Reggio di Calabria: lettera di una volontaria, Katia Canale “Il terzo settore vive dietro le quinte ma impegnandosi ai fini di solidarietà e utlità sociale”

di Katia Canale*. Il terzo settore vive dietro le quinte e lavora per la crescita della società civile. Il terzo settore vive di persone che quotidianamente, con cognizione, si impegnano per il perseguimento di fini di solidarietà e utilità sociale nei più svariati ambiti, dall'istruzione alla cultura, dalla sanità alla ricerca scientifica, dalla valorizzazione dei beni alla diffusione di attività ludiche. Il terzo settore, anche chiamato non profit, vive grazie ad organizzazioni senza scopo di lucro,

 

che agiscono nell'interesse e per la comunità tutta e che comunicano con il territorio cogliendone le problematiche e proponendo soluzioni fattibili e concrete. Negli anni precedenti, il terzo settore ha collaborato con le istituzioni al fine di stabilire un contatto tra queste e la società, attraverso la realizzazione di progetti di vera cooperazione sociale come alternativa ai problemi. Negli ultimi anni, invece, è andato perduto il contatto tra le "imprese" sociali e le istituzioni, a causa di una crescente mancanza di sensibilità e attenzione da parte delle seconde, impegnate a risolvere questioni economiche solo per far quadrare i loro conti. Sempre più spesso, è stato chiesto al terzo settore di attendere il proprio turno per ricevere il sostentamento giusto per poter continuare a fornire servizi e beni. Attesa troppo lunga per le cooperative sociali che si trovano oggi a insorgere contro un'istituzione noncurante e a valutare la chiusura totale di servizi. La causa di tutto sta nel fatto che chi dovrebbe sapere fa orecchie da mercante, disconosce cosa è e quanto vale la cooperazione sociale, equiparata più ad un servizio reso da un'impresa privata piuttosto che ad un valore da consolidare. L'interlocutore che dovrebbe garantire liquidità e respiro non ha idee ben chiare sulle difficoltà insite alla gestione e al sostentamento di alcune strutture, che nella scaletta delle priorità vengono messe tra gli ultimi posti. Come se il debole o l'emarginato o il malato potessero aspettare. Le difficoltà per andare avanti sono oggettive e sono endemiche. L'unica speranza risiede nella combattività e perseveranza delle famiglie, disposte ad organizzarsi e combattere per i diritti di chi non può difendersi da solo. Probabilmente un comune in dissesto non ritiene che i servizi sociali siano servizi essenziali, ma di sicuro sono servizi vitali per chi ne usufruisce giorno dopo giorno. Ormai c'è una tendenza generale a tagliare e ridurre tutto, comportamento giustificato in nome della spending review, senza valutare le conseguenze deleterie per chi ha bisogno di assistenza e supporto. E in nome della medesima spending review, si chiude un servizio di tutti per destinarlo a fini poco condivisibili o lo si elimina in toto. Le istituzioni dovrebbero riflettere sul fatto che la cooperazione può essere una strada facilmente percorribile per uscire da una condizione di crisi economica aggravata da paure sociali che stanno portando al collasso la nostra società. È un'opportunità che potrebbe portare un cambiamento rilevante all'intero territorio. *Volontaria assistenza persone con disabilità.

 

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“Riferimenti”: “A Reggio Calabria clima destabilizzante”

"L'aria che si respira attualmente a Reggio Calabria è di piena destabilizzazione. Dopo l'ennesimo atto intimidatorio nei confronti del P.M. Giuseppe Lombardo, veniamo a conoscenza che ad altri due magistrati sono stati indirizzati dei proiettili. Quando si crea un clima di confusione, come la storia ci insegna, risulta difficile, poi, stabilire quali siano priorità e emergenza. A Napoli c'è un detto storico: "Facimme ammuine".

 

Se Tutto è mafia, niente è mafia! Il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" esorta l'opinione pubblica e i mezzi di informazione a non abbassare la guardia nei confronti della vicenda che vede coinvolto il Sostituto Procuratore della DDA Reggina Giuseppe Lombardo che rappresenta la vera emergenza epocale".

 

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Crisi, l’Abi proroga la moratoria crediti: c’è tempo fino al 30 giugno 2013. Confesercenti “Una boccata d’ossigeno per le PMI”

L'Abi ha deciso di prorogare di altri tre mesi, fino al 30 giugno, la moratoria sui crediti nei confronti delle piccole e medie imprese. Lo ha stabilito il comitato esecutivo dell'Associazione delle Banche Italiane. In particolare le aziende potranno richiedere la sospensione per un anno per i finanziamenti che non hanno già usufruito di precedenti moratorie e avranno tempo fino a fine giugno per presentare le domande.

Una misura che si è resa necessaria a fronte della permanenza di una situazione di difficoltà che richiede il mantenimento di misure di sostegno in favore delle imprese e che, oltre a certificare la volontà di proseguire sul terreno del dialogo e della collaborazione tra le imprese e il sistema bancario, rappresenta certamente un efficace strumento per dare ossigeno alle imprese stesse, soprattutto quelle del commercio, del turismo, del terziario e dell’artigianato sempre più schiacciate dal prolungarsi della crisi. E’ comunque necessario che Abi e le organizzazioni delle imprese lavorino insieme da subito anche per individuare soluzioni e strumenti alternativi alla moratoria e utili ad affrontare l’emergenza credito e le tensioni sul fronte della liquidità delle piccole imprese che ancora oggi sono tra i principali fattori di ostacolo all’attività di impresa. Gli uffici Confesercenti Reggio Calabria  sono disponibili per  offrire a tutte le imprese ogni strumento e collaborazione per poter fruire di questa opportunità. Ufficio Stampa.

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Reggio di Calabria: Maria Mangiola “Il dott. Piazza, il tapis roulant e… i disabili”

di Maria Mangiola. La tanto chiacchierata affermazione del Dott. Dante Piazza circa il possibile riutilizzo del tapis roulant del centro cittadino, fino a qualche tempo fa a disposizione della cittadinanza come sistema alternativo di mobilità urbana, ai fini della riabilitazione dei disabili, mi ha suscitato una profonda riflessione. Innanzitutto, mi sembra che sia dignitoso e segno di rispetto considerare la persona con disabilità in tutto il suo essere umano, prescindendo dall'estremizzazione dei suoi limiti che lo rendono diverso agli occhi degli apparenti normali.

 

Se da un lato è opportuno riconoscere al disabile doti eccezionali per le stesse capacità che possiede di mettersi in gioco, nonostante le innumerevoli difficoltà di vivere e rapportarsi ad una società ostile e chiusa, dall'altro sembra ormai prassi consolidata che i disabili debbano mostrare agli altri le proprie incapacità per avvalorare ed esaltare i progressi raggiunti in anni di sacrifici e fatiche, riabilitazioni e sostegno da parte di strutture dedicate. Dimentichiamo, troppo spesso, che gli individui con disabilità, come esseri umani e perché esseri umani, hanno diritti primari e naturali che lo Stato deve solo riconoscere, per cui è obbligo dello stesso Stato garantire a tutti i cittadini pari dignità sociale senza distinzione di condizioni personali e sociali. Si tratta di diritti che nascono con l'uomo e con lui muoiono, costituendo i principi per l'integrità fisica e psichica, dell'uguaglianza e della libertà, della vita stessa. Eppure, la società mostra un'attenzione molto parziale nei confronti di tutti noi persone con normale disabilità che soffriamo nel dimostrare al mondo le nostre non-normalità. Ancora peggio, poi, risulta la poca attenzione e il poco rispetto mostrato da chi dovrebbe, per principio e per serietà professionale, essere il rappresentante della legge e dell'equità in virtù di quei principi fondamentali che la Costituzioni italiana, già sessantacinque anni fa, riconosceva come cardini della nostra democrazia sociale. Ogni giorno, a malincuore, ci rendiamo conto che se non avessimo l'affetto, la vicinanza, l'amore dei nostri familiari, dei nostri amici e di quelle persone che con abnegazione si impegnano con e per noi, certo non sarebbe lo Stato a permetterci di condurre una vita  dignitosa che può definirsi tale. Ogni giorno, con tanta volontà e voglia di vivere, affrontiamo le difficoltà di non avere un corpo funzionale al cento per cento, di cui non abbiamo il pieno controllo, e cerchiamo di andare oltre le barriere create dalla società. Ma se il corpo non risponde, è la nostra anima a reagire agli sguardi curiosi, ai pregiudizi, alle mancanze e alle ingiustizie degli altri, gli stessi che saremmo costretti a subire se dovessimo mostrare in pubblico i nostri difetti e i nostri limiti corporali o psichici. È aberrante e umiliante che qualcuno possa proporre una cosa del genere. Ci rimettiamo al giudizio e all'intelligenza di chi con impegno cerca di abbracciare la nostra causa affinché vengano proposte soluzioni più serie, condivise ed efficaci per colmare la carenza di servizi essenziali atti alla tutela di persone normali che vivono con orgoglio della loro diversità. Maria Mangiola, dalla parte dei disabili.

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Omicidio Sow Mohamed: nuovo successo in Cassazione per la difesa dei due imprenditori di Taurianova accusati dell’omicidio

Dall'avvocato Antonino Napoli riceviamo e pubblichiamo. Una storia giudiziaria che si protrae dal lontano 16 maggio 2001 è quella di Domenico Rettura e Rocco Fedele, Calabresi di Taurianova in provincia di Reggio Calabria e titolari di una ditta che si occupava della lucidatura dell’ottone grezzo utilizzato per la realizzazione dei rubinetti – la “Pulimetal” di Paruzzaro (Novara) – accusati dell’omicidio e del successivo occultamento di cadavere di un loro operaio, il senegalese Mohammed Sow scomparso il 16 maggio 2001 dalla provincia di Novara

 

e che ha destato il forte interesse della stampa locale e nazionale tanto che la nota trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli, oltre ad aver dedicato al caso numerose puntate è stata presente con le proprie telecamere durante tutte le udienze del processo di primo grado. I due giovani giudicati in contumacia poiché latitanti, difesi dagli avvocati Antonino Napoli del foro di Palmi ed Alessandro Gamberini del foro di Bologna, assolti dalla Corte di Assise di Novara, a fronte della condanna all’ergastolo richiesta – per entrambi – dal pubblico ministero titolare delle indagini, sono stati successivamente ritenuti colpevoli dalla prima sezione della Corte di Assise di Appello di Torino e condannati a 16 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale in luogo della condanna per omicidio aggravato richiesta dal sostituto procuratore generale dott. Vittorio Nessi. La Corte, in accoglimento delle richieste della procura generale, aveva disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale con la nomina, quale perito della Corte, del generale Luciano Garofano, all’epoca comandante dei RIS di Parma, mentre la difesa aveva nominato quale proprio consulente il professore Enrico Marinelli dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Oltre alle indagini sulla scena del crimine e sul DNA la Corte di Assise di Appello di Torino aveva ritenuto indispensabile una perizia grafologica sulla firma apposta sull’ultima busta paga ricevuta da Sow. Avverso la condanna degli imputati gli avvocati Antonino Napoli e Alessandro Gamberini avevano proposto ricorso in Cassazione che, in accoglimento delle tesi difensive e disattendendo la richiesta del procuratore generale di conferma della sentenza impugnata, aveva disposto l’annullamento con rinvio davanti ad altra sezione della Corte di Assise di Appello di Torino. Il nuovo processo, celebrato davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Torino, confermando il giudizio di colpevolezza di Rettura e Fedele li aveva condannati a 14 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. I giudici dell’appello avevano, ancora una volta, rinnovato l’istruttoria dibattimentale conferendo l’incarico di trascrivere e ripulire alcune tracce audio delle intercettazioni ambientali con software più moderni a due periti mentre la difesa si era avvalsa della consulenza dei professori Luciano Romito e Giampiero Benedetti, due dei maggiori esperti nazionali di fonetica forense. Anche avverso la sentenza resa dalla seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Torino la difesa aveva proposto ricorso alla Suprema Corte. Il nuovo giudizio in Cassazione, nonostante la richiesta di conferma della sentenza impugnata da parte del procuratore generale dottor Iacoviello, ha visto l’ennesimo successo degli avvocati Antonino Napoli e Alessandro Gamberini che nei loro lunghi ed accorati interventi hanno demolito l’impostazione della sentenza di condanna frutto, a loro dire, di illogicità, travisamento del fatto e violazione degli indirizzi della giurisprudenza di legittimità. Le osservazioni difensive sono state condivise dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione che ha, pertanto, disposto un nuovo giudizio davanti ad altra sezione della Corte di Assise di Appello.

 

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CISL Medici: Pasquale Romeo riconfermato Segretario Regionale Aggiunto con Mario Marino Segretario Generale

Riconfermato per altri quattro anni alla segreteria regionale con la qualifica di Segretario Regionale Aggiunto, Pasquale Romeo, psichiatra reggino, insieme al Segretario Generale Mario Marino. Si è svolto sabato 16/03/2013 durante l’ultimo Congresso Regionale CISL della Calabria tenutosi a Coreca, Hotel La Scogliera, la cui presidenza è stata affidata a Biagio Papotto segretario nazionale generale della CISL Medici.

 

E' intervenuto il Segretario Regionale generale Mario Marino mettendo in evidenza il decreto Balduzzi ed il nuovo modo di riordinare il sistema sanitario definendo meglio i criteri di nomina dei Direttori Genarali e di strutture complesse, evidenziando la necessità di razionalizzare la spesa pubblica ma soprattutto di dare maggiore importanza al merito, indispensabile per una sanità sana ed efficiente. È necessario, sostiene Pasquale Romeo, ripensare la sanità in termini di qualità e formazione mettendo in evidenza una nomina di Direttori di struttura complessa capaci di avere abilità organizzativa e manageriali , abilità queste che siano il risultato di anni ed anni di formazione fatta di teoria e di prassi. La sanità non rende merito alle difficoltà tipiche degli operatori che si impegnano sul campo. Sono innegabili le cause giudiziarie che pendono sui medici calabresi ma che comunque non sono indice di allarmismo poiché solo il 3% arrivano a condanna mentre circa il 50% resta imputabile a responsabilità di equipe o di struttura. Pertanto,  sarebbe importante  rivedere nelle organizzazione sanitarie i deficit strutturali e ciò che è indispensabile per poter garantire una vera sanità del futuro. Giù le mani dai medici! (Come il titolo del congresso.) È il momento di ritrovare insieme  ai cittadini un vero diritto alla salute e scongiurare il vero pericolo, dannoso economicamente che è l’emigrazione sanitaria. Torniamo al merito! Gli incarichi ad personam in un tale clima di scontentezza del cittadino non possono e non devono più esistere se non suffragati da curricula obiettivamente considerabili. La qualità dell’ ssistenza in sanità non può prescindere dall’investimento in risorse,  diversamente si muore. Il medico non è un killer, anzi è sempre pervaso da uno spirito missionario e se sbaglia spesso succede carenze umane e strutturali. La politica deve essere al servizio del cittadino tramite un ritorno all’appropriatezza alla salute vero alleato del cittadino. La CISL medici intende: Rilanciare l’immagine del medico; Organizzare in dettaglio le mission dei professionisti e valutare le difficoltà oggettive; Implementare ed avviare ogni strumento per la  malpratice medica; Strutturare percorsi di formazione; Supportare le organizzazioni che concorrono alle attività mediche; Combattere il fenomeno della medicina difensiva. Il medico è sempre in prima fila, ed è complicato tollerare un momento così difficile. Puntando sulla prevenzione si potrà  riconquistare il ruolo propositivo dei medici di base, riscattare il ruolo di guardia medica ed invertire l’equazione “prima chiudo e poi riordino”.

 

 

 

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Reggio di Calabria: LiberaReggio LAB presenta il progetto Sud Altrove

L’Associazionne Libera Reggio LAB – Terrearse.it, con il patrocinio dell’Università della Calabria, in collaborazione con il Centro Territoriale Migrazioni e Sviluppo (CeMiSV) Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali,  il Centro di Women's Studies Milly Villa, il Corso di Laurea in Discipline economiche e sociali per lo sviluppo, presentano: Progetto Sud Altrove dell’Associazione LiberaReggio LAB – Terrearse.it:

 

proiezione del documentario Sud Altrove; Interventi di Vittorio Cappelli, storico, esperto di emigrazione italiana e Alessandra Corrado, sociologa, esperta di migrazioni internazionali; Dibattito con gli studenti; modera Giovanna Vingelli. Le voci autorevoli di diversi docenti universitari si alternano a quelle di giovani studenti e ricercatori, precari, giornalisti, politici, imprenditori, cantanti e registi, nel documentario Sud Altrove realizzato dall’Ass.ne LiberaReggio LAB, gruppo di giovani calabresi che all’idea di un’“emigrazione come destino” non vuole proprio rassegnarsi, e che con questo progetto no profit cofinanziato dall’Agenzia Nazionale per i giovani (UE) intende raccontare in modo nuovo l’emorragia di giovani dal Sud che, nell’indifferenza generale, da oltre un decennio ha raggiunto nuovamente i livelli del secondo Dopoguerra. Sud Altrove sta girando l’Italia in tour, e quella di Cosenza è una tappa importante, che avvicina l’Università nella costruzione di un discorso che coinvolge direttamente chi, come gli studenti e i docenti che lavorano in Calabria, si misura ogni giorno su cosa significa restare al Sud per fare cultura. Con la sociologa Giovanna Vingelli e i ragazzi e le ragazze dell’Associazione LiberaReggio LAB, si affronterà un discorso a tutto tondo sull’emigrazione che prende le mosse dal documentario Sud Altrove per essere approfondito con i risultati della ricerca dell’Associazione e gli interventi degli esperti Vittorio Cappelli e Alessandra Corrado, aprendo infine alla discussione aperta con gli studenti. In occasione dell’evento sarà possibile avere il DVD del documentario, contenente anche interessanti “extra” di approfondimento, e la versione cartacea del libro – già scaricabile gratuitamente online al link http://terrearse.it/dossier/sud-altrove/sud-altrove-il-libro/ – che raccoglie i contenuti del progetto. Associzione LiberaReggio LAB.

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Legambiente: Navi dei veleni, “La magistratura che indagava non è stata sostenuta in maniera adeguata e c’è stato un ruolo opaco dei servizi di sicurezza. La Commissione d’inchiesta sui rifiuti conferma le denunce della nostra associazione”

“La relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, pubblicata questa mattina sul sito della Camera dei Deputati, conferma quello che Legambiente sostiene da anni: la magistratura non ha avuto sostegni adeguati nelle indagini sui traffici transnazionali di rifiuti tossici e radioattivi, che hanno interessato il Mar Mediterraneo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. U

 

no scandalo, quello delle navi dei veleni, in cui viene stigmatizzato dalla stessa Commissione il ruolo dei servizi segreti, inefficaci, negligenti o addirittura condizionati da ragioni inconfessabili”, così commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Le vicende e le indagini riassunte nella Relazione, che passa in rassegna tutte le inchieste e gli episodi più rilevanti, a cominciare dalla morte del capitano Natale De Grazia, fotografano una realtà che non riguarda solo il passato. “E’ importante il riferimento che viene fatto dalla stessa Commissione – aggiunge Cogliati Dezza – a indagini recentissime che stanno alzando il velo sui traffici internazionali di rifiuti. Quella che emerge è l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti che richiedono una “competenza” accumulata negli anni da trafficanti e organizzazioni criminali”. “Le  vicende delle navi dei veleni ricostruite dalla Commissione – dichiara Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, delineano  un quadro complesso e per larghi tratti inquietante, dove silenzi, omissioni, superficialità e complicità si intrecciano, mettendo a nudo un periodo  oscuro che ha attraversato la nostra Repubblica. Primo fra tutti la negligenza dei servizi di sicurezza e il ruolo ambiguo di altri pezzi dello Stato. Dunque è il momento che tutte le verità vengano alla luce. Per questo il lavoro della Commissione dovrà segnare un punto di ripartenza dell’ impegno istituzionale e sociale in nome della chiarezza, della verità e della giustizia”. Ufficio Stampa Legambiente.

 

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Reggio di Calabria: nomina nuovo Procuratore, i dubbi di Adriana Musella (Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”) “Il sistema è in cerca di garanzie?”

di Adriana Musella*. Reggio Calabria,si sa, da circa un anno, dalla promozione a Roma di Pignatone quinbi, attende la nomina di un nuovo Procuratore della Repubblica. Eppure Reggio Calabria non è Assisi ma terra madre di 'ndrangheta, associazione criminale che domina e condiziona la scena nazionale ed internazionale. Reggio Calabria è una cloaca per quel che riguarda le indagini scottanti, le verità nascoste, gli intrecci perversi,

il rapporto ‘ndrangheta-politica-finanza-massoneria deviata servizi e trame eversive. La cappa che da sempre copre la cloaca ha bisogno delle dovute protezioni per vedere assicurato il proseguo della propria impunità. Il Coordinamento Nazionale Antomafia “Riferimenti”, anche alla luce dell'ennesima intimidazione al PM Lombardo, avanza seri dubbi sul ritardo della nomina del capo della Procura reggina e si chiede ad alta voce"Non è che il Procuratore della Repubblica non sia stato ancora nominato perché si attendono le dovute garanzie atte a coprire la cloaca?” E' un dubbio che sorge spontaneo visto e considerato che in questo Paese il sistema ha sempre avuto bisogno di fedeltà, ossia di nomine che assicurassero più che competenza e meriti soprattutto affidabilità. *Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".

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“Riferimenti”: conclusa in Trentino la settimana bianca di formazione antimafia

Conclusa in Trentino la settimana bianca di formazione antimafia organizzata dal Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” e l'Ente Turismo di Folgaria. L'iniziativa, alla sua seconda edizione, destinata alle scuole italiane, ha visto la partecipazione di studenti di varie regioni del sud e del nord. La Calabria è stata rappresentata dal liceo scientifico “E. Fermi” di Cosenza, dall'istituto “R. Piria” di Rosarno e dall’ “E. Fermi” di Reggio Calabria.

Lo sport come strumento di legalità, questa la scommessa degli organizzatori così come già avviene per il judo a Scampia nella palestra del campione olimpico Maddaloni che ha adottato come simbolo la “Gerbera Gialla” antimafia o la vela sul lago di Garda. Gli studenti impegnati la mattina sulle piste a sciare, nel pomeriggio hanno frequentato seminari intensivi di formazione antimafia incontrando testimoni, studiosi ed esperti del mondo antimafia. Alla sala convegni del Palasport di Folgaria si sono alternati: lo scrittore Paolo De Chiara, autore del libro "Coraggio di dire no" dedicato alla storia di Lea Garofalo; Angela Napoli; Silvana Fucito, testimone di giustizia e vicepresidente della Federazione Italiana Antiracket; Giuseppe Gennari, GIP presso il tribunale di Milano e titolare di numerose inchieste sulla 'ndrangheta al nord. Si è discusso di imprenditoria e mafia con Ulisse Salvatore Di Palma e di zona grigia con Adriana Musella, dei rapporti Stato -mafia con la testimonianza toccante di Salvatore Borsellino. Calorosa è stata l'accoglienza che Folgaria ha riservato all'iniziativa. In ogni vetrina e in tutti gli alberghi una gerbera gialla in bella mostra dava il suo benvenuto, sulle piste striscioni gialli contro le mafie. In apertura un coloratissimo corteo di mille studenti, maestri di sci e sindaci della valle ha dato il via all'evento per le vie del centro con in testa la folkloristica banda trentina. Organizzata anche una gara di discesa libera vinta dagli studenti del “Fermi” di Cosenza. Alla conclusione della manifestazione, la città di Folgaria ha consegnato al Coordinamento “Riferimenti” una targa ricordo con il grazie degli organizzatori.

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Reggio di Calabria: ReggioNonTace, solidarietà a Lombardo “Non vogliamo più piangere morti ma essere vivi! Io sono Giuseppe LOmbardo! Le nostre facce contro le minacce”

«Se non la smetti ci sono pronti altri 200 chili». Queste parole accompagnano l’ennesimo ten-tativo d’intimidazione nei confronti di Giuseppe Lombardo, uno dei più attivi e combatti-vi magistrati della nostra Procura. Queste parole ci motivano, ancora una volta, a ribattere colpo su colpo – con la nostra faccia e con gesti chiari di solidarietà – per non permettere più che la ‘ndrangheta agisca nella nostra città, senza risposte della gente della Società Civile.

Già in passato abbiamo detto e praticato pubblicamente la nostra scelta d’essere scorta civica della Procura e, anche in altre occasioni in cui Giuseppe Lombardo ha ricevuto minacce, abbia-mo manifestato – non in maniera rituale – la nostra solidarietà alla sua persona. Stavolta, la nostra solidarietà non può prescindere dalle parole di Brecht che Giuseppe Lombardo ha citato recentemente: «Chi non conosce la verità è uno sciocco ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente». Non le riteniamo, infatti, un’esortazione morale. Sono un grido che deve stanare le Coscienze dei singoli e dell’intera cittadinanza, perché si smet-ta di delegare a magistratura e forze dell’ordine la lotta contro la ‘ndrangheta – tra l’altro lasciandole sole ad affrontare persino il rischio della vita in nostro favore – e perché si dica con chiarezza da che parte stare: perché anche la non scelta significa dire menzogne ed essere delinquenti! Sulla base di queste considerazioni e di queste scelte – che anche in quest’occasione intendiamo confermare –, invitiamo tutti i reggini a partecipare alle manifestazioni che, in occasione della giornata della memoria delle vittime delle mafie – istituita da anni da Libera – quest’anno è organizzata da Libera di Reggio Calabria col movimen-to ReggioNonTace. Quest’anno vogliamo dire, facendo memoria delle vittime delle mafie, che non vogliamo più piangere morti, ma essere vivi!!! Io sono Giuseppe Lombardo!!! Le nostre facce contro le minacce!!! Ubuntu!!! Il movimento ReggioNonTace.

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“Riferimenti”: la denuncia di Adriana Musella “La mafia del potere nel pacco bomba al pm Lombardo”

di Adriana Musella*. Chi volesse capire cosa sia realmente la mafia,dovrebbe vivere per un pò nella trincea di Reggio Calabria. Il potere ha bisogno di affidabilità per tutelare i propri sporchi affari. Il potere ha bisogno di servi fedeli su cui contare. Ecco perchè in questo Paese gli incarichi non vengono mai assegnati per competenze e meriti. Reggio Calabria rappresenta la vergogna di uno Stato che si dice di diritto ma tale non è.

Da un anno si attende la nomina del Procuratore della Repubblica che non arriva. Ritornano alla mente le parole di Giovanni Falcone, più' attuali che mai: "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere". Io aggiungerei che lo Stato non vuole proteggere perchè scomodi, come nel caso del PM della DDA Reggina Giuseppe Lombardo, privato dei suoi stretti collaboratori, lasciato solo con tutto il peso e la responsabilità di indagini delicatissime che vedono coinvolto il sistema del potere in tutta la sua perversione e complessità. E questo sistema che si sente minacciato nella sua atavica impunità, manda i pacchi bomba. Reggio Calabria è una città senza Stato, quello Stato con la S maiuscola da sempre deficitario in terra di 'ndrangheta. Lombardo è stato lasciato a combattere in prima linea in piena solitudine, depositario di scottanti risultanze investigative  e di questo più d'uno dovrà risponderne alla pubblica opinione e a Dio per chi ci crede. *Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".

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Reggio di Calabria: pacco bomba al pm Lombardo, il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” denuncia

Riceviamo e pubblichiamo. Il Coordinamento “Riferimenti” con la sua presidente Adriana Musella, esprime la propria vicinanza al pm Giuseppe Lombardo per l'ennesima intimidazione avvenuta ai suoi danni. Giuseppe Lombardo è uno di quei magistrati che indaga a 360 gradi e non si ferma davanti ai sacri simulacri. La Calabria, purtroppo, è soffocata da una cappa di collusioni e connivenze e l'aria grigia invade ogni settore della società. 

In questa regione, e a Reggio Calabria in particolare, non si sa mai chi sia davvero il proprio interlocutore e da quale parte stia. La cosiddetta gente bene, i professionisti, come del resto politici e pezzi delle Istituzioni, rappresentano il più delle volte la vera forza della 'ndrangheta. Giuseppe Lombardo ha dimostrato di non avere timori reverenziali e va avanti fino in fondo. Ecco perchè viene minacciato! Le intimidazioni non sono dovute certo alla manovalanza assoldata ma, a nostro avviso, hanno una regia che fa capo proprio all'aria grigia che con Lombardo e le sue indagini sta perdendo la propria invulnerabilità. Lo Stato e la mafia o si combattono o si alleano. Quando non si ci allea,ecco che arrivano i pacchi bomba. Se tutti i magistrati fossero della stessa statura e onestà di Lombardo,forse, il problema sarebbe in gran parte già risolto. Purtroppo anche la magistratura in questo Paese, e maggiormente in terra di ‘ndrangheta, ha dimostrato di essere, invece, nel problema.

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“Riferimenti”: mercoledì 13 marzo staffetta Scampia-Rosarno

L’Associazione Nazionale Antimafia Riferimenti in collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore “R. Piria” di Rosarno e Laureana di Borrello, l’Istituto “Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria e la palestra “Maddaloni” di Scampia, nell’ambito del Progetto didattico educativo “Gerbera Gialla” 2013, organizza per mercoledì 13 marzo una staffetta Scampia–Rosarno, due trincee, realtà simbolo per la soffocante presenza della criminalità organizzata,

ma anche esempi di reazione ed  impegno che non fanno cronaca ma esistono come segno di lotta culturale e civile nel recupero delle giovani generazioni sottratte al sistema criminale della camorra e della ndrangheta. Il maestro di judo Gianni Maddaloni con gli operatori dell’omonima palestra anticamorra di Scampia dedicata a Gennaro Musella e aderente al progetto nazionale “Gerbera Gialla”, fiore adottato come simbolo di riscatto dagli atleti sui loro kimoni, porteranno in Calabria la loro testimonianza di recupero attraverso lo sport, avendo fatto del judo uno strumento di legalità. Con loro saranno presenti alcuni ragazzi detenuti nonchè giovani già recuperati ed oggi campioni regionali e nazionali. Lo stesso Pino Maddaloni, cresciuto nelle vele di Scampia, oggi è campione olimpionico. Accompagneranno la delegazione: Giandomenico Lepore, già Procuratore della Repubblica di Napoli; Emanuele Esposito, Direttore del CPA(Centro di Prima Accoglienza Giustizia Minorile) di Napoli; Vincenzo D’Onofrio, Magistrato DDA di Napoli. La scelta non è stata casuale ma una necessità di mettere in rete le varie realtà aderenti al Progetto Gerbera. Investire nei giovani e con essi  costruire il presente senza violenze nè sopraffazioni, coltivando insieme  ai ragazzi, che vivono in aree fortemente a rischio, il sogno del cambiamento, attraverso esempi ed esperienze forti che li allontanino dai falsi miti, proiettandoli verso validi modelli inclusivi in territori liberi, è da venti anni  un impegno forte dell’Associazione Riferimenti e degli Istituti scolastici aderenti al Progetto, che grazie allo straordinario intervento degli operatori di giustizia  e alle collaborazioni esterne ha prodotto e produce una serie di significative  azioni pedagogiche di profonda valenza educativa, finalizzate ad orientare i giovani verso percorsi alternativi,considerando che l’unico Sistema universalmente condiviso è e deve essere quello dello Stato. Il programma. Auditorium Istituto “Piria” di Rosarno: ore 10.30 accoglienza ospiti; ore 11.00 seminario di studi “Percorsi di legalità”: Strategie di intervento nella lotta alla criminalità organizzata. Interventi: Adriana Musella, Presidente Associazione Nazionale Riferimenti/Gerbera Gialla; Mariarosaria Russo, Dirigente scolastico Istituto e Coordinatrice Nazionale Associazione Antimafia Riferimenti Settore Scuola; Giuseppe Creazzo, Procuratore Capo della Repubblica di Palmi; Gianni Maddaloni, Docente, Maestro di Judo; Emanuele Esposito, Direttore del CPA (Centro di Prima Accoglienza Giustizia Minorile) di Napoli; Gian Domenico Lepore, già Procuratore Capo della Repubblica di Napoli; Vincenzo D’Onofrio,Magistrato DDA di Napoli; Claudio Petrozziello, Colonnello Comandante provinciale Guardia di Finanza di Reggio Calabria; Guido Longo, Questore di Reggio Calabria. Ore 15.30 presso l’Auditorium dell’Istituto “Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria: seminario di studi “Il recupero sociale dei minori a rischio”. I ragazzi dei servizi sociali della Giustizia minorile di Napoli incontrano quelli di Reggio Calabria. Parteciperanno: Adriana Musella, Presidente Associazione Nazionale Riferimenti/Gerbera Gialla; Mariarosaria Russo, Dirigente scolastico Istituto e Coordinartice Nazionale Associazione Antimafia Riferimenti Settore Scuola; Giuseppina Garreffa, Direttore Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni di Reggio Calabria; Gianni Maddaloni, Docente, Maestro di judo; Emanuele Esposito, Direttore del CPA (Centro di Prima Accoglienza Giustizia Minorile) di Napoli; Gian Domenico Lepore, già Procuratore Capo della Repubblica di Napoli; Vincenzo D’Onofrio, Magistrato DDA di Napoli; Francesca Stilla, Sostituto Procuratore Tribunale dei minori di Reggio Calabria; Carlo Macrì, Procuratore Capo Tribunale dei minori di Reggio Calabria.

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Legambiente Calabria: al via la campagna sullo smaltimento delle lampadine a basso consumo “Illumina il riciclo”

Prosegue l’impegno di Ecolamp e Legambiente a favore di una corretta raccolta delle lampade di nuova generazione esauste e per la diffusione di informazioni utili ai cittadini, affinché possano scegliere comportamenti responsabili, a tutela della salute di tutti e dell’ambiente in cui viviamo. Sabato 9 e domenica 10 marzo torna, infatti, l’appuntamento con “Illumina il riciclo”, la campagna di sensibilizzazione che vedrà impegnati

i volontari dell’associazione ambientalista e il consorzio davanti a numerosi centri commerciali e punti vendita della grande distribuzione. In Calabria come nel resto del Paese, l’obiettivo è informare i cittadini sul corretto smaltimento delle lampade a basso consumo esauste e spiegare cosa sono i Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), categoria di rifiuti a cui appartengono anche le lampadine di nuova generazione giunte a fine vita.  Tra gli eventi in programma questo week-end in tutta la Penisola, domani sabato 9 marzo Illumina il riciclo sarà a Reggio Calabria, di fronte al Maxi Brico (Viale Calabria, 356), e domani e domenica 10 marzo a Catanzaro, al centro commerciale “Le Fontane” (Via Emilia). “I rifiuti elettrici e elettronici – spiega Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente Calabria – stanno diventando una parte consistente della nostra vita e un problema urgente da risolvere. Ogni anno ne produciamo circa 20 milioni di tonnellate tra telefonini, lettori musicali, televisioni, computer, per non parlare di frigoriferi e lavatrici. Tutti oggetti utili, ma il rapido miglioramento della tecnologia ci spinge a sostituirli e poi non sappiamo come smaltirli. Purtroppo sono pochi i cittadini che conoscono la normativa che regolamenta la raccolta e lo smaltimento di questi oggetti, e troppi, invece, quelli che per ignoranza o pigrizia preferiscono buttarli nei comuni cassonetti della raccolta indifferenziata o abbandonarli in strada, causando un grave danno all’ambiente. Per questo – aggiunge Dominijanni – con questa iniziativa, che realizziamo insieme a Ecolamp, vogliamo contribuire a sensibilizzare le persone su queste problematiche, diffondere una cultura del riciclo e indicare comportamenti più responsabili, ricordando che ogni Raee, se pure in percentuali differenti, rappresenta un serbatoio di materiali riciclabili, come ferro, rame, alluminio e plastica. Riciclarli significa non solo salvaguardare le risorse del pianeta ma anche risparmiare energia”. Gli info-point, organizzati da Legambiente ed Ecolamp, saranno appunto un’occasione per ricordare come sia fondamentale la raccolta differenziata di queste lampade, rifiuti che possono essere riciclati fino al 95%. Dal loro trattamento si possono recuperare vetro, metalli e plastiche evitando, allo stesso tempo, la dispersione nell’ambiente della quantità, seppure minima (da 1 a 5 mg), di mercurio che questi prodotti contengono. Inoltre, i volontari spiegheranno ai consumatori le due modalità a disposizione per compiere correttamente la raccolta differenziata: recarsi presso le Isole ecologiche comunali distribuite in tutto il territorio nazionale e gettare il materiale nell’apposito contenitore, oppure consegnare l’apparecchio esausto al negoziante in occasione dell’acquisto di un prodotto equivalente, avvalendosi del “ritiro uno contro uno”. “È fondamentale notare – spiega Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – come l’aumento dei costi dei rifiuti in Calabria sia superiore alla media nazionale (22% contro il 17%), con punte addirittura attorno al 96% a Reggio Calabria. I dati, che emergono dal Dossier rifiuti 2013 di Cittadinanzattiva, spiccano in relazione allo stato disastrato del sistema di smaltimento, da oltre un decennio in regime di emergenza, improntato sulla politica delle discariche. L’esempio datoci dalle altre realtà europee impone invece una profonda riflessione che giunga ad immaginare anche per la Calabria un sistema di premialità per i cittadini e per i comuni virtuosi che adottano e perseguono la raccolta differenziata. Un esempio che viene anche dai nostrani “comuni ricicloni” capaci di trasformare i rifiuti in risorsa, proteggere l’ambiente e ottenere un guadagno economico rilevante”. L’elenco delle iniziative su http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/illumina-il-riciclo-2013-le-iniziative.

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Delianuova (RC): incendio doloso in Aspromonte, la condanna di Legambiente Calabria

Legambiente Calabria prende posizione sull’incendio doloso che ha devastato la scorsa notte il Centro visita del Parco nazionale dell’Aspromonte a Delianuova. “Nell’interpretare i sentimenti di tutti gli ambientalisti, gli amanti della montagna e i cittadini onesti – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – esprimiamo la più netta condanna per il vile episodio che ha colpito il Parco, a cui va la più viva solidarietà.

È un gesto criminale che colpisce tutti i calabresi: distruggere il Centro visita, fiore all’occhiello del Parco e punto di riferimento per escursionisti e visitatori, vuol dire negare ai cittadini la possibilità di godere delle bellezze dell’Aspromonte. È compito di tutti quelli che credono in un futuro possibile in Calabria, fatto di investimenti intelligenti e sostenibili, impedire che l’incendio freni le positività del nostro territorio”. “Auspichiamo – sottolinea Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente – che venga fatta da parte delle forze dell’ordine e dalla magistratura piena luce sull’accaduto, attraverso un’indagine approfondita  che parta dal focus investigativo sugli interessi illegali che si muovono attorno al sistema autorizzativo e di controllo in area Parco,  che  alcuni soggetti mostrano di non sopportare  e puntano a ricondurre  a regole non scritte del passato”. Poiché la porta del Parco data alle fiamme è da poco tempo passata alla gestione del Comune di Delianuova, non vanno trascurati  nemmeno i possibili collegamenti con le fibrillazioni che da lungo tempo scuotono quel Comune e quel territorio, come confermato dagli attentati a sindaco e amministratori e per ultimo alla sede municipale. Legambiente, infine, lancia un appello affinché società civile e istituzioni s’impegnino per garantire l’agibilità della montagna, per non ricadere negli anni bui dell’occupazione mafiosa.

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Reggio di Calabria: la Confcommercio reggina indice una conferenza stampa sugli aumenti della tassa occupazione suolo

Giovedì 7 marzo, si svolgerà alle ore 10.30 presso la sede della Confcommercio di Reggio Calabria, in via Castello n° 4, la conferenza stampa per comunicare all'opinione pubblica e agli operatori dell'informazione gli aumenti spropositati della tassa occupazione suolo per i pubblici esercizi e i possessori dei gazebo nel Comune di Reggio Calabria. L'aumento è del 1000% (mille per cento, non è un errore!).

Al tavolo della conferenza stampa parteciperanno Giovanni Santoro, Presidente Confcommercio R.C., Carmelo Nucera, Presidente F.I.P.E., Marisa Lanucara, Direttore Confcommercio, e gli operatori del settore colpiti dall'aumento spropositato della tassa. Ufficio Stampa Confcommercio Reggio Calabria.

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Legambiente Calabria: “Inchiesta Metropolis, Goletta Verde denunciò tutto nel 2010”

Le mani della ‘ndrangheta sul turismo calabrese. Dai grandi traffici di droga ai villaggi turistici dello Ionio passando per un sofisticato sistema europeo di riciclaggio del denaro sporco. “Quello svelato dall’inchiesta Metropolis della Dda di Reggio Calabria – dichiara Nuccio Barillà della segreteria nazionale di Legambiente – è un quadro inquietante non solo perché apre uno squarcio davvero profondo sulla modernità della ‘ndrangheta e sulla sua capacità d’infiltrazione nel settore turistico della regione, ma anche perché conferma dal lato giudiziario la posizione degli ambientalisti, pronti a denunciare lo scempio ecologico e urbanistico prodotto dalla costruzione dei residence, a partire dai rapporti Mare Monstrum ed Ecomafia”.

Nell’estate 2010, infatti, la tanto vituperata Goletta Verde di Legambiente compì un blitz a Brancaleone per accendere i riflettori sul villaggio “Gioiello del mare” – che figura tra i 17 villaggi sequestrati, di cui 12 nella Locride e altri 4 nella vicina Isca sullo Ionio, insieme ad altre 1300 unità abitative per un valore complessivo di 450 milioni di euro – costruito su un’area dallo straordinario valore ambientale, scelta come luogo di nidificazione dalle tartarughe marine. Un blitz che, tanto per cambiare, scatenò le ire degli uomini delle istituzioni locali e costò agli ambientalisti addirittura una querela per diffamazione da parte dei titolari della società, poi archiviata dal Tribunale di Roma. Dietro quel villaggio turistico, si scopre oggi, c’è il famigerato clan Morabito di Africo, la potente costa del boss Peppe “tiraddrittu”, capace di tessere una rete internazionale per i più loschi affari – dalla droga ai traffici di rifiuti – e di coinvolgere faccendieri di ogni risma. “Le nostre denunce contro il villaggio “Gioiello del mare” e la cementificazione selvaggia di quel tratto di costa calabrese erano più che fondate  – dichiara Nunzio Cirino Groccia della segreteria nazionale di Legambiente, portavoce di Goletta Verde in occasione del blitz dell’estate del 2010 – e a nulla sono valsi i tentativi di intimidirci con azioni di querela per diffamazione che poi sono state archiviate. Chiediamo ora alla magistratura di indagare anche su eventuali reati ambientali e urbanistici commessi nel realizzare quei complessi turistici su una delle aree più delicate e sensibili del mare italiano e le responsabilità degli amministratori locali che hanno autorizzato lo scempio. Qualora fossero accertati reati di natura urbanistici, non si potrà che procedere alla demolizione dei manufatti e al ripristino dei luoghi”. “È da lungo tempo che vigiliamo sul grande affare dei villaggi turistici – dichiara Lidia Liotta, coordinatrice del comitato scientifico di Legambiente Calabria – dietro i quali non è difficile scorgere le manovre della ‘ndrangheta. La magistratura ha fatto luce sulla vicenda, e dunque va reso merito al loro prezioso lavoro, reso possibile dalla competenza degli uomini della Guardia di Finanza. Ma la Calabria è ugualmente sconfitta: territori splendidi, coste incantevoli, luoghi suggestivi sono stati macchiati dal cemento selvaggio, nonostante le nostre puntuali e costanti denunce, a causa delle compiacenze di burocrati e amministratori che consentono sistematicamente l’aggiramento delle norme edilizie. Occorre continuare a vigilare contro questa sorta di “illegalità autorizzata”, ma soprattutto la società calabrese deve imparare a intervenire tempestivamente per difendere le nostre ricchezze ambientali, per contrapporre al turismo della ‘ndrangheta il modello virtuoso del turismo sostenibile”.

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: il Commissario Alvaro “L’incendio che ha distrutto il Centro Visita di Delianuova rappresenta uno sfregio alla Calabria che vuole cambiare”

L’incendio che questa notte ha devastato il Centro Visita di Delianuova e la cui origine appare essere dolosa, rappresenta uno sfregio a quella Calabria che vuole cambiare e che vuole esportare un’immagine differente all’esterno. E’ un gesto criminale che l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, gestore del Centro Visita, condanna senza alcuna remora. La struttura di proprietà del Comune, in comodato d’uso all’Ente Parco che ne ha finanziato la realizzazione e il suo completamento nel 2008 per farne un Centro Visita di accoglienza e informazione, anche se non ancora funzionante a pieno regime, ha rappresentato un punto di riferimento durante la stagione estiva o per eventi particolari, fornendo un contributo anche in termini di educazione ambientale per i più giovani.

Nel Centro Visita si tenevano ogni estate, da qualche anno, le giornate della legalità organizzate ai Piani di Carmelia dal Comune di Delianuova. “Il centro visita di Delianuova – ha dichiarato il Commissario Straordinario del Parco, Antonio Alvaro – rappresentava un fiore all’occhiello per il nostro ente e per tutta la provincia, sia sotto l’aspetto architettonico sia sotto quello paesaggistico; era bene inserito nel contesto sociale e ambientale della Piana ed era un punto di riferimento importante specie per i più giovani durante la stagione estiva. E’ un gesto che condanniamo con forza e che non possiamo tollerare, e sul quale auspichiamo venga fatta piena luce. Sui Centri visita – ha continuato Antonio Alvaro – l’Ente Parco scommette molto ed in tal senso sta progettando diversi interventi per attivare definitivamente tutti i Centri del Parco. Certo è – ha concluso Alvaro – che non è più tollerabile che mentre qualcuno cerca di costruire ed investire sul territorio, la criminalità continui a tagliare ogni speranza di futuro. Rimaniamo vicini alla comunità di Delianuova  per creare insieme nuove opportunità di crescita e di sviluppo”. Ferma condanna all’atto criminale è stata espressa anche dal Presidente della Comunità del Parco, Giuseppe Zampogna, secondo il quale è “indispensabile una ferma reazione di tutte le Istituzioni competenti poiché, nella nostra terra, è necessario tutelare anche le strutture nate con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita sociale delle nostre comunità e valorizzare i nostri territori, che dovrebbero essere percepite da tutti come un bene comune. Convocherò con urgenza un’Assemblea della Comunità del Parco per discutere con i rappresentanti del territorio sull’accaduto, ma soprattutto per riaffermare l’impegno di tutti noi per sostenere le iniziative di alto valore sociale”. Il Direttore dell’Ente, Tommaso Tedesco, dopo il sopralluogo effettuato sul posto questa mattina, dichiara “di essere estremamente turbato per l’accaduto, tuttavia l’Ente proseguirà la sua attività con sempre maggiore convinzione e determinazione”.

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Lamezia Terme (CZ): Legambiente Calabria prepara il suo contropiano per superare l’emergenza rifiuti in regione

In 16 anni di commissariamento i calabresi hanno sprecato un miliardo di euro e ancora aspettano un sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani degno di un Paese civile. Un sistema che incrementa illegalità ed ecomafie, deresponsabilizza i sindaci e scoraggia i cittadini a diventare parte attiva per far crescere un sistema e gestione dei rifiuti moderno, efficace e che renda merito alle bellezze della Calabria.

Legambiente ha iniziato un suo percorso, iniziato stamattina a Lamezia Terme con un confronto interno alla rete dei circoli calabresi dell'associazione, di controdeduzioni alle linee guida proposto dalla Regione Calabria per rivedere il Piano regionale per i rifiuti che sarà aperto al confronto delle forze economiche e sociali calabresi. "Le linee guida proposte dalla regione – dichiara Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente – sembra che siano state congelate al 1997 anno in cui è iniziata la fase di commissariamento che ancora oggi è in atto. È una proposta inaccettabile perché non mira a risolvere i problemi che da anni abbiamo denunciato, non incide la necessaria svolta per aumentare la ridicola soglia del 12% di raccolta differenziata in regione, non affronta il tema del ciclo integrato dei rifiuti con una adeguata organizzazione degli impianti necessari a supportare il sistema, mentre continua a premiare l’uso distorto delle discariche come unica soluzione per smaltire i rifiuti”. Con questa proposta difficilmente si raggiungo gli obiettivi di legge (65%) di raccolta differenziata, mentre siamo sicuri che si ripeteranno i vizi,  i disastri e le cattive abitudini di questi ultimi 16 anni. “La Calabria a differenza di altre regione – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – che in maniera analoga dovevano affrontare una lunga fase emergenziale, non vuole superare la crisi ma punta ad allargare il divario con le altre realtà dal Paese. Non ha impostato un documento per migliorare la sua performance ambientale ma caparbiamente continua a mantenere la coda della classifica. Una classifica che come dimostra lo sforzo compiuto dalla Sardegna può essere migliorata, passando in 7 anni dal 10 al 55% di raccolta differenziata, e che dimostra la fattibilità di un percorso virtuoso incentrato sulla premialità di azioni a favore della differenziata, premiando i comuni virtuosi contro un aumento delle tariffe per quelli che fanno ricorso alle discariche. Siamo convinti che la leva economica, con benefici per i comuni virtuosi serva a superare le emergenze a condizione che si abbiano idee chiare (e non sembra il caso della nostra regione) e che cittadini, forze economiche e sociali siano parte attiva in questo processo di virtuosità e futuro”. Ufficio Stampa.

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