Lettera aperta al Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà in merito al concorso fotografico “RiScattaReggio”

(781) "Caro Sindaco,
premetto che sono felice ogni volta in cui vengono organizzate attività di tipo culturale nella nostra città. Tuttavia il termine “cultura” si presta a diverse interpretazioni e negli anni è stato usato in numerose occasioni dalla classe politica, spesso in maniera impropria.

La vittoria di un Sindaco giovane e con idee democratiche come Lei, mi aveva fatto sperare in un cambiamento di rotta e, proprio per questo motivo, sento la necessità di scriverle. I problemi che ho riscontrato, in relazione all’organizzazione del concorso fotografico “RiScattaReggio” sono diversi. Partiamo proprio dalla questione culturale: da diversi anni ormai i più importanti concorsi fotografici nazionali non premiano singole immagini, bensì progetti, storie, sequenze, portfolio. Si tratta di una tendenza consolidata: i fotografi si esprimono raccontando delle storie, non sono più concentrati sulla produzione di singoli fotogrammi che rappresentino istanti decisivi di bressoniana memoria. Quel tipo di approccio è decisamente superato. Mi perdoni se le dico che le tre categorie di concorso ("cambiamenti", "emozioni", "ricordi") non sembrano il frutto di una ricerca attenta e curata: non possiamo non ammettere che questi temi ricordino quelli che ci venivano assegnati durante la scuola dell’obbligo. La tendenza della fotografia a livello mondiale va in tutt’altra direzione e se si organizza un concorso fotografico, bisogna averne coscienza. Credo dunque che un concorso del genere sia poco utile sul piano del confronto culturale, ma veniamo alle questioni tecniche: “RiScattaReggio” non ha le caratteristiche di un concorso fotografico rispettoso degli autori. Faccio riferimento ad un argomento discusso per decenni, che si riflette in un insieme di linee guida definite dall’associazione nazionale fotografi professionisti Tau Visual, e consultabili sul sito web www.fotografi.org/concorsi/. Su questa pagina è possibile leggere, tra l’altro: “è a parer nostro decisamente inaccettabile il bando di concorso che preveda che chi partecipa al concorso ceda all'Ente organizzatore il diritto di sfruttamento di tutte le immagini inviate”. Per altro un bando con queste caratteristiche ricorda quelli organizzati fino a qualche decennio fa, che miravano alla creazione di un archivio completamente gratuito a disposizione dell’Ente organizzatore. Sono sicuro che le intenzioni dell’amministrazione comunale non fossero queste, però credo che occorra prendere le distanze da un certo modo di operare, proprio al fine di fugare qualsiasi dubbio. Mi permetta anche un breve passaggio in merito all’indicazione del nome dell’autore: il bando specifica che l’utilizzo delle foto avverrà esclusivamente previa “indicazione dell’autore”, ma mi preme ricordare che – come Lei certamente saprà – nel caso di foto creative, la menzione del nome dell’autore è obbligatoria, ai sensi degli articoli 20 e seguenti della legge 633/41 e successive modifiche. Un altro aspetto che mi ha deluso, riguarda la composizione della giuria: mi sarei aspettato che la giuria di un concorso fotografico fosse composta da fotografi. In nessun caso avrei potuto immaginare che il Sindaco avrebbe scelto le immagini da premiare. Non si tratta di mancanza di stima nei suoi confronti, so bene che Lei è un uomo di cultura, tuttavia è auspicabile che il primo cittadino dia il buon esempio alla città in casi come questo: continuare a comportarsi in questo modo, vuol dire sdoganare l'idea che chiunque possa fare il fotografo senza studiare e, più in generale, che chiunque possa dedicarsi a qualunque arte senza una preparazione alle spalle. Credo fermamente che la realtà sia opposta, che sia necessario non smettere mai di studiare, che serva essere dei professionisti preparati o comunque delle persone con una formazione specifica in ciascun ambito al quale ci si dedica. Caro Sindaco, non ci si può improvvisare, non posso accettarlo più. Forse l’obiettivo del concorso è il coinvolgimento di una fetta ampia della popolazione, però anche in questo caso c’è qualcosa che mi lascia perplesso, dato che il concorso è stato organizzato dall’amministrazione di una delle quattordici città metropolitane della nazione, non dalla Pro Loco di un piccolo paese italiano. L’ultimo aspetto che sento la necessità di sottolineare è forse l’origine di tutti i punti discussi in precedenza: se desidera veramente che un rinnovamento ci sia, in qualunque ambito, serve preparazione, occorre affidarsi a chi dedica la propria vita a quel settore specifico, a dei tecnici quindi, e aggiungerei ben selezionati. Io sogno che le cose possano cambiare, che gli operatori culturali e i politici comincino a confrontarsi con ciò che accade fuori dalla nostra città, che si cerchi davvero la qualità, che i politici non si preoccupino della soddisfazione del loro elettorato ma piuttosto della crescita del livello culturale dei cittadini, anche a costo di fare scelte impopolari. Sogno una città in cui si inizino davvero a riconoscere e valorizzare le differenze, in cui da un lato tutti i cittadini trovino i propri interlocutori tra i rappresentanti istituzionali, ma dall’altro gli spazi culturali più importanti della città siano riservati solo a chi ha un curriculum di rilievo. Sogno una città… e sono sicuro che la sogna anche Lei e che si sta impegnando per trasformare il nostro sogno in realtà". Alessandro Mallamaci.
 

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Area Grecanica reggina: successo per le presentazioni del libro “E’ un mondo difficile” di Francesco Iriti

(777) Successo di pubblico per le prime quattro presentazioni in Italia del libro “É un mondo difficile”. In molti hanno partecipato agli appuntamenti che si sono tenuti nell’area grecanica e che hanno visto l’autore Francesco Iriti rispondere alle varie domande dei presenti.

 

Pentedattilo, Palizzi, Fossato Jonico e Chorio di San Lorenzo hanno accolto con piacere il racconto del giovane Cisko, giovane nato e cresciuto nel profondo Sud che dopo una vita difficile ha deciso di emigrare nel nord Italia in cerca di fortuna. Non sono mancati i parallelismi con la vita dell’autore che da due anni vive all’estero per lavoro e che ha deciso di compiere la scelta dolorosa di lasciare la Calabria per continuare la sua crescita professionale. Le quattro “tappe” grecaniche hanno rappresentato soltanto un ulteriore step all’interno di quello che puó essere considerato un tour letterario che aveva avuto il suo incipit sul noto social network Facebook dove Francesco Iriti aveva tenuto delle dirette web per presentare la sua opera e le varie novitá che di volta in volta si succedevano. Un nuovo metodo di promozione che gli ha permesso di rimanere sempre a contatto con i propri lettori anche fuori dai confini nazionali. Il primo evento si é tenuto giorno 30 Luglio presso il borgo caratteristico di Pentedattilo ed é stato organizzato dall’Ass. Pro Pentedattilo. Giorno 4, invece, é stata la volta della prima serata della kermesse del PIFF a Palizzi Marina. Francesco Iriti é stato intervistato nel corso dell’evento sul palco dal presentatore Battaglia, noto personaggio del Bagaglino, e da Peppe Livoti, presidente dell’Ass. Muse. Una piacevole temperatura ha fatto da cornice all’appuntamento “Perle di Cultura Grecanica” a Fossato Jonico dove si é assistito ad un vero e proprio cenacolo letterario organizzato dal’Ass. “Fossatesi nel mondo”. Giorno 9 Agosto, infine, la comunita di Chorio di San Lorenzo, presso l’Auditorium San Gaetano Catanoso, ha accolto l’autore con piacere facendo registrare un numero considerevole di presenze. Nei prossimi giorni verranno rese note le nuove date sia per quanto riguarda le dirette web che soprattutto le location dove si terranno altre presentazioni.  

 

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Martone (RC): “A ’ntinna”, un rito senza tempo Anche quest’anno grandissima partecipazione

(778) Un rito ancestrale ripetuto da secoli. Suggestivo ed emozionante. “L’arzata da ’ntinna” è il momento culminante dei festeggiamenti per il Patrono, San Giorgio Martire, e richiama a Martone (RC), ogni anno ad agosto, migliaia di fedeli e di appassionati.

 

Il taglio dell’albero alto 25-30 metri, il trasporto con i buoi dietro la statua di San Giorgio in processione fino alla piazza principale del paese, dove “a ’ntinna”, ricoperta di doni, viene issata con grosse funi, grazie allo sforzo dei devoti. Infine la scalata per raggiungere la cima. Una manifestazione unica in Calabria, che anche quest’anno, il 13 agosto, ha visto il consueto bagno di folla e la commossa partecipazione di tanti emigrati martonesi. Un rito ripetuto intatto, nella sua grande forza primordiale, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, con in testa il Sindaco Giorgio Imperitura, e in particolare grazie all’instancabile organizzazione e fattiva presenza del vicesindaco Renzo Calvi. Un rito che meritava di essere documentato in maniera scientifica. Da poco è, infatti, disponibile l’opera  “A ’ntinna – La festa arborea di Martone” di Nino Cannatà, libro più DVD, edito da Squilibri Editore nella collana Archivio e Tradizioni Musicali/Calabria. Opera dedicata ai martonesi, custodi e protagonisti della remota festa dell'albero, e fortemente voluta dal Sindaco Imperitura. «Una festa arborea che, segnata da una pluralità di suoni, si configura come una vera e propria epifania di gesti e immagini nelle quali si manifesta appieno la tenace solidarietà degli abitanti per la migliore riuscita della tradizione più sentita in paese e tanto radicata nel loro animo da replicarla perfino in Australia dove, nel mese di aprile, a Sydney si può assistere alla festa di San Giorgio e al rito della ’ntinna – si legge sulla quarta di copertina del libro – Con un taglio rigorosamente descrittivo e una spiccata impronta autoriale, il documentario di Cannatà ricostruisce le diverse fasi del rito». L’opera, già presentata in cortometraggio al MAV 2014 di Roma con il patrocinio dell’Università La Sapienza (per il suo contenuto antropologico e l’alto valore documentale), contiene inoltre contributi di Antonello Ricci e Pino Schirripa, un significativo corredo fotografico e, nel DVD, alcuni filmati amatoriali su edizioni più antiche della festa e più recenti riprese della sua riproposizione a Sydney. Preziose notizie storiche sono state fornite da Antonio Imperitura, mentre le fotografie e la copertina sono di Pino Ientile. La pubblicazione a breve sarà presentata a Martone.

 

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Bova Marina (RC): alla Pinacoteca Area Grecanica, giovedì 18 il direttore Livoti presenta “Travel painters: artisti in collettiva”

(775) La P.A.G – Pinacoteca Area Grecanica – di Bova Marina continua a creare eventi e manifestazioni presso la sua sede all’interno l’Istituto Ellenofono a piazza Municipio.

 

“Si intende – dichiara Giuseppe Livoti, direttore della P.A.G. -, continuare una attività volta alla lettura dei linguaggi calabresi attraverso incontri, conversazioni ed estemporanee volte alla valorizzazione del territorio ed alla scoperta di alcuni linguaggi a volte sommersi e silenti così come dimostrato in questi ultimi giorni dalla retrospettiva su i tessuti calabresi della storica del tessuto Antonella Laganà”. Giovedì 18 agosto, alle ore 19, la sala conferenze della P.A.G. ospiterà la presentazione del volumetto “Travel painters: artisti in collettiva”, pretesto tutto calabrese che esprime la voglia di fare e di esserci. E’ un dato di fatto che la Calabria dell’arte ha un’ampia visione che si divide tra richiami esemplificativi di percorsi fuori squadro, ovvero fuori tensioni storiche, e percorsi animati dalla tradizione che vede la pittura ancora emblema per una comunicazione da cavalletto. I protagonisti, artisti calabresi, si sono riuniti per intraprendere il tema del viaggio nel loro percorso interiore trasposto nel cromatismo segnico, parlano seguendo dei filoni e attraversamenti in cui la matrice comune potrebbe essere la grecità come base essenziale di un io narrativo puntuale, ricco di spunti e restituzioni. Linguaggi interpretativi in cui maschile, femminile, veduta, paesaggio, sacro, profano, simbolo, realtà multimediale sono una commistione di operosità a volte sperimentale, a volte attuale, a volte riassuntiva. Sicuramente il richiamo dell’installazione è lontano, la mostra presenta la suggestione uditiva del cromatismo che urla, che diviene espressione e attira l’attenzione al senso del decoro minimale ma sempre decoro, ad un’atea religiosità senza  ritualità, ad un’ osservazione iper-reale della realtà. Alla mostra partecipano gli artisti Marisa Scicchitano, Francesco Mirenzio, Wilma Pipicelli, Anna Manna, Graziella Colistra, Ieana Mauro, Marco Carellario, Elvira Sirio, Pina Calabrò, Santa Maria Milardi, Adele Leanza, Giovanna Tripodi, Mimmo Anteri, Manuela Lugarà, Francesco Logoteta. La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Bova marina ed in sinergia tra le associazioni Le Muse, La Voce del Sud, Clevers ed Arte Club Accademia.  Il tema così del viaggio verrà affrontato dal prof. Salvatore Dieni che si soffermerà sul ruolo strategico del Parco di San Pasquale nell’archeologia, si parlerà di essere artisti calabresi oggi con il catalogo a cura di Giuseppe Livoti, mentre i saluti saranno a cura del sindaco avv. Vincenzo Crupi per l’amministrazione di Bova Marina, dell’avv. Giuseppe Cilione per La voce del Sud, dell’arch. Mafalda Tringali per l’associazione Clevers, della prof.ssa Marisa Scicchitano per l’associazione Arte Club Accademia di Catanzaro. Inoltre si terrà la premiazione dell’estemporanea di arti figurative “Memoria tra archeologia e paesaggio”. Il primo premio sarà la realizzazione grafica del logo della Pinacoteca, logo che diventerà immagine e marchio coordinato di questo nuovo spazio della cultura e dell’arte nell’area ionica reggina.

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, gli incontri del 17 e 18 agosto

(776) Proseguono intensi gli incontri estivi promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos. Mercoledì 17 agosto alle ore 19,30 presso il Lido Stella Marina di Pentimele, nell’ambito dei  “Mercoledì d’Autore/Libri in riva al mare, promossi con Laruffa Editore, si terrà la presentazione del noir del regista e autore di fiction per il cinema e la televisione Fernando Muraca “Isole nere/5 racconti nelle isole del vento”

 

(Laruffa Editore) con l’intervento di Cristina Marra, critico letterario, Direttore collana Emozioni D’Inchiostro Noir. L’autore fino agli anni 2000 ha lavorato come sceneggiatore, story editor e produttore creativo per la televisione in fiction messe in onda in prima serata nelle reti nazionali di molti paesi occidentali. Dal 2000 la sua attività prevalente è quella di regista e autore di film.  Fra le serie che ha diretto come regista Don Matteo e Il commissario Rex. Nel 2014 scrive e dirige per il cinema La terra dei santi dove affronta il tema della ’ndrangheta da un punto di vista delle donne. Il lungometraggio riceve moltissimi premi in Italia, Francia, Germania e partecipa a numerosi festival in tutto il mondo. Nel 2015 pubblica Dieci Giorni – storia di un amore per i loghi di Città Nuova. Isole nere rappresenta il suo esordio nella letteratura noir. Al centro dell’opera la figura di una donna commissario a Lipari,  Isabella. È bella ma si nasconde, è intuitiva, quasi una strega ma non ne approfitta. Isabella ha una ferita in fondo al cuore, un’ombra che l’accompagna sempre, un dolore che le ha scavato dentro qualcosa di tragico. Lì in quell’abisso ha coltivato la sua capacità di scrutare l’animo umano e di questo trae profitto per le sue indagini, per risolvere gli efferati omicidi su cui indaga. È una solitaria ma può contare su alcuni amici. Il primo è Carmelo, il suo fedele Carmelo, un poliziotto del suo commissariato che è sempre di buonumore. La segue ma non la capisce perché le indagini Isabella prima di tirarle fuori le rumina dentro e allora il tracagnotto assistente è costretto a trotterellare fra un ordine e un altro senza capire niente e allora sbuffa e si lamenta e infila in mezzo al dolore che travolge un sorriso che spesso Isabella raccoglie. Le isole sono nere ma ci sono il mare e il vento che portano odori e sono come un balsamo e si continua a vivere, a sperare. Giovedì 18 agosto invece, alle ore 21,00, presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, nell’ambito dell’Incontro con l’Autore, l’Anassilaos presenta il romanzo della scrittrice reggina (nata a Palizzi) Ada Murolo “Si può tornare indietro” (Astoria) con l’intervento del  Prof. Francesco Idotta, studioso di filosofia e critico letterario. L’autrice, che ha vissuto a lungo a Trieste risiede a Roma dal 1992. Laureata in Lettere classiche, ha insegnato Letteratura italiana e latina in varie città italiane e in Croazia. Nel 2008 ha pubblicato un libro di racconti, La città straniera (Città del Sole) e nel 2013 il suo primo romanzo, Il mare di Palizzi (Frassinelli), con cui ha vinto il premio Rhegium Julii – Selezione Opera Prima, si è classificata tra i tre finalisti del premio Porta d’Oriente 2013 e ha ottenuto il Premio speciale della giuria del premio Il Molinello 2014. E’ il 4 novembre 1954. In quel giorno Trieste festeggia l’annessione all’Italia e tutta la città confluisce in piazza Grande. Arriva Berta, donna giovane ma segnata da una relazione andata male. Lei, ragazza di città, non è riuscita a inserirsi nel mondo contadino romagnolo e a trovare un modo per comunicare con il marito. E dopo dieci anni di matrimonio è da poco tornata a Trieste con le figlie. Arriva Alina, vecchia compagna di scuola di Berta. Di cognome fa Rosenholz e nei lager ha perso tutta la famiglia, e anche se stessa. Rimpatriata a Trieste, non riesce a ricordare nulla di sé e l’unica sua destinazione rimane l’ospedale psichiatrico San Giovanni. Persa in un mondo confuso, Alina è uscita per sbaglio dall’istituto e quella mattina finisce in piazza insieme a migliaia di persone senza sapere esattamente dove si trovi e perché ci sia tutta quella folla. D’improvviso, il suo sguardo cade su una coppia di misteriosi orecchini a trifoglio che riaccendono una luce nella sua mente. L’azione del romanzo dura solo un giorno. Ma nel corso della giornata vediamo scorrere le storie di Berta e di Alina, sconosciute a se stesse prima, ma con una speranza di una nuova vita, un nuovo inizio, un nuovo riconoscimento di sé e degli altri.

 

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Reggio di Calabria: Nuova Solidarietà assegna il “Premio Solidarietà Nello Vincelli” ad Enzo Petrolino

(774) La splendida atmosfera del Castello Aragonese ha reso ancor più significativa la consegna del “Premio Solidarietà Nello Vincelli”, giunto alla sua 26^ edizione. Quest' anno l'insignito è stato il presidente nazionale dei diaconi Enzo Petrolino.

 

Con la seguente motivazione “Per avere incarnato con fecondità il ministero della diaconia in Italia e nel mondo. Il dono del suo carisma – servizio, germe nella sua vita quotidiana e specchio della sua fede, lo ha guidato ad un impegno incessante nella promozione della carità intelligente, organizzata e aperta al mondo”, Petrolino ha ricevuto il riconoscimento davanti ad una bellissima cornice di pubblico, visibilmente emozionato e circondato dal sincero affetto di quanti sono intervenuti ad omaggiarlo. Una serata, dolcemente allietata dagli attori del Grifo – l'Accademia del dialetto calabrese e dal Coro Equivoci, che ha avuto la sua essenzialità con l' intervista 'costruita ad hoc' dal giornalista Rai, il vaticanista Enzo Romeo, il quale, “chiacchierando” con il premiato, è riuscito a tracciare un chiaro profilo della pregevole attività diaconale di Enzo Petrolino. Il Presidente di Nuova Solidarietà, Fortunato Scopelliti, oltre a fare gli onori di casa, durante il suo saluto introduttivo, ha voluto sottolineare la portata del mandato di fede che caratterizza l'operato di Petrolino: “il suo cammino spirituale, che lo spinge a girare il mondo, lo colloca di diritto tra le figure ecumenicali più importanti che la Calabria possa esprimere. In contatto diretto e costante con le diocesi di tutto il mondo, Enzo Petrolino, ha saputo incarnare nel suo servizio, la missione come scuola di umanità”. Non sono mancati gli interventi istituzionali. Hanno preso parte alla consegna del Premio l' Assessore Comunale alle politiche sociali Giuseppe Marino e il Sindaco Giuseppe Falcomatà, i quali hanno ribadito l' autorevolezza e l' importanza del contributo diaconale rivolto alle comunità, di cui è protagonista quotidianamente Enzo Petrolino. Inoltre, il Sindaco ha ricordato la fondamentale vocazione sociale che Nuova Solidarietà distende sul territorio, testimoniando concretamente il vero servizio al prossimo; una realtà associativa divenuta un punto di riferimento consolidato in oltre venticinque anni di probo volontariato. Enzo Petrolino durante il corso della sua 'intervista in diretta' non ha tralasciato nulla. Si è raccontato. Ha parlato del suo percorso di diacono, del suo impegno didattico e redazionale, e dei suoi doveri istituzionali in rappresentanza del diaconato italiano a livello europeo e mondiale. Ha rimarcato l'importanza della famiglia nella scelta di diventare diacono, in particolar modo del ruolo della moglie e del suo condividere pienamente un percorso di vita e di fede: “Senza il  consenso della moglie non si diventa diaconi, quindi è necessario coinvolgere loro e le famiglie in questo cammino, per evitare di trovarsi impreparati”. Petrolino infine ha chiosato sulla centralità del ruolo del diacono: “non siamo sacristi o chierichettoni cresciuti, parliamo a nome del vescovo e siamo ordinati per la Chiesa locale. Dobbiamo suscitare il servizio nel popolo di Dio, perché la diaconia – di tutti i battezzati – è così importante che si è voluto un segno sacramentale che lo ricordasse”.   

 

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PIFF 2016: un successo la serata dedicata ai bambini con la proiezione del film “Sammy 2 – la grande fuga”. La travolgente “napoletanità” di Gaetano Amato conquista il pubblico di Palizzi

(738) Bambini assoluti protagonisti della seconda serata del Palizzi International Film Festival, caratterizzata dalla presenza dell’attore napoletano Gaetano Amato, della giornalista nonché segretario generale di Greenaccord Elisabetta Mazzei e dei cantanti Nazareno e Dalila.

 

Per l’occasione il direttore artistico Giacomo Battaglia ha lasciato spazio in cabina di presentazione alla coppia formata da Emilia Mallamaci (il volto del logo PIFF ideato dal fotografo reggino Enzo Bellina) e Marco Scialpi, perfettamente a loro agio nelle vesti di conduttori nonostante la giovanissima età. Elisabetta Mazzei ha spiegato cos’è Greenaccord, un’associazione culturale di ispirazione cattolica che si occupa della salvaguardia del creato, Nazareno e Dalila si sono esibiti in una performance canora sulle note delle sigle dei cartoni animati più famosi, per la gioia dei numerosi bambini che gremivano le prime file di Piazza dei Martiri, mentre Gaetano Amato, cui il sindaco di Palizzi Walter Scerbo ha consegnato una targa a nome dell’amministrazione comunale, ha deliziato la platea con i suoi racconti. “Mi sento a casa da Napoli in giù” – ha detto l’attore/scrittore protagonista di serie televisive di successo quali “La squadra” e “Il grande Torino”, sottolineando il suo legame artistico e di vita con il Sud. Per la rubrica “Profumo di Libri” il prof. Peppe Livoti ha presentato  “Il mistero della I lunga” di Gaetano Amato, il cui ricavato sarà devoluto ai bambini della Tanzania. Un giallo in cui il protagonista Gennaro Di Palma, ex investigatore privato, incarna la classica icona partenopea. Una storia originale e atipica con un finale imprevedibile, dove emerge la figura de “o monaciello”, caratteristica della credenza popolare napoletana. In chiusura di serata è stato proiettato “Sammy 2 – la grande fuga” di Vincent Kesteloot e Ben Stassen. Un film d’animazione belga (seguito de “Le avventure di Sammy”) con protagoniste le tartarughe marine Sammy e Ray e le loro emozionanti vicende acquatiche. I più piccoli, ma anche i grandi, hanno seguito con attenzione e trasporto emotivo il film, scelto non a caso dagli organizzatori vista la simbiosi fra il Festival e la tartaruga “Caretta caretta”. Stasera terzo e penultimo atto della manifestazione. Spazio al film “Onde Road" del  catanzarese Massimo Ivan Falsetta, omaggio ai 40 anni delle radio libere. Ospiti del salotto di Giacomo Battaglia Francesco Zinnato già presidente della Film Commition Calabria, il regista Massimo Ivan Falsetta, il giornalista e radiocronista di “Tutto il calcio minuto per minuto" Tonino Raffa, la cantante finalista di “The Voice" 2016 Tanya Borgese e l’attore già inviato di “Striscia la Notizia” (in coppia con Mingo) Fabio De Nunzio. Quest’ultimo sarà anche protagonista della rassegna “Profumo di Libri” insieme allo scrittore di origini palizzesi Ismaele Morabito.

 

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Palizzi International Film Festival 2016: prima serata nel ricordo del grande Alighiero Noschese. Mario Zamma infiamma la platea di Piazza dei Martiri con le sue imitazioni

(733) Ha preso ufficialmente il via ieri sera a Palizzi la seconda edizione del Palizzi International Film Festival, kermesse culturale organizzata dal Comune ionico e dalla Novastar Italia, rappresentati dal sindaco Walter Scerbo e dal manager Mimmo Porcino. Il red carpet allestito a Piazza dei Martiri ha visto sfilare in passerella gli attori campani Mario Zamma ed Enzo De Liguoro, il critico cinematografico Nicola Petrolino e gli scrittori calabresi Maria Frisina e Francesco Iriti.

 

Il dibattito sul palco, moderato dal direttore artistico Giacomo Battaglia, è stato incentrato sulla figura di Alighiero Noschese, pioniere delle imitazioni nell’intrattenimento televisivo. Il prof. Petrolino ha ripercorso le tappe della sua carriera, fino al misterioso suicidio del 1979. “Era straordinario – ha detto – nel rubare la personalità del personaggio che imitava”. “Riusciva ad analizzare le fragilità dei personaggi” – ha aggiunto De Liguoro, impegnato nelle riprese del film “Le lacrime di Persefone”, di cui sono stati proiettati alcuni spezzoni in anteprima. Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Zamma: “Alighiero era il più grande di tutti – ha affermato. Ha cambiato il modo di fare imitazione, estrapolando l’anima del personaggio, facendola propria e aggiungendoci qualcosa di suo”. L’istrionico attore avellinese ha poi improvvisato uno show basato sull’evoluzione dell’imitazione da Noschese al Bagaglino, imitando e cantando brani di Edoardo De Crescenzo, Gino Paoli, Pino Daniele, Renato Zero e Lucio Dalla, riscuotendo applausi a scena aperta dal numeroso pubblico presente. Comune di Palizzi e Novastar Italia lo hanno omaggiato di una targa, consegnatagli dal sindaco Walter Scerbo. Per la rubrica “Profumo di Libri”, il prof. Peppe Livoti ha presentato “E’ un mondo difficile” del giornalista melitese Francesco Iriti e “Canto l’anima del sogno” di Maria Frisina. Il primo narra la storia di Cisko, giovane calabrese che emigra al Nord in cerca di fortuna; il secondo è un poema d’amore ricco di ossimori, imperniato sui sentimenti puri. A margine del suo intervento la poetessa/pittrice/scrittrice di Oppido ha letto alcuni versi da lei composti e dedicati ad Alighiero Noschese. In chiusura di serata è stato proiettato il film “La voce – il talento può uccidere” di Augusto Zucchi, omaggio alla figura di Noschese. Un thriller politico sull’Italia degli intrighi, dei misteri e degli inganni, basato sulla tragedia esistenziale di un imitatore di grande talento (interpretato da Rocco Papaleo) che, diventando “gli altri”, non riesce più a ritrovare “se stesso” e muore suicida. Il pubblico di Palizzi ha seguito col fiato sospeso il susseguirsi delle scene in cui, a ritmo frenetico, verità e finzione si intrecciano fino a confondersi. Stasera secondo atto del Festival. Spazio ai più piccoli con il film d’animazione “Sammy 2 – la grande fuga” di Vincent Kesteloot e Ben Stassen. Ospiti l’attore/scrittore Gaetano Amato (già presente ieri sera, parlerà del suo libro “Il mistero della l lunga”), la giornalista Elisabetta Mazzei, segretario generale di “Greenaccord” e i cantanti Nazzareno e Dalila. Ad affiancare Giacomo Battaglia nella conduzione ci saranno i piccoli presentatori Emilia Mallamaci e Marco Scialpi.

 

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San Felice del Circeo (Lt): “Italia Gioca”, dal 4 al 6 agosto 11 squadre di altrettante regioni in gara sul tema “I viaggi di Ulisse”

(734) Cresce l’attesa per la terza, storica edizione di questa manifestazione. A San Felice sono approdate le 11 squadre che compongono il roaster degli accreditati all’evento in programma dal 4 al 6 agosto, nell’area La Torre di Borgo Montenero.

Tante le novità di questa edizione, nelle vesti Zeus (Marco Stocchi), Ares (Daniele Bonino), Poseidone (Simone Nicastri) Ermes (Andrea Sassolini) e Afrodite (Barbara Clara), gli egregi presentatori della serata hanno saputo al meglio rappresentare il tema dell’evento, “I viaggi di Ulisse”. Dopo l’accensione della fiaccola Olimpica e la sfilata delle squadre con annessa coreografia, il vicesindaco ha dichiarato l’apertura ufficiale della terza edizione di “Italia Gioca”. Un totale di 300 persone, divise tra staff tecnici e atleti provenienti da 11 regioni d’Italia (dalla Calabria al Piemonte), oltre 4000 gli spettatori presenti sugli spalti, ad ammirare il fantastico spettacolo impreziosito dagli scenografici giochi d’acqua delle fontane danzanti. Le squadre sono in forma e agguerrite pronte per questa emozionante sfida. L’arrivo di ieri e la cerimonia di apertura, precede il briefing di questa mattina e la prima serata di giochi fissata alle ore 20.00 questa sera in onda sul canale 128 del digitale terrestre e il canale 822 di Sky. (Foto di Simone Calderan).

 

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In onore del VI centenario dalla nascita del santo patrono della Calabria la Camera di Commercio di Cosenza dedica una pubblicazione sulla composizione musicale di Franz Liszt “A Francesco di Paola che cammina sulle acque”

(735) La Camera di Commercio di Cosenza, visti i suoi compiti istituzionali, segue con favore l’interesse che si è creato attorno alle iniziative che celebrano il VI centenario dalla nascita di San Francesco di Paola, anche perché fortemente collegato all’evoluzione del fenomeno economico che sta rappresentando il turismo religioso nella provincia di Cosenza.

 

A tal proposito, presso l’Ente camerale, con la moderazione del Segretario generale facente funzioni Erminia Giorno, è stata presentata la pubblicazione “A Francesco di Paola che cammina sulle acque” degli autori cosentini Mario Campanella e Rosaria Succurro, un’opera che contiene una sonata dedicata al santo calabrese dal famoso compositore Franz Liszt ed eseguita in alcune occasioni dal cosentino Alfonso Rendano. La pubblicazione, promossa e patrocinata dalla Camera di Commercio di Cosenza, è stata introdotta da un intervento del presidente dell’Ente camerale, Klaus Algieri, che ha evidenziato quanto il turismo religioso rappresenti un’interessante leva per lo sviluppo locale e per la stessa Camera di Commercio, che sta operando con azioni di marketing territoriale per poter mettere in evidenza le singolari eccellenze che caratterizzano il nostro territorio. “La pubblicazione è un’altra importante occasione di promozione culturale, sociale ed economica del nostro territorio. Iniziative come questa – ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio – rappresentano nuove e suggestive ipotesi di promozione del patrimonio umano, ambientale e storico della nostra terra, e consentono di poter coniugare il turismo tradizionale con quello religioso, unico al mondo per caratteristiche e risorse disponibili. La provincia di Cosenza ha così tanta storia da far conoscere e così tante bellezze e risorse storico-ambientali da promuovere che si corre il rischio di disorientare il turista. Solo con azioni che valorizzino la storia, i prodotti e i luoghi in tutti i contesti dell'accoglienza, che sarà possibile creare nuove opportunità per i nostri mercati, cui far seguire nel tempo concrete ricadute di sistema”. All’introduzione del presidente Algieri è seguito il saluto del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che si è soffermato sull’importanza di programmare uno sviluppo strategico del territorio. All’incontro hanno presenziato rappresentanti dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, del Sovrano Militare Ordine di Malta e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Di alto valore simbolico e storico le relazioni di Mons. Gianni Citrigno, Vicario generale dell’Arcidiocesi di Cosenza, e di Padre Gregorio Colatorti, Correttore Provinciale dell’Ordine dei Minimi. A chiusura della manifestazione si è tenuto un buffet d’epoca, caratteristico perché realizzato richiamandosi alla cosiddetta dieta del santo, base di quella che oggi chiamiamo Dieta Mediterranea. Quanto fatto degustare ai presenti è stato presentato dal Segretario dell’Associazione Provinciale Cuochi Cosentini, Giuseppe Barbino, che ha messo anche in evidenza la qualità di una dieta realizzata con prodotti poveri, fatta di alimenti dall’alto valore nutrizionale.

 

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A Scilla La Pro Loco promuove l’evento culturale innovativo #Foodbook su “Le Terrazze”

(736) Tra cultura mediterranea, identità dei paesaggi produttivi, cibo e cucina, libri ed esperienze, la Pro Loco di Scilla, con il presidente Aldo Bergamo avvia un’iniziativa innovativa di condivisione, racconti e promozione del territorio, affidandola al format LibrAre dell’Associazione Pensando Meridiano.

 

Ed è stata proprio Scilla, su le Terrazze dell’Hotel Le Sirene, la location di “Food Book”, per promuovere il libro “Cibo, natura, abitare, paesaggi, campagne, orti” scritto dall’architetto e docente dell’Università di Trento Giuseppe Scaglione ed edito da List. «Il mio libro è una sfida culturale: la Calabria non è solo ‘ndrangheta, non è solo degrado, non è solo negatività, ma è tanta bellezza. Bisogna recuperare l’identità e non disperdere il patrimonio di conoscenze e narrazioni tramandate in cucina. Perché il cibo è veicolo di cultura, sapere, esperienze ed identità. E’ un modo per comunicare affetti ed interessi. E, insieme al territorio, dimostra una comune cultura mediterranea, nutrita da luce, colore e materiali delle case tradizionali, dei paesaggi unici » ha affermato il cosentino di Acri Scaglione,  presentando anche il suo progetto calabrese della “Gelsi Rossi Farm”, una dimora che si trasforma in masseria del sapere e dello scambio delle conoscenza da aprirsi agli eventi, ai workshops sui temi, proprio lì tra il paesaggio ed il racconto della sua casa di famiglia ad Acri. L’architetto e docente nel suo intervento ha illustrato la sua opera, capace di abbinare il cibo sano che sa di famiglia e le ricette della tradizione, che sono state rinnovate dallo stesso per perpetuare meglio il passato nel futuro, ai luoghi, al paesaggio, alle case e al design, anche evocando temi come il riciclo e la creatività.  «Le ricette di questo libro sono nutrite dal loro paesaggio e dalle comunità che possono ancora raccontarle, un’esperienza di condivisione ed identità che passa dall’appartenenza e dalla cura. Come nel caso della Dieta Mediterranea, riconosciuta nel 2010 patrimonio immateriale dell’Unesco che ne ha esaltato il valore unico per essere un modello culturale prima ancora che gastronomico, con l’ibrido della sua biodiversità che può conservare una tradizione aprendosi alle altre. E nel cibo può esserci una resistenza produttiva, perché mantenere un orto, un campo agricolo non è solo portarlo in tavola, ma è mantenere ambiente, paesaggio, identità ed occupazione» ha affermato l’architetto e professoressa dell’Università Mediterranea Consuelo Nava dopo i saluti di Angelo Marra in rappresentanza della Pro Loco di Scilla e del presidente di Pensando Meridiano Giuseppe Mangano. L’evento FoodBook, nella sua ideazione secondo il format LibrAre, ha impegnato i giovani dell’Associazione Pensando Meridiano in un racconto innovativo e sociale della sua promozione, nei giorni precedenti il 4 agosto e sui social con informazioni sulla bellezza e qualità dei beni culturali ed ambientali di Scilla, oltre che nella narrazione della serata. E secondo questo indirizzo della convivialità e della sperimentazione tipico della dieta mediterranea e promosso nelle pagine del libro del prof Scaglione, le ricette si sono trasferite dal testo alla cucina mediterranea raffinata e creativa degli apprezzati chef Umberto Di Marco e Fortunato Briganti che davanti al fantastico paesaggio del Tirreno scillese con lo Stretto sullo sfondo hanno animato e continuato a raccontare di un Mediterraneo ricco di sapori, colori, miti e bellezze, intrattenendo una bellissima presenza di persone che hanno apprezzato con grande interesse tutto l’evento promosso con grande successo dalla Pro Loco di Scilla.

 

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Reggio di Calabria: tradizione evoluzione, binomio vincente. Arrivederci FACE!

(737) Si conclude la prima parte del FACE 2016, una maratona di immagini e musica che per quattro giorni ha invaso il Fortino di Arghillà. Dopo Paolo Genoese, Paolo Albanese, Francesco Scialò, Marcello Arosio di Kernel, Ernesto Orrico, Riccardo Melito e Tamara Marino, incontriamo Mauro Laruffa.

 

In una saletta sull’ala destra del forte ha trovato posto una scultura bizzarra, ludica, sinteticamente contratta nelle forme e fissa nell’espressione. Si tratta dell’opera dal suggestivo titolo “Riflessioni di disagio con mare mosso” di Laruffa. Si riconosce un corpo, ma trattato in forma aniconica e la sintesi di una struttura che potrebbe essere un ombrellone o qualcosa che funge da riparo, finto riparo visto che non ne rimangono che brandelli di materia. Accanto una finestra di pigmento di colore azzurro… sembra il mare. “In realtà se guardi bene questo personaggio ti accorgi che l’espressione c’è, l’aria è smarrita, gli occhi sono vuoti – racconta l’artista – Il pensiero che sta dietro il lavoro rimanda a tutte le migliaia di persone che ogni mese arrivano sulla nostra terra, immigrati e naufraghi, e li vedi in giro poi, spesso con quest’aria smarrita e vuota appunto. E poi c’è l’azzurro del mare, il luogo che hanno attraversato e che per noi, cresciuti in questa terra, è simbolo di libertà, ampiezza, orizzonte, mentre per loro si trasforma in un vortice di morte e paura.” Laruffa è autodidatta e prosegue il suo percorso da outsider attraverso l’assemblaggio di parti da un tutto “già dato”; come un bricoleur assembla, combina, trasforma partendo da ciò che ha. I materiali usati infatti sono di scarto e riciclo, come di consueto. Lo scheletro della scultura è in ferro, il resto si compone di polveri colorate che con paziente riflessione si poggiano sulle superfici fino a dargli uno spessore. Tra i workshop più apprezzati, quello a cura della Bottega Artigianale Danisia, in programma fino al 9 agosto, in cui vengono sperimentate attivamente le fasi della lavorazione della ginestra: raccolta – selezione delle vermene – preparazione mazzetti – bollitura – macerazione in acqua del ruscello – scorticatura – sfibratura – battitura – lavaggio – cardatura – filatura. La prima parte del FACE termina dunque in una ariosa serata di agosto. Tra i tanti volti scesi nella sua arena: Jessica Barret, Leonardo Cannistrà, Carmela Cosco, Enrico Ferrari, Salvatore Minoliti, Cristina Comi, Lucrezia Zema, Enzo Penna, Antonio Sollazzo, Larissa Mollace, Domenico Lofaro, Jhonny Wild e Ivana Russo. E tra le tante riflessioni che questa prima parte del festival ha e può provocare, quella sull’identità sembra la più rilevante anche in considerazione dell’hashtag #tradizionevoluzione lanciato come un leitmotiv ed a cui direttamente e indirettamente molti dei lavori che abbiamo visto si connettono. C’è l’identità di un luogo, infatti, connotato geograficamente all’interno di una rete di 24 fortini a guardia dello Stretto costruiti nel secolo scorso e che fino a qualche tempo fa giaceva in disuso e l’identità di un evento che continua a vivere grazie all’entusiasmo ed alla volontà degli organizzatori e dei singoli individui che di volta in volta scelgono di imbarcarsi in questa avventura. L’arte più volte si è dimostrata l’azione più efficace e immediata per riportare in vita aree dismesse e in disuso, arte intesa non come momento esclusivamente espositivo, ma come momento di relazione, di connessione, di partecipazione tra più persone che tra sogno e realtà decidono di condividere un’idea. Spesso i protagonisti della storia si somigliano, a volte si ripetono o si rincorrono negli anni ma questo è il giusto spirito di un progetto che prende una posizione, decidendo di sostenere gli artisti del proprio territorio mettendo loro a disposizione uno spazio unico e i giovani talenti che hanno bisogno di sperimentare e di relazionarsi con gli spazi fisici prima ancora che mentali dell’arte. Così l’identità che è anche memoria, tradizione e necessariamente evoluzione, prende forma in questo luogo in cui metaforicamente si è parlato anche di naufragio, e se il naufragio è quel punto in cui non si è più, se ancorati a qualcosa di forte, solido e duraturo naufragare sarà dolcissimo, perdersi per poi ritrovarsi tra colori, musica ed immagini. Le mostre del FACE rimarranno aperte anche questa sera e domani a partire dalle ore 19:00. Appuntamento con la seconda parte del FACE per domenica 28 agosto con Emmet Cohen Trio. Artista di soli 27 anni, vero e proprio prodigio del piano, non a caso finalista del prestigioso “Monk Competition”, uno dei concorsi per solisti jazz più importanti al mondo. E nel 2015 finalista all’American Pianists Association’s Fellowship. La sua grande padronanza dello strumento e l’innovativo palato armonico lo hanno reso uno dei più richiesti musicisti della scena jazz di New York, dove collabora regolarmente con grandissimi musicisti tra cui Christian McBride, Maceo Parker, Joshua Redman, Billy Hart, Patty Austin. L’evento è realizzato in collaborazione con il Peperoncino Jazz Fest 2016 e consigliato dall’ambasciata USA in Italia, gemellata con la manifestazione. Arrivederci FACEfestival.

 

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Reggio di Calabria: restituito alla città uno storico locale del centro. Domani alle 19 l’inaugurazione del punto vendita Original Marines in piazza Camagna

(731) Una buona notizia per la città di Reggio che recupera uno storico immobile del centro dopo un lungo periodo di abbandono. Domani, alle ore 19 a piazza Camagna, verrà inaugurato un nuovo punto vendita Original Marines, che sorgerà proprio nei locali dell’illustre ex bar Camagna.

 

Il noto gruppo leader nel settore dell'abbigliamento, con più di 600 punti aperti in tutta Italia e ben 78 all'estero, ha deciso di investire nel recupero e nel rilancio di uno degli immobili storici di Reggio Calabria, da tempo in stato di abbandono nonostante si trovi in una delle piazze nevralgiche e più frequentate del centro cittadino, con locali finemente ristrutturati in un tratto del corso Garibaldi oggi nuovamente frequentato dopo i disagi legati ai lavori di pavimentazione. “Abbiamo puntato su questa struttura – ha dichiarato l’agente responsabile per Calabria e Sicilia occidentale di Imap Export S.p.A Cesare Sorbo – in primis proprio per il significato che ha sempre avuto nella vita di questa città. Nella stesura dei piani l’azienda che rappresento è molto attenta anche a questi aspetti e, quando si è presentata l'occasione di aprire un punto vendita in un locale che, storicamente, è sempre stato un punto di riferimento dei reggini, non abbiamo avuto nessun dubbio nel portare avanti l'operazione. L'ex bar Camagna è sempre stato un vero e proprio patrimonio dei cittadini e domani, finalmente, questa splendida struttura tornerà in vita con una diversa mission. Siamo molto contenti per i tanti attestati di stima che ci stanno arrivando, ma siamo ancora più soddisfatti di poter contribuire al rilancio dell'economia cittadina in un momento di grande difficoltà, perché con questa iniziativa imprenditoriale si creeranno nuovi posti di lavoro. Per il taglio del nastro abbiamo organizzato un vero e proprio show per grandi e piccini, con artisti ‘mangiafuoco”, trampolieri, musica e animazione, per un vero party in stile Original. Per questo – ha concluso l’agente responsabile per Calabria e Sicilia occidentale di Imap Export S.p.A Cesare Sorbo – voglio invitare all'inaugurazione di domani alle 19 tutta la popolazione reggina, perché sia una vera festa per la città”. Al taglio del nastro, durante il quale vi sarà anche la benedizione da parte del Vicario Generale Don Gianni Polimeni, parteciperanno alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale.

 

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Reggio di Calabria: “Agosto Unicef”, dal 6 al 24 agosto gli eventi che, tra sport e solidarietà, sosterranno i diritti dei bambini

(730) “Uniti per i bambini” all’insegna dello sport, della condivisione e dell’allegria. Il mese di agosto segna un inteso calendario di appuntamenti targati Unicef che animeranno l’estate nel territorio reggino. Il comitato provinciale e la sua “laboriosa” rete di volontari ha organizzato diverse iniziative che attraverso momenti di piacevole intrattenimento consentano di raggiungere l’obiettivo di sensibilizzare e far conoscere i vari programmi volti a migliorare la vita dei bambini più svantaggiati ed emarginati.

 

Si parte il 6 agosto da Palmi. Il locale circolo Unicef, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, ha organizzato il “1° torneo di beach volley” che si svolgerà al Sunset Beach Club alla Tonnara dalle 14 in poi. I partecipanti, con una piccola offerta di solidarietà, potranno sostenere il programma “Vogliamo zero”, la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi interamente devoluta alla lotta alla mortalità infantile. Con le medesime finalità si svolgerà domenica 14 agosto, a Melito Porto Salvo, il giro ecologico per le vie del paese. “Melito in bici”, che prenderà il via alle 17 dalla piazza di Porto Salvo, è un’iniziativa sostenuta dal Comune che nei mesi scorsi ha deliberato la propria adesione al programma “Città amiche dei bambini”. Sempre l’area grecanica della provincia sarà teatro, mercoledì 17 agosto, di un torneo di beach volley. Sul lungomare di Bova Marina, anche in questo caso con il patrocinio dell’amministrazione comunale, dalle 9 del mattino fino a sera, atleti e non si sfideranno sulla spiaggia alternando le competizioni a momenti di sensibilizzazione. “Agosto Unicef” farà poi tappa a Punta Pellaro, al circolo Free Spirits, dal 22 al 24 agosto. Animazione e giochi di gruppo a cura dell’associazione ludico-ricreativa “Lelefante”, ed ancora prove gratuite di windsurf e kitesurf, sport vari sulla spiaggia, saranno gli elementi di attrazione del “Villaggio Unicef” che si illuminerà di musica e colori anche in notturna, a partire dalle 23, con One More Dj. Uno spazio, allestito per l’occasione, che ospiterà opportunità di confronto e approfondimento sulla campagna “Io come tu” per dar voce ai bambini. Un nuovo modo per far conoscere Unicef e i diversi programmi dedicati all’infanzia e invitare all’impegno. La giornata conclusiva dell’iniziativa, mercoledì 24 agosto, ospiterà la traversata in kitesurf e il torneo di beach volley. “Anche durante la stagione estiva l’Unicef provinciale ha voluto dare slancio alla propria azione di sensibilizzazione – ha dichiarato il presidente del comitato reggino Pietro Marino – organizzando, con il patrocinio delle amministrazioni comunali locali, alcune iniziative sul territorio per poter avvicinare e coinvolgere un gran numero di persone sulle tematiche che riguardano l’universo Unicef e i diritti dell’infanzia. La campagna ‘Vogliamo Zero’ ci impone un obiettivo ambizioso, ovvero ridurre a zero il numero di bambini che ogni giorno nel mondo muoiono prima di compiere 5 anni, in massima parte vittime di cause che potrebbero essere evitate con un vaccino, un antibiotico, un farmaco o soltanto con la conoscenza di alcune norme di igiene e profilassi. La nostra volontà è quella di far capire che ‘uniti’ possiamo davvero fare la differenza offrendo un’opportunità concreta a milioni di bambini ai quali sono negati i diritti più basilari”.

 

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Reggio di Calabria: FACE 2016, artisti a confronto tra nobili materiali e note travolgenti

(729) Tra performance, musica e arte continua il Festival. In una delle celle che un tempo fu deposito d'artiglieria e dimora per soldati posti al controllo dello stretto, troviamo oggetti che, dismesso il ciclo di vita per cui erano stati realizzati, tornano a vivere grazie all'intervento di mani competenti, vestendo così un nuovo e rinnovato abito.

 

L'artefice di queste creazioni o RICreazioni è Riccardo Melito, laureato in Architettura all'Università di Valle Giulia di Roma e specializzato in interior design. Opere d'arte, oggetti di design, decori per interni, eccentrici e fantasiosi, robusti ed esotici, solidamente ancorati a terra da materiali nobili, caldi, corposi come il legno o sospesi per aria, privi di gravità, per l'uso di carte, fili di ferro e giochi d'ombra, i lavori di Melito, seppur frutto di un sapiente processo di contaminazione, si contraddistinguono per una forte  identità. “Sono attratto dagli oggetti –spiega – alle volte li colleziono, in alcuni di essi ne vedo il potenziale ed anche se banali o quotidiani li immagino fin da subito con un colore diverso e con una diversa funzione”. Ritornati in vita, questi oggetti hanno perso quindi la loro funzione originaria acquisendone un'altra, e “anche se alle volte il risultato finale è molto eccentrico all'interno dell'ambiente credo riescano ad armonizzarsi con il tutto che li circonda e ritrovare così una loro collocazione nel mondo”. Scarto e riuso sono le parole chiave di una pratica che mette insieme accanto allo studio dei materiali e delle forme, anche il recupero dell'aspetto manuale e artigianale. “Gli oggetti li scelgo per un'intuizione ma non c'è una ricerca legata al territorio, li trovo, me li regalano, li recupero, poi magari ne ho degli altri, come degli strumenti tradizionali di mestieri ormai scomparsi, ma quelli fanno parte della mia collezione e difficilmente me ne staccherei”. Studia a Roma, ma ritorna in Calabria, sua terra natale, “è stata una scelta difficile e continua ad esserlo quella tra partire, restare, andare. Io sto bene qui, amo il luogo, ma ci sono oggettivamente delle difficoltà complesse da superare. Il FACE è un luogo di amicizia e in cui si sta bene, ma non ci sono molte realtà che ti permettono di crescere e soprattutto di dialogare”. E viene in mente guardando il panorama che si staglia davanti ai nostri occhi che è proprio vero, ci sono luoghi belli da morire come scriveva La Capria, grande cantore del sud. Per lui Napoli era quella città che “ti ferisce a morte e ti addormenta” per il modo di vivere dei suoi abitanti, ma lui quella città la amava. E il bello da morire è qualcosa di talmente coinvolgente, sconvolgente, tumultuoso ed emozionante che quando lo senti, per sopravvivere, non rimane altro che imbracciare uno scudo e proteggersi. E la nostra terra è un po' così, immersa in orizzonti mozzafiato racconta di tempi passati e incontaminati, di mani di donne instancabili, materne, candide ed accoglienti, e non può non ammaliarti il suo canto come suggerisce la performance dell'artista siciliana, Tamara Marino. Alle 22 una giovane donna di bianco vestita entra nell'anfiteatro e si siede al centro della scena. Davanti a lei un tavolo altrettanto bianco su cui si trovano un carillon, un metronomo, un foglio e una matita. Inizia a disegnare e traccia sulla carta lo skyline dell'intero fortino e poi con un perforatore buca sulla linea di confine che separa l'interno dall'esterno dell'architettura. Il foglio viene dunque inserito nella boîtes à musique e girando la manovella un suono si ode. Sono note d'infanzia e di gioco, di spensieratezza e dolcezza insieme, ma a non farci precipitare nel vortice del ricordo c'è la luce improvvisa che investe il forte. Tamara ha infatti lavorato con Kernel per quest'ultima parte della performance, così che il suono sprigionato dal carillon attiva i led disposti lungo la facciata ritmandone il senso della luce. “Ho studiato in Toscana, e sono ritornata in Sicilia stabilmente quest'anno, la mia vocazione sarebbe la scultura, ma amo interagire con diversi mezzi, dal disegno all'installazione, e l'aspetto performativo mi attrae molto per la sua immediatezza e restituzione del sensibile. Sono molto precisa e attenta nel controllo del mio lavoro quando si tratta appunto di altri linguaggi che comunque sento miei, ma la performance per quanto sia studiata e pensata lascia sempre alla casualità il giusto margine per entrare e sperimentare”. Così dice Tamara che del femminino sentire e della componente manuale ha fatto il centro della sua ricerca. “Sono donna, è il genere a cui appartengo e mi piace esplorarne tutte le possibilità, anche se legate ad aspetti più materni, dolci, introspettivi”. Le note si diffondono così per uno spazio che un tempo fu corazza e fortezza maschile, luogo di armi e guerra, e ci ricordano che l'arte può cambiare la prospettiva con la quale leggere il nostro orizzonte, per quanto bello da morire.

Di seguito il programmo corretto di questa sera in cui l'installazione interattiva di luci curata dal Collettivo Kernel si incrocerà in open mic con l'Urban Soul di Errata Corrige, band siciliana funk, soulful, afrobeat. Suoni che richiamano mamma Africa e che incrociano l'elettronica dei Selectors Alex Perdido e DJD (aka Domenico Marafioti, Alessio Bertallot CREW) che apriranno e chiuderanno il concerto con una selection funk soulful deep raggae.

 

19.00: apertura mostre

 

20:30 KERNELFESTIVAL itnerattività

 

performance ENRICO FERRARI

 

performance JESSICA BARRET

 

performance VINCENT MANGERUCA

 

performance FFRANCESCO SCIALÒ

 

21.00: DJ SET

 

21:45 LUXONUS istallazione interattiva

 

22:00 OPEN MIC:

 

BAND Errata Corrige

 

23.30: DJ SET DJ D & ALEX PERDIDO

 

LUXONUS istallazione interattiva

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A Palizzi Marina, Fossato Jonico e Chorio di San Lorenzo i prossimi tre appuntamenti per la presentazione di “E’ un mondo difficile”, l’e-book di Francesco Iriti

(728) Palizzi Marina, Fossato Jonico e Chorio di San Lorenzo. Sono queste le tre prossime location che ospiteranno la presentazione del presentazione del libro "É un mondo difficile" di Francesco Iriti.

 

Dopo il positivo momento letterario che si é tenuto lo scorso 30 Luglio nel borgo antico di Pentedattilo, che ha fatto registrare un ottimo riscontro di pubblico, sono tre le date ravvicinate che permetteranno ai lettori di poter conoscere da vicino il giovane autore del libro, disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che e-book. Una storia ambientata in Calabria quella raccontata nel libro, tra amori, addii, difficoltá, mancanza di lavoro, che si dipana lungo 166 pagine da leggere tutte d’un fiato. Un lungo viaggio quello del protagonista Cisko, sia fisico ma soprattutto interiore, iniziato molti anni prima, che l’aveva portato a lasciare il suo paese, nel profondo Sud Italia, per cercare maggior fortuna al Nord. Riuscirà nell’impresa? Questa sera alle ore 21.30, in Piazza dei Martiri a Palizzi Marina, nell’ambito del PIFF “Palizzi International Film Festival”, Francesco Iriti sará ospite della sezione “Profumo di Libri” presentata da Giuseppe Livoti. Sabato 6 Agosto alle ore 19.30 spazio a “Perle di Cultura Grecanica” a Fossato Jonico, comune di Montebello Jonico, in Piazza Chiesa. Il momento letterario é stato organizzato dall’Associazione “Fossatesi nel Mondo”. Lunedí 8 Agosto alle ore 19.30 la presentazione si terrá presso l’Auditorium “San Gaetano Catanoso”, a Chorio di San Lorenzo, grazie all’associazione “Padre Gaetano Catanoso”.

 

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Cittanova (RC): al via il 2° Expo Enogastronomico “Diamo valore alle Eccellenze”

(727) Prende ufficialmente il via il 2º Expo Enogastronomico “Diamo valore alle Eccellenze”, organizzato e promosso da “BCC Young” e Banca di Credito Cooperativo di Cittanova.

 

L’evento, che si avvale della collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Cittanova e dell’Associazione Culturale “Lato2” nel contesto del “Cittanova Tradizionandu Etnofest”, intende essere un contenitore credibile di esperienze ed idee innovative e, ancora, un nuovo momento di confronto, articolato e qualificato, sulle dinamiche economiche, sociali e culturali che posizionano la Calabria come realtà di assoluto rilievo del comparto primario, agroalimentare e vitivinicolo del Paese. Oggi, 4 agosto, la giornata inaugurale di EXPO: taglio del nastro e apertura degli stand alle ore 20,30 in via Grimaldi, quindi degustazione di prodotti tipici e concerto dei “Banda San Souci” in piazza san Rocco. Prima dell’apertura ufficiale al pubblico del circuito espositivo, alle ore 18,30, in piazza san Rocco, si svolgerà il convegno “Il Credito per le Idee: La Banca e la Start Up”. Previsti gli interventi di Francesco Cosentino, sindaco di Cittanova, Giuseppe Cosentino, presidente della BCC di Cittanova, Rosanna Nisticò, docente Unical, Antonella Rita Ferrara, ricercatrice. E ancora, di Domenico Nicolò, docente Unimed, dei giovani startupper Antonio Cosma e Samuele Furfaro, di Mario Bonacci, Tutor dell’Ente Nazionale per il Microcredito e del direttore generale della BCC di Cittanova, Francesco Intrieri. Temi centrali della discussione affrontata dai prestigiosi relatori, gli strumenti del credito per le start up e le occasioni offerte dal microcredito.

 

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Gioia Tauro (RC): “ASD Saint Michel”, grandi successi in un solo anno di vita tra cui il “Premio Solidarietà 2016” al Presidente

(726) L’Asd Saint Michel è una squadra di calcio, nata dall’idea di un sacerdote e di un gruppo di laici della Piana di Gioia Tauro, che hanno voluto imprimere nel mondo calcistico un nuovo modo di praticare lo sport. Regole, disciplina, valori cristiani, integrazione, lealtà, fede, crescita umana e spirituale sono stati i pilastri fondanti del progetto proposto in una società in crisi di punti di riferimenti solidi.

 

Tale progetto implica un  sano agonismo, ossigenato dalla  voglia di mettersi in gioco nel campo di calcio e poi in quello della vita, quindi un metodo che non permette l’uno contro l’altro, bensì un’offerta diversificata con la certezza che i veri valori e un sano cammino sanno dare la vera vittoria. Di primario rilievo è il piano spirituale della fortificazione, sostenuta dalla verità, che porta immancabilmente ad una visione distaccata, obiettiva e nello stesso tempo priva di quelle emozioni negative, che inducono spesse volte a reazioni “primitive” nel calcio, espressioni non propriamente auspicabili in un mondo in cui il sano agonismo  deve sostenere  che a vincere è il migliore e deve smascherare il male e la corruzione.
Grandi conquiste ad un anno di vita della squadra. Infatti ad Aprile siamo stati ricevuti dal Santo Padre Francesco, che ha incoraggiato e benedetto la nostra iniziativa e al quale il Presidente don Gaudioso ha consegnato il logo della squadra e la divisa oro; successivamente dal Suo Vicario per la città del Vaticano, il Cadinale A. Comastri, che ha incontrato tutti i componenti della società presso i Sacri Palazzi, testimoniando a tutti la bellezza della vita donata per amore. Tra i momenti importanti per la vita della squadra il torneo triangolare di fede e legalità, organizzato dall'Asd Saint Michel e che ha visto in campo Polizia di Stato e Carabinieri, e la consegna del premio solidarietà 2016 al nostro Presidente, insieme ad altri personaggi illustri e del mondo dello spettacolo durante la serata "Una Notte per San Sebastiano" a Simeri (Cz). Pertanto, dopo la nostra prima  stagione calcistica, piena di soddisfazioni e di obiettivi raggiunti, come la vittoria del Campionato di terza categoria e della coppa disciplina, il Presidente e i dirigenti della società Saint Michel Calcio hanno deciso di dar vita ad una società ancor più performante, capace di unire le migliori abilità e competenze di tutti i suoi membri, iniziando in modo sperimentale a lanciare la categoria degli under, settore giovanile che merita un’attenzione privilegiata e da salvaguardare. In quest’anno calcistico, quindi, per la Saint  Michel inizia una nuova avventura, ancora più entusiasmante e promettente. Tanti giovani avranno l’opportunità di realizzare un sogno senza false illusioni, che testimonia lealtà e fede nello sport.  Nella   prospettiva di questo concreto e visibile cambiamento, le famiglie  vengono coinvolte verso un’ulteriore condivisione e vicinanza al mondo dei loro figli. A tale scopo è opportuno arricchire le risorse in campo, con diversi nuovi acquisti di calciatori di categoria superiore, che permetteranno un potenziamento per la finalità da raggiungere. Inoltre, sono in programma: l’elezione di un consiglio direttivo, i cui componenti si occuperanno di settori e di ruoli specifici per migliorare la performance dei calciatori e per riconoscere le caratteristiche di ognuno e rafforzarle; la scelta di dirigenti qualitativamente validi e con esperienza, che apriranno la strada a nuovi orizzonti; il consolidamento dello staff tecnico (inserimento di nuovi allenatori, psicologi, medici, ed operatori tecnici che in un lavoro di equipe e continuo aggiornamento apporteranno un ulteriore contributo professionale alla squadra); un nuovo statuto, che estenda ulteriori regole nei  vari ambiti di competenza. Perché il  progetto educativo possa realizzarsi in maniera concreta ed incisiva, vi è l’urgenza di una struttura/sede per svolgere attività educative e catechetiche nonché uno spazio adibito a momenti di condivisione fraterna e creatività utile per rafforzare il senso di appartenenza alla squadra. In tal senso la società si sta impegnando concretamente per il raggiungimento di tale prerequisito, essendo esso indispensabile. Infine, è importante evidenziare la priorità, da parte della società, di evolversi, creando una fondazione ONLUS che, come è noto,  si adopera per scopi educativi, culturali, religiosi e sociali, e la cui organizzazione ha carattere non lucrativo.

 

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Reggio di Calabria: venerdì 5 il secondo incontro della Rassegna Socio Culturale “Voci al Tramonto”

(732) Venerdì 5 Agosto, presso la Piazzetta della cultura del Centro Cristiano del Mediterraneo si terrà il secondo incontro della Rassegna Socio-Culturale “Voci al Tramonto” promossa dall’Associazione CCM Onlus e dall’ASI Associazione Sociologi Italiani.

 

Gli interventi in programma sui temi "L'invecchiamento della popolazione, speranze di vita e nuove solitudini" a cura del Presidente ASI Antonio Latella e "La rappresentazione sociale della vecchiaia e l'invecchiamento attivo" curato dalla dirigente ASI Annamaria Bruzzese, animeranno l’incontro-dibattito,  moderato dal dirigente ASI Carmelo Caridi (sociologo) e dal Presidente del CCM Tony Moscato. L’incontro si terrà alle ore 19.00 nella cornice della Piazzetta della Cultura del CCM – Centro Cristiano del Mediterraneo, Lab – Oratorio di Inclusione, Legalità e Cultura, con ingresso libero. Il ciclo di eventi estivi “Voci al Tramonto” proseguirà sino a giungere al “Salotto Culturale” nella cornice dell’animata e colorata “Notte Bianca” del 22 agosto promossa dal Comune di Condofuri e dall’Associazione IPF Emmaus Onlus, quest’anno giunta alla sua quinta edizione.

 

 

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Reggio di Calabria: FACE 2016, una proposta culturale importante che apre le strade a nuove visioni nell’arte, ma anche nella valorizzazione dei beni culturali ed architettonici

(722) Continuano tra l’apprezzamento del pubblico le attività del Face Festival al Parco Ecolandia. Il grande effetto della splendida scenografia che illumina il fronte del Forte Gullì continua a fare “rumore”: un gioco di luci che si muovono al ritmo del suono ed avvolgono il Forte accoglie quanti hanno deciso di passare una serata all’insegna dell’arte, della buona musica e della sperimentazione.

 

Grazie ad una intuizione di grande qualità, il Face Fest ed il Parco Ecolandia hanno voluto fare un investimento culturale importante in una progettazione di grande qualità, che apre le strade a nuove visioni nell’arte, ma anche nella valorizzazione dei beni culturali ed architettonici. Un percorso che, in una regione alla ricerca di nuovi modelli di valorizzazione del proprio patrimonio, rappresenta certamente una strada da perseguire, ed ancora una volta il Parco Ecolandia si pone come centro di eccellenza nella sperimentazione. La contaminazione delle arti, ed il guardare continuamente al futuro, facendo comunque tesoro massimo delle peculiarità della tradizione risiede nel Dna stesso del Parco, e vedere che un buon numero di reggini apprezza le iniziative che il parco propone alla città rappresenta un buon viatico per percorso in continua “tradizionEvoluzione” come recita l’hastag del festival di quest’anno. Vedere alternarsi al banco regia dei ragazzini, davvero molto giovani, accanto a “veterani” della musica reggina, che con grande trasporto si emozionavano a comandare suoni e colori non è uno spettacolo che si può vedere facilmente, ai nostri giorni.Dopo gli eventi di martedi sera, che hanno visto sul palco due proposte – una interessante piece teatrale, “La MIA IDEA. MEMORIA DI JOE ZANGARA” di e con Ernesto Orrico e musiche eseguite dal vivo da Massimo Garritano ed il Concerto del cantautore AUGUSTO FAVALORO che ha presentato ufficialmente “NORMALE?” il suo primo album da solista – si prosegue mercoledi 3 agosto con un’altra novità per queste latitudini: LA TERZA CLASSE IN CONCERTO, un gruppo davvero interessante del panorama musicale italiano, che rielabora a modo proprio il Genere Bluegrass, Country, Dixieland, Folk. Viaggiare in Terza Classe è tutta un’altra storia! I ponti inferiori dei transatlantici, nel periodo a cavallo tra la fine del ‘800 e i primi del ‘ 900, erano un crocevia di culture e popoli che guardavano allo stesso orizzonte di libertà e cambiamento. Attraverso la musica, quei migranti tramutavano in gioia le sofferenze di un lungo viaggio che avrebbe di lì a poco creato un “nuovo mondo” sociale ed anche musicale. Questo è lo spirito che, da qualche anno a questa parte, ha animato alcuni suonatori provenienti da diverse e più o meno note esperienze musicali. La Terza Classe suona e canta per le strade e per le piazze le storie di celebri mascalzoni anglosassoni e di ribellione dalla schiavitù con il sound caratteristico di quella zona compresa fra le isole britanniche e la Louisiana. I suoni tutti acustici la fanno da padrone, proprio come sui ponti dei maestosi transatlantici, oppure come per le strade delle città bagnate dal Missisipi river dove folk, blues ed earlyjazz si mescolavano.

 

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