Crisi: Cuzzola “Comuni in dissesto”

di Enzo Cuzzola*. E’ evidente come ormai in Calabria, ma non sbaglio a dire in tutta Italia, i comuni sono allo stremo, afflitti da problemi economici e finanziari, che li attanagliano e li rendono uguali o per poco o nulla differenti, nelle risultanze di bilancio. Non si contano più, nella nostra Regione, i Comuni ai quali Corte dei Conti ha inviato la diffida ai sensi dell'art. 6 del dlgs 149 2011. Dunque non una difficoltà solo reggina, ma un percorso complicato che a macchia di leopardo sta coinvolgendo gli enti locali senza lasciar speranza: penso, tra gli ultimi casi, ai Comuni di Amantea, Locri e Chiaravalle Centrale che, come Reggio, hanno appena risposto o stanno rispondendo alla richiesta “ultima” di chiarimenti sulle soluzioni individuate per evitare il dissesto.

Ma, come dicevo in premessa, l’elenco si allunga e si estende a tutta Italia, se ricomprendiamo nello stesso anche gli enti ai quali Corte Conti ha inoltrato la prima diffida ai sensi del citato decreto. Purtroppo quindi i sintomi del dissesto, quali gli squilibri di bilancio, il costante ricorso alla anticipazione di cassa, l’ incapacità di riscuotere le proprie entrate e di riconoscere i debiti fuori bilancio , sono molto diffusi e si diffonderanno sempre di più, anche a causa del pesante taglio dei trasferimenti statali dell’ ultimo triennio. Si pensi che, in detto periodo, i tagli ai trasferimenti hanno abbattuto di circa il 40% l’ammontare annuo degli stessi, senza contare l’abrogazione “nascosta” di alcune altre entrate, come l’addizionale enel. Viene allora da pensare che si i comuni hanno forse prestato, in passato, poca attenzione agli equilibri di bilancio ed ora ne pagano le conseguenze, ma dette conseguenze sono molto molto aggravate da una azione di Governo che ha “pareggiato” i propri conti scaricando la tensione sui bilanci locali. Quindi i comuni rischiano il crollo finanziario ed allora non si tratta più di porre rimedio alle allegre spese degli stessi, qui si tratta, a mio avviso, di impedire il collasso degli stessi con le pesanti ed immaginabili ripercussioni sociali sul territorio, già pesantemente devastato dai riflessi di una crisi esogena. Ripercussioni che potrebbero addirittura essere aggravata dall’ingresso sotto i vincoli del patto di stabilità dei comuni con meno di 5 mila abitanti (la quasi totalità dei comuni Calabresi). Dal canto suo il Governo ha approntato la procedura che dovrebbe aiutare gli enti ad evitare il default e molto opportunamente e' scomparsa, nell’emendamento del Senato, la limitazione all’accesso degli enti con meno di 20 mila abitanti, improvvidamente introdotta da un emendamento della Camera. Adesso tutti gli altri attori devono fare la loro parte: i comuni, in primo luogo, che devono affrontare seriamente il problema degli equilibri di bilancio e non solo per evitare l’intervento di Corte Conti; la stessa Corte Conti che deve monitorare costantemente i bilanci degli enti nell ambito di quel rapporto collaborativo che purtroppo stenta a definirisi nei contorni essenziali; la nostra Regione che deve offrire agli enti del territorio, che non hanno sicuramente risorse sufficienti, il necessario supporto tecnico scientifico, come avviene in altre realtà regionali, dove la direzione regionale enti locali offre un costante e gratuito supporto formativo e consulenziale agli enti locali. Serve, dunque, uno sforzo univoco e concentrico, evitando di alzare inutilmente un livello di allarme sociale già pesantemente condizionato. *Ex Dirigente Ragioneria Comune di Reggio Calabria.

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Pallacanestro: il “violino” Davide Plutino al gran galà del Molise con la Rappresentativa Calabria

di Maria Carmela Vazzana*. Grande soddisfazione in casa neroarancio per la convocazione di Davide Plutino nella rappresentativa Calabria che l’8  e il 9 dicembre parteciperà a Termoli al  “2° Gran Galà del Molise”, torneo riservato alle selezioni regionali del Sud . Una due giorni di basket giovanile  che coinvolgerà i migliori prospetti nati nel 1999 di Molise, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia. Le sei squadre sono state suddivise in 2 gironi (Girone A: Molise, Calabria, Puglia; Girone B: Basilicata, Campania, Sicilia) che si sfideranno l’8 dicembre in gare di sola andata.

Il 9 dicembre invece ci saranno le finali (ore 9.30 finali 5°/6° posto e 3°/4° posto; finalissima al Palasabetta alle ore 11.30). Il  giovane violino fa parte di una spedizione di 12 atleti guidati dal RTT Pasquale Iracà e allenati da Massimilano Modaffari ( assistito da Simona Pronestì e Massimiliano Sabato) che sono stati scelti dopo i diversi raduni svoltisi a Catanzaro, Lamezia Terme e Reggio Calabria. A Davide vanno le congratulazioni  di tutta la società per questo prestigioso riconoscimento che  gratifica il lavoro del ragazzo e dello staff del Settore Giovanile della Viola e un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura e per  una stagione ricca di successi e di crescita. *Ufficio Stampa Scuola di Basket Viola Reggio Calabria.

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Arma dei Carabinieri: Agenda Storica 2013

Dopo la Fiamma, l’Alamaro, i Cappelli e le Armi dei primi cento anni di vita dei Carabinieri, a costituire il tema di questo inserto sono ancora le Armi, nella loro funzione primaria,  la difesa della Patria. Il periodo sto-rico affrontato vede, più che mai, l’Arma impegnata nel suo duplice ruolo di arma combattente e di forza di polizia, che ne giustifica la necessità di adeguare costante-mente la dotazione di armi alle innovazioni tecniche. L’arco di tempo considerato, partendo dalla Grande Guerra e chiudendosi col Secondo Conflitto Mondiale,attraversato altresì dalla campagna per la conquista dell’Africa orientale, si configura come un lungo momento di trasformazione dell’assetto interno del nostro Paese,che per l’Arma comporta una parallela esigenza di aggiornamento delle dotazioni operative, tra cui le armi,strumenti non primari della sua funzione istituzionale,ma essenziali.

Cosicché, dopo un secolo di vita, i Carabinieri sono chiamati a combattere per la Patria, non più con le carabine o con le sciabole, ma con le crepitanti armi di reparto, le mitragliatrici, anche per mano degli esordien-ti Carabinieri piloti, pionieri dell’aviazione militare. La precedente monografia sulle armi dei Carabinieri, apparsa sull’Agenda dello scorso anno, si è conclusa con la descrizione del Moschetto mod. 1891, anticipando che esso“avrà una lunga storia”. Nella sua duplice versione, corta con baionetta ripiegabile e lunga con baionetta innestata, il Carcano 91 – è questo il suo vero nome – è stato infatti, ininterrottamente, il fedele compagno dei militari dell’Arma, sui campi di guerra e sul fronte dell’ordine interno. È da precisare che la versione TS, ossia Truppe Speciali, non risulta essere stata mai assegnata ufficialmente a personale dell’Arma, ma la documentazione iconografica pervenutaci autorizza a ritenere che di essa fossero dotati i militari impegnati sul Podgora. Riprendendo la narrazione dell’armamento dei Carabinieri nel terzo cinquantennio di vita dell’Istituzione, è utile scorrere panoramicamente la situazione degli Stati europei nel settore degli arsenali militari, specificamente per quanto attiene alle armi individuali. Il fucile e il moschetto restavano i mezzi di dotazione individuale maggiormente utilizzati, ancor più della pistola, non essendo l’assegnazione di quest’ultima generalizzata a tutti gli uomini in armi. Sul fucile, pertanto, si concentrarono gli studi dei laboratori balistici di tutti gli Stati. Il nostro Carcano, ossia il moschetto 91, adeguandosi agli standard dell’epoca, si dimostrò una valida e progredita arma individuale. Contemporaneamente venne riservato un attento interesse per le armi di reparto, che si accin-gevano ad esordire in campo bellico con risolutiva predominanza. Dalla tabella a piè di pagina si può rilevare che soltanto la Francia ci aveva preceduti nell’adozione di un fucile di concezione moderna, il Lebel, il cui prototipo risaliva al 1886. E non deve sorprendere. Lo Stato transalpino, era già stato pioniere, nel1866, con lo Chassepots a ricarica rapida, feli-cemente sperimentato a danno dei garibaldini l’anno successivo a Mentana. Quanto alle pistole, il confronto con la produzione europea non poneva il nostro Paese all’avanguardia. La nostra Glisenti 9 mm, ideata nel 1910, si rivelò poco robusta, tant’è che,interrottane la produzione, venne sostituita dal revolver Bodeo, risalente al 1889 e, più tardi, dalla Beretta 7,65 automatica. Gli altri Eserciti europei, che sarebbero stati coinvolti nella Grande Guerra (1914-18), disponevano di pistole destinate ad una carriera longeva, se non addirittura al mito, come la tedesca Luger 9 mm Po8. I Carabinieri, in quanto arma combattente, sischierarono in battaglia col Primo Reggimento Mobilitato già al momento dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, nel maggio 1915. Nel luglio successivo, parteciparono alla Battaglia sulle pendici del Podgora. Dal Diario di guerra del proprio Comandante, il Colonnello Luigi Vannugli, rileviamo che il Reggimento comprendeva anche delle “Sezioni Mitragliatrici”al comando dei Tenenti Pietro Gaveglio, Gu-stavo Fiore e Ulrico Carozzi. Tali reparti, per-tanto, furono tra i primi ad essere dotati della nuova arma di reparto, esattamente la mitragliatrice FIAT-Revelli Mod.1914, con la quale svolsero la preparazione alla battaglia del 19luglio 1915. Però, durante l’epico fatto d’arme,essa non sparò un solo colpo, avendo il Reggimento Carabinieri ricevuto l’ordine di portare l’attacco alla quota 240 esclusivamente all’arma bianca. E così fu, mentre dall’alto gli au-striaci riversavano sugli uomini del Col. Vannugli, con accanimento, tutto il loro potenziale di fuoco. Il progetto di quest’arma di reparto risaliva al1910, per opera di Abiel Revelli, che modificò la mitragliatrice Perino Mod. 1908, ritenuta ormai obsoleta. Prodotta in grandi quantità durante il conflitto dalla MBT (Metallurgica Bresciana Tampini), la FIAT-Revelli Mod. 14sirivelò inizialmente poco affidabile, in quanto soggetta a inceppamenti. Tale inconveniente era causato dal sistema di alimentazione dotato di una pompetta per l'olio, il quale lubrificava ogni colpo prima di incamerarlo,cosicché potesse scorrere meglio. Purtroppo,l'olio si univa con la polvere che entrava nel meccanismo, creando una pasta granulosa che faceva bloccare il meccanismo stesso. L’arma disponeva di un sistema di raffreddamento ad acqua, che operava attorno alla canna a mezzo di un manicotto in cui era con-tenuto il liquido raffreddante. Esistevano due versioni dell'arma, una con manicotto liscio,un'altra con manicotto ondulato con nervature di irrigidimento, che aumentava la dissipa-zione del calore. Una ulteriore caratteristica era lo scatto dell'otturatore, che permetteva la raffica sia continua che intermittente. Il calibro dell’arma si dimostrò insufficiente, infatti, le munizioni, contenute in una cassa da 50 colpi,erano le stesse del Carcano Mod. 91,il fucile in dotazione all'Esercito Regio. Le cartucce erano pertanto facilmente reperibili. Altro pro-blema riguardava il caricatore fisso, i cui 50colpi erano divisi in 10 compartimenti, il che diminuiva la capacità di fuoco. In seguito al Primo conflitto mondiale, la FIAT 1914fuanche utilizzata in Libia contro i ribelli fino al1931. La sua produzione terminò nel 1935,quando poi fu modificata e sostituita dalla FIAT-Revelli 35.La Grande Guerra offrì l’occasione agli eserciti di tutto il mondo di sperimentare ogni tipo di arma scaturita dalle ricerche effettuate a cavallo del XIX e XX secolo. Per quanto riguar-da l’Esercito Italiano, abbiamo già riferito della mitragliatrice. Per il fucile, ampiamente descritto sulla passata Agenda, limitatamente alla versione corta, ossia con baionetta ripiegabi-le, nelle pagine precedenti abbiamo delineatole caratteristiche delle versioni lunghe, con baionetta separata. Questo modello, di cui erano dotati tutti i reparti a piedi, compresi i Carabinieri in prima linea,era stato adottato in sostituzione del moschetto T.S. mod. 70/87, il 6gennaio 1900. Le nuove pistole. Per le pistole, occorre premettere che durante la Grande Guerra i vari Corpi, pur essendo dotati di modelli specificamente prescritti, sitrovarono in casi non infrequenti a utilizzare tipi diversi di cui disponevano gli arsenali delle Grandi Unità. I Carabinieri, infatti, ven-nero dotati di pistole Glisenti,  Brixia, Tettoni,Beretta e addirittura della Bodeo del 1889,obsoleta, ma destinata ad una longevità a prova di due guerre mondiali, la prima del1914-18, la seconda del 1939-45. Su questo revolver è opportuno soffermarsi per alcune considerazioni, che concernono il problema dell’armamento affrontato da vari Stati, com-preso il nostro. Se alcuni eserciti, primo fra tutti quello tedesco, si presentarono al conflitto con sufficienti scorte di armi e munizioni,altri sottovalutarono le proporzioni dello scontro armato che stava per sconvolgere l’intero pianeta e si trovarono nella necessità di correre urgentemente ai ripari. Questa situazione favorì il revolver Tettoni, praticamente scono-sciuto fino alla scoppio della Grande Guerra. La prima delle Nazioni belligeranti ad entrare in crisi produttiva fu la Francia, seguita dall’Italia. Le due nazioni dovettero rivolgersi alle fabbri-che spagnole specializzate nella produzione di un revolver derivato dal Bodeo  1889, che differi-va dall’originale soltanto per la presenza  delmarchio. Calibrata per l’Esercito Italiano in mm.10,35, prese il nome della ditta importatrice di Brescia, la Tettoni, e non ebbe mai una adozio-ne formale, ma solo lo status di arma integrativa. In effetti sulle guancette e sul lato destro figura soltanto il logo del produttore, una "OH"che attribuisce la produzione dell'arma alla“Orbea Hermanos”, ditta basca di Eibar, specializzata nella produzione armiera. Nessun mar-chio ne indica l’appartenenza  alle forze armate del nostro Paese e la stessa ditta Tettoni non tentò nemmeno di assegnare il suo nome a quel revolver, che, seppure senza una assunzione ufficiale, ebbe notevole utilizzazione da parte delle nostre truppe col nome di Modello 1916,ma generalmente confuso col revolver Bodeo.Una storia meno contorta ha la pistola Glisenti,derivata da un modello progettato nel 1905dall’ufficiale di artiglieria Abiel Bethel Revelliper conto della Società Siderurgica Glisenti di Carcina (BS). Inizialmente di calibro 7,65, l’arma ricalcava nella concezione e nelle linee la tedesca Luger, di cui però non eguagliava l’efficienza. La versione impiegata nella Grande Guerra risaliva al 1911 col nome di Pistola mod.1910.Era caratterizzata da una canna lunga 95mm. a sei righe interne destrorse, avvitata alla culatta, questa di forma squadrata, entro cui si muoveva l’otturatore. La culatta scorreva, a sua volta, sul castello dell’arma tramite due guide. Il caricatore, con una capacità di sette cartuc-ce, era alloggiato nell’impugnatura con inseri-mento dal basso. Dalla Glisenti mod. 1910 derivò nel 1912 la pistola Brixia, versione semplificata e anche migliorata rispetto al modello da cui traeva origine. Il perfezionamento consisteva nell’ir-robustimento di alcune parti e nella modifica alla sicura. Fu proprio questo secondo inter-vento ad assegnare al meccanismo la scher-zosa definizione “sicura a prova di stupido”, riferita al fatto che la stessa sicura serviva ad evitare la percussione a caricatore estratto senza tener conto che sarebbe potuto rimanere il colpo in canna. La Brixia, il cui nome derivava da quello latino di Brescia, aveva il pregio di costare molto meno rispetto alla Glisenti, il che ne giustificò la produzione su larga scala nelle fasi finali della Grande Guerra. Il conflitto era da poco iniziato quando lo Stato Maggiore italiano si rese conto che lo scontro armato tra Francia, Germania, Austria-Ungheria, Inghilterra, Russia e Italia rischiava di assumere dimensioni imprevedibili e il coinvolgimento di altri Paesi, giustificando l’aggettivo “mondiale”, per la prima volta attri-buito ad una guerra. Tale considerazione comportava la necessità di adeguare con urgenza il proprio armamento alle esigenze emerse già agli inizi del 1915. Una prima deci-sione fu quella di rivolgersi ad una antica armeria, la “Pietro Beretta” di Gardone Val Trompia (BS), che aveva da qualche tempo realizzato un prototipo di pistola automatica ideata dal capo progettista Tullio Marengoni.Si trattava di un’arma di facile costruzione,dalla meccanica ridotta all’essenziale e, cosa più importante, dal basso costo. La produzione venne avviata in tutta fretta e i primi esemplari furono già pronti nel giugno del1915. Si trattava di una pistola assai maneggevo-le, semiautomatica, con canna in acciaio solcata da sei righe destrorse, in calibro 9 mm. Glisenti. Quest’ultimo dettaglio era di grande rilevanza, in quanto consentiva che l’approvvigionamento delle cartucce fosse unico per due diversi modelli di pistola. Della stessa arma, prodotta in oltre 15.000 esemplari per gli Ufficiali di tutte le Armi, venne successiva-mente realizzata una versione calibro 7,65,che differiva dal modello da cui derivava perle dimensioni minori, per l’assenza della sicura posteriore sul castello e della molla ammortizzatrice di rinculo e per la mancanza dell’esplulsore, oltre che per altri dettagli minori relativi al disegno. La calibro 7,65 venne assegnata ai reparti combattenti dopo la sua presentazione alla Direzione di Artiglieria, avvenuta nel luglio 1917. Il successo della pistola Beretta nelle versioni iniziali incoraggiò la casa di Brescia a sperimentare nuove soluzioni tecniche, atte a migliorare l’arma, anche nella prospettiva di soddisfare la crescente richiesta da parte dei privati. Nel 1922, venne quindi messo in produ-zione un modello che risultò poco convincente,le cui innovazioni tecniche riguardavano in particolare l’espulsione dei bossoli attraverso un’unica apertura sul carrello, la leva della sicu-ra e il fissaggio della canna ottenuto con un incastro longitudinale. Esteticamente, l’unica variante di rilievo era nelle guanciole dell’impugnatura, non più in legno, ma in metallo bruni-to. L’Arma dei Carabinieri esitò nel prenderlo in considerazione per i suoi Ufficiali, in attesa che venisse avviata la produzione di un ulteriore modello, presentato l’anno successivo con la sigla M° 23, che venne adottato in coincidenza con il ritorno al turchino della divisa da Carabiniere, avvenuto in quegli anni dopo la parentesi della Grande Guerra e del successivo periodo di ristrutturazione ordinativa. La M° 23,tuttavia, non ebbe il successo sperato: gli stessi Ufficiali la consideravano alquanto ingom-brante e piuttosto massiccia. Ciò nonostante, sebbene prodotta in poco più di 10.000 esemplari, sopravvisse fino al 1934,in buona compagnia del revolver mod. 89, che continuava ad equipaggiare i Sottufficiali e i militari di truppa. Occorsero circa venti anni alla casa Beretta di Brescia per assicurare al suo nome una fama duratura, ottenuta col Modello 1934. Ma prima,nel 1932, aveva sperimentato nuove soluzioni intervenendo innovativamente sul M° 23conuna linea decisamente più elegante e con l’a-dozione del calibro 9 corto in sostituzione del calibro 9 Glisenti, definitivamente abbando-nato. Si trattò di una pistola dalla vita molto breve, giustificata dal carattere sperimentale del prodotto, da cui derivò l’arma corta più longeva mai adottata dalle Forze Armate italiane, chiamata Modello 34 dall’anno in cui apparvero i primi esemplari. A partire dal1938, la Beretta M 34 venne distribuita a tutti i militari dell’Arma, di qualunque grado, per restare in dotazione fino al 1977, quando sarà sostituita dal Modello 92/S calibro 9 mm. parabellum. Le caratteristiche di tale arma sono descritte nella  pagina seguente, correlate aduna esauriente documentazione fotografica. Le sciabole. Parallelamente all’evoluzione nel settore delle armi da fuoco individuali, sia corte che lunghe, nel periodo storico che stiamo esaminando non si è verificata alcuna innovazione di rilievo relativamente alle armi bianche, ossia riguardo alle sciabole. Rappresentativa delle origini dell’Arma e delle sue tradizioni, la sciabola ha conservato per i Carabinieri soprattutto un significato emblematico. Le variazioni succedutesi nel tempo nella sua forma, nelle misure e nel peso hanno inciso minimamente sulla sua funzione e utilizzazione, slittata progressivamente verso un ruolo unicamente uniformologico. Pertanto, proprio in ossequio alla sua finalità conservatrice dell’immagine del Carabiniere, le innovazioni sono state nel tempo contenute a irrilevanti interventi nella forma del fornimento, ossia dell’elsa e della manopola, tant’è che a partire dal Modello 1871,descritto nella precedente Agenda, si può dire che la sciabola da Carabiniere si sia avviata verso una standardizzazione irreversibile. Tale modello, con modifiche quasi impercettibili, è lo stesso in uso ai giorni nostri, cioè il Mod.71/29, dove 71 sta per l’anno iniziale di adozione e 29 per l’anno di aggiornamento. Si tratta, in sostanza, della stessa sciabola nichelata adottata per i Marescialli a piedi il 7 luglio1927, con lama ad un filo, leggermente curva,guardamano a due else, cappetta corta, pomoa spicchi, impugnatura di legno zigrinata e fodero in lamiera d’acciaio a due campanelle. Le differenze, invero modeste, furono: guarda-mano più stretto ed impugnatura in legno naturale liscio. Nel 1933 l’uso di questo modello venne esteso anche ai Marescialli a piedi, con la modifica dell’impugnatura, che per questi era di ebanite nera zigrinata. I Brigadieri a piedi,con la grande uniforme e con l’ordinaria, in ser-vizio dovevano però portare la dagamodello1814/34. I Marescialli a piedi hanno ancora oggi la sciabola mod. 29/33, che però non è più indi-viduale, ma è in dotazione di reparto. La sciabola mod. 71/29per i Brigadieri a cavallo, tuttora in uso, è la normale 71, nichelata, con impu-gnatura in legno naturale e fodero a due campanelle. I Marescialli l’avevano e l’hanno tuttora con impugnatura in legno nero. Altri dettagli sono riportati nella tavola della pagina a fronte. Per quanto attiene alla sciabola da Ufficiale, i Regolamenti relativi al periodo di cui trattiamo sono particolarmente sobri. La “Modificazione alla divisa degli Ufficiali”del 17 novembre 1927si limita laconicamente al Capo I, paragrafo 4, ad indicare “sciabola con pendagli e dragona di grande uniforme”. Nel successivo “Regolamento sull’uniforme” del 20 luglio 1931, all’art. 139 si precisa: “Sciabola -È quella prescritta per gli ufficiali di cavalleria; è obbligatoria con tutte le uniformi”. Andando a ritroso, scopriamo che la prescrizione risale al 1873, anno in cui ne ven-nero precisate le caratteristiche, rimaste prati-camente invariate, salvo che nelle tre fenditu-re della guardia, che dai documenti fotografici pervenutici risultano più ampie. Verso l’epoca attuale. Un passo rilevante nell’armamento dei Corpi armati italiani, parallelamente a quanto avve-niva nel resto del mondo, si verificò già agli inizi degli anni ‘20, quando l'Esercito Italiano radiò tutte le armi automatiche leggere in dotazione, per poi riequipaggiarsi con le mitragliatrici leggere FIAT 24e la Breda 9C, la cui vita fu breve e scarsa di successi. Fu con la presentazione, nel 1930, della Breda 30, che ebbe inizio l’epoca attuale delle armi automa-tiche italiane, sia individuali che di reparto. Classificato come fucile mitragliatore, il Breda Modello 30fu prodotto dal 1931 fino al 1946 e venne largamente impiegato dall'Esercito Italiano in tutti i teatri di guerra. Già nel 1940risultavano costruiti oltre 30.000 esemplari. Queste le caratteristiche: Peso: 10,80 kg;Lunghezza: 1,23 m.; Lunghezza della canna:520 mm.; Calibro: 6,5 ×52 mm.; Azionamento automatico con canna e otturatore rinculanti;Cadenza di tiro: 475 colpi/min.; Velocità alla volata: 618 m/s; Tiro utile: 800 – 900 m.;Alimentazione: caricatori da 20 colpi. Nel 1938 venne presentata un’arma intera-mente automatica ideata dall’inesauribile Tullio Marangoni, il già citato capo progettista della Fabbrica d’Armi Beretta di Gardone Val Trompia. Si trattava di un’arma a ripetizione leggera, dalla straordinaria capacità di fuoco, cui venne subito assegnata la definizione di fucile mitragliatore per la sua maneggevolez-za. La differenza rispetto alle preesistenti mitragliatrici era nel suo carattere di arma indi-viduale, che la distingueva  dalle pesanti e ingombranti armi a fuoco continuo di reparto. La sua omologazione da parte dell’Ispettorato di Artiglieria avvenne nel 1938 con la sigla M.A.B 38, modificata in M.A.B. 38/A dopo una breve fase sperimentale, durante la quale l’ar-ma subì perfezionamenti non rilevanti, ma definitivi. Le caratteristiche erano: Peso 4.8 kg;Calibro 9 mm x19; Tipo di munizioni, 9 M38Fiocchi, 9 mm parabellum; Cadenza di tiro, 550 colpi al minuto; Velocità alla volata, 390m/s (9mmx19 Para), 410-420 m/s (9M38 Fiocchi9x19); Tiro utile 100-200 m; Alimentazione caricatori da 10, 20, 30 o 40 colpi. L’imminenza del Secondo Conflitto Mondiale, il cui pericolosi avvertiva incombente, indusse il nostro Stato Maggiore Generale ad accelerare la pro-duzione della nuova arma, l’unica che in qual-che misura consentiva al nostro Paese di affrontare, minimamente preparato, l’even-tuale partecipazione al conflitto. E fu proprio il M.A.B. 38/A a consentire ai nostri militari di esprimere il loro eroismo, anche in situazioni di estrema inferiorità numerica, come accadde in Africa Orientale, sulle aspre alture di Culqualber, ove nel 1941 il Battaglione Carabinieri Mobilitato tenne lungamente testa ad un intero esercito agguerrito. 100 ANNI FA. GENNAIO. 1° gennaio. Esce a Firenze L’acerba, rivista letteraria fondata da Giovanni Papini e Ardengo Soffici con la collaborazione di Aldo Palazzeschi e Italo Tavolato, che si pone su posizioni vicine al Futurismo. 5 gennaio. La cerimonia per l’insediamento del Viceré delle Indie, lord Hardinge, nella città di Delhi, viene funestata da un attentato rivoluzionario diretto contro la persona del Viceré. Lord Hardinge, seduto a dorso di un elefante bardato a festa procede dalla stazione verso la città santa dell’India, quando dalla sommità di un’abitazione uno sconosciuto lancia una bomba che colpisce il sedile posteriore del baldacchino, uccidendo uno dei servitori. Il Viceré viene invece colpito da alcune schegge e rimane leggermente ferito. 12 gennaio. A Los Angeles, in California, viene arruolata la prima donna poliziotto, miss Alice Stebins Wells. Non viene rivelata la sua età, a dalle fotografie pubblicate dalla stampa s’intuisce che ha certamente superato i trenta anni. È da considerare la prima donna al mondo ad intraprendere tale carriera. 12 gennaio. L'Arno straripa a Pisa provocando l'inondazione della zona di Porta a Mare, non risparmiando le fabbriche della Saint­Go­bain ed altri opifici. 15 gennaio. Entra in servizio la Dante Alighieri, unità da battaglia italiana varata nel 1910. Si tratta della prima nave da monocalibro (tipo dreadnought) della Regia Marina ed è la prima al mondo ad avere l'armamento principale in torri trinate, con 12 cannoni da 305 mm. in 4 torri corazzate. 17 gennaio. Si svolge a Versailles la solenne cerimonia dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica francese Raymond Poincaré. L’uomo politico è stato Ministro delle Finanze e poi dell’Istruzione nei due più recenti governi. Il Presidente Poincaré è sposato con una signora italiana. 26 gennaio. Un pallone sonda, lanciato dall’Osservatorio di Pavia a scopo scientifico, raggiunge la sorprendente altezza di 37.000 metri. È la più alta ascensione mai realizzata in cielo da uno strumento di indagine. Precedentemente il primato era detenuto dall’esperimento eseguito nel 1910 in America, nei laboratori di Huston, con 30,4 chilometri. FEBBRAIO. 1° febbraio. A New York viene inaugurata la stazione ferroviaria più grande del mondo. Alla mezzanotte un treno parte tra il giubilo della grande folla radunata per l’evento. Il costo è stato di novecento milioni di lire. Il primo tronco delle linee, per una lunghezza di venticinque miglia, è a trazione elettrica. Da quel punto i motori elettrici vengono sostituiti dalle locomotive a vapore. 8 febbraio. Da qualche tempo le sartine di New York sono in sciopero per ottenere miglioramenti salariali dai produttori di abiti a basso costo. Lo stesso Presidente Roosevelt ha incoraggiato la protesta, dicendosi disposto a scendere in piazza a fianco delle lavoranti. L’ultima protesta pubblica delle sartine si è conclusa con un vero corpo a corpo con gli agenti di polizia, ai cui manganelli le scioperanti hanno opposto dei lungi spilloni da cappello, con i quali si sono difese con energia, ferendo gravemente numerosi agenti. 10 febbraio. Canne al vento è il titolo di un nuovo romanzo di Grazia Deledda, in cui viene sviluppato il tema della fragilità umana. Il rapporto di similitudine tra la condizione delle canne e la vita degli uomini, celebrato nel titolo del romanzo, proviene da un'opera (Elias Portolu) del 1903. 23 febbraio. Si conclude tragicamente l’esplorazione del Polo Sud intrapresa dal capitano inglese Robert Falcon Scott insieme ai suoi quattro compagni Wilson, Bowers, Oates e Evans. A bordo di una baleniera il capitano era partito dall’Inghilterra nel dicembre 1909, raggiungendo il Polo Sud il 18 gennaio 1912. Sulla via del ritorno il piccolo drappello è stato bloccato per oltre due mesi da una tormenta, che ha portato alla morte tutti gli intrepidi esploratori. MARZO. 4 marzo. Il democratico Woodrow Wilson s’insedia alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, succedendo al repubblicano William Taft. Wilson è il 28° Presidente degli Stati Uniti. 8 marzo. A Salonicco, viene assassinato il Re Giorgio di Grecia. Fiducioso dell’affetto dei suoi sudditi, il sovrano rifiutava di essere scortato e soleva camminare per le strade fra la gente. Per l’attentatore è stato facile sparargli un solo colpo, che è stato fatale. Quando i greci nel 1863, dopo che era stato deposto Ottone I di Baviera, gli offrirono la corona ellenica, Re Giorgio aveva solo diciotto anni. 9 marzo. Tragico episodio della rivoluzione messicana: il Presidente Madero e il gen. Suarez, fatti prigionieri dai rivoltosi capeggiati da Diaz, vengono uccisi durante il trasferimento in prigione. Nei giorni precedenti, sanguinosi combattimenti erano avvenuti nella capitale davanti al Palazzo del Governo, ove si era asserragliato Madero con i suoi ministri. 17 marzo. Si ha notizia degli straordinari svluppi della radiotelegrafia. Nel South Kensington, in Inghilterra, l’Imperial College ha fatto una nuovissima applicazione del telegrafo senza fili; un minuscolo apparecchio tascabile, che consente di comunicare in un raggio di 15 miglia. APRILE. 6 aprile. Grande risalto viene dato dalla stampa al varo avvenuto a La Spezia della nave da guerra Andrea Doria, quinta della serie di sei grandi navi con cui l’Italia si accinge a fronteggiare le corazzate delle altre nazioni. La poten­za dell’apparato motore dell’unità è di 24.000 cavalli,capace di imprimere alla nave una velocità massima di 23 miglia all’ora.  13 aprile. Il Re Alfonso XIII di Spagna subisce un attentato, fortunatamente fallito. Mentre il Re passa in rivista le truppe a Madrid, un anarchico uscito dalla folla afferra le briglie del cavallo e spara contro il Sovrano due colpi di rivoltella. Il cavallo, impennatosi, fa cadere a terra l’attentatore, che viene subito arrestato. 19 aprile. Gli stati balcanici avevano realizzato nel 1912 una serie di accordi in funzione antiturca, che portarono alla Prima Guerra Balcanica, conclusa con la Conferenza di Londra del 17 dicembre 1912. Le condizioni di pace furono però giudicate inaccettabili dall'Impero ottomano, sicché le ostilità ripresero fino a un nuovo armistizio. Dopo la caduta di Adrianopoli, Sciukri Pascià, l’eroico difensore della città, arrendendosi, aveva consegnato la sua sciabola al Generale Ivanoff, che la respinse con le parole: “Tenetela, generale, la vostra sciabola è quella di un eroe”. MAGGIO. 4 maggio. Viene inaugurato a Roma il monumento al poeta dialettale Giuseppe Gioacchino Belli, opera dello scultore Tripisciano. Il modello che ha posato si chiama Antonio Toppi (nella foto), di Anticoli Corrado, un paesino del Lazio divenuto famoso da quando numerosi artisti di Roma utilizzano uomini, donne e bambini di quella contrada come modelli per le loro opere. La scoperta della bellezza degli anticolani è avvenuta grazie alle fioraie che affluiscono a Roma dal loro paese per vendere fiori sulla scalinata di Trinità dei Monti, frequentata da pittori e scultori della vicina via Margutta. 11 maggio. A Roma salta in aria lo stabilimento pirotecnico Marazzi. Il Maresciallo dei Carabinieri Babucci non esita ad affrontare le fiamme per porgere soccorso all’interno del l’edificio, dove una giovane rischiava di rimanere schiacciata da travi pericolanti. Grazie all’audacia del militare la donna viene posta in salvo. All’eroico gesto, la Tribuna Illustrata dedica una copertina a colori. 22 maggio. Ricorre il primo centenario della nascita di Riccardo Wagner, la cui musica vanta molti estimatori nel nostro Paese, in modo particolare a Bologna, città in cui ha soggiornato prima di affermarsi presso i musicologi italiani. 29 maggio. Da quando le associazioni di lavoratori hanno adottato il metodo dello sciopero per ottenere il riconoscimento dei loro giusti diritti, per i Carabinieri è iniziato un ruolo imprevisto, quello di pacificare le opposte tendenze all’interno delle stesse categorie di lavoratori. 29 maggio. Nel Palazzo di Giustizia di Roma, da poco completato, tra i primi ad essere giudicati saranno proprio coloro che lo hanno costruito. La sua laboriosa costruzione e problemi di instabilità hanno suscitato sospetti di corruzione, promuovendo un’inchiesta parlamentare e quindi un processo. GIUGNO. 8 giugno. Sulla stampa illustrata grande risalto viene dato alle nuove uniformi dell'Esercito Italiano e, in particolare, all'adozione del colore grigio-verde. Un analogo aggiornamento è in corso in quasi tutti gli Eserciti europei, nel tentativo di ottenere un aspetto mimetizzante. Gli in-glesi hanno già adottato il color kaki, i russi hanno optato per il kaki-oliva, mentre gli austro-ungarici per il grigio-azzurro. Nessuna preferenza è stata ancora espressa dai francesi. Le nuove uniformi non saranno adottate contemporaneamente dai vari Corpi italiani, in particolare, i Carabinieri le vestiranno nel 1915. 11 giugno. A Costantinopoli viene ucciso il Gran Visir Mahmud Chefket, che in automobile aveva appena lasciato il Ministero della Guerra. Chefket era un esponente dei Giovani Turchi, una setta molto avversata in Turchia peri suoi programmi rivoluzionari. 25 giugno. Lo Stato, che si è sempre riservato la facoltà di intervenire sui contenuti di rappresentazioni pubbliche, offensivi della morale e del buon costume, per iniziativa del ministro Facta emana un'apposita legge che introduce un vero e proprio intervento censorio sulle proiezioni, allo scopo di impedire la rappresentazione di spettacoli osceni o impressionanti o contrari alla decenza, al decoro, all'ordine pubblico e al prestigio delle istituzioni ed elle autorità11 giugno. Il Re Vittorio Emanuele III compie un volo sul dirigibile "P 4". Alzandosi da Bracciano, l'aeronave presto raggiunge la quota di 400 metri ed effettua un largo volo, volteggiando sopra Anguillara, Trevignano e Bracciano, su cui effettua delle evoluzioni, creando trepidazione nella folla, consapevole dei rischi corsi dal sovrano. Toccando nuovamente il suolo, il re esprime viva soddisfazione. LUGLIO. 6 luglio. Un nobile atto di umanità della principessa Letizia d’Aosta nella Basilica di Superga. Durante un servizio funebre di suffragio, uno dei Carabinieri addetto al servizio d’onore si accascia al suolo per un improvviso malore; la principessa, accortasene, si affretta a soccorrerlo premurosamente. 16 luglio. Continua a suscitare scalpore il ballo di moda a Parigi, il tango. Lo si balla con frenesia nelle case private, nelle sale pubbliche, nei caffè dei boulevards, nelle bettole di Montmartre. Ma oltre che far ballare, il tango fa discutere vivacemente a causa di alcune “figure” giudicate immorali. Il grande problema che tutti si pongono è questo: possono ballarlo anche le fanciulle? Alcuni giornali aprono un’inchiesta al riguardo. 20 luglio. La malavita sarda è agonizzante, grazie all’efficace opera dei Carabinieri. Nelle campagne di Lanusei, in provincia di Nuoro, una banda di malviventi, composta da una quindicina di uomini, saccheggia e uccide senza scrupoli. La paziente opera degli uomini dell’Arma porta alla cattura e al conseguente arresto dei malviventi. 30 luglio. Il Canale di Panama è compiuto, l’oceano Atlantico e il Pacifico, divisi da una striscia di terra di 87 chilometri, uniranno presto le loro acque e il traffico marittimo ne sarà enormemente avvantaggiato. La spesa complessiva per la realizzazione della ciclopica opera viene calcolata in 1900 milioni di lire e in 160 milioni annui, quella della gestione. AGOSTO. 3 agosto. Gli alabardieri svizzeri del Vaticano sono in rivolta. Alcuni loro rappresentanti si recano dal colonnello Repond per protestare contro i sistemi introdotti dal fiero comandante. Le proteste delle guardie svizzere sono causate dagli esercizi militari imposti dal comandante Repond: manovre sui tetti dei palazzi apostolici, esercitazioni in tempi di notte, turni di servizio troppo impegnativi.
10 agosto. È in costruzione la ferrovia direttissima Roma­Napoli, che ridurrà a meno di duecento chilometri la distanza tra le due città. L’opera comprende viadotti, gallerie e soprattutto interventi nella città di Napoli, come il traforo di Posillipo, il cavalcavia di Piedigrotta e un lungo traforo sotto il corso Vittorio Emanuele. 24 agosto. Una pattuglia di donne poliziotte di Chicago opera il suo primo arresto, davanti ad una folla incuriosita, nei confronti di una donna, che esercitava il meretricio. L’adescatrice, presa solidamente per le braccia dalle risolute poliziotte, viene accompagnata a piedi al più vicino posto di polizia. 30 agosto. È in corso di completamento il grande fregio che ornerà la nuova aula parlamentare del Palazzo Montecitorio a Roma. L’opera avrà uno sviluppo di 120 metri e un’altezza di 3,80 metri. L’autore, Aristide Sartorio, si è impegnato a raffigurarvi la storia d’Italia attraverso i secoli, mediante 285 figure, tra uomini e cavalli grandi due volte il vero. SETTEMBRE. 1° settembre. I dirigibili italiani vivono un periodo di grande attività. Il P4 ha compiuto evoluzioni notturne sopra Roma prima di un lungo viaggio di dieci ore da Bracciano a Campaldo, presso Venezia. Inoltre, il ministro della Marina, ammiraglio Millo, a bordo dell’M2 ha compiuto un volo da Roma a Civitavecchia e ritorno della durata di due ore. 1° settembre. Il direttissimo Roma­Napoli, giungendo nella capitale partenopea, invece di rallentare alla curva di Poggioreale, ha continuato la corsa causando un vero disastro: una delle due locomotive, il bagagliaio e una vettura passeggeri si sono rovesciate, fracassandosi. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri, che hanno liberato dai grovigli gli sventurati viaggiatori feriti. 4 settembre. Per celebrare il prossimo centenario della nascita di Giuseppe Verdi è stato allestito uno spettacolo senza precedenti all’arena di Verona, con la messa in scena dell’Aida. L’architetto Ettore Fagiuoli ha curato le grandiose scene dello spettacolo, che sono in parte fisse e in parte mobili. 14 settembre. A New York i grattacieli, capaci di ospitare fino a diecimila persone, hanno portato a proporzioni allarmanti l’ingombro della circolazione per le vie circostanti. La rivista “Scientific American” ha ideato una ripartizione del traffico: la strada propriamente detta, destinata ai tram, alle automobili e alle vetture a cavalli; per i pedoni sono riservati i marciapiedi rialzati; i trasporti pesanti e collettivi viaggeranno sottoterra. OTTOBRE. 10 ottobre. In ogni angolo d’Italia viene commemorato Giuseppe Verdi nel centenario della sua nascita. Due monumenti a lui dedicati sono stati inaugurati, uno a Busseto, suo paese natale, e uno a Milano, in piazzale Buonarroti. Per l’occasione, al Teatro alla Scala, il maestro Arturo Toscanini ha diretto magistralmente la Messa da Requiem. Un’allegoria per il centenario della nascita 10 ottobre. Il Presidente degli Stati di Giuseppe Verdi. Uniti Wilson, premendo un bottone elettrico nel suo studio alla Casa Bianca a Washington, fa scoccare una scintilla a 6000 chilometri di distanza, che va ad accendere una mina da 400 tonnellate di dinamite, il cui scoppio fa saltare l’ultimo diaframma tra l’Oceano Atlantico e quello Pacifico. Il Canale di Panama viene così inaugurato dopo otto anni di colossali lavori, che hanno impegnato circa 40.000 operai e, purtroppo, provocato la morte di centinaia di essi. Si tratta della “catena di montaggio", che consente di far scendere il tempo di completamento di una vettura da 12 ore e mezza, a meno di 2 ore, ottenendo così il popolare “Modello T Ford”, alla portata della classe media. Di conseguenza, il prezzo del prodotto finale scende vertiginosamente. Col nuovo sistema, Ford si propone di trasformare i suoi operai nei più pagati del mondo, introducendo la giornata lavorativa di otto ore con salari portati da 2,10 a 5 dollari al giorno. 20 ottobre. La contesa per le imminenti elezioni a suffragio allargato si fa sempre più accesa, particolarmente nel meridione. A Bagnoli, nei pressi di Napoli, i Carabinieri sono dovuti intervenire per comporre un dissidio tra opposte fazioni, che intendevano far valere le proprie opinioni politiche a suon di randellate. 13 ottobre. Convinto che l'auto non sia solo un oggetto di fabbricazione artigianale e dal costo proibitivo, come crede la gente, Henry Ford introduce nella fabbrica di Dearborn un nuovo metodo di lavoro, che permetterà un notevole risparmio di tempo nella produzione. NOVEMBRE. 2 novembre. La “Vergine col Bambino”, il pregevole dipinto del Pinturicchio trafugato dalla chiesa di S. Maria Maggiore di Spello (nella foto), in Umbria, è stato recuperato grazie alle indagini sollecitamente avviate dalla locale Stazione dei Carabinieri. Il quadro, sostituito con una copia, era in procinto di partire alla volta di Londra. I Carabinieri, che lo hanno rinvenuto occultato in una vecchia cassapanca, hanno denunciato il priore Santarelli, il marchese Barnabò, trafficante di quadri antichi, e l’autore della copia, certo Scaramucci. La popolazione ha esultato per il ritrovamento e ha manifestato gratitudine ai Carabinieri. 2 novembre. Prime elezioni politiche a suffragio universale maschile: gli elettori passano da 3 a 8,5 milioni; Giolitti mantiene la maggioranza grazie al voto dei cattolici e alla loro alleanza con i liberali. I socialisti ottengono 79 seggi, i radicali 73, i repubblicani 17, i cattolici 20. 3 novembre. I Carabinieri hanno liberato la zona di Sassari dal pericoloso bandito Sebastiano Pitanu, responsabile di una serie di delitti contro le persone e il patrimonio. Asserragliatosi in un casolare e circondato da una squadra di Carabinieri comandati dal Maresciallo Melis, il bandito ha aperto il fuoco contro i militari che hanno risposto, ferendolo mortalmente. 29 novembre. Ricorre il centenario della nascita del grande editore Giambattista Bodoni. Nel 1789 aveva disegnato un carattere, che porta il suo nome, destinato a costituire il punto di partenza dei caratteri tipografici moderni. DICEMBRE. 1°dicembre. Suscita curiosità la notizia che a Napoli, per supplire all’assenza dei conducenti delle tramvie in sciopero, il Principe di Forino, scortato da un drappello di Carabinieri, si è improvvisato conduttore, in qualità di assessore alla viabilità. 5 dicembre. A Vienna viene rinnovata la Triplice Alleanza, il patto militare difensivo stipulato il 20 maggio 1882 dagli Imperi di Germania, Austria­Ungheria e dal Regno d'Italia. Viene aggiunto un protocollo che sancisce il riconoscimento della “sovranità dell'Italia sulla Tripolitania e sulla Cirenaica”. 8 dicembre. In seguito ad un incendio alla centrale elettrica di Saint­Denis, Parigi rimane completamente al buio. 12 dicembre. Muore a Trento, Vigilio Inama, filologo, storico, epigrafista, studioso dell'età romana e della Grecia antica. 12 dicembre. L’asso dell’Aviazione francese Roland Garros, dopo aver compiuto la sensazionale trasvolata Tunisi­Trapani­Roma, stabilisce il nuovo record mondiale di altezza, portandosi con il suo aeroplano a 5.801metri. 13 dicembre. Il porto di Napoli è devastato da un violentissimo incendio. I danni si calcolano in due milioni di lire. 15 dicembre. Terribile disastro ferroviario a Guardia Mangano, frazione di Acireale, in provincia di Catania: due treni, uno merci e l’altro passeggeri, si scontrano frontalmente: si contano 12 morti e 50 feriti. 17 dicembre. Alle ore 15,30 inizia a Londra, alla presenza degli ambasciatori dei Paesi interessati,la Conferenza per la pace nei Balcani. 18 dicembre. Un incendio rade al suolo l’Ateneo di Mons, una delle glorie del Belgio. 21 dicembre. Muore a Parigi Emile Lemoine, matematico francese, noto per i suoi contributi allo studio della geometria del triangolo.

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Villa San Giovanni (RC): Kiwanis, domani sera “Grande concerto dell’Immacolata”

Prosegue l'attività di service del Kiwanis Club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni". Dopo il successo ottenuto col progetto "K for K – Kiwi for Kiwanis" che ha consentito la raccolta di quasi 4.000 euro a favore del progetto Eliminate e dei services locali in occasione della "Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" del 20 novembre scorso, nonchè dell'iniziativa "Il Kiwanis entra nelle scuole – Key Leaders" che ha visto protagonisti gli allievi dell'Istituto "L. Nostro", adesso i soci del club "Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni" sono pronti per il "Grande concerto dell'Immacolata" di sabato 8 dicembre.

Un concerto di beneficenza patrocinato dal Comune di Villa San Giovanni e che vedrà protagonisti i giovani musicisti dell'Orchestra Giovanile di Laureana di Borrello reduci da notevoli successi e riconoscimenti in tutta Italia. L'orchestra, diretta dal maestro Maurizio Managò, dalle ore 19,00 di domani presso il Duomo di Villa San Giovanni, si cimenterà nell'esecuzione di brani classici, di brani natalizi e di brani tratti da importanti colonne sonore approvati dal Consiglio pastorale. Il concerto dal titolo “Armonie dal mondo” prevede l’esecuzione di famose melodie di Piovani, Gounod, Erickson, Morricone e tanti altri; il ricavato delle offerte libere raccolte dai membri dei soci del club Kiwanis durante la serata saranno in parte devolute al progetto internazionale Eliminate che punta a combattere il Tetano materno e neonatale (TMN) ed in parte ai services locali volti alla beneficenza per le famiglie indigenti con bambini. "Si tratta di una iniziativa culturale ed al contempo di service che il club Fata Morgana – Città di Villa San Giovanni e l’amministrazione comunale vogliono offrire alla città" – sostiene il presidente del club Rosario Previtera – "Ci vogliamo avvalere della grande professionalità e della eccezionale disponibilità del maestro Managò e dei giovani dell'ormai famosa Orchestra giovanile di Laureana di Borrello, con la quale condividiamo obiettivi di inclusione sociale e di valorizzazione dei talenti giovanili e confidiamo ancora una volta nella grande generosità dei cittadini i quali ci aiuteranno a sostenere anche nel periodo natalizio le famiglie più bisognose".

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Reggio di Calabria: “Adotta una Pigotta”, ritorna la Campagna di UNICEF che ogni anno salva la vita di milioni di bambini, a sostegno di Vogliamo Zero!

di Roberta Catizzone*. In occasione delle festività natalizie, il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria promuove l’iniziativa ‘Adotta una Pigotta’ in collaborazione con il Comune di Reggio Calabria. ’evento si terrà nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 Dicembre presso i locali della Galleria di Palazzo San Giorgio (ingresso dal Corso Garibaldi, di fronte al Teatro Cilea), dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. I volontari del comitato reggino allestiranno una mostra con le Pigotte realizzate da scuole e associazioni, offrendole al pubblico per finanziare la campagna ‘Vogliamo zero mortalità infantile’ di UNICEF Italia.

La Pigotta è la bambola dell’Unicef che aiuta a salvare la vita di milioni di bambini nel mondo; ma è anche un progetto educativo che, negli ultimi anni, ha visto impegnate centinaia di classi delle scuole primarie in tutta la provincia reggina. I bambini hanno potuto così partecipare al ‘cerchio di solidarietà’ che unisce chi ha realizzato la Pigotta, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie alla Pigotta Unicef, verrà inserito in un programma di lotta alla mortalità infantile. Ogni Pigotta, infatti, rappresenta un bambino in attesa di un aiuto che può salvargli la vita. Con la sua adozione, l'UNICEF può garantire a un bambino in Africa una serie di interventi salvavita che prevedono la somministrazione di vaccinazioni contro le principali malattie killer per l'Infanzia, la somministrazione di vitamina A contro la cecità, terapie per la reidratazione, sale iodato, la fornitura di antibiotici in presenza di infezioni, nonché zanzariere per prevenire la malaria e assistenza alle madri durante la gravidanza e il parto. Oltre che dalle scuole il progetto è stato anche supportato da tante associazioni ed enti della provincia; quest’anno, tra gli altri, ha aderito al progetto Pigotta anche la Sezione Femminile della Casa Circondariale di Reggio Calabria. La mostra, nella Galleria di Palazzo San Giorgio, si ripeterà anche il fine settimana successivo, 15 e 16 dicembre, con le medesime modalità. Contribuire alle spese di una Pigotta ‘nel nostro mondo’, con tutta la crisi in corso, è ancora un gesto ‘da niente’: questo ‘niente’, in un paese che ne ha bisogno, equivale ad una ‘vita risparmiata e strappata alla morte’ in troppo giovane età. Il Comitato Provinciale per l’Unicef di Reggio Calabria invita tutti a partecipare all’evento adottando una Pigotta, perché “ogni Pigotta adottata è una vita salvata”. *Ufficio Stampa Comitato Provinciale Unicef Reggio Calabria.

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Caulonia (RC): domani, al Blu Tango Temporary Restaurant, il jazz di Vito Romeo per inaugurare il locale in versione natalizia

di Maria Teresa D'Agostino. Saranno le note jazz di Vito Romeo a inaugurare il nuovissimo “Blu Tango” Temporary Restaurant, domani, 8 dicembre, alle 20, nelle sale dell’Hotel Helios, sul lungomare di Caulonia. Il giovane pianista, travolgente nella sua espressione musicale in chiave jazz, allieterà la serata d’apertura dell’ormai storico locale stagionale nella sua versione natalizia. Un mese di apertura seguendo la collaudata formula del temporary restaurant partita negli ultimi anni dagli Usa e poi diffusa anche in Gran Bretagna e nel resto d’Europa.

Un’offerta di ristorazione “a tempo” e per questo con una marcia in più, ossia la possibilità di innovare giorno per giorno menù, accoglienza e intrattenimento. «Il menù seguirà la filosofia del locale, quindi, pur rimanendo legati alla tradizione, intendiamo proporre una cucina dinamica – spiegano Barbara e Fausto, titolari del “Blu Tango” – La proposta sarà diversa di settimana in settimana. L’internazionalità del temporary restaurant ci ha spinto a ricercare sapori esotici, come il curry, il sesamo e altre spezie particolari, che interagiscano bene con i nostri piatti tipici, dando origine a pietanze gustose e uniche. Il “Blu Tango” negli anni ci ha dato grandi soddisfazioni. Abbiamo perciò pensato che riproporre l’esperienza estiva durante il periodo natalizio, potrebbe essere un gesto di gratitudine verso la nostra terra e tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare il nostro impegno e la nostra passione». Quindi la garanzia di un team di professionisti nel settore da oltre trent’anni, ottimo cibo, una location accogliente e, per l’apertura, la musica jazz di Vito Romeo. Il musicista calabrese in questo periodo è pure impegnato nello spettacolo teatrale “La storia di Slavoj Slavik”, su testi di Mario La Cava, con l’attore Enzo dé Liguoro e il cantante Paolo Sofia. Per la serata al “Blu Tango” si esibirà nel suo vasto repertorio dalla musica classica al jazz. Per info e prenotazioni: Barbara +39 340 3772849, Fausto +39 342 3931775.

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“Reggio Calabria Film Fest”: “Quel che resta”, Malacrinò “Film storico e capace di riportare l’uomo del presente in quella fetta di passato dimenticato da tutti e che porta il peso del terremoto del 1908”

di Vincenzo Malacrinò*. Storico e capace di riportare l’uomo del presente in quella fetta di passato dimenticato da tutti e che porta il peso del terremoto del 1908. Questo è stato ed è il film “Quel che resta” proiettato nei giorni scorsi al Teatro Comunale “F. Cilea” di Reggio Calabria. Con questo film è stato evidenziato il dramma “terremoto” sconosciuto alle nuove generazioni e vivo nel ricordo di chi, un tempo, era bambino: gli anziani di oggi che, ancora con le lacrime agli occhi, ricordano l’evento che sconvolse Reggio Calabria e Messina. Il terremoto del 28 dicembre 1908 ha segnato la storia, così come la mente e il cuore di molti gettando l’uomo nello sconforto e nel baratro ossia in un angolo di terra attraversato dal “fiume” delle macerie.

Questo narra il film. La storia vera dell’uomo sommerso dal peso di aver perso tutto e tutti e persino il suo stesso cuore. Calato e compresso nelle mille difficoltà ha voluto essere fautore del proprio futuro iniziando a costruire le baracche. A vivere dentro una nuova storia che a tratti appariva sogno ed incubo contemporaneamente. Pochezza e niente appartenevano all’uomo di quel tempo così come i soprusi cui i più deboli erano costretti ad accettare quasi con “normalità” e silenzio. Tragici anni di storia rappresentati brillantemente in una pellicola che sintetizza e storicizza il tempo passato vissuto da chi ha dato al “dopo” la continuità fino ai giorni nostri. Senza chi non si fosse fermato per costruire le baracche; senza chi non avesse avuto il coraggio di affermare la propria determinazione a restare in questa terra, oggi, forse, molti reggini non sarebbero stati protagonisti di questo tempo. La voglia e la determinazione di cambiare le cose, nonostante tutto, infatti, vengono infatti rappresentati nel film. Dalla disperazione e dalla desolazione completa e totale che si legge nelle diverse scene è nata la forza ed il coraggio per gettare i pilastri di un nuovo presente. Lì, sulla scena c’erano tutti: il povero ed il ricco, il furbo e lo sciocco, i veri consiglieri del cuore e chi serpeggiava tragedie contro chi già viveva il dramma presente. “Quel che resta” non ha tralasciato niente di ciò che ha avvolto il sentimento dell’uomo e prima di tutto il coraggio di vivere la sofferenza con grande dignità, lontano da quello che poteva essere l’umano sconforto che pur conviveva con la voglia di andare avanti. Una forza corale, condivisa tra chi, al pari, viveva il dramma. Una forza che a volte portava l’uomo a fare scelte obbligate come quella di un matrimonio “combinato” ma anche una forza capace di esprimere la reazione interiore che vinceva sempre perché premiato dalla semplicità del cuore e dalla bontà delle proprie azioni. Reggio era questo: sintesi di mille esperienze, di tante azioni e di molteplici emozioni. Reggio era il luogo in cui nessuno aveva la certezza del dopo anche perché andava costruito; ma era anche il luogo del coraggio e della determinazione forse indotta dalla impossibilità di reagire che, contestualmente obbligava l’uomo ad andare avanti. Ed è stato anche il luogo in cui nel dramma si è innescato il dramma. Stavolta della “spagnola”. Questo l’altro spunto storico bene intessuto nel film. Ad una popolazione già schiacciata dalle macerie ed incapace di reagire si proponeva un’altra grande sfida: vincere la grande epidemia che ha tagliato vite come fossero covoni di grano. Purtroppo all’appello non mancava nessuno. La “Spagnola” non conosceva età. Nella tragedia, dunque, la tragedia; ma questa è la storia. Anche in questo, il film mostra come Reggio ha saputo reagire. “Quel che resta” non tralascia la lezione finale volta all’uomo presente che ben può conoscere le leggi della fisica ma incapace di stabilire la data di un evento sismico. L’uomo che progetta il proprio presente e che intende costruire il proprio futuro, e si faceva riferimento al ponte sullo stretto, deve ben conoscere il passato crudo e nudo, ossia la storia geologica e sismica che classifica la Calabria, dal punto di vista del rischio sismico, come area rossa. Toccante la narrazione finale di quell’ingegnere, conscio della storia passata, che decide, con coraggio e nel presente, di lasciare un segno forte a “quel che resta” del passato. Da Calabrese sento di ringraziare il regista Laslo Barbo così come i produttori Film Commission Calabria, produzione straordinaria Srl e provincia di Reggio Calabria nonché gli attori Giacomo Battaglia, Gigi Miseferi, Giancarlo Giannini, Franco Nero, Luca Lionello, Rosa Pianeta e tutti gli altri perché sono riusciti a rappresentare oggi, in modo forte, diretto e senza mezze misure la storia passata. Il terremoto non è stato uno scherzo e proprio per questo è giusto che non vada dimenticato. Loro in poco tempo sono riusciti a “ricostruire” la storia con immagini, parole e musiche tra l’altro molto appropriate e realizzate dal calabrese Sandro Scialpi. Questo è il presente. Una melodia che porta le note del passato. Il mio augurio è che i contenuti storici ed umani nonché culturali ed emotivi possano giungere nelle case degli italiani. *Dottore di Ricerca e Giornalista.

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Reggio di Calabria: per l’Aeroporto dello Stretto positivi segnali di ripresa, Porcino: “A novembre diecimila passeggeri in più rispetto al 2011”. Volotea, nel periodo festivo si vola tutti i giorni da Reggio a Venezia

Positivi segnali di ripresa per il traffico passeggeri dell’Aeroporto dello Stretto. Buoni risultati che seguono, a dire il vero, la leggera flessione negativa del mese di ottobre (-10%) in linea con il riepilogo di Assaeroporti attestatosi al -4,7% su scala nazionale. Nel solo mese di novembre, secondo la stessa Società di Gestione, sono ben 46.986 i passeggeri che hanno scelto di viaggiare dall’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”. Un dato significativo se confrontato ai 37.938 passeggeri del novembre 2011 e, soprattutto, se consideriamo la crisi economica che spinge verso il basso il traffico di passeggeri. A Reggio Calabria, invece, sono quasi diecimila le persone in più che hanno scelto l’Aeroporto dello Stretto.

Il che rappresenta un più che lusinghiero +23,85% aumento di passeggeri. Certamente – dichiara il Presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – la coincidenza della avvenuta chiusura temporanea dello scalo di Fontanarossa avrà pure giovato a questo incremento di passeggeri. Noi dal canto nostro, come Aeroporto dello Stretto, con i mezzi di cui disponiamo ce l’abbiamo messa tutta per informare i passeggeri di Messina e provincia sulla offerta e sui servizi che offriamo alla clientela. La nostra scommessa – prosegue Porcino – sarà vinta se questa importante clientela messinese continuerà a scegliere la comodità e la vicinanza territoriale dell’Aeroporto dello Stretto. Molto c’è ancora da fare. Infatti se guardiamo l’attuale offerta dei voli e delle destinazioni esistenti sicuramente anche noi  di Sogas – ammette Porcino – riteniamo che le stesse meriterebbero di essere maggiori e ben più variegate. Stiamo incalzando molte compagnie invitandole ad investire sul nostro scalo indipendentemente da qualsivoglia forma di incentivo economico. I fattori che spingono una compagnia aerea ad operare presso uno scalo sono infatti molteplici. Il lavoro che stiamo facendo volto al superamento delle limitazioni tecniche applicate allo scalo da Enac va appunto nella direzione di creare tutte le condizioni affinché tutte le compagnie aeree non abbiano più scuse da accampare ed inizino ad operare da Reggio Calabria. L’Aeroporto dello Stretto ha dimostrato in questi mesi che ha una clientela che risponde bene alle novità, che ha voglia di volare. Proprio per questo accogliamo con particolare favore la scelta di Volotea che – come peraltro comunicato dalla stessa compagnia low cost (riportato a seguire, n.d.r.) –  a partire dal 20 dicembre fino al 6 gennaio 2013 aumenterà l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernale per decollare alla scoperta di una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia o per raggiungere facilmente rinomate località sciistiche del Paese come Cortina o le Dolomiti. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento. Volotea, la compagnia aerea low-costche collega le città di medie e piccole dimensioni, ha deciso di augurare a suo modo Buon Natale! a tutti i viaggiatori reggini. A partire dal 20 dicembrefino al 6 gennaio 2013 verrà infatti aumentata l’offerta dei collegamenti disponibili dallo scalo calabrese, in direzione di Venezia: partire sarà quindi ancora più facile, comodo e conveniente per tutti coloro che vogliono approfittare del break invernaleper decollare alla scopertadi una destinazione affascinante e suggestiva, come Venezia. Con questa iniziativa Volotea dimostra ancora una volta di prestare particolare attenzione alle esigenze dei propri passeggeri, che potranno così pianificare trasferte e spostamenti, usufruendo di un parco voli ancora più ampio e con tariffe alla portata di tutti. Il calendario con i voli aggiuntivi è già disponibile sul sitowww.volotea.com, presso le agenzie di viaggio o contattando il call center Volotea al numero 199.208.717. Nel dettaglio, da Reggio Calabria verso Venezia sono previsti voli quotidiani dal 20 dicembre al 6 gennaio, ad eccezione del 25, 28, 30 e 31 dicembre e del 2 gennaio, quando non sarà effettuato alcun collegamento.

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Reggio di Calabria: il resoconto del convegno “Da Saline Joniche a Doha, la stessa sfida: No al carbone”

All’indomani della presentazione del ricorso contro il DPCM che autorizza la centrale di Saline Ioniche, il fronte ambientalista si compatta a Reggio Calabria e lancia la sfida delle rinnovabili per mettere definitivamente da parte l’opzione carbone. Ieri in riva allo Stretto – ma con lo sguardo a Doha, dove i governi mondiali ragionano in questi giorni di cambiamenti climatici e fonti energetiche – le associazioni ambientaliste hanno discusso di strategia energetica nazionale e riduzione delle emissioni di CO2, di vecchi e nuovi impianti, di rischi per la salute e alternative occupazionali, di scenari globali e scelte locali.

In una cornice di pubblico delle grandi occasioni, da Palazzo Campanella – sede del Consiglio regionale della Calabria – si è sollevato ancora una volta un secco e corale ‘no’ al progetto di realizzazione di una centrale a carbone nell’Area Grecanica reggina, ben rappresentata dall’associazionismo e dai coltivatori del bergamotto (presente in sala anche la Coldiretti). Particolarmente importante è stata la presa di posizione di Giuseppe Scopelliti, governatore di centrodestra, che ha ribadito in una lettera inviata agli organizzatori il secco no alla centrale di Saline che “resta inquinante anche con le nuove tecnologie”. Contro il decreto governativo sulla valutazione d'impatto ambientale  anche la Regione Calabria ha presentato ricorso così come le associazioni dei coltivatori del bergamotto, i comuni della zona e così come si appresta a fare il Coordinamento Associazioni Area Grecanica. “È una battaglia di coerenza e di civiltà che porteremo avanti fino in fondo – ha dichiarato il consigliere regionale Giovanni Nucera, intervenendo in rappresentanza della Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria – una battaglia che per una volta ci vede uniti, al di là delle ideologie, per il futuro di un territorio che ha subito in passato scelte scellerate e irreversibili”. Anche la Provincia di Reggio Calabria ha sancito con l’assessore Eduardo Lamberti Castronuovo una “chiara ed esplicita posizione di contrarietà”, concretizzata con il concorso di idee per il waterfront di Saline Ioniche, i cui risultati sono stati illustrati da Mariano Fortebuono. “Cresce una ribellione a una chiara logica coloniale e a una scelta incompatibile con le esigenze del territorio – ha detto Nuccio Barillà, membro della segreteria nazionale di Legambiente, nell’introdurre l’incontro – cresce il desiderio di una via diversa per il rilancio dell’area, una via che sta prendendo corpo e si basa sulla vocazione turistica del territorio, l’alternativa energetica compresa quella del solare termodinamico e la concreta realtà dell’eccellenza del bergamotto. Il Ministro Clini non può parlare una lingua a Doha, esaltando i risultati su risparmio energetico e rinnovabili e una in Italia autorizzando il carbone”. “L’Italia frena la spinta dei paesi emergenti, che vorrebbero utilizzare senza vincoli le proprie scorte carbonifere, ma poi autorizza nuove centrali sul proprio territorio. È questa una doppia contraddizione – ha rafforzato il concetto Gaetano Benedetto, Direttore Politiche Ambientali WWF Italia – innanzitutto perché va contro la logica della riduzione delle emissioni che il governo italiano sostiene nel corso dei vertici internazionali, ma anche e soprattutto perché i numeri dicono che il Paese non ha bisogno di nuovi impianti, per giunta a carbone, materia prima di cui saremmo importatori. Meglio addirittura lasciare i territori così come sono piuttosto che inquinarli”. “Solo le fonti rinnovabili possono consentire all’Italia di ridurre la dipendenza energetica dall’estero – ha ribadito Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – dunque non solo non servono nuove centrali, ma è preferibile chiudere impianti come quelli di Vado Ligure e Rossano piuttosto che pensare a una riconversione al carbone. La battaglia si vince coniugando la questione ambientale a quella occupazionale: la scelta delle rinnovabili dà una risposta concreta, pulita e nettamente più redditizia in termini di quantità e qualità, alle richieste di energia e posti di lavoro”. “Quella della centrale a carbone di Saline è una questione che riguarda direttamente i cittadini dell’intera Calabria e della Sicilia – ha dichiarato Alessandro Giannì, Direttore Campagne Greenpeace Italia snocciolando dati impressionanti  sugli effetti sanitari del carbone – e questi ci dicono che le percentuali di malattie crescono nelle zone esposte alle emissioni di impianti di questo tipo. E le morti attese riguardano un’area che ha un raggio di ben 200 chilometri”. Dopo l'intervento di Paolo Catanoso, rappresentante del Coordinamento delle Associazioni dell'Area Grecanica No Carbone e di Ugo Sergi  in rappresentanza delle Associazioni di produttori  della stessa area, è partita la batteria degli interventi di cui sono stati protagonisti, tra gli altri, rappresentanti di Italia Nostra, sindaci del comprensorio direttamente interessato, tecnici ed esperti. In un messaggio, Danilo Selvaggi, direttore generale LIPU, ha sottolineato come Saline sia uno dei posti più importanti d'Europa per la migrazione degli uccelli. “Quest'area chiamerebbe amministratori e persone di buona volontà ad un programma di risanamento, ad una grande bonifica che schiuda un futuro migliore. Non una centrale a carbone”. Messaggi video e contributi di adesione sono giunti anche da parte dei coordinamenti di Vado Ligure e Porto Tolle, dalle associazioni nazionali Slow Food, FAI, Kronos e dal Coordinamento delle Associazioni, movimenti e partiti politici del Canton dei Grigioni che in opposizione all'investimento della società svizzera Repower a Saline e a favore dell'energia pulita hanno promosso un referendum e la candidatura della società al premio internazionale “vergogna”. Gli Uffici Stampa WWF Italia, Greenpeace, Legambientee LIPU.

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Roma: Foti (Pdl) “Auspico ritorno in campo di Berlusconi”

"Quando l’Italia della Seconda Repubblica ha avuto bisogno in passato di una nuova leadership politica, Berlusconi c’era. Quando l’Italia in piena Crisi Globale ha avuto necessità di un Governo di larghe intese e quindi di un gesto alto e nobile di responsabilità, Berlusconi c’era. Ora che l’Italia ha bisogno di salvarsi e non sprofondare nella crisi più profonda, ora che c’è di nuovo bisogno di qualcuno che difenda gli interessi degli italiani e che lo faccia con autonomia e vigore, ora che l’Italia deve ripartire con una leadership forte e autorevole, Berlusconi c’è".

A dichiararlo è l’on. Nino Foti, deputato e componente della direzione nazionale PDL. "Personalmente – sottolinea l’On. Nino Foti – auspico un ritorno in campo del Presidente Berlusconi. La sua estromissione anticipata in questa legislatura è stata ingiusta, tanto più se consideriamo che chi gli è subentrato ci consegna ora un Paese in condizioni peggiori di un anno fa. Se a ciò aggiungiamo i gravi errori commessi da questo Esecutivo, come ad esempio la vicenda degli esodati o l’incomprensibile Riforma del Lavoro, che ho avuto modo di seguire da vicino in qualità di Capogruppo Pdl in Commissione Lavoro, risulta evidente come sia necessario riallacciare le fila del lavoro svolto precedentemente. Non posso dunque – conclude l’On. Foti – che accogliere favorevolmente la prospettiva che il principale artefice di tanti successi per il nostro Paese torni in campo".

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Riordino Province, la senatrice Bianchi (Pdl) invita i sindaci del Crotonese alla mobilitazione. Promosso venerdì un incontro a Crotone nella sala consiliare

"Il ruolo e la partecipazione attiva delle Amministrazioni comunali della provincia di Crotone, con i sindaci in prima linea, sono assolutamente fondamentali per proseguire una battaglia sacrosanta in difesa della Provincia e per scongiurare l'isolamento delle comunità crotonesi". È l'appello alla mobilitazione della senatrice Dorina Bianchi in una lettera inviata ai 27 primi cittadini del Crotonese in prossimità della discussione al Senato del decreto sul riordino delle Province prevista per il prossimo 7 dicembre.

"Il confronto e la votazione sul provvedimento – scrive nella missiva la parlamentare del Pdl -, saranno un banco di prova fondamentale, da un lato, per motivare dissenso convinto verso un decreto iniquo e, dall'altro, per rimarcare, in assoluta condivisione con quanto sostenuto più volte anche dal presidente Stano Zurlo, la necessità di un processo politico, ancor prima che costituzionale, di riassetto delle istituzioni territoriali dello Stato. Al contrario, la scelta del decreto intrapresa dal Governo Monti è un evidente pugno in faccia alla sovranità popolare e alle autonomie locali. I numerosi emendamenti da me presentati – precisa ancora Dorina Bianchi – hanno come obiettivo la difesa del territorio e dei suoi cittadini, la presenza dei presídi di sicurezza e di utilità sociale, il mantenimento della Provincia di Crotone". "Nelle scorse settimane – continua la parlamentare del Pdl – ho più volte espresso l'assoluta necessità di avviare, fuori e dentro il Parlamento, azioni e iniziative per produrre un cambio di rotta ad un'attività del Governo spesso ragionieristica e frettolosa, in contrasto con le aspettative e i bisogni espressi dalla comunità crotonese". "In questo quadro, in sintonia con il presidente Anci Calabria, Peppino Vallone – conclude Dorina Bianchi -, si ritiene opportuno un confronto con tutti i sindaci del territorio per domani, venerdì 7 dicembre alle ore 11,30, nella sala consiliare del Comune di Crotone".

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Reggio di Calabria: venerdì 7 la costituzione dell’Associazione ex Studenti del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”

di Giuseppe Naim*. Venerdì 7 dicembre alle ore 16.00, con una cerimonia pubblica presso l’aula gradinata del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, si terrà l’assemblea costitutiva dell’Associazione ex Studenti del Liceo. In tale data verrà sottoscritto l'atto costitutivo e approvato lo Statuto della neonata associazione che raggruppa gli ex studenti, finalizzata alla creazione di una rete importante che possa divenire un punto di riferimento per tutta la comunità scolastica, passata, presente e futura, del Liceo cittadino, una delle scuole storiche della città e una delle eccellenze calabresi, recentemente classificato ai primissimi posti d’Italia secondo una ricerca redatta dalla Fondazione Agnelli.

Nell'occasione sarà data una testimonianza di come è stata vissuta l'esperienza del nostro Liceo da alcuni ex alunni, tra i quali Pina Novello, professore ordinario e già vicepreside della facoltà di ingegneria al Politecnico di Torino, diplomatasi negli anni ‘60, dal prof. Luigi Caminiti, diplomato negli anni ‘70 e dal prof. Fortunato Praticò, diplomato negli anni ‘80 ed attualmente docente di ruolo al “Vinci”. Presiederà l'incontro la dirigente prof.ssa Giuseppina Princi, che ha sostenuto molto l’avvio di questa iniziativa che rappresenta uno strumento ulteriore di crescita e network professionale per gli studenti del noto liceo cittadino. Sono invitati tutti gli ex studenti, i quali potranno compilare la scheda di iscrizione nel sito web del Liceo. *Componente Consiglio d’Istituto e presidente Comitato Genitori Scuole.

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Reggio di Calabria: coltivava cannabis indica in casa dove aveva realizzato un laboratorio artigianale con lampade e fertilizzanti, arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri di Reggio Calabria, nell’ambito di un articolato servizio di controllo del territorio ed al termine di una info-investigativa, hanno tratto in arresto I.D., reggino, classe 53, con precedenti specifici in materia di stupefacenti, con l’accusa di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari nel corso di una perquisizione effettuata presso l’abitazione di I.D., si sono trovati di fronte ad un vero e proprio orto botanico, insospettiti dal forte e pregnante odore hanno approfondito.

Il predetto coltivava con grande cura le sue piante con sistema idroponico ed areoponico, fornendogli il nutrimento necessario con fertilizzanti e concimi e accelerando il processo di crescita con un sofisticato impianto di illuminazione/riscaldamento, la temperatura veniva garantita da un misuratore analogico di temperatura e l’areazione con apposito condizionatore.  alcune lampade, unico inconveniente e che le piante in questione erano cannabis indica e non semplici piante ornamentali. Al termine della perquisizione sono state rinvenute complessivamente n.16 piante già in efflorescenza di altezza variabile da 20 a 110 centimetri. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e il soggetto è stato tratto in arresto con l’accusa di coltivazione illegale di cannabis e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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Villa San Giovanni (RC): appicca il fuoco all’abitazione della ex che dorme, arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri di Villa San Giovanni, hanno tratto in arresto Manduci Antonino cl. 86. pregiudicato, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria. L’arrestato dovrà rispondere dei reati di danneggiamento seguito da incendio, danneggiamento seguito da pericolo di incendio e maltrattamenti in famiglia ai danni della ex convivente. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia villese.

Le indagini sono state avviate a seguito di un grave episodio verificatosi la notte del 24 ottobre scorso a Campo Calabro a seguito di un incendio che aveva riguardato un’abitazione sita nella via principale. L’autore del reato, infatti, dopo aver dato alle fiamme un automezzo parcheggiato sulla pubblica via, aveva tentato di appiccare il fuoco al portone dell’abitazione antistante, dove risiede il gruppo familiare della ex convivente. Le indagini di quello che sembrava l’ennesimo atto vandalico di ignoto piromane, hanno preso subito una precisa direzione. Gli investigatori, infatti, hanno rivolto le loro attenzioni nei riguardi dell’ex convivente della giovane donna che intanto si era trasferita dalla madre in quell’abitazione. Nell’abitazione vive anche la nonna della ragazza. Le attività hanno consentito di raccogliere inconfutabili elementi di colpevolezza a carico del Manduci. E’ emerso un quadro familiare caratterizzato da continue e ripetute violenze e minacce subite dalla giovane taciute per evitare ulteriori e più gravi ritorsioni. Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti al fine di evidenziare ulteriori fattispecie di reati eventualmente commessi anche in considerazione della giovane età dei soggetti coinvolti. Il Manduci, già noto alle forze dell’ordine cittadine, è stato rintracciato dai carabinieri e tradotto presso casa circondariale di Reggio Calabria così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Gravi i reati contestati: danneggiamento seguito da incendio e maltrattamenti in famiglia con condotte reiterate di molestia, violenza e minaccia.

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“Sud altrove”, l’emigrazione giovanile calabrese come nessuno l’ha mai raccontata. E’ online il trailer del documentario “Sud altrove” di LiberaReggio LAB

In occasione della due giorni di U’ Web organizzata da LiberaReggioLAB, è stato proiettato in anteprima il trailer del documentario “Sud Altrove” sull’attuale emigrazione dal Sud, realizzato dalla stessa associazione con il cofinanziamento dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. Il trailer è ora disponibile sul web a questo indirizzo (http://youtu.be/RI17SMo84WQ); nelle prossime settimane, il documentario sarà presentato per intero in Calabria e in diverse città d’Italia – sarà possibile informarsi sulle date delle proiezioni attraverso il sito terrearse.it e la pagina facebook “Progetto Sud altrove”.

Il documentario è solo un aspetto di un progetto di ampio respiro, articolato inoltre in una ricerca sull’emigrazione effettuata tramite un sondaggio online e nella pubblicazione di un libro comprensivo dei risultati del progetto. L’associazione, composta di giovani calabresi direttamente o indirettamente coinvolti nell’esperienza emigratoria, si sta impegnando in questo progetto nell’intento di riportare alla ribalta, in modo nuovo, il dibattito pubblico sul tema dell’emigrazione giovanile dal Sud, che ha oggi raggiunto gli stessi livelli preoccupanti degli anni ’50. Sud altrove è un progetto cofinanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del programma Youth in action dell’Unione Europea. Associazione LiberaReggio LAB, liberareggio@gmail.com.

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Reggio di Calabria: mercoledì 19 la presentazione ufficiale del nuovo dipartimento New Deal denominato “Academy of Advanced Scientific Studies”

Con il presente comunicato siamo lieti di annunciare la presentazione ufficiale del nuovo dipartimento New Deal denominato “Academy of Advanced Scientific Studies” guidato da Francesco Strati. La presentazione ufficiale avverrà giorno 19 dicembre 2012 alle ore 18:00 presso la sede dell’Associazione New Deal sita in via Filippini 71. Durante la presentazione saranno affrontati tutti i temi concernenti l’AASS la sua mission, la sua filosofia, le sue attività e gli strumenti attraverso i quali esse si concretizzeranno. Verrà cristallizzato il messaggio contenuto nel Manifesto, si presenteranno i gruppi di ricerca e il Journal.

Seguirà la prima attività ufficiale dell’AASS che consisterà in un colloquium su una delle opere più importanti del XX° Secolo: La Teoria Generale di John Maynard Keynes. L’Academy of Advanced Scientific Studies promuove l’Arte nel suo senso più ampio e si prefigge l’arduo compito di contribuire al risorgimento culturale italiano, attraverso vari strumenti quali: i colloquia: incontri didattici per una piccola platea, trattando i temi più disparati, dalla musica alla matematica, dalla pittura alla fisica, mantenendo sempre l’impronta divulgativa che li contraddistingue; i seminari: incontri didattici per una grande platea, simili ai colloquia, differenziandosi prevalentemente per il tecnicismo adottato; i corsi: essi saranno a numero chiuso, avranno l’obiettivo di approfondire e far comprendere le varie tematiche affrontate da studenti nel corso della vita universitaria. Per informazioni: Sito web www.aass.it; Mail a info@aass.it; Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/aassrc/. Il Presidente, Salvatore Palermo.

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Reggio di Calabria: terza giornata del “Reggio Calabria Film Fest”, gli studenti incontrano il Sostituto Procuratore Crisafulli e la giornalista Iatì

di Angela Panzera*. Terza giornata del Reggio Calabria Film Fest. Continuano le proiezioni al teatro “Cilea” di riservate agli studenti delle scuole superiori. Questa mattina infatti, gli studenti dell’i.t.e. “Piria” e dell’i.t.i.s. “Panella” hanno assistito alla proiezione de La siciliana ribelle. Il film, realizzato nel 2009 con la regia di Marco Amenta e l’interpretazione di Veronica D’Agostino, narra la storia realmente accaduta di Rita Atria: la prima testimone di giustizia del nostro Paese. La protagonista è figlia di Don Vito, boss di Partanna, ucciso dalla mafia nel 1985.

Disperata per la scomparsa del padre, Rita ha deciso di vendicarne la morte e l'onore. Scoperto il mandante dell'efferato omicidio e trattenuta a stento dal fratello maggiore, Rita rimanda per sei anni la rappresaglia contro Don Salvo, il boss che ha ordinato l’omicidio del padre. Sei anni in cui osserverà e annoterà sui suoi diari ogni movimento dell'uomo e dei suoi scagnozzi. Ma la morte improvvisa del fratello, pugnalato barbaramente, la scopre sola e vulnerabile. Minacciata dagli uomini di Don Salvo si reca a Palermo per denunciarli tutti al procuratore antimafia, Paolo Borsellino. Braccata dai mafiosi e protetta dallo stato, Rita smetterà di essere un'adolescente spensierata e scoprirà la differenza tra vendetta e giustizia. Il Procuratore antimafia diventa per lei una figura paterna, la prende sotto la sua protezione e la sostiene nel suo percorso. L’uccisione di Falcone prima, e quella di Borsellino poi, rappresentano per lei un profondo momento di abbandono e sconforto. Rita è sola, non ce la fa più a sopportare questo enorme peso e decide di togliersi la vita. Rita Atria muore suicida a Roma il 26 luglio del 1992, sette giorni dopo la Strage di Via D’Amelio. Subito dopo la proiezione è avvenuto il dibattito, moderato dall’avocato e criminologo Agostino Siviglia, con Antonella Crisafulli, sostituto procuratore di Reggio Calabria, e Manuela Iatì (nella foto), giornalista e scrittrice. Il pm Crisafulli ha spiegato agli studenti la differenza che intercorre tra la figura del testimone e del collaboratore di giustizia. “Prima della legge del 2001 queste due figure non erano distinte. Con la nuova norma le differenze esistono e sono notevoli. Il testimone di giustizia- ha affermato il sostituto è colui che denuncia all’autorità giudiziaria fatti illeciti, di cui è venuto a conoscenza, senza però esserne l’autore o il complice. Il collaboratore, ossia colui che viene chiamato comunemente pentito, denuncia alla magistratura, o alla polizia giudiziaria, fatti illeciti riconducibili alla sua diretta responsabilità. Il testimone è incolpevole; per questo credo che la scelta di divenire tale sia un duplice atto di coraggio”. Il sostituto Crisafulli ha fornito agli studenti alcune vicende processuali legate alle figure di Maria Concetta Cacciola, Lea Garofalo e Carmela Iuculano. “Sono tre storie molte diverse fra loro. Tre storie di tre diverse testimoni di giustizia. Maria Concetta Cacciola aveva trentun anni, viveva a Rosarno, era sposata e aveva tre figli. Il 20 agosto del 2011 si suicida ingerendo acido muriatico. Aveva iniziato a collaborare con la giustizia perché non ce la faceva più a vivere in quel contesto mafioso. Osteggiata dalla sua famiglia di origine per la scelta, lontano dai figli, un giorno decide di togliersi la vita. Lea Garofalo invece, chiede aiuto allo Stato perché non intende più vivere quella vita datagli dal marito, presunto boss, e con la figlia Denise viene inserita nel programma di protezione. La ‘ndrangheta la trova e la uccide. Carmela Iuculano invece, decide di affidarsi allo Stato per amore dei figli. I suoi figli infatti, le chiedono di andare via dalla Sicilia perché non intendono più essere additati come mafiosi. Lei e i figli sono ancora sotto protezione. Ciò che accomuna queste tre vicende è la solitudine. Nei primi due casi l’abbandono, l’emarginazione, hanno influito nella vita, e nella morte, delle due testimoni. Concetta ha fatto proprio come Rita. Si è tolta la vita perché rimasta sola. Nel percorso del testimone di giustizia non è solo il magistrato ad accompagnarlo, ci deve essere anche la società. Non è il magistrato che insegue il testimone, o il collaboratore, ma piuttosto è lui che deve farsi trovare. È un travaglio per entrambi. Un giudice decide di sposare questo progetto dopo aver fatto gli appositi riscontri. Non basta denunciare, si deve anche indagare e questo riguarda soprattutto i pentiti. Collaborare con la giustizia non vuol dire assicurare l’impunità, ma è un nuovo percorso di vita che prima deve avvenire dentro di sé”. Anche la giornalista Iatì ha fornito agli studenti il racconto di alcune vicende incentrate sulla figura dei testimoni di giustizia e ha raccontato la vicenda di Anna Maria Scarfò. “Anna Maria – ha affermato la giornalista – è una ragazza originaria di San Martino di Taurianova. All’età di 13 anni ha iniziato a subire violenze sessuali e persecuzioni varie da una serie di soggetti. Quando fu invitata a portare con sé anche la sorella Concetta , per farla partecipare a quegli squallidi incontri forzati, non ce l’ha fatta più e ha rotto il muro del silenzio. Ha denunciato anni di violenze. Chi ha abusato di lei è già stato condannato, ma attualmente è in corso un processo anche nei confronti di altri soggetti che per anni l’anno minacciata poiché aveva osato denunciare i crimini subiti. Anna Maria è stata soprannominata malanova che in dialetto calabrese è un’ingiuria pesante. Al posto di essere aiutata dai suoi compaesani è stata maltrattata e minacciata perché aveva avuto il coraggio di denunciare le violenze subite per anni. Anna Maria è stata costretta a lasciare la sua terra. Ragazzi non siamo noi che dobbiamo andare via, sono i mafiosi che devono lasciare la nostra terra. La Calabria  è nostra, è vostra, non è la loro. Quando subite dei torti avete il diritto e il dovere di denunciare. Non potete consegnare agli altri il vostro futuro. La vicenda di Anna Maria Scarfò impone alla società una riflessione ben precisa. Si devono fare delle scelte. Non bisogna sempre andare a chiedere favori a qualcuno per ottenere ciò che ci spetta. Da soli dovete conquistarvi i vostri spazi. Chiedere favori- ha concluso infine Manuela Iatì- vuol dire autorizzare gli altri ad impossessarsi della vostra vita. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.  

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Reggio di Calabria: “Reggio Calabria Film Fest”, conferenza stampa di presentazione della giornata

di Daniela Gangemi*. Si è svolta, presso Villa “Zerbi”, la conferenza stampa di presentazione degli eventi della giornata del “Reggio Calabria Film Fest”. All’incontro sono intervenuti Michele Geria e Bruno Di Marino, direttore organizzativo  e direttore artistico del “Reggio Calabria Film Fest”, Giuseppe Agliano, delegato della Regione Calabria ai rapporti con la Fondazione “Calabria Film Commission”, l’avv. Pasquale Gallo, consulente legale della Fondazione “Calabria Film Commission”, Giuseppe Emilio Bruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda, Alessandro Giulivo, delegata cultura, comunicazione ed eventi, Camera regionale della Moda, Elena Fonga, attrice e Claudia Romeo, Miss Calabria 2012.

Nel tracciare un primo bilancio della manifestazione Michele Geria ha evidenziato: “Il lavoro compiuto in questi mesi, con impegno e professionalità, ci ha consentito di ottenere ottimi risultati. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno portato avanti, con serietà e dedizione, le attività legate alla realizzazione dell’evento. La sinergia che si è creata, ha permesso di mettere a punto, nei dettagli, la manifestazione”. Giuseppe Agliano ha presentato l’omaggio ad Enzo Mirigliani: “Stasera – ha dichiarato il delegato – tributeremo un omaggio ad  Enzo Mirigliani,un grande professionista, che ha dato lustro alla Calabria, esportandone il nome in tutto il mondo. Domani mattina, inoltre, nell’Auditorium Calipari del Consiglio Regionale, sarà proiettato il film dedicato al compianto patron di Miss Italia, “Storia di un ragazzo calabrese”, già presentato in anteprima nazionale a Roma.Alla serata, saranno presenti la figlia Patrizia e due Miss Italia, Stefania Bivone e Gloria Bellicchi”. Sugli sforzi compiuti dalla Fondazione “Calabria Film Commission, Agliano”, ha aggiunto: “Il presidente Curti, ha evidenziato il ruolo ed il lavoro portato avanti in questi anni dalla Film Commission. La Fondazione si è aggiudicata nell’agosto scorso uno dei sette grandi eventi banditi dall’assessorato alla cultura della Regione Calabria  e rientrante nei Fondi FESR”. Giuseppe Bruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda,ha voluto lanciare un messaggio: “Questa sera presenteremo due eventi importanti, ci sarà un omaggio a Sofia Loren ed una sfilata di costumi d’epoca intitolata “L’Arte del costume nel Cinema”. Come Camera regionale della Moda, siamo contenti di poter partecipare a questo evento e dare il nostro contributo, dando vita ad un connubio tra moda e cinema. Spero che anche in futuro, si possano realizzare altre collaborazioni, che ci consentano di diffondere la cultura e l’immagine della Calabria, con il coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti”. L’avv. Pasquale Gallo, ha posto l’accento sull’impegno portato avanti dalla Fondazione: “Stiamo lavorando, impiegando i fondi a disposizione, per realizzare produzioni che siano cofinanziate dalla Fondazione, ma che soprattutto valorizzino il territorio e le eccellenze calabresi. Il nostro intento è di implementare l’imprenditorialità delle imprese, legate al cinema, creando prodotti di qualità, che siano cofinanziati”. Bruno Di Marino, direttore artistico, ha ricordato altri eventi legati alla manifestazione: “Questa sera, sempre al Teatro “Cilea”, si svolgerà il concerto di Federico Zampaglione, cantante reggino, fondatore del gruppo dei Tiromancino. Nel pomeriggio, inoltre, sarà proiettato il film, di cui lo stesso ha curato la regia, “Nero Bifamiliare”. A Villa “Zerbi”, invece è prevista  la proiezione dei documentari legati al Premio Vittorio De Seta, che sarà consegnato domani dalla nipote del regista siciliano, Vera Dragone,  e ci sarà la mostra “Lo sguardo espanso”  in collaborazione con la Fondazione Guglielmo di Catanzaro”. Nell’ambito del Premio Vittorio De Seta,ieri, sono stati proiettati tre documentari. “Di mestiere faccio il paesologo” di Andrea D’Ambrosio: Franco Arminio vive e lavora nell’Irpinia d’oriente. Si è inventato una nuova forma di letteratura e di disciplina: “la paesologia”, una disciplina indispensabile, ma inesistente. Il film è un viaggio nella vita e nel mondo di Arminio, un collage di incontri dello scrittore nei paesi dell’Irpinia e della Lucania, a cui si aggiungono le sue riflessioni e i suoi pensieri sui piccoli paesi.”Scorie in libertà” di Gianfranco Pannone: a Borgo Sabotino, nei pressi di Latina, nel 1963, in pieno boom economico, fu costruita una centrale nucleare su progetto inglese, ora chiusa. Pannone si preoccupa di indagare sulle tante scorie, materiali e morali, che sono rimaste nel territorio intorno alla centrale nucleare e che non scompariranno a breve termine. “La nave dolce” (fuori concorso) di Daniele Vicari: il 7 agosto 1991 la nave Vlora, di ritorno da Cuba, arriva al porto di Durazzo, nella stiva diecimila tonnellate di zucchero. Sono in corso le operazioni di scarico quando una folla enorme di migliaia di persone assale improvvisamente il mercantile, costringendo il capitano Halim Malaqi a fare rotta verso l’Italia. Il programma di oggi, invece, prevede le seguenti proiezioni: “Il santo nero” di Antonio Bellia: Francis e Mirelle, due giovani africani arrivati sulle coste siciliane in fuga dal Congo, si sono stabiliti ad Agrigento, frontiera liquida del mediterraneo. Seguiamo i due giovani protagonisti attraverso un racconto drammatico e sensuale, che mette in risalto, partendo dall’esperienza personale, i temi universali dell’integrazione e dei diritti dell’Uomo. ”Senza trucco – Le donne del vino naturale” di Giulia Graglia: quattro produttrici di vino naturale raccontano la propria vita e il proprio lavoro di madri, contadine e imprenditrici, ognuna ripresa in una stagione diversa e in un differente periodo dei lavori annuali in vigna o in cantina. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: “Piria” premiato per la vittoria al concorso per cortometraggi “Italia – Svizzera: la storia dal 1861 al 2011″

di Angela Panzera*. Questo pomeriggio, presso Villa Zerbi a Reggio Calabria, l’organizzazione del Reggio Calabria Film Fest ha premiato l’istituto tecnico economico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria per il brillante risultato ottenuto recentemente in Svizzera. In particolare gli studenti della IV B hanno vinto il primo posto al concorso per cortometraggi  “Italia – Svizzera: la storia dal 1861 al 2011’, edizione 2012”. L’opera si chiama “La melodia della memoria” ed è stata realizzata da Chiara Belgio, Francesco Bilardi, Emanuela Falzia, Giorgia Panzera, Carmelo Calabrò, Maria Nadia Gandolfo Alessandro Sorgonà.

Quest’ultimo studente nel corto è stato sia interprete, ma anche e soprattutto pianista. Gli studenti sono stati guidati dalla docente  Licia Amodeo con il ordinamento del dirigente scolastico, professore Francesco Barillà.  La melodia della Memoria ha quindi vinto il prestigioso concorso imponendosi su 87 scuole partecipanti con quasi 1000 voti. Questo riconoscimento è stato ottenuto per la seconda volta consecutiva dall’i.t.e. “Piria”. Alla cerimonia di premiazione hanno partecipato, oltre agli studenti  e ai docenti, anche Giuseppe Agliano, delegato della Presidenza della Regione Calabria, e Carlo Coletta, presidente del circolo  svizzero “Magna Graecia” di Reggio Calabria. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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Reggio di Calabria: il “Reggio Calabria Film Fest” rende omaggio a Enzo Mirigliani

di Daniela Gangemi*. La terza giornata del “Reggio Calabria Film Fest”, si è conclusa con l’omaggio ad Enzo Mirigliani (nella foto con la figlia Patrizia), storico patron di Miss Italia, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Mirigliani, originario di Santa Caterina dello Jonio, entrò a far parte dell’organizzazione di Miss Italia nel 1956, quattro anni dopo assunse la direzione, proseguendo il lavoro di Dino Villani. Nella sua lunga carriera, ha ricevuto numerosi premi per l’attività svolta, tra questi il premio speciale al Gran Premio Internazionale dello Spettacolo.

Nel 1991 fondò Miss Italia nel Mondo, concorso dedicato alle ragazze straniere con origini italiane, e nel 2010 lasciò la direzione alla figlia Patrizia che ha proseguito l’opera attenta del padre. Sul palco del Teatro “F. Cilea”, insieme alla conduttrice Rosaria Cannavò e al direttore artistico del Festival, Bruno Di Marino, erano presenti Patrizia Mirigliani, Stefania Bivone, Miss Italia 2011, Gloria Bellicchi, Miss Italia 1998, Claudia Romeo, Miss Calabria 2012, Toni Licordari, ex caporedattore della Gazzetta del sud, Simone De Maria, regista del docufilm dedicato ad Enzo Mirigliani “Storia di un ragazzo calabrese”, presentato in anteprima al “Roma Film Fest” e che sarà proiettato domani mattina, nell’Auditorium Calipari del Consiglio Regionale. Patrizia Mirigliani ha ricordato il legame che legava il padre alla sua terra di origine: “Mio padre era un uomo del sud. Aveva un grande senso della famiglia, dell’onore, del rispetto. Era emigrato giovanissimo dalla sua città natale, Santa Caterina dello Ionio, con l’idea chiara di realizzare i suoi sogni. La sua storia può essere un simbolo per tutti i giovani che con tenacia ed impegno vogliono realizzare i loro desideri”. Sul proseguimento dell’attività del concorso, Patrizia Mirigliani ha aggiunto: “Per me è una grande responsabilità. E’ contemporaneamente un onore e un onore. Cerco di portare avanti il lavoro di mio padre e i suoi insegnamenti, condividendo le emozioni, le aspettative, le ambizioni, che accompagnano le ragazze”.  Simone Di Maria, ha spiegato come è nata l’idea di realizzare un docufilm su Enzo Mirigliani: “Il nipote di Enzo, Nicola, figlio di Patrizia, ha voluto tributare un omaggio al nonno, con la realizzazione di un cortometraggio che ripercorresse le tappe più significative della sua vita, raccontando il lato privato, l’attaccamento alla famiglia,affinchè dal ritratto tracciato, trasparisse la sua semplicità”. Tonio Licordari ha ricordato l’edizione di Miss Italia, che si svolse al Lido comunale nel 1974, tappa voluta fortemente da Enzo Mirigliani, per lasciare un segno nella sua terra.  La serata, si è aperta con la sfilata degli abiti d’epoca della Camera regionale della Moda, dal titolo “La bellezza si veste di cinema”  ed un omaggio a Sofia Loren con la proiezione di uno spezzone tratto dal film “La ciociara”. Michele Geria direttore organizzativo del “Reggio Calabria Film Fest”, ha consegnato un riconoscimento ad Antonio Fata, presidente della Camera regionale della Moda, Giuseppe Emilio Abbruzzese, vicepresidente della Camera regionale della Moda, Alessandra Giulivo, delegata cultura, comunicazione ed eventi della Camera regionale della Moda e Claudia Ferrise, direttore responsabile fashion design della Camera regionale della Moda. Antonio Fata ha evidenziato: “La Camera regionale della Moda è nata nel 2007, per un’idea mia e del presidente onorario Santo Versace, per promuovere e sostenere attraverso eventi nazionali e all’estero, il talento dei giovani calabresi. Abbiamo voluto coniugare la moda al cinema. La serata è stata conclusa dal concerto di Federico Zampaglione, cantante e regista di origine reggina, fondatore del gruppo dei Tiromancino che ha eseguito alcuni brani del suo repertorio. *Ufficio Stampa Reggio Calabria Film Fest.

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