Lega Pro, girone C, V^ giornata: Monopoli-Reggina 1-1 (primo tempo)

(401) S.S. Monopoli 1966-U.S. Reggina 1914: 1-1. Monopoli (4-3-3): Mirarco; Ricucci, Esposito (c), Bacchetti, Pinto; Nicolini, Balestrero, Viola; Montini, Genchi, Gatto. In panchina: Pellegrino, Cassano, Mercadante, Difino, D’Auria, Sounas, Bei, Mavretic, Franco, De Vito, Mouzakitis, Padalino. All.: Zanin.

 

Reggina (4-3-3): Sala; Cane, Gianola, Kosnic, Possenti; Bangu, Botta, De Francesco; Oggiano, Coralli (c), Porcino. In panchina: Licastro, Maesano, Knudsen, De Bode, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Cucinotti, Romanò, Bianchimano, Mazzone, Tommasone. All.: Zeman. Arbitro: Proietti di Terni. Assistenti: Spensieri di Genova e Perrotti di Campobasso. Marcatori: Porcino al 2° ed Esposito al 26°. Recupero: 1’. Corner: 1-3. Ammonito: Cane al 31°. Il commento. Zeman torna all’11 che ha pareggiato ad Agrigento: fuori Knudsen per Bangu unica variazione rispetto alla gara contro il Catania. La Reggina incontra la sua storia: tra gli avversari, in panca Diego Zanin e Massimo Mariotto in tribuna nelle vesti di DS (entrambi presenti a Reggio lo scorso 25 giugno per l’evento benefico pro “Hospice” organizzato dall’Associazione Culturale “Leggende Amaranto” in campo con la maglia della Reggina ’88). La squadra di Zeman è in salute, lo dimostrano non solo i 3 risultati utili consecutivi ma più che altro la qualità delle prestazioni (sia dal punto di vista tecnico che atletico). Una cinquantina i tifosi amaranto dietro il famigerato striscione “Dignità” e sotto l’immancabile bandiera sventolante di Tommaso Buffon. La prima mezz’ora mostra una gara tutto sommato equilibrata con le due squadre ad affrontarsi apertamente e senza particolari ed eccessivi accorgimenti tattici da parte di Zanin e Zeman. Il vantaggio iniziale della Reggina, chiaramente, costringe la squadra di casa ad una gara in salita. Piano piano, la squadra di Zanin comincia a macinare gioco e sebbene presti il fianco alle ripartenze amaranto, intorno alla mezzora pareggia i conti. La cronaca. Primo tempo. Nemmeno il tempo di iniziare a ragionare che la Reggina passa in vantaggio: Coralli in verticale in area per Oggiano che, affrontato da un difensore stramazza al suolo con palla vagante al limite. Il più lesto è Porcino che, accentrandosi, d’interno destro a giro, batte Mirarco sul palo alla sinistra dell’estremo difensore. Bene! Al 12° il Monopoli ci prova con Balestrero il cui tiro termina sul fondo. Il tempo della rimessa dal fondo e capovolgimento di fronte con Oggiano vicino al raddoppio: prima ci prova Porcino con Mirarco pronto nella respinta, sul pallone arriva Oggiano che calcia ma ancora Mirarco blocca sulla linea di porta. Partita vivace. Al 20° occasione per il Monopoli: Genchi per Montini che spreca mandando in diagonale sul fondo. Al 21° puntata offensiva della Reggina: palla a Coralli in area che calcia male ed altissimo (la pessima conclusione non finirà nelle cronache per la posizione di offside del centravanti amaranto prontamente segnalata dal sig.Perrotti. Al 23° ancora Monopoli: Gatto s’incunea in area e di sinistro calcia su Sala che è pronto a bloccare in due tempi. Al 26° la squadra di casa pareggia: calcio di punizione dalla trequarti sinistra di Pinto, il pallone è in area con il capitano Esposito che sovrasta gli amaranto (Cane ed un compagno, forse Possenti?) e colpisce prendendo controtempo Sala. La palla termina in rete, fors’anche con un ultimo tocco di Gatto sulla linea di porta. Il goal, comunque, viene dato ad Esposito anche se ci avvaliamo del beneficio del dubbio. I 20 minuti che trascorreranno fino al doppio fischio di Spensieri non riservano particolari emozioni. Primi 45 di gioco interessanti con entrambe le squadre intraprendenti e che dimostrano di poter vincere la partita.

 

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Reggio di Calabria: Laboratorio di Politica S.M. della Candelora, venerdì 16 incontro su “Referendum costituzionale: cosa cambia?”

(416) Il gruppo “Laboratorio di Politica” della Parrocchia Santa Maria della Candelora di Reggio Calabria si presenta alla cittadinanza ed organizza un incontro di natura informativa allo scopo di rendere pienamente consapevolmente l’esercizio del voto in vista del prossimo referendum costituzionale.

 

L’incontro si terrà venerdì 16 settembre alle ore 19:00 presso il Salone parrocchiale “Emiliano Vecchietti”. Relazionerà il Professore Antonino Spadaro, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, delineando le principali modifiche tra il vigente testo costituzionale e quello oggetto di approvazione referendaria. L’incontro non ha connotazione di parte e si struttura come un’analisi tecnica ed imparziale sui testi, tale da fornire al cittadino gli strumenti per maturare coscienziosamente la sua scelta di voto, rispettando la ratio della nostra Costituzione. Al termine della relazione seguirà un dibattito. L’evento è il primo di un ciclo di incontri volti ad approfondire e a conoscere il fenomeno politico, ad analizzare le scelte del legislatore, le problematiche locali e nazionali, creando occasione di confronto ed informazione sulle dinamiche che coinvolgono il cittadino. Il gruppo promotore “Laboratorio di Politica” nasce, infatti, con l’intenzione di diffondere una maggiore sensibilità per la politica, le cui scelte non devono ricadere passivamente sul cittadino, ma coinvolgerlo in modo attento e critico. L’incontro è aperto alla cittadinanza.

 

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Reggio di Calabria: Rumi (Associazione Cittadini) scrive una lettera aperta alla ragazza “intrappolata” dal branco a Melito Porto Salvo

(144) “L’Associazione Cittadini di Reggio Calabria vuole stringersi attorno a te per farti sentire l’incondizionato sostegno morale in questa fase complessa della tua vita. Non ci interessa scavare a fondo alla questione, individuare le diverse responsabilità che ti hanno impedito di essere protetta!

 

Ci interessi tu, una creatura di Dio che è stata violata nei sentimenti dai suoi aguzzini e da altri esseri umani che non hanno saputo intervenire per contrastare ciò che ti accadeva ed era insormontabile per la psiche in evoluzione della tua giovane età. Ora che tutto si è compiuto vorremmo dirti di riprendere in mano la tua vita perché è preziosa, piu’ di quelle vite vuote che si sono impadronite di te per anni! Vogliamo gridare a gran voce che siamo tutti con te non soltanto a parole ma anche con i fatti se tu ne avessi bisogno! Ancora vogliamo farti sapere che sei figlia di tutte le persone perbene di questa terra, che non giudicano perché sanno che non avevi da sola gli strumenti per difenderti. Ti preghiamo di utilizzare questo bruttissimo capitolo della tua esistenza per riscattarti e siamo certi che diventerai una donna piena di risorse ed in grado di essere da esempio per tutte quelle ragazze che temono il giudizio dell’ignoranza”. * Associazione Cittadini.

 

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Qui non si muore mai”

(397) “Prendi due squadre: una, la Reggina, costruita per salvarsi (magari all’ultimo minuto dell’ultima giornata) reduce da una partita riacciuffata a pochi minuti dal termine solo tre giorni fa; l’altra, il Catania, costruita per vincere il campionato e che ha disputato la sua ultima partita dieci giorni prima.

 

Credo che qualsiasi osservatore neutrale non avrebbe avuto dubbi nel pronosticare vincente la squadra etnea, a maggior ragione dopo che il primo tempo si è chiuso con il vantaggio rosso azzurro. Invece la Reggina, questa Reggina, non muore mai: lotta su ogni palla e, pur non giocando una grande partita, conquista un pareggio meritatissimo per ciò che si è visto in campo. I ragazzi di Zeman dimostrano di non temere l’avversario più quotato e lo affrontano a viso aperto e non si arrendono dopo il gol subito per un’ingenuità difensiva stavolta su rimessa laterale. Ha ragione il mister quando afferma, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, che, prima dell’inizio del campionato molti davamo la Reggina come sicura retrocessa mentre adesso si devono ricredere. Lo dovranno fare anche tutti quelli che hanno considerato il buon Karel solo “il figlio di Zdenek” e che invece sta dando dimostrazione di capirne eccome. Anche in questo caso, così come ad Agrigento, la scelta dei cambi è risultata decisiva e Bangu, entrato nella ripresa, ha creato non pochi grattacapi al Catania realizzando il gol del pareggio. Il terzo risultato utile consecutivo ci proietta con maggior serenità alla trasferta di Monopoli. Gli amaranto fino ad oggi hanno sempre segnato in casa e fuori e puntare a proseguire la striscia positiva è un obiettivo tutt’altro che impossibile”. * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Reggio di Calabria: approvato il completamento funzionale della Scuola Elementare “Lombardo Radice” di Catona

(310) La Giunta comunale di Reggio Calabria ha deliberato la devoluzione di 240 mila euro per i lavori di completamento funzionale della Scuola Elementare Lombardo Radice di Catona, successivi al consolidamento strutturale dell’edificio.

 

Si tratta di un’opera molto attesa dalla popolazione di Catona e di tutta l’area nord della Città. In più occasioni il Sindaco Falcomatà si era recato sul posto per verificare, anche con il supporto dei tecnici, le condizioni dell’edificio scolastico ed i passaggi tecnici necessari al completamento funzionale. Soddisfatto il consigliere comunale Enzo Marra che ha ringraziato il Sindaco Giuseppe Falcomatà e l’Assessore ai Lavori Pubblici Angela Marcianò. «Si tratta di un’opera fondamentale per l’intera comunità di Catona – ha commentato il consigliere Marra – con la deliberazione di Giunta finalmente avviamo l’iter per il completamento della scuola che presto tornerà nella disponibilità dei cittadini. E’ il segno della grande attenzione che l’Amministrazione Falcomatà sta dedicando alle periferie, soprattutto su aspetti fondamentali come quelli che riguardano i servizi scolastici, vitali per la quotidianità delle famiglie».

 

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Reggio di Calabria: Feste Mariane, il discorso del Sindaco Falcomatà all’atto della donazione del Cero Votivo

(309) Eccellenza reverendissima, Reverendo Capitolo Metropolitano, porgo a Voi e al Reverendo Clero di questa Chiesa reggina e bovese l’omaggio filiale della Civica Amministrazione.

 

Saluto con animo colmo di gioia la presenza, tra noi, delle eccellenze reverendissime: Monsignor Francesco Milito Arcivescovo della Diocesi di Oppido Palmi, Monsignor Luigi Renzo Arcivescovo diocesi di Melito Nicotera Tropea, Monsignor Vittorio Mondello Arcivescovo emerito dell’arcidiocesi di Reggio Bova e Monsignor Salvatore Nunnari Arcivescovo emerito dell’arcidiocesi Cosenza Bisignano. Anche quest’anno la Vostra presenza esalta la Città che va incontro alla Madre che ha lasciato il suo Eremo per rimanere qualche giorno insieme al suo popolo ognuno con un “suo” pensiero, ognuno con una sua particolare preghiera, ognuno con una sua pena. L’Amministrazione Comunale riconferma e rinnova a Voi la sua antica e profonda devozione per la sua Celeste Patrona. Insieme al suo popolo, anche quest’anno, Le siamo andati incontro; come il suo popolo ci siamo preparati all’abbraccio con Lei, Madre che spalanca, “intenerisce e snoda i cuori” che il male superbo e terribile “indurisce e chiude”. Lavorando sodo abbiamo cercato di restituire dignità al suo ingresso in Cattedrale, concludendo per tempo i lavori della piazza del Duomo, oggi nuovamente luogo di incontro e simbolo di un legame inscindibile e indissolubile tra la città e la sua Avvocata. Legame che questa Amministrazione sente il dovere di valorizzare ancora di più. Eccellenza Reverendissima, con questo stato d’animo ricco di commozione, oggi, la Giunta Municipale depone ai piedi del Venerato Quadro il Cero Votivo, contenitore di certezze, simbolo di una gratitudine che si alimenta di nuove e sempre più emozionanti prove d’amore. Un gesto, questo, attraverso il quale l’Amministrazione Comunale, anche quest’anno, si inginocchia umilmente ai piedi della Madonna della Consolazione per aprirle il cuore e affidarle rinnovati propositi. Se, infatti, lo scorso anno invocavamo lo sguardo della Vergine Madre affinché ci consentisse di essere degni artefici della riconciliazione tra Amministratori e amministrati, oggi, pur consapevoli di vivere un tempo di grande difficoltà, di struggenti responsabilità, abbiamo la necessità di recuperare il coraggio, per provare a fare sogni più grandi rispetto a quelli che abbiamo fatto sino ad oggi e, allo stesso tempo, per accompagnarli da una concretezza puntuale, esatta. Il nostro popolo, infatti, continua ad avere battiti irregolari, fatica a vivere con pienezza la propria quotidianità, e proprio per questo il senso dell’urgenza, del tempo che non può passare invano, insieme all’orizzonte della quotidianità diventano elementi centrali. È questo il voto che anima, oggi, questo nostro Cero: che il tempo della riconciliazione e della coesione sia seguito dal tempo del coraggio nell’affrontare il quotidiano e nel programmare il domani. E il coraggio c’è se la fiducia e la speranza continuano ad albergare nell’animo di ognuno. Eccellenza, nel Suo messaggio alla città, sabato mattina, Lei ci ha ricordato quanto sia importante dare “una veste alla speranza” ovvero l’impegno morale, religioso e civile di ciascuno di noi. Ne siamo consapevoli e da amministratori avvertiamo quotidianamente il peso di questa responsabilità. Siamo altrettanto convinti che la responsabilità politica, come ci insegna il nostro Santo Padre Francesco, vada vissuta a tutti i livelli come “forma di alta carità”. La politica è una vocazione altissima che noi interpretiamo con passione e sentimento, avendo a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri e poiché essa tende al bene comune è una delle forme più preziose di carità. Lavoriamo ogni giorno avendo in animo la cura dei più deboli: di chi soffre la fame, di chi ha perso il lavoro o un lavoro non lo ha mai avuto, di chi ogni giorno ci ricorda di non aver un tetto sotto il quale dormire, degli immigrati, degli anziani, il grido disperato delle madri preoccupate del futuro dei propri bambini anche di quei bimbini ancora nel grembo. Affrontiamo l’orizzonte di questa incerta quotidianità con quel coraggio necessario a dimostrare che la nostra bella Reggio è principalmente una città di persone, una città che accoglie le persone. Non chiamatela gente, sono persone, una per una. In questo cammino irto di ostacoli e pericoli, abbiamo bisogno gli uni degli altri, abbiamo bisogno di camminare insieme perché solo camminando insieme dimostreremo che vale sempre la pena essere buoni e onesti. Non è mai banale ripeterlo soprattutto se, ancora oggi, assistiamo a continui episodi volti a distruggere i fondamenti della vita sociale, al sorgere di nuove forme di violenza e crudeltà che impediscono qualsiasi sviluppo culturale; assistiamo attoniti all’orrore con cui una bambina viene scippata della propria innocenza, dei propri anni e della fiducia nel prossimo e nell’amore. Eccellenza reverendissima ci uniamo convinti alla Sua condanna dell’omertà in quanto “tubercolosi dello spirito” e, aggiungiamo, cancro della società, lo facciamo consapevoli che il male bisogna guardarlo negli occhi e denunciarlo. Quotidianamente. Consapevoli che sia l’amore l’arma da contrapporre a tutta questa barbarie. Amore anche nella sua forma civile e politica, che si manifesta in tutte le azioni volte a migliorare il mondo che ci circonda. Questa forma di amore per la società e questo impegno per il bene comune sono la chiave di un autentico sviluppo: tutte le cose, piccole o grandi che riusciremo a fare, saranno il frutto dell’amore incondizionato che riusciremo a offrire alla nostra Città. Aiutaci, Madre misericordiosa, a ricordarci che è un privilegio e un onore guidare questa Città e che questa Città ci guarda, ci osserva e si aspetta molto da ciascun amministratore. Aiutaci a non dare mai tutto questo per scontato, a sentirci e fare squadra, a elevare il nostro pensiero e la qualità delle nostre azioni perché solo così potremo trasmettere a ogni cittadino l’amore per la città. Aiutaci a far comprendere che dietro la cura di un’aiuola, la pulizia di una strada, il rifacimento di una piazza, l’avvio di un’importante opera pubblica, la lenta ma costante opera di risanamento delle finanze comunali, ci sono ore, giorni, settimane, mesi duri, intensi, difficili. Dacci la forza di affrontare la sera con tutti i suoi dubbi, la sua solitudine e i suoi assordanti silenzi, aiutaci a far comprendere al Tuo popolo che prendersi cura del posto in cui si vive è impegno della politica ma anche delle associazioni, dei corpi intermedi, degli educatori, di tutte le energie sane che in questa città operano. Aiutaci a far comprendere che proteggere, risanare, migliorare o abbellire qualcosa che è di tutti significa proteggere e migliorare noi stessi. La Chiesa reggina può essere da esempio per tutti. I suoi parroci, i suoi sacerdoti, che sono educatori e formatori per missione, potranno contribuire molto al conseguimento dell’obiettivo di questa Amministrazione, che vuole rendere i cittadini più responsabili e rispettosi della città. Aiutaci a far comprendere che intorno a tutto questo sorge un nuovo tessuto sociale e locale. Solo così, con la partecipazione, una comunità si libera dall’indifferenza. Questo vuol dire anche coltivare un’identità comune, una storia che si conserva e si trasmette, la consapevolezza di abitare una casa comune che ci è stata affidata. Questi sono gli anticorpi naturali e principali per combattere la ‘ndrangheta e la corruzione che hanno bisogno di tarpare le ali allo sviluppo della nostra terra perché come parassiti si nutrono della condizione di “bisogno” di ciascuno di noi. Eccellenza reverendissima. La nostra città sta scrivendo, in questi giorni, la prima pagina di un libro nuovo della sua storia millenaria. È su questa svolta epocale che chiediamo si abbassi lo sguardo benevolo della Madonna dell’aiuto, della Vergine della Consolazione. La Città Metropolitana ci ha restituito l’orgoglio e l’ambizione di realizzare un’impresa. Anche per questo serve coraggio. Ci vorrà tempo, ma abbiamo l’onore di tracciare il percorso sul quale altri dopo di noi proseguiranno. Nell’antichità si diceva che non c’era impresa più grande di concorrere ad un’opera di cui non si vedeva la fine: la fine di un’opera era appannaggio dei figli, dei nipoti. Quanto è bello riscoprirsi parte di un’impresa e difenderla quando i venti sembrano avversi e le nubi fitte all’orizzonte. Ma se essa è ora realtà, non possiamo permetterci di abbassare la guardia: e se qualcuno immagina di sporcarla, di sciuparla, di inquinarla, risponderemo con l’esempio di una Reggio perbene, che non sciupa le occasioni. Eccellenza reverendissima, ribadiamo con sempre maggior vigore che a Reggio Calabria chi insiste sulla strada della criminalità, della corruzione e del malaffare non ha più diritto di cittadinanza, perché il nostro Municipio non strizza l’occhio a nessuno anzi prende posizioni nette contro la ‘ndrangheta e contro ogni forma di sopruso. Chi vuole perseguire sulla strada delle minacce sta facendo calcoli sbagliati e questo grazie anche al lavoro straordinario della magistratura e delle Forze dell’Ordine a cui ci sentiamo di ribadire la nostra vicinanza per il loro difficile compito quotidiano. Consegniamo alla Vergine della Consolazione, il primario bisogno di sviluppo della nostra Città Metropolitana che oggi, grazie allo sblocco dei finanziamenti dei Patti per il Sud ha le capacità, finalmente, di camminare sulle proprie gambe, essere artefice del proprio destino e diventare vera capitale culturale del Mediterraneo. Siamo pronti per partire e coinvolgere le università, ascoltare i suggerimenti, valorizzare le conoscenze e puntare all’eccellenza. Ma non siamo disposti a lasciare questa occasione in mano a campanilismi ed egoismi. Reggio non deve diventare il luogo dei rimpianti e questa responsabilità è nelle mani di tutti i cittadini di buona volontà, soprattutto di coloro che hanno l’onore di guidare una comunità. Impegniamoci a realizzare il futuro di figli e nipoti ma facciamolo per davvero. Tutto questo sarà possibile se questo Cero sarà benevolmente accolto. Eccellentissimo Pastore di questa Chiesa reggina e bovese, la Giunta Municipale e l’Amministrazione Comunale Vi rinnovano l’affetto filiale di sempre e Vi ringraziano sentitamente, di cuore, per l’attenzione costante con cui la Chiesa reggina continua a seguire l’attività amministrativa, prodiga sempre di incoraggiamenti al fare operoso e progressivo. La Madonna della Consolazione Vi conservi esempio di equilibrio prezioso per ognuno di noi nelle alterne vicende della vita pubblica e guida spirituale della Diocesi e della città che Vi considera supremo difensore di ogni diritto. “Il mar sì crudele” è alle spalle, la navicella dell’ingegno alza le vele per correr miglior acque. Il futuro della nostra Città sta nelle qualità, nel genio, nell’intelligenza e nella curiosità di ciascuno di noi, ma sta soprattutto nel sentimento di identità che riusciremo ad alimentare nella nostra comunità. Noi siamo assolutamente certi che, con l’aiuto della Vergine Madre e mettendo tutti noi in questa sfida, la possibilità di cambiare è reale, concreta e immediata, purché ciascuno di noi viva il futuro come una speranza e purché ciascuno di noi sappia che questo è il tempo del coraggio e dell’amore che questo tempo del coraggio e dell’amore non esclude nessuno ma non lascia alibi a nessuno. Noi oggi qui diciamo che Reggio può e deve diventare il luogo delle opportunità e per farlo abbiamo una sola occasione: questa. Viva Maria, ora e sempre! Giuseppe Falcomatà, Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria.

 

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Reggio di Calabria: giovedì 15 convegno “Un genitore quasi perfetto: essere genitori tra aspettative, fantasie e realtà”

(871) Quali politiche per la famiglia, oggi istituzione messa in discussione tra crisi di valori e congiuntura economica? Quali soluzioni offrire alle famiglie, a fronte di una sempre più scarsa risposta delle istituzioni, e di un welfar sempre meno efficace?

 

Una risposta forte viene dall’associazionismo sociale, attraverso l’opera di numerose associazioni ed enti che si occupano di sostegno alle famiglie. Un tema più che mai attuale che sarà al centro, giovedì 15 settembre, a palazzo Campanella, di un convegno dal titolo: “Un genitore quasi perfetto: essere genitori tra aspettative, fantasie e realtà”, organizzato da “Obiettivo Infanzia”, dall’Associazione “Don Cosciotti senza Mancia”, e dall’ “Istituto Mediterraneo di Piscologia”. L’appuntamento è per le ore 16.00 nella sala “Federica Monteleone” di palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. L’incontro è patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria e dall’Ordine degli psicologi della Calabria”. Sarà l’occasione per presentare i nuovi servizi gratuiti alla genitorialità promossi da un gruppo di cooperative, associazioni ed enti che operano nel sociale. Un ciclo di seminari gratuiti, riservati ai genitori, con l’obiettivo di restituire competenze, strumenti di lavoro, per affrontare al meglio le sfide cui sono oggi chiamate le famiglie. Un servizio ancor più utile in Calabria, dove è alta la carenza di servizi di sostegno, di affiancamento ai genitori da parte delle istituzioni pubbliche. Si parlerà dei corsi di massaggio infantile, di ginnastica post-partum, ma anche cicli di lezioni riguardanti la preparazione al parto, ed al post-parto, al primo soccorso pediatrico, al servizio di baby sitter professionali. Argomenti che riguardano periodi particolari della vita di una famiglia, in cui i genitori, spesso, si sentono ‘soli’. Saranno questi i temi del convegno. Presentare la rete di associazioni e di servizi per aiutare ogni coppia a diventare famiglia. “E’ fondamentale, nel nostro territorio, carente spesso di servizi pubblici , garantire una rete per il sostegno dei genitori, che favorisca la crescita equilibrata dei bambini – ha affermato lo psicologo Alberto Polito, vice presidente dell’Associazione Don Cosciotti senza Mancia – Come associazione ci poniamo a servizio delle famiglie, affiancandole, aiutandole, e sostenendole nel ruolo di genitori”. Giovedì 15 settembre, al convegno moderato dalla dr.ssa Anna Portolese, interverranno, per i saluti istituzionali, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il consigliere e capogruppo Pd in Consiglio regionale, Seby Romeo. Aprirà i lavori, Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria. Seguiranno gli interventi tematici. La psicologa Francesca Adornato, dell’Istituto Mediterraneo di Psicologia tratterà il tema: La coppia diventa triade: nascita ed evoluzione dei partner che diventano genitori”. La psicologa Roberta Laganà, di obiettivo infanzia, interverrà su: “Generare crescita: tra abilità innate e tecniche apprese”. Lo psicologo Alberto Polito dell’Associazione Don Cosciotti senza Mancia tratterà il tema: “Nuovi servizi a sostegno della genitorialità a Reggio Calabria”. Concluderà i lavori, l’on. Maria Grazia Laganà Fortugno, Deputato della XVI Legislatura, componente  della IV Commissione (Difesa) della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali della Camera dei Deputati.

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Lega Pro: domani Reggina-Catania. Aperta la prevendita

(395) La Reggina 1914 comunica che è aperta la prevendita per l'acquisto del tagliando d’ingresso allo stadio "Oreste Granillo" relativo alla gara tra la compagine amaranto ed il Catania prevista per domani 14 settembre alle ore 16.30.

Il tagliando d’accesso potrà essere acquistato allo Stadio “Granillo” da oggi 13 settembre dalle ore 15 alle ore 19 e domani (giorno della gara) dalle 9 alle 13. I biglietti potranno inoltre essere acquistati nelle seguenti prevendite: New Taxi – corso Garibaldi 330 – Reggio Calabria  – 0965/332383; Tabaccheria Scappatura – Via Rausei 116/118 Reggio Calabria 0965/28315; Blue Dahlia Journal Cafè – Via Saraciniello, 147 0965/643185; Bar Ricevitoria Paolo Scopelliti – Viale Calabria Reggio Calabria 338/7563054 (aperto anche domenica dalle ore 7.30 alle 14.30); Tabaccheria Laganà Via Sbarra Inferiori, 403 Reggio Calabria (orario di apertura dal lunedì a domenica dalle ore 6.30 alle 21.30).Per gli acquisti “last minute” cioè 15 minuti prima del calcio d’inizio, il tagliando potrà essere acquistato presso il centro scommesse “Stanley Bet” via Sbarre inferiori 158 Reggio Calabria.

Settore ospite. Il costo del biglietto è di euro 10 + prevendita e potrà essere acquistato presso il punto vendita Box Office Catania in Via Giacomo Leopardi, 95 – Catania 0957225340. Considerati i tempi ristretti, il GOS ha sospeso tutte le iniziative previste dalla Ticketing Policy.

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Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: rifiuti urbani ed attività educazionali

(63) Il rispetto per l’ambiente e l’amore sincero per la natura si manifestano sin dai piccoli gesti che rendono grandi gli uomini. L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, pur non avendo specifiche competenze in materia di gestione e raccolta dei rifiuti,

 

più volte ha dovuto fare i conti, specie in corrispondenza con il periodo estivo, con l’abbandono di materiali di vario genere; questi fenomeni di inciviltà ledono la splendida cornice della montagna aspromontana e rischiano inoltre di provocare gravi problemi alla fauna selvatica. Per conservare dunque il decoro di luoghi così selvaggi e intatti e per assicurare una migliore fruizione delle aree montane, il Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Sergio Tralongo ha inoltrato nelle scorse settimane una lettera alla società A.V.R. chiedendo di rimuovere i rifiuti dai cassonetti localizzati lungo la strada provinciale SP3 in area Parco (nei Comuni di Reggio Calabria e di Santo Stefano in Aspromonte) e di eseguire interventi di pulizia degli immediati dintorni dei cassonetti stessi, frequentemente interessati dall’abbandono disordinato di sacchetti e altre sostanze di scarto. Per rinforzare tale intervento, l’Ente Parco aveva anche provveduto a coinvolgere alcune associazioni di volontariato, per collaborare alla raccolta di rifiuti abbandonati nelle aree boscate. La disponibilità e la celerità della suddetta società e dei volontari hanno consentito, nell’arco di pochissime ore, di ripristinare nei giorni successivi al Ferragosto l’ordine e la pulizia negli immediati dintorni di Gambarie e delle sue aree picnic. Purtroppo nonostante i numerosi sforzi, dopo ogni weekend continuano a giungere all’Ente segnalazioni circa la presenza di rifiuti nel bel mezzo della montagna, proprio lì dove i colori della natura, gli odori della stagione ed il silenzio del bosco dovrebbero regnare sovrani. L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte continuerà il suo impegno per mettere in campo iniziative di educazione ambientale e per contribuire a sviluppare una coscienza collettiva che porti i cittadini ad una corretta fruizione dell’Area Parco, rispettando le regole più elementari del vivere civile, nel totale rispetto dall’ambiente. Ricordiamo che il corretto rapporto con la natura, auspicato dall’Area Protetta, persegue il solo ed unico obiettivo di tutelare l’ambiente e consegnarlo, preservato, alle nuove generazioni. * Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Lega Pro, girone C, III^ giornata: Akragas-Reggina 2-2

(391) S.S. Akragas Città dei Templi-U.S. Reggina 1914: 2-2. Akragas (4-3-3): Pane; Scrugli, Zanini, Pezzella, Marino (c); Carillo, Carrotta, Salandria; Gomez (dall’81° Cochis), Longo (dal 64° Salvemini), Cocuzza (dal 53° Riggio). In panchina: Addario, Assisi, Sepe, Coppola, Leveque, Greco, Garcia, Incardona, Russo. All.: Di Napoli.

Reggina (4-3-3): Sala; Cane (dal 71° Maesano), Gianola, Kosnic, Possenti (dal 78° Tommasone); Bangu (dal 46° Knudsen), Botta, De Francesco; Oggiano, Coralli (c), Porcino. In panchina: Licastro, De Bode, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Cucinotti, Romanò, Baccellieri, Mazzone. All.: Zeman. Arbitro: Chindemi di Viterbo. Assistenti: Rossi di Novara e Biava di Vercelli. Marcatori: Marino al 15°, Coralli (rig.) al 34°, Marino al 41° e De Francesco all’87°. Recupero: 2’ (pt) e 5’ (st). Corner: 2-7. Ammoniti: Pane al 33°, Botta al 40°, Possenti al 56°, Zanini al 62° e Salandria al 79°. Espulso: Marino al 51°. Il commento. Reduce dalla bella vittoria domenica scorsa contro il Messina, la Reggina affronta la seconda trasferta stagionale con maggiore entusiasmo e con la consapevolezza che giocare bene e vincere si può! Zeman conferma in toto l’11 che ha stupito favorevolmente nel derby. All’ “Esseneto” della Città dei Templi, apparentemente, folto pubblico di casa presente nel mentre si registrano una cinquantina di tifosi provenienti da Reggio. L’ormai famigerata targa che il Presidente Praticò dona all’omologo di casa, è il preludio all’inizio delle ostilità. In occasione del vantaggio agrigentino, grave è l’errore dei tre di difesa (Cane, Gianola e Sala) con Marino pronto a sfruttarne l’indecisione. Nel post-gara con il Messina, l’unica cosa su cui avevamo puntato il dito era, appunto, la fase difensiva. Non a difesa schierata, come in occasione del gol su corner appena subito, ma quale risvolto negativo della salita dei due esterni (Cane e Possenti) verso la linea di centrocampo. Se, da un lato, ci saremmo aspettati un 2vs3 o peggio, dall’altro prendere gol su corner ci stupisce (in negativo). La fase difensiva, specie dopo lo svantaggio, lascia a desiderare. L’Akragas, evidentemente, ha studiato l’avversario e, dopo il fraseggio a centrocampo, ecco il lancio che, spesso e volentieri, mette in difficoltà la difesa amaranto (spesso centralmente ma, anche, dal lato di Possenti). Il centrocampo amaranto, eletto a furor di popolo quale il migliore reparto, oggi non punge. Tant’è ch’è un grossolano errore del marcatore Marino a riaprire la gara. Retropassaggio ardito, Porcino che s’incunea, ribattuta e fallo netto di Pane su Coralli che emula il suo omologo e pareggia i conti. Spesso e volentieri, come detto, la difesa a 2 (Gianola-Kosnic) non riesce a reggere il peso dell’attacco di casa. Cane e Possenti, che vanno a rinforzare il centrocampo (che diventa così a 5), non riescono a rientrare in tempo utile. Al 41°la Reggina va ancora sotto nel punteggio. Incursione da sinistra di Scrugli, rasoterra a centro area ed ancora il capitano Marino ad insaccare senza problema alcuno. La difesa amaranto protesta per un eventuale posizione irregolare non segnalata ma, onestamente, la difesa amaranto ne ha appena fatta un’altra delle sue. Kosnic, per esempio, appare in ritardo sul cross e Cane e Gianola sono “non pervenuti”. Il primo tempo si chiude esattamente per com’è giusto che sia: con l’Akragas in vantaggio grazie a due regali difensivi degli ospiti. La ripresa inizia con la Reggina proiettata in avanti. La svolta della partita potrebbe essere rappresentata dall’espulsione del capitano di casa Marino, reo di un evidente fallo da ultimo uomo su Oggiano (il rosso diretto piuttosto che il secondo giallo è indicatore chiarissimo sulla causa dell’espulsione). Il pallino del gioco è, adesso, in mano ai reggini che, però, non capitalizzano alcunché. Il centrocampo, che così aveva ben impressionato contro il Messina, è, oggi, praticamente assente e privo di inventiva propositiva. Si arriva, praticamente, nei pressi dell’area agrigentina quasi per inerzia. Così come, per inerzia, pare andare la gara. All’87°, finalmente, la Reggina raccoglie i frutti della propria asfissiante pressione. E’ De Francesco a battere Pane da dentro l’area piccola su cross basso da destra toccato da Coralli. All’88° la squadra amaranto rischia di franare di nuovo. E’ Kosnic il “salvatore della Patria” intervenendo in scivolata su Salandria che, di sinistro, aveva battuto a rete. La Reggina, forte del vantaggio numerico, ci prova ancora e si proietta in avanti alla ricerca del terzo gol. Al 93° ci prova ancora De Francesco, da fuori area il suo tiro termina ampiamente sul fondo. L’Akragas chiude in difficoltà chiuso in difesa; la Reggina finisce la gara proiettata in avanti ma senza ulteriormente ferire. Il pareggio finale è fondamentalmente giusto tenuto conto le occasioni prodotte e la mole di gioco (praticamente, i secondi 45 di gioco, si sono svolti nella metà campo agrigentina). La Reggina è senza alcun dubbio migliorabile sotto più aspetti (la fase difensiva su tutti gli altri) ma, quantomeno, produce gioco mostrando calcio. La cronaca. Primo tempo. Al 6° minuto sono i padroni di casa a rendersi pericolosi con Salandria che, da fuori area, manda al lato alla destra di Sala. Al 9° “ricambia” Oggiano con un tiro a giro che termina ampiamente sul fondo lontanissimo dalla porta difesa da Pane. Al 15° l’Akragas passa in vantaggio. Sugli sviluppi del primo corner della partita per i biancazzurri, il capitano Marino, tutto solo al limite dell’area piccola, salta tra Gianola (fermo) e Cane (in ritardo) ed infila centralmente un immobile Sala. Ma l’area piccola non è “del portiere”? Al 33° la Reggina ha l’occasione per pareggiare. Erroraccio di Marino che passa indietro il pallone a Pane. Sulla traiettoria si inserisce Porcino ma Pane riesce a ribattere, Coralli è prontissimo a riconquistare palla e, stavolta, Pane non può far altro che abbatterlo rimediando l’ammonizione e, ovviamente, causando il rigore. Sulla palla stavolta va il capitano Coralli che spiazza Pane mandando il pallone alla sinistra con il portiere proteso a destra. Partita raddrizzata. Al 38° ci riprova l’Akragas con Longo che, da fuori area, impegna Sala in una presa a terra. Al 41° i padroni di casa tornano in vantaggio ed, anche in questo caso, il “merito” è tutto della difesa amaranto. Scrugli cerca un varco e lo trova sulla sinistra, cross basso verso Marino che non ha alcuna difficoltà a depositare in rete per la sua doppietta personale e per il riscatto dopo l’errore in occasione del penalty procurato dal suo portiere. Secondo tempo. Zeman si è accorto che Bangu non c’è stato nella prima frazione di gioco e lo sostituisce con Knudsen. Al 47° la Reggina prova a riportare la gara sui binari dell’equilibrio: Oggiano perde il tempo della battuta ed appoggia indietro per De Francesco che tira con il pallone che finisce la sua corsa sul fondo alla destra del portiere di casa. Al 50° ancora Reggina. Punizione di De Francesco, Coralli lascia passare il pallone con Oggiano che non riesce a battere a rete ad un passo dalla linea di porta. Al 51° l’episodio che potrebbe rivelarsi chiave. Oggiano punta la porta e Marino lo stende al limite. Chindemi non ha dubbi: rosso diretto ed Akragas in 10 con il protagonista della gara (gol del vantaggio, errore sul pareggio e nuovamente gol del vantagio) anzitempo inviato negli spogliatoi senza, peraltro, nessuna protesta. Oggiano non sfrutta la punizione deviata in corner dalla barriera. Al 53° la prima sostituzione, obbligata nella fattispecie per Di Napoli: esce Cocuzza ed entra Riggio. Di fatto non succede nulla, se non tanta confusione nei pressi dell’area della squadra di casa e qualche tentativo di ripartenza della stessa fino al 64° quando annotiamo il secondo cambio per il tecnico Di Napoli: fuori Longo e dentro Salvemini per un logico 4-4-1. La Reggina è padrona del pallino del gioco ma, onestamente, è predominio fine a se stesso e valido solo per la percentuale possesso palla. Al 71° cambio anche per Zeman: esce Cane ed entra Maesano. Al 72° prova a far qualcosa Oggiano ma la ripetitività del suo movimento (da destra, palla sul sinistro e tentativo di accentrarsi per magari poi calciare), ormai, lo hanno imparato tutti e, quindi, saputo arginare. Al 78° terzo cambio in casa amaranto: esce Possenti ed entra Tommasone (all’esordio). All’81° ultimo cambio anche per i padroni di casa: esce Gomez ed entra Cochis. C’è tempo per il salvataggio in extremis di Kosnici su Salandria e, dopo 5 minuti di recupero, la gara termina sul risultato di 2 a 2.

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Questione di cuore”

(392) “Il pareggio di Agrigento, primo punto della storia amaranto all’ “Esseneto” dopo 9 sconfitte, consente alla Reggina di dare continuità di risultati dopo la vittoria nel derby contro il Messina.

 

Gli uomini di Zeman sono stati caparbi nel rimontare due volte lo svantaggio e a crederci fino alla fine, avvantaggiati dalla superiorità numerica (peraltro espulsione ineccepibile), per quasi tutta la ripresa. La Reggina, ci riesca o meno, gioca a calcio; ha una sua identità di gioco e corre per tutti i 90 minuti e passa. Zeman ha dato una fisionomia alla sua squadra mettendosi alle spalle critiche forse affrettate dopo le deludenti prestazioni della Coppa Italia e dell’esordio a Fondi. Il boemo sembra conoscere bene pregi e limiti dei suoi e anche nella gestione dei cambi il tecnico azzecca le mosse giuste prima con Knudsen che sembra offrire più garanzie di un Bangu (non sempre lucido) e con Maesano che subentra a Cane dando più spinta sulla fascia destra che sembra essere quella meno incisiva. I ragazzi ci mettono il cuore, talvolta con poca lucidità per i troppi cross verso un gigante che non c’è, ma ci credono fino in fondo e il gol di De Francesco regala un pareggio meritato. Coralli è già un trascinatore dentro e fuori dal campo ed è sicuramente il valore aggiunto di questa squadra che ancora nel reparto arretrato palesa limiti e amnesie che sono costati entrambi i gol agrigentini. Subito in campo adesso contro un Catania, una delle grandi favorite per la promozione,  che non ha giocato e si presenterà sicuramente più fresco della Reggina al “Granillo”,  ma questa Reggina sbarazzina e imprevedibile, può dare fastidio a chiunque, quindi perché non crederci”? * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Dama: altro successo per il damista reggino Vincenzo Sgrò

(387) Dal 29 Agosto al 04 Settembre, a Zoppola (PN), si è svolto il 52° Campionato Italiano di Dama Internazionale. 32 i giocatori partecipanti, suddivisi in quattro gruppi di gioco in base alla classifica nazionale del punteggio Elo -Rubele (valore che quantifica il ranking damistico in base ai risultati ottenuti nelle pregresse gare).

 

Il pluricampione italiano giovanile Vincenzo Sgrò, damista reggino affiliato all' ASD Circolo Damistico Nuovi Orizzonti, ha partecipato alla gara nel II Gruppo di gioco, affrontando la sua prima esperienza ai Campionati individuali senza limiti di età. Il II gruppo vede ai nastri di partenza 7 giocatori :  1 Maestro, 2 Candidati Maestri e 4 Nazionali che giocheranno tutti contro tutti secondo il sistema di accoppiamento italiano o round-robin. I favoriti alla vittoria finale di questo gruppo sono: il campione italiano uscente 2015, il Candidato Maestro Marco Capaccioli da Firenze e il Maestro triestino Daniele Redivo. Nel 1° Turno Vincenzo Sgrò incontra proprio un candidato alla vittoria finale: il CM Marco Capaccioli di Firenze. Dopo ore di giorco, il risultato è una vittoria da parte di Sgrò che capisce sin da subito il suo ruolo nel campionato, possibile outsider e non semplice comparsa. Il 2° Turno di gioco vede il nostro damista contrapporsi all’esperto Nazionale Sergio Pastrovicchio di Trieste, col risultato finale di parità. Nel 3° Turno di gioco Vincenzo batte abilmente il Nazionale Matteo Santarossa, damista locale di Zoppola, e si lancia nei piani alti della classifica. Nel 4° Turno il reggino vince ancora e lo fa contro il temibile Nazionale Francesco Militello di Novara. A questo punto il Campionato entra nella fase più avvincente per decretare il vincitore, infatti, a tre turni dal termine, la classifca recita: Vincenzo Sgrò 7 punti in 4 partite, Damiano Leonardi 6 punti in 3 partite e Daniele Redivo 5 punti in 3 partite; avversari questi che hanno una gara in meno ma che il reggino dovrà affrontare. Nel 5° Turno scontro al vertice contro il forte Maestro triestino Daniele Redivo, che cerca la vittoria contro il nostro damista per lanciare lo sprint finale alla volata per il tricolore. Vincenzo soffre l’esperienza e la forza del triestino, ma con un colpo di genio nel prefinale, riesce a divincolarsi dalla pressione delle pedine dell’avversario e trova una pari brillante nonostante una posizione, damisticamente parlando, alquanto precaria. La volata a tre vede invariate le distanze di punteggio della classifica, in quanto, in questo turno, tutti e tre i contendenti hanno pareggiato. Il 6° Turno di gioco vede il riposo del reggino; occhi puntati al match dei suoi inseguitori Leonardi-Redivo; la partita finisce in pareggio. Ad un turno dalla fine, la classifica con ugual numero di partite giocate è la seguente: Sgrò 8,29, Leonardi 8,28 punti e Redivo a 7,29 punti. (I numeri decimali dei punteggi in classifica indicano il quoziente che non è nient’altro che il livello di difficoltà dei giocatori incontrati a seconda del risultato raggiunto contro questi ultimi). Ultimo turno di fuoco del II Gruppo del 52°Campionato Italiano di Dama Internazionale per decretare il campione: Sgrò-Leonardi e attenzione particolare anche al match di media classifica Militello-Pastrovicchio, importante ai fini dell’assegnazione del titolo. L’esito di questo match, infatti, varia il punteggio del quoziente per cui non è possibile stabilire con certezza se la pari al nostro Vincenzo può bastare per l’assegnazione del titolo italiano. Potrebbe bastare una pari contro Leonardi se e solo se il match Militello-Pastrovicchio non finisca con una vittoria di quest’ultimo. Non fidandosi di far scegliere a vicende altrui il proprio destino, Vincenzo Sgrò, decide di essere egli stesso fautore del proprio piazzamento finale, giocandosi l’ultima partita al meglio delle proprie capacità e non attendendo l’esito dell’altro incontro sopramenzionato. Purtroppo l’abilità e la freddezza del trentino Damiano Leonardi ha la meglio sul giovane damista reggino il quale, così facendo, viene superato dai due inseguitori. Riesce comunque a raggiungere un ottimo risultato per la sua prima esperienza a questi campionati: il podio. Sicuri che questa ultima partita sia stata notevolmente influenzata dalle forti emozioni provate, facciamo i complimenti al nostro giovanissimo damista sia per le ottime prestazioni effettuate in questo campionato, che per la sportività dimostrata nell’accettare una sconfitta fatale, complimentandosi e stringendo la mano del suo avversario. Convenevoli fatti anche da molte personalità e giocatori appartenenti al mondo della Federazione Italiana Dama cui vanno i nostri elogi per l’impeccabile organizzazione dei Campionati Italiani di Dama Internazionale 2016.

 

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Reggio di Calabria: Destra per Reggio “Festa dell’Unità, tanto tuonò che piovve”

(297) “La serata inaugurale della festa dell'Unità, che avrebbe dovuto suggellare, nella sua indelicata coincidenza, la metamorfosi della sinistra da anticlericale a confessionale è miseramente fallita a causa di una forza suprema: un temporale in piena regola.

 

Stands chiusi, palco allagato e bandiere ammainate da una pioggia battente che ha messo il punto ad una delle serate più infauste che solo la pseudo politica autoreferenziale ed arrogante del PD reggino poteva concepire. Viene da chiedere se l'acquazzone sia stato un segno della natura che si impone per bilanciare talune storture dell’uomo, di un segno supremo a ricordare come a tutto ci sia un limite ed a Reggio forse è stato superato. Molte sono le occasioni in cui la misura è stata colmata dal sig. Falcomata: iniziò con l’insediamento della sua giunta sul sagrato della Chiesa di Santa Venere al cui cospetto è stata consumata la prima di una serie di bugie, la realizzazione di una strada storicamente attesa dagli abitanti e di cui dopo ben due anni non v è traccia. A seguire lo scempio del Corso Garibaldi e le lungaggini di Piazza Duomo che obbliga la Vara a percorsi tortuosi, poi la perla del registro delle unioni civili a fomentare uno scontro strumentale ed ideologico ed  infine il culmine con il festival del unita con la sostituzione dei festeggiamenti della più antica festa reggina e religiosa; un' idea che neppure ai tempo di Peppone e don Camillo sarebbe stata partorita. A tutto c'è un limite, anzi c'era, ed a Reggio è stato superato ma senza tenere in debito conto che sopra tutto esiste una sacralità e un superiore fato, forze queste che a volte intervengono per richiamare all'ordine la supponenza di chi pensa che governare una Comunità sia un gioco di selfie o, ancor peggio, l’esercizio di un potere senza rispetto e devozione per il bene del Popolo e della sua Patrona”.

 

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Istituto antifascismo: Gianturco (CasaPound) “Siano altre le priorità”

(907) “Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha perso per l'ennesima volta una buona occasione per tacere. Anziché intervenire sui tanti problemi che vessano la nostra regione, ha preferito intervenire su una questione irrilevante, ossia la chiusura dell'Icsaic, istituto calabrese per la storia dell'antifascismo e dell’Italia contemporanea.

 

Oliverio, se ne è in grado, si occupi dei veri problemi dei calabresi”. Sono queste le dure affermazioni di Mimmo Gianturco, coordinatore regionale di CasaPound Italia. “Oliverio ha dichiarato che nel più breve tempo possibile – spiega Gianturco – cercherà di rimettere in funzione l’istituto in questione. Si tratta di una presa di posizione assurda ed incomprensibile in quanto il governatore esagera nell’ergere a baluardo culturale e democratico quest'istituto. Nell'antifascismo non ci fu nulla di democratico, così come non è democratico imporre una certa visione storica e politica ad un’intera nazione, in questo caso Regione. Mi preme sottolineare – incalza il consigliere comunale di Lamezia Terme – come si tratti di un istituto che, a distanza di 70 anni dalla fine della guerra civile, rappresenta una parte storica ben precisa che non è espressione nazionale ma solo di una scarsa fetta di cittadini”. “A dispetto di quanto si voglia far credere – prosegue – l’Icasaic di culturale ha ben poco.  I giovani non hanno bisogno di essere indottrinati mediante questi strumenti spacciati per culturali, ma dovrebbero essi stessi a crearsi una propria visione della storia analizzando il corso degli eventi a 360 gradi senza soffermarsi solo alla storia scritta “dai vinti”.  In virtù di ciò la presa di posizione del presidente della Regione è mera pubblicità atta a mantenere vive le simpatie di certi ambienti. Mi preme evidenziare che vi sono emergenze quali la sanitá, lo scarso ed insufficiente servizio idrico, il tasso non poco elevato di disoccupazione dovuta alle scarse opportunitá lavorative che questa classe dirigente regionale ha offerto ed offre tuttora (specialmente in campo giovanile) , i fin troppo modesti redditi e la bassa spesa media mensile delle famiglie calabresi (la percentuale peggiore a livello nazionale, 1.729,20 € contro le 3.000 circa di quelle delle regioni settentrionali), il Pil che stenta parecchio a decollare (la nostra è la regione piú povera d'Europa ) e l' emergenza antisismica (siamo l' unica regione a non aver effettuato controlli sugli edifici pubblici). La squallida retorica dell'antifascismo – conclude – non sarà di certo la soluzione ai problemi dei calabresi".  

 

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Consiglio Regionale della Calabria: Cannizzaro “E’ urgente l’avvio di una fase politica lungimirante in tema di immigrazione”

(906) “Il crescente fenomeno degli sbarchi dei profughi sulle coste calabresi e le “proteste” che decine di immigrati fanno scoppiare nelle periferie, l’ultima quella di ieri mattina nel centro storico della città, impone una seria ed immediata riflessione sul problema immigrazione.

 

I fatti di Rosarno e la cruda realtà del contesto sociale in cui sono maturati, i focolai di protesta esplosi in tutta la loro drammaticità nel centro di Archi, impongono decisioni immediate e concrete. Questa tragedia umanitaria deve essere assolutamente affrontata senza correre dietro agli umori e guardando alle reali necessità di chi fugge da cruenti realtà, ma senza mai perdere di vista il disagio e le difficoltà di chi è chiamato ad accogliere queste popolazioni. Ritengo necessario, quindi, ed assolutamente improcrastinabile, che l’Assise regionale, massimo organo legislativo e democratico regionale, tenga una seduta ad hoc per individuare strategie efficaci ed attuabili sull’intero territorio calabrese per far fronte a questa emergenza umanitaria rispetto alla quale il Governo nazionale non ha ancora fatto nulla di concreto, anzi, perdendo ancora una volta, la chance di acquisire credibilità e peso decisionale all’interno di uno scenario internazionale in cui siamo sempre più delle comparse utili solo all’occorrenza. E' in funzione di questa necessità che rappresenterò con forza, durante la prossima riunione dei capigruppo del Consiglio regionale, la necessità di una convocazione straordinaria dell’assemblea sul tema unico dell’immigrazione. La mancanza di una adeguata strategia per fronteggiare i quotidiani sbarchi sulle nostre coste, e noi siamo una Regione con migliaia di Km di costa, e di strumenti e mezzi adeguati per fronteggiare un esodo dalle dimensioni apocalittiche, sta generando concreti e gravi ripercussioni sociali, con rischi emergenziali e, purtroppo in aumento, di infiltrazione criminale. In tutto questo evidenziamo gli immani sforzi delle nostre comunità, che hanno sempre accolto con amore i fratelli stranieri, ospitandoli nelle strutture locali e provando ad inserirli all’interno della società, un atteggiamento che evidenzia uno spirito eccezionale di responsabilità e condivisione, e che le istituzioni hanno il dovere di seguire e tutelare. Siamo di fronte ad una triste realtà che non può più essere sottovalutata o trattata con sufficienza anche perché tocca la dignità di tutte le persone coinvolte, immigrati e non. La comunità deve avere consapevolezza e coscienza di questa presenza sul territorio, di come la si sta gestendo e se stanno emergendo atti criminosi o meno. Ne va della sicurezza dell’intero territorio calabrese. Con leggi specifiche dobbiamo dimostrare, come è stato fatto con la L.R. n°18 del 2009, finanziata nel 2013, che l’integrazione non ha un colore politico. Quel modello, applicato nella Locride, ha funzionato realmente perchè ha riguardato i rifugiati richiedenti asilo e non i clandestini. Un piccolo ma importante dettaglio che la nostra Regione deve assolutamente considerare. In Italia e nel resto dell'Ue, il numero degli stranieri è destinato a salire, ancora per ragioni demografiche. Ritengo urgente, quindi, l'avvio di una fase politica lungimirante in tema di immigrazione che deve basarsi su una garanzia di sicurezza e legalità, e che abbia la forza e la concretezza di richiamare su di sé quella cooperazione internazionale auspicata tante volte ma mai concretamente riscontrata”. Francesco Cannizzaro, Capogruppo Cdl Consiglio regionale.  

 

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Dopo il derby: La Camera (Leggende Amaranto): “Scacco ai cugini”

(383) "Lo scherzo di un calendario ha fatto sì che il derby tra Reggina e Messina si giocasse già alla seconda giornata di campionato, proprio a pochi giorni dalla fine del mercato estivo e con le squadre ancora in fase di rodaggio.

 

Le vicende della settimana che ha preceduto la partita, con la decisione, quantomeno discutibile, di vietare la trasferta a tutti i residenti in Sicilia (quindi non solo ai tifosi del Messina) e l’incertezza sull’agibilità del "Granillo", risolta positivamente due giorni prima del match, hanno distolto, almeno in parte, l’attenzione riguardo il fatto tecnico. Ma il derby è arrivato, inesorabile, tra dichiarazioni sbeffeggianti e trionfalistiche da una parte ("Vinco e mi faccio biondo") e umiltà mista a lavoro dall’altra ("Non ho dormito la notte dopo Fondi"). Il boemo sapeva bene che questa sarebbe stata per lui e per la squadra la partita della svolta ed ha dimostrato di non difettare di personalità e coraggio con la scelta che ha spaccato in due la partita: Porcino nel trio d’attacco accanto a Coralli ed Oggiano. Il ragazzo, tra l’altro nato il 30 maggio (a volte le coincidenze), lo ha ripagato con una partita perfetta suggellata dal gol del vantaggio. Ma tutta la squadra ha regalato una prestazione maiuscola a partire dalla difesa che ha trovato in Kosnic il suo leader e in Sala un portiere in grado di dare sicurezza al reparto. La spina dorsale costruita da Martino (Sala, Kosnic, Botta e Coralli) sembra essere in grado di sopportare il peso di un campionato dal quale ci si aspetta una salvezza fatta di sacrifici e soddisfazioni come quella del derby. Di certo non manca il lavoro da fare ancora: infatti, abbiamo tremato più volte perdendo palloni ingenuamente e subendo le ripartenze tre contro due dei siciliani che, un po’ per limiti di squadra, un po’ per meriti dei nostri (Cane in recupero e due volte Sala), non hanno causato danni. Adesso godiamoci questa vittoria e proviamo a dare continuità nella trasferta di Agrigento contro una diretta concorrente per la salvezza. Sulle ali dell’entusiasmo si può far bene anche lontano dal Granillo". * Presidente Associazione Culturale "Leggende Amaranto".

 

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Reggio di Calabria: Azione Nazionale aderisce all’iniziativa “Aiutiamoli – Raccolta di solidarietà per le popolazioni terremotate”

(396) “Il Coordinamento di Azione Nazionale di Reggio Calabria, attonito per l’immane tragedia che ha colpito i nostri connazionali a seguito del gravissimo sisma, nell’esprimere profonda commozione e cordoglio per i lutti, ha aderito all’iniziativa del Coordinamento Centrale di Azionale Nazionale “Aiutiamoli – Raccolta di solidarietà per le popolazioni terremotate”.

 

Oggi è partito per Rieti il primo furgone con i nostri volontari, per consegnare i prodotti raccolti: derrate alimentari, biancheria intima per uomo, donna e bambino, indumenti nuovi, coperte, materiale didattico per bambini, giochi per bambini, prodotti per l’igiene e di primo soccorso. Purtroppo nessuna donazione sarebbe in grado di restituire alle vittime del sisma quanto la natura, in taluni casi matrigna, ha deciso di togliere con violenza e crudeltà, ma, nel nostro piccolo, cerchiamo di contribuire alla ricostruzione. Vogliamo riporre ancora una volta la nostra fiducia nelle Istituzioni, certi che sapranno gestire al meglio le donazioni. Ringraziamo tutti coloro, aziende reggine, associazioni di volontariato e comuni cittadini, che hanno partecipato con lodevole generosità a questa raccolta”. * Coordinamento Azione Nazionale di Reggio Calabria.   

 

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Reggio Calabria aderisce a Wiki Loves Monuments Italia 2016. Sedici luoghi simbolo scelti per il Concorso

(281) Per la prima volta la nostra città aderisce al concorso fotografico internazionale indetto da Wikimedia Italia per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale. Prende il via l’importante Concorso “Wiki Loves Monuments Italia”: la Città di Reggio Calabria aderisce al contest fotografico promosso da Wikimedia Italia, che durerà fino al 30 settembre 2016.

 

L’iniziativa ha come scopo la creazione di un grande database fotografico online che possa catalogare i monumenti italiani, anche i meno noti, contribuendo a illustrare voci nuove su Wikipedia. I dieci scatti migliori del concorso italiano nazionale accederanno alla gara mondiale. Nato nel 2010 in Olanda, Wiki Love Monuments è diventato in pochi anni un evento planetario. Già l’edizione 2015 ha confermato il grande successo dell’iniziativa in Italia, grazie alla partecipazione di quasi 1.000 fotografi, che hanno valorizzato oltre 5.000 monumenti del nostro Paese. Da quest’anno anche Reggio Calabria ha scelto di fare la propria parte, “liberando” molte opere importanti del patrimonio artistico e architettonico cittadino. In Italia, infatti, l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal cosiddetto “Codice Urbani” e dal successivo “Art Bonus”: queste norme non permettono di fotografare i monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ripubblicarle con licenza d’uso libera Creative Commons senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. L’Amministrazione Comunale, su preciso impulso del Sindaco Falcomatà, ha deciso di collaborare con grande entusiasmo a “Wiki Loves Monuments Italia”: «Si tratta di una importante vetrina per far conoscere ancora di più alcuni luoghi simbolo del nostro patrimonio artistico, architettonico e archeologico. Aderire e sostenere “Wiki Loves Monuments” rappresenta un modo efficace per diffondere il principio della cultura libera, valorizzando al contempo le nostre ricchezze» ha dichiarato il primo cittadino. I luoghi simbolo scelti per il Concorso come liberamente fotografabili sono: Palazzo San Giorgio, il Castello Aragonese, il Teatro Cilea, la Pinacoteca Civica, l’Arena dello Stretto, le statue dell’artista Rabarama, le Terme Romane, le Mura Greche, il Monumento ai Caduti, la Tomba Ellenistica di via Tripepi, i siti archeologici di via Trabochetto e di San Leo, Piazza Duomo, Piazza Italia e l’Odéon di San Paolo.

 

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Mendicino (Cs): “Radicamenti 2016”, secondo giorno

(833) Secondo giorno di eventi a Mendicino per il festival Radicamenti nel segno di Mimmo Calopresti ed Eugenio Bennato ma non solo. Dopo lo spettacolo di Anna Mazzamauro e i concerti di Coram Populo e Mario Scarpelli band, il secondo giorno riparte da Piazza Municipio.

 

Il secondo giorno di Radicamenti 2016 inizia alle 9 al Museo della Seta dove, fino alle 18, si terranno i laboratori artistici di “Per le vie della Seta”. Anche per la giornata numero due del festival saranno tre gli appuntamenti in Piazza Municipio. Alle 17.30 via alle visite guidate nel centro storico; a seguire, dalle 18.30, “Ritmi e suoni della nostra terra, le radici della tarantella”, corsi di danza tradizionale calabrese e, alle 19.30, l'esibizione degli artisti di strada. Alle 19.30 workshop “Mimmo Calopresti incontra Mendicino” che vede il regista protagonista a Palazzo Campagna. Con lui gli attori Rita De Donato e Carlo Gallo che hanno recitato per il regista nel film “Uno per tutti”. In Piazzetta San Giuseppe, a partire dalle 20.30, ci sarà la proiezione del film “Uno per tutti” per la regia di Mimmo Calopresti con Fabrizio Ferracane, Giorgio Panariello, Thomas Trabacchi, Isabella Ferrari, Lorenzo Baroni e la cosentina Rita De Donato. Il teatro ritorna anche nella seconda giornata di Radicamenti con “Se son rose… Una storia che s-confina delicatamente” di Teresa Bruno che andrà in scena dalle 21.30 all'Anfiteatro San Giuseppe. Lo spettacolo, prodotto da Zahir, vede protagonisti ragazzi italiani, ragazzi degli Sprar (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati), e persone diversamente abili, dando vita ad uno spettacolo poetico frutto dell’incontro e dello scambio tra diverse identità. Nella splendida Piazza Duomo, alle 22.30, si balla con il concerto del grande Eugenio Bennato e il secondo giorno del festival si chiude con l'esibizione live dei 911 band al Parco Fluviale.

 

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Intervista a Beatrice Lento, giurata dell’Accademia degli Affaticati e Dirigente Scolastica dell’IS Tropea

(832) Nell’attesa che precede ogni anno le serate finali del Premio Tropea, continuano le interviste ai vari protagonisti. È la volta di Beatrice Lento, Dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore di Tropea, socio-fondatore dell’Accademia degli Affaticati e membro del comitato tecnico-scientifico dell’X edizione del Premio Nazionale Letterario “Città di Tropea”. Che c

osa rappresenta per lei un libro e quali influenze ha l’amore per la lettura sulla società? Un buon libro è una finestra spalancata dentro il tuo cuore, ti aiuta a conoscerti meglio, ti fa crescere, ti guida e ti conforta. Un buon libro è un amico che non ti delude, ti dà una mano nei momenti difficili e condivide le tue gioie. Se l’amore per i libri si diffondesse si spianerebbe la strada verso un mondo migliore. In quest’oggi così complesso e tormentato la lettura è un’ottima psicoterapia, ci fa sentire meglio e ci concilia col mondo.

“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo.” La frase di Paulo Freire, educatore brasiliano, potrebbe racchiudere il senso del legame tra Premio e scuola? Il nostro legame col Premio è profondo così come è intenso il nostro desiderio di crescere insieme. Siamo una scuola “Milaniana”, crediamo nella Pedagogia dell’Aderenza e nell’Educativa Territoriale perché da soli si è condannati all’inaridimento ed è grazie alla condivisione che si va lontano. Il senso profondo della cultura è proprio questo: un patrimonio di valori che unisce e alimenta un popolo e sta proprio qui il significato viscerale del nostro amore per il Premio Tropea.

L’Istituto d’Istruzione Superiore di Tropea è partner del Premio Tropea. I nostri giovani come accolgono la possibilità di far parte della giuria popolare e contribuire così alla scelta del vincitore? Essere partner del Premio ci riempie di gioia perché le provocazioni culturali che l’evento ci offre sono insostituibili. Scegliere gli Studenti per la giuria popolare è sempre un’impresa perché sono in tanti a candidarsi e non è facile escludere alcuni. Contrariamente ai luoghi comuni, sono tanti i giovani appassionati di lettura e di scrittura e tra i nostri ragazzi c’è anche chi si cimenta nella stesura di libri. Io credo che l’esperienza, ormai decennale, del Premio sia stata un’ottima palestra per i nostri giovani che ne hanno tratto importanti insegnamenti… soprattutto di vita.

Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I care”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. “I care”, il manifesto di Don Lorenzo Milani, è questa la chiave per tenere sempre viva la curiosità e la motivazione dei giovani verso la cultura e verso la società? Quando si entra nella nostra scuola, qualunque sia l’Indirizzo e quindi l’edificio scelto tra i quattro che la compongono, la prima immagine che si incontra è quella del grande Don Lorenzo. L’I care è l’emblema del patto educativo tra la nostra scuola e gli studenti. Se non c’è investimento affettivo la relazione è solo formale e nell’educativo il sapere langue se non passa attraverso il cuore. In questo impegno sentimentale noi ci crediamo molto e siamo convinti che senza tale presupposto, che non è gratuito ma ha un costo elevatissimo, il processo educativo si esaurisca e non generi crescita autentica, si logora nella routine sterile e ansiogena senza suscitare entusiasmo e voglia di aprirsi al sapere e al mondo.

Lei ama definire la sua scuola “sconfinata”, perché e quali pregi ha una scuola sconfinata? Una scuola sconfinata non limita, non soffoca, non mortifica, non decurta l’espansione del sé. Una scuola sconfinata non prospetta un’unica soluzione corretta, ma tante possibili risposte egualmente degne e apprezzabili. Una scuola sconfinata non accoglie maestri che insegnano e discepoli che apprendono ma traccia un cerchio magico che unisce dialetticamente gli uni e gli altri. Una scuola sconfinata non stigmatizza l’errore che diventa il punto di partenza della ricerca del vero. Una scuola sconfinata non smarrisce la sua funzione di guida ed educatore ed educando si tengono per mano lungo la strada che conquista il sapere. Questo è il nostro sogno ed è per questo che mi piace definire sconfinata la nostra scuola.

Qual è l’importanza del Premio Tropea per una città che è conosciuta principalmente per le sue bellezze naturali e paesaggistiche? Tropea è tra i siti più affascinanti del mondo perché le sue enormi bellezze naturali si fondono con il suo notevole patrimonio culturale, il Premio Tropea è un momento significativo di questa ricchezza multiforme della nostra città e per alcuni aspetti potrebbe diventarne il simbolo.

In una parola qual è la mission dell’Accademia degli Affaticati che promuove il Premio? L’Accademia degli Affaticati ha una mission in divenire che, a distanza di dieci anni dalla sua nascita, muove ancora i suoi passi nel campo della ricerca d’identità. Di certo l’Associazione si propone di promuovere Tropea nella dimensione letteraria ed il Premio Tropea è l’espressione più luminosa di quest’impegno. Ma credo che i nostri obiettivi siano anche altri e si giochino sul terreno della cittadinanza. Purtroppo, la partecipazione alla vita comunitaria, il senso civico, l’amore per i propri luoghi, il senso d’appartenenza, l’orgoglio della propria terra si attestano a livelli decisamente meritevoli di miglioramento. Credo che sia anche questo il senso dell’Accademia degli Affaticati ed in questa direzione garantisco il mio impegno massimo, sia come socia dell’Associazione sia come dirigente dell’Istituto Superiore di Tropea che ambisce ad essere partner dell’Accademia e non solo del Premio.

Perché non bisogna perdersi questa edizione del Premio Tropea? Perché è la decima edizione ed un decennio di vita significa molto per un evento, vuol dire stabilità di intenti, costanza di interessi, condivisione con la comunità, ricerca del nuovo, in una parola: progetto. Il Premio Tropea non si muove nella dimensione della casualità e dell’improvvisazione ma è frutto di impegno, di passione e di convinzione. Ecco perché vale la pena seguire anche questa decima edizione che offrirà emozioni indimenticabili, atmosfere magiche e provocazioni culturali intense e inebrianti. Il tre e il quattro settembre, vieni anche tu in Largo Galluppi per sognare, sotto le stelle, col Premio Tropea!

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