Rapporto Agromafie 2017: Coldiretti, Eurispes ed Osservatorio su Criminalità Agroalimentare. Molinaro: “Un semaforo rosso sulla rete criminale ma siamo impegnati con misure di contrasto fatte da buone imprese, buon lavoro e buoni prodotti”

(136) Il quinto rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare presentato a Roma  certifica che l’agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento

 

della malavita con un pericoloso impatto non solo sul tessuto economico ma anche sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. La stesura del Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia è stata resa possibile anche grazie al contributo proveniente dalle Forze dell’ordine, dalla Magistratura, dalle Istituzioni e dagli Enti che operano sul territorio a salvaguardia del comparto agroalimentare. Dalla Calabria insieme al presidente Pietro Molinaro, al Direttore Francesco Cosentini e tutti i dirigenti provinciali, sono stati presenti il Procuratore della Repubblica di Cosenza e componente il Comitato scientifico della Fondazione Mario Spagnuolo e il Presidente della Commissione contro la 'ndrangheta  Arturo Bova, la Dirigente del Liceo Scientifico “Piria” di Rosarno Maria Rosaria Russo e l’agronomo Stefano Poeta presidente nazionale dell’Epap Ente di Previdenza ed Assistenza pluricategoriale. Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria ha commentato che nonostante primati negativi per la nostra regione  e quindi è giusto accendere il semaforo rosso e vigilare; come Coldiretti Calabria siamo impegnati con misure di contrasto fatte di buone imprese, buon lavoro, e buoni prodotti“. Il Rapporto presentato alla presenza di numerosi esponenti delle Istituzioni certifica che  il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. La filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza 3.0. Sul fronte della filiera agroalimentare  le mafie, dopo aver ceduto in appalto ai manovali l’onere di organizzare e gestire il caporalato e altre numerose forme di sfruttamento, condizionano il mercato stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding. Nel 2016 si è registrata un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo nostrano dove quasi quotidianamente ci sono furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti e animali. Solo nell’ultimo anno – ricorda Coldiretti – le forze dell’ordine hanno messo a segno diverse operazioni contro le attività della malavita organizzata, con arresti, sequestri e confische contro personaggi di primissimo piano che vanno nel settore ortofrutticolo con i clan Piromalli e all’olio extra vergine di oliva di Matteo Messina Denaro.  Le mafie investono e si appropriano – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta. La graduatoria delle province italiane rispetto all’estensione e all’intensità del fenomeno agromafia nel 2016, se fotografa una concentrazione del fenomeno soprattutto nel Mezzogiorno. Nonostante il crescente ruolo giocato dalle agromafie nel Settentrione, è nel Mezzogiorno che esse esprimono una maggiore e nociva diffusione. In Calabria le province caratterizzate da un livello di criminalità organizzata del tipo dell’agromafia, vedono Reggio Calabria, prima nella graduatoria nazionale, oltre a Catanzaro, ottava, Cosenza sedicesima posizione, Crotone diciannovesima e Vibo Valentia trentunesima. Per le nostre province, le problematiche di maggior impatto emerse sono riconducibili al pressante controllo del territorio operato dalla ’ndrangheta secondo una casistica criminosa particolarmente ampia: dal controllo delle produzioni agricole, del relativo indotto occupazionale e della pastorizia agli incendi boschivi, dalla adulterazione dei prodotti oleari, caseari e vinicoli alle frodi per l’aggiudicazione di fondi dell’Unione europea. Risulta, inoltre, preoccupante il crescente fenomeno dell’abigeato e della macellazione clandestina di carni prima sottoposte a trattamenti chimici e tossicologici illegali e poi contraffatte in merito alla loro tracciabilità. Le operazioni di contrasto a queste ultime fattispecie di reato, ed alla relativa commercializzazione al dettaglio, risultano particolarmente difficoltose a causa del generale clima di omertà: le denunce per la sottrazione di bestiame sono infatti ufficializzate per “smarrimento” e non per “furto”. La macellazione clandestina di capi infetti costituisce un business fortemente redditizio per l’agromafia: al guadagno illecito, infatti, vengono spesso aggiunte le quote comunitarie per l’indennizzo dell’abbattimento. “Per l’alimentare – conclude Molinaro – occorre vigilare sul sottocosto e sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi se non l’illegalità o lo sfruttamento”.

 

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Consorzi di Bonifica: Coldiretti risponde alla parlamentare europea del M5S Ferrara. Molinaro: “Dal 2010 l’autogoverno degli agricoltori nei Consorzi ha contribuito a far crescere l’agroalimentare”

(101) “In riferimento alla  nota stampa della parlamentare europea Laura Ferrara del M5S – afferma Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – intendiamo fornire opportuni chiarimenti che possano  fare chiarezza e rafforzare la conoscenza del sistema delle bonifiche

 

calabrese. Come è noto la materia legislativa dei Consorzi di Bonifica, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione è definita concorrente. Ricordiamo che lo Stato e le Regioni – precisa Molinaro – sono pervenute il 18/09/2008 ad un accordo che ha il rango di legge quadro. I Consorzi di Bonifica hanno tutti redatto i Piani di Classifica sui principi dell’Accordo Stato-Regioni e non in base all’art. 23 della L.R. 11/2003 essendo ovvio che in materia concorrente, l’intesa, quale legge quadro, prevale sulla legislazione regionale. I Piani di Classifica dei Consorzi sono stati approvati dalla Giunta  Regionale e poi dalla IV Commissione Consiliare. Voglio ricordare, ancora,  che l’approvazione dei Piani di Classifica non è una questione corporativa ma interessa la collettività e i consorziati, poiché intercetta vicende di natura ambientale, quali gli scarichi abusivi. Per quanto attiene le varie proposte di legge, in sede regionale  – prosegue – compresa quella di iniziativa popolare, per essere approvata dall’Assemblea Legislativa Regionale deve rispettare l’intesa Stato-Regioni che prevede che il contributo, erogato ai Consorzi da parte dei consorziati, sia dovuto in presenza di  “un beneficio di conservazione o di incremento di valore dell’immobile”. E’ di tutta evidenza che una modifica della legge 11/2003 difforme dal contenuto dell’Accordo Stato- Regione sarebbe affetta da illegittimità costituzionale. Ben altro quindi di un “compromesso” come sostiene la parlamentare Europea bensi si tratta di un percorso inevitabile di democrazia compiuta. Sulla paventata “illegittimità dei tributi” cito l’ultima sentenza della Suprema Corte di Cassazione – Sez. Tributaria – n° 3603/17 del 24/01.2017  che ha confermato la legittimità dell’art. 23 lett. a) della L.R. 11/2003. In merito poi ad ulteriori affermazioni di “gestione fallimentare” della Parlamentare Europea che ci sembrano a dir poco eccessive ci preme precisare che i Consorzi dopo la riforma hanno operato su tutti i fronti un forte taglio ai costi con una spending rewiew immediata e costante che ha prodotto ampie economie di scala. Gli Enti consortili, assicurano servizi ai territori  e alle aziende agricole poiché un’agricoltura di qualità richiede principalmente buona acqua per irrigare (avviene su oltre 30mila ha), un territorio coltivabile   e altri servizi di qualità. Per quanto poi attiene i debiti dei Consorzi – continua – è vero il contrario: sono i Consorzi che vantano crediti dalla Regione bastano per tutti i Crediti di Forestazione dal 2001 al 2013, sanciti dalla L.R. n. 20/2014 all’art. 1  punto b). Per quanto riguarda una “presunta mancanza di trasparenza” ricordo che le delibere dei Consorzi sono sottoposte al controllo di legittimità dalla Struttura di Controllo prevista dall’art. 38 della L.R. 11/2003 e istituita presso il Dipartimento Regionale Agricoltura. I Consorzi  – aggiunge – hanno realizzato nel tempo importanti opere pubbliche di bonifiche rendicontate e collaudate e le uniche spese sono in direzione della gestione delle stesse opere pubbliche e dell’utilizzo dell’acqua da irrigazione.  Dal 2010 i Consorzi hanno subito un taglio indiscriminato delle risorse con il completo azzeramento a fine  2014. Insomma- conclude – una azione costante che ha visto gli agricoltori  impegnati nella gestione dei Consorzi e  se questo fosse stato fatto anche in altri Enti Regionali certamente si sarebbero potute liberare consistenti risorse per sostenere politiche di sviluppo.

 

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La “lotta” al precariato del Comune di Careri: l’Amministrazione comunale non rinnova il contratto a 10 lavoratori precari

(69) “Il Segretario Confederale della CGIL di Reggio Calabria-Locri Gregorio Pititto, contesta la scelta del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Careri di non contrattualizzare per l’anno 2017 dieci lavoratori precari del Comune. In una nota, il Segretario CGIL, riporta i

 

passaggi di questa triste vicenda che vede protagonista, in senso negativo, l’attuale Amministrazione comunale. Pititto dichiara, infatti, che fin dal 1997 l’Ente utilizza lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili (LSU/LPU), grazie ai quali è riuscito negli anni ad offrire i servizi ai cittadini in modo puntuale, nonostante i continui tagli dei trasferimenti statali ed il mancato turnover dei dipendenti posti in quiescenza. “Tali lavoratori – continua Pititto – hanno acquisito negli anni competenze e professionalità pur restando, come spesso accade in Italia e nelle nostre terre in particolare, in uno stato di precarietà. Nel novembre 2014, dopo 15 anni, il Governo nazionale prende coscienza di questa forma atipica di lavoro e vi pone rimedio dando la possibilità agli Enti utilizzatori di iniziare un percorso di stabilizzazione attraverso la contrattualizzazione dei lavoratori per tre anni a costo zero. Opportunità raccolta dall'amministrazione comunale di Careri per l'anno 2015 e, dopo un mese di trattative, anche per il 2016.” A fine 2016 accade l’incredibile, il SINDACO, in confusione, annuncia prima la contrattualizzazione di tutti i lavoratori categorie A e B subordinando al demansionamento la contrattualizzazione dei lavoratori con categorie superiori, tranne due, e successivamente dopo la diffida della CGIL, che sollevava dubbi sulla legittimità del provvedimento, comunica prima al consiglio comunale e dopo ai lavoratori che l'anno 2017 avrebbe visto contrattualizzati le sole categorie A e B lasciando senza contratto 10 lavoratori (compresi i due per i quali non era stato chiesto il demansionamento). Pertanto, l'amministrazione, diversamente da quanto ci si potesse aspettare, decide, di non continuare ad avvalersi delle risorse presenti (come fatto dalle precedenti amministrazioni, commissari prefettizi e commissioni straordinarie), ma di sostituire gli ormai sub precari con personale esterno all'Ente ricorrendo all'art. 110 e 90 del TUEL (a questi ultimi non è preclusa l'attività di gestione?) e di affidare i servizi a società esterne con aggravio di costi sul bilancio dell'Ente. Gli impiegati infatti dal 1° gennaio sono ritornati ad essere lavoratori di pubblica utilità e socialmente utili, pur continuando a svolgere le stesse mansioni, impedendo loro le speranze di accedere ad una eventuale stabilizzazione”. Il Segretario Confederale CGIL Reggio Calabria-Locri, Gregorio Pititto.

 

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Reggio di Calabria: sabato 11 la CGIL a Piazza Italia per sostenere la campagna referendaria

(68) La CGIL, su tutto il territorio nazionale è impegnata in una campagna straordinaria a sostegno dei due quesiti referendari riguardanti la cancellazione dei Voucher e la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. Anche a Reggio Calabria ci sarà l’avvio

 

della Campagna con una prima iniziativa di volantinaggio e sensibilizzazione popolare prevista il prossimo sabato 11 febbraio 2017 alle ore 10 a Piazza Italia. Verrà distribuito del materiale illustrativo e si potrà discutere dei quesiti con i promotori della stessa. Alle ore 12 è previsto il “lancio dei palloncini colorati “ come avverrà in tutta Italia.

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Sant’Onofrio (VV): ‘ndrangheta, lite fra Klaus Davi ed il boss Nicola Bonavota “Ti fotti i soldi” “E tu sei mafioso”

(66) Scontro verbale fra Nicola Bonavota, indicato dalla procura di Catanzaro come uno dei referenti dell’omonimo clan della ‘Ndrangheta e presunto mandante di due  omicidi, e il giornalista Klaus Davi. L’incontro che ha avuto diversi momenti di tensione è avvenuto nel paese di

Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia. Il massmediologo, accompagnato senza alcuna scorta per volere del giornalista – e dal coautore Alberto Micelotta, si trovava nel piccolo comune del vibonese per girare il suo documentario  ‘Gli Intoccabili’. Davi è riuscito a incontrare Nicola Bonavota davanti al suo bar, dopo una lunga ricerca nel paese sulle tracce del boss, consegnatosi alle autorità a Dicembre nell'ambito dell'operazione Conquista, scarcerato due giorni dopo, ma comunque indagato come mandante di due omicidi. La discussione si è fatta subito animata e non sono mancati i momenti di tensione. “La gente mi ama, quando mi hanno scarcerato,  piangeva per me. Mi amano, mi amano!", scandiva il Bonavota, “Mentre tu ti fotti i soldi dello Stato. La ‘Ndrangheta e una invenzione. Non esiste. Tu con questa storia ti fai i soldi”. “Ma non ti vergnogni di parlare solo di denaro? Cosa insegni ai tuoi figli? Meglio fare il giornalista che il mafioso” ha replicato Davi a muso duro. “Ti verremo a trovare a Milano” ha detto uno dei fan di Bonavota che si erano radunati attorno ai due, per spalleggiare e "proteggere" il membro della famiglia che, secondo gli inquirenti, collabora da anni con i potenti Mancuso di Limbadi. Il documentario è disponibile in versione ridotta. https://www.youtube.com/watch?v=wyxUMirRG7I  e in una versione completa della durata di 50 minuti  con tanto di inseguimento per le strade di Sant’Onofrio https://www.youtube.com/watch?v=6O0gJQfNopc

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Reggio di Calabria: Marra (M.A.P.) “Foibe, il giorno del ricordo appartiene a tutti”

(65) "Anche quest’anno spero che il 10 febbraio “il giorno del ricordo” non venga dimensionato da alcune forze politiche di sinistra o centro sinistra, perché non esistono morti si serie “A” o morti di serie “B”; negli anni dal 1943 al 1947 sono successe tragedie incomprensibili a

 

causa della seconda guerra mondiale ma purtroppo anche a guerra finita ognuno, dai liberatori ai partigiani hanno pensato di farsi giustizia personale commettendo crimini paragonati a quelli dei nazisti , sporcandosi anche loro le mani di sangue innocente. Per questo giorno dieci i ragazzi del nostro movimento insieme a qualche associazione di volontariato, provvederà a distribuire in città un volantino che spiega cosa sono state le “FOIBE”, e la legge nazionale che riconosce questo evento , per poi recarsi a Villa San Giovanni difronte il Monumento dei Caduti per una piccola preghiera e una fiaccolata in quanto è giusto ricordare tutti gli eventi brutti della nostra Italia”. Il Presidente. Pietro Marra.

 

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Villa San Giovanni (RC): Cuoco (Unione Nazionale Consumatori) “Bollette del servizio idrico da incubo e sistema tributario fuori controllo”

(54) "E’ quanto ormai sosteniamo già da tempo, a Villa San Giovanni il sistema tributario è da rivedere perché è fuori controllo! Ed i cittadini villesi non ne possono proprio più, a ribadirlo è l’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria,

 

“come se non bastassero già le denunce dell’associazione in tema di TOSAP, di imposta sulla pubblicità, di TARES, adesso protagonista assoluto di un sistema tributario folle ed inefficiente anche sul piano organizzativo è il servizio idrico integrato”. In questi giorni la sede UNC di Villa San Giovanni è stata meta di numerosi cittadini villesi che hanno ricevuto fatture emesse relativamente al servizio idrico integrato (periodo 01.01.2016 – 31.10.2016 con scadenza 31.01.2017)  con importi rilevanti ed errori evidenti e fatture e bollettini non di loro competenza, ma appartenenti ad altri contribuenti. Dalla stampa abbiamo inoltre avuto la conferma come ad altri cittadini siano state recapitate fatture da incubo, che oscillano in molti casi da 6.000,00 euro a 10.000,00 euro ed anche oltre, fino ad arrivare a 25.000,00 euro. Il disagio di chi proprio non ne può più è palesemente palpabile che costringe inopinatamente gli utenti a sobbarcarsi a file estenuanti (peraltro in orari e giorni molto limitati), per inoltrare la relativa istanza di revisione. Chiedere una programmazione dell’attività impositiva dei tributi comunali ordinata, rateizzata adeguatamente, programmata annualmente e soprattutto rapportata agli effettivi consumi, attraverso anche la predisposizione e l’osservanza di una carta di qualità dei servizi, garantirebbe una gestione efficiente ed oculata dell’Amministrazione Comunale che comporterebbe di conseguenza una fiducia del cittadino nelle Istituzioni, rendendolo partecipe delle finalità perseguite attraverso l’imposizione fiscale. Al contrario una macchina tributaria inefficiente, confusionaria  e poco trasparente  oltre che approssimativa, ingenera un diffuso malcontento, un’avversione nelle istituzioni ed incentiva fortemente il fenomeno dell’evasione fiscale, che non va visto solo come un problema economico, ma soprattutto come un problema e un malessere sociale. Nei paesi dove la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni è assente è impossibile ambire a qualsiasi forma di sviluppo economico. Non c’è dubbio che alla base della crescita di un Paese c’è il tessuto sociale, se questa piattaforma è fragile il Paese si poggia sul nulla. Lo stesso Statuto del contribuente emanato con legge 212 del 2000, dichiara che i rapporti tra Amministrazione Finanziaria e contribuente devono essere improntati ai principi di chiarezza, trasparenza, collaborazione e buona fede. Basta con il continuo reiterarsi di queste inutili vessazioni poste in essere in dispregio di norme costituzionali, tributarie e statuto dei diritti del contribuente che minano la fiducia tra fisco e contribuente, è necessario fermare questo odioso fenomeno e malcostume. In effetti, se è possibile considerare quasi fisiologica una percentuale minima di errore nell’invio delle cartelle esattoriali, non si può fare a meno di indignarsi di fronte a numeri di tale portata, sono proprio queste odiose vessazioni ( perché in altro modo non è proprio possibile chiamarle ) che incrinano quello che dovrebbe essere un rapporto di totale e cieca fiducia tra Erario e contribuenti. Siamo tutti disposti a pensare che di errore si tratti e non certo di volontà di nuocere, ma per il contribuente poco importa finché il risultato è il medesimo. E se la massiccia dose di tolleranza nei confronti delle Istituzioni spinge molte volte ad una rassegnazione, di certo l’errore assolutamente imperdonabile ora sarebbe quello di non porre rimedio in modo rapido e completo alla questione. La pazienza dei contribuenti non è eterna. Per tali motivi, avevamo già chiesto al Commissario del Comune di Villa San Giovanni Dott. Gerlando Iorio la revisione dell’intero sistema tributario del Comune, al fine di garantire procedure regolari a tutela dei cittadini-contribuenti sempre più vessati da richieste di pagamenti illegittimi, manifestando la propria disponibilità a collaborare, fornendo ogni supporto necessario, finalizzato alla risoluzione dei molteplici problemi che affliggono il sistema fiscale-tributario della città di Villa San Giovanni”.  Il Presidente Regionale, Saverio Cuoco.  

 

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Cosenza: AMI, giovedì 2 evento formativo con tema “I diritti non hanno handicap: la tutela dei diritti delle persone disabili – amministrazione di sostegno, legge antidiscriminazione e normativa sul “dopo di noi”

(53) Il primo appuntamento del 2017 con gli eventi formativi dell’Associazione dei Matrimonialisti Italiani del distretto di Catanzaro si terrà giovedì 2 febbraio, alle ore 16.30, presso l’Aula 15 del Palazzo di Giustizia di Cosenza, e avrà come tema “I diritti non hanno handicap: la

 

tutela dei diritti delle persone disabili – amministrazione di sostegno, legge antidiscriminazione e normativa sul “dopo di noi”. Aspetti giuridici, di neuropsichiatria forense, sociali e medico-legali”. L’apertura dei lavori sono affidati all’avv. Margherita Corriere (nella foto), presidente dell’AMI Calabria, che analizzerà la normativa sulla tutela giudiziaria dei portatori di handicap e quella sul “dopo di noi”, spiegando come garantire un futuro dignitoso e sereno ai disabili dopo la dipartita dei loro cari. A seguire, l’avv. Brunella Tassone, segretario dell’AMI Calabria, che relazionerà sull’istituto dell’amministratore di sostegno, mentre il prof. Sergio Funicello, medico legale, già Presidente della Commissione Invalidi Civili di Viterbo, interverrà sugli aspetti medico legali inerenti al riconoscimento dello stato di invalidità e di handicap. Gli aspetti prettamente clinici saranno trattati, invece, dalla neuropsichiatra infantile dell’ASP di Cosenza, dr.ssa Angelica Tatiana Curti, mentre il dr. Gigi Lupo, direttore della rivista la Voce dell’ANC di Cosenza, parlerà degli aspetti sociali e mediatici di tale tematica. I lavori saranno moderati dalla giornalista Mariapia Volpintesta. Come di consueto, la partecipazione all’evento seminariale, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cosenza, è gratuita e dà diritto a 3 crediti formativi per gli avvocati. “I diritti devono essere realmente attuati per tutti – dichiara in una nota la presidente Corriere – ed è per questo che abbiamo scelto di scrivere nel titolo dell’evento “i diritti non hanno handicap”. È molto importante a tal fine la tutela giudiziaria dei portatori di handicap: la legge 67/2006 consente al disabile che ritiene di aver subito un atto discriminatorio, sia dal privato che dalla pubblica amministrazione. Egli, infatti, può depositare un ricorso, anche personalmente, nella Cancelleria del Tribunale Civile in composizione monocratica e chiedere che sia imposta la cessazione del comportamento discriminatorio che il risarcimento del danno”. A tal proposito, succede spesso che il Tribunale, omettendo qualsiasi formalità, procede agli atti di istruzione che ritiene necessari al fine del provvedimento richiesto, decidendo con ordinanza di rigetto o di accoglimento. In quest’ultimo caso, l’ordinanza diviene immediatamente esecutiva e la sua mancata osservanza fa scattare un procedimento penale, per come previsto dall’art. 388 primo comma c.p.. Riveste una notevole importanza anche la recentissima legge sul “dopo di noi”, una normativa che non è riferita solo alle persone con disabilità grave senza più genitori, ma anche a quelle i cui genitori «non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale», nonché «in vista del venir meno del sostegno genitoriale». Grazie a questa nuova iniziativa, viene esplicitato il legame con un progetto personalizzato previsto dalla legge 328 e introdotto un “budget di progetto”. Nell’occasione, il presidente AMI Calabria, Margherita Corriere, annuncerà un’importante iniziativa che sarà portata avanti dal suo distretto: si tratta dell’attivazione di una mail, soshandicap@libero.it, a cui potranno rivolgersi tutti coloro i quali abbiano un problema di disabilità da risolvere nel districato mondo della burocrazia e della tutela giudiziaria. L’AMI, inoltre, con il suo presidente e insieme ai tanti professionisti multidisciplinari di cui dispone, si attiverà a titolo di volontariato per supportare le fasce deboli nelle loro battaglie di civiltà.

 

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Coldiretti: la Calabria frananell’ordinarietà, serve una visione d’insieme e più concretezza. Molinaro: “La politica regionale manca di operatività pragmatica. Eppure le risorse ci sono”

(46) “Che fine ha fatto l’UOA “Difesa del suolo, rischio e sistemazione idrogeologica” che fa capo alla Presidenza della Giunta Regionale, istituita all’inizio di questa legislatura?”. Questo chiede Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria. "Era – continua – una ottima strategia

 

organizzativa poiché aveva l’imprimatur della Presidenza e permetteva una visione d’insieme, coordinata e concreta. Quella che manca oggi”! Le continue emergenze sono sicuramente sfide difficili, ma si continua a non intervenire sugli obiettivi strategici per mettere in sicurezza il territorio. I casi? Innumerevoli! Solo per rimanere agli ultimi due anni: Oriolo, Corigliano – Rossano, Caulonia, Locride, Area Grecanica, Marchesato Crotonese, Lamezia, Catanzaro etc.. “Questa è la cruda e nuda realtà”- dichiara Pietro Molinaro – “la Calabria frana nell’ordinarietà e la responsabilità è della politica che è sicuramente distratta e poco pragmatica.Un territorio a rischio– continua – che determina forti penalizzazione per i cittadini e gli agricoltori che vivono nelle aree interne e rurali, che sta causando una perditaeconomica all’agricoltura ed un isolamento di molti territori. Una storia che purtroppo si ripete, un film visto e rivisto che dopo la spettacolarizzazione mediatica nell’emergenza lascia il tempo all’oblio. Qualcuno può dire se è stato fatto qualcosa? Abbiamo inseguito l’emergenza spendendo sicuramente di più! La Protezione Civile, encomiabile per il pronto intervento, rappresenta però il pronto soccorso, poi ci vuole l’equipe per curare il territorio.”Questa capacità continua a non esserci. Non ci sono strategie misurabili in linea con le realizzazioni  del progetto “ItaliaSicura” e se qualche intervento viene fatto è parziale e non completo. “Purtroppo siamo sempre alla conta dei danni, senza sostegno per chi li ha subiti e una progettualità di sistema che possa incoraggiare gli Eroi (cittadini, agricoltori e amministratori locali) che non si arrendono.”Non si susseguono insomma interventi puntuali di messa in sicurezza puntando alla riqualificazione e alla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e del territorio.“Nonostante il susseguirsi di calamità, nella nostra Regione –denuncia il Presidente di Coldiretti –  si continua a trascurare la difesa idrogeologica; al massimo se ne parla, lambiccandosi in stucchevoli querelle sul futuro dei cambiamenti climatici, le cui conseguenze, nel frattempo, si abbattono sulla popolazione e in buona parte sui territori rurali visto che il 91% della Calabria sono montagne e colline.”Un esempio emblematico sono le fiumaree i torrenti che continuano a non essere regimate e pulite; sono un tutt’uno con il paesaggio calabrese, ma da anni non si effettua nessun intervento e tra l’altro non si consente ai privati,compresi gli agricoltori di intervenire, anche perché esiste un regime autorizzatorio a dir poco cervellotico. “Si crea – rimarca Molinaro – solo una trafila di competenze che servono a fornire l’alibi per nascondere responsabilità politiche. Consideriamo necessario che il Presidente Oliverio e la sua Giunta operi una inversione di marcia e cambi velocità d’azione e strategia di intervento anche perché sembrerebbe che le risorse ci sono- Fondi Comunitari, Patto per la Calabria,APQ dissesto idrogeologico, Piani Attuativi di Forestazione etc. Ecco perché – conclude – non vogliamo rassegnarci e rinunciare ad una Calabria sicura su cui vivere e sviluppare agricoltura e agroalimentare".

 

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Reggio di Calabria: la FLC CGIL a difesa del prof. Lucio Ficara

(45) "La Flc Cgil di Reggio Calabria, in riferimento alle strumentali polemiche sollevate sull’operato sindacale di questa organizzazione e su quello delle proprie RSU, respinge al mittente il tentativo rancoroso di qualche ex dirigente del nostro sindacato, volto a gettare

discredito sulla nostra funzione sindacale e su quella delle nostre RSU. La Flc Cgil è sempre stata, e sempre sarà, vicina ai lavoratori e alle loro esigenze, offrendo la giusta consulenza e gli opportuni consigli, senza mai pensare, “In primis”, a fare una tessera a tutti i costi. Siamo convinti che un’azione sindacale seria, e che si rispetti, debba essere condotta all’interno delle norme legislative e contrattuali, elementi questi, che ci consentono pertanto di distinguere le azioni giuste da intraprendere, rispetto a quelle sbagliate e dannose, prendendo infine le distanze, se necessario, da quei lavoratori indifendibili che ritengono il sindacato uno strumento di lotta per posizioni individuali da tutelarsi “a prescindere” dal merito delle questioni. Tentare di delegittimare l’operato di un’intera organizzazione, e in particolare modo della Rsu del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, che ha sempre agito nel rispetto delle norme e a tutela dei lavoratori, è un’azione che si commenta da sola per la sua stessa inconsistenza. Con buon senso, trasparenza e nel rispetto delle norme vigenti, la Rsu della Flc Cgil del suddetto Liceo Scientifico, ha saputo agire prendendo le distanze da chi avrebbe voluto trascinare il nostro sindacato in questioni di evidente soccombenza ed avrebbe preteso la difesa dell’indifendibile. Bene ha fatto la Rsu, totalmente appoggiata dai vertici della nostra organizzazione, a pensare esclusivamente al bene della collettività scolastica. Infatti dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato a sostegno del buon agire dell’Amministrazione, dopo una visita ispettiva, a cui è seguita la decisione di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale presa dal Direttore Generale Dott. Diego Bouchè ai danni del docente, che insieme al suo sindacato, diffama l’azione sindacale della Flc Cgil, sono arrivate anche due ordinanze di I e II grado del Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria che confermano la piena legittimità della suddetta incompatibilità ambientale. Queste due ordinanze sono la prova oggettiva del fatto che la nostra Rsu ha agito correttamente e che ciò che è stato accertato nei vari passaggi istituzionali, era chiaro e prevedibile fin dall’inizio. L’accanimento che un certo sindacato di base ha nel diffamare l’equilibrata azione sindacale della Flc Cgil, non può dunque che trovare le sue radici profonde in rancori personali. Si stigmatizza pertanto il comportamento di chi pensa che la funzione sindacale sia quella di creare un caso mediatico per mettersi in evidenza, non riuscendo con i propri mezzi a trovare il giusto confronto con le Istituzioni dello Stato, compresa l’Istituzione terza della giustizia. Giustizia, che ribadiamo, ad oggi conferma l’infondatezza delle rivendicazioni poste dall’assistito del sindacato di base". Gianfranco Trotta, Segretario FLC CGIL Calabria, e Elisabetta Gambello, Segretario FLC CGIL Reggio Calabria.

Nota del Direttore. Ho pubblicato ieri una nota a firma dell'USB-PI-Scuola a difesa del prof. Tonino Filardi circa la vicenda che lo ha visto e, probabilmente, lo vede ancora protagonista. L'ho pubblicata semplicemente perchè espressamente richiestomi e perchè sono un sostenitore che bisogna dar voce ai cittadini che ritengono di aver qualcosa da dire. Ho, chiaramente, letto e riletto la nota suddetta per cercare di capire cosa fosse successo e le ragioni del sig. Rocco Coluccio estensore della stessa. Ammettendo candidamente di non conoscere fatti e circostanze e, soprattutto, di non conoscere nè le Leggi nè la giurisprudenza che regolano vicende simili, ho concesso ai mittenti la fiducia mia e de "Il Reggino". Stamane, sulla pagina Facebook de "Il Reggino", ho ricevuto dal prof. Filardi il messaggio che qui riporto: "E' mio gradito dovere esprimere un grandissimo apprezzamento sull'operato di questa testata, che si dimostra libera da condizionamenti e realmente indipendente da pressioni e minacce di ogni tipo. La stampa libera è una delle precondizioni di una società – per molti versi gravemente malata – che però vuole risorgere! Grazie Dottor Gangemi"! Al contempo, però, ho accolto con piacere una garbate mail giunta dall'altra parte interessata nella vicenda – anzi, per meglio dire, di una delle altre parti interessate -, più volte nominata nella nota pubblicata ieri, e, cordialmente, mi ci sono confrontato telefonicamente affrontando la vicenda più dal punto di vista umano che legale. Trovo assolutamente doveroso, quindi, pubblicare come ho appena fatto, anche il suono dell'altra campana affinché il lettore terzo, magari ignorante in materia come il sottoscritto, possa farsi un'idea di quanto accaduto. Ribadendo, qualora ve ne fosse bisogno, il concetto espresso dal prof. Filardi nel suo messaggio ("…testata che si dimostra libera da condizionamenti e realmente indipendente da pressioni e minacce di ognii tipo…") e sperando che il suo "giudizio" non sia dettato solo ed esclusivamente dall'aver pubblicato la nota inviatami, trovo oltre che doveroso anche giusto dar voce a chi da essa è stato chiamato in causa. Sono a conoscenza che della vicenda, oltre che la Sezione Lavoro e la Sezione per le Controversie di Lavoro del Tribunale di Reggio Calabria che sono entrate nel merito ed hanno emesso già il rispettivo parere, se ne sta occupando anche la Procura della Repubblica per cui, in primis da cittadino, non posso fare altro che confidare nella Giustizia ed attenderne le decisioni. Maurizio Gangemi.

 

 

 

 

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Reggio di Calabria: stamane convegno organizzato dalla FENAFI su “Microcredito e Confidi: due spazi nuovi nel mondo del credito”

(44) Le novità normative degli ultimi anni hanno rivoluzionato il mondo del credito, interessando anche i Confidi e le società che si occupano di microcredito. Questi argomenti sono stati al centro di un convegno svoltosi la mattina del 24 gennaio a Reggio Calabria, presso la sede

 

della Federazione nazionale delle società finanziarie, ed in collegamento in videoconferenza presso la sede di Roma. Al tavolo dei relatori l’avvocato Santo Alfonso Martorano, presidente della Federazione nazionale delle  società finanziarie, che ha illustrato i vari dettagli delle novità normative riservate a queste realtà, soffermandosi in particolare sul ruolo dei Confidi in Italia nel 2017. I Confidi – Consorzi e Cooperative di garanzia collettiva fidi – sono i soggetti che, ai sensi della legge 326 del 2003, svolgono esclusivamente l'attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi e i servizi connessi o strumentali, a favore delle piccole e medie imprese associate. Il presidente Martorano ha spiegato: “ Il decreto 141/2010 ha previsto all’art. 112 bis l'istituzione di un nuovo elenco, tenuto da un apposito Organismo, per i confidi che esercitano in via esclusiva l'attività di garanzia collettiva dei fidi. I confidi che, alla data di entrata in vigore delle norme, risultino iscritti nella apposita sezione di cui all'articolo 155, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, possono continuare a operare per un periodo di 12 mesi successivi al completamento degli adempimenti richiesti per l'attuazione della riforma. I confidi iscritti ex art.155 comma 4 del TUB, chiedono l’iscrizione entro 9 mesi dalla costituzione dell'Organismo ex art.112 del Testo Unico Bancario, (Organismo Confidi), che è stato appena costituito, nel novembre 2016. I Confidi devono avere una compagine sociale costituita da piccole e medie imprese industriali, commerciali, turistiche e di servizi, da imprese artigiane e agricole e da professionisti. Ai confidi “minori” è pertanto precluso l'esercizio di prestazioni di garanzie diverse da quelle indicate e, in particolare, nei confronti del pubblico nonché l'esercizio delle altre attività riservate agli intermediari finanziari ex art.106.” C’è stato anche un approfondimento sui rischi di riciclaggio o di mancato rispetto delle norme in materia di trasparenza. Il presidente Martorano ha affermato in merito: “Ai Confidi si applicano gli obblighi antiriciclaggio di identificazione della clientela, di registrazione delle operazioni e di segnalazione delle operazioni sospette, nonché la normativa vigente in materia di pubblicità e informazione precontrattuale, forma, contenuto minimo dei contratti, comunicazioni alla clientela, tecniche di comunicazione a distanza, credito ai consumatori e gestione dei reclami.” La seconda parte del convegno e della relazione del presidente Martorano è stata dedicata al microcredito. Il decreto del ministero dell’Economia n° 176 del 2014 dà attuazione all’art. 111 del Testo unico bancario (Tub) con riferimento al microcredito finalizzato all’avvio di iniziative imprenditoriali ed all’inserimento nel mercato del lavoro. L’art. 111 Tub abilita all’esercizio dell’attività di erogazione di questa particolare categoria di finanziamenti anche soggetti diversi dagli intermediari finanziari disciplinati dagli artt. 106 e 107 Tub. L’art. 1°, comma 1°, del decreto prevede che i soggetti finanziabili siano gli imprenditori individuali, i lavoratori autonomi (per esempio, i liberi professionisti), le associazioni, le società di persone, le società a responsabilità limitata semplificate e le società cooperative. L’avvocato Martorano è entrato nei dettagli: “I microcrediti per attività imprenditoriali sono finalizzati a finanziare, congiuntamente o singolarmente l’acquisto di beni o servizi strumentali all’attività svolta, comprese le operazioni di leasing e le polizze assicurative; la retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori; il pagamento di corsi di formazione per il lavoratore autonomo, l’imprenditore individuale, per elevare le qualità professionali e le capacità tecniche e gestionali di queste persone;   il pagamento di corsi di formazione anche di natura universitaria o post- universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento. L’operatore di microcredito deve verificare l’effettiva destinazione dei finanziamenti alle finalità elencate richiedendone apposita attestazione al soggetto finanziato.” Non è mancato un passaggio importante sui tassi di interesse, nel corso del convegno. Il tasso di interesse effettivo globale (Taeg), comprensivo di interessi, commissioni e spese di ogni genere, a cui devono essere concessi questi microcrediti è determinato dal comma 6° dell’art. 5 del decreto ministeriale 176/2014 come non superiore al “tasso effettivo globale medio (Tegm) rilevato per la categoria omogenea di operazioni risultante dall’ultima rilevazione trimestrale effettuata ai sensi della Legge n° 108 del 1996 (la legge sull’usura) moltiplicato per un coefficiente pari a 0,8”. Questi finanziamenti non possono avere una durata superiore a 7 anni . Il microcredito è previsto anche per l’inclusione sociale e finanziaria di persone fisiche. L’art. 6 del decreto Ministeriale 176/2014 disciplina i requisiti per l’iscrizione dell’elenco degli operatori di microcredito istituito dal 1° comma dell’art. 111 Tub e tenuto dalla Banca d’Italia ai sensi del 1° comma dell’art. 113 Tub.

 

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Storia e territorio con Porte Aperte alla Camera di Commercio di Cosenza. Un grande evento per la provincia, una festa per le imprese con la sede illuminata a giorno e una grande affluenza di visitatori

(43) Tanti gli ospiti invitati e il pubblico convenuto alla seconda edizione di “Porte Aperte alla Camera” di Commercio di Cosenza, per partecipare all’evento che ha messo in mostra l’Ente con i suoi servizi e le sue attività in favore dello sviluppo del territorio. Un successo

 

annunciato, visto anche quanto accaduto lo scorso anno, confermato dai numerosi cittadini, professionisti e imprenditori che hanno fatto visita nella sede della Camera di Commercio di Cosenza, eccezionalmente illuminata a giorno. Un evento serale dal ricco programma, realizzato per promuovere le eccellenze produttive della provincia e per sensibilizzare e pubblicizzare il grande patrimonio materiale e immateriale del territorio. Si è parlato delle bellezze naturalistiche e delle eccellenze enogastronomiche e agroalimentari, soprattutto attraverso la neo costituita associazione “Strada del Vino e dei Sapori delle Terre di Calabria della provincia di Cosenza”, ma si sono messe in evidenza anche alcune imprese storiche della provincia e degli aspiranti neo imprenditori, con una festosa cerimonia che ha dato vita a un ideale abbraccio tra le generazioni passate e quelle che rappresenteranno il futuro economico e produttivo. Non solo una celebrazione del proprio territorio o delle persone che rappresentano la storia commerciale e imprenditoriale, ma una manifestazione vissuta come una vera e propria festa, di identità, condivisione, conoscenza e gusto. Ad aprire i lavori della manifestazione è stato Klaus Algieri, artefice dell’idea di promuovere in questa veste così innovativa la casa delle imprese. È stato proprio il Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, coadiuvato nella conduzione della manifestazione dal Segretario Generale della Camera, Erminia Giorno, a presentare l’associazione “Strada del Vino e dei Sapori delle Terre di Calabria della provincia di Cosenza” e a declinare in tutti i suoi aspetti e nelle opportunità che offre alla provincia cosentina l’interessante progetto di marketing territoriale. A sostenere le tesi del Presidente Algieri, e a contribuire all’opera di sensibilizzazione e conoscenza avviata dalla Camera di Commercio attraverso questo progetto di marketing territoriale, è stata la caporedattrice centrale della celebre rivista Touring, Isabella Brega, che ha relazionato con un intervento sul “Viaggio intorno al piatto”. “È stata davvero una bellissima serata – ha dichiarato a margine dell’iniziativa il Presidente Algieri – con la presentazione di tanti elementi che concorrono insieme allo sviluppo di un territorio. È stato bello sentir dire a molti imprenditori che era la prima volta che mettevano piede nella Camera e, addirittura, di sabato sera. Emozionante poter ammirare il lavoro e l’orgoglio di tanti uomini e donne che con la loro operosità hanno fatto grandi le proprie imprese e che ti chiedono di fare una foto insieme a loro, ai loro figli o nipoti, con tre generazioni di impresa racchiuse nel ricordo di un sorriso. Molto significativo è stato anche poter vedere presenti i dipendenti dell’Ente con i loro familiari, tutti sorridenti. Tutto questo è quello per cui sento l’orgoglio del ruolo che sono stato chiamato a ricoprire”. Nel corso dell’evento si è parlato di eccellenze enogastronomiche, di viaggi e di esplorazione tra le tante magnifiche bellezze naturalistiche della nostra provincia, ma è stato rappresentato soprattutto un insieme di valori fatto di uomini che congiungono la storia della tradizione all’innovazione delle forze produttive emergenti, che saranno i sicuri prossimi protagonisti di un successo e di un riscatto sociale ed economico che la Camera sosterrà con ogni mezzo. “Un evento come Porte Aperte, che illumina la Camera per accendere i fari sulla capacità delle nostre imprese – ha proseguito Algieri – deve rappresentare per le istituzioni e tutti gli attori locali un momento di consapevolezza delle tante possibilità che sono insite nel nostro grande patrimonio e stimolare una nuova presa di coscienza del lavoro che bisogna ancora fare, per rendere più competitive le aziende di questa provincia, per migliorare le infrastrutture presenti sul territorio e per far crescere un’offerta turistica così singolare e ricca”. La manifestazione si è conclusa con una degustazione dei prodotti DOP e IGP dei Consorzi di tutela protagonisti della “Strada del Vino e dei Sapori delle Terre di Calabria della provincia di Cosenza”.

 

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Reggio di Calabria: il “Pub(l)icSpeaking Tour” di Veronica Benini farà tappa in città

(42) “Se non ci provi, non lo scoprirai mai” è uno dei tanti messaggi positivi che Veronica Benini lancia dalle pagine virtuali suo blog www.sporablog.com e che diventano quasi dei mantra durante i corsi motivazionali che tiene in diverse parti di Italia, e non solo, uno dei quali, il

 

“Pub(l)icSpeaking Tour”, farà tappa a Reggio Calabria grazie allo sponsoring del B&B Domus Itria, di Eleonora Uccellini e Domenico Canale, e alla collaborazione con MeniaCutrupi e Salvatore Salvaguardia presenti con il loro network imprenditoriale di Cofanetti di Coccole, MammaMenia e DreamLab. Si tratta di una giornata di strategia e strutturazione di uno speech con un’insegnante particolarissima, speaker internazionale, ex architetta di grattacieli. Veronica oggi è una motivatrice che usa i tacchi come strumento di empowerment femminile. Lavora come consulente di strategie marketing woman2woman a Milano ed è Presidente e fondatrice di Stiletto Academy. Il corso è rivolto a chi: deve fare presentazioni pubbliche per lavoro; fa la commerciale e vorrebbe avere più verve e tecnica; è terrorizzata dal parlare in pubblico; vuole aumentare la tua self-confidence perché la convinzione le pare un miraggio; vuole strutturare e gestire meglio un discorso, anche un elevator pitch o una conversazione durante un meeting di networking per far capire che cosa fa veramente e suscitare interesse. La giornata si svolgerà secondo il seguente programma di massima: ispirazione e concept: ogni speech ha un obiettivo, e a volte l’obiettivo può diventare doppio per una maggiore efficacia anche a livello di carriera; perchè? il why è la base, ma a volte non è il why che credevi e lo vedremo insieme; analisi dei grandi speech storici: struttura, emozioni, strategia; la tua strategia: esempi di elevator pitch personali per darti spunti per mettere a fuoco il cuore del tuo discorso, o della tua problematica generale se partecipi per migliorare le tue doti orali al lavoro (orali parlate, cosa vai a pensare!); uno speech inizia con carta e penna: come scriverlo e strutturarlo per segnare gli spiriti. Dispensa utile stampata da portare a casa. Dal testo alle parole chiave, dalle parole alle emozioni: spara solo 3 frecce, ma sparale dritte al cuore; tecniche di strutturazione interattiva "a volo di gallina". Macinare, macinare, macinare! Uno speech è un monologo studiato con ogni centimetro del tuo essere. Ispirazione e motivazione danno forza al tuo messaggio. Donne in politica: cosa ho imparato da loro e come puoi usare i loro trucchi anche tu. Cosa ci insegnano Wonder Woman, Minnie e la Sandberg. Parlare in pubblico come performance e show al 200%: come far defluire le tue emozioni dal palco fino alla lucina dell’uscita d’emergenza. Perché se non ti credi tu per prima, perché dovrebbero crederti gli altri? Gasiamoci: tecniche fisiche di concentrazione ed energizzanti, prima del grande momento. On stage: tacchi &empowerment, come usarli per dominare te stessa e la scena. Bonus: #FailOn ovvero le brutte figure che ho fatto davanti a tanta gente (tipo 1500 spettatori), e cosa puoi imparare dai miei errori. È compreso lo Stiletto Challenge, per metterti in forma. 

Veronica Benini ex architetta di grattacieli nell’ingegneria civile, oggi è una motivatrice che usa i tacchi come strumento di empowerment femminile. Lavora come consulente di strategie marketing woman2woman a Milano ed è Presidente e fondatrice di Stiletto Academy. Parla regolarmente in pubblico a platee da 150 a 1500 persone da 6 anni.

 

Evento realizzato con lo sponsoring di Domus Itria B&B e in collaborazione con MammaMenia, Cofanetti di Coccole e DreamLab. È gia aperta la fase di pre-iscrizione al corso che si effettua consultando la sezione Corsi/Workshop di gruppo del sito www.stilettoacademy.com. Il corso si terrà presso il B&B Domus Itria, via Itria n. 22, Reggio Calabria. Per ulteriori informazioni su orari e costi e un contatto diretto rivolgersi a: eleonora.uccellini@gmail.com – 328.9171484

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Reggio di Calabria: Marra (MAP) “Soccorsi all’Hotel Rigopiano, vergogna internazionale”

(41) Come Movimento non posso che essere vicino a tutti i soccorritori che da giorni sono impegnati costantemente a spalare neve in quel che resta dell'Hotel Rigopiano, dai Vigili del Fuoco, volontari del Soccorso Alpino, protezione civile a tutte le forze impegnate ma non volendo

 

fare polemiche appena si è verificato questo evento, dopo questi giorni e sentendo lo sfogo dei Sindacati dei Vigili del Fuoco, capisco che i miei dubbi erano veri; come si può fare a non fornire le attrezzature adeguate a chi si sta rompendo la schiena da giorni ad aiutare povere persone abbandonate a se stesse. Come si può fare in un paese definito “civile” come l'Italia a lasciare soltanto 40 vigili del fuoco e a turni anche la metà con una priorità del genere con ancora quindici ,venti vite da poter salvare. In questi giorni non ho visto nei vari servizi televisivi nessun intervento motorizzato come dovrebbe essere in questi casi. Le polemiche servono perchè la macchina degli interventi non si è messa in moto e non capisco il perchè, visto che come dicono i Sindacati tantissimi Vigili del Fuoco erano in attesa di essere chiamati per intervenire tra cui i Nuclei SAF attrezzati per ghiaccio e neve per poi non dimenticare che per pranzo gli è stato dato un panino con la nutella e la cosiddetta “cena congelata” alle quattro di notte. Il mio dubbio come quello dei Sindacati è proprio che per risparmiare nei costi non sono stati inviati altri cento, duecento vigili del fuoco che avrebbero già da uno due giorni evacuato tutti. Non posso che definire l' Italia un paese da quarto mondo visto che Renzi mesi fà durante uno dei suoi soliti discorsi disse che avrebbe speso anche 200.000 euro per recuperare dal mare quella nave affondata dove all'interno c'erano circa cento cadaveri di poveri profughi. Forse in questo caso questa gente a Rigopiano non merita tutta questa attenzione. Il Presidente, Pietro Marra.

 

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Coldiretti: “Ancora danni per i violenti nubifragi. Il report delle situazioni a rischio”

(39) I nubifragi continui che si stanno abbattendo sulla Calabria, in particolare sulla fascia Jonica stanno aumentando sensibilmente i danni all’agricoltura che si sono registrati nei giorni precedenti a causa della neve e del gelo. In queste ore ad essere particolarmente colpita è la

 

fascia ionica del reggino, che già era stata ferita da una ondata di maltempo tra il 30 ottobre al 2 novembre 2015 che aveva lasciato un brutto segno. La Coldiretti Calabria, che sta monitorando la situazione in stretto contatto con i propri dirigenti sul territorio, segnala una frazione isolata nel Comune di Grotteria (RC) e l’interruzione completa di una strada rurale a Bova (RC) in contrada “Cavalli” con la relativa impossibilità al transito e isolamento di famiglie e allevamenti. A destare preoccupazione – aggiunge Coldiretti, è anche la fiumara San Pasquale tra Bova e Bova Marina che è a forte rischio esondazione. A Nocera Terinese (CZ) è esondato il torrente “sciabica” in località “macchia de luca” con il conseguente allagamento degli ortaggi. “Nei prossimi giorni, dopo questa nuova ondata di maltempo che ci si augura termini – afferma Pietro Molinaro – faremo un report dettagliato sugli ulteriori danni arrecati al settore agricolo”.

 

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Polistena (RC): operativo lo Sportello dei Diritti del Cittadino istituito dal “Lions Club Polistena Brutium”. Da Polistena un messaggio alle Istituzioni: “I Lions pronti a collaborare per il bene della collettività”

(38) Con il convegno di presentazione che si è tenuto presso la sede del “Lions Club Polistena Brutium” a Polistena in via Catena n. 45 – Centro Polifunzionale “Don Pino Puglisi” è divenuto operativo lo Sportello dei Diritti del Cittadino, finalizzato a fornire a chiunque, in maniera

 

gratuita e sussidiaria, informazione, orientamento e consulenza in ambito legale, medico e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Lo sportello, che si avvale della collaborazione di qualificati professionisti, sarà aperto al pubblico tutti i giovedì, dalle 15:00 alle 16:30, e per contatti, prenotazioni ed informazioni è stato istituito il seguente indirizzo e-mail: lions.polistenabrut.sp.diritti@gmail.com. Il presidente del Lions Club Polistena Brutium, avvocato Antonino Napoli, ha introdotto i lavori del convegno ringraziando tutti i soci per l’impegno ed evidenziando che “i Lions hanno la funzione sociale di occuparsi del bene della comunità in cui operano al fine di migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Tra gli scopi del Lions Club International – ha ricordato Napoli – vi sono quelli di promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza e prendere attivo interesse al bene civico culturale sociale e morale della comunità.  Pertanto, seppur i Club Lions non fanno politica attiva hanno lo scopo, sfruttando le energie, le esperienze, le competenze e le professionalità dei soci, di supportare l’attività delle amministrazioni locali e rendersi promotori di idee e progetti in tutti i settori dove l’intervento pubblico per carenza di mezzi finanziari, di esperienze o di competenze non può intervenire”. “Alla luce del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, sancito dall’art. 118 c. 4 della Costituzione – ha rilevato Napoli – risulta rinnovato e potenziato il ruolo civico dei Club che diventano promotori degli interessi pubblici”. “Lo sportello – ha evidenziato Napoli – rappresenta un presidio di legalità perché il concetto di diritto è connesso a quello di dovere in quanto, per come brillantemente espresso da Norberto Bobbio: <<I nostri diritti non sono altro che i doveri degli altri nei nostri confronti>>”.  L’avvocato Napoli ha concluso il suo intervento ricordando che “Lo Stato, secondo la nostra Costituzione, è al sevizio dell’individuo e non viceversa, perché l’individuo e la sua dignità sono più importanti di qualsiasi altro obiettivo dello Stato”. Il presidente dei Leo del “Polistena Brutium” Giuseppe Pronestì, nel suo intervento di saluto, ha comunicato che i Leo daranno un contributo allo Sportello dei Diritti garantendo “ripetizioni agli studenti meno abbienti, italiani e stranieri, che volessero approfondire o recuperare le materie scolastiche oltre che la loro costante presenza a tutte le iniziative”. L’avvocato Ettore Tigani, responsabile dello Sportello dei Diritti, nel suo intervento ha evidenziato che “grazie a Don Pino De Masi il Lions Club Polistena Brutium oggi ha una Sede in un luogo, confiscato alla ‘ndrangheta, che rappresenta un presidio di legalità ed è la dimostrazione di come la legalità possa prevalere sull’illegalità e la sopraffazione dell’agire criminale”. “La nostra sede, il nostro impegno Lionistico – ha continuato Tigani – indicano chiaramente da quale parte stiamo noi Lions: Noi stiamo dalla parte delle persone che hanno bisogno di aiuto, dalla parte delle persone che hanno difficoltà ad ottenere la tutela dei loro diritti e per questo abbiamo realizzato un service permanente in cui ogni socio, in ragione delle proprie competenze, potrà dare il proprio contributo per il bene del nostro territorio e per migliorarne le condizioni di vivibilità”. “Tra gli scopi dello Sportello – ha ricordato Tigani – vi è anche quello di collaborare con tutte le istituzioni che riterranno di condividere il nostro sogno”. Tigani ha poi proceduto ad illustrare l’obiettivo dello Sportello dei Diritti evidenziando che finalità principale è quella di “contribuire ad accrescere nelle comunità territoriali (soprattutto nei giovani) la consapevolezza (e conoscenza) dei propri diritti e doveri affinchè si possa creare e sviluppare il principio della Cittadinanza attiva”. Il dott. Giovanbattista Romeo, responsabile della macro area medica, ha evidenziato che nell’istituire lo Sportello dei Diritti “abbiamo pensato soprattutto ai bisogni del nostro territorio. In un momento in cui la Sanità pubblica conosce uno dei suoi periodi più neri noi Lions abbiamo pensato di offrire un aiuto alle persone, alle classi più deboli, a quelle che hanno bisogno. Attraverso le professionalità dei Soci Lions, nei vari settori sanitari, ci poniamo l’obiettivo di fornire delle risposte a chi ne ha bisogno: indirizzare le persone verso le strutture sanitarie, aiutarli nelle problematiche cliniche, medico-legali, previdenziali”. “Capiamo bene – ha evidenziato Romeo – che è un compito difficile in un territorio particolare, con tanti problemi.  Ci sorregge il nostro spirito di servizio che è la base dell’essere Lions. Poter dare un aiuto a chi lo chiede è certamente appagante. Questo, e nulla altro, è lo scopo che il Club “Polistena Brutium” ha posto alla base della creazione dello “Sportello”. L’avvocato Rosalba Sciarrone, responsabile della macro area legale, nel suo intervento ha illustrato le criticità del territorio e la necessità che lo Sportello rappresenti, nella Piana di Gioia Tauro, un presidio per “La tutela dei diritti dei minori e delle famiglie vittime di soprusi da parte dell’autorità giudiziaria; informazione, consulenza ed assistenza sulle tematiche inerenti la violenza di genere e la violenza sulle donne e domestica; la tutela dei diritti dei piccoli, medi e grandi imprenditori”. “Ci occuperemo di tutte le persone che ritengano di avere subito una violazione dei loro diritti”. “Lo Sportello – ha specificato l’avvocato Sciarrone – si propone anche di offrire consulenza agli immigrati alle prese con il permesso di soggiorno, asilo politico ed altre problematiche giuridiche che di volta in volta si presentano nonché di assistere gli adolescenti, che sono il futuro e la speranza della nostra terra, nei casi di bullismo, atti persecutori e violenza di genere nonché le ragazze madri ed i soggetti vittime di usura e anatocismo bancario sia in campo civile che penale”. Infine, il dott. Giuseppe Zampogna, sindaco del comune di Scido e consigliere dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, responsabile della macro area amministrativa dello Sportello, rifacendosi alla sua esperienza di amministratore locale ha evidenziato la necessità che le classi sociali più deboli vengano indirizzate e messe a conoscenza dei loro diritti. “Spesso – ha evidenziato Zampogna – nei rapporti con la pubblica amministrazione il cittadino percepisce come favore quello che in realtà è un vero e proprio diritto”. “Lo Sportello – ha comunicato Zampogna – è al servizio dei cittadini e li affiancherà per trovare soluzioni concrete ai problemi ed ai bisogni del territorio”. “Vigileremo sull’utilizzo del denaro pubblico, denunciando gli inutili sprechi e lavorando affinchè le risorse vengano ottimizzate ed utilizzate al meglio. Ci impegneremo fin da subito per far sì che il nostro territorio diventi attrattivo per gli investitori. Solleciteremo la ricerca di finanziamenti, non solo locali ma anche regionali ed europei, al fine di consentire alle amministrazioni di intervenire laddove le disponibilità non siano sufficienti”. “Riteniamo, altresì, che sia necessario recuperare il piacere di vivere nel nostro territorio, potendone apprezzare a pieno le sue bellezze ambientali e la sua storia”. “A questo scopo – ha concluso Zampogna – i principi che guidano il nostro Sportello sono orientati ad un rilancio del territorio in termini di sicurezza, commercio, vivibilità, trasparenza e massimo coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali”. Completata la presentazione dello Sportello si è aperta la discussione a cui hanno partecipato amministratori locali ed i soci del club. Il sindaco del comune di Galatro, dott. Camelo Panetta, ha offerto il suo sostegno affichè lo Sportello venga presentato a Galatro evidenziando che “c’è bisogno di informazione e di un supporto da parte della pubblica amministrazione”. Il vice sindaco di Cinquefrondi, avvocato Giuseppe Longo, ha manifestato la disponibilità dell’ente da lui rappresentato a collaborare e supportare il progetto. L’avvocato Giuseppe Macino, socio del club, ha evidenziato che l’istituzione dello Sportello si è resa necessaria per “l’insufficienza delle risposte date dalle pubbliche amministrazioni ai bisogni della gente. Lo Sportello vuole essere un centro di ascolto. E’ una sfida e noi sappiamo di poterla vincere”. Don Pino De Masi, parroco di Polistena e vicepresidente di Libera, ha definito lo Sportello “un evento importante per tutto il territorio. La sede dello Sportello in una struttura che era il simbolo del potere mafioso rappresenta lo sforzo per svegliare le coscienze ed incoraggiare la gente. Grazie a titolo personale, grazie come parroco, grazie come cittadino di Polistena”. Michele Albanese, giornalista e sottoposto a scorta per le minacce ricevute dalla ‘ndrangheta, nel suo intervento ha sottolineato di avere avuto da sempre delle “riserve sui Lions e sulla capacità del territorio di autorigenerarsi. Oggi mi avete fatto ricredere – ha confessato Albanese – vi faccio i miei auguri perché questo territorio ha bisogno di idee, di uno sviluppo culturale, di abbattere le barriere che hanno causato e causano molti problemi”.

 

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Elezioni Consorzio Bonifica Tirreno Reggino di Rosanro: buona affermazione delle liste Coldiretti

(37) Molinaro: si afferma il progetto Coldiretti la responsabilità dei suoi dirigenti impegnati a far ripartire il Consorzio. Nei Consorzi di Bonifica continua a vincere la Coldiretti. La conferma arriva dalle elezioni per il rinnovo degli organi consortili che si sono svolte al Consorzio di

 

Bonifica Tirreno Reggino con sede a Rosarno hanno visto l’affermazione delle liste Coldiretti che si sono aggiudicate 9 consiglieri su 15 componenti il Consiglio dei Delegati. Il primo dato che emerge è che  molti consorziati si sono recati alle urne ed è stato superato abbondantemente il quorum previsto per la validità delle elezioni. Il presidente della coldiretti Calabria Pietro Molinaro, ringraziando per l’impegno, e l’abnegazione i dirigenti dell’organizzazione di Reggio Calabria e tutti i candidati, ha  commentato con soddisfazione che “con il rinnovo degli organi si conferma ancora una volta  l’interesse dei consorziati per questi Enti e parimenti – continua – viene riconosciuta la validità del  progetto messo in campo da Coldiretti Calabria che ha i suoi cardini nelle cose da fare e nella responsabilità di dirigenti che lo porteranno avanti. Le espressioni di voto del Consorzio di Bonifica del comprensorio della Piana di Rosarno – Gioia Tauro, attestano in modo inequivocabile qualora ce ne fosse bisogno, che sotto l’aspetto sociale ed economico vi è una forte necessità di una nuova politica di difesa del suolo, dell’irrigazione e questo in un’area a forte vocazione agricola con produzioni di qualità che necessariamente deve avere nel Consorzio di Bonifica un insostituibile alleato per la realizzazione della qualità delle produzioni  e per la piena legittimazione di una agricoltura al servizio del territorio e dei cittadini.  Un gruppo dirigente coeso, che sarà con determinazione  impegnato a far ripartire il Consorzio, ha  declinato in modo perfetto il progetto che sarà portato avanti, perché a guidare e orientare l’azione vi è la consapevolezza di dover realizzare servizi importanti per le imprese agricole ed agroalimentari e per il territorio dove devono coesistere gli interessi legittimi delle imprese, delle popolazioni e delle Amministrazioni locali. Coldiretti, la forza amica della Calabria – conclude Molinaro – legittima ancora una volta la propria forza e capacità di proposta e democraticamente ottiene la guida dell’Ente”.

 

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Reggio di Calabria: Martorano (FENAFI) “La riapertura del Parco Caserta, da sempre il più grande impianto sportivo polifunzionale e cuore pulsante della città, è sicuramente il primo step per l’avvio dell’economica locale che sta gradualmente ripartendo”

(36) Ad affermarlo è il presidente della Fenafi (Federazione nazionale delle società finanziarie), avvocato Santo Alfonso Martorano che vede nella recente riapertura del Parco Caserta un “buon modo imprenditoriale variegato e vitale che, sulla base di una buona sinergia

 

professionale e istituzionale, contribuirà alla formazione della ricchezza di Reggio Calabria”. “Il periodo di crisi che il Paese sta attraversando è sicuramente il più duro dal secondo dopoguerra e in questi anni, imprenditori e aziende soprattutto al Sud,  sono testimoni di sacrifici straordinari che hanno permesso il riavvio di attività fondamentali per l’Area dello Stretto – afferma l’avvocato Martorano – Reggio Calabria con l’apertura del Parco Caserta e, sicuramente con altri luoghi simbolo della città, deve continuare a lavorare per superare la sfida e proseguire con determinazione un percorso che possa migliorare l’ambiente per fare impresa, semplificare le regole, favorire gli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione e formazione. Solo dando slancio al sistema economico, valorizzando il contributo delle piccole e medie imprese,  si può realizzare un progetto di crescita e ammodernamento del Paese.  Riavviare l’economia e creare occupazione diminuendo al contempo l’alto tasso di inoccupati, ci consentirà di riaccendere il motore di una macchina spento da troppo tempo. Dal Parco Caserta ha inizio non solo una nuova fase per lo sport, un’imperdibile opportunità per tutti quei professionisti che hanno portato in alto il nome di Reggio nelle varie discipline agonistiche, ma si procede a mettere in campo anche uno dei tanti mezzi per fare impresa e sui quali la città tutta deve puntare”.

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Reggio di Calabria: l’USB-PI-Scuola esercita il diritto di replica sulla vicenda del prof. Filardi

(35) Riceviamo e pubblichiamo. Egr. Signor Direttore, con riferimento all’articolo “Reggio Calabria, docente del Liceo Vinci trasferito d’ufficio per incompatibilità ambientale: storica sentenza del Tribunale del Lavoro” apparso su Strettoweb.com il 13/12/2016,

l’USB-PI-Scuola Calabria La invita a garantirle diritto di replica ai sensi della legge 47/1948. Chiede quindi che venga pubblicata integralmente la seguente dichiarazione (tutti i documenti citati sono in possesso della scrivente O.S.). L'autore del suddetto articolo, il prof. Lucio Ficara, attacca un precedente articolo, apparso su Strettoweb in data 17ottobre 2016, che riportava una nota dell'USB Scuola Calabria riguardante una sentenza del Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria che aveva accolto il ricorso di un docente del Liceo Vinci contro l'assegnazione alle classi da parte della dirigente scolastica. Il prof. Ficara definisce "farneticante" e "falsa" la nota dell'USB in quanto non sarebbe vero, come in essa si sostiene, che la dirigente scolastica ha operato lo scorporo dell'insegnamento della matematica dalla cattedra del docente (A049 Matematica e Fisica) contravvenendo ai principi stabiliti dagli organi collegiali. Al contrario, "nei criteri adottati dal Consiglio di Istituto per l'assegnazione dei docenti alle classi è chiaramente indicata la possibilità di scorporare la matematica dalla fisica…". Ora, il prof. Lucio Ficara, che è docente in quello stesso liceo Vinci e componente del Consiglio d'Istituto, cioè dell'organo collegiale che ha deliberato i criteri di assegnazione dei docenti alle classi, dovrebbe spiegare come mai quei criteri vengono applicati solo su tre docenti su 34, e sul prof. Filardi in maniera ancora più gravosa, tant'è che il Tribunale del Lavoro, pur non entrando nel merito della suddivisione delle discipline (essendo questo un fatto di natura didattica) ha colto appieno la discriminazione che da tale sperequata assegnazione ricadeva sul prof. Filardi ed ha emesso una sentenza di totale accoglimento del ricorso, sospendendo " l'atto impugnato limitatamente alla assegnazione delle classi al reclamante per l'a.s. 2015/2016". Il prof. Ficara prosegue accusando la nota dell'USB di diffamazioni e miserrime congetture in quanto, a suo dire, "l’ordinanza del tribunale del lavoro è stata applicata immediatamente, e anche nella massima correttezza. Il docente reclamante ha avuto tolte due classi ed ha avuto assegnato uno sportello didattico di matematica e fisica. In sostanza il docente ha avuto una nuova assegnazione di cattedra più equa nei numeri come previsto dalla stessa ordinanza". Su quali criteri il prof. Ficara basa la sua affermazione? Secondo lui è corretto sanare la discriminazione non assegnando una cattedra "normale" di matematica e fisica, ma "arrangiando" per il prof. Filardi una cattedra ad hoc che prevede la sostituzione di alcune ore di insegnamento curricolare con ore di sportello didattico in orario curricolare! Non esiste in nessuna norma scolastica né in alcun contratto collettivo (e questo il prof. Ficara, dirigente sindacale, dovrebbe saperlo bene) la possibilità di sostituire le ore di una disciplina curricolare con ore di attività extracurricolari (tra le quali si colloca lo sportello didattico). Insomma, la dirigente scolastica, per ridurre le classi al docente, gli assegna ore di sportello didattico da svolgere in orario curriculare (sic!) ed ore a disposizione per sostituire i colleghi assenti (ma per poter far questo assegna ore eccedenti l’orario d’obbligo a titolo gratuito ad altri due docenti). Se questo è applicare correttamente l'ordinanza del Tribunale del Lavoro… Per quanto riguarda, invece, il trasferimento d'ufficio del prof. Filardi per incompatibilità ambientale, c'è da tener presente che si tratta di un provvedimento posteriore alla sentenza del Giudice del Lavoro di Reggio Calabria, basato su testimonianze raccolte quasi tutte dopo tale sentenza. Invece, l'ostilità del prof. Ficara, componente RSU dell'Istituto e presidente del Direttivo della FLC GGIL di Reggio Calabria, Presidente del Direttivo FLC CGIL regione Calabria, nei confronti del prof. Filardi ha radici lontane nel tempo, come si evince da alcune sue dichiarazioni a verbale espresse durante due incontri (1/12/2014 e 17/03/2015) tra RSU e Dirigente Scolastica, incontri voluti da ambedue le parti per giudicare il comportamento del prof. Filardi. Nel primo verbale (1/12/2014) si legge che il prof. Ficara "riporta testualmente" alcune dichiarazioni che il prof. Filardi avrebbe fatto (“la dirigente ha illegalmente operato sugli organici…..”, “ la dirigente ha commesso danni erariali…”), dichiarazioni che, a suo dire, "rischiano di pregiudicare oltre la credibilità professionale del dirigente e dell'amministrazione dallo stesso rappresentata, la credibilità di una categoria sindacale che affianca il dirigente proprio perché tutte le operazioni vengono concertate nel rispetto dei diritti dei lavoratori". Sorvolando sul fatto che non esiste concertazione a livello di Istituzione scolastica, se le parti si sono sempre riunite per adempiere ai loro compiti, perché sono state riconvocate per prendere visione di quello che già conoscono? Non sarà, invece, che si vuole stigmatizzare ufficialmente il comportamento di un docente che ha osato esprimere delle critiche? Ma la RSU dell'Istituto non ha competenza al riguardo! Il 17 marzo 2016 è stata nuovamente convocata dal dirigente la RSU per chiarire l'operato professionale del prof. Filardi, anch'esso convocato alla riunione ma assente, per sua scelta, "alla riunione che lo riguardava". In tale occasione, il prof. Ficara "lamenta nei confronti dell'operato del Prof. Filardi una scarsa attenzione nella lettura delle circolari interne e in più occasioni il mancato rispetto del contratto collettivo nazionale della scuola….”. Il verbale prosegue con una serie di dichiarazioni rese da tutti i presenti, impegnati, non si sa a quale titolo e senza alcun contraddittorio, a condannare l'operato del prof. Filardi e a metterne in dubbio la professionalità. In seguito a ciò, questa Organizzazione Sindacale, nel precisare che non compete alla RSU valutare il comportamento di un docente, inoltra alla dirigente scolastica una richiesta di incontro per avere chiarimenti in merito. Tale richiesta rimane senza risposta. Viene reiterata la richiesta. Stavolta la dirigente risponde e accetta l'incontro, a distanza di circa un mese. E ancora, le richieste del prof. Ficara del 27/2/2016 e del 1/03/2016 presentate, in qualità di RSU e Dirigente sindacale, alla dirigente scolastica per sapere quali provvedimenti abbia preso nei confronti del Prof. Filardi a proposito della sua comunicazione con la quale esponeva alla DS “le offese e diffamazioni fatte dal prof. Filardi….” e la comunicazione del 3/03/2016, con la quale rendeva edotta la dirigente di essere stato diffamato a mezzo stampa dal Prof. Filardi, sono forse esempio di correttezza di un collega nonché RSU e dirigente sindacale o non sono ad considerare, piuttosto, un utilizzo improprio di ruoli e funzioni al fine di colpire un collega? Si tratta di diffamazione a mezzo stampa da parte di USB l'avere affermato che il preside: “anziché applicare correttamente la sentenza, trascorra i due mesi successivi – supportato dai sindacati complici, Cgil, Uil, Gilda e Snals a raccogliere, tra insegnanti compiacenti e alunni minorenni della scuola, le prove della presunta incompatibilità ambientale del professore, finché non ne ottiene il trasferimento d’ufficio”? A prova di quanto affermato da USB, si citano alcune frasi la nota di FLC CGIL, UIL, SNALS, GILDA, del 7 Marzo 2016 e protocollata il 15/03/2016 (prima firmataria la segretaria provinciale FLC CGIL), in cui si afferma: " i segretari provinciali….vengono a conoscenza di plurime e continue offese e diffamazioni rivolte ai docenti e al personale ata….da parte del Prof: Filardi ….invitano la S.V ad assumere ogni opportuna iniziativa……poiché il citato docente arreca ogni giorno disturbo a tutto il personale scolastico….” Altro che miserrime congetture! Si tratta di testimonianze "raccolte in tutta fretta" (la maggior parte delle quali posteriori alla data della sentenza del Giudice del Lavoro di Reggio Calabria del 3/02/2016), generiche, non circostanziate, dagli argomenti pretestuosi (vedi comunicazione della Segretaria SGA che lamenta il fatto che il prof. Filardi si presenta agli sportelli di segreteria anche in orari di non accesso al pubblico: come se un docente facesse parte del "pubblico"!), basate anche sul "sentito dire" (vedi Prof…..del 1/03/2016), per aver votato contro l’elezione di due coordinatori per uno stesso dipartimento sostenendo che ne bastava uno( vedi. Dichiarazione del 21/11/2015). Persino le richieste di chiarimenti fatte dal prof. Filardi ai colleghi che avevano presentato relazioni scritte contro di lui, vengono fatte passare per aggressioni verbali e minacce (doc.del 08/04/2016; doc. del16/03/2016). Infine, le dichiarazioni di alunni minorenni non sono accompagnate dalla firma di uno dei genitori (doc.1/03/2016). Alla luce di quanto fin qui esposto (e documentato), risulta del tutto evidente l'intento "diffamatorio" nei confronti dell'USB del prof. Ficara, dirigente di un sindacato sempre pronto a schierarsi dalla parte di chi rappresenta il potere e lontano da tempo dai veri bisogni dei lavoratori.

* USB-Pubblico Impiego-Scuola Calabria (componente Esecutivo Nazionale USB-PI-Scuola).

 

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Federazione Ordini Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Calabria e Basilicata al servizio di Istituzioni e cittadini

(40) La Federazione degli Ordini di Calabria e Basilicata coglie, ancora una volta, un’opportunità per rimarcare l’ampiezza del ruolo e delle competenze dei Commercialisti a servizio delle Istituzioni e dei cittadini, evidenziando come un loro intervento possa anche costituire valido

 

strumento a supporto della corretta impostazione di prassi gestorie ed operative. L’occasione è rappresentata questa volta dal caso instauratosi attorno alla vicenda di uno dei bandi ricompresi nel POR Calabria FESR FSE 2014/2020, predisposto per l’accesso a finanziamenti regionali destinati a diverse aree. Infatti, per l’Asse 3, il bando relativo a Macchinari e Impianti contenuto nell’Avviso pubblico per il sostegno alla riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, pubblicato sul portale Calabriaeuropa della Regione Calabria, destinato a imprese e liberi professionisti, ha subito una imprevista ma prudenziale battuta d’arresto a seguito di alcune anomalie segnalate in sede di acquisizione delle domande. Pare, infatti, che già a partire dal 12 dicembre – data in cui è stata istituita la piattaforma informatica di iscrizione – sia stato possibile inserire le domande, benché solo dal successivo 9 gennaio (il click day) sarebbe stata  fruibile anche la funzione di protocollazione delle stesse. Un “incidente” che ha dato spunto a questa Federazione di suggerire all’Amministrazione Regionale la necessità di predisporre ambiti valutativi preliminari da affidare alla cura ed alla competenza dei Professionisti, onde evitare, in futuro, nuovi difetti che possano risolversi in pregiudizio per le imprese ed i cittadini in genere.  Invero la formula del click day (peraltro utilizzata con risultati analoghi anche nel caso del famoso strumento delle Borse Lavoro) dimostra come le prime ad essere penalizzate siano le imprese stesse, che a volte vedono sfumare la possibilità di accesso ai benefici previsti dalla normativa regionale per un imponderabile ritardo di millesimi di secondo nella corsa al perfezionamento telematico della propria istanza. Inoltre, la predetta modalità di accesso ha l’evidente demerito di svuotare di significato la qualità intrinseca dei progetti, ai quali viene negata a priori la possibilità di un giudizio sulla bontà tecnica dei loro contenuti e del tipo di investimento proposto a fronte della mera rapidità con cui un operatore sarà in grado di eseguire una procedura telematica effettuando un click! La Federazione degli Ordini di Calabria e Basilicata, pertanto, invita alla necessità di individuare dei metodi alternativi per l’invio – e la valutazione – delle istanze di accesso ai contributi pubblici, che prescindano dai più o meno elaborati virtuosismi telematici a vantaggio del risalto della validità dei contenuti proposti. Propone, quindi, l’apertura di un tavolo tecnico con l’Ente Regionale e le Associazioni di categoria in cui i Commercialisti possano offrirsi quali validi e qualificati partners per l’individuazione di modalità gestorie tanto dell’istruttoria che delle fasi successive alla concessione dei finanziamenti, onde garantire l’efficacia e l’efficienza degli strumenti agevolativi posti in essere.

 

 

 

 

 

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