ACI di Reggio di Calabria: tempi di scadenze, soprattutto per il pagamento del bollo auto il tempo sembra non bastare mai
Il presidente dell’Automobile Club Reggio Calabria, avv. Santo Alfonso Martorano, nell’intento di alleviare i disagi degli automobilisti e fornire un migliore servizio agli utenti comunica che gli uffici siti in Via G. De Nava 43 di Reggio Calabria sono aperti tutti i giorni dalle 8,30 alle 16,30 e resteranno aperti sabato 28 e domenica 29 gennaio dalle 9,00 alle 13,00. All’ iniziativa aderiscono anche le delegazioni presenti sul territorio comunale: Delegazione di ARCIMAS di Arcidiaco Francesco, Via Prov Ravagnese 31 – 89131 Ravagnese (RC) e
Delegazione Catona di Sergi Daniela, Via Regina Elena 30, 89053 Catona (RC).
Non si fermano le trattative ed i colpi di scena in ambito di mercato in casa neroarancio. E l’ultima porta con se un grande ritorno: Stefano Zampogna rientra nella compagine di coach Bolignano. Classe 1981, 178 cm di altezza per 76 kg, Zampogna è uno dei volti rimasti più impressi anche nel cuore dei tifosi .I mesi di lontananza, in cui il play non si era legato ad alcuna squadra, non hanno intaccato il legame tra la società nero arancio e l’atleta, che ha accettato con grande entusiasmo l’offerta arrivata dal quartier generale di Modena di Reggio Calabria, sede degli uffici della dirigenza e del centro sportivo, riportandolo ad indossare quei colori che, oltre lo scorso anno, aveva già indossato nelle stagioni 2000/2001 e 2001/2002. Play titolare della Liomatic Viola Reggio Calabria nello scorso campionato, Zampogna ha notevolmente contribuito ai successi agonistici che hanno visto protagonista la squadra, e che l’hanno portata a sfiorare la promozione in A dilettanti, sfumata nell’incontro con l ‘Upea. Zampogna è stato sicuramente uno degli indiscussi protagonisti di una pagina importante della Viola e della società del presidente Muscolino, quella del riscatto dopo la crisi del titolo dell’ex dirigenza, e del rilancio di un emblema della pallacanestro nella storia, il simbolo e l’immagine della Viola stessa. Del gruppo dello scorso anno, Zampogna ritroverà solo il capitano Sebastiano Grasso, ed una compagine totalmente rinnovata, in cui, l’ingresso dell’atleta, vuole essere una ulteriore ragione alla crescita del gruppo ed al suo allargamento.
L’Assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – è intervenuto in replica ad un comunicato stampa di Coldiretti Calabria. “Leggo oggi – ha dichiarato l’Assessore Trematerra – i contenuti della lettera che la Coldiretti ha inteso indirizzare al Presidente Scopelliti. Naturalmente non posso che condividere le legittime preoccupazioni che una delle più importanti organizzazioni agricole esprime in merito al comparto che si appresta a guardare con ansia ad un futuro che faticoso e denso di nubi. Ad alleviare questo scenario, indubbiamente, un ruolo importante dovrà giocarlo la politica. Intendo dire con ciò che condivido l’analisi secondo la quale i Fondi Comunitari non possono essere la chiave di volta per il recupero di un settore che soffre, però non posso neanche sottacere il fatto che l’amministrazione Scopelliti riesce ad erogare a tale settore oltre 400 milioni di euro ogni anno. Credo – ha aggiunto – che mai si siano misurate erogazioni di tale portata. Questo per dire che non credo che il problema possa risiedere sui pochissimi milioni in più o in meno destinati dal bilancio regionale al comparto. 
Nella giornata di ieri i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno tratto in arresto nove cittadini di origini indiana con l’accusa di rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Erano da poco passate le 14,00 quando è giunta alla centrale operativa una telefonata che segnalava una rissa furibonda in via De Nava angolo via Georgia. Si sono recate immediatamente sul posto tre pattuglie che al loro arrivo hanno constatato che diversi cittadini extracomunitari si stavano picchiando selvaggiamente anche con bastoni e bottiglie in vetro rotte. I militari sono stati anche aggrediti e hanno faticato non poco per riuscire a fermare tutti i soggetti che sono stati accompagnati in caserma. I fermati sono tutti di origine indiana e sei di essi sono risultati irregolari sul territorio nazionale. Per due di essi si sono rese necessarie cure mediche a seguito delle contusioni riportate nella rissa. Tutti sono stati tratti in arresto e condotti presso il Tribunale di Reggio Calabria per l’udienza di convalida. Sul posto sono stati repertati due pesanti bastoni in legno e bottiglie rotte (nelle foto) usate come armi improprie. Nella serata di mercoledì nell’ambito dei servizi di controllo del territorio i militari del nucleo radiomobile hanno tratto in arresto Modaffari Annunziato, 27 anni, originario di Melito Porto Salvo con l’accusa di furto di autovettura.
In occasione del Giorno della Memoria che, il 27 gennaio di ogni anno, ricorda l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la Shoah e le persecuzioni del popolo ebraico, la Soprintendenza Archivistica per la Calabria, in collaborazione con il Liceo classico "T. Campanella" di Reggio Calabria e con l'Archivio di Stato di Reggio Calabria, ripropone la mostra "Dalle leggi razziali allo sbarco degli Alleati in Calabria". La mostra, che sarà inaugurata e allestita presso il Liceo "Campanella", è stata curata e organizzata dalla Soprintendenza Archivistica nell'anno 2004, per il Giorno della Memoria. Quest'anno, si arricchisce del contributo dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria ed è allestita in un luogo privilegiato come la scuola, dove, tra i giovani e per i giovani, è più facile e più giusto "conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere” (legge n.211 del 20 luglio 2000). Il percorso espositivo, racconta per immagini e documenti d'archivio, alcuni tratti significativi di vita calabrese nel corso del regime fascista, le misure disposte ai danni degli ebrei e le vicende relative alla liberazione dei 1500 internati nel campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, in provincia di Cosenza.
In riferimento all'articolo con cui l'Assessore Tilde Minasi ha risposto alle denunce sulla gestione dei beni confiscati fatte in conferenza stampa dalla Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" Adriana Musella, la stessa ribadisce alcuni concetti evidentemente non chiari. Quattro sono per la Musella i punti da chiarire tra le affermazioni dell'Assessore Minasi: 1) il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" ha evidenziato lo stato di assoluto abbandono in cui versano i locali assegnati alla C.R.I., chiedendo all'uopo che fossero aperti alla presenza dei giornalisti. “Ambienti impregnati di muffa e di umido non possono essere idonei ne alla salute pubblica ne alla conservazione dello stabile ne all' eventuale materiale ivi depositato”. "Riferimenti non ha chiesto di cacciare la Croce Rossa", rileva Musella, "ma è la stessa Croce Rossa che da più tempo ha ribadito l'esigenza di altri locali". La Musella riafferma ancora una volta che" il puzzo della muffa e del chiuso arriva fino al proprio locale" e dichiara "preoccupazione anche per il cedimento della struttura stessa"; 2) l'Assessore si meraviglia di come non si sia ricorsi al dialogo. "Riferimenti" dichiara di aver chiesto e rincorso il dialogo con l'Amministrazione Comunale da ben 3 anni, con note scritte ma anche varie conversazioni, con gli interventi ulteriori presso i Sindaci che si sono succeduti, prima del Questore Giuffrè, poi del Questore Casabona.
La crisi ci impoverisce e ci cambia anche nella quotidianità, per esempio nell'informarci. Quando ero ragazzo, lette le pagine reggine della “Gazzetta del Sud”, allora unico giornale locale, si chiudeva il cerchio dell’informazione sulla nostra città. Per sapere quali fatti incidevano sulla nostra vita, bastava. Ora, ma da tempo, non è più così. Oggi la realtà è globalizzata, sia nella concezione positiva che in quella negativa del termine. Oggi quello che succede in una terra lontanissima, lontano ci sono solo io, va guardato con grande attenzione. Oggi le notizie arrivano da lontano ma il loro contenuto ci avvicina tutti sotto il peso delle stesse. Direte “Ma questo come riguarda Reggio? Ci riguarda e molto da vicino: è la fine irreversibile della vecchia autoreferenzialità – “bbucca… chi ttrova i diri puru o patraternu” – autoreferenzialità che, già dannosa, oggi diventa letale: Reggio deve integrarsi, adesso deve non ha altra scelta, nel circuito delle relazioni con tutti; deve unire le proprie forze, a volte con la consapevolezza di non poter stare in prima fila. Se il mondo è della rete starne fuori è un disastro. Essere rimasti fuori dalla rete, spesso nel passato è accaduto, porta alla conseguenza che non arrivino i treni dal Nord e che vengono tagliati i voli. Anche oggi, con Regione e Comune protagonisti e proattivi, la città deve recuperare in termini di considerazione. Concludo: dobbiamo cambiare la nostre relazione con gli avvenimenti e dobbiamo valorizzare le nostre migliori energie.
Amichevole utile oggi per i ragazzi di mister Mesiti che, per l’abituale partitella infrasettimanale, hanno giocato contro il Comprensorio Lazzaro, squadra che sta ottenendo importanti risultati nel campionato di Prima Categoria. Al “Campoli” di Bocale, alle 15:00, dopo una buona fase di riscaldamento per scongiurare infortuni a causa della temperatura rigida e del vento freddo, le due squadre si sono affrontate a viso aperto, divertendo gli addetti ai lavori che hanno seguito l’incontro (nella foto). Mister Mesiti ha approfittato per provare nuovi schemi tattici, cambiando spesso il modulo e gli uomini messi in campo. 
Gentile Direttore, intanto mi presento: sono Nando ed abito in Provincia di Vibo. In altre occasioni ho avuto modo a scriverLe a proposito delle sorti della Reggina, oggi come non mai, dopo il suo articolo relativo al presidente Foti il quale sostiene quasi di sentirsi offeso dalla tifoseria e dalla città sono "costretto" a scriverLe. In primis mi voglio complimentare con Lei per l’obiettività professionale dimostrata ancora una volta. Sì, mi consenta, "obiettività". Agli occhi di qualcuno, magari sprovveduto o finto tale, quello che Lei scrive e commenta in quei 10 punti, potrebbe sembrare solo lo sfogo di un acceso tifoso amareggiato e deluso, ma, in realtà, per chi come me la segue da tempo ed ha apprezzato e condiviso quanto Lei scriveva in tempi non sospetti quando, cioè, il pubblico del “Granillo” faceva da dodicesimo uomo in campo, a me il suo scrivere piace e la chiamo obiettività. L'essere equilibrati dovrebbe essere il “credo” di ogni individuo sulla terra e ancor di più vale il concetto se quest’individuo si occupa di comunicazione di massa. Mi riferisco al quel giornalista
“Ho parlato con i ragazzi, nonostante la brutta sconfitta di domenica, sono sicuro che con l'impegno e il lavoro di tutti possiamo puntare alla salvezza, senza problemi”. A parlare è mister Mommo Mesiti, deluso per come si è conclusa la gara con l'Adrano ma fiducioso per il proseguo di campionato. “Domenica abbiamo sbagliato l'approccio alla gara. Non eravamo tranquilli e quando una squadra si trova in una situazione psicologica particolare, come quella che noi stiamo vivendo, prendere due reti in poco tempo vuol dire compromettere l'intera partita”. L'esperto mister, convinto delle qualità del gruppo e archiviata la partita di domenica, indica la via da seguire. “Ai miei giocatori ho detto che, con l'organico che adesso ci ritroviamo, grazie al giusto mix tra giovani e più esperti, recuperando anche gli infortunati e gli squalificati, possiamo, dobbiamo cambiare registro. Adesso si azzera tutto – prosegue il mister – ripartiamo dal principio mettendo tutto in discussione, anche le mie convinzioni tattiche. Adesso, infatti, posso contare su una rosa di giocatori che mi consente di valutare altri accorgimenti, mettere in campo la squadra in modo differente, provare qualcosa di nuovo. 

Lo spunto per il titolo ce lo dà, involontariamente, un amico-collega certamente un po’ troppo “buonista” (deontologia professionale vuole che, con grande “sacrificio”, si “traduca” l’aggettivo che d’istinto ci viene in mente con quello più moderato appena usato), il quale chiede al presidente “Si sente più tradito dal pubblico o dalla squadra?” Ma che razza di domanda è? Chi è il “traditore”? Il pubblico che legittimamente contesta, la squadra che non può fare di più o, invece, colui ch’è il responsabile numero 1 (“number one”, come lo definirebbe un altro esimio collega) della situazione in cui versa la Reggina? Ma come si fa, diciamo noi, a porre quella “benedetta” domanda al “carnefice” facendolo passare per “vittima”. Ma siamo fuori? Mah! Abbiamo sempre, e sottolineiamo sempre, riconosciuto a Foti i meriti che per anni sono stati sotto gli occhi di tutti. Suoi o di chi per lui o con lui, diciamo meglio. Allo stesso modo, critici perché assolutamente liberi di esprimere sempre e comunque il nostro pensiero (anche sbagliando, se poi i fatti hanno dimostrato il nostro errore), siamo stati tra coloro i quali (pochi, veramente pochi) hanno detto o scritto null’altro che quello che vedevamo ed interpretavamo secondo “scienza e coscienza”. Ieri come oggi e come anche domani.