Roma: turismo montano, la senatrice Bianchi (Pdl) “Regione riveda decisione su Fondi Fas”

"L'esclusione della sola Sila Crotonese dalla ripartizione dei fondi FAS decisi dalla Regione Calabria rappresenta una scelta miope e assolutamente incoerente con una visione strategica più organica e territorialmente omogenea di sviluppo del turismo montano calabrese. Si riveda la decisione assunta per dare prospettive di crescita all'intero territorio regionale". Ad esprimere preoccupazione e delusione per le scelte adottate, la senatrice del Pdl, Dorina Bianchi.

“Una scelta palesemente incomprensibile – rincara l'esponente politico – che rischia concretamente di penalizzare e discriminare un territorio che, nell'ultimo triennio, ha generato flussi turistici per circa 68 mila arrivi ed oltre 170 mila presenze e nel quale sono presenti patrimoni naturalistici ed ambientali che, al contrario, necessiterebbero di maggiore e più incisiva attenzione istituzionale". “E’ quindi preoccupante rilevare, da parte della Regione Calabria, tanta trascuratezza nei confronti di un comprensorio turistico d’eccellenza come Villaggio Palumbo che offre una vastissima gamma di attività sulla neve e non solo: 25 km di piste di discesa, anelli per lo sci di fondo, ampi fuoripista per gli amanti dello sci escursionismo, aree dedicate allo snowboard, un impianto per la pratica del bob, cannoni per l’innevamento artificiale ed un moderno palaghiaccio al coperto, solo per citarne alcune. Caratteristiche, queste, – insiste Dorina Bianchi – che fanno di Villaggio Palumbo uno dei principali centri di riferimento del turismo montano calabrese”. "Il rafforzamento e la valorizzazione dell’offerta turistica rivolta al segmento sport/avventura ed eco-turismo può costituire una significativa opportunità attraverso cui aumentare la capacità della Sila Crotonese di attrarre e trattenere visitatori attraverso la rispettiva offerta naturalistica. Il trend di significativa crescita registrato da questi segmenti della domanda negli ultimi anni, rafforza l’opportunità per il territorio di introdurre nell’attuale sistema di offerta componenti e modalità di fruizione in grado di rivolgersi efficacemente a queste particolari tipologie di utenti. Un simile impegno, tuttavia – conclude la parlamentare del Pdl -, non può trovare concreta cantierabilità considerata la non accorta pianificazione e le decisioni assunte dalla Regione che, al contrario, avranno l'effetto di aumentare l'isolamento dell'intera area generando una vera e propria sottocultura del turismo".

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Roma: Aeroporto dello Stretto, il pensiero del deputato Foti

È di questi giorni – dichiara l’on. Nino Foti – la corretta denuncia di quanti, riferendosi a Ryan Air, non tardano a usare espressioni come “concorrenza sleale” o “assegnazione di fondi aeroportuali poco trasparenti”. Il low cost in realtà costa. E costa moltissimo. Chiedetelo ai soci delle Società di Gestione di Aeroporti come Verona, Alghero, Catania o Lamezia Terme. Un quadro a tinte fosche che, in alcuni casi, ha già visto prima le indagini della Guardia di Finanza, poi l'istruttoria della Commissione europea e ora una protesta formale di Meridiana Fly. 

Continuano, infatti, a far discutere i presunti aiuti di stato illegittimi alle low cost. Questa volta, dopo aver presentato denuncia alla Commissione europea. Alla luce di queste notizie –prosegue l’on. Nino Foti –  ritengo rassicuranti le parole  del Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa azionista di maggioranza dell’Aeroporto dello Stretto promotore del recente Forum sul tema “SOGAS 2.0 realtà e prospettive”. Il messaggio lanciato dal Presidente Raffa e dal Presidente Sogas Porcino è stato forte e chiaro: non punteremo su compagnie low cost che vogliono venire a Reggio solo se incentivate economicamente. L’imperativo è categorico: solo scelte solide e durature. In altre parole, non si vogliono correre rischi in riva allo Stretto. È vero, è innegabile compagnie come Ryan Air rappresentano una fonte inesauribile di milioni di passeggeri ma a quale prezzo. Spesse volte, in molti scali, i sostegni erogati a favore di questa o l’altra compagnia low cost viene effettuata senza alcun bando pubblico da parte delle società di gestione utilizzando però contributi provenienti da enti pubblici locali. Veri e propri aiuti di stato erogati dagli aeroporti ad alcuni vettori low cost. Il tutto avviene in modo non trasparente: fondi destinati allo sviluppo di rotte internazionali vengono utilizzati anche per sostenere l'attività su rotte nazionali e già servite da vettori italiani. Un business da 300 milioni l’anno di contributi erogati dagli aeroporti italiani a favore, ad esempio, della sola Ryan Air. Si badi bene, trattandosi per la maggior parte dei casi di aeroporti pubblici, di fronte a questi schemi che si possono configurare come aiuti di Stato, il rischio per molti aeroporti di subire delle denunce  alla Comunità Europea da parte delle compagnie competitor di Ryan Air che si ritengano vittime di concorrenza sleale, è elevatissimo. E lì, in quei casi, allora sì che sono dolori… Fortunatamente non è questo il caso dell’Aeroporto di Reggio Calabria che degli aeroporti calabresi è quello che reca maggiori anni di vita. Ed in Calabria, si sa, ci sono sempre storie strane. Quella degli aeroporti calabresi è una storia fatta di enormi finanziamenti pubblici, compagnie aeree che prendono il bottino e scappano lasciando a terra delusi migliaia di passeggeri oppure, talvolta, giocano a fare la parte del monopolista così solo chi è disposto ad accendersi un mutuo può prendere l’aereo. Storie di ordinaria follia in questo lembo d’Italia che racconta un uso indiscriminato uso clientelare delle varie società di gestione da parte di certa politica. E fino ad oggi non si è salvato nessuno. Ma questa volta la storia è diversa. Quella che da un anno a questa parte si sta scrivendo all’Aeroporto di Reggio Calabria racconta, finalmente, di uomini giusti al posto giusto nel momento giusto. Al Presidente Raffa, quale azionista di maggioranza, il merito di averli scelti ed averli fatti accomodare in cabina di pilotaggio. Al Presidente Porcino ed al nuovo Consiglio di Amministrazione il nobile gesto di aver deciso, finché il bilancio non venga definitivamente risanato di non pretendere prebende in cambio del loro impegno. <<Ci giudicherete sulla base dei risultati che avremo raggiunto…>> disse Porcino all’atto del suo insediamento. E subito giù, a testa bassa,  a lavorare. Si dice: chi ben comincia è a metà dell’opera. Ed è cosi che ben presto i risultati sono arrivati. Sotto la lungimirante guida del Presidente della Sogas Carlo Alberto Porcino si è avviato un pervicace risanamento delle finanze dell’Aeroporto dello Stretto. Si è ridotta una folle spesa per il personale pari al 93%  delle entrate di un bilancio riportante oltre tre milioni di euro di perdite. Si sono ridotti gli sprechi e finalmente si sono cominciati almeno a chiedere il pagamento dei crediti a vario titolo esistenti senza che nessuno lo avesse mai fatto prima. Un aeroporto che fino ad un anno fa era destinato ad essere chiuso, o almeno così in Enac aveva stabilito, magari declassato o ancora peggio letteralmente svenduto al “peggiore offerente”.  500 mila euro per un aeroporto. Sembra il titolo di una commedia all’italiana ed invece a tanto ammontava l’offerta promossa dal gruppo Radice solo due anni fa per acquisire il 35% delle quote della Sogas. Oggi però è tutta un'altra storia, la Sogas ha cambiato passo. Si sono fatte un po’ di grandi pulizie, si è messo ordine nei cassetti e, finalmente, adesso l’Aeroporto dello Stretto gode di una buona salute. Un anno per trovare la cura giusta. Tanto ci è voluto. Niente più raffreddori, niente più indebitamento esponenziale delle casse della Sogas che finalmente anziché subire inizia ad agire. Questa in sintesi la realtà descritta puntualmente, date e cifre alla mano, quasi come resoconto di un primo anno di attività proficuo e intenso in occasione del Forum promosso dalla Amministrazione Raffa. Ed ora si va, a passi svelti, verso la privatizzazione parziale e verso un futuro si spera più roseo che  tenga sempre di più conto delle regole di mercato e della competitività dello scalo con gli Enti Locali soci non più richiamati a ripianare debiti ma ad incentivare politiche promozionali e turistiche che siano all’altezza e che si rivelino in grado di essere il vero valore aggiunto per far fare il salto di qualità all’Aeroporto dello Stretto che punta deciso verso quota 700 mila passeggeri l’anno. Confesso che non sono rimasto stupito nel leggere certe recenti dichiarazioni. Non per caso rilasciate adesso, le elezioni politiche sono dietro l’angolo e, naturalmente, l’Aeroporto non poteva rimanere indenne dalla contesa e dall’agone delle schermaglie politiche. Meno male che è intervenuto questo Forum a rimettere un po’ le cose a posto. Basti pensare, infatti, a certe stravaganti prese di posizione da parte di chi, dall’alto della propria onorevole carica, abitualmente non predilige nemmeno volare dal Tito Minniti salvo poi sentenziare sulla stampa giudizi a destra e a manca… O, ancora peggio, da parte di certi partiti politici  autentici  “soloni e moralizzatori del momento” che, senza prima informarsi, non solo si auto convincono che la Sogas non ha un piano industriale ma, quel che è peggio, conovcano addirittura una conferenza stampa per prendere una simile cantonata. Disinformare per confondere, alludere a scenari catastrofici  per gettare discredito su un centrodestra di governo che avrà pure molte pecche ma che, mi sia consentito, sull’Aeroporto dello Stretto sta bene operando a partire dalla scelta fatta dal Presidente della Provincia Giuseppe Raffa di affidare a Carlo Alberto Porcino la gestione dello scalo reggino. Il Forum sull’Aeroporto dello Stretto promosso dalla Provincia, alla fine, è servito a correggere certa disinformazione e per dare delle risposte ufficiali ed autorevoli. Un incontro pubblico molto partecipato in modo sensibile e attento da parte degli attori politico – istituzionali, nonché dalle forze sindacali, dai rappresentanti degli ordini professionali della città, delle parti datoriali ed associazioni di categorie che hanno dimostrato di avere particolarmente a cuore le sorti dello scalo aeroportuale reggino. È  si è trattato di un bel momento di democrazia partecipata, raro esempio dalle nostre latitudini geografiche di una politica realmente volta alla partecipazione ed alla condivisione le scelte finora compiute dal nuovo Presidente Carlo Alberto Porcino e da tutto il management della Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto. Non intendo aggiungere altre analisi o prospettive rispetto a quelle già ampiamente messe in campo dal Presidente Porcino  che in così poco tempo, con acume e lungimiranza, è riuscito ad invertire decisamente un trend negativo che avrebbe sicuramente portato al declino lo scalo reggino. Vorrei invece anche io ricordare, come già è stato fatto da parte del prof. Enzo Vitale, chi in modo illuminante ribadiva come  “L’aeroporto dello Stretto è inserito nella vasta rete delle comunicazioni aeree nazionali e in tutti questi anni ha registrato un costante incremento di transito passeggeri e merci. (…) Il ruolo dell’aeroporto nel sistema dei trasporti dell’Area dello Stretto è di importanza fondamentale, non soltanto perché esso costituisce il mezzo di collegamento rapido tra l’Area e il resto del paese, ma anche perché, in vista dello sviluppo turistico delle zone comprese in questa Area, potrà consentire un programma di voli charter su tratte internazionali. Se si guardano infatti le distanze che intercorrono tra l’aeroporto di Reggio e gli altri scali europei o del Medio Oriente, ci si rende conto della fattibilità di questi programmi: meno di 500 Km per Tunisi, 650 fino a Tripoli, 750 da Atene. E il discorso non è meno attuale in riferimento anche al flusso turistico del Nord Europa e dell’Oltre Oceano, che si delinea promettente dopo la riscoperta del patrimonio culturale e archeologico della Magna Graecia di cui Reggio e la sua Provincia sono largamente dotate e che nei due Bronzi di Riace ha ritrovato occasione di maggiore divulgazione. (…) Alla luce di queste considerazioni il potenziamento dell’Aeroporto dello Stretto costituisce un obiettivo fondamentale, da realizzare a breve scadenza.” Il testo citato è stato scritto nel 1980 dall’on. Nello Vincelli. Un pensiero folgorante il suo capace di illuminare le menti dei reggini e fare sognare molti di noi per un futuro possibile e migliore. Allora come oggi il suo pensiero rimane quanto mai provocatoriamente attuale.

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Reggio di Calabria: “Riferimenti”, venerdì 31 il “Giro della Luce” farà tappa in via Musella

Venerdì 31 agosto alle ore 12 il “Giro della luce” farà tappa in via Musella a Reggio Calabria. I ciclisti poseranno una gerbera sulla lapide di Gennaro Musella per poi recarsi presso la sede del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti dove, alle ore 12,45, è convocata una specifica conferenza stampa. Il giro parte domani alle ore 7.00 da Cosenza per percorrere tutta la regione in nome della memoria e della legalità.

A Reggio Calabria i ciclisti giungeranno dopo la sosta a Crotone in memoria del piccolo Domenico Gabriele ed a Monasterace (RC) dove offriranno le loro gerbere gialle al sindaco Lanzetta per poi proseguire per Rosarno e fare tappa all'Istituto “Piria” dove saranno consegnate delle borse di studio alla memoria di Gennaro Musella. Il “Giro della luce” nasce da un'idea dell'architetto cosentino Salvatore Colosimo, campione del mondo di superplace, ed è sponsorizzato e patrocinato dal Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti, dalla “Ciclistica Luzzese” e da “Libera Cosenza”.

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“Calabria, rapporto politica-mafia-magistratura”, la denuncia di “Riferimenti”

Riceviamo e pubblichiamo. A seguito di un ulteriore arresto eccellente in Calabria, come quello del consigliere regionale Rappoccio e delle polemiche sollevate da qualche parte politica nei confronti della stessa magistratura, il Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti denuncia: "In Calabria,la corruzione della politica,Il rapporto mafia politica ,la collusione e la connivenza di un sistema da sempre rimasto impunito, rappresentano un problema che non può essere ulteriormente disatteso ma che necessita di risposte inequivocabili.

Il Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti chiede alle autorità inquirenti che le indagini su questi temi, vengano condotte a 360 gradi perchè, come sancito dalla Costituzione, la legge deve essere uguale per tutti si tratti di politici o di magistrati,di burocrati o di professionisti. La Calabria ha sempre sofferto di una giustizia malata e la gente ha bisogno di credere invece nell'esistenza di una giustizia giusta. Le lotte intestine all'interno del Palazzo certamente non fanno bene alla causa nè tantomeno l'esistenza di zone d'ombra all'interno della magistratura. Il Coordinamento Riferimenti crede che I recenti arresti di magistrati e politici in Calabria, non debbono ritenersi esaustivi avendo aperto un capitolo che non può rimanere incompiuto e chiede che sia fatta chiarezza sui centri di interesse  che comandano la regione. Il Coordinamento ribadisce che In terra di 'ndrangheta non possono essere ammesse omissioni nè tanto meno compromessi tra i poteri e cioè tra chi ha il dovere di far rispettare la legge e la politica. L'epoca in cui "Berta filava" si è conclusa, la popolazione attende pulizia. Gli uomini non sono tutti uguali, si sa, nè nella società civile nè nella politica nè nell'ambito della magistratura che purtroppo non resta estranea al problema. Proprio per questo,però, la trasparenza deve diventare regola quotidiana, altrimenti si rischiano generalizzazioni pericolosissime per la tenuta della stessa democrazia. A questo proposito, l'Associazione Riferimenti chiede che quei magistrati che tentano, malgrado tutto, di fare piena luce sulle lobby esistenti in Calabria,mettendo a rischio la propria incolumità, non siano lasciati soli. Tra questi  evidenzia  il magistrato della DDA reggina Giuseppe Lombardo, titolare di indagini delicatissime per le quali è stato fatto oggetto già di innumerevoli intimidazioni, denunciando timore per  il  suo possibile isolamento che ne metterebbe a grave rischio l'incolumità. Riferimenti ricorda l'insegnamento di Caponnetto che da primo capì l'esigenza di fare squadra creando un pool di magistrati per impedire che si diventasse facili bersagli della criminalità organizzata che come tale non deve essere considerata fatta esclusivamente da manovalanti ma anche da menti raffinate".

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Legambiente sposa la Calabria delle eccellenze. Il premio “energie rinnovabili” alla Bcc Mediocrati

Da Legambiente un calcio “verde” alle polemiche con un significativo riconoscimento alla Calabria delle energie rinnovabili. Al termine della XXIV edizione di Festambiente – il festival nazionale di Legambiente, che ha visto quest’anno a Rispescia la partecipazione di migliaia di persone ai concerti, ai laboratori e agli incontri-dibattito, a cui hanno preso parte tra gli altri i rappresentanti dei parchi nazionali calabresi – lo Stivale è stato ancora protagonista aggiudicandosi il premio nazionale “Buone pratiche per le energie rinnovabili”.

Mentre sulla stampa imperversava la polemica sullo stato delle acque, con la strumentale quanto inconsistente messa in dubbio dell’imparzialità di Legambiente, il Cigno Verde ha ancora una volta sposato la Calabria delle eccellenze. Il Centro Nazionale per le energie rinnovabili ha selezionato sul territorio nazionale cinque iniziative significative nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Tra questi, unico rappresentante per il Centro e il Sud Italia, è stata premiata proprio la Bcc Mediocrati di Rende, in provincia di Cosenza. Un modo per dimostrare, coi fatti e non con la propaganda, che gli ambientalisti non risparmiano critiche anche dure ma al tempo stesso si danno da fare per proporre un modello alternativo, sostenibile e concreto. Lo scorso 18 agosto, nel corso della serata conclusiva di Festambiente, il presidente della Bcc Mediocrati Nicola Paldino ha ritirato il premio, consegnato dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini. La Bcc Mediocrati, grazie all’accordo con Legambiente attivo dal 2008, ha permesso il finanziamento numerosissime installazioni di fotovoltaico e di altri interventi relativi a fonti rinnovabili e efficienza energetica: 328 finanziamenti, importo complessivo di oltre 15 milioni di euro, potenza complessiva degli impianti fotovoltaici di quasi 3,5 megawatt, in grado di produrre energia per il fabbisogno di circa 1.500 famiglie. La Banca Mediocrati ha quindi conseguito il significativo risultato di consentire la realizzazione di quasi il 10% dei piccoli e medio-piccoli impianti realizzati nella provincia di Cosenza. “La crescita che il settore delle energie pulite ha avuto in questi ultimi anni – dichiara Mariacaterina Gattuso, della segreteria regionale di Legambiente –  dimostra un’attenzione sempre maggiore da parte dei cittadini della nostra regione verso i temi dell’ambiente e della sostenibilità. La Calabria ha una fortissima vocazione in tal senso, potremmo dire che è una terra ‘baciata dal sole’ e che il ritardo di questi anni rispetto ad altri territori era dovuto alla mancanza di un’adeguata informazione e di politiche di sostegno verso questo tipo di impiantistica. La green economy è l’unico settore che ha creato nuovi posti di lavoro, in gran parte qualificato, aprendo nuove opportunità di sviluppo, ricerca e innovazione, in una regione che vede tantissimi giovani andar via. è la Calabria che ci piace e che vogliamo far emergere”.

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Legambiente: da Goletta Verde solo dati attendibili. Falcone “Da sempre super partes, non facciamo sconti né a destra né a sinistra”

“In merito al caso “Goletta Verde” e alle notizie pubblicate dalla stampa nei giorni scorsi circa un “sospetto” finanziamento della Regione Calabria nel corso della passata legislatura, Legambiente Calabria ritiene doveroso intervenire per sgombrare il campo da equivoci e inesattezze. Come noto, s’è discusso dello stato del mare calabrese nel corso di un incontro pubblico svoltosi a Tropea alla presenza del governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti.

Nell’incontro, pur nella diversità di opinioni, s’è fatta chiarezza sul ruolo e sulla scientificità dei dati di Goletta Verde. Un confronto democratico e corretto, durante il quale s’è anche discusso circa la collaborazione tra Legambiente e Regione Calabria negli anni 2006-2009. L’incontro si è concluso con l’accoglimento della proposta del Cigno Cerde di un tavolo comune per studiare le misure necessarie a migliorare lo stato critico della depurazione calabrese al fine di tutelare la salute del mare. Tema e questione centrale a cui teniamo e pretendiamo si diano risposte immediate, più che il rincorrere le streghe in polemiche e colpi di comunicati stampa ed articoli ad effetto. L’imparzialità di Legambiente e di Goletta Verde non si discute e non lo consentiamo a nessuno, a testimoniarlo è la sua storia trentennale in cui non si è fatto sconto a nessuno, basta ripercorrere i dati di Goletta Verde anche negli anni 2006-2009 in cui la Regione Calabria ci ha chiesto di collaborare attraverso 4 campagne regionali di informazione e sensibilizzazione per la tutela del mare. Nel 2007 consegnammo ieri come oggi (ed anche l’anno scorso all’assessore all’ambiente Pugliano) la bandiera nera all’allora consigliere regionale on.le Domenico Tallini (Udeur) in quanto si era distinto per lo stralcio dell'art. 58 bis della modifica della legge urbanistica regionale che prevedeva il vincolo di inedificabilità sulla costa. Ieri come oggi nel 2009 Maglia nera per inquinamento alla Calabria (con 15 punti critici, 1 ogni 47 km di costa). In riferimento alle analisi di Goletta Verde abbiamo nel corso anche di quegli anni evidenziato le forti criticità che continuano a caratterizzare tutt’oggi il sistema depurativo e fognario della Calabria. Ad ogni buon conto alleghiamo i comunicati stampa di quegli anni a riprova dell’assoluta imparzialità di Legambiente. Legambiente è un’associazione apartitica che non fa sconti né a governi di centrodestra né a governi di centrosinistra, per cui non accettiamo etichette partitiche o di coalizione: la nostra imparzialità non è in vendita e la nostra autonomia non è contrattabile, questo è un assioma, un principio ed un valore che ci dà la credibilità e l’attendibilità delle nostre battaglie trentennali. La collaborazione con la Regione è iniziata nel 2006 con la sottoscrizione di un accordo triennale (2006/2008) e prorogato anche per il 2009 per la realizzazione della campagna “Occhio alle Coste- iniziative di informazione e sensibilizzazione per la tutela del mare di Calabria”. Sono state svolte attività di educazione ambientale e promozione del mare attraverso una serie di tappe che hanno interessato tutta la Regione. Protagonisti delle varie tappe centinaia di ragazzi saliti a bordo di goletta accolti da esperti ed educatori di Legambiente, che hanno raccontato le valenze del mare, le eccellenze calabresi attraverso percorsi ludico-didattici, mostre, proiezioni di materiale scientifico-divulgativo ed altro materiale informativo per far toccare con mano l’importanza del mare e della sua tutela. Il periplo delle coste calabrese è durato un mese e più. Nel 2006, la prima tappa avvenne il 28 maggio a Cetraro alla presenza dell'allora ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio ed ha coinciso con la campagna nazionale di spiagge e fondali puliti. Nel corso delle campagne sono state toccate quasi tutte le località costiere calabresi: da Cetraro a Corigliano, da Gizzeria – Falerna a Scilla, da Sant’Andrea Apostolo – Stalettì a Saline Joniche, da Cirò-Crotone a Tropea a Gioia Tauro. Nel corso delle varie edizioni abbiamo incontrato tantissimi cittadini, operatori del settore, albergatori, pescatori, associazioni di categoria, turisti, amministratori locali e tantissimi studenti: nel solo 2008 abbiamo invitato 92 scuole calabresi per un totale di 3.628 alunni. Abbiamo parlato con il territorio avvicinandolo alle problematiche del mare per rendere consapevoli tutti sul rispetto dell’ambiente e far crescere il senso civico e la responsabilità dei cittadini e degli amministratori a cui compete trovare le soluzioni e mettere in campo le azioni. Le iniziative si sono svolte nei mesi precedenti l’inizio della stagione estiva (nei mesi di aprile-giugno). Su sollecitazione dell’Assessorato regionale all’ambiente della Giunta Loiero, ci è stato proposto di “utilizzare” il marchio di Legambiente e di Goletta Verde come valore aggiunto per la promozione, attraverso una campagna di informazione e di partecipazione popolare, delle iniziative della Regione Calabria per la tutela e la protezione delle zone costiere e marine che – opportunamente recuperate – potevano e possono ancora rappresentare un elemento strategico per la crescita e lo sviluppo del territorio. E’ bene ricordare che la legislatura Loiero era iniziata con le pubbliche scuse fatte dal Presidente della Regione ai turisti sullo stato del mare, e contestualmente è stato chiesto un aiuto per far uscire la Calabria da questa situazione. La nostra disponibilità ad accettare la sfida e a collaborare è stata immediata. Questo a riprova della generosità dimostrata da Legambiente verso una Regione di cui conoscevamo le difficoltà, anche di credibilità politica e comunque abbiamo inteso fornire il nostro contributo convinti che questo avrebbe favorito azioni mirate di intervento da parte degli Enti locali, attraverso le quali le coste calabresi avrebbero potuto essere sottratte alla speculazione e all’abbandono, per essere inserite in un contesto di sviluppo che guardasse alla sostenibilità e alla fruibilità. Auspichiamo che si eviti di rincorrerci invece di affrontare il problema vero che è la scarsa efficienza del sistema fognario e della depurazione calabrese, che per noi rappresenta il cuore del problema”. Francesco Falcone, Presidente Legambiente Calabria Onlus.

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Reggio di Calabria: lunedì 27 il Circolo del Tennis “R. Polimeni” ricorderà Gennaro Musella

Lunedì 27 agosto, il Circolo del Tennis "Rocco Polimeni" di Reggio Calabria ricorderà Gennaro Musella con la presentazione del libro "Vittima di mafia, nome comune di persona" di Salvatore Ulisse Di Palma, dedicato alla vicenda umana e giudiziaria dell'ingegnere salernitano della cui barbara uccisione ricorre quest’anno il trentennale. La manifestazione, organizzata unitamente al Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" di cui è Presidente la figlia Adriana, si inserisce tra le iniziative promosse su tutto il territorio nazionale per, appunto, il trentennale dell'uccisione di Musella.

Il libro si avvale della prefazione curata dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, che lo ha presentato alle istituzioni lo scorso 3 maggio a Reggio Calabria nell'anniversario esatto dell’omicidio. A commentare le pagine del testo ed a ricordare Musella, nell'ambito dell'evento organizzato dal "Polimeni", saranno la figlia Adriana, il magistrato della DDA Giuseppe Lombardo, il Questore di Reggio Calabria Guido Longo, il vicepresidente della commissione parlamentare antimafia Luigi De Sena e l'autore del libro Salvatore Ulisse Di Palma. La serata, con inizio previsto per le ore 21.00, sarà condotta da Annamaria Terremoto, caporedattore TGR RAI Calabria.

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Ravello (SA): “Riferimenti”, ricordato Gennaro Musella nel trentennale della sua uccisione a Reggio di Calabria

Ricordata a Ravello la figura dell’ing. salernitano Gennaro Musella, nell’ambito delle iniziative promosse per il trentennale della sua uccisione. L’occasione è stata data dalla presentazione dell’ultimo libro di Salvatore Ulisse Di Palma “Vittima di mafia, nome comune di persona”, dedicato alla vicenda umana e giudiziaria di Gennaro Musella. La manifestazione che si è svolta mercoledi 22 agosto, nella splendida cornice dei giardini del municipio di Ravello, ha visto una folta e qualificata partecipazione di pubblico, tra cui spiccava la presenza di tutti i Sindaci dei paesi della costiera amalfitana.

Alla serata, condotta dal giornalista di RAI 1 Paolo Di Giannantonio, hanno partecipato, il Procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti, il Generale dell’Arma dei Carabinieri Luigi Curatoli, Adriana Musella Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”. Franco Roberti, nel ribadire il coraggio e il senso civico di Gennaro Musella, ha rilevato che nella provincia si Salerno forse non si spara, ma si è raggiunto un tacito accordo, che vede l’esistenza di appalti truccati e riciclaggio. Il Procuratore, ha rimarcato l’esistenza di una zona grigia che, come nel caso Musella, vede il coinvolgimento di professionisti corrotti, burocrati, politici e talvolta uomini delle istituzioni. Una zona grigia che Adriana Musella ha sottolineato essere la vera linfa della criminalità organizzata. Roberti ha ricordato che l’uccisione è l’ultimo atto della mafia, rilevando che il primo è proprio la corruzione. Il Procuratore, ha ribadito, che il nostro paese, in questo momento, è governato dall’economia più che dalla politica, augurandosi che questo possa tornare a svolgere il proprio ruolo per il bene comune. Il Generale Curatoli, ha dichiarato che nella lotta alla mafia, all’azione repressiva deve affiancarsi quella della sensibilizzazione  e della promozione, portando ad esempio il lavoro svolto in questi anni da Adriana Musella. Ulisse di Palma, scrittore per diletto, ravellese, medico cardiologo e consigliere comunale, non ha nascosto la sua soddisfazione per il tributo di affetto riservatogli dal suo paese, intervenuto con una così massiccia partecipazione alla presentazione del suo libro. Ha parlato d’amore, quell’amore che lo ha portato a scrivere di Gennaro Musella e che rimane l’unica arma vincente contro il male. Ha ricostruito la storia dello sfortunato e coraggioso ing. salernitano, descrivendo il suo delitto come una tappa storica dell’associazione tra ‘ndrangheta calabrese e mafia  siciliana. Adriana Musella, che con Di Palma ha curato la stesura del libro, ha ringraziato i paesi della costiera amalfitana per essersi mobilitati nel ricordo del padre, rilevando che dal libro è stato tratto un musical già presentato a Minori e prossimamente in scena il 31 agosto a Scala e il 1° settembre a Cetara. L’incontro si è concluso a tarda sera, con un messaggio di speranza nel segno della gerbera gialla, fiore simbolo dell’antimafia, creato dalla stessa Musella, che nel prossimo 2013 compirà con lei vent’anni di attività, di impegno e testimonianza.

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Roma: la senatrice Bianchi (Pdl) “Fermiamo il killer silenzioso”

Nuova interrogazione della parlamentare del Pdl per tutelare il personale militare esposto alla fibra d’amianto. Chiesta l'istituzione della sorveglianza sanitaria per i militari e i lavoratori esposti ad amianto sull'intero territorio nazionale. “In Italia sono circa 4.000, ogni anno, i decessi per neoplasie correlate all’amianto, dal mesotelioma pleurico ai carcinomi polmonari, senza contare i casi di asbestosi.

Sempre nel nostro Paese si calcola che ci siano ancora oltre 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire. Non si può e non si deve più morire di amianto e di incuria”. Ad accendere nuovamente i riflettori sul killer silenzioso la senatrice del Pdl Dorina Bianchi, impegnata da anni, attraverso un apposito disegno di legge e numerose interrogazioni parlamentari, a tutelare la salute dei cittadini dai rischi derivanti dall’amianto. “E' una situazione allarmate che perdura malgrado, a partire già dal 1992, sia stato posto il divieto di estrazione, importazione, esportazione, produzione e commercializzazione dell’amianto. Ma ciò,   come gli impietosi dati certificano, – prosegue la parlamentare del Pdl – non ha comportato la scomparsa dei materiali contenenti amianto nei luoghi di lavoro e nell’ambiente di vita”. “L'amianto è un killer silenzioso ma tragicamente attivo. Si trova – insiste la Bianchi – nei tetti, lungo le rive dei fiumi, nei capannoni, nelle discariche abusive ai margini delle città, nelle fabbriche abbandonate, senza dimenticare i siti e le installazioni militari. Proprio per questo, in seguito all’audizione del Procuratore Guariniello presso la Commissione Morti Bianche del Senato che ha messo in evidenza le criticità riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro del personale militare esposto all’amianto – precisa ancora l'esponente politico del Pdl – ho ritenuto opportuno presentare un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Salute, dell’Ambiente, dell’Economia, della Difesa e del Lavoro, affinché si istituisca la sorveglianza sanitaria per i militari ed i lavoratori esposti ad amianto su tutto il territorio nazionale. Occorre, inoltre, applicare le misure di salvaguardia dell’integrità psicofisica per i dipendenti del ministero della Difesa, con l’intento ultimo di sollecitare i ministri competenti ad ultimare le bonifiche dei siti contaminati, rottamando – conclude la senatrice Bianchi – le navi, gli aeromobili e gli autoveicoli nei quali è stata riscontrata la presenza della fibra killer”.

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Reggio di Calabria: la Fe.Na.Fi. piange Patrizio Maria Surace

"La Fe.Na.Fi. (Federazione Nazionale delle società Finanziarie) è vicina alla famiglia di Patrizio Maria Surace,in questo grave momento di dolore" afferma il presidente stesso della Fenafi, l'avvocato Santo Alfonso Martorano. Patrizio Maria Surace,  fondatore  e titolare della società di comunicazione Pms, quotata in Borsa nel 2010, è scomparso ieri per un malore improvviso in Calabria.

"Di Patrizio ricorderò sempre, oltre alle comuni origini reggine, la grande professionalità che ha sempre manifestato nella comunicazione d'impresa e finanziaria, uno dei settori più difficili dell'informazione, che richiede un elevatissimo livello di competenze. Le più grandi aziende italiane si sono avvalse delle sue doti. Il mio augurio è che la provincia di Reggio Calabria ricordi degnamente questa persona, che come tante altre ha dovuto dimostrare lontano da qui il suo valore, pur essendo da sempre profondamente legata  alla sua terra."

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Reggio di Calabria: AISLA, il presidente della sezione reggina Casadidio festeggia i suoi 35 anni ricevendo la telefonata di mister Montella ed una lettera dall’Assessore Nociti

Doppio regalo di compleanno per il presidente dell’AISLA reggina, Maurizio Casadidio, il quale attorniato da familiari, amici e volontari dell’associazione che si occupa degli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica, ha festeggiato trentacinque anni. Una grande festa per celebrare una vittoria, quella della vita, e vissuta il più normalmente possibile, contro la malattia. Un giorno davvero speciale, quindi, cui hanno voluto partecipare con due regali particolari anche il neo allenatore della Fiorentina, Vincenzo Montella e l’Assessore alla Pubblica istruzione e Rapporti con le Università del Comune di Reggio Calabria, Vincenzo Nociti: una telefonata d’auguri ed una lettera con invito.

Tanto inaspettata quanto gradita la telefonata di Montella, giunta qualche secondo prima che Maurizio, aiutato dal figlio Andrea, spegnesse le candeline. Montella che, scherzando ha invitato il presidente dell’AISLA, storico tifoso romanista, a tifare per la Fiorentina, ha ribadito i sentimenti di grande stima ed amicizia nei confronti di Casadidio, invitandolo a continuare con la sua testimonianza di coraggio. Altra sorpresa ad allietare l’anniversario del presidente dell’AISLA, un affettuoso messaggio dell’Assessore Vincenzo Nociti. Una lunga lettera manoscritta nella quale il delegato alla Pubblica istruzione ha ribadito l’importanza della missione di volontariato ed impegno che Casadidio sta portando avanti sul territorio cittadino e regionale, ma anche nazionale. Ha sottolineato l’ammirazione umana e civile verso il percorso di un uomo capace di affrontare una terribile malattia e di trasformarla in un esperienza positiva di carattere sociale protesa a migliorare la comunità nella quale si vive. Nociti ha, quindi, ribadito il valore della testimonianza che la storia di Casadidio rappresenta:  una persona gravemente malata che combatte con coraggio per la dignità ed i diritti delle persone affette da Sla, rappresentando un esempio concreto di partecipazione civile, insieme alla moglie Francesca e al suocero Carmelo.  Proprio per questo motivo, l’Assessore Nociti, in considerazione dell’alto valore sociale e formativo dell’esperienza di Maurizio Casadidio, ha invitato il presidente dell’AISLA ad incontrare gli studenti reggini per dare vita a un circolo virtuoso imperniato sulla solidarietà e sull’impegno civile.

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Reggio di Calabria: il C.C.M. (Centro Cristiano del Mediterraneo) organizza la “Serata della Solidarietà 2012”

“Il Centro Cristiano del Mediterraneo è lieto di annunciare l’evento estivo “Serata della Solidarietà 2012” che si terrà presso il Centro in Reggio Calabria loc. S. Cristoforo, Via Vallone Croce n. 27 a partire dalle ore 20.00 presso l’area degli Ostelli Bethel ed Emmaus. La serata di animazione, cabaret e musica animata dallo spettacolo dell’esilarante Gennaro Calabrese, show man reggino, imitatore e cabarettista; sarà dedicata al sorriso ed alla solidarietà e contribuirà alla raccolta di fondi per lo sviluppo del Centro Cristiano del Mediterraneo,

centro sorgente su un terreno confiscato alle mafie e attivo laboratorio di iniziative socio-culturali-educative che hanno come scopo lo sviluppo del nostro territorio attraverso una cultura della legalità, della cooperazione e della socialità di giustizia. Il Centro con le Realtà del terzo settore ad esso collegate, invita la cittadinanza tutta a questa serata di solidarietà e sorriso, per un futuro ed una speranza per la nostra terra da coltivare e conquistare con tutte le forze sane della nostra Città attraverso azioni concrete e partecipate. Vi aspettiamo numerosi in località S. Cristoforo via Vallone Croce  presso l’area degli Ostelli Bethel ed Emmaus. Il tuo sorriso contribuirà alla felicità di molti!!!” Il Coordinatore CCM, Tony Moscato. (CCM- CENTRO CRISTIANO DEL MEDITERRANEO, Realtà Consortile – Sigle aderenti: ASSOCIAZIONE CHIESA CRISTIANA, ASSOCIAZIONE ISTITUTO PER LA FAMIGLIA EMMAUS – SEZ. N. 214, ASSOCIAZIONE POLISPORTIVA ACU, COOPERATIVA SOCIALE PACESALUS, SOCIETA’ COOPERATIVA BETHEL, SOCIETA’COOPERATIVA EMMAUS).

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Roma: incidenti stradali, la senatrice Bianchi (Pdl) “Puntare su controlli e sicurezza”

"Le strade italiane sono funestate dal tragico bilancio delle vittime di incidenti stradali. È come se ogni anno in Italia venisse cancellato un paese di circa 4 mila abitanti". A lanciare l'allarme è la senatrice del Pdl Dorina Bianchi, impegnata a sottoporre all'attenzione del Governo la nuova figura professionale dei controllori della sicurezza stradale (road safety auditor). "Nel 2011, secondo i dati Istat, – precisa Dorina Bianchi – si sono verificati in Italia 205.000 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero delle vittime è pari a 3.800, mentre i feriti ammontano a 292.000.

E, inoltre, nel primo semestre 2012, l'Osservatorio il Centauro – ASAPS ha registrato un aumento del 33% per quanto riguarda gli episodi di pirateria stradale. Le migliaia di incidenti che affliggono le nostre strade causano quindi la perdita di troppe vite umane, oltre a costi sociali altissimi, pari a circa 30 miliardi di euro l’anno, equivalenti al 2% del nostro PIL". "Anche se, negli ultimi anni, le statistiche registrano un graduale calo di morti e feriti sulle strade, il fenomeno presenta ancora livelli estremamente preoccupanti. Serve, quindi, uno sforzo congiunto da parte del Governo, del Parlamento, delle Forze dell’Ordine e di tutta la filiera della sicurezza stradale, – continua la senatrice Bianchi – per investire maggiori risorse in formazione ed infrastrutture per garantire un progressivo miglioramento della sicurezza sull'intera rete stradale". "Per questo ho ritenuto opportuno presentare un'interrogazione parlamentare al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sulla formazione dei controllori della sicurezza stradale. Si tratta – spiega la parlamentare del Pdl –  di nuove figure preposte a vigilare sulle strade che fanno parte della rete transeuropea e nazionale, in fase di pianificazione, di progettazione, in costruzione o già aperte al traffico, con l'intento di omologare i requisiti d'accesso ai corsi richiesti a tutti i laureati della Comunità europea, italiani compresi. Gli investimenti nel capitale umano – conclude Dorina Bianchi – sono indispensabili per aumentare il potenziale di crescita della sicurezza sulle nostre strade”.                   

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Roma: cultura, la senatrice Bianchi (Pdl) “Belle Arti occasione per intero territorio”

La parlamentare calabrese sollecita la nascita di una sede distaccata dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Vertice operativo al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. "Presto la città di Crotone potrebbe ospitare una sede distaccata dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

Una scelta che potrebbe rappresentare una significativa occasione di sviluppo per l'intero territorio". A dichiararlo la senatrice del Pdl Dorina Bianchi a margine dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi presso il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca. “Ritengo proficuo l’incontro avuto con Luigi Fiorentino, Capo di Gabinetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, – precisa la Bianchi – nell'ottica di una collaborazione tra istituzioni per lo sviluppo culturale della provincia di Crotone”. “Sollecitata anche dall'assessore alla cultura della Provincia di Crotone Giovanni Lentini – prosegue la parlamentare crotonese – voglio rivendicare la legittimità delle scelte che riguardano le politiche culturali e formative della nostra provincia, ancor più nell’attuale delicato contesto economico e normativo, funestato da previsioni di tagli alla spesa che rischiano di aumentare l'isolamento della nostra comunità territoriale con l'aggravante della soppressione di indispensabili presidi dello Stato". “In questo quadro – conclude la Bianchi – é necessario accogliere con speranza e ottimismo la nascita di un polo crotonese dell’Accademia delle Belle Arti, per non arrendersi alla mera logica ragionieristico-contabile di una politica fin troppo autoreferenziale, spesso incapace di comprendere che la cultura, in una prospettiva di sistema e di programmazione, può essere un fondamentale fattore di crescita sociale, economica e di miglioramento complessivo della qualità della vita".

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Reggio di Calabria: PA.C.E. plaude all’iniziativa del Forum dei Movimenti e delle Associazioni del Territorio promossa dal Governatore Scopelliti

Il Presidente Nazionale Di Patto Cristiano Esteso, plaude all'iniziativa del Forum dei Movimenti e delle Associazioni del Territorio, promossa dal Presidente Regionale Giuseppe Scopelliti. "Il nostro Movimento (PACE) nasce proprio da un forte impegno di volontariato e nel sociale: siamo da anni impegnati a costruire una rete solidale capace di aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno".

Ogni giorno, attraverso le nostre associazioni di volontariato e le cooperative sociali (tra tutte l'Istituto per la Famiglia insignito anche del premio FIVOL per la solidarietà) ci misuriamo con le necessità di tanti nostri concittadini che trovano nei nostri volontari anche un grande sostegno morale che è fondamentale al pari della soluzione dei bisogni quotidiani. Siamo convinti che solo attraverso un ritrovato senso di "solidarietà", di comunanza, di fratellanza, si riuscirà a dar vita ad una socialità di giustizia, ad un nuovo patto sociale capace di tenere in considerazione le aspettative e i bisogni di tutti, soprattutto dei più deboli. Crediamo che in questo cammino sia di fondamentale importanza l'apporto del mondo del volontariato, oggi sempre più professionalizzato, capace cioè di offrire anche nuove occasioni di lavoro in una terra come la nostra dove la disoccupazione giovanile ( e non solo) è ai livelli più alti in Europa. Abbiamo anche da tempo indicato il cammino di integrazione tra il sociale e la politica, scegliendo di scendere in campo direttamente con una nostra proposta che prima è sociale e per questo è politica: tanti nostri concittadini ci hanno dato fiducia e su questa fiducia contiamo per riuscire ad incidere concretamente nel tessuto socio economico della nostra regione. La stessa partecipazione che si è registrata a Lamezia, in occasione del Forum, dimostra ancora una volta che è viva e vivace quella parte sana della società che non vuole stare a guardare, che non intende assistere inerme al tramonto della società civile. A tutti coloro che hanno deciso, come noi d’altronde, di dedicare la propria esistenza al servizio del prossimo, a tutti va il nostro plauso e il nostro ringraziamento: avete dimostrato ancora una volta che esiste una via per il cambiamento e che questa strada non può che passare attraverso le maglie solidali del volontariato civile.

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Reggio di Calabria: il C.C.M. (Centro Cristiano del Mediterraneo) “Chiesta un’audizione alla Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria presieduta dall’on. Magarò”

“In data odierna è stata richiesta da parte del Coordinamento delle Realtà Sociali afferenti il "Centro Cristiano del Mediterraneo", centro sorgente su un terreno confiscato alle mafie, un’audizione presso la Commissione Contro la ‘ndrangheta in Calabria, presieduta dall’On. Salvatore Magarò, in un’ottica di fronteggiamento, prevenzione  ed educazione alla legalità da effettuarsi sinergicamente con le forze sane della società calabrese impegnate ogni giorno per ribadire la legalità sui nostri territori.

Il Centro, attivo laboratorio di iniziative socio-culturali-educative, ha ritenuto indispensabile l’interazione con le Istituzioni preposte al fine di rafforzare e fare crescere l’azione quotidiana che si eroga sul territorio, proponendo nel concreto una serie di input nascenti dal territorio, che riteniamo utile porre all’attenzione della Commissione Regionale di cui sopra. Le realtà afferenti il CCM intendono proporre alla Commissione l’effettuazione delle proprie sedute presso  i vari beni confiscati alle mafie, sparsi sull’intero territorio calabrese,  attraverso la modalità itinerante e di rotazione funzionale, al fine di poter avere  una diretta conoscenza e possibile interazione con le realtà affidatarie ed i beneficiari dei servizi che le stesse erogano. Riteniamo che questa azione possa rappresentare concretamente un momento di attiva partecipazione sui beni che prima rappresentavano presidi della malavita organizzata e che oggi vengono gestiti da associazioni e quindi restituiti al territorio per il bene comune. Sicuri della sensibilità dimostrata dal Governo Regionale nei confronti di proposte provenienti dal mondo del volontariato, della cooperazione ed in generale del terzo settore, confidiamo in una sicura azione conseguente all’audizione stessa, per continuare  a dare un segnale forte delle intenzioni della Calabria migliore nei confronti dell’illegalità”. Il Coordinatore CCM, Antonino (Tony) Moscato.

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Crotone: gli Ordini di Ingegneri ed Architetti intervengono sulla crisi politica crotonese “Siamo preoccupati per lo stato di confusione istituzionale”

"Gli Ordini professionali sono preoccupati per lo stato di confusione istituzionale che si registra in questi giorni in città e credono che sia necessaria una seria riflessione sulle motivazioni che hanno indotto il Sindaco a rassegnare le dimissioni. Gli stessi Ordini sono del parere che occorre porre rimedio, nel più breve tempo possibile, a tale confusione politico istituzionale con la messa in campo di un serio programma di sviluppo motivando una squadra di governo che sia in grado di non pregiudicare quanto di buono è stato finora fatto.

Anche le recenti dimissioni del Sindaco di questa cittadina hanno dimostrato lo stato di tensione all’interno delle istituzioni locali e tale stato di sofferenza incide anche sulle attività amministrative e di programma non favorendo certo i percorsi di sviluppo. Siamo ad un bivio molto pericoloso e l’unità politica e soprattutto morale ci impone un doveroso passo indietro da parte di tutti nell’interesse collettivo di salvaguardare una comunità che non merita di avere dei figli discoli e litigiosi. La politica ha dimostrato tutti i propri limiti e questa circostanza occorsa ne è l’ennesima riprova. Bisogna cercare con senso di responsabilità di permettere a questa Amministrazione che è stata eletta con il voto popolare di esercitare quanto necessario per riorganizzarsi al fine di dare risposte anche a questa classe professionale che tanto ha dato a questa collettività. Gli ordini si dicono disponibili ad un confronto e pronti a dare il proprio contributo, e confermando nuovamente tale volontà si rendono disponibili a esercitare quel dovere istituzionale che li contraddistingue sempre e comunque nell’interesse collettivo. Già la temuta chiusura della provincia di Crotone rappresenta un segnale di grande apprensione sia tecnico che istituzionale e sul quale noi tutti dobbiamo concentrarci per evitare quanto più possibile danni collaterali, pertanto riteniamo, formulando un segnale distensivo alle istituzioni, di ricercare una soluzione nel più breve tempo possibile e nell’interesse supremo di questa collettività. L’invito degli ordini professionali è quindi quello di ripartire da progetti già in essere e sui quali si può imbastire una seria discussione di opportunità come il masterplan su porto come occasione di sviluppo e concentrarci sulla necessità di considerare definitivamente e senza indugi la strada del turismo e dell’innovazione tecnologica la definitiva svolta da percorrere per veicolare flussi umani sul nostro territorio".

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Parco d’Aspromonte: nonostante la scarsa disponibilità di aerei, contenuti i danni degli incendi

Anche nel Parco d’Aspromonte è stato registrato quest'anno un incremento delle superfici percorse dagli incendi, perlopiù dolosi. Nel mese di luglio gli incendi che hanno interessato il territorio del Parco sono stati complessivamente sei per una superficie complessiva di 350-400 ettari di area boscata e non. La superficie boscata coinvolta è stata complessivamente di 14 ettari per cinque incendi e di 200 ettari solo per un grosso incendio scoppiato nel comune di Roccaforte dal 14 luglio scorso per circa 8 gg.

Per quest’ultimo sono in corso degli accertamenti per definire meglio la superficie e individuare gli autori da parte degli agenti del CTA del CFS, considerata la natura dolosa, con inneschi plurimi in più zone su un unico fronte. Domenica 15 luglio e nei giorni successivi la direzione del Parco è intervenuta nei confronti della Prefettura e della sala operativa regionale per cercare di ottenere mezzi aerei, visto che l’incendio era ormai “di chioma” e le squadre da terra non potevano agire con efficacia. È stato possibile ottenere ben poco purtroppo, tenuto conto che la Regione Calabria, considerata la congiuntura economica in atto, non ha rinnovato la convenzione per i mezzi aerei né è stato possibile attivare le squadre di spegnimento a terra dell’Afor (ormai in cassa integrazione o ferie), fondamentali per porre in essere un'azione efficace e adeguata sul territorio. Il 17 e 18 luglio l’incendio, sceso “a terra”, è stato contrastato grazie a una forte collaborazione delle squadre del CTA, delle associazioni di protezione civile e degli operai dell’Afor, concordando l’azione direttamente con i vertici regionali e provinciali dell’Afor. Già dal 12 luglio il Parco ha attivato le associazioni di protezione civile che da anni, mediante convenzione,  operano per la prevenzione degli incendi. Uno studio del Ministero dell'Ambiente sul rapporto tra le aree percorse dagli incendi e la superficie di ogni singolo parco nel periodo tra il 1997 e il 2006, ha evidenziato per il Parco dell’Aspromonte un dato del 1,1% e, per il solo 2007, del 1,4%. Percentuali ancora migliori risultano dall'indagine effettuata dal CTA del Corpo Forestale dello Stato, che  per il nostro Parco non fa superare per lo stesso periodo la percentuale dello 0,62%, mentre documenta percentuali più elevate,  per qualità e quantità di area interessata dalle fiamme, per i parchi vicini. La ripresa dell’attività dei piromani purtroppo trova terreno fertile in Calabria nella ridotta disponibilità dei mezzi aerei, unici strumenti per contrastare gli incendi “di chioma”.

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Crotone: Bianchi, Pacenza, Lorecchio e Trocino “Vallone come Schettino”

Riceviamo e pubblichiamo. "Ci sembra davvero irresponsabile abbandonare i crotonesi e far naufragare la città di Crotone in uno dei momenti più critici e delicati per il territorio che rischia il più totale isolamento dal resto del Paese. Il sindaco Vallone e la sua maggioranza non hanno alcunché da invidiare al comandante Schettino della Concordia". Duro j'accuse del Pdl dopo la decisione del sindaco di Crotone di dimettersi dal governo cittadino.

"Il Pdl – spiegano in una nota congiunta Dorina Bianchi (Senatrice), Salvatore Pacenza (Consigliere Regionale della Calabria), Umberto Lorecchio (consigliere Provincia di Crotone e Sindaco di Pallagorio) ed Emilio Trocino (Coordinatore cittadino Pdl di Crotone) – non ha mai fatto mancare la propria presenza in consiglio comunale anche su decisioni rilevanti per il territorio e per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In un passaggio economico e sociale di estrema difficoltà per la nostra area urbana, con vicende preoccupanti e dalle gravi ripercussioni legate al lavoro come quella della partecipata Akrea, alla possibile cancellazione della Provincia, alla bonifica, lasciare la città senza guida assume una gravità che non ha precedenti aggravata dalle motivazioni scatenanti che ruotano attorno a mere questioni di poltrone, collocazioni politiche e ambizioni carrieristiche in barba alle quotidiane difficoltà dei crotonesi". "Ci aspettiamo – concludono gli esponenti del Pdl, Bianchi, Pacenza, Lorecchio e Trocino – che il sindaco Vallone torni sui suoi passi ed abbia un sussulto di responsabilità umana ancor prima che istituzionale, al di là delle appartenenze politiche e di visioni diverse di sviluppo urbano, perché il Comune ha bisogno di poter lavorare a pieno regime in questo momento per poter affrontare le tante problematiche della città".

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Crotone: gli Ordini di Architetti ed Ingegneri “Legge antisismica, il sistema di trasmissione dei progetti è incerto e confuso e può dare adito a determinazioni contrastanti e vessatorie”

Pur condividendo le finalità di base della legge regionale n. 35 del 2009 (la legge antisismica, per intenderci), i Presidenti di tutti gli Ordini provinciali degli Architetti e degli Ingegneri della Calabria – che sull’argomento hanno tenuto ieri sera  a Lamezia Terme una riunione –  hanno espresso decise critiche alla Legge, al regolamento ed al sistema informatico adottato dalla Regione  per effettuare la verifica degli elaborati progettuali. Il Si-Erc, questo è appunto il nome della procedura introdotta dalla normativa, non soddisfa i tecnici calabresi ed appare incerta nel garantire il pieno soddisfacimento delle esigenze di chi deve esprimere i pareri autorizzativi. 

Una netta bocciatura del sistema informatico che arriva dopo una approfondita sperimentazione iniziata diverso tempo prima dell’entrata in vigore della legge.  Gli Ordini calabresi, inoltre,  rimproverano all’Ente di non aver recepito – nonostante le comunicazioni ufficiali della Regione asseriscano il contrario – le numerose osservazioni, portate all’attenzione dei dirigenti del Dipartimento alle Infrastrutture e Lavori Pubblici, che avrebbero certamente migliorato la procedura. Il Sier-Erc, inoltre,  entrato in vigore dal 1 luglio – software progettato da “Eucentre”– è oggi un sistema “chiuso” che non consente ai tecnici di verificare preventivamente i dati progettuali che immette. I professionisti calabresi fanno pure presente che nessuna Regione ha adottato un sistema informatizzato per verificare i calcoli strutturali, ma molte si sono impegnate nel realizzare efficienti sistemi di trasmissione telematica. E’, per esempio, il caso della Regione Emilia Romagna che, pur rivolgendosi alla stessa “Eucentre”, si è ben guardata dall’adottare l’intero sistema in vigore in Calabria, ma ha acquistato il solo modulo di “procedura informatica per la denuncia e trasmissione delle pratiche edilizie in zone sismiche”. Ma c’è di più. La nuova normativa porterà, inevitabilmente, ad un aumento dei costi per l’utenza finale. Per ogni progetto ripresentato bisognerà pagare, a regime, nuovamente la tariffa. I professionisti, inoltre, si sono trovati nel Regolamento attuativo della legge che non condividono un articolo nel quale si specifica che se non sarà dato inizio al lavoro nel termine di 90 giorni bisognerà riproporre l’autorizzazione pagando nuovamente la tariffa. In pratica – per incrementare le entrate – si è addirittura prevaricato la normativa nazionale che stabilisce  con il Dpr 380/2001 termini per l’inizio dei lavori di gran lunga superiori ai 90 giorni. E’ interesse di tutti avviare procedure che diano maggiori tutele e garanzie alla collettività ai committenti ed ai professionisti, ma il Sierc, oggi non risponde a questa esigenza, anzi si sta trasformando in uno strumento incerto e confuso che può dare adito a determinazioni contrastanti e vessatorie.

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