Crotone: il Presidente del Consiglio provinciale Proto adisce alle vie legali contro chi ha utilizzato Facebook per ledere la sua dignità

(295) “In seguito agli avvenimenti dei giorni scorsi il Sottoscritto Dott. Benedetto Proto ha dato incarico all'Avv. Giuseppe Gallo, del Foro di Crotone, dopo avere raccolto tutte le informazioni necessarie, di verificare le opportune azioni legali nei confronti di tutti i soggetti che hanno preso parte alla discussione avviata sul social network Facebook dai profili "Marrelli Hospital" e "Vogliamo il Marrelli Hospital a Crotone"

 

con precisa valutazione sia della validità delle opinioni espresse da tutti gli utenti coinvolti, sia dei toni con le quali le stesse sono state esposte, alcune delle quali ritenute lesive ed offensive della dignità e della libertà di espressione di libero cittadino e di rappresentante istituzionale quale è il sottoscritto. Ho, inoltre, affidato al legale la valutazione dell'arbitrario ed ingiustificato attacco nei confronti di mia moglie, la Signora Rossana Caccavo Proto esplicitando alcuni fondamentali aspetti. In primo luogo, facendo riferimento all'intervento del profilo "Lista Scopelliti Crotone" che, nonostante non dovrebbe essere partecipe alle questioni riguardanti una lavoratrice ed un'azienda del Gruppo Marrelli, pare che voglia comunque evidenziare inesattezze, volendo ignorare che la Signora Proto è stata reintegrata sul suo posto di lavoro sulla scorta di un provvedimento emesso dal Tribunale di Crotone e che fino ad eventuale successiva decisione, il Gruppo Marrelli, che pare stia tanto a cuore a questa lista elettorale, deve prendere atto di avere torto nella vicenda che la riguarda. In tal senso, risulta incomprensibile e fuori luogo che una lista elettorale che porta il nome dell'ex Governatore della Regione Calabria si occupi di tali argomenti e che lo faccia anche con acredine e dileggio di una giornalista calabrese. Così come appaiono offensive le allusioni circa eventuali cattivi suggerimenti e "uscite stampa" che la Signora Proto possa aver dato al sottoscritto, così come si è affrettato ad ipotizzare "Marrelli Hospital" e "Vogliamo il Marrelli Hospital a Crotone". In tal senso mi corre l'obbligo di evidenziare di non aver bisogno di suggerimenti, ed anche se tra me e mia moglie vi fosse un rapporto di supporto professionale, tenendo conto che la Signora Proto ha svolto il ruolo di addetto stampa e di portavoce per diversi soggetti politici oltre  che di parlamentari e senatori della Repubblica, riteniamo che questo non debba essere in alcun modo di interesse di altri soggetti, che non hanno neanche la compiacenza di parlare in nome proprio ma che si limitano a celarsi dietro profili collettivi a nessuno direttamente riconducibili. Ancora, riteniamo essenziale ricordare che entrambi, il sottoscritto nella sua qualità di esponente politico e di Presidente del Consiglio  provinciale di Crotone, la Signora Proto in qualità di giornalista, da anni ci occupiamo di argomenti concernenti i problemi ambientali ed i relativi problemi causati dall'inquinamento della città di Crotone come l'incidenza e l'aumento delle malattie neoplastiche e tumorali tra la popolazione di cui facciamo parte. Il sottoscritto  impegnandosi anche oltre il proprio ruolo, l'altra conducendo inchieste ed approfondimenti giornalistici per TV regionali e quotidiani regionali. Non certo per ledere gli interessi di qualche imprenditore, verso il quale non nutriamo alcun rancore personale, ricordando che mia moglie  sta semplicemente facendo valere i suoi diritti fondamentali riconosciuti nel nostro Paese. I nostri comportamenti, sono soliti rispondere solo ed unicamente  al nostro impegno sociale e morale che entrambi sentiamo di avere e di volere assumere. Oltre a tutto ciò, ancor più sgradevole ci è apparsa la presunzione di chi ha con estrema superficialità affermato che il sottoscritto non conosca il problema vissuto dai pazienti oncologici e che per questo non abbia il diritto di discuterne o di occuparsene. Senza voler dire dei nostri problemi personali, il Sottoscritto  si limita a chiedere il silenzio a chi non conosce alcuna verità, ma che pare invece convinto di possedere il verbo sulla sua vita e su quella della sua famiglia, infine, il sottoscritto  ritiene e ribadisce di aver chiesto per se è per i suoi concittadini qualcosa che ogni comunità dovrebbe pretendere ed avere garantito, ossia un servizio sanitario pubblico efficiente, senza per questo voler inficiare progetti paralleli ma suppletivi che riguardano il servizio sanitario che può garantire il privato”. * Presidente Consiglio Provinciale Crotone.

 

 

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Lamezia Terme (CZ): Centro Studi Aletheia “Revisione della spesa: una nuova tegola su Lamezia?”

(293) Si apprende dal sito www.lamezialive.it, che riporta quello del Governo, che da una lettura del “rapporto sulle società partecipate degli Enti Locali” emesso dal gruppo di lavoro Cottarelli anche due società partecipate dal Comune di Lamezia Terme (Lamezia Multiservizi e Lamezia Europa) hanno risultati gestionali negativi.

 

Le tavole pubblicate dal sito ministeriale dedicato alla revisione della spesa (http://revisionedellaspesa.gov.it/documenti.html) danno un quadro avvilente delle società lametine: la Lamezia Multiservizi con una perdita certificata nel 2012 di 697.519 con un ROE negativo quasi del 20%; la Lamezia Europa con una perdita, sempre nel 2012, di € 356.654. Dal bilancio della Lamezia Multiservizi (questo scaricabile direttamente dal sito http://www.lameziamultiservizi.it/) si evince che nel corso del 2013 la situazione si è ulteriormente aggravata poiché il conto economico presenta una perdita netta di € 754.019,00. Alla luce di questi dati, ci sembra opportuno fare una considerazione e porre una domanda. Il Centro Studi Aletheia non può non prendere atto che i risultati riportati negli ultimi anni hanno causato e stanno continuando a causare un ulteriore consistente aggravio per le casse comunali di Lamezia.  Tali somme, infatti, sarebbero potute essere messe a disposizione della collettività, o attraverso un aumento dei servizi e/o delle prestazioni sociali, oppure attraverso un minore aggravio delle imposte municipali, che, come noto, sono oramai caratterizzate dalle aliquote massime consentite dalla legge. Ma se è vero il famoso aforismo “A pensar male si farà peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”, la domanda che si pone è ancora più netta. Se è vero che il Piano Cottarelli nel “rapporto sulle società partecipate degli Enti Locali” “…propone una strategia di riordino con l’obiettivo di ridurre il numero delle partecipate “da 8.000 a 1.000” nel giro di un triennio, di favorirne l’aggregazione e lo sfruttamento di economie di scala e, anche per questa via, di migliorarne l’efficienza, con benefici per la finanza pubblica” e se è vero che l’aggregazione avrà ad oggetto società partecipate in perdita che operano in settori analoghi con medesime finalità preferibilmente nella stessa provincia, non è che un’ipotesi del genere avrebbe come conseguenza una gestione dei servizi (attualmente eseguiti dalla Lamezia Multiservizi e dalla Lamezia Europa) svolta direttamente da una società provinciale con sede a Catanzaro, in quanto capoluogo di provincia? Gli indicatori appena indicati lasciano intravedere la concretezza di tale ipotesi, posto come certificato l’aggravio delle perdite della Multiservizi e l’ipotesi concreta della realizzazione degli accorpamenti previsti dal Piano Cottarelli. Sarebbe il caso di parlarne ora, piuttosto che inseguire le emergenze.

 

 

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Reggio di Calabria: il periplo dell’Italia a piedi. Belliere premiato alla Provincia

(294) Il periplo dell’Italia a piedi. È questa l’ultima avventura di Alessandro Belliere, splendido ottantenne ma anche tra i primi cinquanta alpini-paracadutisti italiani, che il 9 giugno scorso è partito da Ventimiglia con l’obiettivo di circumnavigare l’Italia e che chiuderà la sua impresa titanica, zaino in spalla, il prossimo 24 ottobre a Trieste, dopo aver percorso circa 4.600 chilometri, distribuiti in 137 tappe.

 

Questo pomeriggio Belliere, di ritorno dalla Sicilia, ha toccato Reggio Calabria, dove, nel pomeriggio, alla Provincia, il consigliere Pierpaolo Zavettieri, gli ha consegnato una targa che possa ricordare la sua sfida 2014. «Arriverò a Trieste il 24 ottobre prossimo, nel giorno del mio ottantunesimo compleanno – spiega Belliere a margine della cerimonia di premiazione a cui ha preso parte anche l’associazione nazionale paracadutisti di Reggio Calabria – percorrendo 4.626 chilometri in 137. Voglio far capire alle persone anziane, come me, che dentro si può essere ancora giovani e che, se si sta bene fisicamente, alla nostra età si può fare ancora sport». Soddisfatto Zavettieri che ha fortemente voluto il passaggio di Belliere dal palazzo storico della Provincia. « Belliere è un brillante e sano esempio di come un corretto stile di vita possa essere praticato anche in quella che è definita come la terza età. Ci auguriamo – afferma il consigliere provinciale – che possa avvicinare la città e i non più giovanissimi allo sport». Orgogliosi di ospitare Belliere in città, anche i paracadutisti. «Abbiamo l’onore – le parole del vicepresidente Antonio Nucera – di avere come ospite Belliere, uno dei primi alpini paracadutisti e splendido esempio di atleta in grado di performance inimmaginabili per molti giovani».

 

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Il Centro Cristiano del Mediterraneo prosegue il percorso del Movimento PACE

(292) Il Centro Cristiano del Mediterraneo, che si ispira ai più autentici valori cristiani, intende operare rifacendosi e continuando proficuamente il percorso politico del Movimento PACE.

 

L’impegno nel volontariato, l’attenzione costante e fattiva verso i più deboli, gli emarginati, i disoccupati, gli immigrati e tutte le persone in stato di svantaggio sono temi di grande rilevanza sociale che appartengono alla nostra comunità  cristiana, il cui fondatore, il Pastore Gilberto Perri, ci ha lasciato quale preziosa eredità, e per i quali tutti gli aderenti al Centro si prodigano quotidianamente con tutte le loro energie. Nella società attuale, dove parte della politica sembra interessata più alla pratica dell’illegalità che al raggiungimento del bene comune, è necessario che tutti i portatori dei valori cristiani, sia singolarmente che in forma associata, contribuiscano, con le idee e con l’ impegno partecipativo, a ripristinare gli autentici valori guida della politica. Il Centro Cristiano del Mediterraneo non vuole e non può sottrarsi a quest’impegno cristiano e, pertanto, ha deciso di dare un contributo alla politica per recuperare i valori cardini della società civile e realizzare, pertanto, un modello sociale in sintonia con i bisogni della collettività.

 

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ANVA Confesercenti: aprire un confronto con Regione e Comuni per il rilancio del commercio su aree pubbliche, per una tassa equa del pagamento suolo pubblico e per una più incisiva lotta alla contraffazione ed all’abusivismo commerciale

(290) Il commercio su aree pubbliche, rappresenta una fetta importante della distribuzione commerciale in Calabria, con circa 5.000 imprese (pari a circa il 12% del totale delle aziende iscritte) e con oltre 10.000 addetti.

 

Il Presidente Provinciale ANVA Confesercenti Domenico Borrello ed il Direttore Rosario Antipasqua richiamano l’attenzione su questo particolare  settore commerciale, che ha rappresentato la prima forma di commercio al mondo, ed è uno degli elementi di maggiore socialità nel nostro paese. Oggi in un momento di crisi economica e occupazionale, L’ambulantato costituisce uno dei maggiori ammortizzatori sociali del nostro Paese e della ns regione, l’andamento del numero delle imprese (nell’ultimo anno ha avuto un saldo positivo di oltre 100 imprese), è inversamente proporzionale all’andamento economico. Diminuisce nei momenti di sviluppo economico e aumenta in momenti di crisi. Eppure la forte crisi economica che sta vivendo il paese  non ha certo tralasciato il nostro settore, il quale trattando prevalentemente prodotti del settore alimentare e dell’abbigliamento sono quelli che maggiormente hanno subito la contrazione dei consumi. Il problema economico, si è aggiunto a tutti quelli che gravano su questo comparto e che sono diventati molto grossi, tali da compromettere il corretto svolgimento delle attività. Abusivismo. La presenza dell’abusivismo commerciale non può essere tollerato in virtù di un errato senso di solidarietà umana  Come ANVA esprimiamo un plauso e apprezzamento all’iniziativa “Spiagge Sicure” voluta dal governo. Fisco. All’eccessiva pressione fiscale che grava su questo settore, dagli studi di settore sino ai canoni o tasse per l’occupazione del suolo pubblico che sono elevati al massimo per far quadrare i bilanci comunali, senza tener conto del grave stato di crisi economica che grava sulla categoria. Alla mancanza di Aree attrezzate per lo svolgimento dell’attività che vuol dire certezza del posto di lavoro e porre fine a tutti i trasferimenti assurdi che le Amministrazioni Comunali effettuano molte volte anche contro legge. Alla concorrenza sleale che il settore dell’ortofrutta sta subendo da parte dei produttori agricoli, che avendo un regime fiscale agevolato, possono vendere i prodotti a prezzi più bassi. L’ANVA Confeswercenti chiede che nell’ambito del redigendo Testo Unico Regionale per il Commercio, occorre una particolare attenzione alla parte riguardante Commercio su Are Pubbliche. Occorre regolamentare l’introduzione del DURC. Questa documento non deve essere uno strumento vessatorio nei confronti della categoria, ma uno strumento snello, che affidato ai Centri di Assistenza Tecnica permetta il censimento di tutte le attività commerciali su Aree Pubbliche che attualmente operano nella nostra Provincia e in Calabria. Per affrontare il contenimento dei costi sarà necessario  aprire un confronto con i Comuni e costituire dei Consorzi pubblico/privato che diventino strumenti da mettere in campo per affrontare tali problemi. Mediante una nuova  gestione dei mercati sia giornalieri che settimanali, si possono recuperare risorse sia per gli operati che per le amministrazioni comunali, garantendo trasparenza, legalità e regole certe per tutti. L’ANVA Confesercenti propone alla  Regione l’utilizzo di risorse per la realizzazione e  lo sviluppo delle aree pubbliche attrezzate per la crescita  dei mercati e la sicurezza dei cittadini sia sanitaria che pubblica. * Presidente e ** Direttore.

 

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“Una lotta x per la vita” onlus: a fine settembre il progetto “A casa in sicurezza” perchè in Calabria è possibile un’altra sanità

(291) Una nuova alba è pronta a sorgere nel panorama sanitario Calabrese. Un’altra Calabria in sanità è ancora possibile. La Calabria non è solo terra di negligenza medica o di diagnosi tardive e spesso errate, non è solo terra di omissione diagnostica e terapeutica. La Calabria e’ anche regione di eccellenza medica ed infermieristica. La Calabria ha tutte le carte in regola per proporsi nel panorama nazionale come la Regione che e’ pronta ad invertire la tendenza dell’ emigrazione sanitaria, che tanto ha costato e tanto danno ha provocato alla comunità.

 

La Calabria è pronta a giocarsi la scommessa della vita,  che sicuramente la porterà a fare delle tante vite spezzate tante vite salvate. L’input arriva da Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza e porta il timone di una onlus. Tenuto conto che il servizio sanitario nazionale garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, le cure presso il proprio domicilio, in considerazione del fatto che il  Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità, con patologie in atto o esiti delle stesse, percorsi assistenziali nel proprio domicilio denominati “cure domiciliari” consistenti in un insieme organizzato di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi, necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita, nasce a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, per  volontà dell’associazione “Una lotta x la vita” onlus, presidente nazionale Gabriele Montera, una vera e propria task force della speranza. Una speranza di vita per un miglioramento della qualità della vita. Basta ospedali o cliniche, curarsi nella propria casa e vicini all’affetto dei propri cari è per moltissimi casi possibile. Le cure domiciliari si integrano con le prestazioni di assistenza sociale e di supporto alla famigli se il bisogno clinico-assistenziale viene accertato tramite idonei strumenti di valutazione multiprofessionale e multidimensionale che consentono la presa in carico globale della persona e la definizione di un progetto di assistenza individuale nello specifico denominato “A Casa In Sicurezza”. L’Associazione “Una lotta x la vita” onlus presenterà a fine settembre la propria task force per un’ assistenza domiciliare multidisciplinare, un servizio di supporto alle già esistenti adi o centri riabilitativi od ambulatori esterni in grado di garantire una adeguata continuità di risposta sul territorio ai bisogni di salute, anche complessi, delle persone non autosufficienti, anche anziane, e dei disabili ai fini della gestione della cronicità e della prevenzione della disabilità presso il proprio domicilio. Su queste basi ed in relazione sia al bisogno di salute dell’assistito che al suo livello di intensità si sviluppa l’idea “A Casa In Sicurezza“ fortemente portata avanti in questi mesi dal presidente Gabriele Montera e dalla sua onlus nazionale “Una lotta x la vita” www.unalottaxlavita.eu. La linea di indirizzo sanitario di carattere generale che si vuole dare con simile iniziativa  ha come obiettivo la sottrazione al ricovero ospedaliero di soggetti affetti da patologie suscettibili di trattamento domiciliare. Scopo finale sarà da una parte l’abbattimento dei costi sanitari, la riduzione della morbilità legata a prolungate degenze ospedaliere e dall’ altro la forte determinazione che curando a casa un paziente si è in grado di evitare l’isolamento sociale e la compromissione della qualità di vita. Il progetto dell’Associazione “A Casa In Sicurezza“ mira alla erogazione di prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socioassistenziali, rese a domicilio dell’ammalato, secondo piani individuali programmati. Per la presentazione di questa nuova rivoluzionaria proposta, e per le dovute richieste di approvazione e di convenzionamento si ci darà appuntamento il 28 settembre a Corigliano Calabro in occasione di un convegno organizzato dall’Associazione sul tema “A Casa In Sicurezza, una responsabile assistenza domiciliare a garanzia di una corretta deospedalizzazione“. Sono previsti ospiti eccellenti del panorama politico nazionale di Governo, autorevoli professori universitari e prestigiose figure professionali ma anche e soprattutto i massimi responsabili, a vari titoli, della sanità cosentina e calabrese.

 

 

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Unione Nazionale Consumatori: la corsa ATAM Gambarie-Reggio viene soppressa senza avviso. L’UNC Calabria chiede il risarcimento per i viaggiatori

(289) La soppressione senza alcun preavviso, della corsa dell’Atam del 20 agosto delle ore 17,15 ha fatto scattare l’ira dei viaggiatori che esasperati si sono rivolti all’Unione Nazionale Consumatori Calabria per chiedere il rimborso del biglietto regolarmente acquistato ed il conseguente risarcimento danni.

 

Che l’azienda municipalizzata dei trasporti Atam di Reggio Calabria non brilli per puntualità e per corretta gestione manageriale è notorio, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’associazione a tutela dei consumatori, ma quanto accaduto lo scorso 20 agosto ha davvero dell’incredibile ed infatti al momento di rientrare in città dalla ben nota località turistica di Gambarie, alle ore 17,15, gli ignari viaggiatori (soprattutto giovani), si accorgevano che senza alcun preavviso, né attraverso il sito istituzionale dell’azienda, né attraverso gli organi di stampa, l’Atam sopprimeva la corsa lasciandoli letteralmente a piedi. La decisione dell’azienda di trasporti è particolarmente grave se si considera che tutto ciò avviene in periodo estivo ed in una zona a vocazione altamente turistica come Gambarie, in questi giorni al centro di iniziative interessanti che dovrebbero contribuire al rilancio della località e incentivare l'economia stagnante, la cui immagine risulta viceversa gravemente compromessa da simili eventi negativi. Pertanto gli ignari viaggiatori, soprattutto ragazzi, che avevano scelto Gambarie per trascorrere una giornata di svago, confidando inconsapevolmente sull'affidabilità del servizio di trasporti, che li avrebbe riportati a casa puntualmente con la corsa delle 17.15, hanno atteso invano alla fermata di Gambarie, l’arrivo del bus, dopo aver tentato inutilmente e ripetutamente di contattare telefonicamente l'Atam, al cui centralino non rispondeva nessuno, mentre il numero verde  dell'azienda, alle ore 18 e 20 ancora non era stato informato della soppressione. Per far rientro in tarda serata presso le proprie abitazioni, non rimaneva altro che avvisare i propri congiunti,  i quali hanno dovuto utilizzare i mezzi propri per recarsi a Gambarie a prelevare i malcapitati viaggiatori. L'Unione Nazionale Consumatori Calabria, contattata dai viaggiatori esasperati da tale increscioso disservizio, ha inoltrato all'Atam una nota in cui chiede: 1) il motivo di tale inefficienza; 2) perchè non è stato comunicato tempestivamente agli utenti la soppressione di tale corsa; 3) che tipo di provvedimenti intende assumere nei confronti dei responsabili di tale disservizio; 4) cosa prevede la carta dei servizi o la prassi aziendale in favore degli utenti  in occasione della soppressione di una corsa, sia in tema di comunicazioni tempestive che di risarcimento danni. Infine l’associazione di consumatori chiede il rimborso del biglietto e il risarcimento dei danni per tutti gli utenti vittime di tale disservizio. * Presidente regionale.

 

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Visualizzazione dello “stato richiesta LineaINPS”: nuova funzionalità

(288) Gli utenti che accedono, sia in modalità con PIN che senza PIN, alla sezione INPSRisponde del portale www.inps.it, possono visualizzare lo stato di lavorazione delle loro richieste LineaINPS e, se disponibile, la risposta fornita.

 

Lo stesso servizio è, inoltre, disponibile anche all’interno del risponditore automatico del Contact Center Multicanale. Infatti, chiamando il numero verde 803164 (gratuito per le chiamate da numero fisso) o il numero 06164164 (a pagamento da telefonia mobile) ed interagendo con il risponditore automatico, l’utente  può – dopo essere stato identificato dal sistema – inserire il numero della richiesta per la quale vuole conoscere lo stato di lavorazione. Il risponditore automatico comunica lo stato della richiesta e, nei casi in cui questa risulti già chiusa e sia disponibile una risposta, quest’ultima sarà inviata via mail o tramite SMS all’indirizzo email o al numero di telefono cellulare già comunicati dall’utente. * Responsabile Comunicazione.

 

 

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Reggio di Calabria: si dimettono le RSA dell’AVR

(285) Riceviamo e pubblichiamo. “Delusione, rabbia ed impotenza alla base della decisione dei rappresentanti delle sigle CGIL ed UGL di interrompere il ruolo ricoperto da alcuni anni (sicuramente tra i periodi più difficili per i dipendenti ex Leonia).

 

Riteniamo importante ricordare che dopo lo scioglimento e la messa in liquidazione della Leonia, l'allora amministratore delegato Dott. Rossi, nel passaggio di consegne tra Leonia ed AVR, aveva sottoscritto che il TFR spettante ai dipendenti venisse pagato nei termini di legge. Ad oggi questo non è avvenuto, o, per essere precisi, lo spettro del rischio default del comune di Reggio Calabria (di fatto poi non avvenuto) ha portato un notevole ritardo all' erogazione. La legittima e comprensibile preoccupazione da parte dei dipendenti e, d'altro canto, le rassicurazioni da parte dei dirigenti di palazzo San Giorgio hanno generato uno stato di poca fiducia da parte dei lavoratori nei confronti dei propri rappresentanti sindacali i quali hanno solo riportato esattamente tutte le comunicazioni ricevute dai responsabili del comune e dai liquidatori. Purtroppo però non tutti (condizionati da alcuni) riescono a capire che si può e si deve manifestare per rivendicare i propri diritti nelle sedi opportune e che non si può agire fuori dalle regole. I dottori liquidatori hanno recentemente comunicato che il TFR sarà erogato dal 2004 al 2007 mentre l'INPS, per quello che concerne la liquidazione dal fondo predisposto, dal 2007 al novembre 2013: il tutto nei termini di legge. Proprio per questo non si può interrompere il servizio di raccolta ( come richiesto da qualcuno ) e causare dei danni a tutta la comunità ed anche all'AVR ( "colpevole" solamente di erogare gli stipendi e tutte le spettanze con la massima puntualità) tra l'altro non avendo contezza che si rischiano dei procedimenti anche seri nei confronti degli stessi lavoratori. Sebbene la nostra sia stata una decisione sofferta, a fronte anche delle incomprensioni nate con i liquidatori, ci auguriamo che i nostri successori siano più capaci e soprattutto gradiremmo che i sobillatori o i capi popolo facciano un passo avanti mettendoci la faccia , il tempo , le responsabilità che ci siamo assunti  rappresentando con dignità e passione i nostri colleghi che ringraziamo per la fiducia sino ad oggi accordataci”. * RSA CGIL e ** RSA UGL.

 

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Calendario venatorio: Lunardo e De Luca (ANCa) “Stanchi delle differenzazioni tra regioni”

(287) Riceviamo e pubblichiamo. Alla cortese attenzione dell’Onorevole Trematerra, Assessore Agricoltura Foreste Caccia e Pesca, e dei  Consiglieri tutti della Regione Calabria
L’Associazione Nazionale Cacciatori (A.N.Ca.) si fa portavoce dei cacciatori calabresi sono stufi di dover notare le differenze tra Regioni.

 

La nostra consorella Regione Sicilia ha emanato un calendario venatorio con la pre-apertura al primo settembre. Vogliamo ricordare che il grande eroe Garibaldi ha unito il Regno delle due Sicilie al Regno D’Italia. Il calendario venatorio calabrese, stilato dai nostri amministratori regionali, ha diviso quanto il grande eroe ha unito. Tutto questo non fa altro che danneggiare la nostra povera economia. I seguaci di Diana si vedono costretti ad emigrare nella consorella Sicilia presso le aziende faunistiche venatorie il primo settembre. Inoltre, non riusciamo a comprendere il perché del divieto di caccia al colombaccio il giorno della apertura alla caccia il 21 settembre 2014 per poi aprirla il primo ottobre. * Segretario Provinciale e ** Segretario Regionale.

 

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INPS: cassa integrazione luglio 2014: -25% rispetto a luglio 2013. Domande di disoccupazione: -3,3% rispetto a giugno 2013

(282) Nello scorso mese di luglio, il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato di 79,5 milioni, con una diminuzione del 25,0% rispetto allo stesso mese del 2013 (106,1 milioni di ore).

 

I dati destagionalizzati evidenziano rispetto al mese di giugno 2014 una variazione congiunturale pari a -8,6% per il totale degli interventi di cassa integrazione. Dall’analisi delle singole tipologie di intervento si rileva che le ore di cassa integrazione ordinaria (CIGO) autorizzate a luglio 2014 sono state 20,2 milioni, mentre un anno prima, nel mese di luglio 2013, erano state 32,8 milioni: di conseguenza, la diminuzione tendenziale è pari a -38,3%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -42,8% nel settore Industria e a -24,0% nel settore Edilizia. Le variazioni congiunturali calcolate sui dati destagionalizzati registrano per il mese di luglio 2014 un decremento pari al -16,1% rispetto al mese precedente. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (CIGS) autorizzate a luglio 2014 è stato pari a 50,4 milioni, con un incremento del +18,0% rispetto al luglio 2013, nel corso del quale sono state autorizzate 42,7 milioni di ore. Rispetto a giugno 2014, invece, si registra una variazione congiunturale, calcolata sui dati destagionalizzati, pari a +9,6%. Passando infine agli interventi in deroga (CIGD), che risentono dei fermi amministrativi per carenza di finanziamenti, sono state 8,9 milioni le ore autorizzate a luglio 2014, con un decremento del -70,8% se raffrontati con luglio 2013, mese nel quale erano state autorizzate 30,6 milioni di ore. In questo caso, la destagionalizzazione dei dati mostra una variazione congiunturale pari al -55,9% rispetto al precedente mese di giugno. Prima di passare all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione involontaria, si ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono entrate in vigore le nuove prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria, mentre per quelli avvenuti dopo il 31 dicembre 2012 le domande sono classificate come ASpI e mini ASpI. Per quanto riguarda i dati specifici, nel mese di giugno 2014 sono state presentate 106.206 domande di ASpI, 33.935 domande di mini ASpI, 234 domande tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 8.229 domande di mobilità, per un totale di 148.605 domande, il -3,3% in meno rispetto alle 153.725 domande presentate nel mese di giugno 2013. * Responsabile della Comunicazione.

 

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Autobile Club ReggioCalabria: Martorano “Ferragosto, divertiamoci… con prudenza”

(283) Un augurio per un Ferragosto felice a tutti gli automobilisti di Reggio Calabria da parte del presidente dell’Automobile Club avv. Santo Alfonso Martorano.

 

“La tradizionale gita fuori porta è un momento di serenità a cui non si deve rinunciare” afferma il presidente “ma la parola d’ordine è “attenzione” da parte di tutti, per evitare il verificarsi di incidenti che possono purtroppo intristire il ricordo di una bella giornata di vacanza”. “La mia raccomandazione sulla cautela va soprattutto ai giovani e ai neopatentati” prosegue l’avvocato Martorano “ma comunque vale per tutti, perché, si sa, la prudenza non è mai troppa, soprattutto al volante, in una provincia come quella di Reggio Calabria, dove le infrastruttture stradali lasciano a desiderare ed il numero delle automobili in circolazione è notevole”. Da settembre partiranno nuove iniziative: l’Automobile Club mira da sempre a creare sinergie con il territorio, gli enti locali e le scuole, per promuovere una nuova cultura della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale.

 

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Confapi Sanità regione Calabria: il presidente Tucci chiede l’estensione alle pmi del credito sociale

(284) Il presidente Tucci Confapi Sanità regione Calabria richiama l’attenzione dell’Assessorato al lavoro della Regione Calabria sulla necessità di estendere il credito sociale alle pmi anche e soprattutto del settore sanita e servizi sociali della nostra Regione.

 

“La Sanità nella nostra regione è uno dei settori maggiormente colpito dalla sofferenza economica di questi tempi causata oltre che dalla crisi del settore a livello nazionale anche dai gravi e oramai costanti ritardi nei pagamenti da parte dell’Ente Regione e dalle Asp. Con conseguente perdita di posti di lavoro da parte degli operatori del settore, carenza e riduzione delle prestazioni erogate ai danni anche della salute del cittadino. In questo clima economico è assolutamente necessario estendere il Credito Sociale oggi previsto solo per le famiglie in temporanea difficoltà economica anche alle piccole e medie imprese del settore sanitario. E’ solo attraverso l’aiuto concreto alla pmi che può partire l’aiuto concreto anche alle famiglie – come già segnalato in una nota del Presidente confapi Regione Calabria, Franco Napoli  – se non si incentiva la ripresa economica dell’impresa l’aiuto economico alla famiglia rischia di diventare un mero assistenzialismo fine a se stesso  e assolutamente limitato ad un tempo molto breve. L’aiuto all’impresa invece rappresenta un effettivo intervento a favore della ripresa economica a garanzia della stabilità di servizi e posti di lavoro, pertanto un intervento di più ampio respiro di una logica di governo che premia e da risalto alle realtà produttive capaci di garantire l’autonomia dei lavoratori a lungo termine”. * Presidente Confapi Sanità Calabria.  

 

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Equitalia non si dà pace, l’avv. Comi si rivolge alla Procura della Repubblica con la richiesta di risarcimento danni

(281) Equitalia non si dà pace, né concede tregua agli utenti, neanche durante il periodo estivo, mirando nel mucchio, peraltro del tutto illegittimamente ed infondatamente, inducendo, a tal punto l’avv. Francesco Comi, nell’interesse di un proprio assistito, a proporre  i relativi ricorsi in sede civile e denunce alla Procura della Repubblica,

 

ravvisandosi i reati di omissione di atti di ufficio, abuso di ufficio, e di quant’altro verrà ravvisato. Accade che al malcapitato assistito dell’avv. Francesco Comi, vengano notificate minacciose ingiunzioni di fermo amministrativo dell’autovettura ed azioni esecutive, con richieste vessatorie in virtù di presunte somme dovute, giunte ad iperboliche cifre, senza che alcuno verifichi la veridicità. In effetti sostiene l’avv. Francesco Comi come in un caso tratta vasi di un presunto debito, rateizzato dalla stessa Equitalia ed in corso di pagamento ed in altro caso  di contravvenzione al codice della strada già annullato una prima volta dal  Giudice di Pace e di cui, ciò malgrado se ne richiede ancora il pagamento.  Non solo, a seguito di un secondo ricorso, sempre la stessa ingiunzione di pagamento, era stata sospesa dal Giudice di Pace, evidenziando, l’avv. Francesco Comi, come fosse stata inoltrata presso gli  uffici di Equitalia peraltro istanza di sgravio, senza ottenere alcuna risposta. Il “modus procedendi” della Equitalia – prosegue l’avv. Comi – spesso intimorisce l’utente, che, magari, sprovveduto e/o non in grado di reperire le relative ricevute e/o  non in grado di rivolgersi ad un legale, “abbocca” ed  è costretto soccombere, conseguendosi così un indebito arricchimento da parte di Equitalia che incassa somme non dovute. Paradosso ulteriore per come di seguito, sono le minacciose ed esose richieste, precedute dal “gent.mo signor” con cui si invita recarsi presso gli uffici per “informazioni o chiarimenti”. Laddove a secondo di quale addetto ci si imbatte, dopo estenuanti  ed umilianti file, si riceverà spesso una risposta l’una in contrasto con l’altra, creando ancor più confusione e sconforto nell’utente che non sa pi a che “santo” rivolgersi. A tal punto l’avv. Francesco Comi ritiene come, nel caso del proprio assistito, il “santo” cui rivolgersi possa individuarsi nella Procura della Repubblica e nella Magistratura civile con conseguenti richieste di risarcimento danni.

 

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Reggio di Calabria: l’Unione Nazionale Consumatori inoltra denuncia alla Procura della Repubblica sui contributi dei consorzi di bonifica

(280) Vuol vederci chiaro l’Unione Nazionale Consumatori Calabria in un campo in cui la confusione regna sovrana,  per tale motivo afferma l’avv.Saverio Cuoco presidente regionale dell’associazione, nei prossimi giorni inoltreremo un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica per le ipotesi di reato che potrebbero concretizzarsi in estorsione e/o truffa ai danni dei cittadini

 

che puntualmente ed annualmente si vedono recapitare richieste di pagamenti di contributi consortili che non hanno alcun fondamento. Occorre un riordino dei Consorzi di Bonifica ed eliminare un tributo che si è trasformato negli anni in una "tassa iniqua", "una gabella", "una ingiustificata e incomprensibile azione “vessatoria" nei confronti dei cittadini che, dai più, è paragonata ad una estorsione “legalizzata”. Non si può assolutamente tollerare che esistano enti che negli anni continuano a chiedere tributi e balzelli non legittimi ai cittadini che, invece, vanno tutelati soprattutto in una fase di recessione economica dove sono tantissimi a non arrivare a fine mese, da anni la questione del tributo dovuto ai Consorzi di Bonifica è oggetto di molti contenziosi, innumerevoli ricorsi vengono presentati dai contribuenti e non solo in Calabria, ma in tutta Italia e da più parti arrivano proposte di legge che ne chiedono l’abolizione o la rivisitazione di questi enti. I caratteri che il beneficio di bonifica deve possedere consistono in  una utilità diretta, specifica, non potenziale, può essere generale ma non generica, il beneficio deve inoltre essere incrementativo del valore dell’immobile e non può consistere in un danno evitato, infatti vale la pena di ricordare che il  “contributo” consiste in un un prelevamento obbligatorio  di ricchezza, al quale vengono assoggettate determinate persone, che si avvantaggiano in modo particolare di un’opera o di un servizio di pubblica utilità e che in base a tale definizione è necessario che le opere del consorzio creino un beneficio diretto al contribuente”. Su questa tassa “fuori tempo e fuori luogo”   che ha origini nel secolo passato in cui in Italia c’erano molte paludi che si pensò di bonificare per trasformarle in terre coltivabili, sono sorte innumerevoli liti giudiziarie a causa del groviglio di antiche norme che la circondano e tutt’ora continuano a ricevere l’avviso di pagamento, cittadini che abitano in centri urbani dove prima sorgevano terreni e che non hanno la più pallida idea di cosa si tratti e perché la stessa debba essere pagata. L’art 23 della legge regionale della Calabria 11 del 2003 alla quale si sono aggrappati per anni i vari Consorzi di Bonifica della regione per giustificare la pretesa di pagamento anche in mancanza di opere di utilità e che prevede che il contributo consortile sia dovuto per le spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dell’Ente indipendentemente dal beneficio fondiario”, è stato superato anche dalla recentissima sentenza “epocale” di aprile 2014 emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria (su ricorso dell’avv. Giuseppe Cotroneo dell’Unione Nazionale Consumatori) che ha disposto che “il  contributo consortile non spetti sempre e in ogni caso al Consorzio richiedente, poichè la norma di cui all'art. 23 è direttamente collegata a quella di cui all'art. 24 della stessa legge regionale che attiene invece alla effettiva fruizione del beneficio”. Infatti ribadiscono i Giudici Tributari, “al primo comma dell'art. 23 si legge: il contributo consortile di bonifica è costituito dalle quote dovute da ciascun consorziato per il funzionamento dei Consorzi ed è applicato secondo i seguenti criteri: a) per le spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali, indipendentemente dal beneficio fondiario; b) per le spese riferibili al successivo articolo 24, comma 1, lettera b), sulla base del beneficio. Le due quote sono parte di un unico contributo che presuppone sempre il beneficio, sicché la prima quota non ha alcun senso senza quella riferita al beneficio, che altrimenti si risolverebbe in una tassa sulla proprietà volta a finanziare – anzi a mantenere – un ente (il Consorzio di Bonifica) che non compie alcuna opera di bonifica”. Purtroppo accade, afferma l’Avv. Saverio Cuoco, che il mancato accoglimento della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria di azioni collettive su tale argomento, analogamente a quanto invece avvenuto in altre regioni d’Italia e l’importo esiguo della maggior parte di tali tributi consortili paria euro18,00 – 36,00 – ecc. non consente ai cittadini di poter accedere singolarmente alla giustizia per gli elevati costi da sostenere che superano il tributo stesso, con la naturale conseguenza che, si preferisce pagare in considerazione delle spese da corrispondere e del tempo da attendere, per ottenere una decisione favorevole. Ma poichè non e’ possibile assistere alle continue e periodiche pretese pretestuose ed infondate dei Consorzi di Bonifica, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, intende denunciare tale pratica scorretta alla Procura della Repubblica ed invita coloro che volessero reperire ulteriori informazioni o aderire a tale azione ad inviare una mail all’associazione al seguente indirizzo di posta elettronica www.consigli@uniconsum.it. * Presidente Regionale Unione Nazionale Consumatori.

 

 

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La Procura antimafia indaga Lamberti Castronuovo per calunnia aggravata da modalità mafiose nei confronti del giornalista Michele Inserra

(278) L’assessore alla legalità della Provincia di Reggio Calabria, Eduardo Lamberti Castronuovo (nella foto) , è indagato dalla Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nella qualità di sindaco di San Procopio, per calunnia aggravata dalle modalità mafiose nei confronti del giornalista Michele Inserra (nella foto), caposervizio della redazione di Reggio Calabria de “Il Quotidiano”.

 

Lamberti Castronuovo, alla presenza dei propri avvocati Nico D’Ascola e Marco Panella, è stato ascoltato stamane per circa un’ora e mezza dal sostituto procuratore della Dda, Alessandra Cerreti, in merito alla pesante reazione avuta nei confronti del giornalista che, a distanza di quarantotto ore dal caso dell’inchino della Vara davanti all’abitazione del boss Giuseppe Mazzagatti a Oppido Mamertina, ha pubblicato la notizia di un altro caso finito sotto la lente della Procura di Reggio Calabria e dei carabinieri: quello di San Procopio. Michele Inserra ha, infatti, raccontato che nel piccolo comune aspromontano, che conta meno di 600 anime, di cui è appunto sindaco Eduardo Lamberti Castronuovo, l’8 luglio scorso altre “anomalie religiose” sono state riscontrate durante la processione della statua del patrono. “A destare l’attenzione degli investigatori – ha spiegato il giornalista – è stata una fermata di qualche minuto davanti all’abitazione di Grazia Violi, la moglie di Nicola Alvaro, 80 anni. Ad un certo punto la donna si avvicina e fa la sua offerta al santo patrono davanti ad autorità civili e religiose. Non è mancato l’imbarazzo visto il risalto mediatico che aveva avuto la domenica prima della processione del martedì la processione di Oppido. Ma si è andato avanti come da programma”. “Tutti conoscono in paese e nella Piana – ha ricordato Inserra – un personaggio di spessore come Nicola Alvaro. Nel settembre del 1982 venne arrestato con l’accusa di essere stato il killer del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Secondo un testimone l’uomo di San Procopio era colui che fece fuoco la sera del 2 settembre in via Isidoro Carini, a Palermo, contro l’A112 guidata da Emanuela Setti Carraro e del generale Dalla Chiesa seduto accanto. Successivamente il testimone si rivelò inattendibile e Alvaro venne scagionato dopo un lungo tempo trascorso in isolamento nel carcere di Palmi. A difenderlo dalle accuse ci aveva pensato pubblicamente la moglie. Per Grazia Violi l’unica colpa del marito era stata quella di essere democristiano e per questo motivo veniva attaccato dai comunisti. Ma non si è mai saputo chi e perché organizzò quel clamoroso depistaggio sulle indagini che resta uno dei misteri irrisolti del «caso Dalla Chiesa». Nicola Alvaro è stato successivamente al centro di indagini della Dda sulla cosca egemone di quest’area della Piana di Gioia Tauro”. Notizie, quelle riferite allo scoop di Inserra, che il sindaco di San Procopio aveva, immediatamente, definito “baggianate”, aggiungendo di aver “seguito la processione insieme ai carabinieri, ai quali ho chiesto se c’erano luoghi dove la processione non si poteva fermare e mi hanno detto di no, altrimenti l’avrei fermata”. Lamberti ha, quindi, parlato di «soste normali, previste. E’ stato allungato soltanto per farla arrivare sotto una casa di riposo che la mia amministrazione ha aperto per dare la possibilità di vedere la manifestazione religiosa a una signora di novant’anni, impossibilitata a muoversi». Per Lamberti Castronuovo, insomma, si è trattato solo di “una montatura. Gli oboli erano raccolti da un bambino che precedeva di dieci metri la processione. La processione non si è fermata se non nei punti previsti e insieme a me c’era il maresciallo dei carabinieri, al quale ho chiesto se c’erano problemi. Mi ha risposto di no altrimenti avrei sospeso tutto”. Non contento, Lamberti ha convocato un Consiglio comunale straordinario urgente per chiedere ai cittadini “di sottoscrivere una denuncia contro il giornalista perché è una montatura. Ho filmato tutta la processione – ha incalzato – e invece lui non c’era. Noi ci inchiniamo soltanto di fronte alla legge e chi mi conosce sa che sono intransigente. Nessuno verrebbe da me a chiedere qualcosa di illegale”. Alla richiesta di “pubbliche scuse del giornalista Inserra alla comunità di San Procopio”, da effettuarsi “entro tre giorni”, il caposervizio del Quotidiano aveva risposto confermando quanto scritto nei suoi servizi. Una dura polemica che ha visto Lamberti protagonista di ripetuti attacchi al giornalista principalmente dalla sua emittente televisiva e dal sito internet ad essa collegato. Un’assurda reazione, che aveva spinto il vicesegretario nazionale della Fnsi, Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, assieme al Comitato di redazione, a contestare a Lamberti Castronuovo “il più grave degli errori: chiamare «a raccolta tutte le persone per bene» contro un giornalista, Michele Inserra, senza minimamente interrogarsi se, nell’aizzare le folle, non corra il rischio – nella terra in cui ha scelto di indossare la fascia tricolore – di armare la mano di chi il «bene» lo conosce solo nelle peggiori declinazioni di quella pseudocultura che risponde al nome di ’ndrangheta”. “Se Michele Inserra è un diffamatore – aveva ammonito Parisi – lo diranno, certamente, i tribunali ai quali l’assessore «alla legalità» si potrà rivolgere – come ha già annunciato di avere intenzione di fare – pretendendo giustamente celerità di giudizio, condanna esemplare e certezza della pena. Certezze, del resto, sulle quali, il dottor Lamberti Castronuovo può assolutamente contare, considerato che in Italia la giustizia funziona sempre quando alla sbarra siede un giornalista”. “Il percorso scelto dal dottor Lamberti Castronuovo – aveva aggiunto Parisi – lascia, però, a dir poco esterrefatti. Nel ventilare il risvolto giudiziario della vicenda, attraverso «l’eventuale denunzia per diffamazione contro chiunque si permetta di offendere la dignità di un Popolo, attraverso la diffusione di notizie false, provocatorie e senza alcun intento costruttivo», convoca un «Consiglio Comunale aperto» nella pubblica piazza di San Procopio per esporre al pubblico ludibrio il «diffamatore» Michele Inserra”. E quando Lamberti Castronuovo ha replicato che “non è stato il paese ad aggredire il giornalista ma il contrario”, confermando nella decisione di convocare il Consiglio comunale in piazza, Carlo Parisi gli ha immediatamente contestato che “il civico consesso non può e non deve essere convocato per mettere alla sbarra un giornalista che, adesso, ha dalla sua anche la conferma ufficiale del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, il quale non solo ha confermato le tre inchieste sui presunti «inchini» (compresa quella sulla processione del paese di cui lei è sindaco), ma ha addirittura ringraziato «giornali e televisioni che hanno fatto venire a galla queste storie che non hanno nulla a che fare con la legalità e la religione». Quindi aveva suggerito di sconvocare la pubblica seduta chiedendo, in caso contrario, l’intervento del prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, “per motivi di ordine pubblico”. Imperterrito, il sindaco di San Procopio aveva tenuto, comunque, l’assemblea in una piazza popolata da alcune decine di persone, notificando a Michele Inserra una lettera firmata dal presidente del Consiglio Comunale, Francesco Posterino. “Posto che – è scritto nella lettera – quanto riportato a caratteri cubitali non risulta rispondente a verità; udita la relazione documentata del Sindaco; preso atto che le immagini contenute in un video realizzato a cura della ditta Tomarchio, free lance, relative all’intera processione del S. Patrono svoltasi l’8 luglio u.s., non mettono in evidenza alcunché di anomalo né, tantomeno, alcuna forma di “inchino”, come da Lei riportato sul Suo giornale; preso atto delle dichiarazioni dei Sottoufficiali dell’Arma dei Carabinieri presenti alla suddetta processione; verificato che l’ambiguità della forma da Lei usata, attribuendo al Procuratore della Repubblica dichiarazioni dallo stesso mai rese circa la veridicità dell’accaduto, lascia adito a far credere ciò che in realtà non è mai successo; uditi gli interventi liberi della popolazione; ad unanimità di voti, ha deliberato di chiederLe formalmente la smentita, nella stessa posizione e con gli stessi caratteri della notizia data, di quanto erroneamente pubblicato, con le relative scuse ai cittadini di San Procopio, dando mandato al sottoscritto di formularLe la suddetta richiesta a ristoro dei danni d’immagine subiti”. Lettera nella quale il presidente del Consiglio Comunale, Francesco Posterino, informava il giornalista che “in data 15 luglio, al 7° punto dell’Odg, aperto alla Cittadinanza”, il civico consesso “ha preso in esame e discusso circa l’articolo a Sua firma pubblicato sulla prima pagina dell’edizione del 12 luglio u.s., sul Quotidiano della Calabria” e “ad unanimità di voti, ha deliberato di chiederLe formalmente la smentita, nella stessa posizione e con gli stessi caratteri della notizia data, di quanto erroneamente pubblicato, con le relative scuse ai cittadini di San Procopio, dando mandato al sottoscritto di formularLe la suddetta richiesta a ristoro dei danni d’immagine subiti”. “Nella medesima delibera, il Consiglio, unanimemente, si è espresso favorevolmente – aggiungeva Posterino – nel conferirmi mandato, in caso di Suo diniego entro 3 giorni da oggi a datare, di tutelare il buon nome e la reputazione del Paese, nelle sedi che la Legge consente”. In un commento sotto il titolo “Senza parole”, Carlo Parisi, contestando ad Eduardo Lamberti Castronuovo il preoccupante errore di continuare a “puntare l’indice contro un bersaglio preciso: il giornalista Michele Inserra”, concludeva: “A questo punto prendiamo atto che, oltre che sindaco di San Procopio, assessore provinciale alla Legalità, biologo, medico chirurgo, editore dell’emittente televisiva Reggio TV, conduttore televisivo, iscritto nell’elenco pubblicisti dell’Ordine dei giornalisti, docente di Etica della comunicazione all’Università per Stranieri di Reggio Calabria, Lamberti Castronuovo è anche pubblico ministero e giudice. Alziamo le mani e ci arrendiamo. Il Consiglio Comunale di piazza San Procopio ha sentenziato e condannato il «diffamatore» Michele Inserra al quale, forse, sarà magnanimamente concessa la grazia se, entro tre giorni, accetterà di recitare il «mea culpa, mea grandissima culpa». Procuratore De Raho e prefetto Sammartino, dormite sonni tranquilli: il «Tribunale del Popolo» ha già “fatto giustizia”. “Evidentemente – commenta oggi Carlo Parisi – la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria non ha ritenuto di dover liquidare la vicenda e le violente polemiche che ne sono seguite come banali e innocue «baggianate» estive”. “Nel ribadire piena solidarietà a Michele Inserra, «colpevole» di aver fatto semplicemente il proprio mestiere di cronista, riportando la notizia – vera – di un’indagine in corso”, il vicesegretario della Fnsi si augura, nel contempo, “che Eduardo Lamberti Castronuovo possa chiarire al più presto la propria posizione: da un lato ammettendo il grave, ma vogliamo sperare inconsapevole, errore di valutazione che ha, di fatto, messo all’indice un giornalista in un contesto difficile e pericoloso; dall’altro per escludere, senza ombra di dubbio alcuno, l’inquietante accusa che lo renderebbe incompatibile (moralmente ancor prima che giuridicamente) con tutte le attività che finora – e gli auguriamo anche in futuro – lo hanno fatto conoscere e apprezzare come una persona perbene”. (Fonte www.giornalistitalia.it, http://www.giornalistitalia.it/procura-antimafia-indaga-lamberti-castronuovo/).

 

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La Procura lo indaga, il Sindaco di San Procopio precisa

(279) Ai Sigg.ri Direttori degli Organi di Stampa. "La ridda di notizie concernenti la provvisoria imputazione formulata a mio carico, mi impone – nel rispetto del segreto investigativo ma costretto dalla necessità di difendere la mia reputazione e quella della parte sana dei Cittadini di San Procopio – talune precisazioni:

 

“Mi sono presentato davanti al Pubblico Ministero e non mi sono avvalso della facoltà di non rispondere; ho chiarito ogni circostanza ed ho la personale ma netta sensazione che tutto sia frutto di un equivoco che potrà essere facilmente chiarito; non conosco né ho mai avuto alcun rapporto con alcuna cosca mafiosa né di San Procopio né di altri luoghi, come è noto a chiunque. Sul punto non mi è stata mossa alcuna contestazione".
San Procopio lì, 12 agosto 2014.
Dr. Eduardo Lamberti-Castronuovo


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Giuseppe Candido (Radicali): “Ecco perché in Calabria serve subito il Garante dei diritti dei detenuti”. Carcere di Rossano Calabro, detenuti in condizioni inumane. E non volevano far entrare la parlamentare

(277) Riceviamo e pubblichiamo. Molte regioni d'Italia l'hanno già istituito, molti comuni sedi di istituti penitenziari anche. La politica calabra si dia una mossa per la vita del diritto che è diritto alla vita. "Venerdì 8 agosto siamo stati al carcere di Palmi per fare un sit-in in sostegno del satyagraha di Rita Beranrdini (in sciopero della fame dal 30 giugno scorso) e Marco Pannella

 

(in sciopero della fame e della sete, più volte interrotto e ricominciato per le esigenze di salute legate all'aver dovuto effettuare due interventi per rimuovere due tumori). Un satyagraha rivolto a chiedere allo stato, per le carceri, di garantire quel diritto alla salute sancito dalla costituzione ma che i medici penitenziari denunciano non potersi più garantire, fermare la mattanza dei suicidi nelle carceri che spesso avviene proprio nel primo periodo di detenzione per la mancanza di adeguate cure psichiatriche, e di fermare la tortura democratica del 41 bis inflitto a pazienti come Bernardo Provenzano, incapace di intendere e di volere, indipendentemente dalle condizioni di salute". E' quanto si legge nella nota di Giuseppe Candido, esponente del Partito Radicale e segretario dell'associazione di volontariato culturale Non Mollare. "Mentre noi facevamo il sit-in a Palmi, l'On.le Enza Bruno Bossio, deputata del PD orginaria di Cosenza, – continua Candido – nello stesso giorno si è recata in visita ispettiva 'senza preavvisare' al carcere di Rossano con il compagno Radicale Emilio Quintieri che l'avrebbe dovuta accompagnare. Quello che ha trovato lo ha raccontato subito allo stesso Emilio Quintieri che, a stretto giro, ha avvisato altrettanto immediatamente Rita Bernardini; poi – ovviamente – l'ha intervistata da Radio Radicale Lorenzo Rendi. Durante l'intervista rilasciata lo scorso 11 agosto – nel silenzio degli altri media – la Bruno Bossio ha denunciato il persistere di condizioni inumane e degradanti, oltre al fatto che hanno tentato di non farla neanche entrare. Noi, " – conclude Candido – "come Radicali calabresi, oltre a ricordare ancora una volta che Rita Bernardini, segretaria nazionale di Radicali italiani, è in sciopero della fame dal 30 giugno assieme a Marco Pannella che, nonostante la sua malattia mette in gioco la vita e non molla la lotta di civiltà per la vita del diritto e il rispetto della legge nelle carceri, noi possiamo solo aggiungere che avevamo ragione a denunciare che le condizioni inumane e degradanti continuano a persistere nelle nostre patrie galere, anche in quelle calabre, e a chiedere con forza, per la Calabria, con prepotente urgenza, l'istituzione del garante regionale dei diritti delle persone private della libertà". * Radicale, geologo, giornalista pubblicista, docente di scienze matematiche nella scuola secondaria di I grado.

 

 

 

 

 

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Enzo Cuzzola: “Nasso e la Film Commission: polemiche? Solita solfa reggitana”

(276) “Mi chiedo quanti sanno cosa sia una Film Commission e quale ne sia lo scopo. Infatti denigrare qualcuno posto a presiedere questo importante organismo, solo perché non è un cineasta, dimostra la assoluta ignoranza dello scopo di tale organizzazione.

 

La Film Commission rappresenta un riferimento per le produzioni, gli investitori, gli autori, gli operatori professionali e le istituzioni del cinema e dell’audiovisivo. La Film Commission deve provvedere gratuitamente all’erogazione di servizi, tra i quali l’assistenza logistica, l’accesso alle risorse finanziare locali, la concessione di permessi, la mappatura di maestranze e fornitori di servizi nei territori, la ricerca delle location. Si adopera per incentivare gli investimenti nel segmento cinematografico e audiovisivo nella regione, offre un’immagine della specificità regionale, promuovendone il territorio e le sue peculiarità da un punto di vista culturale, artistico, turistico, paesaggistico, industriale. Allora c’è bisogno che chi la presiede sia un cineasta? Ovvero possieda sicuramente esperienza in tema di promozione turistica del proprio territorio? Ecco, Ivano Nasso appartiene ai soggetti che possiedono questo secondo tipo di esperienza, per aver bene amministrato la società in house del comune di Reggio per la attrazione degli investimenti, per aver collaborato concretamente alla realizzazione del progetto Le Terre della Fata Morgana. Continuare con l’affermare che non possiede i requisiti per presiedere la Film Commission è la solita solfa, messa in campo da chi vuole distruggere ciò che di positivo si fa, perché non è lui a farlo”.

 

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Reggio di Calabria: UILTemp Calabria, arriva il decreto di pagamento delle Regione per i lavoratori in mobilità in deroga

(275) «E' stata una battaglia dura, cominciata già nei giorni scorsi davanti le varie sedi Inps della regione, ma alla fine abbiamo fatto un primo importante passo in avanti: la Regione Calabria ha firmato il decreto per il pagamento di due mensilità 2013 relative ai lavoratori in mobilità in deroga».

 

Lo afferma il segretario generale della Uil Temp Calabria, Gianvincenzo Benito Petrassi, dopo la manifestazione cominciata questa mattina davanti le sedi Inps di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria, e terminata solo nel tardo pomeriggio dopo la firma dell'assessore al Lavoro dei decreti di pagamento. «E' un risultato importante per i lavoratori che attendono da molti mesi quel che gli spetta, ma è ovvio che la nostra lotta non può finire qui. Siamo alle solite – prosegue il segretario – per vedere riconosciuto un diritto sacrosanto è necessario protestare – anche per più giorni – far intervenire il prefetto e far convocare un incontro con le istituzioni coinvolte (in questo caso Regione Calabria, ministero del Welfare e Inps). E chi ci rimette sono solo, oltre che i lavoratoti interessati, anche i cittadini a causa dei disagi che si creano». Come già spiegato la protesta di oggi è la prosecuzione delle manifestazioni già avviate nei giorni scorsi da Cgil, Cisl e Uil per il pagamento delle mensilità arretrate. La situazione è sembrata arenarsi quando, secondo alcune voci, il ministero del Welfare avrebbe preteso la compartecipazione della Regione per il pagamento di queste spettanze. Anche il prefetto di Catanzaro è intervenuto per smuovere la situazione (importante anche il contributo di un gruppo di parlamentari calabresi esoprattutto l'intervento del segretario nazionale confederale Uil, Guglielmo Loy) arrivando così all'annuncio dell'assessore al Lavoro della Regione. «Quello di oggi è stato solo un primo risultato – continua Petrassi -, i nostri obiettivi in vista di settembre sono la chiusura dell'anno 2013 (per il pagamento dei lavoratori in mobilità e cassa integrazione in deroga) e il prosieguo anche per il 2014. Ma ciò che ci sta davvero a cuore è il ricollocamento di questi lavoratori. Non vogliamo assistenzialismo. E' arrivato il momento di pensare a investimenti e a politiche attive in grado di far ripartire il lavoro. Per chi il lavoro lo ha perso e chi non lo ha mai avuto».

 

 

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