ACI di Reggio di Calabria: tempi di scadenze, soprattutto per il pagamento del bollo auto il tempo sembra non bastare mai

Il presidente dell’Automobile Club Reggio Calabria, avv. Santo Alfonso Martorano, nell’intento di  alleviare i disagi degli automobilisti e fornire un migliore servizio agli utenti comunica che  gli uffici siti in Via G. De Nava 43 di Reggio Calabria sono aperti  tutti i giorni  dalle 8,30 alle 16,30 e resteranno aperti sabato 28 e domenica 29 gennaio dalle 9,00 alle  13,00. All’ iniziativa aderiscono anche le delegazioni presenti sul territorio comunale: Delegazione di ARCIMAS di Arcidiaco Francesco, Via Prov Ravagnese 31 – 89131 Ravagnese (RC) e

Delegazione Catona di Sergi Daniela, Via Regina Elena 30, 89053 Catona (RC).

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Pallacanestro: Zampogna torna alla Viola

Non si fermano le trattative ed i colpi di scena in ambito di mercato in casa neroarancio. E l’ultima porta con se un grande ritorno: Stefano Zampogna rientra nella compagine di coach Bolignano. Classe 1981, 178 cm di altezza per 76 kg, Zampogna è uno dei volti rimasti più impressi anche nel cuore dei tifosi .I mesi di lontananza, in cui il play non si era legato ad alcuna squadra, non hanno intaccato il legame tra la società nero arancio e l’atleta, che ha accettato con grande entusiasmo l’offerta arrivata dal quartier generale di Modena di Reggio Calabria, sede degli uffici della dirigenza e del centro sportivo, riportandolo ad indossare quei colori che, oltre lo scorso anno, aveva già indossato nelle stagioni 2000/2001 e 2001/2002. Play titolare della Liomatic Viola Reggio Calabria nello scorso campionato, Zampogna ha notevolmente contribuito ai successi agonistici che hanno visto protagonista la squadra, e che l’hanno portata a sfiorare la promozione in A dilettanti, sfumata nell’incontro con l ‘Upea. Zampogna è stato sicuramente uno degli indiscussi protagonisti di una pagina importante della Viola e della società del presidente Muscolino, quella del riscatto dopo la crisi del titolo dell’ex dirigenza, e del rilancio di un emblema della pallacanestro nella storia, il simbolo e l’immagine della Viola stessa. Del gruppo dello scorso anno, Zampogna ritroverà solo il capitano Sebastiano Grasso, ed una compagine totalmente rinnovata, in cui, l’ingresso dell’atleta, vuole essere una ulteriore ragione alla crescita del gruppo ed al suo allargamento.

Le trattative, hanno quindi riconfermato la presenza del play nel roster, che continua a modificarsi con l’ingresso di giocatori dalle grandi caratteristiche tecniche e qualitative. Il segnale di una società che continua a lavorare con lungimiranza, con tutta l’intenzione di raggiungere obiettivi importanti e competitivi, su un campionato tutto ancora da giocare e sulla scia del progetto a lungo termine che la dirigenza intende portare avanti. Zampogna tornerà ad allenarsi sul parquet del PalaCalafiore già oggi pomeriggio, sotto le direttive di coach Bolignano. Con la stessa stima ed affetto, la società formula a Stefano un caloroso bentornato nella famiglia Viola, con la certezza che si spenderà con lo stesso vigore e passione per i colori della canotta che andrà, nuovamente, ad indossare.

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Regione Calabria: la replica dell’Assessore Trematerra a Coldiretti

L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – è intervenuto in replica ad un comunicato stampa di Coldiretti Calabria. “Leggo oggi – ha dichiarato l’Assessore Trematerra – i contenuti della lettera che la Coldiretti ha inteso indirizzare al Presidente Scopelliti. Naturalmente non posso che condividere le legittime preoccupazioni che una delle più importanti organizzazioni agricole  esprime in merito al comparto  che si appresta a guardare con ansia ad un futuro che faticoso e denso di nubi. Ad alleviare questo scenario, indubbiamente, un ruolo importante dovrà giocarlo la politica. Intendo  dire con ciò che condivido l’analisi secondo la quale i Fondi Comunitari non possono essere la chiave di volta per il recupero di un settore che soffre, però non posso neanche sottacere il fatto che l’amministrazione Scopelliti riesce ad erogare a tale settore oltre 400 milioni di euro ogni anno. Credo – ha aggiunto – che mai si siano misurate erogazioni di tale portata. Questo per dire che non credo che il problema possa risiedere sui pochissimi milioni in più o in meno destinati dal bilancio regionale al comparto.

Chiaro che ogni euro ha il suo peso, ma mi pare pleonastico affermare che la differenza o il problema risieda in questo. Anzi voglio evidenziare che tutte le misure nelle quali siano previsti dei cofinanziamenti  da parte delle aziende agricole, siano fortemente in sofferenza; basti pensare che il tasso di richieste di proroghe è superiore al 90% del numero di aziende finanziate. Questo ha due chiavi di lettura: la prima, ascrivibile ad una situazione congiunturale complicata, con un credit crunch aggressivo e paralizzante, la seconda, probabilmente, riconducibile ad atavici vizi di interpretazione della finanza regionale e comunitaria come una sorta di giostra sulla quale girare a piacimento ed in libertà. Questo non lo permetto nel mio Dipartimento, e non ci sono sconti neanche su eventuali inasprimenti burocratici volti a migliorare il livello della trasparenza e dei controlli. Piuttosto, direi che il comparto sconta una sorta di “vecchiaia congenita” nei suoi modelli regolamentari e regolatori per la quale nessuno degli attori coinvolti si può sentire immune da colpe. Ed a conferma di quanto affermo, evidenzio come nel biennio in oggetto, si è proprio  inteso affrontare il problema in ottica di settore, iniziando a porre in essere tutte le proposte di legge di riordino ed adeguamento delle strutture operanti nel campo agricolo e forestale. In particolare si è iniziato con l’approvazione da parte della Giunta Regionale, delle proposte di legge per il riordino e la rifunzionalizzazione dei due più grandi Enti sub regionali, ARSSA ed AFOR, con conseguente interessamento alle politiche della montagna in generale. Mi asterrò dal fare l’elenco delle attività svolte in questi primi venti mesi di amministrazione, e assicuro che verrebbe molto facile, ma non posso non evidenziare la soddisfazione per i risultati raggiunti in conseguenza delle forti politiche ed i riconoscimenti ottenuti in materia di prodotti a marchio di qualità, l’istituzione dell’Enoteca Regionale, l’istituzione dell’Elaioteca Regionale, la virtuosa gestione del piano attuativo di forestazione, l’approvazione di nuove Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale ecc.  Non voglio  annoiare con uno “scialbo” elenco di attività squisitamente di policy agricola, non di gestione o di sfida a chi è più bravo, solamente politiche di riordino e riorganizzazione funzionale di settore. Senza una base normativa moderna ed efficiente mai sarà possibile parlare di modernizzazione del settore agricolo calabrese. Ed in questo, l’attività si sta incentrando sull’elaborazione  di importanti strumenti normativi, che mancano alla Calabria, come  la legge forestale, una legge sull’apicoltura, una legge sull’olivicoltura, una legge sulla zootecnia ecc. In merito alle questioni relative al bilancio regionale ed a quanto si fa per l’agricoltura, voglio evidenziare come il taglio di risorse non alteri la puntuale attenzione verso le emergenze che la regione vive. A tal fine mi preme ricordare come le recenti crisi di mercato  abbiano  trovato immediata attenzione con uno stanziamento regionale di 3,5 milioni di euro, proprio per dare ristoro alle migliaia di agricoltori che con sacrifici enormi  coltivano la terra calabrese. Voglio però concludere questo ragionamento confermando ciò che la Coldiretti sostiene: non è mai abbastanza, la guardia deve essere alta e, insieme, bisogna lavorare per limare e rimuovere le cause che frenano il comparto privandolo di  momenti importanti per il suo effettivo rilancio. In maniera altrettanto chiara voglio però rimarcare fortemente che il biennio trascorso è stato un “biennio proficuo”. Se per qualcuno non  lo è stato – ha concluso Trematerra -, certamente il riferimento non è alla Regione Calabria che lo si deve fare, ma probabilmente a chi sperava di poter  fare “politica agricola”  a spese e sulla pelle degli agricoltori calabresi”.

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Reggio di Calabria: mega rissa in via De Nava, nove indiani arrestati; ruba un’auto, arrestato in flagranza

Nella giornata di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno tratto in arresto nove cittadini di origini indiana con l’accusa di rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Erano da poco passate le 14,00 quando è giunta alla centrale operativa una telefonata che segnalava una rissa furibonda in via De Nava angolo via Georgia. Si sono recate immediatamente sul posto tre pattuglie che al loro arrivo hanno constatato che diversi cittadini extracomunitari si stavano picchiando selvaggiamente anche con bastoni e bottiglie in vetro rotte. I militari sono stati anche aggrediti e hanno faticato non poco per riuscire a fermare tutti i soggetti che sono stati accompagnati in caserma. I fermati sono tutti di origine indiana e sei di essi sono risultati irregolari sul territorio nazionale. Per due di essi si sono rese necessarie cure mediche a seguito delle contusioni riportate nella rissa. Tutti sono stati tratti in arresto e condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per l’udienza di convalida. Sul posto sono stati repertati due pesanti bastoni in legno e bottiglie rotte (nelle foto) usate come armi improprie. Nella serata di mercoledì nell’ambito dei servizi di controllo del territorio i militari del nucleo radiomobile hanno tratto in arresto Modaffari Annunziato, 27 anni, originario di Melito Porto Salvo con l’accusa di furto di autovettura.

Nella tarda serata una donna aveva segnalato il furto della sua fiat 600 avvenuto in zona Ravagnese. Le ricerche diramate a tutte le pattuglie in servizio in zona ha permesso di  intercettare l’auto sulla ss 106 che si dirigeva in direzione Melito a forte velocità. L’auto è stata bloccata e il Modaffari è stato tratto in arresto in flagranza di reato.

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Reggio di Calabria: la Soprintendenza Archivistica per la Calabria ed il Liceo classico “T. Campanella” propongono la mostra “Dalle leggi razziali allo sbarco degli alleati”

In occasione del Giorno della Memoria che, il 27 gennaio di ogni anno, ricorda l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la Shoah e le persecuzioni del popolo ebraico, la Soprintendenza Archivistica per la Calabria, in collaborazione con il Liceo classico "T. Campanella" di Reggio Calabria e con l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, ripropone la mostra "Dalle leggi razziali allo sbarco degli Alleati in Calabria". La mostra, che sarà inaugurata e allestita presso il Liceo "Campanella", è stata curata e organizzata dalla Soprintendenza Archivistica nell'anno 2004, per il Giorno della Memoria. Quest'anno, si arricchisce del contributo dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria ed è allestita in un luogo privilegiato come la scuola, dove, tra i giovani e per i giovani, è più facile e più giusto "conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” (legge n.211 del 20 luglio 2000). Il percorso espositivo, racconta per immagini e documenti d'archivio, alcuni tratti significativi di vita calabrese nel corso del regime fascista, le misure disposte ai danni degli ebrei e le vicende relative alla liberazione dei 1500 internati nel campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza.

La mostra, aperta per due settimane, sarà inaugurata il 27 gennaio alle ore 11, presso l'aula Magna del Liceo Classico T. Campanella alla presenza del Dirigente scolastico Maria Rosaria Rao, del Soprintendente Archivistico per la Calabria, Francesca Tripodi, del Direttore dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria, Maria Giuseppina  Marra e dell'Assessore alla cultura della Provincia di Reggio Calabria, Edoardo Lamberti Castronuovo.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti” ribatte alle dichiarazioni dell’Ass. Minasi

In riferimento all'articolo con cui l'Assessore Tilde Minasi ha risposto alle denunce sulla gestione dei beni confiscati fatte in conferenza stampa dalla Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" Adriana Musella, la stessa ribadisce alcuni concetti evidentemente non chiari. Quattro sono per la Musella i punti da chiarire tra le affermazioni dell'Assessore  Minasi: 1) il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" ha evidenziato lo stato di assoluto abbandono in cui versano i locali assegnati alla C.R.I., chiedendo all'uopo che fossero aperti alla presenza dei giornalisti. “Ambienti impregnati di muffa e di umido non possono essere idonei ne alla salute pubblica ne alla conservazione dello stabile ne all' eventuale materiale ivi depositato”. "Riferimenti non ha chiesto di cacciare la Croce Rossa", rileva Musella, "ma è la stessa Croce Rossa che da più tempo ha ribadito l'esigenza di altri locali". La Musella riafferma ancora una volta che" il puzzo della muffa  e del chiuso arriva fino al proprio locale" e dichiara "preoccupazione anche per il cedimento della struttura stessa"; 2) l'Assessore si meraviglia di  come non si sia ricorsi al dialogo. "Riferimenti" dichiara di aver chiesto e rincorso il dialogo con l'Amministrazione Comunale da ben 3 anni, con note scritte ma anche  varie conversazioni, con gli interventi ulteriori presso i Sindaci che si sono succeduti, prima del Questore Giuffrè, poi del Questore Casabona.

"Il problema è stato portato a conoscenza di tutti, non ultima, l'Agenzia per i Beni Confiscati". "Da settembre", afferma Musella, "abbiamo riscritto ed informato la nuova Amministrazione, abbiamo richiesto più volte un incontro, ma non abbiamo mai ottenuto risposta". "Credo,quindi, che il problema del dialogo non sia dipeso da noi che l'abbiamo cercato ma mai ottenuto"; 3) se si è affidatari di un bene confiscato, per uso ufficio o per deposito che sia, non lo si può vedere cadere a pezzi, ne tantomeno ridotto a ricettacolo di spazzatura. "In merito ai sacrifici personali cui accenna l'Assessore Minasi, ci preme ribadire che di tasca nostra abbiamo speso ben cinquemila euro per riparare il locale assegnatoci dal Comune. 4) amianto per il quale si raccomanda di compilare il modulo di censimento. La presenza di amianto sul tetto dell'Associazione, è stata anch'essa denunciata da anni 3. “Per noi l'Amministrazione non ha bisogno di ricorrere al censimento, in quanto esistono agli atti denunce ben precise dal 2008 ad oggi”.

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Reggio vista da lontano: i pensieri di Domenico Durante, un reggino che vive al nord. “Quando ero ragazzo…”

La crisi ci impoverisce e ci cambia anche nella quotidianità, per esempio nell'informarci. Quando ero ragazzo, lette le pagine reggine della “Gazzetta del Sud”, allora unico giornale locale, si chiudeva il cerchio dell’informazione sulla nostra città. Per sapere quali fatti incidevano sulla nostra vita, bastava. Ora, ma da tempo, non è più così. Oggi la realtà è globalizzata, sia nella concezione positiva che in quella negativa del termine. Oggi quello che succede in una terra lontanissima, lontano ci sono solo io, va guardato con grande attenzione. Oggi le notizie arrivano da lontano ma il loro contenuto ci avvicina tutti sotto il peso delle stesse. Direte “Ma questo come riguarda Reggio? Ci riguarda e molto da vicino: è la fine irreversibile della vecchia autoreferenzialità – “bbucca… chi ttrova i diri puru o patraternu” – autoreferenzialità che, già dannosa, oggi diventa letale: Reggio deve integrarsi, adesso deve non ha altra scelta, nel circuito delle relazioni con tutti; deve unire le proprie forze, a volte con la consapevolezza  di non poter stare in prima fila. Se il mondo è della rete starne fuori è un disastro. Essere rimasti fuori dalla rete, spesso nel passato è accaduto, porta alla conseguenza che non arrivino i treni dal Nord e che vengono tagliati i voli. Anche oggi, con Regione e Comune protagonisti e proattivi, la città deve recuperare in  termini di considerazione. Concludo: dobbiamo cambiare la nostre relazione  con gli avvenimenti e dobbiamo valorizzare le nostre migliori energie.

Così si fa ovunque non si voglia restare out per sempre ma questa volta sempre, sempre. In fondo, seguire questi semplici consigli, potrebbe essere una delle poche cose positive di una corretta lettura  della crisi: ci sono tanti, tantissimi segni negativi  nella nostra città ma noi, facendo leva sui tantissimi segni positivi, da questi dobbiamo ripartire con la forza di una mischia da rugby, per imporli alla società intera e particolarmente per far sì che questi diventino i pilastri delle scelte dei nostri amministratori. Bisogna fare ma non con sterili piazzate di protesta né, tantomeno, sconfinando nell’attacco personale.

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ASD Cittanova Interpiana Calcio: amichevole infrasettimanale con il Lazzaro (4-2 in risultato finale)

Amichevole utile oggi per i ragazzi di mister Mesiti che, per l’abituale partitella infrasettimanale, hanno giocato contro il Comprensorio Lazzaro, squadra che sta ottenendo importanti risultati nel campionato di Prima Categoria. Al “Campoli” di Bocale, alle 15:00, dopo una buona fase di riscaldamento per scongiurare infortuni a causa della temperatura rigida e del vento freddo, le due squadre si sono affrontate a viso aperto, divertendo gli addetti ai lavori che hanno seguito l’incontro (nella foto). Mister Mesiti ha approfittato per provare nuovi schemi tattici, cambiando spesso il modulo e gli uomini messi in campo.

Il risultato finale vede l’Interpiana battere il Lazzaro per 4 a 2 grazie alla doppietta di Conversi e le reti di Iannazzo e Viscardi. Per i biancorossi di mister Verbaro in rete Porchi e Cucè.

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Pallacanestro: la Viola assesta gli equilibri

Si assestano gli equilibri in casa Viola, dettati dai numerosi cambiamenti dovute alle ultime manovre di mercato del direttore generale Gaetano Condello. Primo giorno di allenamento per gli ultimi arrivati nel roster neroarancio, il giovane under Tommaso Ingrosso ed il play, già parte della squadra della scorsa stagione, Stefano Zampogna. Positive le prime impressioni di coach Bolignano, su un gruppo che si modifica e si allarga. “L’allenamento è stato impostato al fine di realizzare schemi che mirassero ad integrare i giochi dei nuovi membri – ha dichiarato coach Bolignano -. Zampogna, in virtù del ruolo di play che ricopre, ha la necessità di sentire il ritmo della squadra, cosa che gli viene facilitata dalla grande visione e lettura di gioco che gli appartiene. Di Ingrosso ho apprezzato la forte concentrazione dimostrata durante gli allenamenti, il fatto di non cedere a distrazioni nonostante eventuali errori in fase di applicazione degli schemi, e la tendenza ad essere molto partecipe dei giochi. Ciò che serve ai ragazzi, è ora lavorare in serenità, dopo le modifiche delle ultime settimane, puntare quindi sull’equilibrio fisico, psicologico ed  atletico del gruppo, che deriva dall’attiva di lavoro giornaliero”. Intanto, coach Bolignano ha scelto le figure che faranno parte del suo staff. Il ruolo di assistent coach è andato a Pasquale Motta. Cresciuto nell’ambiente del settore giovanile del pianeta Viola, dal 92 al 99 Motta ha lavorato accanto a grandi nomi del mondo del basket, assistendo Gebbia, Tripodi, Benedetto e Bianchi, e ricoprendo, negli anni, il ruolo di capo allenatore in tutte le squadre del settore giovanile della Viola, maturando esperienze come head coach anche con il Botteghelle e All Stars.

“Sono entusiasta del nuovo ruolo – ha dichiarato Motta commentando il passaggio alla prima squadra – e condivido l’obiettivo e l’ambiente valoriale di coach Bolignano, essendoci formati nel medesimo ambiente, quello, appunto della Viola. Sento inoltre di ringraziare il coach per avermi voluto nel suo staff e la società del presidente Muscolino per l’opportunità che mi è stata data”. A completare lo staff tecnico anche Giuseppe Polimeni che si occuperà del report statistico. Uno staff giovane, nato dalla fucina della Viola che ha fatto la storia del basket, e che ora si trova a guidare un gruppo competitivo e determinato che intende continuare ad onorare i colori della maglia neroarancio.

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Stilo (RC): arrestato un minore, è uno degli autori della tentata rapina commessa l’1 gennaio 2012

Alle prime luci dell’alba i Carabinieri di Roccella Jonica hanno eseguito un’ordinanza coercitiva emessa dall’ufficio del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, nei confronti del minore N.M., cl. ‘94, originario della vallata dello Stilaro. L’1.01.2012, alle ore 23:20 circa, in Bivongi, l’arrestato, unitamente ad altri due soggetti, allo stato non ancora identificati, tentavano di rapinare Zannino Ermando cl. ’31, penetrando nella sua abitazione sfondando la porta d’ingresso e minacciandolo con un piede di porco per impossessarsi dei fucili che custodiva. Nell’occasione l’anziano riusciva a mettere in fuga i malfattori, che però lo colpivano con un pugno in pieno petto facendolo cadere a terra prima di dileguarsi per le vie del paese e nelle campagne circostanti. Le immediate indagini condotte dai Carabinieri di Stilo permettevano di raccogliere elementi sufficienti all’individuazione di uno degli autori della rapina, identificato nell’odierno arrestato. Sulla scorta dei dati raccolti il P.M. presso la Procura per i minorenni, concordando pienamente con i Carabinieri, richiedeva l’applicazione della misura restrittiva al GIP, il quale emetteva il provvedimento eseguito in mattinata odierna.

Il minore è stato ristretto presso il penitenziario minorile di Catanzaro. Avuta cognizione della notizia lo Zannino ed i suoi familiari hanno contattato i militari per ringraziarli del proprio operato.  Anche il Sindaco di Bivongi ha voluto esprimere il proprio compiacimento per l’attività svolta, che, ancora una volta, mette in risalto l’ottimo lavoro svolto dai Carabinieri di Stilo.

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Regione Calabria: l’Assessore Trematerra ha reso noto che Arcea ha effettuato il quinto pagamento sulla Domanda Unica

L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – ha reso noto,  con soddisfazione, che, ieri, ventiquattro gennaio, l’Arcea, Agenzia Regionale per le Erogazioni in Agricoltura, ha erogato un importo superiore a 67 milioni di euro sui fondi “Feaga”,  a favore di centomila produttori agricoli calabresi. “Si tratta – ha detto l’Assessore Trematerra – del quinto pagamento effettuato nell’ambito della Domanda Unica 2011, sulla quale, complessivamente, sono stati erogati oltre 266 milioni di euro, superiori al 90% delle somme attese dagli agricoltori richiedenti. Si tratta di aiuti a sostegno del reddito dell’impresa agricola, per i seguenti settori: seminativi e zootecnia; olivicolo; agrumicolo; latte bovino; frutta a guscio ed altri settori minori”. L’Arcea, che a breve completerà il complesso iter istruttorio che consentirà di concludere i pagamenti di Domanda Unica 2011, ha esercitato nel 2011, per la prima volta, la propria competenza di organismo pagatore sui fondi “Feaga”, mentre effettua i pagamenti sui fondi “Feasr”, sul “Psr Calabria 2007-2013”, dal luglio 2010. Grazie all’operato dell’Assessorato Agricoltura, Foreste e Forestazione, dell’Arcea e delle sinergie che si è riusciti a creare, gli obiettivi di spesa del PSR sono stati pienamente raggiunti, sia nel 2010 che nel 2011.

“Con il pagamento della Domanda Unica – ha aggiunto Trematerra –  e con le erogazioni effettuate nell’ambito del PSR, è stato compiuto un importante passo per mitigare gli effetti che la crisi finanziaria e le avverse condizioni congiunturali hanno avuto sugli agricoltori in Calabria e nel resto dell’ Europa nel recente periodo. La Giunta Regionale è consapevole dell’importanza del settore agro-forestale per la crescita della Calabria e la sua azione, orientata a garantirne il pieno sviluppo, sta diventando – ha concluso Trematerra – sempre più incisiva e le ricadute positive sull’intero territorio regionale non tarderanno ad arrivare”.

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Pallacanestro: la Viola ingaggia Tommaso Ingrosso

Conclusa un importante operazione di mercato  in casa Viola con l’arrivo di Tommaso Ingrosso nel team neroarancio. Giovane under,  classe 1992, ala di 206 centimetri di altezza, Ingrosso viene considerato  una della promesse più lungimiranti nel panorama nazionale. Già impegnato nel 2006 con le finali Under 14 a Pescara, viene poi ingaggiato dalla Benetton Treviso. Le onorificenze arrivano già giovanissimo: è infatti premiato da Michael Jordan all’interno di un camp come MVP del torneo. La crescita come atleta si matura nel 2007, con il passaggio alla Monte Paschi Siena, dove riesce ad entrare nell’orbita della prima squadra. Il 2008 è l’anno che comincia a celebrare la sua consacrazione come giovane promessa: esordisce in serie A con 3 apparizioni in campo ed una in Eurolega e rientra nella Nazionale Under 16. Nel 2009 un grave infortunio lo costringe a frenare la sua ascesa, ma il suo talento e la passione non gli impediscono di qualificarsi, nel 2010, alle finali Nazionali Under 19. Importante l’esperienza maturata con la maglia del BLS Chieti e la recentissima partecipazione alla Nazionale Under 20. L’arrivo di Tommaso Ingrosso a Reggio Calabria conferma il progetto e l’obiettivo della società del presidente Muscolino, quello del raggiungimento di traguardi importanti, attraverso la costituzione un roster di qualità. Previsto per questa sera l’arrivo di Ingrosso al centro sportivo del Pianeta Viola.

Seguito dallo staff medico della Viola Reggio Calabria, verrà sottoposto alle visite mediche per poi mettersi a disposizione delle direttive di coach Bolignano e prendere confidenza con il nuovo ambiente ed i nuovi compagni di squadra. A Tommaso, la società, la staff medico e la squadra, augurano di continuare a costruire la sua carriera ottenendo brillanti risultati e maturando esperienze formative importanti in maglia neroarancio, formulandogli un benvenuto nella famiglia Viola.”Son felicissimo di venire a giocare a Reggio Calabria – ha dichiarato l’atleta- e sono conscio della qualità tecnica del gruppo in cui entro a fare parte, delle caratteristiche dei singoli  così come delle prestazioni che la squadra  ha dimostrato dall’inizio del campionato. La determinazione della squadra, e del progetto societario, a raggiungere obiettivi lungimiranti, sono state  sicuramente le ragioni che mi hanno spinto ad accettare di indossare i colori della maglia neroarancio. Sono a completa disposizione delle direttive di coach Bolignano, darò il massimo e penso di poter contribuire a fare bene. Da parte mia c’è tutta la volontà di condividere i traguardi che la Viola Reggio Calabria si è prefissata”.

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Lettera al Direttore: “Noi tifosi, i veri offesi ed abbandonati”

Gentile Direttore, intanto mi presento: sono Nando ed abito in Provincia di Vibo. In altre occasioni ho avuto modo a scriverLe a proposito delle sorti della Reggina, oggi come non mai, dopo il suo articolo relativo al presidente Foti il quale sostiene quasi di sentirsi offeso dalla tifoseria e dalla città  sono "costretto" a scriverLe. In primis mi voglio complimentare  con Lei per l’obiettività  professionale dimostrata ancora una volta. Sì, mi consenta, "obiettività". Agli occhi di qualcuno, magari sprovveduto o finto tale, quello che Lei scrive  e commenta  in quei 10 punti, potrebbe sembrare solo lo sfogo di un acceso tifoso amareggiato e deluso, ma, in realtà, per chi come me la segue da tempo ed ha apprezzato e condiviso quanto Lei scriveva in tempi non sospetti quando, cioè, il pubblico del “Granillo” faceva da dodicesimo uomo in campo, a me il suo scrivere piace e la chiamo obiettività. L'essere equilibrati dovrebbe essere il “credo” di ogni individuo sulla terra e ancor di più vale il concetto se quest’individuo si occupa di comunicazione di massa. Mi riferisco al quel giornalista (Nino Neri, n.d.r.) che in sala stampa, dopo un disastroso, non solo numericamente , 1-4 pone una domanda e la "serve" come si fa con una gustosa pietanza per far sì che, come scrive Lei, il “carnefice” abbia  la possibilità di sembrare “vittima”. Ebbene si, il nostro Presidente si sente offeso dal pubblico, dalla città , dai tifosi solo perchè  la gente non è più disposta a subire in modo inerme come ha fatto in questi 4/5 anni ed ora incomincia a protestare. E finiamola davvero con la storiella di essergli eternamente grati per averci “dato” la serie A perchè se è vero che Foti ci ha dato la A la stessa A ha dato tanto a Foti e se è vero che lui ha dato “luce” ad una città ed a una regione intera è altrettanto vero che la stessa città, nonchè le varie amministrazioni locali, hanno dato tanto a lui.

Quello che il tifoso non sopporta, mi rivolgo al Presidente, non è il risultato sportivo non lusinghiero, perchè quello ci può anche stare (fare la B in un modo dignitoso a Reggio ci puà anche stare), quello che non va è la politica del far cassa perenne, l’esigere, magari dopo due tagli di stipendi ad un calciatore, un terzo taglio; non va il fatto che fino a qualche anno fa il bilancio fosse sano e robusto ed ora, nonostante la vendita di 2/3 pedine (ovviamente le migliori) a stagione, lo stesso bilancio comincia a non essere in equilibrio; non va l'avere 28 giocatori a contratto per lo più di valore modesto (e poi si parla di qualità) che vanno e vengono nella speranza sempre e comunque di far cassa. A proposito: P. Marino dopo il prestito al  Cosenza, senza tra l'altro mai giocare, ritorna dimenticando quello che aveva fatto la stagione prima (ricordate con il Torino?) per portare la squadra alla finale play off e questo quando avevamo il migliore portiere della categoria (Puggioni, n.d.r.). Queste sono le cose che non vanno, sono le cose per le quali il tifoso si sente offeso. E’ l'unico “vero” offeso della situazione ed aggiungo anche abbandonato da certi media locali e regionali assoggettati nei confronti della società. Oltremodo, il resto, caro Direttore, lo ha ben elencato Lei nei 10 punti esposti nel Suo articolo. Punti, purtroppo, che hanno condizionato la storia recente della Reggina e mi auguro che non condizioneranno anche la storia futura. Cordialmente saluti, nando12345@libero.it.

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Regione Calabria: incontro nelle sedi provinciali per illustrare progetto Regione sistema SUAP

Per illustrare il progetto finanziato dalla Regione con fondi Por Fesr 2007-2013 “Azioni per semplificare gli iter procedurali connessi alla localizzazione, alla operatività delle imprese (SUAP), il dipartimento regionale alle Attività produttive – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – ha organizzato una serie di incontri che si terranno nelle sedi delle cinque Province calabresi. “L’iniziativa – ha spiegato  l’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi – è stata concertata con le Amministrazioni provinciali e preceduta dalla sottoscrizione di un apposito accordo che fornirà un importante supporto per lo sviluppo e l’innovazione tecnologica dei servizi unici, con azioni aggiuntive di formazione e assistenza tecnicarientra. Il progetto – ha proseguito Caridi – si inserisce in un percorso avviato dal governo regionale che punta allo sviluppo ed al consolidamento degli Sportelli Unici singoli e associati della regione e si inquadra in un’ottica di impegno globale orientato a favorire forme di cooperazione interistituzionale, anche di tipo info-telematico, necessarie per garantire un opportuno coordinamento delle attività e delle azioni promosse dai vari enti”.

Il progetto si propone di fornire ai Comuni ed agli altri enti tutti gli strumenti normativi e tecnologici, nonché i servizi di aggiornamento delle procedure e della modulistica necessaria all’accreditamento operativo del sistema SUAP. Negli incontri programmati verrà illustrato il sistema informativo regionale, dotato di un software per la gestione dei procedimenti amministrativi a disposizione dei Comuni e di enti terzi, che presenta una sezione dedicata alla promozione ed informazione territoriale, coordinata a livello provinciale e regionale. Il sistema offre anche un software di condivisione delle conoscenze che permette di mettere in rete i vari attori della pubblica amministrazione a vario titolo coinvolti nei procedimenti amministrativi di competenza SUAP.

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Regione Calabria: l’Assessore Gentile ha presieduto un incontro operativo sul porto di Diamante

L’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Giuseppe Gentile ha presieduto, questa mattina, a Catanzaro, un incontro operativo sul problema del porto di Diamante. Erano presenti – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta –  il Sindaco di Diamante Ernesto Magorno e gli assessori Perrone e  Maulicino, il Dirigente generale del Dipartimento regionale Infrastrutture Laganà, il Responsabile del Procedimento Zinno,  il responsabile dell'ufficio tecnico comunale Vaccaro, la funzionaria Loise, il  Procuratore generale dell'impresa Concessionaria Santoro, il Direttore dei Lavori Salatino  ed il componente dell’ufficio di direzione die lavori Veltri. Nel corso dell’incontro è stata confermata, ancora una volta,  la grande attenzione che l’ amministrazione regionale, il comune di Diamante ed il Concessionario attribuiscono alla realizzazione dell’importante struttura, opera strategica per il Tirreno cosentino. “Un’ opera – ha sottolineato l’Assessore Gentile – che prenderà forma grazie all’azione sinergica con l’imprenditoria privata. Si è, infatti, ribadito come il porto di Diamante venga realizzato grazie al contributo pubblico, ma, soprattutto, grazie al rilevante impegno finanziario del concessionario, che ha assunto su di se la gran parte del rischio finanziario dell’intervento.

Infatti, a fronte di un investimento totale di circa dieci milioni di euro, il Concessionario partecipa con un importo superiore a sette milioni. Ad oggi, infatti, sono stati effettuati lavori per circa quattro milioni di euro, di cui solo 300.000 a carico della Regione”. Un’ opera così complessa, dal punto di vista tecnico finanziario, richiede, evidentemente, per come affermato dal Concessionario, un’ adeguata ed attenta dinamica organizzativa. L'imprenditore ha ricordato come il porto, ad opera ultimata, consentirà di ospitare trecentodieci  imbarcazioni, prevedendo, altresì, una lista di servizi di alto profilo per chi naviga da e verso il sud Italia. E' prevista l’adozione di panne galleggianti per limitare l’impatto delle lavorazioni sull’ambiente marino, l'uso di massi artificiali, pigmentati con una venatura che riprende il colore dello scoglio naturale, realizzati con calcestruzzi biocompatibile, capaci di ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente, garantendo, nel contempo, un’alta efficienza tecnica. Il Concessionario ha illustrato le iniziative in corso che riguardano prevalentemente l’acquisto dei pontili ed delle cassaforme per la realizzazione dei massi artificiali ed delle gru e carroponte per la movimentazione delle imbarcazioni, informando altresì che entro i primi di febbraio inizierà la predisposizione dell’area di fabbricazione e stoccaggio, ubicata nel Comune di Diamante, dei massi stessi, nel rispetto degli obblighi contrattuali. Nel mese di marzo si avrà piena evidenza delle lavorazioni all'interno dell'area portuale. Il Sindaco, nel prendere atto della disponibilità dimostrata dall'assessore Gentile e dal Concessionario, ha manifestato la propria soddisfazione per le attività in corso e per quelle programmate, che consentiranno alla città di Diamante di aumentare ancor più le proprie capacita di attrattore turistico. Alla fine dell'incontro l’assessore, nel dichiararsi soddisfatto dell'esito dell'incontro, ha assicurato che seguirà da vicino lo sviluppo delle attività comunicando, da subito, una visita, insieme a tutti i presenti all’incontro, sul cantiere, nel prossimo mese di marzo, in concomitanza con la posa dei primi massi artificiali ecologici per la costruzione del molo principale.

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Regione Calabria: il Dipartimento Presidenza ha attivato un nuovo canale di comunicazione con i cittadini

La Regione Calabria ha istituito, in aggiunta ai canali di comunicazione e d’informazione già attivati, un servizio di “newsletter” finalizzato alla condivisione di informazioni sull’attività degli Uffici regionali nel loro complesso ed all’avvio di un processo di partecipazione digitale dei cittadini alle iniziative ed ai piani promossi dall'Ente. La “newsletter” offrirà ampie e dettagliate notizie ed aggiornamenti, in ordine alle attività dei singoli servizi e settori dell'Amministrazione regionale e costituirà anche un mezzo di diffusione ed approfondimento delle disposizioni normative e delle misure assunte a livello nazionale e regionale nei diversi settori di interesse. Con l’iscrizione al servizio, i cittadini potranno anche porre specifici quesiti  che, se di interesse generale, verranno inseriti, con le relative risposte, nelle “newsletter” periodiche. In un’ottica partecipativa saranno, altresì, promossi sondaggi tematici volti a creare una vera e propria relazione bidirezionale ed un costante interscambio di dati tra la Regione ed i cittadini.

Per scoprirne il funzionamento basta collegarsi al sito istituzionale www.regione.calabria.it e cliccare su “la Regione informa”.

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Regione Calabria: il Presidente Scopelliti, incontrerà giovedì 2 febbraio a Roma, il Ministro Passera

Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta regionale – incontrerà giovedì 2 febbraio a Roma il Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera. All’appuntamento, fortemente voluto dal Governatore della Calabria, è prevista la presenza di una delegazione di parlamentari calabresi. Scopelliti, in una lettera inviata al Ministro Passera, ha manifestato “come amministratore del territorio calabrese, unitamente a tutti parlamentari calabresi eletti nella circoscrizione regionale, forte preoccupazione per il grave problema dei collegamenti e più in generale dei trasporti. Il Presidente della Regione, nella missiva, ha informato il Ministro che “assieme ad altri amministratori anche di altre regioni sia del nord che del sud, abbiamo fatto  richiesta di un intervento affinché si aprisse un tavolo di confronto nazionale”.  Scopelliti, appresa la notizia della convocazione del prossimo 2 febbraio alle ore 11 al Ministero delle Infrastrutture, ha inviato una lettera ai parlamentarti eletti in Calabria chiedendo di essere presenti in delegazione all’appuntamento.

“Tutti assieme compatti – ha dichiarato il Presidente Scopelliti – dobbiamo con forza ribadire quali sono le necessità per i  cittadini. Al Ministro evidenzieremo come sui trasporti si gioca una partita fondamentale per i nostri territori. Non possiamo assistere passivamente al taglio dei treni di lunga percorrenza, alla soppressione dei voli da parte di Alitalia ed ai ritardi dell’Anas”.

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ASD Cittanova Interpiana Calcio: Mesiti “Ci salveremo con l’impegno ed il lavoro”

“Ho parlato con i ragazzi, nonostante la brutta sconfitta di domenica, sono sicuro che con l'impegno e il lavoro di tutti possiamo puntare alla salvezza, senza problemi”. A parlare è mister Mommo Mesiti, deluso per come si è conclusa la gara con l'Adrano ma fiducioso per il proseguo di campionato. “Domenica abbiamo sbagliato l'approccio alla gara. Non eravamo tranquilli e quando una squadra si trova in una situazione psicologica particolare, come quella che noi stiamo vivendo, prendere due reti in poco tempo vuol dire compromettere l'intera partita”. L'esperto mister, convinto delle qualità del gruppo e archiviata la partita di domenica, indica la via da seguire. “Ai miei giocatori ho detto che, con l'organico che adesso ci ritroviamo, grazie al giusto mix tra giovani e più esperti, recuperando anche gli infortunati e gli squalificati, possiamo, dobbiamo cambiare registro. Adesso si azzera tutto – prosegue il mister – ripartiamo dal principio mettendo tutto in discussione, anche le mie convinzioni tattiche. Adesso, infatti, posso contare su una rosa di giocatori che mi consente di valutare altri accorgimenti, mettere in campo la squadra in modo differente, provare qualcosa di nuovo.

Dobbiamo fare tutto questo e farlo nel minor tempo possibile, perché le altre squadre non aspettano e noi non possiamo rimanere indietro. Partiamo da una base sulla quale abbiamo lavorato tanto – conclude  Mommo Mesiti – puntiamo a recuperare la miglior forma fisica e trovare il giusto equilibrio, la cosa più importante per ottenere risultati”.

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“Presidente, sente di aver tradito tifoseria e Città e di aver vanamente tentato di offendere l’intelligenza altrui?”

Lo spunto per il titolo ce lo dà, involontariamente, un amico-collega certamente un po’ troppo “buonista” (deontologia professionale vuole che, con grande “sacrificio”, si “traduca” l’aggettivo che d’istinto ci viene in mente con quello più moderato appena usato), il quale chiede al presidente “Si sente più tradito dal pubblico o dalla squadra?” Ma che razza di domanda è? Chi è il “traditore”? Il pubblico che legittimamente contesta, la squadra che non può fare di più o, invece, colui ch’è il responsabile numero 1 (“number one”, come lo definirebbe un altro esimio collega) della situazione in cui versa la Reggina? Ma come si fa, diciamo noi, a porre quella “benedetta” domanda al “carnefice” facendolo passare per “vittima”. Ma siamo fuori? Mah! Abbiamo sempre, e sottolineiamo sempre, riconosciuto a Foti i meriti che per anni sono stati sotto gli occhi di tutti. Suoi o di chi per lui o con lui, diciamo meglio. Allo stesso modo, critici perché assolutamente liberi di esprimere sempre e comunque il nostro pensiero (anche sbagliando, se poi i fatti hanno dimostrato il nostro errore), siamo stati tra coloro i quali (pochi, veramente pochi) hanno detto o scritto null’altro che quello che vedevamo ed interpretavamo secondo “scienza e coscienza”. Ieri come oggi e come anche domani.

Ed oggi che le cose non vanno come vorremmo, noi che interpretiamo il giornalismo come un servizio reso alla gente che vuole sapere e che non ne può più di essere indottrinata passivamente, dobbiamo rimarcare quello che abbiamo detto e scritto sin dall’inizio di questa stagione (ed anche prima di essa). Cosa? E’ semplicemente detto: 1) la scelta di un allenatore già visto e, quindi, conosciuto, senza particolari caratteristiche idonee a perseguire il raggiungimento del tanto sbandierato (fino a ieri sera) proclama del presidente secondo cui, quest’anno, si puntava a migliorare il piazzamento ottenuto al termine dello scorso torneo; 2) l’allestimento di una rosa deficitaria in almeno 3 reparti su 4: portiere (in primis), difesa e centrocampo; 3) la cessione o l’alienazione di due giocatori fondamentali come Puggioni e Tedesco: esperienza e professionalità allontanate per far soldi, il primo, e per non spenderne, il secondo; 4) il puntare su 2 giovani portieri assolutamente inadeguati per il compito a cui, teoricamente, erano stati preposti: P. Marino è un’indecenza (ci scusi, lungi da noi il volerlo offendere, ma non ci vengono in mente altre parole idonee a chiarire il concetto pensato) e Kovacsik, iniziato così così il torneo e messo quindi a riposo, quando richiamato in campo sembrava aver fatto tesoro dei propri errori salvo, poi, venire nuovamente relegato in panchina a beneficio del già menzionato P. Marino; 5) la tempistica assolutamente sbagliata circa l’esonero dell’onesto ma confuso Breda: non già dopo il pareggio casalingo contro il Sassuolo prima della sosta di Natale (pareggio del quale abbiamo intuito la "genesi" ed il  “perché” alla prima giornata utile del cosiddetto mercato di ripetizione con la cessione di Missiroli, guarda caso, proprio alla Società emiliana oggi prima in classifica), ma dopo la prima uscita del 2012 in quel di Vicenza dove, sempre dopo un pareggio, chissà cos’ha convinto lo stesso Foti a cambiare rotta affidandosi a tale Gregucci reo di portare la croce amaranto addosso pur di ritornare ad allenare dopo gli esoneri subiti; 6) l’obiettivo lampante di “produrre” esclusivamente denaro piuttosto che risultati sportivi attraverso una politica economica orientata più agli incassi che agli investimenti a breve termine; 7) la “naturale vocazione” del presidente a risparmiare sull’acquisto dei giocatori (la cui qualità, caro presidente, si paga!) salvo poi avere, ad oggi, ancora una volta (Ficcadenti-Ulivieri-Orlandi nel 2007/2008, Orlandi-Pillon-Orlandi nel 2008/2009 e Novellino-Iaconi-Breda nel 2009/2010) 3 allenatori a busta paga (Orlandi-Breda-Gregucci) senza voler aggiungere il sempre a busta paga DS Martino; 8) la sopraggiunta nostra convinzione che Foti abbia pensato e fatto suo il concetto secondo il quale mantenere la squadra in B in una posizione medio-alta (senza “rischiare”, cioè, né di salire né di scendere troppo) e “produrre” almeno 2/3 giocatori da vendere a stagione sia certamente meno rischioso ma assai più remunerativo; 9) ciò che non capiamo assolutamente è la questione dei tanto proclamati debiti della Reggina Calcio atteso che la storia di questa Società ci ha insegnato che ha sempre più incassato che speso con l’unica esclusione (forse) della stagione 2008/2009 allorquando si allestì una formazione, allenatore compreso, che a detta di tutti (e sfidiamo chiunque a dimostrare che non sia stato così), insieme al Torino, avrebbe dovuto vincere il campionato a mani basse; 10) la cosiddetta “questione morale” perché è vero che la Reggina è, sulla carta, di Reggio e dei Reggini ma, di fatto, è del presidente al quale, sempre e comunque, spetta il dovere morale di rendere trasparente la gestione della stessa. 10 punti bastano? Per una sintesi, sì! Sebbene sappiamo che il significato della parola “moralità” sia spesso abbandonato a se stesso, quando non addirittura disconosciuto, partiamo dall’ultimo dei punti che abbiamo intenzionalmente sottolineato. Leggiamo oggi che, nell’immediato dopo-gara di ieri sera, il presidente tra l’altro dichiara “Guardo le cose con realtà, la Reggina si mantiene da sola, quello che produce è frutto del suo impegno e lavoro“ (fonte “Il Quotidiano della Calabria” di oggi 24.01.2012 a firma R.T.). Onestamente, se la memoria non c’inganna, non ci pare che sia proprio così. Sbagliamo se i ricordi ci riportano indietro nel tempo, all’estate del 2005 (si, 2005, perché l’estate del 2004 fu caratterizzata dal primo licenziamento di Martino e da quello di Jacopino e quella del 2006 da “Calciopoli”), allorquando la Reggina visse la questione della vicina esclusione dal campionato di A per via di fidejussioni versate da una società (la Sanremo Assicurazioni, se non erriamo) non in possesso dei requisiti necessari ad ottemperare a tale impegno? E chi versò, in fretta ed in furia, nelle languide (?) casse amaranto i soldi necessari per la fidejussione di cui sopra al fine di iscriversi al campionato con annesso ricorso e denuncia dell’allora presidente del Bologna (appena retrocesso e desideroso di ripescaggio) Gazzoni Frascara? Sbagliamo o furono Enti pubblici come Comune, Provincia e Regione a sostenere la Reggina elargendole la "modica" cifra, se la memoria ci aiuta ancora, di 18 (leggasi diciotto) milioni di euro? Ed anche, sbagliamo a ricordare che fu l’attuale Governatore, nel 2007 fresco rieletto con percentuali bulgare sindaco della Città, a “regalare” l’utilizzo e la gestione del “Granillo” alla Reggina abbonandole, per di più, i canoni di locazione dello stesso stadio da essa dovuti da anni ed anni e mai corrisposti o saldati? Ricordiamo male oppure della vicenda se ne interessarono anche le “Iene”? Ed i soldi del mancato guadagno da parte del Comune furono o no soldi pubblici? Ed allora, caro presidente, come si conciliano questi due fatti con le sue dichiarazioni di ieri sera? Andiamo a ritroso nella nostra elencazione ed arriviamo al punto 9). Ordunque, facendo finta di dimenticare che quasi ogni anno qualcosa di “strano” succede all’interno della sede di via Delle Industrie allorquando ignoti trafugano computer e libri contabili (che coincidenza), facendo un conto, come si suol dire, alla femminina, ci pare di ricordare che i proventi dalle cessioni siano di gran lunga superiori alle uscite per gli acquisti. Certo, nel corso degli anni non è che abbiamo preso nota dettagliatamente di ogni singola voce, ma non ci pare stiamo bestemmiando con l’asserzione di cui sopra. Ed allora, come si sono creati questi debiti? Ed ecco che torna in auge la “questione morale”. Come si sono create queste voragini quando, solo qualche stagione addietro, il presidente proclamava che la sua Società era economicamente sana godendo le sue casse di buona salute? E’ vero, la Reggina Calcio S.p.A. 1986 è un’azienda come mille altre. Può avere, quindi, diagrammi economici altalenanti a seconda della sua gestione. Ma s’è vero com’è vero che le entrate sono state più cospicue delle uscite allora i conti non tornano. Dov’è finito il malloppo atteso che, dicono, non è nelle casse societarie? E’ stato utilizzato per ulteriori e diversi investimenti? Che male c’è a riferircene? E’ stato distratto (si dice così?) in altre aziende? Qual è il problema a rendicontarcene? In sostanza, essendo la Reggina una “cosa” di tutti, gli amministratori pro-tempore non sarebbe corretto ci erudissero? Ascoltando, magari capiremmo e fors’anche converremmo con loro. Non credete? Il punto 8) è comprensibile a tutti (anche ai meno addentrati). Premesso che spendere denaro non vuol dire sempre raggiungere l’obiettivo prefissato (e la nefasta stagione 2008/2009 ne è l’esempio più lampante), allestire una squadra che abbia tutti i crismi per tentare concretamente la scalata verso la serie A è di certo oneroso e necessita di investimenti a breve termine con un rischio più o meno calcolato. D’altro canto, invece, allestire una squadra “normale”, senza grandi velleità, capace pressoché sicuramente di disputare un campionato onorevole perché tanto “4 squadre più scarse si trovano sempre”, andando a prendere giocatori di belle speranze nelle serie inferiori o “lanciare” i migliori prodotti della propria “cantera”, ha un costo assai inferiore e se la fortuna con la “C” ci assiste 2/3 cessioni l’estate successiva si possono concretizzare. Anche il punto 7) è facilmente comprensibile. Foti pare accontentarsi di pagare 3 allenatori ogni stagione (il solo Atzori nelle ultime 4 stagioni non ha avuto né predecessori né successori nella stessa stagione) piuttosto che investire in bipedi calcisticamente idonei. E, s’è vero com’è vero che la qualità si paga esattamente come la si vuole venga pagata a se stessi, allora 9 allenatori diversi in 5 stagioni sono uno spreco di denaro assoluto con l’unico “errore” Atzori che, evidentemente, si distingueva dalla media e quindi “kaput”!. Il punto 6) è, diremmo, conclamato ed inutile da affrontare con ulteriore dovizia di dettagli. Il punto 5) merita un piccolo approfondimento. In verità non siamo mai stati particolari estimatori di Roberto Breda. Lo abbiamo spesso visto in confusione, gli abbiamo spesso contestato l’apparente incapacità di cambiare in corsa durante le 21 gare da lui dirette, gli abbiamo anche spesso contestato di aver “guastato” la squadra con i suoi cambi. A lui, però, abbiamo sempre concesso delle “attenuanti” e cioè l’inadeguatezza dell’organico messogli a disposizione. Inadeguatezza, s’intende, rispetto al proclamato obiettivo societario. Perché se fosse vero quanto descritto al punto 8), allora, problemi non ce ne sarebbero stati nemmeno con Breda. Su Gregucci non azzardiamo giudizi, atteso che anche lui gode delle stesse attenuanti concesse a Breda, ci limitiamo a ribadire che non è l’allenatore che avremmo voluto (sempre tenendo presente l’obiettivo sbandierato). Il punto 4) è conclamato al pari del punto 6). La Reggina ha due giocatori che di ruolo fanno i portieri, ma di portieri con la “P” maiuscola nemmeno a parlarne e, dopo aver rivisto ahinoi, P. Marino oseremmo dire che Kovacsik è al di lui cospetto un fenomeno. Pensate un pò come ci siamo ridotti! Il punto 3) è delicato assai. Capitolo Puggioni. Molti dicono che sia stato lui a chiedere di essere ceduto, altrettanti dicono che più verosimilmente Foti abbia inteso “far cassa” e quindi… La vera verità è difficile a sapersi ma ci fidiamo della conoscenza pluriennale del modus operandi della Società amaranto. Capitolo Tedesco. Giunto nuovamente a Reggio prelevato a gennaio di qualche anno fa dal Bologna (se non erriamo nel 2009), al suo primo ritiro estivo con la Reggina (sempre 2009) gli fu chiesta una prima riduzione dell’ingaggio che lui accolse. L’estate successiva (2010) altra richiesta di riduzione dell’ingaggio ed altra concessione del giocatore "convinto" dal verificabile fenomeno di autocombustione della propria autovettura (avrà di certo pensato ad una jattura nei suoi confronti se non avesse accettato e, si sa, che il malocchio può nuocere). Nell’estate 2011 terza ed ultima richiesta: la stessa. Stavolta “niet”! Tedesco non cede e viene alienato ai margini della squadra facendolo allenare sul campo 27 del Sant’Agata alle 14 di un agosto rovente. Tira e molla la Reggina e Tedesco arrivano alla risoluzione, più o meno consensuale, del contratto dietro pagamento da parte della prima al secondo di una sorta di buonuscita. Chi di noi non ha rimpianto Puggioni e Tedesco? Tutti, probabilmente. Anche queste, caro presidente, sono altre due scelte sbagliate. Il punto 2) è strettamente collegato al 3) ed anche questo è evidentissimo e non necessita di approfondimento alcuno. Riguardo al punto 1), l’allenatore, abbiamo già detto nel corso di quanto scritto. Breda lo si conosceva a menadito, pregi e difetti annessi. Pare che Foti sia stato convinto dal fido Giacchetta ad affidarsi a l’ex allenatore amaranto. Perché mai Giacchetta avrebbe voluto Breda? Con che argomentazioni avrebbe convito Foti a ripescarlo dal cilindro? Beh, la cosa più normale da pensare è alla “duttilità” dello stesso allenatore. Per intenderci meglio, capiamo bene come ad un allenatore spetti il ruolo e l’aggettivo di “aziendalista”. La cosa non ci sconvolge più di tanto. Quello che, però, ci fa riflettere è l’interrogativo sul “quanto” l’allenatore debba esserlo o, meglio, fino a che punto deve metterci la faccia e fungere da capro espiatorio se magari è “costretto” a perorare cause di cui non ne è veramente convinto. Sappiamo bene anche che in un’azienda che “vende” un prodotto che si chiama calcio ci sono delle regole da rispettare: X euro di bonus se il giocatore Y fa Z presenze; il giocatore J deve giocare perché è uno di quelli che ha mercato e, quindi, assume lo status di vendibile=guadagno; il giocatore K è in prestito e non di proprietà per cui ha meno valore di ciò che è proprio; e così via tantissime altre “condizioni” che a volte “costringono” l’allenatore a non poter schierare la migliore formazione possibile. In sostanza, sono sufficienti questi 10 punti per sostenere la validità del titolo di questo pezzo e per chiarire tanto la posizione del presidente quanto quella del collega che ha tirato fuori dal cilindro una domanda-non domanda? Forse, a prescindere da questi 10 punti o da mille altre argomentazioni, la vera verità è una: non esistono più le condizioni che nel 1999 portarono la Reggina alla prima storica e straordinaria promozione in serie A. La Reggina ha “pagato” quel “miracolo” nell’estate del 2006 allorquando scoppiò “Calciopoli” ed iniziò il campionato 2006/2007 prima da -15 e poi da -11. Quella straordinaria salvezza raggiunta conquistando 51 punti (40 ufficiali) fu “l’inizio della fine”. Problemi giudiziari per il presidente ed una serie di vicissitudini sportive tutt’altro che lusinghiere. Da allora nulla è più come prima. Prima che dimentichiamo, sempre da “Il Quotidiano della Calabria” di oggi, estrapoliamo altre due perle dalle dichiarazioni di Foti di ieri sera: 1) “Forse abbiamo sbagliato a comunicare e pur riconoscendo valori qualitativi discreti alla squadra, non sono sufficienti se non ci sono altre caratteristiche”; 2) “C’è da fare un bagno di umiltà”. Sulla prima frase ci chiediamo se non fosse sufficiente parlare chiaro per capirsi (non solo tra Società e squadra ma, anche, tra Società ed ambiente) e, poi, ci inquieta il “valori qualitativi discreti”. Ma come presidente, fino a 24 ore addietro non proclamava il voler arrivare alla finale playoff? E ci voleva arrivare con una squadra “discreta”? Il “bagno di umiltà”? Sono anni che invitiamo il presidente, nel suo interesse, a scendere sul piedistallo su cui è salito per ritrovare, forse, quei valori persi per strada. A volte, anzi spesso, l’aria d’alta quota con la riconosciuta carenza d’ossigeno, fa brutti scherzi e fa fare cattive figure. Ad maiora! P.S.: non ce l'abbiamo personalmente con il presidente Foti, vorremmo questo sia chiaro, ma non tolleriamo più la storiella secondo la quale a lui sia tutto concesso in virtù del fatto che "ci ha portato in A". Il passato è passato e chi vive con esso in mente non costruirà mai più niente di buono in futuro!

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Regione Calabria: siglata una convenzione dall’Assessore Caridi tra la Regione ed Enel Distribuzione

L’Assessore Regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi ha sottoscritto oggi, nei locali del Dipartimento, una convenzione tra la Regione e la società Enel Distribuzione. Un accordo – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – che consentirà di realizzare un programma di interventi strutturali finalizzati all’adeguamento, agli standard nazionali della qualità e dell'affidabilità del servizio elettrico nelle aree montane, rurali e periferiche della regione. L’atto, siglato per la Regione dal Dirigente Generale Maria Grazia Nicolò, e per Enel Distribuzione dall’ingegnere Francesco Sessa, si riferisce ad una convenzione per lo sviluppo della rete di distribuzione di energia elettrica. In particolare, il programma, che sarà articolato in due fasi, prevede, nelle province di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, interventi sulla rete di “media e bassa tensione”  e l’automazione e il telecontrollo della rete di “media tensione”. “Si tratta – ha detto l’Assessore Caridi – di lavori che contribuiranno ad accelerare il processo di raggiungimento degli standard della qualità del servizio che già nel corso del 2011 ha registrato un significativo miglioramento a beneficio dei cittadini e delle imprese che operano in Calabria”. Come concordato tra le parti, gli interventi di miglioramento dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2013.

La convenzione prevede che, per la prima fase di interventi, la Regione Calabria, con risorse del POR Calabria FESR 2007/2013 ASSE II – Energia, eroghi un contributo di 7 milioni di euro, a copertura dei costi che saranno sostenuti da Enel Distribuzione. La Regione Calabria potrà, inoltre, assegnare un ulteriore contributo di 3,4 milioni, sempre con risorse del POR Calabria, a copertura dei costi che Enel Distribuzione sosterrà per la realizzazione della seconda fase del programma.

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