Calcio, serie bwin, XXXII^ giornata: Ascoli-Reggina 0-3

Ascoli-Reggina: 0-3. Ascoli (3-5-2): Maurantonio; Ricci (dall’84° Conocchioli), Peccarisi, Faisca; Scalise (dal 75° Morosini), Loviso, Di Donato (c), Legittimo (dal 62° Soncin), Pasqualini; Zaza, Fecsezin. In panchina: De Bellis, Prestia, Montalto, Capece. All.: Silva. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli; Antonazzo, Hetemaj, Colucci (dal 75° Armellino), Barillà, Rizzato (c); Di Michele (dal 91° Sarno), Comi (dall’84° Gerardi). In panchina: Facchin, Di Bari, Bombagi, D’Alessandro. All.: Pillon. Arbitro: Palazzino di Ciampino. Assistenti: Colella e Rafaelli. Quarto uomo: Verdenelli. Marcatore: Di Michele al 58°, al 77° ed all’88°. Ammoniti: Legittimo al 40° e Ricci al 57°. Corner: 2-4. Recupero: 0’ (p.t.) e 2’ (s.t.).

 

Note. “FINALMENTE!” Iniziammo così il nostro commento pre-partita prima di Livorno-Reggina. Se, allora, ci riferimmo all’inserimento di Sarno in squadra, adesso la nostra esclamazione è riferibile esclusivamente all’esonero di Dionigi. Un esonero giusto, più volte vicino durante la stagione e, da noi, vivamente sollecitato il 2 marzo dopo Novara-Reggina (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6111:calcio-serie-bwin-xxix-giornata-novara-reggina-1-1&catid=7:lo-sport&Itemid=13), sette giorni dopo al termine di Livorno-Reggina (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=6172:calcio-serie-bwin-xxx-giornata-livorno-reggina-3-3&catid=7:lo-sport&Itemid=13) e finanche l’8 febbraio – un mese prima, quindi – all’interno di un Editoriale in cui, tra le righe, c’era anche la parola “esonero” (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=5923:caro-dionigi-mi-fregio-dellonore-di-renderla-edotta-che&catid=1:editoriale&Itemid=7 -). Dionigi paga colpe non esclusivamente sue: da sempre diciamo che, ormai, la Reggina è un’azienda che nemmeno ricorda quella dei fasti di qualche anno fa. Il presidente-direttore-allenatore continua a sbagliare (coscientemente) al grido “se-teni-teni” e continua ad ammetterlo senza, però, fare tesoro degli errori commessi ripetuta temente tant’è che in noi si accresce l’idea che, tutto sommato, non gliene importi un granché. Oltre ad altro, a molto altro, è quindi anche recidivo. Finché la fortuna con la C maiuscola l’aiuta, bene. In sostanza, l’unico suo obiettivo (dopo quello di produrre denaro a proprio beneficio, s’intende) è quello di trovare (non si sa come) 4/5 squadre più scarse. L’agonia, lenta e costante da anni a questa parte, che Foti tiene così tanto a “regalare” ai tifosi reggini, ha stancato. Ha stancato essa ma, ancor più seriamente, ha stancato lui. Il “Granillo”, ribadiamo la nostra consapevolezza, è vuoto per esclusivo “merito” suo! La gente non lo tollera: non tollera più la sua arroganza, la sua presunzione, i suoi errori ciclici, il suo essere implicato in (quasi) ogni vicenda giudiziaria che colpisce il calcio. Non ce la fa più, il tifoso reggino. E’ stanco e, castrandosi, segue la sua amata Reggina da casa ben distante dal rischio di imbattersi nel presidente pro-tempore. La Lega Pro è dietro l’angolo, poco ci manca che si festeggi il centenario in terza serie. Il centenario? Sì, dell’A.S. Reggina 1914 e non della Reggina Calcio S.p.A. 1986 che, giustamente, 2 anni fa festeggiò il venticinquennale e che, a gennaio prossimo, il suo ufficio marketing vorrebbe sfruttare per produrre altra grana. Come dire: nel 2011 ricorrenza del 25mo e nel 2014 eccoci catapultati al 100mo (per Foti ogni anno successivo ai primi 25 ne vale altri 25 cadauno). E certo, Foti con i numeri ci sa fare: con quelli preceduti dal simbolo € e non, purtroppo, con quelli relativi ai punti in classifica. Così è! Detto questo stasera ad Ascoli esordisce in panca Bepi Pillon. Già sulla panchina amaranto nell’anno della retrocessione dalla A alla B del 2009 (4 partite, 3 sconfitte ed un pareggio), allora fu defenestrato dall’allora DS Martino più che per demeriti per raggiungere il fine di far accomodare un ben più accomodante (e, soprattutto, amico) Nevio Orlandi (non è un caso che, oggi, entrambi, abbiano ricomposto l’accoppiata a Barletta in una piazza che sembra essere destinata alla certa retrocessione in Lega Pro 2). Anzi, per completezza d’informazione, si è ricostituito una terna: Martino-Orlandi-Mondilla (con il primo e l’ultimo dei tre ancora sotto contratto con la Reggina fino al nuovo incarico). Tempi che furono. Pazienza! Il passato è storia, la ricordiamo ma non c’interessa più di tanto. E’ il presente ciò che conta e, oggi, non è affatto roseo. E’ questo che ci preoccupa. Grazie a Foti, s’intende. Dionigi paga dazio ma non è l’unico colpevole (paga, per esempio, scelte cervellotiche: Facchin in campo contro il Cesena, reo di due papere in occasione di entrambi i gol romagnoli, per esempio, perché?; paga, per esempio, il piegarsi ad un modulo non suo; paga, per esempio, il blaterare su una sua presunta autonomia nelle scelte; paga, per esempio, una gran quantità di confusione provata e gravemente manifestata). E unico non lo è nemmeno lo stesso Foti, a dire il vero. Quest’ultimo lo è al pari del responsabile dell’area tecnica, quel Simone Giacchetta che, onestamente, non ci sembra abbia prodotto risultati ma solo distrazioni o malumori (difficile che il sottoscritto concordi con il collega Paolo Ficara – ricordo, però, che ad inizio campionato concordavamo sulla bontà di Dionigi in panca e sul relativo gioco espresso dalla squadra – ma sposo in toto quanto da lui riportato su “Il Dispaccio” ed il cui link qui riporto con piacere per agevolare chiunque lo voglia nella lettura http://www.ildispaccio.it/calcio/84-quadrante-amaranto/18586-reggina-atto-umilta-rivolgersi-a-pillon-giacchetta-ecco-il-conto). A tal proposito, ci permettiamo di auspicare fortemente il suo cambio di casacca a decorrere dall’1 luglio prossimo. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 1° minuto l’Ascoli si rende pericoloso con… Adejo che devia in corner un cross da destra sfiorando l’autogol. Sull’angolo è ancora… Antonazzo ad impensierire Baiocco che salva in tuffo. L’Ascoli si conferma osso duro e pare abbia già preso in mano le redini del gioco. Reggina imbarazzata e finanche imbarazzante (come al solito). La gara scivola via sui binari dell’equilibrio con i padroni di case sempre costantemente con il pallone tra i piedi e la Reggina impegnata più ad interdire che a proporsi. E’ ovvio che, a 10 giornate dalla fine, con una classifica pericolosissima, adesso, comincia a farsi sentire la paura del fallimento di un’intera annata. Al 27° primo guizzo amaranto. E’ Comi, dalla distanza, ad impensierire Maurantonio con un tiro teso che il portiere bianconero alza sulla traversa. Al 30° i padroni di casa reclamano per un presunto fallo da rigore, Palazzino sorvola e lascia proseguire. Al 33° ci prova ancora la Reggina con una punizione di Barillà respinta dalla barriera. Al 34° a provarci stavolta è l’ungherese Fecsezin, Baiocco para. L’Ascoli è assai intraprendente nella fase centrale del primo tempo. La Reggina annaspa ma sembra resistere. La partita è tutt’altro che bella con le squadre che si annullano a vicenda e che, quindi, di fatto, non giocano. La scarsa e scarna cronaca sin qui raccontata ne è l’emblema. Secondo tempo. Al 47° il primo tentativo della ripresa è del temuto Zaza ma il pallone non trova lo specchio della porta. Al 48° azione concitata in area marchigiana con Comi che chiede il rigore per una presunta trattenuta che Palazzino non vede e che, quindi, non sanziona. Al 48° ancora Reggina. E’ Comi, di testa, ad indirizzare a rete un cross dalla destra. Maurantonio si tuffa alla sua destra e para. Al 50° azione travolgente di Di Michele che parte dalla propria trequarti, arriva al limite dell’area avversaria ma, invece che tirare nonostante avesse tempo e spazio, chiede troppo a se stesso e viene inesorabilmente stoppato. Al 55° azione gol per l’Ascoli. Corner da sinistra e Peccarisi (ex della gara assieme a Pillon), di testa, manda alto. L’Ascoli cerca maggiormente il vantaggio, la Reggina è in affanno. Al 58° la Reggina passa in vantaggio. Ricci commette fallo su Di Michele e viene ammonito. La punizione è affidata allo stesso Di Michele che calcia a giro. La palla colpisce sulla testa Zaza e spiazza Maurantonio per il gol del vantaggio (foto 1). Immeritatamente la Reggina si ritrova avanti nel punteggio ma va benissimo così. Al 62° primo cambio per Silva: esce Legittimo ed entra Soncin. Al 63° l’Ascoli va vicino al pareggio. Cross da sinistra con palla che termina nei pressi di Zaza. Girata al volo di sinistro e palla sul fondo (non di molto). La gara, ovviamente, si ravviva con i padroni di casa protesi in avanti alla ricerca del pareggio. La Reggina resiste difendendo quello che, al momento, è un risultato importantissimo per il suo futuro. Da segnalare, finalmente, che, dopo 31 gare, in occasione dei corner a favore non ci sono più 2 amaranto sulla palla (uno dei due assolutamente inutile, altra prerogativa inconcepibile di Dionigi) ma, molto più ragionevolmente, uno solo deputato alla battuta. Al 73° azione pericolosa ascolana. Soncin riceve palla al limite, tergiversa e non calcia quando può con palla, poi, messa in fallo laterale da un difensore amaranto. La Reggina sembra tenere. Il merito di Pillon? Forse nessuno vista la scarsa conoscenza della squadra ed il poco tempo a disposizione. Al 75° secondo cambio ascolano: fuori Scalise e dentro Morosini. Stesso minuto e cambio anche per gli amaranto: fuori Colucci e dentro Armellino. L’Ascoli è evidentemente nervoso nonostante Silva inviti i suoi alla calma. La Reggina non si chiude e gioca. Con Dionigi non sarebbe successo grazie all’ordine di “tutti dietro”. Al 77° la Reggina raddoppia. Il gol è un capolavoro di Di Michele. Riceve palla spalle alla porta, si gira, cerca un compagno, decide di fare tutto da solo, prova il dribbling a rientrare e, poco dentro l’area, calcia a giro di destro. Il pallone è imprendibile per Maurantonio e s’insacca alla sua sinistra (foto 3). Che gol! All’84° doppio cambio: per la Reggina esce Comi ed entra Gerardi e per l’Ascoli esce Ricci ed entra Conocchioli. 5 al termine più recupero. Reggini vicinissima al ritorno alla vittoria. Un merito, il primo che salta all’occhio? Non essersi chiusa dopo il vantaggio. Il secondo? Aver sofferto per larga parte ma aver dimostrato di esserci sempre. Il terzo? Nessuna scelta cervellotica da parte del mister (certamente più esperto e saggio). Il quarto? Un Di Michele straordinario. All’88° la Reggina triplica. Rizzato conquista fortuitamente palla sulla sinistra, palla a Di Michele in area. Dribbling, contro-dribbling e palla sul sinistro da cui parte un bolide che s’insacca sotto l’incrocio sul lato opposto (foto 5). Tripletta di Di Michele e gara chiusa! Ecco, questa è la nostra Reggina! Non ce ne frega nulla chi l’alleni, chi sia il presidente o chi simuli di essere il responsabile dell’area tecnica: la nostra Reggina è cuore, tenacia, determinazione, passione, grinta, agonismo, sudore. Al 91° esce il man of the match Di Michele ed entra Sarno. La partita finisce qui! La Reggina stravince ad Ascoli e da qui ricomincia la lotta per il sest’ultimo posto. Questa Reggina è la nostra Reggina! Ad maiora! P.S.: Dionigi, riguardi la partita di stasera e prenda appunti (le serviranno nel corso della sua futura carriera di allenatore). (Foto fonte www.sky.it).                    

 

 

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Author: Maurizio Gangemi