Reggio di Calabria: Legambiente “Da Gallico a Saline vince la speculazione. Vogliamo un Lungomare metropolitano”

Un Lungomare della Reggio metropolitana. Un sogno antico che s’allontana sempre più, un sogno infranto dalla dura realtà fotografata dal dossier Mare Monstrum 2012 di Legambiente. Quello che emerge puntualmente dal lavoro specialistico degli ambientalisti del Cigno Verde non è la solita denuncia forestiera dei fantomatici “nemici di Reggio”, tanto anonimi quanto facili da indicare al pubblico disprezzo dalla propaganda istituzionale,

ma un atto d’accusa con tanto di nomi e cognomi che viene da chi ama queste terre e vorrebbe viverci in armonia, senza essere costretto ad assistere allo scempio quotidiano, e spesso irreversibile, delle bellezze di una Reggio che è stata “bella e gentile” ma che oggi è sempre più sporca e volgare. Una occhiata rapida alle pagine del dossier ed emergono subito le criticità: il nostro mare è malato, le coste inquinate, i depuratori non funzionano le città in preda all’abusivismo edilizio. Soprattutto Reggio, tra le prime in Italia nella speciale classifica degli immobili fantasma, cioè sconosciuti ai sonnacchiosi e compiacenti catasti nostrani. Non è una novità: dalla ricerca “Paesaggi e identità” curata dalla Regione Calabria nella passata legislatura, dal rapporto della commissione d’inchiesta del consiglio comunale del 2009, e dalla successiva inchiesta Urbanistica della procura di Reggio, emerge uno spaccato inquietante, un partito traversale del cemento che aggrega poteri forti, che ha gestito per anni e continua a gestire il mattone metropolitano con particolare accanimento sulla fascia costiera. Ecco che la denuncia di Legambiente assume un significato ancora più profondo: dalla bufala del waterfront, presto accantonato alle prime avvisaglie del naufragio contabile, e dallo scempio del Lungomare Falcomatà, ormai il più imbrattato chilometro d’Italia, passando per lo sventramento del Lungomare di Gallico, per finire col progetto del waterfront di Saline Ioniche e dell’Area Grecanica, un esempio di alternativa possibile che rischia di essere cancellato con un atto d’imperio coloniale per far posto a una scellerata centrale a carbone. C’è un filo che lega tutto ciò: c’è chi pensa a svendere città e cittadini in nome degli affari, di un’area metropolitana che vuol dire cemento e speculazione invece che valorizzazione ambientale e rilancio di un turismo che non sia di rapina. E invece c’è un’altra idea di una Reggio metropolitana: l’antico sogno di un polo turistico urbano che va da Catona a Bocale e più su fino all’Area Grecanica da un lato e a Scilla e Bagnara dall’altro. Un Lungomare attrezzato e aperto a tutti, da vivere in armonia con l’ambiente, spostando magari a Saline quel “Museo del Mediterraneo” previsto inopportunamente a Reggio. Dunque una Corniche mediterranea che trasformerebbe davvero una città troppo provinciale in un grande centro dalle ambizioni internazionali. Basta crederci. Nicoletta Palladino, Presidente Circolo di Reggio Calabria e Cristina Riso, Segretaria Circolo di Reggio Calabria.

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Lamezia Terme (CZ): completato uno fra i più grossi impianti fotovoltaici su pensiline parcheggio realizzati in Italia. Boccata d’ossigeno per l’impresa e l’occupazione calabrese

Il terzo più grosso impianto fotovoltaico per potenza installata quest’anno in Italia è, ad oggi, quello realizzato a Lamezia Terme su pensiline parcheggio nell’area di proprietà dell’ASICAT all’interno del Centro Agroalimentare , Area Ex-SIR. L’impianto di potenza complessiva di circa 1.600 kWp, collocato a copertura di 9 pensiline parcheggio per una superficie coperta di circa 12.000 metri quadrati, è stato completato il 15 giugno scorso e la sua connessione alla rete elettrica del Gestore locale, Enel Distribuzione S.p.A., è prevista entro la fine dello stesso mese.

Nel 2012, infatti, secondo i dati elaborati dal GSE sia pure con riferimento ai soli impianti entrati in esercizio quest’anno, sono solo due in tutta Italia gli impianti di potenza superiore a quello realizzato a Lamezia, che di sicuro rientra fra i più grossi impianti fotovoltaici realizzati in Italia dall’emanazione del “Nuovo Conto Energia” (2007) ad oggi. A dare l’annuncio di “fine lavori” è l’avv. Giancarlo Liberati, Presidente di Heliantide Holding S.p.A., la società calabrese operante nel campo delle fonti rinnovabili di energia, fondata nel 2007, che ha realizzato l’opera attraverso la Lamezia Solare S.r.l., di cui Heliantide è socio unico, utilizzando per l’esecuzione dei lavori diverse imprese subappaltatrici calabresi e del lametino in particolare. Una boccata d’ossigeno per la sia pure stagnante economia calabrese che, secondo il Rapporto sull’andamento del sistema economico calabrese, presentato in questi giorni da Unioncamere, registra un Pil di segno negativo (-1,8%) ed un aumento del tasso di disoccupazione (12,7%). L’impianto in questione è stato finanziato dal Monte dei Paschi Leasing & Factoring S.p.A. in regime di project financing e la Società Enerray S.p.A. del Gruppo Seci Energia/Maccaferri di Bologna, in considerazione della propria indiscussa esperienza, è stata individuata quale E.P.C. contractor (Engineering, Procurement, Construction). L’impianto fotovoltaico sorge all’interno del Centro Agroalimentare (Ex-SIR) di Lamezia Terme di proprietà della Regione Calabria, affidato in gestione al Consorzio ASI di Catanzaro (ASICAT) ed alla “Fondazione Mediterranea Terina Onlus” da cui il progetto ha preso il nome. Il Presidente di Heliantide, Giancarlo Liberati, esprime grande soddisfazione sottolineando il pregio dell’opera che si contraddistingue per la sua compatibilità con i vincoli urbanistici e per l’attenzione rivolta a conciliare l’efficienza dell’impianto con la funzionalità e fruibilità dei parcheggi da parte degli utenti, valorizzando anche l’aspetto estetico delle strutture, per le quali sono stati impiegati materiali di alta qualità, che contribuiscono a rendere gradevole e valorizzare l’intero contesto del Centro Agroalimentare su cui sorgono. In particolare, il Presidente Liberati si sofferma sulla sinergia tra enti pubblici e imprese private, a vario titolo coinvolti in ragione delle rispettive competenze a dimostrazione che, quando si opera con serietà, fiducia e rispetto delle regole, anche in Calabria è possibile portare a compimento progetti di grande rilievo che danno ossigeno all’economia calabrese, rilanciando l’occupazione e gli investimenti nel Sud-Italia. A breve, e successivamente all’avvenuta connessione dell’impianto alla rete elettrica del Gestore locale, si terrà la cerimonia di inaugurazione che sancirà l’entrata in funzione dell’impianto, il quale si stima produrrà 2.250.000 kWh di energia all’anno con enorme riduzione di emissioni di CO2 nell’atmosfera e quindi con grande beneficio per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

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Campo Calabro (RC): RTV sospende le trasmissioni, chiude gli stabilimenti e manda a casa i dipendenti con effetto immediato

La società lo comunica con profondo sgomento. La decisione è stata assunta dopo aver constatato che nel passaggio al digitale è stata assegnata una frequenza incompatibile con la normale ricezione da parte di tutti gli utenti del territorio. Dopo aver conquistato una posizione di grande prestigio nell’assegnazione del numero progressivo 14 grazie al numero di dipendenti, al capitale sociale e ad altri parametri oggettivi

gli è stato assegnato un canale, il 45, assolutamente non idoneo perché assegnato ad altra emittente in Sicilia e per questo interferente. A parere dell’ Amministratore Unico tale assegnazione non risponde a nessun quesito di merito ma ad un criterio incomprensibile e non certo meritocratico. RTV riprenderà le trasmissioni e riaprirà la sede solo dopo che la giustizia e la correttezza avranno avuto il sopravvento con l’assegnazione di una frequenza praticabile, inoltre RTV annuncia la presentazione di una denuncia all’Autorità Giudiziaria perché appuri se i criteri adottati dal Ministero siano stati oggettivi o meno. Fatto sta che, al momento, si nega la possibilità ad una fonte d’informazione  1^ per dati Auditel nella provincia di Reggio Calabria, di esercitare il proprio diritto e di far lavorare più di 60 persone. L’Amministratore Unico anche nella sua funzione pubblica a difesa della legalità si dice sbigottito, indignato e fortemente propenso ad abbandonare il campo in quanto del tutto impraticabile. La legalità stenta davvero a prendere il sopravvento nonostante tutto. L'Amministratore Unico, dr. Eduardo Lamberti-Castronuovo.                                                                                
 

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Reggio di Calabria: domani sera l’inaugurazione del Lido Mirablù

Di Teresa Scordino. Musica e intrattenimento sotto le stelle, nella cornice del suggestivo mare dello Stretto. Opening in grande stile per l’estate reggina al “Lido Mirablù”, che avrà luogo questa sera con inizio alle ore 21.00. Grazie alle numerose iniziative proposte dallo staff che vanta una lunga e collaudata esperienza nel settore dell’intrattenimento, la Summer 2012 al “Mirablù” si preannuncia ricca di emozioni e divertimento.

L’inaugurazione sarà scandita da una pre-serata Live con la band curata da Giuseppe Leoni fino alle 23.30 a cui seguirà, dalla mezzanotte in poi, la discoteca by night con i deejay Massimo Trunfio, Michele Mangiola, Rocco Ripepi e la host voice, Ugo Gurnari. L’estate firmata “Mirablù” riserverà grandi e piccole sorprese ai clienti affezionati della notte e a tutti coloro che sceglieranno di trascorrere la giornata di relax al mare, usufruendo dei servizi offerti dal lido. Tra le novità 2012, una stuzzicante new entry: la pizzeria “Mirablù”; ed ancora, le attività diurne, la live music e la discoteca con la selezione delle hit più coinvolgenti fino alle prime luci dell’alba. “Eleganza non significa essere notati, ma essere ricordati”: questo lo slogan dell’estate 2012 al “Mirablù” che sintetizza una stagione all’insegna della varietà e della qualità.

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Legambiente: “Il via libera del Governo è imbarazzante nei contenuti. Sprezzante della volontà del territorio, faremo ricorso come a Porto Tolle”

“Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dà il via libera è imbarazzante, sprezzante della volontà dei territori ed assolutamente attaccabile sotto il punto di vista amministrativo. Ed è evidente che non faremo mancare il nostro contributo in tribunale come del resto abbiamo già fatto con i diversi ricorsi sulla riconversione a carbone della centrale ad olio di Porto Tolle sul delta del Po,

presentati insieme alle altre associazioni nazionali, ai comitati locali e ad alcune categorie produttive del luogo. E in tribunale faremo valere tutte le nostre ragioni”. È questo il commento di Stefano Ciafani, vice presidente nazionale di Legambiente, sulla firma del Premier Mario Monti al decreto di Via per la realizzazione della centrale a carbone di Saline Ioniche. Dopo che il ritorno al nucleare è stato fermato per volontà popolare grazie al referendum del 12 e 13 giugno dello scorso, mentre le rinnovabili crescono nonostante gli ostacoli posti dal governo dei tecnici, e in particolar modo dal ministro Corrado Passera, la “nuova” via elettrica italiana proposta dall’esecutivo e dalle grandi aziende energetiche è quella di un “ritorno al passato” verso la fonte fossile più inquinante: il carbone. Da decenni Legambiente chiede che il nostro Paese equilibri il suo mix di fonti per la produzione elettrica ed energetica e riduca le importazioni e la bolletta ma farlo con la fonte più inquinante e climalterante equivarrebbe ad un suicidio economico, oltre che industriale, per il sistema Paese, con una “rinascita economica” che riguarderebbe solo il bilancio delle aziende energetiche a danno delle casse dello Stato, delle tasche dei cittadini e delle imprese, soprattutto a causa delle multe previste dagli accordi internazionali. Il carbone non serve all’Italia per risolvere i suoi problemi energetici, perché peggiorerà la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero, visto che già oggi importiamo più del 99% del carbone utilizzato nelle centrali elettriche italiane; non abbasserà la bolletta energetica del Paese, visto che dei potenziali risparmi nell’acquisto del combustibile beneficeranno soprattutto i bilanci delle aziende energetiche e faticheranno ad arrivare nelle bollette degli italiani; peserà alla fine sulle casse dello Stato e sulle tasche degli italiani, perché non ci permetterebbe di rispettare gli accordi internazionali sul clima e pagheremo i danni provocati alla salute e all’ambiente con costi del sistema sanitario e del disinquinamento ambientale. La nuova centrale a carbone di Saline poi non serve al Paese né tantomeno alla Calabria che esporta energia e ha scelto nel suo piano energetico la strada dell’efficienza e delle rinnovabili. All’Italia infatti non servono affatto nuove centrali termoelettriche, a maggior ragione se a Carbone come nel caso di Saline. Oggi il nostro paese ha più centrali di quelle che servono: ci sono impianti per 110mila MW, ma i picchi di consumo non sono mai andati oltre i 57mila MW. Invece che investire sul carbone, bisognerebbe mandare in pensione i vecchi impianti inquinanti e rimpiazzarli con innovazione tecnologica, politiche di efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili. “La SEI non canti vittoria prima del dovuto – aggiunge Stefano Ciafani – e la smetta di spacciare per ambientalmente avanzato sul fronte delle emissioni di anidride carbonica il suo progetto predisposto alla cattura e al confinamento della CO2 perché la stessa azienda sa bene che questa è ancora una tecnologia da sperimentare su grande scala, e che comunque abbasserebbe il rendimento della centrale con evidenti ricadute sulla presunta economicità di questo impianto, che di fatto renderà irrealizzabile la sua fattibilità”. “Non si tratta comunque solo di emissioni di CO2 – ricorda Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente – il carbone è anche una grave minaccia per la salute di tutti: come descritto puntualmente nell’allegato A al decreto di VIA firmato dal premier Mario Monti, la combustione del carbone rilascerà in atmosfera un cocktail di inquinanti pericolosi, a partire dalle polveri ultrafini e i metalli pesanti, che coinvolgeranno un’area molto più vasta di quella intorno alla centrale con pesanti ricadute sanitarie, di cui la provincia di Reggio Calabria e più in generale il nostro Paese non hanno certamente bisogno, anche alla luce della procedura d’infrazione sul mancato rispetto della direttiva sulla qualità dell’aria che grava sulla testa di tutti noi”. “La Regione Calabria – conclude Barillà – si opponga in tutte le sedi, anche in quelle giudiziarie, a questa decisione centralista del governo che getta alle ortiche il no compatto che il Consiglio regionale ha votato contro l’uso del carbone per la produzione elettrica sul territorio calabrese. Ed è per questo che ci aspettiamo una coerente risposta anche in sede amministrativa da parte dell’amministrazione regionale contro questa ennesima operazione colonizzatrice di cui la Calabria non ha alcun bisogno. La reazione sdegnata che il decreto Monti ha già prodotto nell’area grecanica dovrà pesare da subito nell’orientamento della Regione contro questo progetto scellerato”.

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AISLA Calabria Day: domenica 24 il “Pranzo dell’Amicizia”

Sarà possibile ancora per un giorno aderire all’Aisla Calabria Day, gustoso evento di convivialità, dedicato all’arte culinaria calabrese e alla solidarietà. Si tratta dell’iniziativa promossa dalla sezione reggina Aisla, in occasione del Global Day sulla sclerosi laterale amiotrofica, che culminerà nel “Pranzo dell’Amicizia” domenica prossima (24 giugno) al ristorante Number One.

Protagonisti dell’evento solidale gli ammalati, i volontari Aisla e tutti gli amici dell’associazione che assiste le persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica e sostiene la ricerca scientifica per individuare una cura capace di sconfiggere la terribile malattia. Una patologia neurodegenerativa che per ragioni ancora sconosciute, provoca una lenta e progressiva perdita della capacità di movimento in tutta la muscolatura corporea. Ogni anno in Italia, la Sla colpisce circa 3 persone ogni 100 mila. Sono malati invisibili, cui Aisla Onlus dà voce, informazioni ed assistenza, in un quadro generale desolante. Infatti, l’associazione formata da malati, familiari e volontari, è ramificata in tutt’Italia ed opera anche in Calabria con la sezione reggina, recentemente fondata da Maurizio Casadidio che ne è presidente. Un giovane malato che negli ultimi anni si è fatto portavoce dei diritti delle persone colpite da Sla, avviando un percorso proteso alla sensibilizzazione istituzionale e sociale sulla necessità improrogabile di migliorare la qualità della vita degli ammalati e di implementare tutti quei servizi di assistenza sanitaria e le procedure che permettano la permanenza in famiglia dei malati. Con questa filosofia, è nato l’Aisla Calabria Day e il “Pranzo dell’Amicizia”, in cui sapori e gusti di Calabria incontreranno la solidarietà nello “Special menu for Aisla” creato dal ristorante Number One di Annà di Melito Porto Salvo.  Un’occasione importante per spezzare l’isolamento in cui, troppo spesso, vivono gli ammalati. Chiunque volesse partecipare all’evento, il cui ricavato finanzierà le attività dell’Aisla reggina, potrà prenotarsi ancora per oggi al numero 346 8222138.

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Reggio di Calabria: i giovani di “Riferimenti” “Siamo tutti Nicola Gratteri”. Pensieri di solidarietà al magistrato da parte di giovani studenti

Riceviamo e pubblichiamo. “La ‘Ndrangheta vuole uccidere Gratteri e l’esplosivo sarebbe già a Reggio”. Il colore dei caratteri sul giornale mi sembrava ancora più scuro quel giorno. Quelle parole sapevano di paura. Paura di perdere un uomo importante, prima ancora che un magistrato. Un uomo che mi permette di sperare ancora in un mondo più giusto. E’ il suo sorriso la fonte energetica di ogni mio pensiero:

un sorriso che rispecchia sacrificio, professionalità, ottimismo. Sì, ottimismo. Non son d’accordo con chi lo definisce uno scettico, ed egli stesso l’ha spiegato più volte, in occasione di alcuni incontri coi più giovani. Perché è proprio ai giovani che intende rivolgersi. Proprio qualche mese fa, presso la prestigiosa Università Luiss, affermava: «Quando vado a parlare agli adulti,per me è tempo perso: chi è onesto uscendo da qui continuerà ad essere onesto,chi è disonesto continuerà ad essere disonesto. Parlare ai ragazzi,invece,è una cosa importantissima e utile. Per me è come per il credente entrare in Chiesa. E’ una cosa molto delicata, perciò io dico ai ragazzi“State attenti,non vi fate imbrogliare dagli adulti”.Io l’unica cosa che vi posso dire è:Studiate!Che è la vostra unica arma di riscatto!». Così, ho pensato di chiedere proprio ad alcuni colleghi di aiutarmi a fargli sentire la nostra vicinanza. Loro, risposero così:  Incontrai la prima volta il giudice Gratteri 4 anni fa. Studentessa diciassettenne, nasceva in me la voglia di conoscere la realtà e importante fu il ruolo che il giudice Gratteri svolse. Non amante della mondanità ma capace, con i suoi occhi traboccanti di sincerità, di arrivare dritto al cuore. La maturità mi ha portato a credere che solo le rivoluzioni non violente ma fatte di piccoli gesti quotidiani siano in grado di produrre frutti duraturi e sani.E il giudice Gratteri,per me, rappresenta un rivoluzionario:colui che con le sue opinioni vuole ad ogni costo impedire che le norme diventino“vuote forme riempibili di qualsiasi contenuto”e che, tentando di dialogare con il legislatore, protagonista del dibattito parlamentare,tenta di stimolarne l’attività con la sola autorevolezza che gli deriva dall’esperienza pratica. (Cetty Morgante) – "La paura genera mostri. La paura paralizza ogni azione individuale. Perchè la società funzioni nella sua collettività è precipuo compito di ciascuno compiere il proprio dovere ed esserne consapevolmente responsabile. Come fa Lei, come fanno i molti giovani come me e come fanno tutte quelle libere menti impegnate nel progetto di un futuro del quale, al di fuori di Noi, nessuno deve averne proprietà. E quando comprenderemo che dove è l'uno è anche l'altro, allora sì che ogni gesto, ogni riflessione, avrà davvero un senso. Quello che auguro io è tanto coraggio e nessuna paura. Insieme." (Valentina Tomaselli) Ed è insieme che La ringraziamo per quello che fa e che le diciamo che noi siamo con Lei, Dott. Gratteri. Sempre". Claudia Pratticò, Responsabile giovani “Riferimenti”.

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Reggio di Calabria: giornata di formazione organizzata dallo S.N.A provinciale

Si è svolta a Reggio Calabria una giornata di formazione organizzata dal Comitato Provinciale del Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione, che ha registrato la presenza d’Intermediari della Calabria e della Sicilia. Dopo l’intervento di saluto portato dal presidente provinciale Giuseppe Franco che ha introdotto i lavori sulle tematiche formative imposte dalle  legislazioni europee e nazionali e che negli ultimi anni hanno visto un fiorire di normative

e regolamenti è intervenuta la Vice presidente nazionale Giorgia Pellegrini che ha coordinato il dibattito nell'ambito del quale gli Agenti hanno fornito una preoccupante rappresentazione della situazione nel Mezzogiorno d’Italia. Si è parlato della "fuga" dai nostri territori delle Compagnie Assicurative , della chiusura, spesso senza giustificato motivo, delle Agenzie e delle preoccupanti conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro per tutti i soggetti che gravitano intorno ad una Agenzia. Si è parlato dell'aumento spropositato delle tariffe RC Auto, procurato, oltre che dalle frodi, anche dal venir meno della concorrenza, che ha come conseguenza il continuo aumento dei veicoli che circolano privi di assicurazione con grave pregiudizio alla collettività. Tale situazione, ha ribadito Giorgia Pellegrini, è ben conosciuta e molto attenzionata dal sindacato che ha ritenuto opportuno confermare la commissione ad hoc impegnata nello studio del fenomeno allo scopo di proporre agli organi preposti, le possibili soluzioni. Ed è stata proprio Angela Occhipinti, presidente del suddetto comitato, che ha evidenziato l'attenzione dello SNA verso le difficoltà del Meridione, illustrando in modo puntuale i dati scaturiti dallo studio intrapreso dove viene evidenziato che il sistema discriminatorio sarebbe diffuso a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale. A margine della giornata, tutti i presidenti ed i vice presidenti provinciali della Calabria, sono stati impegnati nelle votazioni per gli organi del comitato Calabria che hanno eletto coordinatrice regionale Maria Santaera da Crotone e vice coordinatori Francesca Pizzi da Reggio Calabria e Gianluigi.Como  da Cosenza. A conclusione dei lavori, il presidente provinciale Giuseppe Franco ha espresso soddisfazione per le evidenze prospettate dai relatori, dalla rappresentanza nazionale e dal comitato provinciale, indicando nella formazione, nell'aggiornamento professionale continuo, indipendente e di qualità, la " ricetta" per affrontare con professionalità ed in modo vincente la complessa attività d’Intermediario assicurativo in un territorio definito da tutti irto di continui ostacoli.

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I cicli della (nostra) vita

Quasi come un voler filosofeggiare. Sì, forse il nostro intento, volendo intraprendere un tema così inflazionato, è esattamente quello di approfondirlo da “profani” semplicemente attraverso le opinioni della gente. Nel corso della nostra vita arriva un momento  in cui, pur riflettendo, non si riesce a comprendere come, magari, la chiave della nostra felicità sia sempre stata nelle nostre tasche e che, quindi, sarebbe stato necessario,

ancora semplicemente, avere la forza di prenderla ed utillizzarla nella toppa giusta. Imparare che ad ogni conclusione di “un ciclo” della nostra esistenza, andrebbe fatta un'analisi introspettiva, in modo da osservare scrupolosamente ciò che abbiamo dentro, ciò che dovremmo superare e ciò che, invece, desideriamo ancora con forza. E' forse questo il primo step verso la “libertà”? Certo, non è di facile realizzazione se non altro in quanto non sempre e non tutti, nel corso delle nostre “tappe”, riusciamo ad avere la lucidità per guardare oltre ciò che si vuole vedere. Oltrettutto, siamo portati a credere che nella vita di ognuno di noi manchi sempre un “tassello” al fine di raggiungere la tanto agognata serenità. Ma davvero occorre possedere la “lampada di Aladino” affinché ciò che desideriamo davvero avvenga? E' assai difficile vivere nel “limbo” delle situazioni transitorie, accettandole, ma se si pensa che dopo le fasi di adattamento si rinasce più tonici di prima ed indubbiamente con la corazza più inspessita, si arriva alla conclusione che, comunque, ne sia valsa la pena. Sono i cosiddetti “cicli della vita” che si susseguono incessantemente, che si rincorrono l'un l'altro, fino a convincerci che la strada da perseguire si trovi assai sovente dinanzi ai nostri occhi seppur siamo incapaci di seguirla ed, a volte, anche incapaci di considerarla. Indubbiamente, il percorso non è esente da ostacoli e le situazioni dolorose non mancano. Sarebbe a questo punto carino poter identificare quali potrebbero essere considerati come cicli della vita ed è importante comprendere che tutto ciò che si conclude (un amore, un lavoro, una malattia, ecc.), ma anche tutto ciò che inizia, si possa far rientrare nel “ciclo”. Ai nostri lettori più affezionati ci sentiamo soltanto di dire di vivere i mutamenti che la vita ci offre come delle emozioni che, di tanto in tanto, fanno “cambiare pelle” alla nostra anima. “Domani è un altro giorno…” (Nella foto "Il ciclo della vita", olio su tela 80×100, di Maria Giammarino, 2002/2003).  

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Green economy, la ricetta di Legambiente “Il bergamotto per uscire dalla crisi”

Dalla Calabria tre esperienze virtuose per uscire dalla crisi globale e immaginare un futuro sostenibile per il pianeta. Legambiente parte dalla forza dei territori, e in particolare dalla punta dello Stivale, per lanciare la sfida della green economy in vista del summit internazionale di Rio+20, che si terrà in Brasile dal 20 al 22 giugno.

L’unicità del bergamotto dell’Area Grecanica, l’accoglienza eco-solidale dei migranti a Riace, l’agroenergia della Fattoria della Piana di Candidoni sono tre delle fotografie – insieme a tante altre storie da Nord a Sud – di un’Italia che ha saputo trovare dal basso l’antidoto alla drammatica crisi economica che attanaglia il Paese e alla crisi ambientale globale. È questo il senso della giornata “La forza dei territori, verso Rio+20” che venerdì 15 giugno ha visto a confronto a Roma, nella splendida sede di Palazzo Ruspoli, esperti e studiosi, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, i volti dell’associazionismo e le migliori energie ambientaliste. Un convegno di livello in due fasi – con l’intervento tra gli altri del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, del direttore Rossella Muroni, del presidente dell’Istat Enrico Giovannini e in collegamento dal Brasile del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini – e la mostra “Zone Attive, Fare economia nel rispetto del Pianeta e delle persone”, realizzata col contributo di Coou, consorzio obbligatorio oli usati, per mettere in vetrina le perle della green economy. Le tre perle reggine. Mentre a Rio, a 20 anni dal primo summit sull’ambiente, si cercherà di dare concretezza allo sviluppo sostenibile, c’è chi già ora in provincia di Reggio Calabria dà vita ad economie reali tutt’altro che distruttive dell’ambiente e dei rapporti sociali. È il caso dell’accoglienza eco-solidale di Riace, dove i rifugiati provenienti da mondi lontani trovano calore umano e un lavoro compatibile con la natura, come ad esempio l’artigianato etnico nelle botteghe del mondo o la raccolta differenziata a dorso di mulo. È il caso della Fattoria della Piana, un caseificio ultratecnologico tappezzato di pannelli fotovoltaici, dotato di un impianto a biogas che trasforma gli scarti dell’agroindustria locale in elettricità e calore, fornito di un impianto di fitodepurazione delle acque reflue. Ma la perla verde della Calabria è senza dubbio la filiera agricola d’eccellenza mondiale del bergamotto, agrume dalle qualità eccezionali che cresce esclusivamente lungo gli 80 km della fascia ionica dell’Area Grecanica. Un vero e proprio tesoro verde: dà lavoro a oltre 7mila addetti delle 650 aziende agricole impiantate nella zona, senza considerare l’indotto. L’oro verde ed il rischi carbone. È stato proprio il bergamotto calabrese il principe della giornata nazionale di Legambiente dedicata alla green economy. Prima di poter annusare le essenze e gustare dolci, succhi e liquori dal sapore unico – un rinfresco offerto dai produttori reggini – gli ospiti dell’iniziativa ambientalista hanno approfondito l’argomento ascoltando le parole del presidente del Consorzio di tutela del bergamotto Ezio Pizzi, che ha raccontato delle difficoltà del passato e delle sfide per il futuro, dal crollo del mercato causato dai prodotti sintetici al riconoscimento del marchio Dop e al rilancio in grande stile. “Tra le prime voci dell’esportazione regionale – ha detto l’avvocato Pizzi – il bergamotto è una realtà fondamentale per la nostra economia, una filiera agricola che produce e dà lavoro pulito, e che punta ad aumentare di 4 volte la produzione nei prossimi dieci anni”. Una realtà florida che rischia però di scomparire per sempre. “Testimonial di biodiversità coi suoi 354 elementi chimici che lo distinguono dagli altri agrumi – ha spiegato Nuccio Barillà, storico ambientalista calabrese membro della segreteria nazionale – il bergamotto è l’essenza di territori e luoghi antichi che hanno trovato una splendida armonia tra l’agricoltura di qualità, i progetti di recupero dei vecchi borghi, il turismo sostenibile e la cultura dei saperi tradizionali. Un mondo delicato che rischia di essere cancellato dal progetto scellerato di costruzione di una centrale a carbone a Saline Ioniche, nel cuore dell’Area Grecanica”. “L’affermazione delle esperienze calabresi di green economy – ha dichiarato Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria – è un’ulteriore soddisfazione per il movimento ambientalista, che da anni si spende per far emergere le potenzialità del territorio e valorizzare le buone pratiche, con iniziative dal respiro regionale come la carovana CAraLABRIA o nazionale come la manifestazione Voler bene all’Italia”.

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Reggio di Calabria: si è costituita la “Confraternita di Sant’Antonio da Padova”

Si è costituita presso la Parrocchia-Santuario di Sant’Antonio di Padova in Reggio Calabria la “Confraternita di Sant’Antonio di Padova”, un’associazione pubblica di fedeli di ambo i sessi, sotto la superiore direzione del Parroco Don Bruno Fraulin. La Confraternita, posta sotto il patrocinio di Sant’Antonio di Padova, persegue fini di religione e di culto dedicandosi al servizio della Chiesa per il bene del prossimo nelle opere

di evangelizzazione, di apostolato, di carità e non ha scopi di lucro. S.E. Vittorio Mondello, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, ha scelto come Priore della Confraternita il Cav. Giuseppe Tedesco. Le finalità specifiche della Confraternita di Sant’Antonio di Padova sono: l’incremento della vita cristiana comunitaria e individuale; la promozione di iniziative di formazione permanente per la maturazione nella fede dei confratelli; la promozione della liturgia, secondo lo spirito e le norme della Chiesa universale e le indicazioni dell’Arcivescovo; l’esercizio delle opere di misericordia spirituale e materiale; la partecipazione alla catechesi parrocchiale; la promozione di iniziative educative, culturali, caritative e assistenziali. “Tutti i fedeli maggiorenni – dichiara il Priore -, in piena comunione con la Chiesa, che abbiano ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, che siano osservanti della morale cristiana, particolarmente nel campo della famiglia e della vita sociale, e che non facciano parte di sette condannate dalla Chiesa, possono richiedere di far parte della Confraternita. Le insegne di ascrizione sono il mantello e il medaglione confraternale”.

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Legambiente: “Rifiuti, una ecotassa sugli smaltimenti in discarica”

Italia a due velocità anche sul fronte dei rifiuti: sono il Centro e in particolare il Sud e la Calabria a frenare la locomotiva della raccolta differenziata e a mantenere viva nel Paese una questione spinosa, che provoca aspre contese politiche e alimenta forti tensioni sociali. È la fotografia che emerge dal Rapporto Rifiuti Urbani 2012, redatto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sui dati del quinquennio 2006-2010.

Trentadue milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, una media di 536 kg per abitante da smaltire ogni anno a fronte di una raccolta differenziata pari a 11,5 milioni di tonnellate, circa il 35%, costantemente in ascesa in tutte le categorie merceologiche. Un trend positivo, dunque, ma si è ancora ben lontani dagli obiettivi minimi della differenziata. Mentre le discariche disponibili si vanno esaurendo e negli anni 2000 si è passati da 2,2 milioni a 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti inceneriti. Un ritardo ormai ventennale che, dicono i dati, è frutto in particolare dell’inerzia del Mezzogiorno. A fronte di una produzione pro capite di rifiuti relativamente omogenea (si va dai quasi 700 kg dell’Emilia ai quasi 400 della Basilicata), la forbice si allarga notevolmente in relazione alla differenziata: le regioni del Nord superano o si avvicinano alla soglia fatidica del 50%, mentre il resto del Paese annaspa. E la Calabria si ferma ad un fallimentare 12,4%. Una performance oltremodo negativa, quella calabrese, che rende ancora più scottante la questione discariche. Un risultato ancora più negativo se si tiene conto dell’arretramento percentuale nella gestione del compostaggio (-3,9% da raccolta differenziata, -9,7% totale), cioè della trasformazione dell’umido, la frazione più corposa dei rifiuti urbani. Nel trattamento meccanico biologico, che permette di separare i rifiuti indifferenziati, si registra un saldo negativo del -3,8%. Diretta conseguenza della gestione squilibrata dei rifiuti è l’ammasso in discarica: il 61% (574mila tonnellate) finisce nei siti autorizzati e in quelli avviati d’emergenza. “Una follia – dichiara Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria – un fallimento più volte denunciato a cui si associa l’inerzia delle istituzioni a tutti i livelli”. Un’analisi dei flussi di rifiuti smaltiti in discarica in Calabria nel quinquennio 2006-2010 evidenzia le potenti distorsioni provocate dal paradosso di una ultradecennale gestione orientata all’emergenza: il sovraccarico di rifiuti delle province di Reggio e Crotone (275mila e 230mila tonnellate stoccati nel 2006) è stato progressivamente assorbito dai 7 impianti del Cosentino e dai 3 del Catanzarese, in precedenza in relativo equilibrio e ormai prossimi alla saturazione. Nel 2010 il territorio di Cosenza ha ingoiato168mila tonnellate di rifiuti (contro le 366mila tonnellate del 2009), il territorio di Catanzaro 312mila tonnellate (contro le 213mila dell’anno precedente), Reggio 44mila tonnellate e Crotone 48mila (nel Vibonese non risultano discariche operative). In totale, la massa di rifiuti conferiti ai siti calabresi è solo leggermente diminuita, mentre s’è generalizzato il fallimento del sistema orientato alle discariche. “L’aumento della produzione di rifiuti e la discarica come principale opzione di gestione sono due emergenze che l’Italia deve affrontare subito. Per risolverle serve il coraggio della politica, sia a livello nazionale che a livello locale”. Così il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani nel commentare i dati del rapporto Ispra, che evidenziano un aumento della produzione nazionale di rifiuti urbani e il corposo ricorso alla discarica come forma di smaltimento. Legambiente propone dunque un piano che incentivi la raccolta porta a porta in particolare dell’organico, rigore nel divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pretrattati, il passaggio fondamentale dalla tassa alla ecotariffa. In particolare, il Cigno Verde propone l’abolizione del tetto di 25 euro a tonnellata per la tassa sullo smaltimento in discarica, così da consentire alle Regioni più coraggiose di fissare delle sovrattasse e finanziare così politiche di riciclaggio e prevenzione. “Occorre valorizzare le esperienze positive, che pure vi sono in Calabria, come quelle di alcuni piccoli Comuni da Riace a Sellia, da San Basile a Saracena – conclude Falcone – cercheremo di dare il nostro contributo ambientalista puntando sulle esperienze positive della nostra terra, con l’ambizione di far scaturire effetti moltiplicatori di buone prassi attraverso la prima edizione regionale del rapporto storico di Legambiente “Comuni Ricicloni”. Lo vogliamo e lo dobbiamo fare per cercare di far scattare una molla, dare un impulso ai comuni virtuosi per generare una competitività positiva per eccellere, per far meglio e di più nella raccolta differenziata, per dire che anche in Calabria nel tema dei rifiuti un’altra gestione è possibile”.

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Reggio di Calabria: lunedì 11 Forum su “Rispetto e tutela dell’Ambiente” organizzato dal Circolo Didattico “Giuseppe Lombardo Radice” di Catona

Nell’ambito delle attività inserite nel PON “Le(g)ali al Sud” promosso dal Ministero dell’Istruzione, l’Università e la ricerca, per le istituzioni scolastiche statali delle regioni dell’Obiettivo Connvergenza, il Circolo Didattico “Giuseppe Lombardo Radice” di Catona  ha organizzato per  lunedì 11 giugno presso la Sala Degustazioni “Enoteca Cantina Criserà” in via Militare 10 dalle ore 19,00 alle 21.00, un Forum di discussione sul tema “Rispetto e tutela dell’Ambiente”. E’ questa, infatti, l’opzione scelta dall’istituto reggino, tra le quattro proposte dal Miur.

Il progetto si è sviluppato nell’arco di due annualità ed ha coinvolto Enti e Associazioni partner;  nella  fattispecie, l’Associazione ambientalista “Legambiente” e l’Associazione culturale “Ausonia”. Partendo dalla rilevazione delle contraddizioni che caratterizzano il territorio di Catona e il suo hinterland, gli interventi del Pon “Le(g)ali al Sud” sono stati improntati ad individuare gli aspetti positivi e negativi del territorio, valorizzare l’aspetto ambientale, paesaggistico e le relative proposte ed ipotesi di miglioramento. Attraverso diverse escursioni effettuate in alcuni siti di interesse ambientale,  ed i successivi approfondimenti di studio, gli studenti hanno compreso la necessità di un sistematico rispetto delle regole per promuovere quel senso di appartenenza necessario a migliorare il proprio ambiente di vita. La metodologia utilizzata, cioè quella dell’imparare facendo, ha consentito di acquisire giusti comportamenti adatti a luoghi e situazioni. Presenterà il Forum, che sarà diffuso in diretta radiofonica da Radio Touring 104 di Reggio Calabria,  Tonino Massara. In rappresentanza delle associazioni partner del progetto, parteciperanno al Forum Mariacaterina Gattuso di “Legambiente” e l’avv. Caterina Suraci dell’Associazione culturale “Ausonia”. Ospiti istituzionali del Forum, Antonio Caridi, Assessore regionale alle attività produttive, Eduardo Lamberti Castronuovo, Assessore provinciale alla cultura e alla legalità, Vincenzo Nociti, Assessore comunale all’Istruzione, Tilde Minasi, Assessore comunale alle politiche ambientali  e Mirella Nappa Coordinatore dell’Ambito territoriale per la Provincia di Reggio Calabria dell’Ufficio scolastico regionale.

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“Riferimenti”: beni confiscati alla cosca “Mancuso”, qualcuno si è sbagliato sul conto dell’immobile dove dovrebbe sorgere l’ “Università dell’Antimafia”

Riceviamo e pubblichiamo. Il 4 giugno ultimo scorso il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" dichiarava a rischio il progetto della costruenda "Università dell'Antimafia" nei beni confiscati alla cosca Mancuso a Limbadi (VV) ed assegnati all'Associazione stessa. Il Coordinamento denunciava, a tal proposito, di aver ricevuto comunicazioni che davano inutilizzabile la villa sede del plesso didattico dell'intera opera.

La notizia era pervenuta al Coordinamento attraverso telefonate ufficiose della Prefettura di Vibo Valentia e di traverso con una lettera sibbillina del Sindaco del Comune di Limbadi. La nota distribuita alla stampa parlava di reclami avanzati dell' ex proprietario e comunicava l'esigenza di una variante al progetto che escludesse il plesso centrale. La Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti", Adriana Musella, aveva evidenziato al proposito la mancanza di prove documentali e richiesto, in ogni caso, insieme a queste l'abbattimento immediato del bene dichiarato inutilizzabile. Oggi, come per incanto, alla richiesta viene risposto che evidentemente vi era stato uno sbaglio, poichè la notizia del divieto di utilizzazione data in maniera ufficiosa pare risulti priva di fondamento, guarda caso a causa di un errore la cui paternità è tutta da individuare. Una telefonata del Prefetto di Vibo Valentia, infatti, ha informato la Presidente del Coordinamento, che a seguito di una relazione fatta dal demanio la villa torna utilizzabile, come se nulla fosse successo. Il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" si chiede e chiede all'opinione pubblica, essendovi già in origine una documentazione del demanio attestante la confisca dell'intera area, ville a terreno intorno, chi mai e per quale motivo ha diffuso una notizia senza fondamento ossia l'inutilizzabilità del bene perchè confiscato a metà? Cosa si cela sotto l'intera vicenda, che se non fosse stata resa pubblica sarebbe stata consumata nell'ignoranza generale, con la variante di un progetto già finanziato?

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“Riferimenti”: “Università dell’Antimafia non più realizzabile”. Il Coordinamento Nazionale Antimafia denuncia zone grigie nell’universo dei beni confiscati e chiede l’abbattimento delle case della cosca “Mancuso”

La Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti", Adriana Musella, in una  conferenza stampa tenutasi a Vibo Valentia ha denunciato le modalità di confisca dei beni mafiosi che, soprattutto in Calabria, il più delle volte risultano confiscati a metà "Ossia, ci si trova davanti, infatti – afferma la Musella – a degli immobili che risultano confiscati come fabbricato e non per quel che riguarda il terreno intorno, per cui il più delle volte è impedito l'accesso all'immobile stesso.

Queste sono prese in giro – continua Musella – e schiaffi che vengono dati allo stato di diritto, indicativi di possibili collusioni all'interno degli uffici giudiziari o del demanio". Musella comunica che la prevista realizzazione dell' Università dell'Antimafia, già finanziata a Limbadi dal P.O.N. sicurezza, utilizzando i beni confiscati alla cosca “Mancuso”, non potrà più avere luogo. Pare, infatti, che uno dei tre immobili assegnati all' associazione fin dal 2008 non sia utilizzabile. Si tratta della villa in cui dovevano sorgere aule ed uffici della sede centrale dell'opera. Musella denuncia a questo proposito una situazione poco trasparente e chiede agli organi inquirenti di attenzionare l'intera vicenda. Dichiara, infatti, di non aver mai ricevuto nessuna comunicazione ufficiale a tal proposito, quale destinatario del bene, se non una missiva del Sindaco di Limbadi che parla di "Reclamo del soggetto destinatario di confisca" ma non specifica chi e come. La Presidente di “Riferimenti” chiede al Ministero dell’Interno il blocco dei fondi P.O.N. sicurezza per Limbadi e la loro destinazione alla realizzazione dell’Università dell’Antimafia in altra sede individuabile al momento tra Calabria e Campania. Chiede, inoltre, l’abbattimento immediato dei beni confiscati alla cosca ribadendo la necessità di mostrare l’esistenza di uno stato di diritto.

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“Kiwanis”: Reggio Calabria nel 2013 sede della Convention Distrettuale del Kiwanis International Distretto Italia-San Marino

La città di Reggio Calabria ospiterà nel 2013 la XXXVI^ Convention Distrettuale del Kiwanis International Distretto Italia-San Marino. La ratifica è avvenuta nel corso della Convention di quest’anno, tenutasi a Torino nei giorni 24-26 maggio scorsi, da parte dell’Assemblea dei delegati di tutti i Club del Distretto.

Il Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2, Francesca Pizzi, ha condiviso con i Presidenti dei Club della Divisione stessa il merito per questo ambizioso traguardo raggiunto, ringraziando tutti i kiwaniani della Divisione Calabria 2 e le istituzioni locali di Reggio Calabria che hanno creduto sin dall’inizio in questo progetto e si sono spesi per presentare una candidatura credibile e convincente. Dal palco della Convention di Torino, il Luogotenente Francesca Pizzi ha, inoltre, voluto ringraziare il Governatore del Distretto Italia-San Marino, Florio Marzocchini, il Governatore Eletto e Designato, Roberto Garzulli, l’Immediato Past Governatore, Salvatore Costanza, il Segretario distrettuale, Antonio Maniscalco, il Direttivo Distrettuale per aver sostenuto la candidatura e tutti i delegati che hanno confermato la città di Reggio Calabria a sede della prossima convention distrettuale. “Vi aspettiamo dunque numerosi – ha concluso Francesca Pizzi –, desiderosi di accogliere i kiwaniani di tutta Italia con l’ospitalità che meritano e di cui la Calabria è capace”. La scelta di Reggio Calabria quale sede della Convention distrettuale del Kiwanis per l’anno 2013 conferma che la nostra città presenta tutte le caratteristiche sotto il profilo  storico-artistico-culturale, logistico, di fattibilità economica, ricettività e supporto istituzionale per ospitare un evento così prestigioso e di tali proporzioni, visto che si attendono circa 600-800 visitatori tra delegati, soci e accompagnatori. Ma, nel contempo, tale scelta va a suggellare l’attività, l’impegno ed i risultati che la Divisione Calabria 2 e tutti i Club Kiwanis che la compongono hanno saputo conseguire nel corso dell’anno sociale 2011/12 al servizio dei bambini del mondo. A tale soddisfazione si aggiunge, infatti, l’orgoglio per la consegna, durante la stessa Convention di Torino, dei riconoscimenti internazionali “Walter Zeller Fellowship” a Francesca Pizzi in qualità di LGT Governatore Divisione Calabria 2 del Kiwanis, a Vincenzo Malacrinò presidente del Club “Reghion 2007” ed a Mario Neri presidente del Club Reggio Calabria “per il generoso contributo a sostegno dell’Eliminate Project – si legge nei rispettivi certificati – contribuendo con tale donazione a salvare o proteggere più di 695 madri ed i loro futuri bambini dal tetano materno e neonatale”. Con tali  importanti riconoscimenti, il Kiwanis International vuole esprimere ogni anno il proprio ringraziamento a coloro che si sono particolarmente distinti nelle donazioni a favore del Service Mondiale "Eliminate" ed a stimolarne e rilanciarne l’impegno. "Eliminate" è un progetto di respiro globale che il Kiwanis porta avanti con l’Unicef e che punta entro il 2015 a debellare completamente il tetano materno e neonatale nei Paesi del Mondo in cui è ancora presente e che ha già dato i primi confortanti risultati: ad oggi sono scesi infatti a 34 i Paesi in cui il tetano è ancora causa di morte rispetto ai 40 Paesi del 2011, anno in cui ha avuto inizio la prodigiosa raccolta fondi contro il TMN. Il LGT Governatore Francesca Pizzi assicura l’impegno dei Club della Divisione Calabria 2 del Kiwanis in tale importante service, nella convinzione che “insieme si può e che anche una piccola donazione, a volte, può fare la differenza fra la vita e la morte”. (Nella foto, da sinistra, Mario Neri, Praticò e Francesca Pizzi).

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Legambiente: Barillà “Sconcerto e perplessità sul rimpatrio dei migranti di Riace”

“Nel giorno della Festa della Repubblica una delegazione di Legambiente ha fatto visita al sindaco di Riace, paese dell’accoglienza e della solidarietà a trecentosessanta gradi, esempio di integrazione e di concreta applicazione dei principi costituzionali. Una visita non casuale, dettata dall’esigenza di esprimere vicinanza e sollevare amara perplessità per l’ennesimo grave episodio ai danni dei migranti che sbarcano sulle nostre coste.

È per questo che, a nome di Legambiente e nello spirito dell’ambientalismo sociale che ritiene indissolubili i principi dell’ecologia e i valori della multietnicità solidale, esprimo sconcerto per il rimpatrio avvenuto nei giorni scorsi di trenta cittadini egiziani, approdati in Calabria in cerca di un futuro ai quali è stato negato preventivamente il diritto inviolabile alla richiesta di asilo politico. Come denunciato dal sindaco di Riace Mimmo Lucano alla stampa, nel gruppo dei trenta – che è stato ospitato per una notte nel paese dei bronzi insieme a 13 minori, rimasti poi nella Locride – tutti avrebbero espresso chiaramente alle forze dell’ordine e ai rappresentanti delle istituzioni la volontà di accedere alla richiesta di asilo politico. Un diritto sancito dalla Convenzione di Ginevra, a cui il nostro Paese ha aderito, che deve essere garantito a chiunque, indipendentemente dal luogo di provenienza, e non può essere “filtrato” discrezionalmente da nessun corpo di polizia né tantomeno da qualsivoglia autorità ministeriale. A quanto pare, è proprio quello che è avvenuto: prevenendo il responso della Commissione territoriale per lo status di rifugiato e, in seconda battuta, del giudice naturale, i trenta egiziani sono stati tradotti a Lamezia Terme e immediatamente rimpatriati, in palese violazione con le normative internazionali, con una decisione amministrativa che avrebbe dunque violato la giurisdizione precostituita per legge. Per questi motivi chiediamo al ministro dell’Interno Cancellieri e alle autorità preposte di esprimersi sull’accaduto, dando gli opportuni chiarimenti e adottando gli opportuni provvedimenti. Anche perché l’episodio, per la sua dinamica,  si presta  oggettivamente  ad essere letto come preoccupante segno di involuzione, indicatore di  una prassi ordinaria che, da parte ministeriale, si intenderebbe adottare e consolidare. Un “modello” in negativo che cozzerebbe con lo spirito del “modello Riace”, esempio di integrazione concreta nel rispetto della persona e dell’ambiente che noi sposiamo in pieno. Un modello i cui valori vorremmo fossero il punto di partenza per rafforzare lo spirito nazionale e rifondare una Repubblica realmente solidale, nel rispetto del resto della Costituzione”.

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Legambiente esprime solidarietà a Mimmo Nasone ed a “Libera”

Solidarietà concreta a Mimmo Nasone e al coordinamento di Libera da parte del Circolo di Reggio Calabria di Legambiente e di Nuccio Barillà a nome dell’intera organizzazione ambientalista. Una presa di posizione che arriva a poche ore dal ritrovamento di una lettera minatoria ai danni del referente dell’associazione antimafie. “Esprimiamo sdegno per l’accaduto e vicinanza a Nasone – afferma Nuccio  Barillà, della segreteria nazionale del Cigno Verde – che da sempre porta avanti importanti battaglie contro la ‘ndrangheta, guidando un coordinamento di associazioni di cui anche Legambiente è parte integrante, nella sua specificità.

Proprio per questo motivo sbaglia chi crede che colpendo un singolo possa fermarsi un’organizzazione dalle tante anime come Libera. E proprio per questo motivo siamo certi che minacce del genere altro non possano provocare se non un impegno ancora più incisivo da parte di tutti”. “La ‘ndrangheta non passerà – aggiunge Cristina Riso, segretaria del Circolo di Reggio di Legambiente – perché tutti insieme rafforzeremo il nostro contributo contro le cosche al fianco di Mimmo Nasone e di Libera. In particolare, contro il racket delle estorsioni, per sostenere l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, che proprio nei giorni scorsi hanno dato un duro colpo al sistema della mazzetta chiamando tutti, con il procuratore Aggiunto Michele Prestipino, alla pronta denuncia. Un fronte che proprio Libera ha rilanciato nei mesi scorsi con la campagna ReggioLiberaReggio”.

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Reggio di Calabria: CSV, “Un Ponte… di volontari” tra Reggio ed il Piemonte

Al via, in riva allo Stretto, il progetto “Un Ponte… di volontari”, realizzato dal CSV torinese e dal Centro Servizi per il Vvolontariato dei “Due Mari” di Reggio Calabria. Si tratta di un articolato piano di interscambio esperienziale, volto a favorire la crescita qualitativa dei volontari, che culminerà tra qualche giorno con la presenza a Reggio Calabria di un folto gruppo di volontari piemontesi protagonisti di un percorso, guidato dal Csv dei “Due Mari”, proteso alla conoscenza di alcune realtà locali.

Come hanno spiegato il presidente ed il direttore del CSV reggino, Mario Nasone e Giuseppe Pericone «L’obiettivo che ci siamo prefissi con questo progetto è quello di favorire l’interscambio  esperienziale delle buone prassi, perché uno dei compiti prioritari dei CSV è la programmazione di momenti e percorsi di arricchimento della qualità dei volontari che quotidianamente operano sul territorio. Una crescita che deve essere attuata anche attraverso il confronto diretto sulle metodologie operative adottate da questa fondamentale risorsa sociale nelle diverse realtà territoriali. Inoltre, il confronto partecipato di quanti operano nel settore, accresce l’ottimizzazione del lavoro di rete, su cui si basano le prassi virtuose del volontariato”.  Un ricco programma, quindi, attende i volontari reggini e piemontesi che s’incontreranno martedì prossimo a Reggio Calabria per dare il via alle giornate di lavoro. Diversi, come detto, gli appuntamenti programmati, tra cui nel pomeriggio di martedì, la visita alla Bottega della legalità, presso il Consiglio regionale e a seguire, nella sala Giuditta Levato, con inizio alle ore 17.00, il convegno sul tema “Dove va il Welfare in Italia. Il ruolo del Volontariato e del Terzo settore”. Un dibattito articolato, che prevede le relazioni di Enrico Bussolino, coordinatore Area servizi CSV “Idea Solidale” di Torino e Luciano Squillaci, portavoce Coordinamento provinciale Terzo settore di Reggio Calabria, gli interventi del governatore Giuseppe Scopelliti, del vicepresidente Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, del presidente della provincia, Giuseppe Raffa, del presidente regionale di Federsanità Anci Calabria, Giuseppe Varacalli e del vicario generale della diocesi di Reggio Calabria-Bova, don Antonino Iachino. Le conclusioni saranno tratte dal presidente del CSV dei “Due Mari”, Mario Nasone, mentre il dibattito sarà moderato dal consigliere del Csv dei Due Mari, Francesco Rigitano. Nella giornata successiva, i volontari saranno occupati in attività di laboratorio e negli incontri con le associazioni reggine. Quindi, giovedì prossimo (7 giugno) è prevista una visita presso la coop. “Valle del Marro – Libera Terra” per il confronto con un’esperienza di riutilizzo dei beni confiscati alla mafia ed una a Bovalino per conoscere l’esperienza di suor Carolina e dell’associazione “Don Pino Puglisi”. Infine, visita a Gerace dove i volontari saranno accolti dall’amministrazione comunale. Le giornate reggine per i volontari piemontesi si concluderanno con le attività di verifica del lavoro svolto.

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Legambiente: il 3 giugno mille borghi in piazza per Voler Bene all’Italia. Gemellaggio coi comuni terremotati, c’è anche Roccella Jonica

Un abbraccio collettivo all’Emilia Romagna, ma anche una giornata di seria riflessione sui piani antisismici, sullo stato degli edifici pubblici, sull’educazione alla prevenzione della cittadinanza. Anche la Calabria si mobilita, domenica 3 giugno, insieme a migliaia di borghi della Penisola per la nona edizione di Voler bene all’Italia, la Festa nazionale dedicata ai piccoli comuni sotto i 5mila abitanti e organizzata da Legambiente insieme a un vasto comitato promotore che tiene insieme oltre 50 sigle di realtà territoriali.

Tutti gli eventi si apriranno con un minuto di silenzio e le note dell’inno nazionale: all’insegna dello slogan “siamo tutti emiliani”, la festa quest’anno si trasforma in una gara di solidarietà in favore delle vittime del terremoto emiliano e dei territori per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. L’appello. Dal 2011 Voler bene all’Italia gode del patrocinio del presidente della Repubblica, un attestato che riconosce l’importanza di valorizzare e celebrare le risorse dei nostri borghi, i tesori e i talenti nascosti, insieme alla loro capacità d’innovazione e di sviluppo. Borghi da tutelare anche dalle politiche dei tagli indiscriminati: quest’anno Legambiente e Anci hanno lanciato un appello al presidente del Consiglio Mario Monti – cui hanno già aderito oltre 1000 piccoli comuni  – chiedendo di aprire un confronto per evitare gli effetti più deleteri della manovra varata nell’estate del 2011. I piccoli comuni rappresentano un presidio insostituibile per la tenuta strutturale, culturale e sociale del nostro Paese, soprattutto in un momento di crisi ambientale ed economica come quella attuale. Senza i presidi territoriali l’Italia sarebbe meno sicura, il patrimonio storico artistico più a rischio, la nostra democrazia più debole. Il gemellaggio. Roccella Jonica e tanti altri borghi italiani promuoveranno iniziative di aiuto: un vero e proprio gemellaggio coi comuni emiliani che sarà concretizzato con soggiorni estivi per gli sfollati e la raccolta fondi da destinare alle zone colpite dal sisma. Un gesto concreto che partirà da Fivizzano, il piccolo comune della Lunigiana, colpito lo scorso ottobre dall’alluvione che ha devastato l’alta Toscana e la Liguria e che quest’anno è stato scelto come luogo simbolo dell’edizione 2012. Scuole e sisma. La manifestazione Voler bene all’Italia di Legambiente è anche l’occasione per fare il punto sullo stato della sicurezza degli istituti scolastici: oggi 1 giugno è in programma la giornata Piccoli Comuni Grande scuola, che vede impegnati 160 classi, 25 plessi e 3500 studenti in tutta la Penisola. La situazione appare estremamente seria: secondo l’indagine Ecosistema scuola 2011 di Legambiente, infatti, solo il 10,30% delle scuole italiane è stato costruito secondo criteri antisismici; la verifica di vulnerabilità sismica è stata invece eseguita nel 24,81% degli istituti, sebbene oltre il 40% (41,5% per l’esattezza) risulti costruito in aree a rischio sismico. Il 52,5% delle scuole ha il certificato di idoneità statica, mentre il 54,12% ha quello di agibilità. Solo il 53,23% è dotato di scale di sicurezza mentre le prove di evacuazione hanno riguardato la gran parte degli istituti (93,06%). Calabria a rischio. Alla luce di simili dati, secondo Legambiente Calabria si impone una seria e rapida verifica dello stato del patrimonio edilizio dello Stivale, a cominciare dalle scuole ma non solo. Una regione, la Calabria, ad alto rischio sismico, investita in questi giorni da significative scosse (in particolare nel Cosentino), ma ancora priva di una legge regionale antisismica. Pertanto, quella del 3 giugno è anche l’occasione per avviare un confronto sui piani di protezione civile, sull’opportunità di lanciare iniziative di sensibilizzazione nelle scuole per diffondere dal basso l’educazione alla prevenzione e prepararsi per tempo, senza inutili allarmismi, all’eventualità di un terremoto. I borghi calabresi. Alla giornata del 3 giugno hanno aderito decine di comuni in tutte le province calabresi. Nel Catanzarese si mobiliteranno i centri di Botricello, Soveria Mannelli, il Circolo Legambiente “La Ginestra-Jevoli” di Feroleto Antico, San Pietro a Maida e Carlopoli. Nel Reggino, oltre a Roccella Jonica ci sono anche Bova, San Giorgio Morgeto, Camini, Bianco e Sant’Alessio in Aspromonte. Nel Cosentino si terranno iniziative a Oriolo, Mandatoriccio, Marano Principato, Lappano, Aiello Calabro, Marzi, Saracena e Cropalati. Nel Crotonese hanno aderito a Voler bene all’Italia il Comune di Crucoli e la Provincia di Crotone. Infine nel Vibonese ha aderito il Comune di Fabrizia. Ma le iniziative del 3 giugno non saranno delle stanche passerelle: trekking urbano, censimenti dei fontanili, escursioni, workshop con gli studenti, visite naturalistiche e molto altro ancora, per dare valore ai territori calabresi. Differenziata, l’eccellenza Roccella. Il Comune di Roccella Jonica è tra le esperienze di punta a livello nazionale per i risultati ottenuti nella raccolta differenziata, realizzata attraverso un progetto credibile e il coinvolgimento effettivo della società civile. Un risultato conseguito anche grazie al coinvolgimento di Piccola Grande Italia, la rete delle amministrazioni virtuose a cui anche Roccella ha aderito. Anche il centro della Locride ha deciso di aderire al gemellaggio coi Comuni emiliani colpiti dal sisma, nell’ambito di Voler bene all’Italia, e lo farà promuovendo una raccolta fondi di solidarietà. Roccella, il programma della due giorni. Nel centro della Locride Voler bene all’Italia raddoppia con una due giorni ricca di appuntamenti. Domani, sabato 2 giugno. Sarà celebrata la Festa della Repubblica con un importante Tavola rotonda dedicata a “Rifiuti, Riciclo, Lavoro”, a partire dalle ore 16.30 al Convento dei Minimi. Oltre al sindaco Giuseppe Certomà, interverranno Nuccio Barillà (segreteria nazionale Legambiente),  Santo Vazzano (Confcooperative Calabria), Carmelo Basile (Fattoria della Piana), Maria Teresa Nesci e Paolo Guarnaccia (Cooperativa sociale “Felici da Matti”), Vincenzo Bombardieri (assessore Ambiente Roccella), Maria Carmela Lanzetta (sindaco di Monasterace), Domenico Giannetta (assessore provinciale Attività produttive), Giuseppe Raffa (presidente della Provincia di Reggio), Francesco Pugliano (assessore regionale Ambiente). Dalle ore 18 si svolgerà la premiazione del concorso scolastico “Ricicli…amo”, intervallata dalla sfilata di moda con abiti realizzati dai ragazzi dell’Ipsia di Siderno. E a margine dell’iniziativa sarà accessibile la mostra “Creativamente” di Legambiente, realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Domenica 3 giugno. Roccella scende in piazza per Voler bene all’Italia. A partire dalle ore 9.00 e per tutta la mattinata un gruppo di guide turistiche sarà a disposizione per visite guidate al castello dei principi di Carafa ed al centro storico del paese e, su prenotazione, sarà possibile visitare l’area naturalistica protetta dei calanchi. (per informazioni e/o prenotazioni contattare il numero 0964/863322 – ufficio informazioni turistiche). Alle ore 11.00 carovana in bicicletta lungo la pista ciclabile della Via Marina fino al porto in collaborazione con l’oratorio parrocchiale di Roccella. Dalle ore 17 alle ore 19 via alla Festa dello Sport in Via Marina e contestualmente apertura del villaggio allestito con stand ed esposizioni sulle energie rinnovabili, prodotti del territorio, artigianato, arte da riciclo. Ci saranno anche lo stand della Coop “Felici da Matti”, un’importante esperienza sociale del territorio, e lo stand della Sun System, una grande realtà della green economy e del fotovoltaico che anche quest’anno ha deciso di sponsorizzare la manifestazione nazionale di Legambiente. In particolare, la Sun System ha stabilito delle offerte commerciali dedicate ai piccoli borghi, e per ogni impianto fotovoltaico installato in uno dei Piccoli Comuni aderenti alla festa del 3 giugno regalerà un albero alla cittadinanza. Alle ore 19.30 in Via Marina si terrà il convegno “Architettura del Paesaggio – valorizzazione delle aree verdi” in collaborazione con la Fidapa. Interverranno il sindaco, il vicesindaco, l’architetto Lucia Del Duca e Lidia Liotta, responsabile del Comitato Scientifico di Legambiente Calabria. Infine, alle ore 21 gran finale con il concerto dell’Orchestra di Ardore.

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