Reggio di Calabria: venerdì 11 EPNA e TCI presentanto la I^ edizione di “Bandiere arancioni nel Parco Nazionale d’Aspromonte”

(243) L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Touring Club Italiano presentano la I^ edizione dell’iniziativa “Bandiere arancioni nel Parco Nazionale d’Aspromonte”.

 

Bandiere arancioni è il marchio di qualità turistico ambientale assegnato dal Touring Club Italiano alle località dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti che dimostrano di saper conservare, valorizzare e promuovere le proprie risorse turistiche, senza compromettere l’ambiente, il paesaggio e nel rispetto delle esigenze delle comunità ospitanti. Bandiere arancioni intende stimolare la crescita sociale ed economica del territorio attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo. Alla conferenza stampa di presentazione che si terrà domani Venerdì 11 Luglio alle ore 10 presso la sala G. Levato di Palazzo Campanella, Interverranno: Giuseppe Bombino, Presidente, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte; Tommaso Tedesco, Direttore, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte; Marco Girolami, Direttore Strategie territoriali, Touring Club Italiano; Giuseppe Zampogna, Presidente, Comunità del Parco; Chiara Parisi, Responsabile Ufficio Comunicazione, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

 

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Reggio di Calabria: Dacci una zampa, prima adozione al canile occupato di Mortara

(245) A meno di tre giorni dall' inizio dell' occupazione del canile di Mortara di Pellaro – la struttura di proprietà del Comune di Reggio Calabria, inaugurata nel lontano 2008 e mai entrata in funzione, che i volontari dell' associazione onlus Dacci una zampa hanno occupato per rispondere all'emergenza randagismo -,

 

il primo cucciolo recuperato ha trovato casa. "La nostra Nora, cagnetta di un paio di mesi salvata insieme ai suoi fratellini da una situazione di degrado ed indigenza, ha trovato una casa che finalmente sia solo sua e una famiglia che la accolga" fanno sapere i volontari dell'associazione quasi increduli per quanto appena successo. Costretta nei primi mesi di vita a dividere uno spazio angusto con altri trenta cani di ogni taglia e dimensione, Nora è stata una delle prime ospiti del canile occupato di Mortara, dove ha ricevuto le prime visite e cure, ha imparato a conoscere le coccole, ha avuto il primo vero approccio con gli umani. Un approccio fortunato. Una delle ragazze, arrivate al canile semplicemente per dare una mano al pari delle centinaia di reggini che fin dal primo giorno hanno mostrato appoggio e solidarietà all'associazione, ha incontrato Nora e ha deciso di darle una casa. "Cose del genere ci ripagano di tutti i sacrifici e ci mostrano che siamo sulla strada giusta – dicono i volontari -. Un'adozione in tempi così rapidi e anche oltre ogni nostra più rosea previsione".

 

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Reggio di Calabria: Dacci una zampa occupa il canile di Mortara “I Commissari decidono di… non decidere”

(242) Riceviamo e pubblichiamo. "Decide di non decidere la terna commissariale riguardo l'occupazione del canile municipale di Mortara di Pellaro, la struttura di proprietá del Comune di Reggio Calabria, inaugurata nel 2008 e mai entrata in funzione, che i volontari dell'associazione onlus Dacci una zampa hanno occupato nei giorni scorsi per rispondere all'emergenza randagismo in città.

 

All'esito del tavolo tecnico convocato in mattinata  fra i commissari – Gaetano Chiusolo, Giuseppe Castaldo, Carmelo La Paglia- la dirigente delle Politiche ambientali Carmen Stracuzza, e altri funzionari fra cui il dottore Massimo Gurnari responsabile del servizio veterinario dell'Asp, nessuna decisione al riguardo è stata adottata ma stando  a indiscrezioni, la triade commissariale non avrebbe per nulla gradito l'iniziativa dell'associazione, divenuta negli ultimi anni un punto di riferimento per il recupero dei randagi in città, e starebbe valutando l'ipotesi di uno sgombero. Al contempo però nessuna soluzione sarebbe allo stato al vaglio per affrontare l'emergenza randagi, tanto meno per collocare i cani che in questi giorni i volontari dell'associazione hanno già recuperato, assistito e curato a proprie spese. A Reggio e in provincia non esistono nè canili sanitari, nè rifugi pubblici in cui ricoverare i cani e da quando la struttura di Taurianova ha dovuto sospendere tutte le convenzioni con le amministrazioni pubbliche a causa di un'interdittiva antimafia, in tutta la provincia è emergenza. Nella peggiore delle ipotesi,  i cani rischiano un trasferimento in massa nel canile lager di Sant'Ilario dello Jonio, già finito al centro delle cronache nazionali per le pessime condizioni igienico- sanitarie. "Come attivisti e volontari – fanno  sapere da Dacci una zampa – ribadiamo che la nostra non è una sfida alle istituzioni, ma solo la dimostrazione nei fatti di come  basti poco per mettere a disposizione della comunitá una struttura che è di proprietá della comunità stessa. A Reggio esiste un problema randagismo e noi ci stiamo mettendo a disposizione per risolverlo. A nostre spese abbiamo iniziato i lavori di ripristino della struttura, i nostri volontari stanno impegnando tempo ed energie per rimettere il canile in condizione di funzionare. La nostra attività qui, non si mischia con quella dell'associazione, i nostri cani rimangono nel piccolo rifugio di Cataforio, mentre qui abbiamo iniziato a dare alloggio e cure ai tanti cani vaganti che quotidianamente ci segnalano". Per adesso, continuano i volontari, "non possiamo che registrare l'enorme appoggio e solidarietà che ci stanno mostrando Reggio e i reggini. Dall' inizio dell'occupazione almeno un centinaio di persone si sono presentate al canile di Mortara con un sacco di mangime per i cuccioli o semplicemente per dare una mano, dimostrando maggiore sensibilità di chi i questi anni si è avvicendato alla guida delle istituzioni e si è disinteressato del problema".

 

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Unioncamere Calabria: a Lamezia Terme (CZ) lunedì 14 il forum dell’economia regionale

(241) Si svolgerà il prossimo 14 luglio 2014, a partire dalle ore 10.00, presso la Sala Conferenze di Unioncamere Calabria – sita in Lamezia Terme in Via delle Nazioni, 24 – il Forum dell'Economia Regionale, l’evento regionale di presentazione dei dati più significativi e rappresentativi dell’economia calabrese.

 

Interverranno: On. Jole Santelli Camera dei Deputati – Componente XIV Commissione permanente, Lucio Dattola Presidente Unioncamere Calabria, Luigi Fedele Assessore regionale Politiche Euro-mediterranee Internazionalizzazione, Michele Trematerra Assessore regionale Agricoltura e Foreste, Demetrio Arena Assessore regionale Attività Produttive, concluderà i lavori Antonella STASI Presidente f.f. Regione Calabria.Per ragioni logistiche è gradita la pre-registrazione da inviare entro venerdì 11 luglio 2014 a Unioncamere Calabria tramite fax 0968.53491 oppure tramite e-mail: segreteria.generale@unioncamere-calabria.it.

 

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Confapi Calabria: assemblea dei soci

(240) Si è riunita nella giornata dell’8 luglio l'assemblea dei soci della Confapi Calabria, coordinata dal presidente regionale Francesco Napoli, per costituire la filiera relativa al settore sanità.

 

All'assemblea della filiera Confapi Sanità Calabria erano presenti i componenti del direttivo regionale Antonio Falbo, Roberto Bonofiglio e Marco Zicca, nonché il vice presidente vicario del settore ICT Mariella Politano, la segretaria generale Rossana Battaglia e la responsabile organizzativa Valentina Noto. Tra le imprese del settore presenti, sono stati nominati i rappresentanti della filiera: Candida Tucci presidente; Marcella Bartucci, Emanuela Greco ed Antonio Castiglione vice presidenti; Celeste Luz Perez segretario generale. Il presidente Confapi della Calabria Francesco Napoli ha espresso al nuovo presidente della Confapi Sanità Candida Tucci ed al nuovo direttivo i più sinceri auguri di buon lavoro, auspicando un incisivo lavoro di squadra a favore di un comparto che più di ogni altro ha una rilevanza sociale ed un impatto sul territorio che richiedono una gestione attenta ed oculata.

 

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Intimidazione al Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: l’Associazione “Apromonte in movimento onlus” si schiera con Bombino

(238) "Riteniamo molto grave il gesto intimidatorio avvenuto ieri sera nei confronti del Presidente dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte Giuseppe Bombino. Un gesto che come Associazione Aspromonte in Movimento ci sentiamo di condannare con forza, esprimendo piena solidarietà e vicinanza al Presidente Bombino per quanto fatto in questi anni alla guida dell'Ente Parco.

 

Da parte nostra, in qualità di cittadini ma anche di operatori sociali all'interno dell'area del parco, riteniamo di voler difendere un'istituzione democratica fondamentale per lo sviluppo della nostra montagna. A Bombino chiediamo di proseguire sulla strada del cambiamento, dichiarandoci disponibili a qualsiasi iniziativa intenda intraprendere sulla scia di uno sviluppo necessario per il nostro territorio".

 

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Intimidazione al Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte: Zampogna “La Comunità del Parco esprime vicinanza incondizionata a Giuseppe Bombino”

(236) “La Comunità del Parco, in tutte le sue componenti, esprime incondizionata vicinanza al Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, vittima del secondo atto intimidatorio nel giro di pochissimi mesi.

 

Nel condannare un gesto vigliacco e assurdo che colpisce tutti noi, vogliamo incitare il Presidente Bombino a non demordere nel suo puntuale e partecipato agire quotidiano, perseverando in quella che fino ad oggi è stata la sua attività alla guida dell’Ente Parco. Durante questo suo primo anno di Presidenza noi sindaci abbiamo trovato in Bombino un interlocutore attento, disponibile, sempre pronto a recepire le istanze provenienti dalle comunità aspromontane privilegiando il dialogo e la presenza su tutto il territorio. Le numerose azioni amministrative già portate a compimento e quelle altrettanto prestigiose in fase di programmazione, rendono merito al lavoro collegiale che il Presidente Bombino in piena sintonia con la Comunità del Parco sta portando avanti nel solo ed unico interesse di tutelare e conservare la biodiversità aspromontana e costruire elementi di un possibile sviluppo naturalistico per l’intero territorio”. *Presidente della Comunità del Parco.

 

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Reggio di Calabria: “ReactionCity”, dal 20 luglio al 2 agosto la città diventa laboratorio

(237) ReactionCity è un progetto di Social Innovation urbana che viene proposto a Reggio Calabria con la direzione di Consuelo Nava, Fabio Mollo e Basilio Foti, che trasformerà la città di Reggio Calabria in una città-laboratorio dal 20 luglio al 2 agosto 2014.

 

Giovani impegnati in attività di Urban Makers, attraverso la produzione di progettualità, visioni, video, contest fotografici, racconteranno la città in alcuni suoi luoghi sensibili proiettando e registrando re-azioni delle comunità coinvolte che abitano i luoghi scelti, sollecitate dalle pratiche informali sugli spazi e di iniziativa sociale animate dai Social Makers, quali associazioni, laboratori, movimenti, gruppi che aderiscono al progetto. Si produrranno "azioni brevi per cambiamenti lunghi”, si punta a formulare un'agenda urbana che proponga la costruzione sociale della città e che metta a disposizione di tutti i cittadini una positiva visione di cambiamento con sguardi differenti, proeittandola nelle modalità e nelle pratiche con cui si progettano le città verso Europa 2020. L'idea è di svolgere un workproject con esperienza sui luoghi e di produrre un docufilm con la regia di Mollo con lo staff degli Urban Makers ed il protagonismo dei Social Makers e delle comunità e dei luoghi coinvolti. Le adesioni al progetto per gli Urban Makers sono aperte fino a giorno 10 luglio. Il primo incontro di linking, per i Social Makers è fissato per giorno 8 luglio 2014 ore 17.30 presso lo spazio HOP a Reggio Calabria. Nei prossimi giorni il progetto verrà presentato ufficialmente alla città, con tutte le adesioni e le attività condivise in questi giorni di preparazione. In questi giorni si è aperto lo spazio di comunicazione affidato a Danilo Emo e Luca Assumma, attraverso il sito e la pagina Facebook dedicata, sui cui vi sono tutte le informazioni e gli aggiornamenti. Per info: www.reactioncity.com.

 

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Infrastrrutture, questioni irrisolte e da risolvere

(232) “Alcune battaglie devono essere condivise. La Calabria con i suoi due milioni di abitanti dovrebbe essere considerata un’unica grande città, invece, il rischio di sempre è che i territori si ignorino, quando addirittura non siano protagonisti di tristi guerre tra poveri. Una delle battaglie che è certamente cruciali per l’intera regione è quella da portare avanti per ottenere degli standard europei in materia di trasporti.

 

A Catanzaro è partita una protesta alla quale dobbiamo aggregarci, se vogliamo ottenere la giusta visibilità nazionale. La linea ferroviaria ionica, che avrebbe la potenzialità di diventare un percorso turistico ed archeologico unico, per bellezza e ricchezza, unico al mondo, sta per essere completamente cancellata. All’area ionica vengono riservati poi altre difficoltà, dovendo sopportare  la obsoleta, rischiosa, indecente Strada statale 106. Con questa strada, e senza linea ferroviaria vuol dire obbligare intere comunità a percorrere una strada che per  491 km è a  scarsa luminosità, in pessimo stato, con una insufficiente attività di manutenzione e con l’elevato tasso di mortalità annuo,  è la quarta strada in Italia per incidenti per chilometro e per numero di morti per 100 incidenti. Dunque, la nostra arteria principale, presenta il più alto tasso di mortalità per chilometro registrato su tutte le strade italiane. Ecco come viviamo, ed ecco anche  come lasciamo che ci abbandonino,  senza mai fare massa critica, anzi. Perché se penso agli inutili progetti riguardanti l’aeroporto di Sibari, o il ponte sullo stretto, mi rendo conto che la colpa è anche di chi rimane in silenzio. Dobbiamo pretendere di essere trattati come cittadini e non come sudditi. Ci si sente impotenti e sconfortati, se si pensa, che l’aeroporto di Crotone avrebbe avuto un ruolo strategico nella mobilità dei cittadini calabresi dell’area ionica, senza necessità di costruirne uno ex novo, invece resta in una condizione di stand-by dalla quale non sembra si possa uscire. Nonostante le innumerevoli parole, siamo di fronte a questi disastri politico-istituzionali. Basta in tal senso dare un’occhiata ai numeri che Assotrasporti rende pubblici ogni anno. Dati  che riguardano i tre aeroporti calabresi e la loro vitalità relativa al “movimento passeggeri”. Nel 2012, a pieno regime, l’aeroporto crotonese  si attestava al  +42,3%, con un picco di Agosto 2012 del +48,9%. Non ho le competenze per discutere i motivi per i quali nel frattempo l’aeroporto di Lamezia e quello di Reggio Calabria risultavano invece in perdita, quello che mi interessa è che vi sia l’opportunità per le comunità delle diverse province calabresi, ricadenti nell’area ionica, di avere infrastrutture moderne per loro stessi e per quanti dovranno raggiungerci. Altrimenti resteranno vani e senza senso tutti i progetti sul futuro turistico e di valorizzazione delle peculiarità di questi territori. Ugualmente potrebbe dirsi del porto che ogni tanto viene usato per attrarre l’attenzione dei  meno attenti, piuttosto che per capire e mettere in piedi il progetto da destinare a quest’altro piccolo gioiello inutilizzato, abbandonato, dimenticato. L’assurdo è che sono tutte, quelle appena elencate, infrastrutture esistenti. Certo,  alcune  hanno bisogno di essere valorizzate, altre ammodernate, altre ancora hanno necessità di essere riportate in vita. Ma non dobbiamo costruire nulle, abbiamo tutto eppure, siamo una regione povera e disastrata. Io invece sogno che in questi anni possa davvero esserci una classe dirigente responsabile, che abbia in mente un disegno strategico. Esempi di tal genere non vanno cercati neanche troppo lontani. Altre regioni del Sud, penso alla Puglia ma anche alla Basilicata, stanno lavorando per migliorare la loro immagine e riuscendoci con innegabile successo. Le analisi però, devono servire a trovare soluzioni.  In questo caso la soluzione sta nel disagio che viviamo, che deve essere la spinta dal basso utile anche a chi in Parlamento ci rappresenta. Saranno loro a dover pretendere, per nostro conto, che ci sia una parità tra i cittadini italiani. La privatizzazione non può cancellare il democratico diritto alla mobilità di ognuno di noi. L’interesse economico deve trovare il suo limite nelle nostre legittime pretese”.

 

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Ente Parco, avviata l’attività di prevenzione e spegnimento incendi boschivi

(230) Tutelare la natura prevenendo gli incendi attraverso la fattiva sinergia con le associazioni del territorio: con questo intento l'Ente Parco Nazionale d'Aspromonte ha pubblicato l'avviso per la manifestazione d'interesse per l'attività di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi per la stagione estiva 2014, da parte delle Associazioni di volontariato di Protezione civile mediante i Contratti di Responsabilità.

 

L’azione delle Associazioni verrà integrata coinvolgendo i coltivatori diretti singoli o associati e gli imprenditori agricoli che svolgeranno l'attività di avvistamento nei terreni di loro competenza. L’Ente Parco convocherà nei prossimi giorni una riunione con le associazioni interessate per avviare un proficuo confronto sul tema della lotta agli incendi boschivi, consapevole che in questi anni la collaborazione Parco-Associazioni ha fornito risposte di grande efficacia. E’ possibile consultare e scaricare l’avviso completo attraverso il sito internet dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte al link: http://www.parcoaspromonte.gov.it/albo-on-line/bandi/. *Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte.

 

 

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Reggio di Calabria: Comi “Azzaro, il Tribunale non è un ritrovo balneare”

(229) Riceviamo e pubblichiamo. "Fa sobbalzare la notizia di una giornalista, Angela Azzaro, ed ancor più che un quotidiano cui appartiene la abbia pubblicata concedendone ampio spazio.

 

La notizia sarebbe che il Presidente del Tribunale di Brindisi dott. Francesco Giardino ha firmato una nota protocollo che vieta di indossare minigonne, abiti troppo scollati e trasparenti, short  e ciabattine. L’autrice si dichiara ‘scandalizzata’ (lei!) scagliandosi contro la saggia decisione del Presidente del Tribunale. Veramente stupefacente, non la decisione del Presidente del Tribunale, bensì quella della sig.ra Angela Azzaro a cui verrebbe la pena di rammentare che il Tribunale non è un ritrovo balneare, ma una austera (o lo era?) istituzione dove non ci si attende di imbattersi in ‘quattro amiche e/o amici al bar’. Nessuno ovviamente si sogna di vietare le minigonne o gli abiti succinti che ognuno, compresa la Azzaro, se preferiscono, possono sfoggiare, nelle occasioni più preferite, lontano però dai Tribunali e dagli uffici pubblici. Ma come far capire (sic), aggiunge, al presidente del Tribunale, ‘declassato’ a signor Giardino “che qui di increscioso e poco decoroso ci sono solo queste ‘decisioni’” (sic!). Se invece la sensata circolare del dott. Giardino venisse trasmessa in ciascun Tribunale ed applicata, si contribuirebbe a formare al contrario una corretta ‘giurisprudenza’, in merito. Con buona pace della Azzaro e di chi le ha dato cotanto spazio". *Avvocato.

 

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Catona di Reggio di Calabria: Nuova Solidarietà, domani confronto con il Presidente della Provincia Raffa su “Reggio Città Metropolitana tra dubbi e certezze”

(228) La prossima edizione del format della redazione 'In Cammino', avrà come ospite il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa.

 

"Giovani in Campo" si terrà domani, mercoledì 2 luglio alle ore 19.00, presso il salone della Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore, a Catona. Il tema del confronto, aperto alla cittadinanza, sarà "Reggio Città Metropolitana tra dubbi e certezze". Un momento di confronto con "In Cammino", ma soprattutto con l'intera comunità, rivolto ad accorciare, per quanto sia possibile, le distanze tra cittadini e Istituzioni. *Ufficio Stampa Nuova Solidarietà.

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Liberi di Ricominciare: Toscano “La politica è l’arte del possibile”

(231) "Chi non ha mai commesso errori? E chi tra i politici eletti o nominati non ha mai sbagliato? Credo che la risposta sia fatale, cioè è importante ravvedersi e soprattutto che non c’è obbligo di perseverare verso percorsi nefasti.

 

Purtroppo per chi si è indebitamente ingrassato fino ad oggi, prosciugando le risorse destinate al Popolo, è più difficile ripetersi, grazie alle Leggi introdotte dagli Uomini di Stato ed al sacrificio delle loro vite, poiché quando lo Stato possiede la volontà, ogni cosa diventa reale e verificabile, “la politica è l’arte del possibile”. In una Società che è in continuo mutamento non c’è più il tempo delle lunghe attese, i cambiamenti sono già in atto prima ancora che ci siano flebili segnali; e soprattutto, l’esistenza di un’alternativa è data già dalla percezione che essa possa esistere. Il Movimento “Liberi di ricominciare” scaturisce proprio dalla consapevolezza della realtà, e dalla forte voglia di eviscerare le complicazioni burocratiche ed artefatte dalla vetusta ed inutile malapolitica. E’ tempo di guardare oltre le appartenenze, utili esclusivamente a chi ha interessi nel dividere la Comunità in lobby, categorie, caste o clan, per restare sempre a galla, strumentalizzando così ogni tipo di intervento dall’alto degli scranni del potere, attuando scriteriati metodi autoreferenziali e fisiologicamente antitetiche alle volontà e necessità dei contribuenti. E’ la loro parola che decide le sorti di una neo coppia di coniugi, che determina l’aumento ingiustificato delle tasse, che impone labirintiche fasi burocratiche anche ad una semplice pratica per avviare una nuova impresa; è interesse loro la tutela di carrozzoni funzionali a prosciugare denaro pubblico, denaro del Popolo; sono i neo politicanti sostenuti dai vecchi che gozzovigliano sugli sprechi degli apparati statali, economici e finanziari, che corrompono ed istigano alla complicità per soggiogare persino le strutture sanitarie, infischiandosene della vita o della morte dei degenti. Sono loro che hanno abbracciato queste cause contro noi Italiani, e sarà doveroso da parte degli Italiani esprimersi per estirpare questa accozzaglia di incapaci e mercenari! Liberi di ricominciare ha tra i principi fondanti, il dovere morale e civile di risollevare l’anima del popolo, coinvolgendola appieno e facendola centro della vita quotidiana ed occhio interessato alle sorti di tutti i Cittadini. Stiamo costruendo passo dopo passo, non una squadra per vincere un torneo, ma una rete sociale, scevra da risibili ed ormai obsoleti “colori politici”, siamo il Movimento che si impone un nuovo metodo di vivere la Politica e quindi la vita vera, diffondendo alla comunità il messaggio avanguardista che libera l’uomo dai vecchi sistemi diabolici dei Partiti, considerando che non sappiamo più quali “parti” essi dovrebbero tutelare e garantire! E’ nostra la vocazione di infondere nell’animo del cittadino, la volontà di sforzarsi ad avere nuovi occhi per affrontare insieme non una campagna elettorale, ma un percorso di vita fondato sull’autodeterminazione, il rispetto delle differenze, della legalità, dell’educazione e della giustizia sociale. Solo con questa prospettiva si avrà luogo ad un profondo e radicale cambiamento, all’evoluzione di una comunità che dovrà essere non legata ad un Comune, ma che senza dubbio alcuno potrà orgogliosamente definirsi Comunità d’Italia; protesa a migliorarsi avendo perfetta contezza che tale mutamento, non sarà altro che la Rivoluzione e Resurrezione di una realtà uccisa dai “politicanti di borgata”, che hanno indotto i cittadini a credere che la via giusta, fosse quella di fare esclusivamente gli interessi delle proprie corti rionali o lobbistiche, infischiandosene delle regole, della dignità e delle necessità complessive! Gli stessi “politicanti di borgata” che subito dopo aver infangato e vilipeso la nostra amata Reggio, dall’avvento dei Commissari nel nostro Comune sciolto per continuità e contiguità mafiosa, non hanno atteso un istante per camuffarsi, riciclarsi in altri baracconi, o per chi ci è riuscito, a concedersi il lusso servendosi di posizioni istituzioni, ad allontanarsi fisicamente dai nostri territori, dalla nostra Gente e soprattutto dalle loro vere ed ignobili responsabilità. Liberi di ricominciare non si occupa di interessi o velleità dei politicanti, non è un’ancora di salvezza per chi non ha fatto carriera con la politica, o per chi vuole continuare a farla! non è alla merce del volere di un singolo individuo, poichè il Movimento stesso è irrorato da persone libere e propositive, lontane da dogmi ideologici o succubi di venerazioni stucchevoli; Liberi di ricominciare è il Movimento che giorno dopo giorno, coinvolge il singolo cittadino per compiere tutti insieme, un passo dopo l’altro, la resurrezione del più bel km d’Italia". *Direttivo Liberi di Ricominciare.

 

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Mosorrofa di Reggio di Calabria: Ferrara (Liberi di Ricominciare) “Servono soluzioni fattibili per il recupero e la valorizzazione delle aree periferiche”

(209) Ogni qualvolta il camper del Movimento Liberi di Ricominciare fa tappa in una zona periferica della città, per i residenti è sempre motivo di festa.

 

“Quando raggiungiamo i territori periferici, non solo portiamo allegria ai residenti che ci accolgono con grande gioia, ma finalmente diamo una concreta speranza a tutti quei cittadini oramai stanchi e delusi  dal vecchio modo di far politica. Siamo orgogliosi di constatare che attraverso segnalazioni pervenute sulla nostra pagina facebook o direttamente nella sede di via Argine destro Calopinace, la gente ci vuole, la gente ci chiama, la gente desidera un nostro intervento. Queste richieste consacrano l’operato di dirigenti e attivisti del movimento sempre pronti a dar seguito alle istanze dettate dai territori. Affrontiamo i problemi, combattendo a mani nude, contro una “sorda” triade commissariale che non si preoccupa minimamente di come la nostra Reggio sta morendo”. Il camper di Liberi di Ricominciare continua il suo tour facendo ieri tappa a Mosorrofa. Dopo la promessa fatta lo scorso gennaio durante un’assemblea popolare sulla TARES, il Movimento Liberi di Ricominciare ed il suo Presidente Paolo Ferrara mantengono l’impegno preso e ritornano nuovamente a Mosorrofa, per la seconda volta, con l’obiettivo di “studiare” una serie di problematiche che affliggono non solo la comunità, ma l’intero comprensorio pedemontano. “Mentre qualche “nano” della politica fa a gara per tentare di occupare ambite poltrone di Palazzo, noi con grande umiltà stiamo a contatto con la gente per ascoltare e tentare di ridare (finalmente) dignità a tutti quei territori abbandonati “vittime” di scellerate scelte da parte di incapaci. I cittadini sono stanchi delle belle parole, a Reggio servono i fatti!!! Abbiamo raccolto l'invito di Pietro Marra, Presidente del Movimento Autonomo Alternativo e siamo ritornati a Mosorrofa perché, sembrerà strano, ma in politica c’è anche chi mantiene le promesse, e noi di Liberi di Ricominciare le promesse le manteniamo. Con l’amico Pietro, in perfetta sinergia, “combattiamo” quotidianamente le incapacità amministrative di una triade commissariale che non solo non conosce, ma addirittura non ama i nostri territori. Abbiamo un obiettivo: vogliamo valorizzare le periferie ridando decoro a tutti quei territori oggi in stato di totale abbandono”. Percorrendo le strade di Mosorrofa con gli esperti Tonino Branca e Domenico Cozzupoli abbiamo “studiato” alcune clamorose incompiute: soldi e soldi pubblici stanziati e non saputi utilizzare. Ci siamo fermati in una zona denominata Bofano, dove era stata approvata e finanziata la realizzazione di un impianto sportivo. Quest’opera rappresenta il più grande sperpero di denaro pubblico che le precedenti amministrazioni hanno investito su questa area, senza in alcun modo tener conto di problematiche ben più importanti che oggi, più che mai, affliggono l’intera comunità ed il comprensorio pedemontano. L’area in questione, oggi, si presenta in uno stato di totale abbandono, degno di uno dei servizi della nota trasmissione televisiva “Striscia la notizia”. Tale area necessita un’immediata riqualificazione ed uno studio di fattibilità sulla concreta realizzazione dell’opera appaltata. Con l’ausilio dei nostri tecnici, presto consegneremo ai commissari, responsabili di questo degrado, le reali condizioni in cui questo territorio versa in uno stato di totale abbandono, proponendo soluzioni possibili e soprattutto soluzioni fattibili, necessarie per il recupero e la valorizzazione di quest’area utile all’intera collettività.

 

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Dopo 16 anni la Cassazione pone fine al calvario del cittanovese Vincenzo De Moro. Era stato arrestato nel 1998 per associazione a delinquere di stampo mafioso

(210) La vicenda giudiziaria del cittanovese Vincenzo De Moro ha avuto inizio nel novembre del 1998 quando lo stesso, insieme ad altri nove coimputati, è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso quale presunto affiliato alla “cosca Albanese”,

 

clan operante tra i territori di Cittanova e Molochio ed in faida per molti anni con la cosca rivale dei Facchineri, e volto ad ottenere, avvalendosi della forza intimidatrice promanante dal vincolo associativo e dalla condizione di assoggettamento ed omertà, la gestione ed il controllo delle attività economiche private esistenti in quel territorio ed ottenendo, attraverso l’attività estorsiva, ingiusti profitti a favore dei propri associati. Per tale contestazione ha subito una custodia cautelare in carcere dal 4 novembre 1998 al 25 ottobre del 2000 ed un processo che è durato ben 16 anni. Al De Moro, in particolare, era stato contestato il rapporto di contiguità con uno degli esponenti del della “ndrina”, Mario Vernì, dal quale, a giudizio della Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, sarebbe derivata la prova della sua appartenenza all’associazione. Lo stesso era considerato il custode delle armi del clan poiché, precedentemente, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Taurianova avevano rinvenuto, in un immobile di sua pertinenza, numerose armi, munizioni e polvere da sparo ritenute nella disponibilità della cosca Raso-Albanese. Al termine del giudizio di primo grado il De Moro, difeso dall’avvocato Antonino Napoli del foro di Palmi (nella foto), era stato assolto dall’accusa di associazione mafiosa nonostante la richiesta di condanna del Pubblico Ministero della Distrettuale Antimafia. Successivamente, però, la Corte d’Appello di Reggio Calabria, accogliendo l’appello del Pubblico Ministero aveva riformato la sentenza di primo grado e lo aveva condannato quale partecipe dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta. Avverso la sentenza di condanna l’avvocato Antonino Napoli aveva proposto ricorso in Cassazione evidenziando che la motivazione della sentenza di condanna difettava in ordine agli elementi idonei a far ritenere che il De Moro fosse affiliato, e pertanto partecipe, della “cosca Albanese”. La Cassazione ritenendo fondato il ricorso del difensore aveva annullato la sentenza della Corte di Appello, disponendo un nuovo giudizio davanti un’altra sezione della Corte di Appello di Reggio Calabria. Nel giudizio di rinvio la Corte ha ritenuto di derubricare il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso in quello di favoreggiamento, dichiarato prescritto. Non condividendo neppure quest’ultima sentenza l’avvocato Antonino Napoli ha proposto ricorso in Cassazione e la sesta sezione penale della Suprema Corte, ritenendo fondate le doglianze difensive, ha annullato ancora una volta la sentenza della Corte di Appello assolvendo definitivamente Vincenzo De Moro con la formula “perché il fatto non sussiste”.

 

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Reggio di Calabria: Colletta Alimentare Straordinaria, i dati in Calabria

(208) Centomila sono i chilogrammi di prodotti alimentari raccolti in Calabria durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare Straordinaria, svoltasi sabato 14 giugno e promossa dalla Fondazione Banco Alimentare.

 

Anche questa chiamata "straordinaria" ha registrato una generosa e pronta risposta di tanti cittadini in favore di chi “ha bisogno”. Oltre 25mila kg sono stati raccolti nella nostra provincia. Desideriamo ringraziare tutti con le parole di uno dei tanti volontari. «Anche questa Colletta si è conclusa. Ed anche questa volta dico grazie – riflette Paolo – Grazie per esperienza commovente ed umana, grazie a tutti i volontari, ai nuovi che si sono aggregati e a quelli che per diversi motivi non ci sono potuti essere, ai supermercati che ci hanno ospitato, alla gente che ha dato poco o molto, non ha importanza, grazie a chi non ha voluto o potuto dare, grazie agli amici di sempre ed al solito,  ed immancabile, amico brontolone…Grazie a Dio per permettermi di esserci ricordandomi sempre con questo gesto che la carità e la generosità non muoiono mai. Neanche in tempo di crisi». Nel frattempo i volontari del Banco Alimentare si augurano che nel più breve tempo possibile si rendano operative le azioni programmate dall'Europa per un reale sostegno sociale sempre più necessario.

 

 

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Mutui da usura e abusi delle banche, prosegue l’azione dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria

(206) Modifiche dei contratti all’insaputa del contraente, spese aggiuntive a sorpresa e tassi usurari, sono solo alcune delle insidie per chi apre un conto corrente o chiede un finanziamento bancario, inoltre vengono omesse deliberatamente le informazioni sui diritti di cui godono i risparmiatori, impedendo ad essi di avvalersene, perché gli istituti di credito fanno di tutto per tenerli nascosti.

 

Lo constatiamo quasi tutti i giorni, afferma Andrea Cuoco, responsabile dello Sportello Anti Usura dell’Unione Nazionale Consumatori, nell’assistere i cittadini che si rivolgono alla sedi o agli sportelli dell’associazione. Tempi duri per le banche coinvolte sempre più in innumerevoli procedimenti giudiziari di carattere civile e penale per l’applicazione di tassi usurari su mutui, conti corrente, leasing, ecc. E finalmente il muro del silenzio che avvolge l’operato delle banche comincia a sgretolarsi, mostrando qualche timida crepa iniziale, e’ notizia di questi giorni infatti che la Procura di Trani ha chiuso una maxi indagine per usura che vede coinvolte 62 persone, tra cui dirigenti della Banca d’Italia e del Ministero del Tesoro, nonché vertici ed ex vertici di Unicredit, Banca di Roma, Bnl, Monte dei Paschi di Siena e Banca popolare di Bari. Secondo il Pm i dirigenti di Bankitalia e del Tesoro «consapevolmente e volontariamente (quanto meno con dolo individuale) concorrevano moralmente con i vertici delle banche nei delitti di usura dagli stessi materialmente commessi». L’Unione Nazionale Consumatori Calabria che da anni sta assistendo gli utenti bancari che contestano l’applicazione di tassi usurari, fa sapere l’Avv. Saverio Cuoco, seguirà da vicino l’evolversi della vicenda e le vicende giudiziarie che si svilupperanno dall’indagine e intende costituirsi parte civile nel processo penale. Da circa un anno stiamo assistendo diversi cittadini che hanno contestato alle Banche l’applicazione di interessi usurari. Di particolare nostro interesse sarà anche la valutazione delle responsabilità degli Organi di Vigilanza. Sembrerebbe impossibile che le banche applichino dei tassi usurari ed infatti fino a qualche tempo addietro, qualsiasi utente avesse chiesto alla propria banca se gli interessi applicati dalla stessa fossero in regola  con la soglia usuraia, si sentiva rispondere dai propri funzionari nella maggior parte dei casi, che  era praticamente impossibile che una banca applicasse un tasso superiore a quello usuraio, perché tale soglia viene costantemente monitorata con programmi che bloccano in automatico eventuali tassi non in linea. Ed è per questo che molti imprenditori e cittadini non prendevano in considerazione l’idea dell’usura, pensando di dover confrontare semplicemente il tasso applicato dal proprio istituto di credito con quello stabilito trimestralmente dalle autorità competenti e pubblicato dalla Banca d’Italia. Ma non è così e la recentissima sentenza della Corte di Cassazione n° 350 del 2013 ha aperto scenari nuovi sul mondo bancario finora riservato a pochi addetti ai lavori. Da anni, infatti, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, cerchiamo di tutelare i consumatori dal fenomeno dell’usura bancaria, ma oggi grazie anche a tale recente sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, abbiamo uno strumento in più ed un precedente giuridico importantissimo da poter utilizzare, anche in sede giudiziale, qualora siano riscontrati interessi usurari nei singoli contratti. Per determinare infatti il tasso d’usura bisogna quindi in virtù di tale sentenza citata,  inserire tutte le somme addebitate dalla banca ai propri clienti, tra spese, penali, interessi di mora, commissioni, remunerazioni, polizze, ecc, e l’ammontare complessivo rappresenterà la quota precisa che dovrà determinare il cosiddetto “tasso effettivo globale ”, se questo è superiore al tasso soglia, il rapporto si considera usuraio,  con la conseguente possibilità per numerosi cittadini di ottenere la restituzione degli interessi non dovuti già versati e corrispondere per il futuro la sola quota capitale. Sia ben chiaro con tale sentenza, non si annulla il contratto di mutuo nel suo aspetto complessivo, ma solo gli accordi inerenti gli interessi, prosegue Andrea Cuoco, il che non è di poco conto, perché, come si legge nella sentenza citata  350/2013, «si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori». Ciò significa che, se le banche hanno applicato tassi superiori alla soglia imposta dai limiti di legge, i contratti di mutui stipulati in seguito alla legge antiusura del 96 potranno essere rivisti sulla base di questa sentenza. I cittadini e le imprese potranno così richiedere l’annullamento degli interessi sui contratti dei mutui e, se avviate, il blocco delle relative procedure giudiziarie in seguito al mancato pagamento delle rate. A chi ha stipulato un mutuo conviene rivedere la documentazione e verificare il corretto comportamento della banca che è tenuta alla restituzione delle somme percepite in modo indebito. Chiamata in causa direttamente su tale argomento dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, la Banca d’Italia, che stabilisce i tassi che devono essere rispettati dalle banche, rimanendo laconica afferma: “la Banca d’Italia  presta la massima attenzione alle problematiche connesse al fenomeno dell’usura, fornisce collaborazione alle Autorità impegnate nella prevenzione e repressione di comportamenti illegali, ed è costantemente impegnata a sensibilizzare gli intermediari circa il rispetto delle vigenti disposizioni in materia, mentre rispetto alle singole posizioni contrattuali, non rientra fra le competenze di questo Istituto, la risoluzione di eventuali controversie essendo la verifica dell’usurarietà dei tassi applicati e le conseguenti valutazioni di carattere civile e/o penale rimesse esclusivamente al vaglio dell’Autorità Giudiziaria”. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha attivato da anni lo sportello Anti Usura che attraverso un pool di esperti composto da avvocati, consulenti tecnici ed esperti del settore bancario che lavorano in assoluta sinergia, procedono ad un’accurata analisi della documentazione bancaria e la conseguente predisposizione di una perizia tecnica che evidenzi le anomalie contabili e la presenza del reato di usura soggettiva ed oggettiva, che consente a chiunque abbia un fido con la propria banca, un mutuo ultradecennale, un contratto di leasing o perfino una cartella esattoriale esosa e ha la sensazione che non siano state rispettate le norme di legge, di ottenere una pre-analisi gratuita dei propri contratti bancari e/o finanziari, finalizzata alla verifica del puntuale rispetto della vigente normativa in materia, permettendo così l’avvio di una procedura di richiesta di restituzione di quanto è stato indebitamente versato in più agli istituti di credito. In particolare dalle risultanze dei  controlli effettuati su circa 5.000 tra mutui, conti –corrente, leasing, ecc.ecc. è emerso che la prevalenza delle criticità vengono riscontrate nei contratti di mutuo  che presentano delle pattuizioni usurarie nei tassi moratori, a volte inoltre, nel documento di sintesi nella voce relativa ai tassi moratori è presente la dicitura “ Modalità di calcolo 365/360”. L’azione dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria si estende a 360 gradi e molti Istituti di Credito come:  Unicredit, Barclays, Che Banca, Banca Popolare di Crotone, Monte dei Paschi di Siena, Micos Banca, Abbey Bank, Banca Popolare dei Due Mari, Ubi Banca, UCB, Banca Carime, Banca Popolare, CariParma, Banca Nuova Gruppo Banca Popolare di Vicenza, Deutsche Bank, Prestitalia, Agos, Carifin, Intesa San Paolo  sarebbero  incorsi nello stesso errore nonostante la Circolare ABI inviata a tutti gli associati nel lontano 2001 mettesse in guardia gli stessi a controllare gli interessi moratori. Nel 10% dei casi analizzati l’accordo con gli Istituti di Credito coinvolti, viene raggiunto già nella fase di mediazione, attraverso la sottoscrizione delle parti interessate di un verbale che costituisce titolo esecutivo. Negli altri casi, si procede con l’ausilio di avvocati, tra cui l’Avv. Maria Vittoria Falzea, legale dell’associazione, esperti e consulenti vari a promuovere in sede giudiziaria le relative azioni a tutela degli interessi dei risparmiatori. Si procede così in ambito giudiziario, esaminando caso per caso ed agendo sia  in sede civile (circa 30 citazioni in giudizio) che penale (circa 10 querele), attraverso il coinvolgimento delle Procure della Repubblica che in molti procedimenti si sono attivate repentinamente attraverso indagini accurate tuttora in corso, per verificare la sussistenza dei presupposti del reato di usura. Chiunque volesse reperire ulteriori informazioni potrà rivolgersi all’Unione Nazionale Consumatori Calabria, collegandosi al sito www.uniconsum.it o contattando il numero telefonico 0965/24793. *Presidente Regionale Unione Nazionale Consumatori.

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: Comi “Vivace l’udienza per la querelle Labate-Scopelliti”

(207) La querelle tra il già Governatore Giuseppe Scopelliti e l’imprenditore Franco Labate ha registrato una vivace ed animata udienza, nel contraddittorio delle parti e dei rispettivi legali Avv. Francesco Comi difensore della parte civile e l’Avv. Aldo Labate difensore dell’imputato che deve rispondere di diffamazione aggravata

 

nei confronti del noto imprenditore per averlo tacciato quale “balordo” in una affollatissima conferenza stampa, indetta dallo stesso Governatore, che si era sentito “offeso”, in quanto da una intercettazione tra il Labate ed altro soggetto emergevano, secondo le risultanze delle intercettazioni, un gito di “malaffare” all’interno del Comune di cui all’epoca Giuseppe Scopelliti ne era il Sindaco. Quindi all’udienza l’imprenditore Franco Labate veniva sottoposto ad un fuoco di fila di domande da parte del P.M.  di udienza, dall’avv. Comi difensore di parte civile e dall’Avv. Aldo Labate, ed alle quali l’imprenditore replicava energicamente, visibilmente scosso. L’Avv. Comi nel proprio intervento richiedeva al Labate di esporre al Tribunale la sua storia personale e professionale, nonché della sua famiglia, storica impresa al servizio del Comune di Reggio Calabria, e su domanda del P.M., quale fosse stata la sua reazione nell’apprendere di essere stato pubblicamente tacciato di essere un “balordo”, il Labate difendeva la sua posizione dicendo come all’epoca, addirittura avesse  subito degli “scherni” da parte di conoscenti ed amici, e fosse indicato alla pubblica  “gogna”. L’avvocato della difesa lo sottoponeva a delle domande, tendenti al contrario, ad evidenziarne la sua poca affidabilità quale persone ed imprenditore, suscitando le vivaci reazioni sia del Labate che dell’Avv. Francesco Comi, il quale si opponeva a tali domande, da ritenersi “fuori luogo e fuori tema” e rammentando a sé stesso” come l’imputato non fosse il proprio assistito, bensì il già governatore. In particolare l’Avv. Comi si chiedeva e chiedeva, se alla luce della intercettazione da cui emergevano “malaffari” al Comune l’allora Sindaco avesse proposto denuncia nei confronti del Labate, o chicchessia,  senza ottenere risposta.  Il Giudice  d.ssa Ursula Ripepi, ammetteva le prove richieste dalla difesa  e dall’accusa e rinviava all’udienza del 23.01.2015 per sentire i testi indicati dalla Procura.

 

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Reggio di Calabria: Labate querela Scopelliti, domani l’escussione del querelante

(204) Riceviamo e pubblichiamo. Il già Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti tornerà alla ribalta delle aule di giustizia del tribunale di Reggio Calabria per rispondere della accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell’imprenditore reggino Franco Labate,

 

difeso dall’avv. Francesco Comi, domani 13 giugno. Come si ricorderà nel corso di una affollatissima conferenza stampa indetta dal già governatore presso l’aula “Levato” in riferimento ad una conversazione intercettata in cui il Labate insieme ad altre persone lo indicavano come persona vicina alla lobby politico-mafiosa che gestiva gli appalti del Comune di Reggio Calabria, all’epoca in cui Scopelliti era Sindaco, lo tacciava di essere un “balordo” e di andare a vedere di quale persona fosse. Da qui la denuncia-querela del difensore del Labate avv. Francesco Comi ed il conseguente rinvio a giudizio della Procura della Repubblica. Nel corso della precedente udienza veniva ammessa la costituzione di parte civile con richiesta di danni quantificata in euro 100,000,00. All’udienza del 13 giugno è prevista l’escussione dell’imprenditore Franco Labate, appartenente ad una delle più note e storiche famiglie di imprenditori della città, da sempre fiduciaria del Comune di Reggio Calabria e costruttrice del Palazzetto dello Sport negli anni '70 a tempo di record.

 

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Reggio di Calabria: sabato 14 la colletta alimentare diventa “straordinaria”

(203) La colletta alimentare diventa “straordinaria”. Per la prima volta in diciassette anni la giornata nazionale della colletta alimentare raddoppia. La crisi generale e la riduzione dei prodotti aiuto Ce, hanno portato la fondazione “Banco Alimentare”, unitamente alla sua rete regionale, a rivolgersi a volontari e cittadini per attutire un’emergenza, quella alimentare, in costante aumento.

 

Sabato 14 giugno i volontari, muniti di apposita pettorina gialla, affolleranno, in tutto lo Stivale, gli ingressi di supermercati e ipermercati aderenti a un’iniziativa, ormai divenuta must della solidarietà nell’ultimo sabato del mese di novembre. Ai cittadini che si recheranno nei punti vendita verrà consegnata una busta di analogo colore e loro, se lo vorranno, potranno dimostrare la loro solidarietà acquistando prodotti non deperibili (olio, tonno, carne in scatola, pasta, riso, etc) che subito dopo il “Banco alimentare” potrà distribuire tra tutti i suoi enti convenzionati (parrocchie e associazioni che aiutano gli indigenti).Anche Reggio Calabria aderisce all’iniziativa. A delineare modalità e obiettivi dell’evento di sabato, ieri mattina nella sala biblioteca di palazzo Foti, hanno pensato: il direttore generale dell’associazione Banco Alimentare della Calabria, Gianni Romeo; il presidente del Centro servizi al volontariato, Mario Nasone; la presidente diocesana dell’associazione San Vincenzo De’ Paoli, Gabriella Gangemi. Prima di loro, a invocare sinergia senza tralasciare la critica istituzionale, ha pensato il presidente della Provincia, Giuseppe Raffa. «Mancano le risorse che venivano un tempo trasferite dallo Stato – la constatazione del numero uno di palazzo Foti – Se questo è un punto su cui occorre cominciare a riflettere, l’altro obiettivo è quello di sollecitare le amministrazioni, dalla Regione ai Comuni, senza escludere noi dell’amministrazione provinciale, a rendersi promotori di un’iniziativa che vada a sostegno dei più bisognosi e degli ultimi. Il terzo settore, che è ben più ampio rispetto a quest’iniziativa, meriterebbe ben altro dallo Stato. Qui si taglia tutto, dalla cultura al terzo settore. Così il momento difficile diventa drammatico se si taglia proprio laddove bisognerebbe intervenire. Condividiamo un percorso insieme – la chiusura di Raffa – sarà meno duro». A spiegare come si articolerà la giornata di sabato, invece, ha pensato Romeo. «L’iniziativa si svolgerà come è ormai consuetudine da diciassette anni. Questa è straordinaria, considerata la straordinaria emergenza che viviamo in Italia. Si tratta di un’emergenza – ancora Romeo – che non ha un volto cruento come una catastrofe naturale. Ha un volto molto più discreto. Parliamo di persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena: molti di loro fanno solo un pasto ogni due giorni. È una situazione grave che colpisce anche tantissimi bambini». Poi la richiesta di attenzione alle istituzioni tutte, a partire dal governo italiano. «L’Europa ha varato il nuovo Fondo, che però richiede procedure diverse rispetto a prima. Il governo italiano è ritardo, mentre gli altri stati membri sono già attivi e hanno iniziato a lavorare. Contiamo, dopo questa estate, di avere il piano operativo per l’Italia. In questo frangente, però – ammonisce Romeo – non possiamo lasciar da sola la gente in difficoltà. Chiediamo a tutti di recarsi davanti ai supermercati e di lasciar qualcosa, di prodotti non deperibili, ai volontari». A patrocinare l’iniziativa ci sarà anche il Centro servizi al volontariato. A esprimere il punto di vista delle associazioni federate al banco alimentare ha pensato il leader Csv, Mario Nasone. «Siamo doverosamente al fianco del banco alimentare – esordisce Nasone – La colletta è stata sempre un momento in cui ogni persona si è fatta carico dei bisogni dell’altro. Anche noi invitiamo a essere generosi. Nello stesso tempo, non possiamo accettare il fatto che la povertà sia un fatto ineluttabile. Il messaggio del 14 giugno non è solo alla comunità che è sempre stata generosa. Purtroppo questa società ha permesso la crescita della povertà e c’è uno “spread” tra la classe politica e la sensibilità della gente comune. Da parte delle istituzioni non c’è una risposta adeguata al dramma della povertà. Il problema non è dare finanziamenti al terzo settore, ma quello di garantire diritti alla gente. Ci aspettiamo che dalla Regione, già dal prossimo assestamento di bilancio, ci sia una risposta in questa direzione». Sabato prossimo l’associazione “Banco alimentare” chiederà un contributo straordinario di solidarietà, la speranza è che la comunità risponda con la stessa generosità che quest’associazione dimostra per 365 giorni all’anno.

 

 

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