Legambiente: depurazione in calabria, tempo (quasi) scaduto. Presentazione del Rapporto 2013 con i dati aggiornati, i documenti, i casi significativi di una situazione in cui poco è cambiato. L’appello e le proposte

Un dossier sullo stato della depurazione in Calabria per lanciare un appello, condividere analisi e proposte, imprimere una svolta decisiva e mettere fine allo scempio che da decenni tiene in ostaggio il mare calabrese. Con il Rapporto 2013, Legambiente Calabria torna sul tema che ha scatenato furibonde polemiche nell’estate scorsa, all’indomani della presentazione dei dati di Goletta Verde sulla salute del mare calabrese,

 

e lo fa per denunciare assenze e ritardi nella gestione della depurazione. A tempo quasi scaduto, è l’ora di affrontare di petto la questione, mettendo al bando la propaganda. Nel prendere atto dell’ennesima dimenticanza della Regione Calabria, Legambiente scende in campo, con Giorgio Zampetti e Giuseppe Toscano, e si pone il compito di avviare una seria riflessione sull’argomento insieme all’Unione Nazionale Consumatori Calabria, rappresentata dal presidente regionale Saverio Cuoco e da Fabio Milano, e Cittadinanzattiva Calabria, con il segretario regionale Ludovico Criserà. I dati e i controlli. “I dati sullo stato degli impianti, i numerosi interventi delle forze dell’ordine per le illegalità riscontrate e la presenza di scarichi abusivi o non allacciati alla rete fognaria messi in evidenza dal Rapporto 2013 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente – dimostrano una situazione ancora molto lontana dalla sua soluzione e praticamente immutata, se non addirittura peggiorata rispetto all’anno precedente. Carenze depurative che rischiano, anche per la prossima stagione estiva, di minacciare seriamente la qualità del mare calabrese, come avvenuto negli ultimi anni. Gli ultimi fondi stanziati e gli interventi previsti, dettati anche dall’urgenza della sentenza di condanna europea, dimostrano che ci sono gli strumenti per intervenire, anche se  ancora oggi  non si sono tradotti in risultati significativi, nonostante dal 2000 le risorse economiche messe in campo ammontino a oltre 700 milioni di euro”. Lo stato degli impianti. A oggi, stando all’ultimo censimento Istat, solo il 49,9% del carico inquinante è trattato da un servizio di depurazione adeguato e in linea con le direttive europee. Una situazione confermata anche dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 19 luglio scorso che condanna l’Italia per la mancata applicazione della direttiva 91/271 CE in oltre cento comuni italiani, 18 dei quali in Calabria. Gli impianti esistenti sono spesso malfunzionanti o gestiti in maniera illecita, anche con il coinvolgimento dei clan mafiosi locali, così come testimoniano i controlli eseguiti dall’Arpacal e i numerosi interventi delle forze dell’ordine. Nel corso del 2012 sono state accertate oltre 590 infrazioni, sono state denunciate 639 persone ed effettuati 103 sequestri per illegalità connesse con scarichi abusivi, malfunzionamenti negli impianti di depurazione, gestione dei fanghi o altri fenomeni di inquinamento delle acque. La vertenza. L’Unione nazionale consumatori Calabria ha avviato un’azione collettiva di richiesta di rimborso dei canoni di depurazione a decorrere dall’anno 2000, per tutti i 22 comuni della Calabria che l’Unione europea ha ritenuto inadempienti nell’attuazione della direttiva 1991/271/CE riguardante il trattamento delle acque reflue urbane. “Nello specifico – precisa Saverio Cuoco, presidente regionale dell’associazione – la Cassazione (sentenza n° 8318 del 12 aprile 2011) ha stabilito che i comuni sforniti di impianto di depurazione non possono richiedere la tariffa per il servizio. In attesa di conoscere che fine abbiano fatto i canoni versati dai cittadini, l’azione collettiva riguarderà i comuni che hanno violato la direttiva europea e per tutti quei comuni i cui cittadini non beneficiano di alcun servizio di depurazione”. I fondi. A disposizione della Calabria ci sono i fondi Cipe: il 5 marzo è stato sottoscritto un Accordo di programma che prevede l’impiego di 160 milioni di euro del “Piano nazionale per il Sud” per interventi di adeguamento del sistema fognario-depurativo. I Comuni dovranno adesso procedere l’assegnazione del servizio di gestione, di concerto con il Dipartimento regionale all’Ambiente. Ai fondi Cipe si aggiungono le risorse disponibili con fondi privati in modalità project financing, i 7,5 milioni per il completamento dello schema depurativo città di Catanzaro, e altri 21 milioni di euro stanziati per il disinquinamento della costa vibonese. La Regione Calabria dimostra dunque la volontà di intervenire sulle gravi lacune del sistema depurativo in Calabria. Un’azione che però ancora oggi non si è tradotta in risultati significativi, nonostante dal 2000 le risorse economiche per colmare le gravi lacune del sistema depurativo ammontino a oltre 700 milioni di euro. Le proposte. “Oltre alla denuncia – dichiara Giuseppe Toscano, direttore di Legambiente Calabria – lo scopo del Rapporto 2013 è quello di mettere a punto una serie di suggerimenti per affrontare e risolvere la questione della depurazione. Ai sindaci chiediamo un nuovo protagonismo: si facciano garanti degli interventi necessari per mettere in efficienza il sistema. Alla Regione chiediamo un impegno concreto nel pianificare gli interventi in vista dell’adeguamento degli impianti al trattamento biologico, della separazione delle acque bianche dalle acque nere, oltre alla costante verifica dell’idoneità delle ditte che partecipano alle gare d’appalto. Ma occorre anche vigilare, un compito che spetta in primo luogo dai cittadini, dalle associazioni, dai comitati, dalla società civile: bisogna fare rete e dotarsi degli strumenti idonei per monitorare in tempo reale la salute del nostro mare”. Gli obiettivi. Inoltre, sono stati individuati tre obiettivi primari per migliorare il sistema di vigilanza: il rafforzamento della rete di controllo e monitoraggio sulla gestione e sul funzionamento degli impianti, che oggi riguarda solo una piccola parte dei depuratori presenti sul territorio regionale; l’istituzione di un Osservatorio permanente sullo stato di salute del mare, che coinvolga l’associazionismo, le imprese e i cittadini,  per monitorare gli interventi anche attraverso le segnalazioni di Sos Goletta 365 giorni. All’Osservatorio  spetterà il compito di coordinare la campagna “Acque trasparenti”, una campagna permanente ed itinerante sullo stato della depurazione e dell’inquinamento dei fiumi e delle foci, in sinergia le forze dell’ordine e dell’Arpacal. Al Dipartimento regionale all’Ambiente viene richiesto di sostenere l’Osservatorio e le campagne con l’attivazione di un numero verde.

 

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Reggio di Calabria: AIDO, concorso di fotografia “La donazione di organi, tessuti e cellule”. Il Convitto “Campanella” al primo posto con gli alunni Marco Palmenta ed Antonio Notaro

Gli alunni del Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” di Reggio Calabria hanno festeggiato assieme agli altri studenti delle altre scuole cittadine i 40 anni dell’A.I.D.O. (Associazione Italiana  Donatori di Organi). Impeccabile l’organizzazione dell’Ing. Nicola Pavone, Presidente provinciale AIDO, che, in una manifestazione svoltasi lo scorso venerdì al Cine Teatro “Dopolavoro Ferroviario”, ha premiato gli studenti reggini che si sono distinti nel concorso fotografico “La donazione di organi, tessuti e cellule”

 

bandito dalla sezione provinciale AIDO ed aperto alle scuole di ogni ordine e grado. Prestigiosi i riconoscimenti ottenuti dal Convitto ”Campanella”: Marco Palmenta , 5 B del Liceo Classico Europeo, si è aggiudicato il primo posto nella sezione Fotomontaggio; Elena Verduci, 3 C del Liceo Classico Europeo, il terzo posto nella sezione Foto tradizionale; Antonio Notaro, 3 B Scuola media Convitto, il I posto nella sezione Fotomontaggio ed ancora menzioni speciali per le alunne Edda Francomano e Fabrizia Melasi rispettivamente  2 B e 3 C del Liceo Classico Europeo. Grande soddisfazione è stata espressa dalla dott.ssa Francesca Arena, Rettore e Dirigente scolastico del Convitto, che con grande sensibilità ha sposato l’iniziativa incoraggiandone la partecipazione ed esprimendo parole di stima ed apprezzamento nei confronti degli allievi e delle docenti referenti del progetto, Alessandra Panella e Tiziana Biondi. “I nostri ragazzi hanno dimostrato oggi che la scuola è una palestra di vita, un luogo deputato non solo alla trasmissione dei saperi ma anche alla diffusione di quei valori di solidarietà e di cittadinanza che sono fondamentali nella società attuale della conoscenza. L’A.I.D.O. ha premiato le capacità e le competenze dei “professionisti” dell’etica, di tutti coloro che credono fermamente nella cultura della donazione, un valore da condividere ma anche uno strumento educativo di crescita sociale e culturale”.

 

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Reggio di Calabria: operazione “A.D.A.”, dissequestrata la Tripodi Impianti S.r.l.

Il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha annullato il decreto di sequestro preventivo per l’impresa edile Tripodi Impianti SRL, con sede a Caredia, frazione di Melito di Porto Salvo, intestata a Francesca Manti. Il Tribunale, in accoglimento del ricorso presentato dai difensori Domenica Tripodi e Carlo Morace, ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Reggio Calabria il 13 marzo 2013.

 

Il sequestro dell’impresa era scaturito a seguito delle indagini relative all’Operazione denominata “Ada”. Sviluppata nell’arco di diversi anni, con il coordinamento del procuratore aggiunto Nicola Gratteri e del sostituto Antonio De Bernardo, l’inchiesta era giunta al capolinea il 12 febbraio scorso, quando i militari avevano dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Cinzia Barillà, diretta nei confronti di 65 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso. Il 18 marzo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sempre nell’ambito della stessa operazione, hanno sequestrato imprese, terreni, beni immobili ed autovetture a carico di  ditte operanti all’interno del territorio dell’area Grecanica, tra le quali anche la Tripodi Impianti. Quest’ultima, operando da molti anni con la massima trasparenza, si è dichiarata, sin dall’inizio, estranea ai fatti che le venivano contestati.

 

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Reggio di Calabria: “ReggioNonTace” esprime solidarietà all’imprenditore Nino De Masi

Il Movimento “ReggioNonTace” esprime solidarietà e vicinanza all’imprenditore Nino De Masi per l’intimidazione cui è stato fatto segno il 12 aprile scorso, quando ignoti hanno sparato colpi di mitra contro il capannone di un’azienda del suo gruppo a Gioia Tauro.

 

“ReggioNonTace” ricorda l’impegno di De Masi contro la corruzione e le sue battaglie contro lo strapotere e gli intrallazzi delle banche contro le quali ha già ottenuto sentenze di condanna. Ricorda ancora che il gruppo industriale “De Masi” – che rappresenta un’eccellenza nel settore della produzione di macchine per l’agricoltura non solo in Italia – ha messo a punto di recente un brevetto innovativo per la messa in sicurezza degli edifici e per prevenirne il crollo in caso di sisma, ma questo brevetto, il cui sviluppo potrebbe dare lavoro a molta gente, non riesce a trovare i necessari finanziamenti. “ReggioNonTace” ha già incontrato Nino De Masi in occasione delle sue denunce contro l’usura legalizzata praticata da molti istituti di credito e gli rimane accanto anche in queste ore difficili per sostenerlo nelle sue lotte e per incitarlo ad andare avanti. Condanna con fermezza l’atto vigliacco intimidatorio ed ogni altra forma di persecuzione nei confronti di De Masi. Movimento “ReggioNonTace”.

 

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Legambiente: depurazione in Calabria, tempo (quasi) scaduto! Sabato 20 aprile la presentazione del Rapporto 2013 con i dati aggiornati, i documenti, i casi significativi di una situazione in cui poco è cambiato

Il punto sullo stato della depurazione in Calabria, per lanciare un appello e condividere analisi e proposte. Con il Rapporto 2013 Legambiente Calabria torna sul tema che ha scatenato furibonde polemiche nell’estate 2012, all’indomani della presentazione dei dati di Goletta Verde sulla salute del mare calabrese, e lo fa per denunciare assenze e ritardi nella gestione della depurazione.

 

A tempo quasi scaduto, è l’ora di affrontare di petto la questione, mettendo al bando la propaganda. Nel prendere atto dell’ennesima dimenticanza della Regione Calabria, Legambiente Calabria insieme all’Unione nazionale consumatori Calabria e a Cittadinanzattiva Calabria si pone il compito di avviare una seria riflessione sull’argomento. Il Rapporto 2013 – con i dati aggiornati, i documenti e i casi significativi – sarà illustrato da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, Giuseppe Toscano, direttore di Legambiente Calabria, Saverio Cuoco, presidente dell’Unione nazionale consumatori Calabria, Ludovico Criserà, segretario di Cittadinanzattiva Calabria. Alla presentazione sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dell’Arpacal, le associazioni del settore turistico-alberghiero, le organizzazioni sindacali, le associazioni ambientaliste, le associazioni per la tutela e la difesa dei consumatori, i comitati di cittadini.

 

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Reggio di Calabria: “New Deal”, martedì 23 colloquium “Le dinamiche intenzionali:
 comunicazione, problem solving e decision making nei contesti sociali”

Il 23 aprile 2013 alle ore 18:30, prenderà il via presso la sede New Deal (dietro Blockbuster), il colloquium “Le dinamiche intenzionali:
 comunicazione, problem solving e decision making nei contesti sociali”. Il colloqium che sarà tenuto nella prima fase dal Dott. Cambareri tratterà argomenti relativi all’importanza della comunicazione: si occuperà di illustrare la rilevanza di essa in ambito politico e lavorativo, l’opacità e la trasparenza intenzionale nonché l’interpretazione dell’intenzione comunicativa.

 

Il Dott. Santo Cambareri coadiuvato in questa prima fase dalla Dott.ssa Carmela Gratteri e dalla Dott.ssa Moira Casella coinvolgeranno gli ospiti con delle attività interattive. Il Colloquium continuerà il giorno 26 aprile 2013 alle ore 18:30 (sempre presso la sede New Deal) dove la Dott.ssa Carmela Gratteri e la Dott.ssa Moira Casella continueranno il Colloquium trattando gli argomenti del problem solving e il decision making nei contesti sociali, l’importanza delle decisioni da prendere e i metodi di risoluzione dei conflitti. Le Dott.sse Gratteri e Casella, coadiuvate dal Dott. Cambareri, intratterranno gli ospiti con delle attività interattive. Il Dott. Santo Cambareri la Dott.ssa Carmela Gratteri e la Dott.ssa Moira Casella sono tutti e tre psicologi. Come tutte le attività dell'Academy, la frequenza è libera è sarà in diretta streaming su www.newdealvolontariato.org. Il Responsabile, Francesco Strati.                       

 

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Reggio di Calabria: il Presidente di Confesercenti Marcianò “Allarme crescita! Reagire alla crisi si può!”

La crisi ha bruciato quasi 100 miliardi di reddito disponibile per i consumi. Recessione e pressione fiscale continuano a distruggere redditi, lavoro ed imprese. Occorre voltare pagina al più presto. Il protrarsi della recessione, i cui effetti stanno colpendo tutti i territori e tutti i settori economici, sta riducendo allo stremo le imprese dell’artigianato, del terziario di mercato e l’impresa diffusa che vivono sulla propria pelle il

 

peso insostenibile dell’eccessiva pressione fiscale, del crollo dei consumi senza precedenti, del difficile e costoso accesso al credito, dell’annosa questione della riscossione dei crediti vantati nei confronti della P.A.. La crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo. Nel  2013, 26,6 Miliardi in meno di PIL, 22,8 Miliardi in meno di consumi, 249 mila chiusure di attività commerciali  e artigianali. Sulle spalle degli imprenditori non c’è solo la recessione, c’è il fardello sempre più pesante di tasse record, credito latitante, burocrazia opprimente e una politica inconcludente. Ecco perché la ripresa diventa un miraggio.Ecco perché gli imprenditori hanno perso la pazienza e stanno perdendo la speranza. Ma il destino non è segnato. Le imprese del terziario, dell’artigianato e dell’impresa diffusa, che nel nostro paese producono il 58% di PIL e danno lavoro al 62% degli occupati, non ci stanno! Reagire alla crisi si deve e si può. Proseguendo nella linea di forte denuncia della drammaticità della situazione per il nostro sistema di imprese, culminata nella Giornata di Mobilitazione del 28 gennaio scorso, organizzata da Rete Imprese Italia Confesercenti indica alcune inderogabili priorità: dare credito alle imprese. Le MPMI e l’impresa diffusa hanno sempre più difficoltà di accesso al credito e sempre meno capacità di fronteggiare il loro fabbisogno finanziario. È quindi necessario: sfruttare il via libera dato dalla Commissione Europea per risolvere definitivamente il problema dei pagamenti della PA identificando modalità operative semplici, veloci e di impatto immediato (come la compensazione secca e diretta tra i debiti degli enti pubblici verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo stato); al fine di contrastare il credit cruch in atto che colpisce principalmente le MPMI che ricorrono in modo quasi esclusivo al credito bancario per le loro necessita' finanziarie, promuovere un intervento concertato con gli altri Stati Europei presso le Istituzioni Europee e, in particolare presso la BCE, affinche' quest'ultima eroghi speciali finanziamenti alle banche con vincolo di destinazione a favore del credito alle imprese. In tal modo si aiuterebbe il sistema bancario a reperire la  liquidita' necessaria a tassi favorevoli che pero' dovrebbe essere obbligatoriamente utilizzata per fornire supporto al sistema delle imprese (quanto meno per le necessita' finanziarie a breve termine). Bloccare, in un periodo di consumi al collasso, l’inaccettabile aumento della aliquota Iva al 22% prevista per luglio che deve invece tornare indietro all’originario 20%. Sviluppare le imprese sostenendo il mercato del lavoro. Quanto al mercato del lavoro serve una inversione di rotta rispetto ai continui incrementi dei costi diretti ed indiretti sul lavoro, che seguono il progressivo arretramento dello Stato dalla spesa sociale e dai servizi al lavoro. Occorre pertanto: intervenire su costo del lavoro non solo con incentivi a breve, importanti ma non sufficienti, ma con un piano di interventi strutturali da realizzare in un tempo definito e con una riprogrammazione della spesa pubblica; garantire il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per tutto l’anno 2013, individuando le risorse in risparmi di spesa e non come ancora si pensa, utilizzando i contributi che le aziende destinano alla formazione continua da realizzare con i fondi interprofessionali; sviluppare gli incentivi per l’assunzione di giovani e favorirne l’ingresso nel mercato del lavoro anche come imprenditori; al fine di creare nuove opportunità lavorative bisogna consentire alle imprese di utilizzare tutte le forme contrattuali, nel rispetto delle norme di legge, ma senza penalizzazioni. Il Presidente, Antonino Marcianò.

 

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Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC): Legambiente, domani convegno su rifiuti in Calabria dal titolo “Rottamiamo le discariche”

Una nuova stagione nella gestione dei rifiuti in Calabria, dopo la fine del commissariamento. È il tema dell’incontro con gli studenti del liceo scientifico Fermi, sezione Sant’Eufemia d’Aspromonte, che si terrà domani martedì 16 aprile a partire dalle 11 nei locali dell’istituto in via Arena. Un confronto dal titolo “Rottamiamo le discariche” promosso dal circolo Legambiente Aspromonte e da Legambiente Calabria, insieme al “Movimento associazioni operatori per la sicurezza – difesa diritti disabili onlus”.

 

Al centro del dibattito, a cui parteciperanno Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente Calabria, e Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, la vertenza relativa alla discarica di Melicuccà, contro cui ambientalisti e cittadini si sono aspramente battuti negli scorsi mesi. Introdotti da Mimmo Rositano, presidente del circolo Legambiente Aspromonte, i lavori prevedono i saluti del dirigente scolastico del Fermi Maria Rosa Crucitti e di Antonella Bonacci, docente della scuola media Visalli, e dell’oncologo Ubaldo Prati, primario del policlinico universitario Magna Grecia.

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Melito di Porto Salvo (RC): operazione “A.D.A.”, Melitoonline si costituisce parte civile, un centesimo la richiesta di risarcimento del danno. Un centesimo per dare dignità e rispetto ai “ruoli”

Riceviamo e pubblichiamo, di Luigi Palamara*. Non è una provocazione né un atto di arroganza o presunzione. Nemmeno vuole essere una sorta di moralismo. Ce ne guarderemmo bene. L'eventuale costituzione di parte civile in un eventuale processo all'ex sindaco di Melito di Porto Salvo Gesualdo Costantino vuole essere semplicemente un segnale di riappacificazione. La politica, l'informazione devono avere e mantenere i loro ruoli scevri da condizionamenti e/o strumentalizzazioni. E mai devono venir meno ai loro doveri-diritti.

 

L'ordinanza “A.D.A.” in alcuni suoi passi ha mostrato quantomeno il tentativo di condizionare il nostro operato. La telefonata tra il signor Rosario Azzarà e l'ex sindaco Gesualdo Costantino è di una "violenza" tale da lasciare senza respiro, increduli. Riprendiamo il tema non perchè vogliamo infierire, ma solo e semplicemente per ristabilire e mettere in chiaro una cosa semplicissima. Rispetto dei ruoli. Fondamento di ogni Democrazia degna di questo nome. Al momento ignoriamo gli interessi del signor Azzarà in questo contesto. A nostro avviso su tante altre figure che giravano intorno all'ex sindaco bisognerà fare chiarezza: il portavoce dell'ex sindaco, signor Giuseppe Toscano (prima durante e dopo corrispondente della Gazzetta del Sud), il redattore del programma elettorale, signor Domenico Vincenzo Vinci (nei suoi uffici il sindaco organizzava incontri come si evince dall'ordinanza) e sullo stesso Rosario Azzarà, amministratore unico dell'Ased s.r.l. (Azienda che ha con il Comune un contratto milionario per la raccolta dei rifiuti solidi urbani) interessato al "mio silenzio" per "tutelare(?) l'immagine del Costantino. A loro se vogliono lasciamo il diritto di replica e possibilità di chiarimenti. Tante le domande che vorremmo fare, se solo ci dessero la possibilità… Certo è, e lo ripetiamo, le nostre non sono allusioni ( le cose le diciamo non le mandiamo a dire), ma riflessioni; lecite e pertinenti. In attesa dei probabili processi non entriamo in merito alle singole posizioni. La cosa certa però è che la decisione della nostra costituzione di parte civile, del valore simbolico di un centesimo vuole essere una spaccatura, un punto di partenza, un riferimento. Non per gli altri, o per nessuno, ma certamente per noi. Ad ognuno il suo (ruolo) e intromissioni e/o tentativi di strumentalizzazioni e condizionamenti li rispediamo al mittente. Nessuna deroga per chi non rispetta il lavoro degli altri. Un centesimo è (sarà) la richiesta di risarcimento danni. E scusate se è poco. *Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT.

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Reggio di Calabria: operazione “Agathos”, scarcerato Antonino Barillà

di Michele F. Gagliano. L’ex segretario regionale della Uil Trasporti Calabria, Barillà Antonino, è stato ammesso ai domiciliari dopo oltre 2 anni e mezzo di carcere. Su istanza depositata dal difensore di fiducia avv. Mariarosa Calabretta (nella foto), la Corte d’Appello di Reggio Calabria (Presidente Dott.ssa Pastore, Blatti Gullino a latere) ha accolto la richiesta di attenuazione della misura, rendendo possibile al Barillà, cui la decisione è stata notificata presso la Casa Circondariale di Messina, di raggiungere la propria abitazione, libero e senza scorta.

 

L’avv. Calabretta ha chiesto l’applicazione della recente sentenza della Corte Costituzionale, la pronuncia numero 57 del 2013, che in caso di reato aggravato dalle modalità mafiose, aggravante prevista dall’articolo 7 l. 203/91, permette al giudice di applicare una misura diversa dalla custodia cautelare in carcere, cosa che prima non era possibile.

 

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Palmi (RC): operazione “Mèta”: assolti Vincenzo Verduci, Giasone Italiano, Domenico Rugolo. Condannato ad 8 anni Nicola Alvaro

di Antonino Napoli*. Sono stati assolti dal Tribunale di Palmi (Antonio Battaglia, presidente, Claudio Paris e Anna Laura Ascioti, a latere) Vincenzo Verduci (difeso dagli avvocati Antonino Napoli e Luciano Battista), Giasone Italiano (difeso dagli avvocati Concentto Pirrottina, Nico D’Ascola e Guido Contestabile), Domenico Rugolo (difeso dagli avvocati Umberto Abate e Pasquale Foti) dai reati di estorsione e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso per aver  organizzato il tentativo di estorsione su un fondo di proprietà di Buceto Vincenzo.

 

Nell’interesse del presunto estortore, Vincenzo Verduci, avrebbero agito Rocco Morfea (deceduto), Giuseppe Antonio Italiano (deceduto), Giasone Italiano e Domenico Rugolo anche con la commissione di diversi atti intimidatori e di danneggiamento di beni nella disponibilità della famiglia Buceto (un frantoio oleario della cooperativa “Delia” di cui era presidente Guadagnino Giuseppe, genero di Buceto Vincenzo e dieci bobine di reti per la raccolta delle olive). Per i predetti reati, invece, è stato condannato ad otto anni di reclusione Nicola Alvaro. Nel processo era imputato, per estorsione, in pregiudizio di Domenico Mercuri, e possesso e detenzione di armi Gianluca Favara (difeso dall'avvocato Francesco Calabrese) anch’egli assolto da tutti i reati contestati. Il pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, dottor Vincenzo Lombardo, aveva chiesto la condanna di tuti gli imputati (Vincenzo Verduci: 9 anni; Domenico Rugolo: 9 anni; Nicola Alvaro: 9 anni; Giasone Italiano: 8 anni; Gianluca Favara: 18 anni). Italiano Giasone, Domenico Rugolo e Gianluca Favara sono stati immediatamente scarcerati mentre Vincenzo Verduci era stato precedentemente scarcerato dal Tribunale della Libertà di Reggio Calabria in accoglimento dell'istanza presentata, in seguito ad indagini difensive, dagli avvocati Antonino Napoli e Luciano Battista. Il processo è stato celebrato a Palmi in seguito all’accoglimento, da parte del Tribunale di Reggio Calabria, dell’eccezione, formulata dall’avvocato Antonino Napoli, difensore di Vincenzo Verduci, di incompetenza per territorio poiché, aveva rilevato il predetto difensore, il reato di tentata estorsione e danneggiamento aggravato dalla legge antimafia, contestato al proprio assistito, sarebbe stato commesso, in base all’indicazione contenuta nello stesso capo di imputazione, a Scido e, pertanto, il giudice competente per territorio era il Tribunale di Palmi e non quello di Reggio Calabria. *Avvocato.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: presente alla XXIII^ edizione dell’ “Ecotour nature tourist workshop” (Chieti, 12-14 aprile 2013)

Abbinare la tutela dell’ambiente con uno sviluppo sostenibile che esalti e valorizzi  le aree protette. E’ lo spirito con cui l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte prende parte alla XXIII edizione dell’ "Ecotour nature tourist workshop" che si svolgerà a Chieti dal 12 al 14 Aprile. Dopo la Bit di Milano e il Children’s tour di Modena, l’Ente Parco prosegue nel suo impegno volto alla promozione di un territorio unico e privilegiato come quello aspromontano, partecipando alla Borsa Internazione del Turismo Natura, manifestazione che nel tempo si è affermata come principale punto di riferimento del turismo naturalistico.

 

Da due anni, inoltre, Ecotour “si è aperta ai prodotti e servizi della destinazione, per offrire agli addetti ai lavori una panoramica completa del turismo nei parchi e nelle riserve alla luce delle nuove tendenze e delle rinnovate attese dei consumatori”. “Anche in Abruzzo – dichiara il Commissario Straordinario Antonio Alvaro – l’Ente Parco sarà presente presso lo stand della regione Calabria insieme agli altri parchi calabresi, con l’obiettivo di rinsaldare la fattiva collaborazione avviata già nella scorsa edizione e ripetuta recentemente quest’anno al Childrens’ tour di Modena. Per i parchi calabresi è un momento fondamentale di promozione in un evento specificatamente destinato ai target di riferimento delle aree protette. Le potenzialità paesaggistico, culturali e turistiche del territorio del Parco avranno modo di essere apprezzate  dai consumatori italiani ed esteri, tra i quali cresce, come dimostrano diversi studi, la richiesta del turismo basato sulle risorse naturali e la consapevolezza che le ricchezze del territorio vanno ammirate e valorizzate, ma soprattutto salvaguardate.”  La tre giorni di Chieti offrirà anche la possibilità, all’Ente Parco d’Aspromonte, di partecipare a seminari e workshop tematici, e al contempo di valorizzare il territorio promuovendolo con diversi tour operator internazionali.  Rilevante è la partecipazione alla presentazione del X Rapporto Ecotur sul Turismo Natura, che snocciolerà le cifre sui flussi di mercato e le tendenze del settore, a cura di Istat, Enit e Università dell’Aquila, e che consente di conoscere lo stato di fatto e le potenzialità del turismo-natura. Un documento basilare su cui fondare la programmazione turistica e amministrativa ed anche un “termometro” indispensabile per comprendere le attitudini del mercato, percepirne i flussi e le necessità ed aumentare e migliorare, successivamente, la capacità di offerta del territorio aspromontano. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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“Riferimenti”: il 3 maggio la consegna dei premi “Gerbera Gialla 2013”

Alla presenza del Presidente del Senato Piero Grasso, il 3 maggio p.v. a Reggio Calabria, il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" conferirà i premi "Gerbera Gialla 2013". Per la Giustizia i riconoscimenti andranno: per la Campania ai magistrati: Franco Roberti – Procuratore della Repubblica di Salerno -, ed a Federico Cafiero De Raho – oggi Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e già Sostituto della DDA di Napoli -.

 

A Giandomenico Lepore – già Procuratore della Repubblica di Napoli – andrà, invece, la "Gerbera Gialla" alla carriera. Per la Calabria saranno premiati: il Sostituto Procuratore della DDA di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Lombardi e il Sostituto Procuratore Generale di Catanzaro Marisa Manzini. Altri riconoscimenti andranno al Direttore della Dia Arturo De Felice ed al Questore di Reggio Calabria Guido Longo. Per il Giornalismo i premi andranno a Giovanni Tizian, Roberto Galullo e Enrico Fierro. Per l'Impegno Civile nella lotta alla criminalità organizzata al testimone di giustizia Gaetano Caminiti, alla Compagnia MagicaMenteMusical di Pompei (NA) e al Maestro Maurizio Managò per la Sua "Musica antimafia". I premi "Gerbera Gialla" istituiti nel 2002 alla morte del Giudice Antonino Caponnetto, fondatore del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti", vengono destinati a personalità distintesi particolarmente nella lotta alla criminalità organizzata. In particolar modo quelli alla Giustizia a magistrati che, come Caponnetto, hanno contribuito alla storia dell'antimafia del nostro Paese. Negli anni, ricordiamo tra i tanti riconoscimenti elargiti quelli a: Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia; Antonio Manganelli, Capo della Polizia; Gennaro Niglio, Generale dell'Arma; Francesco La Licata, giornalista; Giuseppe Pignatone, attuale Procuratore di Roma; Renato Cortese, per la cattura di Bernardo Provenzano.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: Zampogna ““L’Ente Parco continua a dimostrare grande vicinanza e particolare attenzione ai Comuni aspromontani”

di Giuseppe Zampogna*. “L’Ente Parco continua a dimostrare grande vicinanza e particolare attenzione ai Comuni aspromontani: in un momento di particolare criticità economica, l’importante somma stanziata dall’Ente Parco per sostenere i progetti di valorizzazione del territorio di ciascuna amministrazione in base al piano pluriennale economico e sociale, è testimonianza di un nuovo rapporto di condivisione e supporto reciproco tra la Comunità del Parco che io rappresento e il Commissario straordinario dell’Ente, Antonio Alvaro”.

 

Lo ha dichiarato in una nota, Giuseppe Zampogna, Presidente della Comunità del Parco dell’Aspromonte. “La scelta di Alvaro – ha proseguito Zampogna – è la naturale concretizzazione di un percorso virtuoso portato avanti dal Commissario e accolto con favore dal sottoscritto e dai componenti della Comunità del Parco, in cui le amministrazioni locali del territorio hanno vissuto da reali protagonisti, partecipando alla fase programmatica e esponendo, in taluni casi, idee e prospettive per il futuro dell’Aspromonte.  E’ importante che i finanziamenti stanziati dall’Ente, così come stabilito nel corso delle ultime assemblee della Comunità, siano orientati a sostenere quegli interventi che mirino alla conservazione e alla valorizzazione delle ricchezze naturalistiche e paesaggistiche dell’Aspromonte, poiché siamo consapevoli che solo attraverso gli investimenti sulle risorse del territorio si può rilanciare l’immagine dell’Aspromonte anche in termini turistici. A nome della Comunità del Parco non posso che esprimere dunque grande compiacimento per la direzione intrapresa dall’Ente Parco – ha concluso Zampogna  -, ma soprattutto devo rimarcare come, il clima creato dal commissario Antonio Alvaro sia incentrato su una totale e continua collaborazione con i Sindaci del territorio, segnale evidente di una marcata volontà  dell’Ente di confrontarsi con gli attori principali della vita aspromontana, al fine di  giungere alla definizione di scelte e percorsi condivisi per il raggiungimento degli obiettivi comuni”. *Presidente Comunità del Parco.

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: settantamila euro per finanziare il nuovo Piano Pluriennale Economico e Sociale

Settantamila euro, a carico dell’Ente Parco, al fine di finanziare o cofinanziare interventi inerenti il nuovo Piano Pluriennale Economico e Sociale. Lo ha comunicato, attraverso una lettera inviata alle 37 Amministrazioni dei Comuni del Parco e alle Comunità Montane, il Commissario Straordinario del Parco d’Aspromonte, Antonio Alvaro, che ha voluto ricordare come siano state “ben 81 le schede di proposte progettuali pervenute agli uffici dell’Ente”, nell’ambito della predisposizione del piano pluriennale socio-economico.

 

L’Ente Parco, in questo contesto, destina settantamila euro ad ogni singolo Comune e Comunità Montana, per un investimento totale di 3 Milioni di Euro. Il “Parco” dunque, in un momento di profonda crisi per gli Enti Locali italiani,  attraverso una programmazione condivisa e concertata così come scaturito dalle ultime assemblee dei comuni del Parco, sceglie la strada del sostegno alle amministrazione comunali. Per l’assegnazione delle risorse,  l’investimento deve realizzarsi in “area parco”e gli interventi devono essere compatibili  con quanto previsto negli artt. 7, 12 e 14 della legge quadro sulle aree protette ( impianti ed opere previste nel piano del Parco, sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco e opere per lo sviluppo del turismo e delle attività locali connesse nel rispetto delle esigenze di conservazione ). Le proposte progettuali dovranno pervenire entro il mese di aprile presso la sede legale dell’Ente completi di elaborati in forma  di progetto definitivo, ai sensi dell’art. 166 del Codice dei contratti, DLgs 163/2006. “In sede di discussione del nuovo piano pluriennale economico e sociale – ha spiegato il Commissario Straordinario dell’Ente, Antonio Alvaro – avevo anticipato all’assemblea della Comunità del Parco quali fossero le nostre intenzioni. Abbiamo scelto di supportare interventi proposti dagli enti locali, convinti che i Comuni conoscano profondamente il proprio territorio e possano indirizzare in modo efficace i nostri investimenti in area parco. Negli ultimi mesi attraverso la concertazione con le amministrazioni territoriali siamo riusciti a creare le basi per un lavoro futuro condiviso per la valorizzazione dell’area aspromontana, certi che la conservazione del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico è strettamente legata alla sua difesa ma anche alla sua rivalutazione e ci stiamo muovendo in questa direzione. E’ evidente – ha aggiunto Alvaro – che la scelta degli interventi da finanziare ricadrà su quelli che mireranno alla tutela delle ricchezze naturalistiche dell’Aspromonte e che in prospettiva potranno avere ricadute di carattere turistico per i nostri territori”. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Legambiente Calabria: Rifiuti, il nuovo corso della Regione, le vecchie logiche dell’emergenza

Nuovo corso nella gestione dell’affaire rifiuti, ma vecchie logiche emergenziali nell’approccio alla questione: la solita logica dei due tempi, che tampona nell’immediato per rinviare a data da destinarsi la soluzione del nodo strutturale. A ventiquattr’ore dal passaggio delle consegne – con il subentro della Regione Calabria al Commissario per l’emergenza ambientale, decretato lo scorso 14 marzo dal Consiglio dei ministri con ordinanza di protezione civile – il Dipartimento Politiche dell’ambiente dell’Ente calabrese ha tracciato la linea da seguire nel futuro prossimo venturo.

 

Un decreto dirigenziale che annuncia che non sarà fatto nulla di più che governare le vele, utilizzando i fondi già destinati alla gestione commissariale. Prima un avviso pubblico per l’assunzione a tempo determinato di 26 unità. E poi l’annuncio di una procedura negoziata, e dunque accelerata, per individuare i soggetti privati chiamati a gestire, ovviamente in deroga e in attesa di espletare una gara a procedura aperta, il conferimento in discarica dei rifiuti urbani, pensando nel frattempo a nuove discariche da varare e all’esportazione dei rifiuti fuori regione. Tutto come prima, dunque, almeno fino al 31 dicembre, con il definitivo tramonto dell’era commissariale. Cosa accadrà dopo? Tutto fa credere che nulla cambierà, perché manca la volontà politica di aggredire la questione rifiuti abbandonando l’opzione discarica per puntare sulla differenziata spinta, unica vera soluzione al problema. Anzi, in grado di trasformare il problema rifiuti in risorsa economica per una regione allo sbando. “È tempo di cambiare passo – afferma Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – e immaginare, e poi tradurre in pratica, uno scenario diverso per la Calabria, fatto di “comuni ricicloni”, nuovi impianti di riciclaggio a partire dai digestori anaerobici per trattare l’organico differenziato, raccolta differenziata razionale ed efficace, attenzione al territorio e valorizzazione delle bellezze naturali. Abbiamo invocato la fine del commissariamento e salutato positivamente il ritorno alla gestione ordinaria, ma quel che sta accadendo con il passaggio del testimone alla Regione Calabria è invece il perpetuarsi della logica dell’emergenza. Gli ambientalisti e i cittadini non vogliono più sentir parlare di gestione in deroga, di nuove discariche, di bombe ecologiche e bonifiche tardive, di milioni di euro spesi per trasformare il territorio in un’enorme pattumiera. È tempo di cambiare passo e definire un piano che porti in tempi certi a normalizzare la situazione, chiudendo per sempre l’era dell’emergenza permanente”.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti”, “Il variegato mondo del Palazzo di Giustizia!”

Riceviamo e pubblichiamo. Strano mondo quello del Tribunale di Reggio Calabria: proiettili che entrano e fascicoli secretati con intercettazioni che escono. Al palazzo di Giustizia di Palermo venti anni fa esisteva "Il corvo'", oggi a Reggio Calabria, forse, "Il gufo". Ma chi è o chi sono i grandi burattinai che tengono le fila del gioco? Tra quei fascicoli rubati alla Procura pare con nomi di politici ma, da qualche parte, si dice forse anche di magistrati.

 

L'arrivo del nuovo Procuratore di Reggio Calabria fa evidentemente paura alla zona grigia e, in prossimità del suo insediamento, nelle grigie stanze, guarda caso, vengono sottratti documenti fino al momento al sicuro! In compenso, però, entrano proiettili in busta. Allucinante! Quando la sicurezza dell'impunità vacilla, si perdono i lumi e si ricorre a tutto! Il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” da il proprio benvenuto alla Procura di Reggio Calabria al dottor Cafiero de Raho. La sua serietà e, soprattutto, l'imparzialità che lo ha sempre contraddistinto saranno motivo d'ansia per alcuni ma di grande garanzia per tutti quelli che vivono la trincea e credono ancora in una Giustizia possibile. Sicuramente l'opera che attende il nuovo Procuratore sarà gravosa ma la sua nomina è motivo di grande speranza.

 

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Corigliano Calabro (CS): non è sufficiente il dramma di Giulia, si tenta di innescare ancora dolore nella famiglia Montera

di Carmelo Regolo. La ricerca disperata ed affannata di giustizia va ad incanalarsi verso strade che si presentano certamente difficili per papà Gabriele. Lui, voleva e vuole, insieme a mamma Maria,  avere giustizia per la propria figlia; ma la strada tortuosa di per sé, figuriamoci come si presenta se poi si ricorre ad artifici. Tra perizie medico legali ed avvocati papà Gabriele si è dovuto “armare” consapevole di dover affrontare un qualcosa più grande di lui, ma il bene di un padre non conosce barriere o steccati inespugnabili ed insormontabili.

 

Seppur per la giustizia combatti, quando dall’altra parte ti trovi una casta in camice bianco, il tutto diventa più difficile perché – spesso e volentieri – ci si scontra con macigni intoccabili e talvolta con una giustizia sbrigativa. Ne è prova, il tentativo datato 27 Luglio 2012 di archiviare il “caso Giulia”, per fortuna sventato grazie alla capacità e professionalità dei periti medico legali coordinati dal legale avv. Massimo Micaletti, tutti protesi a sostegno di papà Gabriele e della piccola Giulia, che con prove documentate sono riusciti ad ottenere uno spiraglio di luce. E’ giunta infatti la lieta novella, nel giorno della manifestazione realizzata a Vibo Valentia dall’associazione onlus “unasperanzaxgiulia”, il giudice preposto ha deciso di sentire le parti in camera di Consiglio per poi deliberare se archiviare o proseguire. Non è certo una vittoria, ma oggi i Montera sono nuovamente in gioco e sono riusciti a sventare il primo immediato tentativo di archiviare il “caso Giulia”. Un tassello importante dunque in quelle che spesso sono cause perse in partenza, ma papà Gabriele firmatario della denuncia penale presentata in data 10-06-2011 a difesa della sua piccola Giulia era già consapevole della difficoltà di un procedimento penale, ma imperterrito non ha deciso di avviare un tutelato e facile procedimento civile che forse ad oggi si sarebbe concluso in suo favore. Purtroppo oggi le cose sono diverse e tentano di prendere una piega non certamente bella. “Chi ne ha facoltà” e le risorse finanziare, sta cercando di attaccare papà Gabriele con altri sistemi. Gabriele Montera, voleva e vuole con tutte le forze difendere Giulia, ma stanno tentando di tappargli la bocca con una sfilza di querele per “minacce” e “diffamazione”.  Gabriele, che sta dedicando ogni risorsa finanziaria – anche con la solidarietà di tante persone di buona volontà – per tentare soprattutto di salvare Giulia ed al tempo stesso di rendere a lei giustizia; certamente non ha soldi per potersi difendersi affrontando le spese legali di uno o più legali in questi neo procedimenti, e come è ben noto seppur esiste il gratuito patrocinio, le cose si complicano e l’attenzione verso la causa principale, quella che tende a dimostrare che vi è stata negligenza medica sulla piccola Giulia e l’attenzione verso la corsa contro il tempo per organizzare manifestazioni a raccolta fondi per i viaggi della speranza ma anche verso la realizzazione del film “Giulia Montera una vita spezzata” non può che rallentare la marcia. E questo sicuramente non giova a Giulia. In queste ore è stata presa la decisione da parte di papà Gabriele al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica che le sue pagine face book, nonché quelle dell’associazione “unalottaxlavita” (insieme superano i 5000 amici univoci) restino in assordante dirompente silenzio. La speranza è che le coscienze si smuovano e gli oltre 18.000 e più amici scendano in campo e si mobilitino al fianco di papà Gabriele. Non è escluso che nei prossimi giorni, gli amici fb di papà Gabriele e di “unalottaxlavita”, ma anche di mamma Maria decidano di scendere in piazza a Corigliano Calabro per gridare forte il proprio NO a questo stato di cose.  L’associazione “unalottaxlavita”  ha già avviato la ricerca di aziende pronte a sponsorizzare – unitamente a quelle già offertasi direttamente – l’arrivo in città di svariate centinaia di persone mettendo a loro disposizione pullman che da varie località italiane possano giungere nella città natia della piccola Giulia, per far si che i veri amici che credono nell’operato di papà Gabriele e nella magistratura, unitamente ai cittadini di Corigliano, possano gridare uniti GIUSTIZIA.

 

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Reggio di Calabria: “Riferimenti” si spiega meglio “La nostra solidarietà è per tutti i magistrati”

Riceviamo e pubblichiamo. "Nell'affermare che a Reggio Calabria c'è aria di destabilizzazione, a seguito dei proiettili giunti ai magistrati Mollace e De Bernardo, questo Coordinamento forse non ha esattamente reso il proprio pensiero dando luogo ad equivoci. La solidarietà ai magistrati minacciati va data, ma non in termini liturgici, con grandi proclami come avviene di solito, ma prima di tutto guardando in faccia la realtà.

 

Non esiste magistrato di serie A e serie B, anche se, purtroppo, come abbiamo ribadito più volte, la magistratura talvolta ha dimostrato di non essere fuori dal sistema. Il grado di solitudine in cui versano i magistrati che lottano la 'ndrangheta a Reggio Calabria ci è noto da sempre e in questi lunghi venti anni del nostro impegno, non abbiamo fatto altro che sostenere la magistratura. Oggi riteniamo che si voglia creare ad hoc, nella città, un clima di tensione in cui purtroppo nessuno può dirsi al sicuro. Giochi sottili della 'ndrangheta con i suoi avventennati passano sulla testa di tutti. Una cosa è certa il clima di confusione agevola la strategia della tensione. L'allerta è grande, mai come in questo momento non è consentito a nessuno abbassare la guardia. Questo volevamo dire, ed è chiaro che nelle nostre parole è insita la solidarietà a chi diventa bersaglio solo per svolgere il proprio lavoro, questo vale per Lombardo, questo vale per tutti".

 

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Roma: l’on. Nino Foti (Pdl) “Servono larghe intese per l’Italia e maggior realismo per la Calabria”

"Ancora una volta la ricetta giusta per il Paese la sta proponendo il nostro partito, il PDL: “servono larghe intese per garantire un governo all’Italia”. A dichiararlo è l’on. Nino Foti, componente della direzione nazionale del Popolo della Libertà e già capogruppo in Commissione Lavoro Pubblico e Privato. Ed è proprio un Governo Responsabile  – prosegue Foti – ciò che serve soprattutto al Sud del Paese ed a regioni come la Calabria, perennemente travolta dalle emergenze: sanità, trasporti, rifiuti, rischio idrogeologico.

 

Solo per citare alcuni aspetti tra i più rilevanti. Se da un lato serve trovare una larga intesa tra le forze politiche dall’altro serve ancora di più che i leader politici mettano sul piatto della bilancia anche la necessità di compiere scelte drastiche e dure anche al costo di apparire “impopolari”. Non è un gran bel periodo per la Politica. Poco importa. Ciò che conta è che qualche provvedimento che favorisca la ripresa e la crescita si prenda e si prenda al più presto. Secondo l’ultimo rapporto “La crisi sociale del Mezzogiorno” elaborato dal Censis in regioni come la Calabria una famiglia su quattro (26%) è materialmente povero. In altre parole, un quarto delle famiglie calabresi vive con difficoltà oggettiva ad affrontare spese essenziali o si ritrova impossibilitato ad affrontare tali spese per mancanza di denaro. Al Sud 39 famiglie su 100 sono a rischio povertà. Il Rapporto del Censis evidenzia come “il persistere di meccanismi clientelari, di circuiti di potere impermeabili alla società civile e la diffusione di intermediazioni improprie nella gestione dei finanziamenti pubblici contribuiscono ad alimentare ulteriormente le distanze sociali impedendo il dispiegarsi di normali processi di sviluppo”. Ed allora non è forse giunto il momento che la politica calabrese prenda atto di questo stato di cose e reagisca di conseguenza? Serve maggiore realismo. Nel Mezzogiorno, poi, c’è il 60% di posti lavoro persi tra 2008 e 2012. Su un totale di  505.000 posti di lavoro persi in Italia dall'inizio della crisi, tra il 2008 e il 2012, il 60% ha riguardato il Sud del Paese (più di 300.000). In regioni come la Calabria un terzo dei giovani tra i 15 e i 29 anni non riesce a trovare un lavoro, mentre la media italiana del tasso di disoccupazione giovanile è al 25%. Al sud la disoccupazione femminile è allarmante. I disoccupati con laurea sono in Italia il 6,7% a fronte del 10% nel Mezzogiorno. "Il Sud – spiega il Censis – paga la parte più cospicua di un costo già insopportabile per il Paese e si conferma come un territorio di emarginazione di alcune categorie sociali, come i giovani e le donne". A tal proposito si corre il rischio – prosegue Foti – che un Parlamento forse un po’ troppo “preso” dall’attualità del momento politico, finisca con l’arrestare irrimediabilmente alcuni iter legislativi promossi durante la scorsa legislatura proprio negli esclusivi e reali interessi dei calabresi. Si rischia che tutto il tempo speso per seguire e porre in discussione, quindi approvare tali provvedimenti, adesso si disperda e con esso risulti inutile il buon lavoro svolto in questi anni in Commissione Lavoro ed in Aula. Peccato. Una vera iattura per i calabresi. Per una volta che in modo bipartisan, si sarebbe potuto facilmente percorrere ormai “l’ultimo miglio” necessario per la definitiva approvazione di leggi importantissime anche per la Calabria e, soprattutto per i giovani e le donne in cerca di occupazione. Proposte che recano la mia come prima firma  ma anche quella di tanti altri colleghi, attorno alle quali infatti si era riusciti a garantire una sostanziale convergenza politica, che potrebbero pertanto essere approvate unanimemente in favore dell’introduzione di misure di auto – impiego, di auto imprenditorialità, di sostegno al reddito per molti giovani e meno giovani calabresi che oggi si ritrovano in cassa integrazione. O ancora per introdurre modifiche legislative per molte donne che hanno la necessità di conciliare al meglio famiglia e lavoro insieme. Un vero peccato. E le previsioni non sono certamente le migliori.  – chiosa Nino Foti –  Già oggi, infatti, il 17,1% dei residenti meridionali si sposta in un'altra regione per farsi curare, non fidandosi della qualità e della professionalità disponibili nella propria. Il Censis fa inoltre sapere che nel Mezzogiorno si prevede al 2030 un incremento della popolazione anziana di oltre il 35% contro dinamiche di crescita meno marcate nelle altre aree geografiche. In parallelo crescerà molto anche il numero dei non autosufficienti, destinati a superare i 783.000, con un balzo di oltre il 50%. Man mano che la domanda di salute pubblica o di nuovo welfare aumenterà che cosa succederà in regioni come la Calabria? L’aspetto maggiormente inquietante è poi legato alla considerazione che  – sempre secondo il Censis –  l'incidenza del "fenomeno Neet" in regioni come la Calabria è superiore alla media nazionale: il 31,9% dei giovani di 15-29 anni non studia e non lavora e non cerca nemmeno una occupazione, con una situazione da emergenza sociale in Campania (35,2%) e in Sicilia (35,7%).  Sono questi i temi più importanti per il futuro della Calabria e dell’Italia intera. Sono questi i temi che porteremo all’attenzione della prossima direzione nazionale del PDL, sempre dopo la mega manifestazione di Roma che vedrà ancora una volta in piazza il nostro popolo, il Popolo della Libertà che è fatto da tanta gente perbene che vede ancora nel Presidente Berlusconi, a ben guardare, l’unico leader che in questi giorni sta proponendo una soluzione praticabile nell’esclusivo interesse dell’Italia tutta, “mettiamoci insieme per governare” va ripetendo in modo responsabile. Perché qualsiasi Governo non può contare solo sul consenso di un terzo degli italiani sia che abbiano votato PD o M5S".

 

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