Bagnara Calabra (RC): costituzione della Consulta della Terza Età, incontro al Comune

(366) L’assessore Silvana Ruggiero ha incontrato questa mattina al comune una delegazione di anziani della città e con loro ha condiviso idee e progetti che intende mettere in atto per la terza età. La Ruggiero ha le idee chiare a tal proposito: «Non solo assistenza ma

 

invecchiamento attivo – ha dichiarato l’assessore – gli anziani sono una risorsa per questa città e intendo dare loro spazi e strumenti per poter continuare a sentirsi e rendersi utili per la collettività. La loro memoria storica e la loro esperienza può essere linfa per i nostri giovani che sempre più spesso vivono scollegati dalla realtà. Proprio per dare avvio a questo percorso costituirò la consulta della terza età. Sarà un organo istituzionale, con loro mi confronterò per dare il meglio a questa città perché sono convinta che la terza età sia una risorsa fondamentale per la rinascita di questo paese». Un vulcano pieno di idee pronte ad essere concretizzate e la Ruggiero non intende fermarsi ed è per questo che alla richiesta della delegazione di avere una sede l’assessore ha prontamente risposto confermando che si attiverà in tal senso: «Effettueremo un censimento degli immobili del comune per capire se tra questi c’è già uno spazio congruo alle loro esigenze. Laddove non dovesse esserci m’impegnerò a captare fondi necessari, oltre all’assistenza, per dedicare una sede per gli anziani. Lo farò facendo aderire il comune al bando regionale di “Social housing”, uno strumento che, tra le altre cose, è caratterizzato da progetti di tipo sociale che hanno lo scopo di far nascere comunità  e sviluppare l'integrazione, come ad esempio l'utilizzo di spazi e servizi comuni tra gli abitanti». Alla delegazione ricevuta stamane, insieme all’assessore Randazzo, la Ruggiero ha illustrato una serie pensieri accolti positivamente: «Penso ad incontri nelle scuole per essere una parte attiva all’interno della comunità, percorsi storici da condividere con i giovani per uno scambio intergenerazionale, alle iniziative come il “Nonno civico”. In questo modo gli anziani potranno dedicarsi attivamente e vivere con una prospettiva migliore quella fase della vita che, diversamente, li costringerebbe a una condizione d’immobilismo. Potranno accompagnare i bambini a scuola e partecipare ad attività pensate per loro. Troveremo una sede e, guardando al futuro e in particolare alla prossima estiva, mi sto già impegnando – ha concluso la Ruggiero – affinchè possa sorgere un campo estivo per gli anziani, con ingressi accessibili in spiaggia e attività pensate per loro». Continua incessante, dunque, l’impegno dell’assessore Ruggiero che intende spendere tutte le sue forze e le sue risorse per dare a Bagnara il futuro che si merita.

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Coldiretti Calabria: Molinaro “Siccità, incendi e…. nubifragi, annus horribilis e mix esplosivo. E’ il momento giusto per investire su invasi e reti irrigue. Consorzi di bonifica e agricoltori sono pronti”

(363) Salgono a circa 300 milioni in Calabria, le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei piu’ torridi e siccitosi da oltre 200 anni, ma segnato anche da disastrosi incendi e violenti

 

temporali che si sono abbattuti a macchia di leopardo sulla penisola calabrese. La Coldiretti Calabria in occasione dell’Assemblea Nazionale che si sta svolgendo a Roma, ha reso noto i dati relativi ai danni all’agricoltura calabrese. In Calabria in difficoltà l’ulivo con perdite medie del 35/40% e la viticoltura con circa un 15% di grappoli bruciati per eccesso di caldo e siccità mentre in forte difficoltà sono i pascoli per bovini e i ed ovicaprini con forte diminuzione di produzione di foraggi sui prati permanenti. Aumento del costo delle irrigazioni straordinarie sugli ortaggi in pieno campo, in serra e per la frutticoltura e in diversi territori anche nei vigneti. La siccità, ha compromesso la qualità di frutta e ortaggi determinata dall’accelerazione della maturazione (pesche e angurie, ecc.) e maggiori scarti soprattutto verso le consegne alla GDO.  In totale la stima dei danni tra maggiori costi e minore produzione raggiunge secondo la Coldiretti circa 300 milioni di euro in Calabria con la Regione che ha avviato le procedure per la richiesta al Ministero delle politiche Agricole il riconoscimento della calamità. Coldiretti Calabria, ha chiesto  altresì di formulare alla Commissione Europea per autorizzare l’immediata liquidazione degli anticipi PAC e PSR per l’annualità 2017 all’Organismo pagatore (ARCEA) nonché l’assegnazione supplementare del gasolio. “Alla luce dei dati che ci consegna questo “annus horribilis” – afferma Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – serve assolutamente una nuova cultura della prevenzione. E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 sono perduti. Occorre che la Regione faccia scelte in linea e quindi investire con decisione – chiarisce – su invasi e reti irrigue perché è la pre-condizione per  continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, ma anche ad offrire certezza e sicurezza alla collettività nonchè benefici all’ambiente e al paesaggio. Si rendono infatti necessari – ha continuato – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana. In fondo – aggiunge – la nostra economia, sull’accesso all’acqua, ha costruito una parte importante del proprio modello di sviluppo. Nella lotta agli incendi, che hanno avuto un impatto devastante sull’ambiente, l’economia, il lavoro e il turismo, basti pensare che nell’ultima settimana sono stati 1700 gli interventi dei soli vigili del fuoco, è determinante la tempestività di intervento e la creazione di una rete diffusa di sorveglianza coinvolgendo nella  presenza capillare gli agricoltori e i Consorzi di Bonifica che dotati di mezzi (non all’ultimo minuto)  adeguati hanno capacità organizzativa e conoscenza del territorio. L’UOA Forestazione e Difesa del Suolo, istituita presso la Presidenza della Regione – sottolinea Molinaro – deve basarsi su  una cabina di regia non quasi  su base volontaria, ma istituzionale.

 

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Scilla (RC): poliziotto (non in servizio) ed amico salvano un ragazzino al largo ed in difficoltà. Il racconto del secondo soccorritore

(262) Riceviamo e pubblichiamo. “Oggi a Scilla, al mare, ci trovavamo in spiaggia col mio amico ed agente Francesco Milana (a destra nella foto con Francesco Sterminio, n.d.r.), libero dal servizio, quando venivamo attirati dalle urla di un giovanissimo a largo. Dapprima abbiamo pensato ad uno scherzo tra ragazzini ma, al terzo

grido di aiuto, ci siamo tuffati subito a mare e, con non facili bracciate, il mio amico Francesco (in servizio presso la Questura di Reggio Calabria) è arrivato per primo dal giovanissimo che, nel frattempo, aveva bevuto molta acqua ed era visibilmente in preda al panico. Insieme, lo abbiamo trascinato a riva ed abbiamo prestato soccorso. Insomma, una giornata di festa che poteva trasformarsi in tragedia se non ci fossimo accorti di questo ragazzino a largo. Personalmente faccio i complimenti al mio amico che, nonostante fosse libero dal servizio, con grande capacità notatorie, è arrivato per primo nei pressi del ragazzo (io ci ho messo solo le braccia per aiutarlo a portarlo a riva). Credo, però, che abbiamo fatto quello che avrebbe fatto chiunque e siamo felici di aver salvato il giovane da un pericolo che sarebbe potuto diventare letale per lui e tragico per la sua famiglia”. Francesco Sterminio

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Cosenza: SIULP, domani convegno “Vite per la legalità”

(244) “Il Lions Club Cosenza Castello Svevo, nel corso dell’anno scolastico 2016-17 ha proposto il progetto “We serve we care for legality” per la diffusione della cultura della legalità, dei principi di cittadinanza attiva e, in ambito sportivo, il fair play e il rispetto delle regole. A tal

 

scopo sono stati organizzati anche tornei sportivi per i quali gli atleti partecipanti verranno premiati con un riconoscimento al termine del convegno “Vite per la legalità” che si terrà alle ore 9 di domani 24 maggio 2017 presso il Cinema Teatro A. Tieri. L’evento, promosso e organizzato dal Siulp di Cosenza, all’indomani del venticinquennale della strage di Capaci, è dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dei poliziotti delle loro scorte che, come gli stessi magistrati, spesero la loro vita per l’affermazione della legalità e dei principi di democrazia e libertà dalla mafia. Il programma prevede una parte dedicata a brevi saluti istituzionali del Questore dott. Giancarlo Conticchio; del Prefetto, dott. Gianfranco Tomao; del Procuratore della Repubblica, dott. Mario Spagnuolo; del Sindaco, arch. Mario Occhiuto e del Provveditore agli studi, dott. Luciano Greco. Seguirà la tavola rotonda che vedrà protagonisti Antonello Marini, Angela Ogliastro e Peppino Sammarco, poliziotti delle scorte di Falcone e Borsellino e Brizio Montinaro, fratello di Antonio (poliziotto deceduto nell’attentato di Capaci). Le riflessioni sul tema saranno a cura dei giornalisti e scrittori Attilio Sabato e Arcangelo Badolati. Il convegno verrà concluso a cura di Franco Caracciolo, segretario nazionale del Siulp. Seguiranno momenti dedicati agli studenti con premiazioni e interventi sul tema della legalità dell’avv. Fabio VARONE e della dott.ssa Angela Piattelli dei Lions Club”. Il segretario generale provinciale, Luciano Lupo.

 

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Società: l’avvocato matrimonialista Margherita Corriere fa chiarezza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile

(243) “C’è da rilevare come separazione e divorzio implicano uno stato di fatto e di diritto completamente diversi, poiché i coniugi separati restano, fino alla pronuncia del divorzio, marito e moglie”. Questo quanto è fatto rilevare dalla presidente della Sezione distrettuale di

 

Catanzaro dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, Margherita Corriere. La decisione della Corte di Cassazione n. 11504 del 2017, che di recente ha sentenziato sull’assegno divorzile, è ben diversa dalla sentenza n. 12196 della prima sezione civile della Cassazione, dello scorso 16 maggio, la famosa sentenza sul caso Berlusconi. Infatti, questa sentenza non riguarda l’assegno divorzile, bensì l’assegno di mantenimento in corso di separazione. E infatti, come osserva la Suprema Corte, c’è una profonda differenza tra il dovere di assistenza materiale tra coniugi nell’ambito della separazione personale e gli obblighi correlati alla solidarietà post coniugale nel giudizio di divorzio. Durante la separazione rimane il vincolo coniugale, e con questo il dovere di reciproca assistenza, con l’effetto che il coniuge economicamente più debole ha diritto a vedersi garantito il tenore di vita goduto anteriormente. Pertanto, nella separazione sul coniuge più abbiente, permane il dovere di assicurare all’altro lo stesso tenore di vita tenuto in precedenza. È per questo motivo che la Suprema Corte ha confermato la sentenza con cui la Corte d’appello di Milano, nel 2014, aveva quantificato l’assegno mensile di mantenimento a favore di Veronica Lario, in due milioni di euro, riducendolo rispetto ai tre milioni stabiliti dalla sentenza di separazione emessa dal Tribunale di Milano. Al contrario, il divorzio recide, in modo definitivo, i rapporti tra i coniugi, compresi quelli di carattere economico e patrimoniale. In tal senso, la sentenza della Cassazione n.11504/2017 dà una svolta epocale per l’attuazione di una concreta parità nell’ottica della ratio socio-giuridica dell’assegno divorzile, adeguandosi al contesto normativo europeo, in aderenza all’art. 12 della CEDU e all’art. 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Cambia il parametro da cui dipende l’assegno divorzile: non sarà più rappresentato dal tenore di vita matrimoniale, bensì, in conformità alla sua natura assistenziale , si baserà sulla valutazione  dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge che ne richieda la corresponsione. Sostiene, infatti, la Corte che “una volta sciolto il matrimonio civile o cessati gli effetti civili conseguenti alla trascrizione del matrimonio religioso, il rapporto matrimoniale si estingue definitivamente sul piano sia dello status personale dei coniugi, sia dei loro rapporti economico-patrimoniali”. Pertanto, viene a cadere quel reciproco dovere di assistenza morale e materiale sancito dall’art. 143 secondo comma c.c. e, di conseguenza, il diritto all’assegno divorzile, previsto dalla normativa vigente, è condizionato all’accertamento giudiziale della mancanza di mezzi adeguati dell’ex coniuge richiedente o, comunque, dell’impossibilità dello stesso di procurarseli per ragioni oggettive. La Corte precisa che la ratio del diritto all’assegno divorzile è prettamente assistenziale e si basa sul dovere costituzionalmente garantito di solidarietà economica (ex art. 2 della Costituzione correlato al suo articolo 23) il cui adempimento è richiesto a entrambi gli ex coniugi “ uti singuli”, a salvaguardia della persona economicamente debole, derivante dalla solidarietà ex coniugale. Il parametro di riferimento per verificare se sussista o meno il diritto all’assegno divorzile va individuato nel raggiungimento dell’indipendenza economica del richiedente: se è accertato che è economicamente indipendente o è in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto il corrispondente diritto. Secondo la Suprema Corte, infatti, il parametro del tenore di vita si scontra con la natura stessa dell’istituto del divorzio e con i suoi relativi effetti giuridici: con la sentenza che sancisce il divorzio il rapporto matrimoniale si estingue in toto, sia sul piano personale che su quello  economico-patrimoniale; pertanto, il parametro del tenore di vita matrimoniale finirebbe con il sancire una “indebita ultrattività” del vincolo matrimoniale, producendo il risultato aberrante di procrastinare sine die il momento della recisione degli effetti economico-patrimoniali del vincolo coniugale. È una sentenza che tiene conto del mutamento dei tempi e delle condizioni socio-economiche della nostra epoca, ma soprattutto del fine essenziale del rapporto di coniugio, che deve essere in primis comunione di intenti e condivisione di vita e non può essere considerato una mera opportunità di sistemazione economica su cui si possa adagiare uno dei due coniugi.

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Reggio di Calabria: Ordine degli Architetti, il 26 ed il 27 maggio “Studi aperti”

(242) Sono 601 gli Studi di Architettura – di 82 Province italiane – che  il 26 e 27 maggio prossimi apriranno al pubblico, in contemporanea, per far conoscere il mondo dell’architettura e gli ambiti in cui operano, dando la possibilità ad ogni architetto di rappresentare, idealmente,

 

l’intera categoria professionale. Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha infatti organizzato –  per la prima volta in Italia con questa modalità –  l’iniziativa “Open, Studi Aperti” che vedrà coinvolti Architetti di fama internazionale insieme a giovani professionisti per diffondere la cultura architettonica e rinnovare la sensibilità nei confronti dell’ambiente, del paesaggio e dei territori a testimonianza del fatto che l’architettura non riguarda solo gli architetti o i costruttori ma, soprattutto, i cittadini. Il Presidente dell’Ordine, Arch. Patrizia De Stefano, ringrazia gli architetti  della provincia di Reggio Calabria che hanno aderito, con “creatività e innovazione”, all’iniziativa del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, anche in un momento così difficile per la professione, per porre all’attenzione della collettività, che l’’architettura” è un valore da difendere perchè incide profondamente sul nostro “ben-essere”. Tutti noi “abitiamo” l’architettura”, gli abitanti di una città devono pretendere l’Architettura di qualità.”

Su studiaperti.com/province/ l’elenco degli Studi che hanno aderito all’iniziativa.

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Eletti gli organi del Consorzio di Bonifica Tirreno reggino di Rosarno: Domenico Cannatà presidente del’Ente consortile

(229) Il Consiglio dei Delegati del Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino di Rosarno, che comprende 35 comuni con un territorio di oltre 96mila ettari ed impianti irrigui di grande valenza, ha eletto gli organi di governo per il quinquennio 2017-2022. Domenico Cannatà è stato eletto

 

presidente dell’Ente Consortile, vice presidente Stefano Bivone, e componente la Deputazione Amministrativa Biagio Fiorello l’organo sarà integrato con le designazioni dei rappresentanti delle Istituzioni. Cannatà  ha ringraziato i componenti il Consiglio dei delegati e i consorziati che con il loro voto democraticamente hanno premiato la lista “Coldiretti. Sappiamo che ci aspetta un duro lavoro perché i problemi sono tanti siamo una compagine coesa e autorevole– ha proseguito – che si impegna a dare una svolta allo sviluppo del territorio con servizi di qualità verso l’agricoltura e a beneficio dei cittadini in rapporto costante con le amministrazioni comunali. Il Presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro ha augurato buon lavoro e espresso soddisfazione per l’elezione degli organi che seppure con i problemi evidenti che abbiamo segnalato, metteranno in atto non un libro dei sogni ma il programma che Coldiretti ha presentato a sostegno della propria lista nel corso delle elezioni. Deve guidarci– ha proseguito – una gestione, all’insegna della trasparenza dell’azione amministrativa, di una avveduta gestione delle risorse economiche e, naturalmente, della risorsa acqua, alla quale teniamo in modo particolare nonchè di una qualificata progettualità. L’agricoltura e l’agroalimentare, hanno bisogno degli Enti Consortili per rafforzare la loro rilevanza economica che si dimostra sempre di più importante per la Regione Calabria.

 

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Roccella Jonica (RC): il Consorzio di Bonifica Alto Ionio Reggino investe e potenzia il parco mezzi. Molinaro: “E’ la dimostrazione che i Consorzi di Bonifica continuano ad investire”

(216) Il Consorzio Alto Ionio Reggino (ex Caulonia) presieduto da Arturo Costa ha investito risorse proprie  e potenziato, con l’acquisto di un escavatore il parco dei mezzi per andare incontro sempre di più e meglio alle esigenze dei consorziati.  Nella sede consortile di Roccella

 

Ionica, alla presenza dei componenti il Consiglio dei Delegati, della Deputazione Amministrativa, del presidente dell’Urbi Calabria Marsio Blaiotta, di rappresentanti delle istituzioni locali e dei dirigenti provinciali e regionali della Coldiretti si è tenuta una breve ma significativa cerimonia di consegna dell’escavatore che è stato anche ufficialmente benedetto dal parroco  Immediatamente il mezzo opererà all’interno del comprensorio consortile con una serie di interventi programmati che risponderanno alla logica della prevenzione. “Questo investimento – ha commentato Arturo Costa presidente del Consorzio –  rappresenta un importante tassello nel processo di innovazione della nostro Consorzio, orientato ad un costante miglioramento dei servizi al territorio”. “Nonostante le ristrettezze economiche – ha aggiunto il presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro – i Consorzi di Bonifica continuano ad investire  e questo merito è sicuramente da attribuire alle capacità di amministratori consortili accorti che conoscendo le necessità con competenza sanno fare le migliori scelte migliorando la qualità e quantità dei servizi”.

 

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Reggio di Calabria: il consorzio “Ecolandia Scrl” incontra le associazioni del territorio per creare il primo parco “SuperAbile” calabrese

(164) Continua il percorso di sviluppo e potenziamento del Parco Ludico tecnologico e ambientale “Ecolandia”. Domani 25 marzo, la direzione del Parco Comunale incontrerà rappresentanti del Terzo settore impegnati nella cura e nell’inserimento delle persone diversamente abili.

 

Per l’occasione sarà organizzato al parco di Arghillà uno Spazio aperto di discussione e confronto per ragionare insieme su come il Parco pubblico della città metropolitana possa immaginare, sviluppare e comunicare prodotti, servizi, sistemi e ambienti per risultare agevolmente accessibile al più vasto numero possibile di cittadini, con specifica attenzione al coinvolgimento dei soggetti con diverse abilità sia in termini di fruizione che in termini di inclusione sociale e lavorativa. L’incontro a cui sono stati invitati anche rappresentanti del Comune di Reggio Calabria, costituirà un’importante occasione per condividere esperienze, analizzare risorse e bisogni, fare proposte e collaborare insieme, anche nell’ottica di creare una rete allargata e coinvolgere le diverse Fondazioni operanti nel territorio nazionale. L’appuntamento è dunque per domani (Sabato) 25 marzo 2017 dalle ore 9.30 alle 12.30 al Parco Ludico Tecnologico Ambientale Ecolandia – Via Scopelliti, Ex Forte Gullì – Località Arghillà –  Reggio Calabria.

 

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Arriva l’XI Giornata Nazionale dell’Agriturismo di Turismo Verde-Cia

(163) Domenica 26 marzo aperture speciali nelle strutture ricettive agricole associate su tutto il territorio italiano. Lo slogan di quest’edizione è “Nessuno è più sostenibile di noi”. Il presidente Sparascio: “Teniamo insieme la difesa dell’ambiente e della biodiversità, le tradizioni contadine e la crescita economica”.

 

Torna l’appello a sostegno del turismo rurale nelle regioni colpite dal sisma: “Andate in vacanza in quelle zone”. Gli agriturismi italiani fanno festa con l’arrivo della primavera. Domenica 26 marzo si celebra l’XI Giornata Nazionale dell’Agriturismo, l’iniziativa a cadenza annuale con cui le strutture ricettive associate a Turismo Verde-Cia organizzano su tutto il territorio aperture “speciali” per far conoscere meglio e apprezzare ancora di più l’ospitalità, le attività, le produzioni enogastronomiche tipiche e locali. Il titolo scelto per quest’edizione è “Nessuno è più sostenibile di noi”: uno slogan che rilancia la dichiarazione dell’Onu che ha incoronato il 2017 anno internazionale del turismo sostenibile. Ma anche una nuova occasione per rilanciare la vacanza in campagna nelle regioni colpite dal sisma. Un vero gesto di solidarietà verso un settore che ha già perso 33 milioni di euro in sei mesi, a causa non solo del terremoto ma anche dell’effetto paura, visto che la maggior parte dei 3.852 agriturismi tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio si trova in aree lontane dal cratere in cui sono rispettate tutte le norme di sicurezza. L’agriturismo è il “custode” della ruralità: tutela, manutiene e valorizza il territorio; riduce l’impatto ambientale e assicura la biodiversità in campo e sulla tavola. Promuovendo allo stesso tempo un turismo sostenibile, responsabile ed ecologico. Sostenibile perché l’azienda agrituristica preserva suolo e paesaggio dall’avanzata di cemento, incuria e degrado che ha già “bruciato” 2 milioni di ettari di terreno agricolo negli ultimi vent’anni. Inoltre, contrasta il dissesto idrogeologico che nel nostro Paese riguarda 6.633 comuni e il 9,8% della superficie nazionale e, soprattutto, conserva la biodiversità. L’Italia infatti ha più di 5.000 prodotti agroalimentari tradizionali tra le pieghe del Paese, uno su quattro a rischio estinzione, ma difesi e portati avanti dagli agrichef che ne fanno elementi unici per la loro cucina caratteristica e tradizionale. Responsabile perché l’agriturismo mantiene vivo il tessuto economico e sociale delle aree rurali e sostiene lo sviluppo e l’occupazione delle popolazioni locali. In più le strutture ricettive agricole contribuiscono a contrastare i cambiamenti climatici, riducendo il conto energetico e aumentando l’efficienza delle strutture con la scelta di fonti “green”. A partire dalla rinnovabile legno che, a parità di calore prodotto, produce 10 volte meno anidride carbonica delle fonti fossili come Gpl e metano. Ecologico perché offre agli ospiti una vacanza a contatto con la terra e la natura, in un ambiente di campagna curato e multifunzionale. “È il nostro turismo dei valori – sottolinea il presidente di Turismo Verde Cia, Giulio Sparascio – nel quale cerchiamo di mettere in armonia la conservazione dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura contadina con la crescita economica e l’identità locale, fattori che costituiscono il principio attivo dello sviluppo agrituristico nel tempo”. Quindi questa domenica tutti in campagna, dove gli agriturismi di Turismo Verde-Cia aderenti all’iniziativa aprono le porte a chiunque voglia passare una piacevole prima domenica di primavera. Inoltre nella città di Matera, in piazza Ridola alle ore 10.30, è previsto un dibattito sul tema dove parteciperanno le massime istituzioni.

 

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Reggio di Calabria: FENAFI, incontro su “I cambiamenti nel settore delle professioni finanziarie nel 2016 ed i risvolti per i consumatori”

(162) I cambiamenti nel settore delle professioni finanziarie nel 2016 ed i risvolti per i consumatori”: questo il titolo dell’incontro appena concluso presso la sede regionale della Federazione nazionale delle società finanziarie a Reggio Calabria, in collegamento con la sede nazionale di Roma.

 

Nel corso di un incontro tra i professionisti del settore l’avv. Santo Alfonso Martorano, presidente nazionale della Fenafi, ha illustrato i dati forniti dall’Oam, Organismo per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e delle società di mediazione creditizia. “Nel 2016 sono stati intensificati i controlli a tutela di consumatori e imprese, sono state avviate oltre 1.100 procedure sanzionatorie ed è stato acceso un faro sulle fideiussioni” ha affermato il presidente, senza trascurare il sempre maggiore interesse da parte dei giovani per queste professioni: “Aumentano i mandati comunicati dagli iscritti e crescono in misura consistente dipendenti e collaboratori.” In percentuale la “Cessione del quinto e la delegazione di pagamento” rappresenta, senza particolari variazioni rispetto al 2015 (+74), il prodotto maggiormente presente sul mercato (21%), seguito dal “Credito personale” (14%), “Mutui” (10%) e “Credito finalizzato” (8%). Il tutto all’insegna della legalità. Martorano sottolinea come sia stata intensificata da parte dell’Oam  l’attività di controllo finalizzata a garantire la trasparenza per il consumatore e per le imprese; se da un lato c’è stata una  lieve riduzione del numero degli iscritti, legata anche ai provvedimenti di cancellazione dei soggetti privi dei requisiti, dall’altro c’è stato un aumento dei mandati per la concessione di finanziamenti e di strumenti di pagamento, secondo la relazione Oam 2016, approvata dal Comitato di gestione dell’Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, presieduto dal prof. Antonio Catricalà e diretto dal dr. Federico Lucchetti. Dalla relazione emerge anche un incremento significativo di dipendenti e collaboratori operanti nel settore. Il presidente della Fenafi si sofferma sui numeri: “L’Oam ha gestito lo scorso anno 2.762 controlli contro i circa 2.000 programmati, che sono sfociati in 1.156 procedure sanzionatorie (638 concluse con l’applicazione di 544 provvedimenti sanzionatori)”. In alcuni casi è stato rilevato il mancato rispetto delle norme in materia di trasparenza nel rapporto di mediazione creditizia, in altri la distribuzione di prodotti assicurativi standardizzati, non strettamente tarati sull’esigenza della clientela, in altri ancora  l’utilizzo, per il contatto con il pubblico, di soggetti non iscritti negli elenchi tenuti dall'Organismo né segnalati da iscritti come loro collaboratori; è stato rilevato  infine l’esercizio di attività per conto di intermediari finanziari o consorzi non abilitati al rilascio del prodotto finanziario “fidejussioni e garanzie”. Con riferimento a quest’ultimo aspetto ci sono state 158 attività di controllo, 55 procedure sanzionatorie e 21 esposti presso le competenti autorità giudiziarie. Nel 2016 è stato inoltre intensificato il rapporto con le autorità dei paesi d’origine degli agenti che svolgono servizi di pagamento per conto di intermediari comunitari: l’Oam ha trasmesso 15 comunicazioni alle rispettive Autorità concernenti violazioni in materia di antiriciclaggio.

 

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Reggio di Calabria: Marra (M.A.P.) “Gentiloni, sull’argomento migranti, ha scoperto l’America”

(155) “Cristoforo Colombo ha scoperto l’America come ieri Gentiloni ha scoperto che i profughi-migranti si potrebbero aiutare anche a casa loro. Forse dopo tutti i dibattiti, conferenze stampa e tanti interventi durante manifestazioni, mi consola il fatto che non ho perso tempo visto

 

che ieri il Premier Gentiloni, durante l’incontro con il Premier Libico Serraj, si è accorto di tutti gli errori fatti negli ultimi anni in merito alla gestione del flusso migratorio. Finalmente è arrivato a dire tutto quello per cui il nostro e altri movimenti, incluse tante associazioni di volontariato, dicono da anni e cioè aiutarli a casa loro con le loro tradizioni e abitudini dandogli tutto il necessario per una vita migliore e dignitosa. Non è una questione economica perché come si investono i soldi per i salvataggi in mare e per gestire la permanenza nei centri di accoglienza si può fare lo stesso in Libia creando delle strutture dignitose adatte a gestire tutti i tipi di intervento dal sanitario all’umanitario. Questo porterà secondo noi a risolvere il problema delle morti nel Mediterraneo e fare finire il business degli scafisti e delle organizzazioni criminali. Gentiloni, d’accordo con il Ministro Minniti, invierà da maggio dieci motovedette in modo che la Polizia libica possa controllare e fermare le partenze dei profughi. Le ondate di questi giorni, con l’aumento del 30% circa rispetto gli stessi mesi del 2016, avranno turbato il Governo “buonista” che finalmente corre ai ripari parlando anche di rimpatri. Secondo me le parole di alcuni Sindaci durante le interviste in alcune trasmissioni televisive che parlavano non di centri di accoglienza provvisori ma di veri e propri campi di concentramento o addirittura magazzini di profughi, hanno fatto smuovere le acque in modo positivo”. Pietro Marra, Presidente Movimento Autonomo Popolare.

 

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Mafia: boss Vincenzo Pesce a Klaus Davi “Dando lavoro la ‘ndrangheta sparirebbe”

(154) Riceviamo e pubblichiamo. “Tu vuoi sconfiggere qualcosa? Dovete creare posti di lavoro, quello dovete fare. Trovagli un posto di lavoro a quello che ha 35 anni e non sa dove cazzo deve andare. Trovagli un posto di lavoro e sarò il tuo schiavo. Se era come pensate, non gli trovavo un posto a mio

 

figlio? Non lo vogliono perché si chiama Pesce. Voi fate sto fumo". Vincenzo Pesce detto Sciorta, rosarnese, classe 1952, appartenente a una delle famiglie di 'ndrangheta più potenti, proprio poche ore prima che comparissero a Locri le scritte contro Don Ciotti, aveva accettato di raccontare il suo punto di vista al massmediologo Klaus Davi che lo ha incontrato a Rosarno per il suo format tv Gli Intoccabili (video online al link https://www.youtube.com/watch?v=ocTtzukN1gc). “Io dico che siete nelle strade sbagliate, posso capire… ma qui si tratta sempre della disperazione che c’è stata in Calabria e lo sapete bene che il sud è sempre stato abbandonato. Se non gli create posti di lavoro a questi ragazzi. Perché al nord che fai? Alle otto di sera tu non esci di casa che se c’hai un anello ti tagliano il dito. Ho visto qualche poliziotto che faceva il poliziotto a Milano e lo ha fatto a Rosarno, e c’è una differenza enorme solo che là non c’è la ‘ndrangheta". Queste alcune delle sue dichiarazioni. Vincenzo Pesce, condannato a otto anni di carcere per associazione mafiosa ha poi aggiunto: “Ma perché non andate al porto dove stanno licenziando 400 padri di famiglia? Andate là e fate qualcosa per quei ‘poveri cristi’. Girate veramente nel paese e vedete ragazzi a 20, 25 anni che si sono sposati che hanno un figlio e che non hanno lavoro. Ma non uno, c’è il 50% di disoccupati nella provincia di Reggio. Nessuno va a intervistare ‘perché non c’è lavoro?’. Solo mafia, ‘ndrangheta, questo e quello". Il pregiudicato, cugino di Marcello Pesce, alias u Ballerinu, arrestato in latitanza lo scorso dicembre, è attualmente uno dei pochi membri del clan rosarnese in libertà e ha alle spalle anche due anni di latitanza.

 

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Coldiretti: Giornata Nazionale dell’impegno e della memoria contro le mafie. A Locri (RC) ha partecipato una delegazione della Coldiretti. Fiducia nella Magistratura e forze dell’ordine cardini della democrazia

(153) Una delegazione della Coldiretti guidata da Pietro Molinaro, ha partecipato a Locri (RC) alla Giornata Nazionale dell’impegno e della memoria contro le mafie organizzata da Libera. “Impegno, partecipazione, responsabilità, testimonianza quotidiana – ha dichiarato Molinaro –

 

devono sempre essere il carattere distintivo del nostro agire questo in modo indelebile dobbiamo attualizzare nei nostri campi di azione e Coldiretti c’è con tutta la sua forza e storia fatta da uomini e donne impegnati nella difesa di distintività produttive, culturali e  paesaggistiche; per il lavoro vero, nella lotta contro il caporalato e la catena di sfruttamento che lo alimenta. La bella aria che abbiamo oggi respirato a Locri – aggiunge – sicuramente ha messo sotto stress le mafie ma adesso con questa carica occorrono soluzioni efficaci senza alcun tentennamento. Esprimiamo fiducia piena alla Magistratura e a tutte le forze dell’ordine cardini della democrazia. Dare risposte, non solo a parole, ma con progetti, gesti e per realizzare il bisogno di umanizzazione che oggi è salito alto e prepotente. Liberarci da un peso opprimente darà fiducia e speranza a tutti i cittadini. Noi anche attraverso la Fondazione sulle Agromafie e la criminalità in Agricoltura che nell’ultimo rapporto ha posto in risalto gli affari della criminalità nel settore Agroalimentare, continueremo ad alzare il livello di attenzione”.

 

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Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese: ulteriore citazione dell’impresa Astaldi a Manno che dichiara “Accetto la sfida e non mi fermo”

(152) “L’impresa Astaldi mi ha notificato un atto di citazione con il quale mi fa una richiesta di risarcimento danni per altri 10milioni di €uro”. Questo quanto riferisce Grazioso Manno Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese. Qualche settimana fa, il Presidente Manno

è tornato infatti sulla vicenda della Diga Melito affermando che “l’Astaldi ci ha truffato”. “Non mi meraviglia assolutamente questa nuova richiesta (è la terza sempre da 10milioni di €) di risarcimento per 10milioni di €uro da parte di Astaldi – commenta Manno – anzi – prosegue – ne faccio una medaglia al merito. Fin dal 2008 e cioè da quando il Consorzio ha rescisso definitivamente il contratto con Astaldi – spiega – ho sempre seguito la via giudiziaria perché fortemente convinto che la Procura della Repubblica debba mettere mano e accertare ciò che è realmente accaduto su questa vicenda, ormai trentennale, che ha molti lati oscuri e troppe zone d’ombra”. Come si ricorderà, già a fine 2008 Grazioso Manno chiese e ottenne un incontro con l’allora Procuratore della Repubblica di Catanzaro dott. Iannelli, e successivamente ad aprile 2009 venne ascoltato dal Procuratore Aggiunto dott. Giuseppe Borrelli, al quale rilasciò e sottoscrisse una dichiarazione in merito all’ipotesi di truffa da parte dell’impresa, inviando successivamente a supporto una serie di documenti. In seguito poi, ha scritto più volte all’allora Procuratore della Repubblica dott. Lombardi e pochi giorni dopo l’insediamento, su sua richiesta, è stato ricevuto dal Procuratore della Repubblica Gratteri. Il Presidente Manno, quindi, convinto delle sue e delle ragioni del Consorzio confida nella via giudiziaria.  “Nel mentre però, il Consorzio  – espone Manno – in questi nove anni ha fatto di tutto per fare in modo che la Diga venisse rifinanziata e realizzata ed infatti, il 15 luglio u.s. è stato presentato a tutti gli organi competenti il nuovo progetto e quotidianamente stiamo incalzando la Regione Calabria e il Ministero alle Infrastrutture affinchè finalmente si faccia una scelta coerente per la realizzazione di questa importate e attesa infrastruttura”. “Grazie all’ultimo atto di citazione di Astaldi– commenta  – sono veramente felice di poter esporre in Tribunale quanto sostenuto in tutti questi anni,  inoltre – aggiunge – sto preparando un poderoso dossier che invierò al Procuratore della Repubblica dott. Nicola Gratteri. L’Astaldi ci ha truffato? Ne sono convinto sempre di più. L’arbitrato? L’ho sempre contestato, ne ho sempre messa in dubbio la decisione, convinto come sono, che tale strumento non ha senso e dovrebbe essere abolito. Ricordo, infatti, che il Collegio Arbitrale era formato da tre persone; la decisione finale, a favore di Astaldi, è stata presa con due si e un no e con l’apporto di soli due tecnici su tre perché il terzo, si badi bene mai sostituito, si era subito dimesso. Può un collegio arbitrale mettere in discussione, con una composizione evidentemente monca, un progetto che è stato a suo tempo approvato dalla Cassa per il Mezzogiorno, vivisezionato ulteriormente durante lunghe riunioni con tutti i soggetti interessati (compresa l’impresa Astaldi) durante i lavori che hanno portato alla valutazione di impatto ambientale e che è stato oggetto di una sentenza definitiva della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite ( che ha dato ragione al Consorzio su tutta la linea)? Io – afferma perentorio – ancora oggi sono convinto di no!  Mi considero e ci consideriamo ancora vittime di un arbitrato che, lo ribadisco, non riconosco! Accetto con forza, determinazione e grande convinzione – conclude – la sfida di Astaldi e non mi fermo”!

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Coldiretti: la dieta mediterranea è fondamentale per la salute dei cittadini. Aumentano i consumi di agrumi e patate. Sbloccare l’aumento del contenuto di succo di arance nelle bibite al 20%

(150) La classifica “Bloomberg Global Health Index” su 163 Paesi colloca l'Italia al vertice dei Paesi con la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale. Alla conquista del primato mondiale  – riferisce  Coldiretti – ha contribuito la svolta salutista degli italiani a tavola

 

del 2016 che ha premiato i prodotti base della dieta mediterranea dal +5% del pesce fresco al +2% per la frutta, con una netta inversione di tendenza nei consumi domestici rispetto al passato. “In Calabria abbiamo tutto – spiega Coldiretti  – infatti la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare valori record nella longevità con 80,3 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne”. Sul podio del consumo della frutta secondo l’Osservatorio Macfrut  al secondo posto ci sono  le arance con poco più di 550 mila tonnellate circa il +2% sullo scorso anno, che evidenzia come l'ortaggio più acquistato siano le patate che chiudono il 2016 con un +3% sul 2015. “Arance e patate sono due produzioni principe della Calabria  – commenta Molinaro – con cultivar di pregio le prime e con le patate della sila che hanno il riconoscimento comunitario igp. Se finalmente  venisse sbloccato l’aumento del contenuto di succo di arance nelle bibite al 20% come previsto  dalla legge 30 ottobre 2014, n.161 (legge europea 2013-bis)  – prosegue – avremmo tutto da guadagnarci sia per l’economia agricola e agroalimentare che per la salute”. La dieta mediterranea riconosciuta dall’Unesco non è solo alimentazione ma – sostiene la Coldiretti – un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. Valori materiali e immateriali che, non ci stancheremo mai di dirlo, nella nostra Regione riscontriamo e che sono punti di forza notevoli sui quali investire.  La dieta mediterranea (da greco diaita, o stile di vita) promuove anche – conclude la Coldiretti – l’interazione sociale, dal momento che i pasti collettivi rappresentano il fondamento di consuetudini sociali ed occasioni di festa.

 

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Locri (RC): minacce sui muri di Locri contro don Luigi Ciotti, Avviso Pubblico “La ‘ndranghera è ancora forte ma ha paura di una società libera e solidale”

(149) Avviso Pubblico condanna fermamente le minacce inquietanti rivolte al Presidente di Libera don Luigi Ciotti, comparse sui muri dell’arcivescovando, di una scuola e del comune di Locri. Questi messaggi arrivano poche ore dopo l’incontro a Locri tra i familiari delle vittime delle

 

mafie e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – che durante il suo intervento ha espresso parole dure, forti e chiare contro le mafie – in visita nella città in occasione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Il presidente di Avviso Pubblico nell’esprimere un forte senso di vicinanza a don Luigi Ciotti e a tutta l’associazione Libera, comunicando la sua presenza già dal pomeriggio di oggi, dichiara quanto segue: “Questi vili messaggi sono una sfida allo Stato, alle istituzioni democratiche, e dimostrano quanto la ‘ndrangheta sia ancora forte in alcune zone del nostro Paese. Ma sono anche la dimostrazione di quanto le mafie hanno paura di una società libera, solidale, in cui prevalgono la legalità e la giustizia. Utilizzare un tema molto delicato e sensibile come il lavoro e la disoccupazione per infangare un nome e un’associazione, che da oltre vent'anni organizza, insieme ad Avviso Pubblico, una giornata nazionale per ricordare chi è stato strappato alla vita dalla violenza mafiosa e che quotidianamente lavora per costruire un’Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dal malaffare, è un segnale di forte preoccupazione, di fastidio, di paura”. “Queste scritte ci fanno capire ancora di più quanto sia stato importante aver scelto la città di Locri come tappa principale della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti della mafia – ha concluso il Presidente Montà – Domani dobbiamo essere in tanti, dobbiamo invadere le vie della città per dimostrare che noi siamo di più, che noi siamo più forti. Per questo colgo l’occasione per invitare i tanti amministratori locali delle locride e non solo a partecipare alla manifestazione per denunciare tutti insieme coloro che continuano a violare e calpestare il progresso di questa terra e ad ostacolarne lo sviluppo, per stimolare e incoraggiare coloro che vogliono vivere una vita senza condizionamenti, per ricordare uno per uno coloro che hanno dato la loro vita per un futuro migliore, il nostro”. Avviso Pubblico è infine vicina a quella Chiesa, rappresentata da monsignor Francesco Oliva e dall’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, che concretamente e quotidianamente prova a dare segnali di rottura forti e chiari contro tutte le forme di criminalità organizzata e mafiosa.

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Catanzaro: la Cgil Calabria esprime indignazione e condanna. Il 21 marzo a Locri la Calabria e tutti i calabresi parte civile per una nuova primavera di legalità. Solidarietà al Vescovo Oliva e Don Ciotti

(148) "La Cgil Calabria esprime indignazione e condanna per quanto avvenuto nell’arcivescovado della Locride, esprime solidarietà a Don Luigi Ciotti e a Monsignor Francesco Oliva, ed invita ad una reazione la società civile calabrese a partecipare domani a Locri contro la

ndrangheta. Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Don Luigi Ciotti nel giorno dell'incontro a Locri con i familiari delle vittime di mafia contro il potere mafioso, dei suoi intrecci con la politica, con la massoneria e quella zona grigia che ne mantiene il collegamento sono una boccata di ossigeno per la nostra regione. Parole chiare, forti, senza filtri, contro la mafia e la ndrangheta e che da forza, vivacità a chi la ndrangheta la vuole combattere davvero. La Calabria ha bisogno come il pane di un movimento che parta dal basso, che si crei una rete di legalità che coinvolga le scuole, le associazioni del terzo settore, il sindacato, la parte sana di quella società civile che vuole e può fare di più per il risveglio delle coscienze sopite. Per fare ciò occorre una politica nuova, diversa da quella attuale, che combatta davvero la corruzione e la collusione, che fa meno convegni e che affermi ed applichi la legalità giorno per giorno. Le inchieste in corso contro la cosiddetta zona grigia da parte della Magistratura calabrese che mettono mani al controllo della spesa comunitaria ed alla gestione dei fondi europei e quelli sulla sanità sono la testimonianza che ci sono le condizioni per combattere un sistema di potere, trasversale, che negli anni ha messo in ginocchio la Calabria, togliendole le opportunità di sviluppo e di lavoro e rubandole il futuro. Per anni i cittadini calabresi non hanno mai saputo cosa hanno prodotto miliardi di fondi comunitari, chi li ha presi, come e dove li ha spesi, quanti posti di lavoro hanno prodotto. È arrivato il tempo della chiarezza e della trasparenza. La Cgil Calabria che ha sempre denunciato le storture sulla programmazione e gestione  dei fondi di coesione ritiene utile una operazione verità e trasparenza, nonché un’ indagine a tutto campo anche della commissione antimafia su tutta la spesa che va dal  2000 al 2016,  altrimenti è pronta ad uscire dai comitati di sorveglianza che servono a poco o niente. Abbiamo chiesto al governo centrale e regionale strumenti idonei ed efficaci per la tracciabilità della spesa per sapere chi prende i fondi, come li utilizza e quanti posti di lavoro determina e siamo pronti a sottoscrivere i protocolli di legalità con le clausole sociali per creare un piano regionale per il lavoro. Il potere mafioso si combatte se le istituzioni  intervengono sul patrimonio dei mafiosi e possibilmente facciano la loro parte prima della Magistratura. La Cgil Calabria ringrazia il Presidente della Repubblica per le parole che danno fiducia e speranza, per aver dato un nuovo orizzonte alla Calabria e sarà presente il 21 marzo a Locri nel ricordo delle vittime di mafia e per costruire una rete e una nuova primavera di legalità per una nuova Calabria Parte Civile”. Angelo Sposato, Segretario Generale Cgil Calabria.

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Lamezia Terme (Cz): assemblea CIA Calabria: fissati i punti dai quali far ripartire il settore

(151) Reddito, Europa, territorio, filiera, Pac, sono i punti fondamentali dai quali partire per rilanciare l’agricoltura. E’ quanto emerso dall’assemblea regionale Cia Calabria riunita presso l’agriturismo Trigna di Lamezia Terme, presieduta da Nicodemo Podella, presidente regionale e

 

conclusa dal presidente nazionale Dino Scanavino. I lavori sono stati coordinati dal direttore regionale Franco Belmonte. Alla relazione ampia ed esaustiva del presidente regionale, che ha posto l’accento su tutti i temi che saranno sviluppati nella Conferenza Economica di Bologna del 29,30 e 31 marzo prossimi, sono seguiti numerosi interventi di Dirigenti e Associati/e. Il reddito è il primo grande tema sul quale è necessario intervenire per rilanciare le aziende agricole del territorio. Una globalizzazione senza controllo e regole, unita a una politica poco incline ad ascoltare le voci degli agricoltori, non permette di affrontare i problemi alla radice. Il continuo calo dei prezzi all’origine, dei costi di produzione in ascesa, per un periodo, stabili per l’ultimo periodo, hanno messo in seria difficoltà le imprese di un settore che, nonostante tutto, è stato l’unico a registrare una crescita, sia nei dati occupazionali che nel numero di imprese in attività. Il sostegno da parte della Comunità europea con i premi disaccoppiati e accoppiati, il sostegno agli investimenti con il PSR, non sono affatto sufficienti a determinare la tenuta dell’azienda sul mercato. “Non si può continuare a chiedere agli agricoltori italiani di produrre in perdita – sottolinea Nicodemo Podella, presidente Cia Calabria – , di continuare a detenere un brand come quello del “Made in Italy” forte, riconosciuto, invidiato e copiato in tutto il mondo, senza poterne beneficiare in termini di “giusto reddito”. Il Made in Italy va tutelato e salvaguardato da impropri accostamenti con prodotti che di italiano hanno ben poco. Non chiediamo di alzare barriere doganali, non vogliamo che si impedisca ai prodotti esteri di entrare in Italia – prosegue Podella -, perché lo sappiamo che le politiche protezionistiche non hanno portato mai da nessuna parte, ma chiediamo che il Governo tuteli le produzioni italiane facendole competere alla pari con i prodotti esteri e che questi ultimi non siano spacciati per prodotti italiani". Proprio il Governo potrebbe attuare dei provvedimenti, a costo zero, capaci di generare importanti e significativi effetti positivi per tutta la filiera e il comparto in genere. Il divieto a prodotti esteri, trattati con sostanze vietate in Italia, di entrare liberamente sul mercato italiano; il potenziamento dei servizi fitosanitari regionali, in modo da impedire che insieme ai prodotti si importino anche fitopatie provocate da insetti, coleotteri, batteri nocivi e devastanti, con controlli alla partenza e all’arrivo nei porti italiani; l’impedire che prodotti “made in Italy” abbiano di italiano solamente la confezione esterna, mentre il prodotto interno è di provenienza estera o sconosciuta. Questi sono soltanto alcuni esempi di azioni che le istituzioni potrebbero intraprendere per sostenere in maniera importante il settore. Il Presidente Nazionale Dino Scanavino, nel dare atto alla dirigenza calabrese di avere intrapreso un percorso grazie al quale si è resa più forte, ha sottolineato il fatto che le assemblee hanno cambiato verso. Gli agricoltori dimostrano un approccio costruttivo, propositivo denunciando pubblicamente la scarsa capacità di generare reddito dal loro lavoro per effetto di un sistema agricolo squilibrato e le disfunzioni della pubblica amministrazione. L’Assemblea regionale è stata l’occasione per presentare e discutere i temi principali che si tratteranno nel corso della Conferenza economica di fine mese, senza evitare critiche a una politica che ha trasformato gli agricoltori, da elemento fondamentale e strategico per la riuscita delle politiche nazionali dei Governi, a essere considerati un problema, da ridimensionare, attraverso la riduzione degli spazi e delle risorse.“E’ necessario – afferma Scanavino – che il Governo italiano si ponga nei confronti delle istituzioni europee facendo di tutto per convincerli che noi ce la possiamo fare. Noi dobbiamo stare nel sistema Europa ma non in modo acritico, dobbiamo denunciare quello che non va e proporre strade alternative”. Ecco che la nostra Conferenza economica diventa cruciale in chiave propositiva e si sviluppa su quattro tematiche fondamentali. Europa dei popoli. Non ci occupiamo solo di vendere e coltivare, trasformare derrate agricole, siamo una forza sociale, un’associazione che riunisce 90.000 persone che sono cittadini prima ancora che imprenditori. Tutto ciò che trasforma e modifica la società europea, come i flussi migratori, ci riguarda. Tanti lavoratori comunitari e/o extracomunitari sono impiegati nelle nostre imprese, anzi, a volte senza di loro le attività si fermerebbero. Cosa succede nel mondo non va sottovalutato, ci deve interessare e bisogna occuparsene. Territorio e Agricoltura. “Abbiamo sviluppato – afferma Scanavino – una serie di iniziative e progetti, in particolare rivolti alle aree interne del paese, quelle della dorsale appenninica, quelle del meridione d’Italia, e mentre noi, assieme a molte amministrazioni pubbliche anche regionali, comuni, associazioni, provavamo a lavorare, ci siamo trovati un anno terribile proprio per queste aree”. Il terremoto ha devastato un intero territorio del centro Italia, la neve caduta copiosa e abbondante anche in Puglia a 500 metri da mare, la grandine, il gelo e la pioggia anche in Calabria. Questo ci interroga su come fare per affrontare un problema in più oltre al mercato, alle questioni che riguardano i PSR, e come possiamo fare fronte a situazioni che sempre più frequentemente mettono in ginocchio il comparto. Inoltre nelle aree interne sono caratterizzate da una fragilità intrinseca (franosità, dissesto, ect.). Nella sola dorsale appenninica vivono più di 15 milioni di abitanti e se non pensiamo a potenziare e accompagnare lo sviluppo di queste zone, non riusciremo mai più a fare ripartire l’Italia. Filiera. Il tema delle aggregazioni non è quello fermo a venti anni fa. Oggi va affrontato mettendo in atto una strategia commerciale pensata da tutta la filiera a cominciare dai produttori di materia prima fino ad arrivare a chi vende il prodotto trasformato. Dobbiamo immaginare un settore composto da OP, da reti d’impresa, da cooperative, concepito in modo efficiente, efficace, che non produca perdite lungo il percorso e che condivida il valore aggiunto in modo più equo tra tutti gli attori della filiera a partire dagli agricoltori, valorizzando le produzioni Italiane. “Purtroppo – sottolinea Scanavino – non abbiamo una filiera controllabile in grado di dirci che sotto il “made in Italy” c’è effettivamente produzione italiana e di qualità. Penso che tutta la legislazione sulle DOP, IGP, ecc. sia roba vecchia di trent’anni che non può più funzionare”. Politica Agricola Comunitaria (PAC). L’impianto della PAC post 2020 si scrive nel 2017. Non possiamo più accettare un sistema che si basa su metodi di calcolo messi a punto venti anni fa. Bisogna elaborare la PAC come se non ci fosse mai stata, altrimenti la prossima non riusciremo più ad applicarla. Il secondo pilastro era nato per rafforzare le aziende più deboli nelle aree rurali e invece è servito a rafforzare quelle della pianura padana e delle aree forti del paese, tradendo il senso della politica agricola comunitaria. “Il nostro progetto – afferma il presidente nazionale Cia – partirà dal fatto che il sistema com’è oggi non è più funzionale all’agricoltura italiana. I consorzi di bonifica e di difesa, il sistema allevatoriale devono costare di meno: è necessario tagliare i costi inutili. Come organizzazione – conclude Scanavino – saremo severi e irriverenti nei confronti di tutti. Non ci interessano le poltrone e le presidenze. Noi non viviamo per il sistema, noi viviamo di quello che ci danno i nostri agricoltori. Fondamentale agire come corpo unico con agricoltori uniti e coesi su un unico obiettivo: far sentire la nostra voce.

 

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Catanzaro: i Vescovi calabresi hanno incontrato la Coldiretti Calabria. Molinaro: “Condiviso un modello di sviluppo distintivo, identitario e valoriale che ha al centro l’agricoltura e l’agroalimentare”

(137) I Vescovi calabresi riuniti nella sessione della Conferenza Episcopale, hanno incontrato una delegazione di dirigenti di Coldiretti Calabria guidata dal presidente Pietro Molinaro. I Vescovi, non erano sicuramente assessori all’agricoltura ma l’incontro è stato operativo, di grande

 

significato e protrattosi nel tempo, con un interscambio approfondito anche su situazioni territoriali specifiche – sottolinea Molinaro; con i pastori delle chiese calabresi abbiamo condiviso un modello di sviluppo distintivo, identitario e valoriale. Molinaro ha presentato l’accordo  economico e commerciale globale (CETA) tra Unione Europea e Canada approvato dall’Euro parlamento dal quale, ha messo in risalto, “ha molto da perdere l’agricoltura italiana e calabrese”. Il settore agricolo e agroalimentare non soltanto è un`area produttiva fondamentale per la Calabria , ma incrocia temi strategici per una crescita di qualità – riferisce il presidente – come la difesa del suolo dalla cementificazione, la tutela dell`ecosistema, la valorizzazione del paesaggio, l’accoglienza e l’inclusione con una posizione netta contro lo sfruttamento della manodopera straniera, con l’esigenza di spezzare la catena del malaffare e sfruttamento che sottopaga i prodotti agricoli. Dopotutto il Rapporto sulle Agromafie, che è stato consegnato, certifica anche questo. Siamo però nella  Calabria dei pararadossi – ha affermato – i dati economici provenienti da varie fonti  confermano da anni  il ruolo dell’agricoltura e dell’agroalimentare nelle politiche di sviluppo, nell’occupazione, anche giovanile e nell’export. Vi è una difficoltà, delle Istituzioni a fare sintesi su progetti sostenibili e durevoli che puntano sugli asset naturali della Calabria dove operano imprenditori innovativi e imprese, che hanno fatto proprio un grande sforzo di rinnovamento”.  Una sintonia registrata,  che ci inorgoglisce e va in questo senso –  ha precisato Molinaro – la nostra battaglia per l’etichettatura di origine obbligatoria di tutti gli alimenti che è garanzia per i cittadini e di tutela del lavoro. Sono stati declinati impegni concreti che vedranno la Coldiretti lavorare insieme alle diocesi in particolare sui giovani che, è stato detto, credono nella propria terra e nell’agricoltura prova ne sono  le 2207 domande di primo insediamento presentate. Ed ancora: contratti di filiera sulla  zootecnica, già approvati dal CIPE, nelle zone interne con l’insediamento di famiglie anche di immigrati, potenziamento e finanziamento delle reti irrigue gestite dai consorzi di bonifica che possono assicurare occupazione vera, sostegno al credito con CreditAgri – Coldiretti, allargamento della rete di vendita diretta di Campagna Amica, rafforzare il rapporto aiutando gli Istituti Sostentamento Clero (avviene già in quattro diocesi) per valorizzare il loro patrimonio agricolo  con percorsi virtuosi di gestione in particolare a favore dei giovani e cooperative, Agricoltura Sociale e multifunzionalità delle aziende agricole strumenti veri di un nuovo welfare.  Siamo davvero grati per l’attenzione e la disponibilità manifestata nonché l’incoraggiamento a proseguire nel nostro quotidiano lavoro come ci è stato detto “con forza, autorevolezza e determinazione”  coniugando sempre giustizia economica e giustizia sociale – riferisce Molinaro – dedicando una particolare attenzione alla gestione delle risorse pubbliche che devono essere ben investite e tirate fuori dalla palude dei rinvii e ritardi. Il Presidente della CEC mons. Bertolone ha ringraziato la Coldiretti per la competenza, passione e progettualità offerta assicurando una vicinanza non solo di ascolto ma di un impegno comune fatto di concretezza che aiuta  a collocare il lavoro agricolo in una dimensione etica e spirituale, che riguarda la vita quotidiana di ciascuno perché dalla coltivazione della terra dipende l’alimentazione dell’uomo e dall’alleanza tra uomo e ambiente la custodia del creato”.

 

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