Calcio, Lega Pro 2, girone B: HinterReggio-Chieti 0-1

HinterReggio-Chieti: 0-1. HinterReggio (3-5-2): Mengoni 8, Ungaro 6, Franceschini 6, Impagliazzo 6; S. Cutrupi 6 (18’st D. Cutrupi 6), Vicari 5,5 (37’st Aliperta sv), Pensalfini 5,5, Borghetto 5,5 (8’st Febbraio 6,5), Marguglio 65; Khoris 6, Zampaglione 6. In panchina: A, Cutrupi, Trentinella, Broso, Condomitti. Allenatore: Venuto 5,5. Chieti (4-3-3): Feola 7; Bigoni 6, Gigli 6, Pepe 6,5 (18’st Barbone 6), Di Filippo 6; Mungo 6,5, Del Pinto 6,5, Verna 6; Rinaldi 6 (18’st Alessandro 6), Capogna 6 (27’st Cardinali 5,5), De Sousa 7. In panchina: Cappa, Rovrena, Di Properzio, La Selva. Allenatore: De Patre 6,5. Arbitro: Guccini di Albano Laziale 6. Assistenti: Agostini di Frosinone e Lacalamita di Bari. Marcatore: 22’ pt De Sousa (C). Note: spettatori 328. Ammoniti: Franceschini, Impagliazzo (H), Mungo (C). Angoli: 3-3. Recupero: 1’ pt e 3’st.

L’Hinterreggio, priva di Anzilotti squalificato e Peppe Gioia infortunato (al quale facciamo gli auguri di una pronta guarigione) non sa più vincere tra le mura amiche e non riesce a sfatare il tabù Oreste Granillo, questa volta a violare il terreno di gioco reggino il Chieti di mister De Patre. La squadra teatina ha messo in mostra un ottimo impianto di gioco, specie nel primo tempo creando tantissime occasioni da gol, nella ripresa ha controllato la gara non disdegnando ripartenze pericolose con De Sousa e Mungo che non si sono concretizzate per un nulla, di contro i ragazzi di Venuto sono ritornati in campo con un altro piglio mettendo la giusta cattiveria  agonistica, pressando alto il portatore di palla, che ha permesso alla squadra di creare tre quattro occasioni da rete fallite per un soffio, vuoi per l’imprecisione sotto rete di Zampaglione vuoi per mera sfortuna, in sintesi l’Hinterreggio avrebbe meritato il pareggio ma il Chieti non ha rubato niente. Inizia bene la squadra reggina che già al 14’, fallisce una ghiotta occasione con Zampaglione servito dalla destra da Saverio Cutrupi. Al 22’, Chieti in vantaggio, Mungo pennella in area di rigore una punizione, De Sousa stacca di testa e batte Mengoni. Passano appena due minuti e il Chieti può chiudere la partita, De Sousa innesca Rinaldi che solo davanti a Mengoni spara oltre la traversa. Al 43’, ancora Chieti vicino al gol, Rinaldi per Capogna miracolo di Mengoni. Al 46’, punizione di Mungo con Mengoni che si supera e toglie il pallone dall’incrocio dei pali tenendo in partita l’Hinterreggio. La ripresa si apre con l’Hinterreggio più propositivo e più volitivo con l’intento di pareggiare le sorti della gara. Al 12’, ancora Zampaglione para Feola. Al 15’, grande azione di Zampaglione, che in area di rigore, in un fazzoletto di terreno si libera di Pepe e Bigoni per sparare a salve sul portiere in uscita. Passa un minuto e Marguglio innesca Khoris, il tiro fuori. Al 31’, ancora Mengoni  è bravo ad uscire con i piedi  sul lanciatissimo De Souza. Al 32’, Hinterreggio vicino al pareggio, batti e ribatti il pallone arriva a Vicari che batte di prima a rete, si catapulta sul pallone Zampaglione che spreca una grande occasione. Il Chieti non sta a guardare e su capovolgimento di fronte la difesa reggina si fa trovare impreparata ma Cardinali batte dalla sinistra sull’esterno della rete. Al 42’, ancora sfortuna e ancora imprecisione sotto rete il cross di Marguglio, Khoris incorna di  testa per Zampaglione che cerca il pallonetto e manda alto solo davanti al portiere. Il Chieti, anche se con sofferenza si  porta a casa i tre punti,  l’Hinterreggio recrimina per le tante occasioni da gol sprecate.

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Pallavolo, serie B2, V^ giornata: Icq Rossano-Luck Volley Reggio Calabria 2-3

di Alessio Ciccolo*. Si conclude al tie-break l’emozionante sfida tra Icq Rossano e Luck Volley RC in programma per la 5^ giornata del campionato nazionale di Serie B2: il risultato sorride ai reggini, che portano a casa due punti importantissimi dopo circa 3 ore di gioco. Per chi conosce la storia dei confronti tra le due squadre calabresi, non sarebbe stato difficile aspettarsi una vera e propria battaglia, giocata su un piano sia tecnico che mentale: le due compagini, a partire dai due campionati regionali di serie D e C, hanno dato vita ad incontri indimenticabili sia per gli avvenimenti in campo sia per la splendida cornice di pubblico, sempre presente e caloroso.

La prima sfida di questa stagione è a dir poco carica dal punto di vista emotivo: Pavone e i suoi oltre la rete ritrovano, dopo la cavalcata della promozione 2011/2012, l’ex Andrea Neri, questa volta protagonista con la maglia dell’Icq. Tuttavia, il cuore rossoblu della Luck batte all’unisono per un altra motivo: il pensiero va al compagno di squadra e amico Paolo Finizzi, qualche giorno fa vittima di un pericoloso incidente stradale. La prestazione dei giovani reggini è infatti il frutto di questa forza viscerale, che spinge a far bene e a lottare anche per chi, sfortunatamente, combatte da un letto d’ospedale. Uno scontro, dunque, senza esclusione di colpi, che vede il Rossano avanzare nel primo parziale; la risalita e l’orgoglio Luck fino alla parità al termine del quarto set. Nell’ultima frazione di gioco sembra non esserci storia: la grinta agonistica ha la meglio sulla stanchezza fisica, e Azzarà e compagni portano a casa il bottino. Vincere fuori casa non è mai un gioco da ragazzi, ma il match in quel di Rossano è la dimostrazione di come spesso, nello sport, ha la meglio chi “getta il cuore oltre l’ostacolo”. Un detto appropriato, in vista della gara casalinga contro il Cinquefrondi. *Ufficio Stampa Luck Volley Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A, VI^ giornata: Five Molfetta-Pro Reggina 0-5

di Ernesto Branca*. Five Molfetta–Pro Reggina 97: 0-5 (0-0 p.t.). Five Molfetta: Berardi, Bufi, De Bari, Dagnello, Fracchiolla, Gadaleta, La Rossa, Macina, Pazienza, Tempesta, Tangari, Varano. All.: Iessi. Pro Reggina 97: Trovato Mazza, Cannizzaro, Siclari, Vadalà, Napoli, Imbesi, Mezzatesta, Presto, Politi, Violi, Cacciola. All.: Tramontana. Marcatori: Politi, 2 Napoli, Siclari, Presto. Arbitri: Rea di Roma 1 e Pellegatta di Busto Arsizio. Cronometro: Lamanuzzi di Molfetta.

E’ una Pro Reggina formato maxi quella che espugna il palazzetto di Molfetta con un sonoro 0-5 che, da un lato sancisce la superiorità delle reggine rispetto alle avversarie pugliesi, e dall’altro lato mantiene le ragazze di mister Tramontana in testa alla classifica insieme al Real Statte che dilaga in casa contro la Jordan. Alla vigilia si temeva una gara molto combattuta e da giocare sul filo di lana, copione rispettato nei primi venti minuti effettivi di gioco dove il Molfetta, grazie anche alle ridotte dimensioni del terreno di gioco, riesce ad imbrigliare la manovra delle campionesse d’Italia che non riescono a creare particolari pericoli a Berardi. Solito starting five per la Pro Reggina che schiera tra i pali Trovato Mazza, Violi come schermo difensivo, Siclari e Presto sui laterali e Mezzatesta, autrice nel derby di una splendida tripletta, come pivot. Pronti via e proprio la numero 9 amaranto ha nei piedi la prima palla per far male alle avversarie ma Berardi si oppone con prontezza al destro dell’attaccante avversario. La Pro Reggina prova ad impossessarsi del pallino del gioco e di conseguenza anche della metà campo pugliese, ma ciò che ne vien fuori è un possesso sterile che non crea particolari grattacapi alle locali sempre ben chiuse a difesa della propria porta. Alla metà della prima frazione di gioco ci prova Presto dalla distanza, ma la mira non è delle migliori, stesso risultato dall’altra parte per capitan Gadaleta che vede il suo sinistro finire largamente a lato. I minuti passano e la Pro Reggina, pur dominando il campo, non riesce a bucare la strenua retroguardia avversaria che riesce a mantenere la propria rete inviolata fino alla fine del primo tempo. La strigliata di mister Tramontana durante l’intervallo sembra dare la giusta scossa alle campionesse d’Italia che rientrano in campo col piglio della grande squadra, iniziando fin dai primi secondi a mettere pressione alle avversarie che, per poco, non sono costrette a capitolare sulla rasoiata di capitan Siclari che sibila a fil di palo. Alla metà della seconda frazione di gioco finalmente la gara si sblocca grazie ad un capolavoro di Ludovica Politi che, con un bel gioco di gambe, mette a sedere due avversarie per poi scaricare in rete un potente destro su cui, questa volta, il portiere pugliese non può nulla. Sbloccato il match, le reggine iniziano a giocare sul velluto e dopo un paio di minuti trovano il raddoppio con Napoli, abile a deviare in rete un centro di capitan Siclari la quale, passati pochi secondi, si iscrive a sua volta nel tabellino dei marcatori finalizzando a dovere una splendida ripartenza iniziata dai piedi di Presto. Se nei primi trenta minuti di gara il Molfetta non aveva concesso nemmeno un centimetro alle azioni offensive reggine, negli ultimi dieci minuti la Pro Reggina si appropria di tutto quanto gli era stato negato in precedenza andando ad azzannare la rete di Berardi per altre due volte, prima con Napoli che firma la sua doppietta personale e poi con Presto che a 11 secondi dalla fine serve la manita. Finisce così la prima partita in cui la Pro Reggina può dire di aver sudato le fatidiche sette camicie per aver ragione di una squadra molto tosta come questo Molfetta, autentica rivelazione di questo inizio di torneo. Lo Statte chiama e la Pro Reggina risponde presente, continua il viaggio a braccetto in testa alla classifica per campionesse e vice-campionesse d’Italia che attendono di scontrarsi direttamente tra due settimane a Montemesola, lì dove si capirà la vera e propria aspirante allo scettro del sud. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97. (Nella foto Napoli, Siclari e Politi).

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Il “mio” personaggio: Italo Alaimo

La gara HinterReggio-Chieti di domani ci fa pensare ad un grande amico di Reggio: Italo Alaimo. Ala destra di movimento, Italo Alaimo disputò la prima parte della sua carriera in Serie C. Nelle due stagioni al Chieti risultò essere tra i più forti giocatori della categoria nel suo ruolo. Rimase in Abruzzo fino al 1963, trasferendosi poi al Rosignano. Ma già nel novembre dello stesso anno, dopo 6 incontri disputati, Alaimo passò alla Reggina allenata da Leo Zavatti. Lo ricorderemo sempre con grande affetto come l’uomo capace di uscire palla al piede dalla propria area ed arrivare tra dribbling e serpentine al puntuale cross all’interno dell’area avversaria.

Quando, durante le visite mediche a Novara, rimase fulminato nelle prove sotto sforzo, la Reggina aveva già perso un giocatore ma Reggio perdeva un grande amico.

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Pallacanestro, serie C Regionale: Scuola Basket Viola-Botteghelle: 64-83

di Maria Carmela Vazzana*. Scuola Basket Viola-Botteghelle: 64-83 (19-26, 33-43, 44-63). S. Basket Viola: Franzò 11, Labate, Bagnasco 4, Panzera 2, Barreca 4, Russo 5, Osmatescu 4, Latella 6, Lupusor 28, Antonicelli n.e.. Coach: Pasquale Iracà – Ass.: U. Crea e G. Cotroneo. Botteghelle Basket: Pensabene 4, Vinci 12, Vazzana 12, Crea, Catanoso 31, Canale 13, Minniti 1, Santucci 8, Quattrone 2, Comi n.e.. Coach: Gianpiero Corlito. Arbitri: Enzo Zappia e Manal Nakkache di Reggio Calabria.

Nell’anticipo della 4° giornata del Campionato di C Regionale , la S. Basket Viola non riesce a bissare il successo casalingo ottenuto contro la Virtus Cz, cadendo contro il Botteghelle per 64-83. Orfana di Manfrè fermo ai box per un brutto raffreddore e di Antonicelli in panchina solo per onor di firma, la Viola incappa in una serata storta non riuscendo ad esprimersi al meglio sia dal punto di vista fisico/tecnico sia dal punto di vista mentale. Parte forte il Botteghelle che prova una minifuga ma i violini, nonostante qualche  difficoltà, riescono a limitare i danni chiudendo la prima frazione sotto di 7 punti. Nei secondi 10 minuti i biancoblu continuano spediti la loro marcia con i soli Lupusor e Franzò a trovare la via del canestro, troppo poco per pensare di impensierire i più quotati avversari. Le principali bocche da fuoco ospiti vengono lasciate colpevolmente libere di tirare e così  per Canale e Catanoso è un gioco da ragazzi piazzare 2 bombe che valgono il + 10 alla fine del 2° quarto. Il terzo periodo è costellato da uno stillicidio di errori e palle perse dai padroni di casa, gli ospiti ringraziano e ne approfittano per scavare un gap consistente. I neroarancio soffrono la difesa del Botteghelle e la scarsa vena realizzativa, mentre gli atleti di coach Corlito dalla lunetta e con contropiedi fulminanti chiudono il quarto con un vantaggio di 19 punti. All’inizio dell’ultima frazione con un parziale di 6-0 firmato Osmatescu–Lupusor-Bagnasco la Viola rosicchia qualche punto ma Santucci e compagni non si fanno intimorire e portano a casa la vittoria. Per la Viola apparsa poco aggressiva arriva così la seconda sconfitta consecutiva ma nonostante non sia stata una delle migliori prestazioni stagionali in alcuni frangenti si sono viste buone cose da cui ripartire per  centrare l’obiettivo prefissato  a inizio anno: la crescita del giovane gruppo. In casa Viola si pensa già al prossimo avversario: sabato 17 Novembre alle ore 17.30 al Centro Viola arriva la JBL del neo coach Fabio Pirillo. La società catanzarese dopo l’exploit dello scorso anno si è notevolmente ridimensionata e punta ad una salvezza tranquilla contando su un roster  giovane. Sarà quindi uno scontro diretto che i violini non dovranno assolutamente fallire. Infine una notizia di carattere societario: si amplia il team dei dirigenti del Settore Giovanile neroarancio. A Manuela Iatì, brillante giornalista e da poco eletta nel Consiglio Direttivo della Fip Calabria si aggiunge Rocco Famà, ex giocatore di grande talento cresciuto nella famiglia Viola. *Ufficio Stampa Scuola di Basket Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A: Pro Reggina pronta per la trasferta di Molfetta

di Ernesto Branca*. Dopo la scorpacciata di reti avvenuta nel derby contro lo Sporting Locri, la Pro Reggina si appresta ad affrontare nel sesto turno di campionato la difficile trasferta di Molfetta, un campo molto ostico per tutti, compresa la Jordan co-capolista, che in terra pugliese ha faticato non poco per portare a casa l’intera posta in palio. Le campionesse d’Italia si preparano a questo difficile match con numeri davvero strabilianti, 15 punti su 15 conquistati nelle prime cinque partite, 37 reti all’attivo che valgono la palma di miglior attacco di tutti e tre i gironi, e solo 8 reti al passivo che collocano le ragazze di mister Tramontana tra le squadre meno battute di tutto lo stivale.

Nonostante tutto però, il Molfetta è squadra da non sottovalutare per molti motivi, uno fra tutti l’ottima organizzazione di gioco fornita dalla squadra di mister Iessi capace di sconfiggere tra le mura amiche una squadra esperta come il Cus Palermo, e di dare filo da torcere alla Jordan Aufugum vera e propria rivelazione di questo inizio di torneo. Queste le considerazioni di mister Tramontana in vista del match:”Abbiamo lavorato molto per preparare questa sfida, a mio avviso, molto delicata. Andiamo ad affrontare una formazione molto tosta che ho avuto modo di valutare e seguire in queste prime giornate di campionato. Insieme al Giovinazzo, il Molfetta è la matricola che ha fatto più punti in questo inizio di torneo e questo è un dato che palesa un buon approccio ad un campionato, per loro, nuovo. Noi stiamo bene, la vittoria del derby ci ha fatto molto piacere ma è tempo adesso di metterla in soffitta e concentrarci sul prossimo impegno al quale arriviamo molto cariche”. Dello stesso avviso è anche Federica Mezzatesta, vera mattatrice del derby calabrese, in cui la numero 9 reggina ha firmato una splendida tripletta:”Sono contenta di aver realizzato tre reti in una partita molto sentita come il derby, ma sono ancora più felice per aver aiutato le mie compagne a conquistare tre punti fondamentali per continuare a rimanere in testa alla classifica. Sono già pronta per la sfida di domenica in Puglia, ho tanta voglia di fare bene e continuare a segnare, perché il gol, per noi attaccanti, è l’unica medicina che ti permette di guardare con serenità al match successivo dandoti quella consapevolezza nei tuoi mezzi utile per far male all’avversario”. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Pallacanestro, DNA: Viola, preso il paly Nunzio Sabbatino

di Isabella Galimi*. E’ Nunzio Sabbatino il nuovo innesto nel roster nero arancio. Playmaker, classe 1992 per 190 cm, il giovane mostra una carriera già importante. E’ nella Fortitudo S. Anastasia che muove i primi passi da cestista, per poi passare nella stagione 2006-07 alla MontePaschi Siena, dove percorre tutta la trafila giovanile, riuscendo anche a realizzare una esperienza in serie A nel 2008-09, continuando a maturare esperienza significativa nelle nazionali giovanili.

Ma non basta. Sabbatino disputa gli europei under 18 da capitano. Nella stagione 2010-11 veste la maglia di Agrigento in serie A dilettanti, e nella successiva passa alla Pallacanestro Napoli, mettendosi in mostra soprattutto nella seconda parte del campionato. Playmaker intenso di rottura, capace di attaccare il canestro dal palleggio, con buona propensione difensiva, Sabbatino si dimostra un giocatore di personalità nonostante la giovane età. L’atleta è arrivato al centro sportivo del Pianeta Viola nella giornata di ieri. Dopo aver superato le visite mediche dirette dal dott. Calafiore, e sostenuto i test atletici con il preparatore Gaetano Rosace, Sabbatino ha sostenuto questa mattina una sessione individuale con coach Bolignano, e da domani sarà a disposizione per gli allenamenti di squadra. Una presenza che mira a migliorare la qualità esistente del roster nero arancio, con la consapevolezza di avere davanti un campionato tutto ancora da giocare. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: Comitato Regionale Calabria FIP, eletto il Vicepresidente, stabilite le nuove tasse gara e il termine ultimo per l’iscrizione ai campionati di C femminile, giovani e promozione maschile

Si è tenuta ieri, presso la sede di Reggio Calabris, la prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo Regionale Calabria della Fip. Dopo l'insediamento nel ruolo, il Presidente riconfermato Sandro La Bozzetta e i consiglieri Manuela Iatì, Nino Liotta, Piero Morabito e Salvatore Procopio hanno proceduto, come primo atto, alla nomina del Vicepresidente nella persona del consigliere Procopio. Il Consiglio, quindi, ha affrontato i punti all'ordine del giorno ovvero l'organizzazione dei campionati di serie C regionale femminile, promozione maschile e giovanile e le tasse gara.

Quanto all'organizzazione dei campionati, si è deciso di fissare il termine ultimo per l'iscrizione al 9 novembre p.v., in considerazione del ritardo che le recenti elezioni per il rinnovo degli organi territoriali ha comportato per l'intera attività regionale. Subito dopo, e in tempi strettissimi, si procederà alla stesura dei calendari per poter avviare i campionati stessi entro la fine di novembre. Non si accetteranno iscrizioni fuori termine e, in caso di rinuncia a partecipare al campionato per il quale le singole Società si sono iscritte, si applicheranno le sanzioni previste dal regolamento federale. Quanto al secondo punto, ovvero le tasser gara, il Consiglio ha deciso di non appesantire oltre misura i già precari bilanci delle Società, in alcuni casi mantenendo invariate le tariffe dell'anno precedente, in altri casi apportando piccoli adeguamenti, resi necessari dai sempre più elevati costi di gestione dei campionati stessi. Il prospetto delle nuove tasse gara e ogni altra informazione utile potrà essere attinta dal sito del Comitato regionale all'indirizzo www.fip.it/calabria.

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Calcio a 5, serie A, V^ giornata: Pro Reggina-Sporting Locri 9-1

di Ernesto Branca*. Pro Reggina ‘97–Sporting Locri: 9-1 ( p.t. 2-0). Pro Reggina ‘97: Trovato Mazza, Cannizzaro, Siclari, Vadalà, Napoli, Imbesi, Mezzatesta, Presto, Politi, Violi, Cacciola. All.: Tramontana. Sporting Locri: Ceravolo, Taverniti, Babuscia, Gatto, Zavettieri, Sabatino, Corio, Agostino, Minciullo, Arena, Ierardi. All.: Armeni. Marcatori: 7’40” Siclari (PR), 17’28” pt, 6’9” st e 6’47”st Mezzatesta (PR), 2’55”st, 3’56”st e 19’30”st Presto (PR), 13’9”Politi (PR), 13’36”Imbesi (PR), 17’Minciullo (SL). Arbitri: Claudio Rossi di Sesto San Giovanni e Fabio Iberini di Milano.

Nei derby, di solito, vince chi ci crede di più, chi utilizza ogni stilla di energia per superare l’avversario, chi ci mette dentro anche l’anima per riuscire ad avere la meglio, di solito però, ma non in questo Pro Reggina – Locri dove le campionesse d’Italia hanno conquistato l’intera posta in palio grazie al proprio immenso bagaglio tecnico che le pone almeno una spanna sopra  le malcapitate avversarie, incapaci di resistere alle grandi doti di Siclari e compagne. Alla fine ne viene fuori uno spettacolo entusiasmante, dove le occasioni da rete fioccano a ritmo continuo grazie alla ingente mole di gioco imbastita dalle ragazze reggine, che prendono in mano il pallino del gioco fin dai primi istanti per poi lasciarlo solo al triplice fischio finale dei direttori di gara. Mister Tramontana recupera in extremis capitan Siclari, reduce da una sindrome influenzale, Violi, pestone alla caviglia subito in allenamento, e Trovato Mazza, schierandole immediatamente nello starting five insieme a Mezzatesta e Presto. Dall’altra parte mister Armeni risponde con Ceravolo tra i pali, Babuscia centrale e Agostino e Minciullo ai lati dell’ex Corio la quale si fa vedere subito dalle parti di Trovato Mazza con un destro che il portiere reggino devia in angolo. Trascorsi 180 secondi dal fischio d’inizio la Pro Reggina potrebbe già trovarsi in vantaggio ma Violi, ottimamente servita da Siclari, non trova il tempo di depositare in rete a due passi dalla linea di porta. Solo due minuti dopo è Mezzatesta che prova ad impensierire Ceravolo, ma il portiere locrese controlla bene il destro del pivot avversario che, tre minuti dopo, costruisce l’azione del vantaggio rubando palla a Babuscia e servendo Siclari che in scivolata fa 1-0. Schiodato il punteggio dal risultato ad occhiali, la pressione locale si fa sempre più forte tanto da produrre prima un palo, colpito da Violi, e poi una fulminea ripartenza che Napoli conclude sull’esterno della rete. Tutto questo non è altro che il preludio al raddoppio che arriva alla metà del minuto 17 grazie alla scatenata Mezzatesta, che sradica la sfera dai piedi di Minciullo e, dopo essersi involata verso Ceravolo, scaraventa in rete la palla del 2-0. La prima frazione di gioco non ha più nulla da registrare ma lo stesso non si può dire per la ripresa che si apre subito con il tris servito da Pamela Presto che, dal limite dell’area, scarica un destro che Ceravolo può solo accompagnare con lo sguardo in fondo al sacco. 59 secondi più tardi stessa “zolla”, stessa giocatrice, stesso destro, stesso risultato, 4-0 Presto con una puntata a fil di palo che fa esplodere il numeroso pubblico reggino accorso in massa ad assistere a questo spettacolo che è la Pro Reggina 97. Dopo essersi presa la gioia del gol del vantaggio, Mezzatesta acquisisce anche la proprietà del minuto numero 6, infatti al 6’9” deposita a porta libera un centro di Presto, e al 6’ e 47” fa tutto da sola partendo in contropiede e superando con un dolce tocco d’esterno l’uscita disperata di Ceravolo che deve raccogliere per la sesta volta la sfera nella propria porta. Minciullo cerca di dare la scossa alle compagne colpendo un palo su azione di rimessa ma lo strapotere tecnico-fisico della Pro Reggina è palese e produce, al minuto 13, un nuovo uno-due terrificante questa volta ad opera di Politi, che con una superba azione personale semina due avversarie e di punta infila Ceravolo, e di Imbesi la quale con un bel tocco sotto realizza la sua seconda rete in serie A. Sul risultato di 8-0, la Pro Reggina abbassa notevolmente il ritmo, mister Tramontana lancia nella mischia prima la neo arrivata Cannizzaro, che dimostra subito di essersi già inserita negli schemi reggini, e poi Vadalà, capace di andare vicina al gol dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo. Negli ultimi tre minuti di gioco c’è ancora tempo sia per la rete della bandiera delle ospiti firmata da Minciullo su punizione sia per il tris personale di Presto che fissa il risultato finale sull’eloquente 9-1. Al PalaBotteghelle va in scena una straripante Pro Reggina che non risente dei problemi societari, mister Tramontana riesce ogni settimana ad infondere quei giusti valori, sia tecnici che umani, che ancora danno un senso a questo sport, valori che le ragazze della Pro Reggina già possiedono e non perdono occasione per dimostrarlo. *Ufficio Stampa Pro Reggina '97.

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Pallavolo, serie B2, IV^ giornata: Carrefour Lamezia-Luck Volley Reggio Calabria 3-0

di Alessio Cocciolo*. Arriva la seconda sconfitta stagionale per la Luck Volley, che in casa deve arrendersi alla compagine del Carrefour Lamezia. Un secco 3 a 0 che testimonia la distanza che ancora intercorre tra i due team: purtroppo per i reggini al Botteghelle si è assistito ad una gara a senso unico, e i parziali dei tre set giocati lo testimoniano. Gli uomini di Pavone giocano tutte le carte a disposizione, ma è davvero dura contrastare la corazzata lametina, quest’anno rinforzata da Piccioni e Orlando.

Il risultato non è stato  mai messo in discussione dall’inizio della partita, ma i reggini hanno avuto il merito di combattere su ogni pallone e, a sprazzi, di mettere in luce un buon gioco di squadra.  Nonostante la sconfitta. è bene ripartire da questi elementi per conquistare una vittoria nel prossimo turno. In programma la terza trasferta stagionale: sabato 10 andrà di scena Rossano – Luck. Sarà una partita avvincente, tra due formazioni alla pari  che già in passato si sono scontrate più volte sul campo. Questa volta, Gurnari e compagni ritroveranno dall’altra parte della rete l’ex capitano di mille battaglie, Andrea Neri, l’uomo in più nell’annata scorsa che ha portato la società reggina alla promozione in serie B2. Emozioni e agonismo faranno di questo un match imperdibile. *Ufficio Stampa Luck Volley Reggio Calabria.  

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Pallacanestro, DNA, VII^ giornata: Viola Reggio Calabria-Zerouno Torino 56-71. Rescisso il contratto con Mariani, Società ancora in silenzio stampa

di Isabella Galimi*. La società comunica di avere rescisso in modalità consensuale il contratto con il giocatore Giacomo Mariani, al quale augura una brillante crescita professionale e personale. La società continua lo stato del silenzio stampa, ragione per la quale si riporta il solo tabellino della partita Viola Reggio Calabria-Zerouno Torino. Viola Reggio Calabria-Zerouno Torino: 56-71 (parziali 12-21, 30-40, 38-54). Viola Reggio Calabria: Fontecchio 13, Caprari 8, Rappoccio 3, Costa 0, Zampolli 11, Quaglia 10, Germani 0, Ammannato 11. Coach: Domenico Bolignano. Zerouno Torino: Tommasini 9, Baldi Rossi 6, Evangelisti 16, Sandri 13, Gergati 10, Viglianisi 0, Wojciechowski 17, Conti 0. Coach: Stefano Pillastrini.

Arbitri: Vanni Degli Onesti Gianguido, Barone Saverio. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Calcio a 5, serie A: domani primo derby reggino in massima serie con Pro Reggina-Sporting Locri

di Ernesto Branca *. Ci sono partite che non vedi l'ora di giocare, ci sono partite in cui scendere in campo è un motivo d'orgoglio, ci sono partite che per giocarle daresti tutto te stesso! Eccoci arrivati alla vigilia del derby calabrese tra Pro Reggina 97 e Sporting Locri, una sfida elettrizzante che metterà di fronte le campionesse d'Italia di mister Tramontana da un lato e le matricole di mister Armeni dall'altro. Tante le ex di questo incontro, tutte in casa Locri, tra cui spiccano Francesca Gatto e Zaira Arena entrambe presenti a Statte nel momento in cui capitan Siclari alzava al cielo la coppa più ambita da ogni compagine che militi nel campionato di serie A femminile.

Non c'è tempo però per l'amarcord, domenica sul rettangolo di gioco si lotterà solo per quei tre punti che appaiono fondamentali sia per le reggine, che resterebbero nel quartetto di testa, sia per le locresi che si schioderebbero dallo 0 in classifica. Tra le fila della Pro Reggina rientra una vecchia conoscenza, Sabrina Cannizzaro, che molto bene aveva fatto nella sua precedente esperienza in riva allo stretto:"Sono contenta di tornare a far parte di un gruppo splendido come quello amaranto dove ritrovo quasi tutte le compagne che avevo lasciato. Non vedo l'ora di tornare in campo e dare tutto per questa gloriosa maglia". Mister Tramontana deve fare i conti con alcuni acciacchi che hanno colpito le sue atlete in settimana, non si tratterebbe di nulla di grave infatti il coach reggino quasi sicuramente avrà tutti gli effettivi a sua disposizione, compresa Trovato Mazza pronta a dare il suo contributo in questa gara dal sapore speciale. Pronta alla sfida è anche Roberta Napoli (nella foto), vera e propria sorpresa di questo inizio di campionato. La laterale amaranto non finisce mai di stupire ed è finora l'unica giocatrice della squadra ad essersi iscritta nel tabellino dei marcatori in tutte le partite finora disputate, segnando 5 reti tutte di ottima fattura:"Sono strafelice di aver aiutato con i miei gol la squadra a fare più punti possibile in questo inizio di torneo ma ancora non mi basta, voglio vincere anche la prossima partita che, essendo un derby, ha anche un valore speciale. Non mi aspettavo di iniziare così bene la stagione ma, visto che l'appetito vien mangiando, spero di non fermarmi sul più bello cercando di togliermi altre soddisfazioni che portino beneficio sia a me sia, principalmente, alla squadra". *Ufficio Stampa Pro Reggiona '97.

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Calcio, serie bwin, XIII^ giornata: Reggina-Varese 1-1

Reggina-Varese: 1-1. Reggina (3-4-3): Baiocco; Adejo, Ely, Bergamelli; Melara (dall’81° D’Alessandro), Armellino (dal 65° Rizzo), Hetemaj, Barillà; Sarno (dal 73° Fischnaller), Comi, Ceravolo (c). In panchina: Facchin, Lucioni, Viola, Castiglia. All.: Dionigi. Varese (4-4-2): Bastianoni; Fiamozzi, Pucino, Troest, Grillo; Zecchin (c), Kone (dal 69° Tripoli), Gomes (dal 46° Damonte), Nadaeevic; Eusepi (dal 57° Neto Pereira), Ebagua. In panchina: Bressan, Momentè, Lazaar, Carrozzieri. All.: Castori. Arbitro: Manganiello di Pinerolo. Assistenti: Melloni di Modena e Carbone di Napoli. Quarto uomo: Dei Giudici di Latina. Marcatori: Comi al 47° e Neto Pereira al 77°. Ammoniti: Kone all’11°, Ely al 27°, Bergamelli al 39°, Comi al 64°, all’82° Ebagua, Zecchin all’89°, Adejo al 92°, D’Alessandro al 93° e Adejo al 94°. Espulso: Adejo al 94°. Corner: 9-3. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Note. Sembra avere un moto d’orgoglio Dionigi e torna a schierare il tridente d’attacco certamente più foriero di risultati che di brutte figure rispetto al modulo del presidente-direttore-allenatore (3-5-2 o 5-3-2 è uguale, sempre ugualmente improduttivo è). Dionigi, quindi, si ricorda di essere l’allenatore “titolare” e non già una comparsa e si ricorda anche che, se il presidente-direttore-allenatore dovesse perseverare a errare, non potendo esonerare se stesso (per così come sarebbe legittimo e giusto, lo volesse Dio!), esonererebbe proprio il tecnico amaranto che, come spesso accade in questi casi, fungerebbe da capro espiatorio. L’errore più grande e, quindi, contestabile a Dionigi? Subire le decisioni altrui esonerando, di fatto, se stesso, cercare di far necessità virtù con la mediocre qualità messagli a disposizione, confondere se stesso e la squadra e, quindi, ottenere scarsi risultati. Quando “aziendalista” vuol dire “annullarsi”. Rizzo continua, giustamente, a occupare il posto che più gli compete: non al centro del campo ma al centro della panchina (almeno questo Dionigi l’ha capito e ottenuto dall’uno-e-trino Foti). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° prima palla-gol della gara. E’ Ceravolo, lanciato in profondità, a cercare e trovare la percussione (affiancato da un avversario), entrare in area e battere di sinistro con il pallone che finisce sul fondo non molto distante dal palo. Al 9° ci prova Nadarevic con una conclusione dalla sinistra che termina sulla faccia esterna della rete alla destra di Baiocco. La gara è viva ma frastagliata da errori su entrambi i fronti. Al 14° altra azione amaranto. Ceravolo, palla al piede, da sinistra di accentra finché trova sulla sua strada Comi che gli ruba il pallone e calcia debolmente sul fondo. Ceravolo non gradisce ma i due si spiegano. Al 16° ci prova Ely (oggi diciannovenne), direttamente su punizione, ma il suo tiro dalla grande distanza è sul fondo. Al 18° azione confusa che parte dai piedi di Melara da destra. Palla al centro, un difensore che non spazza via con dovizia, la palla che termina tra i piedi di Ceravolo che calcia di prima intenzione con Bastianoni a deviare in corner. Al 22° ci provano ancora gli amaranto: cross di Melara e colpo di testa di Comi con palla alta sulla traversa (ma deviata): Sul corner seguente ancora Comi di testa con palla abbondantemente alta. Al 29° ghiotta occasione per la squadra di casa. Ceravolo parte in semi-contropiede resistendo alla carica di un avversario, quasi al limite apre a sinistra per Barillà che, in percussione, sfonda e si presenta davanti a Bastianoni. Il centrocampista reggino arriva scoordinato al tiro e la palla sbatte sui piedi del portiere ospite. Il batti-e-ribatti che ne consegue non produce alcun frutto e la difesa libera. Le due squadre si affrontano apertamente ma, onestamente, lo spettacolo offerto non è dei migliori. La Reggina ha in mano il possesso palla ma, ciononostante, non riesce a cavare un ragno dal buco con il Varese che ha spesso buon gioco in fase difensiva complici gli errori, anche madornali, degli attaccanti amaranto piuttosto fumosi. Al 45° bella verticalizzazione di Sarno per Ceravolo che, entrato in area, si scoordina e calcia di sinistro molto largo nonostante la posizione favorevole. Sarno pare ispirato e, durante l’unico minuto di recupero, prova ancora ad assistere Ceravolo che, però, questa volta, è anticipato nettamente da Fiamozzi. Il primo tempo finisce tra qualche fischio e l’invito dei pochi tifosi in tribuna sud a esortare gli amaranto a giocare “col cuore”. Il possesso palla e l’iniziativa è senza dubbio amaranto ma, latitando la qualità, il risultato finale non può essere che scadente. Dionigi, sempre più, starà pensando a chi glielo ha fatto fare (e menomale che conosceva già il suo presidente-direttore-allenatore tanto da non potersi considerare sorpreso). Secondo tempo. La ripresa di apre non prima di un cambio tra gli ospiti: esce Gomes ed entra Damonte (centrocampista per centrocampista). Al 47°, sugli sviluppi del sesto corner (a zero) battuto da Ceravolo da destra, incertezza di portiere e difensori e Comi è lestissimo a incornare di testa per il suo terzo gol stagionale (capocannoniere amaranto assieme a Ceravolo). Il vantaggio è meritato per quanto prodotto e il modulo schierato oggi si conferma certamente migliore di quello imposto dalla triade presidente-direttore-allenatore. Ferma restando la mediocrità della squadra, s’intende. La gara si vivacizza, si innervosisce e sale la tensione tra i 22 in campo con la quaterna arbitrale che fatica a tenere la situazione sotto controllo. Al 57° secondo cambio varesino: esce Eusepi ed entra Neto Pereira a far coppia d’attacco con Ebagua. Al 59° Neto Pereira riceva palla in area, si porta la palla sul destro e calcia in porta con Adejo a ribattere. L’azione del Varese si fa più inistente con la Reggina chiusa nella propria area tra un’uscita di Baiocco e una chiusura di Adejo. La Reggina soffre con il Varese che produce suo massimo sforzo proteso alla ricerca del pareggio. Al 62° occasione per gli ospiti. Nadarevic crossa in area, Ebagua non ci arriva per un soffio con Baiocco colpevolmente immobile. Episodio importante al 64°. Comi prova a sfondare in area, ricevuta palla tenta di portarsela avanti ma è steso implacabilmente da Fiamozzi (in netto ritardo). L’arbitro Manganiello sbaglia di grosso e piuttosto che assegnare un rigore netto agli amaranto ammonisce Comi per simulazione. Due errori in un’unica azione, quindi, per l’arbitro di Pinerolo: non concede un rigore nettissimo e ammonisce un giocatore amaranto per una simulazione inesistente. Primo cambio amaranto al 65°: esce Armellino ed entra l’”edile” Rizzo. Altro cambio al 69° (terzo e ultimo gli ospiti): esce Kone ed entra Tripoli. Al 71° occasionissima per il raddoppio amaranto. Ceravolo conquista palla in difesa dopo un corner per i varesini, palla a Barillà che scatta in profondità e lancia Sarno. Il trequartista amaranto aspetta rinforzi e serve Rizzo sulla sinistra. L’”edile”, piuttosto che calciare in porta da ottima posizione (forse consapevole dei mezzi limitatissimi a disposizione), mette al centro dove Ceravolo è in ritardo e l’azione sfuma. Al 73° secondo cambio amaranto: esce Sarno ed entra Fischnaller. Al 75° altro rigore negato agli amaranto: corner da destra, palla in area dove Pucino appoggia al proprio portiere Bastianoni con il braccio destro. Inutili le proteste di Comi con Manganiello che si conferma inadeguato. Al 77° il Varese pareggia. La difesa amaranto si conferma scadente e, sul cross di Tripoli da destra (nato da una punizione battuta furbescamente da Facchin), prima Bergamelli (che liscia e mette fuori tempo il compagno di reparto) e poi Adejo (spiazzato dal liscio di cui sopra) vanno a farfalle consentendo a Neto Pereira la più facile delle opportunità. Il brasiliano non sbaglia e insacca alle spalle dell’incolpevole Baiocco. Ecco l’ennesima dimostrazione di mediocrità: un cross senza particolari pretese viene trasformato in assist dal clamoroso liscio di un difensore e dall’impreparazione di un altro. All’81° ultimo cambio per Dionigi: esce Melara ed entra D’Alessandro. Mediocrità a parte, onestamente, stando così le cose, il risultato non lo sta decidendo la scarsa qualità dell’organico di Dionigi ma i due rigori negati (il primo nettissimo, il secondo quantomeno dubbio) da un arbitro, Manganiello, assolutamente incapace. Il ritmo della gara sembra essersi placato dopo il pareggio di Neto Pereira. La Reggina fatica, adesso, a riconquistare il controllo della partita. Forse perché non ne ha le capacità e la qualità sufficienti. Fossimo in Dionigi, penseremmo a non perdere piuttosto che a rischiare. I 4 minuti di recupero si caratterizzano, ancora, per la dimostrazione di inadeguatezza dell’arbitro Manganiello capace di innervosire la gara con 3 ammonizioni (due ad Adejo, ovviamente espulso). Al triplice fischio finale, in campo, scoppia il finimondo. Dalle immagini sembra essere Ebagua la causa di tutto ciò evidentemente per ciò che avrebbe detto. Trascorrono diversi minuti prima che le due squadre rientrino negli spogliatoi. Sul terreno di gioco si vedono il presidente-direttore-allenatore che accusa Manganiello per le decisioni prese e tutto ciò che ne è scaturito; il dirigente Milanese che fatica a tenere a bada i propri giocatori; Ebagua che continua a inveire contro i giocatori amaranto che rispondono per le rime; Barillà con il labbro inferiore (o il naso) insanguinato che accusa lo stesso Ebagua. Altra immagine di questa gara è quella del capitano varesino Facchin che si porta vicino al settore ospite e lancia la maglia verso i suoi tifosi che, clamorosamente, non le accettano e gliele rilanciano in campo. Insomma, una brutta partita finita in maniera pessima. Una Reggina che si conferma mediocre e un arbitro ancora più scarso della squadra di Dionigi. Di positivo c’è solo una cosa: la certezza che il 3-4-3 è il modulo migliore attuabile e che il 3-5-2 significa spegnere anche quel barlume di speranze per evitare la Lega Pro. Da segnalare, infine, l’intervento del presidente-direttore-allenatore ai microfoni di Sky. Dopo aver accusato, legittimamente sottolineiamo, Manganiello per la sua nefasta direzione di gara, regala ai telespettatori una chicca degna di nota e di lui: “Mi sembra di essere ritornato a situazioni che a Reggio non si sono mai verificate”. Ora, concedendo al presidente-direttore-allenatore il beneficio delle dichiarazioni a caldo nell’enfasi causata dagli accadimenti e, quindi, delle possibili ma non auspicabili frasi non-sense pronunciate, umilmente ci domandiamo: come si fa a essere tornati a (rivivere, verbo sottinteso dal Foti) situazioni mai successe prima? La parola composta ri-torno presuppone, appunto, un ri-vivere un qualunque avvenimento già accaduto. Ma, se “non si sono mai verificate”, che ri-torno è? Ma ci faccia il piacere (direbbe sconsolato il Principe De Curtiis)… Ad miora!

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I “miei” personaggi: l’Ignis Varese e le reggine

Prendendo spunto da Reggina-Varese di sabato prossimo, mi è venuto in mente uno strano personaggio: il fantasma di due città che aleggia sulla mia vita. Sì, perché la Reggina è l'amore che non si dimentica mai (nemmeno in nazionale dilettanti), la Viola è l'amore che ti riporta alle scuole “De Amicis” da Ferrinda, Zoccali e Mico Melara ma Varese è la prima passione per il grande basket: più esattamente l'Ignis Varese. Ed allora mi ritrovo al PalaLido o a Masnago per indimenticabili confronti per lo scudetto con Milano. Poi ecco le 5 Coppe dei Campioni di seguito dei varesini, il grande Ossola fino a Raga.

Poi accade che la Viola diventa grande ed un giorno ecco l'emozione di Varese al “Botteghelle” ma anche la Reggina diventa grande ed arriva in quella serie B dove "incrocia il pallone" con i varesotti (ma non ditelo a loro varesini, si offendono). Provate solo ad immaginare l'emozione quando la mia Viola batte i grandi di Varese: 96 a 84 il 29.12.1985. Ma le città sono diverse: Varese potenza industriale, ridimensionamento e sopravvive nel basket ma va nell'oblìo del calcio, gli industriali spendono i soldi solo quando è strettamente necessario. A Reggio i soldi sono pochi ma si cerca di farli fruttare al massimo per una intrapresa fatta di tanti sogni. La Viola, tuttavia, si oscura mentre la Reggina fa i miracoli in A. Sembra più resistente la più debole, accade nella vita ed accade nello sport, la più bella metafora della vita. Ora Varese basket è la prima della classifica di A, la Viola l'ultima della DNA ma non importa, il sogno continua anche a Reggio. Le due squadre di calcio convivono in B e la speranza che per Reggio il sogno continui.

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Calcio, Lega Pro 2: HinterReggio-Nuova Gioiese 1-1 (amichevole)

Hinterreggio-Nuova Gioiese 1-1. Primo tempo, Hinterreggio (3-5-2): Mengoni; Ungaro, D. Cutrupi, Impagliazzo; S. Cutrupi, Vicari, Gioia, Borghetto, Anzilotti; Zampaglione, Pino. Nuova Gioiese (4-4-2): Panuccio; Cosoleto, Cassaro, Taverniti, Dieni; Spanò, Lombardo, Crucitti Pirrotta; Iervasi, Pascu. Secondo tempo, Hinterreggio (5-3-2): A. Cutrupi; S. Cutrupi (Malara), Ungaro, Impagliazzo, Anzilotti (D. Cutrupi), Trentinella; Condomitti, Gioia (Aliperta), Pensalfini; Figliomeni, Broso. Nuova Gioiese (4-4-2): Panuccio; Cosoleto, Cassaro, Taverniti, Dieni; Spanò, Lombardo, Crucitti Pirrotta; Iervasi, Pascu.

Terzo tempo, Hinterreggio (3-5-2): Mengoni; D. Cutrupi, Basso, Impagliazzo; S. Cuturpi, Vicari (Borghetto), Gioia (Lavrendi), Aliperta, Marguglio; Zampaglione, Broso (Figliomeni). Nuova Gioiese (4-4-2): Sarica; Russo, Brancati, Barillà, Carcas; Quaranta, Vindigni, Guerrisi, Vita; Sacco, Cambria. Marcatori: 23’ pt Iervasi (NG), 20’ tt Zampaglione (H). Continua senza sosta la preparazione dell’Hinterreggio in vista della delicata trasferta di Martina Franca. Anche in questa giornata festiva, i biancazzurri, hanno disputato una amichevole di lusso contro la Nuova Gioiese, squadra in testa alla classifica nel   campionato di Eccellenza. Tre tempi da trenta minuti dove mister Venuto ha fatto giocare tutti gli effettivi senza dare indicazioni precise sulla squadra da mandare in campo domenica prossima. Un test importante per biancazzurri, contro una squadra che ha dato filo da torcere per tutto l’arco della gara ribattendo colpo su colpo le iniziative reggine. La nuova Gioiese passa in vantaggio nel primo tempo grazie a Gigi Iervasi bravo ad incunearsi tra le linee e battere l’incolpevole Mengoni. L’Hinterreggio, che ha tenuto in mano il bandolo del gioco è riuscito a pareggiare nel terzo tempo con il bomber Zampaglione. Finalmente si è rivisto in campo Giovanni Lavrendi che nei pochi minuti disputati ha dimostrato quanto sia importante per questa squadra  e che la sua assenza pesa negativamente sull’economia del gioco. A Martina Franca l’Hinterreggio dovrà fare a meno di Franceschini squalificato e dal quel che si è potuto capire dovrebbe essere Demetrio Cutrupi a completare il reparto difensivo con Ungaro e Impagliazzo, per il resto dovrebbero giocare gli stessi 10/11 di domenica scorsa che hanno ottenuto la storica vittoria in quel di Teramo.  

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Pallavolo, serie B2, IV^ giornata: la Luck Volley ricomincia da Lamezia

di Alessio Cocciolo*. Mancano ormai pochi giorni all’avvio della 4^ giornata del Campionato Nazionale di Serie B2 Maschile, e la Luck Volley Rc prepara al meglio la sfida casalinga contro la Carrefour Lamezia. Le compagini in questione non si affrontano dalla stagione 2010/11, e dall’ultima partita della semifinale dei Play-off Promozione del torneo regionale di Serie C.  Le due squadre hanno seguito percorsi diversi da quell’occasione, cambiato pelle.

Se il Lamezia è già da un anno nella categoria, e quest’anno sembra candidarsi alla vittoria del campionato, per i reggini si apre un nuovo scenario dopo la grande impresa della promozione in B2. La sconfitta subita dall’Augusta è servita per ritrovare la giusta attenzione e applicazione nel gioco di squadra, importantissimo per una squadra giovane che nasconde l’inesperienza con l’entusiasmo. Serviranno tutte le forze a disposizione per affrontare l’avversario di sabato sera,: una buona prestazione già avrebbe la funzione di risollevare gli animi e di riacquistare fiducia nel progresso della squadra. A suonare la carica, il capitano Azzarà, l’uomo in più di questa Luck Volley 12/13: “Per fronteggiare una corazzata non ci resta nient’altro che alzare il ritmo di gioco, cercando di non subire psicologicamente l’avversario. Abbiamo carte in regola per fare un’ottima pallavolo, e davanti al pubblico di casa le sorprese di certo non mancheranno”. *Ufficio Stampa.

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Calcio, serie bwin, XII^ giornata: Juve Stabia-Reggina 1-0

Juve Stabia-Reggina: 1-0. Juve Stabia (4-3-3): Nocchi; Maury, Scogliamiglio, Figliomeni, Gorzegno; Erpen (dal 65° Mezavilla), Caserta (c), Genevier; Mbakogu (dal 77° Improta), Cellini, Acosty (dall’89 Murolo). In panchina: Seculin, Doninelli, Jidayi, Gargiulo. All.: Braglia. Reggina (3-5-2): Baiocco; Adejo, Ely, Di Bari; Melara, Lucioni, Armellino, Hetemaj (dall’85° Bombagi), Barillà (c); Fischnaller (dal 64° Sarno), Comi (dal 75° Ceravolo). In panchina: Facchin, Bergamelli, D’Alessandro, Castiglia. All.: Dionigi. Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa. Assistenti: Cucchiarini e Marinelli. Quarto uomo: Marini. Marcatore: Caserta all’84°. Ammoniti: Erpen al 24°, Comi al 26°, Lucioni al 32°, Figliomeni al 64° e Barillà al 95°. Espulso: Dionigi al 43°. Corner: 4-3. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.).

Note. Delude i più Dionigi (ri)tornando ad un 3-5-2 mal celato (il 5-3-2 è assai più veritiero e confacente alle direttive del presidente-direttore-allenatore) escludendo Sarno e Ceravolo dall’ “11” che sabato scorso ha battuto l’Ascoli. Rientra tra i titolari Di Bari (dopo la giornata di squalifica) ai danni di Bergamelli che contro i marchigiani non aveva fatto male. A centrocampo, ancora assente Rizzato per infortunio, esordisce dal primo minuto Lucioni. In attacco coppia inedita con Fischnaller e Comi. Il “fenomeno” Rizzo dalla panchina contro l’Ascoli (poi subentrato nella ripresa) alla tribuna (o a casa) stasera. Turn-over o acquisita consapevolezza da parte di Dionigi circa le doti “edili” (piedi=mattoni) del centrocampista messinese? Tra i padroni di casa due reggini di nascita: Giuseppe Figliomeni e Fabio Caserta. Cronaca e commento. Primo tempo. Sul sintetico del “Romeo Menti” la Reggina inizia con lo spirito giusto non sembrando di subire i padroni di casa. Al 7° primo tiro nello specchio della porta per gli amaranto: Barillà, su punizione, impegna a terra Nocchi in un intervento di ordinaria amministrazione. All’11° brivido per le “vespe” di casa: Di Bari crossa da destra, Fischnaller non ci arriva e la palla attraversa tutta l’area di rigore. Al 12° ci prova Fischnaller da fuori area, il pallone termina altissimo sulla traversa. La Reggina è decisamente più intraprendente dei gialloblù. Al 13° ci prova Caserta da fuori area ma il suo tiro è ribattuto. Al 16° ancora Fischnaller prova dalla distanza colpendo di esterno sinistro e spedendo il pallone più vicino alla bandierina che alla porta. Il modulo amaranto ha del particolare: quando il centrale sinistro Di Bari scende sulla fascia l’esterno sinistro Barillà si accentra. Al 21° pericolo per gli amaranto: Caserta riceve un appoggio di Acosty e calcia di prima intenzione con il pallone che termina largo. Fasi di gioco piuttosto frastagliate caratterizzano la fascia centrale del primo tempo con le squadre che si equivalgono annullandosi a vicenda. Al 28° punizione insidiosa di Caserta il cui cross non trova nessun compagno a colpire di testa con il pallone che Baiocco abbraccia a terra. L’equilibrio sembra regnare sovrano. Da segnalare la buona prova di Ely e Di Bari in difesa. Al 39° Agosty prova la botta ma il suo tiro è stoppato da un difensore prima di essere preda di Baiocco. Tra i padroni di casa si distingue in cabina di regia il melitese Caserta. Al 43° episodio dubbio contro gli amaranto: calcio di punizione di Barillà che, rasoterra, serve Armellino solissimo in area. Il guardalinee Cucchiarini sbandiera ravvisando la posizione irregolare del centrocampista amaranto e l’azione viene, quindi, interrotta. Sono moltissimi i dubbi ma considerando le vibranti proteste dei 4 giocatori amaranto presenti in zona e della panchina con Dionigi in testa, azzardiamo l’ipotesi che l’assistente di Tommasi si sia preso d’invidia nei confronti di Maggiani in Catania-Juventus di due giorni fa. Di fatto, Tommasi (presumibilmente tratto in inganno nei pressi del Vesuvio, così come Gervasoni alle falde dell’Etna) si avvicina alla panchina amaranto ed espelle un arrabbiatissimo Dionigi. Le riprese di Sky, purtroppo, non consentono di capire come siano andate le cose ma, lo ribadiamo, ci fidiamo delle proteste degli amaranto e del mister per affermare che, con ogni probabilità, Cucchiarini ha sbagliato e indotto a sbagliare. Il primo tempo finisce qui. Secondo tempo. Al 49° primo conclusione in porta della ripresa. E’ Armellino, da posizione defilata sulla destra, a costringere Nocchi a parare a terra sul primo palo. Al 52° ci prova Barillà dalla distanza, il suo sinistro è largo e termina abbondantemente sul fondo. Al 55° quasi gol per gli amaranto. Cross da destra di Melara, Fischnaller colpisce di testa mandando il pallone sull’esterno della rete dando l’impressione del gol. L’azione, comunque, è nulla per via dello sbandieramento del secondo assistente di Tommasi, Marinelli. Al 58° ci prova dalla lunga distanza Armellino, il suo destro tesi è parato in due tempi da Nocchi. Al 62° la più ghiotta occasione della gara. Erpen riceve spalle alla porta qualche metro fuori dall’area. Si gira e, di sinistro, fa partire una parabola che si stampa sulla traversa con Baiocco oramai fuori causa. Il pallone torna in campo e l’azione, poi, svanisce. Al 64° primo cambio tra gli amaranto: esce Fischnaller ed entra Sarno. Un minuto dopo risponde Braglia: esce Erpen ed entra Mezavilla. Al 70° occasione giallobù. Verticalizzazione di Mbakogu per il neo-entrato Mezavilla che ci arriva di testa ma è scoordinato e la sua conclusione finisce sul fondo. Un minuto dopo è Cellini a mettere paura agli amaranto: il suo diagonale è fuori di un pelo sul lato opposto a quello di tiro (sinistro). La Juve Stabia si fa più pressante e la Reggina è, adesso, chiusa nella propria metà campo. Il pubblico di casa spinge e le “vespe” attaccano a piè sospinto. Urgono contromosse amaranto. Al 74° Caserta (onnipresente e dai piedi eccelsi) lancia Mezavilla che, di testa, manda fuori di poco. L’azione, però, è fermata da Tommasi per off-side dello stesso Mezavilla. Al 75° secondo cambio amaranto: esce Comi ed entra Ceravolo. Cambiata, di fatto, la coppia d’attacco reggina dopo le uscite di Fischnaller e Comi per Sarno e Ceravolo. Al 77° anche Braglia effettua la sua seconda sostituzione: esce Mbakogu ed entra Improta. Juve Stabia padrona del campo. All’84° le “vespe” passano in vantaggio. Caserta (che giocatore!) prova il tiro dalla distanza e Baiocco respinge, palla recupera da un giocatore gialloblù che rimette a centro area dove ancora Caserta batte a rete e ancora Baiocco è bravo a respingere. Il pallone resta lì ed è ancora Caserta che, questa volta, al terzo tentativo in pochi secondi, non sbaglia spedendo il pallone sotto la traversa per il meritato vantaggio ma rinunciando all’esultanza. La Reggina cambia ancora: esce Hetemaj ed entra Bombagi. All’89° ultimo cambio anche per Braglia: esce Acosty ed entra Murolo. Al 90° calcio di punizione per gli amaranto. Prova il tiro Bombagi ma il suo destro è sul fondo. 5 saranno i minuti di recupero. La Reggina prova a reagire. Come detto è meritato il vantaggio della squadra di casa per via delle occasioni create (su tutte la traversa di Erpen) e del possesso palla largamente in vantaggio su quello degli ospiti. Rimane il rammarico di aver consentito che l’equilibrio in campo si rompesse concedendo la bellezza di tre conclusioni a rete a un giocatore come Caserta (certamente MVP della gara e non solo per il gol-vittoria). La partita finisce e la Reggina torna a casa con le pive nel sacco in attesa di affrontare sabato prossimo al “Granillo” il Varese.          

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Presidenza CONI: Condipodero “Quella dell’egregio Tino Scopelliti non è una candidatura politica (lo spero), per cui non è necessario offendere gli avversari”

Riceviamo e pubblichiamo. “Purtroppo, parlare di etica dello sport non è servito a niente. Sono costretto, mio malgrado, ad intervenire nuovamente nei confronti di Tino Scopelliti che, evidentemente, non ha capito o voluto recepire il mio personale, ribadisco solo personale, richiamo al rispetto di alcune semplici regole di comportamento. La sua risposta, inizialmente pacata, ma più avanti livorosa ed offensiva, ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, i miei timori iniziali. Io non nutro questi sentimenti, perché non fanno parte della mia formazione intellettuale e familiare. Nemmeno quando mi si definisce avvocato “azzeccagarbugli” di manzoniana memoria.

Da parte mia non c’è nessuna chiusura personale verso l’egregio Tino Scopelliti, e verso qualsiasi altro candidato alla Presidenza del Coni calabrese. Tuttavia, ho il dovere, come componente di giunta uscente, di difendere l’operato di un organismo, che abbiamo tutti cercato di guidare con coscienza, lealtà, passione ed onestà. Gli errori sono sempre possibili, ma l’umiltà e l’amicizia non sono “peccati” di cui vergognarsi. Nessuno di noi è infallibile. Ma c’è una cosa sulla quale non abbiamo mai derogato, il profondo rispetto per chiunque si avvicinasse al nostro settore e entrasse a  far parte di un qualsiasi organismo. Aspirare a praticare, sostenere, affiancare lo sport, a qualsiasi livello, è come entrare a far parte di una famiglia, sicuramente allargata, ma pur sempre una famiglia. Mettersi in gioco, candidandosi alla guida di un organismo importante come il Coni regionale, non vuol dire, invece, pretendere di entrare “a gamba tesa” in campo, per “abbattere” l’avversario, eliminarlo fisicamente, attaccare ed inveire a man bassa contro tutti, offendendoli, definendoli poco credibili, o addirittura, di non aver fatto nulla nel corso del loro mandato. Non sono questi i toni con i quali si può sperare di trovare consenso,  aggregare soggetti attorno ad una idea o ad un progetto. Non lo sono: specialmente nello sport, che è condivisione, amicizia, unità di intenti, spirito di gruppo. In Tino Scopelliti c’è forse una confusione di ruoli. La sua non è una candidatura politica, che tanto più si afferma, quanto più viene demolito l’avversario e giudicata  inconsistente la sua attività. E’ vero che il dibattito politico di questi ultimi anni, da una parte e dall’altra, ci ha abituati a ben altro. Ma “cribbio” come direbbe qualcuno, qui la politica non c’entra. (Lo spero vivamente). Perché è lo sport, con i suoi valori, sacri, con i suoi principi incancellabili, ad essere al centro di questo confronto. E’ vero che non ho partecipato al Congresso di Alleanza Sportiva Italiana, del 20 ottobre u.s., tuttavia ho avuto la possibilità di seguirlo on-line su un sito di una importante testata giornalistica. Non c’è dubbio, però, che le frasi pronunciate, seppure residuali rispetto all’intervento nel suo insieme, risultano oltremodo offensive ed ingiuriose per la persona del Presidente del Coni regionale e per lo sport in generale. Poi, si può parlare di altro, annunciare progetti e proposte, di cui ancora peraltro non c’è traccia, e immaginare un futuro nuovo e rivoluzionario per lo sport calabrese. Non mi pare di aver “diffamato” o “denigrato” l’immagine di Tino Scopelliti.  Non ne avevo l’intenzione e non ce n’era bisogno. Semmai sono denigratorie e diffamanti alcune sue affermazioni, come quella in cui mi si accusa di “voler continuare a sedere e dormire sulla poltrona del Coni regionale”. E’ un giudizio di cui non può avere diritto, considerato che non ha mai partecipato ai nostri lavori ed alle nostre attività. Il giudizio sul mio operato lo daranno altri, sicuramente più legittimati a farlo. Per quanto riguarda la mia presunta velleità a fermare la “ondata di cambiamento di pensiero” nello sport calabrese, non credo di essere così onnipotente. Ma come diceva il Sindaco della Primavera di Reggio, il compianto Italo Falcomatà: “Una mosca non impensierisce un cavallo, ma tante mosche insieme possono ucciderlo”. C’è poi da dire che non ho mai avuto paura dei cambiamenti, nemmeno delle rivoluzioni, anche perché mi ritengo orgogliosamente, “figlio della Liberazione”. Ogni cambiamento, ogni evoluzione, rappresentano sempre una cosa positiva. Ma restando fedeli a principi e valori che sono irrinunciabili in un determinato settore. E lo sport ne ha da vendere. Quanto poi, al diffuso malcontento ed alla assoluta inoperosità della Giunta del Coni regionale di cui parla Tino Scopelliti è tutto da provare. Saranno le urne a decretarlo. Non certo il suo sommario e superficiale giudizio. Personalmente faccio parte del mondo del Coni calabrese dal lontano 1981.  Sono quasi trentadue anni, e più di dieci vissuti accanto al Presidente Mimmo Praticò. Sono stati anni esaltanti, in cui con dignità, passione, dedizione si è cercato di far crescere e sviluppare lo sport calabrese. Superando enormi difficoltà, soprattutto di tipo economico, anche per i profondi tagli subiti dal Coni nazionale in questi anni e con l’assenza totale degli Enti territoriali. E sopperendo umilmente e dignitosamente alle difficoltà che si presentavano di volta in volta, in qualsiasi occasione. Non credo che questo sia un peccato di cui vergognarsi. Nemmeno quello di distribuire “bottigliette d’acqua in campo”, che non si è mai pensato di far passare come “merito sportivo”, ma che è stato compiuto in spirito di servizio, così come ha fatto il Ministro dello Sport del Nicaragua, Carlos Garcia, nel 1994 nello stadio di Managua, in occasione dei Campionati  mondiali di Baseball, a cui ho avuto l’onore di partecipare nella qualità di dirigente che accompagnava la nazionale di baseball. Non credo, poi, che definire una persona “novello messia” sia un termine blasfemo. Nella cultura cristiana, effettivamente, il termine “messia” coincide con la figura di Gesù. Ma nell’accezione più ampia, ed era questo il mio scopo, il termine vuol dire “Re unto”, come colui che assurge a diventare divinità.  Tuttavia, se ho peccato, come dice Tino Scopelliti, da buon scout cattolico adulto quale sono, domenica prossima, da Pubblicano e non come Fariseo, andrò dal mio parroco, Don Luigi, a confessarmi. Personalmente mi ritengo uno che è stato sempre “in campo”. Lo dimostra la mia lunga storia sportiva. Non sono certo uno che appare improvvisamente dal nulla. Mi pare strano, però, che nonostante la sua lunga militanza sportiva, l’egregio Tino Scopelliti mi chieda oggi dove sia stato finora. Forse è il caso che, invece, ci si chieda dove sia stato lui che non rammenta i dirigenti delle federazioni. Infine, per quanto riguarda “il foglio completamente bianco”, privo di iniziative di cui Tino Scopelliti parla nella sua risposta, lo invito a girarlo, e ad aprirlo, perché ci troverà la storia di una vita dentro lo sport e per lo sport. Concludo, con la speranza di essere stato molto attento al lessico, all’ipotassi ed alla paratassi, nella stesura di questo scritto; affinché non produca ulteriori malintesi ed errate interpretazioni che ci porterebbero lontano anche dai veri problemi dello sport calabrese di cui dovremmo invece discutere. Venga Lei, e ne parliamo”. Maurizio Condipodero. Nota del Direttore. Dispiace per i lettori che non hanno potuto leggere su queste pagine la risposta di Tino Scopelliti a cui fa riferimento Maurizio Condipodero nella nota pervenutaci e pubblicata. La "mancanza" non è, però, ascrivibile a nostre responsabilità giacché lo Scopelliti non ci ha inoltrato alcuna propria nota dopo l'uscita della primo comunicato datato 23 ottobre scorso. Qualora lo stesso avesse voglia di replicare all'avv. Condipodero, ovviamente troverebbe anch'egli spazio su questa testata non foss'altro per fornire ai lettori un quadro più completo possibile affinché ognuno tragga le proprie conclusioni. Maurizio Gangemi.

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Pallacanestro, DNA, VI^ giornata: Viola Reggio Calabria-Eagles Bologna 58-69. Muscolino “Uno spettacolo indegno”

di Isabella Galimi*. Viola Reggio Calabria-Eagles Bologna: 58-69 (parziali 15-15, 25-35, 38-53). Viola Reggio Calabria: Fontecchio 8, Caprari 8, Rappoccio 0, Fabi 15, Costa 0, Mariani 2, Zampolli 16, Quaglia 2, Germani 0, Ammannato 7. All.: Bolignano. Eagles Bologna: Tullio 3, Pederzini 12, Circosta 11, Silimbani 10, Potì 8, Raminelli 10, Botteghi 0, Chinellato 0 Piazza 15. All.: Padovano. Arbitri: Lestinigi Paolo e D’Amato Alex. Una Viola che non riesce a trovare a trovare il giusto ritmo, e concede all’avversaria, l’Eagles Bologna, la sesta giornata di campionato.

Questo lo spettacolo che si è consumato questa sera nel palazzetto di Largo Botteghelle a Reggio Calabria, situazione che ha portato il direttore Gaetano Condello, dopo la quarta sconfitta, ad aprire lo stato del silenzio stampa, sentendo la necessità di lavorare su un ingranaggio che evidentemente non sta funzionando, e che rischia di offuscare due campionati di vertice in due stagioni consecutive della dirigenza a capo di Muscolino, che con fatica e merito hanno portato la Viola a disputare il campionato di Divisione Nazionale A. Non è bastato lo splendido clima di cori e ringraziamenti reciproci delle due tifoserie, che si sono sostenute l’un con l’altra durante tutto il corso del gioco, a ridare la giusta carica ai padroni di casa. Il primo quarto parte con il quintetto nero arancio composto da Mariani, Fabi, Zampolli, Ammannato e Fontecchio, mentre per gli avversari vengono schierati Circosta, Piazza, Pederzini, Botteghi e Raminelli. Il set parte in modo equilibrato, con Ammannato che firma il primo canestro ed una Viola che riesce a raddoppiare la distanza dagli avversari sino al 8-4. Ma Raminelli e Pederzini riaccorciano la distanza , la Viola riesce a dominare di poche lunghezze sino alle fine, quando Silimbani riesce a segnare e chiudere il set sulla parità, 15-15. Nel secondo periodo, Fabi cerca di ridare vantaggio ai suoi, segnando 2 punti (17-15), ma da questo momento in poi, la Viola non riuscirà più a superare l’avversaria. La Viola cerca di reagire, rimanendo in partita, Quaglia segna il –4 (21-25), ma Bologna in pochi minuti penetra la difesa e si pone sul più dieci con un canestro di Piazza. Da li a breve il capitano nero arancio realizza da tre, ma la differenza rimane, il set si chiude 25-35. Si apre con un tentativo di rimonta il rientro dagli spogliatoi, Zampolli realizza due triple e Fabi segna il canestro che porta la Viola a -5 (34-39). Due falli di Germani portano l’avversaria ad avere tiri facili dalla lunette, Piazza firma il +11, Zampolli realizza l’ultimo canestro del periodo, che si chiude con un distanza già eccessiva, 38-53. La Viola non riesce ad accorciare il gap nell’ultimo quarto, Bologna gioca ormai con fiducia e sicurezza, dando spazio a molte rotazioni, aggiudicandosi la sesta giornata di campionato con il risultato di 58-69. Dure e ferme le parole le parole del direttore generale Gaetano Condello nella conferenza post partita, dalla quale ha annunciato l’apertura dello stato del silenzio stampa: “Non è stata una bella gara, da parte nostra come società è necessario interrogarsi su alcune scelte effettuate durante la stagione, nonché chiedere umilmente scusa a tutti i tifosi ed a tutte le persone che ci sono vicine. Lo spettacolo che si è visto non è sicuramente decoroso. Da oggi la Viola va in silenzio stampa, è il momento delle riflessioni, per trovare delle soluzioni in modo celere, anche in considerazione della prossima gara di giovedì a Chieti. Grande responsabilità è necessaria da parte di tutti, io stesso ho fatto delle scelte su alcuni giocatori, è giusto assumersene la responsabilità. Ci troviamo a due punti e non era questo il nostro programma, che prevedeva invece di creare grande entusiasmo, soprattutto nelle partite in casa, un palazzetto come quello del Botteghelle, che ha fatto la storia della Viola, da parte nostra è già stato offeso per la terza volta consecutiva. Non è questo l’atteggiamento della Viola. L’atteggiamento dei ragazzi non è stato positivo, le altre squadre erano tutte al nostro livello, Matera ha dimostrato di avere di più in campo. A noi interessa l’atteggiamento e la voglia. Da parte dei senior abbiamo avuto troppo poco. C’è da dare tranquillità alla squadra, ma vogliamo 10 leoni. Se sarà necessario prendere dei giocatori di C1 che hanno grande motivazione nel venire a Reggio Calabria e buttare sangue, noi lo faremo”. Sulla stessa scia anche il presidente Giancesare Muscolino, che nel suo intervento ha solo voluto chiedere scusa al suo pubblico per quello che ha definito “uno spettacolo indegno”. *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Pallacanestro, serie C, II^ giornata: S.B.Viola Reggio Calabria-Virtus Catanzaro 110-72

di Maria Carmela Vazzana*. Scuola Basket Viola Reggio Calabria-Virtus Catanzarto: 110-72 (parziali (30-26, 53-46, 76-57). Scuola Basket Viola Reggio Calabria: Antonicelli 2, Franzò 14, Labate 1, Bagnasco 12, Panzera 3, Russo 6, Manfrè 18, Lupusor 26, Osmatescu 6, Latella 22. Coach: Pasquale Iracà. Ass.: Umberto Crea e Giuseppe Cotroneo. Virtus Catanzaro: Munizzi 10, Urzino 11, Polizzese 4, Calabretta 14, Samà, Cossari 13, Motta 7, Scuderi 5, Fratto 8, Bova. Coach: Antonio Ceroni. Arbitri: Francesco Avila di RC e Giuseppe Lopreiato di VV.

Nella 2^ giornata del campionato di C Regionale la S. Basket Viola centra la prima vittoria stagionale superando nettamente la Virtus Catanzaro per 110-72. I violini spingono in avvio cercando subito di allungare ma i virtussini riescono ad andare a canestro con troppa facilità rimanendo alla fine del 1° tempo ancora in partita (53-46). Poca attenzione in difesa e attacchi sugli scudi da ambo le parti. Al rientro dalla pausa lunga  la formazione di casa piega la resistenza ospite giocando un 3° periodo di spessore e chiudendo di fatto i conti. La  Viola preme  sull’acceleratore, stringe  le maglie in difesa, aumenta l’aggressività con Osmatescu a fare la voce grossa sotto canestro e lascia così ai giallorossi soltanto le briciole piazzando il break decisivo di fronte al quale i ragazzi di Ceroni  non riescono a reagire ( 23-11 il parziale ) . L’ultimo quarto è un monologo nerorancio, con i violini che controllano agevolmente l’incontro colpendo in contropiede fino al + 38 finale. La Virtus, priva di Porto, ci ha provato con tanta corsa e buona volontà ma si è dovuta arrendere alla maggiore fisicità e tecnica dei reggini che soprattutto nel 3° e 4° quarto, hanno messo in pratica quanto chiesto dall’allenatore . Tutti i giocatori a disposizione di coach Iracà sono scesi sul parquet e andati a referto con 5 atleti in doppia cifra (Franzò, Bagnasco, Manfrè, Lupusor e Latella). Una vittoria importante e meritata che dà morale in vista dei futuri impegni a partire da sabato prossimo quando la S. Basket Viola farà visità alla temibile Nertos Cosenza (palla a 2 sabato 3 novembre alle ore 19 al Poliuso Comunale di Cosenza) prima in classifica con 4 punti. Miglior marcatore dell’incontro con 26 punti è stato Ion Lupusor, questa le  dichiarazioni del capitano neroarancio  nel post gara: “ E’ stata una partita  molto intensa con tanti giovani in campo, sono contento per la vittoria ma dobbiamo ancora migliorare ed alzare la nostra attenzione sia in attacco sia in difesa, ogni giorno ci alleniamo con costanza e impegno per farci trovare sempre pronti e per non lasciare nulla al caso. Dal punto di vista personale ho fatto notevoli progressi in questi ultimi due anni, ma non si finisce mai di imparare, soltanto con il duro lavoro e l’umiltà si possono ottenere grandi risultati, quest’anno indosso anche la fascia di capitano uno stimolo in più per fare bene e sono onorato di essere un punto di riferimento per i miei compagni. A loro e a me stesso dico che dobbiamo giocare più di squadra, compattarci mettendoci a disposizione l’uno dell’altro, così facendo sono sicuro che riusciremo a toglierci tante soddisfazioni”. *Ufficio Stampa Scuola Basket Viola Reggio Calabria.

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