Il musical “This is It” di scena alla “E. Montalbetti”

altaltPrevenire e contrastare la dispersione scolastica tramite offerte didattiche alternative. Questa la finalità del progetto “POR +Scuola – Dalla Cultura all’Arte” finanziato dalla Regione, al quale ha aderito l’Istituto Comprensivo “B. Telesio” di Reggio Calabria. Un cammino formativo che ha coinvolto oltre quaranta alunni che, a conclusione dei moduli relativi al progetto didattico, hanno interpretato lo spettacolo di Michael Jackson dal titolo “This Is It” nell’Aula Polifunzionale della Scuola Media “Enrico Montalbetti” (nelle foto la locandina ed un momento dello spettacolo). Si tratta di un progetto, come ha spiegato la stessa dirigente scolastica Marisa Maesano, che ha voluto andare al di là dei classici schemi didattici convogliando anche altre strategie di natura motoria, ricreativa e corale.

Un complesso di strumenti educativi e formativi che mirano a incentivare l’attenzione dei ragazzi verso l’ambiente scolastico. Un progetto, quello + Scuola, che è indirizzato ad intercettare ed eliminare le cause socio-economiche del disagio giovanile e della dispersione. Un fenomeno visto non soltanto sotto il profilo dell’abbandono agli studi, ma altresì, come insieme di comportamenti che conducono a frequenze irregolari, bocciature, cambiamenti di sede e casi di analfabetismo o di scarso apprendimento, anche quando la scuola viene frequentata regolarmente. Tutti ostacoli che possono essere risolti o almeno attenuati solo conoscendo le differenti situazioni soggettive che determinano questo fenomeno, così da aiutare i ragazzi ad accrescere la stima in se stessi, sviluppare le proprie potenzialità, migliorare il rendimento e prevenire in generale l’abbandono della scuola. Il personaggio per questo musical è stato scelto, sottolinea la dirigente Marisa Maesano, perché si tratta di una figura molto vicina ai ragazzi della scuola media. A ciò si aggiunge il duplice obiettivo di studiare, divertendosi, la lingua inglese e di sensibilizzarli attraverso i testi di Michael Jackson a tematiche di rilievo come l’amore per il prossimo ed il rispetto verso la natura e l’ambiente.

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Arresto di Giuseppe Pelle: il Procuratore Capo smentisce il convolgimento di un ex maresciallo del R.O.S.

“E’ totalmente destituita di fondamento”, dichiara il Procuratore Capo di Reggio Calabria dott. Giuseppe Pignatone (nella foto), “la notizia che un ex maresciallo del R.O.S., ora all’A.I.S.I., sia stato intercettato a casa del boss Giuseppe Pelle, mentre forniva a quest’ultimo e ad altri indagati presenti notizie su indagini in corso da parte della D.D.A. reggina”.

L’attività investigativa, condotta proprio dal R.O.S. dei Carabinieri, ha portato, lo scorso 22 aprile, al fermo di nove esponenti di spicco delle maggiori cosche del capoluogo e della fascia ionica, tra cui lo stesso Giuseppe Pelle.

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Taurianova (RC): operazione “Larosa”

Nelle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a 9 misure cautelari nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, di danneggiamento e concorso in estorsioni reiterate ed aggravate, perché commesse con metodi mafiosi. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, si sono protratte dal settembre del 2008 fino alla fine del 2009, ma hanno consentito di far luce su fatti estorsivi risalenti finanche al 1994. I Carabinieri hanno infatti accertato svariate estorsioni commesse nei confronti di diverse ditte che si erano aggiudicate degli appalti pubblici nel comprensorio di Giffone, delineando un quadro nel quale, per gli imprenditori che intendevano effettuare lavori di urbanistica ed edilizia pubblica, era una consuetudine dover cedere una parte sostanziale dei loro profitti alla criminalità organizzata.

Dal 1994 al 2009 le estorsioni ed i taglieggiamenti si sono ripetuti senza soluzione di continuità con le medesime modalità, matrici e richieste. L’elemento che ha caratterizzato questi crimini è stato lo strumento di persuasione che, come accade spesso nelle terre permeate da forti indici di criminalità organizzata, è consistito in reiterati danneggiamenti a mezzi di cantiere, attrezzature e materiali. Gli imprenditori sono stati stretti per anni in una morsa che li ha indotti a ritenere che il male minore fosse quello di sottostare alle pretese antigiuridiche di persone prive di scrupoli. Proprio queste modalità hanno indotto l’A.G. inquirente a contestare l’aggravante ad effetto speciale dell’aver commesso il fatto con metodi mafiosi. Le prove sono state raccolte grazie ad una serie di complessi accertamenti, tra cui intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, servizi di osservazione a distanza e vari riscontri, necessari per definire il quadro probatorio che ha fatto luce sul preoccupante  fenomeno estorsivo, che nel centro abitato di Giffone era diventato una consuetudine per tutte le imprese che si aggiudicavano appalti pubblici. L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “Larosa”, trae le sue origini dall’arresto, nell’agosto del 2008, di Francesco Larosa (classe 1951), che venne colto nella flagranza del reato di coltivazione di una piantagione di canapa indiana, nella fascia aspromontana compresa tra i comuni di Cinquefrondi e Giffone. In quella circostanza, una seconda persona riuscì ad eludere l’intervento dei Carabinieri, fuggendo tra la vegetazione e gli anfratti, che in quella zona sono particolarmente impervi. I successivi approfondimenti hanno rivelato da subito che le attività criminose in cui Francesco Larosa era direttamente impegnato non erano esclusivamente riconducibili alla coltivazione ed all’eventuale commercializzazione di sostanze stupefacenti, ma riguardavano anche un ambito criminale completamente diverso, quello appunto delle estorsioni. L’indagine, avviata inizialmente con lo scopo di identificare il secondo responsabile della coltivazione illecita e di fare luce sui canali di distribuzione dello stupefacente, è stata progressivamente rimodulata di pari passo con l’emergere di nuovi elementi di considerevole valore investigativo e probatorio, relativi ai fenomeni estorsivi in danno di ditte che si erano aggiudicate gare d’appalto indette dal comune. I lavori commissionati dall’amministrazione locale spaziavano dalla posa delle tubazioni per la distribuzione del metano, alla costruzione del campo sportivo o della scuola media, agli interventi di consolidamento su di un costone roccioso, alle attività nel settore boschivo e forestale.  Il metodo per indurre gli impresari a pagare era sempre lo stesso, quello di vincere la loro resistenza effettuando dei danneggiamenti ai mezzi d’opera ed alle strutture in fase di realizzazione, che aumentavano in maniera graduale sino a quando i responsabili, non riuscivano ad ottenere il pagamento della tangente. Le cifre richieste, nella maggior parte dei casi, erano molto consistenti, tanto da raggiungere cifre che oscillavano tra i 30 ed i 40 milioni di vecchie lire. Gli elementi probatori raccolti hanno indotto la Procura della Repubblica di Reggio Calabria a contestare, per i reati illustrati nel paragrafo precedente, l’aggravante ad effetto speciale di cui all’art. 7 della Legge 203 del 1991, ritenendosi che i fatti siano stati commessi avvalendosi delle condizioni  previste dall’art 416 bis del C.P.,  che descrive le caratteristiche e l’operatività delle associazioni per delinquere di tipo mafioso. Chi adotta i metodi mafiosi, infatti, come nell’indagine in esame, si avvale della forza intimidatrice del vincolo associativo  e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per commettere delitti,  per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici. Pertanto, con l’aggravante si  intende che le persone indagate hanno commesso i delitti loro attribuiti esercitando una particolare coartazione psicologica non necessariamente su una o più persone determinate, ma all’occorrenza anche su un gruppo indeterminato di persone. La coartazione si realizza attraverso una condotta che è tale da evocare nelle vittime l’esistenza di consorterie e sodalizi in grado di esercitare ed amplificare la violenza a scopo intimidatorio e persuasivo. A riscontro dell’attività d’indagine sono stati conseguiti i seguenti risultati: 1 persona arrestata in flagranza; 15 persone deferite in stato di libertà; 1 piantagione  di oltre 400 piante di cannabis indica sequestrata; nel luglio 2009, è stata sequestrata parte di un rituale di affiliazione alla ‘ndrangheta, di cui uno degli indagati, all’atto della perquisizione, aveva cercato di disfarsi, gettandolo nello scarico dei servizi igienici. Il GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha concordato con gli esiti investigativi dei Carabinieri della Compagnia di Taurianova, ha emesso le seguenti misure cautelari, riconoscendo la sussistenza dell’aggravante dell’impiego di metodi mafiosi: custodia cautelare in carcere per LAROSA Francesco, cl 1951, residente a Sant Pierre (AO), boscaiolo; SANZONE Lidia , cl 1956,  residente a  Sant Pierre (AO), casalinga; LAROSA Ferdinando, classe 1982, residente a Giffone (RC), boscaiolo; LAROSA Giuseppe, classe 1978, residente a Monteroni D’Arbia (SI), autista; LAROSA Giuseppe, classe 1965, ristretto c/o Carcere di Reggio Calabria, disoccupato; LAROSA Graziano Bartolomeo, classe 1971, residente a Giffone (RC), disoccupato; BRUZZESE Joseph, classe 1967, residente ad Anoia (RC), marmista e IERACE Giovanni, classe 1970, residente a Polistena (RC), commerciante.

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Reggina Ascoli 1-2: tabellino, cronaca e commento

Reggina – Ascoli: 1-2. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Valdez e Lanzaro (c); Vigiani (dal 76° Barillà), Tedesco, Carmona, Missiroli e Rizzato; Brienza (dal 88° Bonazzoli) (nella foto) e Pagano (dal 67° Costa). In panchina: Fiorillo, Costa, Montiel, Bonazzoli, Cacia, Barillà e Cascione. All.: Breda. Ascoli (4-4-2): Guarna; Gazzola, Silvestri, Micolucci e Giallombardo (c); Pesce (dall’87° Margarita), Di Donato (dall’81° Luci), Amoroso e Giorgi; Antenucci e Lupoli (dal 92° Bernacci). In panchina: Frezzolini, Ciofani, Sommese, Margarita, Luci, Marino e Bernacci. All.: Pillon. Arbitro: Luigi Nasca di Bari. Assistenti: Enzo Rivello di Salerno e Romina Santuari di Trento. Quarto uomo: Gaetano Intagliata di Siracusa. Andata: 3-1 (Antenucci, Pagano, Bonazzoli e Barillà). Marcatori: Brienza al 52° ed Antenucci (rig.) al 65° ed al 93°. Ammoniti: Silvestri al 3°, Di Donato al 23°, Lanzaro al 45°, Tedesco al 67°, Pesce al 70°, Giorgi all’80° e Lupoli al 90°. Espulso: Valdez al 64°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 6 Reggina e 2 Ascoli.). Tiri in porta: 9 Reggina e 5 Ascoli. Tiri fuori: 6 Reggina e 2 Ascoli. Falli fatti: 19 Reggina e 13 Ascoli. Fuorigioco: 3 Reggina e 3 Ascoli. Spettatori paganti: 2015. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 4.120,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 7199. Incasso totale: € 44.383,67.

La cronaca ed il commento. La "promozione" un abbonato porta due amici con due euro non funziona più di tanto. Complice la giornata di festa e di bellissimo sole, il pubblico al Granillo non è più numeroso che in altre occasioni quest'anno. Segno eloquente che Foti, per rivedere lo stadio con un degno colpo d'occhio, dovrebbe non solo regalare i tagliandi d'ingresso (come i 15000 in occasione del "tributo" al neo Governatore) ma, fors'anche, rimborsare i tifosi stessi. La Reggina non "tira", d'altro canto perchè non andare al mare per assistere ad uno spettacolo da teatro di provincia? La prima conclusione a rete è ascolana. Carmona perde palla malamente sulla propria trequarti, Lupoli conquista palla e calcia verso la porta di Marino. Il tiro è, però, centrale ed il portiere amaranto para senza difficoltà. Risponde la Reggina al 5° con Missiroli che, al limite dell’area piccola, appoggia di piatto sinistro debolmente verso la porta e Guarna respinge con il piede destro. All’8° ancora Ascoli ancora Lupoli. Il centravanti marchigiano prova a battere a rete al volo, ma il suo tiro termina alto. Risponde la Reggina al 9°. Pagano conquista palla sulla trequarti avversaria, serve Brienza che, di prima, gli restituisce palla. Il numero 7 amaranto si accentra e tira di sinistro, Guarna si distende e devia con il braccio destro proteso. All’11° ancora pericola la Reggina ancora bravo Guarna. Brienza, da destra, mette al centro ad un trentina di metri dalla porta, Missiroli lascia a Tedesco che calcia di sinistro. Sulla traiettoria c’è Pagano che devia ed è bravo Guarna ad inarcarsi ed a bloccare. Al 15° un’altra azione pericolosa degli amaranto. Brienza allarga per Vigiani che, da destra, crossa e trova lo stesso Brienza a colpire di testa in area, ma alto sulla traversa. La partita, dopo un primo quarto d’ora giocato a ritmi elevati, cala un po’ e le due squadra si attaccano vicendevolmente ma con meno vigore. Impennata al 26°. Brienza calcia di sinistro e Guarna si tuffa a sinistra e devia in corner.Al 27° l’Ascoli reclama un rigore. Gazzola entra in area da destra e crossa basso, Lanzaro entra in scivolata e, forse, a terra tocca con il braccio il pallone. L’Ascoli protesta, ma Nasca fa ampi cenni di negazione del penalty stesso. Risponde la Reggina nella successiva ripartenza. Tedesco serve Brienza che, probabilmente, tarda nel servire un compagno e poi si ritrova a calciare di destro (non il “suo” piede), ma alto sulla traversa della porta difesa finora benissimo da Guarna. Al 38° calcio di punizione da distanza considerevole calciata da Carmona e che arriva debolmente tra le braccia di Guarna senza preoccupazione alcuna. Al 39° buona azione sulla sinistra di Missiroli e Rizzato con Missiroli poi al cross al centro dell’area dove Pagano indirizza in rete ma anch’egli debolmente non infastidendo neppure stavolta Guarna. Al 42° bella azione in velocità degli amaranto. Pagano conquista palla sulla trequarti reggina e serve Brienza. Il bomber amaranto cambia gioco sulla sinistra per Rizzato che mette al centro e la palla termina nuovamente a Brienza che calcia al volo di destro e manda alto un po’ scoordinato nel movimento. Al 43° ed al 44° ci prova entrambe le volte Tedesco. Dapprima entrando in area e cercando il colpo ad effetto impedito da un rimpallo su un difensore e, poi, ancora da fuori area con il tiro che termina alto sulla traversa. Il primo tempo finisce sul risultato di parità e, dobbiamo ammettere che, seppur le due squadre abbiano tentato di superarsi vicendevolmente, la gara pare essere, nell’accezione del termine, una gara di fine stagione in cui entrambe le formazioni, raggiunti o quasi i rispettivi obiettivi stagionali, preferiscono non farsi male. Al 46° primo guizzo della ripresa. Brienza entra in area e crossa basso per Tedesco che arriva in ritardo, Guarna para a terra. Al 52° è Brienza a rompere gli equilibri ed a svegliare il pubblico dal torpore della bella giornata di sole grazie alla sua tecnica sopraffina. Cross di Vigiani da destra, Brienza arpiona la palla con il sinistro ma si ritrova spalle alla porta, si gira aggirando il diretto avversario, una finta e, di sinistro, in diagonale batte Guarna. Che classe! Che tecnica di base! Come gongola Foti pensando alla sua prossima cessione! Al 59° prova a riaddrizzare le sorti dell’incontro Lupoli calciando a rete da posizione decentrata con Marino attento a parare a terra. Al 64° la Reggina resta in 10 e regala all’Ascoli un calcio di rigore. Lupoli entra in area, ha davanti a se Lanzaro e Valdez e trova lo spazio per passare tra i due. Valdez lo stende in maniera ingenua e Nasca non ha dubbi ad assegnare il rigore e ad espellere Valdez per fallo da “ultimo uomo”. Dal dischetto, Antenucci spiazza Marino e regala ai suoi l’1 a 1. Al 73° occasionissima per la Reggina ancora con Brienza che, ricevuta palla in area, lascia sul posto due avversari e calcia a colpo sicuro, ma, un attimo prima di esultare, Pesce interviene sulla linea di porta ed evita il raddoppio e la doppietta. La partita s’incattivisce. Entrambe le squadre commettono falli anche da sanzionare e Nasca sta guardare. La partita, d’altro canto, tornata sui binari di parità, torna ad essere monotona ed incanalata sul prevedibile e previsto risultato di parità. All’82° ci prova dalla distanza Tedesco ma la palla termina al lato alla destra di Guarna. La partita stessa, per la Reggina, viaggia sulle iniziative personali tendenti a perforare la difesa bianconera, ma senza successo. L’Ascoli, invece, riesce ad imbastire azioni manovrate e soggiorna più nella metà campo amaranto che nella propria e, onestamente, da la nitida sensazione di cercare la vittoria (l’ingresso in campo di Bernacci e la concomitante presenza di Antenucci lo dimostra, ma Breda non se ne accorge). C’è da ricordare, invero, che la Reggina è in 10 e che la stanchezza si sente. Le due squadre effettuano tutti i cambi a loro disposizione ma la trama della gara non cambia così come non sembrerebbe cambiare il preannunciato epilogo in dirittura di arrivo senza alcun colpo di scena. Ci prova, a dir la verità, Lupoli a regalare un’emozione finale ma sbaglia clamorosamente tutto solo davanti a Marino. “Non sembrerebbe” dicevamo. Ed è così che Antenucci, al 93°, dopo aver superato una difesa distratta, si ritrova tutto solo davanti a Marino, come Lupoli in precedenza, ma al contrario del suo compagno non sbaglia e porta in vantaggio la sua squadra. Ci riprova la Reggina con Rizzato nel recupero, ma Rizzato non è Brienza e la palla scheggia il palo esterno alla destra di Guarna. Sconfitta inaspettata, a dir la verità, e rocambolesca vittoria della squadra marchigiana che non ha rubato nulla. La Reggina, piuttosto, ha confermato il trend di un intero campionato in cui ha “regalato” punti a chiunque. In sostanza, ciò che è stato preso all’andata è stato adesso restituito. Con buona pace di tutti, sperando in un futuro migliore con ben altri personaggi all’interno della Società meno stucchevoli e con più interessi a Reggio e nella Reggina e meno a Milano o, addirittura, all’estero. Ad majora.

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I° maggio in bicicletta: IV^ edizione del “Città di Reggio – Memorial Orazio Gatto” sullo splendido lungomare dello Stretto

Il “Trofeo Città di Reggio Calabria – Memorial Orazio Gatto” è giunto alla sua quarta edizione (nella foto una fase della gara dello scorso anno). Domani, primo maggio, Peppe Gatto, “motore” del ciclismo reggino, con la sua “Cicli Gatto – Ottica Miceli”, confezionerà l’evento diventato ormai un appuntamento imperdibile per chi rimane in città nel giorno della festa dei lavoratori. La corsa ciclistica amatoriale nazionale, che lo scorso anno è stata anche “Festa regionale del ciclismo”, ha radunato centinaia di amanti del pedale che, raramente, possono usufruire del lungomare cittadino “ripulito” dal traffico automobilistico.

Quest’anno lo spazio sarà dedicato soprattutto ai ragazzi, ma tutti avranno la possibilità di esibirsi nelle divertentissime gimkane che il Consorzio delle società ciclistiche reggine sta portando in giro nelle scuole elementari della provincia, con il progetto “Pinocchio in bicicletta ideato dalla Federazione ciclistica italiana. Un’iniziativa, quest’ultima, che ha il fine di promuovere agli alunni l’educazione al movimento, alla salute ed alla corretta alimentazione. Per il primo maggio, dunque, questa gimkana ricca di “ostacoli”, da affrontare in sella e con il supporto di parenti ed amici, sarà dedicata al puro divertimento ed alla giocosa competizione. Ad allietare la vista e l’udito di chi non si presenterà in bici provvederà il gruppo di ballo “Reina de la Salsa” accompagnato da DJ PasoLatino.

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X° trofeo città di Taurianova: Rubino vince la corsa e Pedrini, Marino, Giuffrida, Ferrinda, Colautti, Marando e Lisi sono campioni provinciali amatori FCI 2010

Il “X° Trofeo Città di Taurianova – Memorial Marco Pantani”, disputatosi nella cittadina dell’entroterra reggino, ha regalato grandi emozioni a più di un atleta. Infatti, se l’avolese Massimo Rubino della “Cicli Gatto – Rubino Group” (nella foto al traguardo), sempre più uomo da battere in questa stagione, ha vinto per l’ottava volta quest’anno, sette atleti della Federazione ciclistica italiana hanno conquistato la maglia di Campione provinciale 2010 (nella foto Carmelo Lisi, Andrea Marino, Gianfranco Giuffrida, Carlo Parisi e Antonio Pedrini). In rappresentanza della Federciclismo, Mimmo Bulzomì e Carlo Parisi, rispettivamente presidenti regionale e provinciale, hanno premiato i seguenti atleti:

Antonio Pedrini (Sergio Laganà Cycling Team) nella categoria MT, Andrea Marino (Roberto Sgambelluri) M1, Gianfranco Giuffrida (Anastasio Barbarello) M2, Giuseppe Ferrinda (Marco Pantani Taurianova) M3, Massimiliano Colautti (Roberto Sgambelluri) M4, Luigi Marando (idem) M5, Carmelo Lisi (Villa San Giovanni Bike) M6. Un boom di iscrizioni ha motivato ancora di più i ben 197 atleti partecipanti, appartenenti a 50 società di Calabria e Sicilia, per questa gara organizzata dall’A.S.D. Marco Pantani di Taurianova del presidente Vincenzo Bellantonio. Alla partenza, saluti ed auguri per gli atleti, da parte di Bulzomì e Parisi e di Diego Demaio, vecchia gloria del ciclismo reggino presente in rappresentanza del commissario prefettizio, Vincenzo D’Antuono. Demaio è, tra l’altro, autore del calendario FCI Calabria 2010 dedicato, quest’anno, alla memoria del “Pirata”. Il percorso di gara, prevalentemente pianeggiante, si è snodato su un circuito di 15 km, ripetuto per quattro volte. L’arrivo era posto sul rettilineo dello storico viale 24 maggio, che unisce le antiche frazioni di Iatrinoli e Radicena, che nel 1928 diedero vita al comune di Taurianova. Dietro Massimo Rubino, al traguardo, si è piazzato il compagno di squadra Giuseppe Guarnera. Terzo posto per Gianluca Pullano del Bici Club Azzurro. “Questa vittoria – ha commentato Massimo Rubino – è dedicata alla mia squadra, perché questa corsa, per nulla facile, ha richiesto più l’utilizzo del cervello che quello delle gambe”. ORDINE D’ARRIVO: 1. Massimo Rubino (Cicli Gatto – Rubino Group); 2. Giuseppe Guarnera (idem); 3. Gianluca Pullano (Bici Club Azzurro); 4. Roberto Musolino (Fuori Giri); 5. Andrea Pasqualino (Cicli Gatto – Rubino Group); 6. Valerio Modafferi (Villa San Giuseppe Team Modafferi); 7. Giuseppe Fortunato (Veloci Raptor P. Bettini); 8. Antonio Condò (Bici Club Azzurro); 9. Giovanni Miloro (Fouri Giri); 10 Antonio Sammartino (Castelluccese).

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In vista dell’inizio dei play off contro Catania (domenica 2 maggio), la Viola offre le sue maglie in promozione

La Team Basket Viola ha pensato ad un’interessante promozione per i suoi tifosi. Sono in vendita le t-shirt con il marchio Viola. Venerdi e Sabato, dalle ore 17 alle ore 19, le maglie saranno disponibili in prevendita al Pianeta Viola di Modena con un’offerta imperdibile.

Per l’occasione, infatti, le maglie saranno abbinate ai titoli d’ingresso per assistere alla prossima partita ad un prezzo aggiuntivo speciale di soli 3 euro oltre il valore del biglietto. La promozione è valida sino ad esaurimento scorte.

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Reggio Calabria: un arresto per sequestro di persona ed aggressione

Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno tratto in arresto C.M. classe 73 (nella foto), pregiudicato originario di Vibo Valentia e residente a Reggio Calabria con l’accusa di sequestro di persona e lesioni aggravate nei confronti della convivente. Erano da poco passate le 22.00 quando giungeva alla Centrale Operativa dell’Arma la richiesta di aiuto di una donna ucraina che riferiva di essere stata picchiata selvaggiamente dal proprio convivente. L’immediato intervento di una pattuglia Radiomobile ha permesso di soccorrere la donna nella zona di Via Sbarre Centrali che ha immediatamente riferito di essere riuscita a sfuggire al proprio convivente che l’aveva rinchiusa in casa dalla sera precedente picchiandola e minacciandola con un bastone e con una bottiglia.

Il controllo presso l’abitazione indicata dalla donna ha permesso di verificare che tutti i locali erano messi a soqquadro e venivano rinvenuti il bastone, la bottiglia ed un coltello indicati dalla donna quali armi utilizzate dal convivente che, accompagnato in caserma, veniva successivamente dichiarato in arresto con le pesanti accuse di sequestro di persona e lesioni aggravate. Sul corpo della donna, ancora in stato di shock, la locale guardia medica, chiamata dai militari, ha potuto constatare la presenza di diverse ferite alla testa e sulle braccia, nonché evidenti segni di bruciature da sigarette. La donna ha dunque formalmente denunciato tutte le violenze subite ed ha raccontato come proprio la sera precedente l’uomo, nuovamente in preda alle sue ire, dopo aver chiuso la porta di casa a chiave ed averla quindi segregata in casa ha cominciato a minacciarla e picchiarla con un bastone ed una bottiglia. Dopo un intero giorno di violenze la donna, approfittando di un momento di distrazione dell’uomo, è riuscita a scappare in strada e richiedere l’intervento dei Carabinieri. L’uomo è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria.

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Rosarno (RC): arrestato latitante

Oggi alle ore 13.00 circa, in Rosarno (RC), alla via Plutarco, i Carabinieri di Reggio Calabria  localizzavano  all’interno della propria abitazione e traevano in arresto il catturando Ascone Salvatore, nato a Rosarno il 05.07.1958 (nella foto), ivi residente, pluripregiudicato, coniugato, nullafacente, affiliato cosca mafiosa “Bellocco”, ricercato dal giugno del 2008, in quanto destinatario del  provvedimento di: esecuzione pene concorrenti nr. 282/2008 R.E.S. emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi Ufficio Esecuzioni Penali, in quanto giudicato responsabile dei reati di cui agli artt. 648 c.p. (ricettazione), art. 349 c.p. (violazione dei sigilli),

art. 73 comma 1 d.p.r. 309/90 (detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti), commessi in Calabria tra il 2001 ed il 2007 e condannato alla pena di 4 anni, 10 mesi e 22 giorni di reclusione ed al pagamento di 23.900,00 euro di multa e, quindi, alla sottoposizione alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno per la durata di anni tre, giusto decreto nr. 52/07 m.p. e nr. 17/08 provv. emesso l’11.01.2008 dal Tribunale di Reggio Calabria sezione m.p.. Il latitante aveva probabilmente assistito alla tumulazione della salma del fratello (deceduto per cause naturali) avvenuta nella mattinata.

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…e noi, invece, siamo indignati (anche) dalla gratuità delle parole del questore…

E’ intollerabile quello che è successo ieri mattina davanti alla Questura di Reggio Calabria allorquando, dagli uffici, ben scortato dagli agenti di Polizia, è stato fatto uscire l’appena arrestato boss della ‘ndrangheta Giovanni Tegano. E’ intollerabile perché sintomatico di una “mentalità mafiosa” diffusa e radicata così tanto da apparire persino “normale” per qualcuno (ma non per tutti). Un boss di tale spessore, latitante da 17 anni, con già una condanna all’ergastolo e chissà quanti procedimenti aperti a suo carico, responsabile anch’egli della famigerata “guerra di mafia” che ha terrorizzato Reggio tra la fine degli ani ’80 ed i primi ’90, non può e non dev'essere oggettivamente definito “uomo di pace”. E’ intollerabile ma anche comprensibile. E’ pressoché normale, quasi fisiologico, umano diremmo che ad attenderlo davanti alla Questura ci fossero i suoi familiari, gli amici e “gli amici degli amici”. D’altro canto, perché non avrebbero dovuto andarci sul Corso Garibaldi?

Così come, allo stesso tempo, ci sono andati anche i congiunti degli altri 5 arrestati nell’ambito della stessa operazione di Polizia. Quanti erano? Chi ha scritto/detto centinaia e chi decine. Non li abbiamo contati certo, ma a noi centinaia non sono sembrati proprio. Ovviamente ci riferiamo a quanti hanno applaudito, a quanti si sono lasciati andare a scene di isterismo (nel video girato dal collega Antonino Monteleone), a quanti hanno urlato in suo (del boss) favore. Questi, secondo noi, non sono più di una ventina di persone. Forse trenta, ma non di più. Tutto il resto a far da cornice non era altro che una folla di curiosi che, probabilmente, durante lo “struscio” sul Corso in una giornata di sole primaverile, si sono fermati, appunto, incuriositi. L’Italia si è indignata per le immagini diffuse da ogni televisione e corredate dalla maggior parte dei servizi andati in onda dalla frase “Reggio applaude il boss” (o similari). Troppo scontato dire che non era Reggio che applaudiva il boss, ma semplicemente i di lui familiari. Eppure, nel Paese, si è diffusa questa notizia e non altra. Nemmeno, per esempio, che ieri stesso, in serata, una folla di gran lunga numerosamente superiore a quella della mattina, si è portata ancora davanti alla Questura per manifestare la propria vicinanza, la propria solidarietà, il proprio esserci a quegli uomini che duramente lavorano per diffondere la legalità in città ed ovunque. L’Italia s’indigna, giustamente, al cospetto di un’assai parziale informazione frutto di preconcetti obsoleti e stucchevoli. Sarebbe come dire che in Val d’Aosta tutte le mamme ammazzano i bimbi pensando al caso Cogne (o tanti altri purtroppo), o che in Lombardia tutte le coppie ammazzano i vicini pensando al caso Erba, o che ovunque si ammazzi chiunque. Non è così! Certo, non possiamo negare che la ‘ndrangheta c’è, esiste, è ben radicata ma anche molto meglio ramificata in ogni parte di quell’Italia che ieri si è indignata. Se Nicola Gratteri, uno dei magistrati in prima linea contro la ‘ndrangheta, arriva a dire ed a scrivere nel suo libro che la ‘ndrangheta è ovunque allora mi sa che sia incontestabile. Dobbiamo candidamente una cosa. Noi che conosciamo questa città, con tutti suoi pregi, tutti i suoi difetti, tutte le sue contraddizioni e tutte le sue sfaccettature più o meno piacevoli, siamo rimasti più perplessi leggendo le dichiarazioni del questore di Reggio Carmelo Casabona (nella foto). Casabona non può non sapere che quelle persone che applaudivano sono impossibile da considerare un “campione” tale da giustificare le sue parole. Non può e non deve non prenderne atto. Al nostro sapere chi erano quelle persone inquadrate in quei video trasmessi, fa da contraltare l’indignazione per le parole del questore che finge di non sapere. In primis, come detto, finge di non sapere che quelle decine di persone erano suoi congiunti (ovviamente del boss). Poi, finge di non sapere che, volente o nolente, Reggio era ed è la città in cui la ‘ndrangheta ha avuto i suoi natali e da cui si è espansa capillarmente in tutta Italia, in Europa e nel Mondo. Poi, finge di non sapere che, a tutt’oggi, a Reggio moltissime delle attività produttive, di quelle economiche e di quelle imprenditoriali in genere sono di proprietà (o, comunque, gestite), direttamente e/o indirettamente, di e da personaggi che, volenti o nolenti, con la ‘ndrangheta ci hanno avuto o ci hanno a che fare. Finge di non sapere anche l’esistenza del “pizzo”, del racket delle estorsioni, degli attentati incendiari, degli “avvertimenti”, della collusione con la politica, con la massoneria, con le mele marce della magistratura e delle forze dell’ordine. Non può non sapere questo, il questore. Ed allora la dichiarazione rilasciata a che “pro” se lui dirige una Questura tra le più indaffarate del Paese visto la mole di lavoro che ancora c’è da fare? Reggio non è “la” ‘ndrangheta ed i Reggini non sono “gli” ‘ndranghetisti. Reggio è la culla della ‘ndrangheta, questo si, ma la mentalità, la cultura, l’operosità della stragrande maggioranza dei Reggini non è ‘ndranghetistica seppur, con essa, ci convive e si confronta da sempre. Ecco perché noi siamo più indignati dalle parole del questore che dagli applausi di 30 persone e dalle notizie distortamente diffuse. Chi vede le immagini ed ascolta i commenti, non sa né può sapere. Chi conosce la realtà dei fatti e delle cose, invece, sa ed è abituato a questi luoghi comuni tanto che ormai non ci fa nemmeno più caso e prosegue la sua vita lungo i percorsi della legalità, della Giustizia giusta, dell’onestà e dell’amore per la propria terra che non consente a nessuno, e sottolineiamo a nessuno, di infangare. Anche se questi fosse un questore (nella fattispecie quest'ultimo non l'ha fatto ma, di certo, non ha reso comunque onore a Reggio ed ai reggini). Sia ben chiaro, ribadiamo, Casabona non l’ha fatto ma ha, secondo noi, comunque sbagliato a definire la mentalità attribuibile ai parenti del boss come “la mentalità Reggina”. Non lo è e non lo sarà mai, caro signor questore. Noi de “il Reggino” siamo e saremo sempre dalla parte delle forze dell’ordine che lottano, combattono e perseguono i loro obiettivi per diffondere la legalità ed eliminare il marcio che c’è (ovunque!). Saremo sempre dalla parte dei magistrati seri che operano verso lo stesso obiettivo. Saremo sempre dalla parte dei Reggini seri, perbene, onesti, che loro malgrado subiscono questa etichetta attaccatagli addosso. Noi ci saremo sempre a fianco di tutti coloro i quali sono impegnati in questa dura lotta contro “il male”. Ma saremo anche presenti allorquando chiunque dirà che la mentalità dei Reggini è quella di pochi, pochissimi, oggettivamente “interessati” personaggi. Lo scoop non sono stati gli applausi di quest’ultimi. Lo scoop è stato l’arresto (l’ennesimo) di un boss che ha dato anche a lei, signor questore, l’infelice input per accomunarci a chi era davanti alla questura ieri mattina. Con osservanza, un Reggino.

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Carabinieri e Polizia infliggono un duro colpo ai Pesce di Rosarno

L’indagine coordinata dalla DDA di Reggio Calabria (Sostituti Procuratore dottori Roberto Di Palma, Adriana Fimiani, Giuseppe Bontempo, Alessandra Cerreti e Stefano Musolino) ha fornito uno spaccato degli assetti criminali esistenti in Rosarno, nonché degli equilibri e dei legami tra i soggetti appartenenti alle diverse famiglie, desunto proprio dalla dinamica degli eventi. In particolare le acquisizioni investigative hanno delineato i contorni di una delle più importanti cosche mafiose imperanti sul territorio di Rosarno, e con ramificazioni sul territorio nazionale: i Pesce. L’attività, condotta dai Carabinieri, nasce a seguito all’omicidio, perpetrato in data 08.10.2006, di Sabatino Domenico (nato a Rosarno il 05.03.1952, responsabile di numerosi reati in  particolare per delitti  di ricettazione, violazione alle leggi sulle armi e stupefacenti, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, affiato alla cosca mafiosa dei Pesce), soggetto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca Pesce.

In quest’ambito sono stati controllati gli esponenti della famiglia, alcuni dei quali detenuti, al fine di penetrare all’interno dell’ambiente criminale nel quale era inserito lo stesso Sabatino. Nello stesso contesto, le indagini hanno fornito altri spunti investigativi che consentivano di introdursi nelle dinamiche criminali, comprenderne le logiche e gli equilibri, ed ascoltare in diretta, per voce dei principali protagonisti, il contenuto delle relazioni e degli accordi, nonché registrare le modalità di esecuzione di progetti criminosi alla base dell’associazione di tipo mafioso. Le attività della Polizia di Stato scaturiscono dall’azione che ha portato all’omicidio di Ascone Domenico e tentato omicidio di Ascone Francesco (cugini di Ascone Vincenzo), avvenuti in data 14.08.2007. Tale episodio si inquadra nelle dinamiche sopra citate. I Pesce, con l’altra cosca rosarnese dei Bellocco, nei cui confronti sono già stati eseguiti diversi provvedimenti cautelari a partire dal luglio 2009, costituiscono due poli intorno ai quali gravitavano altre “famiglie” ad esse legate, oltre che da legami di parentela (a volte opportunamente creati con fidanzamenti e/o matrimoni), anche da cointeressenze affaristiche. Chiaramente non si tratta di poli contrapposti, ma ognuna delle due cosche costituisce baricentro di interessi di tipo economico, ed in alcuni campi le rispettive sfere di influenza si intrecciano, stando bene attenti a non creare fratture, intervenendo per ricomporre gli attriti eventualmente creatisi tra le “famiglie” satelliti. E’ il caso delle vicende che riguardano le “famiglie” Ascone e Sabatino, rispettivamente legate ai Bellocco ed ai Pesce. Il quadro delineato intorno alla famiglia Pesce emerge dalle indagini svolte proprio nei confronti dei principali esponenti del sodalizio, che tratteggiano le linee guida dell'intera organizzazione. Le frasi registrate durante un colloquio avuto da Pesce Antonino con suo figlio Pesce Francesco all’intero della casa circondariale di Napoli Secondigliano rappresentano evidentemente un’esortazione fatta dal padre a seguire le regole sulle quali è imperniata l’organizzazione criminale. Colloquio tra Pesce Antonino con il figlio Francesco a proposito di ‘ndrangheta: “vedi che queste parole non devi scordarle: quel vecchio una volta li ha chiamati, a tutti al bosco. E ve lo ha detto mio padre, vi ha avvertito che quello che se ne è andato ha lasciato dignità, onestà e ammirazione di tutti e noi la dobbiamo portare a vanti.…”. Tali regole sono state tramandate a Pesce Antonino (capo indiscusso della cosca) dai suoi predecessori ed in particolare dal suo defunto zio Pesce Giuseppe cl. 23. Colloquio tra Pesce Antonino il figlio Francesco il nipote Pesce Francesco cl. 79: Pesce Antonino dice: “ Ciccio tu la devi smettere …tu pensa che io ho la possibilità di fare venire la fine del mondo….io in ogni paese ho fatto un favore…(inc)…ogni paese…uno a paese ce l’ho sai che faccio venire …la fine del mondo …non c’è niente per nessuno”. Colloquio tra Pesce Antonino, suo figlio Pesce Francesco: Antonio dice al figlio Francesco: “Quello la sai cos’è per me …quello …(inc) … insieme …quello per me è , no lui per me, io per lui, no lui per me, io sono come Gesù Cristo per lui …”mancu ai cani signori”, quello può avere tanta fiducia di me…”. Le parole riferite ai suoi visitatori da Pesce Antonino durante i suoi colloqui, costituiscono un’importante testimonianza della storia del sodalizio che porta il suo nome. Il detenuto infatti racconta la sua “carriera” criminale in seno alla cosca, partendo dalle sue origini a fianco di suo zio Pesce Giuseppe, fino a descrivere inequivocabilmente il prestigio ed il potere acquistato dopo la morte dello zio, nonché le ingenti somme di denaro accumulate. Il quadro investigativo che si ricava è molto chiaro. La cosca Pesce, che affonda le sue radici nel territorio di Rosarno, è pienamente operativa, ed ha raggiunto una potenza, anche economica, tale che i rampolli della famiglia devono solo preoccuparsi di mantenere il livello raggiunto. Il contenuto delle conversazioni avute da un “boss” come Pesce Antonino con gli affiliati al gruppo mafioso costituiscono un’importante testimonianza degli attuali interessi nonché  il coinvolgimento in affari illeciti della stessa organizzazione:  trattano di attività di riciclaggio e reinvestimento (anche attraverso intestazione fittizia di beni) degli ingenti capitali accumulati negli anni dal clan Pesce;  si occupano della risoluzione dei contrasti nati all’interno della famiglia, con particolare riferimento ad un attrito venutosi a creare tra il figlio ed il fratello del boss, Pesce Francesco e Pesce Vincenzo. L'attrito tra Pesce Francesco e i suoi zii, che a prima vista sembrerebbe far trasparire una sorta di debolezza del sodalizio, di fatto dimostra  la compattezza verso l'esterno dell'organizzazione mafiosa, che – ripercorrendo le parole di Pesce Antonio – si basa sull'elemento più importante della tradizione ‘ndranghetistica: la famiglia. Nell’indagine 7 sono le donne arrestate: le loro condotte non sono più paragonabili alla cosiddetta “sorella d’omertà” incaricata secondo tradizione di fornire mera assistenza agli “uomini d’onore”. Queste hanno assunto parte attiva nella gestione degli affari illeciti,  in particolare nella gestione del patrimonio della cosca. Le indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria in collaborazione con lo S.C.I.C.O. di Roma che ha impiegato, il sistema informativo MOLECOLA, hanno consentito di accertare una forte sproporzione tra l’ingente patrimonio individuato ed i modesti redditi dichiarati dai destinatari del provvedimento e dai componenti dei rispettivi nuclei familiari, tale da non giustificarne la legittima provenienza. Il valore dei beni mobili, società commerciali e conti correnti (bancari e postali), sequestrati dalla G.di.F ammonta a circa 7,5 milioni di euro. I beni raggiunti dal provvedimento ablativo sono: Ditta Individuale Mazzuoccolo Teresa, esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari”, con luogo di esercizio a Rosarno (RC); Emittente Radio abusiva, denominata “Radio Olimpia”, con sede in Rosarno (RC), via Ospizio n. 14; Ditta Individuale Pesce Marcello, esercente l’attività  di  “Commercio di autovetture”, con luogo d’esercizio a Rosarno (RC) (la società è risultata titolare di numerose autovetture tra cui molte di lusso e di rilevante valore economico); Ditta Individuale FILDA DISTRIBUZIONE di Palaia Rocco, con sede a Rosarno (RC) ed esercente l’attività di “Commercio all’ingrosso di cioccolato e dolciumi”; Ditta Individuale Rao Franco, con luogo d’esercizio a Rosarno (RC) ed esercente l’attività di “vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione” (distributore); Numerosi conti correnti ed autovetture intestati ai familiari degli arrestati. Elenco fermi delegati all’Arma dei Carabinieri: PESCE Francesco, nato a Gioia Tauro il 21.01.1978, detto “Testuni”, irreperibile, attualmente ricercato; PESCE Giuseppe, nato a Rosarno il 19.09.1954, detto “Pecora”, arrestato; PESCE Vincenzo, nato a Rosarno il 27.05.1959, detto “u Paccio” e/o “u ‘Mbriacune”,  arrestato; PESCE Marcello, nato a Rosarno il 12.03.1964, detto “Ballerino”, irreperibile, attualmente ricercato; FERRARO Angela, nata a Taurianova il 14.09.1963, arrestata; PESCE Giuseppina, nata a Gioia Tauro il 24.09.1979, arrestata; PESCE Marina, nata a Cinquefrondi il 13.10.1982, arrestata; MESSINA Maria Grazia, nata a Rosarno il 29.07.1942, arrestata; PESCE Maria Grazia, nata a Cinquefrondi il 10.03.1982, arrestata; STANGANELLI Maria, nata a Cinquefrondi il 23.03.1987 arrestata; MATALONE Roberto, nato a Rosarno il 25.06.1977, irreperibile, attualmente ricercato; PESCE Francesco, nato a Taurianova il 23.09.1979, arrestato; PESCE Giuseppe, nato a Cinquefrondi il 07.12.1980, irreperibile, attualmente ricercato; PESCE Rocco, nato a Gioia Tauro il 01.08.1984, arrestato; PESCE Francesco, nato a Cinquefrondi il 02.06.1987, arrestato; PALAIA Rocco, nato a Rosarno il 02.02.1972, arrestato; FILARDO Giuseppe, nato a Rosarno il 21.05.1968, detto “Fifio”, arrestato; TIRINTINO Antonino, nato a Rosarno il 16.07.1959, arrestato; DI MARTE Giuseppe, nato a Filandari il 10.12.1956, arrestato; DI MARTE Francesco, nato a Rosarno il 07.11.1963, irreperibile, localizzato all’estero; GIOVINAZZO Francesco, nato a Gioia Tauro il 20.11.1980, arrestato; ZANGARI Antonio, nato a Cinquefrondi il 12.04.1981, arrestato; MOUBARAKCHINA Elvira, nata a Sverdlosk (Russia) il 13.12.1976, arrestata; PETULLA’ Alberto, nato a Rosarno il 04.11.1960, arrestato; LUCIA Claudio, nato a Como il 14.12.1965,  irreperibile, attualmente ricercato; ODIERNA Yuri, nato a Milano il 23.12.1978, arrestato; BASSOLAMENTO Marco, nato a Milano il 01.06.1969, arrestato; CARBONE Rocco, nato a Cinquefrondi il 25.09.1985, arrestato; ROMANO Giovanni, nato a Bari il 30.04.1970, irreperibile, attualmente ricercato; D’AGOSTINO Claudio, nato a Cinquefrondi il 28.09.1985, arrestato; RAO Franco nato a Taurianova il 19.06.1964, detto “u Puffu”, arrestato; RAO Rocco nato a Rosarno il 16.01.1961, arrestato. Elenco fermi delegati alla Polizia di Stato: GIOVINAZZO Rocco, nato a Rosarno il 04.07.1946, arrestato; ARENA Antonio, nato a Rosarno il 16.12.1965, arrestato; VARRA’ Domenico, nato a Rosarno il 24.04.1954, arrestato; FORTUGNO Domenico, nato a Cinquefrondi il 20.07.1981, arrestato; FERRARO Mario, nato a Rosarno il 21.07.1949, arrestato; SIBIO Domenico, nato a Taurianova il 14.05.1978, irreperibile, attualmente ricercato; ARENA Domenico, nato a Rosarno il 15.04.1954, irreperibile, attualmente ricercato; LEOTTA Domenico, nato a Rosarno il 11.09.1960 irreperibile, attualmente ricercato.

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La Viola perde con Patti e domenica aspetta Catania per i play-off

altASCOM PATTI – LIOMATIC VIOLA REGGIO CALABRIA 70-57. Parziali:16-18/ 36-25/49-37. PATTI: Riva13, Mori 13, Fevola 9, Contaldo 4, Sereni 14, Bolletta, Gabellieri, Cavalieri 6, Busco 5 Raskovic 6. All. Sidoti. VIOLA: Iulianello, Scozzaro, Dalla Vecchia 10, Negri 11, Manzotti 2, Yasakov, Di lembo 5, Niccolai 19, Roselli 10, Grasso. All. Bianchi. ARBITRI: Martino Caroli ed Andrea Vanoli di Roma. Se lo aggiudica l’Ascom Patti il match fra due squadre già qualificate ai play-off da tempo ma che chiedevano all’ultima giornata della fase ad orologio una vittoria per rafforzare le rispettive posizioni in classifica. I ragazzi di coach Sidoti giocano una gara solida e chiudono la regular season al quarto posto in classifica, una posizione sopra la Viola che incassa sul neutro di Catania la terza sconfitta in quattro gare nella fase ad orologio. La Viola resiste un quarto prima di lasciare spazio alle iniziative di una squadra che ha un paio di giocatori di alto livello ed una delle difese più fisiche del campionato. Massimo Bianchi si presenta a questa sfida ancora senza l’infortunato Dip che dovrebbe recuperare per il primo match dei play-off in programma domenica prossima.

La gara comincia con le due squadre ispirate in attacco ed infatti le percentuali sono alte da entrambe le parti. Dalla Vecchia domina sotto i tabelloni per la Viola mentre Niccolai segna due triple di fila che mandano in avanti il team nero arancio al quale risponde uno scatenato Sereni, autore di un inizio di gara spumeggiante. Nel secondo periodo la Viola comincia a trovare ritmo e si porta anche sul più sette ma una fiammata dei padroni di casa sul finire del quarto consente al Patti di andare negli spogliatoi in vantaggio di undici punti e con l’inerzia dell’incontro decisamente in mano. Al rientro in campo, stesso copione, l’Ascom controlla agevolmente il match perché si spengano le bocche da fuoco nero arancio. I siciliani si portano anche sul più quindici senza forzare più di tanto mentre i reggini sembrano intimoriti dalla pressione difensiva dei padroni di casa. Il quarto periodo non dice nulla di nuovo con il Patti che chiude con uno scarto importante e si conferma squadra che la Viola soffre tantissimo. Da salvare, in questo viaggio in Sicilia, poco e niente se non la prova di Niccolai apparso in ripresa dopo le recenti prestazioni negative. Si chiude dunque con un’altra sconfitta la fase ad orologio per la Viola. Da domenica prossima, cominceranno i play-off e nei quarti di finale  Negri e compagni se la vedranno con il Catania, una squadra che i reggini soffrono parecchio come testimoniano le due sconfitte subite nelle tre gare giocate contro gli etnei con il vantaggio del fattore campo che sarà a favore dei reggini. Ma la storia dei play-off insegna che i pronostici possono essere cambiati e chi parte dietro, spesso, ha meno pressione rispetto alle teste di serie alte del ranking. E la Viola versione 2009-10 vuole tanto stupire in questi ultimi cinquanta giorni di stagione.

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Melito di Porto Salvo (RC): catturato Rocco Morabito, figlio di Giuseppe “u tiradrittu”

E’ stato arrestato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del R.O.S. alle ore 20.00 circa in Melito Porto Salvo in via Stadio Rocco Morabito (nella foto), figlio di Giuseppe detto "il tiradritto", nato Bova Marina (RC) il 23.11.1960, residente in Bovalino (RC) in via Dromo II^ traversa n. 2, titolare di un negozio di abbigliamento, pregiudicato per associazione di tipo mafioso, porto e detenzione armi.

Ritenuto reggente dell'omonima cosca operante in Africo (RC), ricercato per esecuzione di fermo di indiziato di delitto di associazione di tipo mafioso, estorsione ed intestazione fittizia di beni. Il predetto era sfuggito all'arresto nell'ambito dell'operazione "Reale" del
22.04.2010. Quando è stato bloccato dai Carabinieri era in macchina, non era armato e non ha opposto alcuna resistenza ed ha esclamato "finalmente mi avete preso!".

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Scopelliti & Foti, le “Iene” & la denuncia, i Reggini & il cetriolo

E’ la solita storia del cetriolo che trova sempre un ortolano pronto e disponibile ad “accoglierlo”. L’ortolano in questione è il popolo reggino che riceve l’ennesimo cetriolo e, magari, sorride indifferente non essendo né la prima né l’ultima volta che l’accoglie. E’ storia atavica che i reggini pare vivano in funzione di “Fest i Maronna” e Reggina (meglio ancora se in A e, comunque, anche in B o ovunque alberghi) e null’altro. Pare, infatti, che la stragrande maggioranza dei nostri concittadini altri pensieri, altre preoccupazioni, non ne abbiano. Le cronache portano alla ribalta giorno per giorno notizie di danni perpetrati ai loro danni (in quanto reggini) e più che indignarsi, protestare, far valere i propri diritti, si pensa a sorridere facendo spallucce ed aggiungendo un laconico “chi ci putimu fari?” o, peggio ancora, un paradossale “mi ‘ndi futtu!”. Già, come se tutto quello che accade attorno a noi non sia affare nostro. Gulp! Mercoledì scorso, la notissima trasmissione Mediaset “Le Iene” ha mandato in onda un servizio registrato nella nostra città il 10 aprile in occasione della partita Empoli-Reggina (in basso il video). Partita questa che verrà ricordata negli annali non per i 90 minuti di gioco ma, invece, per la celebrazione del nostro Sindaco da poco diventato Governatore della Calabria. 15000 mila biglietti generosamente “donati” da “sua maestà” Pasquale Foti ai suoi concittadini al fine di rendere omaggio al neo Governatore.

Mai, e sottolineiamo mai, da quando il Foti è alla guida della Reggina ci saremmo sognati che, un giorno, lo stesso si dimostrasse così magnanimo e generoso nei confronti dei reggini. Notoriamente, universalmente e famigeratamente conosciuto come l’uomo dalle “braccine” più corte del Pianeta (in tema di “uscite” e non certo di “entrate”, ovviamente), Foti questa volta ha superato se stesso ed ha voluto ringraziare il Governatore per gli “aiuti” già ricevuti dalla di lui diretta amministrazione comunale ed, ovviamente, da quelli che, siamo certi, riceverà da quella regionale che lo stesso si è da poco apprestato a dirigere. Non una celebrazione super partes, quindi. Né noi, mediamente intelligenti, l’abbiamo mai pensato a dire il vero. Un magnificat (pro domo sua, di Foti) in piena regola con tanto di striscioni fatti esporre dagli stewart in servizio allo stadio prima delle gara, di donazione della maglia amaranto con tanto di n. 1 e cognome del Governatore e di giro di campo di quest’ultimo un po’ affaticato ed in sovrappeso ma pur sempre con un fisico da ex sportivo. Da sempre odiamo l’idolatria di chiunque, da sempre non tolleriamo la “beatificazione” in vitae di chiunque, da sempre condanniamo l’ostentazione di qualunque cosa. Troviamo tutto questo semplicemente fuori luogo ed anche irrispettoso per chi non la pensa come i promotori e “subiscono” impotenti alle scelte altrui. Che calcio e politica non fossero due discorsi distinti e separati, ma, invero, molto vicini tra loro perché accomunati da quella parolina di anglosassone provenienza che è “business”, lo sapevamo già. Ma che i tifosi giunti allo stadio, paganti o omaggiati che fossero, di qualunque fede ed ideologia politica fossero, dovessero giocoforza partecipare ad una celebrazione così tanto ostentata non l’avevamo mai né immaginato né visto. Come se il Governatore fosse stato eletto tale all’unanimità. Ovviamente non è vero, molti sono coloro i quali non l’hanno votato e moltissimi sono coloro i quali hanno disertato le urne poiché delusi e/o schifati (come dargli torto?) più che dalla politica dai politicanti. Ma non è questo il “problema” (o, comunque, lo è ma non è l’argomento del nostro “pezzo”). Prima della partita un inviato de “Le Iene” ha montato un servizio su un’annosa questione che ha fatto molto discutere di sé quand’ancora il primo cittadino era il predecessore dell’ormai Governatore della Calabria e cioè il da lui agli antipodi (politicamente parlando) prof. Italo Falcomatà scomparso nel 2001 ed intestatario del Lungomare con il “chilometro più bello d’Italia” di dannunziana memoria. L’oggetto del contendere qual era? Era la cifra MAI pagata dalla Reggina Calcio SpA al Comune di Reggio Calabria quale canone d’affitto dello stadio Comunale poi diventato “Oreste Granillo” in memoria di uno degli uomini di sport più apprezzati che questa terra abbia mai partorito. In sostanza la Reggina, per disputare le proprie gare casalinghe al Comunale, avrebbe dovuto corrispondere al Comune, cioè a NOI reggini, una determinata somma via via aumentata nel tempo visto il mai arrivato saldo. La “questione” risaltò agli onori della cronaca, come detto, con la fascia tricolore indosso a Falcomatà ma, poi, finì nuovamente nel dimenticatoio. Fino all’A.D. 2007 allorquando il Comune di Reggio Calabria, rappresentato dal Sindaco Scopelliti, di fatto, rinunciò al credito vantato pari € 2.386.000, 00 (si, duemilionitrecentottantaseimila/00 euro) concedendo alla Reggina Calcio S.p.A, rappresentata dal suo Presidente Foti, l’uso e la gestione dello stadio Comunale “Oreste Granillo” a patto che la stessa Società Reggina realizzasse, all’interno del “Granillo”, tra l’altro: 1) una struttura per attività commerciale, 2) la sostituzione della recinzione esterna e 3) una doppia rampa per i soggetti diversamente abili. La “Iena” curatrice del servizio, delibera alla mano, ha evidenziato che a nessuno dei 3 punti suddetti si era ottemperato in questi 3 anni. Alla domanda sul “come mai” nulla fosse successo, un serafico Foti ha risposto: 1) “Non sono fatti miei”, 2) “Questo è un problema degli amministratori ed istituzionale, non certamente mio” e, dulcis in fundo, quando gli viene ricordato cos’avrebbe dovuto fare e non ha fatto, 3) “Non so di cosa stia parlando”. Sulla prima risposta data obiettiamo che sono certamente fatti suoi sotto molteplici aspetti. Sulla seconda che ha perfettamente ragione e sulla terza che, evidentemente, oltre alle “braccine” corte di corto ha pura la memoria. Alla stessa domanda rivolta al Governatore, sottolineandogli come la Reggina da vent’anni non paghi il canone di locazione, la risposta è stata che “quei lavori sono in itinere”, che è ben visibile “la tribuna rifatta” e che “tutto quanto il progetto, di rendere lo stadio un po’ stile inglese per come l’idea della Reggina Calcio viene meno perché viene meno il presupposto essenziale: la Reggina in serie A”. Legittimamente la “Iena” fa notare come in A, B o C, se la Reggina ha un debito lo deve onorare. Il Governatore chiude con un “bisogna continuare i lavori”. Ordunque. Andiamo con ordine con delle banalissime considerazioni. La prima, Foti non sa di cosa parla la “Iena” o, invece, non sa cosa risponderle? La seconda, se è vero che la “regalia” era subordinata alla presenza in A della Reggina perché, comunque, nulla è stato fatto dal 2007 al 2009? La terza, atteso che non è certamente “colpa” del Comune o dei Reggini se la Reggina non è più in A ciò vuol dire che la stessa Società restituirà la cifra abbonatale per poi firmare un altro atto allorquando tornerà in A? La quarta, anche per chi non ha studi in materia di economia aziendale – che nella fattispecie non necessitano comunque – capisce che una somma non spesa (leggasi quanto dovuto al Comune), non annoverabile tra le “uscite” quindi, è equiparabile alla stessa somma alla voce “entrata” e, cioè, nel bilancio “pesa”. Eccome se pesa. La quinta, com’è è possibile che il Sindaco/Governatore accampi simile motivazione atteso che la Reggina non è l’Inter, la Juventus o il Milan per cui è presumibile (e non sempre comunque) che possa stare sempre in A? Sa o non sa che la Reggina è una “provinciale” e, come tale, un saliscendi tra A e B sarebbe già un risultato molto lusinghiero? Crediamo, ad onor del vero, che la motivazione data alla “Iena” non sia né plausibile né accettabile. Il risultato che ne consegue è che la Reggina S.p.A. non solo non ha pagato al Comune quanto dovuto negli anni (con questa e con altre amministrazioni – ed è per questo che ci duole notare come la “denuncia” alle “Iene” sia arrivata oggi dall’opposizione in Consiglio Comunale che all’epoca di Falcomatà Sindaco era maggioranza -), non solo ha trasformato il debito mai saldato in un credito saldato, non solo non ha ottemperato a quanto allora prescrittole dall’amministrazione comunale, ma ha usufruito di un “regalo” colossale che, ovviamente, le ha elargito la comunità per tramite del suo Sindaco. Sbagliamo? Crediamo di no! Ed il cetriolo, come detto, trova sempre un’allocazione. Dispiace che l’ortolano non si incazzi mai e subisca. Tanto, l’importante è che a settembre “Fest i Maronna” si fa, che la Reggina vada in A, che viviamo in una Città con una panorama e dalle potenzialità straordinarie, che (soprattutto d’estate) Reggio è la Città della movida, che siamo tutti felici e che, del resto, “’ndi futtimu”! Giusto? Si, se non fosse che non tutti hanno l'anello al naso!!!

 

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Reggina: da “banda del buco” ad “ermetica”

altaltaltDa difesa colabrodo a retroguardia imperforabile. Ha trasformato così la sua Reggina Roberto Breda ed anche a Brescia, assumendo un atteggiamento tattico decisamente accorto, ha lasciato la porta di Marino inviolata. Salgono così a 319 i minuti di imbattibilità per il nostro portiere che nelle ultime cinque gare, solo in una circostanza, quella contro l’Empoli, ha visto la palla insaccarsi alle sue spalle e per giunta con un autogol. E proprio nelle ultime cinque  partite che gli amaranto hanno cambiato il volto alla propria classifica, raccogliendo ben undici punti su quindici e tirandosi fuori dalla zona più pericolosa. Mentalità sparagnina che sta producendo risultati importanti e che forse si sarebbe potuta adottare con qualche giornata di anticipo.

E si, perchè delle sedici sconfitte subite nell’arco dell’intero campionato, siamo sicuri che almeno la metà, con questo tipo atteggiamento si sarebbero potute evitare ed a conti fatti gli amaranto avrebbero avuto una classifica decisamente diversa. Ma tant’è ed allora meglio tardi che mai, visto che la sveglia si è riusciti a farla suonare comunque in tempo per recuperare terreno nel momento cruciale della stagione. A Brescia come contro il Sassuolo e per una parte di gara anche con il Crotone. Schierati e compatti a difesa di una retroguardia che sta crescendo con il trascorrere delle settimane e che acquisisce sempre maggiore tranquillità. Capitan Lanzaro (nella foto)certamente una garanzia, Adejo la piacevolissima sorpresa (nella foto), l’umiltà di Valdez (nella foto) che dopo le feroci critiche piovutegli addosso ha avuto la forza di rialzare la testa e mettersi nuovamente in riga. Insieme a tutto questo finalmente un centrocampo robusto e capace di fare filtro e quindi alleggerire il compito dei tre di difesa. Un centrocampo che è diventato tale dopo l’arrivo di un elemento fondamentale come Tedesco e soprattutto dopo l’esponenziale crescita di Carmona. Quest’ultimo trasformato nelle sue prestazioni in concomitanza con l’arrivo di Breda in panchina. Tutto questo, bisogna essere onesti, però, a scapito di un gioco che nelle ultime settimane latita, ma sinceramente poco importa se l’obiettivo primario era ed è quello di venire fuori dalla parte bassa della classifica. E crediamo sarà così fino a quando la matematica non consegnerà alla Reggina la certezza di disputare anche per il prossimo anno il campionato di serie B, cosa che speriamo avvenga al più presto. Intanto riparte un’altra settimana di lavoro al Sant’Agata, con gli amaranto che si preparano alla sfida di sabato primo maggio al Granillo con l’Ascoli.

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Reggio Calabria: celebrato il LXV° anniversario della Liberazione

altaltConsueta celebrazione domenica mattina all’interno della Villa Comunale di Reggio Calabria per ricordare il sessantacinquesimo anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. Una cerimonia che ha visto una nutrita presenza dei rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma unitamente alle autorità politiche (nelle foto). L’evento programmato alle ore 11 è stato preceduto dalla deposizione di una corona di garofani rossi sulla stele del partigiano da parte di una delegazione del PdCI guidata da Antonino De Gaetano, neo eletto consigliere regionale, Michelangelo Tripodi e Massimo Canale, rispettivamente segretario regionale e provinciale del partito.

La commemorazione è proseguita poi con l’inquadramento all’interno della Villa Comunale di alcune unità dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Corpo Forestale, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Polizia Provinciale e Penitenziaria. A fare quadrato in questo colpo d’occhio anche i rappresentanti dell’Associazione Nazionale del Fante, dei Caduti di guerra e dei Bersaglieri. La celebrazione è volta poi al termine con la deposizione di una corona d’alloro in ricordo dei caduti tra le forze armate durante la Resistenza. A presenziare al rito il Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varatta, il Presidente della Provincia Giuseppe Morabito e il Vicesindaco del Comune di Reggio Giuseppe Raffa.

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Soddisfazione della Scuola Basket Viola per la convocazione di Ion Lupusor

Il Settore Squadre Nazionali della Federazione Italiana di Pallacanestro, nell’ambito del Progetto di Qualificazione Nazionale, in occasione del Torneo “Impariamo Insieme” riservato ai giocatori nati nel 1996, ha convocato, tra gli altri, Ion Lupusor della scuola Basket Viola di Reggio Calabria.

Una nuova soddisfazione per la società che non si dedica unicamente alla prima squadra ma riserva grande attenzione al settore giovanile. Soddisfazione anche per Domenico Bolignano, responsabile tecnico dell’attività giovanile. Il torneo si svolgerà a Giulianova Lido (TE) dal 27 aprile al 2 maggio 2010.

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Brescia Reggina 0-0: le interviste post gara

La Reggina esce indenne dal “Rigamonti” di Brescia e porta a cinque i risultati utili consecutivi frutto di 3 vittorie e 2 pari dopo la sconfitta interna con il Torino. E’ stata dura, molto dura, oggi contro le “V” bianche di mister Iachini. I padroni di casa hanno attaccato per tutti i quasi 100 minuti di gara tentandole davvero tutte per poter scardinare il portone blindato posto dagli amaranto a difesa dell’obiettivo prefissato. Moltissime le occasioni per i bresciani, ma probabilmente chi può recriminare di più è proprio la Reggina in virtù della negazione di un rigore apparso ai più netto su Lanzaro da parte di Vass (con fallo addirittura sanzionato allo stesso capitano amaranto) e, di conseguenza, l’annullamento dell’immediatamente successivo goal di testa realizzato da Missiroli. Di certo il fischietto di turno (Candussio di Cervignano, che il prefisso "Cervi" ha attinenza? n.d.r.) ha scontentato tutti ed in più di un’occasione, ma, lo ribadiamo, ha di fatto danneggiato certamente di più la Reggina che il goal lo aveva trovato comunque. La squadra di Breda gioca una gara ordinata, attenta, accorta puntando sulle ripartenze un po’ come a Modena nella gara con il Sassuolo vinta allo scadere con un goal di Brienza. Ad onor del vero, guardando gli amaranto nelle ultime uscite ci si chiede ancora stupefatti del “perché” navighi in acque ancora non tranquille e non invece abbia almeno una decina di punti in più. La risposta c’è ed è certamente ascrivibile ad una serie di errori commessi in primis dalla Società (leggasi Foti) e, poi, dai vari tecnici (direttori sportivi annessi) che si sono alternati in fase di costruzione e/o di gestione del materiale umano a disposizione. Pazienza! Speriamo almeno che, una volta per tutte, si impari dagli errori commessi e non si perseveri così come fatto quest’anno dimenticandosi degli stessi errori fatti l’anno scorso e perpetrati nel campionato in corso giunto ormai a 5 gare dalla fine.

In sala stampa è assente la Reggina per via dell’aereo in pista pronto per riportarla in riva allo Stretto e il solo Foti (nella foto) rilascia dichiarazioni dal pullman che lo porta insieme alla squadra a Linate. Presidente, un pari importante. “La cosa più importante (e simpatica, n.d.r.) per noi è arrivare al raggiungimento dell’obiettivo (il quarto stagionale dopo promozione diretta, promozione attraverso i playoff e, comunque, playoff, n.d.r) prima possibile”. E’ una Reggina diversa quella vista nelle ultime gare. “Certo. Le ultime prestazioni ed i risultati che ne sono venuti hanno dato più tranquillità e sicurezza affinché si arrivi al traguardo finale il 30 maggio”. L’arbitraggio? “Dico solo che ci è stato negato un rigore, che ci è stato annullato il successivo goal di Missiroli e che lo stesso Missiroli, lanciato in ripartenza, è stato abbattuto e non si è intervenuti”. E’ questa la Reggina che conoscevamo? “Diciamo che le peculiarità che hanno sempre contraddistinto la Reggina come carattere ed umiltà adesso stanno venendo fuori”. Eppure dopo la sconfitta interna contro il Torino eravamo praticamente ultimi (non considerando la virtualmente già retrocessa Salernitana, n.d.r.). “Si, sicuramenteeeee. Ma adesso siamo sulla buona strada”. Fin qui le parole carpite a Foti lungo il tragitto Brescia – Linate, mentre, in sala stampa si alternano i protagonisti della gara sponda bresciana. Il primo ad arrivare è Martinez. Che partita è stata? “Sapevamo sarebbe stata una gara molto difficile perché la Reggina sta attraversando un periodo molto positivo. Noi abbiamo fatto di tutto per vincerla, ma loro si sono chiusi molto bene ed hanno conquistato il pareggio che si erano prefissi di portare a casa”. L’arbitro? “Io faccio il giocatore e penso a giocare non parlando degli arbitraggi”. Sarà difficile la prossima gara ad Empoli dove dovete provare a recuperare il punto di distacco dal Sassuolo. “Tutte e cinque le prossime gare saranno difficili”. Dopo Martinenz ecco il Possa – indimenticato protagonista della prima storica promozione in A degli amaranto nel giugno del 1999 ed uscito commosso tra gli applausi durante la gara di andata al “Granillo” – (nella foto), oggi capitano delle rondinelle così come già capitano amaranto alla prima stagione di A. Un tuo giudizio sulla gara. “Loro volevano il punto e l’hanno ottenuto, magari nel primo tempo giocando e stando attenti e nel secondo chiudendosi senza giocare più”. Ed il Brescia? “Noi le nostre occasioni le abbiamo create, non ultima quella di Andrea (Caracciolo, n.d.r.) su cui il loro portiere ha compiuto un miracolo”. I due punti persi oggi bisognerà andare a prenderseli ad Empoli nonostante i toscani in casa siano temibilissimi (e pure in trasferta diremmo, chiedere al Cesena fino ad allora secondo in classifica, n.d.r.). “Sarà difficile certamente ma noi siamo consapevoli delle nostre forze ed andremo lì a giocarcela”. La tua rovesciata finita sulla traversa meritava miglior fortuna. “In effetti potevo di certo essere un po’ più fortunato”. I reggini si lamentano dell’arbitraggio per via del goal annullato e del precedente rigore non concesso. “Non mi va di parlare dell’arbitro”. Dulcis in fundo il loro allenatore Iachini. Quella schierata in campo era la miglior formazione possibile? “Non avevo molte alternative oggi viste le squalifiche e le condizioni non certo brillanti di alcuni miei giocatori”. Che partita ha visto dalla panchina? “Oggi affrontavamo una squadra che gioca a uomo e che i suoi punti di riferimento ben definiti. Sapevamo fosse difficile anche per via del loro ottimo momento e ce l’abbiamo messa tutta”. Era la Reggina che si aspettava? “Fuori casa loro stanno giocando molto bene e nelle ultime tre uscite avevano ottenuto altrettante vittorie. Noi abbiamo creato molto, ma loro sono stati molto bravi a reggere in difesa”. Che campionato è quello di B? “Un campionato molto equilibrato con una classifica assai corta, noi siamo lì e ce la giocheremo fino alla fine”. Come ha visto la sua squadra? “Ha affrontato la gara con lo spirito giusto. Quando giochiamo contro squadre che si difendono bene come la Reggina, delle 6/7 occasioni che creiamo ne dobbiamo sfruttare al meglio almeno un paio. I nostri avversari hanno fatto un grande sforzo per tenerci testa e sapevamo che sarebbero calati nella ripresa. Così è stato mentre noi abbiamo giocato a ritmi costanti seppur non siamo riusciti mai a superarli. Loro hanno fatto la loro onesta partita ed hanno avuto ragione conquistando il punto sperato”. Fin qui le parole dette in sala stampa e non solo, per il resto aspetteremo il I° maggio per rivedere la Reggina all’opera affrontando l’Ascoli a cui, memori di quanto successo all’andata, almeno un punto (forse) lo si "dovrà". Ad majora!

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Brescia Reggina 0-0: tabellino, cronaca e commento

Brescia – Reggina: 0-0. Brescia (3-5-2): Arcari; Martinez, De Maio (dal 31° Bega) e Berardi; Zambelli, Rispoli (dal 73° Dellamano), Budel, Saumel e Vass (dal 58° Kozak); Possanzini (c) e Caracciolo. In panchina: Viotti, Bega, Dallamano, Lopez, Hetemaj, Taddei e Kozak. All.: Iachini. Reggina (3-5-2): Marino (nella foto); Adejo, Valdez e Lanzaro (c); Vigiani, Carmona, Tedesco, Missiroli e Rizzato (dal 66° Costa); Pagano (dal 60° Cacia) e Brienza (dal 78° Cascione). In panchina: Fiorillo, Cascione, Viola, Costa, Barilllà, Montiel e Cacia. All.: Breda. Arbitro: Renzo Candussio di Cervignano. Assistenti: Franzi di Verbania e Melloni di Modena. Quarto uomo: Santonocito di Abbiate Grasso. Andata: 0-4 [Pagano (rig.) Pagano, Cascione e Lanzaro]. Ammoniti: Vass al 53°, Pagano al 55°, Berardi al 67° e Marino al 79°. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ + 2’ (s.t.). Note. Un unico ex oggi in campo: quel Davide Possanzini che fu protagonista indiscusso della prima storica promozione in A della Reggina targata Gustinetti al termine della stagione 1998-’99 tanto, poi, da diventarne il capitano la stagione successiva. Nel Brescia sono assenti per squalifica Flachi (sospeso per uso di cocaina), Baiocco e Mareco ed in diffida compaiono Arcari, Berardi, Budel, Dallamano, Lopez e Paghera. Nella Reggina nessuno squalificato ed Adejo, Vigiani, Barillà, Brienza, Castiglia (a lungo fuori per infortunio) e Tedesco. Uno spettatore d’eccezione lasciato libero dalla sua squadra nel weekend, Mario Balotelli.

La cronaca ed il commento. Al 5° minuto prima conclusione verso una porta della gara. E’ di Tedesco che, da fuori area, calcia ma colpisce il proprio compagno Pagano che smorza il tiro e, quindi, nessun problema per la difesa dei padroni di casa. Gara molto accorta da parte di entrambe le squadre. Brescia ovviamente più propositivo e Reggina che non spreca palloni e si porta in avanti mantenendo il possesso palla. La prima occasione del match accade al 19° allorquando Caracciolo, su calcio di punizione concesso per un fallo di Lanzaro su Possanzini, calcia forte ma alto sulla traversa della porta difesa da Marino. Al 25° è proprio Possanzini a far scorrere un brivido ai reggini con un tiro in rovesciata che scheggia la traversa e termina sul fondo. Il Brescia prende coraggio e la Reggina non molla giocando a viso aperto. Al 28° si affaccia in area bresciana la Reggina. Cross da sinistra di Missiroli che, non trovando nessuno a battere a rete, attraversa tutta l’area ma senza pericolo alcuno. Al 30° capovolgimento di fronte con Caracciolo che, decentrato, calcia molto al lato. La Reggina, fino al momento, seppur non tirando mai in porta, non concede se non il “giusto” ai padroni di casa così avanti in classifica e legittimamente protesi a cercare la vittoria. Al 35° la Reggina va in rete con Missiroli, ma l’arbitro vanta l’aver fischiato un attimo prima un fallo in area di Lanzaro. A dire il vero, le immagini sembrano mostrare lo stesso capitano amaranto trattenuto e trascinato a terra da un difensore bresciano (Vass) piuttosto che il fallo da lui eventualmente commesso. L’episodio è molto dubbio e farà discutere. A nostro modo di vedere era rigore a favore degli amaranto o, in subordine, goal successivo da concedere. Il primo tempo termina con il risultato ad occhiali così come voluto dagli amaranto. E’ ovvio che un pari a Brescia, contro una pretendente alla promozione, è risultato lusinghiero per gli uomini di Breda mentre, al contempo, un pari casalingo contro una squadra appena uscita dalla zona retrocessione non è altrettanto lusinghiero per le V bianche di Iachini. Ripresa che inizia sulla falsa riga dei primi 45 minuti. Brescia protesa ad offendere cercando di scardinare la difesa amaranto e Reggina attenta e decisa a non cedere la presa del punto fin qui conquistato. Iachini cambia, esce Vass ed entra Kozak. Dal 3-5-2 si passa ad un certamente più offensivo 3-4-3 con il tridente offensivo Possanzini, Caracciolo e, appunto, Kozac. Il Brescia vuole vincere e si vede. Breda risponde togliendo Pagano ed inserendo Cacia di fatto non cambiando nulla nello schieramento della sua squadra. Al 63° la Reggina va vicina al goal. Missiroli, al termine di un prolungato possesso palla amaranto, trova lo spazio per inserirsi in area defilato sulla sinistra. Prova il tiro di sinistro a superare Arcari, ma la palla termina sul fondo. Nella sostanza, quello di Missiroli è il primo tiro degli amaranto verso la porta bresciana ed arriva dopo più di un’ora di gara. Breda cambia ancora, fuori un Rizzato evanescente e dentro un difensore di fascia come Costa. Rizzato, finché in campo, ha spinto molto molto poco sulla sinistra occupandosi più di chiudere. Difendere per difendere, meglio non un cursore di fascia ma un difensore di ruolo. Il Brescia aumenta il forcing e la Reggina ne risente non riuscendo ad uscire quasi più dalla propria metà campo. Sono minuti di sofferenza per gli amaranto che barcollano ma non mollano. Chissà che la gara di Modena contro il Sassuolo non funga da esempio per quella di Brescia. Al 71° ottima occasione per i padroni di casa. Caracciolo riceve palla al limite dell’area, si porta la palla sul sinistro e calcia in diagonale con il pallone che termina sul fondo alla sinistra di Marino. Altra grossa occasione per il Brescia al 73°. Kozac appoggia di testa un cross ricevuto per Possanzini che, di contro balzo, colpisce male la palla che si alza sulla traversa. Risponde la Reggina un minuto dopo al termine di una ripartenza. Brienza prova a soprendere Arcari ma neppure lo infastidisce. Forse poteva essere sfruttata meglio l’occasione giocando palla con Missiroli e/o Cacia. E’ un assedio quello bresciano, ma la Reggina resiste. Breda alza una diga, esce Brienza ed entra Cascione per un 3-6-1 già visto nella gara vittoriosa di Modena contro il Sassuolo. Il Brescia insiste. All’83° Budel ha una ghiotta occasione ma, dal limite, calcia addosso ad un compagno. Un minuto dopo Caracciolo, da un cross di Bega, manda fuori di un niente colpendo di testa dal centro dell’area. Il Brescia le prova tutte, la Reggina resiste ed anche bene. All’84° è ancora Bega che ci prova, ma Marino para deciso a terra. All’85° Zambelli supera Costa e crossa al centro, Possanzini è in anticipo e colpisce male di testa mandando alto. La Reggina soffre ma vuole non perdere ed abbandona ogni velleità lascindo Cacia al suo destino. All’89° ancora Budel da fuori area, ancora Marino bene a terra. Al 95° Marino nega il goal del vantaggio e, presumibilmente, della vittoria a Caracciolo che, di testa, impegna il portiere amaranto in un tuffo proteso a destra a coprire l’angolo basso della sua porta. La partita finisce qui. Ottima Reggina brava a portare a casa il punto che voleva per portarsi a quota 47 in graduatoria. Il Brescia le ha tentate tutte, ma era davvero difficile superare la diga eretta da Breda. Forse, e sottolineiamo forse, chi potrebbe recriminare di più è proprio la Reggina per quel rigore negato per fallo di Vass su Lanzaro o, comunque, per il successivo goal annullato a Missiroli. Ma va bene così.

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Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato impegnati nell’operazione “Trasferta”

Nella mattinata odierna, i militari della Compagnia CC di Taurianova e del personale del Commissariato P.S. di Polistena e, agli ordini dei rispettivi Comandanti, il Capitano dei Carabinieri Raffaele Rivola ed  il Dr. Francesco Giordano,  hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP Dr.ssa Tortorella su richiesta del Sost. Proc. Dr. Musolino della Procura c/o il Tribunale di Palmi diretta dal Procuratore Dr. Creazzo, per i reati di concorso in rapina aggravata dall’uso di armi nei confronti di Caruso Antonio Giovanni, nato a Catania l’08.02.1989 (nella foto), Vallarelli Antonio, nato a Catania il 27.02.1982 (nella foto) e Battaglia Rosario, nato a Catania il 16.05.1985 (nella foto). I tre giovani catanesi, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, sono stati colpiti dalla suddetta misura cautelare in quanto resisi responsabili di nr. 3 rapine commesse presso diversi istituti di credito insistenti nel versante tirrenico di questa provincia reggina.

In particolare, a carico dei tre pregiudicati siciliani sono stati raccolti gravissimi elementi di colpevolezza riguardo la perpetrazione delle rapine consumate nell’arco temporale compreso tra il dicembre 2009 ed il gennaio 2010, precisamente in data 11 dicembre 2009 presso la filiale della banca CREDEM di Taurianova, in data 31 dicembre 2009 presso la filiale del MONTE PASCHI di Taurianova ed in data 8 gennaio 2010 presso la filiale del MONTE PASCHI di Melicucco, sottraendo nelle circostanze rispettivamente le somme di 24.000 euro, 16.000 euro e 9.000 euro, per un totale complessivo di 50.000 euro circa, ai danni non solo dei citati istituti ma anche dei suoi clienti. Gli investigatori della Compagnia Arma CC e del Commissariato di P.S. sono pervenuti alla sicura individuazione dei rapinatori catanesi dall’esame congiunto non solo delle immagini dei circuiti di video-sorveglianza degli istituti credito (nelle foto tre fermi immagine che ritraggono gli arrestati, in ordine di citazione, all'interno delle banche "visitate") ma anche delle dichiarazioni assunte dai dipendenti e clienti degli stessi, circostanza quest’ultima che aveva da subito evidenziato analoghe modalità operative e soprattutto l’origine siciliana ed in particolare catanese dei malviventi, indirizzando così le indagini  verso pregiudicati etnei. La collaborazione tra l’Arma e la Polizia di Stato consentiva di identificare compiutamente gli autori delle citate rapine, mediante la divulgazione di apposito fascicolo fotografico nel quale venivano compendiati i fotogrammi estrapolati dai sistemi di video-sorveglianza degli istituti di credito. Giova rappresentare che i tre rapinatori catanesi sono stati raggiunti dal citato provvedimento restrittivo presso le case circondariali di Milano-San Vittore (Caruso e Vallarelli) e Cremona (Battaglia), dove gli stessi si trovano già reclusi poiché colti in flagranza di reato in occasione di analoghe rapine colà consumate, evidenziandosi pertanto che i rapinatori in trasferta nello stivale non si erano limitati a colpire nella provincia reggina ma anche nel Nord-Italia e presumibilmente lungo tutta la penisola, con identico modus operandi, per la qual cosa sono in corso ulteriori attività di indagine.

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