
Reggina – Albinoleffe: 3-1. Reggina (3-5-2): Marino (Kovacsik dall’89°) ; Adejo, Lanzaro (c) e Valdez; Viani, Viola (Rizzo dall’82°), Tedesco, Missiroli e Rizzato; Pagano e Bonazzoli (Montiel dal 46°). In panchina: Kovacsik, Montiel, Camilleri, Cacia, Cascione, rizzo e Brienza. All.: Breda. Albinoleffe: (3-5-2): Offredi; Cioffi, Maino e Piccinni; Foglio (Poloni dal 79°), Hetemaj, Passoni (c), Geroni (Beduschi dall’84°) e Cristiano; Di Sabato (Morosini dal 49°) e Torri. In panchina: Layeni, Cellini, Poloni, Sala, Guarisa, Morosini e Bdeduschi. All.: Mondonico. Arbitro: Antonio Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Maurizio Viazzi di Imperia e Maurizio Liberti di Genova. Quarto uomo: Alessandro Ronchi di Caltanissetta. Andata: 0-2 (Rupolo Ruopolo). Marcatori: Pagano al 6°, Missiroli al 22°, Pagano al 33° e Torri al 43°. Ammonito: Maino al 24°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 814. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.639,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5998. Incasso totale: € 45.902,67. Note. Arriviamo allo stadio mezz’ora prima della gara e, ad attenderci, troviamo “deserto e desolazione”. Un clima da amichevole tra scapoli ed ammogliati ci da la conferma che la Reggina non è più! Il biglietto ad un euro non induce il pubblico a seguire la squadra di Foti allo stadio. L’appello di Breda affinché la gente giunga allo stadio a dare una mano resta inatteso ed inascoltato. La Città è distante da una squadra ed una Società da cui si sente tradita. L’ennesimo campionato deludente non può che portare a questo. E’ fisiologico, naturale persino normale che sia così.
D’altro canto, perché venire allo stadio ad assistere a spettacoli per la maggior parte indecenti? Meglio, molto meglio diversificare gli interessi. Lontanissimi i tempi di un “Granillo gremito in ogni ordine di posti”, oggi più che mai ci sono visibili vuoti “impressionanti”. Tornando alla partita, l’Albinoleffe si presenta al “Granillo” in versione vacanza: tantissimi i titolari “indisponibili” e, di contr’altare, moltissimi i giovani provenienti dalla Primavera dai nomi sconosciuti e, magari, di futuro valore. La Reggina, invece, lascia Brienza in panchina per le sue note non perfette condizioni fisiche e schiera Viola al posto del nazionale Carmona già in clima “mondiale”. Si preannuncia una gara senza storia, da passerella così come quella di Grosseto mandata all’aria proprio dalla Reggina. Gara di fine stagione, come detto, solo che l’unica formazione ad avere un obiettivo è proprio quella di Breda che deve vincere per evitare i possibili playout. Prima della gara, durante la fase di riscaldamento delle due squadre, Foti e Rosati, da perfetti padroni di casa, vanno a rendere omaggio all’allenatore ospite Mondonico salutandolo e chiacchierando con lui, a quanto ci è dato vedere, molto “amichevolmente”. Cronaca e commento. Al minuto 2 la Reggina ci prova con Pagano su punizione, tiro alto e primi fischi dello scarso pubblico presente. La gara mantiene le premesse: l’Albinoleffe tiene larghe, larghissime, le sue maglie e la Reggina “impone” (?) il suo gioco. Il problema è che la Reggina non può imporre nulla a nessuno e che lo spettacolo teatrale a cui assistiamo, solo per dovere, è di pessima qualità tant’è che il pubblico rumoreggia assodata l’assoluta inconsistenza degli amaranto che non sembrano riuscire a capitalizzare le distrazioni bergamasche. Al minuto 6 la Reggina passa. Pagano (nella foto) riceve palla all’altezza del dischetto di rigore ed indirizza a rete, Offredi (terzo portiere) si tuffa ma non troppo e la palla s’insacca. Il pubblico si alza ed esulta ma è più un atto liberatorio che altro: la Reggina ce l’ha fatta! All’8° incredibile uscita di Marino che va “a farfalle” e consente a Torri di battere a rete e, di testa, colpire la traversa. Al 10° la difesa della Reggina combina l’ennesima stupidaggine e consente ancora a Torri di andare a rete, fortuna vuole che lo stesso giocatore labronico era terminato in fuorigioco. All’11° un goal annullato a Missiroli per precedente fallo di Lanzaro su un difensore. Al 14° lancio lunghissimo di Tedesco verso Pagano, Offredi esce ma perde il pallone che resta a terra accanto al giocatore amaranto che non se ne accorge e lo stesso portiere ospite si rialza e lo conquista con Pagano spettatore. Al 18° ci prova Bonazzoli, di testa, su cross da sinistra di Rizzato: la palla termina al lato ma Emiliano raccoglie gli applausi del pubblico. L’Albinoleffe è in vacanza, la Reggina gioca per il minimo risultato ottenibile e, certamente, assai poco lusinghiero. Al 22° la Reggina raddoppia. Pagano conquista palla, si allarga sulla destra e batte a rete. Offredi respinge e, sulla respinta, arriva Missiroli (nella foto) che, a porta vuota, insacca. Mondonico assiste impassibile appoggiato comodamente alla sua panchina e chissà quali sono i suoi pensieri: essendo lui “uomo di mondo” e noi non certo degli sprovveduti pensiamo di poterli interpretare senza sbagliarci di molto. Intanto, gli Ultrà 1914, sin dai primi minuti di gara, continuano a far esplodere dei petardi in Curva Nord probabilmente a voler in qualche modo arrecare danno (economico) alla Società. Dopo minuti e minuti di “assenteismo”, la Reggina triplica. E’ il 33° e Pagano va ancora in goal. Bonazzoli “apre” verso di lui sulla destra, Pagano prende la mira e batte Offredi in diagonale. Gara chiusa. Forse! Scommettiamo che l’Albinoleffe, quanto prima, accorcerà le distanze? Al 37° quasi ci riesce con Foglio che, lasciato sul posto Lanzaro, batte a rete e colpisce in pieno il palo alla sinistra di Marino. Il pubblico amaranto fischia i “suoi” giocatori ed un collega accanto a noi sbadiglia (come dargli torto?). Al 41° Torri va nuovamente vicino al goal. Valdez lo lascia libero ed il giocatore ospite batte a rete con Marino che devia in corner. Un minuto dopo ci prova Hetemaj con un gran tiro da fuori area in diagonale, Marino è bravo e respinge. Un minuto ancora e “finalmente” arriva il goal degli ospiti con Torri che appoggia pian piano il pallone alla destra di Marino che nemmeno ci prova a tuffarsi. Tutto secondo copione, insomma. Il primo tempo si chiude con qualche timido applauso del pubblico, ma anche con qualche fischio. Al rientro delle squadre in campo, un po’ di apprensione per l’assistente Viazzi che, controllando la rete della porta sotto la curva nord, resta “vittima” dello scoppio dell’ennesimo petardo lanciato e fatto esplodere dai tifosi tanto da richiedere le cure dei sanitari dell’Albinoleffe. La gara ricomincia con Montiel in campo al posto di Bonazzoli e Pagano si rende nuovamente pericoloso con un tiro che Offredi devia in corner sul quale Tedesco prova da lontano ma ancora Offredi è pronto e para senza difficoltà. Al 57° ci prova Missiroli che si gira in area e batte a rete (anche abbastanza bene), ma Offredi respinge e l’azione sfuma. Seguono lunghissimi ed apparentemente interminabili minuti (in effetti sono meno di una decina) da “che noia, che barba che noia” e ringraziamo i tifosi della Nord che cantando ci tengono svegli. Al 66° a provarci è Montiel che si libera bene in area ma di sinistro manda alto sulla traversa. Al 74° ancora Montiel da lontanissimo, Offredi prima respinge e poi, grazie ad un compagno, blocca. Al 77° l’Albinoleffe si rifà vivo con Cristiano che ha un’eccellente occasione ma “cicca” il pallone che termina la sua corsa tra le braccia di Marino senza procurargli alcun pericolo. Le ultime emozioni le regalano i tifosi con cori (“Mercenari non ne vogliamo”, “Solo per la maglia, noi cantiamo solo per la maglia”) ed uno striscione (“Al 90° via tutti: vergogna mercenari”) che sortisce gli applausi dei presenti. Termina la partita, si chiude il campionato. Tutto è bene quel che finisce bene, ma “bene” è un eufemismo. Tutto da rifondare, dalla Società da riorganizzare alla squadra da ricomporre secondo criteri più consoni all’obiettivo che non deve più variare in corso d’opera. Il “sono qui per vincere” è diventato “speriamo che me la cavo”, mai più sofferenze e delusioni del genere. Una conferma, però, arriva: anche quest’anno la Reggina e Foti si salvano all’ultima giornata. Il “grave” è che era sempre avvenuto in A e non in B! Traetene le conclusioni. Una chicca: al triplice fischio finale tutto lo stadio fischia sonoramente ed invita i giocatori ad andare a lavorare. Chi semina vento raccoglie tempesta e questo è la legittima conclusione di un campionato per certi versi più vergognoso che quello di A dello scorso anno conclusosi con la retrocessione. Chi ha orecchie per intendere intenda e non sottovaluti più, con arroganza e presunzione, i fischi di uno stadio intero. Ad majora.