Reggio Calabria: il Premio Fata Morgana in riva allo Stretto

altSabato 20 febbraio scorso, presso il Teatro “Francesco Cilea”, è stato consegnato il Premio Nazionale Fata Morgana ad eminenti personalità del mondo dell’economia, della finanza e della cultura, che si sono distinte per aver contribuito a promuovere lo sviluppo del nostro paese e del meridione in particolare. Hanno ricevuto il riconoscimento: per la Categoria Economia e Finanza, Giovanni Zonin (Presidente della Banca Popolare di Vicenza) e Paolo Savona (Presidente Banca di Roma Spa-Unicredit Group); per la Categoria Industria e Servizi, Francesco Bellavista Caltagirone (Presidente Società Acqua Pia Antica Marcia); per la Categoria Sociale, Emanuele Emmanuele (Presidente Fondazione Roma; per la Categoria Giuridico-Istituzionale), Corrado Calabrò (Presidente Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; per la Categoria Arte, Cultura, Sport, Spettacolo), Giovanni Malagò (Presidente Samocar Spa).

Il premio, assegnato con cadenza biennale, ha lo scopo precipuo di garantire maggiore visibilità alla nostra città e, contestualmente, di promuovere e sostenere una immagine positiva del Sud Italia. Verrà conferito indistintamente a personaggi illustri del panorama nazionale ed a personalità calabresi che hanno raggiunto il successo su scala nazionale ed internazionale affinché siano da sprone per le nuove generazioni ad affermarsi nel mondo del lavoro. Alla cerimonia di consegna è seguito un dibattito inerente i “Vantaggi ed i vincoli per il Mezzogiorno in Europa”, di cui è stato relatore il Presidente della Banca di Roma Spa-Unicredit Group, Paolo Savona, dal quale è emerso che i problemi economici della Calabria risiedono nella carenza di investimenti pubblici e privati che impedisce, di fatto, un aumento di redditività ed occupazione favorendo, per contro, la “fuga dei cervelli” che ogni anno priva il sud di 137mila giovani che emigrano all’estero in cerca di maggiori opportunità di profitto e carriera. Dagli approfondimenti esposti nel corso della tavola rotonda dal capo redattore del Tg1 Economia Dino Sorgonà, dal direttore onorario della Banca d’Italia Vincenzo Desario, dal Presidente del Cnel Antonio Marzano e dal consigliere d’amministrazione Rai Guglielmo Rositani è, inoltre, risultato che la logica dell’assistenzialismo e dei finanziamenti a pioggia, sponda delle infiltrazioni criminali, sta causando una grave impasse nell’economia meridionale, impoverendo ulteriormente il potere d’acquisto della popolazione locale. In questo contesto, ha concluso il Presidente del Consap Andrea Monorchio, l’unica nota positiva è che in Europa, finalmente, si sta prendendo coscienza dell’importanza della rinascita del Meridione, per cui occorre allargare gli orizzonti al fine di riuscirvi.

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“La Giara” di scena all’ “Accademia del tempo libero”

Dall'addetto stampa Federica Morabito, riceviamo e pubblichiamo. Appuntamento col teatro d’autore all’“Accademia del tempo libero”. Sabato 13 febbraio, alle ore 18, presso la sede, il “Cipresseto” di via Melacrino, sarà di scena una delle opere più rappresentate di Pirandello. Per il randez -vous teatrale, è stata, infatti, scelta la Giara: la piece dell’autore siciliano sarà portata sul palcoscenico in una versione ridotta curata da  Antonia Rigo Festini, che ne ha anche riadattato il testo. A dar vita ai personaggi di tipica fattura pirandelliana i componenti del gruppo teatrale della stessa Accademia.

La decisione di trasformare la struttura che ospita le iniziative del sodalizio in un vero e proprio teatro è nata accogliendo i positivi riscontri degli spettatori che, nel periodo natalizio, hanno decretato il successo di “Viviamo il Presepe”. Ed è proprio il gradimento della platea, in occasione della rappresentazione della Natività, che ha convinto il gruppo a cimentarsi in una nuova opera, questa volta una commedia in atto unico, tratta dalla raccolta “Novelle per un anno”. “Un gruppo che cresce – sono le parole della Presidente Silvana Velonà – animato dalla passione per l’arte teatrale. Sono contenta di vedere l’impegno che i soci mettono nella realizzazione di questi “piccoli – grandi” progetti e, soprattutto, nel vederne i risultati. Ecco, per me, la prova, che in questi dieci anni di attività abbiamo lavorato bene, generando un totale coinvolgimento di chi ci segue, nei vari settori di cui si compone l’Accademia”.

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Memorial “Al grande Mino Reitano…e la storia continua”

Si terrà mercoledì 27 gennaio prossimo alle ore 21.00 (ingresso gratuito) presso il Teatro Comunale “F. CILEA” di  Reggio Calabria il memorial “Al grande Mino Reitano… e la storia continua”. Lo spettacolo, presentato da Gegè Reitano, fratello di Mino (nella foto), vede la direzione artistica e la regia di Remo Francesconi, manager di Mino Reitano per oltre 35 anni. L’evento rientra nel programma del “Mino Reitano in tour” organizzato dalla società Kabuki NovaStar Italia di Mimmo Porcino e fortemente voluto dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti.

La serata, condotta da Marilena Alescio, vedrà impegnati, coadiuvati dall’orchestra Progeny Big Band, i cantanti Ermes Nozzardo, Felice Pagano, Olga Segreti, Daniela Bertoli, Francesca Praticò e Vincenzo Nizzardo. Saranno ospiti Gaetano Triscari (primo classificato nella sez. lirica al Premio Internazionale “Mino Reitano”), Valentina Caserta (prima classificata nella sez. musica leggera allo stesso premio), Mariolina Mazzeo (finalista premio “Mia Martini”  e reduce dalla partecipazione a “Talent 1” ed a “I Raccomandati”) e Diana Morini (Miss Canzone Italia, vincitrice della rassegna canora di Riva del Garda, premiata con il Telegatto TV Sorrisi e Canzoni alla VII^ rassegna di musica leggera di Boario Terme grazie ad un pezzo scritto dai fratelli Reitano e prodotto da Gegè Reitano).

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Prosa, Danza, Lirica, Concerti: il cartellone del “F. Cilea”

Questo il cartellone degli spettacoli in programma al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria nel 2010. Il 29/30 e 31 gennaio: “Il gioco delle parti” di Luigi Pirandello (Teatro Stabile di Calabria Geppy Gleijeses – con Marinella Bargilli e Leandro Amato – progetto e drammaturgia di Egisto Marcucci – regia di Elisabetta Courir). Il 2 e 3 febbraio: “Rhyrh.mix”, atlete che danzano (Federazione Italiana Ginnastica Ritmica – coreografie di Barbara Cardinetti). L’ 8/9 e 10 febbraio: “I casi sono due” di Armando Curcio (con Carlo Giuffrè, Angela Pagano, Ernesto Lama – regia di Carlo Giuffrè – Diana Or.I.S.).

Il 25 e il 27 febbraio: “Falstaff” di Giuseppe Verdi (libretto di A. Boito – direttore d’orchestra Marco Boemi – regia Renato Bruson – scenografo/costumista Tita Tegano – con Renato Bruson, Mario Cassi, Chiara Giudice e Vernica Simeoni – orchestra del teatro “F. Cilea” e coro lirico “F. Cilea”). Il 3 marzo: “Carmina Burana” di Carl Orff (direttore d’orchestra Julian Kovatchev – con Paola Cigna, soprano, Gabriele Viviani, baritono, e Matthias Rexroth, controtenore – orchestra del teatro “F. Cilea” e coro lirico “F. Cilea”). Il 4/5 e 6 marzo: “Teo Teocoli Show” con “La Compagnia dei Giovani” (Project e T-Time). Il 10/11 marzo: “Les ballets jazz de Montreal Rossini Cards” (coreografie di Mauro Bigonzetti) prima nazionale. “Jack in a box” (coreografie di Aszure Beton).  L’11 aprile: concerto sinfonico “Overture Candide” di Leonard Bernstein, “Un americano a Parigi” di George Gershwin (concerto per clarinetto ed orchestra d’archi – pianoforte ed arpa Aaron Copland), “V^ Sinfonia in do minore Op. 67” di L. Van Beethoven (direttore d’orchestra Giacomo Sagripanti – orchestra del teatro “F. Cilea”). Il 22/23 aprile: “Au cafè”, l’ensamble di Micha Van Hoecke (allestimento in esclusiva per il teatro “F. Cilea”). Il 4 ed il 6 maggio: “La vedova allegra” di Fran Lehar (libretto di V. Lèon e L. Stein – direttore d’orchestra Michael Tomaschek – regia, scene, costumi, attrezzerie, parrucche e calzature Mario De Carlo – con Paoletta Marroccu, Alessandro Safina e Giacomo Battaglia – orchestra del teatro “F. Cilea” e coro lirico “F. Cilea”).

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Maria di Nazareth – Una storia che continua

Niente sold out ieri sera al Teatro Cilea per la “prima” del musical “Maria di Nazareth – Una storia che continua” (il libretto ed alcune foto di Pasquale Garreffa) della regista Maria Pia Liotta. Lo spettacolo, iniziato in ritardo per aver atteso che il Sindaco si accomodasse accanto all’Arcivescovo (bontà sua!, n.d.r.), ha destato qualche perplessità nel pubblico presente anche se, comunque giustamente, alla fine il cast si è visto recapitare gli applausi dovuti. La libera interpretazione di una storia, non di una qualunque ma della “Storia” per eccellenza della cristianità, ha forse deluso le aspettative di chi si era avvicinato allo spettacolo leggendone i giudizi e le recensioni. Quello che ha colpito, per esempio, è stata la ripetitività delle scene nel corso delle quasi tre ore di spettacolo (ovviamente con i personaggi nel mentre “cresciuti”), scene e musiche si sono ripetute e questo non è piaciuto. Nel ruolo di Maria l’attrice Alma Manera, figlia della Liotta, che, seppur brava come attrice e cantante, è sembrata voler forzare la mimica interpretativa amplificandone la drammaticità ben oltre anche il “giusto”.

Il musical “Maria di Nazareth, una storia che continua”, nasce dall’idea portante di raccontare la storia più straordinaria mai accaduta dando centralità alla figura di Maria. Maria donna e Maria madre. Maria di Nazareth e Maria del Mondo, Maria, madre di tutti i tempi perché la donna più importante della storia dell’umanità. Oltre ad essere il tramite di Dio con il figlio Gesù, Maria è anche il tramite di Gesù con la Chiesa. Un ponte ideale tra ieri, oggi, domani e sempre: “una storia”, appunto, “che continua”. La storia di una donna che ha un destino da compiere, un destino assolutamente speciale. Maria, detta anche “la silente”, è colei che ascolta, sussurra e decide. Una donna terrena che è stata prescelta tra le donne. La sua vita riassume quella delle donne di tutti i giorni ricca di emozioni ed esperienze tanto comuni quante straordinarie. L’importanza del ruolo che la donna deve avere nella famiglia, nel matrimonio, nell’educazione dei figli, nella società, nell’esempio di vero amore e di totale dedizione. E’ Maria il vero messaggio di amore universale, colei che dona il proprio figlio per la salvezza dell’umanità. Eucarestia per il mondo, vivendo in maniera terrena il dolore di una madre che vede morire il proprio figlio, spettatrice impotente della volontà di Dio che preferirebbe, come tutte le madri, morire al posto del figlio. Maria cuore immacolato, Santa tra le Sante, ascesa al cielo dove si ricongiunge con il figlio ed il marito Giuseppe. Maria, la fornaia di Nazareth, che, oltre a donare pane alla sua comunità, sarà chiamata a donare suo figlio all’intera umanità quale pane eucaristico del mondo. Per la prima volta è Maria la protagonista della storia su cui si basa il Cristianesimo. La sua vita raccontata attraverso la storia che tutti conosciamo con la formula del musical quale linguaggio musicale diretto ed universale che si concede licenze poetiche e qualche momento di fantasia nel rispetto delle Sacre Scritture. “Recitare Maria è il sogno di ogni attrice che porta in scena il teatro religioso” – afferma don Antonio Tarzia, direttore di “Jesus” -, “più che professionalità, più che bravura, credo che per Alma (Manera, n.d.r.) necessiti il saper cogliere l’intensa emozione intensa per poter rispondere “si” all’Angelo che aspetta trepido”. “Cantare poi il Magnificat con sentimento pieno” – continua don Antonio – “certa di parlare con Dio e di essere ascoltata perché la sua voce solista è la nota più alta del coro degli umani che si uniscono nell’abbraccio dell’Amen, diventa un’esperienza esaltante”. “Un sogno diventato musica e canto, danza e preghiera con la totalità del corpo che dà fondo alle sue risorse comunicative e vola nelle trasparenze, nelle dissolvenze incrociate dei gesti ritmici”. “Questo musical su Maria di Nazareth” – chiude don Antonio –, “donna del sabato e donna dell’aurora, inventato e tenacemente voluto da un cenacolo di amiche spiritualmente legate e fortemente motivate (Maria Pia – Liotta -, Dorothy – Ciampa – ed Alma – Manera-) girerà il mondo perché più che uno spettacolo è un progetto di vita, è la partecipazione a una vocazione unica, quella di Maria, che canta e danza perché non riesce a tener fermo il cuore”. Note: libretto a cura di Maria Pia Liotta e Adele Dorothy Ciampa; musiche di Stelvio Cipriani; coreografie: Salvator Spagnolo; supervisione grafica: Luciano Cannito; scenografie: Antonella Luberti; arredo di scena: Ketty Liotta; light designer: Marco Policastro; suono: Antonio Taccone; direttore di scena: Danilo Amicucci; produzione esecutiva: Ennio Salomone; organizzazione e relazioni istituzionali: Sergio Pellerey; legale: Paolo Tortelli; regia: Maria Pia Liotta. Il cast: Maria di Nazareth: Alma Manera; l’angelo dell’Annunciazione: Salvator Spagnolo; Gesù: Luigi Cassandra; Giuseppe: Corrado Sena; Elisabetta: Pina Magri; Barabba: Marco Nardella; l’angelo: Antonio Di Marca; il diavolo Sharo Petrillo; Simeone: Federico Longhi; Gioacchino: Nicola Ciulla; Anna: Luisa Moscato; Halina: Argia Sara Pastore; Giovanni Battista: Robert Iaboni; Zaccaria: Gianluca Simon; Ester: Mariangela Aruanno; Sara: Rossella Repaci; Ruth: Marina Abbrescia; padrona harem: Rita Della Torre; Maria piccola e Gesù piccolo: Cristina Liotta; Elisabetta piccola e Giovanni Battista piccolo: Ludovica Poeta; padre di Elisabetta: Giovanni De Filippi; Maddalena: Penelope Landini; donne di Nazareth: Elisabetta Russotto e Valentina Chisci; sposo di Cana: Francesco Forte; Apostolo Luca: Luca Varone; soldato: Francesco Russo. Il corpo di ballo: Melania Ambrosio, Alessandro Campanale, Giammarco Capogna, Francesco Cariello, Giuseppe Ciccone, Cristina Da Villanova, Deborah Frittella, Laura Gallinella, Gian Maria Giuliattini, Benedetta Imperatore e Lorenza Vicidomini. Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria.

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XI° Congresso Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori

(Dalla collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa del MCL, riceviamo e pubblichiamo) “Primato del lavoro, partecipazione sociale, responsabilità”, il tema dell’XI congresso nazionale dell’Movimento Cristiano Lavoratori che si è svolto nei giorni scorsi a Roma (nella foto il Presidente Nazionale Carlo Cristalli durante il suo intervento). Un tema fondamentale, soprattutto nel quadro generale della crisi economica attuale, quello  trattato dal Movimento che pone alla base di ogni discorso l’uomo e la famiglia. Il Congresso Nazionale hanno preso parte i delegati della provincia reggina Pietro Praticò, Enzo Tromba, Achille Cilea, Luigi Cordova ed Emanuele Di Matteo.

Nella mozione conclusiva approvata all’unanimità dal Congresso, è stato messo in luce, in particolare, l’intimo rapporto di strumentalità che lega il lavoro alla persona umana, la cui promozione riesce solo se si contrastano e si superano “le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata”. In tal senso “il lavoro e la sua rappresentanza – continua la mozione – rimangono il cardine dal quale ripartire per modernizzare il sistema dei diritti e delle prestazioni sociali e costruire una società buona, che abbia l’obiettivo di perseguire una buona occupazione”. Durante i lavori è stato frequente il richiamo all’importanza della celebrazione delle Settimane Sociali, che si terranno proprio a Reggio Calabria nel 2010. L’intenso impegno del Presidente regionale del Movimento, Enzo Massara, ed il sostegno di tutta la delegazione reggina, ha consentito l’ingresso in Consiglio Nazionale di un rappresentante della provincia, Emanuele Di Matteo. Il Presidente Provinciale MCL, Paolo Arillotta,  ha ringraziato tutti per l’importante riconoscimento dato al Movimento di Reggio Calabria, ulteriore motivo di impegno per quanto potrà realizzarsi nel futuro.

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Natale 2009: tradizione e cultura in Calabria

altTutta l’Italia si appresta a festeggiare il Natale conservando ancora intatte, o addirittura riscoprendole, molte consuetudini ed usi antichissimi che racchiudono in sé un patrimonio culturale incommensurabile. In Calabria, in questo periodo, si tramandano da secoli riti, manifestazioni e rappresentazioni di grande partecipazione popolare. In numerosi borghi antichi vengono allestiti dei presepi viventi i cui personaggi sono interpretati dagli abitanti del posto che mettono in scena la Natività (nella foto). Tra questi menzioniamo il presepio organizzato nel borgo incantato di Gerace dove le vie, i palazzi antichi e le chiese, animate da folletti, melodie e luci, faranno da scenografia ad un’accurata rivisitazione storica.

Notevole poi, in questi ultimi anni, è la riscoperta di abitudini ormai perse. Basti pensare, in proposito, alla tradizione della “Strina”, tipico canto di augurio dei questuanti per la solennità natalizia: i suonatori andavano di casa in casa a portare la “buona novella” della nascita di Cristo, ottenendo in cambio uova, formaggio, olio, vino e salumi. Con le migliorate condizioni economiche delle popolazioni rurali, questa consuetudine è andata scomparendo quasi del tutto per tornare ad essere riproposta attualmente dalle compagnie popolari durante i concerti tenuti nel periodo  natalizio. Ed ancora, seppure molto ridimensionata, si rinnova la tradizione degli zampognari con il loro abbigliamento caratteristico, costituito dalle c.d. “calandrelle” (calzature costituite da un pezzo di pelle di mucca di forma rettangolare, cucita in punta e lasciata aperta al tallone, con strisce di pelle che s’incrociano ripetutamente fin sopra alla gamba), giacca di velluto e pantaloni di fustagno. Ē comune, inoltre, a quasi tutti i paesi della Calabria accendere nella notte di Natale dei grandi fuochi, detti focare o focarine, sui sagrati delle chiese. Attorno a questi falò, fatti ardere fino alle prime luci del mattino, si canta, si balla, si ride e si scherza tutta la notte.  In Calabria, oltretutto, religiosità e gastronomia procedono di pari passo. Il cenone della vigilia deve essere di magro e devono presentarsi in tavola tredici pietanze. Tra di esse non possono mancare le crispelle, frittelle di farina rotondeggianti variamente farcite con lo zucchero, il miele o le acciughe. Il dolce caratteristico è il classico torrone. Ad esso se ne affiancano altri tipici della tradizione culinaria calabrese tra cui i petrali, morbidi biscotti ripieni di un impasto di fichi secchi e noci. Ē innegabile che il Natale si stia trasformando in una festa consumistica, ma possiamo affermare con altrettanta certezza che, se cerchiamo bene, troveremo posti magici in cui gli usi ben radicati ci consentiranno di godere appieno l’atmosfera natalizia più autentica.

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“La Dama e l’unicorno” di Tracy Chevalier

altaltI protagonisti di questo romanzo sono davvero particolari: gli arazzi! Quelli di cui tratterò sono custoditi al Musèe Nationale, di Parigi. Senza dover progettare alcun itinerario turistico, seduti comodamente, sulla nostra poltrona preferita, possiamo ammirarli e compiacerci attraverso le pagine di “La dama e l’unicorno” di Tracy Chevalier (nelle foto copertina ed autrice). I sei capolavori “parigini” tratteggiano scene sulla dama e l’unicorno (quest’ultimo è tra gli animali mitologici, quello più unico e caratteristico dal momento che si credeva che il tocco del suo corno potesse purificare e rendere intatto tutto; innumerevoli le allegorie attorno ad esso); ogni singolo arazzo riproduce uno dei cinque sensi umani, eccetto l’ultimo, che ritrae una dama rapita dalla bellezza dei suoi gioielli e un unicorno che sorregge lo stemma dei committenti!

Il concetto che viene raccontato è anomalo per degli arazzi, sottilmente, infatti si insinua l’immagine della donna seduttrice e da questa metafora la Chevalier dà vita alla sua storia. Con fascino e coinvolgimento il lettore viene trasportato nel Nord della Francia, qui ad un insigne pittore e miniaturista, quale Nicolas des Innocent, un ricco francese commissiona degli arazzi raffiguranti la sanguinosa battaglia di Nancy, per l’abbellimento di una grande sala. Ma il tema iniziale (cavalli intrecciati a corpi umani, spade, scudi e sangue a profusione) viene mutato per le insistenze della fascinosa padrona di casa. Stabilito il soggetto, Nicolas parte per Bruxelles e si reca da una famiglia di tessitori, i quali dovranno tessere su tela i suoi disegni. Ecco che si schiude un mondo, quasi, magico fatto di passione per un lavoro faticoso e logorante, una ragione di vita che le famiglie dei tessitori si tramandavano di generazione in generazione. La stesura è trascinante, sensuale, stuzzicante, perché conduce il lettore verso una dimensione storica e culturale, da atmosfera incantata. Fatata, in quanto, l’arte signoreggia ne “La dama e l’unicorno”. Tracy Chevalier traccia, con minuzia di dettagli, l’epoca in cui si dipano le vicende, accompagnando il lettore ora in Francia, ora in Belgio, quasi fosse egli stesso uno dei protagonisti. E con quest’ultimi vive le loro inquietudini, passioni, sfarzi, difficoltà e miserie. Tracy Chevalier riesce sempre ad emozionare, sia per gli argomenti trattati, sia per la maniera di scrivere, donando vita alle opere d’arte attraverso le parole.

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LiberaReggio.org al LUISS BarCamp09

I giovani reggini partecipano all'importante evento organizzato dalla Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “Guido Carli”.

LiberaReggio.org, il magazine online dei giovani reggini, parteciperà al Luiss BarCamp in programma presso la sede dell'ateneo romano di viale Romania, 32, sabato 21 novembre dalle 9 della mattina fino alle 16 circa. “Velocità = spazio/tempo” il titolo della giornata suddivisa in 8 sotto-sezioni tematiche. Ad aprire l'evento ci penserà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, mentre verrà chiuso da un intervento del filosofo Umberto Galimberti.

Un barcamp è una un-conference (conferenza informale) in cui chiunque voglia tenere un talk può iscriversi dichiarando il titolo dell'intervento ed eventuali introduzioni all'argomento. Il tempo a disposizione di ogni speaker si aggira intorno ai 5-10 minuti con un tempo equivalente dedicato agli interventi del pubblico che, dunque, partecipa attivamente alle discussioni portando così tra le aule di un'università la logica propria dei citizenmedia. Per ogni sezione tematica vengono designate delle aule nelle quali si succedono gli interventi in base ad un programma che viene esposto ed il pubblico si può spostare da un'aula all'altra in base all'interesse verso determinati interventi, piuttosto che altri. LiberaReggio.org parteciperà alla sezione 8, “Tra il linguaggio delle reti e le parole delle persone”, nell'ambito tematico riguardante il rapporto tra società e media 2.0, con un intervento dal titolo “Dall'informazione alla conversazione, l'esperienza di www.LiberaReggio.org”. Durante il breve intervento, Alessio Neri, coordinatore del magazine online, cercherà di dimostrare come gli user generated content possono cambiare il linguaggio usato per veicolare informazioni basandosi sull'esperienza pratica e quotidiana di LiberaReggio.org. Insieme al suo coordinatore, saranno presenti al LuissBarCamp anche Teodora Malavenda e Nicola Casile, collaboratori del sito, che contribuiranno alla buona riuscita della giornata e a rendere completi i successivi resoconti che verranno pubblicati sul magazine. Nella stessa sessione interverranno imprenditori ed esperti dell'argomento di grande calibro come l'editore Castelvecchi Alberto e Pancini Marco, European Senior Policy Counsel Google. Non solo impresa ma anche ricerca e università. Infatti, prenderanno la parola anche Sebastiano Maffettone, preside della Facoltà di Scienze Politiche della Luiss e Pizzaleo Antonella Giulia dell'Istituto di Informatica e Telematica, CNR e Nexa, Politecnico di Torino. Ma ci saranno numerosi altri interventi di sicuro interesse e di indubbia qualità. Basta scorrere la lista degli iscritti presente sul sito dell'evento http://www.luissbarcamp.it.

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Presentato il Calendario 2010 “Bellezze d’Italia”

Si è svolto sabato 7 novembre scorso, nello splendido scenario dell’Uliveto Principessa di Cittanova, il Gran Gala Première  per la presentazione nazionale del calendario 2010 di “Bellezze d’Italia” (giunto alla sua seconda edizione) in cui il Made in Italy è rappresentato da stiliti del calibro di Alviero Martini, Angelico, Chiara Boni, Gattinoni, Miss Bikini, Regina Schrecker, Renato Balestra e Tilù. Il calendario “Bellezze d’Italia” ha l’obiettivo di promuovere il “bello” di matrice italiana mettendo in mostra luoghi incantevoli, suggestivi ed insoliti della nostra penisola, esaltando la storia, l’arte, la cultura del “bel paese” e coniugando le nuove collezioni delle grandi firme della moda alle dodici modelle protagoniste, scelte con dei casting effettuati dalle agenzie di moda in tutte le regioni.

Il calendario, prodotto dall’Associazione Nazionale Bellezze d’Italia, il cui Presidente è Francesco Grasso, confezionato da professionisti di altissimo livello, sta diventando un cadeau scelto dai più rilevanti produttori, operatori e professionisti italiani per i propri partner, diventando così un oggetto cult davvero ambito perfino dai collezionisti del settore.
Il Gran Gala Première, dopo un’affollatissima conferenza stampa eccelsamente condotta e moderata dal collega e "padrone di casa" (essendo l’unico reggino a far parte del team) Massimo Calabrò, si è aperto con il talk show dal titolo “Essere belli conviene?” condotto da Nino Graziano Luca, direttore artistico del progetto “Bellezze d’Italia”. Tra gli ospiti chiamati a salire sul palco, oltre alle dieci (due hanno dato forfait perchè influenzate) splendide ed italianissime modelle (nella foto), spiccavano l’attore Giorgio Pasotti e la di lui bellissima compagna Nicoletta Romanoff – anche lei attrice ed in dolce attesa- (nella foto con il cronista), la scrittrice Hélène Blignaut (autrice del libro che ha dato il titolo al talk show stesso), le stiliste Chiara Boni e Tiziana Sabbatucci per Tilù, il direttore di “Extra Tv” Alessandro Rostagno e Micaela Foti, cantante reggina purosangue da poco reduce dalla trasmissione televisiva “Ti Lascio una Canzone” su RaiUno.
Interessante l’andamento del talk show – corredato dalle immagini di fantastici dipinti e sculture di Botticelli, Michelangelo, Tiziano e Canova, dalle foto di Gianni Berengo Gardin, dai filmati sul Balletto e l’Opera “La Traviata” e dall’esibizione di quattro danzatori in costume e sottofondo musicale prettamente Rinascimentale – e culminato con la presentazione del Calendario 2010 di “Bellezze d’Italia” realizzato dal fotografo Max Botticelli.
Il conduttore della serata e del talk show, ha aperto lo spettacolo con una ben precisa dichiarazione d’intenti e, se vogliamo, d’amore verso il nostro Paese: “Il calendario – ha detto – è stato da noi inteso quale veicolo per manifestare la nostra italianità. Volevamo, infatti, dimostrare quale e quanto sia il nostro orgoglio di essere italiani.” Ad apertura del dibattito, chiesto ad Alessandro Ristagno il suo giudizio sulla bellezza, lo stesso eccentrico critico/direttore ha risposto: “Quando si ha di fronte una qualunque cos che si definisce “bella”, questo altro non è che un giudizio espressione dell’esperienza di chi la guarda. La bellezza, in senso assoluto, si mantiene tale sempre resistendo al mutare delle cose ed al passare del tempo.” Intervenendo sull’argomento, Tiziana Sabbatucci, dal suo punto di vista di stilista, ha sostenuto come “la moda sia lo strumento, il veicolo, attraverso il quale l’individua si aiuta a migliorarsi (o, anche, al peggiorarsi viste le innumerevoli volte in cui abbiamo pensato “ma quello/a, ce l’ha uno specchio a casa?”).”
La splendida sera è culminata, poi, in un sublime gala dinner grazie all’eccelsa capacità culinaria dello chef dell’Uliveto Principessa, allietato ancora da balli in perfetto stile Rinascimentale (tanto nei costumi dei danzatori quanto nella musica) a cui ha fatto da contraltare l’esibizione della reggina Micaela Foti con la sua voce calda ed al contempo ferma e decisa a seconda delle tonalità e dei brani eseguiti
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Herta Muller Nobel per la Letteratura

L'ACCADEMIA SVEDESE: «HA SAPUTO DESCRIVERE IL PAESAGGIO DEI DISEREDATI»
La scrittrice tedesca di origine romena fuggì dal regime di Ceausescu: si rifiutò di collaborare con la Securitate.

Il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origine romena Herta Müller (nella foto). Nata il 17 agosto 1953 a Nitchidorf, in Romania, figlia di contadini della minoranza tedesca degli svebi, la scrittrice, poetessa e saggista è nota per la descrizione della dura vita sotto il regime comunista di Ceausescu.

Nel 1987 fuggì dalla Romania insieme al marito dopo essere stata licenziata nel 1979 (era traduttrice di tedesco) perché si era rifiutata di collaborare con la Securitate, la famigerata polizia segreta del regime. Dopo aver perso il lavoro, per guadagnare qualcosa faceva la maestra d'asilo e dava lezioni private di tedesco. Il suo primo libro stampato in Romania (Niederungen), ma scritto in tedesco, apparve solo in una versione censurata nel 1982. Quando finalmente riuscì a ottenere dalla Securitate il dossier di 914 pagine che la riguardava, Herta Müller scoprì che veniva definita «un pericoloso nemico dello Stato da combattere». Il suo nome in codice non era più Herta, ma «Cristina» alla quale venivano addebitate «distorsioni tendenziose della realtà del Paese». Attualmente Herta Müller vive a Berlino e dal 1995 è membro dell'Accademia tedesca di letteratura. Il suo ultimo libro tradotto in italiano è Il paese delle prugne verdi (Keller editore 2008). Nella motivazione, l’accademia di Stoccolma dice che il premio è andato alla Müller perché con «con la concentrazione della sua poesia e la franchezza della sua prosa ha saputo descrivere il paesaggio dei diseredati». Herta Müller è un'autrice molto nota in Germania e in tutta Europa, dove prima del Nobel ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1994 ha vinto il Premio Kleist, nel 2003 il Joseph Breitbach e l'anno dopo il Konrad Adenauer. Nelle sue opere Herta Müller ha rappresentato gli aspetti più crudi del suo ambiente: la miseria e l'arretratezza culturale della minoranza tedesca del Banato svevo e della situazione politico-sociale della Romania, con un riferimento particolare alla disperata condizione delle donne costrette a subire oltre al giogo politico anche il ricatto sessuale che veniva comunemente praticato all'interno delle fabbriche, la rivolta che ha abbattuto il regime di Ceausescu, ma anche il disorientamento provato in seguito all'emigrazione in Germania. Tra le sue opere tradotte in italiano, si ricordano Una mosca attraversa un bosco dimezzato (Fuoricampo ed.), una novella in Racconti di scrittrici austriache e tedesche (Avigliano), Bassure (David Editori Riuniti, 1987) è la traduzione della sua prima opera Niederungen del 1982, In viaggio con una gamba sola (Marsilio, 1992). Quest'anno Herta Müller ha partecipato a Mantova al Festival della letteratura.

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