Grosseto-Reggina: 0-1. Grosseto (4-4-1-1): Lanni; Donati, Padella, Barba, Calderoni; Crimi, Jadid, Delvecchio (dal 66° Lupoli), Foglio (dall’81° Curiale); Sforzini (c); Lanzafame (dal 56° Quadrini). In panchina: Franza, Antonazzo, Obodo, Rigone. All.: Menichini. Reggina (5-3-2): Baiocco; D’Alessandro (dal 67° Bombagi), Adejo, Ely, Lucioni, Rizzato (c); Castiglia (dal 91° Freddi), Rizzo, Barillà; Campagnacci (dal 71° Ceravolo), Comi. In panchina: Facchin, Armellino, Sarno, Fischnaller. All.: Dionigi. Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Tasso e Santuari. Quarto uomo: La Penna. Marcatore: Comi al 74°. Ammoniti: Lanzafame al 41°, Delvecchio al 58°, Bombagi al 68°, Crimi al 75°, Ceravolo al 78°, Sforzini all’84°, Comi al 92° e Bombai al 94°. Espulsi: due componenti della panchina grossetana al 72° e Bombagi al 94°. Corner: 8-2. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’+1’ (s.t.).
Note. Ventesima giornata, penultima del girone d’andata, Reggina terz’ultima in classifica. Nessuna sorpresa, insomma, circa la logica posizione amaranto in graduatoria considerata la pressoché scarsa qualità della rosa. Un parco giocatori mediocre, insomma, a cui si sta adeguandosi il tecnico Dionigi con il rinnegare il proprio credo a favore degli indirizzi dettatigli dal presidente-direttore-allenatore. Si dice che Dionigi sia molto vicino all’esonero e che tappe fondamentali saranno quella odierna a Grosseto, la gara di Santo Stefano in casa contro il Vicenza e quella alla vigilia dell’ultimo giorno dell’anno contro l’Empoli (alle ore 12.30 sempre in casa al “Granillo”). Ebbene, a noi sembra che Dionigi, accondiscendendo ai voleri impostigli, si sia già auto-esonerato. Inutile dirsi pentito di aver scelto Reggio e la Reggina per allenare se, poi, comunque, non si hanno gli attributi per giocare come si vuole o, magari, dimettersi spiattellando in faccia le responsabilità all’unico a cui esse devono essere ascritte. Oggi, infatti, Dionigi si conferma allenatore estremamente duttile e malleabile (fin troppo oltre misura) e schiera il poco coraggioso 5-3-2 con delle novità tanto a centrocampo quanto in attacco. Sulla linea mediana riesuma Rizzo (?) e in attacco si affida a Campagnacci. Armellino, quindi, e Ceravolo si accomodano in panchina. Lo schieramento e la formazione ci fanno venire un dubbio: sa Dionigi che sta per affrontare l’ultima in classifica o, invece, ha ruotato di 180° la graduatoria e il Grosseto ha miracolosamente preso il posto del vero capolista Sassuolo? Se il tecnico non osa contro l’ultima, non osiamo pensare cosa farà in seguito: chiederà una deroga per poter schierare in campo anche l’intera panchina giocando, così, in 18 contro 11? Mah!?! Dalla sua parte, però, Dionigi ha un contratto biennale che, in qualche modo, conoscendo il presidente-direttore-allenatore, lo cautela dall’esonero-facile. Salvo che il presidente pro-tempore non decida di pagare due allenatori adesso che, da 6 mesi, si è finalmente disfatto di Orlandi (fino al 30 giugno in busta-paga nonostante defenestrato da tanto). Ricordiamo, a mò di cronaca, che ancora la Reggina contempla tra i suoi dipendenti tanto il direttore sportivo Martino quanto il preparatore atletico Mondilla. Un’eccellente dimostrazione di come si gestisce la società, nulla da eccepire! Cronaca e commento. Primo tempo. Il colpo d’occhio che lo stadio grossetano offre è molto simile a quello che, da anni, caratterizza il “Granillo”: quasi quasi ci sono più presenti sul campo (tra calciatori e addetti ai lavori vari) che sugli spalti. Al 2° minuto la prima occasione da rete è dei toscani. Calcio di punizione calciato da destra da Jadid e colpo di testa in area di Delvecchio che non esce di molto alla sinistra di Baiocco. Al 4° ancora Grosseto, ancora Jadid. Calcio di punizione, questa volta decentrato sulla sinistra, con tiro-cross che impegna Baiocco in una parata in due tempi. Inizia bene, quindi, la Reggina al cospetto dell’ultima in classifica!?! Una considerazione, abbastanza ovvia invero: quando la tv propaga nitidamente le voci di giocatori e allenatori non è che sono ben posizionati in campo i microfoni di Sky, vuol dire che stai assistendo a una partita tra due squadre scadenti snobbate, soprattutto, dai tifosi di casa (accade oggi allo “Zecchini” di Grosseto ma anche in occasione di ogni gara al “Granillo” di Reggio). La gara vede il Grosseto più intraprendente rispetto a una Reggina chiusa e guardinga: in effetti contro il Sassuolo c’è da stare attenti. Ops! Non è il Sassuolo quello in maglia rossa con banda diagonale bianca? Ce ne scusiamo! Intanto annotiamo che, al 18°, è la prima volta che si sente nominare Rizzo dopo la lettura delle formazioni: con l’avvicinarsi del mercato di gennaio, siamo certi che il presidente-direttore-allenatore abbia imposto la presenza in campo del “regista senza regia” messinese. Vuoi vedere che una tra Paganese, Nocerina, Afragola o Feralpi Salò può essere interessata al “fenomeno”? Al 20° seconda occasione nitida da gol per il Grosseto. Corner da destra calciato da Jadid e colpo di testa di Padella che, in diagonale, attraversa tutto lo specchio della porta e termina sul fondo. Il pallone raramente si trova nella metà campo grossetana e quando lo si vede alla destra del terreno di gioco è solo perché qualche giocatore di casa ha effettuato un retropassaggio. La Reggina, in sostanza, si difende e basta! Ovvio pensare che “tanto va la gatta al lardo…”, metafora utilizzata per intendere che, con il Grosseto quasi stabilmente in attacco, presto o tardi… Un giorno, magari, chiederemo a Dionigi che senso ha, su ogni calcio piazzato, che si un corner o un calcio di punizione che lasci presumere a un cross in area, che senso ha mandare due giocatori sul pallone (spesso Sarno e Ceravolo, oggi Barillà e nell’occasione appena vista Castiglia) salvo poi, uno dei due (Ceravolo e Barillà nella specie), allontanarsi di corsa dal pallone senza cogliere l’attenzione di nessun avversario che, sistematicamente, lascia andare il “fuggitivo” senza batter ciglio. Intanto, è il 31°, il Grosseto va vicinissimo al gol per la terza volta. Crimi, infatti, calcia da fuori area con Baiocco costretto a volare deviando in corner. La Reggina gioca come una squadra da oratorio: si difende e pensa soltanto a spazzare lontano il pallone senza avere né forza né qualità di imbastire un’azione degna di tal nome. Al 36° ecco l’avvenimento: Campagnacci, da fuori area, calcia più o meno verso la porta dei padroni di casa: il pallone termina sul fondo a 5 metri dalla porta di Lanni. La Reggina non decolla, anzi sembra proprio essere ancorata alla pista con (almeno) 3 funi d’acciaio del diametro di 10 metri: la prima, la più consistente, è quella che regge il suo presidente-direttore-allenatore; la seconda è quella retta dal suo allenatore-pro-forma e la terza è quella sostenuta dalla mediocrità degli uomini schierati in campo. Rizzo, intanto, la cui presenza è spiegabile solo dalla prossima riapertura del calcio mercato (qualora in Lega Pro abbia estimatori), si mette in luce con i suoi preziosi lanci alla Pirlo (ci perdoni Andrea) che ne hanno fatto un “regista” affermato. Durante il primo e unico minuto di recupero nel corso del primo tempo, il Grosseto costruisce un’altra occasione da rete. Palla a centro area per il capitano Sforzini che, spalle alla porta, serve dietro Lanzafame che calcia d’interno destro con Baiocco pronto a parare a terra. L’indecente primo tempo, tra due squadre indecenti, si chiude qui: uno 0-0 che dimostra la forza di entrambe le formazioni (0 vale il Grossetto e 0 vale la Reggina). Complimenti al pluri-deferito, pluri-inibito e pluri-multato presidente-direttore-allenatore. Secondo tempo. Il secondo tempo sembrerebbe essere iniziato meglio per la Reggina che pare essere tornata in campo con altro piglio. Al 55° prima occasione da rete per gli ospiti. Su corner Comi gira di testa con Lanni che, in tuffo, prima salva sulla linea di porta e poi blocca. Al 56° primo cambio per il neo-allenatore grossetano Menichini: esce Lanzafame ed entra Quadrini (un attaccante per un attaccante). Dieci minuti dopo, al 66°, secondo cambio per i padroni di casa: esce Delvecchio ed entra Lupoli. Al 67° primo cambio amaranto: esce D’Alessandro ed entra Bombagi. Il valzer di cambi prosegue con il secondo amaranto: al 71° esce Campagnacci ed entra Ceravolo. Al 72° il Grosseto va in gol ma Giancola annulla. Cross al centro da sinistra, Sforzini ostacola Baiocco in uscita, nessuno dei due tocca il pallone che termina sui piedi di Lupoli che insacca. Giancola, però, vede un fallo di Sforzini su Baiocco e, quindi, nulla di fatto. Nell’occasione, il quarto uomo La Penna espelle due componenti della panchina di casa. Gli animi si esasperano. Al 74° è la Reggina che passa in vantaggio regolarmente. Azione prolungata degli amaranto con Bombagi che sbaglia, incredibilmente, davanti a Lanni tirandogli il pallone addosso. La palla termina sui piedi di Ely che, allargatosi a sinistra, crossa sul secondo palo dove Comi, saltando sulle spalle di Calderoni, da mezzo metro, insacca di testa tra le proteste dei padroni di casa (forse non ingiustificate). Meglio così, comunque. All’80° Sforzini spreca calciando sulla traversa dal limite dell’area. All’81° Menichini tenta il tutto per tutto: fuori Foglio e dentro Curiale a dare una mano a capitan Sforzini. La Reggina, trovato il vantaggio dopo lo svantaggio annullato, prova a gestire questi ultimi 10 minuti più recupero nell’intendo di portare a casa 3 punti non meritati ma preziosi. Nel frattempo, il pubblico grossetano urla all’indirizzo di Giancola (“Buffone”) ma anche della Reggina (“Mafiosi”). Se contro l’arbitro potrebbero essere legittimati rispediamo al mittente quelli contro la Reggina frutto della più gretta ignoranza nonché sub-cultura. Inutile commentare oltre l’accaduto. In fondo, se l’arbitro avesse sbagliato (ammesso che l’abbia fatto) che c’entra la Reggina? Certo, diverso sarebbe se le urla dei grossetani facessero riferimento alle disavventure giudiziario-sportive del presidente-direttore-allenatore (“mafiosi” comunque è fuori luogo, inappropriato e, quindi, essendo un luogo comune, stupido). 4 saranno i minuti di recupero, durante il primo dei quali Dionigi effettua il suo ultimo cambio: fuori Castiglia e dentro Freddi (ex). Al 92° ammonizione a Comi per fallo di mano: diffidato, salterà Reggina-Vicenza a Santo Stefano. Al 94° la Reggina ha la possibilità di chiudere la gara e di legittimare la vittoria. Ceravolo, lanciato in verticale, supera un avversario e si presenta davanti a Lanni su cui calcia addosso il pallone. La palla è ancora sui piedi del centravanti amaranto che, stavolta con 3 difensori schierati, cerca lo spazio per calciare nuovamente in porta. Quando lo fa trova sulla linea di porta un difensore a respingere con palla che finisce nei pressi di Comi che calcia senza pensarci. Il pallone è ancora una volta respinto da un difensore sulla linea e poi Lanni lo conquista definitivamente. Al 94° fallaccio di Bombagi che, entrato al 67°, viene ammonito la prima volta al 68° e la seconda 26 minuti dopo terminando anzitempo la gara. Giancola, contestatissimo, un minuto oltre il recupero, emette il triplice fischio finale e manda le due squadre negli spogliatoi. Legittima la soddisfazione dei reggini, arrabbiatissimi i padroni di casa che non cambiano il trend di risultati nonostante l’esordio in panchina del quarto tecnico stagionale. La Reggina, quindi, vince forse oltre merito e certamente non convince. Gli amaranto vanno a quota 19 e, momentaneamente, si lasciano alle spalle 5 squadre (Cesena, Novara, Lanciano, Pro Vercelli e, ovviamente, Grosseto) uscendo così dalla zona playout. A quota 19, inoltre, la Reggina agguanta il suo prossimo avversario (il Vicenza allenato da Roberto Breda) costretto al pari interno (3-3) dal Modena. Catalano direbbe “Meglio vincere giocando male che non vincere giocando bene”. Meglio così, insomma, con la Reggina che, comunque, resta una tra le ultime della classe. Buon Natale! Ad maiora!