Reggina: Bonazzoli “uno di noi”

“Non c'è stimolo maggiore dello sposare una causa in cui credi: il denaro è una gratificazione effimera se rapportata alla soddisfazione di poter esprimere se stessi in un gesto che, per me come per la mia società, significa molto. La Reggina è parte della mia vita, Reggio Calabria è casa mia: consapevole delle difficoltà che tutta l'economia internazionale sta incontrando ho ritenuto doveroso lanciare questo segnale. L'anno scorso non abbiamo rispettato le aspettative, oggi è il desiderio di rivincita ad esser più forte di ogni altra cosa. Con questo gesto ho dimostrato chi è Emiliano e quanto Bonazzoli senta proprio l'impegno assunto con questo club. M'ha convinto un progetto che ritengo affascinante ed innovativo, voglio poter esser un riferimento per tutti questi ragazzi che si stanno approcciando a questa esperienza con entusiasmo coinvolgente. Ho capito di esser per loro prima un amico, magari un esempio, poi un calciatore. Sono a disposizione di mister Atzori che, fin dal primo giorno di ritiro, ha restituito fiducia a me così come a tutto il gruppo e al nostro ambiente. Non mi sono mai sentito tanto motivato, guardo all'inizio della prossima stagione con gli occhi di chi aspetta soltanto di far parlare il campo mettendo finalmente alle spalle chiacchiere e pettegolezzi che sento profondamente distanti dallo sport che amo.”

Sono queste le parole con cui Emiliano Bonazzoli ha, attraverso il sito ufficiale della Società (www.regginacalcio.com), di fatto espresso la sua “dichiarazione d’amore” verso Reggio, i Reggini, la Reggina. In un mondo pallonaro che ha ormai solo un antico ricordo di un vocabolario che prevedeva parole e frasi del tipo “attaccamento alla maglia”, “fedeltà”, “uomo simbolo”, “esempio per i giovani” ed altro del genere, Emiliano ha riaperto un capito importante. Sia ben chiaro, non era tenuto a rinunciare alla metà dell’ammontare di quanto stabilito per contratto (€ 600.000,00 all’anno per altri due anni), così come tenuti non lo sono nemmeno Tedesco, Brienza, Valdez, Carmona e Vigiani (gli unici che probabilmente hanno “titolo” a non recedere considerati i curriculum) e gli altri Hallfredsson, Rizzo (Antonio), Alvarez e Joelson (che, contrariamente ai primi, non crediamo abbiano né titoli né curriculum tali da giustificare la presa di posizione). Nessuno di loro, lo ribadiamo, è tenuto a dare una mano alla Reggina “salvandola” dal rischio fallimento (perché questo è il serio rischio e non altro), ma non crediamo sia loro chiaro un concetto basilare: se la Reggina fallisce, Tedesco & co. non solo non prenderanno i soldini contrattizzati (per esempio i € 450.000,00 per Tedesco e via via gli altri più o meno importanti), ma cambieranno residenza solo, forse, con un pugno di sabbia delle nostre splendide coste. Partiamo da un presupposto, sia chiaro: le responsabilità maggiori non sono le loro che non si riducono lo stipendio ma di chi glielo ha garantito anni orsono. Stiamo parlando, ovviamente, del presidente Foti che ha avallato e sottoscritto ogni singolo ed oneroso contratto. Ma le colpe non sono solo le sue, se proprio dobbiamo (e vogliamo) dirla tutta: sono anche di quei dirigenti/direttori sportivi/consulenti che, adesso non più presenti nell’organigramma societario ma “solo“ anch’essi contrattizzati (forse non pagati), hanno sottoposto a lui quei contratti presupponendo (vogliamo pensare – per il momento – alla loro buona fede) che i giocatori da arruolare fossero idonei allo sposare la “causa” amaranto soprattutto la scorsa estate allorquando l’obiettivo minimo iniziale era la promozione immediata. Bonazzoli, nella fattispecie, era l’ultimo dei giocatori ancora in amaranto presi dal duo Novellino-Martino e come “ultimo” presente si è dimostrato il “primo” nella speciale classifica degli “uomini e non caporali” (è giusto anche ricordare Sergio Volpi che, escluso sin da subito dopo la cacciata di Novellino, è rimasto composto non volendo né approfittare né infierire giungendo alla risoluzione del proprio contratto e, prima ancora, placando gli animi dei suoi compagni di avventura Buscè e Cassano su tutti dissuadendoli dall’adire alle vie legali). Gli altri “dissidenti” provengono da “errori” precedenti allorquando il presidente, da solo o mal consigliato dal “migliore di tutti i direttori sportivi” e/o consulenti che dir si voglia (quello che “manco vede” Pantaleo Corvino, per essere precisi), tale Gianni Rosati ed altri “osservatori” (Aldo Cerantola e Franco Gagliardi), ha scelto di contrattizzare ad alto costo e per lungo tempo. Proprio perché nulla è dovuto ai “dissidenti” nei confronti della Reggina Calcio SpA che è comunque tenuta a corrispondergli quanto sottoscritto, il gesto di Emiliano Bonazzoli (eroe nella gara di ritorno dello spareggio-salvezza con l’Atalanta in quel di Bergamo allorquando segnò l’1-2 finale ma anche non certo proveniente da una stagione esaltante, la scorsa) assume una grande valenza soprattutto morale nei confronti dei suoi colleghi (a maggior ragione dei tre “due di coppe con la briscola a mazze”). Siamo spesso abituati a chiamare “mercenari” i giocatori e loro se ne risentono stizziti, ma come non apostrofarli così se sanno benissimo qual è la situazione economica mondiale in generale e italiana in particolare? Sono stati edotti dal presidente Foti che, nonostante non debbano (lo ripetiamo), il dimezzamento delle loro spettanze non solo garantirebbe alla Reggina la “vita” ma, qualora se ne volessero andare, probabilmente garantirebbe loro anche il concreto interessamento di altre Società. In sostanza, è in crisi la Reggina ma non è che le altre stanno meglio. I giocatori la Reggina li offre, ma se non c’è la domanda considerati gli ingaggi di lor signori che ci può fare la Società amaranto. Che il sig. Tedesco si manifesti pronto a decurtare il proprio ingaggio non della metà ma solo di € 50.000,00 portandolo così a € 400.000,00, non risolve certo il problema. Lo stesso Tedesco pare anche sostenga di essere stato “disturbato” da Foti a gennaio (allorquando riscaldava la panchina con Franco Colomba a Bologna) con la richiesta dello stesso Foti di aiutare la Reggina a risalire in A e che abbia accettato per “attaccamento alla maglia” quando invece sembrerebbe aver egli stesso tempestato di telefonate Simone Giacchetta (adesso Direttore dell’Area Tecnica amaranto) al fine di convincere lui il Foti a richiamarlo perché in quel di Bologna era finito “quasi” fuori rosa e certamente non più tenuto nella debita, secondo lui, considerazione. Lo dimostri adesso, il sig. Tedesco, l’ “attaccamento alla maglia” da lui citato. Quale migliore occasione per comprendere le problematiche, sposarne la causa ed accettare la decurtazione dello stipendio? Di certo, non varcherebbe la soglia di povertà come molte famiglie italiane, o no? Magari dovrà rinunciare a qualche extra, ma crediamo che, per lui esattamente come per gli altri, non sarà un problema immenso. Oltretutto, come già detto, l’accettare la richiesta di Foti aprirebbe altri spiragli anche per una eventuale cessione ad altri club. Giusto? Noi de “Il Reggino” abbiamo detto, scritto, confermato, sottoscritto e ribadito sempre ed in ogni sede prima di tutto un solo ed unico concetto: a noi sta a cuore la Reggina, e basta! Che il presidente si chiami Foti, Benedetto o altri a noi poco importa. Noi siamo dalla parte della Reggina e sempre lo saremo a prescindere da chiunque l’amministri pro-tempore. Capito? A buon intenditor poche parole. Un’ultima cosa. Abbiamo avuto modo di parlare in quel di Saint Christophe con Puggioni. Gli avevamo chiesto di rimanere e lui ci aveva risposto che non dipendeva solo da lui ma dal presidente che l’anno scorso lo aveva ceduto in prestito su “indicazione” dell’allora direttore sportivo Martino. Aveva aggiunto che lui si sentiva di essere un professionista e che se l’avessero ceduto ancora non avrebbe potuto farci nulla. Ebbene, vederlo in campo in Coppa Italia contro l’Alessandria, vederlo “comandare” la difesa, assistere ad un capolavoro di deviazione in corner su colpo di testa di Artico valevole quanto un goal realizzato, farsi 100 metri di campo per andare a festeggiare il compagno Zizzari autore del goal vittoria, ecco, tutto questo non ha prezzo al pari quasi del gesto di Bonazzoli. Altro non aggiungiamo. Per ora!

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Author: Maurizio Gangemi