Lettera al Direttore: “Noi tifosi, i veri offesi ed abbandonati”

Gentile Direttore, intanto mi presento: sono Nando ed abito in Provincia di Vibo. In altre occasioni ho avuto modo a scriverLe a proposito delle sorti della Reggina, oggi come non mai, dopo il suo articolo relativo al presidente Foti il quale sostiene quasi di sentirsi offeso dalla tifoseria e dalla città  sono "costretto" a scriverLe. In primis mi voglio complimentare  con Lei per l’obiettività  professionale dimostrata ancora una volta. Sì, mi consenta, "obiettività". Agli occhi di qualcuno, magari sprovveduto o finto tale, quello che Lei scrive  e commenta  in quei 10 punti, potrebbe sembrare solo lo sfogo di un acceso tifoso amareggiato e deluso, ma, in realtà, per chi come me la segue da tempo ed ha apprezzato e condiviso quanto Lei scriveva in tempi non sospetti quando, cioè, il pubblico del “Granillo” faceva da dodicesimo uomo in campo, a me il suo scrivere piace e la chiamo obiettività. L'essere equilibrati dovrebbe essere il “credo” di ogni individuo sulla terra e ancor di più vale il concetto se quest’individuo si occupa di comunicazione di massa. Mi riferisco al quel giornalista (Nino Neri, n.d.r.) che in sala stampa, dopo un disastroso, non solo numericamente , 1-4 pone una domanda e la "serve" come si fa con una gustosa pietanza per far sì che, come scrive Lei, il “carnefice” abbia  la possibilità di sembrare “vittima”. Ebbene si, il nostro Presidente si sente offeso dal pubblico, dalla città , dai tifosi solo perchè  la gente non è più disposta a subire in modo inerme come ha fatto in questi 4/5 anni ed ora incomincia a protestare. E finiamola davvero con la storiella di essergli eternamente grati per averci “dato” la serie A perchè se è vero che Foti ci ha dato la A la stessa A ha dato tanto a Foti e se è vero che lui ha dato “luce” ad una città ed a una regione intera è altrettanto vero che la stessa città, nonchè le varie amministrazioni locali, hanno dato tanto a lui.

Quello che il tifoso non sopporta, mi rivolgo al Presidente, non è il risultato sportivo non lusinghiero, perchè quello ci può anche stare (fare la B in un modo dignitoso a Reggio ci puà anche stare), quello che non va è la politica del far cassa perenne, l’esigere, magari dopo due tagli di stipendi ad un calciatore, un terzo taglio; non va il fatto che fino a qualche anno fa il bilancio fosse sano e robusto ed ora, nonostante la vendita di 2/3 pedine (ovviamente le migliori) a stagione, lo stesso bilancio comincia a non essere in equilibrio; non va l'avere 28 giocatori a contratto per lo più di valore modesto (e poi si parla di qualità) che vanno e vengono nella speranza sempre e comunque di far cassa. A proposito: P. Marino dopo il prestito al  Cosenza, senza tra l'altro mai giocare, ritorna dimenticando quello che aveva fatto la stagione prima (ricordate con il Torino?) per portare la squadra alla finale play off e questo quando avevamo il migliore portiere della categoria (Puggioni, n.d.r.). Queste sono le cose che non vanno, sono le cose per le quali il tifoso si sente offeso. E’ l'unico “vero” offeso della situazione ed aggiungo anche abbandonato da certi media locali e regionali assoggettati nei confronti della società. Oltremodo, il resto, caro Direttore, lo ha ben elencato Lei nei 10 punti esposti nel Suo articolo. Punti, purtroppo, che hanno condizionato la storia recente della Reggina e mi auguro che non condizioneranno anche la storia futura. Cordialmente saluti, nando12345@libero.it.

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Author: Maurizio Gangemi