Coldiretti i dati diffusi dalle Autorità di Gestione del POR e del PSR non eliminano i ritardi e le criticità nella gestione dei fondi comunitari

(455) In merito ai dati diffusi dalle Autorità di Gestione del Por e del Psr attraverso il comunicato “Por e psr: autorità di gestione questi i numeri” nel quale  si afferma che nella tre giorni (Cantiere Calabria) i rappresentati nazionali delle maggiori organizzazioni agricole, non hanno

 

smentito i dati pubblicati dal Dipartimento Agricoltura,  aggiungendo un sibillino: perché nessuno lo ha fatto? la Coldiretti precisa ai responsabili delle Autorità, che l’obiettivo prioritario era e resta ridurre le differenze di reddito con le regioni europee e sostenere le opportunità delle imprese che creano sviluppo e lavoro. Quindi l’imperativo categorico è la qualità della spesa, la sburocratizzazione per l’accesso ai fondi comunitari e i tempi di risposta. Il moltiplicarsi dei dati, anche con eccessiva retorica per dire che siamo i primi sulla spesa, fa ribadire a Coldiretti che i dati, appunto, devono essere maneggiati con cura perché spendere, per esempio secondo il crono programma dei regolamenti comunitari sul disimpegno delle risorse, è si positivo ma non basta, perché, se permangono le criticità, si rischia di bruciare “talenti” e prospettive sia in termini monetari che di valorizzazione dei progetti di investimento e della stessa imprenditorialità . Difatti, le risorse perse sulla programmazione 2007-2013 non sono oggetto di dibattito. Al Cantiere Calabria, non è che non sono stati smentiti i dati del Dipartimento agricoltura, il tema non è questo, bensì la gestione non positiva, che non consente ai giovani e agli agricoltori di avere risposte, certe e coerenti ai tempi delle imprese. Si riscontrano facilmente nei bandi emanati e ritirati, le troppe proroghe, le migliaia di Faq, i centinaia di ricorsi e l’assenza ad oggi di decreti che cofinanziano i progetti sulle misure della competitività. Per quanto ci riguarda, abbiamo condiviso la programmazione, messo in evidenza alcune scelte  pregevoli effettuate che creano opportunità e danno prospettive alla  nostra agricoltura. Ci riferiamo – continua Coldiretti – ad esempio al rapporto stretto tra agricoltori e agroindustria previsto nel bando della Misura 4, Intervento 4.2.1 "Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli", meglio conosciuto come “agroindustria”, che introduce condizioni innovative come il “contratto scritto” tra agricoltori e industria affinchè quest’ultima, si fornisca, di prodotti agricoli del territorio. “Smentire o convalidare dati di spesa è un esercizio che non ci appassiona – commenta Molinaro – ma se tirati per la giacca diciamo che i dati del PSR per una buona parte sono trascinamenti su impegni della vecchia programmazione e poi ancora pagamenti parziali dei premi sul biologico e indennità compensativa. Ci appassiona ancora – continua il presidente di Coldiretti Calabria – la qualità della spesa. Ebbene ad oggi negli impegni e pagamenti fatti, con i fondi comunitari (POR, PSR, Fondo di Coesione e Patto per la Calabria) che sono sotto la regia di due autorità,  e che negli obiettivi dichiarati e programmati dalla Giunta regionale dovevano operare sinergicamente, non troviamo bandi per la competitività dei territori quali: sicurezza idrogeologica, implementazione e ammodernamento reti irrigue, salvaguardia del paesaggio agrario con manutenzioni, pulizia, sicurezza e bonifica dei territori rurali. Ciò, denota la mancanza di coordinamento e la perdita del focus sulle reali esigenze del territorio. Sarebbe buona cosa – propone Molinaro -discutere e approfondire la gestione dei fondi con il partenariato socio-economico e  in seconda commissione consiliare per aiutare la giunta anche a tarare i nuovi interventi in base alle nuove esigenze emerse  e al palese deficit gestionale.  

 

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Locri (RC): Pititto “Ennesimo schiaffo ai lavoratori della Call&Call”

(445) Una nuova triste pagina si aggiunge alla vertenza Call&Call di Locri, che vede 129 lavoratori sul punto di essere formalmente licenziati. A renderlo noto è il segretario è il segretario della CGIL di Reggio Calabria – Locri Gregorio Pititto. I lavoratori sono stati convocati in gruppi

 

di tre in video conferenza dalla direzione del personale aziendale, che ha sede a Milano, per sentirsi dire da un signore seduto comodamente sulla sua poltrona a oltre mille chilometri dal dramma occupazionale che si sta consumando a Locri, che sarebbe stata loro recapitata a breve la lettera di licenziamento. La buffonata via web si è consumata un’unica volta dato che dopo il racconto sconcertato dei primi lavoratori convocati, gli altri dipendenti si sono rifiutati di ascoltare le parole del tagliatore di teste in tipico stile hollywoodiano. E’ l’ennesima prova dell’insensibilità dell’azienda Call&Call, lontanissima dallo stato d’animo dei suoi quasi ex 129 dipendenti, ai quali grazie alla fattiva collaborazione del Governo avrebbe potuto offrire una chance che, invece, non ha inteso cogliere dimostrando una vergognosa durezza nei confronti dei lavoratori. In questo momento il segretario della  CGIL di Reggio – Locri Pititto non intende soffermarsi sull’utilizzo degli strumenti informatici nell’annunciare o recapitare la notizia di un licenziamento, né elencare sentenze pro e contro questa forma di comunicazione. Né sulla circostanza, chiaramente illegittima, che convocando i lavoratori da licenziare in video conferenza, l’azienda ha di fatto reso noto i nomi dei licenziandi in barba ad ogni procedura sui criteri di scelta dei dipendenti da mettere in mobilità. Il nodo oggi è tutto umano. E la Call&Call ha dato l’ennesima dimostrazione, qualora ancora qualcuno potesse dubitarne, di non considerare i propri dipendenti delle persone meritevoli di un comportamento opportuno e il più possibile delicato, considerato il fortissimo stress emotivo che i 129 lavoratori stanno vivendo con la loro vita professionale sull’orlo del baratro ormai da mesi.

 

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Reggio di Calabria: convegno Confesercenti “Diamo credito al futuro – Strumenti, prospettive e opportunità per favorire l’accesso al credito delle PMI a Reggio Calabria”

(444) Venerdì 22 settembre il salone della Camera di Commercio di Reggio Calabria ospiterà, a partire dalle ore 9:30, il convegno organizzato dalla Confesercenti Provinciale di Reggio Calabria “Diamo credito al futuro – Strumenti, prospettive e opportunità per favorire l’accesso al

 

credito delle PMI a Reggio Calabria”.
 Nel corso dell’incontro, aperto dalla Presidente Nazionale di Confesercenti Patrizia De Luise, verranno illustrati gli strumenti che Confesercenti offre alle PMI reggine per favorire l'accesso al credito, analizzando nello specifico la situazione attuale nella Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Ricco e qualificato il tavolo dei relatori che vedrà presenti, tra gli altri, Gianni Triolo e Marco D’onofrio rispettivamente Amministratore Delegato e Direttore di Co.Svi.G. (Consorzio Nazionale della Confesercenti di Sostegno e Sviluppo delle Garanzie), Luigi Calabria Amministratore Delegato di MedioCredito Italiano e Banca del Mezzogiorno, Domenico Siclari Professore di diritto dell’economia e dei mercati finanziari dell’Università Sapienza di Roma, Vincenzo Farina Presidente Confesercenti Calabria e Claudio Aloisio Presidente Confesercenti Reggio Calabria che introdurrà i lavori. Vista la particolare importanza del tema che verrà trattato, il Presidente Aloisio e gli altri ospiti presenti sono disponibili, previo comunicazione anticipata in risposta alla presente, ad incontrare la stampa anche immediatamente prima dell'apertura dei lavori.

 

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Reggio di Calabria: SterilizziAMOli, l’Associazione Wonderland per arginare la piaga della sovrappopolazione dei gatti randagi

(443) L’ Associazione Wonderland in collaborazione con: Comune di Reggio Calabria;
Azienda Sanitaria Provinciale Veterinaria di Reggio Calabria; Association Vagabonds à 4 PattesClinica Veterinaria Fata Morgana di Reggio Calabria e 
Cabinet Veterinaire Lindén, al fine di arginare la

 

piaga della sovrappopolazione dei gatti randagi, tutelare le condizioni di vita dei gatti senza proprietario che vivono liberi sul territorio, prevenire le eventuali problematiche di carattere igienico-sanitario e favorire il controllo delle nascite offre il servizio di sterilizzazione gratuita delle gatte femmine libere che vivono nelle colonie feline censite sul territorio comunale e registrate con atto formale, le quali verranno sottoposte ad intervento di sterilizzazione e microchippatura. Per maggiori informazioni visita il sito  http://reggiocalabria.wixsite.com/wonderland/campagna-sterilizzazioni.

Associazione Wonderland: http://reggiocalabria.wixsite.com/wonderland, https://www.facebook.com/WonderlandRC/.

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CGIL Reggio Calabria-Locri: vertenza Call&Calla, Pititto esprime massima preoccupazione

(437) Il segretario della CGIL Reggio Calabria – Locri Gregorio Pititto esprime massima preoccupazione riguardo alla procedura di licenziamento collettivo di 129 lavoratori della Call&Call di Locri, in seguito all’incontro svoltosi ieri presso il MISE, nel corso del quale il management

 

aziendale ha ribadito la volontà di recedere dai rapporti di lavoro. La CGIL è stata convinta fin da subito che la drammatica situazione occupazionale dovesse essere affrontata sul piano istituzionale affinché venisse tutelato ogni singolo posto di lavoro attualmente in bilico, invocando il doveroso senso di responsabilità della politica. Infatti non si tratta semplicemente di salvare il reddito di ben 129 lavoratori che, dato il quadro di grave sofferenza del mercato del lavoro nella Locride, difficilmente potrebbero ricollocarsi in breve periodo;  ma di garantire un onesto lavoro che, in un territorio come quello locrideo, è sinonimo di presidio di legalità. Non a caso il sito produttivo, che oggi è la più grande impresa del comprensorio, è nato nel 2006 proprio per dare una risposta all’illegalità diffusa ed offrire un’opportunità vera e seria ad una fetta importante della popolazione. Tutto ciò è sul punto di sfumare a causa delle difficoltà logistiche a raggiungere Locri denunciate dal committente; difficoltà reali che, però, a volte vengono anche enfatizzate e abusate in ragione di un pregiudizio che, indubbiamente, insiste nei confronti di Locri. Dunque, al netto delle considerazioni più volte espresse dalla CGIL riguardo allo stato infrastrutturale della Calabria, ora è necessario salvare i dipendenti dall’imminente licenziamento, trovando una soluzione nel corso del tavolo tecnico previsto per domani presso il MISE. Anche perché l’appuntamento di domani rappresenterà l’ultima chance per i lavoratori della Call&Call, dato che dal prossimo 18 settembre il datore di lavoro potrà intimare i licenziamenti. Il segretario della Camera del Lavoro di Reggio Calabria – Locri Pititto si appella a tutte le istituzioni in grado di fermare questo scempio a danno di 129 famiglie. E chiama in causa in particolare il Ministro dell’Interno Marco Minniti, appellandosi alla sua sensibilità e lungimiranza, nonostante la vertenza non riguardi direttamente il suo dicastero. Infatti la battaglia per la legalità è fatta sì di azioni delle forze dell’ordine e della magistratura, ma passa parimenti attraverso la lotta per ottenere o mantenere un posto di lavoro, perché è anche liberando la popolazione dallo stato di bisogno che si isola la criminalità organizzata. La CGIL resterà al fianco dei dipendenti fino a che la vertenza non sarà risolta positivamente, urlando il diritto al lavoro e quello, non secondario, di vivere dignitosamente nella propria amata terra.

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Unione Nazionale Consumatori: integrazione TARSU 2012, il Comune ci prova e l’UNC Calabria annuncia ricorsi

(436) Introdotta dalla Commissione Straordinaria con delibera del 31 ottobre 2012, unitamente a quella riguardante anche il servizio idrico, dichiarata illegittima su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, viene riproposta nuovamente a distanza di cinque anni, guarda

 

caso, proprio al limite della prescrizione quinquennale. E’ quanto sostiene l’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria a seguito dell’invio alle famiglie reggine, degli avvisi di accertamento TARSU anno 2012. Infatti, all’epoca si chiamava ancora TARSU, oggi viene definita TARI, cambiano le sigle, ma la musica rimane la stessa, recuperare ad ogni costo e con qualsiasi mezzo possibile, anche riproponendo una richiesta già bocciata anni addietro in sede giudiziaria poiché la normativa vigente, pur ammettendo che “province e comuni, sulla base della normativa vigente e nell’ambito della loro potestà regolamentare possano approvare tariffe e prezzi pubblici anche diversi da quelli già pattuiti con gli utenti, in presenza di particolari situazioni, precisa che l’incremento delle tariffe non può mai avere effetto retroattivo”. Va rilevato che la delibera commissariale che ha imposto l’integrazione delle tariffe relative al tributo TARSU (datata 31 ottobre 2012), ha preteso di richiedere il pagamento della stessa per l’anno 2012 e, quindi retroattivamente e se l’art. 54, comma 1bis del d. lgs. 15.12.1997 n. 446, che disciplina i tributi locali, consente agli enti locali di aumentare i tributi, in presenza di rilevanti incrementi nei costi relativi ai servizi, le tariffe e i prezzi pubblici, afferma, nel contempo, che “l’incremento delle tariffe non ha effetto retroattivo”.  Inoltre, secondo quanto statuisce lo statuto dei diritti del contribuente (art. 3 legge 27.12.2000 n. 212), le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo, salvo che la legge lo consenta espressamente. Nel caso di specie non opera alcuna previsione normativa che consenta di conferire effetto retroattivo alla imposizione di aumento per il periodo relativo all’anno 2012. Infatti gli Enti pubblici, possono approvare le modifiche tariffarie, entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione e cioè entro il 30 settembre di ciascun anno, ma dovranno avere decorrenza dal 1° gennaio dell’anno successivo. Pertanto poiché l’integrazione tariffaria relativa all’anno 2012 veniva disposta con delibera del 31 ottobre 2012, l’incremento poteva essere preteso soltanto a far data dal 1° gennaio 2013 e non certo per gli anni precedenti. Dichiarate illegittime quindi le richieste di integrazione tariffaria poiché applicate retroattivamente, violando il principio generale di irretroattività, vengono inopinatamente riesumate con l’avviso di accertamento recapitato ai reggini, nella speranza di recuperare quanto già bocciato in precedenza. La stessa Corte di Cassazione attraverso le proprie sentenze ha ribadito più volte in materia fiscale il diniego della irretroattività, dalla cui violazione possono conseguire effetti negativi per il contribuente. Nonostante quindi sull’integrazione tariffaria della TARSU 2012, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria abbia condotto una opposizione convinta, in conformità al dettato legislativo, sostenuto dalle sentenze emesse favorevolmente dall’Autorità Giudiziaria, viene proposta nuovamente, dimostrando indifferenza nei confronti delle legittime proteste della cittadinanza di cui ci siamo fatti portavoce su tale argomento e che continueremo a contestare stante anche l’enorme pressione fiscale a cui sono sottoposte le famiglie reggine. Prendiamo atto inoltre come più volte denunciato che l’avvio della raccolta differenziata in città, anche se allo stato attuale si aggira su una percentuale contenuta, non ha comportato finora, come era nelle previsioni, un abbassamento del relativo carico fiscale. Infine il saldo TARI 2017 riporta ancora il tributo provinciale calcolato applicando l’aliquota del 5% del tributo dovuto. Pertanto, siamo in presenza di un Ente locale quale la Provincia, che non esiste più, ma che pretende il versamento del 5% dell'imposta. In sostanza il 5% del bollettino postale viene girato dal Comune alla Provincia che eroga servizi e prestazioni che dovrebbero essere di appartenenza della città metropolitana. Chiunque voglia reperire ulteriori informazioni, può collegarsi al sito dell’associazione www.uniconsum.it. * Presidente Regionale.

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MDC Calabria Cosenza “Non crediamo alla casualità dei roghi”

(409) "L’avevamo già scritto ma lo vogliamo ribadire con forza non crediamo alla casualità dei roghi di questi giorni e abbiamo la convinzione che il fenomeno non si combatte promettendo

 

danaro pubblico a chi ripianta sulle superfici percorse dal fuoco, disattendendo tra l’altro una legge dello Stato la n. 353/2000», dove all’art.1 terzo comma recita che le regioni a statuto ordinario provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti sulla base delle disposizioni di principio della legge entro e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della stessa, e non che le regioni programmino fondi comunitari per disattendere il dettato della stessa legge, in sintesi la legge stabilisce un divieto per 15 anni del cambio di destinazione d’uso, un divieto decennale di realizzare edifici, strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attività produttive, un divieto per 5 anni di attività di rimboschimento e ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche (vincolo superabile per particolari situazioni di dissesto o tutela del territorio)». La mis. 8 del PSR tra l’altro prorogata, e anche sulla proroga del 31 Luglio fino al 18 settembre dobbiamo interrogarci, perché subito dopo la proroga, è scoppiata la fase più intensa degli incendi. Gli aspetti che lasciano adito a illazioni e sospetti sono due l’utilizzo della legna dei boschi percorsi dal fuoco, perché gli alberi con vanno completamente distrutti ma sono commercialmente utilizzabili sotto forma di cippato. C’è poi la possibilità attraverso i fondi comunitari del PSR di aver finanziato il nuovo rimboschimento in aperto contrasto con lo spirito della legge n. 353 del 2000. Un doppio business che bisognava disinnescare immediatamente. Ai danni arrecati all’ambiente non c’è rimedio ma una punizione a chi ha pensato di arricchirsi bruciando boschi, è necessaria basta applicare la legge, niente utilizzo del legname residuale, niente finanziamenti pubblici".

 

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Reggio di Calabria: lunedì 28 i deputati D’Attorre e Battaglia discuteranno del futuro del centro-sinistra

(404) Il Partito Democratico di Catona ha organizzato e promosso un momento di riflessione sul futuro prossimo del centro-sinistra. Ha deciso di farlo grazie al contributo di Alfredo D’Attorre (Mdp) e Demetrio Battaglia (PD), i quali, dialogheranno lunedì 28 agosto, alle 19.00 al Parco Verde di Salice sul tema “Quale centro-sinistra per la guida del Paese”. Il confronto tra i due deputati sarà moderato dal giornalista Aldo Varano. Un momento di approfondimento di cui non solo le forze politiche, ma anche le realtà civiche e sociali, hanno necessariamente bisogno.

 

 

 

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Coldiretti: dalla Regione solo slogan su aree interne e prodotti di montagna

(403) Le trentadue sanzioni elevate ad agricoltori dal Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza per presunto prelievo abusivo dell'acqua per irrigazione  sul territorio silano poichè irrigavano produzioni agricole, evidenziano il disinteresse ed i ritardi da parte della Regione sulla

 

regolamentazione e gestione della risorsa acqua in Sila. La gestione idrica  dell’altopiano silano rappresenta una delle tante contraddizioni calabresi:  i laghi artificiali vengono sfruttati dalla multi – utility A2A S.p.A. per la produzione di energia idroelettrica e gli agricoltori sono senza autorizzazione per l’utilizzo dell’acqua. “Tutti sappiamo – commenta Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – che l'altopiano Silano è l'area di coltivazione della “Patata della Sila IGP” ed inoltre, in queste straordinarie ed uniche aree interne, ci sono allevamenti importanti  quindi – continua – è la presenza degli agricoltori che garantisce un presidio sociale ed ambientale evitando lo spopolamento e l'abbandono definitivo”.  Queste motivazioni hanno spinto Coldiretti ed ANBI-Calabria a sollecitare, , oltre due anni fa, il Presidente Oliverio ed il Dipartimento Agricoltura Regionale, a riequilibrare l'utilizzo delle acque silane in favore dell'agricoltura ridiscutendo le convenzioni con A2A. “Si opera su un doppio e contraddittorio binario – rilancia Molinaro – si chiede agli agricoltori di non abbandonare le aree interne ed in particolare la montagna calabrese (ricordiamo gli slogan sulla Strategia Aree Interne), si esaltano i successi nella valorizzazione dell'IGP Patata della Sila, si plaude alla strategia nazionale del MIPAAF per rafforzare la riconoscibilità delle produzioni delle aree interne con la denominazione "Prodotto di Montagna" e poi non ci si preoccupa di garantire la permanenza degli agricoltori ad iniziare dall’assicurare la disponibilità dell'acqua per l'irrigazione che è cruciale per mettere a punto scenari in grado di garantire futuro alla nostra Regione. È l'ennesimo episodio di ritardi ed inefficienza – rimarca – che vede un Dipartimento Agricoltura senza visione strategica in favore dell'agroalimentare. Dopotutto proprio in questi giorni abbiamo avuto l’ennesimo esempio  con il “tentativo” di garantire l'acqua proveniente sempre dai laghi silani ai produttori di finocchi di Isola Capo Rizzuto (KR) con un atteggiamento superficiale, in ritardo e sbilanciato verso A2A come peraltro ha fatto notare anche il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno. Gli agricoltori non possono continuare a pagare i danni per ritardi e sottovalutazione politica sul “bene acqua”, indispensabile per poter produrre le eccellenze agroalimentari, che inspiegabilmente si continua a lasciare in gestione a soggetti che sfruttano la risorsa calabrese corrispondendo canoni ridicoli e soggiaciono a pochi controlli; questo in presenza tra l’altro di forti cambiamenti climatici, ormai strutturali, che sempre di più rendono indispensabile la risorsa acqua.  Ribadiamo che così non va! Coldiretti – conclude Molinaro – affiancherà gli agricoltori nell'opposizione alle multe ricevute ed incalzerà la Regione Calabria affinché eserciti l'indispensabile ruolo Istituzionale di un riequilibrio dell'uso dell'acqua in favore dell'agricoltura”.

 

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Avviso Pubblico, solidarietà al Sindaco di Condofuri Mafrici

(402) Avviso Pubblico esprime vicinanza e solidarietà al Sindaco di Condofuri (RC) e già Vicepresidente di Avviso Pubblico, Salvatore Mafrici, all'Amministrazione comunale ed a tutta la cittadinanza, a seguito della vile aggressione e delle pesanti minacce ricevute nei giorni scorsi da

parte di un concittadino. Ancora una volta i Sindaci si confermano essere, come più volte sottolineato nel nostro rapporto "Amministratori sotto tiro", sempre più gli avamposti di uno Stato che non riesce a fare fronte ad una dilagante crisi economica e valoriale, presidi di legalità dinanzi a cui riversare le frustrazioni di un intero sistema. “Sono ormai continue le intimidazioni e le minacce messe in atto da semplici cittadini che sfogano la loro rabbia, derivante dalla perdita di occupazione o dalla mancanza di reddito, contro gli amministratori locali o i dipendenti pubblici pretendendo un lavoro, un alloggio o come in questo caso semplicemente l’emissione di acqua. I cittadini sono indotti a scagliarsi contro il rappresentante dello Stato a loro più vicino, ovvero il Sindaco, che già nello svolgere il suo mandato si trova in grande difficoltà in quanto il Governo Centrale ha eliminato gran parte dei trasferimenti ai Comuni, che in questa epoca di crisi economica sono più che mai necessari per fornire i servizi minimi ed essenziali alla comunità”, ha dichiarato la Vicepresidente di Avviso Pubblico, Maria Antonietta Sacco, Coordinatrice regionale per la Calabria di Avviso Pubblico. “Il nostro auspicio è quindi che lo Stato centrale colga questi gravi segnali di scollamento con il popolo e attui una serie di misure volte a garantire i diritti minimi di cittadinanza. In questo ha una grande responsabilità la politica nazionale, sempre più interessata a strategie di equilibrio o di mantenimento dello status quo e non al popolo, soprattutto a quella parte di popolo che versa in situazioni di vera e propria indigenza”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Coldiretti: il Dipartimento Agricoltura Regionale inadeguato e causa dei disagi ai lavoratori del Consorzio di Bonifica bacini Settentrionali di Mormanno

(400) Non si può che raccogliere l'appello e le considerazioni di Peppino Pignataro, consigliere comunale di Castrovillari, sulle difficoltà che stanno vivendo i lavoratori del Consorzio di Bonifica Integrale dei bacini Settentrionali con sede a Mormanno. Così  come bisogna prendere

 

atto dell'inadeguatezza del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria e dell'inutilità  delle riunioni consumate più come un semplice rito e senza nessun valore decisionale ed operativo che finiscono in un vicolo cieco. Il problema in generale dei Consorzi di Bonifica in Calabria ed in particolare quello dell'ex Pollino è che la Regione li ha utilizzati come bancomat per la copertura di atti amministrativi per soluzioni tampone. Il sistema consortile Calabrese – chiarisce Coldiretti – ha crediti verso la Regione per oltre 65 milioni di euro ed in particolare il Consorzio dei bacini Settentrionali per oltre 5.879.000 di euro con ulteriore appesantimento, insieme agli altri due consorzi della provincia di CS, di circa 277.000 euro annui a partire dal 2010 che hanno rappresentato un complessivo esborso di circa 1.940.000 euro per le rate, già pagate, del mutuo contratto dalla Regione per i debiti dell'ex consorzio Sibari-Crati perennemente commissariato. Basti pensare che le somme necessarie al lordo dei contributi ed oneri per saldare gli arretrati degli stipendi dei lavoratori sono circa un milione di euro. Ma Coldiretti non molla ecco perché ha già chiesto al Consorzio dei bacini Settentrionali e a tutti i consorzi calabresi di avviare subito gli atti ingiuntivi e le conseguenti azioni legali nei confronti della Regione Calabria sui crediti vantati dal sistema consortile. “Dispiace – commenta Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – che le promesse fatte anche dal Presidente Oliverio nell'incontro del 22 maggio u.s. con Anbi Calabria, Consorzi e Coldiretti sono state disattese per non dire dimenticate. I Consorzi non vogliono un paracadute ma il dovuto e una Regione matrigna ed insensibile – conclude – non può essere ulteriormente giustificata e ancor più,  una Regione che non ha la volontà di mantenere gli impegni non ha diritto di continuare solo a chiacchierare sulla pelle degli agricoltori e lavoratori”.

 

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Coldiretti Calabria: agricoltori e consorziati da stamattina hanno occupato il Consorzio di Bonifica ex Caulonia a presidio della agibilità democratica e legalità. Molinaro: “In Regione forse si deve pagare qualche cambiale elettorale”

(388) Da stamattina alle ore 8,00 presso la sede del Consorzio di Bonifica Alto Ionio Reggino (ex Caulonia) in contrada Melissari a Roccella Ionica (RC) è iniziata la protesta di agricoltori e consorziati per dire un forte NO alla delibera di commissariamento dell’Ente Consortile da

 

parte della Giunta Regionale. Pacificamente ma molto determinati i partecipanti sono e saranno a presidio dell’agibilità democratica del Consorzio di Bonifica per evitare un autentico scippo voluto da qualche Don Rodrigo , di turno. “Già con una circostanziata nota inviata al Presidente Oliverio, alla Procura e Prefettura di RC abbiamo illustrato le omissioni, illegittimità, illazioni e forzature amministrative che connotano la delibera della Giunta Regionale – ribadisce Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria. I Consorziati – continua – meritano rispetto perché sono persone libere e hanno scelto in trasparenza i propri Amministratori. È bene ricordare che la Regione non concede l'autogoverno ai Consorziati ma lo deve garantire . Sorge il più che ragionevole dubbio che il Dipartimento Agricoltura, che svolge il ruolo di avvocato difensore di due persone, indifendibili come consorziati, risponde ad altri interessi, non certamente quelli di migliaia di Consorziati che senza arroganza e nel rispetto delle regole democratiche hanno consentito il rinnovo degli organi e più in generale la vita amministrativa e dei servizi con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La Regione con i commissariamenti – rilancia Molinaro – ha prodotto solo danni, spesso irreparabili, l'ultimo esempio quello sempre ad opera della Giunta Oliverio all'ex Consorzio Valle Lao di Scalea. Siamo certi  – conclude  – che non solo gli agricoltori vorranno essere protagonisti nella difesa della democrazia e della legalità per dire NO a chi non ha neanche il coraggio di confrontarsi.

 

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Bacino Giustizia, Sera e Perrone (CISL): «Si riattivino i tirocini, specialmente negli uffici similari»

(375) «Nonostante impegni presi e somme stanziate, come mai ancora non si è programmato un vero e risolutivo intervento per tirar fuori il bacino dei tirocinanti precedentemente attivo nell’ambito della giustizia dalla drammatica situazione nella quale versa? Riattivando i tirocini

 

con l’annesso percorso formativo, si darebbe ai tirocinanti la dignità del lavoro e il sollievo dalle difficoltà economiche e dalle relative preoccupazioni personali e familiari. E si darebbe un piccolo-grande contributo ad un sistema giudiziario spesso lento ed ingarbugliato attraverso il loro apporto, così come ad altri settori della pubblica amministrazione analogamente sofferenti».  Attraverso una nota stampa, il segretario generale Fp-Cisl Vincenzo Sera e segretario generale Cisl Reggio Calabria Rosi Perrone intervengono relativamente alla delicata vertenza che in Calabria tocca ben 650 lavoratori, sollecitando la Regione e gli altri enti coinvolti nell’ancora non avvenuta riattivazione dei tirocini. «Lo scorso gennaio, il Ministero della Giustizia ha emanato le linee guida per la riorganizzazione delle strutture giudiziarie calabresi prevedendo l’utilizzo di 650 tirocinanti previsti dal bacino storicizzato della Legge di stabilità 2013, ma, nonostante l’indirizzo al rinnovo delle convenzioni dei tirocini indicato dal Guardasigilli, in Calabria la situazione resta angosciosamente difficile, acuita dalla bocciatura ministeriale dell’aumento regionale a mille unità. Non sono mancate manifestazioni compiute da lavoratori che rischiano, nella migliore delle ipotesi, di restare precari a vita, e, nella peggiore, di uscire dal mercato del lavoro ed ad una non più giovane età nella quale è difficilissimo ricollocarsi. I tirocinanti, cassintegrati, in mobilità, e disoccupati, attendono con impazienza di iniziare il percorso formativo stabilito da Regione, Corti di Appello, Procure Generali ed i cosiddetti uffici “similari” Città metropolitana, Comune, Azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli ed Azienda sanitaria provinciale» sostengono Sera e Perrone. «Non si comprende se la graduatoria elaborata dalla Regione si possa considerare definitiva a causa di modifiche su modifiche. E si pensi che ci sono stati tirocinanti retrocessi di posizioni in palese contrasto con criteri e requisiti di ammissione o assegnati presso uffici distanti più di 30 chilometri e senza tener conto di formazione, esperienza e fiducia maturate nella precedente sede di lavoro. I tirocini, iniziati nel 2011 grazie ad un’intesa fra Ministero e Regione per sopperire alla cronica carenza di organico negli uffici giudiziari, hanno dimostrato una certa efficacia, grazie ad una serietà che a queste persone ha permesso di costruirsi una professionalità e di vivere l’orgoglio del lavoro» hanno aggiunto il segretario della Funzione pubblica e la leader provinciale. «Se, come sembra, questa lunga e tortuosa vicenda si sta sbloccando per gli uffici giudiziari, discorso diverso va fatto per quelli similari. Infatti, si sa nulla del percorso di tirocinio. Eppure questi enti, cronicamente sofferenti come organici, avrebbero un gran bisogno di personale. Ma, forse, la politica calabrese vuole continuare a diffondere aspettative tra la gente affamata di lavoro. Per questo la Cisl chiede un’immediata attivazione dei tirocini, in modo tale che centinaia di persone ritrovino la fierezza del lavoro e i cittadini possano trovare una migliore macchina burocratico-amministrativa che soddisfi al meglio le loro esigenze» è la chiusura della nota vergata Sera e Perrone.

 

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Coldiretti Calabria: quattro presidenti di Consorzi di Bonifica calabresi eletti nel consiglio dell’ANBI. Molinaro “Un riconoscimento ai Consorzi di Bonifica calabresi”

(373) Passa da tre a quattro la presenza della rappresentanza calabrese nel Consiglio Nazionale del’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi  Gestione  Tutela del Territorio ed Acque Irrigue) che ha confermato Presidente, Francesco Vincenzi. Ad essere eletti, per il prossimo triennio,

 

sono stati Marsio Blaiotta (anche componente di giunta) presidente dell’Anbi Calabria e del Consorzio di Trebisacce, Roberto Torchia presidente del Consorzio di Crotone e Domenico De Luca e Giovanbattista Macchione rispettivamente presidente del Consorzio con sede a Mormanno e vice-presidente dell’ente di Lamezia Terme.  “E’ un riconoscimento all’azione di tutti i Consorzi di bonifica e Irrigazione della Calabria e al percorso intrapreso fatto di sacrifici e duro lavoro che ha valorizzato l’autogoverno, esaltandone la sussidiarietà a servizio delle esigenze del territorio e dell’agricoltura di qualità – dichiara Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – sono certo  – aggiunge  – che lavoreranno con entusiasmo e massimo impegno per continuare a far crescere i consorzi calabresi, portando le loro istanze e ponendole all’attenzione nazionale come esempio positivo del sud accentuando il ruolo da protagonisti nella salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico, gestendo la risorsa acqua a servizio dei valori agricoli ed ambientali. Dopotutto, i nostri Consorzi, con una progettualità spinta a valere  sul PSRN,  FSR, PON, Patto per la Calabria e Piano Irriguo Regionale testimoniano che sono pronti ad aprire i cantieri dell’acqua”.

 

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Coldiretti Calabria: etichetta pasta e riso, si restituisce reddito alle imprese calabresi. Molinaro “Adesso proseguire con l’indicazione di origine del succo nelle aranciate”

(372) Era stata chiamata la “guerra del grano” nel sud e “la guerra del riso” nel nord, (anche se in Calabria nella piana della sibaritide,  ci sono circa 600 ettari coltivati a riso)  l’iniziativa incessante che la coldiretti aveva sviluppato a livello nazionale e anche territoriale. “Anche

 

questa battaglia che in fondo ha unito nord e sud – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – ha avuto il suo coronamento con i due decreti interministeriali firmati dai Ministri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico, che hanno introdotto l’obbligo di indicazione dell’origine in etichetta del grano per la pasta e del riso. Questo è un ulteriore  passo importante per le imprese agricole, per la trasparenza dell’informazione ai consumatori e per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che hanno provocato una crisi senza precedenti nei settori; ma è importante anche per il reddito dei nostri agricoltori  ed i livelli occupazionali. Proprio in questi ultimi anni – rileva Molinaro – nella nostra regione ci sono stati esempi innumerevoli e di successo, portati avanti anche da giovani, di ritorno alla coltivazione del grano duro recuperando grani antichi e valorizzando terreni e aree anche marginali: l’indicazione di origine è una risposta che li incoraggia e sprona e per loro era una notizia attesa. Dobbiamo andare avanti sulla strada della trasparenza dell’informazione – prosegue – perché 1/3 della spesa resta ancora anonima. Certo, risultati sono stati ottenuti ma – continua – l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, nel concentrato di pomodoro, sughi pronti, succhi di frutta, carne di coniglio fino al succo nelle bibite che per la Calabria rappresenta una straordinaria opportunità economica e sociale oltre che un rafforzamento del vero made in Italy”.

 

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Bagnara Calabra (RC): avvio tirocini per i percettori di mobilità in deroga

(370) Dalle politiche sociali al lavoro, senza sosta l’impegno dell’assessore Silvana Ruggiero che, a poche settimane dalla sua elezione ha mantenuto fede agli impegni presi in campagna elettorale. Dopo la nomina ad assessore, infatti, la Ruggiero si è subito attivata per portare avanti i tirocini relativi alle politiche attive regionali e, in particolare, al bando per l’utilizzo di lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga presso il comune di Bagnara. Grazie al suo impegno domani cinque inoccupati inizieranno il loro tirocinio per sei mesi. Il bando, in esecuzione al protocollo d’intesa tra Regione e Comune, è relativo al 2015. La graduatoria approvata in epoca commissariale, è rimasta ferma per due anni ed è per questo che non appena insediatasi la Ruggiero si è recata più volte a Catanzaro per accertare che i fondi non fossero stati persi e che ci fosse ancora la disponibilità finanziaria per dare avvio ai tirocini. «Appena ho ricevuto la delega – ha dichiarato l’assessore Silvana Ruggiero – mi sono subito occupata di questo bando perché era un’occasione troppo importante per diverse famiglie, l’opportunità di dare loro una boccata d’ossigeno e non poteva andare sprecata». Fiera di aver ridato impulso a un bando che giaceva inerme da due anni la Ruggiero comunica soddisfatta che, oltre a questi primi cinque tirocinanti che inizieranno domani, a breve altri 20 disoccupati avranno la stessa opportunità grazie a un secondo bando per il quale si è già provveduto ai primi step burocratici e si è arrivati in fase di definizione nel rispetto dei criteri stabiliti dalla Regione. Con le 5 cinque firme apposte questa mattina a palazzo San Nicola la Ruggiero taglia il suo primo grande traguardo da assessore confermando la sua volontà di mantenere gli impegni presi con i cittadini di Bagnara. «Questo passo avanti è stato possibile anche grazie al sostegno del sindaco Gregorio Frosina che ringrazio per la fiducia riposta nella mia persona. Non va dimenticato, che essendo Bagnara un Comune di dissesto che non può assumere personale, vedrà in questi tirocinanti una risorsa fondamentale da integrare e sfruttare anche per la cura del verde pubblico, la pulizia delle strade (anche delle frazioni), cimitero e manutenzioni varie. Da amministratori non possiamo permettere che la macchina burocratica si fermi. Bagnara ha bisogno di ripartire e solo impegnandoci recuperando il tempo perso in passato, recuperando fondi e opportunità come questa dei tirocini, possiamo dare risposte concrete e immediate alle famiglie e di conseguenza alla città».

 

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Incendi e rischio idrogeologico: Perrone (CISL) “Si avvii un percorso a livello metropolitano”

(371) «Acqua e fuoco sono due dei quattro elementi vitali. Ma nella città metropolitana di Reggio e in Calabria, come dimostrano il nubifragio abbattutosi qualche giorno fa su Scilla e i

 

frequenti devastanti incendi, possono diventare mortali, basti pensare i nefasti effetti che persone, comunità, economia, paesaggio e natura hanno avuto o rischiano di avere. Per questo la Cisl ribadisce la richiesta di un celere avvio di un percorso di confronto a livello metropolitano tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali al fine, nell’immediato, di fronteggiare un rischio idrogeologico e una piaga incendi spesso connessi fra loro e, nel medio lungo periodo, una progettualità che permetta una valorizzazione ambientale e paesaggistica che faccia mantenere un patrimonio da difendere in quanto tale e che lo renda fattore di sviluppo». Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Cisl Reggio Calabria Rosy Perrone. «Allagamenti, frane ed incendi non sono più concepibili in termini di etica, salvaguardia della popolazione e tenuta socio-economica. Ovviamente, ci sono delle criminali responsabilità extra istituzionali, vergognose e da punire, sia negli incendi dolosi che nell’urbanizzazione selvaggia. Ma ci sono anche quelle istituzionali, ad ogni livello, fatte di scarsa o minima attenzione ai territori e alle sue risorse» prosegue la numero uno della Cisl reggina. «Pesa il ruolo del Governo, autore di una pessima riforma che ha visto lo scioglimento del Corpo Forestale, il transito della maggior parte delle sue unità nelle fila dei Carabinieri, lo scorporo dei suoi settori tra quest’ultimi (ambientale – agroalimentare) e Vigili del Fuoco (antincendio attivo) senza alcuna assegnazione per gli stessi di uomini e mezzi. Ed ad essere disattente ed inefficaci sono pure regioni ed amministrazioni locali spesso incapaci di mettere in campo una progettualità che riesca ad intercettare appositi ingenti fondi europei e portare avanti azioni legislative o pratiche su questioni come la prevenzione del rischio idrogeologico e quella degli incendi» va avanti la Perrone. «In Calabria la situazione è difficile. E lo è nel resto d’Italia. Perciò non possiamo che associarci alle parole della nostra leader nazionale Furlan, che ha chiesto una riorganizzazione delle attività di prevenzione, un potenziamento di uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco per poter sopperire ai nuovi carichi di lavoro acquisiti dai compiti ereditati dal disciolto Corpo Forestale dello Stato e la possibilità di transito dei forestali dai Carabinieri agli stessi pompieri anche se lo stesso sarà molto difficile vista la disparità economica fra i due corpi. E non possiamo discordare dalla posizione del segretario regionale della Fai-Cisl Sbarra, che, nonostante il plauso per l’emendamento per l’inasprimento delle pene per i piromani, analogamente ha denunciato la mancanza di una visione d’insieme e un’assenza di progettualità da parte del Governo, oltre ad invitarlo a trasformare in legge lo stesso provvedimento proposto dal ministro De Vincenti. E non possiamo non trovarci d’accordo con il segretario nazionale della Fns-Cisl Mannone, che ha stigmatizzato la cattiva gestione delle convenzioni fra regioni e Vigili del Fuoco oltre ad agognare il definitivo passaggio della competenza boschiva al Governo, ha aggiunto la sindacalista. «In Calabria, come nel nostro Paese, ci sono operai idraulico-forestali che sono una risorsa non adeguatamente utilizzata. Già esperti e formati, con un percorso di rafforzamento delle proprie competenze e di progettualità di attività concrete sui territori, potrebbero diventare un valore aggiunto contro acque e fiamme incontrollate, rovesciando così una visione spesso distorta che li vede come assistiti scansafatiche» ha detto ancora la leader della Cisl reggina. «Il Governo apra immediatamente un tavolo di coordinamento analogo a quello che noi pretendiamo nella città metropolitana di Reggio. Non possiamo più aspettare. Il nostro futuro non può più rischiare di bruciare o di essere spazzato via» ha concluso la Perrone.

 

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Melito di Porto Salvo (RC): “Aumenti del servizio idrico illegittimi”, l’Unione Nazionale Consumatori diffida il Comune

(367) “La deliberazione delle tariffe del servizio idrico integrato del Comune di Melito P. Salvo scaturisce da una serie di atti del tutto illegittimi, che hanno determinato uno smisurato aumento delle stesse non condivisibile né giuridicamente, né per altre ovvie ragioni. E’ quanto

 

sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, infatti, un aumento così considerevole delle tariffe del servizio idrico, contribuisce non solo ad incentivare il fenomeno dell’evasione fiscale, (fenomeno in ascesa), inducendo nei cittadini, già sfiniti per l’enorme imposizione fiscale che in Italia ha raggiunto livelli insostenibili, il convincimento che evadere le tasse sia giustificabile per poter sopravvivere, ma non è sostenibile neanche dal punto di vista giuridico. Occorre precisare infatti che contabilizzare i consumi dell’acqua su criteri presuntivi è una vera e propria aberrazione giuridica e l’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha più volte ribadito anche nelle aule dei Tribunali, che il contratto di erogazione di acqua è un normale contratto di somministrazione, avente natura privatistica e pertanto soggetto alla disciplina del codice civile, con la conseguenza che la pretesa di pagamento del servizio idrico del Comune, fondata su un consumo presuntivo o a “forfait” è illegittima. Se la pretesa creditoria non è supportata da regolari e normali misurazioni del consumo effettivo di acqua e si basa unicamente su calcoli forfettari ed iniqui le richieste sono illegittime, così come prevede d’altronde lo stesso Regolamento comunale di Melito P. Salvo che prescrive all’art. 52 che la verifica del consumo debba essere accertata dagli incaricati del Comune. Inoltre, il comune di Melito di Porto Salvo ha aumentato illegittimamente con decorrenza 01/01/2014 le relative tariffe, nonostante la mancanza dei necessari presupposti e contravvenendo a quanto in merito statuito dall’AEEGSI con delibera n° 577/2014. In virtù di tale delibera il comune di Melito P. Salvo era escluso dall’aggiornamento tariffario sia perché incluso nell’elenco “D” allegato alla delibera dell’Autorità, sia perché non aveva approvato la “Carta dei Servizi”, che, veniva adottata solo in seguito e precisamente in data gennaio 2016. La mancata adozione di una carta dei servizi conforme alla normativa in vigore, rende illegittimo l’aumento delle tariffe, poiché essa e’ uno strumento di informazione e comunicazione molto importante, perchè permette a tutti i cittadini, di tutelare i propri diritti, di conoscere la qualità dell’acqua e di contribuire al miglioramento del servizio idrico esercitando diritti e prerogative dell’utenza. L'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, è intervenuta a più riprese su tale tema, obbligando i gestori a rendere disponibili sul sito la propria carta dei servizi e le informazioni relative alla qualità dell'acqua fornita ed alla relativa tariffazione escludendo dagli aggiornamenti tariffari le gestioni dei Comuni che non hanno adottato la Carta Servizi conforme alla normativa vigente. Il Comune di Melito P. Salvo tale proposito era sprovvisto di una carta dei servizi conforme alla normativa in vigore, che potesse consentire un qualsiasi aumento tariffario del servizio idrico. Altro capitolo fondamentale che contribuisce a rendere del tutto illegittimi gli aumenti esorbitanti del servizio idrico integrato, riguarda l’applicazione errata della quota fissa. Infatti la recentissima ordinanza della Corte di Cassazione del 7 giugno 2017 n° 14143 ha statuito che in relazione alle utenze idriche, i cittadini non sono tenuti a corrispondere alcun costo fisso svincolato dai consumi. Tale principio ribadito dalla Corte di Cassazione, statuisce che in tema di corrispettivo dovuto per il godimento di un pubblico servizio, la debenza del diritto fisso non è di natura amministrativa, ma di diritto privato negoziale, pertanto non può essere applicato in maniera separata dai consumi. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, per i motivi esposti, diffida il Comune di Melito P. Salvo, al fine di evitare prevedibili contenziosi e lo invita a rivedere l’intera tariffazione del servizio idrico integrato, riservandosi in ordine al prosieguo, ogni e conseguenziale azione in merito sia dinanzi all’Autorità per il servizio elettrico, gas e servizio idrico, sia dinanzi all’Autorità Giudiziaria competente”. Il Presidente Regionale, avv. Saverio Cuoco.

 

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Coldiretti Calabria: Molinaro “Il bando della misura 8 PSR 2014-2020-Forestazione, continua ad evidenziare forti criticità”. Sollecitata ancora una volta la Regione ad intervenire per non penalizzare gli allevatori

(365) E’ una misura importante la 8 del PSR 2014-2020, riguarda gli Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”, ma così come è fatto il bando rischia di penalizzare gli allevatori e Coldiretti ancora una volta sollecita la Regione

 

ad intervenire con idoneo provvedimento.Ma vediamo di cosa si tratta. In questi ultimi giorni, diversi titolari di superfici forestali in particolare gli Enti Pubblici, stanno chiedendo ai CAA di caricare nei propri fascicoli aziendali migliaia di particelle (ne hanno il possesso ma non la disponibilità in termini di conduzione),per predisporre la domanda di investimenti relativi alla misura. La circostanza impatta con tutte le forme di concessione annuali o pluriennali di terreni affidati in conduzione agli allevatori per il pascolo degli animali ed ovviamente registrati nei propri fascicoli, oggetto delle richieste degli aiuti della PAC e del PSR. La Coldiretti chiede di chiarire con urgenza, che gli imboschimenti ed altre opere correlate, devono riguardare esclusivamente “aree non agricole ed  incolti”, così come definiti dalla L.R. n. 45/2012, art. 4, comma 18, i cui terreni, da almeno cinque anni precedenti la presentazione della domanda di sostegno, di cui alla misura 8, non siano sottoposti a ordinarie lavorazioni agricole. Si precisa che, per ordinaria lavorazione agricola,secondo quanto disciplinato dai Decreti Ministeriali di attuazione della PAC e PSR a cui attenersi, è compresa qualsiasi pratica che rende i terreni idonei al pascolamento degli animali. Pertanto, i terreni pascolati e pascolabili, non devono essere coinvolti, a prescindere se sono soggetti ai  Piani di Gestione Forestali. A conferma di tutto questo, la Coldiretti cita le innumerevoli risposte alle FAQ pervenute al Dipartimento che qualche volta sono anche contraddittorie. “Sarebbe un vero peccato – precisa Molinaro – che una misura con una dotazione finanziaria significativa (100 milioni di Euro) ed in linea anche con la vocazione della Calabria. La Regione Calabria ha tutte le possibilità per intervenire chiarendo ai potenziali beneficiari le superfici ammissibili e gli elementi essenziali necessari per la presentazione della domanda nell’interesse della valorizzazione esclusiva dell’importante patrimonio boschivo calabrese “non pascolabile” colpito in questi giorni anche dagli incendi”.

 

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Eletto il nuovo segretario generale della FLAI CGIL Reggio Calabria-Locri

(364) La segreteria confederale CGIL di Reggio Calabria–Locri esprime soddisfazione per l'elezione di Nicola Rodi al vertice del sindacato di categoria FLAI del nostro territorio. Già responsabile delle Camere del Lavoro di San Luca, Platì e Cirella di Platì, Rodi subentra a Domenico

 

Mandarano, chiamato a ricoprire un incarico nazionale. Rodi saprà di certo non deludere la fiducia accordata da delegati e delegati dell’Assemblea Generale convocata ieri mattina presso la sede CGIL di Africo alla presenza del Segretario Nazionale Flai Giovanni Mininni. La FLAI, occupandosi dell'organizzazione dei lavoratori agricoli, forestali e di quelli dell'industria di alimentare, è certamente una delle categorie chiave rispetto alle potenzialità di sviluppo del territorio reggino e calabrese tutto. La necessità di migliorare la gestione dei fondi comunitari in agricoltura, promuovendo una cultura della cooperazione e dell'associazionismo per rilanciare la messa sul mercato e la vendita dei prodotti locali è chiaramente primaria. Altrettanto importante è il varo di un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico attraverso l'utilizzo dei fondi previsti nella programmazione comunitaria 2014-2020; senza scordare tutte le attività da svolgere in materia di tutela, conservazione, salvaguardia, valorizzazione e sviluppo delle politiche del settore forestale e  ambientale. La segreteria confederale CGIL di Reggio Calabria – Locri è convinta che dalla tutela del territorio e del mare possa nascere un modello di sviluppo che fa del lavoro e della legalità i pilastri sui quali ergere una piattaforma programmatica seria e realizzabile nel comprensorio di Reggio e Locri. Nicola Rodi si rivelerà certamente all'altezza della complessità del compito affidatogli e troverà nella segreteria confederale di Reggio – Locri costante supporto e leale collaborazione”. Il Segretario Generale CGIL Reggio Calabria- Locri, Gregorio Pititto.

 

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