Caulonia (RC): dal 24 al 28 agosto la XII^ edizione del Kaulonia Tarantella Festival

Dodici volte insieme. Dodici appuntamenti dal 1999. Dodici grandi emozioni. Dodici anni importanti. E’ con grande soddisfazione che l'amministrazione comunale di Caulonia, con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, presenta quest’anno la dodicesima edizione del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL, diretto dal Maestro Eugenio Bennato. Appuntamento dal 24 al 28 agosto 2010. Un evento tradizionale dedicato alla musica etnica e popolare, una vetrina rappresentativa del fervore culturale e creativo del paese di Caulonia, un punto di riferimento il cui protagonista principale è la gioventù della Locride e i tantissimi giovani che arrivano nella cittadina da tutta Italia. Perché il sud non è vittimismo, parassitismo e mafia; il sud è cultura, tradizione, passione, coraggio, incontro e apertura verso il prossimo.

Un appuntamento che puntuale si rinnova, un raduno di artisti, con il sud nel cuore, capaci di trasmettere la loro passione e tutta l’energia della loro musica a chiunque abbia un’anima ricettiva alle grandi emozioni irripetibili che la tarantella può dare. Dodici anni di appassionato lavoro e migliaia di spettatori ad applaudire i grandi artisti, protagonisti degli eventi. Tanti nomi di rilievo hanno arricchito il cartellone delle passate stagioni: in particolare negli ultimi due anni il Festival (diretto in prima persona da Eugenio Bennato che lo aveva fondato nel 1999 contemporaneamente al suo movimento artistico culturale Taranta Power) ha ospitato artisti di spessore quali Ornella Vanoni, Teofilo Chantre, Ashna el Becharia, Tony Esposito, Mimmo Cavallaro, Ciccio Merolla, Noa, Mira Awwad, Roy Paci & Aretuscka, Pietra Montecorvino, l cantori di Carpino. Protagonista del festival non è semplicemente il cartellone degli artisti bensì il paese stesso, che fa da coreografia attiva e fondamentale a tutto l’evento. L’omaggio ad un popolo che si ritrova in un antico borgo-palcoscenico e che vede il contemporaneo movimento di migliaia di danzatori che al ritmo della tarantella si proiettano verso il futuro, dando vita ad uno spettacolo unico e meraviglioso. Non singola comunità locale ma moltitudine di genti, di usi e di costumi, che si ritrovano in cinque fantastiche serate. E alla fine del programma, ogni serata si conclude con centinaia di ragazzi che ballano la spontanea tarantella che nasce nella parte più alta della città, lo sperone di Caulonia, dove la festa continua fino all’alba. Cartellone KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL 2010. 24 AGOSTO 2010: LA NUOVA MUSICA CALABRESE: FRANCESCO LOCCISANO , “BATTENTE ITALIANA” SCIALARUGA INVECE MUJURA ENZO AVITABILE e i BOTTARI; 25 AGOSTO 2010: TARANTELLA DELLE REGIONI: BANDA CORAPI (CALABRIA) MARIO INCUDINE & GRUPPO TERRA (SICILIA) ILENIA (CALABRIA) MUSICISTI BASSO LAZIO (LAZIO) MIMMO CAVALLARO TARANPROJECT; 26 AGOSTO 2010: MARVANZA REGGAE SOUND LISARUSA TARANTELLA DI MONTEMARANO DANIELE SEPE & BRIGADA INTERNAZIONALE; 27 AGOSTO 2010: ORCHESTRA POPOLARE CASERTANA, AVION TRAVEL “Le lingue dei Santi” Ospite Mimmo Epifani; 28 AGOSTO 2010: EUGENIO BENNATO “BRIGANTI EMIGRANTI” CON L’ORCHESTRA POPOLARE DEL SUD. Un po’ di storia del KAULONIA TARANTELLA FESTIVAL. L'amministrazione comunale pro-tempore, nell'intento di programmare a Caulonia un grosso evento culturale duraturo nel tempo, finalizzato alla valorizzazione del territorio, ebbe l'intuito di realizzare un festival di musica tradizionale calabrese; capace di legare momenti spettacolari della tradizione calabrese con momenti seminariali e di riflessione sulla cultura calabrese. Il mantenimento del ruolo della musica tradizionale in diversi riti religiosi che si svolgono a Caulonia, soprattutto durante la settimana Santa, la presenza di numerosi suonatori, sia giovani che anziani, l'antica tradizione della nostra gente, in occasione di matrimoni e di altre festività (festa di Crochi), mostravano il permanere di un humus vitale all'attecchimento ed alla crescita di una manifestazione che avesse la caratteristica e la specificità di una musica, che si accompagna con i gesti, scandita al ritmo della Tarantella. Questi presupposti erano da stimolo e da auspicio alla buona riuscita dell'iniziativa e della fondamentale sinergia che essa avrebbe instaurato con la gente del posto. Fu elaborato un progetto di folkfestival, in cui la parte musicale serale era accompagnata da una serie di corsi che si sarebbero svolti durante tutta la giornata. L'Amministrazione Comunale non solo ha finanziato l'iniziativa, ma ha messo a disposizione dei corsisti (come avviene da dieci anni) le aule delle scuole dove si sarebbero tenuti i corsi e posti letto gratuiti, visto che ci si rivolgeva in gran parte ad un pubblico di giovani. Inoltre, i posti letto in strutture turistiche erano disponibili sono nella frazione Marina. Successivamente grazie al successo della manifestazione si è registrata a Caulonia la nascita di cooperative per la gestione di strutture ricettive che si sono attivate per utilizzare le case chiuse del Centro Storico creando quindi un forte indotto economico. Fu subito chiaro che la fascia d'utenza a cui doveva arrivare l'informazione era quella interessata al turismo etnico-culturale. I pochi mezzi finanziari a disposizione consentirono solo di eseguire fotocopie di un volantino, che furono subito fatte circolare nelle maggiori università italiane nonché furono inviati comunicati a riviste del settore come ad esempio Photo, Folk Bullettin, ecc. Inoltre fu prodotto uno spot televisivo che è stato mandato in onda nei giorni precedenti la manifestazione. Malgrado l'esiguo investimento il festival ebbe il successo aspettato. La presenza di 20 corsisti e lo svolgersi dei concerti nelle diverse piazzette del paese riuscì ad animare una popolazione che da anni non udiva più strumenti tradizionali suonare nelle vie del proprio paese. Gli ottimi risultati raggiunti rafforzarono l'idea che la strada da seguire era quella di abbinare corsi a concerti serali. Il progetto prevedeva, per una settimana, l'organizzazione di corsi e seminari che si svolgevano durante le ore diurne; la sera si esibivano in concerto gli artisti e successivamente in ogni vicolo, in ogni slargo del paese si svolgevano feste a ballo al ritmo coinvolgente della tarantella. Il concerto finale con l'artista Eugenio Bennato sancì il successo di quello che sarebbe diventato uno degli eventi culturale più importante di tutto il territorio della locride.
 

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Reggio Calabria: tenta di violentare una donna, arrestato un indiano

Nella scorsa notte i Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto R.M. (nella foto), indiano, 30 anni, senza fissa dimora con le accuse di tentata violenza sessuale, violazione di domicilio e lesioni. Alle 3,30 circa giungeva alla Centrale Operativa dell’Arma una richiesta di aiuto da parte di una donna che riferiva di essere stata aggredita in casa. Una pattuglia radiomobile raggiungeva immediatamente l’abitazione in frazione Bocale II°. La donna, trentenne di Reggio Calabria, era in strada e riferiva di essere stata aggredita in casa da un uomo che probabilmente era ancora all’interno dello stabile di due piani, poiché la stessa, essendo riuscita a divincolarsi aveva chiuso il portone che, essendo difettoso, anche dall’interno poteva aprirsi solo con le chiavi. Entrati all’interno della palazzina infatti, i militari sorprendevano e bloccavano il soggetto ancora all’interno dello stabile.

La vittima denunciava che da diverso tempo l’uomo era stato visto aggirarsi nella zona poiché dimorava in rifugio di fortuna (nella foto) poco distante, ma che diverse volte era stato allontanato dal proprietario (che abita l’altro appartamento della palazzina), poiché avrebbe provato in alcune occasioni ad accedere nello stabile. Nonostante tali inviti il soggetto era rimasto sempre in zona e probabilmente aveva riprovato ad accedere nel vano scale o sul terrazzo, tanto che proprio ieri mattina la donna si era accorta ed aveva segnalato al proprietario dell’immobile che erano state asportate le chiavi di accesso al terrazzo. Ieri notte l’indiano, presente nel vano scale, aveva tentato di avvicinare la donna, la quale terrorizzata lo invitava a lasciare lo stabile. A quel punto cominciava l’incubo: l’uomo, incurante delle preghiere  della donna, la raggiungeva e, entrato in casa con la forza, la bloccava e palpeggiava. La donna trovava la forza di reagire e dopo alcuni tentativi riusciva a divincolarsi e a guadagnare il portone dello stabile che richiudeva alle sue spalle chiamando i Carabinieri. Un controllo presso il rifugio di fortuna dell’indiano permetteva di scoprire che nei giorni scorsi l’indiano si era già introdotto furtivamente all’interno dello stabile, infatti venivano rinvenuti alcuni capi di vestiario sottratti in precedenza presso l’appartamento, circostanza inquietante poiché lo stesso aveva evidentemente già covato delle attenzioni morbose per la donna entrando furtivamente all’interno dell’appartamento in sua assenza. La donna ha riportato solo lievi ferite a seguito della colluttazione ed è in stato di shock. L’uomo è stato tradotto questa mattina presso il Tribunale di Reggio Calabria ove si è tenuta udienza di convalida a seguito della quale il Tribunale Collegiale ha emesso nei confronti dell’arrestato ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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L’attività dell’Arma dei Carabinieri nella provincia di Reggio Calabria

Fascia Jonica. Il 04.08.2010, in Locri (RC), F. C., 26 anni, giungeva presso il pronto soccorso dell’ospedale con una lesione da arma da fuoco alla mano. Fascia Tirrenica. Il 04.08.2010, in Varapodio (RC), B. C., 51 anni, denunciava che, sul proprio appezzamento di terreno, si era verificato un incendio. Centro. Il 03.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) unitamente al personale della Polizia Provinciale di Reggio Calabria, deferivano in stato di libertà: D. C., 58 anni; M. G., 73 anni; C. D., 56 anni; L. A., 45 anni; C. D., 45 anni; C. M., 70 anni poiché ritenuti responsabili del reato di furto aggravato di acqua. Venivano altresì individuati in zona aspromontana cinque pozzi di acqua sprovvisti di autorizzazione segnalati ai competenti uffici per la regolarizzazione.

Il 04.08.2010, in Reggio Calabria, si verificava un incendio di autovettura Opel Corsa di proprietà B. G., 25 anni. Il 04.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Reggio Calabria principale traevano arresto su ordine di carcerazione B. C., 34 anni, per i reati di associazione per delinquere, estorsione e favoreggiamento della permanenza illegale degli stranieri. Il 05.08.2010, in Santo Stefano d’Aspromonte (RC), ignote persone incendiavano autovettura Fiat Punto di proprietà di P. D., 33 anni. Il 05.08.2010, in Scilla (rc), ignote persone incendiavano un chiosco adibito vendita bevande e generi alimentari vari, gestito e di proprietà di P. G., 39 anni. Il 05.08.2010, i Carabinieri della Stazione Reggio Calabria – Rione Modena traevano in arresto flagranza reato per evasione G. M., 40 anni.

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Siderno (RC): domenica 8 agosto la VII^ edizione del premio letterario “Giomo Trichilo”

Il Premio letterario “Giomo Trichilo” giunge alla sua settima edizione (nella foto l'invito). Nessuno si aspettava un successo così eclatante. Dalla passione verso la lingua dialettale di Antonio Tassone è nata una manifestazione importante che ormai  non conosce ostacoli e si consolida tra quelle più importanti della nostra provincia. Il fine della manifestazione culturale è quello di tutelare, valorizzare e promuovere l’uso del dialetto. Le numerose adesioni di quest’anno da parte di autori provenienti da ogni regione d’Italia sono la testimonianza più eloquente.  Il tutto assume ancora più rilievo se si considera che non c’è nessun premio in danaro per i vincitori. Per il presidente dell'Associazione Culturale “L'Eco di Siderno”, infatti, per quantificare i capolavori che vinceranno non ci sono premi in danaro che tengano.

Il dato incontestabile è che ogni anno, senza grandi risorse, è stato creato uno spettacolo capace di richiamare il grande pubblico. Non è fantasia se diciamo che nell’edizione passata sono state sfiorate in Piazza Municipio, tradizionale luogo della manifestazione, circa mille presenze. Basta questo per capire come sia cresciuta questa manifestazione. Le caratteristiche della manifestazione, che si è ritagliato uno spazio nelle manifestazioni di nicchia dell’estate locridea,  sono  la “mediaticità” che si è  voluto dare allo spettacolo e la presenza di una compagnia teatrale di assoluto livello. Per quanto concerne la prima caratteristica saranno presenti molte emittenti regionali, sia televisive che radiofoniche. Negli anni scorsi il premio ha ottenuto ascolti record nelle programmazioni televisive andate in onda. Quest’anno, poi, si è puntato ad eliminare  gli interventi lunghi dei relatori, dando priorità all’opera teatrale “A Cassaforti” commedia in due atti che sarà proposta dalla compagnia teatrale di Delianuova. Prima della rappresentazione della commedia si  procederà alla consegna dei primi tre premi e del premio alla carriera che la giuria ha deciso di attribuire  all'autore e poeta Franco Blefari. Antonio Tassone è lusingato di poter consegnare il premio “Giomo Trichilo” a Franco Blefari, perché legato a lui da un bel rapporto di amicizia e di stima. Franco è un grande personaggio e dobbiamo ringraziarlo per le sue trasmissioni televisive e per le sue impareggiabili opere librarie.  L’invito che porgiamo è quello di essere presenti a questa manifestazione che sicuramente sarà apprezzata per la sobrietà e la sua freschezza. L’appuntamento, quindi, è fissato per domenica 8 agosto 2010 in Piazza Municipio alle ore 21,00.

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Lazzaro (RC): VI^ serata di solidarietà, “La Disabilità…in Piazza”

“InHoltre” – associazione di volontariato senza fini di lucro, attiva dal 2006 a Lazzaro di Motta San Giovanni nell’ambito della disabilità psichico-fisica – organizza per mercoledì 4 agosto la VI° edizione della serata di solidarietà “La disabilità…in piazza” (nella foto il manifesto). La  manifestazione si svolgerà domani, mercoledì 4 Agosto 2010, a Lazzaro (RC) nel piazzale Zagarella a partire dalle ore 21,00 e avrà come protagonista principale la ballerina Simona Atzori. La serata ha un duplice obiettivo: sensibilizzare sul tema della disabilità, per condividere, anche fattivamente, la splendida esperienza dell’associazione “InHoltre” per abbattere tutte le barriere, specialmente quelle culturali, e dimostrare che la disabilità è una risorsa e non un limite.

In quest’ottica è ricca di significati la presenza della ballerina Simona Atzori (nelle foto): persona con disabilità, testimone di straordinarie capacità nella vita quotidiana e negli ambiti sportivo ed artistico; raccogliere fondi per le attività di InHoltre. Fra di esse si ricordano i progetti “Incontro” per il coinvolgimento e la socializzazione delle persone con disabilità in vari laboratori (musicale, teatrale, artigianale, ecc.) e “Il Samaritano” per l’accompagnamento delle persone con disabilità e gli anziani in carrozzella presso i centri fisioterapici e per visite mediche nonché per momenti di aggregazione.

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I Carabinieri impegnati in varie attività su tutto il territorio della provincia reggina

Sulla fascia Jonica. Il 31.07.2010, il dirigente dell’area amministrativa del comune di Roccella Jonica (RC), ha disposto la chiusura dei locali cucina e del  deposito alimenti di pertinenza di un hotel, poiché, nel contesto di precedente ispezione effettuata dai Carabinieri del N.A.S. di Reggio Calabria unitamente ai Carabinieri del Gruppo di Locri (RC), sono risultati privi della prescritta autorizzazione ed interessati da carenze igienico-sanitarie e strutturali. Sulla fascia Tirrenica. il 31.07.2010, a Taurianova (RC), A. A., 59 anni, denunciava che ignoti si erano introdotti interno della propria abitazione, asportando, da un armadio metallico, delle armi. Il 31.07.2010, i Carabinieri della Tenenza di Rosarno (RC), traevano in arresto P. G., 21 anni, colto nella fragranza del reato di evasione dagli arresti domiciliari.

L’ 01.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Galatro (RC), supportati dalla Stazione Carabinieri di San Ferdinando (RC) e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, traevano in arresto nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti del tipo marijuana: P. D., 22 anni ed O. G., 40 anni. L’ 01.08.2010, a Palmi (RC), R. G., 30 anni, denunciava che ignoti, penetrati all’interno della propria abitazione, asportavano un calice in argento e oro, un piatto argento, un monitor lcd, un hard disk, due macchine fotografiche, un lettore dvd, un i-phone, un bracciale, un motozappa ed un motofalciatore. Al centro. Il 30.07.200, i Carabinieri della Stazione Reggio Calabria – Catona deferivano in stato libertà: I. S.,  65 anni e C. A., 63 anni, per aver realizzato uno stabile di mq. 250 circa in totale assenza di concessione edilizia ed autorizzazione dell’ufficio tecnico regionale, in zona a rischio sismico. Il 31.07.2010, il dirigente del dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria ha disposto la chiusura del deposito alimenti di pertinenza di un bar sito in Villa San Giovanni (RC), poiché, nel contesto di precedente ispezione effettuata dai Carabinieri del N.A.S. di Reggio Calabria, è risultato privo della prescritta autorizzazione. L’ 01.08.2010, i Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni arrestavano in flagranza di reato M. A., 40 anni. per violenza, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. L’ 01.08.2010, i Carabinieri della Stazione di Condofuri (RC) traevano in arresto in flagranza di reato: N. A., 56 anni e N. L., 32 anni,  per tentato omicidio. Il 02.08.2010, in Reggio Calabria, V. P., 42 anni, denunciava che ignoti avevano incendiato il suo scooter.

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Reggio Calabria: il Trofeo Topolino di tennis passa da Gallico e Villa San Giovanni in memoria di “Giuseppe Faraone” e “Antonio Scopelliti” i tornei che porteranno alla finale di Parigi

Al “Tennis Club Three Brothers Pharaon Reggio Calabria” di Gallico sono stati presentati i due tornei giovanili che rientrano nella prestigiosa manifestazione internazionale, approvata dalla Federtennis, “Trofeo Topolino 2010”, che si concluderà con il master finale di Parigi. Il “I° Memorial Giuseppe Faraone”, in memoria dello storico presidente del “Pharaon” e organizzato dai figli, Antonello, Giovanni e Raimondo, si terrà proprio sulla terra rossa dell’impianto di Gallico. Il “Memorial Giudice Antonio Scopelliti” si disputerà, invece, sui campi del Circolo Villese del Tennis di Villa San Giovanni, organizzatore della manifestazione. Oltre 70 giovani atleti (dagli 8 ai 16 anni) provenienti dalle regioni del Sud Italia, si contenderanno la possibilità di accedere alle finali nazionali tentando, così, di ripercorrere il fortunato cammino che due anni fa portò il giovane tennista reggino, Giuseppe Faraone, ad aggiudicarsi a Parigi il titolo mondiale under 16.

Alla conferenza di presentazione erano presenti: l’assessore provinciale allo sport, Attilio Tucci, i presidenti del Coni regionale e provinciale, Mimmo Praticò e Giovanni Filocamo (nella foto), il presidente del circolo del tennis “Rocco Polimeni”, Igino Postorino, il presidente provinciale Fit, Rosario Bellè ed il presidente della IX Circoscrizione Domenico Idone. “Far praticare sport ai ragazzi – ha detto il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – è l’obiettivo principale della nostra attività. Se da un lato è importante per crescere sani e di buona costituzione, lo sport, innanzitutto, aiuta i ragazzi nella crescita psicofisica, insegna loro il rispetto delle regole e dell’avversario, formando giovani migliori”. “Mi capita – ha dichiarato Mimmo Praticò – di aver a che fare qualche volta con politici che si avvicinano allo sport solo per un ritorno di immagine, sfruttando così i sacrifici di dirigenti, tecnici ed atleti che lavorano ininterrottamente per promuovere l’attività soprattutto a livello giovanile. È una triste realtà che condiziona e frena lo sviluppo di questo settore in una terra già carica di difficoltà. Lo sport, soprattutto in Calabria ha bisogno di essere supportato. Invito tutti, quindi, dai presidenti delle federazioni, ai dirigenti, ai tecnici e anche ai semplici appassionati, che si spendono volontariamente e, spesso, gratuitamente per promuovere l’attività giovanile, ad essere uniti per far fronte a questa scarsa cultura che ci attanaglia”.

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Oppido Mamertina (RC): un omicidio ed un duplice tentato omicidio

Ieri notte in Oppido Mamertina, lungo la via Vittorio Emanuele, all’altezza del circolo “Giovani Mamertina”, a seguito di una rissa scaturita per futili motivi, è stato consumato un omicidio e un duplice tentato omicidio, in danno di tre giovani operai bulgari, ad opera di un minorenne oppidese, armato di coltello, che prontamente si rendeva irreperibile. L’immediato intervento dei carabinieri di questo Comando Provinciale ed in particolare della Compagnia di Palmi, ha consentito di identificare i tre bulgari in: A. Z., del 1993, residente in Oppido Mamertina, che riportava ferite al torace ed al braccio e decedeva durante il trasporto all’ospedale; A. E., del 1991, residente in Oppido Mamertina, che riportava una ferita inguinale e una ferita al fianco sinistro e veniva ricoverato presso l’ospedale di Polistena in prognosi riservata, non in pericolo di vita; B. I., del 1991, residente in Oppido Mamertina, che riportava due ferite all’addome e veniva  ricoverato presso l’ospedale di Polistena in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

La tempestiva attività investigativa ha permesso, dopo poco tempo, di bloccare l’esecutore dell’efferato delitto, O.C., del 1993, nato e residente ad Oppido, che è stato localizzato nel centro abitato di Oppido Mamertina e tratto in arresto per omicidio aggravato e duplice tentato omicidio. Le indagini hanno acclarato che il motivo della rissa sarebbe riconducibile a motivi d’interesse riconducibili alla compravendita di una bicicletta. Nella contesa, il giovane oppidese contestava al gruppo di giovani bulgari il furto della bicicletta, che rivendicava come sua dopo averla regolarmente pagata, e iniziava con due di loro una prima colluttazione, che si concludeva con l’allontanamento dell’italiano. Qualche minuto dopo, lo stesso ritornava sulla scena, stavolta armato di coltello, e iniziava una nuova colluttazione, sulla cui dinamica sono ancorta in corso accertamenti, che portava all’uccisione di A. Z. ed al ferimento degli altri due. Subito dopo la fuga conclusa con l’arresto da parte dei carabinieri di Palmi.

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Bagaladi (RC): domenica 1 agosto il “XV° slalom Città di Bagaladi” di automobilismo

La Scuderia Aspromonte di Reggio Calabria (nella foto il suo logo) del presidente Lello Pirino con il supporto logistico della Pro Loco di Bagaladi, organizza il 15° Slalom “Città di Bagaladi” che si disputerà domenica 1 Agosto 2010. La gara nazionale automobilistica di Slalom – inserita nel calendario ACI-CSAI –  alla sua quindicesima edizione (riprende dopo l’edizione del 2007 vinta da Gaetano Piria) si snoderà sul caratteristico percorso Ponte Tuccio – Bagaladi  tra una folta macchia mediterranea ricca di uliveti, con la collaborazione dell’intera Amministrazione Comunale di Bagaladi con in testa il sindaco Federico Curatola ed il fattivo interessamento di Francesco Trunfio, presidente della locale Pro-Loco, che si sta prodigando per la buona riuscita dell’evento. La manifestazione si avvarrà, anche, della collaborazione dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria e della Regione Calabria.

La partenza avverrà sulla Provinciale dal Ponte Tuccio  e dopo circa 2,650 Km.  i piloti, a Bagaladi, potranno superare l’arrivo ove sventolerà la bandiera a scacchi; durante il tragitto i piloti potranno  esaltare le proprie capacità e quelli dei bolidi dribblando le 7 postazioni di slalom composte da 12 “coni” ciascuna. All’importante appuntamento stagionale caratterizzato dal particolarissimo ed impegnativo percorso (riasfaltato dall’Amministrazione Provinciale) hanno preannunciato la partecipazione i migliori piloti meridionali della specialità, tra i quali i piloti Gaetano Piria all’esordio con la Elia Avrio Evolution (nella foto), Rosario Cassisi, Michele Marra, Domenico Chirico, l’esordiente Giovanni Priolo (nipote d’arte dei fratelli Bruno e Agostino Fallara), il debuttante Antonino Nostro con la Ermolly di Piria,  Francesco Scorzafava, Francesco Bevacqua, Domenico Scordo, Davide Colicchio, Filippo Crupi, Domenico Scopelliti, nonché il 19enne pupillo locale Anghelone Lorenzo su Peugeot 106. La direzione della gara è stata affidata al competente ed esperto Avv. Franco Colosi, che per l’occasione sarà coadiuvato dal solito impeccabile staff di Ufficiali di Gara. L’inizio della gara è previsto  per le ore 10 (mentre il percorso già dalle ore 8.00 sarà chiuso al traffico – sarà possibile, in ogni caso raggiungere l’arrivo a Bagaladi tramite gli accessi da Ponte Ielasi al centro abitato (500 metri prima della partenza) o da Gambarie e si svolgerà con un giro di ricognizione ed in due manche cronometrate (sarà considerato ai fini della classifica il miglior tempo realizzato in una delle due manche), sono previste classifiche di classe, classifiche di gruppo ed una classifica assoluta. Il pubblico sicuramente dalle prime ore del mattino, per la soddisfazione del presidente della Scuderia Aspromonte Lello Pirino,  cercherà di “occupare” le postazioni che offrono la migliore visibilità sul percorso per poter ammirare le peripezie dei piloti ed ascoltare l’assordante ed al tempo stesso piacevole rombo dei motori. Nella giornata di sabato con inizio dalle ore 15,30 presso la sede del Municipio di Bagaladi ci saranno le verifiche sportive, mentre dalle 16,00 si terranno anche le verifiche tecniche ed il pubblico potrà ammirare da vicino i bolidi che nella giornata di domenica parteciperanno alla gara. La premiazione è prevista nella Piazza della Libertà di Bagaladi  (1 ora dopo il termine della gara – ore 15 circa). La stagione automobilistica targata “Scuderia Aspromonte” continuerà il prossimo 29 Agosto  con la disputa del 7° slalom Mannoli – Gambarie e  secondo concorso Motor & Fashion. Sul sito della Scuderia http://www.scuderiaspromonte.it e per gli appassionati di Facebook su  http://www.facebook.com/event.php?eid=135132846508652 si potranno seguire le news, gli aggiornamenti in tempo reale, l’elenco degli iscritti, le foto e le classifiche.

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Reggio Calabria: sport per disabili, domenica 1 agosto la miniolimpiade integrata “Il Sapore della Libertà”

Il Comitato Regionale C.I.P. (Comitato Italiano Paralimpico) Calabria, in collaborazione con l’Associazione “Atlantide – la civiltà perduta” di San Ferdinando di Rosarno, ha organizzato per domenica 1 agosto 2010 la Giornata Paralimpica “Il Sapore Della Libertà” (nella foto l'invito alla manifestazione), che comprenderà una miniolimpiade integrata, alcuni laboratori artistici, la “Sagra mediterranea dei sapori di Calabria” ed uno spettacolo musicale. L’evento si avvarrà dei patrocini della Regione Calabria, Provincia di Reggio Calabria, Comune di Reggio Calabria, ConfCommercio – Giovani Imprenditori. La miniolimpiade – come tutta la manifestazione – si svolgerà a Reggio Calabria in piazza del Popolo (viale Amendola), attrezzata con campi da gioco per tornei, incontri e gare di atletica leggera, basket, bocce, calcetto, calcio balilla, equitazione, pallavolo, showdown, tennis, tennistavolo, tiro con l’arco, torball e altri giochi e momenti ludici.

La miniolimpiade inizierà alle ore 10,30 e proseguirà per tutta la giornata fino alle  ore 18,00, con un intervallo per il pranzo (dalle ore 13,00 alle ore 15,30). Contemporaneamente, sarà allestito un laboratorio di ceramica da parte della A.S.D. CON NOI Reggio Calabria nel contesto del progetto “ MO. TI. VI. in Arte”. Inoltre, dalle ore 18,00 alle ore 20,00, è prevista una performance del pittore Francesco Canale (disabile senza arti superiori, che dipinge con la bocca) e della famosa ballerina (senza braccia) Simona Atzori, che insegneranno  a dipingere. Poi, alle ore 20,00 prenderà il via la sagra gastronomica con numerose pietanze tipiche calabresi, alla quale è prevista la partecipazione gratuita per le persone disabili. La Giornata  Paralimpica verrà conclusa da uno spettacolo, nel cui programma è compresa un’esibizione della scuola di danza integrata “Co-Danza.re” di Reggio Calabria, l’esibizione della ballerina Simona Atzori e il concerto dei “Ladri di Carrozzelle”.

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Motta San Giovanni (RC): domenica 1 agosto la III^ Americana gara Internazionale di atletica leggera III° trofeo “Francesco Verduci”

Organizzata dalla Fidal Calabria, con la collaborazione del Comitato Organizzatore Locale presieduto da Giovanni Verduci, si disputerà domenica 1 agosto 2010, a Motta San Giovanni (RC),  la 3^ Americana Gara Internazionale – corsa su strada ad eliminazione, valevole per l’assegnazione del 3° Trofeo “Francesco Verduci” (nelle foto il manifesto di presentazione ed il logo della gara), la partenza degli atleti è prevista per le 20.30. Si tratta di una gara affascinante che coinvolgerà notevolmente il pubblico, infatti i forti podisti partiranno tutti insieme e dovranno gareggiare ad andatura limitata sul percorso, nel tratto conclusivo di ogni giro sarà “lanciata” una volata e gli atleti dovranno impegnarsi allo spasimo per evitare l’eliminazione, e così avverrà per ogni giro; variante all’ultimo giro quando i podisti rimasti in gara si disputeranno un rush finale di 800 metri, sull’intero giro per aggiudicarsi la vittoria ed il 3° Trofeo “Francesco Verduci”.

Alla gara parteciperanno i più forti atleti internazionali ed italiani, con un cast d’eccezione che vedrà al via i migliori esponenti della specialità, con i prestigiosi  campioni africani sopratutto provenienti dal Kenia, dal Marocco, dal Congo, dall’Algeria, tra i quali spiccano i nomi dell’algerino Sief Ali Saidi  (Argento all’Olimpiade di Sydney 2000 mt. 5000 – Prestazioni personali: 1500: 3’29” – 5000: 12’50”) e del keniota Bii Hillary Kiprono  (Prestazioni personali: 3000: 7’49”33 – mezza maratona 1h1’29” – vincitore di numerose corse su strada)  e con i migliori atleti italiani  tra i quali Lorenzo Perrone – 15 volte in Nazionale,  Cosimo Caliandro (entrambi tesserati per le Fiamme Gialle);  Giulio Iannone  (1° classificato Meeting Internazionale di Pavia – mt 1500 – Campione Italiano assoluto mt 1500 – Grosseto 2010) del G.S. Esercito; Genny Di Napoli (Olimpionico – 2 volte campione mondiale nei m. 3000 indoor; campione europeo Indoor nei m. 3000- campione mondiale junior m. 1500- ha vestito 40 volte la maglia  azzurra) tesserato per ASD track & Field Channel TV, che tenteranno di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione aggiungendolo a quello del keniota Too Edward Kiptanui vincitore della prima edizione e al ruandese Sylvain Rukundo che ha vinto l’ultima edizione. Enorme l’impegno del presidente regionale della Fidal, Ignazio Vita, nella scelta dei partecipanti e nel diramare gli inviti. La gara, ad invito,  si snoderà su un percorso stradale cittadino di circa 800 da percorrere 14 volte per un totale di 11 Km e 200 metri, che interesserà le caratteristiche vie della cittadina reggina. La partenza avverrà alle ore 20.30 da Piazza del Borgo e gli atleti dopo aver attraversato Via Messana, Via Mazzini (corsia mare), Via Vacalebre, Via San Giovanni, Via Greco, Piazza della Municipalità, Via Mazzini (corsia monte), ripasseranno da Piazza del Borgo, ove dopo i previsti 14 giri è posto anche il traguardo. Un evento “giovane” ma entrato prepotentemente nel mondo dell’Atletica leggera che richiamerà a Motta San Giovanni il pubblico delle grandi occasione che certamente giungerà, sia dalla Calabria che da tutto il Meridione per assistere ad una gara spettacolare, già dalle prime ore del pomeriggio tentando di aggiudicarsi le migliori postazioni nelle piazzette e nei caratteristi vicoletti  di Motta San Giovanni per seguire la gara ed incitare i concorrenti. Comunque l’evento potrà essere seguito da qualsiasi punto in quanto è previsto su tutto il tracciato un servizio di speakeraggio, effettuato da uno speaker eccezionale, Lodovico Nerli Ballati, da sempre speaker ufficiale della Maratona “Città di Roma”. La manifestazione, si avvale del patrocinio della Regione Calabria, del Consiglio Regionale della Calabria, dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, del Comune di Motta San Giovanni, del Coni Regionale Calabria. Il programma di massima prevede, per  domenica 1 agosto, alle ore 19,45 la riunione della commissione tecnica e del comitato organizzativo, alle ore 20,00 il ritrovo della giuria e dei concorrenti, alle ore 20,30 la partenza della corsa su strada ad eliminazione, alle ore 21,30 la cerimonia di premiazione e la consegna del Trofeo “Francesco Verduci” (Trofeo che per questa edizione è offerto – in segno di affetto – dagli ex colleghi di Francesco del Comune di Motta San Giovanni), alle ore 22,00 intrattenimento con la partecipazione del Gruppo Folkclorico “Musiche e Danze Capo D’Armi”, il tutto alla presenza delle numerose autorità che hanno già confermato la loro presenza. In Piazza del Borgo sarà allestito uno stand per la degustazione di prodotti tipici ed il ricavato della vendita dei prodotti sarà integralmente devoluto in beneficenza a Padre Manuel Casillas – Missionario Comboniano – Sud Africa. Altre due novità per l’edizione 2010: nel corso della manifestazione verrà consegnato un “premio speciale” a Roberta Cogliandro – vice campionessa italiana nei 50 Stile Libero ai recenti Campionati Italiani Assoluti di nuoto organizzati dal Comitato Italiano Paralimpico disputati a Novara; inoltre da quest’anno viene istituito – dalla Famiglia VERDUCI, dal Comitato Regionale e dal G.G.G. della F.I.D.A.L. Calabria – il "Premio Francesco VERDUCI", riconoscimento sportivo che annualmente verrà assegnato ad un Giudice di Gara calabrese che si sia distinto, per meriti e comportamento, durante l'espletamento delle proprie mansioni durante le gare. In anteprima all’intera manifestazione, sabato 31 Luglio 2010 alle ore 11.00 presso il Palazzo Storico della Provincia  Via Foti – Piazza Italia a Reggio Calabria è programmata una conferenza stampa di presentazione dell’evento. Su http://www.facebook.com/group.php?gid=124183136741 e sui siti http://www.fidalcalabria.it e http://www.trofeoverduci.it potranno essere seguiti tutti gli aggiornamenti, i nominativi dei partecipanti, la pianta del percorso, le classifiche e le foto della manifestazione. Ed ecco una breve sintesi biografica dello sportivo e dell’uomo, cui è dedicato questo Secondo Trofeo. “Francesco Verduci nacque a Motta San Giovanni (RC) il 5 agosto 1952 e morì l’8 gennaio 2007, colpito da infarto mentre nella chiesa di Santa Caterina stava assistendo ad una messa in suffragio del padre Angelo. Ciccio, come lo  chiamavano gli amici, ha dedicato la propria vita alla famiglia ed al lavoro, dove eccelleva per le sue grandi doti umane e professionali, con la sua scomparsa, ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, ma anche in quanti lo conobbero. La professionalità, le capacità organizzative, la disponibilità, la bontà, il parlar poco e il sorriso sono state le doti che lo hanno contraddistinto. Per ampliare le sue conoscenze, mettendole dopo a disposizione dei colleghi e della collettività, è stato sempre presente ai convegni organizzati dall’Associazione Ragionieri Dipendenti Enti Locali. È stato un uomo di sport, il calcio lo ha visto protagonista nelle squadre locali e nel Motta, dove indossò la maglia negli anni Settanta; era un super tifoso juventino, della Reggina e un appassionato di atletica tanto che nel 1974 fondò, in collaborazione con il prof. Giovanni Verduci, il Gruppo Sportivo Mottese. Egli riteneva che l’attività sportiva fosse attività di cultura, cioè manifestazione di vita, di educazione, di formazione e di crescita morale e civile. Dal 1977 è stato tecnico allenatore, dal 1981 giudice di gara provinciale, dal 2005 ufficiale di gara regionale. Dal novembre 1992 Consigliere del Comitato Regionale Fidal. Nel 1992 la Federazione Italiana di Atletica Leggera l’aveva insignito dell’onorificenza della “Quercia Sportiva” e nel 1997 gli fu conferita la “Quercia di 1 grado”. Avviò alla pratica dell’atletica leggera tantissimi giovani del paese, con i quali partecipò a numerose gare provinciali, regionali e nazionali ottenendo ovunque ottimi risultati nelle varie discipline , nonostante la mancanza di ingenti risorse e la limitatezza dei mezzi a disposizione. Organizzò diverse competizioni a Motta, dando lustro al paese e agli stessi ragazzi. Varie furono le edizioni del concorso Esercito Scuola, i campionati regionali giovanili di corsa campestre sugli spettacolari percorsi sterrati di Motta e numerose sono state le sfide di marcia avvenute sul lungomare di Lazzaro. Da ogni manifestazione traeva lo spunto per organizzare una gara di atletica legandola alla circostanza come ad esempio nell’agosto 1979 quando diede vita al “1^ Coppa dell’Assunta” che si ripeterà per ben quattordici edizioni ed in seguito, inserita  quale prova per i Campionati Regionali di Corsa in Montagna. Anche negli ultimi anni in qualità di dirigente, organizzò nel paese importanti manifestazioni e convegni di studio apprezzati per l’ottima riuscita in tutti gli aspetti organizzativi. Era orgoglioso di far parte del Gruppo Giudice Gara, nel quale operava con serietà, abnegazione e senso del dovere. Attimi di commozione alla conclusione della prima edizione,  per la consegna “alla memoria” della Stella di Bronzo al merito sportivo per Francesco Verduci che veniva consegnata ai familiari da parte del presidente del CONI regionale Mimmo Praticò. Questa 2^ Americana Gara Internazionale, viene dedicata a Francesco Verduci, in quanto,  poco prima di morire, aveva espresso agli amici della Fidal il desiderio di voler organizzare tale manifestazione a Motta. Dopo la sua scomparsa, grazie a coloro che non hanno dimenticato, è possibile realizzare ogni anno questo suo desiderio”.

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Reggio Calabria: eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare contro la banda delle rapine ad anziani (oltre alle vittime anche un video li incastra)

I Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata alle rapine, sequestri di persona e lesioni. Negli ultimi mesi si sono registrati in città diversi casi di rapine commesse in abitazioni di anziani in cui i rapinatori, una donna ed un uomo a volto scoperto, agivano intrufolandosi in casa con un pretesto, malmenando e imbavagliando i poveri anziani per poi sottrarre loro preziosi e contanti presenti in casa. Gli episodi, almeno sette registrati con modalità analoghe, hanno suscitato notevole allarme sociale, poiché in tutti i casi i soggetti agivano con inaudita ferocia aggredendo con violenza le loro vittime, e sottraendo loro ogni valore presente in casa, con bottini in alcuni casi che superavano anche i centomila euro di valore.

Partendo proprio da uno di questi episodi si sono trovati i primi elementi utili a all’identificazione degli autori, che ha portato nei primi giorni di giugno al fermo di tre rapinatori. In particolare i due uomini e la donna che materialmente accedevano all’interno delle abitazioni degli anziani: Palmisano Domenico (nella foto), di anni 38, reggino, con precedenti per rapina, la sua convivente Lauro Carmela (nella foto), reggina, di anni 45, e Sorace Vincenzo (nella foto), di anni 25, originario di Cinquefrondi (RC). L’attività di indagine si è sviluppata a seguito di una rapina avvenuta a fine maggio ai danni di due anziani. Nonostante l’età le vittime hanno fornito una lucidissima ricostruzione dei fatti e dato una utile descrizione degli autori. Un particolare prezioso è stato altresì fornito da un passante che segnalò la presenza negli orari e presso il palazzo ove si era svolta la rapina, di un’autovettura che era transitata più volte attirando la sua attenzione, mezzo di cui veniva fornita la targa parziale. La stessa autovettura era stata ripresa dai filmati delle vicine telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Sviluppando l’intestatario dell’autovettura ed il suo circuito relazionale, si è riusciti a restringere il campo dei soggetti di possibile interesse. Nell’ambito delle prime indagini furono effettuate diverse perquisizioni domiciliari presso le abitazioni riconducibili ai soggetti attenzionati, alcuni dei quali risultavano già gravati da precedenti per rapina. In uno di questi controlli venne fatto il ritrovamento che fornì una svolta decisiva all’indagine: in località Archi, nello scantinato chiuso a chiave e nella disponibilità del Palmisano, (lo stesso convive con la Lauro Carmela e con il Sorace, loro ospite) furono rinvenuti numerosissimi monili in oro, argento e bigiotteria, decine di orologi, tre pistole a salve prive di tappo rosso e con l’occlusione della canna perforata (al fine di renderla più simile ad arma vera), passamontagna e arnesi da scasso. In questo materiale, già nella notte, si riuscì ad accertare la presenza di refurtiva proveniente dalla rapina per cui si procedeva, oggetti riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due vittime. Al momento si può anche riferire che due vittime hanno riconosciuto senza ombra di dubbio i tre come coloro che hanno commesso la rapina. Uno degli arrestati, il Sorace, fornì indicazioni utili alla ricostruzione di alcuni episodi delittuosi fornendo anche indicazioni oggettivamente riscontrate dai dati in possesso circa le rapine da lui commesse assieme ai due complici. Il modus operandi era sempre costante: le vittime venivano scelte poiché anziane e indifese; il colpo veniva portato a segno spesso anche in pieno giorno; la scusa per fare ingresso nel portone e nell’abitazione delle vittime era fingere al citofono di dover consegnare della posta o dei volantini; una volta che la malcapitata vittima apriva la porta veniva investita da una violenza inaudita al fine di non permettere alcun tipo di reazione. A quel punto iniziava l’incubo: le vittime venivano imbavagliate e, se accennavano alcuna reazione, ancora pestate; venivano prelevati contanti e preziosi e i rapinatori si dileguavano lasciando le loro vittime ancora immobilizzate e imbavagliate con evidente rischio per queste povere persone anziane. Tre degli odierni arrestati erano già stati sottoposti a fermo agli inizi di giugno; un quarto elemento, Caracciolo Antonio (nella foto), classe 70, era stato poi tratto in arresto alcuni giorni dopo su ordinanza di custodia cautelare in carcere poiche’ aveva preso parte attiva nelle rapine, accompagnando i complici con la propria autovettura e fungendo da palo durante le aggressioni. Con l’ultima misura cautelare è stato individuato e tratto in arresto anche un quinto elemento del gruppo, Falcomatà Mirko (nella foto), figlio convivente della Lauro, mentre a tutti i componenti è stato notificato un nuovo provvedimento cautelare con la contestazione del reato di associazione per delinquere finalizzata alle rapine, rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni. Il provvedimento del GIP, emesso a seguito delle indagini coordinate dal Proc.Agg. Dott. Ottavio Sferlazza e del Sost.Proc. Dott. Riccioni, contesta agli associati anche la commissione di ben sette rapine accertate. Nei giorni successivi al primo fermo infatti sono stati diversi gli anziani che hanno voluto trovare la forza di riconoscere i rapinatori che li avevano aggrediti e minacciati con inaudita ferocia. Il quadro probatorio si basa su numerosi riconoscimenti a parte delle vittime: gli anziani infatti, contrariamente forse alle aspettative dei rapinatori che avendo agito a volto scoperto contavano sul timore e sulla fragilità delle vittime, hanno avuto la lucidità e la determinazione di riconoscere sia gli autori delle rapina che gli oggetti sottratti che sono stati ritrovati nella cantina del gruppo Palmisano-Lauro-Sorace. Orecchini, collane, orologi ma anche semplici pezzi di bigiotteria che però costituivano un valore affettivo, sono stati senza ombra di dubbio riconosciuti dai legittimi proprietari. Gli arrestati hanno in sede di interrogatori continuato a tacere o contestato ogni addebito: ma il quadro compendiato nell’ordinanza include un ulteriore elemento che cancella ogni possibilità di obiezione: in occasione di una rapina il video di una telecamera di videosorveglianza presente sulla pubblica via ha documentato tutte le fasi del colpo immortalando gli odierni arrestati nell’atto di preparazione e successiva commissione della rapina: si notano i mezzi con cui gli stessi arrivano sul posto (una zona centralissima su Corso Garibaldi), si notano i rapinatori radunarsi ed effettuare un primo “briefing”, poi il gruppo che deve compiere materialmente l’azione entra nello stabile mentre i complici li attendono di sotto dove ricevono la refurtiva allontanandosi rapidamente. La Lauro peraltro porta a tracolla una borsa identica a quella contenente la refurtiva ritrovata all’interno della sua abitazione. La sicurezza con cui i soggetti si muovevano, l’agghiacciante freddezza con cui preparano il colpo che emerge dai filmati (poco prima vengono notati consumare un caffè preso un bar del centro) dimostrano, come anche evidenziato dal Gip nell’ordinanza, una notevole capacità criminale ed una particolare pericolosità. Solo per puro caso e forse per tanta fortuna in tutti i colpi portati a segno non si è verificata la tragedia, infatti gli anziani sono sempre stati pestati, legati e lasciati immobilizzati anche dopo la fuga dei rapinatori. Il risultato è stato conseguito anche grazie ad un importantissimo rapporto di fiducia che si è stabilito con le vittime delle rapine, le quali hanno dovuto vincere un terrore che le immobilizzava, hanno iniziato ad avere fiducia e hanno creduto nel rapporto con i carabinieri, al punto che quando di notte si è svolta l’operazione, questi anziani non hanno esitato a raggiungerci in caserma nottetempo per riconoscere gli oggetti rinvenuti. In questo senso un contributo fondamentale è stato dato dal personale femminile che con grande sensibilità ha seguito e accompagnato le vittime dei reati dalla prima denuncia fino al momento attuale. Ed è un rapporto che necessariamente continua, poiché le vittime vivono tuttora una condizione psicologica difficile per il trauma subito e la vicinanza del nostro personale, la rassicurazione dei risultati della giustizia possono aiutarli a  ritrovare una condizione di normalità.

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Saint Christophe (AO): Simionato, “Lavoro bene perchè dietro di me c’è una Società forte”

Ai Campionati del mondo di atletica leggera di Helsinki nel 1983 giunse settimo nella finale dei 200 metri e vinse la medaglia d'argento con Pietro Mennea, Stefano Tilli e Pierfrancesco Pavoni nella staffetta 4 x 100 metri con annesso record italiano (38 e 37). In precedenza era stato quarto agli Europei del 1982 sempre nella staffetta e bronzo nei 200 ai Giochi del Mediterraneo del 1983. A livello nazionale è stato campione italiano dei 200 metri nel 1982 e nel 1985 e campione italiano nei 100 nel 1985, vincendo i Campionati italiani indoor sui 200 nel 1984. Il suo miglior tempo personale nei 200 metri è stato di 20 e 53 (agosto 1983, Riccione), mentre nei 100 ha raggiunto il tempo di 10 e 34 (luglio 1985, Ravenna).

E’ questo il curriculum sportivo (fonte Wikipedia) di Carlo Simionato (nella foto), 49enne ravennate, da quest’anno preparatore atletico alla corte di Gianluca Atzori proveniente dalla squadra della sua città in cui fu il preparatore e dove conobbe il mister amaranto allorquando quest’ultimo sedeva sulla panchina emiliana. Prima di lasciare Saint Christophe e dopo aver visto “come” fa allenare i ragazzi, non potevamo non dialogare con lui per farci spiegare qualcosa in più. Un passato da grande atleta ed un presente da preparatore per “costruire” le gambe della truppa amaranto. Il connubio atletica-calcio funziona? In questi anni ho trovato nel calcio una grande cultura, anche perché la metodologia dell’allenamento è stata apportata con molta professionalità. E’ ora, quindi, di eliminare lo stereotipo che recita che i calciatori non vogliono lavorare, anzi. Ci sono molti calciatori che quando li alleni ci mettono in difficoltà perché ci fanno domande specifiche e sono molto attenti. Che cosa di specifico del tuo passato può essere traslato al calcio, per esempio il dualismo velocità-resistenza che per un quattrocentista è importantissimo? Credo che la mia fortuna sia stata quella di vivere con allenatori che hanno scritto libri, che hanno insegnato la metodologia, come Bosco e Vittori. Io cerco di trasmettere il loro sapere, ciò che mi è stato insegnato insomma. Non invento l’acqua calda, ma cerco di coadiuvare ed aiutare l’allenatore ricordandomi sempre che sono dei calciatori e non degli atleti puri. Non sono velocisti, non sono saltatori con l’asta, non sono lanciatori di peso, ma vivono e giocano in un ambiente con un pallone. La tua “strategia” atletica? Nasce molto da lontano. Ho iniziato nel lontano 1970, ho fatto tutte le trafile nei settori giovanili, nel 1978 sono andato via da casa perché mio padre faceva l’operaio e non si poteva permettere di mantenermi e mi sono arruolato nella Guardia di Finanza che mi ha dato la possibilità di allenarmi e di fare la grande atletica fino a quando mi sono sposato (giovanissimo) ed ho dovuto lasciare la Finanza perché allora c’erano, giustamente, dei regolamenti molto rigidi e sono andato in una società sportiva di Milano. Dopo è iniziata l’atletica ad alto vertice con i campionati del mondo e via discorrendo. Mister Atzori ha detto che vuole la squadra pronta per la prima di campionato il 22 di agosto. Come state lavorando sinergicamente per ottenere questo primo risultato? Io con Gianluca, oltre ad averlo avuto come giocatore, ho già lavorato due anni fa a Ravenna prima che andasse a Catania e quest’anno mi ha chiesto di tornare a lavorare con lui. Non ho segreti. Come dicevo è solo questione di mentalità. L’allenatore vuole la squadra pronta non “il” 22 ma tutti i sabati in cui è prevista una partita. L’ottenimento di questo risultato la si può solo provare di inculcare nei giocatori la norma che l’allenamento è quotidiano, ogni giorno. Non faccio “richiami” di preparazione, non faccio nulla di che se non lavorare ogni giorno. Ogni giorno mettiamo un mattone, insieme, ed ogni giorno ci alleniamo e ci alleneremo per affrontare le partite del sabato. Le problematiche che tu, insieme ad Atzori ed il resto dello staff, quali sono state? Se devo essere sincero, a discapito di due anni fa il computo dei metri è ben oltre i 10000 metri rispetto a quello che facevo fare ai ragazzi a Ravenna. Ho trovato, specialmente in quei ragazzi che sono cresciuti nella Reggina, una grande cultura del lavoro e quindi non mi è stato difficile lavorare con loro. Gli altri si sono allineati immediatamente, ma il grande supporto ce l’ho dalla forza che ha l’allenatore e che la Società da all’allenatore stesso. Tutto quello che sto facendo lo posso fare perché dietro di me c’è una Società forte.

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Team Basket Viola: da ex ad ex, dopo Bianchi ecco Fantozzi alla guida tecnica della squadra

altLunedì 19 luglio scorso il nuovo gruppo Viola ha ufficializzato la nomina di Alessandro Fantozzi come nuovo allenatore neroarancio. Per l’ex regista dell’Enichem Livorno si tratta di un ritorno dopo aver vestito la maglia della formazione reggina a metà degli anni’90: ”Sono orgoglioso di aver avuto questo incarico – dice Fantozzi – sedere sulla panchina della Viola per me è un grande privilegio. So che non mi aspetta un compito facile ma sono pronto ad affrontare una sfida importantissima in una piazza di grande prestigio.” Trovarsi accanto Muscolino ed il suo staff è stato uno dei motivi che ha spinto l’ex azzurro ad accettare l’offerta neroarancio: ”C’era grande feeling con questo gruppo di uomini con i quali abbiamo condiviso un’esperienza importante lo scorso anno in quel di Gioia Tauro.

Sono felice che mi abbiano cercato nuovamente; vuol dire che si sono trovati bene con il sottoscritto. Si tratta di un gruppo dirigenziale giovane che sa dare e rispettare i ruoli e che ti da fiducia. Spero di poter ripagare tutta questa stima  nel modo migliore possibile.” Reggio Calabria si vuole rilanciare partendo dalla quarta serie; in un mondo difficile come il basket dell’evo attuale come si può risalire:”Non è semplice. Servono tante componenti ed una forza finanziaria non indifferente.. Purtroppo, ogni estate, c’è un’ecatombe di società che rinunciano per motivi economici. Quello che deve fare la Viola è creare una strada sicura in cui camminare facendo i passi giusti e, nello stesso tempo, dare vita ad una giusta ed equilibrata programmazione puntando forte sul settore giovanile. Basta con le improvvisazioni. Servono fatti e progetti concreti, altrimenti prima o poi ci si scontra con la dura realtà attuale. Quest’anno vogliamo creare una base sulla quale costruire stagione dopo stagione.” Che tipo di allenatore è Fantozzi: ”Sono un tecnico che, per prima cosa, cerca di formare un gruppo compatto in cui tutti si sentano parte integrante e che ognuno abbia un ruolo e responsabilità. Il tipo di pallacanestro che prediligo è quella in cui si corre e si gioca in velocità come facevano le squadre di cui ho fatto parte da giocatore.” Che tipo di organico ha in mente Fantozzi: ”Con il direttore generale Condello, cercheremo di allestire una squadra che sia formata da giovani con voglia di emergere e veterani in grado di dare un aiuto sia in campo che nello spogliatoio. Il mercato ti offre tante possibilità ma non abbiamo fretta e cercheremo le migliori soluzioni possibili”. Fantozzi e la Viola, si tratta di un gradito ritorno: ”Non ho dimenticato la splendida stagione in cui ho giocato in riva allo Stretto. Sono stato benissimo con tutti ed ho avuto l’onore di essere allenato da un grande coach come Charlie Recalcati. Ricordo il feeling con Gianni Benedetto e con la curva neroarancio ed il suo capo, l’indimenticato Massimo Rappoccio. Mi piacerebbe che si ricreasse quel rapporto che c’era fra squadra e tifoseria. Per risalire, la Viola ha bisogno del calore della sua città. ”Il primo messaggio da nuovo allenatore neroarancio:” Non faccio promesse, posso soltanto dire che lavorerò duro cercando di offrire al pubblico reggino una squadra nella quale si possa identificare.”

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Saint Christophe (AO): Zizzari, “Chi ama il calcio in questo momento deve mettere da parte l’aspetto economico e guardare alla passione coltivata da bambino”

E’ un altro dei “nuovi” Francesco Zizzari (nella foto), attaccante 28enne, ligure di La Spezia, proveniente da Pescara dove il 13 giugno scorso ha conquistato la promozione in B, l’amaranto a cui oggi viene affidato il compito di incontrare la stampa. Del trasferimento alla Reggina ne eri a conoscenza da tempo oppure pressoché in concomitanza con il trasferimento stesso? E’ stata una trattativa che si è sviluppata una ventina di giorni fa. Ho finito il campionato con il Pescara al termine dei playoff il 13 giugno, poi ho “staccato” per un po’ e più o meno a fine giugno, quando ho saputo dell’interessamento della Reggina nei miei confronti, non ci ho pensato due volte prima di accettare. Anche se a Pescara mi ero trovato più che bene non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione del genere che credo capiti raramente.

Quando Zizzari è esploso calcisticamente mostrandosi all’attenzione del grande pubblico? L’anno scorso, come detto, ero a Pescara dove ho vinto il campionato. Il mio anno migliore è stato senza dubbio quello precedente a Ravenna dove ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere e lavorare con mister Atzori. Lì segnai 17 goal disputando 26 partite (vincendo anche la classifica cannonieri) e sfiorammo la serie B con i playoff persi in semifinale con quel Padova che, poi, fu promosso. Spero che l’abbinamento con il mister anche qui a Reggio mi riporti la stessa fortuna avuta a Ravenna. L’anno prima playoff persi in seminale e l’anno successivo playoff vinti in finale, quindi. A fine campionato a Ravenna ho ricevuto delle richieste anche da società di categoria superiore, ma ho accettato Pescara che sin dall’inizio ha costruito una squadra facendo una campagna acquisti molto importante puntando sin dall’inizio alla promozione in B, obiettivo immediatamente raggiunto. A Pescara avevo altri due anni di contratto, ma appena si è presentata da me la Reggina ci ho pensato bene e subito ho accettato. A Pescara molti meno goal rispetto a quelli realizzati a Ravenna, perché? Ogni stagione è diversa dalle altre e fa storia a se. Ho iniziato subito facendo goal, poi mi sono stirato e sono stato fuori due mesi. Poi ancora fuori per un altro mese e mezzo per colpa di una sciatalgia. Ho ripreso bene tanto da fare goal importanti fino a ricadere per colpa di uno strappo. Quando le annate nascono storte, pur cercando di riaddrizzarle, a volte non ci si riesce. L’importante era centrale l’obiettivo promozione e ce l’abbiamo fatta. Come nasce Zizzari calciatore? Nelle giovanili dello Spezia, dopo aver fatto tutte le giovanili ho esordito in prima squadra nell’allora C1 e poi ho iniziato a girare l’Italia da nord a sud: da Brindisi a Pavia, da Pistoia e Grosseto, da Lucca a Ravenna fino a Pescara. Ora vorrei confrontarmi per la prima volta con la serie B e farò di tutto per far bene. Ci aiuti a conoscere Atzori visto che l’hai avuto già a Ravenna? Credo che si presenti da solo. E’ un allenatore che fa della cultura del lavoro la propria forza. Ho avuto la fortuna di averlo a Ravenna e tra le tantissime doti c’è quella che tratta tutti i suoi giocatori, dall’esperto all’inesperto, dal grande al piccolo, tutti allo stesso modo. Con lui chi merita di giocare, chi durante la settimana s’impegna e da tutto, gioca. Sono assolutamente convinto che sia l’allenatore ideale per la Reggina. Chiunque ha sposato il “progetto Reggina” sa che bisogna lavorare duro durante la settimana per poi raccogliere i frutti il sabato. Non c’è soluzione migliore che prepararsi ed allenarsi bene perché abbiamo la fortuna di avere un allenatore preparato a livello tecnico e tattico. Ti ritieni più un esterno d’attacco o una punta centrale? Una punta centrale. Ho giocato sia con il 4-4-2 che con il 4-3-3 ma sempre agendo da centrale. Nel calcio moderno, però, il ruolo fisso non esiste più. Basta vedere, per esempio, Eto’o che, all’occorrenza, ha fatto anche il terzino facendo capire che l’attaccante è anche un giocatore che deve aiutare la squadra e che proprio gli attaccanti sono i primi difensori. Conoscevi Ousmane Sy? Ci ho giocato contro l’anno scorso. Mi sembra un bravissimo ragazzo che ha voglia di crescere e migliorare. L’intesa in campo con lui come va? Lui è arrivato dopo rispetto a me ed i ritiri sono fatti apposta per migliorare l’intesa e crescere insieme a tutta la squadra. La cosa più importante è lavorare come stiamo facendo e seguire il mister negli insegnamenti. E’ naturale, poi, che l’intesa cresce partita dopo partita partendo dal presupposto che l’importante è lavorare bene come stiamo facendo. In attacco c’è anche Alessio Viola. C’è Viola e c’è anche l’altro Alessio, Campagnacci. Lavoreremo e poi vedremo le scelte del mister quali saranno. Presupponendo che tu sia a Reggio per precisa richiesta di mister Atzori, cosa pensi abbia visto in te? Sulla mia scelta di venire a Reggio ha avuto un peso importantissimo il sapere di ritrovare il mister. Se dovevo andar via da Pescara ed andare in B sarei venuto solo a Reggio. A prescindere dal mister, ho deciso di mettermi in gioco venendo incontro alle esigente economiche della Società e facendo una scommessa su me stesso cercando di fare bene e avendo come obiettivo che una piazza importante come Reggio torni a sorridere come merita. Che ruolo potrà recitare questa Reggina? Non voglio rispondere a questa domanda semplicemente perché nel calcio ci vuole meno di un secondo a dire vinceremo o altro. La cosa più importante è dimostrare con i fatti le intenzioni e credo che la Reggina di voglia di dimostrare cosa saprà fare ne ha tanta. Che campionato ti aspetti? Sicuramente sarà un campionato equilibrato dove ci saranno magari quelle 2-3 squadre  che avendo fatto una campagna acquisti importante punteranno ad andar su. La Reggina deve mettersi in testa di dimostrare con umiltà di avere tanta fame. Le parole le porta via il vento e contano solo i fatti. Alla fine vedremo poi cosa saremo riusciti a fare. Voi calciatori che idea vi siete fatti nell’apprendere che molte società professionistiche sono sparite per i noti problemi economici? Anche il calcio è in crisi ed è evidente. ANCH’IO MI SONO RITROVATO IN QUESTA SITUAZIONE E SCEGLIENDO REGGIO SONO VENUTO INCONTRO ALLE RICHIESTE ED ALLE NECESSITA’ DELLA SOCIETA’. PENSO CHE IL CALCIATORE CHE AMA IL CALCIO, AMA IL SUO LAVORO, IN QUESTO MOMENTO DEVE METTERE DA PARTE L’ASPETTO ECONOMICO E GUARDARE ANCHE ALLA PASSIONE COLTIVATA DA BAMBINO. POI, OVVIAMENTE, OGNUNO GUARDA AI PROPRI INTERESSI, OGNUNO HA LE PROPRIE MOTIVAZIONI PER COMPORTARSI IN UN MODO O NELL’ALTRO E NON E’ GIUSTO FARE UNA SCELTA O SBAGLIATO FARNE UN’ALTRA. OGNUNO E’ RESPONSABILE DELLE PROPRIE SCELTE E BISOGNA RISPETTARLE. IO GUARDO A ME STESSO ED ALLA MIA VOGLIA DI FAR BENE. Brienza, Santos, Tedesco, Valdez & Co., questa risposta è tutta per voi: "incartate" la lezione e portatevela a casa!!!

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Saint Christophe (AO): Atzori, “Il 22 agosto vogliamo essere pronti”

Sta facendo lavorare i suoi uomini con rettitudine ed impegno dimostrando in primis entrambi lui stesso ed il suo staff. In perfetta sinergia con il suo secondo Andrea Bergamo (nella foto), il preparatore atletico Carlo Simionato (nella foto), il preparatore dei portieri Andrea Sardini (nella foto) e Ciccio Cozza (nella foto), ha stilato un programma duro e faticoso con un solo obiettivo: essere pronti il 22 agosto allorquando inizierà il suo primo campionato di B. Gianluca Atzori (nella foto) ha le idee chiare e lo dimostra ad ogni istante vestendo i panni di quel “sergente di ferro” che abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare in questi giorni di nostra presenza in ritiro. E’ un tipo che non usa fronzoli ed alchimie particolari per trasferire il suo “credo”.

E’ stato molto sfortunato a Catania e non vuole perdere più tempo o terreno, segue gli allenamenti come pochi ed è legittimamente pretenzioso. Prima di rientrare a casa non vogliamo perderci l’occasione di scambiare ancora due chiacchiere con lui per capire “cosa” e “perché” fa fare meticolosamente ai suoi calciatori quello che stiamo seguendo con attenzione. Ti abbiamo visto, assieme ai tuoi collaboratori, seguire in maniera ferrea il lavoro a cui sottoponete i ragazzi. Sei soddisfatto delle indicazioni sin qui ricevute? Direi di si, anche se devo ammettere che li vedo piuttosto imballati forse io pretendendo troppo rispetto a quello che effettivamente possono darmi considerando i carichi di lavoro e la stagione appena iniziata. Apprezzo che, comunque, stanno dando veramente tutto quello che è nelle loro possibilità ed è quello che chiedo loro quotidianamente e cioè applicazione e lavoro che per me sono le cose essenziali per riuscire ad ottenere qualsiasi risultato compreso il creare un gruppo. Questa è la cosa più importante che cerco di trasferire in questi giorni ai ragazzi, la cultura del lavoro. Con i miei collaboratori ci teniamo tantissimo a questo anche perché anche quella che può sembrare una banale esercitazione così banale non è e serve a migliorare sia individualmente che di reparto. Ieri mattina tanti chilometri nelle gambe. Nel pomeriggio l’utilizzo del pallone con una partitella su metà campo con 4 “porticine” negli angoli. Ci spieghi che tipo di esercizio è ed a che serve? Due squadre che si affrontano e le 4 “porticine” valgono per entrambe le squadre. E’ una forma di riscaldamento mirata soprattutto al miglioramento dell’1-2 ed il goal vale solo se frutto appunto dell’1-2 tra i giocatori. L’allenamento gradualmente inizia con una preparazione per poi passare al riscaldamento fino a quello che mi interessava ieri che era la fase difensiva. Come hai visto ho fatto giocare i ragazzi in 10 contro 5, poi in 10 contro 6 fino ad arrivare al 10 contro 8. Il gioco con le “porticine” era quindi solo la fase di riscaldamento propedeutica all’insegnamento ed allo studio della fase difensiva. Stamane 4 contro 3, attaccanti contro difensori, tanta palestra fino a poi scatti e ripetizioni a josa. L’obiettivo dell’allenamento di oggi era il lavoro in palestra. Unitamente a questo volevo proporre l’attacco e la difesa sia in superiorità numerica che in inferiorità. Sono situazioni di gioco, queste, che è facile si ripresentino in partita. Gli attaccanti in superiorità o i difensori in inferiorità sono quelle situazioni che giocando come giocheremo noi è molto probabile da vedere e rivedere e volevo insegnare loro come comportarsi quando accadranno. Dopo 70 minuti in palestra ed il riadattamento al pallone con una partitina di 14 minuti oggi pomeriggio, invece, doseremo il lavoro in campo per far sì che questi ragazzi non si “riempiano” così tanto per evitare che poi non possano nemmeno camminare. Ci hai detto che, costi quel che costi, il 22 agosto i ragazzi dovranno essere pronti e, soprattutto, al massimo. Il mio obiettivo è questo. In queste tre settimane in Val d’Aosta e nelle successive due in Toscana non m’interesseranno proprio le amichevoli giocate o che giocheremo ancora. Quello che m’interessa è che durante questo periodo è mettere la squadra nelle condizioni di essere al 100%. Questa è la mia priorità. Spero di riuscirci e sarei già contento se arriveremo alla prima di campionato all’80 o al 90%. Ci puoi dire dopo la pausa tra Saint Christophe e Montepulciano cosa succederà in terra toscana? Noi faremo l’ultimo allenamento qui il 31 mattina. I ragazzi avranno il 31 pomeriggio per viaggiare e l’1 ed il 2 liberi fino a ritrovarci il 3 mattina a Reggio. Due giorni pieni da dedicare giustamente alle famiglie dopo le prime tre settimane di ritiro. In Toscana aumenteremo i carichi di forza, diminuiremo le distanze ed andremo a puntualizzare i particolari, i dettagli, tutto quello che abbiamo studiato qui. Su questo sarà improntata la seconda parte del ritiro e lavoreremo molto sulle “palle inattive” che ritengo importantissime ed a cui tengo in particolar modo. Ritengo i calci piazzati ad oggi hanno assunto un’importanza rilevante e meritano le giuste attenzioni. Infine rientrerete a Reggio e lì ci sarà il primo vero contatto con i tifosi e gli appassionati. Ci hai detto che due sono gli obiettivi che la Società ti ha chiesto: il primo è quello di far bene ed il secondo, strettamente legato al primo, è quello di rifondere entusiasmo ai tifosi amaranto che da due anni, legittimamente, si sono sentiti “traditi” e si sono fisiologicamente allontanati. Hanno ingoiato certamente bocconi amari, è vero. Far bene vuol dire far ritornare il sorriso e l’entusiasmo ai nostri tifosi che vorremmo fortemente riportare allo stadio. Dimostrare con i fatti alla gente, ai tifosi, che chi va in campo indossando la maglia amaranto non molla mai, da tutto se stesso, credo sia il nostro obiettivo e, di conseguenza, il motivo per cui i tifosi potranno tornare a seguirci come un tempo. Tutto questo dipenderà solo ed esclusivamente da noi: far bene per noi è questo. Noi stiamo lavorando per questo e speriamo di avere anche quel pizzico di fortuna che dopo tanto lavoro serve comunque.

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Saint Christophe (AO): Camilleri, “Siamo giovani ma vogliamo dare il massimo”

E’ uno dei giovane sui quali la Reggina conta e non poco. Nonostante la sua giovane età è stato già al centro di un “caso internazionale”. Ricordate la storia di quel giovane calciatore “prelevato” dagli emissari del Chelsea (quasi) nottetempo? Ecco, il giovane in questione è Vincenzo Camilleri (nella foto). Difensore centrale, siciliano di Gela, classe 1992, buone doti per quanto riguarda il suo ruolo e tante tante potenzialità. E’ l’amaranto di turno oggi ad incontrare la stampa presente al ritiro. Iniziamo.

La tua è una storia un po’ strana. Cresci nelle giovanili amaranto, poi la “fuga” a Londra ed, infine, ritorni. Cos’è successo? Ho avuto l’opportunità di andare a Londra in una società prestigiosa e non volevo lasciarmela scappare. Poi ho avuto dei problemi e sono ritornato qui dove ho raggiunto nuovamente l’accordo con il presidente Foti. Problemi di ambientamento, quindi, o di metodi di allenamento o, ancora, problematiche legate al clima così diverso da quello in cui sei cresciuto? Soprattutto di ambientamento, poi anche con società ed allenatore. Lì è tutto molto bello, le strutture sono veramente all’avanguardia. Non mi sono trovato bene perché fondamentalmente non mi sono ambientato sin da subito. Da questi primi giorni di ritiro appare evidente come i giovani presenti qui abbiano una gran voglia di dimostrare che ce la possano fare, seppur con l’aiuto dei giocatori più esperti. E’ una sensazione che hai anche tu? Sicuramente qui tutti abbiamo un gran desiderio di far bene magari ascoltando qualcuno più grande di noi che ci aiuterà. Siamo un gruppo giovane e speriamo di far bene. Ti auguri che questa sia la stagione che sancisca la tua consacrazione? In sostanza, l’anno scorso sembrava quasi che fossi pronto ad esordire ed a dare il tuo contributo alla squadra poi i vari mister che si sono avvicendati sostenevano che fossi troppo giovane per rischiare di “bruciarti” in un’annata disastrosa. Con Atzori speri di trovare posto in squadra? L’anno scorso non giocavo un po’ per demerito mio ed un po’ per le idee contrarie di Novellino, Iaconi e Breda che, evidentemente, non mi “vedevano” bene e pronto. Quest’anno mi sto impegnando e con il mister ne abbiamo già parlato però dipenderà tutto da me se mi allenerò bene e farò altrettanto oppure no. Stai bene fisicamente? Sto molto meglio dell’anno scorso, certamente. Quest’anno abbiamo una difesa composta da difensori molto alti e di solito si dice che i giocatori alti abbiano gran doti aeree ma deficitino nel gioco con la palla a terra. Nell’amichevole contro lo Spezia abbiamo visto soprattutto queste ultime. In effetti è vero quello che dici. Oltre a questo, però, c’era molto vento in campo il che rendeva oltremodo difficile il gioco con la palla a terra. Comunque sia l’unica cosa che dobbiamo fare è lavorare, lavorare, lavorare. A questo punto della preparazione è più la fatica che sentite tra le gambe o sono più gli stimoli che sentite dentro di voi a fare sempre meglio? Si sentono entrambi. La fatica è tanta, ma si avverte anche il nostro desiderio di crescere lavorando. Quest’anno la Reggina non è data tra le favorite alla vittoria finale, questo potrebbe essere un vantaggio anche alla luce di quanto avvenuto lo scorso anno? L’anno scorso tutti ci davano per certi vincitori del campionato e sappiamo com’è andata. Quest’anno avremo meno gli occhi addosso da parte di molti e, quindi, meno pressioni. Potrebbe essere un vantaggio anche se spetterà solo ed esclusivamente a noi tutto quello di cui saremo capaci di fare. Mai come quest’anno sembrate in tanti coloro i quali provengono dalle giovanili della Reggina. C’è in voi un po’ d’orgoglio nell’essere molti presenti in prima squadra al termine dell’indubbia vostra escalation? E’ bello ritrovarci tutti in prima squadra quelli che voi definite quali “figli del Sant’Agata”. Ci ritroviamo a parlare spesso delle nostre esperienze comuni sia tra le fila degli Allievi che in quelle della Primavera. Con quanti e con chi di loro sei cresciuto pur essendo il più giovane tra tutti? Ho giocato con i fratelli Viola, ma anche con Verruschi e con Rizzo. Con gli altri ovviamente ci conosciamo da tempo. A partire da Atzori fino ai colleghi qui presenti è impressione comune che il reparto più completo e che sembra dare più affidamento sia proprio la difesa. E’ una responsabilità in più per voi? Siamo in tanti e le responsabilità aumentano e sono parecchie. Nel recente passato si è parlato di un interessamento nei tuoi confronti addirittura della Juventus. La notizia è vera, ma io sono qui e penso a fare bene con la Reggina. Se in futuro ci sarà qualcos’altro da fare ne parleremo insieme al presidente e si deciderà cos’è meglio. La tua giovane età ti consente comunque di sognare traguardi sempre più ambiziosi e, quindi, società e squadre sempre più blasonate. Intanto penso a disputare un buon campionato qui con la Reggina se mi sarò meritato di giocare, poi, come detto, si vedrà. Abbiamo visto un Rizzo in gran forma, avendolo conosciuto sin dalle giovanili percepisci anche tu questo suo crescere? Giuseppe sta facendo molto bene, s’impegna e cresce di giorno in giorno. Se continua così il mister gli concederà certamente delle opportunità importanti. Siamo nel corso dell’ultima settimana di ritiro qui a Saint Christophe, tantissimi sono i chilometri che avete nelle gambe ma anche le nozioni tecniche che il mister vi ha già dato. Si punta alla vostra “esplosione” dal punto di vista fisico sin dalla prima giornata di campionato. In effetti sono molti i chilometri macinati fino ad oggi. Stamane abbiamo lavorato sulla “forza” e sebbene siamo all’ultima settimana della prima parte di ritiro credo che siamo a quella più intensa sotto il profilo del lavoro. Vi sentite sulla buona strada (fisicamente intendo) per affrontare le fatiche di un campionato lungo e difficile come quello di B? Le amichevoli vi aiutano ad entrare in clima partita o, per ora, pensate solo ad accumulare energie da sfruttare dopo? Ancora dobbiamo lavorare parecchio, ma stiamo crescendo man mano che i giorni passano e da qui al 22 agosto saremo certamente pronti. Cosenza, Burzigotti, Acerbi, Adejo e Camilleri (senza dimenticare gli infortunati Giosa e Costa). Siete in 5 o addirittura in 7, non ti pare un po’ troppi? Ma no. Gli acquisti di Foti non sono stati fatti a casaccio. Vuol dire che in 5 ce la giocheremo per i 3 posti disponibili. Ci sarà più concorrenza tra di noi e questo non potrà che fare bene alla squadra.

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Iiriti Editore presenta “La città Metropolitana per la Regione dello Stretto” di Enzo Tromba e Josè Gambino

altCooperazione sinergica e mobilità all’interno dell’area integrata dello Stretto. Questo il filo conduttore che ha unito gli interventi, coordinati dalla giornalista Antonella Chirico al circolo del Tennis “R. Polimeni”, nella serata dedicata alla presentazione del volume “La città Metropolitana per la Regione dello Stretto” di Enzo Tromba e Josè Gambino. Un libro che lo stesso editore Leo Iiriti ha considerato precursore della futura realtà nelle due sponde, individuando nelle prospettive e nei progetti inseriti nel testo le opportunità di sviluppo soprattutto per l’imprenditoria giovanile.

L’importanza del ruolo istituzionale nell’ottica della Regione dello Stretto è stato sottolineato a chiare lettere negli interventi del Presidente del Consiglio provinciale reggino Giuseppe Giordano, che ha curato la presentazione del libro, dell’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Villa S. Giovanni Cosimo Salzone, e dall’Assessore Trasporti e Polizia Municipale del Comune di Reggio Calabria Amedeo Canale (nella foto con gli altri intervenuti). Quest’ultimo ha messo in risalto le opportunità che da un punto di vista legislativo possono giovare alla centralità dell’area in questione. In particolare Canale ha richiamato i contenuti della strategia di Barcellona e di Lisbona elaborati in sede europea. Entrambi gli incontri hanno puntato sulla creazione di una zona di prosperità condivisa mediante la realizzazione di una partnership economica e finanziaria che si basi su un’area di libero scambio. Tra gli altri obiettivi, la promozione di un dialogo fra culture e puntare sulla conoscenza e innovazione come fulcro di crescita economica e occupazionale. Infine Canale ha richiamato il problema dei trasporti spiegando come sia fondamentale l’esistenza di una rete aeroportuale che abbracci tutta l’area dello Stretto e non solo l’utenza reggina. La seconda parte della serata ha visto poi gli autori del volume, Josè Gambino e Enzo Tromba, intervenire sull’esigenza di adottare una politica di sviluppo integrata superando addirittura l’obiettivo concettuale di area metropolitana. L’area dello Stretto a giudizio degli autori, non rappresenta più soltanto una prospettiva di “economia mediterranea” ma diventa un baricentro dell’economia globale. Gli interventi conclusivi sono stati poi affidati  a Edoardo Mollica, Direttore LaborEst Dipartimento PAU Università Mediterranea Reggio Calabria e Michele Bisignano, Assessore Area Regionale integrata dello Stretto ed Area Metropolitana Provincia di Messina. Il primo ha sottolineato l’importanza di creare fisicamente dei punti di contatto tra le due sponde che favoriscano un reale processo di conurbazione. Un processo di cui deve essere parte attiva l’Università attraverso attività di ricerca e sviluppo. Bisignano ha puntato invece sulla rivoluzione culturale come presupposto di crescita. E’ di vitale importanza abbandonare i vecchi localismi e municipalismi che per anni hanno distanziato ulteriormente le due realtà dello Stretto. Bisogna fare sistema, abbandonare gli egoismi, programmare azioni concrete di cooperazione e sviluppo. Intensificare gli scambi commerciali e culturali. Creare servizi telematici ed informatici integrati. Infine, ha dichiarato Bisignano, è urgente riorganizzare il sistema della viabilità iniziando dalla Metromare e puntando alla creazione di un sistema integrato dei porti presenti nel territorio di Reggio, Villa e Messina.

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Saint Christophe (AO): Lorenzo Burzigotti “E’ la mia occasione e non voglio sprecarla!”

L’amaranto di scena oggi in sala interviste è un neo arrivato, il suo nome è Lorenzo Burzigotti ed è un centrale difensivo. Nato a San Sepolcro in provincia di Arezzo 23 anni or sono, ha militato, tra le altre, nel Sansovino, nella Juve Stabia e nel Foggia da dove la Reggina l’ha prelevato. Prima di queste tre squadre aveva fatto dai “pulcini” alla prima squadra nel San Sepolcro (come detto sua città di nascita), poi nell’Arezzo ed un anno a Bolzano nell’Alto Adige. Per avere soli 23 anni hai già accumulato una buona esperienza tra Prima e Seconda Divisione. “Già a San Sepolcro, in serie D, avevo avuto la fortuna che il mister mi facesse esordire. Poi, a 19 anni, ero a Sansovino in Seconda Divisione e da lì poi è iniziata la mia crescita.”

La prima impressione che abbiamo avuto seguendovi qui in ritiro è certamente positiva: giovani molto decisi a giocare bene ed a collaborare al rilancio della Reggina. E’ solo un’impressione o è la realtà? “Credo che abbiate visto bene. La squadra è giovane e, ovviamente parlo per me, mi è stata data un’occasione importantissima. E’ il primo anno che gioco in serie B e non voglio assolutamente sprecarla ma sfruttarla fino all’ultimo istante". Tu fai parte di una linea difensiva “a 3” completamente nuova con Cosenza ed Acerbi. Come ti trovi con i nuovi compagni di reparto? “Con tutti i compagni, Cosenza ed Acerbi compresi, stiamo lavorando ed è normale che, nei primi giorni, ci si incontrino anche delle difficoltà finché non riusciremo a trovare il giusto amalgama. Comunque sia, di certo dobbiamo lavorare ed il nostro mister è molto bravo anche nello spiegarci come muoverci affinché presto troviamo i ritmi giusti.” Dopo la partita con lo Spezia, Atzori ha detto “abbiamo fatto 3 passi indietro, non mi sono piaciute né la difesa né l’attacco. “Ha trasferito anche a noi questo pensiero ed in effetti eravamo un po’ legati. C’è da lavorare, e basta!” E’ successo per merito dello Spezia o per i 24 allenamenti nelle gambe? “Credo che sia stato merito più dei 24 allenamenti che di altro. La nostra squadra è apparsa pesante sulle gambe e noi che in difesa abbiamo giocatori più massicci che gli avversari ne abbiamo risentito di più”. Hai lasciato Foggia dove adesso c’è un entusiasmo incredibile per il ritorno di Zeman, un po’ di nostalgia? “L’anno di Foggia per me è stato importantissimo perché mi ha dato la possibilità di farmi vedere e di essere qui oggi. Fin da piccoli si sogna di arrivare in A o in B e adesso sono felicissimo di essere qui e nessuna nostalgia di niente o nulla.” Sartori del Chievo ha fatto i complimenti a Foti per il tuo acquisto soffiandoti, di fatto, a loro. “Sapevo di questo loro interesse, ma evidentemente è stato bravissimo il presidente Foti e per me esser venuto alla Reggina vuol dire tanto.” Quali le tue aspettative, dal punto di vista personale e da quello della squadra? “La mia è quella di essere consapevole di avere un’occasione importantissima e, quindi, di sfruttarla al meglio migliorando giorno per giorno e dando sempre almeno il 100%. Per quanto riguarda la squadra, invece, al momento non abbiamo un obiettivo ben precisato, ma solo quello di far bene.” Tra i tanti giovani che ha la Reggina, due sono i “vecchi” (oltre che reggini doc): Missiroli e Barillà. Ti hanno già dato delle indicazioni di che cosa significa la Reggina per Reggio, la passione, l’amore che c’è per questa squadra preparandovi all’impatto con la città? “Certo che si, con Simone e Nino che sono due esperti ci siamo parlati e ci hanno raccontato. Essendo stato già a Foggia immagino che il calore della gente del Sud sia uguale o addirittura maggiore a Reggio che ho avuto modo di conoscere solo attraverso la televisione.” Una delle cose che balzano agli occhi guardandoti è che somigli a Materazzi. “Questa è una similitudine che mi accompagna sin da quand’ero ragazzino. Lui giocava a Perugia, San Sepolcro è molto vicino a Perugia seppur in provincia di Arezzo e giocando nello stesso ruolo mi dicevano sempre che gli somigliassi. Come lui, anzi più di lui, quand’ero più giovane segnavo qualche goal pur partendo dalla difesa". Positivi i tuoi primi giorni di ritiro, l’ambientazione e le sinergie con i nuovi compagni di squadra. “Mi sono integrato bene con il gruppo e sto, stiamo, lavorando bene.” Inevitabilmente tra compagni si parla, questa situazione un po’ precaria dal punto di vista economico da parte della Reggina può influire negativamente su di voi o, invece, non ci pensate? “Secondo me il problema interessa maggiormente la Società e non la squadra. D’altro canto il mister ed il suo staff è stato molto bravo a far amalgamare tutti noi neo arrivati ma anche quelli che sembra debbano andar via.” Dopo tanta gavetta fatta tra la Prima e la Seconda Divisione possiamo dire che la carriera di Burzigotti parte effettivamente dalla Reggina e da Reggio Calabria? “Io ci tengo tantissimo a far bene e speriamo che dalla Reggina e da Reggio Calabria abbia inizio per me una carriera importante.”

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Rinaldo Mammoliti: l’ “ambasciatore” di Reggio Calabria in Val d’Aosta

E’ sicuramente un personaggio (in senso buono, s’intende). Ne abbiamo sentito parlare e ne abbiamo letto le doti per anni ascoltando e leggendo le cronache provenienti dai vari ritiri valdostani della Reggina. E’ reggino purosangue, di San Giorgio Morgeto per l’esattezza, ed è profondamente orgoglioso di esserlo tanto da mettersi spontaneamente al servizio della maggiore espressione sportiva della regginità. E’ Rinaldo Mammoliti (nella foto), 45enne giusto ieri, da molti anni trapiantato in questa splendida terra così diversa dalla natìa. Lo abbiamo conosciuto immediatamente al nostro arrivo qui in ritiro, affabile e cortese sempre pronto a mettersi a disposizione delle esigenze di noi giornalisti.

Con la Reggina, Società e squadra, ha un rapporto splendido e durevole da almeno due lustri. Per i dirigenti è un insostituibile punto d’appoggio, per l’allenatore e la squadra è di certo un punto di riferimento ineguagliabile. Mentre aspettiamo Lorenzo Burzigotti nella sala per le interviste ricavata all’interno dell’Hotel Casale (nella foto) per la quotidiana conferenza stampa, cogliamo l’occasione e scambiamo due chiacchiere con il nostro “ambasciatore” in terra di Val d’Aosta. La quasi totalità del merito per la riuscita del ritiro della Reggina qui a Saint Christophe lo dobbiamo a te. “A me per quanto riguarda l’organizzazione e per quello che riesco a fare. Faccio tutto quello che hai visto fondamentalmente perché la Società lo merita, siamo giunti ormai al decimo anno che mi occupo di questo, e cerco di farlo al meglio per far star bene la Reggina con anche, a dire il vero, degli errori certamente non voluti ma sperando che alla fine tutto vada bene.”  Sei uno dei tanti reggini che vive lontano dalla terra natìa, peraltro non dimenticandola mai. Come si sta a queste latitudini? “Qui si vive benissimo. Siamo in tanti, sono 27000 i calabresi che vivono in una regione piccola come la Val d’Aosta di cui solo 9000 sono di San Giorgio Morgeto (il mio paese di nascita). Viviamo bene perché è una regione sana”. Ti manca la tua terra d’origine? “Certo che si. Sono nato lì e mi manca tantissimo ed appena posso faccio un salto anche per solo un’ora ed è allora che mi sento rinascere.” Qui sei conosciuto e rispettato da tutti. Amministratori locali, commercianti, imprenditori e quant’altro tutti sanno chi è Rinaldo Mammoliti. Questo tuo essere così conosciuto ha fatto sì che avessi l’input per metterti al servizio della Reggina. Com’è nato tutto questo? “E’ nato tutto nel 2000 quando venni a conoscenza che in Val d’Aosta venivano in ritiro moltissime squadre sponsorizzate dalla regione autonoma che si accollava tutte le spese relative al soggiorno. Mi chiesi perché la Reggina non sfruttasse questa possibilità, dopo aver verificato la possibilità di usufruire del ritiro in forma completamente gratuita, ne parlai con un dirigente e gli feci la proposta di portare qui la squadra della mia provincia e da allora così avviene ogni anno con la pausa forzata del 2009.” Il presidente Foti ha di te estrema fiducia tanto da lasciarti carta bianca quasi fossi un vero e proprio dirigente. “Di questo ovviamente ringrazio il presidente a cui sono legato anche affettivamente dal punto di vista strettamente personale. Lo ringrazio di tutta la fiducia che ha riposto in me e davvero di cuore faccio per lui e la Reggina tutto quello che hai avuto modo di vedere”. Il tuo rapporto con la squadra ha qualcosa di straordinario. Un rapporto che con chi resta si cementifica negli anni e con i nuovi arrivati nasce e cresce a vista d’occhio tant’è che ieri, in occasione del tuo compleanno, i giocatori e lo staff tecnico si sono riuniti e ti hanno consegnato un graditissimo dono. “Il loro gesto mi ha emozionato tantissimo ed ancor di più la telefonata ricevuta ieri sera dal presidente proprio per farmi gli auguri. Sono 10 anni che, puntualmente, seguo la squadra in trasferta ed è un’opportunità che mi rende felicissimo”. La tua regginità, a distanza di molti anni dal tuo accasarti qui, è viva e tale resterà. “Sono reggino e reggino lo sarò per tutta la vita, fermo restando che la Val d’Aosta mi ha dato tantissimo e che qui sono nati i miei tre figli (di cui purtroppo uno non c’è più, n.d.r.). Non posso non amare anche questa regione oltretutto in virtù del fatto che quando chiedo qualcosa per i reggini o per la Reggina non mi è mai stato detto di no. E’ la mia seconda terra e gli sono grato per tutto.”  Non ci resta che chiudere con il ringraziarti per tutto quello che hai fatto e farai durante il nostro soggiorno. “Sono io che ringrazio voi sperando di rivederci anche il prossimo anno magari non in B ma in….” E qui ci permettiamo di interromperlo perché di certe cose non ne vogliamo sentir (più) parlare.

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