La sezione reggina di “Italia Nostra” organizza un incontro sui “Paesaggio di Costa”

altTutelare i paesaggi costieri dall’intervento umano arginando nel contempo la progressiva erosione naturale. Sulla scia di questo programma di preservazione naturalistica ha preso il via il secondo ciclo annuale di incontri della sezione reggina di “Italia Nostra”. L’associazione che ha organizzato l’incontro nella Biblioteca del Palazzo della Provincia ha, infatti, dedicato la campagna nazionale paesaggi sensibili 2010 al “Paesaggio di Costa” (nella foto l’incantevole scenario tra Scilla e Bagnara), con una propria iniziativa che possa rappresentare un contributo allo studio di tematiche relative alla costa della provincia reggina. Il confronto aperto tra i presenti ha messo in luce alcuni aspetti salienti dei paesaggi costieri fortemente contraddistinti dagli interventi dell’uomo nei diversi momenti storici.

Dall’intervento dell’architetto Roberto Banchini, Soprintendente ai Beni Paesaggisti  e Architettonici delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, sono emerse, in particolare, le difficoltà relative alla conservazione del litorale della Costa Viola. Si tratta di un paesaggio costiero terrazzato vocato alla coltura della vite nel tratto che va da Scilla a Bagnara. Questa tipologia di terreno – spiega Banchini – è indispensabile mantenerlo inalterato oltre che ai fini di una conservazione del patrimonio enologico anche per consentire di mantenere la stabilità dei pendii. Critica altresì la posizione della Presidente della sezione reggina di Italia Nostra, Angela Martino, riguardo l’intervento invasivo dell’uomo sul paesaggio costiero. Un’edilizia dissennata pubblica e privata – afferma Martino – ha ridotto di molto il volume delle nostre coste. Problematica amplificata ulteriormente dal fenomeno dell’innalzamento delle acque che ha portato all’erosione naturale dei litorali. A questo si aggiunge, inoltre, il problema degli incendi – prosegue Martino – che devastano ogni anno una larga fetta di costa. A tal fine sarebbe opportuno studiare dei contratti di responsabilità che puntino alla prevenzione ed al controllo piuttosto che all’intervento in caso di incendi. Solo una maggiore consapevolezza delle Istituzioni associata alla collaborazione attiva della comunità può portare all’individuazione di azioni e progetti rivolti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturale.

Condividi sui social

Il punto sulla B

altSarà pure come più volte è stato detto un campionato equilibrato perchè mediocre, ma di sicuro la serie B mai come in questa stagione, mostra tutta la sua imprevedibilità. Si dovranno giocare gli ultimi novanta minuti per stabilire praticamente tutti i verdetti, sia in testa che in coda, primo posto compreso. Il Lecce, che tutti avevano già dato nella massima serie tre settimane addietro, sarà costretto ad aspettare fino all’ultimo prima di festeggiare. E questa volta crediamo non ci siano dubbi. Un pareggio consentirebbe alla squadra di Gigi De Canio il ritorno in serie A, lo stesso risultato sarà utile all’avversario di Via del Mare, il Sassuolo, per garantirsi il quarto posto. Come dire, pari annunciato e scontato. Molto meno scontato il secondo posto, dove bellissima ed entusiasmante è la lotta tra il Cesena ed il Brescia.

Meriterebbero entrambe il salto di categoria per quanto fatto vedere in questo campionato, ma la regola dice che solo una di queste due potrà arrivarci direttamente. La squadra di Iachini, in vantaggio di un punto, dovrà giocarsela duramente a Padova contro una compagine che lotta disperatamente per evitare la retrocessione diretta. Sulla carta più agevole il compito per il Cesena; ospite dell’ormai tranquillo Piacenza. Con la certezza di poter disputare i play off, ma con una posizione in classifica che potrebbe significare molto, all’Olimpico di Torino si daranno battaglia Torino e Cittadella. Per i granata solo una vittoria darà loro la possibilità di agguantare la quinta posizione e quindi evitare una tra Brescia o Cesena. Altrettanto entusiasmante la lotta in coda. Scontri diretti infuocati determineranno le posizioni ufficiali al termine dei novanta minuti. Grandissima attenzione quindi sul campo del Frosinone, con i laziali salvi anche in caso di pareggio, mentre la Triestina, per evitare code è costretta a fare risultato pieno. Ad Ancona la squadra di Salvioni, dopo aver assaporato per lungo tempo la zona play off, si trova costretta a vincere la sfida con il disperato Mantova senza dover così aspettare i risultati delle altre. Stesso discorso per la Reggina (nella foto il suo tecnico Breda) che, onde evitare sorprese dell’ultimo momento, cercherà il risultato pieno con l’ormai tranquillo Albinoleffe. Del Padova abbiamo già detto. Il compito più arduo, quello di trovarsi di fronte un Brescia lanciatissimo verso la massima serie. Insomma 90 minuti palpitanti e di grandi emozioni.

Condividi sui social

Reggio Calabria: smantellata centrale dello spaccio in pieno centro, sequestrati 2,6 kg di stupefacenti, arrestato un giovane di Delianuova

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione Rione Modena hanno tratto in arresto Lucisano Salvatore (nella foto), di anni 25, di Delianuova, incensurato, con l’accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti. A seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i carabinieri avevano notato insoliti movimenti nei pressi dell’abitazione del giovane in via Monsolini. Dopo alcuni appostamenti hanno avuto il fondato sospetto che all’interno dell’abitazione il giovane gestisse un’attività illecita legata agli stupefacenti e, nel pomeriggio di ieri, appena il Lucisano è uscito dall’appartamento, è stato bloccato e sottoposto a perquisizione personale. L’immediato controllo all’interno dell’abitazione ha permesso di verificare immediatamente la fondatezza dei sospetti. Sul tavolo centrale della cucina erano ben allineati undici panetti di hashish da 100 gr. Ciascuno, assieme a due bilancini di precisione.

L’appartamento è stato passato al setaccio e, dietro ogni suppellettile o arredo venivano alla luce confezioni di hashish o marijuana. Di quest’ultima sostanza, i quantitativi principali erano contenuti in tre buste in cellophane per complessivi kg.1,5, anche se non mancavano all’interno dell’abitazione confezione di diversi quantitativi, verosimilmente pronti a soddisfare ogni tipo di richiesta dei clienti, dalla singola dose ai quantitativi più ingenti (nelle foto con i militaria dell'Arma). All’interno dell’appartamento i carabinieri hanno rinvenuto anche un foglio di quaderno manoscritto che rappresenta una sorta di contabilità dell’attività di spaccio, sono annotate, infatti, diverse voci “capitali-scadenza-giorni-numeri” e le relative colonne sono riempite da cifre corrispondenti a diverse migliaia di euro.  i militari hanno proceduto altresì al sequestro di un mini computer, il concreto sospetto è che non essendo state rinvenute somme in contanti all’interno dell’appartamento gli introiti siano stati gestiti su conti online. La collocazione dell’appartamento in zona centrale è significativo dell’utilizzo di quella sede per rifornire direttamente il mercato cittadino; l’ingente quantitativo rinvenuto peraltro non può che far propendere per un’attività di livello alto e certamente inserita in circuiti della gestione dello spaccio sulla città. Anche la modalità di detenzione dello stupefacente liberamente esposto all’interno dell’abitazione lascia supporre un tale volume di affari che le accortezze relative all’occultamento passavano in secondo piano. Il giovane è ora in carcere con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Condividi sui social

A Reggio Calabria migliaia di ragazzi al X° Giocagin per promuovere la salvaguardia ambientale attraverso le attività sportive e sociali: scuola, Coni, Uisp e Unicef per il futuro dei ragazzi

“Quando il mondo della scuola e quello dello sport si uniscono è sempre un emozionante spettacolo per i ragazzi e per chi vi assiste”. È il primo commento del presidente regionale del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), ospite in un Botteghelle, pieno e festante di ragazzi, per il “Giocagin 2010 – Il divertimento in movimento” organizzato da Uisp (Unione italiana sport per tutti) e Circolo del Tennis Crucitti in favore dell’Unicef. “In un mondo – continua Praticò – in cui vengono sempre meno quei nobili valori come il rispetto delle regole e dell’avversario, il fair play e l’onestà di competere senza sotterfugi, lo sport rimane l’ultimo strumento educativo per i nostri giovani, l’unica vera attività sociale che, attraverso il suo fascino, che incanta soprattutto ragazzi, può condurci verso un futuro migliore. Per questo il Coni Calabria e l’Ufficio Scolastico Regionale, ultimamente con più assiduità, stanno lavorando fianco a fianco superando difficoltà e preconcetti che nel tempo hanno allontanato troppo lo sport dai banchi di scuola”.

Ancora una volta, dunque, il circolo del presidente Demetrio Crucitti, rinnova l’impegno in favore della solidarietà sostenendo, quest’anno, il progetto che l’Unicef sta realizzando nel territorio palestinese per consentire un’infanzia più felice a quei bambini che vivono in zone di violenza e guerra. Numerose le discipline coinvolte: dalla ginnastica artistica, ritmica, danza, karate, al più tradizionale ballo della tarantella. Gli istituti scolastici reggini hanno presentato una serie di attività ludiche-sportive che hanno messo a stretto contatto i bimbi con l’ambiente. Grazie allo sport, i ragazzi vengono educati a rispettare i luoghi, a viverli ma, soprattutto, a capire che, anche per il gioco, sono necessari spazi idonei, sicuri e a norma. “Questo progetto – commenta il presidente del Circolo del tennis, Demetrio Crucitti – coniuga la salvaguardia dell’ambiente e lo sport praticato. Lo spirito sportivo educa i giovani ai valori sani della vita tra i quali il rispetto per l’ambiente, l’attenzione alle regole ma soprattutto, consente di socializzare e di ridurre le “barriere umane”. Quindi sport e ambiente diventano un binomio imprescindibile per il raggiungimento di un fine comune”. Il Giocagin nella passata edizione ha coinvolto complessivamente oltre 18.000 atleti, 70.000 spettatori, 300 società sportive e raccolto ben 42.898,88 € per i progetti di solidarietà promossi dall’UNICEF e da Peace Games. Complessivamente, la manifestazione UISP ha raccolto in 14 edizioni, 730.319,58 €. La manifestazione gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dei patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, Ministro della gioventù. Giocagin 2010 è inoltre patrocinata dal Segretariato sociale Rai. Un fine condiviso anche dall’AdspemFidas che nella voce del suo presidente, dottoressa Muscatello, rimarca anche il prezioso connubio “sport-donazione”, “necessario per far emergere il valore della donazione di sangue”.

Condividi sui social

Lettere al Direttore: “la Calabria chiede coraggio, impegno, onore e non compassione!

Riceviamo e pubblichiamo. Gentile, Maurizio, sono Nando e, pur scrivendole dalla provincia di Vibo, seguo con passione le sorti della Reggina. Tempo addietro le scrissi attraverso le pagine di InAmaranto, dopo un suo articolo che io mi permisi di definire eccezionale anche se a onor del vero, come lei stesso definì, di eccezionale c'era ben poco se non – io aggiungo – la coerenza che l’ha sempre contraddistinta. Tutti  i giorni,  oltre ai vari quotidiani, leggo,  con molta attenzione ed interesse i suoi articoli relativi alla Reggina sulle colonne di “Il Reggino” che io definisco di un equilibrio unico. Lei, a mio avviso, ha saputo stemperare, criticare, esaltare nella giusta misura, come solo pochi giornalisti seri e onesti ma, soprattutto, liberi (come la professione impone) fanno. L'ennesima occasione di ciò è quando sostiene che oramai è un indecenza vedere rincorrere e minacciare un calciatore avversario a fine gara solo perchè ha fatto il proprio dovere, ovvero segnare un calcio di rigore a dieci secondi dalla fine. Allora siamo proprio alla frutta, perché, evidentemente la storia calcistica recente, gli 11 punti di penalizzazione, non ci hanno insegnato nulla. Eppure Onestà e Lealtà, per noi calabresi, sono sempre stati motivo di orgoglio e di fierezza e dovrebbero essere le armi per un riscatto  economico e sociale e, per noi  tifosi, la Reggina non è solo una squadra di calcio ma è anche strumento di un riscatto sociale che, purtroppo, dopo questi ripetuti eventi, non potrà mai essere tale. Ascoli non ci ha aiutato, è stato come avere compassione per quel povero vecchio che in gioventè “è stato”, ma del quale adesso si ha solo compassione e, ieri, nell'aggredire uno che fa solo il suo dovere non ci fa certo onore, doveva forse anche lui avere compassione per quel povero vecchio a cui armai non ci fa più caso nessuno? Sarebbe stato  più opportuno che a fine gara, anziché ricorrere Consonni, facessero l'ennesimo, seppur non c'è mai stato, esame di coscienza sul perché una partita, l'ennesima, non è stata chiusa con errori che nemmeno in campionati dilettanti si vedono. Gente senza convinzione, senza cuore. Vorrei dire a  Missiroli, a Bonazzoli, a Pagano che la Calabria chiede coraggio, impegno, onore ma la compassione no, quella no! La saluto, nando…@….it.

Gentile Signor Nando, innanzitutto la ringrazio per le parole che usa nei miei confronti. Parole che, seppur forse eccessive e fin troppo lusinghiere, ripagano in qualche modo il mio personalissimo modo di interpretare, prima di tutto, l’essere “uomo” e, poi, di conseguenza, l’essere giornalista. Le garantisco, però, che anche questa mi interpretazione non è affatto “eccezionale” ma, seppur costatando che non sempre è così, condivisa anche da altri colleghi e non. Lei, giustamente, parla di “riscatto sociale” attraverso la Reggina ed ha ragione. Così, ben oltre l’aspetto prettamente sportivo, era stato visto quasi 11 anni fa il “fenomeno” Reggina allorquando, per la prima volta nella sua storia, si apprestava a varcare il portone d’ingresso dell’Olimpo del calcio nazionale. Ma la Reggina è fatta di “uomini” e, quindi, di “peccati” più o meno gravi, più o meno venali. Metta in conto pure che il calcio, dall’avvento delle pay-tv, non è quasi più uno sport – il più bello del mondo secondo me – ma, piuttosto, sempre più business e capirà come il binomio “uomo-denaro” la fa da padrone su tutti e tutti. Ho spesso avuto modo di dire – attraverso le mie frequenti “ospitate” in tv -, così come di scrivere, che nell’ “ingranaggio calcio” l’anello più debole è proprio il tifoso. Come ben immagina, la voce “entrate” da abbonamenti-biglietti è certamente quella più esigua in ogni bilancio di una squadra di calcio. Ne consegue che, quasi ineluttabilmente, le Società stesse prestano sempre meno attenzione ai propri tifosi paganti allo stadio preferendo di gran lunga quelli paganti a casa che gli rendono assai di più. Fuori da ogni ipocrisia, le posso dire che la Reggina non è esente da questo atteggiamento. Basti notare quanti spettatori ci siano ad ogni incontro casalingo al “Granillo”: gli abbonati sono, ufficialmente, 5184 ma, le assicuro, che ci si potrebbe contare ad uno ad uno se la vista ci permettesse di arrivare a vedere bene ed a distinguere la gente accomodata in Tribuna Est (la vecchia gradinata, per intenderci). Ovviamente, oltre a questo aspetto c’è anche da aggiungerne un altro ben più “inquietante”: l’atteggiamento del presidente (nella foto). Anche su questo argomento ho avuto modo di dire e di scrivere come, essendo diminuiti gli introiti, parrebbe che abbia perso entusiasmo, stimoli e voglia tant’è che, spesso, mi è personalmente apparso distratto da altro ed orientato verso altre cose (ecco perchè di tanto in tanto, come adesso e ieri, inserisco una sua foto a testa in giù). Tutti saremmo bravissimi a riempirci la bocca di “regginità”, ma non è con le parole che si onora l’appartenenza a questa bellissima Città straordinariamente ricca di bellezze (non solo paesaggistiche o climatiche) ma, anche, altrettanto ricca di contraddizioni che noi reggini conosciamo benissimo. Non le sarà sfuggito che questa testata giornalistica online porta un nome, “Il Reggino”, e non le sarà nemmeno sfuggito il perché porta questo nome: è un tratto identificante di un modo di essere, di un modo di pensare, di un modo di vivere. Ho sempre voluto, sin da quando ho iniziato a pensare ad una testata giornalistica tutta mia, che si chiamasse così e, nel tempo, speravo che nessuno acquistasse lo spazio web con questo nome a me così tanto caro. Non appena ho potuto, l’ho comprato e fatto mio ed ho realizzato un mio piccolo ma importante desiderio. Anzi, le dirò di più. Per motivi burocratici, ho comprato prima ilreggino.eu ma, poi, pensando che qualcun altro avrebbe potuto comprare ilreggino.news, ho comprato anche quello perché non mi piaceva l’idea che ci fosse un altro “reggino” (gli altri, .com, .org e via dicendo, sono molto meno di uso comune e li ho lasciati perdere). Ecco cosa intende lei per orgoglio e carattere, questo ne è un esempio. Adesso, mio caro, le dirò una cosa che probabilmente non le farà piacere leggere. E la capisco perché la considero anch’io un qualcosa di veramente triste (sotto l’aspetto sportivo, s’intende). Lasci perdere i giocatori, lasci perdere il presidente, lasci perdere l’allenatore, lasci perdere il direttore sportivo e finanche il magazziniere e s’innamori, come ho fatto io nel lontano 1978, della Reggina intesa come “entità” e non come persone che la compongono. Queste ultime, mi creda, non sono solo pro-tempore ma sono anche persone o personaggi che fanno quello che fanno solo per i grandi interessi economici che ruotano da anni attorno al calcio. Mi creda. La ringrazio ancora per le parole lusinghiere che ha voluto usare nei miei confronti. Maurizio Gangemi.

Condividi sui social

Niente bavagli alla stampa, si firma anche in Calabria: la sottoscrizione promossa dai giornalisti riuniti a Catanzaro per il rinnovo del Consiglio Nazionale

Una raccolta di firme, quale concreto segno di protesta, contro la legge sulle intercettazioni: a promuoverla i giornalisti calabresi, riuniti a Catanzaro per il rinnovo del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. “Un’iniziativa chiaramente allineata con quelle promosse, in questi giorni, dalla Federazione Nazionale della Stampa – fa notare Carlo Parisi (nella foto), Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e componente della Giunta Esecutiva della Fnsi – per contrastare il vaglio di norme inaccettabili, che non hanno uguali in nessun Paese democratico”.

Un’opinione, a quanto pare diffusa, messa nero su bianco dai giornalisti della Calabria, e sottoscritta con nome e cognome: “I giornalisti calabresi – si legge nella nota che precede la folta sottoscrizione – ritengono inaccettabili norme che vietano il diritto di cronaca, persino su atti non più coperti da segreto. Norme che impediscono ai cittadini di sapere come procedono le inchieste e di avere notizie dei misfatti di corrotti e corruttori”. In Calabria, dunque, Sindacato e Ordine dei Giornalisti uniti anche in questa battaglia, che varca i confini della professione, coinvolgendo a pieno titolo la società civile. Sempre nel segno della coesione, i risultati delle operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio Nazionale dell’Odg: è, infatti, unanime la soddisfazione espressa dagli Istituti di categoria dei giornalisti (Sindacato, Ordine, Inpgi e Casagit) per l’elezione di Attilio Sabato (88) e Andrea Musmeci (84 voti), consiglieri professionisti, e la riconferma di Natalino Bianco (153 voti) e Cosimo Bruno (142), consiglieri pubblicisti.

Condividi sui social

Il II° premio sportivo “Reggio Città Metropolitana” ad un reggino e … mezzo

altIl secondo premio sportivo “Reggio Città metropolitana”, organizzato dal noto giornalista calabrese Maurizio Insardà, ha scelto come vincitori per l’edizione  2010 un reggino e mezzo. Infatti, se il giornalista Antonio Barillà è un fiero rappresentante della città dello stretto, l’altro premiato è stato  Walter Mazzari (nella foto), toscano di nascita ma reggino d’adozione. L’attuale allenatore del Napoli è un’icona di Reggio Calabria per quello che ha fatto nei tre anni in cui è stato la guida tecnica della formazione amaranto: “Sono contento di questo riconoscimento e di essere tornato in questa città – dice Mazzarri – non posso dimenticare i miei tre anni passati con la Reggina. Sono state delle stagioni particolari le cui sensazioni non si possono descrivere a parole. Abbiamo affrontato una miriade di difficoltà giorno dopo giorno, ma , alla fine, siamo riusciti sempre a raggiungere i nostri traguardi anche quando ci davano per spacciati.”

Mazzarri, infatti, è il tecnico che ha salvato una squadra di provincia partendo da undici punti di penalizzazione: “Quel campionato è stato qualcosa di irrepetibile. Tutti ci davano per morti dopo il girone d’andata ma sicuramente l’handicap è stata la prima motivazione che ci ha spinto a compiere una vera e propria impresa sportiva. Giorno dopo giorno cresceva in noi la consapevolezza che avremmo potuto centrare una salvezza che credo che rimarrà per sempre nel cuore di tutti ed in quello del popolo reggino che ci ha seguito con grande passione.” Una Reggina che, però, viene da una retrocessione in Serie B ed un campionato al di sotto delle aspettative: Sinceramente non me lo aspettavo. Ero convinto che gli amaranto fossero i favoriti al ritorno nella massima serie insieme al Torino Qualcosa è andato storto ma sono convinto che il residente Foti sappia come intervenire e riportare in alto una piazza che ha fatto molto bene negli ultimi dieci nel massimo contesto nazionale.” Mentre Mazzarri qualsiasi cosa tocca diventa oro tanto che può essere tranquillamente considerato un re Mida del Calcio. Promozione con il Livorno, tre salvezza in fila con la Reggina, due annate splendide con la Sampdoria ed un Napoli catapultato dalla zona retrocessione fino al sesto posto, davanti a Juventus, Lazio e Fiorentina: ” Sono ovviamente fiero dei risultati che ho ottenuto in questi anni, frutto del lavoro e dell’impegno che metto ogni giorno nella mia professione. Non sono un tecnico facile da gestire e ne sono consapevole,  se un presidente viene da me a chiedermi di fare la formazione, io me ne vado il giorno dopo. Non sono mai sceso a compromessi ed ho sempre messo i punti sulle i nelle società in cui sono stato. I risultati mi hanno sempre premiato e spero di proseguire su questa strada.” Mazzarri, un tecnico mai esonerato in carriera: ”Sono convinto che un allenatore deve essere giudicato per i risultati ottenuti in base alle forze economiche della società in cui lavoro. E’ facile vincere quando hai una dirigenza che spende centinaia di milioni di euro ogni Estate. Io ho lavorato sia in provincia che in piazze di medio calibro ed ho sempre ottenuto i traguardi che potevamo permettere di centrare in base alle potenzialità. Fortunatamente, ho avito a che fare con dei presidenti misurati nelle loro scelte ma, purtroppo, nel calcio di oggi, vige la legge della fretta e non si dà il tempo ad un allenatore di poter trovare una chimica perché, alla prima striscia negativa, viene sollevato dal suo incarico. I risultati, spesso, arrivano dopo aver cominciato un percorso ma, in Italia, i giovani tecnici si bruciano perché hanno poco tempo trasmettere alla squadra i propri concetti”. Mazzarri invece si fa ascoltare subito come è successo a Napoli in questa stagione e ritira un premio strameritato nella città in cui ha lasciato un ricordo indelebile. Il tecnico toscano andrà in vacanza prima di tornare a pensare al suo Napoli, una squadra pronta a migliorarsi e tentare l’assalto alla Champions League. Reggio Calabria e la Reggina fanno un grosso in bocca al lupo all’uomo dei tre miracoli, pronto a conquistare altri successi per una carriera che ancora può regalargli tante soddisfazioni.

Condividi sui social

Grosseto Reggina 2-2: interviste post gara

La Reggina, per l’ennesima volta, fa harakiri e si complica maledettamente la vita da sola. Credeteci, non riusciamo più né a contare né, quindi, ad elencare tutte le volte in cui gli amaranto si sono castrati da soli regalando vittorie e punti agli avversari. E’ davvero incredibile come gli uomini di Novellino-Iaconi-Breda siano stati capaci di far sì che l’obiettivo massimo attuale si possa raggiungere solo alla 42^ giornata di campionato: l’ultima! Che delusione infinita, che amarezza. Non siamo quasi più nemmeno in grado di darvi conto degli spettacoli a cui assistiamo impietriti. Dire che la Reggina è imbarazzante è un eufemismo. Dire che le responsabilità di tutto questo sono, in primis, da ascrivere al presidente Foti vorrebbe dire soltanto ripetersi.

Potremmo contestare così come lo abbiamo fatto dalla seconda gara di campionato (con la sola pausa in concomitanza dei 5 risultati positivi consecutivi) ma, credeteci ancora, siamo stremati per averlo fatto dall’inizio di settembre. Oggi, a Grosseto, l’apice di tutte le nefandezze combinate dagli amaranto. Avanti per 2 a 0, contro una squadra che ha abbandonato ben presto i sogni dei playoff per la sonora vittoria del Cittadella, dopo aver sprecato una miriade di occasioni per chiudere e strachiudere gara e campionato, si fa raggiungere nel recupero regalando rigore del pari e pareggio stesso. E’ pazzesco! Se non fossimo abituati a questo genere di spettacoli (da due anni a questa parte soprattutto) diremmo che è un sogno. Un incubo, per meglio dire. A prescindere dalle occasioni gettate al vento, l’episodio conclusivo e decisivo ha del grottesco. Cosa sarà mai passato in mente a Cascione allorquando, fuori o dentro l’area è irrilevante, ha pensato di stendere Alfageme in area? Che diamine gli sarà scattato in testa? Perché? Interrogativi che resteranno senza risposta e che, di fatto, costringeranno la Reggina a giocarsi il tutto per tutto domenica prossima in casa contro l’AlbinoLeffe. E poi, che spettacolo indecente ancora quello al triplice fischio finale con tutti gli amaranto [panchinari, direttore sportivo (?) e segretario inclusi] andare a rivolgersi con invettive contro Consonni reo, secondo loro, di aver realizzato il rigore del pari. Che avrebbe dovuto fare? Calciarlo fuori o farselo parare? Ed in virtù di cosa questa pretesa? E’ sempre la solita storia, è sempre la solita solfa. Siamo eccezionali a chiedere la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi incazzarci se regolarità e sportività, magari, ci arrecano un danno. Cose da pazzi. Piuttosto che incazzarsi con Consonni perché gli amaranto non hanno sbattuto la testa contro il muro punendosi per tutte le volte che hanno fatto ridere e/o sconcertare coloro i quali hanno assistito alle loro gare? Perché non hanno preso Cascione dall’orecchio per urlargli “Che c… hai fatto?”. Perché non hanno strigliato a dovere Bonazzoli, Missiroli e Pagano (per esempio) che solo oggi si sono divorati tre nitide palle goal consentendo, in sostanza, il pareggio del Grosseto? Perché non hanno fatto questo e sono andati ad assalire Consonni che, tutto sommato, altro non avrebbe potuto fare? Certo, Grosseto-Reggina non è Lazio-Inter per cui non c’erano le stesse, diciamo così, “condizioni ambientali”, ma che cosa hanno contestato al giocatore toscano? E con che faccia l’hanno fatto? Non abbiamo più parole, credeteci, per descrivere lo spettacolo a cui abbiamo assistito oggi e, più in generale, in tutta l’intera stagione (anzi, mettiamoci pure quella dell’anno scorso e così la facciamo completa). Non vediamo l’ora che finisca tutto, che si chiuda questa stagione disgraziata forse peggiormente che quella scorsa (almeno nella precedente eravamo in A!). Siamo l’unica tra le retrocesse dalla A a non essere lì, vicini alla promozione: il Lecce in A ci andrà davanti al proprio pubblico domenica prossima ed il Torino di certo farà i playoff. E la Reggina? La Reggina “grazie” alla perle del suo presidente (e non solo) è costretta ancora una volta a salvarsi all’ultima giornata (nella migliore delle ipotesi, s’intende). Una storia, questa, che si ripete per l’ennesima volta solo che, almeno, le altre si era in A e concorderete che c’è una bella differenza tra Juventus e Milan ed AlbinoLeffe. O no? In sala stampa non c’è più né voglia né piacere di parlare. I cronisti sono amareggiati ed i giocatori, forse (sarebbe il caso che fosse così), si vergognano a farlo. Nicolas Viola, autore del goal del vantaggio, riesce ad aprire la bocca davanti a taccuini e microfoni. “Ero contentissimo per il mio goal – chiosa il ragazzo di Taurianova – che aveva spianato la strada verso il successo in una gara che poteva chiudere il nostro campionato. Poi è successo quello che tutti sappiamo e quindi dobbiamo soffrire fino alla fine. Siamo stati poco lucidi – continua – sprecando tutto il possibile e saremo costretti a battere l’AlbinoLeffe in casa domenica prossima”. La tua stagione? “Era iniziata benissimo con il goal vittoria a Cesena, poi l’infortunio e la lunga assenza l’anno pregiudicata. Pazienza!”. Emiliano Bonazzoli, taciturno per natura, quasi non riesce a dire se non un “Dobbiamo soffrire ancora”. Roberto Breda (nella foto), allenatore amaranto, uno dei pochi che dimostra di tenerci tantissimo al risultato finale e che, quando le cose non vanno bene, manifesta apertamente tutto il suo rammarico dice: “Avrei preferito non dover dire niente a proposito di questa gara. Siamo passati da una gara che, di fatto, avevamo chiuso così come il nostro campionato ad un’altra settimana che, per noi, culminerà con la partita della vita”. Le scelte di Cascione e Viola? “Costa e Brienza erano infortunati (sarà vero? n.d.r.)”. Cos’è successo oggi? “Che vuoi che ti dica? La partita era chiusa, avevamo giocato una gara fatta di personalità e di qualità ed abbiamo buttato al vento tutto quanto”. La solita storia, insomma? “Si, ma oggi ha un peso ed un significato diverso rispetto a tutte le altre volte. La Triestina ha vinto all’ultimo minuto, noi, all’ultimo minuto, abbiamo buttato via 2 punti e, per l’ennesima volta, ci siamo complicati la vita da soli”. Ed adesso? “Adesso dobbiamo pensare solo a battere l’Albinoleffe domenica prossima non pensando che potrebbe bastare anche il pari in virtù dello scontro diretto Frosinone-Triestina”. Come si torna a Reggio? “Torniamo delusi e molto amareggiati perché, in fondo, meritavamo di conquistare oggi la salvezza matematica”. Dopo Breda ecco Cascione, reo di aver procurato gratuitamente il rigore che ha consentito al Grosseto di pareggiare. “Siamo stati ingenui (perché parla al plurale, n.d.r.) nonostante il fallo sia iniziato ampiamente fuori area. Abbiamo sprecato – continua – tante palle per chiudere la partita e ci siamo combinati a soffrire ancora”. Sei tornato a fare il difensore centrale. “Si, Lanzaro era squalificato e Costa infortunato per cui ho dovuto farlo (e con che risultati, aggiungiamo noi)”. Cosa è successo? “Ci siamo adagiati sul 2 a 0 ed è arrivato subito il 2 a 1. Il resto, poi, lo ha fatto il rigore realizzato da Consonni”. Adesso l’AlbinoLeffe. “Non dobbiamo commettere altri errori perché altrimenti sarà dura (non “dura”, sarà Lega Pro e manco la soddisfazione di giocare col Portogruaro ci darete, n.d.r.)”. In ultimo una battuta del presidente Foti (nella foto) che la dice tutta sull’intera stagione: “Dobbiamo guardare avanti e pensare alla prossima partita per chiudere al meglio un campionato stracolmo di nostre responsabilità per la posizione in cui siamo”. Caro presidente, sono anni che ci dice che ha/avete responsabilità e sono ancora anni che queste responsabilità si ripetono (magari aggravandosi se possibile). Quand’è che avrà/avrete imparato e la smetterà/smetterete di rifare sempre gli stessi errori? Quand’è che il Dio denaro non le/vi annebbierà più la vista? Quand’è che da “simpatico ed importante” passerà/passerete ad essere “seri e decisi”? Ai posteri l’ardua sentenza (visto che il presidente non vede, non sente, non parla e “nenti sapi”).

Condividi sui social

Grosseto Reggina 2-2: tabellino, cronaca e commento

Grosseto – Reggina: 2-2. Grosseto (4-4-1-1): Acerbis; Vitofrancesco, Conteh, Melucci e Mora; Esposito (Alfageme dall’82°), Papini (Joelson dal 66°), Carobbio (c) e Job (Fautario dal 79°); Consonni; Pichlmann. In panchina: Aldegani, Crescenzi, Fautario, Vitiello, Asante, Joelson e Alfageme. All.: Sarri. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Valdez; Barillà, Vigiani (Pagano dall’80°), Tedesco (c), Missiroli e Rizzato; Viola (Rizzo dal 61°) e Bonazzoli. In panchina: Fiorillo, Camillieri, Montiel, Costa, Cacia, Brienza e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Assistenti: Alessandroni ed Altomare. Andata: 1-1 (Pagano e Pinilla) Marcatori: Viola al 60°, Vigiani al 64°, Joelson al 67° e Consonni (rig.) al 92°. Ammoniti: Papini al 39°, Viola al 60°, Barillà al 62° Bonazzoli all’87°. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Nel Grosseto sono squalificati Turati e Federici e sono diffidati Freddi, Papini, Consonni e D’Alesssandro; nella Reggina è squalificato Lanzaro e sono diffidati Adejo, Vigiani, Brienza, Barillà, Costa, Castiglia e Pagano. Due assenti perché impegnati con le nazionali: D’Alessandro (con l’Under 19) e Carmona (con la nazionale maggiore cilena in preparazione ai Mondiali).

La cronaca ed il commento. Grosseto ancora con qualche speranza di accesso ai playoff e Reggina alla ricerca dei 3 punti per la matematica salvezza. Prima della gara osservato un minuto di silenzio in memoria dei due ultimi militari italiani morti in Afghanistan. Brienza manda in campo sin dal primo minuto il giovane Viola e lascia in panca il giocatore amaranto più tecnico e senza il quale vedremmo con occhi rassegnati questa gara e cioè Brienza. L’unica motivazione veramente plausibile, e non verosimile come magari dichiarerà qualcuno in seguito, è la consapevolezza da parte Foti di avere la salvezza in tasca (la settimana prossima al “Granillo” le farà visita un già salvo e demotivato AlbinoLeffe) e, quindi, di mettere in vetrina chi può aver mercato da qui ad agosto (da commerciante qual è, ci saremmo straniti del contrario). La prima occasione è dei padroni di casa con Esposito che calcia in porta ma non coglie di sorpresa Marino attento ben posizionato. All’8°, su azione nata da corner, ci prova Valdez di testa ma il pallone termina alto sulla traversa. Al 10° ci prova proprio Viola ma il suo tiro finisce decine di metri lontano dalla porta (se la vetrina gli fa questi effetti Foti non sarà affatto contento). Ma, in fondo, non contano le prestazioni quanto le presenze in campo. Al 13° Reggina vicinissima al goal. Viola si riscatta e serve Bonazzoli che prova la conclusione al volo di destro ma il pallone sfiora il palo dal lato opposto al tiro. Gara dai ritmi blandi, rigorosamente da fine stagione e da, conseguente, deliziosa pennichella primaverile. La cronaca della gara non ci consente di scrivere nulla per interminabili minuti e lo spettacolo è davvero mediocre considerato che le due formazioni, ufficialmente (ma non ufficiosamente) devono ancora raggiungere i rispettivi obiettivi. Quello del Grosseto è strettamente legato al risultato di Cittadella-Crotone in cui, per sognare i playoff e giocarseli nell’ultima gara ad Empoli, i padroni di casa dovrebbero perdere (e non è così giacché i veneti sono già sul 2-0 in proprio favore); quello della Reggina, invece, è legato a ben poco partendo dal presupposto che, tra 7 giorni, l’AlbinoLeffe verrà a Reggio senza la benché minima voglia ma solo per dovere. Il pubblico di Grosseto si gode il sole e fischia i propri giocatori: come biasimarli visto che, a campi invertiti, anche la Reggina subirebbe lo stesso trattamento? Al 43°, ben mezz’ora dopo l’ultimo spunto degno di cronaca (!), timidamente ci prova la Reggina con Barillà il cui colpo di testa in area è controllato da Acerbis che lo vede terminare alto. Il primo tempo finisce qui ed il nostro netbook può comodamente scivolare in standby per l’ennesima volta senza che venga “disturbato” per almeno altri 15 minuti. Fortuna vuole che siamo solo a 7 giorni dalla fine di un campionato lunghissimo e logorante non fosse altro che per le ennesime delusioni che Foti & Co. ci hanno regalato anche quest’anno per il secondo anno consecutivo. Raggiunto l’obiettivo (e che obiettivo!) salvezza, ci auguriamo che nessuno venga al nostro cospetto manifestandosi contento e soddisfatto. In verità, non crediamo ci siano spunti per esserlo se non per aver evitato la Lega Pro. Certo, Foti sarà di diversa opinione ma come non capirlo? La Reggina si salva e lui incassa (sempre e comunque) vendendo i pochi che hanno fatto bene quest’anno (Brienza su tutti, ma anche Missiroli, Adejo e forse anche qualcun’altro). Beato lui. E la Reggina? Ancora un anno di B e per il resto si vedrà! Inizia il secondo tempo e la Reggina mostra di esserci sul campo. Prima Barillà ci prova ma il suo tiro viene smorzato e termina tranquillamente tra le braccia di Acerbis. Poi Bonazzoli viene lanciato tutto solo diretto in porta ma, volontariamente ed inspiegabilmente, rallenta (!) la sua corsa consentendo allo stesso Acerbis tutto il tempo di cui ha bisogno per uscire e bloccare. L’episodio è indicativo abbastanza o occorre dell’altro per spiegare a che tipo di gara stiamo assistendo? I tifosi amaranto anche a Grosseto cantano “Solo per la maglia, noi ci siamo solo per la maglia” e noi condividiamo aggiungendo il nostro doverci essere anche solo per dovere nei confronti dei nostri lettori. Che noia! Che barba, che noia! Al 54° ci prova il Grosseto con Esposito ma, provvidenzialmente, sulla traiettoria del tiro diretto in porta si mette Valdez che respinge. Il raggiungimento dell’obiettivo salvezza, per la Reggina, dev’essere rinviato. Se, infatti, Reggina e Triestina oggi ottenessero lo stesso risultato la Reggina sarebbe salva aritmeticamente in virtù della differenza reti negli scontri diretti contro gli alabardati (vittoria per 3-1 all’andata e sconfitta per 1-2 al ritorno), ma la Triestina è appena andata in vantaggio e quindi. Nemmeno il tempo di finire di scrivere e la Reggina passa. E’ il 60° e Viola (nella foto festeggiato a Cesena), sfruttando un assist di Missiroli, appoggia lentamente in rete e realizza il suo secondo goal in stagione dopo quello nella gara vittoriosa all’esordio in campionato a Cesena (per la cronaca, un minuto dopo esce lo stesso Viola ed entra Rizzo: stessa motivazione, stessa operazione commerciale di cui abbiamo già detto prima). Nel frattempo la Triestina si fa raggiungere dall’Ancona e la salvezza amaranto è ancora più solida. Lo è addirittura ancor di più al 64° quando la Reggina raddoppia. Barillà crossa basso da destra, da dietro arriva Vigiani (nella foto) ed insacca quello che rappresenta il suo primo goal stagionale. Il risultato è al sicuro così come anche la prossima partecipazione al campionato di B 2010/2011. Che assai magra consolazione, ma meglio di così non poteva essere. Il pubblico di casa fischia (e non ha torto) e trova “consolazione” divertendosi a cantare cori contro il Modena che perde a Cesena. Nel frattempo il Grosseto accorcia le distanze. E’ il 67° e Joelson (ex amaranto e di proprietà ancora reggina), raccogliendo un cross da destra di Esposito, schiaccia di testa in rete sorprendendo Marino. Poco male, per la Reggina obiettivo raggiunto anche con il pareggio se la Triestina non vince contro l’Ancona. Al 72° ci riprova il Grosseto che, ormai abbandonati i sogni di gloria con il Cittadella che sta battendo il Crotone per 3-0, prova a non perdere la sua ultima gara casalinga. E’ Consonni che, di testa, mette fuori raccogliendo un cross proveniente da sinistra. All’84° la cronaca ci impone di segnalare che alla Reggina è, di fatto, negato un rigore nettissimo per una vistosa, quanto inutile, spinta di Melucci ai danni di Tedesco. Né l’assistente Alessandroni né l’arbitro Gava intervengono ed il gioco prosegue. In fondo anche Tedesco, dopo un abbozzo di protesta se la ride, si alza e riprende a giocare. Anche questo è il calcio o, per meglio dire, in occasione di una partita come questa ed, in vero, di tante altre ancora. La cronaca segnala che prima Missiroli e poi Pagano si divorano il terzo goal, quello della tranquillità assoluta, e si sta ancora con il patema d’animo. Patema che si realizza al 91° allorquando il Grosseto beneficia di un rigore per uno stupido fallo di Cascione su Alfageme. Consonni va sul dischetto e spiazza Marino. Immediatamente dopo l’arbitro Gava fischia la fine della gara e si scatena un parapiglia con i giocatori della Reggina che se la prendono con Consonni “reo” di aver segnato un goal inutile per i suoi e che, d’altro canto, complica un po’ le cose ai reggini qualora la Triestina battesse l’Ancona (cosa che avviene con un altro rigore al 96°, n.d.r.). La solita storia, le solite cose: chiediamo la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi arrabbiarci se ciò avviene a scapito nostro. Questo è il calcio del terzo Millennio, questo è il calcio del business. La sostanza è che Reggina – AlbinoLeffe di domenica prossima non sarà più una gara senza storia, ma è diventata decisiva per la salvezza amaranto. Occorrerà, infatti, battere i bergamaschi per raggiungere l’obiettivo. La Reggina, ancora una volta, artefice dei suoi mali: ha giochicchiato “rinunciando”, di fatto, a realizzare il terzo goal e, poi, ha regalato, perché di regalo di Cascione si tratta, il rigore del pari salvo poi incazzarsi con chi l’ha realizzato. Mah! “Stranezze” del calcio del Termo Millennio. Ad majora (o malora?)!

Condividi sui social

Viola: l’under 15 è campione regionale

L’Under 15 maschile della Scuola di Basket Viola, già campione provinciale, vince il titolo Regionale con ben due giornate d’anticipo rispetto al calendario. Infatti la vittoria di Castrovillari di domenica scorsa ha regalato con una giornata di anticipo alla Scuola di Basket Viola la conferma del titolo regionale nella categoria under 15 per il secondo anno consecutivo. Buone le prestazioni dei giovani neroarancio in un girone regionale nuovo nella formula che ha visto coinvolte le prime classificate di ogni provincia e le seconde e terze del girone reggino. Solo la trasferta contro il San Michele Catanzaro ha visto Smorto e compagni uscire sconfitti dal terreno di gioco.

Battuta d’arresto che però ha fatto bene ai "violini" che hanno rialzato subito la testa ed in 3 giorni hanno battuto per 2 volte Castrovillari ipotecando così il passaggio alla fase successiva. Spareggio interregionale, quindi, per i campioni della calabria della scuola di basket Viola che il 26 maggio prossimo affronteranno la Sport Managment Latina, terza classificata del girone laziale. I reggini proveranno ad ottenere il pass per i concentramenti nazionali. Una bella squadra, quella che giocherà contro il Latina, composta da Barrile, Scordino, Smorto, La Russa (tutti rappresentanti della Calabria al Trofeo delle Regioni), Costantino, Latella, Pandolfi, Gallo, Timone, Lupusor, Barreca, ed in panchina per l’infortunato Andrea Geria che nonostante il braccio ingessato seguirà i suoi compagni in questa bellissima ma difficilissima trasferta. Una nuova soddisfazione, dunque, per il coach Domenico Bolignano (nella foto), per la sua assistente Larissa Smorto e per la società NeroArancio che, ancora una volta, raccoglie i frutti del lavoro, dell’impegno e dell’attenzione prestata ai giovani della Scuola Basket.

Condividi sui social

Reggio Calabria: arrestato per stalking, minaccia e maltrattamenti

I Carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria con la quale si disponeva l’applicazione del regime degli arresti domiciliari a carico di Condello Domenico (nella foto), di anni 38, pregiudicato per reati di mafia, cugino di primo grado del boss Pasquale Condello, capo dell’omonima cosca influente nella zona nord di Reggio Calabria. Il provvedimento scaturisce da una richiesta di emissione di misura cautelare a seguito delle denunce sporte dalla ex convivente S.M., più volte maltrattata e minacciata insieme alla figlia nata dalla relazione proprio con il Condello. I reati contestati sono: stalking, minaccia e maltrattamenti in famiglia. Nonostante il Condello non fosse più convivente della ex moglie, la minacciava di morte e la perseguitava con continue chiamate al telefono e visite non programmate presso l’abitazione.

Presumibilmente il motivo di tale comportamento era dovuto anche al fatto che il Condello, riteneva la figlia minore essere una della cause della rottura del matrimonio, non potendo lo stesso avere momenti d’intimità. Condello Domenico, sin da giovane età  si rendeva responsabile di  associazione per delinquere di tipo mafioso. A riscontro, circa la sua appartenenza all’omonima organizzazione criminale, facente capo al latitante Condello Pasquale cl. 1950, vi è l’Ordine di Esecuzione Pena del 15.04.2002 con il quale veniva condannato alla pena di anni 5 di reclusione proprio per associazione per delinquere di tipo mafioso ed altro. La Corte di Appello di Reggio Calabria, in data 12.11.1997, nel rigettare l’istanza presentata dallo stesso tendente ad ottenere la revoca degli arresti domiciliari, così riferiva: ”…il Condello è stato, con doppio grado di giudizio, condannato per gravi episodi estorsivi che si inquadrano in un contesto di criminalità organizzata…”.

Condividi sui social

Reggio Calabria: operazione “Reale 3”

Nella mattinata odierna, in Reggio Calabria, militari del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla sezione G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria traendo in arresto Macrì Giorgio (nella foto), nato a Polistena (RC) il 30.09.1983, in atto detenuto per altra causa presso la casa circondariale di Reggio Calabria perchè con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commesse in tempi diversi ed in concorso con Pelle Giuseppe e Pelle Antonio cl. 87  compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere un imprenditore di Platì (RC), allo stato non individuato, a versare una somma di denaro pari ad € 20.000,00, corrispondente al 10% dell'importo del capitolato d'appalto che lo stesso si era aggiudicato per realizzare delle opere nel comune di Condofuri (RC), con l'aggravante di essere appartenente ad una organizzazione di tipo mafioso.

L’arrestato costituisce oggetto di approfondimenti investigativi e di accertamenti esperiti, successivamente all’esecuzione dei provvedimenti dell’ operazione “Reale”. Il Macrì era già stato arrestato dai carabinieri nell’operazione “parola d’onore” il 15 aprile 2010 insieme a 25 persone responsabili a  vario titolo – per associazione di tipo mafioso (cosca di ‘ndrangheta Rodà – Casile), estorsione, danneggiamento, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni, violenza e minaccia a P.U. i soggetti colpiti dai provvedimenti sono residenti nei comuni di Condofuri (RC) e San Lorenzo (RC) della provincia di Reggio Calabria. la cosca Rodà – Casile aveva una vera e propria strategia di controllo del territorio, l’evoluzione dell’attività investigativa, ha delineato le finalità principali della compagine criminale: acquisizione del controllo del territorio tramite l’imposizione del racket delle estorsioni a carico degli operatori economici del comprensorio; aggressione degli appalti pubblici promossi dal comune di Condofuri (RC); traffico di armi e munizioni; condizionamento delle decisioni dell’ amministrazione comunale in carica dal 2004 al 2009.

Condividi sui social

Accademia del Tempo Libero: al via la terza edizione del concorso nazionale “Città Metropolitana di Reggio Calabria”

Torna anche quest’anno il concorso Nazionale di interpretazione musicale “Città Metropolitana di Reggio Calabria”, organizzato dall’associazione “Accademia del Tempo libero” e patrocinato dal Comune di Reggio Calabria. Un’iniziativa che tanto successo ha riscosso nelle passate edizioni, dando la possibilità ad artisti e musicisti reggini di farsi conoscere ed apprezzare da appassionati ed intenditori, e mettendo in palio, anche quest’anno, premi per un valore totale di 5 mila euro. Per il terzo anno consecutivo, dunque, il sodalizio mette in piedi una commissione formata da esperti, professionisti e da componenti del direttivo.

Le sezioni in cui si articola il concorso sono sette e le prove si svolgeranno secondo il seguente calendario: dal 21 al 24 giugno, (con inizio alle ore 9,30): prove con i pianisti accompagnatori ed audizioni (dalle ore 15.00). Lunedì 21 giugno: solisti archi; martedì 22 giugno: solisti fiati; mercoledì 23 giugno: solisti chitarra; giovedì 24 giugno: solisti pianoforte; venerdì 25 giugno, ore 9,30: audizioni ensemble corsi ad indirizzo musicale; ore 14,00 prove con i pianisti accompagnatori (cantanti); ore 15,30 audizioni cantanti lirici; sabato 26 Giugno, ore 9.30, musica da camera.

Condividi sui social

Appuntamento con il futuro: al Cedir di Reggio Calabria il 19 ed il 20 giugno i prossimi corsi su creatività ed analisi della crisi economica

L’auditorium Gianni Versace di Reggio Calabria ha ospitato il primo “Appuntamento con il futuro”: il seminario del Coesa – Centro Organizzazioni Eventi Sociali ed Aziendali, realizzato in collaborazione con la Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria e la TopMind Training. Il corso, suddiviso in tre appuntamenti, con i prossimi il 19 e il 20 giugno, si propone gli obiettivi di valorizzare la persona nella sua interezza, la capacità di saper comunicare, creare e convivere con sé stessi e con gli altri. I circa cento partecipanti, appartenenti a tre generazioni e provenienti da vari settori: universitario, sportivo, sociale, politico, aziendale e imprenditoriale, hanno vissuto due giorni di intense emozioni grazie al trascinante psicologo, motivatore, scrittore, giornalista, Mario Furlan con il corso “Risveglia il campione in te”. Ad aver creduto fortemente nel progetto ed a realizzarlo a Reggio Calabria, è stato il presidente del Coesa, Giovanni Quattrone, con la collaborazione di Miriam e Patrizia Pagliarone (Top Mind training), entrambi economiste ed esperte di comunicazione, formazione e selezione del personale per numerose aziende italiane, ed il prezioso aiuto del direttore della Scuola Regionale dello Sport del Coni Calabria, Mimmo Albino.

Il Coni Calabria ha, inoltre, patrocinato l’iniziativa insieme alla Regione Calabria,  alla Confindustria ed al Comune di Reggio Calabria. “Il Coni – ha detto il suo presidente regionale, Mimmo Praticò (nella foto d'archivio) – ha subito ritenuto che l’incontro con Furlan possedesse una grande valenza sociale, applicabile allo sport, naturalmente, perché proprio lo sport, ai giorni nostri, rimane l’ultima attività sociale in grado di trasmettere valori etici ed ideali positivi. Questo seminario offre la possibilità alla gente del Sud, spesso lontana da iniziative di questo genere, di migliorare le proprie qualità ed i propri comportamenti inconsci. Una sorta di psicologia applicata per vivere bene e meglio, innanzitutto con se stessi, e ottenendo il massimo dalle proprie capacità”. I corsisti, infatti, messi a loro agio da Furlan e dal suo collaudato programma/libro che tratta di autostima, comunicazione, sicurezza di se, carisma e gestione ottimale del tempo, hanno da subito mostrato pieno interesse verso i temi trattati. Tutti coinvolti, sempre più, fino ad arrivare a toccanti ed indimenticabili momenti di commozione a seguito del raggiungimento di una sorta di “condivisione delle emozioni”, dei sogni e delle paure di ognuno, col fine di superare insieme le difficoltà psicologiche della vita. Dall’esperienza di Luigi, giovane milanese dal fragile passato, che trova vita e motivazioni proprio in Calabria, all’uomo d’affari e in carriera che riconosce in pubblico alcuni errori di percorso. Sulle note dell’energica “Viva la vida” dei Coldplay, tutti si sono lasciati andare e messi in discussione. Due relatori d’eccezione, Antonio Gentile e Gaetano Gebbia, uno coreografo, l’altro coach di basket, ambedue di altissimo livello, hanno raccontato le loro esperienze. Non ultima la presenza di Jerry Longo, non vedente calabrese, famoso per aver partecipato alla penultima edizione del Grande Fratello, il quale, grazie al suo spirito d’animo e ad una spiazzante autoironia, fa passare in secondo piano il suo handicap. Sabato 19 e domenica 20 giugno prossimi, due appuntamenti che, a questo punto, si preannunciano ancora più interessanti: sabato, “Strategie creative per innovare con successo” presentato da Hubert Jaoui, uno dei maggiori esperti di creatività applicata, con l’intervento di Edward de Bono, considerato come la massima autorità mondiale del pensiero creativo e dell'insegnamento delle abilità del pensiero, fondatore del “pensiero laterale”. Domenica, “L’economia del futuro: politiche e prospettive per il Mondo, l’Italia e il Mezzogiorno” dell’esperto mondiale di Economia Internazionale, Dominick Salvatore.

Condividi sui social

Taurianova (RC): operazione “Affari di famiglia”

Nelle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri di Taurianova hanno dato esecuzione a 4 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di detenzione ai fini di spaccio, commercio e cessione di diversificati quantitativi di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”. I provvedimenti hanno riguardato Marcello Maduli, Antonio Larosa, Rocco Larosa e Giuseppe Larosa (nelle foto), tutti tra loro imparentati e facenti parte del gruppo di spacciatori al dettaglio ritenuto più attivo su Taurianova e comuni limitrofi, che ora può dirsi disarticolato. Nei confronti dei primi due è stata applica la custodia cautelare in carcere, mentre a carico degli altri, la misura meno affittiva degli arresti domiciliari presso le abitazioni di residenza. Per quanto concerne Antonio Larosa il provvedimento  segue una precedente misura con la quale era stato ristretto alcuni giorni addietro presso il carcere di Palmi, dove gli è stata notificata questa ulteriore misura detentiva.

Le prove sono state raccolte grazie ad una serie di complessi accertamenti che hanno riguardato intercettazioni telefoniche, pedinamenti, servizi di osservazione a distanza e vari riscontri, necessari per definire un quadro probatorio sufficiente a sostenere l’accusa durante le fasi successive del procedimento che si è instaurato nei loro confronti. Le fonti di prova raccolte dai Carabinieri scaturiscono dagli accertamenti che hanno riguardato il periodo compreso tra novembre 2008 e febbraio 2009. Genesi dell’indagine. L’attività investigativa parte da alcune iniziative investigative dei militari della Compagnia di Taurianova, svolte nell’ambito di  strategie di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Da un primo sequestro di marijuana e cocaina effettuato alla fine del 2008, l’attenzione investigativa si è concentrata su un gruppo di soggetti particolarmente attivi, il cui “nucleo forte”è risultato essere costituito dai fratelli Larosa di Taurianova. Questo primo quadro d’insieme, suffragato nei mesi successivi dal sequestro di altri oggetti solitamente utilizzati per lavorare le sostanze stupefacenti, confezionando le singole dosi, è stato il punto di partenza per comprendere la provenienza e la destinazione delle sostanze illecite. Sviluppo delle indagini. I quattro personaggi destinatari delle misure cautelari appartengono ad un unico contesto familiare, nel cui ambito era stata organizzata una vera e propria filiera dello spaccio. Ogni singolo indagato curava mansioni specifiche dell’attività di spaccio.  Le attività poste in essere dagli investigatori hanno consentito di appurare diverse cessioni dietro corrispettivo di denaro, per cui è possibile affermare che vi fosse un vero e proprio fiorente commercio con relativi incassi. Talvolta però sono state documentate anche delle cessioni a titolo gratuito, che comunque costituiscono la violazione della legge sugli stupefacenti.  L’approfondimento investigativo. Gli elementi probatori raccolti hanno indotto la Procura della Repubblica di Palmi ad emettere le misure cautelari sopra indicate contestando, ai singoli indagati, il reato di detenzione ai fini di spaccio ed il reato di spaccio, aggravati dalla recidiva e dalla continuazione, poiché l’attività non avrebbe conosciuto mai sosta. Lo spaccio avveniva infatti quotidianamente, senza soluzione  di continuità. L’aspetto singolare dell’indagine è rappresentato dalla scaltrezza dimostrata dagli indagati, che avevano architettato una serie di espedienti che gli consentiva di spacciare in tutte le ore della giornata, in quelli che potremmo definire veri e propri “mercatini della droga” all’aperto. Un fenomeno allarmante se si considera che tra i luoghi prescelti per la vendita dello stupefacente vi erano alcune delle piazze principali del Comune di Taurianova, quotidianamente frequentate da bambini e giovani. Piazze che, oggi, sono libere grazie all’operazione di questa notte. Tra gli espedienti possiamo citare fra tutti quello di posizionare, in alcuni punti strategici, una serie di vedette pronte a segnalare l’arrivo di autovetture delle Forze di Polizia. Ovviamente, anche in questo caso, gli spacciatori usavano un linguaggio criptico ed in codice per accordarsi su ogni singolo aspetto dell’attività. Il fatto che il gruppo fosse tuttora particolarmente attivo è confermato dall’arresto, avvenuto qualche giorno addietro, di Antonio Larosa e della sua convivente Angela Carbone perché il 25 aprile scorso, per sottrarsi ad un controllo, con la propria autovettura avevano speronato un’auto della Polizia di Cittanova ed erano fuggiti ad altissima velocità per le vie del paese, mettendo a repentaglio la vita dei cittadini. In quella circostanza, i due, avevano tentato di liberarsi di ben mezzo chilo di marijuana e di varie dosi di cocaina lanciandole dal finestrino dell’auto in corsa. Con l’operazione di oggi i carabinieri di Taurianova hanno messo fine ad una piaga per Taurianova ed i comuni limitrofi. E’stato infatti disarticolato quello che si ritiene essere il gruppo egemone  per lo spaccio al minuto di stupefacente su Taurianova e comuni limitrofi, vero e proprio anello di collegamento tra l’utenza ed i circuiti del grande traffico. Molti erano infatti i giovani che si rivolgevano ai Larosa per soddisfare le loro esigenze di stupefacente. I riscontri in fase d’indagine. I militari hanno operato prevalentemente con i metodi classici di indagine, privilegiando la presenza sul territorio rispetto alle indagini tecniche. A riscontro dell’attività d’indagine sono stati conseguiti i seguenti risultati: altre quattro persone denunciate in stato di libertà per il reato detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana; alcune confezioni in plastica contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana; alcuni modesti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo Cocaina. I destinatari delle misure cautelari. Custodia cautelare in carcere per: Maduli Marcello, muratore cl. 1963 di Taurianova pregiudicato e Larosa Antonio, disoccupato cl. 1982, di Taurianova. Custodia cautelare agli arresti domiciliari per: Larosa Rocco, disoccupato di Taurianova  cl. 1977 e Larosa Giuseppe, operaio di Taurianova cl. 1978. Le determinazioni dell’Autorità Giudiziaria. Il GIP del Tribunale di Palmi Dr.ssa Silvia Capone su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Palmi Dr. Andrea Papalia ha concordato gli esiti investigativi raccolti dai Carabinieri della Compagnia di Taurianova, emettendo le misure cautelari sopra riportate. Le attività sono state coordinate dal Procuratore di Palmi Dr. Giuseppe Creazzo.

Condividi sui social

Reggina, la salvezza è un risultato da ottenere prima possibile

altUna pratica da chiudere al più presto. Una salvezza da agguantare subito per cancellare una stagione fallimentare. E’ anche  questo il motivo per il quale la Reggina ha deciso di anticipare la partenza per la trasferta di Grosseto. Da oggi e fino a sabato il gruppo sosterrà sedute di allenamento nella capitale prima del trasferimento sabato pomeriggio in terra toscana. Nessuna distrazione, massima concentrazione e tanto lavoro per arrivare all’obiettivo se è possibile con una giornata di anticipo. Senza fare troppi calcoli raggiungendo quota 53 si è al sicuro, la società, il tecnico Breda ed i calciatori non vogliono cullarsi sull’ultima partita al Granillo contro l’ormai tranquillo Albinoleffe. Anche perchè questo campionato ha più volte dato segnali di pericolosità e quello che potrebbe sembrare un risultato scontato, più trasformarsi in una sorpresa sgradevole.

Anche se, e lo ripetiamo da tempo, alla fine è stata sempre la Reggina a complicarsi la vita da sola, fin troppo recente la sconfitta interna con l’Ascoli per dimenticarlo, punti manscanti che ad oggi ci avrebbero già garantito la permanenza. Breda (nella foto) a Grosseto con il solo Lanzaro squalificato, per il resto tutti arruolabili. Con un Brienza molto ispirato, Bonazzoli tornato al gol dopo un girone intero, Barillà nuovamente decisivo sotto rete, ma un Carmona in meno. Il cileno, infatti, ha giocato la sua ultima gara di questa stagione sabato scorso con il Gallipoli, per lui la grande soddisfazione di una convocazione per il Sud Africa con il Cile e probabilmente dopo la kermesse mondiale, il saluto definitivo alla società amaranto, visto che sul centrocampista ci sono diverse società della massima serie che hanno manifestato un forte interesse. Il Grosseto, paradossalmente, nonostante la sconfitta beffa di Frosinone, non può ritenersi assolutamente del tutto fuori dalla corsa play off, anzi. A poter avvantaggiare i biancorossi lo scontro diretto di domenica tra il Cittadella ed il Crotone. In caso di parità tra le due compagini e con i dovuti scongiuri, battendo la Reggina, avrebbe la possibilità di scavalcare i pitagorici e accorciare sui patavini, i quali, la settimana successiva, dovranno rendere visita al Torino, mentre lo stesso Grosseto chiuderà ad Empoli. Calcoli che avranno fatto anche il tecnico Sarri ed i suoi, per questo motivo è logico aspettarsi una squadra ancora motivata, seppur priva dei suoi uomini migliori come Pinilla e Consonni, ai quali si sono aggiunti anche Turati e Federici.

Condividi sui social

Reggio Calabria: a Pellaro rinvenute armi, droga ed esplosivo

Nel primo pomeriggio di ieri 19 maggio, in Reggio Calabria, frazione Pellaro, i Carabinieri della stazione di Pellaro e del nucleo operativo di Reggio Calabria hanno rinvenuto, in località fondo Giunta, uno scooter, abbandonato ai lati di una strada, e uno zainetto contenente armi, esplosivo e droga. L’attività dei militari nasce, in particolare, su segnalazione di un cittadino insospettito per la presenza di un motociclo disteso su una strada interpoderale in località fondo Giunta. Arrivati sul posto, i carabinieri hanno constatato la presenza dello scooter, poi risultato oggetto di furto, nel luogo indicato e hanno rinvenuto, lì accanto, un piccolo zaino con cerniera di chiusura parzialmente aperta.

Da una prima osservazione rivolta all’interno dello zaino, i militari hanno notato una spoletta di una bomba e hanno richiesto l’intervento dell’artificiere che ha potuto così verificare, in condizioni di sicurezza, l’effettivo materiale contenuto, consistente in: una bomba a mano di tipo offensivo, completamente integra, modello ms2p3, di fabbricazione jugoslava,. due panetti di tritolo del peso di circa grammi 200 (duecento) cadauno con foro predisposto per l’innesco, una pistola calibro 7.65, con matricola abrasa, e una busta di plastica contenente “marijuana” del peso di circa un kilo e mezzo (nella foto). Sono in corso indagini dei carabinieri dirette a ricostruire la provenienza del materiale sequestrato e l’esatta dinamica del fatto.

Condividi sui social

“Omertà legalizzata con il ddl sulle intercettazioni”, la preoccupazione del Sindacato dei Giornalisti mentre il Governo marcia per approvare la legge

“Legalizzazione dell’omertà: è il rischio che sta correndo l’intero Paese, mentre il Governo marcia, a quanto pare senza indugi, verso l’approvazione definitiva del decreto legge sulle intercettazioni”. A puntare il dito contro “un provvedimento che, se diventerà legge, sancirà la condanna a morte del diritto di cronaca e, più in generale, della libera informazione” è Carlo Parisi (nella foto), Segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e componente della Giunta esecutiva della Federazione Nazionale della Stampa. Che incalza: “Forse non tutti, giornalisti e cittadini, hanno bene in mente cosa prevede il decreto. Perché, altrimenti, sarebbe già esplosa una rivoluzione, senza esagerazioni di sorta: a rischiare non è soltanto il diritto-dovere ad una corretta informazione, ma il significato più profondo e concreto della democrazia e della civiltà nel nostro Paese”.

Sembra, insomma, di essere piombati indietro, “alla stregua – ribatte Parisi – delle epoche buie, come se anni e anni di vere rivoluzioni, conquiste sociali e civili, non fossero servite a nulla. Cancellate con un colpo di spugna per vagliare una legge-tutela pensata, su misura, dalla maggioranza di turno. Un fatto ancor più grave per regioni come la Calabria, ma penso anche a Sicilia, Puglia e Campania, dove la gente – e i giornalisti – hanno impiegato decenni per affrancarsi da logiche criminose, improntate all’omertà. Ovvero al silenzio”. “L’invito che rivolgo a tutti, e non solo ai colleghi giornalisti, – prosegue Parisi – come rappresentante di un Sindacato unitario, nato per difendere la libera informazione, è di riflettere. Di provare a pensare a cosa stiamo, realmente, andando incontro: se il ddl progettato dall’attuale Governo approderà al vaglio definitivo, i cronisti potranno dire addio al proprio mestiere. La legge, se diventerà tale, non consentirà più la pubblicazione degli atti giudiziari, anche quando non coperti da segreto istruttorio; non permetterà di pubblicare le intercettazioni che smascherano atti, progetti, menti criminose o semplicemente dediti alla truffa e al ladroneggio ai danni della collettività; negherà, insomma, il più sacrosanto dei diritti civili, quello di informare ed essere informati. Un diritto conquistato anche con la vita, in terre come la nostra”.

Condividi sui social

“Attualità in Gastroenterologia”: il Centro Internazionale Scrittori della Calabria sul tema “I disordini acido-correlati”

altStili di vita e regimi alimentari disordinati possono diventare cause di disturbi all’esofago. Su questo filone principale si è svolto in questi giorni il convegno presso i locali della biblioteca comunale “De Nava” organizzato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria sul tema “I disordini acido – correlati”. Un’iniziativa che rientra nell’ambito del programma “Attualità in Gastroenterologia” e che ha visto l’intervento del dott. Angelo Lauria, dirigente dell’unità gastroenterologia e endoscopia digestiva dell’azienda ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli”. I disturbi dell’apparato gastroesofageo (nella foto), secondo quanto spiegato a chiare lettere dal dott. Angelo Lauria, hanno un’elevata percentuale di incidenza nella popolazione occidentale. Sono disturbi legati alla secrezione acida dello stomaco riconducibile principalmente al problema del reflusso gastroesofageo con o senza ernia iatale. A questo tipo di problematica si vanno ad aggiungere altre patologie come la malattia ulcerosa, l’ulcera duodenale, l’ulcera gastrica, le gastriti e le duodeniti, tutte legate all’aumento o comunque alla secrezione acida gastrica.

La malattia da reflusso nei Paesi occidentali colpisce una persona su quattro, circa il 25 % della popolazione; quindi una malattia con un alto impatto sia da un punto di vista socio-economico, sia sotto il profilo della qualità di vita dei pazienti. Uno smoderato stile di vita e alimentare sono tra le cause del reflusso gastroesofageo. Alto consumo di sigarette, alcol, sovrappeso e obesità rappresentano i principali capi d’imputazione di questo genere di disturbi. A ciò si aggiunge anche il consumo di farmaci che inibiscono lo sfintere esofageo inferiore, cioè quella valvola che separa l’esofago dallo stomaco. Questa valvola si apre per far passare il cibo – spiega Lauria –  e si richiude immediatamente dopo che questo è passato nello stomaco. Se il meccanismo non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe, può capitare che parte del cibo ingerito torni indietro e i succhi gastrici provenienti dallo stomaco ritornano nell’esofago provocando dolore, infiammazione e ferite, essendo quest’ultimo privo di protezione dagli acidi. Un fenomeno che può essere causato anche dalla presenza di un batterio (helicobacter), il quale può colonizzare la mucosa gastrica producendo sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera. Fra i consigli più utili per contrastare i disturbi da reflusso gastroesofageo, rientrano ovviamente quelli di natura alimentare. Evitare le abbuffate o l’assunzione smoderata di grassi, cioccolato, succhi d’agrumi, pomodoro, fritti, noci e arachidi, bevande gassate e alcolici.

Condividi sui social

Operazione “Reale”: i ROS eseguono due ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettanti imprenditori

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 11 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsioni ed altri gravi reati. Il G.I.P. del capoluogo reggino, oltre a confermare l’impianto accusatorio del fermo di indiziato di delitto eseguito il 22 aprile u.s. nei confronti degli esponenti della cosca Pelle, Morabito, Ficara e Latella, ha inteso estendere il provvedimento cautelare a due imprenditori ritenuti responsabili di intestazione fittizia di beni, (art.12 quinquies legge n. 356 del 1992) per la loro attiva partecipazione alle società riconducibili alla cosca pelle di San Luca. Contestualmente, l’A.G. ha infatti disposto il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale delle società Freedom cafè srl ed Azzurra Costruzioni, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. I nuovi arrestati si identificano in Francone Giuseppe, nato a Palizzi (RC) il 26.03.1943, e Carbone Sebastiano, nato a Locri (RC) il 05.06.1988, entrambi emersi quali soci (rispettivamente  accomandante e accomandatario) della “Freedom cafè s.a.s.” di Ardore (RC), specializzata nella gestione di stazioni di servizio, ricevitorie, ristorazione e vendita di generi di monopolio, di fatto riconducibile a Pelle Antonio classe ’86.

Il provvedimento di sequestro riguarda, oltre alla citata Freedom cafè, anche l’impresa “Azzurra Costruzioni”, riconducibile a Pelle Antonio classe ’87, che ha recentemente subito il danneggiamento di numerosi autocarri e di 5 betoniere in località Santa Venere di San Luca. L‘attività, scaturita dagli esiti del fermo di indiziato del 22 aprile u.s., ha permesso pertanto di individuare ulteriori beni nella disponibilità della cosca pelle ed ha confermato l’adozione, da parte degli esponenti dell’ndrina, dei ricorrenti accorgimenti di dissimulazione dei patrimoni illecitamente accumulati, quali la fittizia intestazione, al fine di sottrarsi ai temuti provvedimenti ablativi. In definitiva, dall’attività d’indagine sono emerse chiare indicazioni sul carattere unitario dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, sulle rilevanti disponibilità economiche e patrimoniali, sugli stretti rapporti esistenti tra gli esponenti delle cosche piu’ importanti e sull’esistenza di un organo sovraordinato alla struttura territoriale dei “locali”, denominato “provincia”, devoluto alla risoluzione delle controversie, in quanto investito di maggiore responsabilità. La vicenda inoltre, ha confermato la posizione di assoluto rilievo riconosciuta agli esponenti della famiglia pelle, in relazione al richiamo delle regole vigenti nella ‘ndrangheta, avendo riguardo alle problematiche ordinative delle singole cosche e alle gerarchie tra gli affiliati.

Condividi sui social