Reggio di Calabria: il magistrato Alberto Cisterna risponde al giornalista Michele Inserra

di Alberto Cisterna. Gentilissimi, trasmetto per doverosa informazione e con facoltà di pubblicazione copia della nota trasmessa in data odierna al “Quotidiano della Calabria” in precisazione a quanto pubblicato oggi in un articolo a firma di Inserra Michele (http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/712903/Il-magistrato-che-cerca–di.html, fonte www.ilquotidianodellacalabria.it di martedì 14 maggio 2013). 

Non posso consentire così inique ricostruzioni dei fatti ed essere additato come colui che perseguita la libera stampa. Sulla mia vicenda sono state pubblicate decine di articoli e ho reagito solo quando contenevano intollerabili menzogne. Vi ringrazio e porgo cordiali saluti. Distinti saluti. Alberto Cisterna. “Oggi sulla prima pagina del Quotidiano il giornalista dott. Inserra si dichiara vittima di una persecuzione da parte mia. Nel tentativo di dimostrarlo, finisce per litigare con la verità e con la matematica. Sa bene che le querele da me presentate non sono 14, come ha scritto nel suo articolo, ma forse la metà; i rinvii a giudizio a suo carico sono 3 e non 4, di cui solo uno (e non due) deriva da imputazione coatta; le archiviazioni sono 2 e non 8. Era inevitabile. All’approssimarsi delle prime sentenze innanzi a giudici terzi e imparziali il dr. Inserra, si atteggia a martire della giustizia, come capita di questi tempi. Non ricordo al giornalista, che ben lo sa, quante falsità abbia scritto sul mio conto in circa due anni di articoli e pubblicazioni varie: una vera e propria campagna di stampa organizzata con l'obiettivo di colpirmi al di là dei fatti e della verità. Rammento solo l’insuperabile lezione di giornalismo contenuta in un articolo che mi attribuiva l'aver fatto indecenti «viaggi di piacere» insieme ad un soggetto in seguito accusato di gravi reati. Una macroscopica bugia ed una mascalzonata, ma il dr. Inserra fregandosene di ogni controllo l’ha "sparata" in prima pagina con centinaia di locandine affisse per le strade della mia città. Come pensa che mi sia sentito in quei giorni e come pensa si siano sentiti i miei amici e familiari e cosa avranno pensato migliaia di ignari lettori del suo giornale. O dovremmo parlare delle informative di polizia che qualche investigatore compiacente e interessato gli ha passato in questi anni, anch'esse talvolta trapuntate di menzogne. Curiosamente il dr. Inserra si lamenta perché la magistratura di Cosenza – cui dispensa nel suo articolo inammissibili pagelle di professionalità distinguendo tra giudici buoni e giudici cattivi – non gli ha riservato lo stesso trattamento che quella di Reggio ha usato al suo collega del Corriere della sera, mai indagato per la fuga di notizie a mio danno, fino a costringere la Procura generale reggina ad avocare un’indagine mai iniziata. Ho l’impressione che il giornalista, come dire, si senta abbandonato al proprio destino dopo essere stato utilizzato e quindi all'approssimarsi delle sentenze punti a ribaltare i ruoli di vittima e carnefice nel tentativo di suggestionare la magistratura chiamata a giudicare. Ma la vittima sono io e lui lo sa bene. Spedisca tutto ciò che vuole dove ritiene opportuno (ho già segnalato per tempo al CSM che avrei agito contro tutte le calunnie in circolazione, come lo stesso CSM esige in questi casi dai magistrati). Ho già detto pubblicamente che avrei denunciato tutti coloro che si sono fatti coinvolgere in una campagna di stampa, lo ripeto, tesa alla mia distruzione e cadenzata sempre con sapienza per condizionare chi avrebbe dovuto prendere decisioni a mio riguardo. Mi auguro che dinnanzi al giudice l’imputato Inserra faccia il nome di tutti quelli che gli hanno passato polpette avvelenate come quella dei «viaggi di piacere». Se lo farà gli rimetterò le querele, sorvolando sul suo comportamento deontologico. Sarà per lui l'occasione per contribuire a chiarire il disegno costruito contro di me e le sue motivazioni. Tale mio atteggiamento sarà tenuto fermo nei confronti non soltanto del dottor Inserra, con quale non ho mai ingaggiato una battaglia personale, ma con tutti i giornalisti che sono stato costretto a querelare. Cerco tutta la verità, non vendette. Lo devo alla mia famiglia, a me stesso, ai miei amici, a quanti, e non sono pochi, in questi anni si sono affidati al mio scrupolo e alla mia correttezza. Stia tranquillo, per il resto, sarò io a informare il Procuratore generale di Catanzaro competente per i procedimenti disciplinari a carico dei giornalisti calabresi. Colgo l’occasione per esprimere ad Inserra la mia solidarietà per il clamoroso furto del proprio computer subito mesi or sono a mano di ignoti delinquenti: se ben ricordo lo aveva purtroppo lasciato incustodito a bordo della propria auto in sosta. Me ne dolgo anche perché di quel computer avevo tempo prima chiesto il sequestro alla magistratura reggina, purtroppo meno tempestiva dei ladri. Un’ultima cosa, proprio ieri a Cosenza, per l’ennesima volta, il processo a carico del dr. Inserra è stato rinviato perché l'imputato è risultato irreperibile per le notifiche. Abbia la cortesia di farsi trovare Inserra, non tema la valutazione di giudici terzi, è ancora presto per farsi dichiarare irreperibile. Spero ricordi che la prossima udienza è fissata a Cosenza per il 21 maggio, quando sarò interrogato come parte offesa”.

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: “Riferimenti”, il 15 maggio il premio “Trincea Gerbera Gialla” al PM Nino Di Matteo

Premio “Trincea Gerbera Gialla” al PM Nino Di Matteo per l'impegno nella lotta ai sistemi criminali. Il riconoscimento verrà conferito dal Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” il 15 maggio nell'ambito

 

di un incontro sul tema della trattativa Stato-mafia. Insieme a Di Matteo, il Sostituto Procuratore della DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, anch’egli nel mirino delle cosche e oggetto di pesanti minacce al pari del suo collega palermitano. L'iniziativa, in programma alle ore 16,30 nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, viene dedicata dagli organizzatori ad Agnese Borsellino, recentemente scomparsa e sarà moderata da Roberto Galullo del Sole 24Ore insieme alla Presidente del Coordinamento “Riferimenti” Adriana Musella.

 

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Reggio di Calabria: Roberto Ieraci (Associazione “Nuovi Orizzonti per il Sud”) “Grave togliere la scorta all’on. Napoli”

"Togliere la scorta all'on. Napoli è un fatto di inaudita gravità sopratutto per una persona come la Napoli che da anni è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata essendo stata anche componente della Commissione Antimafia".

 

E' quanto afferma il Presidente dell'Associazione Culturale "Nuovi Orizzonti per il Sud", Roberto Ieraci. "L'impegno dell'on. Napoli e la sua attività sono sotto gli occhi di tutti. Non si può mettere in pericolo la vita di una persona che ha dedicato la sua vita alle istituzioni. E' inconcepibile qualsiasi giustificazione in merito all'esiguità delle risorse che lo Stato ha per garantire la sicurezza ai propri cittadini. Spero che le Istituzioni competenti prendano al piu' presto un serio provvedimento, ma che sopratutto non si lasci passare il messaggio che lo Stato abbandona i propri rappresentanti che da anni si battono sul territorio per diffondere la cultura della legalità e della trasparenza sopratutto per un territorio come quello calabrese dove è importante infondere nei giovani i giusti valori ed insegnamenti".

 

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Reggio di Calabria: “Riferimenti”, mercoledì 15 dibattito con Di Matteo e Lombardo sui rapporti Stato-mafia e la relativa trattativa

I rapporti Stato-mafia e la relativa trattativa, saranno al centro del dibattito che il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" organizza il 15 maggio a Reggio Calabria nell'ambito delle iniziative dedicate al ventennale della "Gerbera Gialla".

 

Ospiti, relatori d'eccezione, i due PM oggetto recentemente di pesantissime minacce a seguito delle loro indagini: Nino Di Matteo, Sostituto Procuratore della Repubblica di Palermo, e Giuseppe Lombardo, Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria. A moderare il dibattito il giornalista Roberto Galullo del Sole 24Ore. Due i momenti che caratterizzeranno la giornata: la mattina con gli studenti al Teatro Siracusa (inizio alle ore 10,30) ed il pomeriggio (alle ore 16,30) nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio con il coinvolgimento della Stampa e dei cittadini. In questa sede, il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" consegnerà ai due Magistrati il premio "Trincea" per l'impegno profuso nella lotta ai sistemi criminali. Con loro un riconoscimento anche al "Giornalismo di frontiera" nella persona di Michele Inserra, redattore del Quotidiano della Calabria.

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Salerno: “Riferimenti” chiude il percorso didattico della “Gerbera Gialla 2013” in Campania

Continua il cammino della "Gerbera Gialla". Oggi erano in migliaia a Salerno gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione di memoria contro la camorra indetta dal Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" nell'ambito del ventennale della "Gerbera Gialla". Scuole della città ma anche delegazioni dell'Agro Nocerino Sarnese, del Cilento, della Costiera Amalfitana, della Penisola Sorrentina e di Castellammare di Stabia.

 

I ragazzi hanno attraversato il centro della città con i loro cartelloni colorati, ciascuno con la propria gerbera gialla, per poi giungere nell'antica Chiesa di San Benedetto dove le istituzioni hanno ricordato le vittime di mafia. L'arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, ha aperto la cerimonia invitando la folla di studenti partecipanti a ripudiare la violenza e la sopraffazione in memoria delle tante vittime della criminalità organizzata. Adriana Musella, Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti",  ha ricordato, con suo padre Gennaro, tutti i nomi delle vittime salernitane: da Marcello Torre a  Dino Gassani, da Antonio Esposito Ferraioli ad Angelo Vassallo fino a Simonetta Lamberti. Hanno fatto seguito gli interventi del Prefetto di Salerno, Gerarda Pantalone, e del Procuratore della Repubblica, Franco Roberti. Tantissimi gli applausi per l'orchestra del Liceo "R. Piria" di Rosarno, diretta dal maestro Maurizio Managò. Orchestra, questa, che segue la gerbera nel suo percorso e che si è esibita in un emozionante e coinvolgente concerto alla memoria. L'iniziativa odierna ha concluso il percorso didattico "Gerbera Gialla  2013 " in Campania.

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Reggio di Calabria: Giovane Italia, iniziata il 13 aprile la II^ edizione della Scuola di Formazione Politica

di Margherita Schirinzi*. “Chi ha smesso di imparare ha smesso di vivere”, non è una semplice enunciazione, ne’ vuole essere uno slogan; bensì un modo di proporsi e attivizzare, concretamente, il pensiero e l’azione.

 

Scuole di pensiero americane e tedesche (quella più recente Oilman) affermano che: “Movimento porta Motivazione”. Il motivo di agire è la scintilla che promuove la crescita culturale dell’uomo. Non si può costruire un muro sovrapponendo mattoni, essi vanno cementati per consolidare la resistenza. E’ questo lo scopo che la Giovane Italia reggina guidata da Luigi Amato Presidente Provinciale con la collaborazione degli organizzatori Domenico Tamiro, Margherita Schirinzi e Grazia Pellicanò si è prefissata, predisponendo quest’anno la seconda edizione della scuola di formazione politica. I corsi di lezione sono iniziati il 13 Aprile 2013 con la disciplina “Storia delle dottrine politiche”, tenuta dal Prof. Natino Aloi. In quella successiva il dirigente regionale UGL Nicola Malaspina ha relazionato sul tema “Lavoro e relazioni sindacali”. La larga adesione ai corsi e l’attenzione dimostrata è proseguita con le relazioni seguenti della Dot.ssa Caterina Malara, sul tema “L’unione Europea tra stato nazionale e istituzioni comunitarie”, e Tiberio Bentivoglio (associazione Libera), quest’ultima particolarmente appassionante e dal titolo “La cultura come antidoto all’illegalità”. Gli incontri proseguiranno nelle prossime settimane a cominciare da sabato 11 maggio con la lectio magistralis dell’Avv. Antonino Minicuci, segretario generale della Provincia di RC, sul tema: “L’innovazione della pubblica amministrazione: la Provincia e la Città Metropolitana”. L’incontro è fissato per le ore 16 presso il coordinamento regionale del PDL – Corso Garibaldi, 154 (c/o Galleria Caminiti). *Dirigente Comunale Giovane Italia Reggio Calabria.

 

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: donati un pick-up ai Vigili del Fuoco ed un’autoambulanza alla Croce Rossa

Un pick up con modulo antincendio destinato ai Vigili del Fuoco, un’autoambulanza 4×4 accessoriata e dotata di tutte le strumentazioni utili per il primo intervento donata alla Croce Rossa Italia.

 

E’ la scelta dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte che questa mattina, nel corso di un breve e cordiale cerimonia, ha consegnato in comodato d’uso gratuito per 25 anni due automezzi, il primo al distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari di Gambarie ed il secondo al Comitato provinciale di Reggio Calabria della Croce Rossa Italiana-gruppo volontario di Santo Stefano in Aspromonte. I due mezzi, un pick up di nuova generazione da utilizzare per l’antincendio boschivo (A.I.B), ed un’autoambulanza 4×4 completa della strumentazione del primo soccorso, saranno destinate all’utilizzo nell’area del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Alla consegna hanno partecipato il Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Antonio Alvaro, il Direttore dell’Ente, Tommaso Tedesco, il Vice Dirigente del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria,  Antonino De Benedetto ed il Presidente del Comitato provinciale della Croce Rossa, Vincenzo Cotroneo. “E’ un gesto concreto – ha esordito il Commissario Antonio Alvaro – che dimostra la sensibilità dell’Ente Parco dell’Aspromonte nei confronti della montagna e di chi vive in montagna. Crediamo fermamente che la tutela della salute sia prioritaria rispetto ad ogni altro obiettivo e la scelta di donare in comodato d’uso due mezzi di ultima generazione ai Vigili del Fuoco e alla Croce Rossa va in questa direzione, nella consapevolezza che da oggi, l’Ente, ha dimostrato ancora più vicinanza ai residenti e ai turisti che scelgono le nostre zone per le loro vacanze. Ogni azione che contribuisce al miglioramento della qualità della vita ma anche allo sviluppo del territorio – ha concluso il Commissario dell’Ente Parco, Antonio Alvaro – deve essere sempre perseguita e noi, anche oggi, dimostriamo di voler metterci tutto l’impegno possibile”. Il Vice Dirigente dei Vigili del Fuoco, Antonino De Benedetto ha “ringraziato l’Ente Parco per la sensibilità dimostrata”, spiegando come “il mezzo consegnato sia tra i più versatili e dalle caratteristiche tecniche perfettamente in linea con i nostri bisogni  e con le emergenze che, specie nella stagione estiva, i Vigili del Fuoco devono affrontare all’interno dell’area del Parco dell’Aspromonte. Le dimensioni, inoltre, sono perfette per raggiungere tutte le zone”. Il Presidente della Croce Rossa, Vincenzo Cotroneo dopo aver ringraziato l’Ente Parco per aver donato un’autoambulanza “fondamentale per la tutela della salute dei cittadini di questo ampio territorio e per tutti quei turisti che scelgono le nostre zone per i loro soggiorni. Da parte nostra, continueremo la specializzazione professionale affinché, i nostri splendidi operatori, possano essere sempre più pronti e preparati ad affrontare le situazioni emergenziali con l’unico obiettivo di garantire, fino al possibile, la tutela alla salute”. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Legambiente: Palizzi capofila per la conservazione della tartaruga marina in Calabria. Legambiente sarà coinvolta nel progetto TartaCare che da 14 anni vede l’impegno di università e volontari

Ancora un mese di attesa e lungo la costa ionica reggina prenderà avvio la 14esima stagione di monitoraggio e conservazione dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta nell’ambito del Progetto TartaCare dell’Università della Calabria,

 

che quest’anno vede il coinvolgimento anche di Legambiente nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione verso le comunità e gli attori locali. “In attesa dell’inizio delle attività sul campo  – hanno dichiarato Toni Mingozzi docente di Ecologia dell’Università della Calabria e Francesco Falcone presidente di Legambiente Calabria – i ricercatori ed i volontari, in questi giorni sono in trepida attesa per l’esito della valutazione di un progetto LIFE presentato alla Commissione Europea nello scorso settembre 2012, che ha come obiettivo l’attuazione di misure di conservazione per la tartaruga Caretta caretta lungo la Costa dei Gelsomini ed è frutto di una proficua collaborazione tra enti pubblici e privati, fra cui l’importante supporto della Regione Calabria, e che vede il comune di Palizzi come beneficiario coordinatore della proposta Life”. Una proposta progettuale che è nella fase finale di approvazione da parte della Commissione Europea, ed interessa i comuni della costa ionica reggina di Palizzi e Brancaleone che ad oggi sono tra le aree più importanti per la nidificazione della tartaruga Caretta caretta dell’intero Mediterraneo. “Se siamo riusciti a proporre per la prima volta un progetto Life sulle tartarughe  che interessa solo la costa ionica reggina – aggiungono Mingozzi e Falcone – lo dobbiamo a chi come il sindaco di Palizzi Sandro Autolitano ha creduto fin dall’inizio alla bontà della proposta  e che ha guidato in prima linea la preparazione del progetto, proponendo il suo Comune come capofila del partenariato, e dando pieno supporto a tutte le fasi di preparazione della proposta”. Tra le azioni previste dal progetto Life sono previste misure per la riqualificazione degli habitat di nidificazione della Tartaruga marina tra Palizzi, Bova Marina e Brancaleone, l’ottimizzazione delle attività di pesca, e iniziative di sensibilizzazione e divulgazione. “L’auspicata approvazione della proposta Life – concludono Mingozzi e Falcone – avrà importanti ricadute sulla comunità locale e sulla sua economia, che, oltre a beneficiare direttamente degli interventi di riqualificazione ambientale, avrà l’opportunità di valorizzare un’importante risorsa ambientale da difendere e da proporre anche a fini turistici e promozionali di un territorio che ha elevate potenzialità di sviluppo ma che non sempre è riuscito a cogliere le opportunità offerte.”

 

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Napoli: la “Gerbera Gialla” a Scampia

A Scampia, oggi, seconda tappa del percorso di memoria della "Gerbera Gialla", aperto a Reggio Calabria il 3 maggio dal Presidente del Senato Piero Grasso. La “Gerbera” a Scampia è ormai di casa essendo stata adottata come simbolo dalla palestra “Maddaloni” la cui attività di recupero è inserita nel progetto del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".

 

Non casuale è la scelta della data che ricorda l'uccisione di Peppino Impastato. A Scampia gli studenti delle scuole hanno sfilato con in mano ciascuno la propria gerbera gialla in segno di rinascita. Alla testa del corteo hanno attraversato il quartiere partenopeo: il Questore di Napoli, Luigi Merolla, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, Col. Marco Minicucci, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Gen. Riccardo Rapanotti, la Presidente del Coordinamento Nazionale  Antimafia "Riferimenti", Adriana Musella, l'ex Procuratore Giandomenico Lepore, Presidente dell'osservatorio su Scampia, gli atleti in kimono della palestra “Maddaloni” guidati dallo stesso Gianni Maddaloni. Con loro i ragazzi del Liceo "R. Piria" di Rosarno uniti in un gemellaggio con quelli del famoso quartiere di Napoli. Scampia e Rosarno, due realtà martoriate  dalla camorra e dalla ‘ndrangheta ma unite dalla comune volontà di riscatto. Alcuni giovani di Scampia, guidati dal maestro Gianni Maddaloni, dall’ex Procuratore di Napoli Giandomenico Lepore e dal  Sostituto Procuratore Vincenzo D’Onofrio, si  sono recati  a marzo in visita a Rosarno. Oggi gli studenti calabresi hanno ricambiato la visita a Scampia accompagnati dalla Preside Maria Rosaria Russo, coordinatrice nazionale del settore scuola del Coordinamento "Riferimenti", esibendosi in un concerto  dedicato alle vittime di tutte le mafie presso l'Auditorium Comunale. Concerto della "Gerbera Gialla", diretto dal maestro Maurizio Managò, nel segno non solo della memoria ma anche del riscatto di due realtà oppresse dalle sopraffazioni e dalla violenza.

 

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Legambiente: rifiuti, stop al decreto al conferimento del “tal quale” in discarica: abbiamo contribuito ad evitare le sanzioni comunitarie. Pronti al confronto responsabile per un piano condiviso, ma bisogna uscire subito dalla logica dell’emergenza

“Con la nostra attenzione responsabile sul tema dei rifiuti, con la nostra puntuale denuncia – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – abbiamo scongiurato per il momento una scelta folle, quella dello sversamento in discarica senza alcun trattamento, che comporterebbe le esose sanzioni per la violazione della direttiva Ue.

 

L’assessore regionale all’Ambiente dovrebbe pertanto ringraziare Legambiente Calabria piuttosto che attaccarla, peraltro senza argomenti. E dovrebbe invece dare risposte, indicare tempi certi sul rientro alla normalità nella gestione dei rifiuti. È finalmente terminata l’era del commissariamento, non è più il tempo della logica ‘prima togliamo i rifiuti dalle strade, e li nascondiamo alla vista, e poi partiamo con la differenziata’. Si parta subito con un piano serio, realizzabile e condiviso che ci porti responsabilmente a mettere a regime il sistema”. Legambiente Calabria aveva messo in guardia la Regione da una scelta folle ed insopportabile: il via libera allo sversamento in discarica dei rifiuti “tal quale”, dunque senza alcun trattamento preventivo, per levare dalle strade calabresi le 30mila tonnellate di spazzatura che attualmente ingombrano i cassonetti. Quel decreto è stato sospeso dopo la nostra denuncia, e ci si augura venga cancellato definitivamente. In ogni caso, secondo Pugliano non esistono altre alternative alla discarica. Non la pensa così Legambiente Calabria. “Che senso ha la realizzazione di nuove discariche – aggiunge Falcone – se queste non sono a servizio della raccolta differenziata? Che senso hanno nuove discariche se poi si vuol conferire il ‘tal quale’, dunque colmandole in poco tempo per esser costretti a individuarne altre e poi altre ancora, con enormi costi per le successive bonifiche? La logica dell’emergenza permanente non ha alcun senso. Per questo rivolgiamo alla Regione l’invito al confronto e alla collaborazione, quel confronto e quella collaborazione che abbiamo trovato con le organizzazioni che con noi hanno condiviso un Piano rifiuti alternativo, che presenteremo come annunciato venerdì prossimo a Lamezia. Siamo convinti che sia sbagliato procedere solo alla soluzione del contingente, e l’ultimo quindicennio lo dimostra: c'è bisogno di politiche di sistema e di pianificazione e programmazione”.

 

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Legambiente Calabria: rifiuti, il Contropiano del mondo delle associazioni. La sfida alla Regione: porta a porta, compost e un’ecotassa sulle discariche

Un Piano alternativo per avviare anche in Calabria quella rivoluzione nella gestione del ciclo dei rifiuti già in corso in altre regioni. È la sfida che il mondo dell’associazionismo lancia alla Regione Calabria,

 

con un documento condiviso tra Legambiente, Cigl, Cisl, Uil, Legacoop, Confcooperative e Legautonomie, nella consapevolezza che occorre il contributo di tutte le migliori energie calabresi per lasciarci alle spalle gli errori e gli orrori del passato. Una sorta di contropiano dei rifiuti dunque, con le critiche alle linee guida regionali ma soprattutto proposte concrete e obiettivi da raggiungere, che sarà presentato alla stampa il prossimo 10 maggio a Lamezia, alle ore 11 presso l’Hotel Lamezia. Da un quindicennio la gestione dei rifiuti in Calabria è impostata nella modalità “emergenza permanente”, con la discarica come unica opzione considerata valida e senza la minima attenzione alle politiche di prevenzione dei rifiuti. Da anni si invoca la fine del commissariamento, iniziato nel lontano 1997, per i suoi evidenti fallimenti: oltre mancati obiettivi di raccolta differenziata e allo sperpero del denaro pubblico, la gestione opaca con un contenzioso economico di milioni di euro e di conflittualità con le comunità e le istituzioni. Secondo la relazione della Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti approvata nel 2011, investimenti che superano il miliardo di euro in un quindicennio hanno prodotto una quota di raccolta differenziata sotto il 15%,  obiettivo che il decreto Ronchi fissava per il ’99. Un fallimento che, secondo la Commissione, è il risultato di un sistema di potere che ha lucrato sulla gestione del ciclo dei rifiuti, adottando politiche schizofreniche. In effetti, la situazione degli impianti è a dir poco imbarazzante: mancano le strutture di smaltimento finale mentre l’inceneritore di Gioia Tauro è palesemente sovradimensionato, mancano o sono inadeguati gli impianti di trattamento meccanico-biologico e mancano i siti di produzione di compost di qualità. Di fronte a un simile scenario apocalittico, il Piano rifiuti immaginato dalla Regione Calabria sembra ampiamente insufficiente: le linee guida approvate a febbraio dalla Giunta confermano gli errori di programmazione dei precedenti piani, a partire da un obiettivo di raccolta differenziata fissato incredibilmente al 33%, con un sistema di finanziamento che continua a concentrare gli investimenti su pochi impianti di trattamento e smaltimento finali. Inoltre, in controluce si intravede la potente azione delle lobby delle discariche e degli inceneritori, che spingono per continuare seppellire i rifiuti o bruciarli magari in nuovi impianti, mandando così in fumo il futuro della Calabria. Tra le priorità individuate dal Contropiano dei rifiuti, una legge regionale per il riordino del sistema impiantistico che definisca regole di trasparenza e legalità nell’assegnazione degli appalti alle società di gestione, il varo di un sistema di raccolta porta a porta che punti sul recupero della frazione umida e degli  imballaggi domestici, fondi per la prevenzione della produzione di rifiuti, più investimenti per gli impianti di compostaggio, l’introduzione di una ecotassa regionale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica che premi comuni e cittadini virtuosi, la bonifica dei siti contaminati. Il tutto alzando l’asticella della raccolta differenziata al 50%, obiettivo minimo previsto dalle norme nazionali e totalmente ignorato nella politica dei rifiuti della Regione Calabria.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti” ricorda Agnese Borsellino

Adriana Musella e il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa di Agnese Borsellino, donna forte e coraggiosa che ha vissuto nel culto  della dignità e della memoria.

 

Agnese non ha mai rinunciato alla ricerca della verità, passando all'antimafia un testimone prezioso."Da oggi si lotterà anche per lei. Ai figli Manfredi,Fiammetta e Lucia la vicinanza di noi tutti". Il Coordinamento Antimafia “Riferimenti” dedicherà ad Agnese Borsellino l'evento del 15 maggio a Reggio Calabria sulla trattativa Stato-Mafia con la partecipazione del PM palermitano Nino Di Matteo cui verrà conferito il Premio "Trincea Gerbera Gialla”. 

 

 

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Reggio di Calabria: Confcommercio, istituito Fondo Sicurezza Luoghi di Lavoro. Contributi ad aziende e lavoratori

La Confcommercio di Reggio Calabria e le Organizzazioni CGIL Filcams – CISL Fisascat – UIL Uiltucs, hanno istituito in seno ad EBTDS – Ente Bilaterale del Terziario di Reggio Calabria, uno specifico Fondo Sicurezza destinato a ridurre i costi ed a snellire procedure ed adempimenti delle imprese dei settori commercio, turismo e servizi in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro (TU 81/08),

 

in vista delle imminenti scadenze previste dalla vigente normativa per fine maggio. L’obiettivo che le parti socie dell’EBTDS intendono raggiungere con l’istituzione del Fondo, è l’adeguamento delle micro e piccole imprese alla normativa Sicurezza Luoghi di Lavoro che consentirà di realizzare un sostanziale miglioramento della qualità del lavoro in azienda evitando, al contempo, di incorrere nelle pesanti sanzioni conseguenti alla mancata applicazione della legge. Il tutto, senza aggiungere oneri o costi in un momento particolarmente difficile per l’economia provinciale e potendo contare sulle specifiche competenze di Confcommercio e di una rete di operatori convenzionati qualificati diffusi sull’intero territorio della provincia di Reggio Calabria. Si tratta di un’azione – dichiara Giovanni Santoro, Presidente di EBTDS e di Confcommercio – che va ad aggiungersi ad altre iniziative che l’Ente Bilaterale ha attivato in favore di imprese/dipendenti in regola con le previsioni del CCNL, prevedendo aiuti e sussidi che vanno dall’assistenza sui contratti di apprendistato al sostegno alla natalità, ai sussidi per malattie, libri scuola. La tutela ed il miglioramento delle condizioni di aziende e dipendenti del terziario – continua Santoro – è l’obiettivo principale dell’EBTDS, ente costituito in conformità alle previsioni del CCNL Commercio e Turismo che,  utile sottolinearlo,  non ha alcun costo per aziende e dipendenti. Grazie al prezioso contributo ed al costante confronto con gli altri rappresentanti di Confcommercio e delle OOSS Caridi e Romano (CGIL-Filcams), Raffa e Spanò (CISL-Fisascat) De Stefano e Fratia (UIL-Uiltucs), abbiamo deciso di investire risorse, energie, impegno in favore dei nostri associati. In un momento di crisi economica e sociale come quello attuale, EBTDS – Ente Bilaterale del Terziario sta provando a svolgere il proprio ruolo fino in fondo, utilizzando tutti i mezzi che la legge e la contrattazione mettono a disposizione provando a ricercare, oggi più che mai, la massima collaborazione di istituzioni, aziende, ordini professionali, singoli consulenti, al fine di  promuovere la cultura della legalità e dare impulso ad interventi a sostegno dell’occupazione. Tutte le informazione sulle modalità di accesso ai contributi sulla Sicurezza, sugli Enti Convenzionati e sugli altri servizi dell’Ente Bilaterale sono reperibili sul sito web dell’ente www.ebtds.it. Segreteria via Castello, 4 – tel. 0965/330853.

 

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Legambiente Calabria: rifiuti non trattati in discarica? Pura follia, una scelta insopportabile. La Regione si prepari a reperire oltre ai 500 mila euro al giorno anche altri milioni di euro per pagare le sanzioni europee

Dopo 249 milioni di euro spesi in decennio per la gestione di discariche, impianti e stazioni, dopo 100 milioni di euro per lodi arbitrali per mancata realizzazioni di impianti la Regione ci prepara un decreto urgente per sversare in discarica il rifiuto tal quale, senza che prima sia trattato: una scelta folle e scellerata. Si sta ponendo in essere, da parte della Regione Calabria, un atto vietato dal decreto Ronchi del 1997, dalla direttiva europea sulle discariche del 1999, dal decreto italiano del 2003 che l'ha recepita e dalla procedura d'infrazione che la Comunità Europea ha attivato contro l'Italia per quella che è una vergogna.

 

“Se la Regione Calabria ha deciso di procedere in questa direzione – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – bisogna essere chiari con i calabresi: i cittadini devono sapere che ci stiamo infilando nel vicolo cieco delle sanzioni e delle multe europee, e quindi è bene che la Regione cominci a reperire i soldi per questa decisione insopportabile”. E tutto ciò accade ad ormai 16 anni dalla prima legge che ha vietato lo smaltimento tal quale in discarica. “Noi, conclude Falcone, saremo a fianco dei calabresi e ci batteremo fino alla fine perché questo non accada, è una follia ed una scelta scellerata”.

 

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Confesercenti Reggio Calabria ai sindaci della provincia: “Occorre intervenire subito sul taglio dei tributi locali a carico delle imprese”

di Antonino Marcianò*. Il continuo allarme lanciato, lanciato in questi ultimi mesi ed in qualche caso sfociato in gesti disperati come il suicidio, ha gettato nello sconforto gli operatori economici dell’intero Comprensorio provinciale.  Ogni giorno la Camera di Commercio di Reggio Calabria registra la chiusura di attività economiche. Le cartelle esattoriali aumentano mentre i consumi sono quanto mai ridotti al lumicino. Su questo campo di battaglia i commercianti, gli artigiani, gli operatori del turismo e tutto il mondo del lavoro autonomo, nell’ultimo anno hanno dovuto subire anche l’aggressione dei tributi locali.

 

La gran parte dei Comuni della provincia di Reggio Calabria ha applicato il massimo delle aliquote impositive previste dalle varie leggi istitutive di tali tributi. I commercianti e gli artigiani reggini lamentano aumenti dell’IMU sui negozi, sui laboratori e sui capannoni di proprietà fino allo 1,06%. Mentre i Comuni – se avessero voluto – avrebbero potuto ridurre tale imposta fino allo 0,46%. Gli albergatori non solo hanno subito nell’ultimo anno l’aumento del moltiplicatore IMU della rendita catastale da 55 a 65 (+18%) ma addirittura sono rimasti l’unica categoria che ancora dovrà continuare a pagare l’IMU allo Stato (0,76% non comprimibile). Mentre i Comuni potranno aumentare l’IMU sugli alberghi – addirittura – fino al 3%. All’IMU vanno aggiunti i pazzeschi aumenti della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Basti pensare che il Comune di Reggio Calabria  fa pagare più di quanto il Comune di Roma chieda ai commercianti con vista sul Colosseo o su San Pietro. Ed ancora non sono ben chiari i numeri della TARES, nuovo nome, dal 2013, della tassa sulla raccolta dei rifiuti, che da quest’anno dovrà prevedere la copertura totale dei costi del servizio. Nessun Comune ha pensato bene di tentare la riduzione dei costi del servizio di raccolta, né sono state avviate significative campagne per la sensibilizzazione della raccolta differenziata, né trovate soluzioni per la riduzione dei costi di compostaggio e di smaltimento. Gli imprenditori REGGINI, ma anche quelli delle restanti province CALABRESI, subiscono dalla Regione CALABRIA la tassa fissa sui redditi dell’2,03%, la più alta tra le regioni. I lombardi, i veneti, i piemontesi, ma anche i sardi e tanti altri pagano invece l’1,23%. All’addizionale regionale si aggiunge anche quella Comunale che può arrivare fino all’0,8% sui redditi. Il Comune di Firenze lo scorso anno ha diminuito l’aliquota dallo 0,3 allo 0,2%. I Comuni calabresi sono quasi tutti allo 0,8%. E’ arrivato il momento da parte dei Comuni della provincia di Reggio Calabria di intervenire in aiuto alle imprese, riducendo al minimo tutte le aliquote impositive previste dalle leggi vigenti. I Consigli Comunali hanno competenza esclusiva in materia di tributi e tasse. Per questo oltre che ai Sindaci indirizziamo questa nostra richiesta ai Presidenti dei Consigli Comunali. Questi ultimi – se volessero – potrebbero diminuire i tributi e le tasse locali in qualsiasi momento e con effetto immediato. Aiutare gli imprenditori e le imprese oggi significa voler continuare a credere al futuro delle nostre Comunità cittadine, dove chi produce con la propria attività anima le strade a tutti gli orari, svolgendo un ruolo determinante. L’alternativa è la desertificazione delle Città. Per tali gravi motivi, la scrivente Confesercenti della provincia di Reggio Calabria, chiede ai destinatari della presente un incontro con carattere d’urgenza al fine di individuare e concordare  gli interventi da adottare prima dell’approvazione del bilancio comunale. In assenza di riscontri positivi la Confesercenti, porrà in essere incisive azioni di mobilitazione e protesta di tutti gli operatori economici. *Presidente provinciale Confesercenti Reggio Calabria.

 

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L’Aquila: l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte al primo Salone dei Prodotti tipici dei Parchi d’Italia

Raccontare l’esperienza del Paniere dei Prodotti del Parco dell’Aspromonte su scala Nazionale, puntando alla valorizzazione delle realtà locali ed esportando un percorso di concertazione e programmazione che ha consentito la creazione di un Paniere di nicchia e di qualità. Con questi obiettivi l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte si accinge a partecipare al primo Salone dei Prodotti tipici dei Parchi d’Italia, che ha preso il via oggi a L’Aquila e che si concluderà domenica 5 Maggio.

 

La manifestazione prevede la partecipazione, insieme al Parco dell’Aspromonte anche del Parco Gran Sasso e dei Monti della Laga, del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, del Parco Nazionale della Majella, Parco Sirente Velino, dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano (Teramo), del Parco Nazionale del Cilento (Campania) e del Parco Nazionale del Pollino (Calabria). La mission del salone abruzzese è quello di creare un’opportunità per far conoscere le ricche identità territoriali dei nostri parchi e le sue produzioni di qualità, attraverso un percorso che racconta la cucina ed i prodotti delle aree protette italiane. “La manifestazione dell’Aquila – ha dichiarato il Commissario Straordinario dell’Ente Parco Antonio Alvaro – ci permetterà di far conoscere il nostro progetto che ha portato alla creazione del prototipo del Paniere attraverso un percorso condiviso con le realtà locali e che ha ottenuto un grande risultato in termini di partecipazione e di adesione. In questo progetto ho creduto sin dall’inizio – ha proseguito Alvaro – e questa abruzzese sarà soltanto la prima occasione per divulgare la nostra esperienza su scala nazionale in quanto il progetto prevede, d’ora in poi, il supporto alla promo-commercializzazione dei prodotti del Paniere del Parco”. Il programma del Salone prevede convegni, workshop, appuntamenti, laboratori, con tematiche relative alla cucina domestica, dove grandi chef propongono menù di qualità da portare in tavola per l’intera famiglia con il minimo della spesa.  Ma anche i Laboratori del gusto: sei appuntamenti con degustazioni guidate in collaborazione con Slow Food Abruzzo e Molise. Inoltre saranno organizzate le fattorie didattiche per i più piccoli dove CIA L'Aquila e Coldiretti L'Aquila organizzano percorsi per scoprire: Il mondo delle api; Il percorso del latte, la lavorazione della lana, il mondo degli asini. Il Salone offrirà anche l’occasione per affrontare grandi temi legati al cibo e alla valorizzazione delle aree protette italiane, in un articolato programma culturale a cura di Federparchi-Europarc Italia e di Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane. Il Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Antonio Alvaro sarà protagonista Venerdì 3 Maggio al convegno ”Un marchio per riconoscere e comunicare la qualità“. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Reggio di Calabria: A3 Salerno–Reggio Calabria, preannunciato ad ANAS lo stato di agitazione dei gestori delle ADS

FAIB Autostrade, FEGICA ed ANISA hanno contestato in data 15.02.2013 quanto accaduto con l’iniziativa di ANAS di procedere ad affidamento diretto ed in assenza di qualunque contesto di gara alla società AUTOGRILL SpA delle attività di somministrazione insistenti su tutte learee di servizio della tratta Salerno-ReggioCalabria. Da quella data non vi sono stati riscontri da parte di ANAS e delle Regioni alla questione sollevata dalle Organizzazioni di Categoria.

 

Per cui in data 24 aprile le associazione FAIB AUTOSTRADE, FEGICA CISL ed ANISA CONFCOMMERCIO hanno preannunciato un programma di agitazioni e proteste in caso di mancata convocazione, entro il termine ultimo del 5 maggio p.v., da parte di ANAS, dandone comunicazione al Presidente della Regione Calabria , On. Dr. Scopelliti Giuseppe ed All’Assessore Attività Produttive Regione Calabria con il seguente telegramma: <Con riferimento comunicazione unitaria data 15 febbraio u.s., oggetto affidamento attività ristorazione aree servizio tratta autostradale A3 Salerno-Reggio Calabria, scriventi organizzazioni gestori esprimono vivo rammarico et insoddisfazione causa mancanza assoluta riscontri et convocazione incontro su tematica. annunciano a S.S.L.L., conformemente indirizzi assemblea dei gestori di data 18 aprile u.s., attuazione articolate iniziative protesta et stato agitazione at oltranza, con conseguenti disagi utenza, in eventualità protrazione mancato riscontro et convocazione parti interessate. Significano che attivazione programma iniziative prenderà avvio, senza ulteriori comunicazioni, trascorso infruttuosamente termine ultimo lunedì 5 maggio p.v. confidando positivo riscontro per soluzione vertenza, rimangono a disposizione.> FAIB Autostrade Confesercenti, Presidente Antonino Lucchesi; FEGICA CISL, Presidente Roberto Di Vincenzo; ANISA Confocommercio, Presidente Stefano Cantarelli.

 

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Reggio di Calabria: spettacolo della Hunziker annullato, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria minaccia la class action

dell’avv. Saverio Cuoco*. Sull’ennesimo rinvio del rimborso dei biglietti per il mancato spettacolo di Michelle Hunziker, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria è pronta a sostenere i cittadini che a tutt’oggi, nonostante le garanzie promesse, non hanno ancora ottenuto la restituzione di quanto versato, minacciando l’avvio di una class action, e la proposizione di un’azione penale per l’ipotesi del reato di truffa, qualora ve ne siano i presupposti e soprattutto se dovesse proseguire l’atteggiamento ostruzionistico e dilatorio della Bonanno Entertainment,

 

società organizzatrice dell’evento. Non è più tollerabile prosegue l’Avv. Saverio Cuoco, presidente dell’associazione a tutela dei consumatori, che si debba ancora assistere impotenti ai “cavilli” imprenditoriali della società Bonanno, che ritarda il rimborso dei biglietti per il mancato spettacolo che si sarebbe dovuto tenere il 16 Marzo scorso. A distanza di ben oltre un mese dallo spettacolo non realizzato, i quasi 600 acquirenti del biglietto di partecipazione allo stesso, (che equivale ad un vero e proprio contratto), non hanno ottenuto la restituzione  da parte della società organizzatrice dell’evento Bonanno Entertainment di quanto corrisposto, mentre la stessa continua imperterrita, nonostante le denunce alle Autorità competenti e le richieste, a procrastinare i tempi di rimborso delle somme già incassate. Accade molto spesso nel mondo della musica che, a causa di problemi di diversa natura che possono colpire l’artista impegnata sul palco, un concerto possa essere annullato per l’impossibilità  di potersi esibire. La maggior parte delle volte le società che gestiscono l’evento comunicano tempestivamente ai possessori del biglietto le modalità di rimborso, mentre così non è successo in vista dello spettacolo di Michelle Hunziker. L'Organizzatore ha la facoltà di annullare l'evento in ogni momento per cause di forza maggiore o per oggettivi motivi tecnico-organizzativi. In tal caso, deve provvedere immediatamente a comunicare le informazioni relative al rimborso del prezzo del biglietto ed ogni altra informazione utile, circa le procedure di rimborso. E’ giunto quindi il momento di porre fine al susseguirsi di rinvii dei rimborsi, che ci auguriamo possano avvenire entro brevissimo tempo, un paio di giorni al massimo, poiché anche la pazienza ha un limite, se ciò non dovesse accadere, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, procederà legalmente ad avviare una class action nei riguardi della Bonanno Entertainment sia per ottenere il rimborso di quanto già riscosso per l’acquisto dei biglietti dello spettacolo, sia per il perseguimento di ipotesi di reato che dovessero intravedersi nel comportamento dei responsabili della società organizzatrice dell’evento, che continua a non ottemperare ad un preciso obbligo legale di rescissione del contratto per il mancato realizzarsi dello spettacolo e della conseguente restituzione del prezzo del biglietto pagato. Per ulteriori informazioni o per aderire alla class action si potrà contattare il seguente recapito telefonico 0965/24793 o ci si potrà collegare al sito internet dell’associazione www.uniconsum.it. *Presidente Regionale Unione Nazionale Consumatori.

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Confesercenti: “La situazione resta grave, prosegue distruzione di imprese e lavoro. Nel quinquennio della crisi bruciati 238 miliardi di reddito disponibile per le famiglie, in media 10.000 euro in meno ciascuna. Urgente governo che rilanci la crescita”

di Antonino Marcianò*. “Il dato Istat sulle vendite di febbraio – sottolinea Confesercenti – è molto negativo, anche perché bisogna risalire ad un anno fa per trovare una variazione negativa peggiore. La crisi ha portato sfiducia e prudenza. Ma la sfiducia – ricorda Confesercenti – non è solo uno stato d’animo, bensì il risultato di anni di difficoltà, di troppo tempo impegnato ad affermare ruolo e poteri dei nostri vari livelli istituzionali, trascurando i destini dell’Italia, delle imprese, dei lavoratori dipendenti.

 

Ora serve un colpo d’ala, una capacità di riscatto della politica e delle Istituzioni, un ruolo forte delle parti sociali, perché solo così potremo rilanciare la nostra economia. Del resto basta guardare al calo pronunciato dell’alimentare per segnalare la difficilissima situazione di crisi delle famiglie. Non va dimenticato che nel terribile quinquennio 2007-2012, la crisi, assieme al balzo insopportabile della pressione fiscale ed al calo della occupazione, ha bruciato la cifra astronomica di 238 miliardi di reddito disponibile delle famiglie italiane. Vale a dire che in media ogni famiglia si è vista “scippare” quasi 10 mila euro. Nel solo 2012 la spesa delle famiglie ha subito un crollo di 43 miliardi rispetto al dato del 2007, vale a dire circa 1800 euro a nucleo familiare. A questa montagna di risorse perdute ha corrisposto inevitabilmente un’impressionante distruzione di imprese: nei settori del commercio e del turismo nel 2012 state circa 135 mila, mentre nei primi mesi del 2013 hanno già abbassato la serranda – solo nel commercio al dettaglio – altre 23 mila imprese con un saldo negativo di circa 10.600 unità. Il Credit crunch  blocca ogni  prospettive crescita. Le piccole e medie imprese italiane hanno avuto un peggioramento di utili e fatturato fra ottobre 2012 e marzo 2013. Per invertire questa tendenza serve un aumento delle possibilità di accesso ai prestiti bancari ed all’ aumento dello scoperto, anche per le famiglie. L’analisi della la Banca Centrale Europea imputa al  peggioramento delle prospettive di crescita  le  difficoltà di accesso al credito per le  PMI italiane. E con il prolungarsi della recessione si registrano sempre meno le nuove aperture. Va detto con chiarezza che il nuovo  Governo deve attivare interventi urgenti ed adeguati altrimenti il Paese rischia molto. L’immobilismo ogni giorno diventa più pericoloso. Occorre un rapido e coraggioso ripensamento della politica economica che restituisca alle imprese, alle PMI in particolare, la forza per investire, innovare, creare nuovo lavoro.  E si deve ripartire da due nodi fondamentali: realizzare risparmi consistenti nella spesa pubblica e ridurre significativamente il peso del fisco su famiglie ed imprese. C’è bisogno di ripensare profondamente l’IMU, di fare marcia indietro sull’aumento dell’Iva al 22%, così come dobbiamo dire basta al ricorso sistematico e soffocante delle addizionali regionali e locali. In sintesi si tratta di invertire la rotta fiscale su tutta la linea”. *Presidente Confesercenti provincia di Reggio Calabria.

 

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Legambiente Calabria: rifiuti, la Regione porti TecVeolia in Tribunale. Legambiente Calabria pronta a costituirsi parte civile

Una “illegalità legalizzata” nel sistema delle discariche in Calabria, con le società private a gestire gli impianti senza alcun controllo, se non quello della magistratura che ha avviato sull’intero territorio regionale una serie di inchieste a raffica. È il bilancio disastroso di un quindicennio di commissariamento, un fallimento denunciato puntualmente e ripetutamente da Legambiente Calabria, nel corso degli anni. Una posizione che trova adesso il consenso degli esponenti dell’amministrazione regionale e che apre necessariamente la strada verso un contenzioso giudiziario che risarcisca i cittadini calabresi. Il contenzioso TecVeolia.

 

Con il ritorno dei pieni poteri nella gestione dei rifiuti in capo alla Regione Calabria, sulla questione è intervenuto ieri l’assessore regionale all’Ambiente Francesco Pugliano, che ha sottolineato come “il sistema dei rifiuti è al collasso”. Particolarmente gravi sono inoltre le dichiarazioni del dirigente generale del dipartimento Ambiente Bruno Gualtieri, secondo il quale esistono in Calabria impianti che “non hanno nemmeno le autorizzazioni Aia”, mentre “non viene prodotto nemmeno il cdr che ci permetterebbe un grosso risparmio, per la mancata vigilanza su TecVeolia. E nessuno ha controllato. Per stiamo facendo la rescissione del contratto, nessuno lo aveva fatto prima, in danno nei confronti della società che ha lasciato la Calabria”. Nell’interesse dei cittadini calabresi, a Pugliano e Gualtieri chiediamo chiarimenti: quanti e quali sarebbero gli impianti in funzione senza l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)? Tra queste rientra, come pare, la discarica di Pianopoli gestita dalla società Daneco? Nel rilevare la mancata vigilanza su TecVeolia, che ha prodotto un danno evidente nella gestione del sistema rifiuti, non si ritiene doveroso adire le vie legali, oltre che prendere atto dell’abbandono della società procedendo alla rescissione del contratto? “Sin da ora Legambiente Calabria – dichiara Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – sosterrà l’avvio di un’azione giudiziaria che restituisca dignità ai calabresi, e si costituirà parte civile in un eventuale processo”. Il futuro: no a nuovi inceneritori. Se sulla gestione passata arrivano aperture dalla Regione Calabria, che mai prima d’ora s’è contrapposta alle società private, resta da chiarire quale sia la strada per normalizzare il sistema. Si producono 2.400 tonnellate di rifiuti al giorno, altre 300 dalla raccolta differenziata, con la capacità attuale degli impianti che arriva fino a 1.600 tonnellate. Al momento la Calabria esporta in Puglia 400 tonnellate di rifiuti al giorno. È chiaro che una situazione del genere non è sostenibile. Nel dibattito pubblico che sta impegnando gli attori istituzionali, le associazioni e le imprese, si comincia a parlare con insistenza, oltre che di raccolta differenziata, del sistema Css (combustibile da rifiuti), come opzione concreta per ridurre il carico dei rifiuti che finisce in discarica. In tal senso sono intervenuti, nell’incontro che nelle scorse settimane ha visto la presenza del ministro Corrado Clini a Catanzaro, il presidente di Confindustria Calabria Giuseppe Speziali e il governatore Giuseppe Scopelliti. Se da un lato la via tracciata è positiva, perché segna il tramonto della strategia delle discariche, dall’altro occorre fare chiarezza. Innanzitutto stabilendo un principio assoluto: non servono nuovi inceneritori, ma occorre puntare tutto sulla differenziata spinta. In uno scenario del genere, ben venga l’impiego del sistema Css per sostituire una parte dei combustibili fossili utilizzati da cementifici e altri impianti industriali esistenti, fermo restando che nella nostra Regione tale ipotesi potrebbe avere senso – in modo temporaneo – solo se non si completa il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, che è già sovradimensionato, per cui non ha senso parlare di Css. Il piano condiviso. “Nell’ottica della partecipazione, Legambiente Calabria – dichiara ancora Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria – ha promosso da tempo un giro di consultazioni tra gli ambientalisti, le associazioni, i movimenti, i sindacati, le organizzazioni datoriali e le istituzioni, in vista della redazione di un piano dei rifiuti condiviso e che non commetta gli errori del passato. Una sorta di manifesto con cui si intende partecipare fattivamente al nuovo corso nella gestione dei rifiuti e alla definizione delle politiche regionali nel settore. Un piano che sarà al centro dell’incontro che si terrà il 29 aprile a Lamezia con le forze sociali e datoriali al fine di condividere una proposta ed una linea di azione”.

 

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