Comune di Reggio Calabria: Peppe Raffa, uno con le “palle”

Si è chiusa ieri la crisi al Comune di Reggio Calabria – iniziata 20 giorni addietro con le dimissioni del sindaco facente funzioni – o la si è (ri)aperta con il quasi totale azzeramento della giunta in barba ai “30” sfiducianti e sfiduciati? In sostanza, Peppe Raffa (nella foto) aveva rassegnato le dimissioni da sindaco f.f. perché – a suo dire – impossibilitato a proseguire il mandato per evidente “mancanza delle più elementari norme democratiche” e, contestualmente, per il ricevimento di una lettera (la cui genesi ed il cui parto hanno trovato albergo in un bar) da parte di 30 tra consiglieri ed assessori fedelissimi del governatore più alto e bello d’Italia. Ne sono conseguiti 20 giorni di accuse reciproche, attacchi, diverbi, confronti, riunioni, azioni di ravvedimento, remissioni di mandati assessorili e polemiche.

Tutto questo non ha offuscato la mente di Peppe Raffa che, coerentemente, ha accettato sì l’invito del suo partito – quel Pdl che, comunque, non ne esce vittorioso – a ritirare le dimissioni non consegnando la Città ad un commissario, ma ha “piallato” i “30” con un “colpo” che, forse, pochi si aspettavano ed altri, come noi, volevano. Come dar torto al sindaco? Come non essere dalla parte di chi, finalmente, dimostra di avere gli attributi e di riuscire a non “piegarsi” alle logiche affaristiche di cui è stata ostaggio la nostra città? Raffa ha dimostrato che, seppur “facente funzioni” e non direttamente eletto dal popolo con una quantità abissale di voti come il suo predecessore (oggi governatore), di poter sbattere i pugni sul tavolo non assoggettandosi al trend che per otto lunghi anni ha “viziato” e “straviziato” consiglieri, assessori, consulenti a vario titolo, fratelli, cugine, amici ed amiche dei fratelli, amici ed amiche delle mogli e chi più ne ha più ne metta (tanto c’è, anzi, ci auguriamo, c’era posto). Il “reggino-medio” ha visto e vissuto otto anni “fantastici” caratterizzati da feste e festini, concerti e spettacoli, defilé e passerelle di starlette sexy & deficienti, mondanità e movida, scambi “culturali” con la “gemellata” Porto Cervo, inaugurazioni di piazze e piazzette e di fontane e fontanelle, assunzioni di pseudo-vigili e vigilesse alla vigilia delle elezioni, acquisti di aree abbandonate e degradate a costi moltiplicati più del lecito e del legittimo, campionati mondiali dei fuochi d’artificio e di mangiatori di ‘nduja, creazioni di società miste e compartecipate, acquisti di statue e statuette, affitto di ville e villette, multe a josa con macchinette illegali ed illegittime e chissà quante altre cose. Il “reggino-medio”, dicevamo, che da otto anni “fantastici” si è accorto anche lui che in fantastico è fantasia. Altri, pur godendo e beneficiando materialmente della presunta cotanta manna caduta dal cielo, mestamente ha sempre pensato che tutto questo aveva un costo enorme per la collettività e che la “favola” che si stava vivendo presto avrebbe lasciato spazio alla realtà. E così è stato! Non appena l’ex sindaco più alto e bello d’Italia ha stravinto le elezioni diventando il governatore più alto e bello d’Italia, si è distratto lasciando ai suoi prodi la continuazione e la prosecuzione delle sue opere ma sempre ben controllando la città natia dal “colle” del capoluogo e la città ha scoperto quando sono costati alla collettività otto anni di bagordi. Crediamo siano intorno a tre le centinaia di milioni di euro lasciate a formare il debito attuale. Le conseguenze? Ovviamente l’aumento delle tasse, canone acqua e tassa rifiuti solidi urbani su tutti. Altre ancora? La stato di ristrettezza ed austerity con cui Raffa ha dovuto gestire la situazione: niente più feste e festini, niente più emittenti nazionali in trasferta a Reggio ad allietare indigeni e turisti, niente più sprechi. Anzi, scusate, non solo niente più sprechi, ma nemmeno niente più spese di ordinaria amministrazione. Un esempio? Parrebbe – e sottolineiamo parrebbe, lo controlli il controllore deputato – che le auto “marchiate” Comune di Reggio Calabria viaggino con l’assicurazione scaduta! E’ vero? Un altro esempio? Parrebbe – e (ri)sottolineiamo parrebbe – che all’ufficio finanze le pile di documenti inerenti le richieste di pagamenti di prestazioni effettuate per conto del Comune e non ancora saldate (ovviamente per mancanza di fondi), siano riuscite addirittura ad oscurare il sole ostruendone l’entrata dei suoi caldi e luminosi raggi dalle  finestre. Il clima di ristrettezze economiche, a dire il vero, era già iniziato l’estate scorsa. Persino il futuro governatore più alto e bello d’Italia, allora ancora sindaco più alto e bello d’Italia, già in campagna elettorale, aveva stretto la cinghia attorno al girovita della città: niente più Notte Bianca, niente più concerti di artisti di spessore ma solo controfigure, niente più particolari festeggiamenti civili in onore della festa della Patrona. Cos’avrebbe dovuto fare il suo successore se non rimboccarsi le maniche e cercare di tirare avanti fino alla scadenza del mandato ed alle consequenziali nuove elezioni? Secondo noi ha dimostrato di non voler più sottostare a determinate logiche che hanno caratterizzato gli ultimi otto anni in cui si è “strafatto” pensando all’oggi ed all’accontentare il popolo sapendo, ma facendo finta di non sapere, che presto o tardi sarebbero arrivati momenti di magra. Certo, può essere che Raffa abbia agito pro domo sua – del resto non conosciamo politici che non lo facciano (chi più chi meno, chi con ingordigia chi con moderazione), ma se questa è la “colpa” a lui ascrivibile che, invece, addossare ad altri? Ha tirato un colpo al cerchio ed una alla botte: ha azzerato la precedente giunta ed ha nominato tre nuovi assessori (tra cui l’ex Presidente della Camera Irene Pivetti). Di contraltare ha rimesso alle decisione dei partiti di maggioranza la designazione dei posti assessorili ancora mancanti. Raffa ha agito da uomo perbene, ha assunto una decisione che gli fa onore perché ha dimostrato con i fatti (e non a parole) di tenere alta la propria dignità personale con una scelta coraggiosa ed ardimentosa. Le “minacce” più o meno velate di un commissariamento, i “consigli” a desistere e quant’altro non lo hanno impensierito ma fors’anche gli hanno dato forza e convinzione di aver fatto la scelta giusta. Adesso la “palla” passa al consiglio ed ai suoi componenti che avevano promesso le dimissioni in caso di rimpasto della giunta. Adesso ci aspettiamo almeno la stessa coerenza che ha dimostrato Raffa nel recarsi ad uno ad uno presso l’ufficio del segretario comunale con la letterina ad hoc compilata e recante la dicitura “rimetto il mio mandato”. Lo faranno i “mangiatori” comunali? Onestamente lo crediamo poco visto che in primavera si andrà a votare e da qui ad allora qualche altra mollichina la si potrebbe ancora arraffare. In sostanza, perché dimettersi oggi se ad aprile il consiglio si scioglierà? Se succederà, ma ne dubitiamo fortissimamente – vedremo a chi dovremo additare ed addebitare l’arrivo o meno del commissario e sapremo quali saranno le conseguenze per la Città. Ha ragione Raffa, il “modello Reggio” non esiste (altrimenti non sarebbe stato effimero e non sarebbe solamente servito alle varie campagne elettorali), ma esiste solamente un “modellino” di carta pesta che, come normalità impone, al primo acquazzone (leggasi, “chiusura” dei rubinetti a chi “beveva” fino a stramazzare al suolo) si è sfaldato provocando la reazione di chi abituato fin troppo bene. Se “magra” è allora lo sia per tutti, non solo per il popolo ma anche per chi ha gonfiato i propri conti correnti, le proprie posizioni patrimoniali, i propri beni mobili ed immobili. Noi de “Il Reggino” stiamo con Peppe Raffa. Noi stiamo con chi “si piega ma non si spezza”. Noi stiamo con chi ha il coraggio delle sue idee.         

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi