Sant’Agata del Bianco (RC): progetto Step, una piattaforma web per decidere assieme sull’ambiente

(452) Partirà a breve un’innovativa piattaforma online, che permetterà ai più giovani di interagire con le decisioni amministrative inerenti ai temi ambientali. È stato un grande risultato per la Locride poter stringere questo partenariato con la Comunità europea, che vede solo quattro sedi designate in tutta Europa: Italia, Spagna, Grecia e Turchia; e come partner capofila la società Draxis di Salonicco.

 

Il responsabile del progetto per la nostra area sarà il dottor Francesco Mollace, coordinatore nazionale del progetto e direttore di Civitas Solis, e il Comune promotore quello di Sant’Agata del Bianco con il sindaco Domenico Stranieri. La tutela dell’ambiente è un tema molto delicato, da esso dipende il futuro delle generazioni più giovani: dalle discariche abusive a quelle “legalizzate”, dagli sversamenti di fogne nelle fiumare ai dissesti idrogeologici, dagli ecomostri di cemento e amianto disseminati nella nostra provincia ai numerosi casi di tumore, ad oggi senza alcun registro. Tutti elementi che mettono a rischio la salute – il bersaglio più serio di un comportamento irrispettoso verso l’ambiente -, e denneggiano l’economia, conseguenza minore ma altrettanto importante per cittadine che, come le nostre, ambiscono al turismo come risposta alla disoccupazione. Montagne e mari, in questa fascia di Calabria, rappresentano un tesoro inestimabile. È la “bellezza”, dunque, che andrebbe difesa. “Bellezza” intesa come cultura di uno smaltimento intelligente dei rifiuti, con le campagne di promozione della raccolta differenziata; il rinverdimento delle aree pubbliche; la selezione di attività lavorative che siano in simbiosi con la natura del territorio. Quelle contro i rigassificatori, le centrali di carbone o il proliferare delle pale eoliche, infatti, sono state le battaglie che più hanno unito i nostri cittadini, soprattutto i giovani: energie pulite e un uso rispettoso delle risorse è ciò che si è chiesto. Il progetto Step, acronimo di “Societal and political engagement of young people in environmental issues” (l’impegno civico e sociale dei giovani sui temi dell’ambiente) si propone di rendere disponibile un’innovativa piattaforma pilota di e-participation. Questo perché il popolo dei giovanissimi possa partecipare alle scelte amministrative con forme di democrazia “digitale”: esprimere il proprio parere su temi ambientali; confrontarsi sul forum della piattaforma; organizzare delle vere e proprie petizioni online. Il sindaco Stranieri si è già reso disponibile per modificare lo statuto comunale ed inserire la petizione online come elemento integrante del lavoro dell’amministrazione. Una proposta da estendere a tutti i Comuni della Locride, che potrebbero così consultare i cittadini nei momenti chiave di assunzione di decisioni pubbliche. L’iscrizione alla piattaforma Step (disponibile anche come app per gli smarthphone e i tablet), che sarà online entro il mese di ottobre, è assolutamente gratuita e sicura. Sarà un modo per “decidere insieme”, e per far della bellezza e del senso civico gli elementi di punta delle nostre cittadine. a.i..

 

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Il turismo alimenta le speranze di ripresa italiane. Noi speriamo che ce la caviamo

(451) Quest’anno come l’anno scorso, si è registrato un boom nel turismo in Italia.  Si è notato con piacere che anche a Reggio Calabria si sono registrati buoni risultati nonostante le difficoltà ricettive della città.

 

Secondo l'Osservatorio Confesercenti infatti, "la stagione estiva è stata caratterizzata per il secondo anno consecutivo da un buon andamento, anche sotto il profilo dell'occupazione. L’apprezzabile risultato del settore turistico è confermato dai dati positivi e da un  numero maggiore di imprese.  I dati e le cifre sono riportate da numerosi siti internet.  In aumento, in Italia,  anche i master e corsi postlaurea in turismo che formano laureati triennali o magistrali con  specializzazione nei settori legati al turismo e alla valorizzazione delle bellezze artistiche, architettoniche e culturali. Sono molti infatti, oggi, i ragazzi e le ragazze che aspirano a una carriera in ambito turistico e che scelgono quindi un percorso di perfezionamento legato magari a enogastronomia, ospitalità, divertimento, vacanze, viaggi, oppure che vogliano ambire ad una professione in ambito comunicazione, marketing o management delle imprese turistiche.

Alla Fiera camper di Parma, settembre 2017, (manifestazione internazionale, tanto per intenderci), tra i premiati al turismo per mezzo del camper, un turismo già ampiamente organizzato al nord Europa e sufficientemente pianificato al nord Italia, che bussa prepotentemente alle nostre porte, c’è stata anche una targa per  il Reghion Camper Club. Associazione turistica prettamente Reggina.

 

Al di là del piacere che la notizia ci ha recato e memori anche di un nota di merito indirizzata al “Reghion”, ricevuta circa quindici anni fa dal “Plein Air”, rivista autorevolissima del settore,  ci chiediamo se il premio sia un’ incentivo agli ostinati portatori sani di idee che spesso se non ostacolate, vengono  mortificate, nel senso che non si fa nulla per incoraggiarle od appoggiarle.

 

 Nelle nostre coordinate geografiche la politica a torto o a ragione ha problemi più grossi d’affrontare, gli operatori del settore, il plurale forse è errato, non sponsorizzano le idee e gli entusiasmi del loro stesso futuro, talvolta i soci stessi del club sono prigionieri del dubbio amletico esistenziale che nasce spontaneo: La voglia di essere un punto di riferimento e d’informazione per le associazioni camperistiche italiane e non, di mettere a proprio agio amici dal mondo, di fare turismo a tutto tondo come in altre città, di tenere su, un club nel deserto può essere cosa buona e giusta?… bene a Parma pare di si.

 

Vuoi vedere che lassù qualcuno ascolta?!

 

Comunque sia, ci teniamo a condividere un turismo che imbocca anche stradine strette con varie difficoltà ma che nascondono angoli di rara suggestione, un turismo che insegna che nessuna meta è troppo vicina per essere trascurata o troppo lontana per essere abbandonata.

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Basket in Carrozzina, Andrea Pellegrini: “Ho sposato immediatamente il progetto BIC”

(419) Nove medaglie olimpiche: un oro, cinque argenti, tre bronzi. Questo il bottino conquistato da Andrea Pellegrini durante le sei partecipazioni alle Paraolimpiadi in varie discipline sportive.

 

Oggi Pellegrini è il settimo al mondo nella competizione della scherma specialità sciabola, ma nel corso degli anni ha fatto parte anche della nazionale di basket ed ha partecipato alle Olimpiadi anche con la rappresentativa del Basket in Carrozzina.

Ho immediatamente sposato il progetto Reggio Calabria Basket in Carrozzina – esordisce Pellegrini – perché ho un rapporto speciale con il dirigente Luigi Casile. Subito dopo la debacle dello scorso anno con la vecchia società che ha tagliato il reparto del Basket in Carrozzina, mi ha rassicurato sulla nascita di un nuovo progetto. Casile mi ha detto testualmente: ‘Andrea tu sei mio, non puoi andare da nessuna parte’. A scatola chiusa gli ho immediatamente stretto la mano e per me questo gesto vale più un contratto depositato in lega.

 

A proposito della passata stagione alla Viola, cosa è successo?
Non so cosa sia successo e non voglio entrare in merito a determinate dinamiche societarie. Il nostro unico obiettivo è portare la gente ad amare il basket in carrozzina, a divertirsi, portare il pubblico al Palazzetto e fare appassionare tutti quelli che ci seguono. Nello sport si vince e si perde, ma far divertire il pubblico è la cosa più difficile, quando si riesce a farlo la società cresce e arriva a levarsi gradi soddisfazioni.

 

Tornando alla Reggio Calabria BIC, qual è l’obiettivo?
L’unica cosa che ho chiesto a Casile e alla nuova società è di costruire una squadra che possa puntare in alto, ogni qualvolta scendo in campo ci metto la faccia, mi voglio divertire e voglio vincere. Ho ricevuto diverse offerte da società di serie A, ma tra lavoro e la scherma, non potevo sostenere questo impegno. La società BIC ha grandi ambizioni e quanto si è parlato di organico, ho immediatamente chiamato Stefano Rossetti per coinvolgerlo nel progetto. Il nostro è un ottimo roster, Stefano Rossetti è un peso massimo per questa squadra, bisogna però avere la “panchina lunga” perché in campionato puoi commettere qualche errore, ma nelle fasi finali al minimo passo falso ti mandano a casa.           

 

Che emozioni si provano a partecipare alle olimpiadi?
E’ sempre un’emozione particolare, le Olimpiadi sono il top dello sport. Arrivare a partecipare a questa competizione penso sia il sogno di tutti, poi vincere una medaglia è l’apice che ogni sportivo vorrebbe raggiungere.

 

Come ti trovi a Reggio Calabria?
Benissimo, una città fantastica. Mi dispiace non esserci stato per la presentazione ufficiale della squadra, ma ero impegnato con gli altri azzurri a Rio de Jaineiro. Non vedo l’ora di riabbracciare tutti.

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Chi non tira, non segna!”

(418) “Poteva essere la serata perfetta, contro un Lecce che non è sembrato quello schiacciasassi che tutti avevano descritto, grazie anche ad una Reggina messa in campo in maniera precisa da Zeman. 

 

La Reggina adotta una tattica attenta ma mai rinunciataria e mette in difficoltà i padroni di casa per larghi tratti di un primo tempo avaro di emozioni. Poi l’inizio ripresa shock con l’errore di Sala e Kosnic che consente a Caturano, attaccante di razza, di sbloccare la partita. Dopo un momento di sbandamento, la Reggina torna a fare gioco ma l’unica vera occasione capita sui piedi di Oggiano che perde l’attimo buono. In una serata in cui Coralli è in ombra, e ci può stare, i limiti offensivi degli amaranto sono venuti fuori per di più contro la difesa più forte del campionato. Oggiano non ha ancora convinto e Porcino, che la sufficienza la merita sempre, attaccante di ruolo non è. Il fatto che Zeman abbia avuto la giusta intuizione, da un lato evidenzia le doti di un tecnico che continua a stupire, dall’altro ci fa capire che il boemo nella rosa non ha trovato, tra gli avanti di ruolo, un calciatore più capace di Porcino. Ecco che vengono fuor i limiti di una rosa, certamente valida per raggiungere l’obiettivo prefissato dalla società ma che con quel qualcosa in più in attacco, peraltro inseguito vanamente dal Direttore Sportivo fino all’ultimo minuto di mercato, avrebbe potuto concretizzare maggiormente la grande mole di gioco prodotta in ogni partita. L’altro limite riguarda le alternative all’undici iniziale che è praticamente sempre uguale dalla seconda giornata di campionato; anche Zeman lo ha sottolineato più volte nelle sue conferenze stampa dichiarando che chi non ha giocato fino al momento non lo ha convinto nemmeno in allenamento. Tutto ciò non deve far dimenticare comunque quanto di buono fatto dagli amaranto fino ad oggi e ci auguriamo che, già da domenica prossima contro un’altra avversaria terribile, la Juve Stabia, si possa riprende a fare punti. Il gioco siamo certi non mancherà questa è una certezza”. * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

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Reggio di Calabria: presentato oggi il “Tennis Europe Junior Masters 2016”. Dal 5 al 9 ottobre i più forti tennisti U.14 e U.16 maschili e femminili d’Europa

(412) Dal 5 al 9 ottobre sui campi del Circolo Tennis Rocco Polimeni di Reggio Calabria torna il grande appuntamento del “Tennis Europe Junior Masters” edizione 2016, l’evento conclusivo del circuito europeo  che assegnerà il titolo di miglior under 14 e under 16 maschile e femminile in campo tennistico.

 

Il prestigioso evento internazionale consentirà agli appassionati di tennis ed agli sportivi calabresi di assistere ad incontri che si preannunciano di grande livello tecnico–agonistico. Le precedenti edizioni hanno visto vincere e partecipare, tra gli altri, campioni quali Noah, Becker, Moya,mNadal, Seles, Graf, Henin. Al Circolo Tennis Polimeni sono stati protagonisti gli attuali campioni quali: Halep, Konjuh, Bencic e Zverev. Il “Tennis Europe Junior Masters” è stato presentato ufficialmente presso il Consiglio Regionale della Calabria, alla presenza delle massime autorità istituzionali regionali politiche e sportive. Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto che ha aperto la conferenza, significativo è stato l'intervento del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio che ha esaltato l'impegno del Circolo Tennis Polimeni che riesce sempre ad ospitare ed organizzare grandi eventi sportivi accendendo nel contempo i riflettori su iniziative di carattere sociale e culturale, coinvolgendo soprattutto gli istituti scolastici e avvalendosi anche della collaborazione di associazioni qualificate quali il FAI e Legambiente. Il Presidente Oliverio ha ringraziato anche il delegato allo sport il Consigliere Regionale Giovanni Nucera che sta operando per valorizzare le realtà sportive più importanti della Calabria, oltre che avviando progetti di riqualificazione degli impianti pubblici delle scuole e comunali. In conclusione il Presidente Oliverio si è congratulato per i risvolti turistici del Masters europeo, caratterizzato da oltre un centinaio di presenze straniere tra atleti e accompagnatori, garantendo la propria presenza al Circolo Polimeni per discutere dei problemi relativi allo sport calabrese. Alla conferenza hanno partecipato, inoltre, il Presidente della FIT Calabria Giuseppe Lappano e il Delegato Coni provinciale di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo (delegato dal Presidente del Coni Calabria Maurizio Condipodero). Ad accogliere i partecipanti alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Tonino Raffa, è stato il Presidente del Circolo Tennis “Rocco Polimeni” Igino Postorino, in rappresentanza dell’intero Consiglio Direttivo del Circolo e dei Soci. Al Masters di quest’anno prenderanno parte, sulla base del ranking internazionale 2015, rispettivamente 16  tennisti e 16  tenniste, Under 14 /16, in rappresentanza di 17 Paesi Europei (Italia, Bielorussia, Croazia, Danimarca, Estonia, Georgia, Germania, Austria, Ungheria, Israele, Malta, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Svizzera, Ucraina). La Città di Reggio Calabria e il Circolo Tennis “Rocco Polimeni” hanno già avuto l’onore di ospitare la manifestazione nel triennio 2004, 2005, 2006 e negli anni 2011, 2012,  2013,  2014 e 2015. I tornei di qualificazione del Tennis Europe Junior Masters 2016 si sono svolti in 88 sedi e l’appuntamento di Reggio Calabria  rappresenterà la sintesi della più importante competizione giovanile a livello continentale. Il Torneo Internazionale offrirà quindi l’occasione di assistere a incontri di tennis con alto livello tecnico e darà l’opportunità di confronto tra realtà culturali europee in un contesto di esaltazione dei valori fondanti dello sport. Le gare che inizieranno la mattina di venerdì 7 ottobre, per poi concludersi nella giornata di domenica 9 ottobre, saranno precedute da una cerimonia di benvenuto, in onore degli ospiti internazionali e nazionali (circa 100), con la presenza delle autorità sportive ed istituzionali, nonché dei dirigenti scolastici e direttori didattici delle scuole di 1° e 2° Grado della provincia di Reggio Calabria,  prevista per il 6 ottobre alle ore 18.30, presso il Circolo Tennis Polimeni. Per questa edizione il Consiglio Direttivo del Circolo ha voluto coinvolgere alcune tra le realtà turistiche e culturali più importanti della Città di Reggio Calabria come il Museo Nazionale della Magna Grecia (saranno previste visite guidate per gli ospiti del Masters), il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) rappresentato da Rocco Gangemi per la promozione dei siti culturali del territorio, Legambiente rappresentato da Nuccio Barillà per l’avvio tra i più giovani di una campagna di sensibilizzazione ambientale e il Panathlon rappresentato dal Governatore del Distretto Antonio Laganà e dal Presidente di Reggio Tonino Raffa che assegneranno anche quest’anno il premio fair play. “Il Consiglio regionale ha patrocinato e sostenuto il "Tennis Europe Junior Masters" – ha dichiarato Nicola Irto Presidente del Consiglio Regionale – un grande torneo internazionale riservato alle categorie Under 14 e Under 16 che rappresenta una fucina di campioni destinati a scrivere pagine importanti nel futuro di questo sport. Merita un particolare ringraziamento il circolo "Rocco Polimeni" di Reggio Calabria – ha aggiunto il Presidente Irto – che si distingue per il quotidiano impegno sportivo, sociale e culturale e che ancora una volta dà lustro alla nostra regione, ospitando un torneo di notevole prestigio e di livello continentale. Queste occasioni contribuiscono a rafforzare l'immagine positiva del nostro territorio, anche in chiave turistica: la sinergia con il circolo "Polimeni" produce risultati concreti e ha ricadute positive. Andiamo avanti su questa strada”. Ai vincitori under 16 e 14 maschile – ha dichiarato il Presidente del Circolo Tennis Polimeni, Igino Postorino – sarà assegnato anche quest'anno il Trofeo dello Strigile "Domenico Travia" è la Coppa "Federico Bianco". Quest'anno per ricordare il compianto Vincenzo Panuccio illustre storico del patrimonio archeologico della città di Reggio Calabria già Presidente dell'associazione Amici del Museo, il Circolo ha istituito un premio speciale "Trofeo dello Strigile" alla memoria". Giuseppe Laganà delegato provinciale CONI ha dichiarato: “Reggio Calabria può essere epurata da certi fenomeni attraverso lo sport. Dobbiamo avere la forza e il coraggio per cambiare e migliorare e il CT Polimeni rappresenta bene, anche per la propria attitudine ad ospitare ed organizzare eventi internazionali, un esempio positivo per queste sfide”. Il Presidente della FIT Calabria Giuseppe Lappano ha dichiarato: “è utile sottolinerare come la Calabria si riconosciuta come una regione in grande crescita per il tennis, grazie all’impegno quotidiano non solo dei grandi circoli, come il Polimeni, ma anche per i piccoli sodalizzi. Come Comitato Regionale FIT – ha aggiunto il Presidente Lappano – ringraziamo il “Circolo Polimeni” che continua a rappresentare un modello per tutti noi”. I work – shop, organizzati in collaborazione con il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e Legambiente, sono programmati come segue: venerdì 07 ottobre alle ore 9.00 FAI; sabato 8 ottobre alle ore 9.00 Legambiente. Orari degli incontri: Venerdì 07 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (quarti di finale); sabato 8 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (semifinali); domenica 9 ottobre: dalle ore 9.00 alle 17.00 (Finali e cerimonia di premiazioni).

 

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Fabrizio Pratticò: un portiere reggino dall’altra parte del Mondo

(411) Fabrizio Pratticò: molti addetti ai lavori conoscono già il portiere reggino. Da un paio di mesi è tornato alle Isole Salomone, a nord dell’Australia. Ha un sogno, Fabrizio: continuare a giocare tra i pali finché sarà possibile, anche a costo di volare via da casa salutando affetti e comodità.

 

Lo abbiamo sentito ed abbiamo scambiato quattro chiacchiere sul suo presente con uno sguardo al futuro.

Fabrizio, sei alla seconda esperienza al Western United, questa volta da inizio stagione e non solo per l’OFC, perché hai scelto questa squadra e, soprattutto, un luogo a 15.000 km da casa? La prima volta ho partecipato alla seconda parte di stagione: ai tempi vincemmo il campionato nazionale e, come hai detto, partecipammo all'OFC League. È stata una bellissima esperienza, mi ero ripromesso che sarei tornato in questi luoghi perché alla fine si torna sempre dove si è stati bene, e questo è il motivo principale per il quale, tra le varie opportunità, ho deciso di tornare in un luogo lontano 15.000 km da casa, ma che allo stesso tempo mi fa sentire a casa.

 

Gli obiettivi del Western United quali sono per questa stagione? Come ogni anno, la società ha costruito la squadra in maniera competitiva con lo scopo di provare a vincere il campionato, così da partecipare per la seconda volta nella storia all'Oceania Champions League. Al momento abbiamo giocato nove partite di campionato e siamo in testa assieme ad un'altra ottima squadra, il Marist, che vanta diversi giocatori (più l'allenatore) stranieri, quindi stiamo rispettando le attese.

 

Com’è strutturata la Società? La società è finanziata dal Presidente, Mr. Douglas, è sponsorizzata nella maggior percentuale dalla sua compagnia, Douglas Concrete, edilizia. Il Club Manager, Mr. Falimae, è una sorta di Direttore Sportivo, è stato principalmente lui, assieme agli allenatori Menapi e Moana, col capitano Totori, a volere il mio ritorno a distanza di un anno. Mr. Judah è l'amministratore delegsto, Mr. Balekana il Segretario e Mr. Kolitevo il Team Manager, un'altra importante figura che cura i rapporti tra società e squadra.

 

Pro e contro di vivere così tanto lontani dagli affetti familiari? Sicuramente non è facile prendersi cura della propria vita quando si è distanti dalla famiglia, un supporto psicologico oltre che pratico costante. Si fanno sacrifici per passione, soldi, ambizione; insomma è bello rincorrere i propri sogni ed avere la possibilità di farlo. Mia madre mi dice sempre: "a ventisei anni hai già un bagaglio di esperienze che non tutti i ragazzi della tua età possono vantare", ed ha ragione. Sono già stato in quasi tutti i continenti, ho girato mezza Europa, e viaggiare apre la mente, educa, forma l'uomo. In più ho la possibilità di giocare a calcio, quindi quando mi sento triste cerco di vedere i (tanti) lati positivi; la mia famiglia è orgogliosa di me ed io cerco di non deluderli.

 

In Italia, più particolarmente nei campionati cosiddetti minori, è “regola” trovare spazio in una squadra se il giocatore porta con sé il famigerato “sponsor”. Una pessima abitudine di un mondo malato come il calcio nostrano. Si, e per fortuna si sta cominciando a denunciare il fatto. È capitato pure a me, molta gente approfitta dei sogni dei ragazzi (e dei loro genitori) di fare i professionisti, ma più semplicemente credo sia più importante l'amore per la propria dignità. Certa gente andrebbe denunciata.

 

Quali sono le tue ambizioni personali? Per il momento mi auguro semplicemente di ripagare la fiducia della Società, dando il mio apporto per la vittoria del campionato: sarebbe un risultato storico, vincere due campionati nazionali a sei anni dalla fondazione della società. Poi eventualmente ci concentreremo sull'OFC League, ma c'è tanta strada da fare prima.

 

Hai 26 anni e sei nel pieno della tua maturazione calcistica. Il tuo futuro lo vedi ancora tra i pali o impegnato in un’attività lavorativa più solida? Credo di essere una persona con la testa sulle spalle, e lo devo soprattutto all'educazione che la mia famiglia mi ha dato con l'esempio. Mi rendo conto che un giorno non avrò più 26 anni, e non ci si può illudere di volare tra i pali per sempre. Il sogno sarebbe quello di fondare un' Academy per portieri, magari proprio qui, dove la scuola non è ancora al top, ma mi rendo conto che, a seconda delle necessità, si può fare pure altro nella vita. Per il momento mi diverto fino a quando mi reggono le gambe, la testa ed il cuore, poi vedremo.

 

Le Isole Salomon ti hanno accolto come una star, pregi e difetti di queste bellissime isole oceaniche? Tra i pregi sicuramente mi piace menzionare per primo l'affetto della gente, la cordialità, i sorrisi e la spensieratezza, nonostante molti di loro abbiamo poco, diciamo lo stretto indispensabile. Fondamentalmente questo posto mi permette di tornare alle origini, prendere una boccata d'aria fresca dalle eccessive aspettative della vita, le delusioni, lo stress. Il clima è un pregio ed un difetto al tempo stesso: troppo caldo, ma poi penso a quando ero in Islanda, e smetto di lamentarmi. Tra i difetti, infine, sicuramente le strutture: al netto di una grande passione per il calcio che si respira per le strade (i bambini che giocano scalzi e le porte delimitate dalle scarpe, sembra un film), si registrano strutture fatiscenti e non adatte alla crescita di un movimento che merita di più, per l'interesse e l'amore che suscita nell'isola.

 

Hai nostalgia del calcio italiano? Prima mi hai domandato degli sponsor in Italia, credo che quell'argomento basti per conoscere la risposta. Tuttavia ho avuto la fortuna di vivere qualche esperienza formativa, tipo Siena oppure Sorrento nonostante sia stato falcidiato dagli infortuni per due anni. Ho avuto la fortuna di lavorare con gente come Generoso Rossi, Sarri, Beretta, Mandorlini, Paulinho, ma non mi manca il calcio italiano. Mi manca la mia famiglia, la mia fidanzata, i miei amici, la mia cagnolina Mya.

 

Il livello del campionato qual è? Le squadre favorite per la vittoria finale? Il livello è sensibilmente migliorato rispetto all'ultima volta, le migliori squadre (noi, Marist, Warriors) farebbero una bella figura in terza/quarta divisione in Italia, per esempio. Le altre farebbero fatica a fare i playoff in D, sicuramente.

 

Considerando tutto (calcio ed eventuale futuro lavorativo), meglio l’Italia o l’estero? Purtroppo non vedo molti sbocchi nel nostro Paese, e mi duole dirlo perché anche se non sembra amo l'Italia e gli italiani. In molti ambiti siamo i migliori al mondo, non è possibile che ci sia (tanta) gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, ed altri che si arricchiscono sulle spalle di chi lavora 8/10/12 ore al giorno per far mangiare i propri figli. Quando mi chiedono all'estero è difficile da spiegare, un poco me ne vergogno. La maggior parte dei miei amici sono australiani, ho avuto modo di visitare Brisbane e le persone che la popolano: le opportunità non sono paragonabili, siamo indietro anni luce. Ripeto, purtroppo, non sono contento di dire ciò.

 

Cosa consigli ai tuoi coetanei per la loro crescita personale ma anche professionale? Consiglio loro di sognare, ma non ad occhi aperti. Consiglio loro di provare a realizzare i propri desideri, ma nel contempo di pensare al proprio futuro, a quello di una famiglia che verrà. Consiglio loro di studiare, di tenere aperte alternative. Ci sono stati periodi senza contratto nella mia vita, in cui mi sono occupato della manutenzione delle piscine. Insomma, la vita è qualcosa di concreto.

 

Il mondo del calcio ha degli orizzonti sconfinati in cui bisogna stare attenti a faccendieri e millantatori senza scrupoli anche tra procuratori e direttori sportivi. Quali le tue esperienze? Preferirei non parlarne ma sai già che il mio silenzio è assai esaustivo!

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Scilla Fest 2016. L’incanto di Itaca. #noifunder35

(919) "Voglio iniziare questo racconto con le parole di Barbara Innamorati, di ArtistiAquilani onlus, che ha incontrato il Teatro Proskenion proprio a Scilla: “Il teatro ha la grande dote di aprire le sue porte ad ogni viandante disposto a sperimentare quella poliedricità tipica della sua natura

 

e che proietta sé stessa anche nel concetto di viaggio, parola anch’essa multiforme e difficile da ingabbiare “Teatro come Terra degli incontri. Quaderni di Scilla. Scilla editrice 2003.”)”. Per il secondo anno consecutivo il nostro “viaggio” riparte da Scilla, comune che ha fortemente voluto e sostenuto lo Scilla Fest, rassegna internazionale di teatro, musica e danza organizzato dal Teatro Proskenion con la direzione artistica di Vincenzo Mercurio, Nino Racco, Giovanni Gangemi e Nando Brusco. Le note della Piccola Orchestra Popolare c.o. Panzillo, unite al carisma e alla superba voce della “leonessa” Nuccia Paolillo, riempiono Piazza San Rocco nella serata inaugurale del Festival.

La qualità viene premiata: una piazza gremita di famiglie e anziani signori e signore del paese hanno preso posto per godersi un magnifico concerto di musica tradizionale napoletana. Ciò che colpisce nel lavoro dei Panzillo è la ricerca filologica che sta dietro ogni pezzo che propongono: ogni brano viene, infatti, eseguito nel rigore degli stili e delle originarie intenzioni dell'epoca, pur non rinunciando alle loro personali ma rispettose interpretazioni.

 

Quest’anno grazie all’ottima relazione che si è instaurata con la parrocchia S. Maria dell’Arco di Bovetto-Croce Valanidi (RC) e al progetto Sguardi di strada (selezionato nell’ambito del bando bando Funder 35 promosso da 18 fondazioni e, da quest’anno, anche nel Mezzogiorno grazie a Fondazione CON IL SUD) è stata fatta una scelta importante: svolgere una parte delle attività presso il bene confiscato gestito dall’Osservatorio sulla ndrangheta coinvolgendo l’intera comunità del quartiere di Croce Valanidi. I giovani hanno partecipato alle attività e le madri hanno preparato una parte delle cene presso la sala della parrocchia: un modo per contribuire al buon esito della manifestazione e per barattare buon cibo con spettacoli di teatro di strada.

 

Il programma, quindi, è stato sapientemente costruito per far sì che la mattina si svolgessero le attività laboratoriali presso il Castello di Scilla e che i pomeriggi a Croce Valanidi fossero dedicati alla condivisione delle esperienze degli artisti che hanno partecipato al Festival, per poi ritornare la sera a Scilla ed assistere agli spettacoli musicali e teatrali. Il lunedì mattina al Castello ci attende Valerio Apice. Pulcinella fa il suo gran ritorno al “paese”. Chiunque si sia avvicinato al Teatro Proskenion avrà sentito parlare del “Pulcinella a pezzi”, spettacolo ispirato alla Commedia dell’arte nato da un’idea di Nicola Savarese, Mirella Schino e Ferdinando Taviani. Quest’ultimo ha ben descritto alcuni elementi fondanti di questo modo di far teatro dove “la differenza tra spettacolo e prove scompare, ma non come avviene di solito, e cioè che le prove siano già uno spettacolo – ma all’opposto: nel senso che lo spettacolo è sempre nulla più d’una prova”. Quello spettacolo, a cui hanno per tre anni contribuito tutti gli artisti del gruppo, è stato, come ricorda Pierluigi di Stefano con le sue evocative parole: “distrutto, frantumato e reinventato dalle sue stesse ceneri”.

 

Proprio lì, nelle sale del castello di Scilla. Valerio si guarda attorno e nelle sue parole sentiamo l’emozione di quando si mise la maschera per la prima volta, di quando Pulcinella cominciava a prendere forma. E lo immaginiamo mentre analizza ogni minimo gesto, per farlo proprio e dominarlo per trovare alla fine “il suo Pulcinella”, personaggio che ancora oggi lo accompagna nel suo percorso artistico. Oggi Valerio dirige l’Associazione- Laboratorio Isola di Confine assieme a sua moglie Giulia Castellani e sta realizzando il suo sogno di costruire il “Villaggio del teatro”, un teatro che vive e si nutre del rapporto con le scuole e con le istituzioni del territorio.

 

Incontriamo, successivamente, Fabio Butera, artista di Lamezia Terme, che ci tiene a precisare che il Teatro “è solo quello in maschera” e ci parla dell’innovatività e testardaggine del lavoro di Meyerchold mentre estrae dalla valigia i suoi gioielli, le maschere del teatro NO e quelle della commedia dell’arte, e lentamente le sveste dai foulard che le avvolgono per mostrarci come siano vive, come ci parlino, come cambia la voce e il corpo di un attore quando indossa la maschera creando con gli spettatori l’“incanto sottile”.

 

Il lunedì sera ci facciamo trasportare da voci, musiche e immagini del reading “Da questa terra” a cura del Gruppo artistico Labyrintho di Reggio Calabria. Bellezza, contraddizioni, tradizioni calabresi unite a sentimenti di nostalgia, malinconia, rabbia e amore contraddistinguono i brani scelti dal gruppo, “Da questa terra” non accenna a nessun discorso ideologico, sociologico, racconta, semplicemente quel che i poeti sanno fare da secolo: dire verità meglio e più della protesta politica, meglio dei cortei con alla testa chi si ribella ad ogni potere. 

 

Il Gruppo Artistico Labyrintho nasce nel 2008 ed è composto da Vincenzo de Salvo, Carlo Ernesto Menga, Cinzia Aurelia Messina, Daniela Pericone, Caterina Scopelliti (voci recitanti) e Tania Filippone (audio e video). In questi anni ha realizzato letture sceniche che interpretano grandi temi come la follia, la violenza dell’uomo sull’uomo, la povertà, il confronto tra le religioni, l’enigma della morte.

 

Il martedì pomeriggio gli amici dell’Associazione Nuova Carini – Giuseppe Zito, Davide Torre e Fabio Costa – ci raccontano la loro esperienza di resistenza culturale. Attraverso foto e video-reportage ci portano a scoprire i messaggi che vogliono lanciare con la loro arte: inclusione, rispetto per l’ambiente, impegno civico, il tutto avvolto da una tagliente ironia e dal desiderio di incontrare persone motivate con cui intraprendere nuove avventure artistiche. Anche in questa occasione hanno saputo regalarci scatti d’autore che ritraggono alcuni dei volti e dei momenti più significativi del Festival.

 

Poi tocca a Giulio Votta, di ArtistiAquilani onlus, parlarci di come ha intrapreso il suo percorso teatrale, dal teatro ragazzi fino alla scoperta e la faticosa ma appassionante scelta di fare teatro di strada. Anche per lui Scilla ha rappresentato un punto di non ritorno. Dalle sue parole traspare quanto la sua vita sia profondamente intrecciata con la dimensione artistica tanto che in alcuni momenti non riusciva più a distinguere Giulio da “Pongo”. Un’arte, la sua, fatta di impegno nel sociale, di un “fare ridere” che vuole andare a riparare le ferite più profonde di terre e anime terremotate.  Il teatro può divenire talune volte destabilizzante poiché inevitabilmente va a toccare le corde più intime e delicate della personalità. Mirella Schino a tal proposito dice “È come se facessero arte sull’orlo dei burroni. Davanti ai burroni, loro per primi hanno sgranato gli occhi. L’arte e il mestiere vengono dopo. Burroni sociali e personali. Se non si percepisce questo odore delle macerie – sottile, segreto, ma essenziale – del Teatro Proskenion non si capisce niente.”

 

Ecco perché ci stringiamo attorno a Giulio, che con la sua voce profonda e rotta dall’emozione, ci recita la poesia di Totò dove scorgiamo tutte le domande, le risposte e i desideri più intimi dei teatranti al margine: “……..C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.”

 

Il Festival 2016 verrà anche ricordato come il festival dei cantastorie. È nata addirittura una sorta di competizione a chi sarebbe il primo e migliore cantastorie calabrese.

 

E allora non poteva mancare uno spettacolo musicale in omaggio a Rosa Balistreri dal titolo “L’ultima cantastorie” con Manuela Cricelli, Peppe Platani e Vincenzo Oppedisano. La ricerca di Manuela trae spunto dalla vita di Rosa Balistreri, indimenticabile artista del movimento folk degli anni ’70, vera interprete della musica popolare di Sicilia e si ispira ad un articolo scritto da Maria Ficara nel 2003 che alterna versi di canzoni a momenti fondamentali della vita dell’artista, a sottolineare quanto, col suo canto, Rosa parli, ancora oggi di una moltitudine di donne e uomini.

 

Mercoledì sera, poi, ci facciamo trasportare dalle vibrazioni della voce di Matilde Politi nel suo spettacolo “A Tirannia”. La cantastorie ci propone il suo variegato repertorio che va dalle canzoni d’amore, alle ninne nanne della tradizione orale siciliana ad una vicenda di odierna lotta alle sopraffazioni: la battaglia NO MUOS.

 

È un teatro che produce una trasformazione nel mondo esterno. Non solo chi è in scena ma anche lo spettatore partecipa allo spettacolo con tutto il corpo. E allora poco importa se non si comprende il significato di tutte le parole in dialetto siciliano. Il messaggio che vuole portare Matilde, il suo “teatro politico” arriva forte e chiaro. “La storia nostra è scritta cu lu sangu
di cu ha luttatu cu curaggio e 'ncegnu, sutta la china 'un si calau ddu juncu e contra la tirannia sempri appi sdegnu.”

 

Con la sua ricerca vocale, il ritmo della chitarra, le sonorità mediterranee, il tintinnio del sonaglio alla caviglia e la forza dei personaggi femminili che ci fa conoscere, ci ipnotizza per più di un’ora nella sala del Teatro Primo di Villa San Giovanni, realtà che ha appoggiato lo Scilla Fest.

 

Quando, il giorno dopo lo spettacolo, Nino Racco ci presenta il lavoro di questa determinata e irriverente cantastorie siciliana, percepiamo una forte stima reciproca sia pur nella diversità del loro modo di interpretare la figura del “cantastorie”. Nel dialogo tra i due artisti riviviamo la storia del teatro dagli anni ’70, e le scelte difficili di una donna che confessa di litigare tutt’oggi con la madre per aver scelto di fare l’artista, la cantastorie. Voleva partire per l’Irlanda con la sua chitarra e andare a suonare per locali, ma sua madre, terrorizzata all’idea della partenza della figlia, trovò la locandina del centro di sperimentazione teatrale di Pontedera, e Matilde dovette arrendersi. Fu lì che incontrò Jerzy Grotowski, il suo grande maestro che era convinto che il teatro dovesse mettere al centro l'attore con il suo corpo e la sua voce senza aiuti, unicamente con l'esperienza viscerale con il pubblico. L’incontro con Matilde finisce sulle note di una canzone di Joan Baez. Suo figlio seduto a terra in prima fila non le stacca gli occhi di dosso e noi vorremmo continuare ad ascoltarla suonare ancora per ore e ore.

 

Quella sera stessa gli artisti del festival e i ragazzi di Croce Valanidi mettono in scena il primo spettacolo –scambio “Storie, canti e paradossi” presso il parco dove ha sede l’Associazione “In…….cammino”. Uno spettacolo articolato e dove ognuno ha dato tutto sé stesso: dai ragazzi sui trampoli alle bolas, dal dolce stupore per le magie di Mr. Mu (il clown interpretato da Emilio Ajovalasit) al mangiafuoco-presentatore (Giulio Votta), dai minuziosi movimenti, suoni e dolci espressioni del mimo (Martin Curletto) fino alla storia della Baronessa di Carini (interpretata da uno sfavillante Nino Racco) e alle angeliche voci delle “Quattro A”. E come in ogni festa “calabrisi” che si rispetti, il mastro di ballo del quartiere ha, infine, dettato le regole di una lunga e scatenata tarantella a ritmo di tamburi e organetti.

 

Il giovedì pomeriggio è dedicato alle esperienze di Giovanni Gangemi e di Nando Brusco.

 

Nando è un percussionista di Belmonte Calabro, uno che i tamburi li fa parlare attingendo all’inquietudine che rappresenta il pozzo profondo della creatività, quell’abisso dove si perde la sua immaginazione e dove ritroviamo memorie antiche ma che tanto hanno da insegnare alle nuove generazioni. Un talento che Enzo Ruffolo aveva riconosciuto in lui fin da quando era una piccola peste e quasi per gioco aveva provato a suonare davanti a lui uno di quei tamburelli colorati che solitamente si appendono ai muri. “Lu poti sonari”, lo puoi suonare.

 

È visibilmente emozionato mentre ci racconta di come è nato il suo primo CD, di quanto sia stato importante per lui il sostegno del Teatro Proskenion e di alcuni suoi cari amici tra cui Luca de Simone, il percussionista che ne ha curato la prefazione e Fabrizio Basciano, giornalista de Il Fatto Quotidiano che ne ha curato di recente una recensione.

 

“Tamburo È voce” ci fa navigare tra ciclopi, pescatori, rivendicazioni di contadini e battiti di una terra che non smette di “sanguinare” ma che ha tanta voglia di riscatto, di ritrovarsi e di ripartire nell’arte, con l’arte.

 

Giovanni Battista Gangemi, invece, è un danzatore, insegnante di danza, esperto in danceability, coreografo e counselor rogersiano gestaltico di Reggio Calabria.

 

Giovanni è molto più che un danzatore, è un professionista che insegna alle sue allieve ad amare la danza, a far sì che in ogni singolo passo mettano un pezzo delle loro anime. Insegna loro ad amarsi e ad andare oltre l’immagine stereotipata della ballerina anoressica e mera esecutrice di una volontà esterna. Le sue ragazze imparano che nella danza la disciplina è fondamentale: la regola numero uno è “soffrire in silenzio”, ma dai loro sorrisi traspare l’amore per la danza e per la vita che come educatore non smette nemmeno un attimo di trasmettere loro.

 

Con orgoglio Giovanni afferma che ognuna di loro, approfondisce il significato dei testi delle canzoni su cui preparano le coreografie. Conoscono la musica e suonano strumenti musicali, e questo le aiuta moltissimo nel lavoro di improvvisazione. Quando Nando inizia a suonare, le danzatrici sanno come dar forma alla voce del tamburo, come farlo danzare assieme a loro.  

 

Durante l’incontro, oltre a raccontarci la sua esperienza, Giovanni danza per noi, e per la prima volta anche lui indossa la maschera e ci regala una straordinaria performance che vede protagonisti lui e Giulio Votta. La professionalità sta nella continua sperimentazione, nel superamento dei propri limiti e nella generosità di mettersi continuamente in gioco per stupire sé stessi e gli spettatori.

 

La sera in piazzetta Spirito Santo ci aspettano la fisarmonica e il cartellone di Daniele Mutino, un altro cantastorie. Occhi grandi e azzurri e capelli bianchi coperti da un cilindro nero. Nel suo lavoro “San Giorgio e il Drago” si intrecciano la Leggenda Aurea e modernità. Parte dalla nota vicenda per raccontarci storie moderne di abusi e sopraffazioni che si susseguono nelle periferie romane piene di “draghi avvelenatori e divoratori di futuro”. Li vediamo nella discarica di Malagrotta e nel campo rom dove una coppia di giovani rom, Sascia e Lili muoiono abbracciati mentre il fuoco distrugge la loro abitazione. Mentre la tragedia si consuma nelle note della fisarmonica, tra le nostre mani scorre il ritratto dei due ragazzi. Sorridevano, sognavano un futuro diverso, una vita senza guai.

 

Il drago alla fine viene ucciso, ma la sensazione di liberazione non riesce a vincere la rabbia per tutti quei draghi che riempiono quotidianamente le cronache dei nostri giornali.

 

Il giorno dopo sono Preziosa ed Emilio Ajovalasit a condividere con noi le emozioni dei primi dieci anni di R-esistenza del Teatro Atlante di Palermo, dieci anni che nel mese di ottobre hanno deciso di festeggiare con il Teatro Proskenion e con tutti i gruppi teatrali che hanno viaggiato con loro in questi anni.

 

Mirella Schino dice “Se qualcosa caratterizza la rete di relazioni teatrali e culturali che si intreccia attorno a Scilla, questo qualcosa potrebbe definirsi arte di scavalcare i confini, negare o sfumare i contorni.” E Preziosa ed Emilio di confini ne hanno superati molti. Persone che nel teatro hanno creduto fino in fondo, che hanno “scavalcato” i muri del carcere e hanno lavorato con scuole di ogni ordine e grado, migranti, ragazzi dei quartieri a rischio di Palermo coinvolgendo musicisti e teatranti da ogni parte d’Italia e oltre. È un teatro che ha oltrepassato mille ostacoli e che grazie alla loro tenacia in questi anni è cresciuto nutrendosi delle reti di scuole e associazioni che li hanno appoggiati e dell’affetto del loro pubblico. Un lavoro enorme basato sulle contaminazioni artistiche ed umane. E tutto ciò traspare dai loro sguardi, dall’entusiasmo con cui parlano del loro lavoro.

 

Le due serate finali sono state dedicate agli spettacoli di strada. Un lavoro in cui si sono susseguiti gli interventi degli artisti con la straordinaria interpretazione della leggenda di Colapesce da parte di Nino Racco accompagnato dal tamburo di Nando Brusco e dalla fisarmonica di Daniele Mutino, le performance del clown Vincenzino (il nostro Vincenzo Mercurio), il gruppo dei trampolieri e giocolieri, il gruppo del mimo (preparati da Martin Curletto – poliedrico e generoso attore e direttore della Compagnia teatrale La Secreta Cia di Barcellona) e le due pièce realizzate dai partecipanti. Il gruppo che ha lavorato con Emilio e Preziosa ha messo in scena una performance con le maschere, liberamente ispirata alla storia de “Il lupo e l’agnello” L’altro gruppo guidato da Nino Racco e Martin Curletto ha messo in scena una performance che voleva rappresentare l’assurdo viaggio della vita e che si è chiusa con un omaggio al viaggio di Ulisse: “Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada.”

 

Durante la parata per le vie di Scilla, mentre Vincenzo Mercurio passa davanti alla prima sede del Teatro Proskenion e saluta vecchi amici, ci vengono alla mente le parole di Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.” 

 

Com’è andata? Bene. Molto bene.  Ma come fa notare Nando Taviani: “L’importanza di un’esperienza si vede dalle sue conseguenze, non dalle parole con cui la vivisezioniamo.”

 

E allora come Ulisse noi proseguiamo il nostro vagabondare, ci abbondoniamo al rumore incessante delle onde e, senza ascoltare le Sirene, vi diamo appuntamento all’anno prossimo. Scilla Fest 2017. Arte, emozioni, vita".

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FENAFI: ciclo di seminari “Sistemi innovativi in grado di rispondere ai cambiamenti della società”

(447) Promuovere la diffusione della cultura finanziaria e sostenere attivamente le misure per lo sviluppo dell’economia e le politiche attive del lavoro. E’ questo l’obiettivo primario di una serie di incontri che a breve porteranno in riva allo Stretto esperti del settore pronti a confrontarsi e stilare una programmazione incentrata sulla “trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”.

 

Ad annunciarlo è il presidente della Fenafi avvocato Santo Alfonso Martorano che,  insieme ad un valido gruppo di lavoro,  svilupperà e approfondirà le regole volte ad assicurare ai clienti e agli operatori del settore un'informazione corretta, chiara ed esauriente che agevoli la comprensione delle caratteristiche, dei rischi e dei costi dei prodotti finanziari offerti e ne consenta la facile confrontabilità con altre offerte.  “Oggi ci sono istituti di credito che offrono servizi di pagamento e crediti a condizioni molto competitive grazie anche ad un team di professionisti del settore che, con le loro competenze ed il loro know how, fanno sì che sempre più, si raggiungano gli obiettivi della compagine. Il mix vincente è la capacità di conciliare le competenze tecniche con l’affabilità e con l’essere persona  – continua  il presidente Martorano – Importanti ed incisive sono le nuove regole finalizzate al rafforzamento della tutela dei soggetti interessati e al miglioramento della correttezza dei rapporti tra intermediari e clienti. Normative che si ispirano ai principi di semplificazione, snellimento dei contenuti e chiarezza del linguaggio da adattare al livello di cultura finanziaria delle differenti fasce di clientela ma anche alla sinteticità delle informazioni  essenziali ed esaurienti che consentano al cliente di capire le caratteristiche, i rischi e i costi del prodotto e forniscano la chiara illustrazione dei suoi diritti”. Insomma, un ciclo di seminari ad ampio raggio sulla trasparenza e privacy in campo finanziario ma anche una buona opportunità per gli esperti del settore di produrre azioni concrete nella direzione di ottenere maggiori soddisfazioni economiche. Per informazioni è possibile scrivere a info@fenafi.it.

 

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Reggio di Calabria: dal 3 ottobre la scuola Lucianum inaugura i laboratori pomeridiani aperti anche a studenti esterni. E non solo… Da quest’anno l’inglese raddoppia!

(446) Dal 1968 la scuola Lucianum, forte dei suoi valori educativi fondati su principi cristiani, stabilisce un serio rapporto tra l'arte dell'educare e l'arte del vivere. Il suo obiettivo primario è quello di garantire a tutti gli alunni, un percorso formativo olistico, graduale e coerente, in riferimento alle competenze e ai traguardi, in termini di risultati attesi.

 

Nella sua dimensione verticale, il curricolo scolastico organizza i saperi essenziali delle discipline, coniugandoli alle competenze chiave al fine di educare il futuro cittadino europeo. Pertanto, scegliere una scuola che miri al rafforzamento dell’inglese, con un’insegnante madrelingua, significa cominciare ad entrare in un sistema culturale diversificato, sempre più internazionale ed interculturale, quello di oggi.
La scuola, nel rispetto delle nuove Indicazioni Nazionali, offre  una formazione curricolare che assicura un livello di padronanza della lingua straniera non raggiungibile nei percorsi scolastici ordinari: oltre alle tradizionali ore curriculari d’inglese, la scuola prevede altre lezioni di discipline non linguistiche in lingua straniera con la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning).  La competenza linguistica in lingua straniera è una dimensione chiave per la modernizzazione dei sistemi di istruzione europei, e il CLIL è considerato il motore del miglioramento dei curricoli scolastici.
E per restare al passo coi tempi, la scuola si avvale delle più avanzate metodologie didattiche e tecnologie: la LIM (lavagna interattiva multimediale), presente in ogni aula;  il registro elettronico; la piattaforma e-learning che permette di vivere la scuola a casa, con possibilità di percorsi personalizzati. Altro fiore all’occhiello della scuola è la baby orchestra: l’unica della Calabria! Il sabato mattina, la tradizionale ora di musica viene sostituita da un vero e proprio corso d’orchestra che prevede l’insegnamento di strumenti quali pianoforte, violino, flauto traverso e percussioni. Infine  la scuola, aperta fino alle ore 17.00,  offre il servizio mensa, l’assistenza ai compiti, e vari laboratori pomeridiani, rivolti anche a studenti esterni: Lezioni di
Inglese e Spagnolo (con insegnante madrelingua e possibilità di conseguimento attestato finale, legalmente riconosciuto);
Lezioni di fumetto; Lezioni di pianoforte; Lettura creativa; Lezioni di cucina con il progetto “Oggi cucino anch’io”; Scherma; Ginnastica.

Si organizzano campus all’estero nel periodo estivo. Vi aspettiamo! Lucianum, vieni con noi. Aumenta la gioia!
I laboratori avranno inizio lunedì 3 ottobre.


Per maggiori informazioni:
Segreteria Lucianum Via Giorgio Miceli,14 Reggio Calabria
Orari: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 9.00, e il mercoledì dalle 15-00 alle 17-00
Tel :   0965/28212 

www.scuolalucianum.it
Pagina fb ScuolaLucianum 

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Reggio di Calabria: Marra (MAP) “Reparto OBI dell’Ospedale Riuniti al collasso”

(331) “Purtroppo non bastano le buone notizie che per i primi di ottobre sarà operativo il nuovo Pronto Soccorso dell'Ospedale Riuniti di Reggio Calabria. Dopo la nostra visita di qualche mese fà al Pronto Soccorso provvisorio,

 

in cui mettevamo in evidenza il corridoio da affrontare prima di poter accedere alle prime cure e dopo altri nostri interventi per mettere ancora una volta in evidenza il sovraffollamento del Reparto di Medicina, proprio ieri durante una nostra visita presso l'Ospedale ci siamo accorti che al terzo piano Reparto “OBI” le barelle arrivavano in fondo al corridoio, creando tantissimi disagi ai pazienti quasi tutti anziani e ovviamente con privacy zero. Addirittura la Signora Paola di anni 83 ricoverata d'urgenza quattro giorni fà per valori di emoglobina bassissimi quindi con bisogno di trasfusioni di sangue, proprio al nostro arrivo è stata fatta uscire dalla stanza chiamata “di emergenza“  in cui vi erano i  relativi macchinari  e trasferita nel corridoio tra i due bagni. Il figlio Giacomo ha fatto di tutto per convincere la madre a stare calma anche perchè sono stati fortunati ad avere un letto anche se mancava il cuscino, perchè la stessa avendo una costola rotta e la spalla lussata non sarebbe stata in barella quindi avrebbe firmato per ritornare a casa. Oltre la Signora Paola nel corridoio erano presenti altre quattro persone ma a dir suo ieri erano molte di più e comunque ha voluto chiarire che nella sua permaneza a Milano per quasi 40 anni nonostante i molti ricoveri in vari ospedali non è mai capitato di permanere in un corridoio, ricordandoci anche che il marito due anni fà proprio al Pronto Soccorso era stato dichiarato velocemente morto e poi grazie agli “ angeli della rianimazione” che hanno avuto caparbietà lo hanno riporatto in vita dopo circa mezz'ora di arresto cardiaco. Come pensiamo di essere una Città Metropolitana se non abbiamo neanche lettini e cuscini presso l'unico grande Ospedale della città che nonostante il grande impegno di Medici e Infermieri continua a soffrire per la mancanza di personale”. Il Presidente, Pietro Marra.

 

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Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Ad un ciuffo dal derby”

(405) "Quinto risultato utile consecutivo, quarto pareggio di fila, la classifica si muove ancora. Siamo all’alba del campionato ma mantenere una distanza di sicurezza dalle zone calde è sempre un dato positivo.

 

La prestazione della Reggina nel derby non è stata brillante come altre volte, pur rimanendo su standard sufficienti, merito di un Cosenza che si è dimostrato squadra compatta e che ha chiuso tutti i varchi ed a causa di un terreno di gioco che, almeno fino alla pausa di gennaio, non crediamo possa essere riportato a livelli accettabili. Gli amaranto, però, a differenza del Cosenza che non ha mai tirato in porta se non quasi allo scadere, le sue due occasioni importanti le ha avute nel primo tempo con Coralli e, soprattutto, nella ripresa, a pochi minuti dal termine, quando Gianola è arrivato davvero ad un ciuffo dal pallone che chiedeva soltanto di essere sospinto in rete sul cross di Bangu. E’ mancato quel guizzo, quella giocata che spezzasse l’equilibrio ma, in partite come queste, a volte conviene prendersi anche un punticino piuttosto che rischiare di uscire a mani vuote dopo aver tenuto costantemente il pallino del gioco. Se quella contro il Cosenza era la prova del fuoco, la prossima gara a Lecce rappresenta un esame durissimo al cospetto di una corazzata che, presumibilmente, si giocherà col Foggia fino alla fine la vittoria del campionato. S’è pur vero ciò, la Reggina sbarazzina può andare al “Via del Mare” a giocarsi le proprie carte senza l’assillo della classifica e siamo certi che metterà in difficoltà i salentini che dovranno faticare non poco per ottenere i tre punti. Il campionato è ancora lungo ma rimanere in linea con gli obiettivi della vigilia e mostrare sempre e comunque un’identità di gioco ben precisa e propositiva ci lascia ben sperare per il futuro (sempre vivendo giornata dopo giornata). Intanto speriamo che la capienza del “Granillo”, già per la prossima partita in casa contro la Juve Stabia, possa tornare ai suoi standard e che almeno questa situazione incresciosa abbia un lieto fine". * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Reggio di Calabria: dal 25 settembre al via “Rizomata”, la mostra di Kreszenzia Gehrer

(912) Il 25 settembre si è inaugurata presso lo studio fotografico di Giovanna Catalano la mostra di Kreszenzia Gehrer, curata da Eduardo Grillo, dottore di ricerca in semiotica, e allestita da Valentina Tebala, curatrice indipendente.

 

La mostra, intitolata “Rizomata” sarà visitabile fino al 27 settembre e apre una mini rassegna artistica che indagherà, con i mezzi propri delle varie forme d’arte, il tema delle radici. “Il Rizoma è nozione cardine della filosofia e della semiotica contemporanee; la linea di sviluppo labirintica e inclusiva che caratterizza la nostra cultura. Dei principi che guidano l’espansione rizomatica, uno è quello della ‘Molteplicità’; il Rizoma è un sistema aperto e mobile, infinitamente percorribile, che a ogni nodo consente nuove associazioni, nuove interpretazioni. Il Rizoma assorbe così il suo Ospite, colui che lo percorre, incorporando nel suo svolgimento le nuove interpretazioni, le mappe che egli disegna per orientarsi nel cammino. La cifra di Kreszenzia Gehrer è il Rizoma. Ogni opera è un passo ulteriore che insegue la dinamica di accumulazione del senso, un costante incremento semantico e formale, di cui la mostra tenta di restituire la derivata. Se il percorso eidetico-formale di Kreszenzia è rizomatico, lo è anche la cornice tematica. Il punto di partenza è infatti ‘Die Erde’, la Terra, il terreno sul quale si cresce e in cui rimangono le ‘radici’, sempre attive ma nascoste, seppellite. La Terra è il luogo da cui si proviene e al quale non si cessa di tornare; ‘Heimat’, il luogo-Madre sempre vagheggiato, il posto in cui si parla la lingua degli affetti. Ma non si tratta di una reminiscenza idilliaca. Il passo successivo è infatti il non-familiare, il Perturbante, che sempre incombe su ogni ritorno alle radici. Il Perturbante è ciò che spaventa, l’esperienza emotiva che scuote le certezze, ogni volta che emerge la natura ambigua degli oggetti consueti. ‘Das Unheimliche’ è il luogo dell’ambiguità, dell’indecidibilità emotiva. E l’indecidibilità caratterizza anche i giochi dei bambini. Non sorprende allora che l’ultimo passo sia ‘Die Seele des Spielenden Kindes’, l’anima pura ma sempre in pericolo dei bambini che giocano i loro giochi, in cui l’innocenza si espone ai rischi dell’esperienza”.

 

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Reggio di Calabra: respinto il ricorso sull’edicola lato nord di Piazza Duomo, il Sindaco Falcomatà: «Il Tar certifica il corretto operato dell’Amministrazione che agisce sempre nell’interesse dei cittadini»

(329) La Sezione Staccata di Reggio Calabria del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabira ha respinto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza di sgombero sull’edicola lato nord di Piazza Duomo.

 

“Come emerge dagli atti di causa – si legge nell’ordinanza pubblicata dalla sezione reggina del Tar – in conseguenza dello spostamento dell’edicola posta sul lato nord della piazza, al fine di completare la pavimentazione della stessa, che avverrà a cura e spese della ditta esecutrice dei lavori, verrà comunque garantita la continuità lavorativa all’esercente in epigrafe, riducendosi al minimo indispensabile il tempo per l’esecuzione dello spostamento”. «L’ordinanza del Tar – ha commentato il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà – di fatto certifica il corretto operato dell’Amministrazione Comunale, che agisce sempre nel supremo interesse dei cittadini, e dà il via libera al completamento dei lavori della Piazza, già praticamente ultimata nelle scorse settimane prima del passaggio della processione della Madonna della Consolazione Santa Patrona della Città. Recepito il parere del Tar – ha concluso il Sindaco – procederemo secondo programma in modo da completare in breve tempo i lavori previsti e riconsegnare ai reggini la nuova splendida piazza Duomo nella sua interezza».

 

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Reggio di Calabria: Giornate Europee del Patrimonio, sabato 24 la presentazione del libro di Caridi “San Francesco di Paola”

(899) In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2016 l’Archivio di Stato di Reggio Calabria e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria presentano agli studiosi reggini l’ultimo libro del professor Giuseppe Caridi "San Francesco di Paola".

 

Un santo europeo degli umili e dei potenti. Quest’opera storica, trattata con il consueto rigore dal professore Caridi, rivisita le fonti archivistiche unitamente alla letteratura agiografica e traccia la biografia del Santo inquadrandola nel contesto politico, culturale e religioso italiano e europeo del Quattrocento. Ai saluti del Direttore dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, Maria Giuseppina Marra, e del Soprintendente archivistico e bibliografico, Maria Luisa Storchi, seguiranno le relazioni di mons. Antonino Denisi e del professor Enzo Cataldo, entrambi deputati della Deputazione di Storia Patria della Calabria, di cui il professore Caridi è Presidente. Per l’evento l’Archivio di Stato reggino e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica calabrese hanno allestito un percorso documentario relativo al culto di San Francesco a Reggio e Catona dal titolo Il culto di San Francesco di Paola nel Reggino. Testimonianze storiche (secc. XVIII – XX). In particolare sono stati presentati due percorsi: il primo, curato dall’Archivio di Stato, afferente la Chiesa e la Congrega di San Francesco di Paola a Reggio; il secondo, a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica, relativo ad alcune testimonianze documentarie pertinenti la Chiesa e la Congrega di San Francesco a Catona.

 

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Reggio di Calabria: Pino Insegno vuole riabbracciare Reggio “Anch’io sono riggitano”

(898) “Non vedo l’ora di riabbracciare Reggio, pure io sono riggitano”. Entusiasta di portare il suo spettacolo “C’era una volta…Signore e Signori buonasera”, one man show inserito nella nuova stagione teatrale della compagnia reggina Officina dell’arte diretta dall’attore Peppe Piromalli al teatro “Francesco Cilea”,

 

il noto interprete e doppiatore Pino Insegno è pronto a catapultare il pubblico in un passato televisivo commovente. Anche quest’anno, da sola e con la caparbietà di chi ha l’arte nelle vene,  l’Officina dell’arte ha messo su un cartellone teatrale pronto a partire il prossimo 22 Ottobre e sino ad Aprile in riva allo Stretto, arriveranno big del cabaret, televisione e compagnie teatrali della Penisola. Sicuramente, da non perdere, lo show di Insegno che mostrerà tutte le sue doti di attore, comico e intrattenitore ma soprattutto, sarà una buona occasione per riabbracciare Reggio Calabria che ha dato i natali al padre. “Sono nato a Roma ma Reggio è nel mio cuore – afferma Insegno -. Mio padre viveva a Sbarre Centrali e nonno faceva il capostazione. Ricordo con affetto le vacanze trascorse al Sud dove ho ancora alcuni parenti e amici. La tappa teatrale sarà quindi, un’ottima scusa per tornare a casa. “Signori  e signore buonasera” è uno spettacolo sulla memoria della televisione, del cinema che non c’è più paragonata a quello che c’è oggi. Tutto questo visto con occhi romantici di chi lo ha vissuto in quegli anni, quando c’era la televisione che ti lasciava un ricordo importante, quando c’era tanto da vedere e la tv non era solo un elettrodomestico, era qualcosa che ti accompagnava, che riuniva la famiglia sul divano. Era davvero un amico di famiglia”. Quello al “Cilea” sarà un viaggio con effetti speciali tra i miti, gli sceneggiati e i personaggi  degli anni ’60, ’70 e ’80 “che hanno fatto la storia del cinema italiano e non solo, e chiedendo aiuto al Dio dello spettacolo che mi risponderà con la voce di Baudo  grazie alla voce fuori campo di Massimo Lopez – continua Insegno – duetterò con Renato Rascel e interagirò con i grandi della tv stringendo idealmente la mano all’indimenticabile Massimo Troisi, Marcello Mastroianni, Gino Bramieri, Walter Chiari e poi ballerò il “Tuca Tuca” con Raffaella  Carrà. Sarà una serata romantica, magica e divertente”. Insegno si definisce come “un bravo artigiano” e quando parla di arte ci tiene a precisare che “il petrolio italiano è la cultura, lo spettacolo, l’arte in tutte le sue forme  e chiunque viene a governare il nostro Paese deve pensare che la nostra vera ricchezza è questa. Qui, dovrebbero fare come fanno in Arabia Saudita che trovano i pozzi per il petrolio: noi abbiamo tanti e raffinati pozzi di arte come l’Officina che ha investito e creduto in un progetto condiviso da tanti attori e professionisti che vogliono davvero far riemergere una città come Reggio Calabria intrisa di buona cultura”.

 

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Palmi (RC): fino al 4 ottobre la mostra “Lo sguardo oltre. Reggio Calabria visioni metropolitane”

(897) Particolare successo di pubblico sta riscontrando la mostra, allestita presso la suggestiva location della Casa della Cultura “Leonida Repaci” di Palmi, “Lo sguardo oltre. Reggio Calabria visioni metropolitane”, fruibile liberamente fino al prossimo 4 ottobre.

 

In occasione dell’entrata in vigore della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Bluocean presenta la mostra collettiva con scatti di grandi fotoreporter italiani, assidui collaboratori di National Geographic (di cui Bluocean è partner ufficiale), e giovani talenti emergenti che hanno posato il loro sguardo sul territorio calabrese. L’evento, ideato e prodotto da Bluocean, dopo Gerace e Palmi coinvolgerà, dal 6 ottobre, Reggio Calabria. Dal percorso formativo del Bluocean’s Workshop, evento didattico di rilievo nazionale patrocinato da National Geographic, nasce l’incontro tra i giovani autori e i maestri della fotografia. Così, dagli appuntamenti dedicati al territorio reggino inizia un viaggio artistico e allo stesso tempo documentario della Città Metropolitana di Reggio Calabria, attraverso le visioni – specchio delle variegate sensibilità degli autori – di paesaggi contemporanei, allo stesso tempo estàtici, stereotipati o sopraffatti dall’illegalità; arti e tradizioni che caratterizzano questo territorio ai margini d’Italia, al centro del Mediterraneo.  24 le opere fotografiche, riprodotte in grande formato, che coinvolgeranno il visitatore in un percorso suggestivo e inedito del territorio. L’evento gode del patrocinio scientifico dell’INU Istituto Nazionale di Urbanistica e dell’Ordine degli Architetti della provincia di Reggio Calabria.

Espongono:

 

I docenti del Bluocean’s Workshop e photoreporter di National Geographic:

 

Giancarlo Ceraudo, Alessandro Gandolfi, Emiliano Mancuso, Antonio Politano, Sergio Ramazzotti, Bruno Zanzottera.

 

I fotografi:

 

Cosimo Calabrese, Davide Crea, Alessandro Falcone, Nadia Giovinazzo, Valentina Giovinazzo, Daniele Ligato, Edoardo Lio, Andrea Mandara, Gianluca Meduri, Adele Sergi, Giuseppe Vizzari.

 

Nota sul Bluocean’s Workshop

 

Il Bluocean’s Workshop, evento patrocinato da National Geographic Italia e giunto alla 7° edizione, ha registrato negli anni la direzione di grandi maestri della fotografia contemporanea tra cui Carsten Peter ed Erika Larsen. Considerato un appuntamento di assoluto rilievo nel panorama didattico e formativo, non solo nazionale, si caratterizza per l’originale metodologia applicata all’insegnamento. I partecipanti sono impegnati in sessioni full immersion, d’aula o shooting sul campo, durante le quali, lavorando gomito a gomito con i maestri fotografi, si impegnano a realizzare un reportage fotografico seguendo i dettami di National Geographic. Le diverse edizioni interessano tutto il territorio nazionale; diversi moduli del Bluocean’s Workshop sono stati ambientati in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Toscana, Calabria e Sicilia e hanno consentito, oltre ad un più ampio confronto didattico, la documentazione delle straordinarie diversità che rendono unico il territorio nazionale.

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Reggio di Calabria: Stanza 101, ieri sera dibattito su “Gioventù Tradita”

(896) La neonata associazione “Stanza 101” si apre alla città di Reggio Calabria con un ricco e partecipato dibattito che si è tenuto ieri (21 settembre) sera presso il Caffè Malavenda.

 

Oggetto della discussione è stata la “Gioventù Tradita”, titolo tratto dall’omonimo libro del giovane studente reggino Francesco Marrara, uno dei protagonisti ospiti del dibattito insieme a Marika Pizzi, giovane assistente sociale, Pasquale Oronzio, membro dell’associazione universitaria New Deal, e Luigi Iacopino, socio fondatore di Stanza 101. È proprio Iacopino a presentare Stanza 101, nome preso dal celebre romanzo ‘1984’ di G. Orwell per rappresentare l’attuale società totalitaria e la volontà di reagire ad essa. Secondo il rappresentate di Stanza 101, oggi bisogna costruire una reazione alla società nichilista ed al pensiero unico imposto da chi gestisce l’economia. L’impressione è quella di vivere un epoca di “cretinismo economico”, citando Gramsci, il quale ammoniva il pericolo che tutta l’esistenza dell’Uomo si potesse ridurre alla sua capacità di produrre e creare. A questa deriva bisogna opporre la forza delle identità e le identità possono riemergere solo creando momenti di dibattito e di pensiero critico come Stanza 101 in questa serata si è sforzato di organizzare. Nel romanzo di Orwell, la Stanza 101 è la camera in cui vengono torturati tutti i dissidenti del regime sottoponendoli alle proprie fobie. Qui a Reggio, e prima ancora sul blog ufficiale dell’associazione, la volontà è quella di aprire questa Stanza per superare ogni critica impertinente e politicamente scorretta che non deve più corrispondere ad una fobia sociale (razzismo, xenofobia, omofobia, etc…) ma deve essere l’opportunità per far incontrare visioni alternative. La discussione è proseguita in un serrato confronto con domande poste dal moderatore Giuseppe D’Agostino, direttore della testata on-line cmnews.it, ed a giro le risposte dei giovani ospiti relatori. A dettare la traccia però sono gli argomenti del libro “Gioventù Tradita” di Francesco Marrara: lavoro, istruzione, università, famiglia, manipolazione delle masse. È proprio il giovane scrittore a presentare il suo primo lavoro nato per dare un messaggio positivo ai giovani e spingerli alla riflessione sui temi importanti e su quei valori che devono diventare punti di riferimento per la propria vita. Cardine valoriale deve essere la realtà della famiglia naturale, cellula della società e prima agenzia educativa dell’Uomo. La famiglia è quel nucleo affettivo dove l’Uomo comincia a relazionarsi all’altro ed a strutturare la propria persona per affrontare la quotidianità e per costruire, insieme all’altro, il vero progresso di una società. Ma accanto alla famiglia fondamentale è il supporto sussidiario dell’istruzione e dell’università, due mondi oggi in crisi perché non formano coscienze critiche ma uniformano l’individuo attraverso un semplicistico sistema nozionistico. L’individuo, così, diventa un soggetto debole in preda alla manipolazione sociale ed al lavoro capitalistico che estranea l’Uomo per immetterlo in una logica mercantilistica ed utilitaristica. In questo quadro il lavoro non è più al centro di un progetto di vita ma diventa un mero strumento di alienazione. Sono questi riflessioni importanti, a volte anche un po’ grezze e banali, ma necessarie per suscitare interrogativi in una gioventù che ha bisogno di mettersi in gioco. Molto interessante è anche la prospettiva di Marika Pizzi, giovane assistente sociale secondo la quale il problema della gioventù è la carenza di veri punti di riferimento sociali. La società oggi non c’è, è assente se non in speranze illusorie di benessere che poi vengono riempite da alcol, droghe ed anche mafia. Pasquale Oronzio, rappresentante del mondo universitario, mette in risalto il ruolo dell’associazionismo come arma per combattere il nichilismo della società attuale. Le associazioni sono una grande opportunità per creare contatto fra diversità e di conseguenza aiutare nel confronto a sviluppare un pensiero critico e libero. Oronzio fa anche un giusto mea culpa dei giovani che si cullano sulle grosse difficoltà che questa epoca offre perché il futuro non si può ereditare ma bisogna costruirlo. Se sull’attuale gioventù gravano grosse responsabilità dei propri padri è ancora maggiore il tradimento che i giovani compiono verso se stessi nel loro disimpegno. Una prospettiva questa coraggiosa e leale ma soprattutto di riscatto e determinazione. Il dibattito è proseguito anche con un ricco confronto con il pubblico intervenuto numeroso a questo primo appuntamento di Stanza 101. Si è parlato di famiglia come barricata rispetto al livellamento del mercato perché offre valori, quali l’identità, la solidarietà e la comunità, assolutamente inconciliabili con quelli dell’efficienza e del consumismo. Si è parlato di meccanizzazione della vita, della precarietà dell’esistenza e soprattutto si è saldato un costruttivo confronto generazionale. Giovani e anziani non devono essere più in conflitto come lo furono nel ’68 ma devono insieme partecipare, su ruoli e posizioni diverse ma comunicanti, a ricostruire la società sui valori che armonizzino la società.

 

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Cinquefrondi (RC): operazione “Saggio Compagno”, la Cassazione ha annullato la custodia cautelare ad Angelo Petullà

(431) La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, dott. Massimo Minniti, nei confronti di Angelo Petullà accusato, nell’ambito dell’operazione “Saggio Compagno”,

 

di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione consumata. Ad Angelo Petullà, infatti, viene contestato di far parte, insieme ad altre persone, dell’articolazione territoriale dell’associazione di tipo mafioso denominata “'ndrangheta”, operante nei comuni di Cinquefrondi, Anoia e nelle località limitrofe, inserita nel mandamento tirrenico della Provincia di Reggio Calabria e, in particolare, di far parte dell’associazione di stampo mafioso nota come “locale di Cinquefrondi” nonché di estorsione consumata, aggravata dal metodo mafioso e con il fine di agevolare la cosca di appartenenza, nei confronti dell’imprenditore boschivo Michelangelo Cartolano. Avverso la predetta ordinanza, la difesa di Angelo Petullà, rappresentata dagli avvocati Antonino Napoli e Domenico Bellocco, dopo aver svolto indagini difensive, aveva proposto ricorso al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria che aveva confermato l’ordinanza. Avverso quest’ultimo provvedimento i difensori del Petullà hanno proposto ricorso in Cassazione chiedendo, per i motivi in esso articolati, l’annullamento dell’ordinanza. Nel suo intervento difensivo, davanti la V° sezione della Suprema Corte di Cassazione, l’avvocato Antonino Napoli ha evidenziato che Angelo Petullà, come confermato dalla stessa ordinanza del Tribunale della Libertà, non era stato indicato né dal collaboratore di giustizia Rocco Francesco Ieranò né nell’intercettazione ambientale, captata a casa di Giuseppe Ladini, quale affiliato alla ‘ndrangheta. La lite tra Fortunato Spanò e Angelo Petullà, ripresa dalle telecamere poste nei pressi di casa Ladini, riguardava fatti esclusivamente personali e non, come erroneamente ritenuto dall’ordinanza impugnata, la presunta contestazione del mancato rispetto degli accordi di natura estorsiva, precedentemente imposti dai capi della cosca, al suocero dello Spanò, Michelangelo Cartolano. La Cassazione, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Antonino Napoli, ha annullato con rinvio l’ordinanza impugnata imponendo, al Tribunale della Libertà di Reggio Calabria, un nuovo giudizio in cui dovrà attenersi alle indicazioni di diritto provenienti dalla Suprema Corte.

 

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Reggio di Calabria: venerdì 16 l’incontro “Referendum Costituzionale: Cosa cambia?”

(890) Venerdì 16 settembre presso il saloncino “Emiliano Vecchietti” della Parrocchia Santa Maria della Candelora di Reggio Calabria si è tenuto l’incontro dal titolo “Referendum Costituzionale: Cosa cambia?”.

 

L’evento è stato promosso dal gruppo “Laboratorio di politica” della Parrocchia ed è stato tenuto dal Prof. Antonino Spadaro, ordinario di diritto costituzionale dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Obiettivo principale dell’incontro è stato quella di trasmettere alla cittadinanza gli elementi per maturare consapevolmente la scelta di voto, con cui si confermerà o respingerà il nuovo testo costituzionale. “Che sia un sì o che sia un no, entrambe le scelte sono rispettabilissime, purché ragionate” ha ricordato il prof. Spadaro durante l’incontro, dopo aver delineato le novità della riforma, in termini di vantaggi, difetti e difetti apparenti, che sono stati individuati secondo un approcci tecnico e a-partitico. Per questa ragione, sono stati tanti i temi toccati tra cui: il ruolo del nuovo Senato, il destino della legge elettorale, il nuovo ruolo delle regioni ed il rafforzamento dell’esecutivo, che si creerebbe con il nuovo sistema. Alla relazione è seguito un dibattito, cittadini e studenti sono intervenuti, esternando i loro dubbi nel merito, le loro considerazioni, attraverso un approccio critico. L’incontro si è concluso con i saluti di don Luigi Cannizzo, parroco della Candelora. “E’ dovere di buoni cristiani informarsi e partecipare attivamente alla vita sociale come cittadini. Questo è in fondo il messaggio della dottrina sociale della Chiesa”, sottolinea il padrone di casa, facendo menzione dei lavori del Concilio Vaticano II. L’evento ha ufficialmente aperto il ciclo di incontri in cui lo stesso si inserisce. Pertanto, seguirà una seconda iniziativa e sarà incentrata sempre sul referendum costituzionale, in cui i cittadini si confronteranno direttamente con i politici, esponenti del comitato del sì e del comitato del no. Secondo la attuale programmazione, il secondo evento si svolgerà a fine ottobre. Se ne darà comunicazione alla cittadinanza attraverso il sito ufficiale della Parrocchia della Candelora ed i media locali.

 

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Lega Pro, girone C, V^ giornata: Monopoli-Reggina 1-1

(401) S.S. Monopoli 1966-U.S. Reggina 1914: 1-1. Monopoli (4-3-3): Mirarco; Ricucci, Esposito (c), Bacchetti, Pinto; Nicolini, Balestrero, Viola (dal 67° Franco); Montini (dal 62° D’Auria), Genchi, Gatto (dal 76° Mouzakitis). In panchina: Pellegrino, Cassano, Mercadante, Difino, Sounas, Bei, Mavretic, De Vito, Padalino. All.: Zanin.

 

Reggina (4-3-3): Sala; Cane (dall’80 Maesano), Gianola, Kosnic, Possenti; Bangu, Botta, De Francesco(dall’89° Knudsen) ; Oggiano, Coralli (c) (dal 71° Bianchimano), Porcino. In panchina: Licastro, De Bode, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Cucinotti, Romanò, Mazzone, Tommasone. All.: Zeman. Arbitro: Proietti di Terni. Assistenti: Spensieri di Genova e Perrotti di Campobasso. Marcatori: Porcino al 2° ed Esposito al 26°. Recupero: 1’ (pt) e 5’ (st). Corner: 2-3. Ammoniti: Cane al 31°, Ricucci al 69°, Genchi al 76°, Sala all’82° e Kosnic al 93°. Espulso: Damato, team manager Reggina, nel primo tempo. Zeman torna all’11 che ha pareggiato ad Agrigento: fuori Knudsen per Bangu unica variazione rispetto alla gara contro il Catania. La Reggina incontra la sua storia: tra gli avversari, in panca Diego Zanin e Massimo Mariotto in tribuna nelle vesti di DS (entrambi presenti a Reggio lo scorso 25 giugno per l’evento benefico pro “Hospice” organizzato dall’Associazione Culturale “Leggende Amaranto” in campo con la maglia della Reggina ’88). La squadra di Zeman è in salute, lo dimostrano non solo i 3 risultati utili consecutivi ma più che altro la qualità delle prestazioni (sia dal punto di vista tecnico che atletico). Una cinquantina i tifosi amaranto dietro il famigerato striscione “Dignità” e sotto l’immancabile bandiera sventolante di Tommaso Buffon. La prima mezz’ora mostra una gara tutto sommato equilibrata con le due squadre ad affrontarsi apertamente e senza particolari ed eccessivi accorgimenti tattici da parte di Zanin e Zeman. Il vantaggio iniziale della Reggina, chiaramente, costringe la squadra di casa ad una gara in salita. Piano piano, la squadra di Zanin comincia a macinare gioco e sebbene presti il fianco alle ripartenze amaranto, intorno alla mezzora pareggia i conti. La cronaca. Primo tempo. Nemmeno il tempo di iniziare a ragionare che la Reggina passa in vantaggio: Coralli in verticale in area per Oggiano che, affrontato da un difensore stramazza al suolo con palla vagante al limite. Il più lesto è Porcino che, accentrandosi, d’interno destro a giro, batte Mirarco sul palo alla sinistra dell’estremo difensore. Bene! Al 12° il Monopoli ci prova con Balestrero il cui tiro termina sul fondo. Il tempo della rimessa dal fondo e capovolgimento di fronte con Oggiano vicino al raddoppio: prima ci prova Porcino con Mirarco pronto nella respinta, sul pallone arriva Oggiano che calcia ma ancora Mirarco blocca sulla linea di porta. Partita vivace. Al 20° occasione per il Monopoli: Genchi per Montini che spreca mandando in diagonale sul fondo. Al 21° puntata offensiva della Reggina: palla a Coralli in area che calcia male ed altissimo (la pessima conclusione non finirà nelle cronache per la posizione di offside del centravanti amaranto prontamente segnalata dal sig.Perrotti. Al 23° ancora Monopoli: Gatto s’incunea in area e di sinistro calcia su Sala che è pronto a bloccare in due tempi. Al 26° la squadra di casa pareggia: calcio di punizione dalla trequarti sinistra di Pinto, il pallone è in area con il capitano Esposito che sovrasta gli amaranto (Cane ed un compagno, forse Possenti?) e colpisce prendendo controtempo Sala. La palla termina in rete, fors’anche con un ultimo tocco di Gatto sulla linea di porta. Il goal, comunque, viene dato ad Esposito anche se ci avvaliamo del beneficio del dubbio. I 20 minuti che trascorreranno fino al doppio fischio di Spensieri non riservano particolari emozioni. Primi 45 di gioco interessanti con entrambe le squadre intraprendenti e che dimostrano di poter vincere la partita. Secondo tempo. Inizio lampo della Reggina. Bangu recupera palla a metà campo e serve Oggiano sulla sinistra. Solito movimento ad accentrarsi per andare al tiro con il sinistro, la battuta è centrale con Mirarco a respingere di pugno. Al 57° lampo Monopoli: Genchi, su punizione nei pressi del vertice destro dell’area di rigore, batte a rete con il pallone che termina sul fondo alla sinistra di Sala. Inizia il valzer delle sostituzioni: all 62° Zanin sceglie D'Auria per Montini e, al 67°, Franco per Viola. Al 71° primo cambio della partita per Zeman: fuori il capitano Coralli e dentro, all’esordio stagionale, Bianchimano. Al 76° ultimo cambio per il Monopoli: esce Gatto ed entra Mouzakitis. Onestamente, la partita è scemata sotto tutti i punti di vista. Le squadre, probabilmente, sono soddisfatte del risultato e non si stuzzicano più di tanto. All'80° ed all'89° Zeman effettua seconda ed ultima sostituzione: Cane per Maesano e Knudsen per De Francesco. Seconda metà della partita assai deludente dal punto di vista del gioco, forse un tantino più proiettato in avanti il Monopoli quasi a dover comunque onorare la prestazione casalinga. Del resto, una cronaca scarna come questa non può essere indice che di un secondo tempo in cui la noia è stata l’unica vincitrice. Resta il punto conquistato in trasferta, il quarto risultato utile consecutivo e l’approssimarsi alla derby calabrese con il Cosenza di domenica prossima con uno 6 punti in classifica (per certi versi inaspettati fino a qualche settimana addietro).

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