ma si stima che, in tutto, le presenze in città per l’evento siano state più del doppio) hanno sfilato nello splendido scenario del Lungomare di Reggio Calabria divisi per regioni. Hanno iniziato le regioni più a nord del Paese fino, ovviamente, a scendere lungo la penisola fino a quando, a chiudere la sfilata delle delegazioni, ci ha pensato la rappresentanza di Reggio Calabria (nella foto) e, poi, dell’intera Calabria. Alla presenza delle massime autorità civili e militari (è mancata la preannunciata presenza del Ministro della Difesa La Russa “bloccato” a Milano per via della nota nube di cenere che ha, di fatto, chiuso gli aeroporti di mezza Europa), dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli (nelle foto e con, alle spalle, il Sindaco di Reggio Calabria e, adesso, anche Governatore della Calabria), al presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri Generale Libero Lo Sardo, dal Sindaco di Reggio Calabria (ed ora Governatore della Calabria) Giuseppe Scopelliti, al vice-Sindaco Giuseppe Raffa, al fratello del Sindaco Francesco Scopelliti (amministratore locale in un paese lombardo) (nella foto, da sinistra, Francesco Scopelliti, Giuseppe Raffa, Leonardo Gallitelli, Giuseppe Scopelliti e Libero Lo Sardo), dal Presidente della Provincia Giuseppe Morabito, si è svolta la lunga passeggiata delle delegazioni provenienti da ogni parte del Paese.

Ha fatto loro seguito, poi, la sfilata delle delegazioni della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dei mezzi in dotazione alla stessa ed, infine, ancora il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, preceduto dalla rituale Fanfara a Cavallo, che ha fatto ancora splendido sfoggio di sé salutando le Autorità e, di fatto, concludendo il Raduno del ventennale nonostante, ufficialmente, si chiuderà stasera alle 18 con la cerimonia dell’ammaina bandiera davanti al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre. Straordinaria la “tre giorni” reggina di questa importante manifestazione. Si è avuto modo e motivo di sentire ed avvertire quello “strano” sentimento di appartenenza ad una Nazione, ad un Paese, che una volta si chiamava “amor di Patria” e che, adesso, sembra essere scemato e difficilmente riscontrabile tra le giovani generazioni. In sostanza, manifestazioni del genere fanno sì che ci si ricordi di essere Italiani e di appartenere ad un Paese che sa anche essere straordinario e non solo quello che conosciamo. Bellissimo è stato partecipare alle manifestazioni di questo weekend: dal Carosello dei Carabinieri a Cavallo al Campo C.O.N.I. alla mostra dei cimeli storici al Teatro “F. Cilea”, dalla sfilata del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo sul Corso Garibaldi allo splendido Concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri nel suggestivo scenario dell’Arena “Ciccio Franco” fino all’appuntamento di stamane davvero pregevole e degna conclusione di una manifestazione importante e che ha portato per l’ennesima volta Reggio Calabria sul proscenio nazionale.        Grazie Carabinieri!       

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XX Raduno Nazionale Associazione Nazionale Carabinieri: programma di oggi, giornata conclusiva

Oggi, con inizio alle ore 08.45, in Reggio Calabria, in Via Marina, alla presenza del Ministro della Difesa Ignazio Benito Maria Larussa ed il  Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, si concluderà con la tradizionale sfilata dei Radunisti per le vie della Città, secondo il seguente programma: alle ore 09.00 schieramento dei Reparti in armi; alle ore 09.15, presso il Monumento ai Caduti della Città, la cerimonia dell’Alzabandiera; alle ore 09.25 onori alle massime Autorità;

alle ore 09.30: inizio della sfilata dei Radunisti ed alle ore 13.30 termine della sfilata e onori finali alle massima Autorità intervenute. L’ultimo momento del XX Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri è previsto per le ore 18.00 quando si svolgerà, presso il Monumento ai Caduti della Città, la cerimonia dell’Ammaina Bandiera.

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XX Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri: sfilata Reggimento a Cavallo e Concerto della Banda

Si è chiusa con le note dell’Inno di Mameli, suonato dalla Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri *, e con tutte le Autorità civili e militari ed il pubblico presente rigorosamente in piedi ad intonarlo, la seconda giornata reggina del XX Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Una giornata, quella di oggi, iniziata con la Santa Messa celebrata in Duomo da S.E. Rev.ma Mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo Metropolita della Diocesi Reggio Calabria – Bova, e proseguita, sempre in mattinata, con l’aviolancio di cinque Carabinieri Paracadutisti del Reggimento “Tuscania” **. Nel pomeriggio, invece, dopo la cerimonia di deposizione di una corona presso il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre, sul viale Vittorio Emanuele III, si è potuto assistere, lungo il corso Garibaldi, alla sfilata del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo (nelle foto, lo stesso impegnato ieri nel bellissimo Carosello ed a cui abbiamo già dato risalto) accompagnato, per la particolare circostanza, dalle musiche eseguite dalla Fanfara dei Carabinieri a Cavallo. Dulcis in fundo, come detto, presso l’Arena “Ciccio Franco”, l’attesissimo concerto della Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri (nelle foto) terminato con uno spettacolo pirotecnico.

Lo spettacolo, presentato da Manila Nazzaro (ex Miss Italia e reggina d’adozione per aver sposato l’ex capitano della Reggina Ciccio Cozza), ha visto la Banda esibirsi nell’esecuzione di brani di musica classica (tra cui l’omaggio a Francesco Cilea) e moderna. La Banda “sinfonica”, diretta dal Maestro Tenente Colonnello Massimo Martinelli (nella foto), è composta dal 102 orchestrali ed ha sede presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Essa costituisce una complessa struttura in grado di interpretare composizioni tra le più celebrate. Può, dunque, oggi essere considerata una formazione orchestrale completa, pienamente affiatata ed impegnata nella costante ricerca della migliore impostazione musicale. Non a caso, infatti, alcuni colleghi specializzati l’hanno definita “una Banda sinfonica che suona come un’orchestra” ed “un’orchestra di fiati”. * Cenni storici. La Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri è nota in ogni parte del Mondo per la varietà del suo repertorio, per la perfezione formale delle sue esecuzioni e per il fascino che suscitano i suoi orchestrali, con le loro splendide uniformi, la magnifica compostezza e la profonda vocazione musicale. Le origini del complesso musicale risalgono al 1820 quando, per la prima volta, il Corpo dei Carabinieri Reali comprese nel suo organico un nucleo di Trombettieri. Tale formazione fu trasformata, nel 1862, in Fanfara e, attraverso successive modifiche, assunse nel 1920 una fisionomia più ampia e la definizione finale di Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri. Sotto la direzione del M° Luigi Cajoli la Banda si affermò rapidamente come complesso musicale d’alta qualità stilistica, divenendo degna espressione artistica di quella famiglia più grande che è l’Arma dei Carabinieri. Nel 1916, dopo innumerevoli concerti in Italia, la Banda ebbe il battesimo internazione con il suo primo viaggio all’estero per onorare, con una serie di esecuzioni artistiche, i soldati alleati feriti. La meta fu Parigi dove suonò accanto alle celebri Bande della Guardia Repubblicana Francese e della Guardia Reale d’Inghilterra. A questo primo viaggio seguirono, nel 1917, altre esibizioni in terra di Francia e, nel 1918, numerosi concerti in Inghilterra. Nel 1925 il M° Cajoli lasciò la direzione della Banda ormai solida di 70 elementi. A lui successe il M° Luigi Cirenei, allievo di Pietro Mascagni e musicista di rara sensibilità, che mantenne alta la tradizione ed elevò ulteriormente il livello artistico del complesso. I successi internazionali si susseguirono in patria ed all’estero: in Belgio nel 1928, in Francia nel 1934, ancora in Belgio ed in Francia nel 1935 ed, in seguito, in Germania, nel Principato di Monaco ed in Spagna. Dopo le vicende della Seconda Guerra Mondiale, fu lo stesso M° Cirenei, al quale si deve la composizione della Marcia d’Ordinanza dell’Arma dei Carabinieri, “La Fedelissima”, ad iniziare l’opera di ricostruzione proseguita, poi, dal M° Domenico fantini che, successogli nel 1947, rinnovò ed arricchì il repertorio della banda. Sotto la sua guida la Banda conobbe un periodo particolarmente denso di impegni internazionali: 25 turnèe in Europa, una in Brasile, una in Giappone, 42 concerti in 35 città fra le più importanti degli Stati Uniti d’America (memorabili quelli alla Carneige Hall di New York ed all’Accademia di Musica di Philadelphia). Al M° Fantini, nel 1972, successe il M° Vincenzo Borgia e fu proprio in questo periodo che il complesso musicale conobbe nuovi ed importanti successi musicali: Canada, Principato di Monaco, Scozia, USA, Francia, Malta, Israele e Palestina con, tra l’altro, la partecipazione alle celebrazioni del Columbus Day del Millennio a New York. Dal 2001 è Maestro Direttore Massimo Martinelli e, sotto la sua direzione, la Banda ha svolto turnèe in Giappone esibendosi al Festival Mondiale delle Bande dei Corpi di Polizia. Oggi, con i suoi 102 orchestrali assunti e selezionati attraverso concorsi pubblici, la Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri costituisce una complessa struttura in grado d’interpretare composizioni tra le più celebrate. Il suo ricchissimo repertorio va dalle tradizionali marce militari ai brani classici ed a quelli moderni. Nelle sale da concerto, nei teatri, alla radio ed alla televisione, in qualunque luogo si esibisca, la banda raccoglie successi ed ottiene il plauso dei critici più severi. ** Cenni storici. Il I° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” dipende dalla II^ Brigata Mobile ed è composta da circa 500 uomini nei vari gradi. Nel Reggimento è inquadrata anche la Sezione di paracadutismo sportivo. Istituita nel 1976 allo scopo di promuovere l’attività agonistica nel settore del paracadutismo, è composta da atleti di elevatissimo valore che si sono posti in evidenza a livello mondiale per il brillantissimi risultati conseguiti sia in campo militare che civile. In particolare, la squadra: è stata campione del Mondo negli anni 1990, 1994, 1998 e 1999 conquistando, nelle relative gare, 7 medaglie d’oro, 8 d’argento e 12 di bronzo; nel corso dei campionati del Mondo militari ha conquistato 6 ori, 5 argenti e 9 bronzi; nei campionati Europei militari ha vinto 3 medaglie d’oro ed ha conseguito 11 titoli nei campionati Italiani.

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Reggio Calabria: 4 arresti per possesso di armi e droga

Nelle ultime quarantotto ore, a seguito di un’intensificazione dei controlli attuata dal Comando Provinciale, sono state tratte in arresto tre persone per detenzione illegale di armi clandestine e munizionamento e un giovane accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nella prima circostanza, a seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i carabinieri della Stazione Rione Modena (nella foto), hanno proceduto a perquisizioni locali nei confronti di un nucleo familiare residente a Mosorrofa in contrada Placa. Sono stati passati al setaccio campi e pertinenze dell’abitazione e le ricerche hanno presto dato esito positivo: all’interno della cuccia del cane sono state rinvenute 8 cartucce cal. 9×17, mentre all’interno del terreno recintato sono stati scoperti, nascosti sotto la terra, due tubi in plastica sigillati contenenti rispettivamente un fucile monocolpo cal. 9 mm di fabbricazione artigianale con matricola punzonata, una carabina monocolpo cal. 9 mm marca Anshutz cal. e oltre un centinaio di cartucce cal. 12 a pallini e pallettoni (nella foto). I militari hanno proceduto al sequestro anche di alcune parti di scooter risultato rubato in Reggio Calabria nello scorso agosto.

Sono finiti in manette con l’accusa di detenzione illegale di armi clandestine e munizioni: Monorchio Demetrio, pregiudicato di anni 44, sua moglie Santagati Immacolata di anni 44 e il figlio Monorchio Giuseppe di anni 21, pregiudicato. Nel corso di altro controllo i militari hanno proceduto all’arresto di Adamo Giacomo Antonio, classe ‘68, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari della Stazione Rione Modena erano sulle sue tracce da alcuni giorni avendo notato atteggiamenti e movimenti sospetti. Lo hanno pedinato e lo hanno sorpreso mentre, alla vista di una pattuglia di carabinieri in transito, cercava di nascondere in un’aiuola una busta in plastica allontanandosi repentinamente. Veniva prontamente bloccato e veniva recuperata la busta: la stessa conteneva circa 350 grammi di marijuana. Un’altra dose della medesima sostanza è stata invece rinvenuta all’interno della camera della comunità ove l’Adamo era ospitato. l’arresto è scattato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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XX Raduno Nazionale Associazione Nazionale Carabinieri: programma di domani

Domani, alle ore 10.00 presso il Duomo, la celebrazione della Santa Messa, officiata per la particolare circostanza da S.E. Rev.ma Mons. Vittorio MONDELLO, Arcivescovo Metropolita. Alle ore 11.30, sul Lungomare Italo Falcomatà, piazza Indipendenza, un aviolancio di Carabinieri Paracadutisti del Reggimento “Tuscania”. Alle ore 17.00, in Via Marina, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallittelli sarà deposta una corona presso il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre. Il Reggimento a cavallo presenzierà alla cerimonia e a seguire inizierà lo sfilamento per le vie cittadine: Corso Matteotti fino a via Tommasini, piazza Duomo, corso Garibaldi, piazza De Nava,viale Amendola, Piazza del Popolo.

Alle ore 18.30, presso l’Arena dello Stretto “Ciccio Franco”, la Banda dell’Arma dei Carabinieri terrà un pubblico concerto, esibendosi nell’esecuzione di brani di musica classica e moderna. La Banda “sinfonica”, diretta dal Maestro Ten. Colonnello Massimo Martinelli, è composta da 102 orchestrali ed ha sede presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Il Concerto sarà aperto al pubblico che potrà affluire sulle gradinate e sulla balconata del Lungomare Falcomatà. Parteciperà il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitteli. Si avvisa che, in caso di avverse condizioni meteorologiche, la manifestazione si svolgerà al PalaPentimele.

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XX Raduno Nazionale Associazione Nazionale Carabinieri: Carosello Storico del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo

Si è concluso pochi minuti fa, presso il Campo C.O.N.I. di Atletica Leggera del Rione Modena, il “Carosello Storico del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo” comandato dal Maggiore Gaspare Giardelli. L’evento, in “scaletta” nel programma del XX° Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, in programma da ieri fino a domenica 18 nell’area metropolitana Reggio di Calabria – Messina, ha attirato l’attenzione di molti reggini che, entusiasti, hanno assiepato le tribune del Campo C.O.N.I. partecipando attivamente alle rapide ed ardite evoluzioni dei cinquanta cavalieri dell’Arma attraverso applausi a scena aperta ed al ritmo delle note intonate dalla Fanfara composta da 21 elementi e diretta dal Maresciallo Capo Fabio Tassinari. Uno spettacolo straordinario fatto di “figure” e “coreografie” degne delle migliori scuole equestri del Paese atte a rievocare le più gloriose pagine di storia dei Carabinieri a cavallo fornendo saggio dell’addestramento raggiunto da uomini e cavalli. Al “Carosello Storico” (in forma ridotta) hanno preso parte 2 Squadroni di Carabinieri a Cavallo e la Fanfara dei Carabinieri a Cavallo.

Cenni storici. Il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo è l’ultimo Reggimento interamente montato dalle Forze Armate Italiane. Nel quadro della ristrutturazione ordinativa dei reparti mobili dell’Arma, il I° aprile 1963 fu costituito il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, inquadrato nell’XI^ Brigata Carabinieri Meccanizzata ed articolato su Squadrone Comando, Squadrone Motoblindato, I° Gruppo Squadroni “Pastrengo”, II° Gruppo Squadroni “Allievi” e Centro Ippico. Il 15 giugno 1965 la configurazione ordinativa venne modificata attraverso il passaggio di dipendenza alla Legione Allievi di Roma del Gruppo Squadroni “Allievi” e l’acquisizione dei tre Gruppi Squadroni Territoriali di Milano, Cagliari e Palermo che assunsero la denominazione di II°, III° e IV° Gruppoi Squadroni. A decorrere dal I° gennaio 1966 il Centro Ippico Carabinieri passò alle dipendenze del Comando Generale per poi essere sciolto l’anno successivo allorquando le Sezioni che lo componevano vennero inserite, per l’impiego, nel Centro Preolimpionico Ippico Militare di Montelibretti. Nel 1968, al fine di rendere la struttura del reparto più aderente alle esigenze, vennero soppressi lo Squadrone Motoblindato ed i Gruppi Squadroni di Milano, Cagliari e Palermo. Il 10 marzo 1976 il Reggimento fu riarticolato su un Reparto comando, un Gruppo Squadroni ed un Centro Ippico. Il I° settembre 1977 la denominazione venne modificata in Reggimento Carabinieri a Cavallo ed il Centro Ippico fu riconfigurato. Dal 20 ottobre 2007 il Reggimento ha ripristinato l’antica denominazione di 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo. Erede delle gloriose tradizioni ippiche dell’Arma dei Carabinieri, oggi il Reggimento è costituito da un Gruppo Squadroni (articolato su due Squadroni), un Centro Ippico (ove è presente la Sezione Sportiva di Equitazione che dipende per l’impiego dal Centro Sportivo del Comando Generale) ed un Comando (con i suoi organi di comando). Compiti. Oltre alle normali attività d’istituto, quali pattuglie e perlustrazioni in aree impervie dell’intero territorio nazionale, ed a fornire concorso nell’espletamento di servizi in ordine pubblico e soccorso in caso di pubbliche calamità, il Reggimento, attraverso il Gruppo Squadroni, esegue il celebre Carosello Storico, saggio di alta scuola di equitazione e sintesi dell’addestramento raggiunto dai cavalieri dell’Arma. Con il Centro Ippico, il Reggimento provvede all’istruzione equestre dei Carabinieri ed alla loro formazione tecnica, programma corsi di addestramento e provvede alle sedute di ippoterapia in favore di associazioni per disabili oltre a partecipare con la sezione sportiva a concorsi ippici di livello nazionale ed internazionale. Il Reggimento, infine, esplica servizi d’onore e di rappresentanza.

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Condofuri: altro arresto per la cosca Rodà-Casile

Nella nottata i Carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato CARIDI Pasquale, cl. 69, uno delle 26 soggetti, indagati – a vario titolo – per associazione di tipo mafioso (cosca di ‘ndrangheta Rodà – Casile), estorsione, danneggiamento, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni, violenza e minaccia a P.U. sfuggito all’esecuzione delle OCCC di ieri (di cui abbiamo già dato ampia notizia).

Il Caridi, oltre ad essere partecipe al reato di 416 bis, era in grado di proporre persone in vista delle nuove affiliazioni e titolati a partecipare alle relative cerimonie; in concorso con gli altri affiliati ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, illegalmente deteneva e portava illecitamente in luogo pubblico n. 2 (due) pistole (di tipo e calibro imprecisati) da ritenersi armi comuni da sparo atte all’impiego. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p., nonché al fine di agevolare l’organizzazione mafiosa di cui faceva parte.

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Reggio Calabria: Coni, ecco la sede della Scuola Regionale dello Sport

Finalmente la “Scuola Regionale dello Sport” ha una sua sede. Sabato 17 aprile, nella frazione Gallina di Reggio Calabria, alle ore 12, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò (primo da destra in una foto d'archivio), prenderà in consegna dal neo governatore della Regione, Giuseppe Scopelliti, gli ex locali della Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. “È un risultato storico, – ha commentato Mimmo Praticò – fondamentale per la società e lo sport calabrese. La Scuola diventerà ancor più un punto di riferimento con l’obiettivo, di migliorare la salute, l’educazione e la formazione dei giovani”.

La struttura del Coni è, infatti, deputata alle attività di formazione, documentazione, ricerca scientifica e diffusione culturale nell’ambito sportivo. “La Scuola Regionale dello sport – sottolinea il presidente del Coni – costituisce il contesto culturale in cui le esperienze sviluppate sul territorio, le diverse risorse e le professionalità disponibili ed operanti nella regione, si incontrano, si confrontano e trovano raccordo e sintesi”. Tutto ciò senza trascurare le esigenze ed i bisogni specifici del territorio attraverso un costante monitoraggio del fenomeno dello sport.

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Condofuri: operazione congiunta Carabinieri e Polizia infligge un duro colpo alla cosca Rodà-Casile

Carabinieri e Polizia di Stato hanno eseguito 26 OCCC emesse dal GIP di Reggio Calabria, nei confronti di 26 soggetti (nelle foto gli arrestati da parte della Polizia di Stato), indagati – a vario titolo – per associazione di tipo mafioso (cosca di ‘Ndrangheta Rodà – Casile), estorsione, danneggiamento, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni, violenza e minaccia a P.U. I soggetti colpiti dai provvedimenti sono residenti nei comuni di Condofuri e San Lorenzo della provincia di Reggio Calabria. La cosca Rodà – Casile aveva una vera e propria strategia di controllo del territorio, l’evoluzione dell’attività investigativa, ha delineato le finalità principali della compagine criminale: acquisizione del controllo del territorio tramite l’imposizione del racket delle estorsioni a carico degli operatori economici del comprensorio; aggressione degli appalti pubblici promossi dal Comune di Condofuri; traffico di armi e munizioni e condizionamento delle decisioni dell’ amministrazione comunale in carica dal 2004 al 2009.

È stata documentata, l’ingerenza della ‘ndrangheta anche nelle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 in Condofuri; si è appurato che il sodalizio mafioso era riuscito non solo ad inserire la candidatura di un “proprio uomo” nell’elenco degli eleggibili, m a anche a fargli raccogliere un tale numero di preferenze (il soggetto risulterà il primo degli eletti) da indurre il nuovo capo dell’amministrazione comunale a conferirgli la delega ai Lavori Pubblici del Comune. Per i carabinieri, l’attività investigativa  trova la sua origine nell’incendio di un escavatore della ditta “EDIL B&B” dei fratelli Borgia di Sant’Agata del Bianco (impresa di movimento terra che all’epoca dei fatti operava in località Rodì del comune di Condofuri per dei lavori di sbancamento) verificatosi alle 21.30 del 07.04.2007. Le indagini avviate nell’immediatezza, consentivano di inscrivere da subito quel danneggiamento nell’alveo di una messa in atto da un sodalizio mafioso operante su parte del territorio di Condofuri. Infine, è stata documentata, l’ingerenza della ‘ndrangheta anche nelle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009 in Condofuri; si è appurato che il sodalizio mafioso era riuscito non solo ad inserire la candidatura di un “proprio uomo” nell’elenco degli eleggibili, ma anche a fargli raccogliere un tale numero di preferenze (il soggetto risulterà il primo degli eletti) da indurre il nuovo capo dell’amministrazione comunale a conferirgli la delega ai Lavori Pubblici del Comune. Le indagini avviate nell’immediatezza dei fatti, consentivano di inscrivere da subito quel danneggiamento nell’alveo di una strategia di controllo del territorio messa in atto da un sodalizio mafioso operante su parte del territorio di Condofuri (sulle frazioni Marina, San Carlo e Condofuri centro) organizzato, a riscontro dei canoni riportati nelle storie di ‘ndrangheta, in una doppia strutturazione interna: “società minore” e la “società maggiore”. Gli esiti delle indagini hanno, dunque, documentato non solo i due “sottoinsiemi mafiosi” (l’esistenza delle due parti di una stessa struttura mafiosa verticistica) e dato conto di come la cosca fosse in grado, avvalendosi dei propri sodali, di svolgere a proprio favore attività di proselitismo tra i giovani “degni del battesimo” (in possesso, cioè, dei requisiti necessari per accedere all’”onorata società ‘ndranghetistica”), stabilire ed impartire le cariche, indicandone i compiti, ma anche capace di organizzarsi sul territorio in modo da esercitare sullo stesso un controllo anche fisico, di presidio del territorio, necessità impostasi per scongiurare o, alla bisogna, contrastare sgradite influenze di estranei al territorio. Uno degli accoliti, in una conversazione captata in intercettazione ambientale a bordo di un’autovettura, commentando le determinazioni della cosca in tema di presidio della “loro zona” esterna delle perplessità sulla qualità della pianificazione dei servizi di ronda, sostenendo che pochi erano gli affiliati che si prestavano a tale attività e che la cosca avrebbe dovuto investire maggiori risorse umane nel particolare settore, rievocando, quasi romanticamente, i tempi passati quando la cosca “c’era e si vedeva”. Si è avuto modo di costatare, altresì, il particolare fascino che l’appartenere alla cosca viene esercitato sui giovani aspiranti ed il conseguente scoramento nell’apprendere che uno di loro non avrebbe potuto entrare a farvi parte; a tal proposito un membro della società maggiore, dotato del potere di veto nell’ambito della stessa, si esprime sfavorevolmente a riguardo della possibilità di concedere il battesimo (o “taglio della coda” ) ad un aspirante picciotto poiché reo di avere un passato nel Corpo delle Capitanerie di Porto “…già ha sbagliato per quello che ha fatto (si riferisce all’aver prestato servizio in Capitaneria di Porto, n.d.r.); uno che va nella capitaneria e firma per due anni, quando si congeda automaticamente lo devono graduare, diventa sergente o caporale… i gradi solo nella ‘ndrangheta ci sono…”. La cosa mafiosa si avvaleva, inoltre, della disponibilità di armi (anche da guerra, armi automatiche capaci di sparare a raffica “…partono quaranta botte alla volta…”) e munizioni, come verificato costatando i danneggiamenti dei segnali stradali che si sono susseguiti nel tempo, compiuti dagli affiliati a titolo di esercitazione a fuoco “…ogni crispella (squarcio n.d.r.) in questi cartelli…”. In relazione alle munizioni è stato anche individuato colui che svolgeva il ruolo di produttore/fornitore di munizionamento. Si tratta di un soggetto di Condofuri che, in possesso di attrezzature adeguate e materia prima (se ne approvvigionava anche attraverso il mercato lecito del circuito delle armerie della zona) necessaria alla costruzione (bossolame, polvere nera, ogive e capsule), si adoperava al servizio della cosca per fornire munizionamento nel calibro e quantità di volta in volta commissionati. Importante anche la pressione che il sodalizio imponeva attraverso il racket delle estorsioni sugli esercenti del commercio della zona ma anche e più pesantemente sulle ditte di movimento terra, trasformazione di inerti e lavorazione dei calcestruzzi presenti sul territorio lungo il corso della fiumara Amendolea. In questo settore la cosca era capace di “mandare messaggi eloquenti” agli estorti attraverso danneggiamenti, colloqui intimidatori ed altri atti di chiara matrice estorsiva, tutte attività finalizzate a rendere chiaro il potere della cosca sul territorio. Gli accoliti parlano di “contributo” che le ditte della zona dovevano alla cosca, sottolineando anche la possibilità che in presenza di inadempienze sarebbe stata necessaria la reazione della consorteria “…fino ad ora gli abbiamo lasciato gli spazi. Oggi basta, chi viene deve dare il contributo…”. L’associazione era anche in grado di influire sulle decisioni della precedente amministrazione comunale di Condofuri; si è appurato, infatti, come il potere intimidatorio del sodalizio avesse addirittura indotto l’amministrazione comunale allora in carica a non perfezionare l’iter di acquisizione al patrimonio dell’ente di una serie di beni, tra i quali uno di proprietà di un membro del sodalizio mafioso, sottratti agli interessati con sentenza definitiva per reati in materia di lottizzazione abusiva, adottando studiate strategie dilatorie per rimandare sine die le formalità. Ultimo, ma non meno importante, aspetto emergente dalle indagini si concreta nell’attività di organizzazione di una delle liste in lizza per le elezioni amministrative 2009 (viene sponsorizzata dai sodali una candidatura in particolare, figura a loro dire “pulita” che non avrebbe attirato l’attenzione delle FF.PP. sul territorio; costui sarà eletto con un plebiscito di voti, risultando il primo eletto della lista e nominato, in seno all’attuale amministrazione comunale, Assessore ai Lavori Pubblici) e, successivamente, nella canalizzazione delle preferenze sulla stessa, risultata poi vincente. A tal proposito occorre puntualizzare che le possibili infiltrazioni mafiose in seno all’attuale amministrazione comunale di Condofuri erano state portate tempestivamente all’attenzione della Prefettura di Reggio Calabria che ha proposto, ottenendola, la nomina di una commissione d’accesso i cui lavori sono attualmente in corso. I risultati conseguiti, però, non possono mettere in secondo piano le difficoltà incontrate iter durante; a parte la scontata tradizionale diffidenza dei personaggi di maggiore spessore criminale alle conversazioni a telefono o a bordo di veicoli, è stato anche riscontrato che l’associazione poteva avvalersi di tecnici compiacenti in possesso di strumentazioni in grado di rilevare la presenza di microspie e consentirne la loro disattivazione. Delle 14 persone colpite da OCCC, 11 sono state tratte in arresto: tre sono attivamente ricercate. Ecco l’elenco degli indagati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere ed arrestate dai CC: ALTOMONTE Antonino, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 18/01/1977, residente a Condofuri (RC) alla Via Vasanaria s.n.c. – Fraz. Amendolea; ALTOMONTE Filippo, nato a Condofuri (RC) 01.09.1944, ivi residente via Vasanaria s.n.c., frazione Amendolea; ALTOMONTE Giovanni, nato a Condofuri (RC) 22.01.1955, ivi residente via Peripoli s.n.c.; OLLIO Francesco, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 27.08.1976, residente a Condofuri (RC), via Casaria s.n.c.; POERIO Daniele Filippo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) l’1.09.1986, residente a Condofuri (RC), via Palermo s.n.c.; POERIO Pietro, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 03.06.1985, residente a Condofuri, via Palermo s.n.c.; PONTARI Ernesto, nato a Watherwihiet (USA) il 27.11.1963, residente a Condofuri (RC), via Straci s.n.c.; ROMEO Leo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 15.11.1980, residente a Condofuri (RC), via Vucida s.n.c., frazione Gallicanò; STILO Vincenzo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 28.09.1982, residente a Condofuri (RC), via Dica d’Aosta s.n.c.; VITALE Giuseppe, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 13.12.1979, residente a Condofuri (RC), via Passo Masseria s.n.c. (già detenuto nel carcere di Palmi) e CARIDI Domenico, nato a Condofuri (RC) il 19.04.1970, residente in San Lorenzo (RC), frazione San Pantaleone, via Pantano nr.14 (agli arresti domiciliari).

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Sassuolo Reggina 0-1: interviste post gara

Finalmente LA Reggina! Era ora! Dalla seconda giornata di questo campionato aspettavamo una prova da Reggina ed è arrivata a Modena contro il Sassuolo fino ad allora secondo in classifica. Terza vittoria consecutiva in trasferta (dopo Ancona – che in casa non aveva mai perso in questa stagione – e Salernitana), forse la più importante sia per la caratura dell’avversario che per il “momento” della stagione in cui è arrivata. Ad 8 giornate dalla fine, con gli amaranto mai andati più su del quint’ultimo posto, al termine di una gara improntata sulla “rinuncia” al gioco da parte di Breda a favore del risultato (certo non pensava nemmeno lui alla conquista piena della posta in palio), la Reggina ha forse “staccato” stasera il pass per la salvezza. La svolta della gara l’ha prodotta l’allenatore di casa Pioli allorquando ha inserito altri due attaccanti (Masucci e Zampagna) e Breda ha risposto “pan per focaccia” togliendo Rizzato e mandando in campo Brienza a dare aiuto al “solo” Pagano in avanti. La gara, da lì in poi, ha alzato i suoi ritmi. Da un lato il Sassuolo proteso in avanti alla ricerca della vittoria, dall’altro la Reggina a difendersi senza disdegnare le ripartenze.

E proprio grazie ad una di queste ripartenze, a due minuti dalla fine più recupero, Pagano riceva palla sulla destra (fortemente contestata dai padroni di casa la sua posizione in netto – secondo loro – fuorigioco) e mette al centro per l’accorrente Brienza che, di sinistro, calcia e la palla, dopo aver sbattuto sul palo interno, s’insacca regalando la vittoria agli amaranto. Una partita assolutamente non bella, come detto, ma altrettanto importante per il risultato conseguito. Vincere stasera, con i concomitanti risultati delle dirette concorrenti, probabilmente può voler dire salvezza. Il primo ad arrivare in sala stampa è il presidente Foti (nella foto). Grande vittoria. “Una grande partita giocata da tutta la squadra che ha risposto così come gli era stato chiesto. Ha dato un segnale di vitalità importante (e simpatico, n.d.r.). Come si dice? Non è mai troppo tardi, giusto? Va benissimo così anche perché ci stacchiamo un po’ da quelle posizioni di classifica che ci hanno fatto sempre soffrire”. Vinciamo tre gare consecutive in trasferta e poi in casa? “Dipende tutto da noi, dobbiamo tornare a vincere anche davanti ai nostri tifosi”. Il primo protagonista in campo, invece, è Rossini. Che gara è stata? “Abbiamo fatto una bella partita, direi. Perdere per un errore arbitrale fa veramente male”. La Reggina, però, vi ha imbrogliato molto bene. “Ha fatto una buona partita anche lei. Noi abbiamo avuto il torto di non concretizzare le occasioni che abbiamo creato”. Altro protagonista è Fusani. Avete protestato moltissimo per il goal. “Pagano era probabilmente in fuorigioco quando ha ricevuto palla e prima di dare a Brienza. Accettiamo il risultato, abbiamo perso, siamo molto rammaricati ma non abbiamo giocato una partita disastrosa”. Hai avuto una grossa occasione per portare in vantaggio i tuoi. “Si, e sono molto rammaricato anche per averla sciupata”. Provate più rabbia o amarezza? “Entrambe certamente”. La Reggina? “Ha giocato la sua partita ed alla fine ha avuto ragione”. Il primo giocatore amaranto ad arrivare e sottoporsi alle domande dei cronisti è proprio il “contestato” Pagano (nella foto). Una vittoria importante. “Una vittoria importantissima, direi. Per la classifica e per il morale. Direi che siamo stati anche fortunati”. Il Sassuolo ha protestato molto per la tua posizione. “Onestamente non lo so, non guardo l’assistente dell’arbitro quando gioco. So solo che sono partito ed ho pensato a dare la palla meglio che potevo a Brienza”. Cosa pensa Pagano che, da capocannoniere della squadra (oggi raggiunto a quota 9 da Brienza, n.d.r.), resta fuori per molte gare? “Non ho nessun problema. Ho parlato molto con il mister e va bene così”. Avete ricevuto i complimenti del presidente. “Abbiamo trovato compattezza e giochiamo bene, questi sono i risultati”. Ma al Granillo non vinciamo. “Dobbiamo iniziare a farlo lunedì prossimo contro il Crotone”. Un giudizio sulla tua stagione. “Finora certamente positiva, ma il mio unico obiettivo è la salvezza della Reggina”. Ecco il primo dei due allenatori, Breda. Ci racconti la gara. “Forse il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma ci prendiamo questi 3 punti in vista di una partita fondamentale come il derby con il Crotone”. Ha schierato l’ennesima formazione inedita ma anche per noi impensabile alla vigilia. “Abbiamo giocato 3 giorni fa, ho solo pensato a far riposare un po’ chi ha giocato molto”. Hanno protestato molto per la posizione di Pagano. “Non commento mai gli episodi arbitrali, ma la partita, a volte, la fanno proprio gli episodi, arbitrali e non. Se era fuorigioco allora siamo stati fortunati, altrimenti meglio ancora”. Dobbiamo riconquistare il Granillo. “Certo che si. Dobbiamo fare punti in casa. In primis proprio per i punti e poi per i nostri tifosi”. Con lo spirito di stasera. “Che, aggiungo, è lo stesso spirito di altre gare e penso a quella con il Torino o con l’Empoli (oddio, proprio con l’Empoli non diremmo mister, n.d.r.)”. Altro protagonista in maglia nero-verde è il capitano Manganelli. Che partita è stata? “Il Sassuolo ha giocato, ha creato, ha giocato sicuramente meglio della Reggina. Un errore clamoroso della terna arbitrale ci ha penalizzati, ma andiamo avanti a testa alta non restandoci che trasformare la rabbia di stasera in risultati positivi nelle restanti 7 partite”. Un po’ di autocritica? “Onestamente abbiamo subito poco (e le clamorose occasioni di Lanzaro e Pagano? n.d.r.), non saprei come rispondere. Abbiamo creato molto e probabilmente meritavamo qualcosa in più”. Ecco l’allenatore di casa, Pioli. Un suo giudizio sulla partita. “Abbiamo molta rabbia perché non meritavamo di perdere ed abbiamo perso per colpa di un episodio”. La Reggina? “Ha giocato con un atteggiamento molto difensivista mentre noi abbiamo giocato al calcio e creato occasioni. Il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio e se c’era qualcuno che meritava di vincere questi era il Sassuolo”. La posizione di Pagano? “Era in netto fuorigioco. Noi abbiamo sbagliato a lasciare Brienza troppo solo, ma il goal era assolutamente da non convalidare”. Dulcis in fundo il calciatore che ha deciso la sfida, Brienza (nella foto). Una vittoria importante grazie ad un tuo goal pur partendo dalla panchina. “Certamente, una vittoria importantissima. Non mi crea alcun problema essere partito dalla panchina nell’ottica di recuperare le forze avendo giocato 3 giorni fa. L’importante era vincere e vittoria è stata”. Dobbiamo vincere anche in casa. “La squadra c’è ed è viva! E adesso pensiamo al Crotone”. Loro hanno protestato molto ed i nervi son saltati a fine gara. “Queste cose ci stanno. Forse Pagano era in fuorigioco, ma è stato bravo a darmi quel pallone”. Si chiude qui il post partita. Che fosse in fuorigioco o no, Pagano, poco importa. Non è tempo di “mortificarsi” per aver vinto, magari, per un errore arbitrale. Prendiamo questi 3 punti, portiamoci a quota 43 (ad una decina dalla quota salvezza) e cerchiamo di fare bene già da lunedì prossimo con i corregionali del Crotrone (ops! Crotone)… Ad majora. Semper!

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Sassuolo Reggina 0-1: tabellino, cronaca e commento

Sassuolo – Reggina: 0-1. Sassuolo (4-3-3): Bressan; Consolini, Rossini, Minelli e Bianco (dal 77° Donazzan); Fusani, Magnanelli (c) e Salvetti; Gorzegno (dal 61° Masucci), Martinetti (dal 64° Zampagna) e Noselli. In panchina: Pomini, Donazzan, Piccioni, Masucci, Valeri, Zampagna e Titone. All.: Pioli. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Lanzaro (c) (dal 33° Costa); Barillà (dall’81° Vigiani), Carmona, Tedesco, Cascione e Rizzato (dal 65° Brienza nella foto realizza ed esulta anche sommerso dai compagni); Missiroli e Pagano. In panchina: Fiorillo, Costa, Vigiani, Montiel, Brienza, Viola e Cacia. All.: Breda. Arbitro: De Marco di Chiavari. Assistenti: Galloni di Lodi e Marzaloni di Rimini. Quarto uomo: Donati di Ravenna. Andata: 2-0 (Polenghi e Noselli). Marcatore: Brienza all’88°. Ammoniti: Carmona al 26°, Tedesco al 43°, Magnanelli al 52°, Costa al 53°, Bressan all’88° e Masucci al 90°. Recupero: 5’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Note. Nel Sassuolo sono squalificati Polenghi, Quadrini e Riccio e nella Reggina il solo Bonazzoli. I diffidati sono Bianco, Fusani e Masucci tra i padroni di casa e Adejo, Barillà, Carmona, Castiglia e Vigiani tra gli ospiti. Il Sassuolo non perde da sei turni ed è appaiato al secondo posto con Cesena e Brescia. La Reggina è penultima con il Vicenza, ma è messa peggio negli scontri diretti per cui andrebbe ai play-out.

La cronaca. Al 5° grande pericolo per i reggini. Calcio di punizione da destra al centro dell’area per Martinetti che, “dimenticato” dai difensori amaranto, manda al lato in tuffo di testa. All’11° seconda palla goal per il Sassuolo. Fusani riceve la “sponda” da un compagno e calcia forte e bene ma centrale consentendo a Marino di parare senza particolari difficoltà. Al 16° grandissima occasione da rete per gli amaranto. Su corner da sinistra, palla al centro dell’area dove arriva Lanzaro che, tutto solo ed indisturbato, “ciabatta” la palla e la manda incredibilmente al lato da posizione favorevolissima. Al 19° è ancora Reggina. Tedesco prova l’inserimento centrale, salta il diretto avversario e batte a rete di sinistro con la palla che non termina di molto lontano dall’incrocio con, però, Bressan piazzato. Al 26° Carmona, per un fallo da dietro, si fa ammonire e, diffidato, salterà il posticipo di lunedì prossimo nel derby calabrese con il Crotone. Al 33° esce Lanzaro per infortunio (poggia male il piede destro e resta vittima di una distorsione alla caviglia) ed il capitano diventa Tedesco. Al 42° (dopo ben 26 minuti di noia totale dal punto di vista delle conclusioni a rete) torna a calciare verso la porta avversaria il Sassuolo. Lo fa con Salvetti che costringe Marino ad un intervento in due tempi distendendosi alla propria sinistra. Il primo tempo si chiude con il risultato ad occhiali frutto di una partita non certo bella per “merito” della Reggina chiusa ad 8 mandate in difesa. Al 47° il Sassuolo va veramente vicinissimo al vantaggio. Fusani raccoglie una respinta corta della difesa amaranto e, tutto solo al centro dell’area, di destro manda incredibilmente al lato. Al 50° ci riprova il Sassuolo, ma ben più timidamente. Gorzegno colpisce di testa in area ma la palla termina la sua corsa debolmente tra le braccia di Marino. La Reggina al 55° va vicina al vantaggio. Rizzato crossa basso da sinistra, Pagano sbuca da dietro e liscia clamorosamente il pallone a non più di un paio di metri da Bressan vanificando tutto. Che occasione! Pioli prova a cambiare le sorti della gara facendo entrare Masucci, quasi sempre titolare nel tridente d’attacco emiliano con Martinetti e Noselli a cui stasera gli è stato preferito Gorzegno che esce. 4 minuti dopo altra mossa di Pioli (che dimostra di voler vincere la gara): esce Martinetti ed entra, dopo tantissimo tempo, l’ex messinese Zampagna. Breda replica togliendo Rizzato ed inserendo Brienza. I ritmi della gara si alzano, ma la Reggina regge agli assalti emiliani. Al 75° bella azione della Reggina. Missiroli si “veste” da suo padre e parte sgroppando sulla sinistra, supera un avversario e crossa basso ma troppo sul portiere. Un metro dietro c’erano due suoi compagni pronti ad intervenire. Secondo infortunio per gli amaranto, Barillà deve uscire all’81° lasciando posto a Vigiani. All’88° la Reggina, che ha subito per tutta la gara, passa in vantaggio. Pagano conquista palla a destra e “assiste” Brienza al centro dell’area che, di sinistro, batte Bressan con un tiro che colpisce prima il palo interno e poi s’insacca. Clamoroso al “Braglia”: la Reggina conquista la sua terza vittoria consecutiva fuori casa e fa un salto importante in classifica. Il commento. Formazione  amaranto assolutamente imprevedibile ed imprevista. Nessun attaccante di ruolo in campo (!) ed inspiegabile turn-over (?). Dopo le scelte operate contro l’Empoli, Breda continua a far parlare di sé per decisioni che appaiono incomprensibili. Vedremo se si riveleranno azzeccate o, diversamente, “accecate”. Di certo, la formazione schierata fa pensare ad una gara di contenimento e non altro. Opinabile certamente l’atteggiamento considerando le non splendide condizioni in classifica degli amaranto: se ci si è, di fatto, accontentati una volta raggiunto il pari contro l’Empoli, allora ci può stare che si provi a non perdere contro il Sassuolo secondo in classifica. Ma una squadra pressoché all’ultima spiaggia quand’è che proverà a vincere le partite se sia in casa che fuori cerca e si accontenta di non perdere? Non ci è dato saperlo, fatto sta che quando la Reggina riparte le due mezze punte, Missiroli e Pagano, sono accerchiati dai difensori emiliani che non gli danno scampo. Il modulo amaranto è il 3-5-2? No, non proprio. Somiglia, infatti, ad un 3-6-1 con Pagano isolato in avanti. Eppure la sua occasione da rete la Reggina se la costruisce con Lanzaro al 16°. E se le occasioni capitano ad un difensore dai piedi non certo eccelsi invece che ad un attaccante di ruolo allora Breda ha qualcosa da recriminare con se stesso. Come detto, l’unica punta Pagano (che punta non è nonostante sia il cannoniere principe amaranto con 9 goals in stagione) non è ben supportata dai centrocampisti che preferiscono andare per vie centrali inutilizzando le fasce (quella destra, poi, è assolutamente esclusa da ogni azione di gioco). Di certo, però, non sappiamo se lusinghiero o meno, la Reggina imbroglia gli schemi di Pioli costringendo i padroni di casa a lunghe manovre per superare i centrocampisti amaranto (che diventano difensori all’occorrenza) e la linea difensiva a 3 o, meglio, a 5. La fascia destra del fronte d’attacco amaranto (la sinistra per il Sassuolo) è totalmente alienata da parte degli uomini di Breda. Pioli lo nota e con Bianco spinge proprio su quella fascia. Intanto Cittadella e Padova vincono, la Salernitana vince ad Empoli (per quel che ci riguarda direttamente) e solo il Mantova perde così come la Triestina ed invece, su in classifica, il Lecce perde (a Padova) mentre Brescia e Cesena (al fischi d’inizio appaiate al Sassuolo) vincono in casa. Mentre al “Braglia” di Modena tutto tace. La Reggina è impegnata a concludere la gara sullo 0-0 iniziale ed il Sassuolo cerca di superare la diga eretta dagli uomini di Breda. Pazienza! Si proverà a vincere contro il Crotone che, nel frattempo, sta battendo il Modena ed è, di fatto, già salvo nonostante i 2 punti di penalizzazione? Al momento, però, Breda è accortissimo e non pensa ad altro che a non perdere per la seconda partita di seguito: dove porterà la politica dei piccoli passi lo vedremo più avanti. Intanto, dopo l’occasionissima di Lanzaro nel primo tempo, Pagano ne sciupa un’altra altrettanto ghiotta lisciando, di fatto come il suo capitano prima, un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete. Insomma, la Reggina si difende ma, di tanto in tanto, riesce comunque a portarsi in area avversaria. Cosa che, d’altro canto, fa anche il Sassuolo anche lui in un paio di occasioni pericolosissimo. Pioli vuole vincere e lo dimostra, Breda (dopo consultazioni varie) inserisce Brienza e toglie Rizzato. Missiroli va a sinistra al posto di Rizzato (in fase difensiva ci pensa Tedesco) e Brienza si sistema al centro con Pagano. E’ una “guerra di nervi” con i due allenatori che danno l’impressione uno di voler osare (Pioli) e l’altro di non voler mostrare cenni di “paura” (Breda). La partita, di fatto, eleva i suoi ritmi. Nel frattempo il Vicenza (che perdeva) ha pareggiato, la Salernitana è andata sotto ad Empoli, il Gallipoli continua a vincere ed il Padova si è fatto acciuffare dal Lecce ed il Mantova continua ad essere sconfitto insieme alla Triestina. L’unico 0-0 della giornata è, manco a dirsi, quello di Sassuolo – Reggina. Nemmeno il tempo di scriverlo e la Reggina (dopo aver subito per tutta la gara) sblocca la partita con Brienza perfettamente assistito da Pagano. Alla fine ha avuto ragione Breda con la sua tattica rinunciataria ed attendista fino ai cambi di Pioli. Poi, con l’innesto di Brienza, in quella che abbiamo definito una “prova di forza” con il suo omologo, ha osato e vinto! La Reggina c’è e ne siamo ben felici tutti.

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La T.B. Liomatic Viola batte la Virauto Ford Catania e si rilancia

altaltLIOMATIC VIOLA RC – VIRAUTO FORD CATANIA 62-52. Parziali: 17-15/ 31-23/ 49-37.  VIOLA: Dip 15, Di Lembo 11, Niccolai 9, Yasakov, Scozzaro, Manzotti, Roselli 3, Grasso 14, Dalla Vecchia 3, Negri 7. All. Bianchi. CATANIA: Catotti, Di Masi, De Gregori 10, Consoli 4, Confente 1, Gambolati 10, Livera, Reale 17, Novatti, Rolando 10. All. Borzì Giuseppe. ARBITRI: Del felice e Leoni Orsenigo di Pavia.

Prima gara della fase ad orologio e primo successo per la Viola che abbatte una delle squadre che più aveva sofferto durante la regular season. I ragazzi di coach Bianchi si sbarazzano del Catania al termine di una gara poco spettacolare ma giocata con grande intensità da entrambe le squadre. C’era bisogno di una vittoria perché Catania mirava a superare in classifica la formazione dello stretto ma si trovano di fronte una versione della Liomatic intensa e concentrata soprattutto nel secondo tempo. La Viola parte subito forte e si affida a Dip che subito risponde presente sottocanestro anche, dall’altra parte, c’è da arginare il colosso Rolando che sembra in ottima serata. La Liomatic non riesce a scappare perché Catania domina a rimbalzo in attacco nel secondo tempo anche se gli etnei tirano con percentuali disastrose dal perimetro, a differenza di quanto avevano fatto a Gennaio quando un grandinata di tiri da tre punti aveva permesso alla Virauto di espugnare il parquet della Viola con uno scarto di venti punti. Ma, questa volta, la Viola difende bene sugli esterni siciliani grazie alla zona uno tre uno schierata da Massimo Bianchi che ha mandato fuori ritmo Confente e compagni. La gara si spezza nel terzo periodo quando la compagine reggina migliora le percentuali in attacco e prende un vantaggio importante di quindici punti. Il Catania prova a reagire ma questa volta i nero arancio tengono bene in difesa nonostante il tentativo di rimonta dei ragazzi di coach Borzì. Nel quarto periodo, i padroni di casa controllano agevolmente il match e chiudono i giochi grazie ad alcune belle giocate di Grasso e Negri. Comincia bene dunque la seconda fase di campionato per il quintetto reggino che mercoledì sarà di nuovo in campo nel turno infrasettimanale di Corato. Vincendo con il Catania, la Viola ha ipotecato il quinto posto ma, vincendo il prossimo match, i reggini potrebbero guardare all’attuale posizione del Corato che occupa il quarto posto in classifica anche se i prossimi avversari del team nero arancio hanno il vantaggio negli scontri diretti comune vada a finire l’incontro. Infine, va ricordato che l’Assessorato delle Politiche Sociali di Reggio Calabria ha acquistato tremila biglietti sia per il match con il Catania che per quello di domenica prossima con il potenza. I tagliandi verranno dati in omaggio grazie all’interessamento dell’Assessore Tilde Minasi.

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Reggio Calabria: il Motor Show dello Stretto ingrana la quinta

Questa mattina a Reggio Calabria, in occasione della presentazione del 5° “Arcobaleno Motor Show dello Stretto” (in programma dal 28 maggio al 2 giugno p.v. sul Lungomare), il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, è intervenuto dichiarando come “ancora una volta lo sport si rivela volano turistico per il Meridione”. “L’evento – ha sottolineato Praticò (nella foto)– in questi cinque anni, oltre ad aver dato la possibilità a tanta gente del Sud di poter vivere da vicino l’affascinante circo dei motori, ha dato, soprattutto, esempio di solidarietà e di educazione alla sicurezza stradale”.

“Mi auguro – ha concluso il presidente – che proprio i più giovani, spesso protagonisti in negativo dei troppi incidenti mortali che accadono sulle nostre strade, siano i primi a cogliere il vero significato di quest’evento, nato all’insegna dello sport e schierato in favore della vita”.

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