
In sala stampa il clima è tranquillo fors’anche per la “faticosa” giornata di Ferragosto che volge al termine dopo le consuete gite fuori porta con annesse e connesse grandi tavolate con parenti ed amici che, inevitabilmente, portano un certo abiocco considerata l’ora tarda. Appena entrati, i giornalisti trovano sulle poltrone a loro riservate un pacco-dono stracolmo di adesivi frutto della nuova operazione di merchandising che la Reggina ha (ri)messo in atto per (ri)conquistare simpatia e pubblico. “Amaranto si nasce”, nuovo slogan in casa Reggina, campeggia in gadget adesivi di tutte le forme propagandando la campagna abbonamenti ancora aperta che, contrariamente alla “pubblicità ingannevole” fatta da qualche quotidiano, non sembra essere particolarmente decollata e, dai dati ufficiosi in nostro possesso, pare essersi arenata intorno alle duemila tessere vendute.
Il “popolo” amaranto, insomma, si è davvero rotto le scatole di seguire le sorti di una Reggina che per due anni consecutivi ha regalato solo delusioni frutto di risultati a dir poco disastrosi. Fa da contraltare a questa inesorabile tendenza (come già scritto in altra parte del giornale), la presenza piuttosto rumorosa dei 1361 presenti allo stadio che hanno sostenuto, incoraggiato ed applaudito ogni azione dell’ “Atzori band” quasi a catechizzare le recenti delusioni dando nuova linfa a questa Reggina del nuovo corso. A questa timida forma di entusiasmo ritrovato, fanno da contraltare la difficile situazione economica della Società di via delle Industrie e la presenza di problematiche inerenti gli adeguamenti dei contratti alle nuove (e prevedibili) esigenze della stessa circa i contratti onerosissimi di una decina di giocatori messi “fuori rosa” e destinati a partire e/o a restare dopo (eventuali) sostanziose decurtazioni degli ingaggi. Il primo ad arrivare in sala stampa in un fiacco post partita è il neo allenatore amaranto, Gianluca Atzori (nella foto). Abbiamo avuto modo di conoscerlo, di parlarci e di vederlo all’opera durante il nostro soggiorno a Saint Christophe per la prima parte del ritiro precampionato. Ci ha dato l’impressione di un vero “sergente di ferro”: motivato, deciso, risoluto, che poco parla e molto fa. Ha le idee ben chiare Atzori e non le manda a dire. Vuole una squadra che abbia le sue stesse motivazioni e che abbia la sua stessa voglia di dimostrare qualcosa a chi nutre dei dubbi. Non proclami e promesse “da marinaio”, ma fatti! Mister, diremmo che “buona la prima” possa essere accostato a quanto appena visto. I ragazzi ci tenevano a presentarsi davanti al loro pubblico cercando di far capire quello che è lo spirito che anima questa squadra ed i risultati che vogliamo raggiungere. Credo che, per quanto riguarda la partita di stasera, l’obiettivo sia stato raggiunto e devo fare i complimenti a loro perché sono stati davvero encomiabili soprattutto nel periodo in cui hanno giocato in inferiorità numerica. Inferiorità di cui, peraltro, non ce ne siamo granché accorti considerata la voglia di far bene dimostrata in campo. Quest’anno la Reggina è questa. In campo possiamo vincere o possiamo perdere, ci mancherebbe altro, non sto dicendo che saranno tutte rose e fiori, ma i ragazzi stasera hanno mandato un messaggio dimostrando quello che sarà lo spirito che ci accompagnerà per tutte le 42 difficili partite del campionato che sta per iniziare. Ci saranno momenti belli ed altri meno belli, la squadra è molto giovane, molto volenterosa ed ha bisogno di essere guidata. Sinceramente urlare dalla panchina per tutti e 90 i minuti della partita vorrei evitarmelo. Vorrei che loro, soprattutto quando in parità o in superiorità numerica, fossero stati più “cattivi” ed invece si sono rilassati. Devono imparare ad essere lucidi, a saper interpretare la partita per ciò che succede in campo ed a vedere cosa fare e come farla. L’espulsione di Acerbi ti ha costretto a cambiare qualcosa sul piano tattico con una grande prova di sacrificio di Laverone. Tutti quanti, non solo Lorenzo (Laverone, n.d.r.), hanno interpretato la partita in maniera eccellente e questo mi ha fatto piacere registrarlo perché evidentemente i messaggi che mando loro vengono recepiti. In effetti il direttore di gara avrebbe potuto rifletterci un po’ di più, ma non mi sento di addossargli la croce. Siamo una squadra molto giovane e certamente pecchiamo e peccheremo ancora di ingenuità così come il fallo di Acerbi è frutto. In ritiro, ci hai detto che gli obiettivi che ti sono stati chiesti di raggiungere sono quelli di far bene e, di conseguenza, di far (ri)tornare l’entusiasmo verso la Reggina da parte dei suoi tifosi. Ci pare che, seppur nel giorno di Ferragosto, seppur in una competizione come la Coppa Italia che non attira particolarmente, seppur in quello che deve essere ancora definito come “calcio di agosto”, il pubblico presente abbia sostenuto ed applaudito i tuoi uomini. Si. La sensazione che ho avuto io dalla panchina è che comunque chi era presente alla gara abbia gradito quello che abbiamo espresso come gioco e questo, naturalmente, fa piacere perché evidentemente i messaggi che abbiamo mandato sin dall’inizio sono orientati a riportare allo stadio i nostri tifosi. Loro sono certamente il nostro “uomo in più”. Per l’esperienza che ho per aver giocato qui so che venire a giocare a Reggio è stato difficile per ogni avversario che sapeva di dover fare i conti oltre che con la Reggina anche con i suoi tifosi. Ho chiesto ai miei ragazzi di mandare sin da subito un messaggio chiaro ed esauriente ai loro tifosi e mi pare che stasera ci siamo riusciti. La Reggina ha a che fare con la vicenda legata ai dieci “dissidenti” per il momento alienati dalla prima squadra e tra di essi ci sono giocatori le cui qualità tecniche sono indubbie. Come ti poni tu che sei l’allenatore nei loro confronti? Per quanto riguarda quei ragazzi che sono “mezzi dentro e mezzi fuori” e che non ho a disposizione per le gare ufficiali credo che, per le condizioni in cui versa il mercato attuale, sia una situazione non certo unica ma condivisa da molte altre Società con i cui tecnici ho anche parlato confrontandomi. Con loro sono stato sincero quando gli ho detto che lo stesso problema che stanno affrontando loro oggi l’ho affrontato io qualche anno addietro allorquando messo sul mercato da una squadra di serie A in attesa di un’eventuale nuova sistemazione. Nel mio rapporto con loro preferisco mettere in primis quello uomo-uomo e solo poi quello da allenatore-giocatore. Mi rispettano perché io guardo in loro prima l’essere uomini e poi il resto. Quando si allenano per me come sono gli altri e sono miei giocatori a tutti gli effetti. Li correggo se sbagliano e li applaudo se fanno bene. Nello stesso tempo, però, seguo le indicazioni della Società. Mi sembra che il presidente sia stato chiaro, abbiamo assolutamente bisogno di vendere perché siamo in difficoltà. Abbiamo dei giocatori che tanti ci invidiano, mi riferisco ai vari Brienza, Bonazzoli, Carmona (reduce da un mondiale), Valdez, Antonio Rizzo, Joelson ed altri che in qualunque altra squadra contenderebbero il posto da titolare a chiunque. Abbiamo una rosa di 33-34 giocatori ed allenarli tutti per me è molto difficile anche nelle partitelle in cui lavoro sulla tecnica non è che posso schierarli in un 17 contro 17 ma mi devo limitare ad un normale 11 contro 11. Con loro ho un rapporto tranquillo, la Società parla spesso con loro e mi auguro che presto trovino una sistemazione. Spero solo che arrivi e passi presto il prossimo 31 agosto per sapere chi ho definitivamente con me e con cui devo e posso lavorare. Per quanto attiene, invece, agli uomini con cui può lavorare ti ritieni soddisfatto della rosa a totale disposizione o, secondo te, manca ancora qualcosa e qualcuno? Questi discorsi li ho già affrontati con la Società, con il direttore Giacchetta e con il presidente Foti. Sia io che loro sappiamo benissimo quali sono i ruoli su cui si deve intervenire e su cosa e chi manca o non manca. I ragazzi che avete visto stasera hanno dimostrato che in teoria non ci sarebbe bisogno di nessuno, ma il campionato è lunghissimo e so che 42 partite sono tante e piene di insidie che ci regaleranno anche momenti difficili. Per questo ho bisogno per forza di contare su gente che abbia esperienza e che possa trasmetterla anche a tutti questi giovani. Fin qui il tecnico Atzori che esce dalla sala stampa salutando tutti e lasciando il posto a colui il quale, con il suo goal, ha regalato la prima vittoria ufficiale alla sua squadra e cioè Francesco “Ciccio” Zizzari (nella foto). La tua soddisfazione per la prima rete che conta in questa stagione. Sono contentissimo perché ci tenevo a far goal alla prima occasione davanti ai nostri tifosi. Di più sono contento perché abbiamo vinto e perché, considerato che siamo quasi tutti nuovi, credo sia il modo migliore per avvicinarci all’inizio del campionato. L’intesa con Sy cresce di partita in partita, a ciò che si era già visto nelle amichevoli stasera si sono aggiunte delle cose davvero pregevoli fatte insieme. Direi di si. E’ un mese che lavoriamo insieme e credo che per raggiungere l’optimum ci vorrà ancora un po’ di tempo. In allenamento lavoriamo affinché si raggiunga un’intesa migliore possibile. Stasera all’inizio eravamo un po’ lenti per via dei tanti allenamenti fatti in ritiro e la fatica si è fatta sentire. Poi, quando siamo rimasti in 10, noi due attaccanti siamo arretrati un po’ fino a quando siamo riusciti a trovare il goal. Una dedica particolare per il tuo goal? Magari alla famiglia o alla mia ragazza. Spero di farne tanti con e per la Reggina così come sempre riuscito a farne. Sono contento perché quando fa goal un attaccante vuol dire che la squadra lo ha messo in condizione di farlo. Beppe (Rizzo, n.d.r.) è stato bravissimo a darmi una gran palla e poi sono riuscito ad alzarla quando mi sono trovato davanti al portiere mettendola in rete. Cos’avete pensato dopo l’espulsione di Acerbi? L’espulsione credo sia stata un po’ affrettata, anche se l’arbitro poi ha espulso anche uno loro dimostrando comunque di usare lo stesso metro di giudizio. Sicuramente per una squadra che gioca per la prima volta in casa, rimanere in 10 dopo una ventina di minuti non è facile. Il mantenere comunque le due punte avanti è chiaro che significa sacrificarsi abbassandosi fino a centrocampo per aiutare il resto della squadra. Il goal credo sia la giusta ricompensa per il lavoro svolto stasera. E domenica prossima c’è il derby con il Crotone. E’ un derby a cui il pubblico di Reggio tiene così come ci teniamo anche noi. Alla ripresa degli allenamenti martedì ci proietteremo verso questa gara con il morale un po’ più alto per la vittoria di stasera. Per quanto mi riguarda credo che per un attaccante la medicina migliore sia far goal e sono contento che stasera sia successo. La sensazione che si ha guardando te e Sy è che siate entrambi due seconde punte. Io e lui abbiamo caratteristiche diverse. Lui, grazie anche alle sue doti fisiche notevoli, è più propenso e predilige aggredire gli spazi mentre io, invece, preferisco giocare e muovermi in area. Questo è quanto riguardo la prima uscita ufficiale della Reggina edizione 2010/2011. Domenica prossima è già derby. Domenica prossima è già la prima di 42 di campionato. Ad majora.