Reggio Calabria: sgominata banda che commetteva rapine ai danni di anziani

Nella notte tra lunedì e martedì i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di rapina, sequestro di persona, lesioni e associazione per delinquere finalizzata alle rapine Palmisano Domenico, di anni 38, reggino, con precedenti per rapina, la sua convivente Lauro Carmela, reggina, di anni 45, e Sorace Vincenzo, di anni 25, originario di Cinquefrondi. Negli ultimi mesi si sono registrati in città diversi casi di rapine commesse in abitazioni di anziani in cui i rapinatori, una donna ed un uomo a volto scoperto, agivano intrufolandosi in casa con un pretesto, malmenando e imbavagliando i poveri anziani per poi sottrarre loro preziosi e contanti presenti in casa. Gli episodi, almeno otto registrati con modalità analoghe, hanno suscitato notevole allarme sociale, poiché in tutti i casi i soggetti agivano con inaudita ferocia aggredendo con violenza le loro vittime, e sottraendo loro ogni valore presente in casa, con bottini in alcuni casi che superavano anche i centomila euro di valore.

Partendo proprio da uno di questi episodi si sono trovati i primi elementi utili a all’identificazione degli autori. In particolare l’attività di indagine si è sviluppata a seguito di una rapina avvenuta recentemente ai danni di due anziani: i rapinatori, una donna e due uomini a volto scoperto, si erano introdotti nella casa dell’anziana coppia, marito e moglie, picchiandoli selvaggiamente e immobilizzandoli: l’uomo, ultraottantenne porta a tutt’oggi ancora i segni e le ferite del pestaggio, una ferita alla testa ed una lesione ai tendini della mano. Nonostante l’età le vittime hanno fornito una lucidissima ricostruzione dei fatti e dato una utile descrizione degli autori. Un particolare prezioso è stato altresì fornito da un passante che ha segnalato la presenza negli orari e presso il palazzo ove si è svolta la rapina, di un’autovettura che è transitata più volte attirando la sua attenzione, mezzo di cui veniva fornita la targa parziale. La stessa autovettura era stata ripresa dai filmati delle vicine telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Sviluppando l’intestatario dell’autovettura ed il suo circuito relazionale, è stato ristretto il campo dei soggetti di possibile interesse. Nella notte tra lunedì e martedì sono pertanto scattate diverse perquisizioni domiciliari presso le abitazioni riconducibili ai soggetti individuati, alcuni dei quali risultavano già gravati da precedenti per rapina. In uno di questi controlli viene fatto il ritrovamento che fornisce una svolta decisiva all’indagine: in località Archi, nello scantinato chiuso a chiave e nella disponibilità del Palmisano, (lo stesso convive con la Lauro Carmela e con il Sorace, loro ospite) sono stati rinvenuti numerosissimi monili in oro, argento e bigiotteria, decine di orologi, tre pistole a salve prive di tappo rosso e con l’occlusione della canna perforata (al fine di renderla più simile ad arma vera), passamontagna e arnesi da scasso. In questo materiale, già nella notte, si è stati in grado di accertare la presenza di refurtiva proveniente dalla rapina per cui si procedeva, oggetti riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due vittime. Al momento si può anche riferire che due vittime hanno riconosciuto senza ombra di dubbio i tre come coloro che hanno commesso la rapina. Uno degli arrestati, il Sorace, ha fornito indicazioni utili alla ricostruzione di alcuni episodi delittuosi fornendo anche indicazioni oggettivamente riscontrate dai dati in possesso circa le rapine da lui commesse assieme ai due complici. Il modus operandi era quello già registrato in numerosi casi: le vittime venivano scelte poiché anziane e indifese; il colpo veniva portato a segno spesso anche in pieno giorno; la scusa per fare ingresso nel portone e nell’abitazione delle vittime era fingere al citofono di dover consegnare della posta o dei volantini; una volta che la malcapitata vittima apriva la porta veniva investita da una violenza inaudita al fine di non permettere alcun tipo di reazione. A quel punto iniziava l’incubo: le vittime venivano imbavagliate e, se accennavano alcuna reazione, ancora pestate; venivano prelevati contanti e preziosi e i rapinatori si dileguavano lasciando le loro vittime ancora immobilizzate e imbavagliate con evidente rischio per queste povere persone anziane. Al momento si è pertanto partiti dall’accertamento della citata rapina, ma si sono già delineati evidenti elementi di responsabilità in ordine ad altre due rapine commesse nel mese di maggio con le stesse modalità (una avvenuta a maggio con il sequestro della badante in pieno giorno ed in centro su una traversa di Corso Matteotti) e sono delineati peraltro gli elementi di una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, in cui organizzazione, struttura e suddivisione dei compiti erano ben precisi e dettagliati. Sono peraltro stati attivati immediati approfondimenti su tutte le rapine analoghe commesse negli ultimi mesi al fine di riscontrare ulteriori elementi di responsabilità, elementi che si è sicuri non tarderanno ad arrivare anche su altri episodi. In particolare in un caso si è registrato che un anziano, mortificato dalla vergogna di aver subito una tale aggressione in casa, abbia denunciato il fatto solo dopo due giorni, circostanza che fa nascere il sospetto che, oltre ai casi noti già numerosi, sussistano anche episodi non denunciati dalle vittime, motivo per il quale tali persone sono invitate e incoraggiate a recarsi presso il nostro Comando e denunciare i reati subiti. Gli arrestati sono al momento ristretti presso la Casa circondariale di Reggio Calabria ad eccezione della donna che resta sottoposta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini proseguono sotto la direzione del Proc. Agg. Dott. Ottavio Sferlazza e del Sost. Proc. Dott. Riccioni. Il risultato è stato conseguito anche grazie ad un importantissimo rapporto di fiducia che si è stabilito con le vittime delle rapine, le quali hanno dovuto vincere un terrore che le immobilizzava, hanno iniziato ad avere fiducia e hanno creduto nel rapporto con i carabinieri, al punto che quando di notte si è svolta l’operazione, questi anziani non hanno esitato a raggiungerci in caserma nottetempo per riconoscere gli oggetti rinvenuti. In questo senso un contributo fondamentale è stato dato dal personale femminile che con grande sensibilità ha seguito e accompagnato le vittime dei reati dalla prima denuncia fino al momento attuale. Ed è un rapporto che necessariamente continua, poiché le vittime vivono tuttora una condizione psicologica difficile per il trauma subito  e la vicinanza del nostro personale, la rassicurazione dei risultati della giustizia  possono aiutarli a  ritrovare una condizione di normalità.

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Rosarno (RC): i Carabinieri eseguono 12 ordinanze di custodia cautelare, nel mirino la comunità Rom

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al furto, favoreggiamento personale, porto e detenzione di armi e spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa trae origine da un’autonoma attività info-investigativa della Compagnia di Gioia Tauro, in relazione alle tensioni sorte tra il clan “Bellocco” e la comunità Rom di Rosarno, per contrastanti interessi criminali, culminate nel duplice omicidio di due giovanissimi Rom avvenuto il 15 luglio 2009. L’intensa attività investigativa ha consentito di accertare numerosi eventi criminosi perpetrati dagli indagati e da altri complici in corso di identificazione, nella piana di Gioia Tauro, nella provincia di Reggio Calabria ed in altre località della Calabria.

Secondo quanto e' emerso dalle indagini, protrattesi per oltre un anno con il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, gli indagati, tutti appartenenti alla comunità ROM di Gioia Tauro, si sarebbero resi responsabili di numerosi furti di automobili, mezzi d’opera ed automezzi pesanti che senza il tempestivo intervento dei Carabinieri, sarebbero stati restituiti ai proprietari dietro pagamento di un riscatto – l'estorsione con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno” – oppure avviati al circuito della ricettazione o del riciclaggio presso compiacenti meccanici e carrozzieri della piana di Gioia Tauro. Alcuni degli indagati sono inoltre accusati di aver gestito un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, specie di cocaina. Nel corso delle indagini sono stati anche sequestrati due fucili da caccia cal. 12, uno dei quali con canne mozze, rubati nel 2002 in provincia di Reggio Calabria. Delle 12 persone indagate 7 sono state arrestate 5 sono attivamente ricercate. Gli arrestati: Amato Alessandro, nato a Gioia Tauro (rc) il 23.01.1984, ivi residente, nulla facente, incensurato; Amato Cosimo, nato a Reggio Calabria il 13.08.1961, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, pregiudicato; Bevilacqua Enzo, nato a Taurianova (RC) il 15.08.1974, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, pregiudicato; Amato Armando, nato a Vibo Valentia il 15.02.1951, residente in Gioia Tauro (rc), nullafacente, pregiudicato; Tibullo Giuseppe, nato a Polistena (RC) il 09.09.1974, ivi residente, incensurato, meccanico; Bevilacqua Lucia, nata a Taurianova (RC) il 22.01.1954, residente in Gioia Tauro (RC), nullafacente, incensurata; Catalano Pietro, nato a Cinquefrondi (RC) il 15.05.1982, residente in Gioia Tauro (RC), incensurato, carrozziere (nella foto).

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“Giornalisti Calabria”, il quotidiano del Sindacato: a tenerlo a battesimo, venerdì 11 nella sede dell’Associazione, il Segretario Generale della Fnsi, Franco Siddi

Giornalisti Calabria”: questo il nome del quotidiano d’informazione on line edito dal Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che verrà presentato venerdì prossimo, 11 giugno, alle 16.30, nella sede di via Biagio Camagna 28, a Reggio Calabria. A tenere a battesimo la testata, che, sotto la direzione di Carlo Parisi (nella foto), Segretario del Sindacato regionale, rappresenterà un punto di riferimento per tutti i giornalisti calabresi, sarà Franco Siddi, Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa. Una presenza, quella del numero uno della Fnsi, per nulla casuale. Accanto all’iniziativa editoriale, la prima realizzata in Calabria da un organismo di categoria dei giornalisti, il Sindacato dei Giornalisti guidato da Carlo Parisi, che è anche componente della Giunta Esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa, ha dell’altro da festeggiare: nel 2010 l’Assostampa della Calabria è risultata la prima, tra le Associazioni di Stampa italiane, per incremento annuale di iscritti, sia in termini numerici che percentuali.

Dati, più che confortanti, che verranno debitamente illustrati dai vertici, nazionale e regionale, della Fnsi, in occasione del debutto di “Giornalisti Calabria”. “L’obiettivo è quello di garantire a tutti i giornalisti calabresi – fa notare Carlo Parisi – la possibilità di confrontarsi quotidianamente con i servizi, le questioni, i temi attinenti il mondo dell’informazione, gli organismi di categoria, le opportunità professionali, i problemi di chi fa, ogni giorno, il nostro mestiere. E, per bene informare, occorre innanzitutto essere informati”. L’incontro di venerdì prossimo sarà, inoltre, l’occasione per fare il punto sui gravissimi giri di vite imposti alla stampa dal ddl sulle intercettazioni: “Se verrà approvato – stigmatizza Parisi – sancirà la legalizzazione dell’omertà e la fine della libertà di stampa, messa già a dura a prova, vanificando tutti gli sforzi e i risultati raggiunti sinora a tutela dei giornalisti e del giornalismo nel nostro Paese”. E’ in quest’ottica che gli stessi Siddi e Parisi incontrarono, due mesi fa, il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, dopo l’ennesimo episodio di intimidazione ai danni di un cronista.

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196° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri: l’elenco delle principali operazioni effettuate dall’1 giugno 2009 al 31 maggio 2010

01.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 11 soggetti indagati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione di clandestine di nazionalità indiana. Venivano inoltre deferiti in stato di libertà altre nove persone. 10.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 soggetti responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei delitti di usura, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti (OPERAZIONE “BURN”). 11.06.2009 esecuzione di ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 soggetti indagati per associazione per delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della permanenza irregolare sul territorio dello stato di cittadini stranieri al fine di trarne profitto. 11.06.2009 arresto del latitante Molè Girolamo, indagato per il delitto di associazione di tipo mafioso ed armata finalizzata all’infiltrazione all’interno delle attività economico -produttive nell’ambito del porto di Gioia Tauro.

12.06.2009 arresto di Pelle Antonio, latitante inserito nell’elenco dei 30 latitanti massima pericolosità, colpito da ordine di carcerazione per il delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed associazione per delinquere di tipo mafioso. 14.06.2009 proposta di sequestro di beni, a carico di appartenenti al sodalizio mafioso “Piromalli”, per un valore complessivo di € 55.000,00. 20.06.2009 arresto del latitante Napoli Gaetano, ritenuto affiliato alla cosca di ‘ndrangheta “Cua-Callipari”, legato, per vincoli parentali, a quella dei “Barbaro-Marando”, nonché ritenuto referente di quella degli “Ursini” per la città di Torino. Il predetto era destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 12.02.2002 nell’ambito dell’operazione denominata “Sant’Ambrogio”, a carico di 89 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione ed altro. 08.07.2009 esecuzione ordinanza custodia cautelare a carico di 17 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al furto, estorsione e ricettazione nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito e spaccio di sostanze stupefacenti (OPERAZIONE “RESET 2006”). 21.08.2009 arresto di Racco Gianluca, latitante inserito nell’elenco dei 100 latitanti massima pericolosità, , affiliato alla cosca “Commisso” di Siderno, condannato per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, e violazione legge armi. 12.09.2009 arresto del latitante della ‘ndrangheta Barbaro Carmelo, inserito nell’elenco del Ministero Interno dei 30 latitanti più pericolosi, esponente di spicco della cosca De Stefano-Tegano egemone nella città. Venivano altresì arrestate 4 persone per il reato di procurata inosservanza di pena. 16.09.2009 esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e di 2 decreti di fermo del P.M., nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti promotori, organizzatori o comunque partecipi della cosca di ‘ndrangheta “Cordì’” di Locri e come tali a vario titolo indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui usura, estorsioni, rapine, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi ed altro. Contestualmente veniva eseguito il sequestro preventivo di una agenzia di mediazione immobiliare e di un esercizio commerciale (OPERAZIONE “SHARKS”). 08.10.2009 esecuzione ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone, nonché denuncia in stato di libertà di altre 11 persone, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di falso e truffa. Il Volume d’affari stimato in € 350.000,00 per il periodo di tempo oggetto di indagine (OPERAZIONE “BOLLETTOPOLI”). 22.10.2009 perquisizione di nr. 28 containers carichi di banane, provenienti dall’Ecuador e sbarcati dalla moto nave “Maersk Miami”, con rinvenimento e sequestro di 66 involucri contenenti complessivamente kg. 75 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina. 03.11.2009 esecuzione di decreto di sequestro anticipato dei beni, nella disponibilità di Crea Domenico e dei familiari conviventi. L’attività investigativa, che origina dall’omicidio dell’on. Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale, ha consentito di evidenziare l’operatività di un’associazione di tipo mafioso finalizzata al controllo elettorale (con riferimento alle elezioni regionali della Calabria del maggio 2005) ed alla gestione amministrativa del comparto della sanità pubblica e privata. L’ammontare del sequestro preventivo beni è di 5 milioni di euro. 18.11.2009 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 44 containers carichi di ananas e banane, provenienti dall’Ecuador e rinvenimento di nr. 26 involucri di forma rettangolare contenenti complessivamente kg. 28 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati all’interno del vano motore di 4 dei 44 containers perquisiti. L’operazione scaturisce dalle risultanze dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “SOLARE”. 24.11.2009 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 44 containers carichi di ananas e banane, provenienti dall’Ecuador e rinvenimento di nr. 28 involucri di forma rettangolare contenenti complessivamente kg. 32 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati all’interno del vano motore di 1 dei 44 containers perquisiti. L’operazione scaturisce dalle risultanze dell’attività investigativa convenzionalmente denominata “SOLARE”. 30.11.2009 esecuzione di decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti del nucleo familiare di Sarica Gianpaolo, in atto detenuto per traffico sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione c.d. “Zappa”. Il valore dei beni ammonta a € 250.000,00 circa. 16.12.2009 esecuzione di 12 provvedimenti applicativi della misura di prevenzione patrimoniale con i quali sono stati sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili di varia natura (abitazioni, terreni, patrimoni aziendali, attività commerciali, polizze assicurative, autovetture, conti correnti/depositi bancari) riconducibili a persone organiche e/o contigue alle consorterie mafiose“Pelle-Vottario” e “Nirta-Strangio”. Il valore complessivo ammonta a 200 milioni di euro circa (OPERAZIONE “FEHIDA 2”). 22.12.2009 esecuzione di provvedimento di custodia nei confronti di 27 persone, indagate a vario titolo per reati di associazione di tipo mafioso (416 bis c.p.), associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio (416 c.p.), contrabbando, ricettazione, contraffazione, falsità in atto pubblico e sottofatturazione. Medesimo contesto sono stati eseguiti sequestri preventivi finalizzati confisca per un valore complessivo di 50 milioni di euro. (OPERAZIONE “MAESTRO”). 13.01.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 27 persone indagate, a vario titolo, per reati di associazione di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni, alla illecita concorrenza mediante violenza o minaccia, traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi ed altro. L’attività investigativa consentiva di delineare gli ambiti operativi delle cosche “Pangallo-Maesano-Favasuli” e “Zavettieri” (OPERAZIONE “NUOVO POTERE”). 13.02.2010 arresto di Trimboli Saverio, inteso “u savetta”, latitante per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, inserito nell’elenco del Ministero dell’Interno dei 100 latitanti più pericolosi, ritenuto capo indiscusso dell’omonima cosca, operante in Platì, con ramificazioni in Piemonte e Lombardia. 15.02.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 persone, a vario titolo, ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla rapina ad autotrasportatori ed operatori commerciali, al furto, alla ricettazione, alla illegale detenzione ed al porto abusivo di armi comuni da sparo e di armi da guerra, nonché alla illegale detenzione di sostanze stupefacenti. Nei confronti di ulteriori 2 persone veniva applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Rosarno (OPERAZIONE “GUN MAN”). 22.02.2010 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di un container carico di listelli in legno, proveniente dal Paraguay e diretto a Venezia, e rinvenimento di nr. 1.547 involucri di cellophane dalla forma rettangolare, contenenti complessivamente kg. 100 circa di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati in intercapedini ricavate all’interno dei listelli di legno. 18.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso cosca “Ursino” di Gioiosa Jonica (RC), finalizzata alle estorsioni, danneggiamenti, all’acquisizione diretta ed indiretta di attività economiche, al traffico di droga ed altro. Nel medesimo contesto venivano altresì eseguiti 7 decreti di perquisizioni locali, con contestuale avviso di garanzia, nei confronti di altrettanti soggetti anch’essi, a vario titolo, ritenuti affilati e contigui alla predetta associazione mafiosa (OPERAZIONE “MISTERO”). 19.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 13 persone ritenute responsabili, a vario titolo, del delitto di detenzione e spaccio continuato di stupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, e detenzione illegale di armi e munizioni (OPERAZIONE “SESSE’”). 23.03.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare a carico di 10 persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, in varie zone della provincia di Reggio Calabria, Cosenza e Messina (OPERAZIONE “RETE”). 08.04.2010 in Gioia Tauro (RC), interno area portuale, perquisizione di nr. 21 containers carichi di frutta esotica, provenienti dall’Ecuador, e rinvenimento di nr. 29 involucri dalla forma rettangolare, contenenti complessivamente kg. 30,145 di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati tra il carico di un container. 15.04.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 14 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento ed altro. L’indagine consentiva di delineare gli ambiti operativi della cosca “Rodà-Casile” attiva in Condofuri. Contestualmente, il Commissariato Polstato di Condofuri eseguiva ulteriori 12 misure cautelari disposte con la medesima ordinanza (OPERAZIONE “PAROLA D’ONORE”). 22.04.2010 esecuzione provvedimenti di fermo di indiziato di delitto a carico di 9 persone indagate per associazione di tipo mafioso, estorsione ed intestazione fittizia di beni. L’attività investigativa consentiva di fare luce sui ruoli di vertice assunti dagli indagati nella gestione delle cosche della fascia ionica “Pelle” di San Luca, “Morabito” di Africo, “Ficara-Latella” di Reggio Calabria e nella designazione dei reggenti di alcuni “locali” della ‘ndrangheta, evidenziandone le attuali strategie e confermandone l’evoluzione sotto il profilo organizzativo, con gerarchie interne, aree di competenza e cariche sovraordinate alla tradizionale struttura orizzontale (OPERAZIONE “REALE”). 28.04.2010 esecuzione, congiunta con la Polizia di Stato, di 40 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti di affiliati alla cosca “Pesce”, operante in Rosarno (RC), indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, violazioni legge sulle armi e sulle munizioni, rapina, estorsione, intestazione fittizia di beni, riciclaggio ed impiego di denaro beni e proprietà di provenienza illecita. Nel medesimo contesto, personale del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Reggio Calabria eseguiva un decreto di sequestro preventivo per un valore di circa 10 milioni di euro per società, beni aziendali e beni mobili riconducibili ad alcuni degli indagati. L’investigazione definiva i ruoli degli affiliati e le dinamiche all’interno della cosca, delineandone i compiti e l’operatività, accertando il reimpiego dei proventi delle attività illecite e attestando le cointeressenze economiche e i rapporti con le altre cosche operanti sul medesimo territorio (OPERAZIONE “ALL INSIDE”). 03.05.2010 esecuzione provvedimento custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 soggetti, a vario titolo ed in concorso, responsabili dei reati di estorsione consumata o tentata e danneggiamento, aggravati poiché commessi avvalendosi delle condizioni di cui ad art. 416 bis cp (OPERAZIONE “LAROSA”). 07.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 soggetti affiliati, contigui e fiancheggiatori della cosca di ‘ndrangheta dei “RUGA”, attiva nei comuni della Vallata della Fiumara Stilaro, con ramificazioni nel centro e nord Italia, considerati responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di sostanze psicotrope. Le indagini consentivano di acclarare l’esistenza di uno stabile sodalizio criminale, avente base operativa in Monasterace (RC), che si procacciava e spacciava stupefacenti, del tipo cocaina e marijuana, nei comuni ubicati nell’alto Jonio reggino e nel basso Jonio catanzarese. Nel corso dell’operazione venivano eseguite 23 perquisizioni domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti affiliati e fiancheggiatori della medesima cosca di ‘ndrangheta (OPERAZIONE “SICUREZZA”). 18.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 persone ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso – cosca “Pelle”, intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Nello stesso contesto, congiuntamente al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, veniva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di due società, del valore di 5 milioni di euro. Le attività costituiscono oggetto di approfondimenti investigativi e di accertamenti esperiti successivamente all’esecuzione dei provvedimenti eseguiti in data 22.04.2010 (OPERAZIONE “REALE 2”). 20.05.2010 esecuzione provvedimento di custodia cautelare nei confronti di 4 persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso, dei reati di detenzione al fine di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish, marijuana, con l’aggravante della recidiva. Il provvedimento scaturisce dalle attività svolte nel corso dell’indagine denominata “Larosa”, eseguita in data 03.05.2010 (OPERAZIONE “LAROSA 2”). I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, nell’ultimo anno, hanno eseguito: 1222 arresti, di cui 587 di propria iniziativa e 635 quale esecuzione di ordini da parte dell’Autorità Giudiziaria. Quale attività preventiva, invece, hanno effettuato: 1463 assistenze dibattimentali utilizzando 3194 militari; 717 servizi di scorta utilizzando 1786 militari; 2566 servizi di vigilanza fissa utilizzando 3238 militari; 1854 servizi di tutela utilizzando 2136 militari; 19938 servizi di pattuglia utilizzando 37921 militari; 56181 perlustrazioni utilizzando 108993 militari; 3088 O. P. utilizzando 6332 uomini ed, infine, hanno prestato la propria attività in ben 1733 operazioni di soccorso. I beni sequestrati/confiscati ammontano ad un valore di € 211.615.000,00 e, nel solo porto di Gioia Tauro, sono stati sequestrati 237 kg di cocaina.

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196° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri

Il 5 giugno, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, è stato celebrato il 196° annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Il 13 luglio 1814 Vittorio Emanuele Istituì, con le Regie Patenti,   << … un Corpo di Militari per buona condotta, e saviezza distinti col nome di Corpo de’ Carabinieri Reali … >>, <<… colle speciali prerogative, attribuzioni ed incombenze analoghe al fine che ci siamo preposti per sempre più contribuire alla maggiore felicità dello Stato, che non può andare disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni … >>, con la duplice funzione di difesa militare dello Stato e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Per celebrare l’annuale il Comando Provinciale di Reggio di Calabria ed il Comando della Scuola Allievi della città hanno organizzato una cerimonia che ha previsto:

deposizione corona d’alloro alla lapide intitolata agli Appuntati Fava e Garofalo; successivamente alla deposizione della corona, all’ingresso della Scuola, schieramento della Guardia con Trombettiere per la resa degli onori alle massime Autorità; schieramento di un Battaglione di formazione, composto da: Fanfara del 12° BTG “Sicilia”; Gruppo Bandiera della Scuola Allievi di Reggio Calabria; 1 Compagnia della Scuola Allievi in G.U.S.; 1 Compagnia della Compagnia Speciale; 1 Compagnia del G.O.C. – Squadrone Eliportato Cacciatori; 1 Compagnia, al comando di un Ufficiale subalterno designato a cura della Scuola Allievi Carabinieri, composta da: 12 Comandanti di Stazione; 6 Carabinieri di Quartiere; 3 Militari del NOE; 3 Militari della S.I.S. del locale R.O.N.INV.; 12 Militari CIO. Durante la cerimonia il Comandante Provinciale Colonnello Angelosanto ha detto che “il moderno contrasto alla criminalità mafiosa si avvale di un modello operativo basato su un efficace strumento, costituito da uomini e mezzi, sulla individuazione di linee d’azione prioritarie e su un attento ed equilibrato coordinamento delle forze. Il modello operativo così concepito, in questa provincia condizionato dall’assetto territoriale fortemente compartimentato definito “MODELLO OPERATIVO REGGIO CALABRIA”, impegna tutte le componenti territoriali e d’eccellenza del dispositivo i Nuclei Investigativi, la Sezione Anticrimine, i Reparti Speciali, tra cui, i Cacciatori di Calabria e le Stazioni Carabinieri, che ricoprono un ruolo fondamentale e di primaria importanza nel controllo del territorio e nella ricerca informativa, funzionali al richiesto contrasto alle articolazioni della ‘ndrangheta e alle sue espressioni.” Alla manifestazione sono intervenute le massime Autorità cittadine, nonché numerosi ospiti. Il Comando Provinciale di Reggio di Calabria – che ha assunto tale denominazione nel 1991 con elevazione al rango di Colonnello, e che trae le proprie origini dal “Comando Carabinieri” che il 21 luglio 1870 venne costituito alle dipendenze della “Legione Carabinieri Reali” di Catanzaro con giurisdizione sulle “Calabrie”, evolvendosi quindi nel 1900 in “Divisione Carabinieri di Reggio di Calabria” ed in Gruppo 35 anni più tardi – consta attualmente del Gruppo Carabinieri di Locri, istituito nell’aprile 2006, 9 Comandi di Compagnia e 92 Comandi di Stazione, e si avvale del supporto di reparti ad elevata specializzazione, quali una Sezione Anticrimine, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, il Nucleo Operativo Ecologico ed il Nucleo Ispettorato del Lavoro, operando sul territorio della provincia con l’apporto di componenti specialistiche con competenza regionale, quali il Gruppo Operativo “CALABRIA”, composto da una Compagnia Speciale e dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori”, nonché dal Nucleo Cinofili e dal Nucleo Elicotteri. La capillare presenza sul territorio e lo sforzo dei reparti speciali hanno consentito al Comando Provinciale il raggiungimento di numerosi successi operativi.

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I Licei “Vinci” e “Volta” sabato 5 e lunedì 7 giugno sorteggiano ugualmente 300 studenti da inviare al Terzo Liceo Scientifico cancellato dalla Provincia! I Genitori scrivono al Presidente della Regione Scopelliti, al Prefetto, ai Sindaci

Il Coordinamento Genitori Vinci Volta (nella foto riunito in assemblea al Ce. Dir.)ha appreso con rammarico dai siti del Liceo “Volta” e del Liceo “Vinci” di Reggio Calabria che, rispettivamente, per sabato 5 e lunedì 7 giugno è stato disposto il sorteggio di 350 studenti delle prime classi da inviare già dal prossimo settembre al fantomatico terzo liceo Scientifico di Reggio Calabria. Da genitori, fino a ieri avevamo  plaudito alle soluzioni condivise tra le forze politiche, istituzionali e le autorità scolastiche che assieme a genitori, sindacati e  studenti che negli ultimi mesi avevano individuato nell’avvio di due nuovi  Istituti Superiori con indirizzo scientifico a Villa e Reggio la soluzione ideale per l’utenza, scongiurando il trasferimento coattivo di studenti. La giustificazione addotta dai due Dirigenti, nonostante sia ormai di dominio pubblico la soppressione del Terzo Liceo a  seguito della delibera del Consiglio Provinciale del 1 giugno anticipata dalla stampa, è che in queste ore avrebbero ricevuto “disposizioni dall’Ufficio Scolastico Regionale”.

Il Coordinamento Genitori, pur comprendendo le ragioni di una burocrazia che  si uniforma esclusivamente ad atti formali, cui si attiene con prussiana obbedienza, osserva che la volontà della Provincia preannunciata dal Presidente già dal 21 maggio, con la  quale si revocava la disponibilità dei locali del Vallauri quale sede del terzo Liceo, da oggi trova positivo riscontro con la pubblicazione della deliberazione n. 51 del 1 giugno 2010 del Consiglio Provinciale, dichiarata “stante l’urgenza  immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134 comma 4 del dlgs 267/2000”, con la quale, l’unico organo competente  all’istituzione o alla soppressione di nuove scuole superiori, dopo una lunga premessa riepilogativa della complicata vicenda che dura ormai da un anno e mezzo, delibera di approvare il verbale della Conferenza dei servizi del 17 maggio 2010 ( a sua volta firmato dagli assessori provinciale e comunale alla PI e dal sindaco di Villa S.Giovanni e  allegato alla delibera come parte integrante) e per l’effetto sopprimere il terzo liceo scientifico in favore della costituzione di due Istituti Superiori con indirizzo scientifico, individuando la sede presso l’Istituto Tecnico commerciale G. Ferraris  di Reggio Calabria e Liceo Classico  di Villa S. Giovanni. La premessa è necessaria, perché se fino a ieri  la mancanza di un atto formale da parte della Provincia poteva dare adito ad interpretazioni , da oggi, con la pubblicazione della deliberazione adottata all’unanimità di maggioranza  ed opposizione dell’Organo sovrano assembleare, l’ipotesi terzo liceo è morta e sepolta,e  qualunque altra interpretazione è illegittima, fuorviante e fonte di gravi danni  oltre che alle famiglie ed ai ragazzi, alla stessa amministrazione scolastica e  a tutta la comunità reggina, scolastica e non. Per concludere, l’Ente competente a istituire la nuova scuola, la Provincia, ha revocato la disponibilità dei locali nonché la stessa istituzione del terzo liceo, come ampiamente riportato dalla stampa locale di ieri e  oggi, e tanto basta per evitare ai genitori ulteriori preoccupazioni e  tensioni circa uno spostamento verso una scuola ormai inesistente, per il futuro dei due nascenti corsi si dovranno attendere i provvedimenti attuativi, nonché le ratifiche degli altri enti preposti, mentre non è in dubbio la precisa volontà della Provincia di sopprimere il terzo liceo, così come originariamente impostato. Tanto premesso, il Coordinamento genitori “Vinci Volta”  ha inviato una diffida ai due Dirigenti dei Licei “Vinci e Volta”, invitandoli  ad annullare, dandone ampio risalto, il minacciato sorteggio dei 300 incolpevoli alunni iscritti alle prime classi del prossimo anno, attualmente  impegnati a  prepararsi a  sostenere l’esame di terza media nelle scuole di provenienza,  ritenendolo superfluo, illegittimo,inutilmente vessatorio e fonte di danni patrimoniali e  non patrimoniali nei confronti di tutte le  famiglie, dei quali essi potranno essere chiamati a rispondere, in quanto responsabili in forza dell’autonomia dirigenziale di cui dispongono. Con la stessa  missiva, il Comitato genitori si è rivolto al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti e all’Assessore Regionale alla Cultura e P.I., Mario Caligiuri, informandoli dell’incresciosa situazione che si è venuta a creare nella città di Reggio Calabria  affinché esercitino le loro  competenze e prerogative  in materia scolastica in favore  dei ragazzi e delle famiglie reggine che hanno avviato da tempo una battaglia in difesa della qualità della scuola anche in Calabria, contro le asettiche  logiche burocratiche e in favore della libertà di scelta educativa, ai  Sindaci di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa e Villa S. Giovanni, Rocco la Valle, che con i loro assessori alla P.I. si sono impegnati al fianco degli studenti e dei genitori, chiedendo loro di assumere tutti i provvedimenti politici ed amministrativi  che riterranno utili per impedire che vengano  vanificati i risultati ottenuti la conferenza dei servizi del 17 maggio della quale sono firmatari. I genitori hanno scritto anche al Prefetto chiedendo di volersi rendere garante della volontà espressa dal Consiglio Provinciale e dal Presidente della Provincia, e  svolgere il ruolo di equilibrio e garanzia del rispetto della legalità e dei diritti delle famiglie e dei ragazzi, e  all’Ufficio Scolastico Regionale  invitandolo a  prendere atto della deliberazione del Consiglio Provinciale nonché della decisione del Presidente della Provincia, dei sindaci di Reggio e  Villa, dei genitori e degli studenti in merito all’abolito terzo liceo, per procedere senza indugio all’attivazione  dei due Istituti Superiori, se ancora possibile, conferendo  allo scopo tutte le competenze, le professionalità  e  le prerogative ministeriali, in sinergia con gli enti locali, i sindacati,  le famiglie e gli studenti, i dirigenti interessati,  per una scuola calabrese di qualità, libera, competitiva e  non coercitiva.

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Reggio Calabria: i Carabinieri arrestano padre e figlio per detenzione illegale di armi clandestine, armi, munizionamento ed esplosivo da guerra

I Carabinieri di Reggio Calabria, mattinata odierna, nell’ ambito di attività di controllo mirata a soggetti ritenuti contigui locale criminalità organizzata, traevano in arresto in flagranza di reato per detenzione illegale di armi clandestine, armi, munizionamento ed esplosivo da guerra: Latella Carmelo (nella foto), nato Melito Porto Salvo il 09 ottobre 1965, residente Reggio Calabria frazione Pellaro, con precedenti per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e Latella Giovanni (nella foto), nato Gallina di Reggio Calabria il 10 febbraio 1922, coniugato, pensionato, padre del citato Carmelo. I militari effettuavano perquisizioni locali, presso il magazzino utilizzato quale deposito attrezzi agricoli in località Bocale di Pellaro, via nazionale 443, in uso e nella disponibilità dei predetti.

A Seguito di approfonditi controlli, occultati nel sottotetto interno della struttura venivano rinvenuti numerosi sacchi in cellophane entro cui erano racchiusi: pistola mitragliatrice automatica 9 mm più serbatoio contenente 26 colpi cal 9×19; caricatore bifilare contenente 16 colpi cal 9×21; un silenziatore della lunghezza di cm 26; una pistola semiautomatica priva di marca con caricatore contenente 15 colpi cal 9×19; pistola marca Tanfoglio cal 9×21 con caricatore contenente 16 colpi; mini revolver a tamburo calibro 32 priva matricola; pistola Beretta cal 22 con caricatore contenente 10 colpi; pistola Beretta cal 22 con matricola abrasa con caricatore contenente 8 colpi; 83 colpi cal 22 gfl; fucile Franchi modello prestigi cal 12 matricola canna abrasa; fucile Stoge cal 12; fucile Franchi cal 12; fucile a canne mozze Bernardelli cal 12, matricola punzonata più due cartucce cal 12 marca fiocchi; fucile doppietta cal 16 modello Cockerill; fucile sovrapposto marca Beretta cal 12 con matricola punzonata; fucile doppietta marca artigianale cal 12 privo di marca e matricola; fucile cal 12 doppietta artigianale con matricola punzonata; 10 formelle di tritolo per peso complessivo gr. 1.915; 11 pezzi di gelatina esplosiva colore rosso, peso complessivo gr. 890; nr. 1 involucro forma cilindrica composto da due artifici artigianali di gr.38 complessivi contenenti polvere pirica; nr. 1 detonatore a miccia lunghezza mm. 46 e diametro mm. 7; nr. 1 spezzone di miccia a lenta combustione lunghezza cm 73; nr. 2 giubbetti antiproiettile di colore blue; 1249 cartucce di diverso calibro e marca per pistola, nonché nr.43 cartucce per fucile (nelle foto). Il materiale è stato posto sottoposto sequestro per successivi esami al RIS di Messina. Il materiale rinvenuto ritenuto collegabile alla cosca “FICARA-LATELLA” operante zona sud di Reggio Calabria.

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Cinquefrondi (RC): continua il contrasto al lavoro nero ed allo sfruttamento dei migranti da parte delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, arrestato un altro imprenditore agricolo e sequestrati i suoi terreni

All’alba di oggi, 03 giugno 2010, i Carabinieri della Stazione di Cinquefrondi e della Compagnia di Taurianova  hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Sorbara Rocco Damiano (nella foto), un cinquantaquattrenne imprenditore agricolo di Cinquefrondi, responsabile di aver commesso molteplici trasgressioni alla normativa in materia di immigrazione. Vittime sono alcuni extracomunitari che, in spregio a qualsiasi norma e, soprattutto, a qualsiasi forma di rispetto per la vita e la dignità umana, venivano alloggiati in condizioni al limite della sopravvivenza ed in totale assenza delle più basilari condizioni igieniche, per poi essere impiegati con orari e ritmi massacranti nei campi. Il tutto per un compenso appena sufficiente a comprare qualcosa da mangiare. Genesi dell’indagine. L’indagine, rapidissima, si è sviluppata nel giro di appena un mese, grazie alla particolare determinazione nel contrasto allo sfruttamento dell’immigrazione adottata da parte della Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Giuseppe Creazzo, e dal Tribunale di Palmi. La vicenda ha avuto origine nei primi giorni dello scorso mese di maggio, allorquando quattro immigrati centrafricani, due del Mali, un ivoriano ed un senegalese, fattisi coraggio, hanno deciso di denunciare i soprusi cui erano sottoposti. In un mattino piovoso, all’alba, si sono quindi determinati a bussare alla porta della caserma dei Carabinieri di Cinquefrondi, dove i militari li hanno accolti e, vedendoli affamati, hanno offerto loro qualcosa da mangiare.

Incoraggiati, gli africani, hanno raccontato la loro storia, a cominciare dal momento in cui, clandestinamente sono giunti in Italia, rischiando di morire annegati su uno dei numerosi “barconi della speranza” partiti dal Nordafrica. Dopo essere passati da Siracusa sono giunti in Calabria, dove qualcuno li ha indirizzati nella zona del Rosarnese, prospettando buone possibilità di lavoro. Giunti a Rosarno, tuttavia, si sono trovati di fronte ai gravi scontri di gennaio e, come molti altri stranieri nelle loro condizioni, hanno deciso di allontanarsi dalla cittadina teatro dela rivolta per cercare lavoro negli aranceti delle altre zone della Piana. A Cinquefrondi è bastato loro camminare per le vie del centro cittadino per essere quasi subito fermati dal “caporale” ed invitati a lavorare per lui. Subito la realtà si è dimostrata ben più difficile del previsto per i quattro immigrati, che venivano costretti a vivere in un tugurio diroccato e che, spesso, non venivano nemmeno pagati. Tuttavia, continuavano a lavorare, sperando che, un giorno sarebebro stati compensati di tutto il lavoro prestato. Sviluppo delle indagini. I militari, una volta verbalizzate le dichiarazioni, ed avuto un quadro completo della vicenda, si sono recati presso l’azienda agricola di proprietà, e gestita,  dell’odierno indagato, effettuando gli opportuni accertamenti per riscontrare la veridicità di quanto denunciato. lamentando di avanzare diverse mensilità dal proprio datore di lavoro. Tutto è risultato ancor più drammatico di quanto riferito dagli extracomunitari. Le condizioni di vita degli immigrati erano insostenibili: l’interno del ricovero ove erano accampati, si presentava in condizioni fatiscenti, al limite dell’umana sopportazione, ed emetteva delle esalazioni nauseabonde. Nei ruderi di abitazione (nelle foto l' "ingresso", la "cucina" e la "camera da letto"), già adibiti a ricovero per animali, Mancava qualunque servizio igienico, non vi erano né acqua corrente, né luce, né riscaldamento. I bisogni fisiologici dovevano essere svolti all’aperto. Sul soffitto, da alcune grandi fessure, pioveva in continuazione acqua piovana che, in questa primavera, non è certo mancata.  Gli africani erano costretti a dormire su delle reti prive di materassi. Secondo i militari, che pur avevano partecipato alle operazioni di Rosarno in gennaio, le condizioni in cui vivevano gli africani erano senza precedenti nella zona. Riscontri ed approfondimenti investigativi. I Carabinieri, con i loro riscontri, hanno dimostrato che Rocco Damiano Sorbara, pregiudicato: aveva favorito la permanenza in Italia degli stranieri clandestini adibiti ad attività lavorativa per la raccolta di agrumi, retribuendoli saltuariamente con la cifra di non più di 20 €, di gran lunga al di sotto dei limiti minimi previsti dalla legge; costringeva gli extracomunitari a vivere in condizioni disumane, portandoli personalmente sul luogo di lavoro, ove svolgevano turni massacranti, era recidivo, per aver commesso in passato reati analoghi; da mesi aveva completamente smesso di pagare gli stranire, lasciati alla fame. Le determinazioni dell’Autorità Giudiziaria ed i destinatari delle misure cautelari. Il GIP presso il Tribunale di Palmi dott.ssa Daniela Tortorella, su richiesta del Pubblico Ministero dott. ssa Giulia Pantano, ha riconosciuto l’imprenditore Sorbara responsabile dei reati continuati di cui agli artt. 12 co. 5  (sfruttamento a fini di lucro della permanenza di stranieri in Italia) e 22 co. 12 (sfruttamento di manodopera clandestina) della Legge sull’immigrazione, il Decreto Legislativo286/1998, applicando la misura della custodia cautelare agli arresti domiciliari. E’ stato inoltre disposto il sequestro preventivo dei terreni ove gli stranieri venivano fatti lavorare: ben 6 vaste particelle di terreno agricolo e l’immobile in cui venivano alloggiati i malcapitati.

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Un calcio ai libri col pallone sotto il braccio: Praticò ai genitori, “ora che i ragazzi terminano la scuola non lasciamoli soli davanti al computer”

“Diamo un calcio alla scuola” è l’iniziativa che questa mattina si è tenuta al campo coperto “Momenti di sport – Francesco Morabito” di Gallina con gli alunni delle scuole elementari della frazione reggina. Circa 150 bambini hanno partecipato al torneo di fine anno organizzato dalla scuola calcio Polisportiva Gallina di Adolfo Modafferi in collaborazione con il dirigente scolastico Annarita Galletta. L’edizione di quest’anno si è conclusa con la vittoria della “Impresa Vilasi” nella categoria “primi calci” e della “Spizzy” (nella foto premiati da Praticò) in quella “pulcini”. La coppa disciplina è andata alla “Edil Ceramiche” mentre alla signora Bruna Elia è andato un riconoscimento particolare per un nobile gesto di altruismo.

Tra divertimento sportivo e gioia per la fine della scuola, i ragazzi non hanno mai smesso di incitare i propri compagni nella vittoria come nella sconfitta. Ospiti della manifestazione sono stati il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, il consigliere provinciale, Bruno Porcino, il presidente provinciale del CSI, Paolo Cicciù, il presidente della XIV circoscrizione, Demetrio Marino ed i calciatori Pietro Marino e Demetrio Cutrupi. “In questa fastidiosa giornata di pioggia – ha commentato il presidente Mimmo Praticò – il sole arriva dal sorriso di questi ragazzi che dimostrano tutta la loro passione naturale per lo sport. Diamo ai nostri figli la possibilità di crescere sani e forti ed all’insegna del rispetto delle regole, dei compagni e dell’avversario. Portiamoli all’aria aperta, il movimento, il sole, sono un’ottima medicina naturale. E noi, se proprio non abbiamo voglia di giocare con loro, portiamoci un buon libro e godiamoci lo spettacolo”.

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Reggio Calabria: domenica 6 giugno la II^ edizione del “Futsalcalabriaday”

altSi terrà domenica a partire dalle ore 15 presso la confortevole struttura dello Sport Village di Catona la seconda edizione del “Futsalcalabriaday”, un’intera giornata dedicata al calcio a cinque che per la sua seconda edizione regala numerose novità: un format rinnovato, giovani protagonisti e una location da scoprire. Per la seconda edizione si è pensato, come detto ad un format nuovo in alcuni suoi aspetti per dare nuove emozioni a tutti coloro i quali saranno partecipi dell’evento. Le squadre che si sfideranno saranno infatti tre e rappresenteranno ognuna un’area geografica della regione Calabria. Ci saranno, infatti, la selezione di Reggio Calabria e provincia, quella di Cosenza e Provincia e quella di Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone che giocheranno sotto un’unica maglietta.

Un modo originale e spettacolare per rendere ancora più agonisticamente competitiva la giornata. Naturalmente è stata confermata anche per l’edizione 2010 la particolare gara degli shoot-out che lo scorso anno, a sorpresa, vide trionfare il veterano Mario Siviglia a discapito dei più giovani calcettisti. Un’ulteriore novità è rappresentata dalla speciale esibizione, in una partita dimostrativa, dei ragazzi (nati tra il 1999 e il 2003) della società Pgs Olimpia 2000 di Reggio Calabria che, tra la prima e la seconda gara del triangolare, si sfideranno indossando le magliette del FutsalCalabriaday. Naturalmente ognuna delle tre rappresentative avrà un allenatore che, di fatto, guiderà i tre team: la redazione ha scelto di affidare per questa edizione la guida della rappresentativa di Cosenza a Leo Tuoto tecnico della Carpe Diem, di quella di Reggio Calabria all’allenatore della Lazzarese Natty Politi e di quella catanzarese al tecnico del Catanzaro Lido l’amico Pippo Torneo. Al termine del triangolare tutti i partecipanti saranno ospiti della redazione per un rinfresco che si terrà negli stessi locali dello Sport Village durante il quale si effettuerà la premiazione dei migliori calcettisti della stagione, del vincitore della gara degli shoot-out e del MVP della manifestazione. L’appuntamento per tutti, è fissato per Domenica 6 Giugno alle ore 15 allo Sport Village di Catona: tutti coloro che hanno voglia di divertirsi, riuscendo a capire il vero scopo della nostra iniziativa, sono i ben accetti. Le formazioni. CATANZARO: Sperlì (Atletico Cz), Esposito (Catanzaro Lido), Alampi (Licogest Vibo), Richichi (Licogest Vibo), Macrillò (Kroton), Martino (Kroton), Tricoli (Kroton), Cimino (Kroton), Iozzino (Atletico CZ), Brandonisio (Atletico CZ), Mirante (Enotria), Borello (Enotria), Chiarella (Catanzaro Lido), La Salvia (Catanzaro Lido), all.  Torneo. REGGIO CALABRIA: Gioffrè (Cataforio), Tamiro (Gallinese), Praticò P. (Gallinese), Ferrato (Rhegion), Vitale (Rhegion), Durante (Real), Barilla R. (Melitese), Stuppino (M), Oliva (Fata), Calafiore (Fata), Diano R. (Lazzarese), Minniti (Lazzarese), Gnisci (Lokron), Laurendi (Fata), all. Politi. COSENZA: Scrivano (Carpe Diem), Giustiniani (Sportiva Coriglianese), Bisignano A. (Carpe Diem), Bisignano C. (Carpe Diem), Simari (Oratorio), Oliverio (Oratorio) Città (Rogliano), Chiappetta (Rogliano), Gallo (Rogliano), Guzzi (Sportiva Coriglianese), Dentini (Sportiva Coriglianese), Cipolla Fa. (Citrarum), all. Tuoto.

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Reggio Calabria: nascondeva un fucile a canne mozze nella grondaia, un arresto nel quartiere Modena

Continuano serrati controlli a persone ritenute appartenenti alla locale criminalità, controlli a seguito dei quali vengono operati questi rinvenimenti e conseguenti arresti. Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione Rione Modena hanno tratto in arresto Crisalli Natale (nella foto), di anni 52 anni,  con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina. L’uomo, autotrasportatore, con precedenti per detenzione illegale di armi, estorsione e sequestro di persona a scopo di rapina, è stato seguito dai militari e sottoposto a perquisizione personale. Al termine i controlli sono stati estesi anche all’abitazione indipendente dell’uomo in via Nuova Modena e a tutte le pertinenze della stessa.

I controlli sono stati approfonditi e metodici e hanno permesso infatti di scovare in una grondaia per lo scolo delle acque piovane, ad un altezza di circa 5 m da terra un fucile cal. 16 marca Sauer & Son (nelle foto) alterato mediante taglio della canna e del calciolo, privo di regolare matricola. L’arma, in buone condizioni, si presentava occultata all’interno di una busta in cellophane di colore blu, smontata in tre parti per agevolarne l’occultamento. Il fucile è ora sotto sequestro, dovrà essere inviato al RIS per effettuare accertamenti balistici comparativi e verificare e sia stato già utilizzato in azioni di fuoco. L’uomo è stato arrestato e tradotto presso il carcere di Reggio Calabria.

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Giochi studenteschi: Cosenza vince e nel 2011 organizza

Si è svolta nel Duomo di Crotone la cerimonia di chiusura dei Giochi Sportivi Studenteschi e della Settimana Regionale dello Sport della Calabria, organizzati dal 26 al 29 maggio scorsi dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR) in collaborazione con Coni, Regione, Provincia e Comune di Crotone. Il testimone, ricevuto dal coordinatore scolastico, Bernardo Madia (nella foto tiene l'anfora-trofeo con Mimmo Praticò sotto gli occhi di Sabina Nardo, a sinistra, e, a destra, di Santino Mariano), ora passa a Cosenza, che organizzerà la prossima edizione. Sui campi di calcio, pallavolo, pallamano ed atletica, hanno avuto la meglio proprio i ragazzi delle scuole cosentine, vincitori dell’anfora panatenaica simbolo dei Giochi. In cattedrale, invece, è stato premiato l’impegno di chi ha permesso che l’evento riuscisse nel migliore dei modi. Un duro lavoro di squadra diretto dall’ideatore ed animatore di quest’iniziativa ispirata agli antichi giochi di Atene, il coordinatore di Educazione Fisica e Sportiva dell’Ufficio Scolastico di Crotone, Santino Mariano, e dal presidente provinciale del Coni, Claudio Perri.

Ospiti della cerimonia sono stati il consigliere regionale crotonese, Alfonso Dattolo, l’assessore comunale alla cultura, Silvano Cavarretta, ed il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò. “Quasi un anno dopo la firma della “Carta etica” – ha dichiarato Mimmo Praticò – torno in questa cattedrale e ritrovo Scuola e Sport insieme per regalare ai giovani calabresi emozionanti e sani momenti di crescita. Mi auguro che questo rapporto si intensifichi nel tempo a vantaggio dei ragazzi e del futuro della nostra società che, purtroppo, è sempre più in balia di malsani ed inutili esempi di stili di vita. Con il direttore generale (USR), Francesco Mercurio, stiamo operando affinché docenti scolastici e dirigenti sportivi possano trasmettere, attraverso lo sport, il rispetto delle sue regole e dell’avversario, importanti valori sociali. Con la Regione, inoltre, siamo sulla strada che porterà anche la Calabria ad avere una sua legge regionale per lo sport. Stiamo seminando con il nostro lavoro, dunque, alberi robusti per raccogliere domani i frutti di una società migliore”. Ad aprire la cerimonia è stata la piccola Orchestra giovanile “Orfeo Stillo”, impegnata ad accogliere in musica i numerosi presenti rapiti dall’incantevole bellezza del quadro della Madonna di Capo Colonna, esposto accanto all’altare maggiore della cattedrale.

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6 giugno, Giornata Mondiale del Naturismo, mezzo milione di italiani festeggia: la Calabria sede del Congresso Naturista Internazionale 2010

Quest’anno l’Italia sarà la sede del trentaduesimo Congresso mondiale del naturismo. A ospitare l’evento, che avrà luogo dall’8 al 12 settembre 2010, sarà il villaggio naturista Pizzo Greco, in Calabria, sulle spiagge del Mar Jonio nella zona del crotonese. Il 14 giugno alle 11.00, il villaggio ospiterà la conferenza stampa di presentazione del Congresso con la presenza del presidenete della Fenait, Gianfranco Ribolzi ed Elisabetta Zamparutti, deputata del Pd prima firmataria della nuova proposta di legge sul naturismo. All’appuntamento di settembre parteciperanno i rappresentanti delle trenta Federazioni  dell’International Naturist Federation (INF), che raccoglie uomini e donne provenienti da diverse parti del mondo, in viaggio con intere famiglie, anziani, bambini, e che abbracciano le attività naturiste. L'INF-FNI lavora per valorizzare e migliorare l'esperienza naturista promuovendo i benefici del naturismo anche ad appassionati ed operatori del settore turistico. Il Congresso Naturista Mondiale 2010 voluto dall’INF-FNI in Italia è stato programmato e deciso  durante il Congresso svoltosi nel 2008 che si è tenuto in Brasile.

La scelta dell’Italia. Per la prima volta l’evento si svolgerà in Italia e vari sono i motivi per i quali è stato scelto il nostro paese, primi fra tutti il desiderio di risvegliare l’interesse per il naturismo e il riconoscimento per l’impegno che la Federazione naturista italiana (Fenait) ha dimostrato negli anni. La scelta di Pizzo Greco è stata una risposta alle sue bellezze naturali, alla calorosa accoglienza che la Calabria sa offrire al turismo e un segno di riconoscenza per lo sforzo di coloro che hanno fondato il villaggio e hanno creduto nello sviluppo del naturismo in Calabria. I temi da affrontare. Trenta paesi del mondo, dall’Australia agli Stati Uniti, dalla Svezia a Israele si incontreranno per stare insieme e aggiornare le strategie comuni, per presentare le novità della propria federazione, e per rinnovare il comitato centrale dell’INF-FNI. Durante quattro giorni di intenso lavoro saranno discusse le mozioni presentate dalle federazioni e prese le relative decisioni.
Il tema del Congresso sarà “Naturismo etico e naturismo commerciale”, affrontato attraverso un dibattito che metterà a confronto la vita naturista nei club, culla del movimento, con la vita naturista nei centri vacanze. Gli obiettivi. L’obiettivo è abbattere le barriere tra i due modi di praticare il naturismo e aprire le porte ai centri commerciali naturisti, che di fatto hanno accettato la sfida di mantenere nel loro ambiente l’etica naturista e sono dunque meritevoli di essere certificati dalle federazioni nazionali affiliate all’INF-FNI. Durante il congresso sono programmate visite nei dintorni di Crotone e molti congressisti coglieranno l’occasione per visitare altre regioni d’Italia. La risonanza dell’evento sulla stampa, nazionale e naturista mondiale, e su Internet, sarà occasione di curiosità per i non naturisti e per quelli che, pur essendolo, non hanno ancora trovato un proprio spazio in Italia. La conseguenza più auspicata è quella di uno sviluppo del turismo naturista italiano. Che cos’è il naturismo? “Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente circostante”(XIV Congresso internazionale dei naturisti – 1974). Il naturismo integra il nudismo con una concezione di benessere più ampia che comprende, tra le molte cose, un'alimentazione sana e la difesa della natura. Chi lo pratica? Si tratta di giovani coppie, famiglie con bambini, anziani, pensionati, giovani adulti, uomini e donne single. Tutte le età, forme, razze e religioni. Spesso si tratta di persone con una cultura medio-alta , come docenti, avvocati, commercialisti, giornalisti, con buone possibilità economiche. Dove? In Italia non sono ancora molti i luoghi in cui poter praticare il naturismo. Vi sono alcune strutture turistiche come campeggi ed agriturismi in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Sardegna, Calabria e Sicilia , ma si tratta di poche isole all’avanguardia di cui soltanto Pizzo Greco interamente sul mare. Tuttavia esistono numerosi luoghi adatti, lontano dall’affollamento delle spiagge, dove i naturisti possono praticarlo, poiché nessuna legge lo vieta espressamente. I numeri. Il numero di naturisti in Europa è attestato intorno ai 20 milioni con circa 600 strutture naturiste (campeggi e villaggi turistici) e numerosissime spiagge (oltre 200 solo in Spagna). In Italia gli iscritti alle organizzazioni naturiste sono circa 6000, cui sono da aggiungere un certo numero di persone iscritte ad organizzazioni straniere. Il maggior numero di naturisti italiani (almeno 200.000) non e' attualmente iscritto a nessuna associazione. La normativa italiana. In Italia non esiste attualmente una legge che regoli il naturismo. Di fatto, è attraverso le sentenze della Cassazione che il legislatore può intervenire con una normativa. In particolare, nel 2000 le sentenze n. 1765 e n. 3557 della Corte di Cassazione hanno di fatto reso legittimo il naturismo nei luoghi in cui è consuetudine. Le proposte di legge. 1993 – La prima proposta di legge sul naturismo, in Italia, viene presentata il 19 ottobre del 1993 dall'onorevole Sauro Turroni, della Federazione dei Verdi, su richiesta del presidente Fidenzio Laghi a nome dell'Associazione Naturista Emiliano Romagnola. 2000 – Il 21 marzo 2000, viene nominato un "Comitato Ristretto" incaricato di svolgere audizioni sulla questione, da cui scaturisce la proposta di legge “Norme per il riconoscimento e la regolamentazione della pratica naturista”, mai votata né discussa. 2001-2004 – Nel corso della XIV Legislatura vengono presentate quattro proposte di legge inerenti il naturismo: la C.286 (Massidda, Forza Italia, il 30 maggio 2001); la S.153 (Turroni, Verdi, il 7 giugno 2001); la C.961 (Alfonso Pecoraro Scanio, Federazione dei Verdi) il 21 giugno 2001; infine, il 28 luglio 2004, Franco Grillini (Democratici di Sinistra) presenta alla Camera la C.5194 che, al contrario delle precedenti, si limita alla "Depenalizzazione della pratica del naturismo" ed alla "Disciplina delle strutture turistico – ricettive riservate ai naturisti". 2006-2008 – Franco Grillini ha ripresentato il 28 aprile 2006 la proposta di due anni prima, questa volta indicata come C.276. Nel frattempo, il 19 luglio 2006, la Regione Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale dal titolo "Valorizzazione della pratica del naturismo". Esiste anche una proposta di legge analoga già presentata al Consiglio Regionale della Regione Lazio e una presentata il 20 Marzo 2007 la PDL 428 Regione Piemonte su "Valorizzazione del Turismo Naturista" dal Consigliere Regionale DS Marco Travaglino. Il 5 dicembre 2008 la senatrice Donatella Poretti del gruppo radicale del Partito Democratico ha presentato al Senato il Disegno di legge n.1265 “Depenalizzazione e legalizzazione della pratica del naturismo”. 2010 – Il 15 marzo 2010, su iniziativa dei deputati del Pd Elisabetta Zamparutti; Marco Beltrandi; Rita Bernardini; Maria Antonietta Farina Coscioni; Matteo Mecacci e Maurizio Turco, viene presentata una nuova proposta di legge, “Disposizioni per il riconoscimento e la disciplina della pratica del naturismo” (3312), tuttora in fase di assegnazione.

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Platì (RC): catturato Santo Glicora, era nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia

I Carabinieri  del Comando Provinciale di Reggio Calabria, alle prime luci dell’alba, con un blitz in contrada Prache a Platì (RC) hanno catturato il pericoloso criminale Glicora Santo (nelle foto risalente agli anni '80 ed attuale), nato a Bova Marina (RC) il 01.02.1959, ricercato dal 1997 per associazione a delinquere di tipo mafioso, sequestro di persona (del fotografo Adolfo Cartisano, rapito il 22 luglio 1993 a Bovalino) ed altro e ritenuto associato alla cosca Morabito di Africo. Il latitante arrestato, Gligora Santo, ritenuto organicamente inserito nella cosca criminale “Morabito – Bruzzaniti – Palamara”, operante in Africo (RC), è stato catturato all’interno di un fabbricato rurale pertinenza dell’abitazione dei coniugi Agostino Rosario (nella foto), nato a Varapodio (RC) il 27.07.1962, e Morabito Domenica (nella foto), nata a Platì (RC) il 15.10.1969, entrambi residenti in contrada Senoli e tratti in arresto per favoreggiamento personale aggravato dall’art. 7 l. 203/1991.

All’interno dell’abitazione ove veniva individuato il latitante sono stati trovati: un documento d’identità contraffatto recante false generalità, euro 2.500 circa in contanti, ricetrasmittenti tipo “Scanner”, binocoli e visori notturni. È stata inoltre perquisita un’ altra abitazione nella disponibilità del catturando ubicata sempre in  contrada Senoli, dove veniva individuato un bunker delle dimensioni di circa mt. 5 x 4, ricavato nel sottosuolo di un fondo coltivato, accessibile tramite una botola celata da fitta vegetazione.

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Conclusione del progetto “Scuola + Innovazione = Futuro”

altaltRealizzare un modello di scuola dinamica ed efficiente che sia in linea con i bisogni educativi delle nuove generazioni e che risponda all’esigenza di formare il bambino-cittadino del nuovo millennio. Su questa pregevole cornice didattica si è concluso nei giorni scorsi il progetto “Scuola + Innovazione = Futuro”, realizzato nell’ambito del programma +Scuola e finanziato con fondi Por Fse Calabria 2007/2013. Una cerimonia di chiusura che si è svolta nell’aula magna della Direzione Didattica “P. Galluppi” (nella foto) di Reggio Calabria tra la soddisfazione delle famiglie degli alunni, per un progetto formativo realizzato con successo sotto la direzione della preside Mariantonia Puntillo. Cento gli alunni dell’istituto scolastico coinvolti nei cinque diversi corsi di studio indirizzati al miglioramento delle competenze in materie linguistiche, matematiche, logiche e scientifiche.

E proprio in quest’ultimo settore i ragazzi hanno avuto anche l’occasione di seguire alcune lezioni tenute dal Corpo Forestale dello Stato sugli ecosistemi del patrimonio ambientale e faunistico tutelato dall’Ente Parco d’Aspromonte. I moduli sono stati realizzati mediante l’introduzione di pratiche didattiche innovative nei percorsi curriculari ordinari al fine di rendere l’apprendimento più attraente, favorire il contrasto al disagio giovanile e la prevenzione della dispersione e dell’abbandono scolastico. Una miscela di strumenti pedagogici che ha permesso agli alunni di eccellere in diversi settori. Un merito già riconosciuto nella recente selezione degli stessi ragazzi, avvenuta il 23 maggio scorso da parte dal Ministero dell’Istruzione, che ha consentito loro di partecipare al viaggio a Palermo sulla “Nave della Legalità” in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Un progetto quello di “Scuola + Innovazione = Futuro” che non ha esaurito il suo ricco contributo esclusivamente nella formazione dei ragazzi. L’introduzione di un apposito modulo dedicato al potenziamento delle competenze informatico-tecnologiche ha costituito la parte veramente innovativa, poiché indirizzato agli adulti maggiori di 35 anni, diversamente abili, immigrati e soggetti a rischio di emarginazione, tutti residenti nel territorio di riferimento della scuola. Un aspetto educativo quest’ultimo, che ha permesso di garantire anche a persone appartenenti alle fasce sociali più deboli il diritto alla formazione costante per tutto l’arco della vita. Quest’innovazione ha creato un’apprezzabile apertura della scuola verso l’esterno, rendendola un punto di riferimento per tutta la comunità limitrofa e luogo di aggregazione per favorire l’inclusione sociale e lo sviluppo personale. Le attività didattiche, che hanno previsto l’utilizzo dei laboratori scolastici (informatici, matematico-scientifici, musicali, linguistici), si sono concretizzate grazie alla professionalità di spessore del coordinatore, tutor, docenti e assistenti che hanno garantito la buona riuscita del progetto ed una positiva ricaduta dell’azione sui singoli destinatari.

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Reggina Albinoleffe 3-1: interviste post gara

Tutto è bene quel che finisce bene, o almeno così si dice. Certo, per buona parte del campionato non solo abbiamo abbandonato ogni sogno di gloria, ma addirittura abbiamo pensato al peggio e, quindi, alla seconda retrocessione consecutiva. Onestamente, sarebbe stato troppo umiliante. Si è conclusa pochi minuti fa la stagione 2009/2010, quella che avrebbe dovuto riportare la Reggina nella massima serie ed, invece, l’ha vista costretta a salvarsi – come sempre – all’ultima giornata. Una stagione, l’ennesima, caratterizzata da innumerevoli errori da parte della Società certamente ma anche da parte di tutte le altre componenti: dagli allenatori (anche quest’anno ben 3 sulla panchina amaranto, da Novellino a Iaconi per finire a Breda), dai giocatori (alcuni presi con la fanfara a far da corollario e, poi, finiti altrove tra i fischi) e dai direttori sportivi (2, da Martino defenestrato assieme a Novellino ad ottobre a Rosati promosso da consulente di mercato ad, appunto, direttore sportivo con l’arrivo di Ivo Iaconi). Hanno sbagliato tutti qualcosa, non c’è alcun dubbio.

Ognuno di essi ha sbagliato, ovviamente con le proprie competenze. Non c’è, quindi, da salvare niente e nessuno in questa stagione assai deludente. C’è da salvare, come diciamo da sempre, la Reggina in quanto entità senza alcun nome e cognome. Personalmente non c’importa chi sia il presidente, l’allenatore, il direttore sportivo, i giocatori o chi ricopra tutti gli altri ruoli. Quello che c’importa è che la Reggina rimanga viva ed attiva. L’augurio che facciamo a chi di dovere è che dalle proprie ceneri, come l’Araba Fenice, si rinasca. Crediamo che più in basso di così non si possa andare e che, appunto, da domani si debba ricominciare col ristrutturare e riorganizzare tutto quanto partendo dalle basi. La Società, in primis. Ha bisogno di nuova linfa, di nuove forze, di nuovi entusiasmi, di nuove motivazioni. Forse la stanchezza la sta facendo da padrona, non sappiamo. La squadra, dopo. Partendo dall’allenatore scelto con oculatezza e non soltanto con la voglia di strafare e prendendo atto che non è possibile cambiare 3 allenatori ogni anno da 3 anni a questa parte. I giocatori. Non dai nomi altisonanti, ma esperti a cui affiancare giovani di valore e con la voglia di vincere e motivazioni tali da fargli fare un campionato intero con il coltello tra i denti. Ecco, da queste premesse si deve partire così come si deve ripartire dall’aver finalmente imparato dagli errori commessi che, ahinoi, quest’anno si sono ripetuti sotto altre forme e sotto altri aspetti. Quanta amarezza, quanta delusione, quanto rammarico c’è in ognuno di noi per non aver saputo approfittare di un campionato di B assai mediocre e livellato. In A ci vanno il Lecce (unica tra le retrocesse a ritornarci subito) ed il Cesena (una vera e propria sorpresa fatta di lavoro e di giovani grintosi e dalla qualità inimmaginabile prima) senza passare per la lotteria dei playoff. Ad esse si aggiungerà una tra Torino, Brescia e le altre sorprese Sassuolo e, pensate un po’, Cittadella. Incredibile per certi versi. Un’altra amara constatazione è che la Reggina è l’unica tra le retrocesse che in A non ci è già tornata (Lecce) o ci può ancora tornare (Torino). Questo è quanto. In sala stampa il nostro unico interlocutore è il presidente Foti (nella foto). Arriva scuro in viso e deciso al monologo. D’altro canto nessuno tra noi colleghi ha voglia di ridere e scherzare, tutti siamo ben consapevoli che quello ottenuto oggi non è un successo ma solo l’obiettivo minimo peraltro fissato di giornata in giornata man mano che quello principale (promozione diretta) lasciava il passo a quello secondario (promozione passando attraverso i playoff) per finire, appunto, a quello minimo (salvezza). Foti inizia il suo monologo e noi lo stiamo ad ascoltare riportandovelo integralmente. “Ho avvertito il desiderio – dice -, la necessità, di venire qui davanti a voi per chiudere questa stagione in cui siamo venuti meno a quelle che erano le attese e che ha portato grandissima delusione per quelle che erano le aspettative da  parte di tutti e che, evidentemente, non sono state suffragate con i fatti. Chiedo – continua -, con molta serenità, scusa ai tifosi, agli abbonati, a tutti coloro i quali stanno a cuore le sorti della Reggina. Mi è dispiaciuto leggere quello striscione a fine gara esposto dalla Curva Nord (“Al 90° via tutti: vergogna mercenari”, n.d.r.) perché credo ci siano state tante difficoltà, difficoltà oggettive, che alla fine ci hanno permesso di raggiungere solo questo obiettivo, certamente minimo, dopo una fase anche di grande presunzione da parte nostra e di grande illusione, che evidentemente hanno caratterizzato questa stagione fallimentare. Oggi abbiamo visto due immagini importanti: le squadre dei Giovanissimi e degli Allievi che stamattina hanno superato il turno e si apprestano alla fase finale dei loro rispettivi campionati. Abbiamo voluto chiudere facendogli fare il giro di campo, chiudendo di fatto anche la stagione poco importante e poco felice della prima squadra. Questo significa, però, che la Reggina è viva, che la Reggina è concreta, che la Reggina può commettere l’errore di una stagione, ma non può essere biasimata. Ho sentito, nell’arco di questa stagione, tantissime cose positive (?) da parte di chi ci è stato vicino e che ringrazio per aver sempre spinto alla ricerca della soluzione affinché si giungesse ad un traguardo migliore di quello a cui siamo giunti oggi. C’è stato chi, invece, con un po’ di acredine, mi auguro dettata solamente dalla delusione, ha cercato di andare a scavare per cercare qualcosa di strano e di assurdo. Io già guardo avanti, già guardo alla prossima stagione, a quello che sarà il XXV° campionato di questa Società e dico a tutti che noi siamo vivi, siamo coscienti dei nostri errori, ma abbiamo bisogno del supporto di tutti perché anche oggi, tra lo spettacolo che abbiamo offerto noi e lo spettacolo offerto dal pubblico al Granillo, ho visto delle cose in cui io non mi riconosco. Mi riconosco, invece, in quella Reggina che ha sempre sofferto, che con grande umiltà ha sempre lottato e che non dovrà avere più quella presunzione o quegli atteggiamenti tenuti forse anche per troppo amore, tenuti certamente con la superficialità che riconosco esserci stata. Voglio una Reggina che lotta – prosegue il presidente -, che combatte, che si sacrifica sotto tutti gli aspetti. E vorrei anche un’altra cosa se possibile, ma forse chiedo troppo. Vorrei che questa Reggina sia amata indipendentemente da Lillo Foti. Lillo Foti è una persona che ha dato e ricevuto tanto alla e dalla Reggina e basta. La cosa più importante è la Reggina e spesso questo molti se lo dimenticano cercando di attirarsi simpatie e regalare antipatie. Sono una persona che soffre come l’ultimo dei tifosi, che cerca di dare con dignità risposte alla sua Città. Vi invito ancora, se ce ne fosse bisogno, a guardare alla Reggina, a guardare alla squadra che vi appartiene a tutti, a cui tutti quanti siamo legati, con maggiore attenzione perché stiamo (?) disperdendo un patrimonio importante. La Reggina è un qualcosa che ci portiamo dentro, nata con noi e che continuerà ad esistere indipendentemente dalla persone che ci sono o ci saranno. Questa è l’unica cortesia che vi chiedo e l’unico invito che vi rivolgo. So di poter contare su questo vostro impegno. Il prossimo sarà un campionato molto impegnativo per questa Società. Impegnativo non alla ricerca di nomi altisonanti, ma alla ricerca di quel modo di lavorare che ha caratterizzato i nostri 25 anni di Reggina. Ci sarà da girarsi le maniche, ed io sarò il primo a farlo, c’è da riportare l’entusiasmo soprattutto dei più giovani e darò, come Reggina, il massimo delle risposte sperando di poter ridare quelle gioie già vissute”. Termina qui il soliloquio del presidente, ci sarebbero da commentare alcuni stralci ma crediamo che i punti interrogativi da noi messi non a caso siano più che esaustivi delle grande nostra perplessità. “Stiamo disperdendo un patrimonio importante”, per esempio, è una di quelle frasi che va giustamente messa sotto la lente d’ingrandimento. Se “stiamo” sta per “noi della Società” allora nulla da eccepire; se, invece, sta per “noi e voi” (con “voi” inteso come Stampa) allora ovviamente dissentiamo in toto con l’eventuale infelice affermazione. O meglio, di certo “noi” non ci sentiamo di essere interessati da quanto detto. Per “gli altri” ognuno risponderà come meglio ritiene opportuno. Dopo il monologo presidenziale inizia il dialogo con i cronisti. Il suo discorso in termini negativi dal punto di vista tecnico che ripercussioni sta avendo o potrà avere sul bilancio della Società? “E’ stata una stagione fallimentare, non lo nascondo ci certo così come non mi nascondo io assumendomene tutte le responsabilità come ho sempre fatto se necessario. Siamo stati poco attenti sposando una causa che non era la nostra. La responsabilità non è dei calciatori né di altri in particolare. Tutti quanti abbiamo commesso degli errori e da questi bisogna ripartire. Era una Reggina che io speravo potesse ritornare subito nella massima categoria. Ho visto gente che era venuta qui per dare il suo contributo e che forse voleva darlo in una maniera diversa. Questo non lo so ma credo comunque in buona fede. Non ci siamo riusciti né noi né loro. Da tutto questo si riparte”. Da qualche suo passaggio si evince come ci sia stato qualcuno che quasi quasi abbia inteso commettere o indurre in certi errori. In maniera più specifica, quali sono stati gli errori, dove sono stati e chi li ha commessi? “Non credo sia il caso di fare nomi, penso che ognuno debba fare i conti con la propria coscienza e dentro di se sappia perfettamente di che cosa è responsabile. Le mie di responsabilità le riconosco e non ho alcuna difficoltà a farlo. Credo e mi auguro perché sono un ottimista che tutto sia stato fatto in buona fede e che tutto sia stato un incidente. La Reggina per questi errori ha pagato, fortunatamente non ha pagato perdendo anche questa categoria, e devo dare atto dicendo grazie al signor Breda che si è messo a disposizione della Società venendo, con grande fatica, a capo del problema e risolvendolo anche se all’ultima giornata e sempre soffrendo perché questa è la verità. Da adesso guardo avanti con grande serenità. Ci saranno sicuramente delle difficoltà ma ritengo che all’interno della Società ci sia ancora la voglia e la forza per poter dare ancora una volta vita a questa maglia che vorrei tornasse ad appartenere a tutti i reggini. La cosa che ultimamente mi da particolarmente fastidio è quella di non riuscire a vedere la gioia, l’entusiasmo – indipendentemente dai risultati perché i risultati sportivi sono frutto anche di episodi – attorno alla maglia della Reggina che deve appartenere a tutti quanti”. Ci è parso di sentire lo stesso discorso fatto un anno fa di questi tempi all’alba della retrocessione però non riusciamo a sapere, e questo forse non lo saprà mai, quali errori sono stati commessi, perché sono stati commessi, chi li ha commessi. Se non ci saranno risposte chiare si alimenteranno illazioni, pettegolezzi e quant’altro. “Vuol dire che bisogna parlare di meno e fare di più. Oggi, io, vorrei sbagliare di meno ed il mio proponimento è proprio questo. Gli errori commessi mi lasciano dentro parecchia amarezza ma ho sofferto per la Reggina e non per Lillo Foti. Per quale motivo si è sbagliato? Si è sbagliato perché si è ragionato troppo in grande, perché non siamo stati con i piedi per terra. Quelle che erano le caratteristiche della Reggina sono state disattese allontanandoci dalla realtà e facendoci prendere dalla voglia di strafare autoconvincendoci di essere sulla strada giusta mentre così non è stato e la sofferenza avuta fino ad oggi lo dimostra”. Lei prima ha detto “guardando lo spettacolo della partita non mi ci riconosco”, si riconosce, invece, nell’aspetto organizzativo societario attuale? Nella rivalutazione di quello che potrà essere il programma generale esiste un esame di coscienza per quel che riguarda la Società e le sue componenti? “Forse c’è qualche lacuna, anzi certamente c’è. Tutto, anche la rivalutazione di questo, sarà legato al progetto di riportare l’entusiasmo attorno alla Reggina”. L’impressione che si ha dall’esterno è che questo entusiasmo lo debba ritrovare in primis anche la Società. “La Società ce l’ha questo entusiasmo. Qualcosa che dentro di noi pulsa ancora c’è”. Ha ammesso che degli errori sono stati commessi, ma adesso, a campionato finito, quale o quali errori non commetterebbe più? “Non potrei avere la controprova. Gli errori commessi sono davanti a me ed hanno portato ad un obiettivo raggiunto solo all’ultima giornata. Di certo faccio le mie considerazioni su tutto ma le tengo per me e cercherò di non ripetere gli stessi errori commessi”. Premesso tutto quello che finora ha detto e che i nostri lettori stanno leggendo, qual è l’input che lei lancia alla Città ed ai tifosi? “Quello di amare, di tornare ad amare la Reggina. Capisco bene che le delusioni degli ultimi due anni in una parte di tifoseria hanno permesso di dimenticarsi della Reggina. Con il mio intervento di oggi, a parte per scusarmi per questo campionato appena finito, lancio l’invito a tutti voi, che riconosco essere stati costruttivi con le vostre critiche, affinché portiate fuori dalla sala stampa l’amore per la Reggina e non per Lillo Foti per far sì che si ricreino quelle stesse condizioni che hanno consentito alla Reggina stessa di diventare grande”. La Società come si muoverà da domani? “Si muoverà animata dalla voglia e dal desiderio di dare ancora qualcosa alla Città sicuramente con nuova linfa e nuova forza affinché torni ad essere guardata con simpatia come fino a qualche tempo fa”. Presidente, se il pubblico si è allontanato dalla Reggina non è certo per altro se non per il non aver condiviso le strategie o i programmi che questa Società ha messo in atto e che, quindi, non sono piaciute affatto. “L’errore principale è quello della Società, non c’è dubbio. L’ho detto prima e lo ripeto adesso. Il mio verso di voi della Stampa era solo un invito a contribuire dando nuova linfa e nuove energie alla Reggina”. Termina così l’ultima conferenza stampa post partita della stagione. Che dire? Oggettivamente, il poco detto dal presidente è anche condivisibile ma è il “non detto ma fatto” che è opinabile. Tanti, troppi, sono stati gli errori e/o gli atteggiamenti sbagliati di questa Società negli ultimi anni. Li abbiamo trattati più volte denunciandoli a chiare note e sarebbe troppo laborioso ripeterli adesso sebbene chi ci ha seguiti li sa già. Adesso, perdonateci, l’unico desiderio che abbiamo è, archiviato nel minor modo peggiore possibile questo campionato, staccare la spina per un po’ e seguire gli eventi sempre attenti e vigili ma con quella rilassatezza che certamente tutti ci meritiamo dopo un campionato lungo, estenuante, pesantissimo e, ahinoi, ancora una volta colmo di delusioni per quanti hanno davvero a cuore le sorti della Reggina. Il presidente se n’è accorto stasera, ma noi lo diciamo sostenendolo da sempre: la Reggina è una ed una sola e prescinde da chiunque la rappresenti pro-tempore. Da chiunque! Ad majora.

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Reggina Albinoleffe 3-1: tabellino, cronaca e commento

Reggina – Albinoleffe: 3-1. Reggina (3-5-2): Marino (Kovacsik dall’89°) ; Adejo, Lanzaro (c) e Valdez; Viani, Viola (Rizzo dall’82°), Tedesco, Missiroli e Rizzato; Pagano e Bonazzoli (Montiel dal 46°). In panchina: Kovacsik, Montiel, Camilleri, Cacia, Cascione, rizzo e Brienza. All.: Breda. Albinoleffe: (3-5-2): Offredi; Cioffi, Maino e Piccinni; Foglio (Poloni dal 79°), Hetemaj, Passoni (c), Geroni (Beduschi dall’84°) e Cristiano; Di Sabato (Morosini dal 49°) e Torri. In panchina: Layeni, Cellini, Poloni, Sala, Guarisa, Morosini e Bdeduschi. All.: Mondonico. Arbitro: Antonio Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Maurizio Viazzi di Imperia e Maurizio Liberti di Genova. Quarto uomo: Alessandro Ronchi di Caltanissetta. Andata: 0-2 (Rupolo Ruopolo). Marcatori: Pagano al 6°, Missiroli al 22°, Pagano al 33° e Torri al 43°. Ammonito: Maino al 24°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 814. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.639,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5998. Incasso totale: € 45.902,67. Note. Arriviamo allo stadio mezz’ora prima della gara e, ad attenderci, troviamo “deserto e desolazione”. Un clima da amichevole tra scapoli ed ammogliati ci da la conferma che la Reggina non è più! Il biglietto ad un euro non induce il pubblico a seguire la squadra di Foti allo stadio. L’appello di Breda affinché la gente giunga allo stadio a dare una mano resta inatteso ed inascoltato. La Città è distante da una squadra ed una Società da cui si sente tradita. L’ennesimo campionato deludente non può che portare a questo. E’ fisiologico, naturale persino normale che sia così.

D’altro canto, perché venire allo stadio ad assistere a spettacoli per la maggior parte indecenti? Meglio, molto meglio diversificare gli interessi. Lontanissimi i tempi di un “Granillo gremito in ogni ordine di posti”, oggi più che mai ci sono visibili vuoti “impressionanti”. Tornando alla partita, l’Albinoleffe si presenta al “Granillo” in versione vacanza: tantissimi i titolari “indisponibili” e, di contr’altare, moltissimi i giovani provenienti dalla Primavera dai nomi sconosciuti e, magari, di futuro valore. La Reggina, invece, lascia Brienza in panchina per le sue note non perfette condizioni fisiche e schiera Viola al posto del nazionale Carmona già in clima “mondiale”. Si preannuncia una gara senza storia, da passerella così come quella di Grosseto mandata all’aria proprio dalla Reggina. Gara di fine stagione, come detto, solo che l’unica formazione ad avere un obiettivo è proprio quella di Breda che deve vincere per evitare i possibili playout. Prima della gara, durante la fase di riscaldamento delle due squadre, Foti e Rosati, da perfetti padroni di casa, vanno a rendere omaggio all’allenatore ospite Mondonico salutandolo e chiacchierando con lui, a quanto ci è dato vedere, molto “amichevolmente”. Cronaca e commento.  Al minuto 2 la Reggina ci prova con Pagano su punizione, tiro alto e primi fischi dello scarso pubblico presente. La gara mantiene le premesse: l’Albinoleffe tiene larghe, larghissime, le sue maglie e la Reggina “impone” (?) il suo gioco. Il problema è che la Reggina non può imporre nulla a nessuno e che lo spettacolo teatrale a cui assistiamo, solo per dovere, è di pessima qualità tant’è che il pubblico rumoreggia assodata l’assoluta inconsistenza degli amaranto che non sembrano riuscire a capitalizzare le distrazioni bergamasche. Al minuto 6 la Reggina passa. Pagano (nella foto) riceve palla all’altezza del dischetto di rigore ed indirizza a rete, Offredi (terzo portiere) si tuffa ma non troppo e la palla s’insacca. Il pubblico si alza ed esulta ma è più un atto liberatorio che altro: la Reggina ce l’ha fatta! All’8° incredibile uscita di Marino che va “a farfalle” e consente a Torri di battere a rete e, di testa, colpire la traversa. Al 10° la difesa della Reggina combina l’ennesima stupidaggine e consente ancora a Torri di andare a rete, fortuna vuole che lo stesso giocatore labronico era terminato in fuorigioco. All’11° un goal annullato a Missiroli per precedente fallo di Lanzaro su un difensore. Al 14° lancio lunghissimo di Tedesco verso Pagano, Offredi esce ma perde il pallone che resta a terra accanto al giocatore amaranto che non se ne accorge e lo stesso portiere ospite si rialza e lo conquista con Pagano spettatore. Al 18° ci prova Bonazzoli, di testa, su cross da sinistra di Rizzato: la palla termina al lato ma Emiliano raccoglie gli applausi del pubblico. L’Albinoleffe è in vacanza, la Reggina gioca per il minimo risultato ottenibile e, certamente, assai poco lusinghiero. Al 22° la Reggina raddoppia. Pagano conquista palla, si allarga sulla destra e batte a rete. Offredi respinge e, sulla respinta, arriva Missiroli (nella foto) che, a porta vuota, insacca. Mondonico assiste impassibile appoggiato comodamente alla sua panchina e chissà quali sono i suoi pensieri: essendo lui “uomo di mondo” e noi non certo degli sprovveduti pensiamo di poterli interpretare senza sbagliarci di molto. Intanto, gli Ultrà 1914, sin dai primi minuti di gara, continuano a far esplodere dei petardi in Curva Nord probabilmente a voler in qualche modo arrecare danno (economico) alla Società. Dopo minuti e minuti di “assenteismo”, la Reggina triplica. E’ il 33° e Pagano va ancora in goal. Bonazzoli “apre” verso di lui sulla destra, Pagano prende la mira e batte Offredi in diagonale. Gara chiusa. Forse! Scommettiamo che l’Albinoleffe, quanto prima, accorcerà le distanze? Al 37° quasi ci riesce con Foglio che, lasciato sul posto Lanzaro, batte a rete e colpisce in pieno il palo alla sinistra di Marino. Il pubblico amaranto fischia i “suoi” giocatori ed un collega accanto a noi sbadiglia (come dargli torto?). Al 41° Torri va nuovamente vicino al goal. Valdez lo lascia libero ed il giocatore ospite batte a rete con Marino che devia in corner. Un minuto dopo ci prova Hetemaj con un gran tiro da fuori area in diagonale, Marino è bravo e respinge. Un minuto ancora e “finalmente” arriva il goal degli ospiti con Torri che appoggia pian piano il pallone alla destra di Marino che nemmeno ci prova a tuffarsi. Tutto secondo copione, insomma. Il primo tempo si chiude con qualche timido applauso del pubblico, ma anche con qualche fischio. Al rientro delle squadre in campo, un po’ di apprensione per l’assistente Viazzi che, controllando la rete della porta sotto la curva nord, resta “vittima” dello scoppio dell’ennesimo petardo lanciato e fatto esplodere dai tifosi tanto da richiedere le cure dei sanitari dell’Albinoleffe. La gara ricomincia con Montiel in campo al posto di Bonazzoli e Pagano si rende nuovamente pericoloso con un tiro che Offredi devia in corner sul quale Tedesco prova da lontano ma ancora Offredi è pronto e para senza difficoltà. Al 57° ci prova Missiroli che si gira in area e batte a rete (anche abbastanza bene), ma Offredi respinge e l’azione sfuma. Seguono lunghissimi ed apparentemente interminabili minuti (in effetti sono meno di una decina) da “che noia, che barba che noia” e ringraziamo i tifosi della Nord che cantando ci tengono svegli. Al 66° a provarci è Montiel che si libera bene in area ma di sinistro manda alto sulla traversa. Al 74° ancora Montiel da lontanissimo, Offredi prima respinge e poi, grazie ad un compagno, blocca. Al 77° l’Albinoleffe si rifà vivo con Cristiano che ha un’eccellente occasione ma “cicca” il pallone che termina la sua corsa tra le braccia di Marino senza procurargli alcun pericolo. Le ultime emozioni le regalano i tifosi con cori (“Mercenari non ne vogliamo”, “Solo per la maglia, noi cantiamo solo per la maglia”) ed uno striscione (“Al 90° via tutti: vergogna mercenari”) che sortisce gli applausi dei presenti. Termina la partita, si chiude il campionato. Tutto è bene quel che finisce bene, ma “bene” è un eufemismo. Tutto da rifondare, dalla Società da riorganizzare alla squadra da ricomporre secondo criteri più consoni all’obiettivo che non deve più variare in corso d’opera. Il “sono qui per vincere” è diventato “speriamo che me la cavo”, mai più sofferenze e delusioni del genere. Una conferma, però, arriva: anche quest’anno la Reggina e Foti si salvano all’ultima giornata. Il “grave” è che era sempre avvenuto in A e non in B! Traetene le conclusioni. Una chicca: al triplice fischio finale tutto lo stadio fischia sonoramente ed invita i giocatori ad andare a lavorare. Chi semina vento raccoglie tempesta e questo è la legittima conclusione di un campionato per certi versi più vergognoso che quello di A dello scorso anno conclusosi con la retrocessione. Chi ha orecchie per intendere intenda e non sottovaluti più, con arroganza e presunzione, i fischi di uno stadio intero. Ad majora.

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Reggio Calabria: vasta operazione congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza

All’alba di stamane personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno condotto un’articolata attività di contrasto alla criminalità organizzata che ha interessato i vertici indiscussi delle famiglie di ‘ndrangheta operanti in questo capoluogo e nelle fasce jonica e tirrenica della provincia reggina, nei confronti dei quali è stata effettuata un’accurata e capillare attività di perquisizione domiciliare finalizzata alla ricerca di armi ed esplosivi nonchè di ogni ulteriore elemento di interesse investigativo.

Complessivamente le perquisizioni domiciliari a carico dei boss e “reggenti” della ‘Ndrangheta calabrese sono state circa 300 ed hanno visto impegnati congiuntamente – nel rispetto dei principi di collaborazione istituzionale e di coordinamento ed a seguito di specifica attività di pianificazione e suddivisione degli obiettivi – oltre 700 appartenenti alle tre Forze dell’Ordine.

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Convegno sull’alimentazione mediterranea: i super-alimenti e la biodiversità – A Cosenza l’appuntamento con la Federazione italiana cuochi e Iresmo Foundation, in vista dell’incontro nazionale a Firenze

Nell'Anno Internazionale della Biodiversità, i soggetti promotori del convegno, Federazione italiana cuochi, Iresmo Foundation (Institute for Research in Europe on Molecular Science) e AssoCuochiCosenza, propongono una discussione sui temi dell'alimentazione mediterranea, come nesso funzionale alle sinergie tra agro-impresa, ristorazione, accoglienza, turismo enogastronomico e scienza molecolare. Durante la conferenza stampa sono intervenuti il  Prof. Cesare Pitto, ordinario di antropologia culturale dell'Università della Calabria ed il Prof. Nicola Uccella, ordinario di chimica organica dell'Università della Calabria.

Il convegno "Cultura Alimentare Italica & Supercybus mediterraneo" ha avuto luogo presso la Sala Convegni de Cardona (Cosenza) ed è stato diviso in due sezioni tematiche: cultura e business e scienza e tecnologia, nelle quali interverranno docenti dell'Università della Calabria e rappresentanti delle federazioni coinvolte. In particolare il programma ha previsto la partecipazione di John Bassett Trumper – Dipartimento di Linguistica, "Il lessico alimentare, dall'italiota all'italico o vice versa"; Cesare Pitto – Dipartimento Scienza Educazione, "Indietro fino al paleolitico e dintorni: solo lavoro e piacere"; Angelo Napolitano – Arca (Albergatori riviera dei cedri), "Supercybus Italico a km 0"; Vincenzo farina – Assoturismo Confesercenti Calabria, "Cultura alimentare, ristorazione e turismo in Calabria"; Girolamo Giordano – Dipartimento di Ingegneria chimica e dei materiali, "Dalla sapienza alla moderna tecnologia del Supercybus"; Giuseppe Barbino – AssoCuochiCosenza, "Il Supercybus della CAM, da sapienza a talento"; Raffaele Sacchi – Dipartimento di scienza degli alimenti, Università Federico II di Napoli, "L'olio d'uliva nella gastronomia molecolare mediterranea"; Nicola A. Uccella – Iresmo Foundation, "Il Supercybus della CAM, da sapienza a talento".

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L’etica e il fair play del Panathlon Club: insieme alle Stelle al Merito Sportivo del Coni promuove nelle scuole il recupero dei valori nello sport

Il Panathlon Club di Reggio Calabria, guidato dal presidente Mimmo Albino (a destra nella foto con Anna Rita Galletta e Giovanni Filocamo), continua la sua opera verso il recupero dei valori sani nell’attività sportiva. Anche quest’anno, Albino, che dirige la Scuola Regionale dello Sport del Coni e l’Associazione Stelle al merito Sportivo Coni di Reggio Calabria, ha promosso, nelle scuole medie che hanno aderito ai Giochi della Gioventù, il progetto “Messaggio per uno sport pulito”. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di favorire, attraverso un’azione multimediale (letture, proiezioni, conferenze, incontri sportivi ed attività motorie) lo studio e la conoscenza dei valori dell’etica e del fair play e di come, attraverso lo sport, si possa intervenire per creare i presupposti verso una crescita culturale e sociale. Gli incontri, appunto, hanno messo in luce come le istituzioni scolastiche e sportive svolgano, al giorno d’oggi, un ruolo che diventa sempre più determinante nell’insegnamento dei valori etici per la corretta e sana crescita dei ragazzi.

E proprio gli alunni, che non hanno mancato di creatività, hanno realizzato alla fine del corso i loro messaggi spaziando dalla scrittura, alla grafica, alla fotografia fino alla realizzazione di brevi video. È stato facile, analizzando concetti in tema di sport, amato dai ragazzi, passare alle analoghe tematiche in tema di convivenza civile e del ruolo del cittadino che consapevolmente partecipa alla realizzazione del bene comune. Nei “messaggi” dei ragazzi risultano proposte utili e lontane da ogni forma di “inquinamento” che sempre più sta condizionando il mondo agonistico dello sport. Testimonial delle iniziative sono stati nomi illustri dello sport reggino di ieri e di oggi come i due arbitri internazionali, Mimì Fortugno (calcio) e Antonio Laganà (lotta), i calciatori della Reggina Calcio, Simone Missiroli e Pietro Marino ed il pluricampione di atletica leggera, Francesco Pignata. Al progetto, sposato in pieno dai presidenti regionale e provinciale del Coni in Calabria, Mimmo Praticò e Giovanni Filocamo, da sempre in prima linea in favore del recupero dei valori nello sport, hanno aderito tutte le federazioni e le discipline da sempre vicine ai giovani studenti. L’apice di questo lungo percorso per uno sport pulito, il Panathlon Club, nato a Reggio Calabria nell’aprile del 1970, lo ha raggiunto al momento della firma della “Dichiarazione del Panathlon sull’etica nello sport giovanile”. L’Istituto comprensivo “G. Moscato” di Gallina ha aderito per primo, in Calabria, alla Dichiarazione che ha proseliti in tantissimi Paesi. “Il progetto, – dichiara la dirigente della scuola di Gallina, Anna Rita Galletta – partendo dall’acquisizione dei principi basilari collegati al termine legalità, mira al potenziamento ed allo sviluppo delle valenze positive che ogni alunno possiede”. La conclusione del progetto ha avuto il momento clou al palazzo della Provincia di Reggio Calabria, dove, alla presenza dell’assessore allo sport Attilio Tucci, delle autorità del Coni, Praticò e Filocamo, della dirigente provinciale dell’Ufficio scolastico, Teresa Sgambellone e del coordinatore provinciale di educazione fisica, Pasquale Barreca, il professor Mimmo Albino ha premiato le tre scuole medie che si sono distinte nel progetto: gli istituti di Gallina, Molochio e Ravagnese. Di seguito, la Carta del fair play che, in virtù dell’impegno del Panathlon Club, merita di stare sempre più in vista nei luoghi di sport: 1. Fare di ogni incontro sportivo un momento privilegiato di festa; 2. Conformarsi alle regole ed allo spirito dello sport praticato; 3. Rispettare i propri avversari come se stessi; 4. Accettare le decisioni dei giudici sportivi; 5. Evitare le cattiverie e le aggressioni con parole e/o fatti; 6. Non usare artifici ed inganni per ottenere la vittoria; 7. Essere degno nella vittoria come nella sconfitta; 8. Aiutare ognuno con la propria presenza e comprensione; 9. Soccorrere ogni sportivo ferito o in pericolo; 10. Essere realmente un ambasciatore dello sport.

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