Calcio, serie bwin, XXIII^ giornata: Pro Vercelli-Reggina 0-0

Pro Vercelli-Reggina: 0-0. Pro Vercelli (4-4-2): Valentini; Modolo, Abbate (c), Borghese, Sini; Erpen (dall’84° De Paula), Schiavone, Rosso, Cristiano (dall’84° Germano); Tiribocchi, Iemmello (dal 74° De Silvestro). In panchina: Miranda, Filkor, Espinal, Scaglia. All.: Braghin. Reggina (5-3-2): Baiocco; D’Alessandro; Adejo, Freddi, Lucioni (dal 23° Di Bari), Rizzato (c); Armellino, Colucci, Barillà; Di Michele (dall’83° Comi), Campagnacci (dal 62° Fischnaller). In panchina: Facchin, Hetemaj, Antonazzo, Bombagi. All.: Dionigi. Arbitro: Di Paolo di Avezzano. Assistenti: Segna e Di Vuola. Quarto uomo: Minelli. Ammoniti: Borghese al 19°, Cristiano al 21°, Modolo al 45°, Iemmello al 54°, Schiavone al 64°, Rizzato al 68° e Rosso al 69°. Corner: 4-7. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. A 5 giorni dalla fine del calciomercato cosiddetto di riparazione questi i movimenti effettuati dalla Reggina: in entrata Di Michele, Colucci (oggi in campo sin dal primo minuto) e Antonazzo (in panchina); in uscita Ceravolo (Ternana), Castiglia (Catanzaro), Melara e Viola (Carpi) e Rizzo (Pescara). Incassato un altro milioncino (500.000 euro a cranio per Ceravolo e Rizzo), il presidente-direttore-allenatore ha consegnato al suo “vice” Dionigi una Reggina certamente più esperta, certamente con un’età media maggiore e certamente con qualche piede-mattone in meno. C’è soddisfazione tra i tifosi ma, adesso, bisognerà vedere quali i risultati in campo giacché unico specchio della realtà. Nella Reggina, né in campo né in panchina né in tribuna ma a a casa c’è Vincenzino Sarno (i diplomatici parlano di “scelta tecnica” ma ci credono solo gli stolti). La verità, come rodata tecnica tipicamente amaranto – ma non solo – suggerisce, è che Sarno ha rifiutato il trasferimento in Lega Pro (legittimamente) e quindi l’ “operazione-alienazione” ha avuto inizio. I vari Tedesco, Bonazzoli, Zizzari, Colombo e via dicendo (l’elenco sarebbe lungo) ne sono l’esempio più lampante. L’alienazione di Sarno è certamente più severa considerato che, dall’1 febbraio, essendo in scadenza di contratto (30 giugno), Vincenzino può mettersi d’accordo con chiunque con decorrenza 1° luglio con il poco lusinghiero risultato societario-personale di vederlo andar via a parametro 0 (senza intascare un centesimo, cioè). Ma, si sa, chi compra senza spendere (Di Michele e Antonazzo sono solo gli ultimi due esempi) sa che può correre il rischio di vendere senza incassare. Al “Silvio Piola” si affrontano i padroni di casa penultimi in classifica (ultimi se il Grosseto non fosse partito con l’handicap di 6 punti) e che non vincono da 5 giornate (4 sconfitte e un pareggio) e con nuovamente Braghin in panchina (a sostituire Camolese) e la Reggina subito in campo con i due neo-acquisti Di Michele (con Campagnacci in coppia d’attacco – ma che fine ha fatto Comi?-) e Colucci. La Reggina, inoltre, dopo la sonora sconfitta interna con l’Empoli (0-3), chiuso il 2012 a 22 punti, si è visto restituire 1 dopo la sentenza del TNAS per la nota vicenda che ha avuto come protagonista l’ex DS Rosati salendo quindi a quota 23. Cronaca e commento. Primo tempo. L’inizio gara è lento così come comprensibile dopo 4 settimane di stop. Ci prova la Reggina con Rizzato che crossa a centro area dove Di Michele non riesce a coordinarsi. Sul rinvio della difesa arriva l’altro neo-acquisto Colucci che spara altissimo. Non succede null’altro per i successivi 10 minuti. Al primo corner amaranto notiamo che Dionigi persevera nel mandare due uomini (prima erano quasi sempre Sarno e Ceravolo adesso sono Colucci e Barillà) salvo poi uno dei due sganciarsi: lo schema sembrerebbe non avere alcun a motivazione logica alla fonte. Mah! Nei primi 15 minuti nessuna occasione da rete. Come si sa la ripresa, specie dopo una sosta così lunga, non è semplice per nessuno. Al 16° ci prova Di Michele di sinistro da fuori area ma il diagonale è largo e termina sul fondo. Al 18° ci prova Colucci direttamente su punizione ma il suo tiro si rivela facile da neutralizzare anche per un portiere dei “primi calci”. Al 19° Di Michele è lanciato verso la porta ma Borghese entra duro e lo atterra. L’arbitro Di Paolo estrae solo il giallo. Al 21°, complice un’entrata pericolosa di Cristiano (ammonito), Lucioni s’infortuna alla spalla sinistra ed è costretto a uscire lasciando il posto (al 23°) a Di Bari. Al 27° primo tiro nello specchio della porta della gara. E’ appannaggio della Reggina con Campagnacci che prova il destro da fuori area. Il suo tiro viene prima stoppato da Abbate e poi deviato in corner da Valentini. Insomma, quasi mezz’ora per tirare fuori dal cilindro il primo tiro in porta contro l’ultima forza del campionato per punti fatti diremmo che non è un ottimo inizio. Al 35° altra occasione da rete per gli amaranto. Al tiro questa volta ci va D’Alessandro con il sinistro e con un difensore a deviare provvidenzialmente in corner. Al 40° l’occasioni più nitida è per i padroni di casa. Cross da sinistra, Iemmello di petto fa sponda per l’accorrente Erpen che, di sinistro, calcia al volo con il pallone che esce non di molto alla destra di un impossibilitato a intervenite Baiocco. La Reggina, a dire la verità, non pare migliorata rispetto alle ultime uscite prima della sosta. Il gioco sembra essere comunque latitante, le occasioni da rete di più. Evidentemente, da quel che si vede al “Piola”, la squadra amaranto si è arricchita di esperienza ma non di quella dose di qualità necessaria. In sostanza, sebbene il regalo più grande ce l’ha fatto il presidente del Pescara accollandosi il “pacco-Rizzo”, qualcosa ancora manca affinché la squadra affidata sulla carta a Dionigi esprima un gioco magari piacevole piuttosto che fruttuoso. Al 42° altra occasione da rete per i padroni di casa. Cross dalla trequarti di Cristiano e Iemmello, di testa, impegna in presa bassa Baiocco sul palo alla sua sinistra. La Pro Vercelli sembra insistere mentre Reggina fatica a uscire dalla propria metà campo: anno nuovo problematiche vecchie, insomma. E a dire che la formazione di casa sarebbe ultima in graduatoria se il Grosseto non avesse 6 punti di penalizzazione: il problema è se la Reggina lo sa o, meglio, se, sapendolo, ha i mezzi per approfittarne. Chissà che, manifestando le stesse difficoltà come contro il Grosseto, nella Reggina non entri Comi e risolva la pratica. Comi o no, è giunta l’ora che Dionigi s’incazzi. Dopo 2 minuti di recupero la squadra vanno negli spogliatoi a rimettere ordine alle idee. Secondo tempo. Iniziano bene i padroni di casa che, al 47°, vanno al tiro con Tiribocchi. Provvidenziale l’intervento di Lucioni con palla in corner. La Pro sembra essere padrona del gioco, la Reggina resiste forse pensando (così come contro il Grosseto, ultimo, immaginando che fosse il Sssuolo, primo) che la Pro (penultima) sia al posto del Livorno (secondo). Al 56° punizione dalla trequarti destra calciata dal mancino Erpen. Nessuno in area tocca il pallone e lo stesso termina non di molto sul fondo alla destra di un sorpreso Baiocco. Più Livorno, ops! Pro Vercelli, che Reggina. La Reggina, però, lo segnala anche il telecronista Sky, sa difendersi bene!?! Al 59° non riesce appieno l’inserimento di Campagnacci su un retropassaggio con Valentini che recupera in uscita e salva. Ma dov’è Comi? Ha qualche problema? E’, anche questa, una “scelta tecnica”? E, semmai lo sia, di chi? Insomma, che Comi debba guardare giocare Campagnacci sembra un’eresia. Un’altra eresia è che Sarno è, di fatto, fuori squadra perché ha rifiutato il trasferimento. Ma che razza di “punizione” è la mancata convocazione? E’ una “punizione” per il giocatore che, onestamente, se ne può anche fottere (legittimamente visto ch’è in scadenza di contratto) o, piuttosto, è come castrarsi per far torto alla moglie da parte degli amaranto? Intanto Dionigi “azzecca” il cambio: al 62° esce Campagnacci ed entra… Fischnaller (forse memore del gol vittoria all’andata). Al 67° si rivede la Reggina con capitan Rizzato che prova il sinistro, risponde Valentini volando e deviando in corner. Al 74° primo cambio per Braghin: esce Iemmello ed entra De Silvestro. La Pro continua ad attaccare, la Reggina continua a difendersi. Certo, dirà qualcuno nel post-partita: “Un punto a Vercelli non è un risultato da buttare contro una squadra forte e ben messa in campo”. E’ verosimile? Al 78° ci prova il neo-entrato De Silvestro ma il suo tiro è largo e non crea patemi a Baiocco. Al 79° l’occasione più ghiotta di tutta la gara. Tiribocchi riceve in area, spalle alla porta ha Freddi alle calcagna. Il “Tir” si allarga a destra, si coordina e batte a rete rasoterra. E’ pronto e bravo Baiocco ad allungare la gamba destra respingendo con il piede. Che occasione! Passano 60 secondi e la Pro si ripete. Questa volta è Schiavone a provare il sinistro con palla non fuori di molto ma con Baiocco ben posizionato. All’83° qualcuno dice a Dionigi che ha Comi in panchina e il mister effettua il suo terzo e ultimo cambio: fuori Di Michele e dentro, appunto, Comi. Ma farli giocare insieme no, vero (ovviamente facendo entrare Comi piuttosto che Fischnaller)? Un minuto dopo cambia anche la Pro: è l’84° ed entra Germano al posto di Cristiano. All’87° ultimo cambio per i padroni di casa: esce Erpen ed entra De Paula. All’88° Fischnaller ha l’occasione per calciare in porta ma quando lo fa è stoppato da un difensore. 3 i minuti di recupero. La Reggina continua a subire le iniziative dei padroni di casa ma, per fortuna, nulla accade. Di Paolo fischia e la gara finisce qui. “Ottimo punto conquistato in trasferta da parte della Reggina di Dionigi al cospetto di una squadra che non merita la classifica che ha (ultima se non fosse per la penalizzazione del Grosseto, n.d.r.)”. No, non siamo pazzi. La frase virgolettata state certi che qualcuno, in sala stampa, la farà sua. Per quanto ci riguarda, invece, preferiamo finire di scrivere questo, pubblicarlo e non ascoltare nessuno. In fondo, ci auguriamo che questa sia stata solo una partita di rodaggio dopo la sosta (anche) per dare modo ai nuovi di amalgamarsi. E se l’amalgama non c’è, nessun problema, il presidente-direttore-allenatore la comprerà alla stessa stregua del buon Massimino. Ad maiora!                                

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Author: Maurizio Gangemi