Coni, nuove opportunità di sviluppo sportivo turistico per lo sport Calabrese: Praticò ha ricevuto a Reggio il futuro ambasciatore d’Italia al Principato di Monaco Antonio Morabito

“Ambasciatore della Calabria nel mondo e messaggero dello sport calabrese”. Recita così l’incisione sulla targa che, ieri, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò ha consegnato al reggino e prossimo ambasciatore d’Italia al Principato di Monaco, Antonio Morabito (nella foto). Un amicizia tra i due, innanzitutto, nata tanti anni fa, che si è rinvigorita in occasione della consegna del San Giorgio d’oro 2010, ricevuto da entrambi la scorsa primavera. “Il prestigioso riconoscimento – ha dichiarato Mimmo Praticò – che l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria riserva ai suoi figli più illustri, ci ha fatto ritrovare e prometterci una collaborazione futura tesa a rilanciare ancora di più l’immagine della Calabria nel mondo”. Il dibattito ruota intorno alla Scuola dello sport della Calabria che ha sede nella frazione reggina di Gallina “dove – fa sapere l’ambasciatore Antonio Morabito – abbiamo scoperto avere origini comuni in famiglia. I nostri padri, sono nati nello stesso rione. Oggi, rinnoviamo questo rapporto di amicizia mettendolo al servizio verso il nostro territorio”.

“Il mio amico Praticò – ha detto Morabito – grazie alla sua grande esperienza, possiede tutti i requisiti per questo importante progetto.  La Scuola si occuperà di formazione, studio e ricerca  del vasto mondo dello sport e sarà utile, soprattutto, alle generazioni future, creando un valore aggiunto alla regione intera, oltre a contribuire, sicuramente, ad una rivalutazione dell’area periferica”. Ma Praticò ha voluto riconoscere i meriti di chi ha creduto, voluto e permesso che quest’idea si concretizzasse: “è doveroso ringraziare l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria e, soprattutto, il suo ex sindaco ed attuale governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti”. Antonio Morabito, diplomatico di carriera ha ricoperto importanti cariche istituzionali che lo hanno portato in giro per il mondo: dall’Onu all’Indonesia, dall’Argentina all’Iran, alla Presidenza del Consiglio e, negli anni più recenti, Ministro plenipotenziario al Ministero degli Esteri come coordinatore per la comunicazione per la cooperazione allo sviluppo ed attualmente per la Cultura. “L’ambasciatore, reggino doc, – ha detto il Presidente del Coni Praticò – ha subito aderito all’invito del Coni dimostrandosi una persona di grande apertura mentale. Insieme riteniamo che lo sport sia fondamentale per la sana crescita dei giovani perché possiede ancora la capacità di trasmettere sani ed onesti insegnamenti; importanti valori etici che bisogna, soprattutto, tramandare alle nuove generazioni calabresi e che serviranno a rilanciare una nuova immagine più sana e pulita della Calabria nel mondo. Morabito è l’esempio di chi, proveniente da una terra difficile, ma lavorando duramente, ha ottenuto risultati che lo hanno portato in giro per il mondo. Quanto detto nell’incontro rappresenta un invito per le nuove generazioni a perseguire i propri sogni con costanza e dedizione. Praticò ha ribadito di essere orgoglioso dei concittadini che all’estero portano alto il nome della Calabria”. “Abbiamo trovato – ha concluso l’ ambasciatore d’Italia in partenza per il Principato di Monaco– alcune linee d’azione comuni per lanciare una collaborazione tra la Calabria e Montecarlo in varie discipline sportive, dall’atletica leggera alla vela, alla scherma ed altri sport, con la speranza che in futuro si riescano a creare sempre più scambi e sinergie. Questo gradito omaggio che il Coni Calabria mi ha fatto, anticipa e getta le basi per un’importante collaborazione, un’opportunità concreta di sviluppo sportivo, turistico e lavorativo per le nuove generazioni calabresi”.

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Caulonia (RC): dal 24 al 28 agosto la XII^ edizione del Kaulonia Taranta Festival

Dodici volte insieme. Dodici appuntamenti dal 1999. Dodici grandi emozioni. Dodici anni importanti. E’ con grande soddisfazione che l'amministrazione comunale di Caulonia, con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, presenta quest’anno la dodicesima edizione del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL, diretto dal Maestro Eugenio Bennato (nelle foto). Appuntamento dal 24 al 28 agosto 2010. Un evento tradizionale dedicato alla musica etnica e popolare, una vetrina rappresentativa del fervore culturale e creativo del paese di Caulonia, un punto di riferimento il cui protagonista principale è la gioventù della Locride e i tantissimi giovani che arrivano nella cittadina da tutta Italia. Perché il sud non è vittimismo, parassitismo e mafia; il sud è cultura, tradizione, passione, coraggio, incontro e apertura verso il prossimo.

Un appuntamento che puntuale si rinnova, un raduno di artisti, con il sud nel cuore, capaci di trasmettere la loro passione e tutta l’energia della loro musica a chiunque abbia un’anima ricettiva alle grandi emozioni irripetibili che la tarantella può dare. Dodici anni di appassionato lavoro e migliaia di spettatori ad applaudire i grandi artisti, protagonisti degli eventi. Tanti nomi di rilievo hanno arricchito il cartellone delle passate stagioni: in particolare negli ultimi due anni il Festival (diretto in prima persona da Eugenio Bennato che lo aveva fondato nel 1999 contemporaneamente al suo movimento artistico culturale Taranta Power) ha ospitato artisti di spessore quali Ornella Vanoni, Teofilo Chantre, Ashna el Becharia, Tony Esposito, Mimmo Cavallaro, Ciccio Merolla, Noa, Mira Awwad, Roy Paci & Aretuscka, Pietra Montecorvino, l cantori di Carpino. Protagonista del festival non è semplicemente il cartellone degli artisti bensì il paese stesso, che fa da coreografia attiva e fondamentale a tutto l’evento. L’omaggio ad un popolo che si ritrova in un antico borgo-palcoscenico e che vede il contemporaneo movimento di migliaia di danzatori che al ritmo della tarantella si proiettano verso il futuro, dando vita ad uno spettacolo unico e meraviglioso. Non singola comunità locale ma moltitudine di genti, di usi e di costumi, che si ritrovano in cinque fantastiche serate. E alla fine del programma, ogni serata si conclude con centinaia di ragazzi che ballano la spontanea tarantella che nasce nella parte più alta della città, lo sperone di Caulonia, dove la festa continua fino all’alba. «Sono testimone di qualcosa di straordinario – ha dichiarato Eugenio Bennato in conferenza stampa l’11 Agosto 2010 – ovvero dodici anni di lungimiranza da parte del comune di Caulonia, per una musica che cresce di anno in anno. Ciò ha portato alla nascita di un movimento che da locale è diventato nazionale e poi, via via, internazionale, dimostrando come non ci sono più i complessi relativi alle proprie radici ma un orgoglio da parte di un popolo depositario di ricchezza e cultura. La musica popolare è dinamica. La nostra scommessa e di fare in modo che tutto ciò funga da traino per la Regione, proponendoci sempre, come Festival, di stare avanti rispetto agli altri. Non so se ci sarò l'anno prossimo, per vari impegni, quindi voglio andare via con la coscienza di aver dato e ricevuto molto da questo passaggio che è stato molto importante per la mia carriera, durante il quale ho contribuito a fornire una nuova dimensione della nostra cultura di meridionali». Cartellone KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL 2010. 24 agosto 2010: LA NUOVA MUSICA CALABRESE: FRANCESCO LOCCISANO “BATTENTE ITALIANA”, SCIALARUGA INVECE MUJURA, ENZO AVITABILE e i BOTTARI; 25 agosto 2010: TARANTELLA DELLE REGIONI: BANDA CORAPI (CALABRIA), MARIO INCUDINE & GRUPPO TERRA (SICILIA), ILENIA (CALABRIA), MUSICISTI BASSO LAZIO (LAZIO), MIMMO CAVALLARO TARANPROJECT. 26 agosto 2010: MARVANZA REGGAE SOUND, LISARUSA, TARANTELLA DI MONTEMARANO, DANIELE SEPE & BRIGADA INTERNAZIONALE. 27 agosto 2010: ORCHESTRA POPOLARE CASERTANA, AVION TRAVEL “Le lingue dei Santi” (ospite Mimmo Epifani). 28 agosto 2010: EUGENIO BENNATO : “BRIGANTI EMIGRANTI” CON L’ORCHESTRA POPOLARE DEL SUD. Seminari e corsi. Anche quest'anno, in occasione della manifestazione Kaulonia Tarantella Festival,nel centro storico di Caulonia l'Amministrazione Comunale organizza corsi di musica etnica, durante i quali, professionisti del settore impartiscono ai partecipanti lezioni di danza, musica popolare e seminari sulle tematiche della musica tradizionale. L'iscrizione ai corsi, diretti dal maestro Mimmo Cavallaro, è gratuita. Programma corsi. Corso di Danza – Piazza Seggio ore 18:00 – 20:00; INSEGNANTI: Domenico Corapi e Scuola Tarantarte di Bologna; Corso di Tamburello – Piazza Rosario ore 18:00 – 20:00; INSEGNANTE:Massimo Cusato; Corso di Chitarra Battente – Vecchio mercato ore 16:00 – 18:00 e ore 18:00 – 20:00; INSEGNANTI:Valentino Santagati e Francesco Loccisano; Corso di Organetto – Piazza Rosario ore 18:00 – 20:00; INSEGNANTE:Francesco Nucera; Corso di Lira calabrese – Vecchio mercato ore 16:00 – 18:00; INSEGNANTE:Valentino Santagati; Corso di Zampogna – ore 18:00 – 20:00; INSEGNANTI: Sergio Di Giorgio e Giovanni Pizzimenti; Corso di Musica d'insieme e tecniche di improvvisazione nella musica popolare – Piazzetta Monumento Bizantino ore 16:00 – 18:00; INSEGNANTE:Giuliana De Donno. Programma seminari. 24.08 ore 18:00 – 20:00 – Vecchio Mercato – "La musica popolare Calabrese"; INSEGNANTE:Otello Profazio; 26.08 ore 10:00 – 12:00 – Vecchio Mercato – "La chitarra battente e la sua evoluzione"; INSEGNANTI:Valentino Santagati e Francesco Loccisano; 27.08 ore 10:00 – 12:00 – Vecchio Mercato – "La zampogna Calabrese e il mondo agropastorale"; INSEGNANTE:Giacomo Di Giorgio. Per iscriversi ai corsi e per avere informazioni, telefonare, dal lunedì al venerdì dalle ore 08 alle ore 14 e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle ore 15 alle ore 18, al numero 0964.860814, oppure attraverso il form all'indirizzo http://www.kauloniatarantellafestival.it/corsi.htmlCaulonia: chi siamo (di Ilario Camerieri). Caulonia, centro dell’Alto Jonio reggino, sorge panoramica dall’alto dell’amba dorsale d’un calanco argilloso, alla sommità di una collina a 9 Km. dalla E90-SS.106. A Sud-Est si può ammirare la vallata dell’Allaro (il Sagra della Magna-Grecia, mentre sul lato Sud-Ovest si scorge la vallata dell’Amusa. Entrambe le vallate, sino a qualche tempo addietro rappresentavano la maggior fonte di ricchezza della comunità: lungo gli argini delle fiumare insistevano meravigliose piantagioni di agrumi, proprio su quegli appezzamenti di terreno che nei secoli precedenti venivano coltivati a gelso per l’allevamento del baco da seta. Il suo territorio si estende dal mare sino alle serre d’Apromonte, elevandosi a 1.050 m.s.m. con il monte Gremi. Confina coi comuni di Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Martone, Nardo di Pace, Placanica e Stignano. Comprende, oltre al centro storico, ben 18 Frazioni, fra cui, a monte: Campoli, Gozza, Ficara, Agromastelli, Ziia, Ursini, San Nicola, Pezzolo, Popelli; verso il mare: Candidati, Marano, Vasì, Canne, Focà, Grotte di Tarzia, Santa Domenica e, soprattutto, la Marina. Il suo centro storico conserva tutta la poesia di un tempo che altrove è quasi scomparsa e che qui, come in molti altri centri della Calabria, sembra essersi fermata: stradine, vicoli, sottopassaggi, scalette, vecchi portali di pietra, palazzi gentilizi, chiese e monumenti nazionali. Le origini della città permangono ancora sconosciute. La documentazione pervenuta risulta ancora lacunosa. Nessun documento ci riporta ai primitivi insediamenti. Sono pervenuti sino a noi, frammenti, schegge, cocci dell’antichità. Quindi, la continuità del centro non è affidata all’antico. E’ affidata, invece, ai continui rifacimenti, a restauri, quando non a delle recenti sovrapposizioni. Di conseguenza assume il carattere di centro antico senza avere, però, l’auridicità del passato. Un pò di storia del Kaulonia Taranta Festival. L'amministrazione comunale pro-tempore, nell'intento di programmare a Caulonia un grosso evento culturale duraturo nel tempo, finalizzato alla valorizzazione del territorio, ebbe l'intuito di realizzare un festival di musica tradizionale calabrese; capace di legare momenti spettacolari della tradizione calabrese con momenti seminariali e di riflessione sulla cultura calabrese. Il mantenimento del ruolo della musica tradizionale in diversi riti religiosi che si svolgono a Caulonia, soprattutto durante la settimana Santa, la presenza di numerosi suonatori, sia giovani che anziani, l'antica tradizione della nostra gente, in occasione di matrimoni e di altre festività (festa di Crochi), mostravano il permanere di un humus vitale all'attecchimento ed alla crescita di una manifestazione che avesse la caratteristica e la specificità di una musica, che si accompagna con i gesti, scandita al ritmo della Tarantella. Questi presupposti erano da stimolo e da auspicio alla buona riuscita dell'iniziativa e della fondamentale sinergia che essa avrebbe instaurato con la gente del posto. Fu elaborato un progetto di folkfestival, in cui la parte musicale serale era accompagnata da una serie di corsi che si sarebbero svolti durante tutta la giornata. L'Amministrazione Comunale non solo ha finanziato l'iniziativa, ma ha messo a disposizione dei corsisti (come avviene da dieci anni) le aule delle scuole dove si sarebbero tenuti i corsi e posti letto gratuiti, visto che ci si rivolgeva in gran parte ad un pubblico di giovani. Inoltre, i posti letto in strutture turistiche erano disponibili sono nella frazione Marina. Successivamente grazie al successo della manifestazione si è registrata a Caulonia la nascita di cooperative per la gestione di strutture ricettive che si sono attivate per utilizzare le case chiuse del Centro Storico creando quindi un forte indotto economico. Fu subito chiaro che la fascia d'utenza a cui doveva arrivare l'informazione era quella interessata al turismo etnico-culturale. I pochi mezzi finanziari a disposizione consentirono solo di eseguire fotocopie di un volantino, che furono subito fatte circolare nelle maggiori università italiane nonché furono inviati comunicati a riviste del settore come ad esempio Photo, Folk Bullettin, ecc. Inoltre fu prodotto uno spot televisivo che è stato mandato in onda nei giorni precedenti la manifestazione. Malgrado l'esiguo investimento il festival ebbe il successo aspettato. La presenza di 20 corsisti e lo svolgersi dei concerti nelle diverse piazzette del paese riuscì ad animare una popolazione che da anni non udiva più strumenti tradizionali suonare nelle vie del proprio paese. Gli ottimi risultati raggiunti rafforzarono l'idea che la strada da seguire era quella di abbinare corsi a concerti serali. Il progetto prevedeva, per una settimana, l'organizzazione di corsi e seminari che si svolgevano durante le ore diurne; la sera si esibivano in concerto gli artisti e successivamente in ogni vicolo, in ogni slargo del paese si svolgevano feste a ballo al ritmo coinvolgente della tarantella. Il concerto finale con l'artista Eugenio Bennato sancì il successo di quello che sarebbe diventato uno degli eventi culturale più importante di tutto il territorio della locride. Per tutte e info sulle singole edizioni passate: www.kauloniatarantellafestival.it

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Comune di Reggio Calabria: Peppe Raffa ed il suo “gobbo” crollano sotto il peso del Pdl

Quando ormai tutto lasciava presagire che il commissariamento del Consiglio Comunale fosse l’unica e disastrosa “via d’uscita” dalla crisi che da fine luglio attanaglia il civico consesso della Città Metropolitana, quando cioè almeno 22 consiglieri erano pronti a consegnare stamane alle 8 il proprio mandato nelle mani del segretario comunale schiudendo, di fatto, scenari “apocalittici” per questa Città, ecco che, in “zona Cesarini”, esce allo scoperto il manovratore occulto (ma non troppo) Nino Foti e chiede un incontro chiarificatore con Alberto Sarra per far da tramite tra l’onorevole eletto a Reggio ma che i reggini non conoscono ed il governatore Scopelliti. Foti, così, non solo ha sbugiardato se stesso e, di concerto, lo stesso Raffa (nella foto), ma ha di fatto ammesso le proprie responsabilità in una sceneggiata della peggior scuola di Mario Merola.

Raffa, dunque, fa un passo indietro e si dichiara disponibile ad azzerare quel po’ di giunta da lui proposta ed ormai abortita definitivamente. "Si prende atto responsabilmente del positivo tentativo dell’On. Sarra, sottosegretario Regionale della Giunta Scopelliti che ha sollecitato l’On. Nino Foti" – si legge nel comunicato diffuso da Raffa in piena notte – "ad intervenire per scongiurare lo scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria in stretto contatto con il coordinatore regionale del PDL On. Scopelliti e del sindaco Giuseppe Raffa. L’iniziativa" – prosegue Raffa – "ha avuto un riscontro positivo. Il tentativo accolto dall’On. Foti anche nella qualità di Coordinatore Provinciale del PDL" – conclude il Sindaco f.f. – "pone l’accento sul reciproco riconoscimento dei ruoli sia per quanto attiene il ruolo del Sindaco Raffa sia per quanto attiene il ruolo dei partiti e segnatamente del PDL, tesi alla definizione dell’organigramma di Governo." In termini pratici e non teorici tutto questo significa che Raffa, e Foti, si sono arresi e, come codice prevede, avrà/avranno un determinato “contentino” nella nuova giunta che sarà pressoché simile alla precedente. Raffa esce dalla vicenda pieno di contusioni ed ecchimosi, politicamente parlando, ma il coraggio e/o l’incoscienza dimostrato nelle settimane precedenti non cambia il nostro primo giudizio sulla sua persona. Ovviamente, anche noi prendiamo atto che “Davide” ha perso malamente lo scontro contro “Golia”, ma ribadiamo il principio di massima espresso nei giorni scorsi: per quanto ci riguarda Peppe Raffa è “uomo perbene” e si è comportato da tale; politicamente, invece, crediamo avrebbe dovuto far parte in toto della sua squadra senza dar ascolto alle sirene provenienti da Roma interessate non certo al bene della Città, non certo all’autonomia del sindaco, ma la più verosimile questione di poltrone da occupare affinché la ragnatela fosse quanto più ampia possibile. La sceneggiata a cui abbiamo assistito ha dei contorni grotteschi e finanche ridicoli, soprattutto perché – è questo il nostro unico interesse – ha lasciato la Città in stand-by proprio nel periodo estivo in cui per la sua movida aveva fatto parlare di sé e tornata ad essere una normalissima cittadina di mare come almeno due lustri fa. Adesso, ancora, per giorni e giorni, riceveremo note e contronote in cui tutti si dichiareranno vincitori e nessuno ammetterà la sconfitta; registreremo polemiche ed ancora polemiche; da ogni dove giungeranno conferme e/o smentite e la macchina amministrativa, magari, tarderà ancora a rimettersi in moto lasciando nell’impasse una Città che, a guardarla, sembra essere regredita e non poco. Di chiunque siano le maggiori responsabilità di tutto questo, a noi non importa. In una sola esclamazione diciamo: Vergogna!

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Il messaggio del consigliere regionale Santi Zappalà al sindaco f.f. Peppe Raffa

Riceviamo e, di seguito, pubblichiamo il messaggio che il consigliere regionale Pdl Santi Zappalà (nella foto) ha inviato al sindaco f.f. di Reggio Calabria Peppe Raffa dopo l'atto intimidatorio subito nella giornata di ieri. Onestamente, ci sembra il più verosimile nelle parole e nei toni rispetto ai molti altri inviati "per prassi". "Solidarietà piena e convinta al Sindaco di Reggio Calabria Peppe Raffa. Di fronte a gesti di questo tipo non posso che sostenerti ed invitarti a non abbatterti conscio, per averli vissuti personalmente, che sono momenti difficili non solo per te ma soprattutto per i tuoi familiari.

La lotta politica, la dialettica, sono una cosa, atti come questi invece puntano alla destabilizzazione e all’ inquinamento di un confronto politico che deve sempre stare nei canoni della legittimità, all’ interno di un percorso di agibilità democratica che comprenda le opinioni di tutti. Auspico che tu, i tuoi familiari, chi ti sta vicino, possiate superare questo momento nella consapevolezza che azioni di questo tipo non possono e non devono trovare cittadinanza nella società degli onesti."

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Comune di Reggio Calabria: Peppe Raffa contro tutti (o quasi), noi con lui

L’avevamo chiamato giusto ieri di prima mattina per fargli l’ “in bocca al lupo” ed esternargli il nostro giudizio assolutamente favorevole sul suo comportamento da noi ritenuto da “uomo perbene”. Gli avevamo anche chiesto un’intervista per consentirgli di esternare meglio e più precisamente il suo pensiero circa il “ciclone” che l’ha colpito negli ultimi 20/25 giorni, ci aveva risposto che ieri pomeriggio avrebbe voluto “staccare” un po’ e ci aveva dato appuntamento telefonico per stamane per concordare il nostro dialogo pomeridiano. Poi, nel primo pomeriggio di ieri, la notizia dei pallini da caccia inviategli con annesso messaggio intimidatorio. Poi, ancora, l’ultimatum del partito di appartenenza, il Pdl, a non dare seguito alle sue prime scelte assessorili azzerando quella parte di giunta da lui composta (in attesa delle indicazioni del partito per completarla) e recedendo dalle sue posizioni e la “promessa” che se non si fosse piegato alle “logiche partitiche” sarebbe stato “fatto fuori”. Solo molto più tardi (ma che stranezza!), le “solite”, trite e ritrite, di circostanza, note di solidarietà “sentita” per il “vile gesto” da più parti ricevute.

Insomma, una giornata niente male per l’uomo che ha detto “No!” al comprensibile e logico (sotto alcuni opinabili aspetti) modus operandi che ha caratterizzato gli ultimi otto anni di vita cittadina. Come d’accordo, abbiamo comunque provato a rintracciarlo stamane in primis per esprimere la nostra vera, incondizionata e, soprattutto, scevra da opportunismi di vario genere solidarietà non accostabile a quella “pro forma” espressagli da tanti (magari sogghignando dall’altro capo del telefono) e, dopo, solo dopo, per chiedere se avesse ancora voglia e piacere di chiacchierare con noi. Il cellulare spento, la fredda voce della segreteria ad avvertire che è già satura e non è possibile aggiungere altri messaggi, la sua segreteria che cortesemente ci comunica che in ufficio non c’è prendendosi comunque uno dei sicuri moltissimi appunti già presi. Pazienza, capiamo e rinviamo a tempi migliori. L’atto intimidatorio ricevuto, la busta con pallini di piombo (verosimilmente estratti da una normale cartuccia da caccia) ed annesse “due righe” (“Bestia, hai rotto i coglioni. Ora basta!”, secondo quanto riportato dalle cronache), è grave sotto molti aspetti ma consente a Raffa (nella foto) l’entrata e, quindi, l’annoveramento dello stesso nel particolare “club” dei sindaci reggini che hanno già ricevuto simili “attenzioni”. Adesso sono tutti e tre gli ultimi tre sindaci, insomma. Dopo Falcomatà e Scopelliti, anche Raffa può “vantarsi” e “fregiarsi” del titolo di “sindaco intimidito”. Beh, consentiteci la battuta ma, visto e considerato che i suoi predecessori vengono dal popolo osannati, idolatrati e monumentalizzati perché ritenuti due sindaci straordinari, allora da ieri Raffa può ambire legittimamente ad essere il terzo su tre. Lasciando da parte l'atto intimidatorio in se stesso, come interpretare tutto questo bailamme che da 20/25 giorni alberga a Palazzo San Giorgio e, molto di più ancora, nella sede del Pdl o, meglio ancora, nei consueti ritrovi “festaioli” dei defenestrati assessori? Noi de “Il Reggino”, che abbiamo scelto di non occuparci particolarmente di un ambiente “sporco e losco” come quello politico a tutti i livelli, di tutti i colori ed in tutte le direzioni, siamo intervenuti sulla vicenda solo ed esclusivamente per dire la nostra e trattarla semplicemente dal punto di vista umano e comportamentale dei protagonisti. La politica non c’interessa, i politicanti men che meno, i colonizzatori non ci piacciono, i burattinai nemmeno, disconosciamo e ci manteniamo lontani da quelle che i saccenti politici e politologhi chiamano “logiche di partito”, “obbedienza” ad esse e con altre frasi ad affetto che, onestamente, ci fanno ridere, da un lato, ed accapponare la pelle, dall’altro. Ecco, proprio per questo nostro modo libero perché distaccato di guardare le cose dalla giusta distanza senza essere ostaggi di nessuno, ci consente di esprimerci liberamente e serenamente. Che ne sappiamo, magari nei prossimi giorni arriverà anche a noi una busta con tutto il “necessario” e ci consentirà di essere anche noi annoverati tra i “giornalisti intimiditi”. Ma no, ci siamo per un attimo “montati la testa”. “Il Reggino” non fa tendenza, non crea opinione, non disturba, è piccolo, troppo piccolo per dare fastidio. E’ “solo” la voce di qualcuno libero ed indipendente, che volete che conti? Tornando a noi ed all’argomento e scusandoci per la divagazione sul tema, ribadiamo qui con tutta la nostra forza di essere “con” Peppe Raffa (a quanto pare siamo tra i pochi, pochissimi) e non certo “contro” (schiera, quest’ultima, molto più ben nutrita e, soprattutto, assai più qualificata). Peppe Raffa non ha bisogno di essere “difeso”, è necessario, invece, poterlo e saperlo capire per comprendere le sue ragioni. Lo sappiamo, è difficile, molto difficile, che ciò avvenga dai più e per giunta dai frequentatori delle lobby politiche cittadine e non. Certo, è evidente che il Pdl cittadino e regionale (e, perché no, fors’anche nazionale) sulla vicenda stia facendo una figuraccia, ma siamo sicuri che la “colpa” sia di Raffa e non invece di chi è rimasto sorpreso da questo “colpo di coda” di un sindaco che, per formazione personale, non accetta le “regole” sino a pochi giorni fa vigenti? Siamo sicuri di una cosa, invece. Siamo certi che chi non è allineato, subordinato, assoggettato a determinate “logiche”, assume lo status di “eversivo”, di “scomodo” e, quindi, da “alienare” al più presto e “con tutti i mezzi”. Questo Raffa lo sa bene, ma piuttosto che piegarsi a 90° e sottostare sottomettendosi ha preferito percorrere la via della coerenza, della linearità, dell’onestà intellettuale, dell’ “affrontare rischi – come ha già detto Ezra Pound – per difendere le proprie opinioni”. Lo ha fatto perché sollecitato, “unto”, da altro personaggio di cui si legge il nome da giorni e giorni? Non lo sappiamo, entrambi (Raffa e Foti) negano e quindi. Di certo chi ha fatto qualcosa, gettando il tipico sasso nello stagno, con la famigerata lettera di sfiducia al sindaco f. f. e scatenando le conseguenti dimissioni dello stesso fino a storia dei giorni nostri, su sollecitazione, imbeccata, consiglio e/o altro, sono stati i “30” tra assessori e consiglieri di certo “Scopellitiani” di prima ora e, quindi, “seguaci” del nuovo movimento filosofico-letterario-politico denominato, appunto, “Scopellitismo” che tanti “beni” ha prodotto “tangendo” la Città e “secando” i protagonisti. Si poteva mai immaginare che Raffa non avrebbe reagito alla mozione di “sfiducia” partorita in un bar e scritta in una delle stanze vicine a quella occupata dallo stesso Raffa? Cosa ci si poteva aspettare da Raffa se non una sorta di “ribellione” alla chissà quante volte a lui ripetuta e ribadita frase “Ma Peppe (Scopelliti, n.d.r.) lo sa?” ogni qualvolta una decisione, anche la più piccola, stesse per prendere? Cosa ci si poteva aspettare da Raffa allorquando, ben consapevole di avere sulla testa la sua personalissima “spada di Damocle” rispondente al nome e cognome di Franco Zoccali (nella foto mentre comunica, con fermezza – come da posizione tipica della mano -, qualcosa a Scopelliti durante lo sfilamento conclusivo del XX° Raduno Nazionale dell'Arma dei Carabinieri svoltosi lo scorso aprile a Reggio Calabria) rimasto lì, a titolo gratuito (!), a far da “tutore” e/o “ambasciatore” tra i due Peppe, nonostante la nomina a direttore generale (o qualcosa del genere) presso il più onorevole Palazzo Campanella a Catanzaro ormai “lottizzato” dai nostri concittadini? Cosa ci si poteva aspettare, insomma, da un sindaco “facente funzioni” non proprio uniformemente similiari alle “altrui” funzioni se non uno scatto d’orgoglio con annessa ampia manifestazione di dignità personale? Raffa, probabilmente, sarà espulso dal Pdl e la sua carriera politica registrerà una frenata (magari solo apparente e temporanea in attesa di nuovi eventi). O almeno, così crederanno i più e la cosiddetta “società civile” pressoché inesistente o inerme o, peggio ancora, strafottente. Raffa, certamente, o almeno così ci auguriamo, non retrocederà di un solo millimetro sulle decisioni assunte piegandosi alle volontà altrui. Altrettanto certamente, presumiamo, i “30” tra assessori e consiglieri firmatari della sfiducia da cui tutto è generato saranno “coerenti” anch’essi ai dettami dettatigli e si dimetteranno in massa affollando l’ufficio del segretario generale consegnando così, di fatto, la Città al commissariamento che sotto tutti i punti di vista nulla ha di positivo nei confronti della Città stessa. E da lì in poi inizieremo tutti quanti a registrare reciproche accuse sull’eventuale “paternità” del commissariamento stesso: i “30” e loro tutor diranno che è colpa di Raffa (ovviamente) e Raffa, che tutor pare non ne abbia e non ne necessiti, si “difenderà” adducendo un più che verosimile “non avrei potuto fare diversamente”. Ecco perché noi, oggi più che prima, siamo con quest’ultimo e non con i primi. Ad majora, Peppe (Raffa)!

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Reggina: Bonazzoli “uno di noi”

“Non c'è stimolo maggiore dello sposare una causa in cui credi: il denaro è una gratificazione effimera se rapportata alla soddisfazione di poter esprimere se stessi in un gesto che, per me come per la mia società, significa molto. La Reggina è parte della mia vita, Reggio Calabria è casa mia: consapevole delle difficoltà che tutta l'economia internazionale sta incontrando ho ritenuto doveroso lanciare questo segnale. L'anno scorso non abbiamo rispettato le aspettative, oggi è il desiderio di rivincita ad esser più forte di ogni altra cosa. Con questo gesto ho dimostrato chi è Emiliano e quanto Bonazzoli senta proprio l'impegno assunto con questo club. M'ha convinto un progetto che ritengo affascinante ed innovativo, voglio poter esser un riferimento per tutti questi ragazzi che si stanno approcciando a questa esperienza con entusiasmo coinvolgente. Ho capito di esser per loro prima un amico, magari un esempio, poi un calciatore. Sono a disposizione di mister Atzori che, fin dal primo giorno di ritiro, ha restituito fiducia a me così come a tutto il gruppo e al nostro ambiente. Non mi sono mai sentito tanto motivato, guardo all'inizio della prossima stagione con gli occhi di chi aspetta soltanto di far parlare il campo mettendo finalmente alle spalle chiacchiere e pettegolezzi che sento profondamente distanti dallo sport che amo.”

Sono queste le parole con cui Emiliano Bonazzoli ha, attraverso il sito ufficiale della Società (www.regginacalcio.com), di fatto espresso la sua “dichiarazione d’amore” verso Reggio, i Reggini, la Reggina. In un mondo pallonaro che ha ormai solo un antico ricordo di un vocabolario che prevedeva parole e frasi del tipo “attaccamento alla maglia”, “fedeltà”, “uomo simbolo”, “esempio per i giovani” ed altro del genere, Emiliano ha riaperto un capito importante. Sia ben chiaro, non era tenuto a rinunciare alla metà dell’ammontare di quanto stabilito per contratto (€ 600.000,00 all’anno per altri due anni), così come tenuti non lo sono nemmeno Tedesco, Brienza, Valdez, Carmona e Vigiani (gli unici che probabilmente hanno “titolo” a non recedere considerati i curriculum) e gli altri Hallfredsson, Rizzo (Antonio), Alvarez e Joelson (che, contrariamente ai primi, non crediamo abbiano né titoli né curriculum tali da giustificare la presa di posizione). Nessuno di loro, lo ribadiamo, è tenuto a dare una mano alla Reggina “salvandola” dal rischio fallimento (perché questo è il serio rischio e non altro), ma non crediamo sia loro chiaro un concetto basilare: se la Reggina fallisce, Tedesco & co. non solo non prenderanno i soldini contrattizzati (per esempio i € 450.000,00 per Tedesco e via via gli altri più o meno importanti), ma cambieranno residenza solo, forse, con un pugno di sabbia delle nostre splendide coste. Partiamo da un presupposto, sia chiaro: le responsabilità maggiori non sono le loro che non si riducono lo stipendio ma di chi glielo ha garantito anni orsono. Stiamo parlando, ovviamente, del presidente Foti che ha avallato e sottoscritto ogni singolo ed oneroso contratto. Ma le colpe non sono solo le sue, se proprio dobbiamo (e vogliamo) dirla tutta: sono anche di quei dirigenti/direttori sportivi/consulenti che, adesso non più presenti nell’organigramma societario ma “solo“ anch’essi contrattizzati (forse non pagati), hanno sottoposto a lui quei contratti presupponendo (vogliamo pensare – per il momento – alla loro buona fede) che i giocatori da arruolare fossero idonei allo sposare la “causa” amaranto soprattutto la scorsa estate allorquando l’obiettivo minimo iniziale era la promozione immediata. Bonazzoli, nella fattispecie, era l’ultimo dei giocatori ancora in amaranto presi dal duo Novellino-Martino e come “ultimo” presente si è dimostrato il “primo” nella speciale classifica degli “uomini e non caporali” (è giusto anche ricordare Sergio Volpi che, escluso sin da subito dopo la cacciata di Novellino, è rimasto composto non volendo né approfittare né infierire giungendo alla risoluzione del proprio contratto e, prima ancora, placando gli animi dei suoi compagni di avventura Buscè e Cassano su tutti dissuadendoli dall’adire alle vie legali). Gli altri “dissidenti” provengono da “errori” precedenti allorquando il presidente, da solo o mal consigliato dal “migliore di tutti i direttori sportivi” e/o consulenti che dir si voglia (quello che “manco vede” Pantaleo Corvino, per essere precisi), tale Gianni Rosati ed altri “osservatori” (Aldo Cerantola e Franco Gagliardi), ha scelto di contrattizzare ad alto costo e per lungo tempo. Proprio perché nulla è dovuto ai “dissidenti” nei confronti della Reggina Calcio SpA che è comunque tenuta a corrispondergli quanto sottoscritto, il gesto di Emiliano Bonazzoli (eroe nella gara di ritorno dello spareggio-salvezza con l’Atalanta in quel di Bergamo allorquando segnò l’1-2 finale ma anche non certo proveniente da una stagione esaltante, la scorsa) assume una grande valenza soprattutto morale nei confronti dei suoi colleghi (a maggior ragione dei tre “due di coppe con la briscola a mazze”). Siamo spesso abituati a chiamare “mercenari” i giocatori e loro se ne risentono stizziti, ma come non apostrofarli così se sanno benissimo qual è la situazione economica mondiale in generale e italiana in particolare? Sono stati edotti dal presidente Foti che, nonostante non debbano (lo ripetiamo), il dimezzamento delle loro spettanze non solo garantirebbe alla Reggina la “vita” ma, qualora se ne volessero andare, probabilmente garantirebbe loro anche il concreto interessamento di altre Società. In sostanza, è in crisi la Reggina ma non è che le altre stanno meglio. I giocatori la Reggina li offre, ma se non c’è la domanda considerati gli ingaggi di lor signori che ci può fare la Società amaranto. Che il sig. Tedesco si manifesti pronto a decurtare il proprio ingaggio non della metà ma solo di € 50.000,00 portandolo così a € 400.000,00, non risolve certo il problema. Lo stesso Tedesco pare anche sostenga di essere stato “disturbato” da Foti a gennaio (allorquando riscaldava la panchina con Franco Colomba a Bologna) con la richiesta dello stesso Foti di aiutare la Reggina a risalire in A e che abbia accettato per “attaccamento alla maglia” quando invece sembrerebbe aver egli stesso tempestato di telefonate Simone Giacchetta (adesso Direttore dell’Area Tecnica amaranto) al fine di convincere lui il Foti a richiamarlo perché in quel di Bologna era finito “quasi” fuori rosa e certamente non più tenuto nella debita, secondo lui, considerazione. Lo dimostri adesso, il sig. Tedesco, l’ “attaccamento alla maglia” da lui citato. Quale migliore occasione per comprendere le problematiche, sposarne la causa ed accettare la decurtazione dello stipendio? Di certo, non varcherebbe la soglia di povertà come molte famiglie italiane, o no? Magari dovrà rinunciare a qualche extra, ma crediamo che, per lui esattamente come per gli altri, non sarà un problema immenso. Oltretutto, come già detto, l’accettare la richiesta di Foti aprirebbe altri spiragli anche per una eventuale cessione ad altri club. Giusto? Noi de “Il Reggino” abbiamo detto, scritto, confermato, sottoscritto e ribadito sempre ed in ogni sede prima di tutto un solo ed unico concetto: a noi sta a cuore la Reggina, e basta! Che il presidente si chiami Foti, Benedetto o altri a noi poco importa. Noi siamo dalla parte della Reggina e sempre lo saremo a prescindere da chiunque l’amministri pro-tempore. Capito? A buon intenditor poche parole. Un’ultima cosa. Abbiamo avuto modo di parlare in quel di Saint Christophe con Puggioni. Gli avevamo chiesto di rimanere e lui ci aveva risposto che non dipendeva solo da lui ma dal presidente che l’anno scorso lo aveva ceduto in prestito su “indicazione” dell’allora direttore sportivo Martino. Aveva aggiunto che lui si sentiva di essere un professionista e che se l’avessero ceduto ancora non avrebbe potuto farci nulla. Ebbene, vederlo in campo in Coppa Italia contro l’Alessandria, vederlo “comandare” la difesa, assistere ad un capolavoro di deviazione in corner su colpo di testa di Artico valevole quanto un goal realizzato, farsi 100 metri di campo per andare a festeggiare il compagno Zizzari autore del goal vittoria, ecco, tutto questo non ha prezzo al pari quasi del gesto di Bonazzoli. Altro non aggiungiamo. Per ora!

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Comune di Reggio Calabria: Peppe Raffa, uno con le “palle”

Si è chiusa ieri la crisi al Comune di Reggio Calabria – iniziata 20 giorni addietro con le dimissioni del sindaco facente funzioni – o la si è (ri)aperta con il quasi totale azzeramento della giunta in barba ai “30” sfiducianti e sfiduciati? In sostanza, Peppe Raffa (nella foto) aveva rassegnato le dimissioni da sindaco f.f. perché – a suo dire – impossibilitato a proseguire il mandato per evidente “mancanza delle più elementari norme democratiche” e, contestualmente, per il ricevimento di una lettera (la cui genesi ed il cui parto hanno trovato albergo in un bar) da parte di 30 tra consiglieri ed assessori fedelissimi del governatore più alto e bello d’Italia. Ne sono conseguiti 20 giorni di accuse reciproche, attacchi, diverbi, confronti, riunioni, azioni di ravvedimento, remissioni di mandati assessorili e polemiche.

Tutto questo non ha offuscato la mente di Peppe Raffa che, coerentemente, ha accettato sì l’invito del suo partito – quel Pdl che, comunque, non ne esce vittorioso – a ritirare le dimissioni non consegnando la Città ad un commissario, ma ha “piallato” i “30” con un “colpo” che, forse, pochi si aspettavano ed altri, come noi, volevano. Come dar torto al sindaco? Come non essere dalla parte di chi, finalmente, dimostra di avere gli attributi e di riuscire a non “piegarsi” alle logiche affaristiche di cui è stata ostaggio la nostra città? Raffa ha dimostrato che, seppur “facente funzioni” e non direttamente eletto dal popolo con una quantità abissale di voti come il suo predecessore (oggi governatore), di poter sbattere i pugni sul tavolo non assoggettandosi al trend che per otto lunghi anni ha “viziato” e “straviziato” consiglieri, assessori, consulenti a vario titolo, fratelli, cugine, amici ed amiche dei fratelli, amici ed amiche delle mogli e chi più ne ha più ne metta (tanto c’è, anzi, ci auguriamo, c’era posto). Il “reggino-medio” ha visto e vissuto otto anni “fantastici” caratterizzati da feste e festini, concerti e spettacoli, defilé e passerelle di starlette sexy & deficienti, mondanità e movida, scambi “culturali” con la “gemellata” Porto Cervo, inaugurazioni di piazze e piazzette e di fontane e fontanelle, assunzioni di pseudo-vigili e vigilesse alla vigilia delle elezioni, acquisti di aree abbandonate e degradate a costi moltiplicati più del lecito e del legittimo, campionati mondiali dei fuochi d’artificio e di mangiatori di ‘nduja, creazioni di società miste e compartecipate, acquisti di statue e statuette, affitto di ville e villette, multe a josa con macchinette illegali ed illegittime e chissà quante altre cose. Il “reggino-medio”, dicevamo, che da otto anni “fantastici” si è accorto anche lui che in fantastico è fantasia. Altri, pur godendo e beneficiando materialmente della presunta cotanta manna caduta dal cielo, mestamente ha sempre pensato che tutto questo aveva un costo enorme per la collettività e che la “favola” che si stava vivendo presto avrebbe lasciato spazio alla realtà. E così è stato! Non appena l’ex sindaco più alto e bello d’Italia ha stravinto le elezioni diventando il governatore più alto e bello d’Italia, si è distratto lasciando ai suoi prodi la continuazione e la prosecuzione delle sue opere ma sempre ben controllando la città natia dal “colle” del capoluogo e la città ha scoperto quando sono costati alla collettività otto anni di bagordi. Crediamo siano intorno a tre le centinaia di milioni di euro lasciate a formare il debito attuale. Le conseguenze? Ovviamente l’aumento delle tasse, canone acqua e tassa rifiuti solidi urbani su tutti. Altre ancora? La stato di ristrettezza ed austerity con cui Raffa ha dovuto gestire la situazione: niente più feste e festini, niente più emittenti nazionali in trasferta a Reggio ad allietare indigeni e turisti, niente più sprechi. Anzi, scusate, non solo niente più sprechi, ma nemmeno niente più spese di ordinaria amministrazione. Un esempio? Parrebbe – e sottolineiamo parrebbe, lo controlli il controllore deputato – che le auto “marchiate” Comune di Reggio Calabria viaggino con l’assicurazione scaduta! E’ vero? Un altro esempio? Parrebbe – e (ri)sottolineiamo parrebbe – che all’ufficio finanze le pile di documenti inerenti le richieste di pagamenti di prestazioni effettuate per conto del Comune e non ancora saldate (ovviamente per mancanza di fondi), siano riuscite addirittura ad oscurare il sole ostruendone l’entrata dei suoi caldi e luminosi raggi dalle  finestre. Il clima di ristrettezze economiche, a dire il vero, era già iniziato l’estate scorsa. Persino il futuro governatore più alto e bello d’Italia, allora ancora sindaco più alto e bello d’Italia, già in campagna elettorale, aveva stretto la cinghia attorno al girovita della città: niente più Notte Bianca, niente più concerti di artisti di spessore ma solo controfigure, niente più particolari festeggiamenti civili in onore della festa della Patrona. Cos’avrebbe dovuto fare il suo successore se non rimboccarsi le maniche e cercare di tirare avanti fino alla scadenza del mandato ed alle consequenziali nuove elezioni? Secondo noi ha dimostrato di non voler più sottostare a determinate logiche che hanno caratterizzato gli ultimi otto anni in cui si è “strafatto” pensando all’oggi ed all’accontentare il popolo sapendo, ma facendo finta di non sapere, che presto o tardi sarebbero arrivati momenti di magra. Certo, può essere che Raffa abbia agito pro domo sua – del resto non conosciamo politici che non lo facciano (chi più chi meno, chi con ingordigia chi con moderazione), ma se questa è la “colpa” a lui ascrivibile che, invece, addossare ad altri? Ha tirato un colpo al cerchio ed una alla botte: ha azzerato la precedente giunta ed ha nominato tre nuovi assessori (tra cui l’ex Presidente della Camera Irene Pivetti). Di contraltare ha rimesso alle decisione dei partiti di maggioranza la designazione dei posti assessorili ancora mancanti. Raffa ha agito da uomo perbene, ha assunto una decisione che gli fa onore perché ha dimostrato con i fatti (e non a parole) di tenere alta la propria dignità personale con una scelta coraggiosa ed ardimentosa. Le “minacce” più o meno velate di un commissariamento, i “consigli” a desistere e quant’altro non lo hanno impensierito ma fors’anche gli hanno dato forza e convinzione di aver fatto la scelta giusta. Adesso la “palla” passa al consiglio ed ai suoi componenti che avevano promesso le dimissioni in caso di rimpasto della giunta. Adesso ci aspettiamo almeno la stessa coerenza che ha dimostrato Raffa nel recarsi ad uno ad uno presso l’ufficio del segretario comunale con la letterina ad hoc compilata e recante la dicitura “rimetto il mio mandato”. Lo faranno i “mangiatori” comunali? Onestamente lo crediamo poco visto che in primavera si andrà a votare e da qui ad allora qualche altra mollichina la si potrebbe ancora arraffare. In sostanza, perché dimettersi oggi se ad aprile il consiglio si scioglierà? Se succederà, ma ne dubitiamo fortissimamente – vedremo a chi dovremo additare ed addebitare l’arrivo o meno del commissario e sapremo quali saranno le conseguenze per la Città. Ha ragione Raffa, il “modello Reggio” non esiste (altrimenti non sarebbe stato effimero e non sarebbe solamente servito alle varie campagne elettorali), ma esiste solamente un “modellino” di carta pesta che, come normalità impone, al primo acquazzone (leggasi, “chiusura” dei rubinetti a chi “beveva” fino a stramazzare al suolo) si è sfaldato provocando la reazione di chi abituato fin troppo bene. Se “magra” è allora lo sia per tutti, non solo per il popolo ma anche per chi ha gonfiato i propri conti correnti, le proprie posizioni patrimoniali, i propri beni mobili ed immobili. Noi de “Il Reggino” stiamo con Peppe Raffa. Noi stiamo con chi “si piega ma non si spezza”. Noi stiamo con chi ha il coraggio delle sue idee.         

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Bagaladi (RC): l’omicidio di Ferragosto risolto in 12 ore

Lavorando in maniera serrata per oltre 12 ore i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, supportati da quelli dei reparti tecnici del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sono riusciti a risolvere il delitto del giovane 23enne di Bagaladi. Alle 24.00 di ieri l’omicidio di Antonino Russo (nella foto) di Bagaladi, con piccoli precedenti penali, si presentava di difficile soluzione ed aperto a molteplici tesi investigative. La capacità di analisi e la giusta valutazione degli elementi a disposizione permetteva di imboccare la strada giusta; i carabinieri da quel momento, non hanno più mollato la presa sino alla risoluzione del caso. Sono passate da poco le 23.30 di ferragosto e, complice anche il caldo, la via Matteotti di Bagaladi è frequentata da molte persone che si trovano anche all’esterno di un esercizio commerciale,  Antonino Russo è attinto da sette colpi di pistola (una di quelle di piccolo calibro 6,35 il cui massimo pregio è quello di essere facilmente occultabile).

Tutti sentono i colpi di pistola, alcuni si sporgono e cercano di capire, nessuno riferisce quello che i Carabinieri riescono a capire a distanza di ore. Solo alcuni stranieri raggiungono la Caserma dei CC di Bagaladi per rendere la loro testimonianza, rivelatasi comunque importante per collocare l’omicidio dal punto di vista temporale e per fissare la direzione di fuga dell’assassino. A questo punto per i militari è iniziato un minuzioso lavoro dei dati che man mano venivano raccolti dalle molteplici persone sentite, che hanno permesso di scavare nella vita della vittima e nei suoi rapporti interpersonali. Con le prime fragili ammissioni e soprattutto con il confronto delle dichiarazioni rese è emerso come da alcuni giorni la vittima avesse rotto un’amicizia di lungo corso con un ragazzo del posto, per motivi di natura sentimentale. Questo aveva incrinato i rapporti tra i due tanto che alcuni giorni addietro questa situazione era degenerata in un pestaggio vero e proprio, a seguito del quale l’antagonista del Russo aveva riportato delle conseguenze abbastanza serie, tanto da dover ricorrere alla cure dei sanitari del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Queste deduzioni valutate anche alla luce delle modalità esecutive ed ai primi risultati investigativi portavano i militari ad escludere che l’omicidio potesse essere maturato in un contesto di criminalità organizzata. L’identificazione del ragazzo con cui il Russo aveva litigato diverse volte, con una cadenza sempre più frequente negli ultimi tempi, ha rappresentato il passaggio successivo, quello grazie al quale i Carabinieri si sono presentati presso l’abitazione dei genitori di Carmelo Megale (nella foto), 24enne anch’egli di Bagaladi. La perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare alcuni oggetti, ma non ha consentito di ritrovare l’interessato, che da quel momento veniva attivamente ricercato. Altre perquisizioni sono state eseguite, ma tutte con esiti infruttuoso. Il lavoro complesso eseguito durante le indagini ha consentito di delineare un quadro probatorio capace di sostenere l’accusa contro il Megale, che una volta rapportatosi con il proprio legale di fiducia non ha avuto altra soluzione che quella di avvisare i Carabinieri comunicandogli la sua posizione. Per tale ragione il ragazzo è stato poi sottoposto, sulla scorta esclusivamente dei dati raccolti dalla Polizia Giudiziaria, al fermo per indiziato di delitto, perché gravemente sospettato di aver cagionato la morte del Russo. Sono tuttora in corso le indagini da parte dei Carabinieri finalizzate a recuperare l’arma del delitto e ad appurare eventuali responsabilità penali, anche per terzi potutisi rendere responsabili di favoreggiamento personale nei confronti della persona in fuga. Le indagini  sono state coordinate del Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Francesco Tripodi, che una volta trasportato in carcere il giovane lo ha immediatamente sentito e, di fatto, ha avallato il provvedimento di fermo adottato dalla Polizia Giudiziaria. Carmelo Megale ora rimarrà in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia che dovrà essere effettuato dal G.I.P. competente per territorio.

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Coppa Italia Tim Cup: Reggina Alessandria 1-0, le interviste post partita

In sala stampa il clima è tranquillo fors’anche per la “faticosa” giornata di Ferragosto che volge al termine dopo le consuete gite fuori porta con annesse e connesse grandi tavolate con parenti ed amici che, inevitabilmente, portano un certo abiocco considerata l’ora tarda. Appena entrati, i giornalisti trovano sulle poltrone a loro riservate un pacco-dono stracolmo di adesivi frutto della nuova operazione di merchandising che la Reggina ha (ri)messo in atto per (ri)conquistare simpatia e pubblico. “Amaranto si nasce”, nuovo slogan in casa Reggina, campeggia in gadget adesivi di tutte le forme propagandando la campagna abbonamenti ancora aperta che, contrariamente alla “pubblicità ingannevole” fatta da qualche quotidiano, non sembra essere particolarmente decollata e, dai dati ufficiosi in nostro possesso, pare essersi arenata intorno alle duemila tessere vendute.

Il “popolo” amaranto, insomma, si è davvero rotto le scatole di seguire le sorti di una Reggina che per due anni consecutivi ha regalato solo delusioni frutto di risultati a dir poco disastrosi. Fa da contraltare a questa inesorabile tendenza (come già scritto in altra parte del giornale), la presenza piuttosto rumorosa dei 1361 presenti allo stadio che hanno sostenuto, incoraggiato ed applaudito ogni azione dell’ “Atzori band” quasi a catechizzare le recenti delusioni dando nuova linfa a questa Reggina del nuovo corso. A questa timida forma di entusiasmo ritrovato, fanno da contraltare la difficile situazione economica della Società di via delle Industrie e la presenza di problematiche inerenti gli adeguamenti dei contratti alle nuove (e prevedibili) esigenze della stessa circa i contratti onerosissimi di una decina di giocatori messi “fuori rosa” e destinati a partire e/o a restare dopo (eventuali) sostanziose decurtazioni degli ingaggi. Il primo ad arrivare in sala stampa in un fiacco post partita è il neo allenatore amaranto, Gianluca Atzori (nella foto). Abbiamo avuto modo di conoscerlo, di parlarci e di vederlo all’opera durante il nostro soggiorno a Saint Christophe per la prima parte del ritiro precampionato. Ci ha dato l’impressione di un vero “sergente di ferro”: motivato, deciso, risoluto, che poco parla e molto fa. Ha le idee ben chiare Atzori e non le manda a dire. Vuole una squadra che abbia le sue stesse motivazioni e che abbia la sua stessa voglia di dimostrare qualcosa a chi nutre dei dubbi. Non proclami e promesse “da marinaio”, ma fatti! Mister, diremmo che “buona la prima” possa essere accostato a quanto appena visto. I ragazzi ci tenevano a presentarsi davanti al loro pubblico cercando di far capire quello che è lo spirito che anima questa squadra ed i risultati che vogliamo raggiungere. Credo che, per quanto riguarda la partita di stasera, l’obiettivo sia stato raggiunto e devo fare i complimenti a loro perché sono stati davvero encomiabili soprattutto nel periodo in cui hanno giocato in inferiorità numerica. Inferiorità di cui, peraltro, non ce ne siamo granché accorti considerata la voglia di far bene dimostrata in campo. Quest’anno la Reggina è questa. In campo possiamo vincere o possiamo perdere, ci mancherebbe altro, non sto dicendo che saranno tutte rose e fiori, ma i ragazzi stasera hanno mandato un messaggio dimostrando quello che sarà lo spirito che ci accompagnerà per tutte le 42 difficili partite del campionato che sta per iniziare. Ci saranno momenti belli ed altri meno belli, la squadra è molto giovane, molto volenterosa ed ha bisogno di essere guidata. Sinceramente urlare dalla panchina per tutti e 90 i minuti della partita vorrei evitarmelo. Vorrei che loro, soprattutto quando in parità o in superiorità numerica, fossero stati più “cattivi” ed invece si sono rilassati. Devono imparare ad essere lucidi, a saper interpretare la partita per ciò che succede in campo ed a vedere cosa fare e come farla. L’espulsione di Acerbi ti ha costretto a cambiare qualcosa sul piano tattico con una grande prova di sacrificio di Laverone. Tutti quanti, non solo Lorenzo (Laverone, n.d.r.), hanno interpretato la partita in maniera eccellente e questo mi ha fatto piacere registrarlo perché evidentemente i messaggi che mando loro vengono recepiti. In effetti il direttore di gara avrebbe potuto rifletterci un po’ di più, ma non mi sento di addossargli la croce. Siamo una squadra molto giovane e certamente pecchiamo e peccheremo ancora di ingenuità così come il fallo di Acerbi è frutto. In ritiro, ci hai detto che gli obiettivi che ti sono stati chiesti di raggiungere sono quelli di far bene e, di conseguenza, di far (ri)tornare l’entusiasmo verso la Reggina da parte dei suoi tifosi. Ci pare che, seppur nel giorno di Ferragosto, seppur in una competizione come la Coppa Italia che non attira particolarmente, seppur in quello che deve essere ancora definito come “calcio di agosto”, il pubblico presente abbia sostenuto ed applaudito i tuoi uomini. Si. La sensazione che ho avuto io dalla panchina è che comunque chi era presente alla gara abbia gradito quello che abbiamo espresso come gioco e questo, naturalmente, fa piacere perché evidentemente i messaggi che abbiamo mandato sin dall’inizio sono orientati a riportare allo stadio i nostri tifosi. Loro sono certamente il nostro “uomo in più”. Per l’esperienza che ho per aver giocato qui so che venire a giocare a Reggio è stato difficile per ogni avversario che sapeva di dover fare i conti oltre che con la Reggina anche con i suoi tifosi. Ho chiesto ai miei ragazzi di mandare sin da subito un messaggio chiaro ed esauriente ai loro tifosi e mi pare che stasera ci siamo riusciti. La Reggina ha a che fare con la vicenda legata ai dieci “dissidenti” per il momento alienati dalla prima squadra e tra di essi ci sono giocatori le cui qualità tecniche sono indubbie. Come ti poni tu che sei l’allenatore nei loro confronti? Per quanto riguarda quei ragazzi che sono “mezzi dentro e mezzi fuori” e che non ho a disposizione per le gare ufficiali credo che, per le condizioni in cui versa il mercato attuale, sia una situazione non certo unica ma condivisa da molte altre Società con i cui tecnici ho anche parlato confrontandomi. Con loro sono stato sincero quando gli ho detto che lo stesso problema che stanno affrontando loro oggi l’ho affrontato io qualche anno addietro allorquando messo sul mercato da una squadra di serie A in attesa di un’eventuale nuova sistemazione. Nel mio rapporto con loro preferisco mettere in primis quello uomo-uomo e solo poi quello da allenatore-giocatore. Mi rispettano perché io guardo in loro prima l’essere uomini e poi il resto. Quando si allenano per me come sono gli altri e sono miei giocatori a tutti gli effetti. Li correggo se sbagliano e li applaudo se fanno bene. Nello stesso tempo, però, seguo le indicazioni della Società. Mi sembra che il presidente sia stato chiaro, abbiamo assolutamente bisogno di vendere perché siamo in difficoltà. Abbiamo dei giocatori che tanti ci invidiano, mi riferisco ai vari Brienza, Bonazzoli, Carmona (reduce da un mondiale), Valdez, Antonio Rizzo, Joelson ed altri che in qualunque altra squadra contenderebbero il posto da titolare a chiunque. Abbiamo una rosa di 33-34 giocatori ed allenarli tutti per me è molto difficile anche nelle partitelle in cui lavoro sulla tecnica non è che posso schierarli in un 17 contro 17 ma mi devo limitare ad un normale 11 contro 11. Con loro ho un rapporto tranquillo, la Società parla spesso con loro e mi auguro che presto trovino una sistemazione. Spero solo che arrivi e passi presto il prossimo 31 agosto per sapere chi ho definitivamente con me e con cui devo e posso lavorare. Per quanto attiene, invece, agli uomini con cui può lavorare ti ritieni soddisfatto della rosa a totale disposizione o, secondo te, manca ancora qualcosa e qualcuno? Questi discorsi li ho già affrontati con la Società, con il direttore Giacchetta e con il presidente Foti. Sia io che loro sappiamo benissimo quali sono i ruoli su cui si deve intervenire e su cosa e chi manca o non manca. I ragazzi che avete visto stasera hanno dimostrato che in teoria non ci sarebbe bisogno di nessuno, ma il campionato è lunghissimo e so che 42 partite sono tante e piene di insidie che ci regaleranno anche momenti difficili. Per questo ho bisogno per forza di contare su gente che abbia esperienza e che possa trasmetterla anche a tutti questi giovani. Fin qui il tecnico Atzori che esce dalla sala stampa salutando tutti e lasciando il posto a colui il quale, con il suo goal, ha regalato la prima vittoria ufficiale alla sua squadra e cioè Francesco “Ciccio” Zizzari (nella foto). La tua soddisfazione per la prima rete che conta in questa stagione. Sono contentissimo perché ci tenevo a far goal alla prima occasione davanti ai nostri tifosi. Di più sono contento perché abbiamo vinto e perché, considerato che siamo quasi tutti nuovi, credo sia il modo migliore per avvicinarci all’inizio del campionato. L’intesa con Sy cresce di partita in partita, a ciò che si era già visto nelle amichevoli stasera si sono aggiunte delle cose davvero pregevoli fatte insieme. Direi di si. E’ un mese che lavoriamo insieme e credo che per raggiungere l’optimum ci vorrà ancora un po’ di tempo. In allenamento lavoriamo affinché si raggiunga un’intesa migliore possibile. Stasera all’inizio eravamo un po’ lenti per via dei tanti allenamenti fatti in ritiro e la fatica si è fatta sentire. Poi, quando siamo rimasti in 10, noi due attaccanti siamo arretrati un po’ fino a quando siamo riusciti a trovare il goal. Una dedica particolare per il tuo goal? Magari alla famiglia o alla mia ragazza. Spero di farne tanti con e per la Reggina così come sempre riuscito a farne. Sono contento perché quando fa goal un attaccante vuol dire che la squadra lo ha messo in condizione di farlo. Beppe (Rizzo, n.d.r.) è stato bravissimo a darmi una gran palla e poi sono riuscito ad alzarla quando mi sono trovato davanti al portiere mettendola in rete. Cos’avete pensato dopo l’espulsione di Acerbi? L’espulsione credo sia stata un po’ affrettata, anche se l’arbitro poi ha espulso anche uno loro dimostrando comunque di usare lo stesso metro di giudizio. Sicuramente per una squadra che gioca per la prima volta in casa, rimanere in 10 dopo una ventina di minuti non è facile. Il mantenere comunque le due punte avanti è chiaro che significa sacrificarsi abbassandosi fino a centrocampo per aiutare il resto della squadra. Il goal credo sia la giusta ricompensa per il lavoro svolto stasera. E domenica prossima c’è il derby con il Crotone. E’ un derby a cui il pubblico di Reggio tiene così come ci teniamo anche noi. Alla ripresa degli allenamenti martedì ci proietteremo verso questa gara con il morale un po’ più alto per la vittoria di stasera. Per quanto mi riguarda credo che per un attaccante la medicina migliore sia far goal e sono contento che stasera sia successo. La sensazione che si ha guardando te e Sy è che siate entrambi due seconde punte. Io e lui abbiamo caratteristiche diverse. Lui, grazie anche alle sue doti fisiche notevoli, è più propenso e predilige aggredire gli spazi mentre io, invece, preferisco giocare e muovermi in area. Questo è quanto riguardo la prima uscita ufficiale della Reggina edizione 2010/2011. Domenica prossima è già derby. Domenica prossima è già la prima di 42 di campionato. Ad majora.

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Coppa Italia Tim Cup: Reggina Alessandria 1-0

Reggina – Alessandria: 1-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone (dall’89° Camilleri), Missiroli (c), N. Viola, Rizzo e Rizzato; Zizzari (dal 69° Barillà) e Sy (dal 68° A. Viola). In panchina: Kovacsik, Montiel, A. Viola, Barillà, Verruschi, Camilleri e Cherillo. All.: Atzori. Alessandria (4-2-3-1): Servili; Pucino (dal 58° Cuneaz), Cammaroto (dal 15° Romeo), Ghinassi e Segarelli; Bonomi e Negrini; Camillucci, Martini ed Artico (c) (dall’86° Damonte); Machado. In panchina: Cicutti, Carlini, Damonte, Caiazzo, Cuneaz, Pasino e Romeo. All.: Sarri. Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Enrico Fittante di Cosenza e Salvatore Longo di Paola. Quarto uomo: Omar Magno di Catania. Marcatore: Zizzari al 51°. Ammoniti: Negrini al 42°, Camillucci al 44°, Machado al 52° ed al 60° e Camillucci all’85°. Espulsi: Acerbi al 22°, Machado al 60° e Camillucci all’85°. Corner: 6 Reggina e 5 Alessandria. Recupero: 3’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 1361. Incasso: € 13.700,00.

Cronaca e commento. Esordio stagionale ufficiale per la formazione del neo tecnico Gianluca Atzori davanti al proprio pubblico. Nel secondo turno della Coppa Italia Tim Cup è ospite l’Alessandria di quel Fabio Artico che il 13 giugno del 1999 fu protagonista della prima, storica, promozione in serie A della Reggina e che stasera, giustamente, viene salutato dagli applausi dei presenti ed a cui allo stesso modo risponde. In verità, in tribuna, nelle vesti di collaboratore di Atzori e non più di calciatore, c’è un altro protagonista di allora ed è l’ultimo grande capitano amaranto Ciccio Cozza. Il pubblico non è numeroso al Granillo (la tribuna centrale è l’unico settore aperto), vuoi per l’entusiasmo nei confronti della Reggina che è via via scemato “grazie” alle ultime due stagioni a dir poco disastrose seppur per motivi diversi e vuoi anche per il concomitante Ferragosto. Non numeroso, dicevamo, ma molto caloroso nei confronti di questa squadra, quella amaranto, che si presenta senza proclami ma dotata, secondo noi, di buone qualità e, soprattutto, di un eccellente tecnico. Primi minuti di gara ovviamente a ritmi blandi scanditi, però, da qualche buono spunto degli uomini di Atzori in cerca dei migliori meccanismi e sincronismi in vista della prima di campionato domenica prossima qui in casa contro il Crotone. Ci piace sottolineare come, ad ogni giocata soprattutto dei nuovi, scatti spontaneo l’applauso dei pochi ma “rumorosi” presenti. Che sia un segnale nuovo? L’obiettivo primario della Società è quello di far bene e di far rinascere l’entusiasmo dei suoi tifosi attorno alla Reggina. La Società sa, però, che l’entusiasmo lo (ri)porta i risultati che si andranno man mano a conquistare. Al 12° minuto la Reggina si rende pericolosa per la prima volta. Lavarone, cursore di destra, crossa al centro e Sy manca il contatto di testa con il pallone per un soffio. Al 21° una parata che vale un goal fatto. Puggioni, con uno scatto eccellente, vola a deviare in corner un colpo di testa di Artico e riceve applausi a scena aperta. Ci chiediamo, con il senno di poi ovviamente, perché la scorsa estate la Reggina lo cedette e gli preferì quel Mario Cassano poi frettolosamente spedito altrove? Mah! Al 22° Acerbi entra malissimo, scoordinato ed anche assai pericolosamente su Negrini e Doveri non ha alcun dubbio ad estrarre il rosso diretto. A nostro modo di vedere, severa ma giustificata la decisione del fischietto romano. La Reggina, pur in inferiorità numerica, tiene testa agli avversari e cerca di produrre con tenacia qualche azione pericolosa. Proprio per i meccanismi non ancora rodati a dovere, però, non riesce a concludere a rete e Servili fa da spettatore non pagante. Si apprezzano, tra gli uomini di Atzori, Lavarone sulla destra, il centrale d’attacco Sy ed il giovane Giuseppe Rizzo che, con Nicolas Viola, cerca di fare quel che può anche se appare evidente una sorta di lacuna proprio lì in mezzo al campo in fase di costruzione. Al 39° si rifà viva l’Alessandria con Martini che, entrato in area da sinistra, batte a rete ma Puggioni è attento e para a terra senza difficoltà. Al 41° la Reggina va vicinissima al goal. Rizzato crossa al centro da sinistra, la palla arriva a Sy che la stoppa e calcia di sinistro mandando il pallone, però, abbondantemente al lato. Peccato! Un paio di minuti dopo Zizzari riceve a centrocampo da Laverone ed avanza a larghe falcate, prova il tiro ma lo stesso risulta debole e parato senza patemi da Servili. Il primo tempo finisce con il risultato ad occhiali, ma tra gli applausi comunque. La ripresa si apre con Rizzato che, al 48°, effettua da sinistra un tiro-cross che impensierisce Servili ma termina al lato. E’ il prologo per il goal del vantaggio. Al 51° Rizzo “assiste” Zizzari sul filo del fuorigioco. Il centravanti amaranto entra in area e batte Servili con un delizioso pallonetto. E’ un bel goal per preparazione e fattura ed è assai bello vedere Puggioni partire dalla propria area e correre per i 100 metri di tutto il terreno di gioco per andare ad abbracciare il compagno marcatore. Sinonimo di coesione e di “gruppo” in barba ai dieci “dissidenti” alienati dal gruppo stesso che non hanno semplicemente capito che la “vita” futura della Reggina è appesa ai loro onerosi contratti e che, in caso di fallimento, non solo non se li vedranno rispettati ma non percepiranno nemmeno 1 centesimo di euro. Forse, anzi senza forse, dovrebbero capire e rendersi parte diligente in una situazione davvero difficile per la Reggina, in primis, e per l’economia mondiale, dopo. Al 58° altra azione pregevole della Reggina tra gli applausi scroscianti dei 1361 paganti. Ancora Rizzo si veste da “uomo-assist” e serve Rizzato che s’incunea in area dalle retrovie, supera il diretto avversario e calcia ma i suoi piedi non da bomber non lo aiutano e la palla termina alta. Al 60° Machado riceve la seconda ammonizione in otto minuti e ristabilisce la parità numerica tra le due squadre. La Reggina, che onestamente della precedente inferiorità non pare averne mai subito l’onere, continua a macinare gioco ed a creare azioni su azioni con il pubblico che gradisce ed incita. Al 67° l’Alessandria ha l’occasione per pareggiare i conti anche per quanto riguarda il risultato. Martini riceve un cross da sinistra, si coordina bene ma, fortunatamente, calcia al lato e null’altro che uno spavento per Puggioni. Un minuto dopo Atzori effettua la sua prima sostituzione: esce l’applauditissimo Sy ed entra Alessio Viola. Stessa dose di applausi anche per il marcatore della serata Zizzari sostituito ancora un minuto dopo da Barillà. Esce, quindi, la coppia d’attacco titolare ed i più avanzati sono ora il capitano Missiroli ed, appunto, Alessio Viola. Atzori, saggiamente, rafforza il centrocampo e tende a mantenere il risultato. Un risultato, per quanto la Coppa Italia sia tenuta in assai poco conto, è al momento positivo (ma lo è ancor di più la prestazione, seppur con tutti i dubbi legati al famigerato “calcio d’agosto”) e rappresenta comunque un buon viatico per l’imminente inizio della nuova stagione. Al 76° si rifà viva la Reggina con Nicola Viola che, da 35 metri e passa, pretende un po’ troppo e calcia pretenziosamente alto sulla traversa. Più o meno fa la stessa cosa Laverone quattro minuti dopo calciando al lato dal vertice sinistro dell’area di rigore della porta difesa da Servili. All’83°, un minuto dopo l’occasione di Laverone, ci prova l’Alessandria con Artico. Ricevuto un cross da sinistra da Bonomi schiaccia a rete di testa ma Puggioni “è” portiere e, piazzato, para senza difficoltà. All’84° è Alessio Viola ad avere sui piedi la palla del raddoppio ma, dopo essersi creato lo spazio necessario, calcia “a giro” e Servili para distendendosi alla sua destra. Un minuto dopo l’Alessandria resta in 9 per il secondo “giallo” a Camillucci reo di un fallo inutile quanto stupido. All’86° Sarri regala a Fabio Artico la standing ovation del suo ex pubblico che non ha dimenticato. Un minuto di scroscianti applausi a chi, assieme al “mitico” Possanzini (ed a tutti gli altri ovviamente), ha regalato alla Reggina la pagina più importante della sua storia. Artico ricambia e si accomoda in panchina. Ancora all’86° la Reggina beneficia di un calcio di rigore per un fallo subito da Missiroli. Sul dischetto va Alessio Viola che tira debolmente ed assai prevedibilmente alla sinistra di Servili che semplicemente tuffandosi lo blocca e regala al tiratore anche un timido fischio. Forse è questa l’unica nota stonata di questa gara, la sufficienza con cui Alessio Viola è andato sul dischetto e giustamente “punita” dall’agevole parata del portiere avversario. La partita in pratica finisce qui e la Reggina passa il turno. Atzori sicuramente avrà tratto le indicazioni che voleva seppur certamente c’è ancora tanto da lavorare. 

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Coppa Italia Tim Cup: Reggina Alessandria 0-0 (primo tempo)

Reggina – Alessandria: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Missiroli (c), N. Viola, Rizzo e Rizzato; Zizzari e Sy. In panchina: Kovacsik, Montiel, A. Viola, Barillà, Verruschi, Camilleri e Cherillo. All.: Atzori. Alessandria (4-2-3-1): Servili; Pucino, Cammaroto (dal 15° Romeo), Ghinassi e Segarelli; Bonomi e Negrini; Camillucci, Martini ed Artico (c); Machado. In panchina: Cicutti, Carlini, Damonte, Caiazzo, Cuneaz, Pasino e Romeo. All.: Sarri. Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Enrico Fittante di Cosenza e Salvatore Longo di Paola. Quarto uomo: Omar Magno di Catania. Ammoniti: Negrini al 42° e Camillucci al 44°. Espulso: Acerbi al 22°. Corner: 5 Reggina e 5 Alessandria. Recupero: 3’. Spettatori paganti: 1361. Incasso: € 13.700,00.

Cronaca e commento. Esordio stagionale ufficiale per la formazione del neo tecnico Gianluca Atzori davanti al proprio pubblico. Nel secondo turno della Coppa Italia Tim Cup è ospite l’Alessandria di quel Fabio Artico che il 13 giugno del 1999 fu protagonista della prima, storica, promozione in serie A della Reggina e che stasera, giustamente, viene salutato dagli applausi dei presenti ed a cui allo stesso modo risponde. In verità, in tribuna, nelle vesti di collaboratore di Atzori e non più di calciatore, c’è un altro protagonista di allora ed è l’ultimo grande capitano amaranto Ciccio Cozza. Il pubblico non è numeroso al Granillo, vuoi per l’entusiasmo nei confronti della Reggina che è via via scemato “grazie” alle ultime due stagioni a dir poco disastrose seppur per motivi diversi e vuoi anche per il concomitante Ferragosto. Non numeroso, dicevamo, ma molto caloroso nei confronti di questa squadra, quella amaranto, che si presenta senza proclami ma dotata, secondo noi, di buone qualità e, soprattutto, di un eccellente tecnico. Primi minuti di gara ovviamente a ritmi blandi scanditi, però, da qualche buono spunto degli uomini di Atzori in cerca dei migliori meccanismi e sincronismi in vista della prima di campionato domenica prossima qui in casa contro il Crotone. Ci piace sottolineare come, ad ogni giocata soprattutto dei nuovi, scatti spontaneo l’applauso dei pochi ma “rumorosi” presenti. Che sia un segnale nuovo? L’obiettivo primario della Società è quello di far bene e di far rinascere l’entusiasmo dei suoi tifosi attorno alla Reggina. La Società sa, però, che l’entusiasmo lo (ri)porta i risultati che si andranno man mano a conquistare. Al 12° minuto la Reggina si rende pericolosa per la prima volta. Lavarone, cursore di destra, crossa al centro e Sy manca il contatto di testa con il pallone per un soffio. Al 21° una parata che vale un goal fatto. Puggioni, con uno scatto eccellente, vola a deviare in corner un colpo di testa di Artico e riceve applausi a scena aperta. Ci chiediamo, con il senno di poi ovviamente, perché la scorsa estate la Reggina lo cedette e gli preferì quel Mario Cassano poi frettolosamente spedito altrove? Mah! Al 22° Acerbi entra malissimo, scoordinato ed anche assai pericolosamente su Negrini e Doveri non ha alcun dubbio ad estrarre il rosso diretto. A nostro modo di vedere, severa ma giustificata la decisione del fischietto romano. La Reggina, pur in inferiorità numerica, tiene testa agli avversari e cerca di produrre con tenacia qualche azione pericolosa. Proprio per i meccanismi non ancora rodati a dovere, però, non riesce a concludere a rete e Servili fa da spettatore non pagante. Si apprezzano, tra gli uomini di Atzori, Lavarone sulla destra, il centrale d’attacco Sy ed il giovane Giuseppe Rizzo che, con Nicolas Viola, cerca di fare quel che può anche se appare evidente una sorta di lacuna proprio lì in mezzo al campo in fase di costruzione. Al 39° si rifà viva l’Alessandria con Martini che, entrato in area da sinistra, batte a rete ma Puggioni è attento e para a terra senza difficoltà. Al 41° la Reggina va vicinissima al goal. Rizzato crossa al centro da sinistra, la palla arriva a Sy che la stoppa e calcia di sinistro mandando il pallone, però, abbondantemente al lato. Peccato! Un paio di minuti dopo Zizzari riceve a centrocampo da Laverone ed avanza a larghe falcate, prova il tiro ma lo stesso risulta debole e parato senza patemi da Servili. Il primo tempo finisce con il risultato ad occhiali, ma tra gli applausi comunque.

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San Demetrio Corone (CS): Sgambelluri vince sui colli Arbereshe, il sidernese vince il 5° Giro dei Colli Arbereshe a San Demetrio Corone con ospite Davide Cassani

Roberto Sgambelluri (nella foto) si è aggiudicato il “5° Giro ciclistico dei Colli Arbereshe”, gara cicloturistica – amatoriale, disputatasi a San Demetrio Corone, nel cosentino, che è il più importante centro culturale degli albanesi che in Italia giunsero a partire dal XIV secolo. L’ex professionista sidernese, sempre in testa dai primi chilometri, sul traguardo ha avuto la meglio su Gaetano Colletta (Autotrasporti Convertini) ed Angelo Prospato (Sirino Cycling Team). La gara, che rientra nel calendario FCI, è stata riconosciuta come medio fondo nazionale, valevole per il Campionato italiano di cicloturismo per società e come prova della Coppa Calabria. Organizzato dalla “Gino Bartali”di Costantino Santo, che ha sede proprio a San Demetrio Corone, l’evento ha avuto come ospite e  partecipante d’onore Davide Cassani, ex ciclista professionista di gran livello e attuale commentatore tecnico del Giro d’Italia e del Tour de France.

“Ho colto – ha dichiarato Davide Cassani – l’invito di un amico e, venendo qui per la prima volta, ho trovato un splendida accoglienza ed una grande passione per la bicicletta. Alla sua quinta edizione, questo giro comincia a farsi spazio nel panorama nazionale, tra l’altro, in una terra, la Calabria, dove il ciclismo non è tra gli sport più popolari.” Provenienti da tutt’Italia, 230 sono stati i corridori che hanno preso parte alla corsa che, tra le mezzo fondo amatoriali, è diventata una classica per il Meridione. A dare il via alla gara è stato il sindaco di San Demetrio Corone, Antonio Sposato, insieme al presidente della Federciclismo Calabria, Mimmo Bulzomì. “Queste manifestazioni – ha dichiarato Mimmo Bulzomì – fanno bene al ciclismo ed alla Calabria. Invitare grandi campioni del pedale, come Moser, Chiappucci e Cassani, per noi, è un modo per avvicinare la gente a seguire le corse dal vivo, a passare una giornata in splendide località come questa, ricche di natura e di cultura, sperando che proprio i giovani, in contesti “d’altri tempi” come questo, si possano avvicinare e magari innamorare del ciclismo”. Partiti da San Demetrio Corone, paese da cui si ha una visione completa di tutta la piana di Sibari e della catena del Pollino, il giro ha coinvolto i centri culturali arbereshe di Vaccarizzi, San Cosimo e San Mauro, disseminati nei colli presilani della fascia jonica cosentina. 40 sono stati i chilometri della prima fase cicloturistica, percorsi ad andatura moderata (30Km/h) e, dopo un breve rifornimento, altri 40 km, questa volta agonistici, di cui 10 con una pendenza media in salita del 5%. Il traguardo, sempre a San Demetrio Corone, è stato situato vicino alla splendida chiesa di Sant’Adriano, risalente al X secolo. Sin dai primi chilometri di gara del tratto agonistico, i tentativi di fuga hanno fatto aumentare la velocità di marcia del gruppo, rimasto compatto per circa 20 km. Sono stati il caldo, la leggera, ma lunga, salita ed una fuga, a 10 km dall’arrivo, a determinarne l’esito. Roberto Sgambelluri e Gaetano Colletta hanno staccato il gruppo e, dopo qualche chilometro, sono stati raggiunti da Angelo Prospato e Santo De Gennaro (GSC Trebisacce). I quattro, nel tratto in salita più ripido della gara, hanno sfiorato il minuto di vantaggio sul gruppo, ma il finale è stato un duello. A duecento metri dal traguardo, Sgambelluri e Colletta, hanno staccato i compagni di fuga, ma è stato sidernese ad alzarsi sui pedali e, davanti ad un numeroso pubblico, tagliare il traguardo del 5° Giro dei Colli Arbereshe. Appuntamento al prossimo anno, dunque, nel paese che conserva ancora la lingua, il rito religioso e i costumi greco-bizantini. CLASSIFICA ASSOLUTA: 1. Roberto Sgambelluri (R. Sgambelluri); 2. Gaetano Colletta (Autotrasporti Convertini); 3. Angelo Prospato (Sirino Cycling Team); 4. Sandro De Gennaro (GSC Trebisacce); 5. Giuseppe Barreca (Sirino Cycling Team); 6. Mario Faraca (Marina di Rossano); 7. Giuseppe Staglianò (Velociraptor P. Bettini); 8. Luca Jemen Mattana (Lombardia Team); 9. Giuseppe Simmaco (Immobil Sud Catanzaro); 10. Giuseppe Imbalzano (Ciclisti Pellaro).

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“I Tesori del Mediterraneo”: il programma

“I Tesori del Mediterraneo” III^ edizione 2010, un evento originale che vuole coinvolgere realtà nazionali ed internazionali, in un’iniziativa che ha lo scopo di coniugare aggregazione, promozione, scambio culturale e dialogo, tra tutti i suoi protagonisti. Enti importanti, aziende e sponsor prestigiosi hanno partecipato all’iniziativa, provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’estero. Lo stretto che divide Calabria e Sicilia, il più bel chilometro d’Italia, il calore del clima e della sua gente, l’ospitalità del popolo reggino, l’accoglienza degli amministratori pubblici, hanno conquistato tutti i partecipanti entusiasti della manifestazione, che hanno apprezzato la kermesse che si è contraddistinta per l’autenticità e per l’enorme ritorno d’immagine.

Santo Versace, il testimonial d’eccezione della manifestazione, che ha voluto legare il suo nome all’evento, ha riconosciuto la validità dell’iniziativa che, a suo dire, “utilizza le potenzialità della storia del nostro territorio, come motrice di uno sviluppo turistico e di una rivoluzione culturale che il nostro Paese ricerca da anni”. L’edizione 2010 è ancora più ricca di idee ed iniziative innovative tendenti a migliorare ed ampliare il programma: sport, cultura, turismo, commercio, spettacolo, attività sociali e produttive. L’Associazione Nuovi Orizzonti organizza questo progetto per realizzare momenti di promozione che coinvolgano non solo il Mezzogiorno, ma anche tutte quelle realtà che vorranno essere protagoniste, insieme a noi, dell’enorme crescita geopolitica prevista per i prossimi anni. Coinvolgere le città d’Italia e dell’estero serve per mettere in moto il meccanismo che muove l’industria del turismo, affinché venga stimolata attraverso delle proposte nuove e concrete necessarie per affrontare un mercato importante ed imponente come quello del Mediterraneo. Teatro della manifestazione sarà lo Stretto di Messina, dove si dovranno allestire tutte le iniziative utilizzando al meglio le risorse dei luoghi bagnati da questo splendido specchio d’acqua. Tutta la manifestazione sarà seguita dalla radio, dai giornali e da un’emittente televisiva nazionale. Primo tesoro: “La Regata del Mediterraneo”. Nello specchio d’acqua dello Stretto che unisce Reggio Calabria e Messina, incanto e competizione sportiva sono gli elementi che caratterizzano la regata in notturna dell’edizione 2010. Equipaggi composti da 4 rematori e un timoniere, provenienti da tutta l’Italia e dall’estero, gareggeranno solcando le acque della Fata Morgana, vogando per 500 metri in un percorso illuminato a giorno. Un evento unico ambientato in una scenografia naturale e suggestiva. Sport acquatici e spettacolari giochi d’acqua faranno da cornice alle gare. Secondo tesoro: “La Cittadella del Mediterraneo”. Stand espositivi e promozionali saranno il cuore pulsante e festoso della Cittadella, allietata anche da spettacoli serali e artisti di strada. Le città, gli enti e le aziende partecipanti avranno la possibilità di far conoscere ed apprezzare i loro prodotti, promuovere il turismo, fare pubblicità. Anche quest’anno si realizzerà un percorso enogastronomico, dove si potranno esporre e assaggiare prodotti tipici che caratterizzano il luogo di provenienza. Si darà vita ad un originale incontro tra le varie culture e tradizioni d’Italia, facendole conoscere attraverso il gusto di assaggiare piatti tipici, dolci squisiti e prodotti caserecci. Terzo tesoro: il concorso di bellezza “La Venere del Mare”. Protagoniste le donne, provenienti dall’Italia ed oltre. Il successo del concorso è stato il segnale che oggi più che mai, il gentil sesso vuole farsi conoscere non solo per la bellezza ma anche per le enormi capacità intellettive, culturali e pratiche. Gerardo Sacco, maestro orafo famoso nel mondo, ha disegnato e realizzato la coroncina (tiara) della vincitrice. La Venere del Mare in carica, una bellissima ragazza aquilana che ha rappresentato il Comune de L’Aquila, parteciperà al concorso della III^ edizione, facendo parte della giuria che sceglierà la sua erede, composta anche da personaggi famosi. Le rappresentanti delle città o degli enti partecipanti, gareggeranno e animeranno le giornate e le serate della manifestazione, destreggiandosi nel ricco programma a loro destinato. Le fasce che saranno assegnate sono: Miss Venere (vincitrice assoluta del concorso), Miss Giunone (per il sorriso più bello), Miss Diana  (per l’eleganza), Miss Minerva (per la simpatia), Miss Athena (per la migliore prova disputata). Alla ragazza vincitrice del concorso sarà assegnata una borsa di studio in denaro o avrà l’opportunità di partecipare ad un provino o ad uno spot televisivo. Quarto tesoro: “I giochi delle Dee”. Le miss del concorso “La Venere del mare” affiancate da personaggi famosi, si esibiranno in una una prova di abilità, dando vita ad uno spettacolo divertente ed unico nel suo genere. Direzione artistica: Roberto Vecchi. Quinto tesoro: lo spettacolo iniziale “Salite a bordo”. Questo spettacolo, al quale parteciperanno personaggi famosi, aprirà la parte serale della manifestazione e darà il benvenuto a tutti i partecipanti augurando loro un buon soggiorno nella nostra città. Direzione artistica: Roberto Vecchi. Sesto tesoro: “Premio Zeus” e “Premio Afrodite”. Una speciale giuria nominata dall’organizzazione valuterà, su un’ampia rosa di personaggi, non necessariamente famosi, a chi assegnare due ambiti premi: il premio “Zeus” ad un personaggio maschile e il premio “Afrodite” ad un personaggio femminile. Settimo tesoro: il galà-spettacolo “L’Olimpo degli dei”. Il galà finale sarà un resumè delle cinque giornate e darà il giusto risalto a tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione. Verranno consegnati da personaggi famosi i premi per i primi tre classificati della Regata e ci sarà l’incoronazione della “Venere del Mare”. Quindi, a conclusione della serata, ci saranno i ringraziamenti per tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione stessa ed un arrivederci caloroso all’edizione del 2011 della manifestazione “I Tesori del Mediterraneo”. Direzione artistica: Roberto Vecchi.

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L’associazione Nuovi Orizzonti presenta la III^ edizione de “I Tesori del Mediterraneo”

Si svolgerà a Reggio Calabria, dal 25 al 29 agosto 2010,  la III^ edizione de “I Tesori del Mediterrneo” manifestazione organizzata dall’Associazione Nuovi Orizzonti sul meraviglioso Lungomare di Reggio Calabria. Si tratta di un evento originale, che vuole coinvolgere realtà nazionali ed internazionali, in un’iniziativa che ha lo scopo di coniugare aggregazione, promozione, scambio culturale e dialogo, tra tutti i suoi protagonisti. L'obiettivo principale è creare momenti di promozione per tutti gli enti e le città che aderiscono alla manifestazione e partecipano, come parte integrante, a questa grande iniziativa.

Lo Stretto che divide Calabria e Sicilia, il più bel chilometro d’Italia, il calore del clima e della sua gente, l’ospitalità del popolo reggino, l’accoglienza degli amministratori pubblici, hanno conquistato tutti i partecipanti entusiasti della manifestazione, che hanno apprezzato la kermesse che si è contraddistinta per l’autenticità e per l’enorme ritorno d’immagine. Teatro della manifestazione sarà lo Stretto di Messina, dove si allestiranno tutte le iniziative utilizzando al meglio le risorse dei luoghi bagnati da questo splendido specchio d'acqua. Santo Versace, il testimonial d’eccezione della manifestazione, che ha voluto legare il suo nome all’evento, ha riconosciuto la validità dell’iniziativa che, a suo dire, “utilizza le potenzialità della storia del nostro territorio, come motrice di uno sviluppo turistico e di una rivoluzione culturale che il nostro Paese ricerca da anni”. L’edizione 2010 è ancora più ricca di idee ed iniziative innovative tendenti a migliorare ed ampliare il programma: sport, cultura, turismo, commercio, spettacolo, attività sociali e produttive. Il Progetto è cofinanziato dall’Unione Europea, dal Governo Italiano nel quadro dei POR Calabria 2007/2013. Sul sito http://www.nuovi-orizzonti.eu e su http://www.facebook.com/event.php?eid=147200408624517 è possibile visionare il programma dettagliato e gli aggiornamenti in tempo reale.

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Reggio Calabria e Cardeto (RC): due arresti per stalking

Nella giornata di ieri i Carabinieri delle Stazioni di Archi e di Cardeto hanno proceduto all’arresto di due soggetti con l’accusa di aver compiuto atti persecutori nei confronti delle loro ex consorti (il cosiddetto reato di “stalking”). Le attività dei militari, tra loro distinte, sono nate a seguito di denunce presentate ai Carabinieri dalle due donne, vittime di una vera e propria persecuzione. A Cardeto, i Carabinieri sono intervenuti in una via del centro cittadino dove era in corso l’ennesima lite tra due ex coniugi, in presenza della loro figlia minorenne. Al sopraggiungere dei militari, l’uomo, con alcuni precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, aveva tentato di scagliarsi contro la ex moglie in modo particolarmente violento, con grave rischio per la figlia che teneva in quel momento tra le braccia.

Tale intenzione veniva inibita solo a seguito del pronto intervento dei militari che si sono frapposti fisicamente tra i due ex coniugi, invitando contemporaneamente il soggetto a lasciare la bimba che continuava ad implorare il padre di calmarsi. Solo grazie al deciso intervento dei carabinieri è stato possibile allontanare la bambina dalle mani dell’uomo e permetterle di raggiungere la madre, visibilmente scossa per quello che stava accadendo. A questo punto, l’uomo, costantemente nervoso ed agitato, ripeteva il gesto di scagliarsi verso la ex moglie, ma veniva nuovamente bloccato dai militari e portato in caserma. La donna riferiva ai Carabinieri che, nell’arco di alcuni mesi, era stata oggetto di continue vessazioni da parte dell’uomo, consistenti in offese anche alla presenza di altre persone, continui pedinamenti, sms, telefonate moleste. Tali comportamenti sarebbero stati rivolti anche contro amici della donna in un atteggiamento sempre aggressivo e geloso. L’uomo è stato arrestato ed associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria con l’accusa di “stalking”. Sempre nella giornata di ieri, in località Archi di Reggio Calabria, i carabinieri hanno sottoposto agli arresti domiciliari, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, un uomo colpevole di una serie di atti persecutori nei confronti della propria ex moglie. Il provvedimento è scaturito a seguito delle numerose querele sporte dalla vittima che denunciava la continua violazione della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati emessa nei confronti dell’ex marito. L’uomo è stato tradotto presso la propria abitazione dove sconterà la misura detentiva.

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Santa Caterina Albanese (CS): Joggi Avant Folk, la musica si “autorganizza” in una tre-giorni di musica ed arte

Appuntamento immancabile dell'estate musicale calabrese sarà anche quest'anno il festival Joggi Avant Folk, in programma a Joggi, frazione del comune di Santa Caterina Albanese, dal 16 al 18 agosto. Giunto alla tredicesima edizione (nella foto un'immagine dell'edizione 2009), l'evento inaugurato nel 1998 è diventato da subito una manifestazione di musica popolare ed etnica di grande importanza per la Regione. Qui la musica è non solo aggregazione, ma veicolo di interesse e recupero del patrimonio culturale e storico delle comunità del sud Italia, in perfetto accordo con il nome scelto, che dal francese 'avant' riprende l'idea di un “prima” a cui tornare. Musicisti nostrani e non solo, da Massimo Ferrante, alla Spasulati band di Cosenza, a gruppi provenienti anche dalla Romania, si sono esibiti negli anni sul palco allestito nella piazza de centro storico.

Uno dei primi festival in Calabria dedicato alla musica tradizionale, ma anche a rappresentazioni teatrali, incontri letterari, mostre fotografiche  e laboratori. Sinergie tra forme artistiche diverse garantiscono una tre giorni di perfomance inedite e originali, all'insegna della buona musica e della sperimentazione creativa. Artisti, musicisti e  organizzatori dello Joggi Avant Folk hanno in comune lo spirito aggregante del recupero delle radici territoriali e culturali, vero elemento di forza di una manifestazione longeva che può riproporsi  ogni anno grazie all'autorganizzazione e all'autofinanziamento. Attraverso una fitta rete di collaborazioni disseminate un po' in tutta Italia, infatti, ogni aspetto dell'evento non viene lasciato al caso e il risultato è una manifestazione organizzata nei minimi dettagli: l'intrattenimento del pubblico, il settore gastronomico, con stand e punti di ristoro disseminati nelle suggestive stradine del centro e ai lati della piazza sede dei concerti, la tolleranza del campeggio libero. L'idea del festival è dunque legata al territorio e alla possibilità di poter costruire percorsi di socializzazione e aggregazione che possano ridisegnare gli scenari legati alla sostenibilità socioeconomica della Calabria, nei suoi numerosi piccoli centri, sempre creativi, operativi e dinamici. Il programma del festival. Spettacoli Musicali: lunedì 16 EtniaSuperSantos (Folkrock – Bologna) e Legittimo Brigantaggio (Folkrock – Priverno, LT); martedi 17 CardetoStreetBand (Folk – Cardeto, RC) e Sotazero (Elèctric Rumba – Barcelona); Mercoledi 18 Nigro (EtnoJazzFolk – Rossano, CS) e Cumelca.it (Folk – Gallicianò, RC). Spazio incontri: martedì 17 alle ore 19 presentazione del libro "Così raccontano i nostri vecchi", narrazioni dei popoli indigeni durante l'altra campagna, subcomandante Marcos, edizioni Intra Moenia, traduzione di Claudio Dionesalvi. A seguire "Corazon del tiempo", un viaggio nel cuore della resistenza zapatista, regia Alberto Cortés, incontro con Claudio Dionesalvi; mercoledì 18 alle ore 19 presentazione del documentario “Paisà – Storie di Migranti in Campania”, regia di Manolo Luppichini, Claudio Metallo, Jacopo Mariani, produzione: Teleimmagini, Candida TV, Insù tv, Incontro con Claudio Metallo. Spazio Teatro (Piazzetta B. Vivona alle ore 20): lunedì 16 “L’orto dei miracoli” di e con Paola Scialis; martedì 17 “Continuano le bizzarre avventure di Spazzolino” a cura della Compagnia Angelo Aiello; mercoledì 18 “Canti di amore, di lotta e di allegria” di e con Egidio Ferrante. Laboratori: danza tradizionale ed etnofotografia. Mostra etnografica a cura di Angelo Maggio.

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Arma dei Carabinieri: l’attività in provincia di Reggio Calabria

Fascia Jonica. Il 06.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Careri (RC) deferivano in stato di libertà C. P. A., 16 anni, perché ritenuto responsabile di ricettazione. Il 06.08.2010, in Mammola (RC), B. D. A., 77 anni, denunciava che si era sviluppato un incendio nella sua abitazione. Primi accertamenti consentivano di verificare la natura accidentale dell’evento. Fascia Tirrenica. il 06.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Castellace-Oppido Mamertina (RC), unitamente personale Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, arrestavano in flagranza reato C. M., 32 anni, per coltivazione stupefacenti tipo cannabis indica consistente in 600 piante, altezza media 2,5 metri. Nel medesimo contesto veniva deferito in stato libertà per concorso in coltivazione cannabis indica C. D., 66 anni.

Il 06.08.2010 a Taurianova (RC) M. S., 43 anni, denunciava che ignoti, avevano incendiato propria baracca in legno. IL 07.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro (RC) traevano in arresto B. F., 40 anni, colto nella flagranza del reato di rapina aggravata. Centro. Il 05.08.2010 nellla frazione Terreti di Reggio Calabria si verificava un incendio autovettura Lada Niva di proprietà di A. N., 47 anni. IL 06.08.2010 nella frazione Lazzaro di Motta San Giovanni (RC) D. F., 58 anni, denunciava che in un casolare di sua proprietà, adibito a residenza di campagna, si era verificato un incendio. IL 06.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Santo Stefano in Aspromonte (RC) davano esecuzione ad un provvedimento per il ripristino della custodia cautelare in carcere nei confronti di M. R., 34 anni, perché responsabile del reato di estorsione. Il 07.08.2010 i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, unitamente ai colleghi della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria-Principale, deferivano in stato arresto M. B. P., 23 anni, ritenuto responsabile reato tentata estorsione.

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Reggio Calabria: picchia la madre per soldi, tossicodipendente arrestato per tentata estorsione

Nella scorsa notte i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto M. B., 23 anni, reggino, tossicodipendente, con le accuse di tentata estorsione e lesioni. Nella tarda serata infatti la madre del ragazzo raggiungeva a piedi il Comando Provinciale dei Carabinieri riferendo ai militari di essere stata per l’ennesima volta picchiata e sbattuta fuori di casa dal proprio figlio tossicodipendente dietro la minaccia che se fosse tornata senza soldi l’avrebbe picchiata ulteriormente. Alla donna il ragazzo aveva sottratto il cellulare per impedirle di chiamare le forze dell’ordine, ma la stessa, sebbene abitasse in centro ma distante dal Comando dell’Arma, raggiungeva la Caserma a piedi chiedendo aiuto.

Ai militari la donna ha raccontato delle continue violenze subite in casa ad opera del figlio. Proprio nella mattinata precedente la donna era stata picchiata e minacciata con un martello ed aveva sporto denuncia, ma nella serata la situazione era degenerata, avendo la donna terrore di tornare da sola a casa e temendo peraltro che il figlio, come già minacciato, potesse fare del male alla nonna 75enne presente in casa. La donna veniva visitata dalla competente guardia medica che riscontrava diverse contusioni ed una sospetta frattura al polso oltre allo stato di evidente agitazione causato dall’aggressione subita. La donna nonostante tutta la comprensione materna e l’incredibile capacità di sopportazione non ha più avuto la forza di subire queste violenze ed ha richiesto l’aiuto dei carabinieri. Ad accompagnarla a casa sono stati infatti i militari che giunti nei pressi dell’abitazione sorprendevano il giovane che alla vista della pattuglia provava ad allontanarsi repentinamente. Prontamente bloccato, è stato tratto in arresto con l’accusa di estorsione e lesioni ed associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La denunciante è tornata questa mattina in caserma voleva sincerarsi della situazione del figlio ed ha voluto ringraziare i carabinieri che l’hanno aiutata ad affrontare questa difficile situazione che non era più in grado di risolvere con le sue sole forze.

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La “nuova” Viola prende forma: dopo coach Fantozzi ecco Zampogna e Lorenzetti

altSono Zampogna e Lorenzetti i primi due acquisti annunciati in ordine di tempo dalla Viola targata Muscolino. Per il primo si tratta di un ritorno a casa dato che il nativo di Palmi ha giocato in maglia neroarancio nei primi anni della sua giovane carriera. Zampogna si era messo immediatamente in luce come uno dei giovani più interessanti del basket meridionale ed aveva attirato le attenzioni di Gaetano Gebbia, a quel tempo responsabile del settore giovanile neroarancio ed uomo che ha sempre saputo riconoscere il vero talento. Zampogna confermò le sue doti in riva allo stretto prima di andare a fare delle esperienze di un certo livello in tante piazze importanti del basket italiano.

Lo scorso anno è stato uno dei principali motivi della grande stagione del Martinafranca che ha portato ai play-off assieme all’altro ex neroarancio Ciampi. Adesso per lui si riaprono le porte della Viola grazie all’opera di convincimento del direttore generale Condello che ha proposto a Stefano il ruolo di regista titolare nella nuova formazione allenata da Alessandro Fantozzi, ex regista di altissimo livello che si troverà tra le mani uno dei migliori esponenti del ruolo di questa categoria nella passata stagione. L’altro volto nuovo della Viola è Nello Lorenzetti, Ala piccola di due metri classe 1984, nato a Caserta, ultima stagione a Corato che l’aveva acquistato nell’estate del 2009 dalla pallacanestro Roseto 1946, società con cui ha disputato nella scorsa stagione il campionato di LegA2. Per Lorenzetti, atleta che fa dell’agonismo e della grinta le sue armi principali, quella di Roseto non è stata, malgrado la giovane età, l’unica esperienza ad alto livello. Nella stagione 2004/2005 fu uno dei protagonisti del campionato della New Basket Brindisi, sconfitta solo in finale play-off dal Ribera. Nella stagione successiva approdò a Teramo, in A1, dove ha giocato 4 partite. Subito dopo arriva l’esperienza con il Palermo. In Sicilia, il nuovo acquisto neroarancio viaggia alla media di 16.7 punti di media a partita realizzati, 5.6 rimbalzi catturati di media e un high di 32 punti contro l’Ostuni. Lorenzetti dovrebbe essere l’ala piccola titolare del quintetto di coach Fantozzi e, di fatto, sostituirà Claudio Negri nello scacchiere della formazione reggina che sta mettendo i tasselli giusti nella composizione di un roster molto interessante. Lorenzetti potrebbe definitivamente esplodere a Reggio Calabria e la Viola si gioverà delle prestazioni di un grande atleta con degli ottimi istinti cestistici.

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Amy Coleman “the lady in blue” torna in Italia: fa tappa anche in Calabria la storica voce della Maddalena di Broadway in “Jesus Christ Superstar”

Anche quest'anno l'Italia avrà l'onore di ospitare una delle voci più graffianti del panorama blues mondiale: Amy Coleman (nella foto), accompagnata dai Texaco Jive di Cosenza, torna in tre date da non perdere. Il 12 agosto a Torano (CS), per la rassegna “Borgo in blues”; il 14 a Matera per la settima edizione della kermesse musicale “Blues in Town” e il 17 agosto a Crotone, nello storico locale “Columbus”, dove da anni la cantante americana fa tappa per i suoi concerti estivi. Originaria di Manhattan, Amy Coleman ha fatto una lunga gavetta nel giro dei club blues a New York e Chicago. La sua voce potente si è affermata quando la vocalist si è messa in luce come interprete di un musical con musiche di Lennon-Mc-Cartney, vincendo il premio di migliore vocalist dell'anno indetto dalla rivista “Backstage Magazine”.

Il successo e la popolarità arrivano per lei con il ruolo di Maria Maddalena nel musical “Jesus Christ Superstar” nelle repliche a Broadway e poi in tournée in Europa. In quegli anni lavora con Richie Havens e Buster Poindexter, un'esperienza che si rivelerà importante per costruire un suo repertorio maturo che sfocerà nell'incisione del primo disco. L'incontro con altre musiciste donne porta alla realizzazione dei cd "Soul Kiss" e "Flam on", sostenuto da un lungo tour nella East Coast. Incisioni che mostrano la duttilità della sua voce in grado di intrecciare soul, pop e blues con grande naturalezza. L'ultimo album, “Goodbye New York” è uscito per il momento solo in America. La collaborazione con i musicisti calabresi nasce negli anni '80, quando la Coleman è in Europa per una tournée con il suo gruppo teatrale d’avanguardia. Dopo il grande successo ottenuto in Germania si sposta in Italia e arriva al sud, a Cosenza, dove conosce la moglie di Enzo Filippelli, pianista e compositore calabrese, Adriana. Con lei nasce una profonda e sincera amicizia ed è per questo Amy tornerà spesso in Calabria per suonare. É tramite Enzo Filippelli che la Coleman conosce Eguenio Guido, alias JJ, bassista fondatore dei Texaco Jive. Con Enzo Filippelli la cantante incide l'album “Only sleep brings dream”. Dal 2001 inizia la collaborazione con Eugenio Guido e i Texaco Jive, con una una serie di concerti nei maggiori locali e festival blues italiani (il Big Mama e Villa Ada a Roma, il 45° Festival Pontino di Musica a Priverno, il Vulci Festival – sullo stesso palco di Roberto Ciotti e Fabio Treves -, il Wallace Pub di Prato e molto altro ancora). Dopo la prematura scomparsa di Eugenio Guido, un anno fa a causa di un tumore, il progetto della band continua e passa nelle mani del figlio, il chitarrista Riccardo Guido, già nel gruppo da cinque anni. Con Amy Coleman continuano a suonare i tre giovani musicisti cosentini: Giuseppe Romagno, secondo chitarrista, Maurizio Mirabelli, alla batteria e Angelo Mirabelli al basso. Le eccelse doti vocali della “lady in bue” accompagnano la sua capacità di tenere il palco, come solo una grande attrice saprebbe fare: ipnotizzando il pubblico. Qui sta il segreto di quest’artista: nel connubio tra il teatro, da cui proviene, e la musica. La cantante americana non ha nascosto la sua predilezione per la Calabria, dove torna spesso e si trattiene, anche oltre le date dei concerti, “per godere dei luoghi incantevoli, del buon vino e del calore umano”.

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