Calcio, Lega Pro 2: HinterReggio-L’Aquila 2-4

HinterReggio-L’Aquila: 2-4. HinterReggio (3-4-3): Mengoni 6,5; Ungaro 6, Franceschini 5, Impagliazzo 5; Cutrupi D. 5,5 (1’st S. Cutrupi 6,5), Gioia 5,5, Pensalfini 5 (13’st Vicari 5,5), Anzilotti 7; Figliomeni 6 (25’st Broso sv), Khoris 7, Zampaglione 6,5. In panchina: A. Cutrupi, Borghetto, Trentinella, Febbraio. Allenatore: Di Maria 6. L’Aquila (4-3-3): Testa 6,5; Rapisarda 6, Pomante 6,5, Tiziano 6, Ligorio 6; Agnello 6, Carcione 6,5 (33’st Menicozzo sv), Iannini 6,5; Improta 7, Infantino 7 (38’st Colussi sv), Ciotola 6,5 (23’st Triarico 6,5). In panchina: Modesti, Gizzi, Petta, Ingrosso. Allenatore: Graziani 7. Arbitro: Serra di Torino 5,5. Assistenti: Oliviero di Ercolano e Petrone di Potenza. Marcatori: 24’pt Iannini (LA), 26’pt Khoris (H), 44’pt Improta (LA), 1’st Anzilotti, 22’st (rig.) e 37’st Infantino (LA). Note: spettatori 250 circa. Ammoniti: Gioia e S. Cutrupi (H), Iannini e Ligorio (LA). Angoli: 5-8. Recupero: 0’pt, 3’st.

Dopo aver espugnato il Granillo, L’Aquila vola alto e si fionda all’inseguimento della capolista Aprilia, vera dominatrice di questo primo scorcio di  campionato, 4-2 per gli abruzzesi il risultato finale e passivo troppo pesante per i ragazzi di Di Maria che deve rinviare l’appuntamento con la vittoria.  Di Maria, schiera la difesa a tre ed è proprio la fase difensiva a tradire il mister, troppa ingenuità nei primi due gol subiti a difesa schierata con palle inattive. Un  centrocampo abulico, privo di  idee, un attacco servito poco e che comunque  accende la luce a tratti grazie alle giocate di Khoris, Zampaglione e Figliomeni autore di due assist. L’Aquila, invece, ha messo sul terreno di gioco una maggiore qualità tecnica sia a centrocampo con Iannini e Carcione sia in attacco con un trio esplosivo e pronto a far male quando veniva innescato. Parte subito forte L’Aquila e al 2’, impegna Mengoni con infantino. Al 6’, punizione di Khoris alto sulla traversa. Al 18’, cross di Carcione, Improta batte al volo, pallone sull’esterno della rete. Al 24’, arriva il primo gol abruzzese, angolo di Carcione, batti e ribatti in area di rigore, pallone sui piedi di Iannini che può ribadire facilmente in gol. Passano appena due minuti e i reggini pareggiano, Figliomeni ruba palla e verticalizza per  Khoris che batte in uscita il portiere Testa. Minuto 44’,  ospiti ancora in gol, angolo del solito Carcione, Improta solo soletto batte l’incolpevole Mengoni. Nella ripresa Di Maria, ridisegna la squadra, dentro Saverio Cutrupi al posto del fratello Demetrio e Khoris arretrato sulla linea dei centrocampisti a fungere da regista. Al primo affondo i reggini pareggiano le sorti dell’incontro con una azione spettacolare e in velocità, Saverio Cutrupi tocca su  Zampaglione che di prima fa partire  Figliomeni, cross delizioso in area di rigore, Anzilotti stacca di testa con tempismo da attaccante e deposita in rete. 5’, Hinterreggio, vicino al terzo gol, gioco di prestigio di Zampaglione che innesca Figliomeni, il quale pressato da due avversari spara a rete ma Testa si oppone. Al 12’, gli aquilani vicini al gol, un cross morbido di Carcione per Improta che si ritrova solo davanti a Mengoni che in tuffo si oppone da grande portiere. Adesso gli ospiti osano di più e sono alla ricerca del gol del vantaggio. Minuto 22’, la percussione di Ciotola che da destra si accentra entra in area di rigore e viene atterrato da Impagliazzo, l’arbitro decreta il calcio di rigore senza esitazioni. Dal dischetto Infantino, pallone da una parte Mengoni dall’altra. Subito dopo, Iannini, già ammonito  commette fallo da dietro su Zampaglione ma viene graziato dal buon Marco Serra di Torino. A questo punto si aspetta la reazione dei reggini  che fanno fatica a centrocampo e non riescono più ad offendere, di contro l’Aquila affonda con veemenza e al 38’, Triarico pennella un cross in area, Infantino brucia sul tempo i difensori biancazzurri e mette in rete il quarto gol, secondo personale. Allo scadere sussulto di orgoglio dei reggini che vanno vicino al gol ancora con Anzilotti servito da Saverio Cutrupi ma sulla linea salva Rapisarda.

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Pallacanestro, DNA: dopo la vittoria di ieri parla coach Bolignano

“Il lavoro della settimana ha pagato”. Così, all’indomani della vittoria contro la Paffoni Omegna, coach Domenico Bolignano commenta la prima vittoria del campionato della suo gruppo, una vittoria fortemente voluta. “Difensivamente la squadra ha reagito con ottime scelte e la partita è stata gestita secondo i piani. Dopo i primi due quarti in cui la Viola ha dominato, è normale un calo della squadra, dato non solo dalla stanchezza, ma anche dal fatto di avere 2 rotazioni in meno. Oltre la mancanza di Zampolli, il terzo fallo di Fabi ci ha messo in difficoltà nel continuare a  giocare nel ritmo tenuto nella prima parte del gioco.

Al di la del recupero di Omegna, che è arrivato dopo loro quattro buone azioni consecutive, in cui abbiamo appunto sentito le difficoltà legate all’adattamento nelle rotazioni, noi  non abbiamo mai sentito di perdere la partita. I giocatori sono rimasti freddi, cinici e abili nel cercare il fallo per arrivare a tirare grazie al bonus. Il duro lavoro ha quindi dato i suoi frutti, conoscevamo molto bene i nostri avversari, allo stesso modo in cui abbiamo dimostrato di conoscere anche l’Agrigento, come è emerso nei primi 2 quarti. Se riusciamo a lavorare sulle nostre certezze, i risultati non possono che essere questi”. Grande soddisfazione dunque, per il giovane coach della Viola Reggio Calabria, che ora lascia già da parte la vittoria di ieri. “Ora è necessario non pensare a quanto realizzato, e concentrarci esclusivamente sull’incontro di mercoledì con Mirandola”. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Pallacanestro, DNA: Paffoni Omegna-Viola Reggio Calabria 76-92

Paffoni Omegna-Viola Reggio Calabria 76-82 (parziali 9-38, 28-56,49-67). Paffoni Omegna: Farioli 11, Picazio 4, Silvestrini 5, Villani, Strassi n.e, Toure 14, Jovancic 12, Masciadri 14. Viola Reggio Calabria: Fontecchio 16, Caprari 24, Rappoccio, Fabi 14, Mariani 7, Quaglia 6, Scozzaro n.e., Germani 3, Viglianisi n. e., Ammannato 12. Arbitri: Bramante e Cappati di Roma. Una Viola che stupisce, toglie il fiato, ed emoziona. Stupisce, perché parte alla grande, sbaraglia l’avversario, e non lascia alla Paffoni il tempo per reagire. Toglie il fiato, perché Omegna rimonta, vogliosa di riscatto dopo la prima sconfitta contro il Matera.

Emoziona, perché la tenacia, la tecnica e soprattutto il cuore dei professionisti nero arancio vince su tutto, e la Viola porta a casa vittoriosa la seconda giornata di questo entusiasmante campionato. Un grande spettacolo quello che si è consumato nel palazzetto Cesare Battisti di Verbania, in cui i nero arancio hanno portato a termine tutti gli obiettivi della mission con la quale avevano lasciato il centro sportivo del Pianeta Viola: stare nella regole, giocare di coordinazione, e vincere la partita. Nel primo quarto la Viola Reggio Calabria realizza una delle prestazioni migliori mai eseguite dall’inizio dell’era Muscolino, Omegna perde totalmente la concentrazione e non riesce a spezzare il clamoroso ritmo dei nero arancio. Coach Bolignano schiera Fontecchio, Mariani, Fabi, Ammannato e Caprari, in sostituzione del momentaneamente infortunato Zampolli. E’ Ammannato a firmare il primi due punti, seguito da Fontecchio. Piccolo spazio per una tripla di Farioli, e la Viola ingrana la marcia, andando sempre più veloce, inarrestabile, fino alla fine del primo periodo. A nulla serve il time out chiamato a – 6:45’’da coach Di Lorenzo. Un precisissimo Marco Caprari, Mvp del match, realizza consecutivamente tre triple. Seguono 2 punti di Ammannato ed una tripla del play Mariani. Il tabellone segna 3 punti per la squadra di casa, e 20 per il team di coach Bolignano. Il pubblico reggino sovrasta quello locale di fronte alle esecuzioni perfette dei nero arancio. A meno 2:54 è coach Bolignano a chiamare il minuto, la Viola continua a realizzare, prima Ammannato, poi Fabi, e sono 25 i punti di distanza tra le 2 compagini, (9-34). Nell’ultimo minuto esordisce in DNA il giovane play Rappoccio. Fabi firma l’ultimo punto di un match esemplare per la compagine reggina, chiudendolo a + 29( 9-38). Comincia cambiare nel secondo periodo l’atteggiamento di Villani e compagni. Un fallo di Fabi su Paci porta Omegna a raggiungere finalmente la doppia cifra (10-38). Colpito nell’orgoglio, uno splendido Fabi risponde con una tripla, e continua a realizzare due liberi dalla lunetta (20-43). E’ Masciani a scuotere i suoi, con una tripla, ma un perfetto gioco tra Ammannato e Quaglia allunga ancora le distanze per la Viola (20-45). Omegna prende concentrazione, aumenta la percentuale dei tiri da 3. Ma la scena è di Fontecchio, che realizza due canestri consecutivi, seguito da Ammannato (27-51). Chiudono il periodo i liberi di Mariani e tripla del capitano. La Viola supera gli avversari di 28 lunghezze.(28-56). Al rientro dagli spogliatoi aumenta la tensione in entrambe le squadra, fattore che incide positivamente su un Omegna che lotta fino alla fine. Fontecchio porta la Viola a + 30 e gli avversari cominciano a rompere il ritmo tenuto dalla Viola, recuperando, in 4:00’’, 14 lunghezze, con un fortissimo pressing. A – 2:13’’ il tabellone segna 48-63. E’ Quaglia a segnare su assist del capitano, seguito da una doppia di Mariani. Coach di Lorenzo chiama il minuto. Dalla lunetta, Picazio realizza solo uno dei liberi chiamato ad eseguire. La Viola chiude il terzo periodo a + 18 (49-67). Partita che sembra traballare totalmente nell’ultimo quarto di gioco. Omegna ritrova forza e concentrazione, la Viola si smarrisce dando lungo respiro all’avversario. La scena è totalmente di Toure: i suoi tiri da tre ridanno forza e vigore alla squadra, coach Bolignano richiama i suoi in panchina per il time out. Omegna continua in una clamorosa rimonta. Toure continua a centrare il canestro, a -5:53’’ il punteggio è sempre più vicino(65-71). Il capitano nero arancio si mantiene lucido e continua realizzare. Saccaggi dalla lunetta accorcia ancora le distanze, a – 1:16 la partita è tutta ancora da definire, Omegna è a solo – 2 punti da una Viola che l’aveva sovrastata. Ma gli atleti nero arancio non si fermano, non concedono un match fortemente meritato solo per alcuni minuti in cui la tensione ha preso il sopravvento. Il capitano cerca un fallo, dalla lunetta realizza perfettamente i liberi chiamato a chiamare, per due volte consecutive, e la Viola porta a casa una partita avvincente, che chiude 76-82. Una partita in cui ha vinto la determinazione e ferma dedizione di un team che ha puntato in alto. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio, serie bwin, VIII^ giornata: Reggina-Novara 1-0

Reggina-Novara: 1-0. Reggina (3-5-2): Baiacco; Adejo, Ely, Di Bari; D’Alessandro (dal 43° Melara), Hetemaj, Barillà, Rizzo, Rizzato (c); Ceravolo (dal 75° Comi), Fischnaller (dal 60° Sarno). In panchina: Facchin, Bergamelli, Castiglia, Bombagi. All.: Dionigi. Novara (4-3-1-2): Bardi; Del Prete, Ludi (c), Lisuzzo, Bastrini; Marianini (dal 77° Faragò), Barusso, Buzzegoli (dal 64° Lazzari); Motta (dal 51° Ghiringhelli); Ganzalez, Piovaccari. In panchina: Kosicky, Perticone, Rubino, Baclet. All.: Tesser. Arbitro: Cervellara di Taranto. Assistenti: Chiocchi di Foligno e Raparelli di Albano Laziale. Quarto uomo: Abisso di Palermo. Marcatore: Ely al 48°. Ammoniti: Barillà al 13°, Barusso al 15°, Marianini al 76°, Lazzari al 91°, Rizzo al 93°, Di Bari al 93° e Lazzari al 93°. Espulsi: Ludi al 47° e Lazzari al 93°. Corner: 6-5. Recupero: 3’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 277. Abbonati: 2777. Spettatori totali: 3054. Incasso paganti: € 3.940,00. Quota abbonati: € 20.032,00. Incasso totale: 23.972,00 (con la Reggina che ne dichiara, invece, € 23.086,00).

Note. 5 tifosi piemontesi nello spicchio di tribuna nord ad essi riservata. Negli altri tre settori il “Granillo” presenta uno spettacolo desolante e giustificato. Cronaca e commento. Primo tempo. La partita inizia con gli ospiti certamente più intraprendenti e la Reggina coperta con il suo 5-3-2. Al 6° si vedono gli amaranto in area. Bell’apertura di Barillà, Fischnaller controlla e lancia sulla destra Rizzo. Il lancio, però, è fuori misura e l’azione sfuma tra i mugugni del poco pubblico presente. All’8° prima occasione gol della partita. Hetemaj perde palla maldestramente e Gonzalez s’invola verso la porta decentrato a sinistra. L’attaccante piemontese prova a piazzare la palla sul palo più lontano e, d’interno sinistro, calcia. E’ ben posizionato Baiocco che para a terra. Al 12° Barillà prova la botta da lontano ma il suo tiro è alto sulla traversa. Al 13° Barillà, che qualche istante prima aveva perso malamente palla sulla trequarti avversaria, entra scomposto su un avversario e riceve la prima ammonizione della gara. Ammonizione pesante giacché gli costerà una giornata di squalifica. Due minuti dopo Barusso commette un fallaccio su D’Alessandro. Il signor Cervellera, attorniato dai giocatori amaranto, fa cenno di non aver intenzione di ammonire il giocatore. Salvo poi far finta di interloquire con il quarto uomo Abisso ed, evidentemente, cambiare idea ammonendo Barusso. Quando si dice essere un uomo deciso e di carattere. La gara prosegue senza sussulti e, per quel che riguarda la Reggina, sembra davvero essere priva di contenuti. Al 25° occasione gol anche per gli amaranto. Corner da sinistra, Ely colpisce di testa ed indirizza sul palo più lontano alla sinistra di Bardi. Posizionato sul palo c’è Di Bari che, però, ad un palmo dalla linea di porta, non è pronto a mettere in rete la più facile delle occasioni. Al 29° altra occasione da gol per gli ospiti. La difesa amaranto libera senza cognizione, palla a Piovaccari che lancia Gonzalez. Il tiro al volo dell’attaccante è anche stavolta preda di Baiocco che respinge ed evita il capitolare amaranto. La Reggina, lo ribadiamo, ogni qualvolta la guardiamo, altro non desta in noi che un unico commento: imbarazzante. Lanci sbagliati di metri, cross per nessuno, appoggi errati seppur a distanza ridotta, scarsa lucidità nei disimpegni. Insomma, forse era meglio starsene a casa senza neppure sfruttare l’abbonamento alla B di Sky. Al 35° Buzzegoli prova a sorprendere Baiocco con un tiro da lontano. La traiettoria del tiro è benevola e Baiocco para. Al 37° la Reggina sembra addormentarsi in campo. Palla persa sulla trequarti avversaria, nessuno che interviene in interdizione e Piovaccari che, tranquillamente, si avvicina all’area di rigore. Supera Di Bari con un dribbling e crossa per Gonzalez. E’ tempestivo Baiocco che respinge e poi, in qualche modo, la difesa allontana. La Reggina è letteralmente assente: lontana con la testa e lontana con le gambe. Detto questo non capiamo come ancora si è sullo 0-0. Poi ci vengono in mente che il risultato è ancora fermo solo per merito di Baiocco capace di annullare almeno due nitide palle-gol agli ospiti. Solo per questo. Al 41° s’infortuna D’Alessandro per aver ricevuto una pallonata al basso ventre. L’esterno amaranto è costretto ad uscire per far spazio a Melara. Al 46°, primo di recupero, il Novara si rende ancora pericoloso. Bardi para un passaggio di Melara e rilancia subito per Bastrini che apre per Gonzalez. L’attaccante va in profondità e calcia in diagonale. Baiocco para a terra. Ultima chance per la Reggina. Calcio di punizione sul lato corto dell’area di rigore a sinistra. Sul pallone va Ceravolo che prova il tiro a giro sul palo più lontano. Il “giro” non funziona granché e la palla termina altissimo sulla traversa. Il primo tempo, dopo 3 minuti di recupero, finisce qui. Con la Reggina, meritatamente, accompagnata nello spogliatoio da una bordata di fischi (per quanto di bordata si possa trattare considerato lo scarso pubblico presente). Dalla tribuna sud, invece, i cori contro Foti si sprecano unitamente a quelli di sostegno incondizionato verso Dionigi. Quest’ultimo non ha né colpe né responsabilità. Il primo, invece, è l’assoluto protagonista in negativo dell’inguardabilità di una squadra. Secondo tempo. Al 47° Ceravolo è lanciato in verticale inseguito da Ludi. Al limite dell’area il capitano ospite lo atterra. Questa volta Cervellera non sbaglia ed estrae il cartellino rosso all’indirizzo del piemontese. Sul calcio di punizione seguente a battere a rete è Ely. Il pallone è deviato dalla barriera (Barusso) e finisce in fondo alla rete battendo l’incolpevole Bardi. La gioia di Dionigi è incontenibile tant’è che entra abbondantemente in campo. Due minuti dopo Tesser cambia: fuori Motta e dentro Ghiringhelli (cambio, peraltro, già pronto prima della punizione-gol di Ely). Al 54° occasionissima per il raddoppio amaranto. Ceravolo s’invola affiancato da Fischnaller. Il 2 contro 1 amaranto, però, svanisce nel momento in cui Ceravolo appoggia un po’ largo verso l’altoatesino e quest’ultimo stoppa malissimo allontanando il pallone facile preda di Bardi in uscita. Al 56° ancora Reggina vicina al doppio vantaggio. Sugli sviluppi di un corner da sinistra, batti e ribatti in area  fino al colpo di testa di Ely che impegna Bardi in un volo con relativa deviazione ancora in corner. La Reggina sembra essersi svegliata dopo il vantaggio mentre il Novara è frastornato. Dionigi prova a cambiare qualcosa in avanti e, al 60°, manda in campo Sarno per Fischnaller. Al 64° altro cambio per Tesser: esce Buzzegoli ed entra Lazzari. La gara sembra essere rientrata nei canoni di pochezza con cui era arrivata fino al gol di Ely. La Reggina continua a sbagliare anche ciò ch’è elementare mentre il Novara prova a colpire seppur timidamente. Di buono, insomma, c’è solo il risultato. Per il resto, come standard, nulla di che. Al 73° occasione reggina. Melara ruba pala a Del Prete e s’invola sulla destra, si accentra e serve Sarno. Quest’ultimo, invece che aprire a sinistra per Ceravolo o cercare la percussione, dribbla in orizzontale e così facendo si porta nei pressi del fallo laterale dove Barusso riesce a sradicargli il pallone tra i piedi. Al 76° Dionigi effettua il suo terzo e ultimo cambio: esce Ceravolo ed entra Comi. Al 77° anche Tesser cambia: esce Marianini ed entra Faragò. Nel frattempo la Reggina continua a sbagliare l’inimmaginabile. L’interrogativo è: senza la superiorità numerica e il calcio di punizione deviato in gol, di che partita staremmo ora scrivendo? Della stessa, ciò di una Reggina imbarazzante che, fortuna vuole, al momento è in vantaggio (sperando che resista per i restanti 10 minuti più recupero). All’82° s’infortuna Bastrini: crampi per lui e difficoltà a risolvere il problema con i 3 cambi già effettuati. Il gioco riprende, quindi, con il Novara in 9 contro 11. All’87° Bastrini rientra. 4 i minuti di recupero. La gara si avvia al termine con la Reggina in vantaggio sì ma ugualmente inguardabile. Al 92° ci prova il Novara con Gonzalez ma Baiocco para. Il Novara preme in questi ultimi scampoli di gara. La Reggina tiene. Al 93° Rizzo viene ammonito (sarà squalificato, come Barillà, per la gara contro il Livorno), ne nasce un parapiglia in cui vengono ammoniti sia Di Bari che Lazzari con quest’ultimo espulso grazie alla prima ammonizione ottenuta un paio di minuti prima. La partita finisce qui. La Reggina vince, ed è l’unica nota positiva, ma la qualità del gioco espresso latita ancora. Fa piacere per Dionigi che, nonostante la Società, conquista la sua seconda vittoria stagionale pur avendo “la serpe in casa”. Ad maiora!

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Calcio a 5, serie A: le Campionesse d’Italia all’esordio in casa contro il Martina

E così ha inizio! Dopo 130 giorni la Pro Reggina 97 torna sul rettangolo di gioco per iniziare la propria stagione sportiva, una nuova missione che quest'anno assume caratteri e sfumature diverse dato lo scudetto che le calabresi portano sul petto, un simbolo da difendere e da onorare per il lustro che dà all'interno di tutto il panorama del futsal femminile. La prima insidia che le ragazze di mister Tramontana dovranno affrontare è il Martina Calcio Femminile, compagine neopromossa che sicuramente vorrà ben figurare in casa delle campionesse d'Italia, mostrando le proprie qualità e il proprio entusiasmo vista la nuova serie che le vede protagoniste.

Entusiasmo che si respira a pieni polmoni anche in casa amaranto grazie alla splendida vittoria ottenuta sabato scorso in Supercoppa Italiana contro il Kick Off Milano di mister Russo, una prestazione maestosa che sicuramente può dare il giusto contributo per iniziare bene una stagione piena di difficoltà. Tutte le ragazze sono a disposizione di mister Tramontana che può serenamente scegliere chi mandare in campo senza doversi preoccupare di acciacchi o infortuni vari:"Abbiamo già messo da parte i festeggiamenti per la Supercoppa perchè il calendario non ti dà tregua, domani abbiamo questa fondamentale partita utile per approcciarci bene ad un nuovo campionato che quest'anno ci vede favorite, visto il risultato della scorsa stagione. Tutte le avversarie ci aspetteranno al varco per saggiare le proprie qualità contro le campionesse d'Italia ma noi non ci tiriamo indietro, siamo pronti per iniziare". La gara andrà in scena domenica 7 ottobre alle ore 16.00 al Palabotteghelle di RC, il fortino dove la Pro Reggina 97, nello scorso torneo, ha costruito l'accesso ai playoff scudetto, per poi rifinire il tutto a Montemesola dove il Real Statte ha dovuto cedere la corona italiana davanti ai propri tifosi. Pronta alla sfida anche capitan Siclari:"Siamo pronte per questa nuova avventura, lo scudetto che abbiamo cucito sul petto ci porta ad avere maggiore consapevolezza nei nostri mezzi, dopo aver iniziato bene la stagione con la vittoria della Supercoppa speriamo adesso di cominciare bene anche in campionato, non vediamo l'ora di scendere in campo". Ernesto Branca, Ufficio Stampa Pro Reggina.

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Pallacanestro, DNA: il coach Bolignano e il play Mariani in conferenza stampa

Coach Domenico Bolignano, nella conferenza pre partita Omegna-Viola Reggio Calabria, tenutasi questa sera nella stampa del Pianeta Viola, ha illustrato alla stampa le caratteristiche della squadra avversaria: “Omegna si presenta come un team strutturato per poter effettuare il salto di categoria, con un roster che può tranquillamente ambire alle prime 6 posizioni, nonostante abbia avuto dei cambiamenti in corso, per molto tempo dovrà fare a meno del suo giocatore di punta Bertolazzi, play maker che rappresenta un punto di riferimento.

La squadra non ha comunque perso tempo nell’individuare in Villani il leader, visti anche i risultati dell’ultima partita, nonché della prima di campionato. Omegna viene dalla sconfitta di Matera, è una squadra dinamica, cha lavora con giochi di qualità ed un sistema di gioco che riesce a tirare fuori le peculiarità offensive di ogni giocatore, ha dei buoni esterni bravi nell’uno contro uno. Come cambio di Bertolazzi hanno individuato Silvestrini, giocatore non molto perimetrale ma abbastanza ordinato, hanno Picazio, che ha saltato la prima, Villani, buon 3 in grado di giocare da 4,  Masciadri, un 4 atipico in grado di giocare da 3, e Farioli, il loro lungo, non molto interno. Il nostro obiettivo sarà  quello di cercare di spezzare la loro capacità di giocare in ritmo, e farli pensare. Utilizzano molto i cambi difensivi, dovremo avere molto pazienza e sfruttare il vantaggio che viene dato. La nostra squadra è vogliosa di riscatto, partiamo dal primo quarto e mezzo giocato con Agrigento cercando di eliminare la fase successiva di black out che non ci ha permesso di rientrare in partita, la nostra  è comunque  una squadra ancora nuova”. Rispondendo alle domande della stampa, coach Bolignano ha evidenziato: “Abbiamo lavorato  su 2 aspetti, provare ad andare avanti nella visione di gioco e colpire in pieno gli obiettivi dei nostri giochi, lavorando sulla collettività e sulla collaborazione, dal punto di vista difensivo abbiamo lavorato sullo stringerci nelle regole, al di la della preparazione della partita.  Il problema di Rappoccio, che non ci ha permesso di utilizzarlo nella prima di campionato, era legato ad una procedura burocratica già risolta. In settimana abbiamo avuto un infortunio di Zampolli che non gli consentirà di giocare domani, e ciò ha comportato una maggiore responsabilizzazione degli altri. Si tratta di una distorsione alla caviglia avvenuta mercoledì mattina. Punto di domanda sul suo inserimento nella gara contro Mirandola. La squadra ha la possibilità in alcuni ruoli di potere trovare delle soluzioni diverse, iniziando dal quintetto. Lo abbiamo visto nella sfida contro Agrigento in cui Ammannato, partendo dalla partita, ha fatto una prova discreta. Al momento  ogni giocatore deve dimostrarmi di essere in forma al di la dei miei concetti sul quintetto, il mio obiettivo ora è tirare fuori il massimo da ogni elemento. La squadra partirà domani per giocare domani sera ad Omegna, da lunedì  partiremo con gli allenamenti a Ferrara, dove poi giocheremo mercoledì”. In conferenza, anche il play Giacomo Mariani, che ha così risposto ai giornalisti: “Ci sono state delle cose negative come il ritardo che ci ha caratterizzato, ma la squadra è in una condizione mentale che ci obbliga a lasciarci alle spalle questi aspetti, in campo scendiamo noi contro le avversità del caso e dal punto di vista dell’intensità e del nervosismo siamo al  massimo, quando sono presenti questi fattori vuol dire la squadra non è piatta e tranquilla, non abbiamo questa mentalità e questo è un segnale positivo, certo da tenere sotto controllo. E’ sulla capacità di esecuzione e sullo stare nelle regole che abbiamo lavorato, ci conosciamo da troppo poco tempo e quindi dobbiamo assimilare al massimo. Domenica scorsa non siamo riusciti a concretizzare ed abbiamo avuto fatica a rientrare in partita, ma stiamo lavorando sulla distribuzione delle responsabilità. In questa settimana abbiamo capito che in questo campionato non ci regalerà niente nessuno, dal punto di vista tecnico siamo migliorati nell’esecuzione”. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Il “mio” personaggio: Marco Armellino

Sabato scorso ha subito la terza espulsione da quando gioca nelle serie professionistiche e salterà il Novara. Un ragazzo silenzioso che in campo svolge il suo compito con dedizione, quasi all’ombra dei compagni. Ti accorgi di lui per il gran correre e poi perché improvvisamente lancia un siluro: due i gol in amaranto con il Cittadella ed a Bari, nello scorso campionato.

Centrocampista essenziale di gran quantità e copertura del campo. In carriera ha raggiunto il miglior risultato con la Reggina: 15 presenze in B. Ha giocato: 30 partite in d con il Vico Equense; 30 in C2, sempre con il Vico Equense, 1 gol al Siracusa ed un espulsione contro l’Isola Liri (per i meno giovani la squadra di origine di Santonico, bomber anni 60); 42 le presenze in C1, tutte con il Sorrento, nessun gol ed una espulsione al minuto 86  contro la Reggiana. Ha “incrociati i guantoni” contro: Facchin (al Pavia); Emerson (al Lumezzane); Melara (alla Spal) e Fishnaller (al Sudtirol).

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Ciclismo: Praticò (Coni) “La Calabria non può che gioire per il ritorno sulle sue strade del Giro d’Italia”

«La Calabria non può che gioire per il ritorno sulle sue strade del Giro d’Italia, “la gara più dura del mondo nel Paese più bello del mondo”, come è stata mirabilmente definita. Si tratta di un grande riconoscimento non solo per il ciclismo ma per tutto lo sport di questa regione, che avrà modo di sfruttare una straordinaria occasione di visibilità e di promozione della sua immagine». Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, esprime la sua «viva soddisfazione l’opportunità che deriva a tutti noi dalla presenza di una delle più prestigiose corse a tappe a livello mondiale».

«Gli italiani, in questo modo, avranno modo anche di conoscere una parte a molti non nota del nostro territorio, con l’arrivo a Serra San Bruno, una località che nei mesi scorsi, nella sua incantevole Certosa, ha ospitato sua Santità Benedetto XVI. Ma anche la tappa Cosenza-Matera darà modo di diffondere in tutta Italia l’immagine di un pezzo della nostra regione che merita di essere valorizzato per la sua straordinaria bellezza. D’altronde, da oltre ottant’anni, anche se con delle significative “parentesi” di assenza, il Giro d’Italia lambisce o attraversa la Calabria. E questa terra e i suoi tifosi rispondono con la passione e l’entusiasmo che solo il ciclismo e pochi altri sport riescono a far scaturire. Come Coni Calabria – conclude Praticò –, per la parte che ci compete, offriremo il massimo supporto affinché l’organizzazione del Giro trovi anche qui l’accoglienza, l’assistenza e l’efficienza che la Corsa rosa richiede». Comitato Regionale Coni Calabria.

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Coppa Italia Lega Pro: Trapani-HinterReggio 2-0

Trapani-HinterReggio: 2-0. Trapani: Morello, Priola, Daì, D’Aiello, Filippi, Pirrone (34′st Tedesco), Lo Bue (24′st Rizzi), Spinelli, Romeo, Gambino, Docente (26′pt Mancosu). A disposizione: Dolenti, Cardile, Manuguerra, Prestia. All.: Roberto Boscaglia. HinterReggio: Cutrupi A., Cutrupi S., Anzilotti, Vicari, Ungaro, Impagliazzo, Trentinella (7′pts Febbraio), Pensalfini (29′st Condomitti), Broso, Figliomeni, Marguglio (11′st Aliperta). A diposizione: Parisi, Oliveri, Malara, Borghetto. All.: Gaetano Di Maria. Marcatori: 10′pts Daì, 5′sts Mancosu. Note: ammoniti Romeo e Pirrone. Arbitro: Rosario Abisso di Palermo. Assistenti: Edoardo Ficarra ed Emanuele Vittorio Saia di Palermo.

L’Hinterreggio termina a Trapani la corsa in coppa Italia. La squadra di  Di Maria esce a testa alta dal confronto contro i siciliani che si impongono per 2-0, dopo i tempi supplementari. Il mister ha schierato le seconde linee che hanno tenuto bene il campo concedendo poco ai più blasonati avversari che militano nel campionato Lega Pro 1^ divisione. La squadra reggina è riuscita a mantenere lo 0-0 nei tempi regolamentari. Il Trapani ha esercitato uno sterile predominio senza mai impensierire la difesa biancazzurra, i siciliani sbloccano il risultato all’11’ del primo tempo supplementare con Daì e raddoppiano al 5’ del sts. Dopo la notte passata in pullman, i ragazzi di Di Maria si sono ritrovati questo pomeriggio, all’Hinterreggio Village, per effettuare esercizi di scarico e provare schemi d’attacco in vista della gara di lunedì contro l’Aquila, la squadra Abruzzese, ha avuto  un inizio di campionato col botto andando a vincere a Salerno alla prima giornata per poi perdere due gare consecutive tornando alla vittoria domenica scorsa. E’ una gara da vincere per regalare la prima vittoria tra i professionisti ai dirigenti e ai tifosi, l’Hinterreggio è in crescita sia tecnica che fisica e arriva da due risultati utili consecutivi. Per Saverio Cutrupi (nella foto), sarà una gara particolare in quanto ex, l’Aquila è stata la prima squadra professionistica del difensore reggino, proveniente dal Siena che lo prelevò dall’Hinterreggio.

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Pallacanestro, DNA: dopo la sconfitta interna con Agrigento parlano Bolignano, Caprari e Ammannato

Coach Domenico Bolignano: “Ci tenevamo molto ad esordire bene in casa. Purtroppo non ci siamo riusciti. Credo che il tutto sia legato principalmente ad un aspetto mentale della squadra, dal punto di vista difensivo all’inizio ha risposto molto bene sulle cose che avevamo preparato, mettendo Agrigento in difficoltà. Nella seconda parte serviva più attenzione ed intensità, non abbiamo collegato la testa alle gambe e perso troppi palloni, concedendo a loro troppi tiri semplici, poca la fiducia nel mettere la palla dentro e nel costringere i loro lunghi a far subito fallo,

cosi come avevamo preparato la partita in fase di allenamento. Dopo una sconfitta come questa c’è molto da lavorare. L’aspetto principale è quello della mentalità e della collaborazione, anche vocale. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità in questo pre campionato di lavorare tanto in amichevole, è ovvio che paghiamo anche questo. Non vuole essere un alibi, nessuna scusa è utile al miglioramento della squadra, dai nostri errori dobbiamo ritrovare fiducia e certezza. L’abuso dei palleggi ed il poco utilizzo dei passaggi ci hanno penalizzato. Questo dipende dalla  poca conoscenza reciproca dei giocatori, è una cosa che dobbiamo acquisire in fretta. Abbiamo dimostrato nel primo quarto che Agrigento è una squadra alla nostra portata”. Marco Caprari: ”Conoscevamo molto bene le caratteristiche di Castelli così come quelle del resto della squadra avversaria, lo staff tecnico ci aveva illuminato sulle loro peculiarità. E’chiaro che non siamo stati pronti nel momento in cui abbiamo allentato la difesa concedendo dei canestri facili a giocatori che conoscevamo bene, abbiamo fatto degli errori anche in attacco e poi abbiamo fatto fatica a recuperare. Cerchiamo a volte più l’assist che il passaggio facile, paghiamo le palle perse per il fatto di essere stati assemblati strada facendo, abbiamo fatto poche amichevoli, dal mio punto di vista  queste però non sono ne scuse ne alibi, perché con intensità e carattere avremmo comunque potuto vincere. E’ necessario pensare nel complesso a quanto fatto, lo staff analizzerà quanto accaduto e da martedì inizieremo a lavorare per la prossima partita”. Marco Ammannato:” Siamo partiti bene ma poi siamo calati, è giusto che abbiano vinto loro. Non mi voglio appendere a nessun tipo di alibi, il campo ha detto che Agrigento ha vinto ed è giusto che sia andata così, si vince in difesa e su questo dobbiamo lavorare. E’ vero che tiriamo poco da tre, quando si perde è normale analizzare gli errori sui quali andare poi a lavorare, bisogna rimboccare le maniche e prepararci alla prossima partita. Perdere è sempre dura, il nostro pubblico ci è rimasto comunque vicino”. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Pallacanestro, DNA: Viola RC-Moncada Solar AG 67-82

Viola Reggio Calabria-Moncada Solar Agrigento: 67-82. Viola Reggio Calabria: Fontecchio 10, Caprari 16, Fabi 5, Mariani 7, Zampolli 6, Quaglia 9, Scozzaro ne, Germani, Viglianisi ne, Ammannato 14. Coach: Bolignano. Moncada Solar Agrigento: Anello 1, Demartini 5, Mian 5, Mossi 8, Di Viccaro 23, Quarisa 3, De Laurentiis 2, Giovanatto 10, Castelli 23, Brown. Coach: Ciani. Arbitri: Roberto Biasini di Veroli (FR) – Andrea Longobucco di Ciampino (RM). La Viola perde la sua prima occasione, ed Agrigento porta a casa i primi 2 punti del campionato. 

Nell’esordio ufficiale della nuova stagione, il team di Bolignano c’è, ma dimostra ancora di risentire un periodo pre-partita in cui in gruppo ha cominciato ad allenarsi nella sua totalità soltanto da poche settimane. I ragazzi di coach Ciani, dopo aver ceduto alla Viola il terzo posto nel trofeo Sant’Ambrogio, realizzando la loro terza sconfitta consecutiva al PalaBotteghelle, sono rientrati prevedibilmente a Reggio decisi a riscattarsi, molto grazie anche all’innesto del loro ultimo acquisto, Riccardo Castelli, che ieri ha realizzato 23 punti, firmandone il primo con una schiacciata. Parte con il giusto ritmo per i nero arancio il primo periodo. Coach Bolignano schiera Zampolli, Fabi, Mariani, Quaglia  e Fontecchio, contro la formazione agrigentina composta da Giovanatto, De Martini, Quarisa, Mossi e Mian. E’ Fontecchio a realizzare i primi 2 punti, seguito da due tiri liberi di Mariani, che, fresco di laurea in ingegneria, porta la Viola sul 4-0.  Sarà Mian poi a portare per meno di un minuto la Mondaca in vantaggio di un punto, 4-5, ma Fontecchio e una forte penetrazione nella difesa avversaria di Zampolli lasciano i siciliani indietro di 2 punti, 8-6. A – 4:30’’ fa il suo ingresso il capitano, Marco Caprari, che con un tripla comincia a segnare il distacco tra le due compagini. Non basta quindi la schiacciata di Castelli a recuperare il gap, che si accorcia a 19:17, un libero di Ammannato ed un tiro di Zampolli chiudono il periodo a 22-17 per i padroni di casa. Si infervora il caldo pubblico, che ha ben risposto all’esordio della stagione, incitando la squadra a continuare sulla stessa scia.  E la squadra continua a rispondere bene. Il secondo quarto si apre con due punti del capitano Caprari, 24-17, con un libero Castelli porta la l’Agrigento a – 5, ma una tripla di Ammannato seguita da una doppia di Quaglia, portano la Viola a + 10. Coach Ciani, a – 7:52’’, chiama il minuto. I siciliani incalzano, e dopo una doppia ed una tripla del capitano nero arancio, penetrano nella difesa . L’ingresso di Brown porta l’Agrigento  sulla parità, 34-34, un sorpasso di Castelli sotto canestro segna il -2 per i nero arancio. Qaurisa chiude il periodo a – 1 per i padroni di casa, 36-37. Al rientro dagli spogliatoi la formazione avversaria parte con una tripla di Castelli, inarrestabile per tutto il prosieguo del match, seguito da Mossi, che realizza un’altra tripla, 36-40.  Quaglia, Fontecchio e Mariani riportano la Viola a – 2, e dopo un fallo di De Laurentis su Mariani, che dalla lunetta realizza due punti, coach Ciani chiama ancora i suoi, a – 1:41. E’ Quarisa a chiudere il terzo periodo, 51-59 per il suo gruppo. Aumenta il gap tra le formazioni nell’ultimo periodo. Dopo un libero di Zampolli, Giovanatto segna il +9, il capitano Caprari incita i suoi, e risponde ad una doppia di Castelli con un tripla. A -6.13’’ coach Bolignano chiama il time out, i liberi di Caprari accorciano la distanza, 63-69, ma Castelli e Giovanatto riportano ancora l’Agrigento sul + 10, 63-73. Ancora un minuto chiamato da coach Bolignao, Di Viccaro e Mossi allungano la distanze, e l’Agrigento si aggiudica il match che si chiude 67-82. Il numeroso pubblico reggino applaude i suoi beniamini, con la certezza di un lungo campionato, in cui il gruppo e le sue caratteristiche tecniche e fisiche, saranno certamente in grado di fare la differenza. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5: Pro Reggina, parla Pamela Presto

A poche ore dalla conquista della Supercoppa Italiana, sentiamo le impressioni di Pamela Presto, giocatrice che con una fantastica tripletta ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del trofeo. Pamela, se ti avessero detto alla vigilia che la tua squadra avrebbe vinto 5-0 con una tua tripletta ci avresti creduto? “Sicuramente non mi sarei aspettata di vincere in maniera così perentoria contro una formazione che, nonostante tutto, è la detentrice della Coppa Italia, posso dire che noi abbiamo lavorato parecchio per arrivare pronte a questo appuntamento e fortunatamente è andato tutto bene”.

Da fuori si è notata una condizione fisica straordinaria tua e delle tue compagne, come avete fatto in così poco tempo ad entrare subito in forma? “Il mister ci ha fatto lavorare parecchio soprattutto in montagna, sudore e sacrifico sono stati all'ordine del giorno anche perchè se vuoi preparare al meglio una finale devi per forza di cose metterti sotto e pedalare. Abbiamo anche centellinato le amichevoli per non sprecare troppe energie nervose che sicuramente ci sarebbero servite nella finale di sabato”. Appena gli arbitri hanno fischiato la fine cosa hai provato immediatamente? “Una gioia fantastica, la prima cosa che mi è venuto di fare è stata quella di correre verso le mie compagne per festeggiare insieme a loro quest'ennesima impresa. La forza del gruppo è ciò che ci spinge a superare tutte le difficoltà e a conquistare quei trofei che finora abbiamo fatto nostri”. Da quest'anno sei anche testimonial del nuovo sponsor tecnico Joma per la scarpa Top Flex, te lo saresti aspettata? “Quando mi hanno prospettato questa possibilità non stavo nella pelle, è una bella emozione rappresentare una marca così prestigiosa come quella spagnola, ringrazio Nicoletta Sergiano per l'opportunità che mi ha concesso e spero di non deluderne le aspettative”. A proposito di aspettative, quali sono le tue sia a livello personale che a livello di gruppo? “Partendo dal presupposto che io antepongo sempre il gruppo alle soddisfazioni personali, noi come squadra non ci poniamo limiti, siamo consapevoli delle nostre capacità e contiamo di arrivare il più lontano possibile, non dimenticando mai che abbiamo uno scudetto da difendere. Io personalmente spero di aiutare la squadra segnando più gol possibili, se devo dire un numero, vabbè dai facciamo 20 (ride n.d.r.)”. Considerazione finale, la Pro Reggina è la squadra da battere? “Sicuramente ci aspetteranno tutti al varco visto quello che abbiamo combinato l'anno scorso, ma noi siamo pronte ad affrontare tutto e tutti, in fin dei conti siamo le campionesse e le supercampionesse d'Italia”. Ernesto Branca, Ufficio Stampa Pro Reggina 97.

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Calcio a 5: la Pro Reggina umilia Milano (5-0) e dopo il campionato vince anche la supercoppa

Devastanti, uniche, eroiche e demoralizzanti questi sono alcuni dei tanti aggettivi che si potrebbero utilizzare per descrivere le ragazze della Pro Reggina, ossia le supercampionesse d'Italia che, in una finale da antologia, hanno strapazzato il malcapitato Kick Off Milano, rifilando alle ragazze sandonatesi un 5-0 senza appello, frutto di uno strapotere fisico e tecnico che raramente si vede in una finale così prestigiosa e delicata.

Il merito di questo fantastico bis, oltre ovviamente di tutte le ragazze, è anche di mister Tramontana che sempre ha creduto in ciò che è riuscito a realizzare, ovvero una doppietta Campionato-Supercoppa che resterà nella storia del futsal femminile, una storia che da ieri è, ancora di più, amaranto Pro Reggina. La gara, che si gioca sotto gli occhi del Vice Presidente vicario della Divisione C5 Alfredo Zaccardi e di molte altre alte autorità sia sportive che comunali, si preannuncia molto tesa e delicata vista l'importanza della posta in palio, mister Tramontana può contare su tutti gli effettivi a sua disposizione con l'aggiunta della nuova arrivata Imbesi Maria Stella, mentre Russo deve fare a meno di Belli, la quale deve scontare un turno di squalifica risalente alla stagione scorsa; Fatte queste premesse la gara può avere inizio, le locali schierano tra i pali Trovato Mazza, Violi a fare da schermo difensivo, Presto e capitan Siclari sulle fasce e Romeo pivot, le sandonatesi schierano invece Zacchetti in porta, la brasiliana Atz centrale, Pesenti e Ciuntu ai lati e Gazzoli punta, proprio quest'ultima dà il via alle danze impegnando Trovato dopo soli 60 secondi, ma l'estremo difensore reggino risponde presente e neutralizza la stoccata dell'avversaria. Passata l'emozione per l'importanza del match, le calabresi iniziano a macinare gioco e già dai primi minuti si capisce che tipo di gara sarà, Presto è inarrestabile, Violi insuperabile, Siclari ricama futsal e Romeo fa ammattire Atz e compagne, si assiste ad un monologo reggino che frutta al 6' una conclusione a lato di Romeo, e all'11 minuto un tiro violento di Violi che Zacchetti respinge come può. Mister Tramontana allora tenta la carta Mezzatesta, e mai mossa fu più azzeccata, il numero 9 reggino prende per mano la squadra e costruisce il primo gol, infatti è proprio lei che al 12' incaricandosi di battere una punizione conquistata da Presto, finta l'esecuzione in porta e serve Romeo che, lasciata colpevolmente libera sul secondo palo, non ha problemi a depositare in rete la palla dell'1-0. Sbloccata la gara, la Pro Reggina inizia a giocare sul velluto forte della perfetta intesa creatasi tra queste ragazze, Violi intima l'alt a chiunque si presenti dalle sue parti, Mezzatesta giostra da un fronte all'altro del campo dimostrando di avere acquisito la personalità della giocatrice decisiva, Siclari dispensa futsal e Presto distrugge le ultime velleità di rimonta delle sandonatesi firmando un uno-due micidiale che cancella il Kick Off dalla partita. Prima della fine del primo tempo, le locali potrebbero arrotondare il punteggio grazie alla neo entrata Politi che sfugge alla marcatura di Pesenti e serve al centro Siclari ma Zambelli intercetta mandando la sfera sul palo, sulla ribattuta è abile la reggina ad avventarsi sulla sfera ma Zacchetti riesce a metterci una pezza salvandosi in angolo. Nella ripresa il copione della sfida non cambia, la Pro Reggina spinge per mettere in ghiaccio il match e il Kick Off cerca il tutto per tutto per rimettere in piedi una gara ormai andata, mister Russo già dal 5' gioca la carta del portiere di movimento ma a creare occasioni sono sempre le reggine, prima Mezzatesta parte in contropiede ma non riesce a concludere in rete, poi ci prova ancora un volta Politi, instancabile nei recuperi difensivi, a bucare da lontano la porta milanese, ma la sfera lambisce il palo. All'ottavo minuto finalmente arriva il meritato poker ad opera di Valentina Siclari che si libera senza affanni di Zambelli e con un diagonale chirurgico non lascia scampo al portiere avversario, e al decimo anche la manita è servita grazie a Pamela Presto che si iscrive al tabellino per la terza volta risultando la vera mattatrice di quest'incontro. Mister Russo non sa più come opporsi alle avanzate reggine e si affida a Perruzza la quale prova a mettere in difficoltà Cacciola, subentrata a Trovato, ma la neoentrata risponde presente neutralizzando senza affanni la conclusione dell'avversaria, sul fronte opposto anche Zacchetti si supera sulle conclusioni di un'ottima Roberta Napoli che si cala subito nella parte di vice Violi, non facendo rimpiangere il muro di Staiti, e di Politi scatenata nel voler cercare la prodezza personale, che si meriterebbe per la bella prova fornita. A tre minuti dalla fine ecco finalmente l'esordio assoluto di Maria Stella Imbesi, che immediatamente impressiona per personalità e sacrificio, e da sottolineare è anche l'esordio stagionale dell'idolo del pubblico Loredana Vadalà che si fa valere difendendo la propria porta nell'assalto finale sandonatese dove spiccano le prodezze di Cacciola che a un minuto dalla fine si oppone alla grande su Ciuntu meritandosi la standing ovation del pubblico. Al triplice fischio finale è un tripudio di gioia per la Pro Reggina che fa valere ancora una volta la legge del 29, il 29/05 lo scudetto e il 29/09 la Supercoppa, candidandosi a recitare un ruolo da protagonista nel prossimo campionato, perchè con giocatrici così anche l'impossibile diventa possibile. Ernesto Branca, Ufficio Stampa Pro Reggina 97.        

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I 150 anni del Tiro a segno reggino. Praticò (Coni): “La vostra storia è la storia dell’unità d’Italia”. Caputo (Uits): “Avvicinate la tradizione alle nuove generazioni”

“I vostri 150 anni di storia rappresentano l’impegno, la dedizione, la solidarietà ed il sentimento di tutti i Reggini che hanno contribuito ad unificare l’Italia. Lo Sport Calabrese è grato a tutti voi per l’opera sociale svolta in tanti decenni con grande passione e volontà. La vostra storia è la storia dell’unità d’Italia”.

Recita così l’incisione sulla targa che il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, ha donato alla sezione di Reggio Calabria dell’Unione italiana tiro a segno per il suo 150° anno di età. Alla cerimonia  dell’anniversario, tenutasi, questa mattina, nella struttura presieduta da Paolo Basile, che rappresenta anche la sezione reggina dell’Uits, erano presenti per il Coni, i presidenti regionale Mimmo Praticò, e provinciale, Giovanni Filocamo, il consigliere nazionale dell’Unione italiana tiro a segno (Uits), Raffaele Caputo, il consigliere provinciale del tiro a segno nazionale, Giovanna Foti, ed il presidente provinciale dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, Nicola Pavone. In una sala della sezione, con vista sul poligono, è stata allestita una mostra di fotografie, manifesti, attestati, e targhe d’epoca, tra le quali spicca la lettera manoscritta da Giuseppe Garibaldi, datata Quarto, 12 marzo 1862, con la quale fu autorizzata l’istituzione della struttura. “Siamo orgogliosi di questa sede – ha dichiarato il presidente Uits Reggio Calabria, Paolo Basile – che ha ospitato generazioni di reggini. La nostra scuola di tiro è stata una fucina di talenti. Due nostre atlete, Sara Costantino e Claudia Serranò, sono in Nazionale e si sono già distinte in ambito europeo nelle discipline di pistola ad aria compressa e carabina. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, si è complimentato con dirigenti ed atleti della sezione per l’attività condotta, soprattutto, negli ultimi anni nonostante i sacrifici ed un impianto che andrebbe ristrutturato. “Per capire la storia di questa sezione – ha dichiarato Mimmo Praticò – basta visitarla. Classe 1861, il Tiro a segno nazionale di Reggio Calabria è nato con l’Unità d’Italia ed ha ospitato generazioni di reggini. Da un secolo e mezzo, ha contribuito alla crescita ed all’educazione di tanti atleti e, soprattutto, tantissimi calabresi”. “La presenza del consigliere nazionale Raffaele Caputo – ha aggiunto il presidente – indica che la federazione nazionale non fa mancare il suo sostegno in riva allo Stretto, dove risiedono tanti giovani talenti. Grazie all’ottimo lavoro svolto dal presidente Basile e regionale Tripodi i risultati sono arrivati così come le soddisfazioni”. Il consigliere nazionale dell’Uits, Raffaele Caputo, ha portato il saluto della federazione che, quest’anno, all’Olimpiade di Londra, ha strabiliato tutti conquistando un oro e due argenti. “Anche Reggio Calabria – ha concluso Caputo – con i suoi 150 anni di storia, contribuisce a divulgare quest’immagine semplice del tiro a segno che sorvola sul pregiudizio dell’utilizzo delle armi. Quanto prodotto da questa sezione avvicina la tradizione alle nuove generazioni”. Il presidente provinciale del Coni, Giovanni Filocamo, si è mostrato fiero di questa struttura della quale “in pochi ne conoscono l’esistenza e vengono i brividi nel pensare a quanti atleti sono passati in 150 anni di attività. Il consigliere provinciale del tiro a segno, Giovanna Foti, spiega che “dal 2005, i nostri ragazzi riportano ottimi risultati a livello nazionale. Il giovane Dario Basile sta perfezionandosi nella difficile disciplina della pistola automatica e la sorella Anna ha regalato tante emozioni alla sezione reggina”. “In genere – ha concluso Giovanna Foti – la passione per questo sport la si eredita. Ad avvicinare tanti giovani alla disciplina contribuiscono, soprattutto, le Olimpiadi, dove l’Italia si è sempre distinta. Negli ultimi 4 anni i numeri sono aumentati in termini di quantità e qualità”. Comitato Regionale Coni Calabria.

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Calcio, serie bwin, VII^ giornata: Spezia-Reggina 1-0

Spezia-Reggina: 1-0. Spezia (4-3-1-2): Iacobucci; Piccini, Schiavi (dal 39° Benedetti), Goian, Garofalo; Bovo, Sammarco, Lollo; Di Gennaro (dal 59° Pichlmann); Sansovini (c), Antenucci (dal 75° Critesig). In panchina: Russo, Rui Mario, Porcari, Mandorlini. All.: Serena. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Di Bari; D’Alessandro (dal 76° Melara), Armellino, Hetemaj, Barillà, Rizzato (c); Ceravolo (dall’83° Comi), Fischnaller (dal 58° Sarno). In panchina: Facchin, Bergamelli, Lucioni, Bombagi, Comi. All.: Dionigi. Arbitro: Gavillucci di Latina. Assistenti: Manna e Del Giovane. Quarto uomo: Borriello. Marcatore: Sansovini al 56°. Ammoniti: Goian al 20°, Armellino al 24° e al 62°, Garofalo al 73°, Sammarco all’84°, Di Bari all’86° e Barillà al 93°. Espulso: Armellino al 62°. Corner: 6-5. Recupero: 1’+40" (p.t.) e 4’+30" (s.t.).

Note. Reggina con il raccolto di un solo punto nelle ultime quattro giornate (sconfitta a Verona 2-0, pareggio con il Modena 2-2, sconfitta a Padova 3-2 e in casa con il Lanciano 0-1) che si presenta a La Spezia al cospetto di uno “squadrone” (come gli addetti ai lavori definiscono la compagine ligure nonostante gli attuali risultati che lo vedono reduce di 3 sconfitte consecutive). Dionigi sembra voler abbandonare il 3-4-3 (o 3-4-1-2 che dir si voglia) per un più prudente 3-5-2 (in fase difensiva trasformato in 5-3-2 con D’Alessandro e Rizzato da esterni di centrocampo a esterni di difesa e, di conseguenza, con Adejo e Di Bari da esterni a centrali difensivi). Dopo l’esordio di Facchin contro il Lanciano (costellato di qualche indecisione) in porta torna Baiocco: non perché frutto del turnover bensì della ricerca di “un” portiere. La squadra di mister Dionigi non è (come ampiamente e precedentemente già riferito in altre parti del giornale) una squadra tecnicamente all’altezza per recitare un ruolo di tutto rispetto in questo torneo. Sembra, invero, una compagine mediocre che, come spesso accaduto in questi ultimi anni, sarà destinata ad un campionato anonimo e, nella migliore delle ipotesi, a raggiungere nient’altro che il mantenimento della categoria. Del resto se uno dai piedi duri come mattoni come Rizzo si autocelebra come “regista” vuol dire che si è arrivati ben oltre la frutta (al limoncello, insomma).Vi siete mai chiesti perché Genoa e Cagliari, che da un paio d’anni si legge essere interessate al giocatore messinese, non l’hanno mai effettivamente acquistato? La risposta è scontata nonostante Foti cerchi in tutti i modi di appiopparlo a qualcuno! Le responsabilità del (lungo) periodo buio? Ovviamente solo ed esclusivamente della Società, o meglio, visto la Società è lui (gli altri azionisti sono solo spettatori passivi), del Presidente Foti impegnato più a far cassa che ad investire nella “sua azienda”. Perché le responsabilità sono solo le sue? E’ semplice: se i giocatori in rosa sono mediocri il tecnico (chiunque sia) non può fare miracoli; se necessariamente devono costare poco (o, meglio, niente soprattutto considerando il loro cartellino) altrettanto poca è la loro qualità. Il ragionamento è logico, no? E Giacchetta? Che sia un DS “senza portafoglio” (quindi senza possibilità d’azione in fase di mercato) lo ha dichiarato lui stesso nel corso della passata stagione. Che si arroghi il titolo di intromissioni, più o meno direttamente, sulle scelte tecniche del mister e/o sui giocatori anche questo è notorio. E nel mentre la Reggina paga, senza avvantaggiarsene delle prestazioni, un altro DS (Martino), un altro preparatore atletico (Mondilla) e ben altri 5 giocatori (Bonazzoli, Pietro e Antonio Marino, Zizzari e Colombo), la Società inizia ad incolpare loro delle scarsità delle proprie casse. Come se i giocatori avessero sottoscritto contratti unilateralmente o come se avessero l’obbligo di ridursi una, due o tre volte l’ingaggio per “aiutare” la Società stessa. Vuoi vedere che quest’opera di convincimento di Foti troverà seguaci? Tutto è possibile, soprattutto nella “città del nulla”. Tornando al calcio giocato, invece, la gara di oggi si prospetta difficile per gli amaranto di Dionigi. Difficile mentalmente e tecnicamente, insomma. Staremo a vedere. “Rialzate la testa e giocate col cuore”, recita uno striscione esposto dagli spezzini in una curva del “Picco” di La Spezia. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° minuto Sansovini chiede il rigore per un intervento subito dal centrale Ely. Gavillucci lascia proseguire e non sbaglia. L’iniziativa pare saldamente in mano ai padroni di casa. La Reggina attende. All’8° la prima conclusione è dei padroni di casa: Garofalo prova il sinistro da fuori area con pallone sul fondo alto sulla traversa. Al 10° un’azione inusuale e difficile da vedere nel calcio dei nostri tempi: il portiere Baiocco rinvia da calcio di fondo e manda il pallone in fallo laterale all’altezza della linea di centrocampo! All’11° azione amaranto con Fischnaller fermato (in ritardo e senza convinzione) dall’assistente Manna che ferma l’attaccante amaranto lanciato in solitaria verso il duello con il portiere Iacobucci. Dionigi legittimamente protesta e deve intervenire Gavillucci a calmarlo. Al 14° grandissima doppia occasione per gli amaranto. Ceravolo, a centrocampo, supera il diretto avversario e s’invola. E’ decentrato sulla sinistra, si accentra e calcia a giro di destro. Il pallone aggira il portiere Iacobucci e si stampa sulla base del palo alla sinistra dell’estremo difensore. La palla arriva suoi piedi di Fischnaller che si coordina e batte a rete in diagonale (questa volta da destra). Salva tutto l’intervento disperato di un difensore che devia in corner. Molto bravo Ceravolo, sfortunato Fischnaller. La Reggina, dopo i primi 10 minuti di gara appannaggio dei padroni di casa, sembra aver conquistato metri e minutaggio nel possesso palla. Lo Spezia, di contro, dopo la paura del palo subito, sembra essere più prudente. Al 25° si rivedono i liguri in area amaranto con Sansovini che gira in porta un cross da sinistra con palla sul fondo. Al 28° Baiocco replica il rinvio fatto 18 minuti prima con simile e scadente risultato. Al 29° occasione amaranto con Barillà: tiro-cross da sinistra con palla sul fondo. Al 33° Baiocco è protagonista di un quasi strafalcione quando, su un cross da destra, rischia di combinarla grossa rendendo pericoloso ciò che era senza pretese. Al 34° altra occasione per gli amaranto. Contropiede di Ceravolo che, nei pressi del limite dell’area, batte a rete (forse peccando di egoismo) ma questa volta in maniera fiacca con Iacobucci che para agevolmente. Al 35° ci prova Armellino ma il suo tiro è alto sulla traversa. Al 39° Serena è costretto ad effettuare il primo cambio della gara: fuori Schiavi per problemi muscolari e dentro Benedetti. Al 40° ancora un’occasione per la Reggina ancora con Ceravolo. Palla sul vertice sinistro dell’area di rigore, staffilata dell’attaccante amaranto con Iacobucci che, coi pugni, devia in corner. Al 44° è bravo, questa volta, Baiocco. Palla di Sansovini in verticale per l’ex Di Gennaro. Tiro mancino di prima intenzione e Baiocco è costretto a volare alla sua sinistra togliendo, di fatto, il pallone dalla fine certa in fondo al sacco grazie alla mano destra aperta. Il primo tempo finisce a reti inviolate con la Reggina a reggere il confronto senza giocare affatto male (ferme restando le già denunciate e ataviche carenze tecniche). Anzi, a tratti, si è pure espressa meglio dei padroni di casa (neo-promossi ma super-attrezzati quale frutto di notevoli investimenti estivi). Secondo tempo. Al 48° prima occasione della ripresa: Di Gennaro prova il sinistro da fuori area, Baiocco para in due tempi. Lo Spezia sembra essere ripartito come aveva iniziato: attaccando e costringendo la Reggina prevalentemente nella propria metà campo. Al 54° guizzo di Salsovini che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira e conclude a rete. Il tiro, però, è respinto da un attento Adejo. Al 56° lo Spezia va in vantaggio. Sugli sviluppi del quinto corner (primo della ripresa) battuto da destra da Di Gennaro, capitan Sansovini è più lesto del diretto marcatore (D’Alessandro) e, di testa, indirizza a rete. Baiocco è sorpreso, tocca, ma non sufficientemente per neutralizzare il pallone che termina la sua corsa in rete sotto la traversa. Al 58° primo cambio amaranto: Dionigi fa uscire Fischnaller per Sarno. Un minuto dopo risponde Serena: fuori Di Gennaro e dentro Pichlmann. Al 62° Gavillucci la combina grossa: un normalissimo fallo di gioco sulla trequarti spezzina commesso da Armellino (già ammonito) fa estrarre il secondo giallo all’arbitro della gara. Assolutamente inadeguata la sanzione al cospetto, lo ribadiamo, di un normalissimo fallo privo di cattiveria e/o aggressività. Una decisione assurda che penalizza oltremodo la Reggina già penalizzata dalle scelte Societarie in sede di allestimento di una squadra senza capo né coda e evidentissime lacune in ogni reparto del campo: i soli 5 punti al momento conquistati in 7 gare sono l’emblema più esaustivo della pochezza tecnica della squadra di Dionigi. Al 74° prima palla gol della Reggina nella ripresa: Ceravolo si accentra da sinistra, calcia a giro sul palo più lontano ma la traiettoria è larga e la palla finisce sul fondo. Al 75° ultimo cambio per la squadra di casa: esce Antenucci ed entra Critesig. Al 76° secondo cambio amaranto: esce D’Alessandro ed entra Melara. Per questa Reggina è tutto difficile in 11 contro 11, figuriamoci in inferiorità numerica rispetto a qualunque avversario. Al 78° lo Spezia va vicino al raddoppio. Palla in verticale per Sansovini, girata rapida e Baiocco respinge. All’83° anche Dionigi effettua l’ultimo cambio: fuori Ceravolo e dentro Comi. All’84° Cavillucci sbaglia ancora: fallo di Sammarco e l’arbitro tira fuori il cartellino sbagliato. Piuttosto che il giallo estrae il rosso come se il giocatore di casa fosse già stato ammonito in precedenza (cosa non vera). Stavolta Gavillucci torna sui suoi passi ed ammonisce Sammarco che, giustamente, resta in campo. La gara si anima e la Reggina prova a ristabilire la parità. Onestamente non capiamo con quali mezzi. Dionigi, in panchina, è nervosissimo e si agita. Vuoi per la gara in corso e vuoi anche per la sempre maggiore consapevolezza che gli è stata messa tra le mani un gruppo di giocatori, se possibile, meno dotati tecnicamente perfino rispetto a quelli della passata stagione. Al Presidente tutto questo, è dimostrato, poco importa: ciò che conta sono i soldini nelle sue casse. La città, i tifosi, gli sportivi sono solo un’appendice ininfluente. La quarta sconfitta nelle ultime 5 gare si avvicina sempre di più: adesso è crisi vera. Chissà se le colpe, il Presidente, le girerà su Dionigi che, ovviamente, colpe non ne ha? Nel frattempo, al 93°, Gavillucci sbaglia ancora: Comi anticipa in area un difensore che rinviene ed atterra nettamente l’attaccante amaranto. Gavillucci preferisce non intervenire completando la sua gara disastrosa. Tante e giustificabili le proteste amaranto contro una mancata decisione apparsa ai più clamorosa. Dopo 4 minuti e mezzo la partita finisce. Gavillucci a parte, la Reggina perde anche oggi e si ritrova in fondo alla classifica. Quello che lascia più perplessi è, però, il timore di non riuscire a capire quale possa essere la via di uscita considerando il materiale tecnico dato in dotazione a Dionigi. La Reggina è poca cosa. Punto! Ad maiora!                                       

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Pallacanestro, DNA: Viola, parla coach Bolignano

Coach Domenico Bolignano, ha risposto alle domande della stampa, nelle conferenza pre partita sull’incontro Viola Reggio Calabria- Agrigento, fissato per domenica 30 settembre al PalaBotteghelle. “La mia squadra è stata costruita a partire da un elemento che molto ha dato nella scorsa stagione tanto a livello tecnico ma anche umano, fungendo da pilastro. Si tratta di Marco Caprari, intorno al quale abbiamo inserito degli atleti che, sebbene si configurino come senior, sono tutti molto giovani, ma con importanti esperienze sino alla Lega 2, molti dei quali provenienti da floridi settori giovanili di società cestistiche rinomate.

La regola imposta prevede di utilizzare 5 under e 5 senior, i nostri senior, a parte un ’86 ed un ’85, si configurano a partire dall ’88. Avendo un team giovane, tutti dovranno dimostrare le capacità per stare in campo. L’obiettivo che ci siamo posti, è quello di ottenere la salvezza, siamo ancora al 40% delle nostre potenzialità, stiamo lavorando per arrivare almeno all’80%, per questo dobbiamo crescere, partita dopo partita. Domenica ci aspetta una competizione molto agonistica, Agrigento è la squadra che ha vinto il campionato, ha probabilmente il dente avvelenato, avendo noi vinto 3 volte sul 3 al Botteghelle, non ci possiamo permettere di perdere in casa. Il loro ultimo innesto, Castelli, ha buone capacità offensive, mentre Di Viccaro e Mossi hanno ben figurato nelle loro ultimo campionato, Giovanatto è il loro lungo tiratore. Dal mio team, mi aspetto una squadra che sappia correre, abbiamo degli elementi di talento, in grado di leggere bene il gioco, voglio il massimo dal punto vista tecnico e motivazionale, una squadra aggressiva ed in grado di reagire, mi hanno già dimostrato di saper lavorare duramente. Il fatto di essere stato riconfermato coach della Viola, per disputare il campionato di DNA, gratifica i miei 13 anni di carriera, e mi permette di coronare un sogno, quello di portare in giro per l’Italia il nome della mia città e della mia società”. Isabella Galimi, Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Il “mio” personaggio: Davide Di Gennaro

E’ un talento. Se è un talento è un estroso. Se è un estroso è un inventivo, un senza pace: per questo Di Gennaro è sempre con la valigia in mano. Parte da Peschiera Borromeo, cittadina vicino Milano per approdare  nelle giovanili del Milan, dove è stato anche capitano della squadra Primavera.  Il 19 maggio 2007, a 18 anni, debutta  in Serie A nella partita Milan-Udinese (2-3), entrando al 59º minuto di gioco per sostituire Costacurta. Nel 2007-2008 al Bologna in Serie B ( 2 reti in 22 presenze).

Nel 2008 è  in comproprietà al Genoa (una presenza) ma  il 1º settembre passa in prestito alla Reggina, con la quale il 7 febbraio 2009  segna la sua prima rete in Serie A a San Siro proprio contro il Milan in una partita finita 1-1. Con la Reggina 24 presenze in A, per un totale di 741 minuti ed 1 gol d’autore e da ex a san Siro contro il Milan. Poi  Livorno, dove esordisce contro la Juventus. Quindi  al Padova,  dove segna  il primo gol  il 25 settembre 2010 contro l’Albinoleffe. Nel 2011passa al Modena. Alla seconda di campionato contro la Reggina segna il suo primo gol con la maglia gialloblu. Dopo essere rientrato al Milan per fine prestito, è stato acquistato a titolo definitivo dallo Spezia. Fa il suo esordio con lo Spezia il 18 agosto 2012 in Coppa Italia contro il Cagliari segnando il gol del pareggio su rigore. Nazionale:  selezione Under 16 nel 2004, con cui  ha disputato 4 partite; sempre nel 2004 è sceso in campo in 2 occasioni con la Under-17, realizzando un gol il 22 dicembre contro i pari età della Turchia; nel 2005 ha collezionato 2 presenze e una rete nella Nazionale Under-18 e nel 2006 ha disputato una gara con l'Under-19. Vi devo dire la verità? Io uno come lui lo vorrei sempre in campo. In fondo i talenti non sono muli che devono muoversi sempre a testa bassa!

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Reggio di Calabria: presentata a Palazzo San Giorgio la Pro Reggina

La presentazione tanto attesa delle Campionesse d'Italia è andata oggi in scena presso lo splendido Salone dei Lampadari di Palazzo di San Giorgio dove l'assessore allo sport Walter Curatola ha fatto gli onori di casa ospitando la Pro Reggina per presentarla a città e giornalisti. La conferenza stampa, moderata egregiamente da Simone Vazzana, ha visto prendere posto al tavolo dei relatori, oltre al già citato Assessore in rappresentanza del Sindaco Arena, molti personaggi illustri del mondo sportivo tra cui il consigliere nazionale della Divisione C5 Piero Praticò, contento e soddisfatto del livello raggiunto dalla Pro Reggina nello scorso anno,

il Presidente del Coni regionale Mimmo Praticò, che ha invitato tutte le ragazze a tuffarsi immediatamente nella nuova stagione mettendo in bacheca lo scudetto, e il Presidente della Delegazione Provinciale FIGC di RC Domenico Arena soddisfatto per i progressi compiuti da una società che egli stesso ha visto crescere. Gradita è stata anche la presenza sia di Domenico Altomonte, responsabile del nuovo sponsor tecnico medico SM Sport Medical, il quale ha esternato la propria felicità nell'aver trovato un rapido accordo con la Pro Reggina, la realtà più in vista, dato lo scudetto, del futsal femminile italiano, sia del Sig. Frascati, responsabile di Progetto 5, contento di entrare a far parte di una vera e propria famiglia. Purtroppo alla conferenza non ha potuto partecipare la responsabile dell'altro sponsor tecnico, ossia Nicoletta Sergiano che per un contrattempo non ha potuto esser presente ma ha lo stesso reso nota la propria soddisfazione per questo nuovo binomio creato. L'incontro si è concluso con le impressioni della Presidente Cappellaccio, del mister Tramontana che ha presentato una per una le ragazze, e infine del nuovo DS Lorenzo Cotroneo, ancora al lavoro per cercare di puntellare la rosa. Finiti i convenevoli adesso c'è da fare sul serio, c'è un trofeo dietro l'angolo che le ragazze e il mister cercheranno di regalare alla propria città, ben consci che sarà dura ma non impossibile per un gruppo che ha saputo far sognare ed emozionare migliaia di reggini. Ernesto Branca, Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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