Reggio di Calabria: Legambiente, da Saline Joniche a Doha la stessa sfida e una sola voce: No al carbone!

In questi giorni in cui le principali associazioni ambientaliste stanno spingendo i governi riuniti a Doha ad aumentare gli sforzi affinché decarbonizzino le proprie economie e scongiurino gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici, anche a Reggio Calabria le stesse associazioni ribadiscono a una sola voce il proprio no alla centrale a carbone che dovrebbe sorgere a Saline Joniche e che, se costruita, vanificherebbe gli sforzi che l’Italia e l’Europa stanno tentando di fare (e far fare) per facilitare questa transizione.

Il caso Saline Joniche è emblematico della contraddizione italiana riguardo la lotta ai cambiamenti climatici: mentre in sede internazionale il nostro paese, assieme all’Europa, vuole imporre la propria leadership per guidare una seria decarbonizzazione dell’economia mondiale, in casa non è altrettanto severa e autorizza la costruzione di centrali carbone (Saline Joniche in primis, ma anche Porto Tolle, Vado Ligure, Fiume Santo e, probabilmente, anche Sulcis), calpestando, come se non bastasse, il volere della regione Calabria. Di fronte a questo atteggiamento ci si ci chiede quale sia il vero governo italiano quando si discute di questi temi. Quello che chiacchiera fuori casa spendendosi nella lotta ai cambiamenti climatici o quello casalingo sporco di carbone che invece autorizza la costruzione di centrali super-inquinanti che, se realizzate, aumenterebbero le emissioni CO2 di oltre 25 milioni di tonnellate all’anno. Inoltre, ci si domanda quali siano gli orizzonti energetici del nostro paese in un momento cruciale come questo, in cui si sta discutendo una Strategia Energetica Nazionale che sembra voler puntare ancora sulle vecchie fonti fossili. Si ragionerà di questi temi oggi a partire dalle 17 presso il Consiglio Regionale della Calabria. Parteciperanno: Nuccio Barillà, Segreteria Nazionale Legambiente; Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente; Gaetano Benedetto, Direttore Politiche Ambientali WWF Italia; Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia; Danilo Selvaggi, Direttore Generale LIPU; Panolo Catanoso, Coordinamento Associazioni Area Grecanica “No al Carbone”; Cristina Ciccone, Segretaria Regionale Slow Food; Ugo Sergi, Coordinamento Produttori Agricoli Area Grecanica; Mariano Fortebuono, Provincia di Reggio Calabria.

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Palmi (RC): intermediari assicurativi e consumatori uniti per governare la crisi

di Francesca Pizzi*. Si è svolta a Palmi (RC), presso il G.H. Stella Maris, la tavola Rotonda organizzata dal Sindacato Nazionale Agenti Comitato Provinciale di Reggio Calabria, che ha visto intervenire allo stesso tavolo anche le associazioni dei consumatori. Momento di confronto e di costruttivo scambio di esperienze, in cui gli Agenti di Ass.ne, rappresentanti di diverse Compagnie, e le associazioni Confesercenti, Codacons e Confcommercio, abilmente moderati dalla giornalista Anna Maria Reggio, hanno parlato dello stato di crisi che attanaglia l’Italia, ed in particolar modo il Sud, ormai da qualche anno.

Dopo il saluto di benvenuto, il Presidente della sez. Provinciale SNA reggina Giuseppe Franco, ha presentato l’iniziativa, spiegando nei motivi dell’incontro, la volontà di porsi accanto ai consumatori per meglio far conoscere il ruolo sociale degli intermediari d’assicurazioni. “Noi abbiamo coscienza di quanto i media influenzino i consumatori e nella piena consapevolezza che questo nostro tempo è caratterizzato dalla crisi economica globale che costituisce l’oggetto della informazione di massa e quindi siamo qui a ribadire il nostro desiderio d’offrire una maggiore comprensibilità alle proposte economico / assicurativo che sono offerte sul mercato ai consumatori. Delle nostre azioni abbiamo sempre reso edotti i mezzi d’informazione fiduciosi di un sostegno che non sempre ci ha accompagnato” conclude Franco. La Vice Presidente Francesca Pizzi, a beneficio soprattutto dei non addetti ai lavori, ha delineato in breve, il percorso legislativo attraverso cui si è giunti alle recenti proposte contenute nel Decreto Crescita. Un breve excursus dunque, che parte dall’adozione del Codice delle assicurazioni private,  proseguendo attraverso il Decreto Bersani e Bersani bis, che tra le novità introduce l’obbligo per l’intermediario di verificare l’ “adeguatezza” dei contratti collocati. Novità molto importante per mezzo della quale si obbliga l’Agente a cambiare veste divenendo quell’interlocutore consulente che deve essere in grado di valutare la coerenza della polizza offerta con le reali esigenze del cliente consumatore. Ed è per garantire la pratica di  tale indicazione, che il legislatore non puo’ esimersi dal fornire gli strumenti adeguati, da qui’ l’istituzione del plurimandato, scarsamente praticato in verità, per l’ostruzionismo delle Compagnie. A seguire, il Decreto Crescita, di cui tanto si parla e che attende ancora l’approvazione definitiva, che introduce la libertà di collaborazione tra i diversi Intermediari iscritti al RUI. Con il suo intervento, Angela Occhipinti, componente SNA Nazionale e membro della commissione per il mezzogiorno,  ha intrattenuto i presenti soffermandosi sulla reale situazione del Sud, dove, rispetto al numero di Compagnie di Assicurazione operanti in Italia, quelle rappresentate sono veramente poche. La Occhipinti ha trattato anche l’argomento “ chiusura Agenzie”, quindi ha parlato della perdita dei posti di lavoro, della difficoltà per i consumatori di trovare un’offerta assicurativa in loco e dell’aumentare dei soggetti che circolano senza assicurazione. Ha parlato anche dell’esigenza di una cultura assicurativa che aiuti le famiglie nelle scelte e a tale proposito, ha anche illustrato brevemente il progetto di formazione nelle scuole che il Sindacato sta mettendo a punto. L’intervento di Confesercenti prima e di Confcommercio dopo, è stato molto utile al fine di potere individuare, in un momento in cui le Imprese ed in questo caso le Agenzie, parlano solo di problemi, le possibili ed eventuali soluzioni. E quindi si è parlato del consorzio Fidi a disposizione anche della categoria degli Agenti, della possibilità di usufruire gratuitamente di ore di formazione che aiutino i dipendenti di Agenzia a qualificarsi ulteriormente e dei molteplici servizi messi a disposizione. Il rappresentante del Codacons, non poteva non entrare nell’argomento “caro prezzi delle polizze RCA”, trattato ampiamente ed anche condiviso dagli Intermediari che, essendo consumatori a loro volta, non  hanno potuto non accogliere le preoccupazioni che derivano dalle famiglie. Siamo in piena crisi ed i bilanci familiari sono scarni ecco perché la ricerca del prezzo migliore diventa spasmodica. A conclusione del dibattito, il previsto Question Time con i giornalisti che hanno dato veramente la percezione di quello che succede realmente, ponendo quesiti interessanti, di grande attualità e non mancando di formulare  proposte.  Tutti i componenti del Comitato esecutivo SNA di Reggio Calabria, organizzatori dell’evento, sono intervenuti nell’intento di rendere chiaro un argomento, quello assicurativo, a volte poco compreso e con la volontà  di far conoscere una categoria, quella degli Agenti di assicurazioni, spesso giudicata superficialmente. *Addetta Stampa.

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L’economista statunitense Marshall Auerback, dell’Institute for New Economic Thinking di New York ““Basta austerità. LA BCE garantisca il debito degli stati membri”

di Luigi Pandolfi. “La Calabria è un po’ come il Mississippi in America, con l’aiuto dell’Europa potrebbe sconfiggere il sottosviluppo”. Parole di Marshall Auerback, noto economista ed opinion leader statunitense, direttore della divisione per il partenariato istituzionale dell’Institute for New Economic Thinking di New York. Ma quale Europa? L’economista lo spiega in una intervista concessa a Luigi Pandolfi per Calabriaionweb, il magazine del Consiglio regionale della Calabria.

“Per l’Europa le priorità per il futuro saranno democrazia politica, unione fiscale, una banca centrale che garantisca il debito degli stati sovrani. Senza di questo l’Europa rischia di implodere”, dice Auerback, riferendosi alla situazione di crisi che investe il vecchio continente. E sulla crisi la sua opinione è che “In Europa il problema della solvibilità del debito si pone perché la Bce non è una banca di garanzia dei debiti sovrani degli stati membri. A questo si deve aggiungere che gli stati dell’Eurozona sono utenti della moneta unica, ma non battono più moneta in maniera sovrana. Ecco perché da voi la speculazione può fare danni”. In Europa, secondo l’economista newyorkese, c’è un forte deficit democratico che bisognerà colmare, lavorando per l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa. Non sarebbe tollerabile nel medio periodo che “Burocrati non eletti dal popolo continuino a tirare le fila di interi popoli” e che si perseveri con la “follia dell’austerità”. Sulla situazione italiana Auerback dice che “la personalità di Monti è certamente più autorevole di quella dei suoi predecessori, ma questo non risolve il problema”. Concludendo con una frase piuttosto forte: “Basta dire che Berlusconi è stato tolto di mezzo da quello che definirei uno stato finanziario”.

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, presentazione di “Sfiorando il muro”

di Daniela Gangemi*. Secondo appuntamento con la sezione “Voci di dentro”, con la proiezione del film “Sfiorando il muro” di Luca Ricciardi. L’incontro che si è svolto presso il Teatro “F. Cilea”, ha visto la partecipazione degli studenti dell’Istituto Tecnico Economico “R. Piria” e del Liceo scientifico “L. Da Vinci”. Inoltre, erano presenti in sala i ragazzi del Centro di Prima Accoglienza di Reggio Calabria. Il film “Sfiorando il muro”, è stato realizzato da Silvia Giralucci, giornalista, figlia di Graziano Giralucci, assassinato dalle Brigate Rosse, davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano, a Padova, il 17 giugno del 1974.

Nel film, Silvia, è la voce narrante che attraverso i racconti, ma soprattutto i volti di coloro che hanno vissuto quegli anni, ha raccontato la storia, le ragioni e le motivazioni. Silvia, aveva solo tre anni, quando il padre fu ucciso, i ricordi flebili, ma soprattutto la necessità di dare risposte al proprio figlio, hanno condotto a comunicare una soggettività  discreta e sensibile e fare chiarezza sul periodo vissuto dal proprio genitore. Il film è iniziato con  l’intervento di Toni Negri, in occasione dell’anniversario del 7 aprile 1979, in cui la Polizia arrestò i teorici della guerriglia di Autonomia Operaia, mettendo fine alle tensioni, violenze ed aggressioni che imperversarono nelle strade e nelle università di Padova. Un momento che segnò una tappa significativa. Partendo da questa data, la regista, ha incontrato i testimoni di quegli anni:Guido Petter, Antonio Romito, Raul Franceschini e Stefania Paternò. Attraverso i loro ricordi e racconti, Silvia ha rievocato i momenti che hanno caratterizzato il periodo, acquisendone una visione diversa, in cui la storia scritta si è unita ai racconti umani di coloro che hanno vissuto una stagione politica difficile. Nel film, la volontà di ricostruire i fatti, si è incorporata al desiderio forte della figlia, di comprendere le scelte di un padre e i motivi che le hanno accompagnate. Per questo, Silvia, va oltre il muro dell’assenza per il genitore, incontrando l’umanità del nemico, ripercorrendone il percorso umano, storico e politico. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: star del cinema internazionale sul red carpet della seconda giornata del “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Questa mattina, presso la magica cornice di Villa “Zerbi”, si è svolta la conferenza stampa relativa alla seconda giornata del "Reggio Calabria Film Fest". Al tavolo dei lavori hanno partecipato Gianluca Curti (nella foto), presidente della Fondazione “Calabria film Commission”, Bruno Di Marino, direttore artistico della kermesse, Michele Geria, direttore organizzativo del festival, i registi Massimo Scaglione e Hedy Krissane, gli attori Franco Neri e Hassan Shapi, e Vera Dragone, attrice e nipote del grande regista Vittorio De Seta.

Vera Dragone inoltre, è presidente di giuria del Premio intitolato alla memoria di Vittorio De Seta che premierà il miglior documentario ad un anno dalla sua scomparsa. “Non nascondo la mia grande emozione per questa iniziativa- ha affermato la Dragone;  assegnare un premio alla memoria di mio nonno da un lato mi conferisce una responsabilità professionale, dall’altro però mi coinvolge affettivamente  e spero di essere all’altezza nel giudicare i vari lavori. Premierò l’opera più densa di significato e auguro al vincitore e agli altri partecipanti di ricevere i giusti stimoli per intraprendere al meglio la carriera del regista cinematografico. Il cinema ha bisogno dei giovani, ha bisogno di un profondo rinnovamento. Un rinnovamento che però deve provenire dallo studio, dalla cultura e dalla preparazione. Questo mestiere non si può fare se non si è preparati”. Successivamente ha preso la parola il regista Massimo Scaglione che al Reggio Calabria Film Festival partecipa con La moglie del sarto, lungometraggio con Maria Grazia Cucinotta nei panni della protagonista. “La moglie del sarto- ha affermato Scaglione- è stato girato principalmente in Calabria, nell’alto tirreno cosentino, e nel cast gli attori sono quasi tutti siciliani e calabresi ad iniziare dalla grande Maria Grazia Cucinotta. Questo film oltre ad averlo realizzato come regista lo ho anche prodotto personalmente. Ho origini calabresi e investire sul mio territorio mi ha gratificato anche personalmente”. Un altro regista ad aver investito nella nostra bellissima terra è il regista tunisino Hedy Krissane che questa sera sarà protagonista al Reggio Calabria film fest con Aspromonte. La pellicola vede nel suo cast come attore protagonista lo storico comico calabrese Franco Neri. “Aspromonte è la mia opera prima – ha dichiarato  Krissane -; io e la troupe abbiamo girato nel cuore dell’Aspromonte scoprendo i fantastici paesaggi di Polsi, San Luca e Gambarie. È una commedia on the road attraverso la Calabria. La storia è  incentrata su un imprenditore brianzolo, Franco Neri,  che viene catapultato nel cuore dell’ Aspromonte per far firmare al fratello musicista, impegnato in una tournée estiva, un contratto urgente. Il fratello, ossia Andrea De Rosa, però sparisce da un giorno all’altro e l’imprenditore è costretto a cercarlo per mari e per monti con la paura che qualcuno l’abbia rapito. Iniziano una serie di disavventure che però porteranno il protagonista a riflettere sui rapporti umani e sulle vere priorità della vita”. “Questo film – ha dichiarato invece Franco Neri – non mi vede impegnato in un ruolo comico, anzi sono il fratello antipatico che provenendo dal Nord non fa altro che criticare il Sud per poi finire per apprezzarlo e amarlo. Aspromonte fa vedere al mondo il volto pulito della nostra terra. Questi luoghi non sono soltanto teatro di crimini, ma divengono, come è giusto che sia, scenari fantastici e simbolo di amicizia”. La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento di Hassan Shapi, attore di origini keniote. In questa edizione del Reggio Calabria Film Fest ci sono ben due pellicole che lo vedono nel cast ossia Senza arte né parte, di Giovanni Albanese, e Lezioni di cioccolato 2 di Alessio Maria Federici. “Ho lavorato molto all’estero- ha dichiarato Shapi- soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, ma ho quasi sempre interpretato ruoli particolari. I registi mi facevano fare il terrorista o il killer. In Italia invece, ho girato principalmente commedie dove ho interpretato ruoli simpatici e molto amati dal pubblico. L’Italia mi ha fatto scoprire una parte di me che avevo quasi dimenticato”. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, proiettao il film “Senza arte nè parte” e i documentario concorrenti al Premio Vittorio De Seta

di Daniela Gangemi*. E’ stato proiettato nel pomeriggio al Teatro “F. Cilea”, il film “Senza arte nè parte” di Giovanni Albanese (nella foto). Tra gli attori della pellicola girata nel 2011, Hassan Shapi, Donatella Finocchiaro, Vincenzo Salemme e Giuseppe Battiston. Il film, ambientato in Puglia, ha ricevuto due candidature ai Nastri D’Argento, per la migliore commedia e migliore attore non protagonista, Giuseppe Battiston. Nella trama, i protagonisti, cercano di imbrogliare un impresario arrogante e senza scrupoli e dei facoltosi collezionisti, falsificando opere d’arte di un’artista contemporaneo, ma perdono tutto, dopo il fallimento definitivo dell’azienda in cui lavorano.

Intanto, prosegue a Villa “Zerbi”, la proiezione dei documentari che rientrano nell’ambito del Premio “Vittorio De Seta”. Tra i nove documentari che saranno esaminati dalla giuria, presieduta da Vera Dragone, sarà scelto il migliore lavoro, che verrà premiato venerdì, nel corso della serata conclusiva del “Reggio Calabria Film Fest”. Il Premio curato da Piergiorgio Scuteri, Novella Spanò e Stefano Perrella, è cominciato martedì con la proiezione di “Ferrhotel” di Mariangela Barbanente, e “In attesa dell’avvento”, di Arturo Lavorato e Felice D’Agostino. Oggi, invece sono stati proiettati altri tre documentari: “Di mestiere faccio il paesologo” di Andrea D’Ambrosio, “Scorie in libertà ” di Gianfranco Pannone e “La nave dolce” di Daniele Vicari. Domani pomeriggio, si proseguirà con la visione del “Santo nero” di Antonio Bellia e “Senza trucco” di Giulia Graglia. Nel documentario “Ferrhotel”, la storia è ambientata  a Bari, a due passi dalla stazione centrale. Un piccolo albergo dismesso, un viavai ininterrotto di persone che entrano ed escono. Sono ragazzi e ragazze somali, in tasca un permesso di soggiorno e nel loro paese una guerra che sembra non finire mai.  Nell’altro documentario,  proiettato nella prima giornata del Festival, “In attesa dell’avvento” , l’Unità d’Italia e le sue celebrazioni, 1861, colgono in questo difficile 2011 con un’enfasi che cozza forte contro gli irrisolti della storia italiana. Giocando con questa banalità della storia fatta a date, incuneiamo in questo binomio celebrativo il 1971 della rivolta a Reggio Calabria. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: seconda serata al “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Seconda serata al “Cilea” del "Reggio Calabria Film Fest". La kermesse ha visto salire sul palco del teatro reggino Vera Dragone, nipote del noto regista e documentarista Vittorio De Seta, i registi Hedy Krissane e Massimo Scaglione, gli attori Franco Neri, Silvia Squizzato, Elena Fonga ed Hassani Shapi. La prima ad intervenire è stata Vera Dragone che in questa manifestazione ricopre anche il ruolo di presidente di giuria del premio intitolato alla memoria di Vittorio De Seta che verrà assegnato al termine dei quattro giorni. “Devo ammettere – ha affermato la Dragone – che ho dei seri problemi con le votazioni delle opere. Mi piacciono tutte.

Scegliere il lavoro di un artista, piuttosto che di un altro, non vuol dire penalizzare ma piuttosto premiare chi ha dato qualcosa in più, chi ha trasmesso più emozioni. Mio nonno è stato una persona molto presente nella mia vita ed è stato un punto di riferimento per la mia carriera di attrice. Tutta la mia curiosità sul fantastico mondo del cinema è nato con lui. Da piccola parlavo tanto con lui. Dal cinema, all’arte,alla poesia, cucina, libri, aveva sempre qualcosa da insegnarmi.  Intendo ringraziare l’organizzazione de festival perché ha scelto di puntare su un genere, quello dei documentari, che nel nostro mondo si vede poco. Dare visibilità a questa parte di cinema vuol dire apprezzare la vera essenza di quest’arte”. Durante l’incontro con Vera Dragone è stato proiettato un lungo spezzone de  I dimenticati, cortometraggio del 1959 diretto da Vittorio De Seta. Si tratta di un documentario ambientato ad Alessandria del Carretto, piccolo paese della provincia di Cosenza. Il regista ha raccontato di aver avuto l'idea di creare questo documentario dopo aver appreso dell'esistenza in Calabria di paesi senza strada alla fine degli anni '50, notizia che lo colpì molto. Quando si trovò ad Alessandria del Carretto gli fu raccontata l'esistenza della "Festa dell'abete", che filmò e integrò all'interno del cortometraggio. Per questo motivo nel 2009 la comunità di Alessandria del Carretto ha assegnato a Vittorio De Seta la chiave e la cittadinanza onoraria del comune. Subito dopo è stato presentato al pubblico presente in sala Aspromonte di Hedy Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato. il film uscirà nelle sale il prossimo 31 gennaio. La pellicola narra la storia di Torquato Boatti (Franco Neri), imprenditore del Nord con una vita familiare poco felice, in procinto di concludere un affare clamoroso. Torquato ha un compratore per il mobilificio ereditato dal padre, disposto a sborsare più del valore effettivo, ed una proprietà da acquistare ad un terzo del suo valore. Per mettere a segno il colpaccio di una vita occorre però anche la firma di suo fratello Marco (Andrea De Rosa), peccato che i due non si frequentino da una decina di anni. A Torquato non resta che mettersi sulle tracce del fratello. La musica porta Marco e la sua band a mille chilometri da casa per una tournée la cui prima tappa è in l’Aspromonte. Torquato lo seguirà. Un litigio, una firma negata e la sparizione di Marco spingono Torquato a cercare il fratello nell’entroterra calabrese, al suo fianco Aldo, una guardia forestale interpretata da Pier Maria Cecchini. L'attraversata on the road dell'intera Calabria si trasforma per lui in un'occasione per riflettere sul senso della vita e sui rapporti umani. “Abbiamo girato  un film che è anche 90 minuti di spot della Calabria- ha affermato il regista-; 90 minuti che mostrano il volto bello e pulito di questa affascinante terra”. Sul palco del “Cilea” è stato presente un attore speciale: Faruk, un bellissimo pastore tedesco che il cinema ha “preso in prestito”. Faruk infatti, accompagna Franco Neri nelle ricerche del fratello, su e giù per l’Aspromonte. “Non ho mai camminato tanto in vita mia- ha dichiarato il comico calabro-piemontese. Mi hanno fatto percorrere mezza Calabria a piedi. Speravo sempre che ad un certo punto venisse  a prendermi un elicottero; ma questo non accedeva mai. Sempre a piedi, su e giù per i monti. Fra Polsi e San Luca. Quello che ricorderò sempre con piacere- ha concluso infine Franco Neri- è l’ospitalità dei calabresi.  In ogni posto scelto per le riprese c’era sempre qualche signora che ci preparava panini  e prelibatezze varie. I calabresi ci hano sostenuto moralmente durante tutto il film”. Infine è stata la volta di Massimo Scaglione, regista de “La moglie del Sarto”. La pellicola vede Maria Grazia Cucinotta nel ruolo di Rosetta; una donna bellissima che si è trasferita dalle Eolie a Fiumefreddo Brutio, nella Sila cosentina, dopo aver sposato Edmondo, che con il suo talento ha messo in piedi una sartoria per soli uomini. Quando Edmondo muore, a Roberta e alla bella figlia Sofia (Marta Gastini), lasciate sole da amici e familiari alle prese con le difficoltà di tutti i giorni, tocca prendere in mano le redini dell'atelier attirando una girandola di voci e pettegolezzi su quale sia la professione che entrambe svolgono con i clienti, rigorosamente sempre di sesso maschile, che continuano a ricevere. Dopo qualche tempo, per placare le malelingue, l'amica Adelina (Aurora Quattrocchi) propone a Sofia di sposare Salvatore (Alessio Vassallo), un giovane artista di strada, ma il matrimonio non sortisce alcun benefico effetto e il disastro per la sartoria sembra essere dietro l'angolo. “La pellicola – ha dichiarato il regista – uscirà nelle sale italiane nella prossima primavera. Le mie origini sono silane e nonostante io voglia sempre in qualche modo allontanarmi dalla Calabria alla fine non ci riesco e ritorno sempre qui a girare le mie opere. È un cordone che non si spezza e non intendo spezzare.  Per La moglie del sarto anch’io mi sono comportato come un sarto; ho infatti, cucito più storie insieme per poi arrivare alla sceneggiatura finale. Girerò prossimamente ancora in Calabria”. Ma con chi girerà Scaglione in Calabria? La risposta ce la dà proprio Hassani Shapi, attore di origini keniote, che pur non volendo rivelare nulla sul progetto ha confermato al pubblico che presto verrà a trovarci per realizzare un film. Hassani Shapi è presente al Reggio Calabri Film Fest in ben due pellicole ossia Senza arte e né parte, di Giovanni Albanese, e in Lezioni di cioccolato 2 di Alessio Maria Federici. “Lavoro fra il Regno Unito e l’Italia- ha dichiarato Shapi- e in questi due paesi conduco due vite molto diverse. In Gran Bretagna i registi mi scelgono per interpretare ruoli da cattivo come il terrorista, il killer e il pazzo assassino; in Italia invece ho rivestito  sempre  ruoli comici. A Londra faccio paura mentre a Roma mi prendono in giro. È bello stare in questi due mondi”. Ad Hassani Shapi l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest ha conferito il premio “Mediterraneo”. Subito dopo l’incontro con attori e registi è stato proiettato il film "Lezioni di cioccolato 2". *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Roghudi Nuovo (RC): Borghi Solidali, domani seminario teatrale

Ritorna l'appuntamento con i seminari teatrali promossi dall'Agenzia dei Borghi Solidali. Domani, 6 dicembre 2012, dalle 15.30 alle 17.30, presso lo Spaziofiera di Roghudi Nuovo, in provincia di Reggio Calabria, si terrà l'appuntamento con la rappresentazione dell'opera "L'Orso di Anton Cechov". Si tratta del secondo incontro, con partecipazione gratuita, condotto dagli attori Maria Milasi ed Americo Melchionda teso a far avvicinare sempre di pià le persone al mondo del teatro.

Si aspetta il pubblico delle grandi occasioni anche in seguito al successo riscontrato lo scroso 20 novembre, quando sono state molte le presenze registrate in occasione del seminario ispirato all'opera Cecè di Luigi Pirandello messa in scena dalla compagnia teatrale Officine Ioniche delle Arti. Oltre quaranta partecipanti si sono cimentati nella recitazione teatrale imparando i rudimenti dell'arte. Tra gli obiettivi dell'attività, l'importanza terapeutica e didattica del teatro. Destinatari principali dell'azione sono stati infatti gli utenti dell'associazione Piccola Opera, delle cooperative Rinascita e Marta e della comunità Cereso, insieme ad appassionati di tutte le età. Il gruppo, guidato dagli attori professionisti, è riuscito a creare un bel clima di lavoro, di integrazione, divertimento ed emozionalità. "E' stata una giornata intensa, ricca di sensazioni positive. I partecipanti, seppur attori amatoriali, hanno colto a pieno il senso ed i significati del fare teatro" ha commentato Maria Milasi, attrice e docente del seminario. Appuntamento quindi, come da programma, al secondo incontro. Per info www.borghisolidali.it.

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Cosenza: UNICAL, il gioiese Raffaele Leuzzi è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria

Lo studente diciannovenne Raffaele Leuzzi, di Gioia Tauro, è stato eletto componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università della Calabria. E’ lo studente più giovane mai eletto nella storia dell’Unical. Con 2187 preferenze, Leuzzi, candidato dell’Associazione A.L.Fa,  che frequenta la Facoltà di Economia, si è aggiudicato uno dei due seggi riservati agli studenti. L’elezione dello studente gioiese, espressione di una lista composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, conferma il risultato straordinario di tre anni addietro, quando nel Cda dell’Unical venne eletto il palmese Domenico Cambrea.

La lista “Athena”, nelle elezioni che si sono svolte il 28 e 29 novembre scorsi per il rinnovo degli organi maggiori d’Ateneo dell’Università della Calabria è così riuscita ad ottenere il 50% dei seggi disponibili. La “Dea” così amichevolmente chiamata dai suoi componenti, è espressione dell’Associazione A.L.Fa, composta prevalentemente da studenti della provincia di Reggio Calabria, ed egregiamente rappresentata dal suo presidente storico Rocco Cosentino, ha sempre offerto e svolto servizi di assistenza a tutti gli studenti dell’Unical, sia per la didattica che per altro. Per le consultazioni studentesche di novembre sono stati 9.400 gli studenti votanti, pari al 35% degli aventi diritto al voto. La lista è riuscita ad ottenere, complessivamente, 3136 preferenze, risultando così la prima al Senato Accademico, dove è riuscita a conquistare due dei quattro posti disponibili che verranno occupati dagli studenti Verano e Militerno.

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Pallacanestro, DNA: dopo la vittoria a Codogno parla coach Ponticiello

di Isabella Galimi*. Una partita, quella consumata a Codogno, che ha dato dei risultati forse oltre le previsioni, non solo una vittoria, ma una vittoria con un distacco significativo."Più che allo scarto, io guardo alla prestazione, davvero eccellente, ed alla forza dell’avversario – ha commentato coach Ponticiello – Casalpusterlengo era reduce da due successi consecutivi, motivatissimo, deciso a riagganciare quanto prima la zona playoff. Tutti questi aspetti mi inducono ad essere particolarmente soddisfatto, siamo evidentemente sulla buona strada".

L’innesto di Piazza ha lasciato il segno, un esordio che non ha lasciato all’avversario il tempo di reagire, la squadra è parsa molto più veloce dal punto di vista del ritmo di gioco, il coach ha evidenziato le motivazioni del cambiamento: “Sono oramai due settimane che lavoriamo contemporaneamente su un doppio binario: da un lato ristrutturare i nostri equilibri offensivi e difensivi, dall’altro la preparazione della partita della domenica. E’ come se i due piani si sovrapponessero. Nello specifico del match con Casalpusterlengo, il piano partita era quello di costruirci quanto più possibile tiri ad alta percentuale, in equilibrio, ed in tal modo togliere ai lombardi la loro arma migliore, il contropiede. Ovvio che la presenza di Piazza, oltre al contributo che è visibile la domenica e che a Codogno è stato di altissimo livello, contribuisca anche a velocizzare durante la settimana il processo di apprendimento dei nuovi giochi e soluzioni. Diversi aspetti che, uniti come in un assemblaggio di un pazzle, dovevano aiutarci con Casalpusterlengo, ma nello stesso tempo far progredire la squadra anche oltre l’appuntamento di domenica. Concretamente, da un lato enfatizzare il fattore energetico, dall’altro, dal martedì al sabato, farci entrare chirurgicamente nei nostri dispositivi di organizzazione difensiva e migliorarli. Direi che tutto sia andato secondo le nostre aspettative e sforzi". Oltre al miglioramento collettivo, continua ad emergere la determinazione di elementi come Germani e Fabi, il coach ha commentato: "Parliamo di un 92 e di un 91, due giocatori molto giovani e di indubbio talento, che avevano bisogno di scrollarsi di dosso tutta la frustrazione accumulata in settimane difficili. Da questo punto di vista, ritengo che il loro impegno, così come quello di tutti, in particolare dei più giovani, debba essere ora rivolto alla necessità di cavalcare positivamente l’onda, diretto a moltiplicare quanto più possibile le energie e portare a compimento quanto di buono si è per ora solo intravisto, ora non si deve assolutamente abbassare la guardia,è necessario che tutti debbano pensare fortemente che non si è ancora fatto nulla. La risalita, anche alla luce del difficilissimo calendario di dicembre, è appena cominciata, bisogna ancora fare tanto. Come dicevamo dopo Bari, è indispensabile pensare che si è fatto qualcosa di buono, ma che si possa e si debba fare ancora di meglio".Pomeriggio, la squadra riprenderà con la sessione di allenamenti:"Lavoreremo in assoluta continuità con le settimane precedenti- ha concluso coach Ponticiello- tenere insieme organizzazione ed energia, l’immediato e la progettualità a medio termine. L’unico fattore nuovo è che si possa lavorare con minore pressione, ma guai a fare un passo indietro. Perderemmo tutto quanto di buono è stato fatto in questi 15 giorni". *Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria.

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Reggio di Calabria: presentazione in anteprima del lungometraggio “Quel che resta”

di Francesco Monteleone*. Martedì 4 Dicembre 2012 alle ore 19,30 presso il teatro F.Cilea di Reggio Calabria in occasione dell’apertura del “Reggio Calabria Film Fest” verrà proiettato in anteprima internazionale il film “ Quel che resta” lungometraggio sul terremoto del 1908 prodotto dalla “Calabria Film Commission” e da “Produzione Straordinaria Srl di Roma” con il sostegno di “Cinecittà Luce”. Il film inizia raccontando di quella domenica 27 Dicembre 1908 quando in soli 30 secondi un violento terremoto distrusse le città di Reggio Calabria e Messina e prosegue narrando la storia di “Cata”

(interpretata da Federica Bianco) una giovane scampata miracolosamente alla tragedia del terremoto che divenuta una donna bellissima vive le vicissitudini nella calabria degli anni 20 del secolo scorso infarcita di nobiltà, tirannia e difficoltà. Un cast di grande prestigio Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta, Federica Bianco, Giacomo Battaglia e Luigi Miseferi; la regia è di Laszlo Barbo, la sceneggiatura di Elio Gentile ed è tratta da due racconti : “Ricordi di un dissepolto” di Michele Calàuti e “ Le baracche” di Fortunato Seminara. Alcuni fra gli interpreti hanno assicurato la loro presenza  alla anteprima di Reggio Calabria. Le musiche sono composte da Sandro Scialpi, gli arrangiamenti sono di Emiliano Patrik Legato mentre la produzione delle musiche e le edizioni musicali sono della Miseria E Nobiltà di Milano. “Quel che resta” sarà ripresentato il 18 Dicembre prossimo a Cosenza in occasione del “Festival Primavera del Cinema Italiano” e parteciperà nei prossimi mesi a numerosi altri importanti Festival sia Italiani che internazionali. *Ufficio Stampa Edizioni Musicali Miseria e Nobiltà – Milano.

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Reggio di Calabria: il “Giudice ragazzino” apre il sipario del “Reggio Calabria Film Fest”. Gli studenti a dibattito con il Procuratore Musarò e Don Chiovaro

di Angela Panzera*. Aperto il sipario sul Reggio Calabria Film Festival. Questa mattina infatti è stato proiettato il “Giudice ragazzino”: pellicola del 1994 diretta, da Alessandro Di Robilant, che vede in Giulio Scarpati l’attore protagonista. Il film è incentrato sulla vita del giudice siciliano Rosario Livatino, soprannominato appunto  Il giudice ragazzino per la sua giovane età, dall'ingresso in magistratura al suo impegno nella lotta alla mafia, fino all'assassinio avvenuto il 21 settembre 1990. Ad assistere alla proiezione gli studenti della scuola media “Galileo Galilei, dell’istituto tecnico industriale statale “Panella” e dell’istituto tecnico statale per il settore economico "Piria".

Subito dopo la proiezione è seguito il dibattito con il sostituto procuratore antimafia, Giovanni Musarò (nella foto), e con Don Valerio Chiovaro (nella foto), presidente della onlus “Attendiamoci”. L’incontro è stato moderato dall’avvocato e criminologo Agostino Siviglia che è divenuto anello di congiunzione fra gli ospiti e gli studenti.  Il primo ad intervenire è stato il magistrato Musarò il quale ha affermato che “ in Livatino si ritrovano tutti i magistrati giovani poiché incarna uno spirito trasparente e integerrimo: caratteristica principale di chi vuol svolgere questa professione”. Musarò ha spiegato ai ragazzi  come funziona la professione del pubblico ministero. “Essere sostituto procuratore antimafia non vuol dire combattere da solo una propria battaglia contro la criminalità organizzata. Per farlo infatti, occorre un lavoro di squadra. Continue riunioni con la polizia giudiziaria e un continuo interfacciarsi con colleghi dello stesso ufficio e di altre procure; occorre considerare che le mafie non hanno confini territoriali e quindi anche noi magistrati, per ripristinare la legalità, abbiamo il dovere di coordinarci e dialogare con altri giudici di altre città”.” La mafia avrà fine?”- ha chiesto uno studente. “La mafia non è invincibile – ha continuato Musarò – ciò è stato dimostrato dai collaboratori di giustizia. I pentiti sono custodi delle regole e dei crimini commessi dalle varie cosche e poiché la mafia può essere tradita, da chi sceglie di stringere un patto con lo Stato, allora mi sento di dire che non è invincibile. Per sconfiggerla, oltre alle operazioni di polizia giudiziaria, dobbiamo farla diventare un corpo estraneo, come se fosse un fenomeno da espellere dalla società. Voi avete visto in questo film il forte no opposto da Livatino ad alcuni regali offertigli da soggetti presumibilmente malavitosi; l’espulsione dalla società sta proprio in questo: non stringere la propria mano a tutti, non andare a prendere il caffè con chi non ci convince. Tutti abbiamo il dovere di giocare questa partita; noi magistrati lo facciamo per lavoro, i cittadini invece lo devono fare per la propria vita e lo devono fare dal nostro stesso lato”. Giovanni Musarò recentemente ha subito un grave attentato poiché stato colpito fisicamente da un boss durante un interrogatorio. Le domande sul punto non sono mancate. Una studentessa ha chiesto al magistrato se in quell’occasione ha avuto paura e se intende continuare nel suo percorso lavorativo. Il pm pur dichiarando di non poter approfondire l’argomento, poiché ci sono delle indagini in corso e quindi non può violare in segreto istruttorio, ha dichiarato che “non ho avuto paura e neanche adesso ne ho. Sono dei rischi che purtroppo si possono correre. Adesso ho la scorta, degli angeli che mi seguono ovunque. Questo episodio mi ha comunque segnato, ma questo è il lavoro che ho sempre sognato di fare”. Subito dopo è intervenuto Don Valerio Chiovaro. “Io ho la fortuna di essere sacerdote, noi cerchiamo di arrivare al cuore dell’uomo, ma per questo giudichiamo in modo diverso dai magistrati. Sia i sacerdoti- ha dichiarato Don Valerio Chiovaro- che i magistrati non sono tenuti a giudicare le parsone, entrambi giudichiamo e analizziamo solo le loro azioni. Noi dobbiamo capire il modo con cui salvare queste anime, come arrivare ai loro cuori. La ‘ndrangheta è una cultura che prima dobbiamo sconfiggere dentro di noi; solo così possiamo evitare di commettere gravi azioni. Aprire il cuore alla giustizia riguarda tutta la società. Non dobbiamo chiedere favori per risolvere i nostri problemi, non possiamo consegnare le nostre vite agli altri che poi se ne impossessano. Per debellare questo fenomeno non basta soltanto indignarsi di fronte agli attentati, alle bombe, piuttosto dobbiamo trovare dentro di noi la forza della ricostruzione”. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, conferenza stampa inaugurale

di Daniela Gangemi*. Si è svolta questa mattina,la conferenza inaugurale del “Reggio Calabria Film Fest” che è rientrato nel progetto del “Festival cinematografico della Calabria”.  Nel corso dell’incontro che si è svolto presso Villa “Zerbi”, è stato illustrato il programma odierno della manifestazione e si è discusso dell’utilizzo del cinema, come strumento per diffondere un messaggio positivo alle giovani generazioni. Bruno Di Marino, direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, ha evidenziato la continuità che si è voluta dare nel corso degli anni con la realizzazione della manifestazione: “La nostra idea – ha raccontato il direttore – è di ritornare ad un Festival, in cui oltre alla proiezione dei film, una parte importante sia dedicata alla didattica,

per illustrare come si è arrivati alla realizzazione di una pellicola ed il lavoro che ha accompagnato la sua costruzione. Quest’anno, abbiamo deciso di introdurre un Premio dedicato al grande regista siciliano Vittorio de Seta, uno dei maggiori documentaristi italiani. Inoltre un ampio spazio sarà dedicato alla musica. Mentre, oggi, il tema centrale sarà la calabresità. Al Teatro “F.Cilea”, sarà proiettato in anteprima nazionale il film “Quel che resta”, pellicola che è stata coprodotta dalla Fondazione “Calabria Film Commission” ed è stata incentrata sul racconto del terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina. A seguire poi, ci sarà l’omaggio al grande cantante, Mino Reitano, con la proiezione del film “Calabria mia”. Domani invece è prevista la proiezione di altre due coproduzioni della Fondazione, “Aspromonte” di Hedy Krissane con Franco Neri e Silvia Squizzato, e “La moglie del sarto” di Massimo Scaglione. Il Premio Vittorio De Seta, regista e sceneggiatore siciliano,  da quest’anno è stato istituzionalizzato. Il grande legame che il regista aveva con la Calabria, lo ha  portato a trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella nostra terra”. La proiezione dei nove documentari, si terrà presso Villa “Zerbi”, mentre a curare il Premio saranno Novella Spanò, Piergiorgio Scuteri e Stefano Perrella. La presidente di giuria è Vera Dragone, nipote del regista siciliano. Il cinema è una grande passione, come ha dimostrato Osvaldo Desideri, Premio Oscar come migliore scenografia per il film “L’ ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci. Il grande scenografo, ha trascorso la sua infanzia a Roma, per poi trasferirsi con la sua famiglia nelle Marche. La  tenacia, la dedizione, la passione lo hanno portato a costruire una carriera, scandita da riconoscimenti ed affermazioni. L’incontro con lo scenografo Ferdinando Scarfiotti, ha rappresentato una tappa importante nella vita di Osvaldo Desideri. Insieme a Scarfiotti, infatti avrà modo di lavorare con importanti maestri da Luchino Visconti nel film “Morte a Venezia”, a Bernardo Bertolucci e Vittorio Storaro. Sono oltre 120, le produzioni che sono state  realizzate, dal grande scenografo. L’ Oscar, altri premi importanti come il David di Donatello, hanno testimoniato come con il talento, con la passione per il proprio lavoro, con determinazione e impegno costante, si possano raggiungere traguardi ambiziosi, costruendo il proprio futuro. Un messaggio che Osvaldo Desideri, ha voluto trasmettere ai giovani: “Svolgo questo mestiere da 54 anni – ha dichiarato lo scenografo – è stato un percorso di vita e professionale affascinante, ma anche molto impegnativo. Ho lavorato con tantissimi registi, ed ho scoperto diversi luoghi. La mia è una professione in cui serve non solo la passione e l’impegno, ma anche la preparazione. Nel corso della mia carriera, ho avuto dei buoni maestri, che mi hanno trasmesso gli insegnamenti necessari per migliorare e crescere nel mio lavoro. I giovani che si avvicinano al cinema, devono avere la possibilità di studiare e di essere seguiti, affinando così il loro talento”. La commozione di Osvaldo Desideri, è emersa poi, nella memoria di Pier Paolo Pasolini: “Mi ricordo un uomo, prima che un grande professionista. Abbiamo condiviso un rapporto eccezionale. L’esempio che ha dato a tutti, è stato di una persona umile e attenta alle necessità di ognuno”. Michele Geria, direttore organizzativo del “Reggio Calabria Film Fest, oltre a ringraziare i presenti, ha ricordato l’impegno profuso dalla Fondazione “Calabria Film Commission “ per la valorizzazione dei giovani talenti calabresi che si vogliono avvicinare al cinema. All’incontro era presente anche Iber Bolignano, presidente dell’associazione “Askena”. Luca Lionello, figlio dell’attore e doppiatore Oreste Lionello, ha ricordato il suo legame con la Calabria: “Tornare qui è sempre una grande emozione. Venivo spesso con mio padre e  poter ritornare è un infinito privilegio. Ho sentito sempre di appartenere a questa terra. Avere l’opportunità di girare il film “Quel che resta”, è stato per me un motivo di orgoglio e di grande soddisfazione”. Tra gli attori presenti Giacomo Battaglia che ha ricordato la veridicità delle storie di alcuni personaggi che sono stati inseriti nel film. In conclusione, Giuseppe Agliano, delegato della Regione Calabria, per i rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”: “Gli sforzi compiuti sino a questo momento, testimoniano la convinzione che la cultura deve essere il motore per ripartire e dare speranza ai giovani. L’impegno della Fondazione e del governatore Giuseppe Scopelliti, è rivolto in questa direzione. Vogliamo dare risposte concrete, lavorando con dedizione per il futuro della Calabria”. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest. 

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Reggio di Calabria: Osvaldo Desideri, premio Oscar per l’ “L’Ultimo Imperatore, apre la kermesse del “Reggio Calabria Film Fest”

di Angela Panzera*. Prima serata al teatro “Francesco Cilea” del Reggio Calabria Film Fest. La kermesse, presentata dalla conduttrice Sky Rosaria Cannavò e dal direttore artistico del festival Bruno Di Marino, ha visto salire per primo sul palco Osvaldo Desideri, scenografo di fama mondiale e premio Oscar per “L’ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci. “Per fare questo mestiere – ha dichiarato Desideri – non basta avere passione; occorre studiare ed essere competenti altrimenti, come diceva il grande Luchino Visconti, si prende la valigia e si va a casa. Io a casa ancora non ci sono andato”.

Desideri, spirito di grande ironia, ha raccontato al numeroso pubblico intervenuto in sala alcuni aneddoti e ricordi legati alle sue più famose pellicole come “Fantozzi”  del regista Luciano Salce. “Ho curato l’allestimento della casa della famiglia Fantozzi e poiché si doveva girare la famosa scena di Fantozzi che si lanciava, e si lanciava letteralmente, dal terrazzino  per prendere l’autobus ho pensato di ricreare la casa in una vera abitazione situata sulla tangenziale  est sopraeleva,ta di Roma. Facendo ciò chi abita lì, ancora oggi, è etichettato come Fantozzi”. Al grande Maestro Desideri l’organizzazione del Reggio Film Fest ha donato una maschera, raffigurante la Magna Graecia, realizzata attraverso lo stile proprio delle ceramiche di Seminara. “Ringrazio l’organizzazione e l’intera Calabria per avermi invitato qui stasera , sono molto felice – ha concluso Desideri – di essere stato premiato in questa bellissima terra”. Da sottolineare che Desideri questo pomeriggio ha tenuto, insieme al regista Massimo Scalgione, un workshop culturale in cui sono state illustrate, ai ragazzi del corso di scenografia dell’”Accademia delle Belle Arti” e dell’istituto “Frangipane”, le principali tecniche del mestiere. Successivamente sul palco del “Cilea” è stata la volta del duo reggino composto da Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi e di Luca Lionello. Gli attori hanno illustrato al pubblico la pellicola Quel che resta, del regista Lazlo Barbo, che oltre a loro annovera nel cast anche Giancarlo Giannini e Franco Nero. La pellicola nasce dalla sinergia fra la “Fondazione Calabria Film Commission”, la società “Produzione Straordinaria” e l’ amministrazione provinciale di Reggio Calabria. Grande contributo è stato offerto inoltre da “Cinecittà Luce”. Quel che resta è stato girato tra la Calabria e Roma e trae le sue origini da due racconti di due autori reggini ossia “Ricordi d’un dissepolto” di Michele Calàuti e “Le baracche” di Fortunato Seminara”. “Troppe volte – ha affermato Gigi Miseferi – abbiamo sentito che il terremoto del 1908 è soltanto il terremoto di Messina. Troppe volte si sono dimenticati i morti di Reggio Calabria. A loro bisogna dare memoria e per fortuna c’è il cinema che diventa così strumento di ricordo. “ L’idea del film – ha detto invece Battaglia – è del precedente presidente della “Calabria Film Commission”, Francesco Zinnato. Girare nella nostra terra è stato emozionante, ripercorrere la vita e la sofferenza che i nostri avi hanno patito ci ha lacerato dentro. Vivere in quelle baracche è stato molto sofferente, ma noi sapevamo che era tutto finto e che sarebbe durato poco.; chissà quello che hanno dovuto passare i terremotati, privati dopo il sisma non solo dei beni, ma anche di una parte dell’anima”. “Questa tragedia ha rischiato di essere dimenticata- ha dichiarato invece Luca Lionello- io,che possiedo parte del sangue calabrese, quando mi è stato proposto il ruolo non potevo dire di no. La Calabria è la mia infanzia, questa terra inoltre è un museo a cielo aperto. I paesaggi sono perfetti set cinematografici”. A Luca Lionello l’organizzazione del festival ha assegnato il premio intitolato alla memoria dell’attore e regista reggino Leopoldo Trieste. Subito dopo l’incontro con gli artisti è stato proiettato in anteprima nazionale il film Quel che resta. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: l’omaggio a Mino Reitano chiude la prima giornata del “Reggio Calabria Film Fest”

di Daniela Gangemi*. La prima giornata del Reggio Calabria Film Fest, si è conclusa con l’omaggio al cantautore, compositore, scrittore e attore italiano, Mino Reitano, scomparso ad Agrate Brianza nel 2009, dopo una lunga malattia. Artista poliedrico, ha saputo trasmettere nelle sue canzoni, l’amore nei confronti della propria terra. Mino era nato a Fiumara, nel 1944, conquistò il successo nel 1968 con i brani “Avevo un cuore (che ti amava tanto)” e “Una chitarra cento illusioni”. Tanti i brani che riscossero  popolarità e costellarono la lunga carriera del cantante calabrese, come “Una chitarra cento illusioni”, canzone che superò le 500.000 copie vendute ed ottenne il disco d’argento.

La prima apparizione di Mino Reitano al Festival di Sanremo, fu nel 1967, con un brano scritto per lui da Mogol e Lucio Battisti, “Non prego per me”, in coppia con The Hollies, il gruppo di Graham Nash. Due anni dopo tornò al Festival, con il brano “Meglio una sera piangere da solo”, in coppia con Claudio Villa. Nello stesso anno,scrisse  la musica di “Una ragione di più”, canzone portata al successo da Ornella Vanoni. Numerose anche le partecipazioni al Cantagiro, Canzonissima, un Disco per l’estate, manifestazioni musicali, in cui Mino ottiene grandi riconoscimenti, piazzandosi spesso nelle prime posizioni della classifica. Nel 1976, compose un romanzo dal titolo “Oh Salvatore”, storia di un emigrante, dove sono ripercorsi alcuni momenti significati delle sua vita. Come attore, partecipò al film  di Carlo Verdone “Sono pazzo di Iris Blond”. Tra i successi di Mino Reitano, anche “Italia”, canzone del 1988, con cui partecipò al Festival di Sanremo. Un inno all’ attaccamento verso la patria che ha amato e di cui ha portato con orgoglio il nome in tutto il mondo, diffondendo attraverso la  musica, i valori della sua terra. La serata si è aperta con l’esibizione della cantante Alma Manera che con la sua voce potente, ha interpretato due brani, scritti dai fratelli di Mino Reitano, dedicandoli al cantante. Incalzato dalle  domande di Bruno di Marino, direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, Tonio Licordari, ex caporedattore della Gazzetta del Sud,ha ricordato il rapporto di profonda stima ed amicizia che lo legava a Mino Reitano: “Ho conosciuto Mino – ha raccontato il giornalista – quando entrambi eravamo ragazzi. Il rapporto di fiducia si intensificò nel tempo. Quando Mino, era all’estero, siamo rimasti sempre in contatto. Nel 1973 si svolse il Cantaeuropa, e la prima tappa fu a Reggio Calabria, Mino cantò nella manifestazione “Calabria mia”. Era un’artista completo, cantante,musicista, compositore, scrittore e attore. Probabilmente non ebbe in vita il giusto riconoscimento che gli fu tributato invece, dopo la sua scomparsa”. Mario Foti, fondatore del gruppo dei fedelissimi di Mino Reitano ha sottolineato l’impegno umano portato avanti nel ricordo del cantante, che si è concretizzato di recente con l’acquisto di due poltrone letto che sono state donate al reparto di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Maria Pia Liotta, interprete del film “Calabria mia “, ha sottolineato:“Il film “Calabria mia” è una pagina importante della mia vita umana e professionale. E’ stata la prima fiction prodotta dalla Rai che ha riscosso un enorme successo”. Giuseppe Agliano ha portato i saluti della moglie di Mino Reitano, Patrizia. Infine, prima della proiezione del film “Calabria mia”, Felice Pagano ha interpretato alcuni brani del cantante calabrese. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Calcio, serie bwin, XVII^ giornata: Reggina-Crotone 1-1

Reggina-Crotone: 1-1. Reggina (3-4-1-2): Baiocco; Adejo (Bergamelli dal 45°), Freddi, Lucioni; Melara (dal 70° Rizzo), Armellino, Barillà, Rizzato (c); Sarno (dall’85° Fischnaller); Ceravolo, Comi. In panchina: Facchin, Bombagi, D’Alessandro, Campagnacci. All.: Dionigi. Crotone (4-3-3): Caglioni; Matute, Abruzzese, Vinetot, Mazzotta; Maiello, Eramo, Galardo (c); Gabionetta (dall’83° Ciano), De Giorgio (dall’88° Torromino), Pettinari. In panchina: Concetti, Migliore, Checcucci, Calil, Addae. All.: Drago. Arbitro: Irrati di Pistoia. Assistenti: Bernardoni e Gava. Quarto uomo: Gava. Marcatori: De Giorgio al 19° e Comi al 75° (rig.). Ammoniti: Lucioni al 29°, Armellino al 36°, Caglioni al 52° e Barillà al 66°. Corner: 9-2. Recupero: 2° (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. La Reggina si presenta stasera al posticipo della serie bwin in quello che qualcuno chiama derby ma che derby non è! Derby, per intenderci, per i reggini, è quello “dello Stretto” con il Messina o quello, invece, con il Catanzaro per i motivi socio-politici risalenti a oltre 42 anni addietro. Il colpo d’occhio del “Granillo” è desolante come sempre negli ultimi tempi o forse ancor di più. A nulla sono valse le “promozioni” della Società con biglietti di Tribuna Sud a 1 euro (si potrebbe dire, quindi, che nemmeno con il biglietto regalato la gente vuole andare allo stadio). Il significato dell’abbandono dei tifosi e degli sportivi reggini verso la Reggina non è la diminuzione del legame con la squadra (sempre vivo) ma è l’antipatia verso il suo presidente-direttore-allenatore pro-tempore. E’ lui, infatti, il vero e unico deterrente affinché la gente torni allo stadio. Saremmo pronti a scommettere che senza di lui, magari anche in una serie inferiore, la passione prenderebbe il sopravvento e lo stadio registrerebbe maggiori presenze rispetto agli ultimi anni. Detto questo, Dionigi dopo il lusinghiero passaggio del turno in Coppa Italia con la vittoria a Verona sponda Chievo (che porterà nuovamente la Reggina a San Siro sponda rossonera), schiera una Reggina ancora diversa ma con quello che ormai è diventato il modulo vincente. In difesa ritorna Freddi in campionato al posto dello squalificato Ely affiancato a destra da Adejo e a sinistra da Lucioni che molto bene ha fatto a Verona mercoledì scorso. A centrocampo ritrova il suo posto da titolare il capitano Rizzato sulla fascia sinistra con Melara, Armellino e Barillà. In attacco, infine, il duo Ceravolo-Comi: il meglio che il convento passa, per intenderci. Rizzo, il “regista a cui è stato fatto credere di esserlo tanto da convincersene”, è ancora in panchina (giustamente). Presenti un centinaio di tifosi ospiti che, contro la Reggina, aspettano la vittoria dal lontanissimo 1976 (al “Granillo” addirittura dal 1952). Cronaca e commento. Primo tempo. La gara ha inizio con ritmi elevati con due occasioni per parte. La prima la crea Sarno con un cross non raccolto da alcuno e la seconda con un’incursione di Maiello per un “ritardatario” Pettinari con Lucioni pronto a spazzare. Al 5° Adejo s’infortuna e Dionigi fa subito scaldare Bergamelli alzatosi dalla panchina. Al 10° primo tiro verso la porta. E’ il crotonese Matute a cercare la via della rete con la palla che termina sul fondo molto distante dalla porta di Baiocco. Nel frattempo sembra essere rientrato l’allarme per le condizioni di Adejo. Al 19° il Crotone passa in vantaggio. Fallo laterale dalla trequarti sinistra, palla a De Giorgio che, fatto qualche passo, scaglia il destro che supera Baiocco qualche metro fuori dai pali della propria porta. Gran conclusione del “10” di Drago e certamente non impeccabile il posizionamento del portiere amaranto che regala il vantaggio agli ospiti frutto di una conclusione bella, sì, ma non certo irresistibile. Il grottesco sta nel prendere un gol frutto di un assist da fallo laterale!?! Al 21° conclusione di Gabionetta con Baiocco che para a terra. Al 25° la Reggina calcia per la prima volta nella gara verso la porta avversaria. Sugli sviluppi del terzo calcio d’angolo a proprio favore, dopo un batti e ribatti in area, è Adejo a tentare la conclusione spettacolare in forbice con palla alta sulla traversa. Al 27° il Crotone va vicino al raddoppio. Gabionetta viene servito nella sua metà campo e s’invola con Adejo colpevolmente a rincorrerlo. Il crotonese resiste, Adejo non lo raggiunge, finché, entrato in area, cerca la diagonale con Baiocco in uscita. Superato il portiere amaranto, con il pallone diretto nella porta sguarnita, ci pensa il capitano Rizzato a liberare a un metro dalla linea di porta. La Reggina non c’è! Il Crotone gioca senza dubbio meglio legittimando il vantaggio. Al 35° ci prova Barillà in forbice sugli sviluppi di un corner, il pallone termina alto. Dionigi prova ad avanzare Sarno in un 3-4-3 nudo e crudo. Adejo non sta bene nonostante sembrava aver reagito bene all’infortunio al 5° con Bergamelli che intensifica il suo riscaldamento. Il Crotone continua a gioca bene specie sulla propria fascia destra con il capitano Galardo e l’autore del vantaggio De Giorgio. Al 45° ecco il cambio forzato: esce Adejo ed entra Bergamelli con quest’ultimo che va a sinistra e Lucioni che prende il posto di Adejo a destra. Il primo tempo, dopo 2 minuti di recupero, finisce qui sotto una bordata di meritati fischi ad accompagnare gli amaranto negli spogliatoi. Secondo tempo. Al 48° Gabionetta prova il sinistro, Baiocco para distendendosi alla propria sinistra. Al 50° calcio di punizione calciato da Ceravolo con palla sulla barriera. Il centravanti amaranto protesta per un presunto fallo di mano ma Abruzzese respinge il pallone con la schiena. La Reggina gioca a testa bassa con l’intendo di raggiungere il pareggio, il Crotone gioca invece con ordine e man mano che passa il tempo vede avvicinarsi la vittoria che manca da 26 anni. La Reggina attacca, i cross piovono da destra o sinistra ma non si riesce a cavare un ragno dal buco. La confusione prende il largo sulla concretezza e la mediocrità dell’organico mette la prima ancor più in evidenza. Al 60° punizione di Ceravolo direttamente in porta da posizione di corner corto, deviazione in corner di un difensore. Al 62° occasione amaranto. Ceravolo è lanciato in verticale in area. Il “9” amaranto piuttosto che mettere a centro area di prima intenzione, passa all’indietro con il pallone che sbatte sulle gambe di Sarno e termina sul fondo. Occasione sprecata. Al 64° altra occasione amaranto. Sarno inventa un orizzontalizzazione per l’accorrente Rizzato, il capitano colpisce di sinistro ma la traiettoria è larga e il pallone finisce sul fondo. La Reggina ci prova con coraggio e determinazione ma non riesce a perforare la difesa della squadra di Drago. Al 68° si rivede il Crotone con Gabionetta che non sfrutta al meglio un cross proveniente da destra. Al 70° secondo cambio per Dionigi: esce Melara ed entra Rizzo. Al 74° la Reggina ha la regina delle occasioni grazie al rigore fischiato da Irrati per un fallo apparso netto di Eramo su Ceravolo. Sul dischetto con irruenza va Gianmario Comi. Vuole essere lui a calciare il rigore e Ceravolo glielo consente. Al 75° Comi, di destro, spiazza Caglioni e pareggia il computo dei gol per squadra diventando il capocannoniere amaranto con 5 centri in stagione. La Reggina adesso, con cuore e generosità, cerca di portarsi in vantaggio ma deve, al contempo, stare molto attenta a un Crotone che continua a giocare bene. All’83° il Crotone effettua il suo primo cambio: esce Gabionetta ed entra Ciano. Due minuti dopo Dionigi cambia ancora: esce Sarno ed entra Fischnaller per gli ultimi 5 minuti di gara più recupero. All’88° occasionissima amaranto per il vantaggio. Comi riceve in verticale e calcia di prima intenzione ma Caglioni compie un miracolo e devia in corner con la mano sinistra. 3 i minuti di recupero. Reggina generosamente in attacco, Crotone ordinato. Il match-ball ce l’ha il Crotone con Eramo che, al 48° e qualche secondo, batte a rete di destro da fuori area con il pallone che sbatte sulla faccia esterna del palo alla sinistra di Baiocco e termina sul fondo. Irratti emette il triplice fischio finale e le squadre si ritirano al termine di una gara tutto sommato equilibrata e, quindi, giustamente terminata in parità. Sabato prossimo a Brescia servirà ben altro a questa "piccola" Reggina quintultima in graduatoria oggi al play-out.  Ad majora!                              

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, presentato il lungometraggio “Quel che resta”

di Angela Panzera*. Presentato questa mattina, presso la sala conferenze dell’ “È Hotel” di Reggio Calabria il lungometraggio "Quel che resta" del regista Laszlo Barbo. Al tavolo dei lavori hanno partecipato gli attori reggini Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, Giuseppe Agliano, delegato dalla Presidenza della Regione Calabria ai rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”, Michele Geria, direttore esecutivo del “Reggio Calabria Film Fest”, e Sandro Scialpi, compositore della colonna sonora del film. La pellicola nasce dalla sinergia fra la “Fondazione Calabria Film Commission”, la società “Produzione Straordinaria” e l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

Grande contributo è stato offerto inoltre da “Cinecittà Luce”. Nel cast si registra oltre al duo reggino, Battaglia-Miseferi, l’eccelsa presenza di Giancarlo Giannini, Franco Nero e Luca Lionello. Il primo ad intervenire alla conferenza stampa è stato Giuseppe Agliano il quale ha affermato che “la realizzazione di questo lungometraggio rappresenta un momento importante non solo per la Fondazione “Calabria Film Commision”, ma per l’intera città di Reggio Calabria poiché esso è il simbolo del talento di attori e maestranze varie provenienti dalla nostra terra. Investire su attori reggini vuol dire soprattutto investire sul nostro territorio e questo è infatti uno dei principali compiti della fondazione. "Quel che resta" è il biglietto da visita della “Calabria Film Commission” e per questo auspico che saranno in tanti a vedere domani sera, presso il teatro “Cilea” la prima dell’opera”. Successivamente è intervenuto Giacomo Battaglia che per questa occasione si è “spogliato” della sua talentuosa e straordinaria comicità per  rivestire i panni, all’interno del film, del Gobbo: personaggio cattivo che creerà non pochi problemi ai protagonisti. “"Quel che resta" – ha dichiarato in conferenza stampa Battaglia – nasce dall’intuizione del precedente presidente della Fondazione, Francesco Zinnato. L’opera è stata girata tra la Calabria e Roma e trae le sue origini da due racconti di due autori reggini ossia Ricordi d’un dissepolto di Michele Calàuti e Le baracche di Fortunato Seminara”. La storia della nostra città non può non fare riferimento all’immane tragedia del sisma che ha colpito Reggio Calabria e Messina. A Reggio i soccorsi arrivarono dopo 48 ore rispetto all’evento per questo molte persone che potevano essere salvate, se gli aiuti fossero arrivati in tempo, morirono invece sotto le macerie. Chi sopravvisse fu catapultato in un’altra dimensione fatta di baracche e povertà. Noi abbiamo ricreato la Reggio post terremoto fatta di persone che dall’oggi al domani non erano più povere soltanto dei beni, ma anche di una parte dell’anima”. Dopo Battaglia è intervenuto Gigi Miseferi, anche lui in una veste completamente diversa rispetto a quella in cui siamo abituati a vederlo di solito. “Quello che mi preme sottolineare- ha affermato l’attore reggino- che purtroppo si è cristallizzata un’inesattezza di fronte a questo fatto storico. Il terremoto del 1908 ha colpito Reggio Calabria e Messina, non solo Messina. Purtroppo siamo stati depauperati anche di questo tragico evento; da troppo si sente che il sisma  ha colpito soltanto Messina. Nel film interpreto Gianni di Saia, un personaggio molto crudele e storpio. Per questo motivo ho dovuto imparare a zoppicare e per farlo ho camminato con i sassi dentro le scarpe per molto tempo. Sul set abbiamo vissuto come i nostri concittadini dell’epoca, in gigantesche baraccopoli a contatto con molti animali e con la povertà. In questa sede è doveroso ringraziare la professionalità degli scenografi e dei truccatori; i primi hanno ricostruito al meglio la Reggio post-sisma mentre i secondi hanno ricostruito sui nostri volti le cicatrici e i segni della sofferenza”. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Sandro Scialpi, che ha composto le musiche del film. “Sono stato coinvolto – ha sottolineato Scialpi – in questo progetto non solo professionalmente, come compositore, ma anche personalmente, come reggino. Le melodie e gli arrangiamenti sono state curate, oltre che da me, anche da Pat Levato. In tutto sono sei i brani realizzati in soli tre mesi. Spero che la mia musica arrivi al cuore della gente e che essa si diventi un messaggio di speranza”. Infine, ha preso la parola Miche Geria, produttore esecutivo del RCFF, il quale ha tenuto a sottolineare determinati particolari. “Quel che resta" è nato quando alla guida della Fondazione vi era l’ex presidente Zinnato. All’idea di Zinnato è doveroso assegnare un bel 10 per l’operazione culturale, però di contro sono del parere che sul fronte dell’operazione produttiva-economica  e della distribuzione sono costretto ad assegnare uno zero tagliato. L’ex “Calabria Film Commission” investì tutto sul progetto da realizzare, ma non prese accordi con una casa di distribuzione. Ad oggi infatti, Quel che resta non ha ancora trovato chi lo distribuirà al grande pubblico. Per tali motivi, la nuova “Calabria Film Commission”, presieduta da Gianluca Curti, ha cambiato completamente rotta: i film si realizzano solo se c’è firmato un contratto con una casa di distribuzione. Dall’insediamento del Presidente Curti infatti, abbiamo già finanziato tre pellicole, tutte e tre regolarmente distribuite”. "Quel che resta" verrà proiettato in anteprima nazionali domani, martedì 4 dicembre, alle ore 19.30 presso il teatro comunale “Francesco Cilea”. L’entrata è gratuita. Prima della proiezione il pubblico incontrerà oltre gli attori reggini, Battaglia e Miseferi,anche Luca Lionello, attore protagonista della pellicola. “Quel che resta”, appunti sul film. Dopo quelle realizzate in Calabria si sono concluse, negli studi di Roma, le riprese del film “Quel che resta”, promosso dalla “Fondazione Calabria Film Commission” e realizzato in collaborazione con la società “Produzione Straordinaria” e con il sostegno di “Cinecittà Luce” e della Provincia di Reggio Calabria. La regia è stata affidata a Laszlo Barbo mentre la sceneggiatura, curata da Elio Gentile, è tratta da due racconti: Ricordi d’un dissepolto di Michele Calàuti, il cui volume curato dal giornalista reggino Enzo Romeo è stato pubblicato da Rubbettino, e Le baracche di Fortunato Seminara, pubblicato da Pellegrini. Entrambi gli editori, che con il loro pregevole impegno editoriale onorano la Calabria, hanno concesso gratuitamente i diritti in considerazione delle finalità culturali e promozionali dell’immagine del nostro progetto cinematografico. La trama del film è imperniata sul terremoto del 1908 e sulle sue conseguenze umane e materiali che hanno fiaccato i sogni di una generazione di reggini in una fase storica di crescita e di sviluppo dell’intera provincia, determinando un pauroso degrado degli strati sociali più deboli. Michele Calàuti (Siderno 1861-1935) era stato uno degli ultimi poeti romantici. A Roma aveva frequentato i più importanti salotti e collaborato con le principali riviste letterarie, insieme a Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, Luigi Capuana, Salvatore Di Giacomo e tanti altri. Tra i suoi amici, il giovane Gabriele D'Annunzio. Nel 1908 Calàuti aveva 47 anni e, appena trasferitosi da Siderno a Reggio Calabria, alloggiava con la famiglia in un villino sito in via Santa Lucia. Dopo l'alba del terremoto, quel luogo diverrà la tomba della madre e di tre dei suoi figli. A qualche mese dalla catastrofe, il poeta riprende in mano la penna che aveva riposto nel cassetto da molti anni e scrive un breve e straziante resoconto della propria tragedia familiare che intitola Lacrymae, ovvero Ricordi d'un dissepolto. Pagine in cui si riflette la sciagura di un popolo intero e di una terra tanto bella quanto amara. Le baracche è una storia di vinti, di umili e diseredati che vivono, nel primo dopoguerra, nelle baracche. Micuccio Caporale, figlio di un barone, si invaghisce di Cata, una bella ragazza delle baracche che è considerata una donna perduta quando Micuccio riesce a baciarla. Successivamente, durante un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Polsi, al quale partecipano anche Cata e la madre Angela, succedono tumulti e liti che vengono interpretati come segni della volontà della Madonna, che Cata non debba, perché “indegna”, presentarsi al Santuario. In questa occasione, un calderaio cinquantenne vedovo, di nome Girolamo, affascinato dalla bellezza di Cata, la chiede in sposa alla madre. Cata però, perdutamente innamorata di Micuccio, rifiuta, ma poi, influenzata da amiche e mezzane, cede e sposa il calderaio. Questi però viene ucciso, durante la cerimonia nuziale, dallo storpio Gianni di Saia, deficiente, povero relitto umano che aveva sperato, istigato dal perfido e maldicente “Gobbo”, di poter sposare la giovane Cata. L’epilogo del romanzo è catastrofico. Un’epidemia, la “spagnola”, imperversa decimando la popolazione delle baracche, Cata dopo le alterne vicissitudini si ricongiunge a Micuccio («Era destinato che finisse così», «Non s’è fatto di tutto per evitarlo? Era destino»), le baracche sono distrutte da un incendio che divampa improvvisamente in una notte di Settembre. Cast Artistico. Premesso che nella scelta del cast artistico ci siamo preoccupati di valorizzare al massimo le risorse regionali, il film è stato interpretato da attori e attrici di primo piano a livello nazionale. GIANCARLO  GIANNINI  (nel ruolo dell’avvocato); FRANCO  NERO  (nel ruolo del vecchio); LUCA  LIONELLO  (protagonista maschile, nei ruoli: Ingegnere – Michele Calàuti – Micuccio); FEDERICA  BIANCO  (protagonista femminile, nel ruolo di Cata); ROSA  PIANETA  (nel ruolo di Angela); GIACOMO  BATTAGLIA  (nel ruolo del “Gobbo”); GIGI  MISEFERI  (nel ruolo di Gianni di Saia); PAOLO  FIORINO  (nel ruolo del Barone Caporale); GIOVANNI  MARTORANA  (nel ruolo del calderaio Mastro Girolamo); SELENE  ROSIELLO  (nel ruolo di Clotilde Calàuti); PAOLA  CASELLA  (nel ruolo della prostituta “Stilla”); LUCIA  LOFFREDO  (nel ruolo di “Catena la Storpia”); SIMONA  CORIGLIANO  (nel ruolo di Raffaela); ROCCO  MILITANO  (nel ruolo di Nando); CICCIO  CUTRUPI  (nel ruolo di “Rosso”); ANNA  MARIA  DE  LUCA  (nel ruolo della Signora Caporale); CINZIA  CARREA  (nel ruolo di Betta); LOREDANA  AMARI  (nel ruolo dell’amica di Angela); ENZO  DE  LIGUORO  (nel ruolo del marito di Raffaela); GIANNI  FEDERICO  (nel ruolo del padre di Cata). *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Roccella Jonica (RC): da martedì 13 a sabato 15 l’Associazione “Progetto SuDanza” presenta “Lo Schiaccianoci”

La Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, – FNASD – in collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza – , ha ideato ‘Leggere per … ballare’, il progetto culturale rivolto agli associati, che ha come oggetto la messa in scena di uno spettacolo di danza ispirato ad un testo di letteratura condiviso con il mondo della scuola.Utilizzare la danza come strumento di comunicazione tra culture, far emergere il valore formativo del luogo ‘teatro’, valorizzare il concetto di arte e diffondere la cultura della danza. Questi gli obiettivi primari del progetto culturale ‘Leggere per … ballare’ condivisi dall’associazione ‘Progetto SuDanza’.

Martedì 11, giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 dicembre, presso l’auditorium di Roccella Jonica, l’Associazione ‘Progetto SuDanza’ in collaborazione con FNASD e Fondazione Nazionale della Danza e con il patrocinio del comune di Roccella Jonica, presenta ‘Lo Schiaccianoci’ di Hoffmann reinterpreto in chiave moderna. Dopo il successo del ‘Piccolo Principe’ di Antoine De Saint-Exuery con la regia di Arturo Cannistrà e la coordinazione artistica di Domenico Crea, Presidente dell’associazione ‘SuDanza’, andato in scena nel mese di aprile nel comune della costa ionica di Roccella, ‘Progetto Sudanza’ propone un’altra rappresentazione in occasione del Santo Natale in cui parteciperanno le scuole di danza ‘Tersicore’ di Roccella Jonica, ‘Dionysos’ di Siderno e ‘Jonica Danza’ di Bianco. ‘Leggere per … ballare’ intende far interagire le scuole di danza con il mondo della scuola istituzionale. Filo conduttore del progetto, un testo di letteratura per ragazzi che sarà approfondito dalla scuola attraverso un lavoro interdisciplinare. ‘Leggere per … ballare’ è oggetto di un protocollo di intesa col M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e con AGISscuola, ha il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità e della Gioventù ed ha ottenuto la Tessera d’Argento del Club Leggere Tutti. L’associazione Progetto SuDanza nasce allo scopo d’introdurre anche al sud il progetto “Leggere per… ballare” (oggetto di un protocollo d’intesa con il M.I.U.R., con l’AGIScuola ed ha il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunita e della Gioventù), frutto della collaborazione tra la F.N.A.S.D. (Federerazione nazionale scuole di danza) e la Fondazione Nazionale della danza/Aterballetto, finalizzato alla diffusione della cultura della danza e già collaudato in numerose regioni italiane. Il progetto vuole mettere in comunicazione i due mondi delle Scuole istituzionali e delle scuole di danza, nella considerazione che queste ultime sono una realtà capillarmente diffusa nel territorio cui tante famiglie si rivolgono nella scelta di attività del tempo libero per i propri ragazzi anche quando questi non vogliono o non possono misurarsi con la selezione e la disciplina della scuola di danza pubblica o degli enti lirici, che perseguono finalità differenti. Nonostante gli utenti delle scuole di danza siano in gran parte gli stessi della Scuola istituzionale, in genere questi due momenti della formazione vivono separatamente i loro progetti didattici. “Leggere per… ballare” intende far interagire queste due realtà pur nel mantenimento della loro autonomia operativa, il punto d’incontro sarà dato da un testo di letteratura per ragazzi quale strumento che la Scuola riconosce. Nello stesso tempo la scuola di danza fa proprio il concetto di associazionismo per cui si mette in rete prima di tutto con altre scuole di danza del suo territorio abbandonando la competitività fra scuole e privilegiando l’aspetto progettuale. Danza, musica, teatro e Scuola sono così rivisitati con una metodologia che valorizza le potenzialità di ciascuno attraverso un intenso lavoro di rete. La scuola istituzionale approfondirà l’argomento attraverso un lavoro interdisciplinare, l’associazione di scuole di danza provvederà alla realizzazione dello spettacolo inerente il testo e metterà a disposizione della scuola le proprie figure professionali per spiegare, attraverso incontri preventivamente concordati, come il testo venga tradotto in rappresentazione teatrale. Il progetto si conclude a teatro dove ragazzi e ragazze assistono ad uno spettacolo che riconoscono perché l’argomento è stato oggetto di dibattito nelle aule scolastiche e che viene interpretato da loro coetanei, alunni delle scuole di danza. “Leggere per… ballare” vuole avvicinare i ragazzi ad una comprensione intellettuale della danza intesa come fusione tra espressione gestuale, musicale, drammaturgica e teatrale. in modo che gli studenti di oggi divengano i più attenti e consapevoli fruitori degli spettacoli coreografici di domani. Il Presidente, Domenico Crea. Il balletto ‘Lo schiaccianoci – il sogno di clara’, si ispira al celebre racconto di Ernst Hoffmann e ripropone i contenuti della favola, in cui il tema del Natale diventa l’occasione per raccontare il difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza visto con gli occhi di una bambina. La realtà, fatta di gioie e paure, viene traslata nel mondo dei sogni attraverso l’immaginazione della protagonista che risvegliandosi si scopre cambiata. Il contesto viene reinterpretato, in chiave moderna, con attenzione al mondo attuale, una realtà virtuale e tecnologica in cui i giovani di oggi crescono e maturano tra TV, information tecnology e videogiochi. Con la scenografia di Antonia Di Lauro, la regia di Arturo Cannistrà e le coreografie delle scuole di danza “Dionysos, Tersicore e Jonica Danza, lo spettacolo vuole porre al centro dell’attenzione la sottile linea che separa il mondo reale dal sogno. Clara è una bambina che con l’avvicinarsi del Natale riceve molti regali, tra cui un videogioco “Lo Schiaccianoci” donato dallo zio-padrino Drosselmeyer e conteso con il fratellino Fritz, il quale, geloso del regalo, durante un litigio, stacca la spina della tv mandando in “Tilt” il gioco. Drosselmeyer, vede la piccola Clara infelice, così la consola sistemandole il gioco. Clara, rassicurata, si siede accanto alla TV accesa, si addormenta e comincia a sognare. Drosselmeyer è un personaggio misterioso e affascinante capace di animare con le sue invenzioni tecnologiche i sogni dei bambini tanto da renderli realtà, così come a volte avviene nel mondo irreale dei videogiochi. Lo zio-padrino, abile inventore, appare nel sogno di Clara, conducendola nel mondo virtuale dello Schiaccianoci. E’ qui che Clara, nel regno incantato del mondo elettronico, abbandona l’ infanzia per scoprire la sua adolescenza, conquistata dallo “Schiaccianoci”, quel valoroso eroe che sconfigge incubi e paure e combatte il re dei topi ed il suo esercito. Le danze del mondo, che nel finale scorrono davanti agli occhi dei due protagonisti innamorati, celebrano la gioia dell’amore come messaggio universale e rappresentano l’unione e la vicinanza dei popoli.

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Crotone: Jobel, firmato un protocollo d’intesa con la cooperativa Agorà Kroton

Oggi pomeriggio, presso il museo del Giardino di Pitagora, il presidente di Jobel Santo Vazzano ed il presidente di Agorà Kroton Pino De Lucia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato ad una collaborazione concreta tra le due parti in relazioni ad alcune iniziative riguardati gli immigrati e le fasce più deboli della popolazione. «Agorà e Jobel nascono da presupposti analoghi e nel medesimo contesto – ha spiegato Vazzano: una nel quartiere di Fondo Gesù e l’altra nel quartiere di San Francesco con Orizzonti Nuovi prima e con Jobel stesso poi.

Nascono entrambe dalle necessità del territorio di trovare realtà in cui i veri bisogni delle persone trovassero risposte». La collaborazione dunque tra le due cooperative in realtà c’è da sempre, ma ieri è diventata ufficiale: «Quello che ci ha accomuna – ha poi proseguito Vazzano – è la visione del cambiamento, il fatto che nonostante le difficoltà non ci siamo mai arresi. Oggi abbiamo deciso di accogliere le parole del ministro Barca che ha sottolineato come lo sviluppo debba partire dalla coesione sociale». Immigrazione, abbandono scolastico, assistenza agli anziani sono solo alcuni dei temi su cui Agorà e Jobel collaboreranno. «Innazitutto – ha poi specificato De Lucia – inizieremo con la formazione di alcuni immigrati che collaboreranno con il Girdino di Pitagora e poi cercheremo di realizzare alcuni progetti che riguardano l’immigrazione, oltre alla presentazione di alcuni progetti Fei (fondi europei per l’integrazione) che dovrebbero partire da gennaio».  Il protocollo d’intesa però guarda oltre: turismo sociale, housing sociale e consumo sono i prossimi obiettivi che Agorà e Jobel vogliono perseguire perché «sebbene ognuno di noi debba continuare a mantenere la propria identità, a volte è necessario mettersi insieme per realizzare qualcosa di importante» ha poi aggiunto il presidente di Agorà.

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