Reggio di Calabria: “Riferimenti”, “Non solo ‘ndrangheta nelle intimidazioni ad Inserra

Riceviamo e pubblichiamo. Il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” denuncia di temere che, a proprio avviso, gli atti intimidatori nei confronti del giornalista del Quotidiano della Calabria Michele Inserra abbiano ben poco a che fare con la 'ndrangheta ruspante, celando ben altra matrice. “Riferimenti” crede che in questa storia la 'ndrangheta entri solo di traverso, come manovalanza delinquenziale, ritenendo che Inserra dia fastidio perchè si è avvicinato troppo ai santuari rivelando verità scomode, dia fastidio perchè appartiene ad una certa categoria di giornalismo e non a quella asservita al potere e connivente.

La storia insegna che sono segnali, questi, ben poco rassicuranti. Nell'esprimere, quindi, ad Inserra la propria solidarietà, il Coordinamento “Riferimenti” chiede alle autorità inquirenti di attenzionare l'intera vicenda, ben valutando il rischio cui il giornalista è esposto.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: ieri il corso di alta formazione politica “Formamentis” offerto ai ragazzi della Giovane Italia da “Life-Solution”

Si è tenuto ieri pomeriggio alle ore 17, presso l’Hotel Regent di Catona (RC), il corso di alta formazione politica “Formamentis”, organizzato dall’associazione “Life-Solution” ed offerto ai ragazzi della Giovane Italia e del Movimento Studentesco Nazionale della Provincia di Reggio Calabria. Obiettivo principale del corso, tenuto dal Dott. Francesco Briguglio ed articolato in tre ore, è stato quello di istruire le giovani leve del Pdl a saper parlare in pubblico ed affrontare una platea attraverso la tecnica del Public speaking, ad approfondire il linguaggio del corpo, ad imparare a comunicare e saper esprimere la propria idea o pensiero facendo valere la propria convinzione, attraverso il metodo PNL (Neuro Linguistic Programming).

Sono state trattate svariate tematiche inerenti la comunicazione e la formazione, approfondendo ad esempio la ricerca del Professor Albert Mehrabian, dalla quale si è appurato che nei metodi comunicativi, soltanto il 7% scaturisce dall’espressione verbale, ergo, paradossalmente il 93% deriva dalla comunicazione paraverbale. Si è inoltre approfondita la tematica del tempo definito in maniera innovativa: non denaro, bensì vita, con una un’importante distinzioni tra tempo produttivo, tempo personale, tempo programmato (time management), tempo discrezionale e tempo inattivo. Da qui la definizione di “ladri del tempo” del terzo millennio per i cosiddetti privi di scopo e di pianificazione. Alla luce degli accadimenti nazionali, in un periodo nel quale dilagano corruzione e malaffare, è lodevole che giovani che si affacciano alla politica e si impegneranno nelle istituzioni civili vogliano dedicarsi ad approfondire ed imparare, non improvvisandosi esperti privi di moralità e dovere verso la res publica. Proprio in questi momenti di alto impegno personale e responsabilità civica si denota la futura classe dirigente che non intende amalgamarsi con errori odierni di insulsi furfanti, bensì vuole uno spazio sano, per rappresentare in maniera dignitosa e con valori di alta moralità ed introspezione la propria gente, formata da elettori che credono in un progetto e non in meschini favori o promesse di un parente. Margherita Schirinzi, Dirigente Comunale Giovane Italia Reggio Calabria.

Condividi sui social

Roma: aeroporto Sant’Anna di Crotone, la senatrice Bianchi (Pdl) “La chiarezza é un dovere verso i cittadini”

La parlamentare ripercorre rischi e scenari possibili dell'aeroporto Sant'Anna. Bene la convinta presa di posizione del presidente Scopelliti sul ruolo strategico dell'aeroporto e sulla necessità di un sostegno a livello centrale per evitarne il declassamento. "Per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini ed una infrastruttura aeroportuale fondamentale per lo sviluppo economico del nostro territorio occorrono scelte e strategie maggiormente condivise da tutti gli attori decisionali, allo scopo di scongiurare il rischio di declassamento e di non aprire una stagione di incertezza sui costi che i cittadini dovranno sostenere da e per Crotone".

É quanto dichiara la senatrice Dorina Bianchi che ritorna ad accendere i riflettori sullo scalo Sant'Anna con ulteriori precisazioni e approfondimenti. "Confermo quanto ribadito anche in questi ultimi giorni. In primo luogo, – precisa la parlamentare del Pdl – sulla richiesta di abrogazione degli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei tra l'aeroporto di Crotone e gli scali di Milano Linate e Roma Fiumicino, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti invita la Regione Calabria a riconsiderare la richiesta di abrogazione degli oneri di servizio pubblico alla luce delle loro reali finalità o, in alternativa, che la richiesta avanzata dalla Regione Calabria venga confermata direttamente dal presidente Scopelliti. In secondo luogo, ad oggi, non risulta che la Regione Calabria abbia formalmente  richiesto la delega per indire la Conferenza dei servizi dell'aeroporto di Crotone, unica deputata per legge a precisare i contenuti dell'onere di servizio pubblico e il nuovo modello di continuità territoriale". "Inoltre – continua Dorina Bianchi – sarebbe auspicabile quantomeno informare il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, l'Enac e la Regione Calabria su accordi con compagnie lowcost, il cui eventuale servizio sulle tratte di Roma e Milano potrebbe generare ripercussioni significative sia per la mobilità dei cittadini che per l'andamento dei volumi di traffico dell'aeroporto di Crotone. In questa direzione, la scelta strategica può essere rilevante per lo scalo e, quindi, è necessario procedere ricercando il sostegno e la condivisione dei portatori d'interesse. Un primo effetto proficuo della collaborazione istituzionale potrebbe mirare, ad esempio, a non agire esclusivamente in sostituzione di Alitalia ma a fare uso della riconosciuta competenza ed esperienza degli stakeholders per meglio comprendere le strategie commerciali di Alitalia su Crotone, aprendo un negoziato tra compagnie potenzialmente molto vantaggioso per i passeggeri. La recente storia dell'aeroporto Santa'Anna – dichiara ancora la senatrice del Pdl – insegna, da una parte, che la massima apertura del mercato assicura indubbi vantaggi, dall'altra che mette a rischio le rotte poco remunerative, a discapito delle popolazioni e dei territori. Sul versante opposto, imporre oneri di servizio pubblico significa rendere obbligatorio lo svolgimento di un servizio aereo secondo criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione cui i vettori non si atterrebbero se tenessero unicamente conto del proprio interesse commerciale". "Sarebbe auspicabile accogliere l’invito ad operare sinergicamente lanciato dallo stesso presidente Scopelliti, che ha rimarcato in più occasioni – fa notare la Bianchi – non soltanto la scommessa che la Regione Calabria ripone nello sviluppo della struttura aeroportuale ma anche la necessità di un sostegno a livello centrale, senza il quale lo scalo di Crotone rischierebbe di implodere con pericolosi effetti sulle importanti aspettative che l’intera regione ripone sull’opera nell’ottica di politiche infrastrutturali capaci di avvicinare, necessariamente, la Calabria al resto dell’Italia e dell’Europa”. "Per dimostrare di saper reagire all’evoluzione del mercato, e successivamente di attivarsi concretamente per regolare il mercato, con attenzione alle esigenze della collettività calabrese,  – conclude Dorina Bianchi – occorre anticipare e prepararsi pianificando per tempo le azioni che possono risultare utili specie nelle diverse fasi di evoluzione negativa del mercato stesso".

Condividi sui social

Roma: AnsaldoBreda, Foti (Pdl) “Illustrata risoluzione, il Governo risponderà a breve”

Come annunciato nei giorni scorsi, l’On. Nino Foti ha illustrato al Governo, in sede di Commissioni Riunite X (Attività produttive, commercio e turismo) e XI (Lavoro pubblico e privato), la risoluzione sugli sviluppi occupazionali e sul futuro dello stabilimento AnsaldoBreda (ex Omeca) di Reggio Calabria. Il deputato, capogruppo Pdl in Commissione Lavoro, presentando i contenuti della risoluzione ha auspicato un intervento del Governo in tempi rapidi al fine di fornire un quadro definito della situazione scongiurando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dell'azienda.

Un intervento che eviti quindi di penalizzare pesantemente una situazione già delicata in un’area caratterizzata da un forte livello di disoccupazione, soprattutto giovanile. Il Governo, presente il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Martone, ha deciso di prendere una ulteriore settimana di tempo per fornire la propria risposta ufficiale rispetto ai quesiti contenuti nella risoluzione. Il deputato pidiellino quindi ha espresso positività sul fatto che il Governo abbia sentito il dovere di occuparsi della vertenza poiché investito ufficialmente della questione e, nello stesso tempo, al pari dei lavoratori dello stabilimento “Ex Omeca” di Reggio Calabria e delle loro famiglie rimane in attesa di conoscere quale sarà l'impegno concreto del Governo in questa vicenda.

Condividi sui social

Roma: Crotone, Bianchi (Pdl), “Senza oneri di servizio, scalo dalla padella alla brace”

"La richiesta di abrogazione degli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei tra l'aeroporto di Crotone e gli scali di Milano Linate e Roma Fiumicino avanzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dalla Regione Calabria, a seguito di quanto proposto dalla Società Aeroporto Sant'Anna, oltre ai ritardi accumulati nelle procedure per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini rischia di far precipitare lo scalo aeroportuale dalla padella alla brace".

"Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per voce del vice Ministro Ciaccia, – fa sapere la senatrice Bianchi – invita la Regione Calabria a riconsiderare la richiesta di abrogazione degli oneri di servizio pubblico alla luce delle loro reali finalità, quella di assicurare la continuità territoriale ai cittadini residenti in una determinata regione contribuendo allo sviluppo economico e sociale dello stesso territorio e non allo sviluppo del solo aeroporto per cui esiste un'altra regolamentazione o, in alternativa, che la richiesta avanzata dalla Regione Calabria venga confermata dal presidente Scopelliti". "La situazione sembra sfiorare il paradosso per il semplice fatto – dichiara la parlamentare crotonese – che rinunciare, nei fatti, agli oneri di servizio pubblico alimenta ulteriormente la probabilità di declassamento del Sant'Anna ad aeroporto di mero interesse locale. È noto a tutti, infatti, che la continuità territoriale, intesa come capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini residenti in territori meno favoriti, si inserisce nel quadro più generale di garanzia dell’uguaglianza sostanziale dei cittadini e di coesione di natura economica e sociale, promosso in sede europea. Chiedere l'abrogazione degli oneri di servizio pubblico significa, nella sostanza, – precisa ancora l'esponente politico del Pdl – rinunciare a maggiori garanzie di accessibilità dei costi da sostenere producendo un peggioramento del quadro economico, sociale e turistico del territorio". "In questo quadro oggettivamente poco chiaro e significativamente disarticolato – continua la senatrice Bianchi – potrebbe risultare, quanto mai opportuno, in primo luogo, che la Regione Calabria solleciti immediatamente un tavolo con Ministero dei Trasporti ed Enac per assicurare il diritto alla mobilità della popolazione residente in un territorio non adeguatamente collegato attraverso la garanzia di un tempo di proroga adeguato della vecchia continuità in attesa di formulare un nuovo bando successivo ai lavori della Conferenza dei servizi. In secondo luogo, il presidente Scopelliti richieda al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, secondo la normativa vigente, il conferimento della delega per indire e presiedere la Conferenza dei servizi dell'aeroporto Sant'Anna necessaria per stabilire, alla luce delle scadenze maturate, le tratte aeree da sostenere, le tipologie e i livelli tariffari, il numero e l'orario dei voli,  i tipi di aeromobili e la capacità di offerta". "Un pacchetto di azioni e di interventi preliminari ma fondamentali – ha concluso Dorina Bianchi –  capace di tracciare il nuovo modello di continuità territoriale per la nostra regione, restituire ai cittadini maggiore certezza sui costi che dovranno sostenere da e per la Calabria, generare ricadute positive nel settore turistico e commerciale, ma anche in quello culturale e dell’istruzione superiore e sociale".

Condividi sui social

Roma: si è conclusa “Atreju 2012”, la festa della Giovane Italia

Si è conclusa ieri la festa della Giovane Italia “Atreju 2012”, tenutasi a Roma presso il Celio dal 12 al 16 Settembre, in una splendida e suggestiva cornice all’ombra del Colosseo. Cinque giorni di alta politica determinati da incontri ravvicinati con importanti esponenti del Pdl, dell’attuale Governo e più in generale della società civile. All’ordine del giorno discussioni di proposte, idee e aspettative del mondo giovanile. Tutto ciò accompagnato da ricchi momenti di aggregazione e divertimento tra gli stand rappresentativi di molte realtà regionali d’Italia.

In un periodo in cui sembra imperante l’avvento dell’anti-politica, Atreju è stata la chiara e palese dimostrazione di giovani che credono ancora nella sana gestione della cosa pubblica. La Giovane Italia di Reggio Calabria si è dimostrata inequivocabilmente parte attiva della manifestazione, impegnandosi in prima linea con la folta presenza di molti giovani giunti da svariate parti della provincia. Alcuni momenti però più di altri hanno acceso l’estremo lembo della Calabria,  come l’incontro titolato “Bad boys. Una nuova generazione avanza, forgiata dalle conquiste sul territorio”, che ha avuto come protagonista il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Il Presidente ha sostenuto un brillante confronto acclamato da una numerosissima platea, discutendo dapprima la situazione nazionale, dimostrandosi favorevole ad una nuova legge elettorale che veda la reintroduzione delle preferenze e la conservazione della logica bipolare. L’attenzione è stata spostata poi sulla situazione calabrese, reggina in particolar modo, dove non è mancato il riferimento all’attuale condizione di difficoltà economica, fronteggiata con una serie di provvedimenti innovativi ed efficienti. Grande partecipazione alla consegna del premio Atreju 2012 a Renato Cortese, capo del braccio investigativo della questura di Roma. Cortese è stato elevato alla cronaca per l’arresto del boss Bernardo Provenzano, latitante da 43 anni, nonché per essere stato tra i più amati e acclamati capi della squadra mobile nel reggino, dove ha brillantemente portato a termine numerose catture di esponenti di spicco della malavita organizzata, ottenendo grande affetto e sostegno da parte di tutta la città. La Giovane Italia di Reggio Calabria durante la premiazione ha esposto uno striscione nel quale ha esposto la profonda gratitudine e stima nei confronti di questo grande uomo: “ Reggio ti ringrazia”. La conclusione di Atreju è stata affidata ad Angelino Alfano, segretario del PDL, ed a Giorgia Meloni, già Ministro della Gioventù e Presidente Nazionale della Giovane Italia. Con loro sono stati toccati i temi di grande attualità politica, del futuro dei giovani e del presente del Popolo della Libertà. Per Luigi Amato e Manuela Infortuna, rispettivamente Presidente provinciale e Presidente comunale della Giovane Italia di Reggio Calabria, quello di Atreju è stato un momento in grado di riaccendere la speranza, non solo nei giovani, verso una politica che può tornare ad essere ancora di più partecipata e vicina ai bisogni della gente.  Forte l’orgoglio dei dirigenti locali del movimento giovanile per aver seguito l’evento alla presenza di molti militanti dell’intera provincia reggina, tornati nelle proprie città con una maggiore consapevolezza di responsabilità verso il futuro del nostro territorio. Margherita Schirinzi, Dirigente Comunale Giovane Italia Reggio Calabria.

Condividi sui social

Frascati (Roma): in corso la VII^ edizione della “Summer School”

Si sta svolgendo in queste ore a Frascati la VII edizione della prestigiosa Summer School indetta dalle fondazioni “Italia Protagonista” e “Magna Carta”, entrambe guidate da due importanti esponenti del Popolo della Libertà: il Sen. Maurizio Gasparri la prima ed il Sen. Gaetano Quagliariello la seconda. L’idea della scuola è quella di fornire, nelle quattro giornate che vanno dal 9 al 13 settembre, a giovani provenienti da ogni parte d’Italia più elementi possibili in grado di formare i partecipanti in tutti i campi che abbracciano l’arte della politica: economia, storia, diritto, e molto altro ancora.

Il calendario di lavoro si compone essenzialmente di sessioni plenarie, alle quali è previsto l’intervento di illustri esponenti della società civile ed autorità politiche di portata nazionale, come i Ministri Vittorio Umberto Grilli (economia), Francesco Profumo (istruzione), Paola Severino (giustizia), ed i leader di partito Ignazio La Russa, Roberto Maroni, Fabrizio Cicchitto ed Angelino Alfano. Anche quest’anno il movimento verde del PdL di Reggio Calabria ha permesso ad un proprio giovane di prendere parte all’iniziativa; si tratta di Margherita Schirinzi, dirigente comunale della Giovane Italia nonché Presidente provinciale del Movimento Studentesco Nazionale, promossa a pieni voti alla recente Scuola di Formazione Politica “Ieri ed oggi, pronti per il domani”. A lei ed a tutti gli studenti i migliori auguri di buon lavoro. Ed a proposito di scuola, la federazione provinciale della Giovane Italia intende esprime la propria vicinanza ai ragazzi del movimento giovanile del PdL di Gerace, impegnati in questi ultimi mesi nella battaglia contro un’amministrazione comunale sorda ed incapace di risolvere i problemi che attanagliano i bambini e le proprie famiglie dello storico centro della locride, quale quello dell’incuria delle strutture scolastiche. L’indifferenza del Sindaco di Gerace di fronte alle richieste di ristrutturazione di alcuni istituti non può e non deve perdurare a lungo, come la pessima operazione di accorpamento di alcune classi elementari che rischia di far morire intere aree del comune. Il merito della Giovane Italia di Gerace, del suo Presidente Anselmo Scaramuzzino in primis, è di aver mantenuta alta l’attenzione riguardo ai problemi legati all’istruzione primaria, riuscendo a costringere le autorità competenti ad affrontare seriamente le questioni sopradescritte che altrimenti sarebbero state gettate nel dimenticatoio. Il Presidente Provinciale della Giovane Italia, Luigi Amato.

Condividi sui social

Bagnara Calabra (RC): “Riferimenti”, divelta la targa della piazza intitolata a Gennaro Musella

Riceviamo e pubblichiamo. “Ignoti, nella notte, hanno divelto la targa della piazza intitolata a Gennaro Musella. La piazza era stata inaugurata lo scorso maggio dal Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso nel trentennale dell'uccisione dell’ingegnere salernitano.

Musella venne ucciso da un'associazione tra ‘ndrangheta calabrese e mafia catanese per aver denunciato gli illeciti esistenti nella gara d'appalto del Porto di Bagnara, gara vinta in prima e seconda istanza dai famosi cavalieri catanesi dell'apocalisse Costanzo e Graci, nomi ricorrenti nella storia del crimine organizzato”.

Condividi sui social

In Calabria un nuovo Panel al servizio della qualità degli oli

L’Associazione PrimOlio ha costituito un Comitato di assaggio professionale ai fini della valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini di cui all'art. 4 del Reg. (CEE) n. 2568/91. Il Comitato di assaggio, diretto dal Dr. Antonio G. Lauro, è un organismo riconosciuto, in data 20 luglio 2012, dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con proprio decreto n. 4302 ed ha sede in San Ferdinando (RC), nella Seconda Zona Industriale, presso la Sala Panel del CONASCO Servizi.

Il Comitato di PrimOlio è stato inserito nell'elenco dei Comitati di assaggio incaricati del controllo delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini, extravergine, IGP e DOP tenuto dal Ministero stesso. Il Comitato rappresenta un organo al servizio del settore olivicolo e, attraverso l'analisi sensoriale degli oli, ha funzioni di strumento atto a determinare la qualità dei prodotti oleari. La valutazione dei campioni da certificare, viene effettuata mediante l’impiego di un gruppo (panel) di assaggiatori professionali coordinati da un Capo Panel, ed iscritti in un apposito elenco nazionale articolato su base regionale, istituito ai sensi dell'art. 3 della L. 313/91 e D.M. MIPAAF del 28 febbraio 2012. Elenco assaggiatori: Pellegrino Massimiliano, Cirillo Nicola, Sesto Saveria, Franco Rosario, Filippone Antonino, Orlando Carmelo, Lauro Antonio Giuseppe (Capo Panel), Leuzzi Antonio, Riggio Antonio Maria, Scopelliti Giuseppe, Varano Antonella, Talotta Lucia, Melissari Vincenzo, Viterale Lidia, Fazari Domenico, Fazari Antonio, Cilona Vincenzo, Placida Walter e Palmieri Francesco. Presso la Sala Panel, è operativo il servizio di Panel Test, rivolto a tutte le Aziende Confezionatrici e Produttrici di oli vergini di oliva e a tutti coloro che necessitano di uno strumento che certifichi la qualità organolettica dell'olio sottoposto a giudizio. Il Panel, o Saggio Organolettico dell’olio vergine di oliva, messo a punto dal C.O.I. (Consiglio Oleicolo Internazionale) e recepito dalla normativa comunitaria con il Reg. CEE n. 2568/91 è una analisi riconosciuta per il controllo della qualità dell'olio ed ha quindi valore legale ai fini della valutazione e controllo delle caratteristiche organolettiche degli oli vergini, extravergini di oliva, IGP e DOP, col fine ultimo di accertare l'assenza di difetti organolettici sull’olio sottoposto ad analisi. Il risultato della valutazione organolettica sarà riportato in un Rapporto di Prova relativo al campione di olio esaminato, in cui sarà espresso un giudizio sulla sua conformità ad una delle seguenti categorie merceologiche previste dalla citata normativa comunitaria: a) olio extravergine di oliva; b) olio di oliva vergine e c) olio di oliva lampante. Inoltre, secondo quanto previsto dal Reg. CE n. 640/08, il Capo Panel può certificare, su richiesta, che l'olio valutato soddisfi le definizioni per cui è possibile riportare in etichetta la terminologia facoltativa idonea e relativa alle caratteristiche organolettiche (tipologia di fruttato, intensità amaro e piccante, cc). Per informazioni e costi: panel.primolio@gmail.com aglauro@tiscali.it

Condividi sui social

Confcooperative Calabria: “Partire dal territorio, partire dall’assistenza primaria per una sanità a sostegno delle persone”

Confcooperative Calabria Riconosce al Dl Balduzzi il merito di cominciare finalmente a parlare di assistenza primaria e territoriale. È sicuramente positivo partire dal riordino della medicina generale come cardine dell’opera di riammodernamento, ma tutto ciò potrebbe non bastare. Occorre fare uno scatto in più per realizzare una logica di sistema territoriale, senza la quale si rischia di vanificare l’intera operazione». Lo dice Santo Vazzano, presidente di  Confcooperative Calabria in merito al DL Balduzzi.

«L’idea di riammodernamento, contenuta nel decreto, per poter trovare realizzazione deve avere uno scatto ulteriore: la realizzazione di un sistema sanitario nuovo sul territorio, che si articoli anche in forma “aziendale”, che dia personalità giuridica e quindi capacità di sviluppo alle aggregazioni di professionisti. In Calabria la situazione è all’anno zero: non esiste il territorio, non esiste l’assistenza domiciliare intergrata, permangono resistenze e privilegi. Sul territorio, l’assistenza primaria deve trovare – aggiunge Vazzano – una sua organicità in un sistema di rete dove interagiscano: medici, farmacisti e i vari operatori delle forme sussidiarie al welfare». La cooperazione, con le sue caratteristiche tutelate dalla Costituzione, di democraticità e mutualità – continua Vazzano –, è il modello societario che più si attaglierebbe a queste forme di aggregazione territoriali. Inoltre sollecitiamo regole certe per l’assistenza domiciliare, livello essenziale per garantire un’alternativa credibile all’ospedalizzazione. L’ADI è ancora la cenerentola del nostro SSN, con migliaia di operatori e assisti delle nostre cooperative affidati all’estemporaneità di gare pubbliche, che seguono spesso logiche di aggiudicazione al massimo ribasso». «La logica nuova non può che essere la realizzazione di una rete di unità operative multifunzionali di cure primarie, visibili e distribuite sul territorio, per portare il servizio vicino ai luoghi di vita e di lavoro dei cittadini. Anche in Spagna e Inghilterra, paesi che adottano lo stesso modello di SSN italiano – conclude Vazzano – si assiste allo sviluppo di tali forme consortili territoriali».

Condividi sui social

Coordinamento Associazioni Pro Centrale di Saline: Liberati “Dubbi sulle 7000 raccolte dal fronte del NO alla Centrale a Carbone”

“Il Coordinamento delle Associazioni che si battono per la realizzazione della Centrale di Saline Joniche apprende dalla  stampa che sono state raccolte 7.000 firme a sostegno del NO al Carbone ed alla Centrale di Saline Joniche e si complimentano con le Associazioni che sostengono le ragioni del NO per il buon risultato ottenuto. Tuttavia, nell’interesse dei cittadini e per meglio comprendere le modalità con cui sono state raccolte le annunciate 7.000 firme ritiene opportuno formulare alcune domande alle quali attende una doverosa risposta: 1) In quali comuni sono state raccolte le firme?

2) Con quale metodo sono stati formulati i quesiti ai sottoscrittori e quale documentazione è stata ad essi consegnata o anche solo fatta visionare? 3) Accanto alla firma è stato annotato in modo leggibile il nome ed il cognome del sottoscrittore e l’indicazione del numero di un documento di riconoscimento? 4) Chi ha certificato la rispondenza tra la firma ed il sottoscrittore? 5) Dove sono depositati gli elenchi contenenti le firme di sottoscrizione per eventuali verifiche? Tale richiesta di informazioni e di doveroso chiarimento non è formulata in maniera strumentale e non contiene alcuna vena polemica ma ha l’esclusivo  scopo di fornire una corretta e trasparente informazione non solo ai lettori ed ai cittadini, ma anche a tutti gli organi di stampa che sino ad oggi si sono spesso limitati a pubblicare notizie che, come quella in questione, non contengono alcun riferimento oggettivo o fonte ufficiale verificabile, nella convinzione che, nello specifico, tutti hanno il diritto di conoscere il metodo e le modalità con cui sono state raccolte le firme. Inoltre tali informazioni sono necessarie a questo Coordinamento per esperire analoga raccolta e rendere in tal modo omogeneo il campione dei sottoscrittori a cui saranno formulate le medesime domande utilizzate dal Fronte del NO e finalmente, si spera, poter dialogare nell’ambito di un serio confronto senza trucchi o scorciatoie sulla base di dati concreti e quindi con più fatti e meno parole. Attendiamo fiduciosi un celere riscontro”. Coordinamento Associazioni Pro Centrale di Saline, il delegato avv. Giancarlo Liberati.

Condividi sui social

Roma: trasporto, la senatrice Bianchi (Pdl) “Necessaria società “Aeroporti di Calabria SPA””

"Far nascere una società di gestione degli aeroporti calabresi con la Regione Calabria azionista di maggioranza. Soluzione indispensabile per evitare il declassamento e imporre responsabilmente nuovi e significativi investimenti del Governo sul sistema aeroportuale regionale". A lanciare la proposta la senatrice del Pdl, Dorina Bianchi dopo la risposta del ministro Passera alle sue interrogazioni che non lascerebbe spazio a dubbi circa il declassamento degli scali di Crotone e Reggio Calabria ad aeroporti di mero interesse locale.

"Il territorio crotonese, con le sue imprese e i suoi cittadini, ha necessità di non rinunciare all'aeroporto. In questa direzione – rincara la senatrice Bianchi – occorre non perseverare nell'ipotesi di costruire una compagine societaria locale attraverso il pur meritorio ingresso di alcuni enti locali del comprensorio. Ciò produrrebbe una illusione di brevissimo periodo per la sopravvivenza dello scalo Sant'Anna che poi cadrebbe sotto la scure della lotta alla parcellizzazione del sistema aeroportuale italiano imposta dal Governo". "Al contrario, è tempo che si compiano scelte coraggiose e definitive. Si metta mano ad un atto concreto di indirizzo politico del Governo regionale – precisa ancora la parlamentare crotonese – per la costituzione, in tempi brevi, di una società per azioni che gestisca complessivamente i tre scali di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria. I vantaggi sarebbero legati principalmente a sviluppare politiche commerciali più complesse, ad incrementare le opportunità di trasporto rispetto ai diversi target di utenza e a rafforzare economicamente le attuali singole società aeroportuali. Una proposta – continua l'esponente politico del Pdl – che potrebbe essere formulata e indirizzata all'attenzione della Regione Calabria dal Consiglio di amministrazione e dall'Assemblea dei soci dello scalo Sant'Anna già nei prossimi giorni. Un atto di responsabilità politica ed istituzionale che potrebbe rappresentare una iniziativa concreta per evitare che al danno possa aggiungersi anche la beffa, ossia la definitiva scomparsa e chiusura dello scalo crotonese". "Sia ben chiaro che mi impegnerò nelle sedi parlamentari per evitare che l'aeroporto di Crotone venga declassato a scalo di interesse locale dal Piano Nazionale degli Aeroporti, ma al tempo stesso – conclude la senatrice Bianchi – resto fermamente convinta della necessità di formulare una soluzione alternativa che da un lato mantenga attivo lo scalo crotonese e dall'altro rafforzi la credibilità e la competitiva del sistema aeroportuale calabrese. A tal riguardo solleciterò una chiara presa di posizione del Presidente Scopelliti. Metter la testa sotto la sabbia giova poco alla politica e ancor meno alla collettività".

Condividi sui social

Essere gatti a Reggio Calabria

Legge 281/91 – art. 7: “È vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà” e l’azione, ove avvenga, è punita in base all’art. 727 del Codice Penale Italiano. Si può rischiare di essere denunciati per un qualcosa che la Legge Italiana ti autorizza a fare? Nella nostra città, Reggio Calabria, in cui la conoscenza delle leggi è quasi nulla, questo è quanto è accaduto. Volontari che si occupano di alcune colonie feline in città, regolarmente registrate presso l’ASP e tutelate dalla Regione Calabria, si son sentiti dire che sarebbero stati denunciati per il loro volontariato o, ancora più grave, che avrebbero ritrovato i gatti

– che poi possono essere di quella come di qualsiasi altra zona della città – avvelenati tramite polpette, mentre, con assoluta discrezione e nel totale rispetto delle norme igieniche, provvedevano alla sussistenza di questi animali riconosciuti come i più puliti in assoluto che, differentemente, dovrebbero vivere di stenti prelevando resti di cibo dai cassonetti della spazzatura. La Legge 281/91 – ancora – affida a volontari, “… d’intesa con le unità sanitarie locali, (di) avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza”. “Questi episodi sono assolutamente da evitare e da condannare – afferma il dott. Mario Marroni, Direttore Veterinario Sanità Animale presso l’Azienda Sanitaria Provinciale Reggina – e denotano in effetti la poca conoscenza, a volte, di quella che è la Legge Italiana in materia. È impensabile comunque che delle persone civili possano utilizzare in un qualsiasi ambiente esche o alimenti avvelenati per uccidere gli animali, vietato dalla Legge, la cui materia è regolata altresì anche dalla nuova Ordinanza del 10 febbraio 2012. Le colonie feline sono previste e tutelate in tutte le città italiane. Solo per citare la più importante e significativa, a Roma, una risoluzione del 2001 del Consiglio Municipale del Centro Storico ha equiparato l’importanza dei ‘gatti’ a quella degli stessi monumenti capitolini. Sono stati definiti ‘patrimonio bioculturale, da tutelare e valorizzare’. Essi, infatti, ci aiutano a riflettere sul valore e sull’importanza di coloro che condividono con noi gli spazi urbani e la nostra storia quotidiana”. Le varie associazioni cittadine che si occupano sia di animali che di ambiente come Dacciunazampa ONLUS, Animalisti Italiani e la Legambiente, circolo di Reggio Calabria, che si interessano del buon andamento di tutte queste situazioni e ne hanno una supervisione generale, ricordano che i volontari autorizzati sono i primi a conoscere le  regole relative alle norme  igieniche da mantenere per la corretta gestione delle colonie feline in città e che  quindi è importante ed è giusto che i privati, anche i pochi reticenti ancora rimasti, riconoscano e apprezzino il  valore dell’opera di costante e a volte faticoso volontariato dei loro concittadini. Roberta Catizzone.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: Liberati (Presidente Co.Re.Svi.T., Comitato di Responsabilità per lo Sviluppo del Territorio) “La memoria corta dei politici calabresi ed il coraggio delle proprie idee”

Riceviamo e pubblichiamo. Con grande soddisfazione constatiamo che le mistificazioni e le menzogne ambientaliste da noi denunciate lo scorso 20 Agosto, sono state tutte puntualmente smentite da fonti ufficiali e con dichiarazioni che non lasciano spazio a interpretazioni. Ci riferiamo alla risposta fornita nel corso del Question Time di ieri 5 settembre, alla Camera dei Deputati, dal Ministro dell’Ambiente Clini, all’On.le Nucara Segretario Nazionale del Partito Repubblicano, nonché illustre figlio di una Calabria che quando vuole, sa battere i pugni sul tavolo per far valere le proprie ragioni.

Il Ministro, con grande gioia non solo dell’On.le Nucara, ma dei calabresi tutti, ha pubblicamente e clamorosamente sconfessato il rapporto di Goletta Verde definendo “non scientifici” i risultati che hanno assegnato numerose bandiere nere ai circa 800 km. di coste calabresi che, a giudizio di Goletta Verde e quindi di Legambiente, sarebbe altamente inquinato. Tali dati contrastano nettamente con quelli forniti dall’ARPACAL che a seguito di un indagine eseguita, questa si, a norma di legge, aveva rilevato circa 84 campioni su gli oltre 33.000 prelevati, con inquinamento oltre i limiti di legge. Come avrebbe detto il grande Totò: “una quisquiglia”. Ma la “pinzillacchera” ambientalista, sempre utilizzando il linguaggio del grande e compianto comico napoletano, questa volta non ha fatto ridere nessuno, ma ha bensì causato enorme danno all’immagine ed all’economia calabrese che ha visto ulteriormente ridotta la presenza dei turisti che, in considerazione degli allarmanti, quanto fasulli, dati di Goletta Verde hanno evidentemente e prudentemente mantenuto le distanze da un mare indicato così inquinato. Tuttavia, preme segnalare all’On.le Nucara, che solo il 23 luglio scorso, davanti alla sede del Consiglio Regionale della Calabria, gli iscritti al suo partito manifestavano spalla a spalla con gli stessi ambientalisti che oggi, con grande veemenza e ragione attacca, per l’assurda quanto infondata notizia sull’inquinamento del nostro mare, mentre evidentemente avalla e condivide, la catastrofica, ed anch’essa fasulla, teoria che i medesimi ambientalisti hanno artatamente confezionato per sostenere il NO al progetto della Centrale di Saline Joniche. Il Sig. Stefano Ciafani, ma soprattutto il Sig. Nuccio Barillà, sono rispettivamente, Vice Presidente Nazionale e membro del Direttivo Nazionale di Legambiente e lo scorso 24 Luglio con grande enfasi, nel disastrato porto di Saline, davanti alla Goletta Verde, assegnavano la bandiera nera ai “Pirati della SEI”  minacciando di assegnarla, con inquietante messaggio, anche al sindaco Guarna, e nel frattempo decretavano inquinato il mare di Calabria. Orbene, delle due, l’una : o i dati di Goletta Verde/Legambiente sono attendibili e quindi il mare di Calabria è veramente inquinato e gli studi dell’ARPACAL e del Ministero non lo sono o, come noi sosteniamo, ci troviamo di fronte all’ennesima mistificazione che in questo caso, laddove venissero confermati i dati ministeriali e regionali, è ulteriormente aggravata dal fatto che le attività di Legambiente e di Goletta Verde, che possiamo definire non scientifiche ma diportistiche, vengono finanziate in gran parte con fondi pubblici. Quindi con i soldi dei contribuenti, anche quelli calabresi, vengono finanziate alcune associazioni che invece di spenderli bene e con corretta informazione, creano danni irreparabili come quelli relativi alla infondata notizia sull’inquinamento del mare calabrese. Pertanto invitiamo, non solo l’On.le Nucara ma anche il Presidente Scopelliti ed il resto dei politici regionali, ad una sana riflessione sugli ultimi fatti e sulle ultime notizie che abbiamo appreso dalla stampa non solo nazionale ma anche da quella europea: Legambiente sostiene che il mare di Calabria è inquinato e la politica rosso-verde italiana  insieme agli stessi ed altri ambientalisti, afferma che la Centrale di Saline produrrebbe catastrofi ambientali inimmaginabili . Il Ministro dell’Ambiente ed il massimo organo regionale di controllo dell’Ambiente, ARPACAL, asseriscono l’esatto contrario. In Germania, è appena entrata in esercizio la più grande Centrale a Carbone del mondo con i suoi 2.200 MWe, approvata dal governo tedesco ed avallata, anzi osannata, dalla coalizione di governo rosso-verde del Nord Reno – Westfalia, mentre in Calabria una centrale da 1.320 MWe con una tecnologia ancora più avanzata è ostacolata a gran voce, ma senza il supporto di dati scientificamente validi, dagli ambientalisti nostrani finanziati oltre che con fondi pubblici anche, tra gli altri, dall’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) e da gran parte dei politici locali e regionali. Da ultimo, due uomini di vertice di Legambiente hanno contribuito in maniera significativa all’ottenimento del Decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale per il Progetto SEI. Riteniamo che chi ci governa, abbia il dovere di approfondire questi aspetti piuttosto inquietanti e finalmente fare luce nella buia foresta delle menzogne e delle mistificazioni che tanto male stanno causando alla già stremata economia della nostra regione. Infine, un piccolo appello ai “carbonari” come vengono definiti i sostenitori del SI alla Centrale da parte del fronte del NO : uscite allo scoperto e non nascondete le vostre idee, abbiate il coraggio di assumere una posizione chiara e trasparente perché un opinione diversa, ma suffragata da dati scientificamente validi, è sicuramente più utile allo sviluppo della nostra comunità, rispetto alle notizie infondate che ogni giorno siamo costretti a subire, diffuse da chi non ha evidentemente a cuore il benessere comune perché troppo impegnato a costruire la sua carriera politica e sociale sulle spalle ed a danno delle reali necessità del territorio. Il Presidente Co.Re.Svi.T., avv. Giancarlo Liberati.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Riferimenti”, se la Chiesa è contro la ‘ndrangheta fuori la ‘ndrangheta dal Tempio

Riceviamo e pubblichiamo. Fuori la ‘ndrangheta dal tempio. In riferimento al comunicato congiunto dell'Arcivescovo di Cosenza e di quello di Locri dove si afferma che la Chiesa ha un'unica posizione nei confronti della criminalità organizzata,il Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti” chiede la chiusura del Santuario di Polsi alle famiglie di 'ndrangheta. La Madonna della Montagna non può essere definita protettrice della ‘ndrangheta nè la Chiesa può accettarne le offerte. Lì come altrove. Purtroppo in quel luogo continuano ad imperversare antiche consuetudini che di cristiano hanno ben poco.

Una certa Chiesa, aldilà dei proclami, farebbe bene a scomunicare gli assassini e non ad accoglierli sbarrando loro la porta del Tempio. Adriana Musella, Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Riferimenti”, Chiesa e ‘ndrangheta

Riceviamo e pubblichiamo. “L'omelia del vescovo di Locri a Polsi decisamente non ha convinto nè  noi nè  questo Coordinamento antimafia che esprime al proposito le proprie riserve. Possiamo tranquillamente affermare che non ci è piaciuta affatto. Nella lotta alla mafia c'è bisogno di fare squadra,c'è bisogno di sinergie che, purtroppo,  spesso risultano inesistenti. Non si può delegare all'azione repressiva giudiziaria il compito di ripulire la società. L'abbiamo ribadito tante volte, occorre una rete dove ciascuno faccia la propria parte, società civile, politica, Istituzioni e Chiesa.

Quest'ultima, riteniamo possa avere un ruolo fondamentale quando parliamo di sensibilizzazione delle coscienze. Pensiamo per un attimo a quanta gente è capace di mobilitare la fede religiosa nelle parrocchie, nelle processioni ecc.. Il "Buon Pastore", allora, si ritiene non possa permettersi il "NI" ma dovrebbe fare sentire forte la sua opposizione e condanna al fenomeno. E' giunto il momento di dimostrare con i fatti da che parte stare, la Chiesa non può esimersi. Ci sono stati e ci sono sacerdoti che l'hanno fatto e lo fanno a rischio della propria vita; la scelta, però, non può essere di pochi ma di tutti. I soldi della 'ndrangheta, le offerte dei mafiosi alle parrocchie, il loro sostegno alle feste patronali, vanno rifiutati. Quei soldi puzzano di morte e sono sporchi di sangue non possono essere accettati da chi predica l'osservanza ai comandamenti di Dio, tra i quali ce n'è uno "NON UCCIDERE". Questo tipo di Chiesa che continua a non schierarsi, tenendo il piede in due scarpe,che assolve invece di condannare,certamente non aiuta la lotta ma rafforza la 'ndrangheta,rendendosi complice. Chi fa il male deve essere umiliato nel suo falso onore per trovare la forza di cambiare lì dove questo possa essere possibile. Ed allora noi vorremmo una Chiesa che condanni, che scomunichi, che non accetti i mafiosi come padrini nei battesimi, che non li faccia accostare ai sacramenti, che li estraneasse dalle processioni e dalle feste patronali e, soprattutto, che non accettasse il loro sostegno. “Chi si proclama cristiano non può appartenere alla mafia”, dice bene l'arcivescovo di Cosenza monsignor Nunnari. Siamo rimasti molto delusi dall'omelia, invece, di monsignor Morosini a Polsi. Per quanto possiamo capire la disponibilità al perdono della religione cristiana non la giustifichiamo nei confronti di chi uccide che va sempre e comunque solo condannato. Ci sembra ancora di sentire le parole di Giovanni Paolo II ad Agrigento, peccato che non siano state ripetute nella cerimonia di Polsi. Non si vuole criminalizzare una realtà ma è storia che vuole quel santuario luogo di summit mafiosi e di credenze discutibili. La venerazione da parte della 'ndrangheta di quella Madonna non concilia con la sua furia assassina. Agli uomini e alle donne di ndrangheta dovrebbe essere impedito l'accesso al tempio e invece il rituale si ripete. La Madonna non può proteggere chi uccide e questo va ribadito con forza. Non vorremmo che anche a Polsi domani si trovasse qualche boss sepolto così come già avvenuto a S. Apollinare a Roma per De Pretis,capo della banda della Magliana, premiato per i servigi resi quale grande benefattore di quella parrocchia”. Adriana Musella, Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”.

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “Riferimenti”, la Presidente Adriana Musella replica e supporta le affermazioni del PM Lombardo

Riceviamo e pubblichiamo. “Reggio Calabria città ingannata? Credo proprio che questa definizione data dal magistrato della dda reggina Giuseppe Lombardo sia quanto mai appropriata. La falsità,l'ipocrisia, l'economia drogata sono elementi dell'habitat così come le mancate verità di indagini che tendono a dare fumo ma sostanza ben poca. Ancora si attendono risposte a tantissimi interrogativi inquietanti; ancora c'è qualcuno che dipinge la 'ndrangheta come un fenomeno rurale fatto da rozzi manovalanti.

Purtroppo la realtà à ben altra. La linfa della malavita si annida proprio in quella società definita "bene" che veste il doppio petto e rimane impunita. Professionisti di questa città gestiscono i patrimoni dei mafiosi, li assistono legalmente, aiutano e sostengono i loro sporchi interessi; politici che stringono mani sporche di sangue in cambio di voti che elargiscono favori, sostenendo non l'imprenditoria sana ma il malaffare. Non si sa mai chi sia realmente il tuo interlocutore, nomi insospettabili che mai avresti minimamente immaginato, scopri poi essere d'appoggio e funzionali alla 'ndrangheta. D'altra parte macchine di alta cilindrata, barche, ville sono proporzionate al tenore mediobasso che la città vive? E si scoprono legami con mondi insospettati addirittura multinazionali e Lega. Ecco perché l'inganno, ecco perché il tradimento verso la città di Reggio Calabria che non vive una dimensione reale. Fino a quando si continueranno a tenere gli occhi chiusi, fino a quando si starà a guardare, fino a quando regnerà l'impunita del sistema e i cognomi altisonanti resteranno intoccabili, a questa città non sarà restituita la dignità.”

Condividi sui social

Reggio di Calabria: “InHoltre” premia il vicempione nazionale paralimpico Francesco Comandè

“Corri ragazzo vai e non fermarti mai”. La sigla del telefilm che negli anni settanta raccontava le avventure di Orzowei potrebbe essere una perfetta colonna sonora anche per la vita di Francesco Comandè. Un giovane uomo coraggioso, capace attraverso lo sport di stravolgere la propria parabola umana, trasformandola dal gelido grigio di un tremendo incidente, che a soli undici anni lo ha privato di una gamba, alla sinfonia maestosa di un agguerrito corridore fiero delle sue vittorie, tenace negli allenamenti quotidiani con il sogno di diventare sempre più forte fino a raggiungere le piste delle paralimpiadi brasiliane nel 2016.

Una storia che è, al tempo stesso, testimonianza dell’impegno, della solidarietà e della capacità di partecipazione ai processi socio-evolutivi di cui i cittadini reggini e calabresi sono capaci. E’ stato, infatti, lo slancio generoso dei cittadini di Reggio Calabria e della provincia, a far sì che il ventiduenne Comandè potesse correre: le migliaia di adesioni all’Happy Run, la I^ edizione di una particolare manifestazione serale podistica di solidarietà tenutasi lo scorso anno sul lungomare reggino, che ritornerà nella II edizione del prossimo 21 settembre, hanno permesso alla presidente dell’associazione organizzatrice, la campionessa Giusy Versace, di regalare a Francesco la protesi necessaria perché potesse allenarsi. E lui, da allora, ha corso come un treno, tanto da diventare uno degli atleti di punta della società reggina “Asved con noi”, presieduta dal dinamico Titti Vinci, che, da tanti anni insieme alla moglie Ines Surano, si occupa di attività e promozione dello sport paralimpico in Calabria. Comandè, in pochi mesi, ha guadagnato una serie di vittorie che fanno ben sperare nella possibile realizzazione del suo sogno paralimpico: due medaglie d’argento ai campionati nazionali nei 100 e 200 metri e tre ori nelle competizioni regionali di lancio del disco, peso e giavellotto. Dopo ogni gara, Francesco dedica un pensiero alla sua famiglia e al suo “angelo”: “Giusy Versace, che con il suo messaggio positivo e il lavoro della sua associazione, mi ha regalato la protesi in carbonio indispensabile per tornare a correre. Grazie a lei e alla generosità dei cittadini che hanno partecipato alla Happy Run, il sorriso è ritornato nella mia vita, permettendomi di correre di nuovo e riassaporare la gioia del vento che mi accarezza il volto”. Una storia edificante che l’associazione  “InHoltre” ha voluto evidenziare, con l’assegnazione di un  premio all’atleta originario di Taurianova, nel corso  della VIII edizione della “Festa della solidarietà – Disabilità in piazza”.  tenutasi a Lazzaro.  Un premio per sottolineare il coraggio e l’impegno di Comandè, ma anche per lanciare un forte messaggio di speranza e l‘invito ad una sempre maggiore partecipazione sociale rispetto le problematiche dell’handicap. A premiare Comandè, insieme a Titti Vinci, il presidente dell’associazione, Pasquale Irto. Emozionato e contento, l’atleta ventiduenne, dopo i ringraziamenti di rito, ha rinnovato l’appuntamento con la prossima edizione dell’Happy Run, sottolineando l’importanza di essere presenti per contribuire alla riuscita di un’importante festa all’insegna dello sport e della solidarietà, in grado di regalare, come nel suo caso, una nuova vita ad altri giovani calabresi.

Condividi sui social

“Riferimenti”: il PM Lombardo racconta la ‘ndrangheta “Reggio è una città ingannata”

Il PM della DDA reggina Lombardo è intervenuto in costiera amalfitana nell'ambito degli eventi che la provincia di Salerno ha dedicato al trentennale dell'uccisione dell'ingegnere Gennaro Musella. Lombardo ha partecipato ieri sera all'iniziativa Scala incontra la memoria. Con lui, Tano Grasso, Presidente Nazionale delle Associazioni Italiane Antiracket, Adriana Musella, Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti, il Questore di Salerno Antonio De Iesu.

Lombardo ha definito Reggio Calabria “Una città ingannata” ribadendo che “il calabrese per seguirti deve capire che gli stai dicendo la verità e che non lo prendi in giro. Fino a quando non saranno  date risposte, verità e giustizia non potremo pretendere fiducia”. Rispondendo poi alla domanda dell'intervistatore sulla paura ha rilevato che “Reggio Calabria in questo momento fa paura per l'alto potere della sua criminalità”. Adriana Musella ha ribadito che “Lombardo è un magistrato solo e  che per questo rischia l'isolamento fuori e dentro il palazzo”. La Musella ha denunciato che “il PM titolare di delicatissime indagini, potrebbe diventare un facile bersaglio” ed ha ricordato l'insegnamento di Caponnetto che per primo aveva capito l'importanza di lavorare in pool. La serata, trasmessa in diretta da Telecolore Salerno, si è conclusa con un ricordo di Gennaro Musella da parte del Presidente dell'Antiracket Tano Grasso che ha rilevato come “talvolta gli imprenditori sono vittima dei loro stessi colleghi collusi o pavidi”.

Condividi sui social

Roma: lavoro, la senatrice Bianchi (Pdl) “Si mantengano gli impegni su giovani e donne”.

"Favorire concretamente l'ingresso dei giovani e delle donne calabresi nel mondo del lavoro, senza discriminazione alcuna, attraverso la tempestiva attuazione di alcune misure previste dal Governo Monti e dal Piano sul lavoro della Giunta Scopelliti". Ad incalzare le istituzioni sul mantenimento, in tempi brevi, delle agende politiche promesse in materia di mercato del lavoro, la senatrice calabrese del Pdl, Dorina Bianchi. "Con una donna su due che non lavora, ben 140 mila calabresi in cerca di lavoro e il tasso di disoccupazione più elevato in Italia – spiega la senatrice Bianchi –

il tempo della diagnosi è finito da un pezzo, urge senza esitazione alcuna, mettere in campo le iniziative previste che solo in Calabria potrebbero produrre circa 30 mila nuovi posti di lavoro. Il solo Piano sul lavoro varato dalla Giunta Scopelliti, incisivo nella sua programmazione,  potrebbe immettere risorse comunitarie, rimodulate dal Por Calabria 2007-2013, per oltre 140 milioni di euro con la creazione di circa 18 mila nuovi posti di lavoro tra giovani e donne". "Ad alto valore aggiunto, inoltre, in un momento di estrema e palese criticità e debolezza del mercato del lavoro, alcune delle misure previste dal Governo Monti. Formazione continua, rivisitazione dei modelli contrattuali, blocco della fuga dei cervelli, abbattimento delle tasse per le donne e della fiscalità per le imprese – rincara la parlamentare del Pdl – potrebbero, in una visione organica di intervento in materia di lavoro, incidere efficacemente per invertire un andamento sempre più preoccupante dei livelli di disoccupazione in Italia e alcune realtà meridionali con in testa la Calabria". "Esiste una terapia d'urto, quindi, per fronteggiare l'aumento rilevante dell'esercito dei rassegnati soprattutto trai giovani e le donne. L'approccio fondamentale e necessario, però, – conclude la senatrice Bianchi – è che si rispetti il cronoprogramma delle azioni e degli interventi previsti, perché mai come oggi, il tempo diventa una variabile fondamentale per incidere positivamente sulla risalita economica e sociale delle nostre realtà territoriali".

Condividi sui social