Calcio a 5, serie A, girone C, XXII^ giornata: domenica Jordan-Pro Reggina vale il primo posto in classifica

di Ernesto Branca*. Al fischio finale di Pro Reggina–Ganzirri, il derby calabrese tra le campionesse d’Italia e la Jordan di domenica prossima, interessava solo alle cosentine, in lotta per un posto play-off. Dopo la sentenza della Procura Federale che infligge al Real Statte la penalizzazione di 6 punti, il match di domenica diventa fondamentale anche per le amaranto, alle quali basterà uscire indenne da Montalto Uffugo per brindare al primo posto.

 

Una rincorsa partita da lontano che non si sarebbe mai potuta realizzare senza le imprese di Siclari e compagne, capaci prima di sconfiggere al Botteghelle l’ex-capolista, e poi di sbancare Matera con una grandissima prestazione. La situazione è molto ingarbugliata anche perché la Jordan è in piena lotta, con Molfetta e Palermo, per accaparrarsi l’ultimo posto valevole per l’accesso ai play-off, quindi sarà molto dura venire a capo di una partita così difficile. Mister Tramontana non ha dubbi:”Il nostro approccio alla gara non cambierà, anche prima della sentenza avevo iniziato a martellare le mie ragazze per non perdere la concentrazione, e questa decisione mi aiuta nel mio intento. Le ragazze sanno che non sono ammessi cali di tensione perché tutte le partite sono importanti, anche quelle che forse mettono poco in palio. I sei punti tolti allo Statte ci consentono di presentarci a Montalto da capolista, cercheremo in tutti i modi di conservare questo piazzamento anche al termine della gara”. Il trainer reggino può contare sull’intera rosa a disposizione, fatta eccezione per la lungodegente Romeo, per cercare di conquistare un risultato positivo e raggiungere la stratosferica cifra di 60 punti. I freddi numeri dicono che la Pro Reggina può chiudere l’intero girone di ritorno con sole vittorie con la possibilità di timbrare la tredicesima vittoria consecutiva, un record per la società amaranto. Il fischio d’inizio sarà alle ore 16:00, come tutte le altre gare per rispettare la contemporaneità, e da quel momento l’obiettivo sarà solo uno: mettere il primo posto in cassaforte! *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

 

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Reggio di Calabria: “Riferimenti” si spiega meglio “La nostra solidarietà è per tutti i magistrati”

Riceviamo e pubblichiamo. "Nell'affermare che a Reggio Calabria c'è aria di destabilizzazione, a seguito dei proiettili giunti ai magistrati Mollace e De Bernardo, questo Coordinamento forse non ha esattamente reso il proprio pensiero dando luogo ad equivoci. La solidarietà ai magistrati minacciati va data, ma non in termini liturgici, con grandi proclami come avviene di solito, ma prima di tutto guardando in faccia la realtà.

 

Non esiste magistrato di serie A e serie B, anche se, purtroppo, come abbiamo ribadito più volte, la magistratura talvolta ha dimostrato di non essere fuori dal sistema. Il grado di solitudine in cui versano i magistrati che lottano la 'ndrangheta a Reggio Calabria ci è noto da sempre e in questi lunghi venti anni del nostro impegno, non abbiamo fatto altro che sostenere la magistratura. Oggi riteniamo che si voglia creare ad hoc, nella città, un clima di tensione in cui purtroppo nessuno può dirsi al sicuro. Giochi sottili della 'ndrangheta con i suoi avventennati passano sulla testa di tutti. Una cosa è certa il clima di confusione agevola la strategia della tensione. L'allerta è grande, mai come in questo momento non è consentito a nessuno abbassare la guardia. Questo volevamo dire, ed è chiaro che nelle nostre parole è insita la solidarietà a chi diventa bersaglio solo per svolgere il proprio lavoro, questo vale per Lombardo, questo vale per tutti".

 

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Roma: l’on. Nino Foti (Pdl) “Servono larghe intese per l’Italia e maggior realismo per la Calabria”

"Ancora una volta la ricetta giusta per il Paese la sta proponendo il nostro partito, il PDL: “servono larghe intese per garantire un governo all’Italia”. A dichiararlo è l’on. Nino Foti, componente della direzione nazionale del Popolo della Libertà e già capogruppo in Commissione Lavoro Pubblico e Privato. Ed è proprio un Governo Responsabile  – prosegue Foti – ciò che serve soprattutto al Sud del Paese ed a regioni come la Calabria, perennemente travolta dalle emergenze: sanità, trasporti, rifiuti, rischio idrogeologico.

 

Solo per citare alcuni aspetti tra i più rilevanti. Se da un lato serve trovare una larga intesa tra le forze politiche dall’altro serve ancora di più che i leader politici mettano sul piatto della bilancia anche la necessità di compiere scelte drastiche e dure anche al costo di apparire “impopolari”. Non è un gran bel periodo per la Politica. Poco importa. Ciò che conta è che qualche provvedimento che favorisca la ripresa e la crescita si prenda e si prenda al più presto. Secondo l’ultimo rapporto “La crisi sociale del Mezzogiorno” elaborato dal Censis in regioni come la Calabria una famiglia su quattro (26%) è materialmente povero. In altre parole, un quarto delle famiglie calabresi vive con difficoltà oggettiva ad affrontare spese essenziali o si ritrova impossibilitato ad affrontare tali spese per mancanza di denaro. Al Sud 39 famiglie su 100 sono a rischio povertà. Il Rapporto del Censis evidenzia come “il persistere di meccanismi clientelari, di circuiti di potere impermeabili alla società civile e la diffusione di intermediazioni improprie nella gestione dei finanziamenti pubblici contribuiscono ad alimentare ulteriormente le distanze sociali impedendo il dispiegarsi di normali processi di sviluppo”. Ed allora non è forse giunto il momento che la politica calabrese prenda atto di questo stato di cose e reagisca di conseguenza? Serve maggiore realismo. Nel Mezzogiorno, poi, c’è il 60% di posti lavoro persi tra 2008 e 2012. Su un totale di  505.000 posti di lavoro persi in Italia dall'inizio della crisi, tra il 2008 e il 2012, il 60% ha riguardato il Sud del Paese (più di 300.000). In regioni come la Calabria un terzo dei giovani tra i 15 e i 29 anni non riesce a trovare un lavoro, mentre la media italiana del tasso di disoccupazione giovanile è al 25%. Al sud la disoccupazione femminile è allarmante. I disoccupati con laurea sono in Italia il 6,7% a fronte del 10% nel Mezzogiorno. "Il Sud – spiega il Censis – paga la parte più cospicua di un costo già insopportabile per il Paese e si conferma come un territorio di emarginazione di alcune categorie sociali, come i giovani e le donne". A tal proposito si corre il rischio – prosegue Foti – che un Parlamento forse un po’ troppo “preso” dall’attualità del momento politico, finisca con l’arrestare irrimediabilmente alcuni iter legislativi promossi durante la scorsa legislatura proprio negli esclusivi e reali interessi dei calabresi. Si rischia che tutto il tempo speso per seguire e porre in discussione, quindi approvare tali provvedimenti, adesso si disperda e con esso risulti inutile il buon lavoro svolto in questi anni in Commissione Lavoro ed in Aula. Peccato. Una vera iattura per i calabresi. Per una volta che in modo bipartisan, si sarebbe potuto facilmente percorrere ormai “l’ultimo miglio” necessario per la definitiva approvazione di leggi importantissime anche per la Calabria e, soprattutto per i giovani e le donne in cerca di occupazione. Proposte che recano la mia come prima firma  ma anche quella di tanti altri colleghi, attorno alle quali infatti si era riusciti a garantire una sostanziale convergenza politica, che potrebbero pertanto essere approvate unanimemente in favore dell’introduzione di misure di auto – impiego, di auto imprenditorialità, di sostegno al reddito per molti giovani e meno giovani calabresi che oggi si ritrovano in cassa integrazione. O ancora per introdurre modifiche legislative per molte donne che hanno la necessità di conciliare al meglio famiglia e lavoro insieme. Un vero peccato. E le previsioni non sono certamente le migliori.  – chiosa Nino Foti –  Già oggi, infatti, il 17,1% dei residenti meridionali si sposta in un'altra regione per farsi curare, non fidandosi della qualità e della professionalità disponibili nella propria. Il Censis fa inoltre sapere che nel Mezzogiorno si prevede al 2030 un incremento della popolazione anziana di oltre il 35% contro dinamiche di crescita meno marcate nelle altre aree geografiche. In parallelo crescerà molto anche il numero dei non autosufficienti, destinati a superare i 783.000, con un balzo di oltre il 50%. Man mano che la domanda di salute pubblica o di nuovo welfare aumenterà che cosa succederà in regioni come la Calabria? L’aspetto maggiormente inquietante è poi legato alla considerazione che  – sempre secondo il Censis –  l'incidenza del "fenomeno Neet" in regioni come la Calabria è superiore alla media nazionale: il 31,9% dei giovani di 15-29 anni non studia e non lavora e non cerca nemmeno una occupazione, con una situazione da emergenza sociale in Campania (35,2%) e in Sicilia (35,7%).  Sono questi i temi più importanti per il futuro della Calabria e dell’Italia intera. Sono questi i temi che porteremo all’attenzione della prossima direzione nazionale del PDL, sempre dopo la mega manifestazione di Roma che vedrà ancora una volta in piazza il nostro popolo, il Popolo della Libertà che è fatto da tanta gente perbene che vede ancora nel Presidente Berlusconi, a ben guardare, l’unico leader che in questi giorni sta proponendo una soluzione praticabile nell’esclusivo interesse dell’Italia tutta, “mettiamoci insieme per governare” va ripetendo in modo responsabile. Perché qualsiasi Governo non può contare solo sul consenso di un terzo degli italiani sia che abbiano votato PD o M5S".

 

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Reggio di Calabria: Vincenzo Ventura precisa

di Vincenzo Ventura. “Con riferimento alla nota stampa diffusa dal Sig.  Giacomo Marino, rappresentante dell’Opera Nomadi,  riguardante l’occupazione della mia abitazione nel Rione Marconi, sono doverose le necessarie precisazioni. Non vedo le ragioni per me e la mia famiglia di creare una invenzione, per come dichiarato dal Marino: l’occupazione della nostra abitazione, purtroppo, è un dato di fatto, perseguibile penalmente, oltre che riprovevole umanamente.

 

Io e la mia famiglia abbiamo sempre abitato la casa assegnata sin dal primo giorno; la presenza di parecchi libri anzi nella stessa può solo confermare ciò e significare, inoltre, il serio impegno di mio figlio Francesco che da sempre si è dedicato con profitto agli studi ed al prossimo, piuttosto che impegnare il proprio tempo nell’occupare abusivamente appartamenti di proprietà altrui. Qualsiasi notizia apparsa sulla stampa proveniente dal Marino in merito all’utilizzo dell’appartamento in questione è falsa e tendenziosa. Ciò che addolora ulteriormente non è soltanto il sopruso al quale io e la mia famiglia siamo costretti ad assistere senza potere fare nulla per tornare ad abitare nella nostra casa, ma anche la consapevolezza che da parte del Sig. Marino si stia creando una autentica montatura con la quel sta solo cercando di celare il grave episodio perpetrato ai nostri danni da parte di soggetti ben identificati dalle forze del’ordine che, nel caso di specie, appartengono alla locale comunità nomade. Io mi sono solamente limitato a denunziare l’accaduto per come verificatosi, precisando che, ancor prima dell’occupazione, parecchie intimidazioni sono state effettuate contro la nostra famiglia, tutti puntualmente denunziati all’Autorità Giudiziaria. Concludo dichiarando la nostra estraneità a qualsiasi manifestazione di razzismo o xenofobia contro l’etnia rom, ribadendo che  gli autori della azioni criminose da noi subite sono delinquenti, a prescindere dalla etnia, dal sesso o da qualsiasi discriminazione di genere. Affermo che io e la mia famiglia abbiamo sempre sostenuto, e continueremo a farlo in futuro, che i criminali autori delle azioni contro di noi sono delle mele marce isolate, non solo dell’intera comunità rom ma dall’intera cittadinanza reggina. Voglio continuare a sperare in ciò anche dopo le esternazioni del Sig. Marino. Rinnovo il mio invito all’opinione pubblica, di cui si è inoltre fatto prontamente portatore anche mio figlio in veste di presidente dell’associazione culturale “Famiglia Ventura” in pubblichi incontri e dichiarazioni, a non lasciarsi trasportare da sentimenti ed odi razziali, indegni di ogni essere umano desideroso di considerarsi ed autodefinirsi civile”.

 

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Pallacanestro & sociale: i neroarancio alla “Giornata Mondiale della sindrome di Down”

di Isabella Galimi*. Gioia di vivere e forti emozioni, nella “Giornata mondiale sulla sindrome di Down”. L’evento divulgativo, che più che altro ha voluto essere un momento di incontro, riflessione e confronto, svoltosi nel pomeriggio di ieri, presso il Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, ha voluto porre il focus sullo stato attuale in cui versano i soggetti colpiti dalla sindrome di Down.

 

Si è trattato della volontà di diffondere un senso di leggerezza nei confronti della vita stessa, divulgando lo spirito di coesione ed integrazione, celebrando l’unicità e la preziosità della vita, in ogni sua forma e manifestazione. Gli atleti della Viola, sono stati letteralmente travolti dall’affetto dei bimbi presenti, con i quali si sono intrattenuti, regalando loro dei gadget. Il vero regalo, è stato quello che i cestiti stessi hanno invece ricevuto ed impresso nei loro cuori, ovvero la spontaneità e la felicità che proprio quei bimbi hanno saputo trasmettere loro, sottolineando come la vita sia il dono più grande che si possa ricevere, ragione per la quale  merita di essere vissuta con gioia, cosi come i bambini hanno dimostrato. E’ invece fissato per domenica 24, in occasione del match Viola Reggio Calabria- Pallacanestro Firenze, alle h 18:00 al PallaBotteghelle, l’appuntamento con i “Dolci buoni” dei volontari dell’ Aisla di Reggio Calabria, finalizzato alla raccolta di fondi in un progetto di formazione per assistenza ai malati di sla e dei loro familiari. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: il Kiwanis Club Città dello Stretto presenta il volume “Trenta giorni ha novembre con aprile giugno e settembre… Figlia e madre di mia madre“ di Rosalba Pristeri

Il Kiwanis Club “Città dello Stretto” presenta il volume “Trenta giorni ha novembre con aprile giugno e settembre… Figlia e madre di mia madre“ di Rosalba Pristeri (Città del Sole Edizioni). L’iniziativa avrà luogo sabato  23 marzo 2013 alle 18,45 presso la Sala Ristorante “Luna Ribelle” Torre Nervi Lido Comunale di Reggio Calabria. Il saggio sarà presentato dalla socia e Addetta Stampa del Kiwanis Distretto Italia-San Marino, Anna Maria Reggio.

 

Alcuni brani saranno recitati da Stefania Maimone con l’accompagnamento musicale del maestro Pipitone. Il saggio autobiografico pone al centro il ruolo della “donna” nella realtà storica attuale, dove si caratterizza per essere sempre più compressa nel ruolo di professionista nel sociale e nel lavoro e, nel contempo, legata agli adempimenti quotidiani nelle incombenze familiari. Il ricavato della vendita dei volumi  sarà devoluto al service mondiale del Kiwanis International Eliminate teso a sconfiggere il tetano materno e neonatale nei Paesi in cui è ancora causa di morte. Saranno presenti, oltre all’autrice Rosalba Pristeri, il Presidente del KC Città dello Stretto, Natale Cutrupi, il Luogotenente Governatore della Divisione Calabria 2, Natale Praticò e le altre autorità kiwaniane, assieme a rappresentanti del mondo della cultura. KC Città dello Stretto.                                                        

 

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Serie bwin, XXXIII^ giornata: Reggina-Juve Stabia, curiosità e statistiche

I precedenti. Reggina-Juve Stabia è Un incontro che si gioca dal lontanissimo 13.04.1932, in  Prima Divisione, sul campo neutro di Palermo, con vittoria amaranto per 4-0 (Lomello, doppietta, Lessi e Faccenda). Una gara in IV^ serie l’08.01.1952 con vittoria amaranto per 2-0; una gara in C2 il 26.01.1986 e vittoria amaranto per 1-0 (Spinella). Finalmente in C con 5 partite, 4 le vittorie amaranto ed un pareggio. Prima sconfitta interna per la Reggina (1-2 l’01.10.2011, alla prima nella serie cadetta).

 

C’è anche una vittoria amara, il 12.06.1994, per gli amaranto: quella del 3-2 nel confronto di ritorno per i playoff per la promozione in B: la doppietta di Cevoli e il gol di Mariotto non consentirono ai reggini di essere ammessi alla finale. La Juve Stabia oggi. Arriva da 3 pareggi (2 in casa) e 2 sconfitte (esterne). 10 i punti nelle ultime 9 partite, con conquistati il 31% dei punti in palio. In classifica è al nono posto con 41 punti frutto di 10 vittorie, 11 pareggi ed 11 sconfitte), 44 a 45 il bilancio delle reti fatte/subite. Conquista più punti nel primo tempo (41) che ne secondo (36); segna 28 volte nel secondo tempo e solo 16 nel primo; in gol sette volte su 7 in gol su rigore e subisce 4 volte su 4 su rigore; Danilevicius (7), Caserta e Bruno (6) sono il podio dei cannonieri. Fuori casa. Viene da 1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte. Ha conquistato 16 punti frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte (ultima vittoria esterna a Vicenza il 02.02.2013). Gli allenatori. Pillon e Braglia 1-1 in due Ascoli-Chieti. Pillon e Juve Stabia sono alla prima assoluta. L’arbitro. E’ Angelo Martino Giancola da Vasto, Segna di Schio e Lo Cicero di Brescia gli assistenti. Giancola ha diretto tre partite in A e domenica raggiunge quota 65 in B. Con la Reggina: la recente vittoria di Grosseto (con espulsione di Bombagi al 95°), 3 pareggi a Cesena e Modena ed in casa con il Sassuolo, una sconfitta a Livorno (nello scorso campionato). 5 partite anche con la Juve Stabia: 3 pareggi e 2 sconfitte.

 

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Reggio di Calabria: UNICEF, il nuovo ‘punto di incontro’ del comitato provinciale reggino riapre in via Mazzini 11/A, nei pressi della Chiesa del Crocefisso

di Roberta Catizzone*. Il Comitato Provinciale Reggino di UNICEF torna ad avere un punto di incontro in cui si ‘lavora’ – in maniera volontaria – uniti per un unico obiettivo: i bambini. Bambini lontani e bambini vicini. Adolescenti lontani e adolescenti vicini. Da quando il Comitato Reggino ha ripreso a lavorare attivamente in città e in provincia molti sono stati i passi avanti che sono stati fatti grazie al costruttivo ed incessante lavoro del Presidente, Pietro Marino, e di tutti i volontari che credono in UNICEF

 

e nelle sue possibilità di salvare o anche ‘solo’ di migliorare la vita di bambini e adolescenti, ovunque essi siano e a ciascuno per le proprie necessità. La nuova sede – che inaugura con un piccolo rinfresco sabato 23 marzo p.v. alle ore 19 – rimarrà aperta durante la settimana per tutte le attività dei volontari che compongono il Comitato (a turno: i laboratori creativi finalizzati alla Pigotta, il gruppo Scuola, il gruppo Sport, la Task Force per i Minori) e per le attività del gruppo YOUNICEF, i giovani di UNICEF entro i 32 anni. Il sabato pomeriggio, invece, sarà aperta dalle 16 alle 19  a tutti coloro che desiderano avvicinarsi ad UNICEF come nuovi volontari, ma anche per visionare i classici e sempre importanti ‘regali per la vita’ o per richiedere informazioni sulle attività di UNICEF in Italia e nel mondo. *Ufficio Stampa Comitato Provinciale UNICEF Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: lettera di una volontaria, Katia Canale “Il terzo settore vive dietro le quinte ma impegnandosi ai fini di solidarietà e utlità sociale”

di Katia Canale*. Il terzo settore vive dietro le quinte e lavora per la crescita della società civile. Il terzo settore vive di persone che quotidianamente, con cognizione, si impegnano per il perseguimento di fini di solidarietà e utilità sociale nei più svariati ambiti, dall'istruzione alla cultura, dalla sanità alla ricerca scientifica, dalla valorizzazione dei beni alla diffusione di attività ludiche. Il terzo settore, anche chiamato non profit, vive grazie ad organizzazioni senza scopo di lucro,

 

che agiscono nell'interesse e per la comunità tutta e che comunicano con il territorio cogliendone le problematiche e proponendo soluzioni fattibili e concrete. Negli anni precedenti, il terzo settore ha collaborato con le istituzioni al fine di stabilire un contatto tra queste e la società, attraverso la realizzazione di progetti di vera cooperazione sociale come alternativa ai problemi. Negli ultimi anni, invece, è andato perduto il contatto tra le "imprese" sociali e le istituzioni, a causa di una crescente mancanza di sensibilità e attenzione da parte delle seconde, impegnate a risolvere questioni economiche solo per far quadrare i loro conti. Sempre più spesso, è stato chiesto al terzo settore di attendere il proprio turno per ricevere il sostentamento giusto per poter continuare a fornire servizi e beni. Attesa troppo lunga per le cooperative sociali che si trovano oggi a insorgere contro un'istituzione noncurante e a valutare la chiusura totale di servizi. La causa di tutto sta nel fatto che chi dovrebbe sapere fa orecchie da mercante, disconosce cosa è e quanto vale la cooperazione sociale, equiparata più ad un servizio reso da un'impresa privata piuttosto che ad un valore da consolidare. L'interlocutore che dovrebbe garantire liquidità e respiro non ha idee ben chiare sulle difficoltà insite alla gestione e al sostentamento di alcune strutture, che nella scaletta delle priorità vengono messe tra gli ultimi posti. Come se il debole o l'emarginato o il malato potessero aspettare. Le difficoltà per andare avanti sono oggettive e sono endemiche. L'unica speranza risiede nella combattività e perseveranza delle famiglie, disposte ad organizzarsi e combattere per i diritti di chi non può difendersi da solo. Probabilmente un comune in dissesto non ritiene che i servizi sociali siano servizi essenziali, ma di sicuro sono servizi vitali per chi ne usufruisce giorno dopo giorno. Ormai c'è una tendenza generale a tagliare e ridurre tutto, comportamento giustificato in nome della spending review, senza valutare le conseguenze deleterie per chi ha bisogno di assistenza e supporto. E in nome della medesima spending review, si chiude un servizio di tutti per destinarlo a fini poco condivisibili o lo si elimina in toto. Le istituzioni dovrebbero riflettere sul fatto che la cooperazione può essere una strada facilmente percorribile per uscire da una condizione di crisi economica aggravata da paure sociali che stanno portando al collasso la nostra società. È un'opportunità che potrebbe portare un cambiamento rilevante all'intero territorio. *Volontaria assistenza persone con disabilità.

 

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“Riferimenti”: “A Reggio Calabria clima destabilizzante”

"L'aria che si respira attualmente a Reggio Calabria è di piena destabilizzazione. Dopo l'ennesimo atto intimidatorio nei confronti del P.M. Giuseppe Lombardo, veniamo a conoscenza che ad altri due magistrati sono stati indirizzati dei proiettili. Quando si crea un clima di confusione, come la storia ci insegna, risulta difficile, poi, stabilire quali siano priorità e emergenza. A Napoli c'è un detto storico: "Facimme ammuine".

 

Se Tutto è mafia, niente è mafia! Il Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti" esorta l'opinione pubblica e i mezzi di informazione a non abbassare la guardia nei confronti della vicenda che vede coinvolto il Sostituto Procuratore della DDA Reggina Giuseppe Lombardo che rappresenta la vera emergenza epocale".

 

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Crisi, l’Abi proroga la moratoria crediti: c’è tempo fino al 30 giugno 2013. Confesercenti “Una boccata d’ossigeno per le PMI”

L'Abi ha deciso di prorogare di altri tre mesi, fino al 30 giugno, la moratoria sui crediti nei confronti delle piccole e medie imprese. Lo ha stabilito il comitato esecutivo dell'Associazione delle Banche Italiane. In particolare le aziende potranno richiedere la sospensione per un anno per i finanziamenti che non hanno già usufruito di precedenti moratorie e avranno tempo fino a fine giugno per presentare le domande.

Una misura che si è resa necessaria a fronte della permanenza di una situazione di difficoltà che richiede il mantenimento di misure di sostegno in favore delle imprese e che, oltre a certificare la volontà di proseguire sul terreno del dialogo e della collaborazione tra le imprese e il sistema bancario, rappresenta certamente un efficace strumento per dare ossigeno alle imprese stesse, soprattutto quelle del commercio, del turismo, del terziario e dell’artigianato sempre più schiacciate dal prolungarsi della crisi. E’ comunque necessario che Abi e le organizzazioni delle imprese lavorino insieme da subito anche per individuare soluzioni e strumenti alternativi alla moratoria e utili ad affrontare l’emergenza credito e le tensioni sul fronte della liquidità delle piccole imprese che ancora oggi sono tra i principali fattori di ostacolo all’attività di impresa. Gli uffici Confesercenti Reggio Calabria  sono disponibili per  offrire a tutte le imprese ogni strumento e collaborazione per poter fruire di questa opportunità. Ufficio Stampa.

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Scilla (RC): “Giornata Mondiale del Teatro”, lunedì 25 la presentazione del Protocollo d’Intesa tra Comune, scuole ed associazioni culturali

di Filippo Teramo*. Lunedì 25 marzo 2013, alle ore 11,30 presso la Sala Consiliare del Municipio di Scilla in piazza San Rocco, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, si terrà la conferenza stampa di presentazione del Protocollo d’Intesa tra Comune di Scilla, Istituto Istruzione Superiore “M. Preti – A. Frangipane” di Reggio Calabria, Associazione Culturale La Filodrammatica Scillese “Lorenzo Pontillo” di Scilla, Associazione Culturale Teatrale “Scena Nuda” di Reggio Calabria e Comitato Provinciale Federazione Italiana Teatro Amatori di Reggio Calabria con sede a Scilla.

 

Nel ritenere che lo strumento del Protocollo d’Intesa, rappresenti il modo più efficace per il raggiungimento di obiettivi che favoriscono le attività partecipative con particolare riferimento alle giovani generazioni di cultura artistica e con particolare riferimento a quella di matrice calabrese, attraverso la condivisione degli interessi dei soggetti sottoscrittori nell’ottica dell’utilizzo ottimale delle risorse a disposizione delle parti, i sottoscrittori convengono di impegnarsi a promuovere, nel rispetto della propria autonomia, un rapporto di collaborazione avente come obiettivo la diffusione e la promozione di iniziative che contribuiscano allo sviluppo e valorizzazione della cultura dell’arte teatrale del territorio reggino garantendo la partecipazione del territorio, dei giovani e delle scuole e favorendo la cooperazione e la collaborazione tra più realtà culturali locali, nazionali e internazionali per l’avvio di progetti congiunti di promozione culturale. Altri aspetti saranno resi noti nella conferenza a cui interverranno: Santo Perina, Assessore alla Cultura del Comune di Scilla; Rita Cananzi, Dirigente Scolastico Istituto Istruzione Superiore "M.Preti -A.Frangipane”; Teresa Timpano,  presidente di “Scena Nuda” e Filippo Teramo presidente della Filodrammatica Scillese e presidente della FITA provinciale di Reggio Calabria, oltre a personalità istituzionali e della cultura teatrale calabrese. Nell’occasione “La Filodrammatica Scillese” e il Comune di Scilla presenteranno la convenzione per la gestione dell’Anfiteatro Comunale e che ospiterà gli eventi culturali e teatrali per il triennio 2013-15. *Presidente Comitato FITA Reggio Calabria (per info e contatti: +39.320.9154598 email: filippo.teramo@gmail.com).  

 

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: Alvaro “I prodotti identitari come potenziale strumento di sviluppo turistico e, conseguentemente, di ricaduta economica”

“I prodotti identitari come potenziale strumento di sviluppo turistico e, conseguentemente, di ricaduta economica”. Così il Commissario Straordinario dell’Ente Parco, Antonio Alvaro, ha “battezzato” il prototipo del “Paniere dei Prodotti del Parco”, presentato questa mattina alla presenza del Direttore dell’Ente Parco, Tommaso Tedesco, del Responsabile del procedimento dell’Ente, Chiara Parisi e del dott. Agr. Rosario Previtera, che ha coordinato il progetto avviato il 24 Ottobre scorso e che ha mirato a comporre un paniere identitario  dei prodotti del Parco.

 

Presenti anche numerosi rappresentanti delle amministrazioni comunali della Provincia, tra cui il Sindaco di Mammola, Antonio Longo. Con  la presentazione del Paniere si conclude la seconda fase del progetto che ha visto, come primo step, quello del coinvolgimento attivo delle amministrazioni comunali e delle aziende del territorio. Più di trenta aziende per 122 referenze commerciali di varie categorie agricole, agroalimentari, artigianiali, sono state coinvolte e selezionate, nel primo prototipo confezionato: “ma il Paniere – ha spiegato Alvaro-  continuerà ad ampliarsi visto che continuano a giungere richieste di adesione che, così come fatto precedentemente, saranno valutate di volta in volta”. Ad oggi sono pervenute 132 manifestazioni d’interesse di cui 33 hanno inviato i prodotti: 121 i prodotti selezionati e consegnati. Alvaro ha ringraziato “tutta la struttura dell’Ente Parco per aver sin da subito creduto nel progetto”,  e anche il Presidente della comunità del Parco, Giuseppe Zampogna “che grazie al suo impegno ha coinvolto tutte le amministrazioni e tutti i sindaci dei comuni del Parco”. “ Questo è l’esempio – ha continuato ancora Alvaro – , di come sia necessario e utile puntare alla valorizzazione di quelle tradizioni conservate, di quell’artigianato caratteristico; tornare a scoprire i prodotti specifici del territorio è indispensabile per creare in seguito una strategia di rilancio turistico ed economico. Supportiamo così le aziende direttamente interessate, ma speriamo di creare un importante indotto”. Il ciclo di incontri con i produttori e le amministrazioni locali ha dato l’impulso determinante alla successiva raccolta e selezione dei prodotti, attraverso un gioco di squadra che si è rivelato vincente. La selezione ha riguardato, come ha spiegato il dott. Previtera soprattutto due aspetti: “l’ identitarietà dei prodotti legati sia alla tradizione che al concetto di montanità e di Parco e soprattutto la reale commerciabilità dei prodotti; prodotti cioè davvero esistenti, ottenuti secondo le norme vigenti ed etichettati da produttori verso le forme associative e  cooperativistiche finalizzate alla emersione e alla corretta valorizzazione e commercializzazione di prodotti in via di estinzione , di prodotti presenti oggi quasi solo nel’immaginario collettivo, di quei prodotti che presentano le potenzialità per essere ripresi e reimmessi nel circuito commerciale. Stiamo lavorando per valutare la possibilità di contribuire alla certificazione comunitaria di prodotti di montagna per alcune produzione di qualità che si ottengono a quote superiori ai 700 m slm”. “L’intento – ha invece detto il funzionario del Parco Chiara Parisi – è quello di dirigersi verso la promo-commercializzazione dei prodotti ed è in tal senso che questo progetto ha avuto un inizio chiaro ed ha un obiettivo finale ben definito: chiudere una  micro-filiera, dalla ricerca dei prodotti alla commercializzazione degli stessi abbinando un’efficace azione di promozione”. Il progetto non ha solo una valenza promozionale, dal momento che sono previste numerose azioni divulgative e di promozione come la partecipazione al salone dei prodotti tipici dei parchi d’Italia che si terrà a maggio a L’Aquila, ma ha anche una valenza economa concreta e di sviluppo integrato che coinvolge anche gli aspetti turistici oltre che ambientali e di valorizzazione della ruralità in genere. Infatti il progetto “è concepito  – ha aggiunto Previtera – per far si che le produzioni del Parco possano incontrare la domanda grazie alla possibilità di commercializzare i prodotti stessi a mezzo di aziende commerciali, di distribuzione di ricettività turistica, di ristorazione che hanno aderito al progetto. Naturalmente sarà un percorso che vedrà il raggiungimento degli obiettivi economici in maniera graduale, ma potrà contare sul grande appeal che offre il Parco in genere e di marchi appositamente ideati ed offerti ai produttori”. I marchi collettivi saranno “Prodotti del Parco”  e “Qui trovi i prodotti del parco”. Il primo è destinato ai prodotti in quanto tali che potranno fregiarsi del bollino specifico mentre il secondo è destinato ai ristoratori e distributori che vorranno esporre e proporre i prodotti del Parco. La prossima fase sarà quella della formulazione dei disciplinari commerciali e del Regolamento di uso del marchio (ai quali le aziende ed i distributori dovranno adeguarsi), la realizzazione degli espositori personalizzati per i prodotti del Parco, l’attivazione di ulteriori attività di promozione su larga scala, una promozione che verrà fatta anche via web e sulle riviste specializzate oltre che con la partecipazione a fiere e manifestazioni del settore. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Reggio di Calabria: l’ex Assessore Curatola sulla vicenda famiglia Ventura-comunità Rom

di Walter Curatola*. "La legalità non è un mero principio da enunciarsi astrattamente ma è invero, un primario obiettivo per il raggiungimento del quale, le istituzioni tutte, attraverso azioni congiunte, devono basare la propria attività quotidiana concretamente e costantemente, e non solo quando accadono fatti come il caso della famiglia Ventura, che compromettono il vivere civile e scuotono le coscienze. Questa vicenda ha riaperto in me vecchie ferite ma, soprattutto, risolleva una questione delicata e che, forse, mai nessuno ha voluto affrontare nonostante già in passato altri episodi di questo genere, avessero accesso la spia della preoccupazione.

 

Durante il mio incarico di Assessore al Patrimonio Edilizio, ricordo che il 30 Maggio 2012 su espressa richiesta del Sindaco, di concerto con l'Aterp, veniva convocato il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza presieduto dal prefetto Vittorio Piscitelli. I molti casi a noi segnalati, ci avevano indotto a portare a conoscenza delle Forze dell’Ordine la questione relativa all’occupazione abusiva degli alloggi popolari. In quella sede alla presenza dei  rappresentanti istituzionali, Procura, Prefettura, Giunta Comunale, Aterp ed anche  dei rappresentanti dell’Enel (che lamentava, tra l’altro, il furto di energia elettrica in località Arghillà negli alloggi Aterp occupati abusivamente), si auspicava una maggiore sinergia interistituzionale al fine di ripristinare la legalità. Ancora, in quella sede abbiamo segnalato i ripetuti episodi di violenza e le gravi intimidazioni che si verificavano in gran parte ai danni delle famiglie assegnatarie degli alloggi siti ad Arghillà. Ricordo in particolare, il caso di una famiglia, per il quale si interessò direttamente il Prefetto Piscitelli, sollecitando l’Amministrazione comunale per un cambio alloggio per motivi di sicurezza e di incolumità. In quella circostanza il Sindaco Arena riuscì ad intervenire tempestivamente reperendo un diverso alloggio. Tuttavia, provammo comunque un senso di sconfitta in  quanto con quella soluzione avevamo sì risolto il problema di una famiglia che viveva nel terrore,  ma non si era eliminato il male alla radice non essendo stati puniti i responsabili di quegli ignobili atti di prepotenza. E' lo Stato che deve garantire la legalità e l'ordine pubblico, salvaguardando i diritti dei cittadini. Per fronteggiare tale emergenza sociale  l'Aterp e l'Amministrazione Comunale possono solo attivare le procedure amministrative previste dalla legge, che comunque si presentano farraginose e, spesso inadeguate. Occorre un impegno forte da parte dello Stato per supportare l'operato della Prefettura e delle Forze dell’Ordine specie nei territori afflitti dalla criminalità organizzata, ma è anche necessario continuare insieme quella “lotta” per garantire e non sacrificare la tutela dell'ordine pubblico. Lo si deve alla tante famiglie che giornalmente vivono nel terrore che il loro alloggio popolare venga occupato abusivamente o che siano ingiustamente privati di un sacrosanto diritto, ma lo si deve  in generale alla comunità reggina che deve sapere che la battaglia per la legalità si gioca a 360%. *Già Assessore al Patrimonio edilizio del Comune di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: Maria Mangiola “Il dott. Piazza, il tapis roulant e… i disabili”

di Maria Mangiola. La tanto chiacchierata affermazione del Dott. Dante Piazza circa il possibile riutilizzo del tapis roulant del centro cittadino, fino a qualche tempo fa a disposizione della cittadinanza come sistema alternativo di mobilità urbana, ai fini della riabilitazione dei disabili, mi ha suscitato una profonda riflessione. Innanzitutto, mi sembra che sia dignitoso e segno di rispetto considerare la persona con disabilità in tutto il suo essere umano, prescindendo dall'estremizzazione dei suoi limiti che lo rendono diverso agli occhi degli apparenti normali.

 

Se da un lato è opportuno riconoscere al disabile doti eccezionali per le stesse capacità che possiede di mettersi in gioco, nonostante le innumerevoli difficoltà di vivere e rapportarsi ad una società ostile e chiusa, dall'altro sembra ormai prassi consolidata che i disabili debbano mostrare agli altri le proprie incapacità per avvalorare ed esaltare i progressi raggiunti in anni di sacrifici e fatiche, riabilitazioni e sostegno da parte di strutture dedicate. Dimentichiamo, troppo spesso, che gli individui con disabilità, come esseri umani e perché esseri umani, hanno diritti primari e naturali che lo Stato deve solo riconoscere, per cui è obbligo dello stesso Stato garantire a tutti i cittadini pari dignità sociale senza distinzione di condizioni personali e sociali. Si tratta di diritti che nascono con l'uomo e con lui muoiono, costituendo i principi per l'integrità fisica e psichica, dell'uguaglianza e della libertà, della vita stessa. Eppure, la società mostra un'attenzione molto parziale nei confronti di tutti noi persone con normale disabilità che soffriamo nel dimostrare al mondo le nostre non-normalità. Ancora peggio, poi, risulta la poca attenzione e il poco rispetto mostrato da chi dovrebbe, per principio e per serietà professionale, essere il rappresentante della legge e dell'equità in virtù di quei principi fondamentali che la Costituzioni italiana, già sessantacinque anni fa, riconosceva come cardini della nostra democrazia sociale. Ogni giorno, a malincuore, ci rendiamo conto che se non avessimo l'affetto, la vicinanza, l'amore dei nostri familiari, dei nostri amici e di quelle persone che con abnegazione si impegnano con e per noi, certo non sarebbe lo Stato a permetterci di condurre una vita  dignitosa che può definirsi tale. Ogni giorno, con tanta volontà e voglia di vivere, affrontiamo le difficoltà di non avere un corpo funzionale al cento per cento, di cui non abbiamo il pieno controllo, e cerchiamo di andare oltre le barriere create dalla società. Ma se il corpo non risponde, è la nostra anima a reagire agli sguardi curiosi, ai pregiudizi, alle mancanze e alle ingiustizie degli altri, gli stessi che saremmo costretti a subire se dovessimo mostrare in pubblico i nostri difetti e i nostri limiti corporali o psichici. È aberrante e umiliante che qualcuno possa proporre una cosa del genere. Ci rimettiamo al giudizio e all'intelligenza di chi con impegno cerca di abbracciare la nostra causa affinché vengano proposte soluzioni più serie, condivise ed efficaci per colmare la carenza di servizi essenziali atti alla tutela di persone normali che vivono con orgoglio della loro diversità. Maria Mangiola, dalla parte dei disabili.

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Reggio di Calabria: mercoledì 27 la presentazione de “Il Sistema Reggio”, il libro-inchiesta di Claudio Cordova su intrighi e affari a Reggio Calabria (Laruffa Editore)

Dalla relazione di scioglimento del Comune di Reggio Calabria alle carte delle inchieste giudiziarie, dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia alle connivenze dello Stato e della società civile con il malaffare e, ancora, gli intrecci economici in riva allo Stretto, ma anche a Milano, il ruolo della massoneria e dei Servizi Segreti nelle vicende più oscure degli ultimi anni. “Il Sistema Reggio”, del giornalista Claudio Cordova per Laruffa Editore, è il primo libro-inchiesta sulla città dello Stretto che, alla luce di dati oggettivi, mostra come – dall’economia alla politica, passando per la criminalità organizzata – tutto sia, appunto “Sistema”.

Un lungo lavoro di ricerca e di approfondimento sui gruppi e i grumi di potere che comanderebbero la città. Forse su Reggio Calabria è possibile immaginare una “cabina di regia” composta da entità diverse, pronte sempre a rinnovarsi, in base ai nuovi equilibri politici, economici e criminali. A partire dagli anni 2000 si sarebbero create le condizioni politiche, mafiose ed economiche perchè Reggio Calabria venisse, di fatto, inglobata dalla stessa logica dell’armonia e dell’accordo. Cordova – da giornalista attivo in città da anni – mette insieme un’opera unitaria in cui non viene risparmiato alcun settore della vita sociale reggina, portando alla luce una lunga serie di manovre oscure su cui si poggerebbe lo status quo cittadino. “Il Sistema Reggio” è una fotografia di quella che è diventata la città dal 2000, in un momento delicatissimo per la sua storia, all’indomani dello scioglimento del Comune per contiguità con la ‘ndrangheta. E se lo specchio attraverso cui questa città si è guardata negli ultimi trent’anni fosse stato uno specchio distorto, alterato? E se alla rettitudine di cittadini comuni, imprenditori, servitori dello Stato, insegnanti, medici, avvocati, notai, e anche giornalisti, si fosse contrapposto un establishment esteso, sostanzialmente mediocre, connivente col sistema criminale che regola i rapporti sociali, ma soprattutto silenzioso? E se questo silenzio avesse, piano piano, ammorbato la gran parte del tessuto sociale fino a rendere quasi ininfluente ogni impulso di senso contrario? (Antonino Monteleone). Il libro sarà presentato mercoledì 27 marzo, alle ore 18, presso il Teatro Politeama Siracusa, a Reggio Calabria dalla Casa Editrice Laruffa in collaborazione con l’Associazione Culturale “Quadrante Sud”. Oltre all’autore, interverranno: Gianluca Ursini, giornalista e scrittore, Antonino Monteleone, giornalista e scrittore, Roberto Laruffa, editore. Coordina Eleonora Scrivo, referente territoriale di Action Aid.

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Omicidio Sow Mohamed: nuovo successo in Cassazione per la difesa dei due imprenditori di Taurianova accusati dell’omicidio

Dall'avvocato Antonino Napoli riceviamo e pubblichiamo. Una storia giudiziaria che si protrae dal lontano 16 maggio 2001 è quella di Domenico Rettura e Rocco Fedele, Calabresi di Taurianova in provincia di Reggio Calabria e titolari di una ditta che si occupava della lucidatura dell’ottone grezzo utilizzato per la realizzazione dei rubinetti – la “Pulimetal” di Paruzzaro (Novara) – accusati dell’omicidio e del successivo occultamento di cadavere di un loro operaio, il senegalese Mohammed Sow scomparso il 16 maggio 2001 dalla provincia di Novara

 

e che ha destato il forte interesse della stampa locale e nazionale tanto che la nota trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli, oltre ad aver dedicato al caso numerose puntate è stata presente con le proprie telecamere durante tutte le udienze del processo di primo grado. I due giovani giudicati in contumacia poiché latitanti, difesi dagli avvocati Antonino Napoli del foro di Palmi ed Alessandro Gamberini del foro di Bologna, assolti dalla Corte di Assise di Novara, a fronte della condanna all’ergastolo richiesta – per entrambi – dal pubblico ministero titolare delle indagini, sono stati successivamente ritenuti colpevoli dalla prima sezione della Corte di Assise di Appello di Torino e condannati a 16 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale in luogo della condanna per omicidio aggravato richiesta dal sostituto procuratore generale dott. Vittorio Nessi. La Corte, in accoglimento delle richieste della procura generale, aveva disposto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale con la nomina, quale perito della Corte, del generale Luciano Garofano, all’epoca comandante dei RIS di Parma, mentre la difesa aveva nominato quale proprio consulente il professore Enrico Marinelli dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Oltre alle indagini sulla scena del crimine e sul DNA la Corte di Assise di Appello di Torino aveva ritenuto indispensabile una perizia grafologica sulla firma apposta sull’ultima busta paga ricevuta da Sow. Avverso la condanna degli imputati gli avvocati Antonino Napoli e Alessandro Gamberini avevano proposto ricorso in Cassazione che, in accoglimento delle tesi difensive e disattendendo la richiesta del procuratore generale di conferma della sentenza impugnata, aveva disposto l’annullamento con rinvio davanti ad altra sezione della Corte di Assise di Appello di Torino. Il nuovo processo, celebrato davanti alla seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Torino, confermando il giudizio di colpevolezza di Rettura e Fedele li aveva condannati a 14 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. I giudici dell’appello avevano, ancora una volta, rinnovato l’istruttoria dibattimentale conferendo l’incarico di trascrivere e ripulire alcune tracce audio delle intercettazioni ambientali con software più moderni a due periti mentre la difesa si era avvalsa della consulenza dei professori Luciano Romito e Giampiero Benedetti, due dei maggiori esperti nazionali di fonetica forense. Anche avverso la sentenza resa dalla seconda sezione della Corte di Assise di Appello di Torino la difesa aveva proposto ricorso alla Suprema Corte. Il nuovo giudizio in Cassazione, nonostante la richiesta di conferma della sentenza impugnata da parte del procuratore generale dottor Iacoviello, ha visto l’ennesimo successo degli avvocati Antonino Napoli e Alessandro Gamberini che nei loro lunghi ed accorati interventi hanno demolito l’impostazione della sentenza di condanna frutto, a loro dire, di illogicità, travisamento del fatto e violazione degli indirizzi della giurisprudenza di legittimità. Le osservazioni difensive sono state condivise dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione che ha, pertanto, disposto un nuovo giudizio davanti ad altra sezione della Corte di Assise di Appello.

 

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Reggio di Calabria: “New Deal”, selezioni progetto “ToM for Climate Change”

di Salvatore Palermo*. L’associazione di volontariato “New Deal” apre la possibilità di mobilità internazionale su scala locale, regionale e nazionale selezionando 3 partecipanti per il seguente progetto in partenariato “ToM for Climate Change” progetto Youth in Action” – Azione 3.1.2 Training Course. Il progetto, che si svolgerà ad Istanbul dal 10 al 16 aprile 2013 promosso da un Ong Turca, ha come partner esteri Armenia, Croazia, Giordania, Grecia, Italia, Russia.

 

Nel corso del progetto verranno utilizzate tecniche di apprendimento non formale e si tratterà delle seguenti tematiche: Tecnologia Mediatica, Risorse Umane, Cambio Climatico. Il progetto ha la finalità di formare e supportare youth workers sulle tecnologie mediatiche per informare i giovani sul cambio climatico. Attraverso tale training course si pretende di consapevolizzare l’importanza dei problemi relativi al cambio climatico con approcci e soluzioni innovative atte all’uso delle nuove tecnologie. Selezioniamo Candidati di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che hanno una conoscenza della lingua inglese (livello B2: intermedio-avanzato). I  partecipanti avranno come unico costo a carico il 30% dei costi di viaggio. Per candidarsi al progetto o per ulteriori informazioni inviare un’email a: silvia.crocitta@hotmail.com (inserire in copia come destinatario anche: newdealvolontariato@gmail.com). La candidatura deve contenere il Curriculum Vitae del partecipante e un pensiero/motivazione personale sul perché ci si sta candidando al progetto. Scadenza presentazione candidature secondo le modalità indicate: 24/03/2013. *Presidente "New Deal".

 

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Reggio di Calabria: al Convitto Nazionale “Campanella” in scena le “Convittiadi”, giochi sportivi studenteschi di pesistica

Nell’ambito delle attività di avviamento allo sport ed alle attività agonistiche indette dal MIUR, dal CONI e dalle federazioni sportive, si è svolta il 20 marzo u.s. presso la palestra del Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” di Reggio Calabria la gara denominata “Convittiadi” – giochi sportivi studenteschi di pesistica”. La manifestazione è stata organizzata dalla dr.ssa Francesca Arena, rettore/dirigente scolastico del convitto nazionale di stato “T. Campanella”  e dal M° Gerardo Gemelli, delegato regionale della FIPE (federazione italiana pesistica) ed ha visto quali protagonisti assoluti gli alunni e le alunne dell’istituto.

La competizione, riservata ai nati negli anni 1999 e 2000, si è svolta rispettando il regolamento della FIPE e, quindi, disputando le tre prove tecniche previste dal regolamento dei giochi sportivi studenteschi: tre balzi a piedi pari, un lancio indietro con una palla di 3 kg ed una prova di slancio con un bilanciere da 10 kg. Per le categorie di peso 43 kg. 50 kg., 57 kg., 66 kg., +66 kg.. oltre al prof. Riccardo Partinico, docente di Scienze Motorie presso lo stesso Istituto e coordinatore della manifestazione, era presente il direttore tecnico regionale della FIPE prof. Marco Giovannini ed il dirigente federale FIPE Paolo Caracciolo. Ottimi i risultati tecnici ed atletici conseguiti dai ragazzi. Alla premiazione, avvenuta nell’aula magna del prestigioso istituto, erano presenti il prof. Giuseppe Pellicone, presidente onorario della FIJLKAM e presidente onorario della UEK, ed il delegato provinciale del CONI dr. Antonio Laganà. Il M° Gerardo Gemelli, ha voluto ringraziare la dr.ssa Francesca Arena per la disponibilità e la fiducia accordata alle attività sportive studentesche della FIPE conferendole una targa ricordo. Classifica speciale: 1° Praticò Riccardo; classifica femminile: 43 kg, 1^ Triolo Sonia 2^ Marcello Alessia e 3^ Pellicanò Marta; 50 kg, Pellicanò Bianca Misiano Clelia e 3^ Toscano Ilaria; 57 kg, 1^ Musolino Adriana, 2^ Saccà Noemi e 3^ Pangallo Mariaceleste; 66 kg, 1^ Cutrupi Samuela 2^ Cutrupi Rossella e 3^ Stancati Martina; classifica maschile: 43 kg, 1° Giordano Francesco 2° Ruggeri Giovanni e 3° Desiena Giulio; 50 kg, 1° Malavenda Francesco 2° Minutolo Giovanni e 3° Amato Danilo; 50 kg bis, 1° Friscia Peter 2° Muscianese Oreste e 3° Megale Andrea; 57 kg, 1° Colica Danilo 2° Miriello Ilario e 3° Ponz de Leon Christian; 66 kg, 1° Brancati Antonio 2° De Marco Guido e 3° Spiniello Davide; +66 kg, 1° Nato Antonino 2° Surace Luigi e 3° Cosentino Giuseppe.

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Calcio, serie bwin, XXXII^ giornata: Ascoli-Reggina 0-3

Ascoli-Reggina: 0-3. Ascoli (3-5-2): Maurantonio; Ricci (dall’84° Conocchioli), Peccarisi, Faisca; Scalise (dal 75° Morosini), Loviso, Di Donato (c), Legittimo (dal 62° Soncin), Pasqualini; Zaza, Fecsezin. In panchina: De Bellis, Prestia, Montalto, Capece. All.: Silva. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Colucci (dal 75° Armellino), Barillà, Rizzato (c); Di Michele (dal 91° Sarno), Comi (dall’84° Gerardi). In panchina: Facchin, Di Bari, Bombagi, D’Alessandro. All.: Pillon. Arbitro: Palazzino di Ciampino. Assistenti: Colella e Rafaelli. Quarto uomo: Verdenelli. Marcatore: Di Michele al 58°, al 77° ed all’88°. Ammoniti: Legittimo al 40° e Ricci al 57°. Corner: 2-4. Recupero: 0’ (p.t.) e 2’ (s.t.).

 

Note. “FINALMENTE!” Iniziammo così il nostro commento pre-partita prima di Livorno-Reggina. Se, allora, ci riferimmo all’inserimento di Sarno in squadra, adesso la nostra esclamazione è riferibile esclusivamente all’esonero di Dionigi. Un esonero giusto, più volte vicino durante la stagione e, da noi, vivamente sollecitato il 2 marzo dopo Novara-Reggina (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6111:calcio-serie-bwin-xxix-giornata-novara-reggina-1-1&catid=7:lo-sport&Itemid=13), sette giorni dopo al termine di Livorno-Reggina (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6172:calcio-serie-bwin-xxx-giornata-livorno-reggina-3-3&catid=7:lo-sport&Itemid=13) e finanche l’8 febbraio – un mese prima, quindi – all’interno di un Editoriale in cui, tra le righe, c’era anche la parola “esonero” (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=5923:caro-dionigi-mi-fregio-dellonore-di-renderla-edotta-che&catid=1:editoriale&Itemid=7 -). Dionigi paga colpe non esclusivamente sue: da sempre diciamo che, ormai, la Reggina è un’azienda che nemmeno ricorda quella dei fasti di qualche anno fa. Il presidente-direttore-allenatore continua a sbagliare (coscientemente) al grido “se-teni-teni” e continua ad ammetterlo senza, però, fare tesoro degli errori commessi ripetuta temente tant’è che in noi si accresce l’idea che, tutto sommato, non gliene importi un granché. Oltre ad altro, a molto altro, è quindi anche recidivo. Finché la fortuna con la C maiuscola l’aiuta, bene. In sostanza, l’unico suo obiettivo (dopo quello di produrre denaro a proprio beneficio, s’intende) è quello di trovare (non si sa come) 4/5 squadre più scarse. L’agonia, lenta e costante da anni a questa parte, che Foti tiene così tanto a “regalare” ai tifosi reggini, ha stancato. Ha stancato essa ma, ancor più seriamente, ha stancato lui. Il “Granillo”, ribadiamo la nostra consapevolezza, è vuoto per esclusivo “merito” suo! La gente non lo tollera: non tollera più la sua arroganza, la sua presunzione, i suoi errori ciclici, il suo essere implicato in (quasi) ogni vicenda giudiziaria che colpisce il calcio. Non ce la fa più, il tifoso reggino. E’ stanco e, castrandosi, segue la sua amata Reggina da casa ben distante dal rischio di imbattersi nel presidente pro-tempore. La Lega Pro è dietro l’angolo, poco ci manca che si festeggi il centenario in terza serie. Il centenario? Sì, dell’A.S. Reggina 1914 e non della Reggina Calcio S.p.A. 1986 che, giustamente, 2 anni fa festeggiò il venticinquennale e che, a gennaio prossimo, il suo ufficio marketing vorrebbe sfruttare per produrre altra grana. Come dire: nel 2011 ricorrenza del 25mo e nel 2014 eccoci catapultati al 100mo (per Foti ogni anno successivo ai primi 25 ne vale altri 25 cadauno). E certo, Foti con i numeri ci sa fare: con quelli preceduti dal simbolo € e non, purtroppo, con quelli relativi ai punti in classifica. Così è! Detto questo stasera ad Ascoli esordisce in panca Bepi Pillon. Già sulla panchina amaranto nell’anno della retrocessione dalla A alla B del 2009 (4 partite, 3 sconfitte ed un pareggio), allora fu defenestrato dall’allora DS Martino più che per demeriti per raggiungere il fine di far accomodare un ben più accomodante (e, soprattutto, amico) Nevio Orlandi (non è un caso che, oggi, entrambi, abbiano ricomposto l’accoppiata a Barletta in una piazza che sembra essere destinata alla certa retrocessione in Lega Pro 2). Anzi, per completezza d’informazione, si è ricostituito una terna: Martino-Orlandi-Mondilla (con il primo e l’ultimo dei tre ancora sotto contratto con la Reggina fino al nuovo incarico). Tempi che furono. Pazienza! Il passato è storia, la ricordiamo ma non c’interessa più di tanto. E’ il presente ciò che conta e, oggi, non è affatto roseo. E’ questo che ci preoccupa. Grazie a Foti, s’intende. Dionigi paga dazio ma non è l’unico colpevole (paga, per esempio, scelte cervellotiche: Facchin in campo contro il Cesena, reo di due papere in occasione di entrambi i gol romagnoli, per esempio, perché?; paga, per esempio, il piegarsi ad un modulo non suo; paga, per esempio, il blaterare su una sua presunta autonomia nelle scelte; paga, per esempio, una gran quantità di confusione provata e gravemente manifestata). E unico non lo è nemmeno lo stesso Foti, a dire il vero. Quest’ultimo lo è al pari del responsabile dell’area tecnica, quel Simone Giacchetta che, onestamente, non ci sembra abbia prodotto risultati ma solo distrazioni o malumori (difficile che il sottoscritto concordi con il collega Paolo Ficara – ricordo, però, che ad inizio campionato concordavamo sulla bontà di Dionigi in panca e sul relativo gioco espresso dalla squadra – ma sposo in toto quanto da lui riportato su “Il Dispaccio” ed il cui link qui riporto con piacere per agevolare chiunque lo voglia nella lettura http://www.ildispaccio.it/calcio/84-quadrante-amaranto/18586-reggina-atto-umilta-rivolgersi-a-pillon-giacchetta-ecco-il-conto). A tal proposito, ci permettiamo di auspicare fortemente il suo cambio di casacca a decorrere dall’1 luglio prossimo. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 1° minuto l’Ascoli si rende pericoloso con… Adejo che devia in corner un cross da destra sfiorando l’autogol. Sull’angolo è ancora… Antonazzo ad impensierire Baiocco che salva in tuffo. L’Ascoli si conferma osso duro e pare abbia già preso in mano le redini del gioco. Reggina imbarazzata e finanche imbarazzante (come al solito). La gara scivola via sui binari dell’equilibrio con i padroni di case sempre costantemente con il pallone tra i piedi e la Reggina impegnata più ad interdire che a proporsi. E’ ovvio che, a 10 giornate dalla fine, con una classifica pericolosissima, adesso, comincia a farsi sentire la paura del fallimento di un’intera annata. Al 27° primo guizzo amaranto. E’ Comi, dalla distanza, ad impensierire Maurantonio con un tiro teso che il portiere bianconero alza sulla traversa. Al 30° i padroni di casa reclamano per un presunto fallo da rigore, Palazzino sorvola e lascia proseguire. Al 33° ci prova ancora la Reggina con una punizione di Barillà respinta dalla barriera. Al 34° a provarci stavolta è l’ungherese Fecsezin, Baiocco para. L’Ascoli è assai intraprendente nella fase centrale del primo tempo. La Reggina annaspa ma sembra resistere. La partita è tutt’altro che bella con le squadre che si annullano a vicenda e che, quindi, di fatto, non giocano. La scarsa e scarna cronaca sin qui raccontata ne è l’emblema. Secondo tempo. Al 47° il primo tentativo della ripresa è del temuto Zaza ma il pallone non trova lo specchio della porta. Al 48° azione concitata in area marchigiana con Comi che chiede il rigore per una presunta trattenuta che Palazzino non vede e che, quindi, non sanziona. Al 48° ancora Reggina. E’ Comi, di testa, ad indirizzare a rete un cross dalla destra. Maurantonio si tuffa alla sua destra e para. Al 50° azione travolgente di Di Michele che parte dalla propria trequarti, arriva al limite dell’area avversaria ma, invece che tirare nonostante avesse tempo e spazio, chiede troppo a se stesso e viene inesorabilmente stoppato. Al 55° azione gol per l’Ascoli. Corner da sinistra e Peccarisi (ex della gara assieme a Pillon), di testa, manda alto. L’Ascoli cerca maggiormente il vantaggio, la Reggina è in affanno. Al 58° la Reggina passa in vantaggio. Ricci commette fallo su Di Michele e viene ammonito. La punizione è affidata allo stesso Di Michele che calcia a giro. La palla colpisce sulla testa Zaza e spiazza Maurantonio per il gol del vantaggio (foto 1). Immeritatamente la Reggina si ritrova avanti nel punteggio ma va benissimo così. Al 62° primo cambio per Silva: esce Legittimo ed entra Soncin. Al 63° l’Ascoli va vicino al pareggio. Cross da sinistra con palla che termina nei pressi di Zaza. Girata al volo di sinistro e palla sul fondo (non di molto). La gara, ovviamente, si ravviva con i padroni di casa protesi in avanti alla ricerca del pareggio. La Reggina resiste difendendo quello che, al momento, è un risultato importantissimo per il suo futuro. Da segnalare, finalmente, che, dopo 31 gare, in occasione dei corner a favore non ci sono più 2 amaranto sulla palla (uno dei due assolutamente inutile, altra prerogativa inconcepibile di Dionigi) ma, molto più ragionevolmente, uno solo deputato alla battuta. Al 73° azione pericolosa ascolana. Soncin riceve palla al limite, tergiversa e non calcia quando può con palla, poi, messa in fallo laterale da un difensore amaranto. La Reggina sembra tenere. Il merito di Pillon? Forse nessuno vista la scarsa conoscenza della squadra ed il poco tempo a disposizione. Al 75° secondo cambio ascolano: fuori Scalise e dentro Morosini. Stesso minuto e cambio anche per gli amaranto: fuori Colucci e dentro Armellino. L’Ascoli è evidentemente nervoso nonostante Silva inviti i suoi alla calma. La Reggina non si chiude e gioca. Con Dionigi non sarebbe successo grazie all’ordine di “tutti dietro”. Al 77° la Reggina raddoppia. Il gol è un capolavoro di Di Michele. Riceve palla spalle alla porta, si gira, cerca un compagno, decide di fare tutto da solo, prova il dribbling a rientrare e, poco dentro l’area, calcia a giro di destro. Il pallone è imprendibile per Maurantonio e s’insacca alla sua sinistra (foto 3). Che gol! All’84° doppio cambio: per la Reggina esce Comi ed entra Gerardi e per l’Ascoli esce Ricci ed entra Conocchioli. 5 al termine più recupero. Reggini vicinissima al ritorno alla vittoria. Un merito, il primo che salta all’occhio? Non essersi chiusa dopo il vantaggio. Il secondo? Aver sofferto per larga parte ma aver dimostrato di esserci sempre. Il terzo? Nessuna scelta cervellotica da parte del mister (certamente più esperto e saggio). Il quarto? Un Di Michele straordinario. All’88° la Reggina triplica. Rizzato conquista fortuitamente palla sulla sinistra, palla a Di Michele in area. Dribbling, contro-dribbling e palla sul sinistro da cui parte un bolide che s’insacca sotto l’incrocio sul lato opposto (foto 5). Tripletta di Di Michele e gara chiusa! Ecco, questa è la nostra Reggina! Non ce ne frega nulla chi l’alleni, chi sia il presidente o chi simuli di essere il responsabile dell’area tecnica: la nostra Reggina è cuore, tenacia, determinazione, passione, grinta, agonismo, sudore. Al 91° esce il man of the match Di Michele ed entra Sarno. La partita finisce qui! La Reggina stravince ad Ascoli e da qui ricomincia la lotta per il sest’ultimo posto. Questa Reggina è la nostra Reggina! Ad maiora! P.S.: Dionigi, riguardi la partita di stasera e prenda appunti (le serviranno nel corso della sua futura carriera di allenatore). (Foto fonte www.sky.it).                    

 

 

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