A Crotone il Gran Galà del Coni

“Un grazie di cuore a tutti gli sportivi che con tanti sacrifici, tanta passione e tanto impegno riescono a portare avanti le proprie discipline con grandi risultati facendo in modo che la nostra città offra esempi positivi almeno nell’ambito sportivo”. Claudio Perri, presidente del Coni di Crotone, ha introdotto così, al “Museo del Mare e della Terra”, il “Gran Galà dello Sport”, la cerimonia, presentata da Anna Maria Martino, riservata a società, dirigenti, tecnici ed atleti che si sono distinti nel 2010. All’evento erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), il consigliere regionale, Alfonso Dattolo, e gli assessori allo sport provinciale, Gianluca Marino, e comunale, Claudio Molè.

Nell’occasione, il presidente Praticò ha consegnato la Stella d’Oro al merito sportivo alla società Rari Nantes “Lucio Auditore” di Crotone per il grande contributo alla promozione e diffusione nel territorio crotonese del nuoto e delle pallanuoto. Una società che ha regalato alla città un olimpionico (Michele D’Oppido – Messico 1968), un titolo di Campione d’Italia nella categoria allievi (1970) ed una promozione in serie B. Consegnate, inoltre, la Stella d’Argento al Merito Sportivo al tecnico dell’Accademia Karate Crotone, Enzo Migliarese, e le Stelle di Bronzo al Moto Club “Ugo Gallo”, al consulente del Coni, Corradino Eugenio Amatruda, al vicepresidente vicario del Coni di Crotone, Emilio Ape, al giornalista, Tommaso Borrelli, al presidente del “New Team Basket Crotone”, Egidio Carbone, ed al presidente della Figc di Crotone, Giuseppe Talarico. Il “Premio speciale Romeo Fauci”, riservato al dirigente crotonese che più si è distinto per capacità organizzative, è andato al coordinatore dell’Ufficio Educazione Motoria, Fisica e Sportiva dell’ATP di Crotone, Santino Mariano. Il premio speciale intitolato a “Luciano Ciardi”, riservato al miglior atleta emergente, è andato a Matteo Corigliano della Provolley Crotone. “Ringrazio Claudio Perri – ha detto il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – e tutto il suo staff per l’invito al quale ho aderito con grande piacere perché apprezzo l’ottimo lavoro che stanno svolgendo sul territorio. Mi corre d’obbligo salutare Donatella Fauci alla quale mi lega un rapporto fraterno grazie alla forte amicizia che ho avuto con il compianto marito Romeo che ha ricoperto egregiamente il ruolo di vicepresidente vicario del Coni Calabria e di presidente del Coni di Crotone”. “Il periodo attuale – ha continuato Praticò – non è dei migliori e anche la terra alla quale apparteniamo è ostica in quanto, per poter raggiungere un qualsiasi traguardo, i sacrifici sono enormi. Spesso, mi capita di dire che la nostra terra risulta come un’università della vita perché ciò che altrove si realizza in un mese, in Calabria, a causa delle difficoltà strutturali, si riesce ad ottenere in un anno. Ma, grazie alla nostra determinazione, gli obbiettivi vengono raggiunti. Quest’anno, a livello regionale, siamo riusciti ad ottenere due grossi risultati: la Legge per lo sport e una degna sede, a Reggio Calabria, per la Scuola dello Sport. La prima, dopo ventisei anni, ha visto finalmente la luce grazie alla determinazione del governatore Giuseppe Scopelliti, che l’ha posta tra i suoi primi obiettivi, del presidente Francesco Talarico il quale, pur avendo presentato una sua legge ha fatto un passo indietro in favore dello sport, e del Consiglio Regionale tutto che l’ha approvata all’unanimità. Un traguardo importante, questo della legge, che mi auguro sia l’inizio di un lungo cammino che vedrà insieme mondo dello sport ed istituzioni. Lo sport, come spesso ripeto, non ha tanto bisogno di soldi quanto di servizi, soprattutto per quanto riguarda la messa a norma dell’impiantistica e sarebbe ora che, finalmente, la Calabria raggiunga il livello qualitativo di altre regioni. Altro successo per noi e per tutti i calabresi è l’aver ottenuto, grazie alla concessione del Comune di Reggio Calabria, una struttura per la sede della Scuola dello Sport. Una scuola attiva e già operativa con corsi identitari svolti a Montepaone, per i presidenti dell’area Sud, ed a Cosenza, per segretari e collaboratori”. “Nell’augurare a tutti – ha concluso il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – un sereno Natale, mi auguro che il 2011 possa essere, per la Calabria, l’anno della consacrazione dello sport e che Legge e Scuola dello Sport possano diventare sempre più strumenti efficaci che contribuiscano a far decollare la nostra terra e renderla finalmente in grado di poter competere a livello internazionale”.

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Reggio Calabria: la FCI Calabria e Francesco Moser regalano una bici al governatore

Domani, mercoledì 22 dicembre alle ore 15,30, nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale, la Federciclismo Calabria, del presidente Mimmo Bulzomì, insieme al grande campione Francesco Moser (nella foto), consegneranno una bicicletta da corsa e la maglia della rappresentativa calabrese al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti.

Nell’occasione verrà consegnato il “Distintivo d’oro FCI” a sei illustri amici del ciclismo: la ricercatrice scientifica, Luana Colloca, i consiglieri regionali della Calabria, Giovanni Nucera, Alberto Sarra e Nazzareno Salerno, il giornalista Carlo Parisi e l’avvocato Domenico Sorace. L’evento, presentato dalla giornalista Anna Foti, avrà come ospite il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, e vedrà la partecipazione di tutti campioni regionali appartenenti alla Federazione Ciclistica Italiana. Il Comitato Regionale FCI Calabria intende, attraverso questa iniziativa, promuovere l’attività ciclistica ed invitare i calabresi, soprattutto i più giovani, a regalarsi il piacere di vivere lo sport.

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Reggio Calabria: operazione “Reale 3”, la politica a braccetto con la cosca “Pelle”

I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito stamane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di 12 indagati per associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata dalle finalità mafiose. Nel corso delle indagini che hanno portato all’operazione denominata “Reale 3”, gli investigatori hanno accertato il condizionamento esercitato dalla cosca “Pelle” di San Luca in occasione delle elezioni amministrative dello scorso 29 e 30 marzo per il rinnovo del consiglio regionale. Al centro dell’indagine, che ha appurato anche gli incontro tra il boss Giuseppe Pelle ed alcuni candidati, ci sono i voti di scambio assicurati dalla ‘ndrangheta che in cambio avrebbero dovuto garantire alle imprese di riferimento della cosca l’aggiudicazione di alcuni importanti appalti pubblici ed altre utilità.

Il consigliere regionale Santi Zappalà (nella foto prelevato a casa dai Carabinieri), inoltre, avrebbe concretamente contribuito, pur senza farne formalmente parte, alla realizzazione degli scopi della ‘ndrangheta consistenti, in particolare, nell’acquisire la gestione ed il controllo di attività economiche. Gli arrestati sono Santi Zappalà (50 anni) (nella foto), consigliere regionale del Pdl ed ex sindaco di Bagnara Calabra (RC), dove è nato a risiede; Antonio Manti (37) (nella foto), di Melito Porto Salvo (RC) e residente a Bova Marina (RC); Pietro Nucera (51) (nella foto), di Melito Porto Salvo e residente a Roghudi (RC); Liliana Aiello (58) (nella foto), nata a Catanzaro e residente a Reggio Calabria, e Francesco Iaria (44) (nella foto), di Melito Porto Salvo (questi ultimi quattro candidati non eletti al Consiglio Regionale della Calabria: Manti nella lista “Alleanza per la Calabria”, Nucera e Aiello nella lista “Insieme per la Calabria” e Iaria nella lista dell’”Udc”); Giuseppe Pelle (50), capo dell’omonima cosca della ‘ndrangheta e già detenuto per altra causa nel carcere milanese di Opera (il provvedimento gli è stato notificato in carcere); Domenico Stelitano (61) (nella foto), di Melito Porto Salvo; Mario Versaci (45), di Africo; Filippo Iaria (31) (nella foto), di Melito Porto Salvo e residente a Condofuri (RC); Aldo Domenico Marvelli (55) (nella foto), di Careri (RC); Paolo Marvelli (27) (nella foto), nato a Locri (RC) e residente a Careri, Giuseppe Mesiani Mazzacuva (33) (nella foto), di Bova Marina. (Fonte www.ntacalabria.it)

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Coni: Praticò “Sport e donne per un futuro migliore”

Si è svolto, nella Sala Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria, il convegno “Donne, sport e Mediterraneo”. L’iniziativa è stata ideata dal presidente dell’Olimpia Basket, Pasquale Melissari, e realizzata con il patrocinio della Provincia e del Comune di Reggio Calabria. A coordinare il dibattito è stato il vicedirettore dei TgR Rai, Domenico Nunnari, mentre la conduzione è stata affidata al giornalista Tonino Raffa.

Ospiti dell’evento sono stati l’allenatore di basket femminile, Fabio Fossati, il tecnico della Nazionale femminile di basket Under 18, Giovanni Lucchesi, il giornalista sportivo, Mario Arceri e l’ex cestista (vincitrice di un Mondiale per Club, 15 scudetti, 7 Coppe dei Campioni e 4 coppe Italia), allenatrice ed attualmente team manager della Nazionale italiana femminile di basket, Mara Fullin. Inoltre, sono intervenuti gli assessori provinciale e comunale di Reggio Calabria, Attilio Tucci e Giuseppe Capua, il direttore dell’Ufficio comunale allo sport, Fabrizio Veneziano, ed il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto). In sala, presenti giovani giocatrici e dirigenti di società cestistiche reggine. “La presenza – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di questi grandi personaggi sportivi ci fa ricordare l’importanza del basket femminile nazionale a livello mondiale. Oggi i successi, però, tardano ad arrivare e, per tornare in auge, questo settore ha bisogno concretamente di investire sui giovani. Un investimento – ha detto – utile in ambito sportivo ma, soprattutto, necessario sotto l’aspetto sociale per la valenza educativa che lo sport in sé possiede ed è capace di trasmettere”. “Le donne che praticano l’attività sportiva – ha dichiarato Praticò –, che un giorno diventeranno madri, hanno anche il delicato compito di trasmettere alle nuove generazioni quei nobili principi dello sport che la società moderna sta sempre più perdendo. Attraverso lo sport, dunque, le donne che praticano sport, oltre a migliorare la propria salute e la propria qualità della vita, contribuiranno a migliorare quella della generazioni future”.

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VI^ Zona FIV: I 25 anni del Centro Velico Lampetia di Cetraro

“Il Centro Velico Lampetia di Cetraro – ha dichiarato il presidente della Sesta Zona della Fiv, Fabio Colella – rappresenta, per tutti i calabresi amanti della vela, un punto di riferimento sportivo ed un efficace esempio di come promuovere al meglio, soprattutto ai più giovani, l’arte marinaresca”. Il circolo cosentino, del presidente Ferruccio Rizzuti, ha compiuto 25 anni dalla sua fondazione. Era il 21 marzo del 1984 quando un gruppo di appassionati di nuoto e di amanti della vela, decise di unire le forze per sfruttare al meglio tutte le risorse del luogo, da Cetraro a Lampetia, con la splendida torre di Rienzo a fare da sfondo.

In un quarto di secolo di intensa attività, si è partiti da tanta passione armata di buona volontà, fino ad arrivare a creare una scuola per avviare i più piccoli alla vela. Imbarcazioni Optimist, Laser, FJ, catamarani e barche d’altura, iniziarono a fare il loro ingresso nei porticcioli e nella vita quotidiana di una località che ha così, cominciato a sfruttare il mare per fare sport e come risorsa di turismo ed opportunità di lavoro. Prossimamente, il Velico Lampetia, in prossimità del porto, potrà contare su una base nautica al servizio della scuola di vela e, grazie al progetto della Fiv, “A scuola con la vela”, verranno coinvolti gli istituti scolastici della zona. “I prestigiosi successi conseguiti – ha aggiunto il presidente Fabio Colella – ed il lavoro di tutti questi anni hanno permesso di creare nuove generazioni di amanti della vela. Mi auguro che, sempre di più, le imprese del passato siano da esempio per il futuro dei dirigenti e dei loro soci”. È previsto, inoltre, per il circolo cosentino, l’allestimento di un “Sailyng Team”. Un progetto di addestramento e formazione per armatori e marinai, con l’intento di allestire nuovi equipaggi in grado di competere alle regate che si svolgono intorno alla Penisola. Il Centro Velico Lampetia, tra le tante iniziative promosse, vanta l’organizzazione, nel 1985, della prima regata del Pantavela, giunta quest’anno alla ventiseiesima edizione, della “Quotidiano Cup” e del Campionato primaverile per barche d’altura.

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Reggio Calabria: basket, domani derby Liomatic Viola RC – Nautica Alcaro CZ

E' tutto pronto per l’atteso derby calabrese. Si chiude alla grande, prima delle vacanze natalizie, con una partita molto importante, quella che vedrà impegnate in riva allo Stretto le due squadre di basket calabresi più rappresentative, in una gara dagli importanti risvolti, non solo prettamente sportivi, ma anche sociali. Il Team di Coach Alessandro Fantozzi ha lavorato tutta la settimana per essere pronto a scendere sul parquet del PalaCalfiore e disputare la delicatissima gara. Nautica Alcaro Catanzaro, con 14 punti in classifica, ci segue da vicino e batterla significherebbe guadagnare due punti fondamentali per aumentare le distanze, conservare il primo posto in classifica e, così, trascorrere le vacanze natalizie con maggiore serenità.

La buona notizia in casa Liomatic, intanto, è che l’Under Padova dovrebbe tornare ad essere disponibile dopo una lunga assenza dovuta ad infortunio. "Liomatic Viola e Nautica Alcaro – ha commentato Gaetano Condello, Direttore Generale della società NeroArancio – costituiscono un simbolo. Rappresentano un’immagine di “buona calabresità”, un esempio di come possano esistere delle realtà positive anche in una terra così difficile e, soprattutto, un esempio per i giovani calabresi, perché possano conoscere ed acquisire quei valori di aggregazione, sportività e sana competizione che sono insiti nello sport. Sarà una grande partita al di la del risultato, perché vedrà le due massime espressioni del basket calabrese in campo per una gara che potrebbe cambiare in modo sostanziale la classifica e, dunque, dal grande richiamo agonistico. E' proprio per questo motivo che domenica spero di vedere, nella struttura di Pentimele, il pubblico delle grandi occasioni, quello che sa riempire di calore la propria squadra. Mi auguro che i nostri tifosi ed i reggini vengano a sostenerci in questa sfida fondamentale per mantenerci in vetta alla classifica. Agli amici di Catanzaro porgo il mio più affettuoso “benvenuto”, anche a nome della Società, auspicando, ma sono certo che lo sarà, un pomeriggio di sport all'insegna dello spettacolo e della sana e partecipata rivalità che ci farà vivere delle belle emozioni". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa della Team Basket Viola Reggio Calabria).

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Reggio Calabria: i Carabinieri arrestano un minore per spaccio di droga ed un ragazzo per lo stesso reato e per detenzione di armi

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri della Stazione Modena ha tratto in arresto un minorenne, uno studente incensurato, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A seguito di un’attenta attività info-investigativa, i Carabinieri hanno individuato l’abitazione del ragazzo come possibile luogo di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari hanno quindi aspettato che il ragazzo rientrasse a casa dopo aver terminato le lezioni presso il proprio istituto scolastico e, in presenza dei genitori, hanno invitato il ragazzo a consegnare quanto illegalmente detenuto. A tale richiesta l’interessato aderiva comunicando che in un nascondiglio, lontano dalla propria abitazione, era occultata la sostanza stupefacente e accompagnava quindi i Carabinieri in un vecchio casolare abbandonato nella zona di San Sperato.

Sul luogo il ragazzo metteva in atto un evidente tentativo di elusione consistente nel far credere ai militari che ignoti avevano asportato la sostanza stupefacente dallo stesso precedentemente nascosta. Solo la fermezza dei Carabinieri faceva desistere il minorenne da ogni velleità di sottrarsi alla giustizia e pertanto lo stesso, dopo aver riaccompagnato i militari nella propria abitazione, consegnava cinque involucri di cellophane e un foglio di carta contenente sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, del denaro contante e un bilancino di precisione. Il tutto era stato prelevato dall’interno di una stampante, nascosta alla vista poiché riposta sotto alcuni libri, in uno scomparto di un mobile porta-computer della propria stanza da letto. Il ragazzo è stato quindi tratto in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato accompagnato presso il Centro di prima accoglienza di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria. In serata, invece, la stazione Rione Modena ha proceduto ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Sartiano Francesco (nella foto), di anni 25, pregiudicato, per reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. Il provvedimento è stato emesso concordando con le risultanze investigative prodotte dai militari a seguito di precedenti arresti eseguiti dagli stessi Carabinieri lo scorso Ottobre. Quell’operazione aveva portato ad individuare una fitta rete di spacciatori che operava nel rione Marconi e che aveva nella loro disponibilità anche armi clandestine e munizioni. L’uomo è stato quindi tratto in arresto ed è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Reggio Calabria: nasce “il Piccolo coro polifonico Italo Falcomatà” con una serie di concerti natalizi

Il Circolo Didattico "Italo Falcomatà" inaugura il 19 dicembre prossimo, con il concerto “Voci bianche di Natale” che si svolgerà presso la chiesa parrocchiale di Santa Caterina alle ore 20,00, quella che si auspica sia un’intensa stagione di manifestazioni musicali e artistiche promosse ufficialmente dalla candidatura della Scuola al progetto Nazionale Musica 2020, sotto l’egida dell’ANSAS (ex Indire): infatti il Piccolo Coro Polifonico parteciperà, con una sua rappresentanza, ad una rassegna di corali scolastiche calabresi che si svolgerà a Catanzaro, a cura dell’Ufficio Scolastico Regionale, martedì 21 Dicembre ed, infine, terrà un concerto il 22 Dicembre, alle ore 18,30, presso la Chiesa di San Bruno.

Dopo anni di intensa attività musicale, culminata lo scorso anno scolastico con il musical “W la pappa col pomodoro, narrativa in musical”, svoltosi il 3 giugno 2010 nel Cineteatro Odeon, il coro della Scuola, già fortemente voluto dalla Dirigente Dott.ssa Maria Rita Calì, viene oggi tenuto a battesimo dalla Dirigente del Circolo, la Dott.ssa Serafina Corrado, particolarmente sensibile a tutte le iniziative di tipo artistico- espressivo- musicale. Diretto da due docenti specializzate interne, le inss. Delia ed Ernesta De Stefano, con accompagnamento dal vivo a cura del Prof. Giuseppe Puntorieri, il Piccolo Coro, formato da quasi ottanta alunni appartenenti alle classi terze, quarte e quinte del Circolo, dopo una brevissima ma intensa attività preparatoria, intende offrire al territorio ed alle famiglie uno spettacolo di musica, ascolto, emozioni e sensazioni, attraverso la presentazione di brani appartenenti a vari generi musicali: dalla musica classica sacra a quella religiosa tradizionale, dalla musica dialettale a quella contemporanea, dallo spiritual alla musica inedita.

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Reggio Calabria: il “Premio Nazionale Bronzi di Riace” a Mimmo Praticò

Si è svolta questa mattina, nella Sala Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria, la cerimonia di consegna del IX “Premio Nazionale Bronzi di Riace”. L’evento è organizzato dall’Associazione Pro Loco Città di Reggio Calabria del presidente Giuseppe Tripodi, in collaborazione con la Regione Calabria ed il Comune e la Provincia reggini. Alla cerimonia, presentata da Stefania Giardiniere, hanno preso parte il presidente del Consiglio Provinciale, Giuseppe Giordano, il consigliere regionale, Candeloro Imbalzano, gli assessori comunali, Paolo Anghelone e Rocco La Scala, il consigliere comunale, Giuseppe Martorano ed il presidente dell’ Automobile Club di Reggio Calabria, Santo Martorano.

A ricevere il prestigioso premio, oltre al presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), sono stati il direttore dell’Assessorato Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano, Carmela Madafferi, il pugile Campione del Mondo classe Ibf, Francesco Versaci, il coordinatore nazionale della UIL-FPL Federazione Medici, Armando Masucci, il designer, Massimo Brighenti, il cavaliere Armando Lenardi, l’esponente del direttivo nazionale di Legambiente, Nuccio Barillà, l’ingegnere e scrittore, Domenico Gangemi, il soprano e direttore artistico per la lirica del Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, Serenella Fraschini, la pittrice Taciana Coimbra ed il professore di Chirurgia veterinaria all’Università di Messina, Nicola Iannelli. “Presidente del Comitato Regionale Coni Calabria – recita la motivazione del premio consegnato a Mimmo Praticò – commerciante con la passione per lo sport ed il giornalismo sportivo. Tante le sue partecipazioni e benemerenze sul territorio nazionale. Un riconoscimento, questo, per i suoi molteplici impegni assunti nel settore sportivo, promuovendo con passione e dedizione lo sport in Calabria”. “Ringrazio – ha detto il presidente Praticò – la Pro Loco per questo prestigioso premio che contribuisce a dare nuova linfa ed ossigeno al mio lavoro ed al mio ruolo con sempre maggiore spirito di servizio. Ho bisogno di queste attenzioni perché mi convincono che, in fondo, non sono un utopista, ma un realista e, perciò, dovrò continuare nella mia opera”.

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Serie Bwin, XX^ giornata: Ascoli Reggina 2-1

Ascoli – Reggina: 2-1. Ascoli (4-5-1): Guarna; Ciofani (dal 78° Margarita), Faisca, Marino e Micolucci; Giorgi, Di Donato (c), Uliano (dal 46° Mendicino), Moretti (dal 46° Pederzoli) e Gazzola. In panchina: Coser, Masini, Giallombardo e Bonvissuto. All.: Castori. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone (dal 92° Danti), Viola (dal 58° Tedesco), Castiglia, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci ed Adiyiah (dal 58° Sy). In panchina: Kovacsik, Giosa, Colombo e Barillà. All.: Atzori. Arbitro: Tommasi di Bassano del Grappa. Assistenti: Ponziani di Avezzano e Ranghetti di Chiari. Quarto uomo: Mariani. Marcatori: Missiroli al 6°, Lupoli al 52° (rig.) e Giorgi all’87°. Ammoniti: Moretti al 20°, Adejo al 39°, Cosenza al 51°, Gazzola al 63°, Giorgi all’88°, Tedesco al 90° e Giorgi al 90°. Espulso: Giorgi al 90°. Corner: 6 Ascoli e 4 Reggina. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.).

Cronaca e commento. Primo tempo. Nel giorno del 16mo anniversario della morte del presidente Costantino Rozzi con cui l’Ascoli ha ottenuto i suoi migliori risultati nella storia, Ascoli e Reggina si affrontano per la XX^ giornata, penultima di andata ed ultima dell’anno solare 2010. La Reggina, reduce dalla serata di beneficienza che l’ha vista protagonista a favore del Centro di Emofilia degli Ospedali Riuniti di Reggio, “gioca” anche per il suo ex capitano ed ora direttore tecnico Simone Giacchetta sottoposto ad un delicato intervento chirurgico mercoledì scorso in quel di Milano. Le due squadre iniziano bene duellando di fioretto. E’ la Reggina, però, che alla prima occasione trova il goal del vantaggio. Al 6° Missiroli conquista palla vicino al cerchio di centrocampo, avanza e chiede ed ottiene il triangolo con Adiyiah sulla trequarti. Il capitano amaranto taglia in verticale la difesa marchigiana e si presenta da solo davanti a Guarna piazzando il pallone alla sinistra del portiere di casa con un preciso piatto destro. Bella l’azione ed eccellente la conclusione per freddezza e precisione. Una nota: bella, bellissima, la circostanza in sede di esultanza allorquando Puggioni lascia la sua porta e si fa un’ottantina di metri per andare a festeggiare il suo capitano-goleador. E’ la prova provata che quella amaranto non è sola una squadra, ma soprattutto un gruppo. Un minuto dopo l’Ascoli cerca il pareggio con Moretti che, ricevuta palla in area decentrato a sinistra, si accentra e colpisce di sinistro mandando non di molto alto sulla traversa. Al 12° altra azione pericolosa per gli amaranto. Missiroli lancia lungo per Rizzato che riesce a raggiungere il pallone solo in prossimità della linea di fondo. Colpo di tacco dell’esterno sinistro verso Campagnacci che aveva seguito l’azione e quest’ultimo, appena entrato in area da sinistra, calcia a rete dove, però, trova Guarna pronto a parare a terra. Quella di oggi sembra una Reggina rinvigorita dopo le tre sconfitte consecutive (a Novara ed a Varese ed in casa con l’Albinoleffe) ed il ritorno alla vittoria di sabato scorso contro il Grosseto. La squadra di Atzori gioca non ritrovata verve dopo un periodo non certo felice, tanto da ricordare quella che dalla V^ alla XIV^ giornata aveva impressionato e stupitogli addetti ai lavori. Al 20° si fa pericoloso l’Ascoli con Lupoli che, aggiustatosi il pallone con il petto in area, si allarga e batte a rete mandando il pallone sull’esterno della rete alla sinistra di Puggioni. La Reggina gioca bene. Appare ritrovata dopo il periodo d’ombra ed è padrona del campo anche se l’Ascoli non demorde e costruisce azioni quasi sempre stoppate dal centrocampo amaranto. Al 30° ci prova ancora la Reggina, ancora con Missiroli che, ricevuta palla da Viola, batte a rete da fuori area costringendo Guarna a deviare in corner il tiro indirizzato sotto la traversa. Al 32° ancora Reggina. Laverone crossa rasoterra da destra per Adiyiah che gira a rete ma manda altissimo da posizione assai decentrata e difficile. La gara abbassa i ritmi e vive su azioni estemporanee delle due squadre che non si risparmiano. L’Ascoli tenta, finora invano, di scardinare la difesa amaranto e la Reggina, dal canto suo, è attenta e si affida a rapidi capovolgimenti di fronte. Al 44° è pericoloso l’Ascoli con Moretti che, abbondantemente fuori area, calcia forte di destro ma centrale costringendo alla respinta di pungo da parte di Puggioni. Il primo tempo, di fatto, finisce qui. Secondo tempo. Al 47° l’Ascoli si fa vivo in area con Giorgi che lancia in verticale verso Lupoli che non aggancia ed ha buon gioco Puggioni che esce e blocca a terra. Al 50° altro pericolo per gli amaranto su un lancio lungo ancora verso Lupoli che Adejo intercetta di testa girando indietro e costringendo Puggioni ad uscire dalla porta e ad abbrancare il pallone al limite dell’area. Al 51° Tommasi decreta un calcio di rigore a favore dei padroni di casa che farà molto discutere. Cosenza contrasta Lupoli al limite dell’area di rigore. L’attaccante bianconero cade accentuando la caduta e trascinando il piede fino al verosimile contatto con il difensore amaranto. Tommasi non ha dubbi e fischia il penalty. Di dubbi, invece, ne ha il collaboratore dell’arbitro Ranghetti che chiama a sé il direttore di gara ma non è abbastanza incisivo e convincente nel far cambiare idea allo stesso Tommasi che resta nella della sua idea iniziale. Sul dischetto va lo stesso Lupoli che realizza il goal del pareggio tra le proteste dei reggini. Al 53° altra azione pericolosa per i padroni di casa con Mendicino che calcia di sinistro e la palla termina fuori di poco. Al 55° ancora pericolosissimi i padroni di casa. Lupoli, lanciato verso l’area reggina, prova a superare Puggioni con un rasoterra “a giro”. E’ bravissimo, invece, lo stesso Puggioni a deviare con il piede destro negando all’ascolano la gioia della doppietta. Al 56° ancora Ascoli con Giorgi che batte a colpo sicuro, ma il suo pallone trova sulla traiettoria Lupoli terminato in offside. Adesso sembra di assistere ad un’altra partita: l’Ascoli lanciatissimo e galvanizzato dal goal del pari e la Reggina ad arrancare. Atzori corre ai ripari: fuori Viola ed Adiyiah e dentro Tedesco e Sy. Al 58° ancora pericolosa la formazione di Castori con Faisca che, di testa, manda ancora una volta fuori di poco. Al 65° ci provano ancora i padroni di casa con Gazzola che prova la botta da fuori area con Puggioni a distendersi ed a deviare in angolo. I ritmi, adesso, tornano “normali” con l’Ascoli che rallenta la pressione e la Reggina che respira. Al 70° ancora Ascoli con Giorgi pronto a ricevere in area ed a calciare verso la porta, ma stoppato da Adejo e con Puggioni a bloccare senza difficoltà. Al 72° si rivede in avanti la Reggina. Azione velocissima sulla destra di Laverone, cross al centro dove arriva Missiroli che, di testa, prova a sorprendere Guarna con una palombella che termina di non molto sul fondo. La Reggina riprende coraggio e, un minuto dopo, va vicinissima al raddoppio con Campagnacci che, di destro, cerca il palo più lontano ma manda la palla ancora sul fondo. Le due squadre vogliono vincere e non si risparmiano. Dopo l’arrembaggio ascolano nel primo quarto d’ora della ripresa con la Reggina ad annaspare, la gara è tornata sul trend che aveva contraddistinto i primi 45 minuti di gioco con la formazione ospite ad avere il predomino nel possesso palla alla ricerca del nuovo vantaggio. Ed, invece, il raddoppio e, quindi, il vantaggio lo trova l’Ascoli. All’87° minuto Giorgi riceve un crosso in area da destra, stoppa la palla con il petto e, di destro, in diagonale a mezz’altezza, batte l‘incolpevole Puggioni. Nel convulso finale succede un po’ di tutto con un paio di ammonizioni ed un’espulsione, ma il risultato non cambia e la Reggina colleziona la quarta sconfitta nelle ultime 5 gare proprio nella partita che sembrava averla riportato al “felice” passato di qualche settimana addietro. Peccato! Molto lavoro aspetta ancora Atzori se vuole che questa squadra faccia il salto di qualità da molti auspicato. Il campionato adesso si ferma per le imminenti festività e si riprenderà nel 2011 con l’apertura del cosiddetto mercato di riparazione il 2 gennaio e, con il calcio giocato, l’8 gennaio allorquando la Reggina ospiterà il Sassuolo nella XXI^ ed ultima giornata del girone d’andata.

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Reggio Calabria: il suicidio di Orsola Fallara, ed adesso vergonatevi tutti!

Il dado è tratto. Il destino verso cui ha deciso di andare incontro la d.ssa Fallara ha compiuto il suo corso e, qualche ora fa, l’acido muriatico ingerito ha completato la devastazione dei suoi organi interni spegnendo le flebili speranze di chi si auspicava il miracolo. Miracolo che non c’è stato, purtroppo, nemmeno a poco più di una settimana dal Santo Natale in una delle rare giornate veramente fredde della città in riva allo Stretto. Troppo gravi, infatti, i danni che la sostanza acida ha con effetto immediato prodotto all’interno del corpo dell’ex dirigente dell’Ufficio Finanze e Tributi del Comune di Reggio Calabria. Ed è così che in un venerdì 17 qualunque, la d.ssa Fallara (nella foto tratta da Gazzetta del Sud) crolla sotto il peso delle accuse subite, della vergogna e fors’anche della propria coscienza per quello che si presume abbia fatto e per cui è finita sui giornali accusata pesantemente, faziosamente ed anche crudelmente.

Già, “si presume abbia fatto” dicevamo. Probabilmente è vero che abbia abusato del suo ufficio; probabilmente è vero che si sia auto-liquidata somme ingenti in maniera arbitraria e non dovuta; probabilmente è vero tutto quello di cui si è letto e probabilmente è anche vero che fosse pronto un mandato d’arresto di cui, magari, la stessa d.ssa ne era già venuta a conoscenza. Probabilmente è vero tutto questo, ma i “giudizi” che gli accusatori le hanno lanciato contro con crudezza e crudeltà eccessivamente severe condite da un raro accanimento colpendo lei per probabilmente colpire chi di lei si era fidato per 8 anni (salvo poi rinnegarla e negare tutto), erano “sentenze” frutto di un processo vero e proprio o, più semplicemente, presunzione di colpevolezza assoluta da parte di politici accecati dal dio-potere e non, invece, di giudici ossequiatamente devoti a “la legge è uguale per tutti”? In sostanza, è vero o non è vero che si parla di presunta colpevolezza fin quando i tre gradi di giudizio non siano completamente assolti e che, fino ad allora, innocenti si era ed innocenti si resta? Ed allora chi ha dato agli accusatori il titolo o, meglio, perché si sono arrogati il diritto di accusare così pesantemente una donna che assai probabilmente aveva compiuto atti contrari alla Legge, certamente inopportuni, ma che aveva il diritto di essere giudicata dai giudici e non da uomini politici sui quali preferiamo non aggiungere alcun aggettivo? Una cosa è certa, la morte della d.ssa Fallara dovrà pesare e peserà su molte teste. Eh già! Perché è vero che la mano che ha portato la bottiglia di acido muriatico alla sua bocca era quella della d.ssa Fallara, ma quante altre “mani” l’hanno spinta a compiere quel gesto? Quanti altri personaggi l’hanno offesa, denigrata, vessata, vituperata, abbandonata, rinnegata, accusata e giudicata ferocemente come spettatori in un’arena della peggior corrida attendendo non altro che la sua “uccisione” per mano dei toreri di turno. Ecco, adesso che la d.ssa Fallara non è più questi spettatori possono tirare un sospiro di sollievo perché con lei, di certo, molte verità hanno una bocca in meno da cui poter venir fuori. Chi l'ha conosciuta a fondo per averci lavorato assieme, l'ha descritta come una donna determinata, severa, forte, decisa ed oltremodo lungimirante sul lavoro. Probabilmente è vero, ma esiste essere umano sulla terra che non scopre di esser debole davanti ad un linciaggio come quello che ha subito la d.ssa Fallara? Esiste persona così assolutamente cinica da non subire affatto il colpo duro infertole? No, crediamo proprio di no! Ecco perchè anche una donna forte come descrivono essere la Fallara mercoledì sera è crollata come un castello di sabbia a cui è mancata la base. E la "base" altro non è che le sue amicizie, quelle persone che considerava a lei vicina, quelle stesse persone che, quando più sarebbe stato opportuno e necessario starle vicino, le hanno voltato le spalle con un sottinteso "ed adesso fottitela tu!". Durante la giornata di ieri e leggendo le cronache sui quotidiani di oggi, ci chiedevamo come e dove molti avessero trovato il “coraggio” (forse è meglio chiamarla insolenza) di fare passerella davanti alla porta della Sala Rianimazione degli Ospedali Riuniti. Ci chiedevamo come e dove molti avessero raccattato il “coraggio” (leggasi ancora insolenza) di provare a dare parole di conforto alla figlia, alla famiglia ed al marito ben sapendo che ognuno di essi ha sputato fuoco fino a qualche ora prima contro la d.ssa Fallara. Il “coraggio”, quel tipo di “coraggio” a cui noi ci riferiamo, altro non è che ipocrisia, becero opportunismo, crudeltà morale infinita. Come possono, coloro i quali ruggiscono come conigli, sapere come si sono comportati fino a mercoledì pomeriggio per poi, come se nulla fosse successo, come se nulla fosse stato detto, andare a portare un saluto a chi soffriva come e quanto, seppur diversamente, la d.ssa Fallara? Il nostro atto d’accusa non è mirato a nessuno in particolare, sia ben chiaro. Non facciamo distinzione tra Destra e Sinistra, tra ex Sindaco ed ex Assessore Regionale al Bilancio, tra giornali e giornalisti “pro” o “contro”, tra giustizialisti ed innocentisti. Per noi non cambia nulla anche perché, sicuramente, chi leggerà saprà o meno, in cuor suo, se è o meno destinatario del nostro messaggio. Chi muore oggi non è solo la d.ssa Fallara, ma la politica tutta. E’ vero, la politica nell’accezione letterale del termine forse è molta molti anni fa quando i politici erano tali e non faccendieri senza scrupolo che si scannano l’uno con l’altro per uno scranno tanto al consiglio circoscrizionale quanto a Montecitorio o Palazzo Madama. L’arrivismo, la corsa al potere, l’accidia e chi più ne ha più ne metta, hanno offuscato le menti di coloro i quali si presentano alle elezioni solo ed esclusivamente per coltivare meglio i propri interessi o per trovarne altri ancora e coltivarli meglio. Gli sconfitti, oggi, in questo venerdì 17, siamo anche noi elettori che, fino a ieri, abbiamo riposto in questo o in quello la nostra fiducia consentendo l’onore a questo o a quello di rappresentarci nelle istituzioni. Da sconfitti, consapevoli di esserlo davvero, ci nausea il sol pensiero di andare a cercare tra qualche mese la tessera elettorale per andare ad adempiere a quello che abbiamo sempre e comunque considerato un nostro dovere. Ma quale dovere? Il nostro dovere morale, da oggi, sarà quello di disertare i seggi in ogni occasione utile. Che facciano quello che vogliono o, meglio, quello che il “sistema” gli consente loro di fare. Una cosa è certa, noi non saremo più complici delle porcherie a cui quotidianamente assistiamo quando si parla di politica. Ecco, il “sistema”. La d.ssa Fallara ha fatto parte di quel “sistema”, anzi a livello locale era uno dei vertici di quel “sistema”. Non un tassello qualunque, ma colei che gestiva le entrate e, soprattutto, le uscite nelle e dalle casse comunali che solo oggi qualcuno scopre – poverino! – essere assolutamente vuote. E di quel “sistema”, oggi, la d.ssa Fallara ne è stata la vittima più illustre. Senza il benché minimo dubbio. Ha sbagliato, come da sua stessa ammissione (sia verbale, in conferenza stampa a poche ore dal suicidio, che materiale, allorquando ha garantito che avrebbe restituito le somme auto-liquidatesi in attesa dal giudizio davanti ad un Tribunale), ed ha pagato il prezzo del suo errore. Ma quanto alto è stato questo prezzo se il peso delle accuse, degli abbandoni, dei rifiuti l’ha indotta allo sciagurato gesto dell’altra notte? Quanti altri personaggi politici ammetterebbero le proprie colpe? Quanti altri personaggi politici si toglierebbero la maschera da “immacolati” e si costituirebbero? Quanti personaggi, tra quelli ieri in pellegrinaggio-passerella agli Ospedali, hanno provato dentro se stessi quel senso di colpevolezza che di certo li ha pervasi? Quanti? Nessuno! In determinati ambienti non esiste più il ritegno, la dignità, l’onestà intellettuale e materiale, addirittura non esiste più nemmeno  la vergogna per il sapersi responsabili di qualunque tipo di reato o di abuso. Facevamo nel corso del pezzo riferimento a chi ha, comunque, tirato un sospiro di sollievo un attimo dopo l’ultimo respiro della d.ssa Fallara. Qualcuno di voi ha dei dubbi circa la paura di molti che la Fallara, colta pressoché in fragranza di reato, decidesse di confessare e, magari, di aprire nuovi orizzonti mai esplorati circa il modo di “fare politica” così com’è purtroppo inteso oggi il farla? Non pensate che se invece di un gesto insano la d.ssa Fallara avesse preferito aprire le porte delle segrete stanze sarebbe successo un terremoto politico-amministrativo? Non lo ha fatto preferendo, sebbene in maniera assolutamente ingiustificabile ma probabilmente umanamente comprensibile, abbandonare la vita terrena per affrontare la “…giustizia divina…” a cui ella stessa ha fatto riferimento durante la sua conferenza-testamento. I “segreti” sono salvi perché sono andati dritti anch’essi nella bara che custodirà il corpo esanime della Fallara, ma se invece qualche ardito Procuratore decidesse di tirarli fuori prima della definitiva tumulazione? Dal canto nostro mestamente pregheremo per la Fallara e, silenziosamente, invocheremo l’arrivo della Giustizia. Quella terrena, sia ben chiaro, attraverso la quale è giusto che chi ha sbagliato paghi vedendosi aperte le porte delle patrie galere. Peccato che la d.ssa Fallara abbia preferito andare direttamente davanti a quella “divina” anticipandone i tempi. E, per concludere, è tempo che le “danze” si aprino e che lo “show” abbia inizio. Vedrete quanti messaggi di cordoglio, quante interviste piene di stupore, quanti ricordi pieni di lacrime, quanta solidarietà e vicinanza riceveranno i familiari, quanto sarà stracolma la chiesa deputata alla esequie, quanto “calore” avvertirà la Fallara nonostante sia già in un Mondo a noi per fortuna ancora sconosciuto. Vedrete amici lettori quante tonnellate di ipocrisia riempiranno i giornali con foto di personaggi più o meno autorevoli che si strapperanno i capelli per quello che è accaduto. Vedrete! Oh mio Dio, solo tu sai quel che succederà nei prossimi giorni! Noi, invece, mestamente come detto vogliamo ricordare la d.ssa Fallara proprio con una sua frase che riteniamo assolutamente chiarificatrice ed esaustiva e sulla quale già ieri ci eravamo soffermati citando il pezzo di Piero Gaeta di Gazzetta del Sud da cui è tratta: “…devo chiedere scusa … a Peppe Scopelliti. Che voglio chiamare Peppe proprio perché sono cresciuta con lui e per me è stato un onore lavorare al suo fianco … ha fatto bene a dire che ormai non faccio più parte del suo gruppo, perché non ho agito seguendo le sue indicazioni e i principi ai quali lui sempre si è ispirato. Peppe Scopelliti ha lavorato con grande onestà per fare grande questa città. Non ho nemmeno il coraggio di chiamarlo al telefono perché è chiaro che il mio rapporto con lui è finito”. Leggete, rileggete e riflettete! Ad majora!

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Reggio Calabria: Orsola Fallara, quali i “perché” di un (tentato) suicidio (premeditato e, fors’anche, annunciato)?

Partiamo da un principio cardine del nostro pensiero così tanto per fugare qualsivoglia dubbio. Un principio assoluto, chiaro, netto e, per noi, universale: il suicidio è la sintesi estrema della vigliaccheria, anzi è la massima estrinsecazione della vigliaccheria stessa di cui un essere umano può rendersi responsabile. Detto questo, non riteniamo che esista tragedia, sconfitta, delusione o altro “meritevole” di un gesto così risoluto e definitivo. Comprendiamo, ma non giustifichiamo, come, a volte, è "più facile” fuggire da tutto e da tutti, dalle proprie responsabilità e dai propri doveri attraverso l’omicidio di se stessi piuttosto che affrontare tutto e tutti, la proprie responsabilità ed i propri doveri magari tirando fuori gli artigli, dimostrando di possedere gli attributi e lottando con il coltello tra i denti.

Non siamo psicologi, certo, ma sappiamo per certo che le “armi” per lottare ognuno di noi le custodisce dentro di sé allorquando è consapevole di "chi è" e di "com’è", di essere a posto con la coscienza e di non aver nulla da temere tanto da camminare a schiena dritta, petto in fuori e sguardo in alto. Quante volte, troppe volte, le cronache ci hanno raccontato di gesti estremi. Il ragazzino “vittima” di una delusione d’amore, il coniuge che ricorre all’omicidio-suicidio per i più svariati motivi, l’uomo pieno di debiti la cui unica “soluzione” per saldarli è andare via. No, non è da Uomini/Donne “risolvere” tutto così. E poi, come e dove si trova il coraggio per farsi del male in modo così tanto estremo? Non riusciamo neppure ad immaginare quale sia e da dove provenga quella “lucida follia” che spinge qualcuno prima a decidere e poi a realizzare il desiderio di uccidersi. No, non siamo né moralisti né tantomeno moralizzatori, ma non crederemo MAI che il suicidio sia la soluzione a qualcosa o, peggio ancora, la "medicina giusta". La Vita è una ed una sola e, che si sia credenti o meno, Dio o qualcun altro ci ha concesso l’onore di viverla. Sta a noi, avendone il sacrosanto dovere, viverla appieno. Fino in fondo. Ed il fondo non è una nostra decisione ma appartiene allo stesso Dio che ci ha permesso di gioire, di piangere, di ridere, di disperarci, di soffrire, di essere felici od infelici. Lo spunto del nostro scrivere ce lo fornisce, ovviamente, quanto accaduto durante la scorsa notte allorquando si è scoperto che la d.ssa Orsola Fallara, “chiacchierata” dirigente comunale (ex da qualche ora dopo la conferenza stampa dalla stessa indetta e tenuta), ha tentato il suicidio in una fredda nottata reggina ingerendo dell’acido muriatico all’interno della sua autovettura su una banchina dell’area portuale della nostra città. Nel titolo facevamo riferimento ad una sorta di tentato suicidio annunciato. Perché? Il perché lo si capisce leggendo come abbiamo fatto noi, per esempio, l’articolo a firma del collega Piero Gaeta a pag. 36 della Gazzetta del Sud di oggi che useremo come fonte per riportare nel corpo del nostro pezzo alcuni passaggi assai più che esaustivi e premonitori di ciò che la protagonista della vicenda avrebbe fatto da lì a qualche ora. Ovviamente con il “senno del poi”, le parole della d.ssa Fallara assurgono ad un vero e proprio “testamento”. Per esempio, allorquando dichiara (per come riportato virgolettato dal quotidiano messinese) “…devo chiedere scusa due volte, alla mia famiglia ed a Peppe Scopelliti…” si rivolge a due punti cardine della sua vita: la famiglia naturale, ovviamente, ed quella “adottiva” costituita anche dall’ex sindaco Scopelliti al fianco del quale ha lavorato per 8 lunghi anni ed a cui non risparmia, però, in maniera quasi subliminale,"il metodo del  bastone e della carota" che cercheremo di analizzare più avanti. Ed ancora è chiaro e, per certi versi, devastante delle coscienze di chi ascolta il messaggio ed il riferimento a ciò che di lì a qualche ora sarebbe successo allorquando dichiara “…da domani Naccari e Raffa saranno i responsabili di quel che mi succederà, sono riusciti a distruggere Orsola Fallara…”, “…dopo aver fornito le carte alla Procura mi restavano solo il Tribunale e la giustizia divina…”. Non neghiamo che, rileggendo il virgolettato, un brivido pervade la schiena di chi scrive. Noi non conosciamo la d.ssa Fallara, ma chi la conosce da tempo perché non ha capito o non è riuscito a capire tra le righe a cosa si stava riferendo, a cosa stava pensando, cosa aveva deciso di fare (chissà da quanto tempo) da lì a poco? Dal punto di vista prettamente familiare o amicale non ci permettiamo di proferire parola semplicemente perché non è nostro compito nè ci arroghiamo alcun diritto o titolo nel farlo, ma è evidente che più di qualcuno ha o avrà sulla coscienza quello che è successo dal punto di vista umano, politico ed amministrativo. Eh si! E’ certo che su qualcuno piomberà il peso di tutto questo. Piomberà eccome perché, dal punto di vista etico e morale, qualcuno ha tradito le aspettative dalla d.ssa Fallara che di certo non si aspettava di essere abbandonata al proprio destino dopo essere stata trovata con “le mani nella marmellata”. E’ vero, nella fattispecie le mani erano le sue, ma com’è mai possibile immaginare che, nel passato, nel barattolo ci fosse spazio solo per le mani di questa donna? Com’è possibile immaginare che, seppur dirigente comunale, facesse tutto senza dover renderne conto a chi, nella piramide gerarchica, occupava posti su gradini superiori? Non è difficile affatto, invece, immaginare che questo o questi “qualcuno”, se le cose fossero precipitate o, semplicemente, avessero preso una piega diversa da quella programmata, si sarebbe o si sarebbero dileguati lasciando indietro la “vittima” sacrificale con un laconico “Adesso fottitela tu!”. Riportavamo, prima, una frase eloquente e diretta all’ex Sindaco di Reggio Calabria ed oggi Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Testualmente continuiamo a riportare da Gazzetta del Sud: “…devo chiedere scusa…a Peppe Scopelliti. Che voglio chiamare Peppe proprio perché sono cresciuta con lui e per me è stato un onore lavorare al suo fianco…ha fatto bene a dire che ormai non faccio più parte del suo gruppo, perché non ho agito seguendo le sue indicazioni e i principi ai quali lui sempre si è ispirato. Peppe Scopelliti ha lavorato con grande onestà per fare grande questa città. Non ho nemmeno il coraggio di chiamarlo al telefono perché è chiaro che il mio rapporto con lui è finito”. Roba da far accapponare la pelle (per noi con il “senno di poi”, ovviamente). La d.ssa Fallara, probabilmente quale estremo atto di fedeltà, prova a giustificare la presa delle distanze del Governatore dal suo operato e prova ad esaltarlo quale virtuoso uomo politico. E’ incredibile! Quali e quante persone, “abbandonate” al proprio destino (destino che non poteva presumere l’esser da sola nella gestione di un settore così delicato come quello delle Finanze e Tributi) avrebbero scritto una pagina così a qualche ora dal suo tentato suicidio dedicandola a colui il quale a dirigere quel settore l’ha delegata? Certo, è fuor di dubbio che le parole della d.ssa Fallara traspirino anche sarcasmo ed intelligenza dialettica oltre ad un'infinita amarezza mista a delusione. In sostanza, è come se avesse detto “tu mi hai scaricato ed io, invece, ti do dimostrazione di come ci si comporta"! La Fallara “protegge” strenuamente perfino in “punto di morte” Scopelliti (nel mentre scriviamo, la situazione è gravissima e si parla di un intervento ancora in corso per tamponare un’emorragia, ma anche di esofago, colon, cistifellea, milza, intestino, stomaco e pancreas pressoché inesistenti perché distrutti dall’acido muriatico quando addirittura già non rimossi provando a ricostruirli artificialmente) e, nel contempo “accusa” Naccari e Raffa allorquando, con parole che si sarebbero rivelate premonitrici, dichiara “…da domani Naccari e Raffa saranno i responsabili di quel che mi succederà, sono riusciti a distruggere Orsola Fallara…”. Provate a rileggerle anche voi queste parole e ditemi se, anche a voi come a chi scrive, sale un groppo in gola riflettendoci sopra. Naccari quale reo di aver scoperchiato un calderone attraverso la sua denuncia e Raffa reo di non averne preso le difese in quanto, oggi, sindaco f.f. e, ieri, vicesindaco sotto la guida scopellitiana e di averla sospesa dall'incarico lo scorso 23 novembre (giovedì prossimo sarebbe scaduta la sospensione, n.d.r.). Non conosciamo la d.ssa Fallara, lo ribadiamo, e di lei abbiamo uno spaccato riferibile a quanto abbiamo letto come tutti (e non solo negli ultimi mesi grazie alla denuncia di Naccari, ma già da molto tempo allorquando un periodico scomodo, duro, non "allineato" ma temuto e rispettato ha denunciato tutto quello che poi, anni dopo, è successo), ma, se da un lato le contestiamo ferocemente l’aver tentato di togliersi la vita per sfuggire a qualcosa o a qualcuno andando incontro a quella “…giustizia divina…” a cui lei stessa ha fatto esplicito riferimento senza affrontare quella “terrena”, dall’altro le riconosciamo il coraggio e la forza di aver “detto e non detto” delle cose importanti e di aver tentato di insegnare a qualcuno qualcosa che, evidentemente, questo qualcuno o non ha voluto o non ha saputo imparare. Certo, materialmente ha tentato di uccidersi con le proprie mani: ha certamente programmato tutto da giorni; ha covato dentro tutto quanto probabilmente con lo stesso metaforico risultato prodotto, oggi, materialmente, dall’acido muriatico ingerito; ha gestito la situazione sino a qualche ora prima con la conferenza stampa di "addio"; ha, infine, gettato la spugna sotto il peso dell’abbandono subito da parte di chi, con lei, ha diviso e condiviso 8 anni di lavoro e su cui, oggi, non sindachiamo sul “come” ha lavorato in quell’ufficio. O forse, più semplicemente, ciò che le pesava maggiormente non era nemmeno questo, ma il macigno con il suo peso frutto di un severo esame di coscienza e dell’averne con essa fatto i conti. Ha, infine, deciso di morire portandosi con se le verità che custodiva piuttosto che, forse, affrontare un procedimento penale dai cui sviluppi sarebbe potuto nascere un terremoto politico e non solo di dimensioni bibliche. E' stata coerente, insomma, con i suoi ultimi anni di lavoro e, piuttosto che togliersi i sassolini dalle scarpe coinvolgendo altri, ha scelto la strada del silenzio e della rassegnazione. Dicevamo che, di fatto, ha tentato di uccidersi con le proprie mani, ma, non crediamo di sbagliare a pensarlo, le “mani” omicide sono anche quelle del “sistema” politico-amministrativo di cui ella ha fatto parte fino a ieri (ci riferiamo alle dimissioni e non a quello che ancora non è avvenuto e che speriamo non avvenga) fino addirittura a diventarne ella stessa “vittima”. L’interrogativo che ci poniamo è si poteva far qualcosa per evitare questo epilogo così drammatico? Con i “se” e con i “ma” non si fa la storia. La storia si fa con i fatti e con le azioni e, sia gli uni che gli altri, o non sono successi o sono successi tardivamente. Non condividiamo assolutamente il suo gesto, non potremmo farlo MAI, né per lei né per altri, ma ci auguriamo sinceramente che il miracolo accada e che la “…giustizia divina…”  aspetti fino a tempo debito. Ci auguriamo sinceramente, a prescindere da tutto ed allontanandoci fermamente da chi magari, per le note vicende riferite alle auto-liquidazioni milionarie, le ha augurato questo ed altro, che possa affrontare quella Giustizia con la “g” maiuscola che spetta a noi uomini sulla Terra e non a Dio che ci chiamerà a Lui quando vorrà e non prima. Se, invece, Dio volesse accontentarla e la chiamasse al Suo cospetto allora sappiamo quasi con certezza matematica che molti tra coloro i quali si affretteranno a riempire i banchi della chiesa prescelta per le esequie, mentre materialmente stringeranno il fazzoletto per asciugarsi le lacrime al contempo saranno chiamati a fare i conti con le loro di coscienze. Ed è allora che, chiusi in se stessi, probabilmente, si renderanno conto che la vigliaccata non è stata solo il togliersi la vita, ma anche quella di continuare a vivere una vita dedita all’avidità del potere (la loro) senza alcuna forma di ritegno. Che il suo gesto, quindi, non sia fine a se stesso ma che scuota le coscienze di chi, con lei, ha diviso e condiviso gli 8 anni del famigerato e, forse, fantomatico “modello Reggio” che oggi, cronache alla mano, sembra essere diventato di carta pesta. Una cosa è certa: probabilmente la d.ssa Fallara (per come sembrano andare le cose, ma la speranza è l'ultima a morire ed anche noi umanamente ci attacchiamo ad essa) non ne uscirà da questa situazione, ma, alla stessa stregua, molti altri non ne usciranno meglio seppur vivi e vegeti! Il (tentato) suicidio della d.ssa Fallara altro non è che la sconfitta della politica e dei politicanti reggini. Tutti, nessuno escluso! Accusatori ed accusati non fa differenza alcuna. Ad majora!

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Reggio Calabria: Coni, festa dello sport in riva allo Stretto

Si è svolta a Reggio Calabria, in una gremita sala "Nicola Calipari" del Consiglio Regionale, la cerimonia “Stelle al merito 2008 e i Campioni 2010”, organizzata dal presidente del Comitato Provinciale del Coni, Giovanni Filocamo. La festa che si tiene per celebrare i “figli migliori” dello sport reggino e quanti, tra atleti, società, tecnici e dirigenti, si sono distinti durante l’anno, dopo l’inno nazionale d’apertura, ha voluto commemorare, con un minuto di raccoglimento, i sette ciclisti uccisi nel tragico incidente di Lamezia Terme.

Presentata dal coordinatore didattico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, gli assessori allo sport, provinciale, Attilio Tucci, e comunale, Giuseppe Capua, ed il presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto). “L’attività sportiva – ha detto il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – può svolgere il ruolo di “ariete” nello sviluppo dell’intera Calabria. Lo sport, infatti, oltre ad educare e formare giovani migliori e renderli capaci di poter competere con qualunque altra realtà italiana, può rappresentare un’ottima risorsa economica e turistica”. Il presidente del Coni regionale ha voluto complimentarsi con quanti si impegnano quotidianamente mettendosi al servizio dello sport e dei giovani, ringraziando chi, con puro spirito di volontariato, sacrifica tempo e denaro col nobile fine di migliorare la qualità della società. Ai presenti ha citato le parole che il neo coordinatore tecnico delle nazionali giovanili, Arrigo Sacchi, ha rivolto ai ragazzi durante l’insediamento nel suo nuovo incarico: “non bisogna mai accontentarsi nella vita, così come nello sport e occorre acquisire personalità e lavorare con impegno, passione ed entusiasmo, bisogna avere sempre la cultura di cercare la migliore qualità e puntare all’eccellenza”. “Nello sport – ha citato Praticò – bisogna vincere con rispetto e perdere con dignità e occorre fare gioco di squadra perché, nella vita, ottiene più il gruppo che l’individualità”. A questo punto il presidente ha voluto ripercorrere il lavoro che nel 2010 ha coinvolto il Comitato Regionale e la Scuola dello Sport Coni Calabria, sottolineando l’importanza, per la regione, di aver ottenuto, finalmente, la Legge dello sport che mancava da ben 26 anni”. “Il merito – ha detto Praticò – di questo risultato va riconosciuto al governatore Giuseppe Scopelliti, alla sua Giunta ed al Consiglio regionale, per aver mantenuto le promesse fatte al mondo dello sport calabrese. In oltre, un ringraziamento speciale va al presidente Talarico per aver messo, con grande spirito di altruismo, tutte le sue competenze in merito”. Praticò ha, dunque, ripercorso quella che è stata una stagione di attività all’insegna della formazione e della promozione, ricordando i corsi identitari che in Calabria sono stati organizzati per i presidenti dell’Area Sud, a Montepaone, e per i segretari e coordinatori tecnici, a Cosenza. È stata sottolineata, inoltre, l’attività volta alla promozione della sicurezza negli impianti sportivi, tema di un convegno svolto a Reggio Calabria insieme con i migliori esperti del settore della Coni Servizi, e che verrà ripetuto nelle altre quattro province calabresi. Infine, dopo aver rivolto a tutti i presenti gli auguri per le festività natalizie, il presidente ha voluto ricordare le vittime della tragedia di Lamezia Terme. “Una morte – ha detto – difficile da capire e da accettare. Un debito che lo sport non aveva con alcuno, ma che ha dovuto pagare per colpa di chi affronta la vita con superficialità e con irresponsabilità. L’imperizia e la disattenzione di una persona hanno creato un vuoto incolmabile nei figli, soprattutto, e nei parenti di queste sette vittime. Il mondo dello sport, ancora una volta, volge il suo accorato saluto ai congiunti dei ciclisti morti e augura che essi, soprattutto i figli, possano reagire a questa vicenda come fa uno sportivo di fronte ad una dolorosa sconfitta. Il mondo dello sport calabrese – ha concluso Praticò – porge a questi ragazzi, guidati dai loro padri che li guardano dal cielo, il più affettuoso in bocca al lupo, affinché possano riconquistare la vittoria più bella che è la gioia di vivere”.

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Reggio Calabria: la luce della solidarietà si accende alla direzione didattica della “Falcomatà”

Oggi, in un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali la scuola è chiamata a riaffermare la centralità della sua funzione educativa in quanto portatrice di grandi valori: la solidarietà è un valore imprescindibile nella formazione e nell’educazione delle nuove generazioni. Sensibile a queste motivazioni sociali e culturali la nostra scuola “Italo Falcomatà”, attenta ad offrire una pluralità di proposte educative ai suoi piccoli alunni, ha l’ambizione di stimolare la crescita dei ragazzi attraverso i valori-cardine della partecipazione sociale: gratuità, solidarietà, cooperazione, integrazione, empatia. Questi stessi valori sono stati sperimentati all’interno di ciascuna classe, come “laboratorio” di sviluppo di modalità partecipate e cooperative nell’apprendimento.

L’obiettivo quindi, di approfondire le tematiche legate alla solidarietà ed alla cittadinanza attiva è stato reso concreto nella quotidianità, soprattutto nelle relazioni tra i membri dello stesso gruppo. La valorizzazione, la conoscenza approfondita dell’altro, diverso da sé, ha favorito lo sviluppo di interconnessioni esistenti tra solidarietà ed intercultura. Ogni classe, nell’ambito dei percorsi effettuati, ha inteso sviluppare tematiche diverse legate alla solidarietà, approfondendo la conoscenza di alcune associazioni di volontariato che affrontano problematiche sociali legate al mondo dell’infanzia: sottosviluppata, sofferente, sfruttata ed emarginata. A tal fine, la Dirigente didattica Dott.ssa Serafina Corrado e la scuola Falcomatà si fanno promotrici di una raccolta benefica volta ad aiutare e portare un po’ di serenità a quei bambini che nel Mondo stanno vivendo situazioni davvero difficili ed a donare loro un sorriso e la speranza per un presente ed un futuro migliore. Giorno 18 Dicembre 2010, alle ore 09:00, presso i locali della palestra del plesso di Santa Caterina, saranno allestiti dagli alunni di tutte le classi i “banchetti della solidarietà”, con il sostegno di molte associazioni ed organizzazioni benefiche ed umanitarie quali Unicef, Ail. Ogni “banchetto” sosterrà una finalità: aiutare i bambini terremotati di Haiti,  contribuire ai progetti sostenuti dall’Ail presso il reparto di ematologia pediatrica degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, costruire una scuola in un villaggio dell’Africa Occidentale, regalare un sorriso ai bambini della Tanzania, obiettivo Bigotta-Unicef per diffondere e praticare la tutela dei diritti umani. Sarà presente all’iniziativa il Dott. Pietro Marino, Presidente Provinciale Unicef. Un gesto di solidarietà diventa grande se vivi nel tuo piccolo: nello studio, nel lavoro, nei pensieri, un’amicizia attenta ai bisogni di chi soffre! E’questo il significato del percorso educativo-didattico proposto dalla Direzione Didattica Falcomatà, un percorso che è insieme una festa ed un’occasione di crescita culturale ed umana. Una donazione è il più bel regalo di Natale che si possa fare!! Partecipate numerosi alla gara di solidarietà, vi aspettiamo!

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Vibo Valentia: “Riferimenti” presenta il calendario 2011

Alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell'Ordine, sabato 18 Dicembre p.v. alle ore 10:30 presso la Sala Conferenze della Provincia di Vibo Valentia, sarà presentato alle scuole il calendario 2011 di "Riferimenti" (nella foto la presidente Musella). Il calendario è uno strumento didattico inserito nel progetto ZEP (Zone Educazione Prioritaria), da distribuire nelle scuole, ed ha ottenuto l'Adesione e una speciale medaglia di bronzo dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

I mesi del 2011 sono dedicati alla memoria delle vittime della mafia e rappresentano una base di ricerca e approfondimento per gli studenti. All'iniziativa interverranno delegazioni di scuole di Vibo.

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La Calabria al XXVI Congresso della FNSI

Eletti i 16 delegati della Calabria al XXVI Congresso della Stampa Italiana ed il delegato al V Congresso dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati (www.giornalisticalabria.it). Per i giornalisti professionali: Carlo Parisi, Andrea Musmeci, Pino Nano, Pino Toscano, Pierpaolo Cambareri, Maurizio Putrone, Saro Lombardo e Tiziana Murgia; per i collaboratori: Luigi Caminiti, Franco Arcidiaco, Giuseppe Strangio, Amelia Romeo, Eugenio Marino, Gianfranco De Franco, Anna Russo e Cosimo Bruno; per i pensionati: Rino Labate.

Nelle otto giornate di voto, che hanno avuto luogo nei seggi di Marina di Sibari, Cosenza, Crotone, Locri, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, si sono recati alle urne 490 giornalisti calabresi (135 in più rispetto alle precedenti elezioni del 2007), dei quali 227 professionali (+58) e 263 collaboratori (+77).Una straordinaria partecipazione di voto, tra le più alte d’Italia, grazie alla quale è stato anche raggiunto il quorum necessario per l’approvazione del nuovo Statuto del Sindacato dei Giornalisti della Calabria. Dei 1371 iscritti, infatti, avevano diritto al voto in 910, pertanto il quorum era fissato in 456 votanti. Rispetto ai congressi del 2004 a Saint Vincent e del 2007 a Castellaneta Marina, la delegazione calabrese è cresciuta, rispettivamente, di 2 e 6 unità grazie all’incremento degli iscritti al Sindacato dei Giornalisti della Calabria. Un incremento, questo, che già a Saint Vincent aveva dato alla Calabria una rappresentanza senza precedenti costituita da cinque consiglieri nazionali ed un componente della Giunta Esecutiva Fnsi. Va rilevato che entrambe le liste fanno parte del cartello sindacale “Stampa Libera”, promosso da Carlo Parisi, al quale aderiscono Giornalisti per il Giornalismo e Giornalisti Indipendenti che, sin dal Congresso di Saint Vincent, assieme a Nuova Professione Stampa Romana, Movimento Giornalisti della Campania e Movimento Libero Giornalisti, ha rappresentato la terza forza congressuale. Lo spoglio delle schede scrutinate dalla Commissione Elettorale, presieduta dal giornalista Antonio Capogreco, ha dato i seguenti risultati: PRofessionali (votanti 227): Lista n. 1 “Stampa Libera – Giornalisti per il Giornalismo” voti 182 e 6 delegati: Carlo Maria Parisi 178, Andrea Musmeci 142, Giuseppe Nano 116, Giuseppe Toscano 115, Pierpaolo Cambareri 101, Maurizio Putrone 93. Hanno riportato voti: Francesco Cufari 45, Piervincenzo Canale 21. Lista n. 2 “Stampa Libera – Giornalisti Indipendenti” voti 44 e 2 delegati: Rosario Lombardo 43, Tiziana Murgia 39. Hanno riportato voti: Cristofaro Rino Labate 31, Lucio Rodinò 11. Schede nulle 1. Bianche 0. Collaboratori (votanti 263): Lista n. 1 “Stampa Libera – Giornalisti per il Giornalismo” 209 e 6 delegati: Luigi Caminiti 138, Francesco Arcidiaco 135, Giuseppe Strangio 130, Genoveffa Grazia Amelia Romeo 128, Eugenio Marino 114, Gianfranco De Franco 96. Hanno riportato voti: Nicola Pirone 43, Oriana Schembari 40. Lista n. 2 “Stampa Libera – Giornalisti Indipendenti” voti 50 e 2 delegati: Anna Russo 34, Cosimo Bruno 32. Hanno riportato voti: Giuseppe Cantarella 20, Giorgio Belmonte 16. Schede nulle 4. Bianche 0. Pensionati (votanti 12): Delegato: Cristofaro Rino Labate 9. Hanno riportato voti: Paolo Bolano 1, Vincenzo D’Atri 1, Cristofaro Zuccalà 1. Statuto (votanti 490): Si 479, No 5, bianche 6, nulle 0.
 

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Locri (RC): rinvenute due pistole all’interno dell’Ospedale

Il 13 dicembre 2010 i militari della Stazione Carabinieri di Locri hanno rinvenuto presso il locale ospedale due pistole col relativo munizionamento. Le armi erano riposte all’interno di una tracolla di colore nero e occultate dal battiscopa di un pensile nei locali dell’elisoccorso. Si tratta di una pistola semiautomatica marca “Glock” calibro 9×21 con matricola punzonata e di una pistola a tamburo marca “Smith & Wesson” cal.22 (nella foto).

Le armi sono state inviate ai reparti specialistici dei Carabinieri per gli opportuni esami ai fini di risalire agli ultimi utilizzatori, nonché per scoprire se predette pistole possano essere state usate per commettere delitti.

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Siderno (RC): operazione “Recupero”, Carabinieri e Polizia infliggono un duro colpo alla cosca “Commisso”

Alle prime ore di oggi, 14 dicembre 2010, è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nr.1988/08 RGNR-DDA, 1690/09 RGGIP DDA, 22/2010 CC-DDA emessa dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria Dott. Sabatini, su richiesta del Procuratore Capo presso la DDA di Reggio Calabria Dott. Pignatone, del Procuratore Aggiunto Dott. Gratteri e del Sostituto Procuratore DDA Dott. De Bernardo a carico di 51 soggetti organizzatori, promotori ed affiliati alla cosca “Commisso” di Siderno. L’ordinanza ha recepito le risultanze dell’attività investigativa svolta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma Carabinieri di Reggio Calabria.

Gli arrestati sono ritenuti persone responsabili tutti, unitamente a Commisso Giuseppe, classe ‘47 alias “u mastro”, di appartenere ad un’associazione a delinquere di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta, operante sul territorio nazionale ed estero, costituita in molte decine di “locali”, articolati in tre “mandamenti” e con organo di vertice denominato “Provincia” e in particolare della sua articolazione denominata cosca “Commisso”, associazione per delinquere di tipo mafioso, operante nel territorio ricadente nel comune di Siderno e zone limitrofe, nonché oltre i confini nazionali, specificatamente in Canada nella città di Toronto, organizzata in diversi gruppi criminali tra loro collegati e finalizzata al controllo mafioso del territorio ed alla commissione di una serie indeterminata di delitti tra cui estorsioni, danneggiamenti delitti contro la persona (quali gli omicidi di Salerno Salvatore, Salerno Agostino, Alì Rocco ed il tentato omicidio di Salerno Vincenzo), intestazione fittizia di attività economiche a prestanome, riciclaggio, traffico di sostanze stupefacenti, nonché all’acquisizione in via diretta o indiretta della gestione o del controllo di attività economiche, all’ingerenza nella vita politica locale ed al conseguimento di profitti e vantaggi ingiusti. L’indagine ha permesso di accertare l’esistenza in Siderno di una società di ‘ndrangheta composta da diverse ‘ndrine tra loro collegate, dipendenti, comunque, sempre dalla famiglia Commisso. In particolare l’attività svolta dagli uffici della Polizia di Stato ha riguardato la ‘ndrina “Rumbo-Galea-Figliomeni”, capeggiata da Rumbo Riccardo, classe ’62, e Galea Antonio, classe ’62, e ha dimostrato come la stessa, radicata in c.da Donisi del comune di Siderno, fosse attiva soprattutto nel centro cittadino ed avesse come interesse principale la commissione di estorsioni, il traffico di stupefacenti ed il riciclaggio di denaro provento di attività illecite. Nondimeno, le indagini hanno accertato come molti degli interessi economici della ‘ndrina e dell’intera cosca “Commisso”, si fossero spostati in Canada, ove è radicato soprattutto il gruppo facente capo alla famiglia Figliomeni e, in particolare, al latitante Angelo Figliomeni, classe 62. In proposito, è stato accertato come proprio in Canada, a causa di divergenze sulla gestione degli affari derivanti dall’apertura di alcuni esercizi pubblici attraverso i quali doveva essere gestito il mercato delle “slot machine” (e probabilmente il gioco d’azzardo),  erano sorti contrasti in seno alla ‘ndrina, tra la famiglia Figliomeni, da un lato e Galea Antonio, Giorgini Domenico e Figliomeni Tito, dall’altro. In particolare, l’apertura di un bar, avvenuta probabilmente in una zona non di competenza della cosca, rischiava di contrastare gli interessi economici di altre componenti criminali presenti nella zona dell’Ontario. Di qui l’intervento di Rumbo Riccardo per dirimere la controversia sorta oltre oceano al fine di riportare la pace, necessaria per il perseguimento del “bene comune”. Nel corso delle indagini, è emersa l’esistenza di altre due ‘ndrine attive in Siderno, la ‘ndrina “Salerno”  e quella “Correale”. La ‘ndrina Salerno, è stata oggetto di spietata repressione da parte dei Commisso, a causa del tentativo di Salerno Salvatore (assassinato nel 2006) di distaccarsi dalla cosca madre, al fine di guadagnare maggiore potere alleandosi con la rivale cosca dei Costa. Tentativo non andato a buon fine che ha causato, come detto, l’eliminazione violenta non solo del Salerno Salvatore, ma anche del fratello Agostino e di Alì Rocco. Nel medesimo contesto repressivo, si inquadra anche il tentato omicidio del terzo fratello Salerno, Vincenzo, genero di Commisso Giuseppe “u mastro”. Le investigazioni hanno fatto luce anche su una componente criminale ‘ndranghetista, sempre operante in Siderno, composta prevalentemente da soggetti alcuni dei quali già annoverano una fedele militanza nell’organico criminale della cosca Commisso, per essere stati gli adepti sanguinari durante il periodo della faida contro il clan Costa e che, attualmente, pur non disconoscendo le rigide gerarchie mafiose, di fatto hanno costituito delle proprie ‘ndrine, appropriandosi di alcuni settori: dal quadro investigativo fornito, infatti, emerge come l’associazione per delinquere con a capo Correale Michele detto “Zorro” e Futia Antonio sia “specializzata” nella produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, mediante la coltivazione di più piantagioni di marijuana in Siderno, la lavorazione delle piante e l’immissione in commercio della sostanze ricavata, costituita e con a capo soggetti intranei o comunque contigui alla cosca Commisso. Dal quadro investigativo fornito emerge, inoltre, l’esistenza di un’associazione finalizzata alla produzione ed al traffico illecito di sostanze stupefacenti, mediante la coltivazione di più piantagioni di marijuana in Siderno, la lavorazione delle piante e l’immissione in commercio delle sostanze ricavate, costituita e con a capo soggetti intranei alla stessa cosca COMMISSO. Durante l’attività d’indagine venivano rinvenute e sottoposte a sequestro piantagioni, per un totale di 4903 piante, oltre a 3250 g. di marijuana già essiccata e 1500 g di semi: da qui “Recupero”. Contestualmente all’esecuzione delle OCCC, è stato eseguito il fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale DDA a carico di Figliomeni Alessandro, nato a Siderno il 13.06.1955, ivi residente in contrada Pellegrina nr.14, già Sindaco dello stesso comune, per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto organico alla cosca Commisso. In particolare Alessandro Figliomeni, all’interno della cosca Commisso, faceva parte del sodalizio, insieme al fratello Figliomeni Antonio, cl. ‘49 detto “il topo”, quale elemento in posizione apicale e con la carica di “santista”, contribuiva a dirigere e coordinare il sodalizio prendendo le decisioni più rilevanti, impartendo ruoli e disposizioni agli altri associati; curava i rapporti con gli altri elementi di spicco della cosca Commisso (in particolare con Commisso Giuseppe cl. ‘47 “u mastro” e con Commisso Antonio, cl. ‘25), nonché con gli esponenti dell’articolazione torinese della ‘ndrangheta di Siderno (in particolare con Catalano Giuseppe e Cataldo Carmelo, già arrestati nell’ambito della c.d. operazione “Crimine”), partecipando direttamente a competizioni elettorali, anche con il supporto dell’intera organizzazione o di parte di essa, ricoprendo altresì la carica di Sindaco del comune di Siderno, si poneva quale uomo politico di riferimento per il sodalizio criminale a Siderno ed a livello regionale, promovendo anche in tale veste gli interessi della cosca e favorendo, anche nell’adozione di specifici provvedimenti, personaggi intranei o vicini al sodalizio. Con la qualità di promotore ed organizzatore del sodalizio mafioso denominato “cosca Commisso”. L’attività investigativa ha accertato anche legami con la Sicilia, dovuti in particolare al commercio di stupefacenti. In tale contesto si inquadra il sequestro effettuato a Siracusa in data 17 aprile 2008, di 3.200 Kg. di Hashish, destinati alla ‘ndrina “Rumbo-Figliomeni”. Nel medesimo provvedimento cautelare, il GIP ha disposto il sequestro preventivo di: società Ecoambiente e Euroceramiche, in quanto gestite da Rumbo Riccardo attraverso il coindagato Pellegrino Massimo, sebbene intestate a terzi; 2 unità immobiliari site in Siderno e 7 autoveicoli riconducibili agli stessi indagati. Elenco O.C.C. delegate all’Arma dei Carabinieri. Misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di: Ascioti Cosimo, alias “u lupu”, nato a Siderno il 15.09.1978 ed ivi residente alla Via Delle Americhe n. 48/G; Baggetta Antonio, nato a Siderno il 13.04.1984 ed ivi residente alla Via Cornace n. 1; Baggetta Cosimo, nato a Siderno il 19.07.1951 ed ivi residente alla Via Cornace n. 1; Baggetta Domenico, nato a Siderno il 14.01.1979 ed ivi residente alla Via Cornace n. 1; Commisso Antonio, alias “u figghiu dell’avvocato” e “l’avvocatu”, nato a Siderno il 16.01.1956, ivi residente alla Contrada Fossecalì n. 8, già detenuto presso la Casa Circondariale di Nuoro; Correale Giuseppe, alias “u baiaffa” e “u sparacaglia”, nato a Siderno il 12.02.1947, ed ivi residente alla Via Vega n. 8; Correale Michele, alias “u zorru”, nato a Siderno il 02.11.1959 ed ivi residente in Via Vega n.8, già detenuto presso la Casa Circondariale di Torino; Correale Paolo, nato a Locri il 06.01.1978 e residente a Siderno alla Via Delle Americhe; Costa Antonio, alias “coscia”, nato a Siderno il 18.06.1956, ivi residente alla Via Passoleo n.48, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari; Costa Michele, alias “bic”, nato a Siderno il 29.04.1961 ed ivi residente alla Via Passoleo n.48, di fatto domiciliato in contrada Lenza snc, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari; De Leo Alfredo, nato a Siderno il 19.12.1955, ivi residente alla Via Washington n.6/A, già detenuto presso la Casa Circondariale di Locri; Figliomeni Antonio, alias “u topu”, nato a Siderno il 14.10.1949, ivi residente via I. Svevo n. 78, già detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo; Futia Antonio, alias “u ngilla”, nato a Siderno il 21.09.1958, ivi residente in via Vega n. 3, già latitante a seguito dell’operazione “Crimine”; Futia Domenico, alias “briscula”, nato a Siderno il 05.05.1947, ed ivi residente alla via Vega n. 8, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari; Futia Giorgio, nato a Siderno il 06.07.1968, ivi residente alla Via Vega n. 3; Futia Michele, nato a Locri il 13.03.1988, ivi residente alla Via Delle Americhe n. 41/A; Futia Michele, nato a Locri il 17.05.1990, ivi residente alla Via Vega n. 3; Futia Michele, nato a Siderno il 27.08.1933, ivi residente alla Via Vega n. 3; Muià Francesco, nato a Squillace il 07.10.1940, residente a Siderno alla Via dell’Industrie n. 33; Muià Giuseppe, nato a Siderno il 01.12.1976, ed ivi residente alla Via dell’Industrie n. 33; Reale Michele, alias “boccia”, nato a Siderno il 13.04.1958, ivi residente alla Via Caldara n. 1; Salerno Vincenzo, nato a Siderno il 09.06.1974 ed ivi residente alla Contrada Fossecalì n.17, in atto irreperibile; Scarfò Antonio, alias “garrisi” e “ntoniscu”, nato a Siderno il 06.10.1964, residente a Caulonia Marina alla Via Torre n. 16; Scarfò Carlo, nato a Siderno il 12.01.1958, ivi residente alla Via Maria n. 19; Stanaway Anthony, nato in Gran Bretagna il 25.05.1938, ivi residente, non catturato poiché residente all’estero. Misura degli arresti domiciliari, con divieto di incontro con persone diverse dai familiari conviventi, nei confronti di: Commisso Antonio, nato a Locri il 14.09.1983, residente a Siderno in c.da Gonia n. 16; Commisso Vincenzo, nato a Siderno il 06.02.1958, ivi residente in c.da Gonia n. 16 e Sorbara Michele, nato a San Giorgio Morgeto il 11.01.1973 e residente a Siderno alla Via Delle Americhe n. 48/D. Elenco fermi delegati alla Polizia di Stato. Misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di: Belcastro Domenico, alias “postorino”, nato a Siderno il 10.5.1962, residente a Genova  in via Fereggiano 27/1, in atto detenuto; Belcastro Girolamo, detto Gino, nato a Siderno il 2.3.1967, ivi residente in Contrada Tamburi snc, in atto detenuto; Commisso Francesco, alias “Ciccio i Grazia”, nato a Siderno il 10.9.1948, ivi  residente in Contrada Gonia nr. 1, in atto irreperibile; Commisso Vincenzo, alias “pancia” nato a Torino il 20.10.1989, residente a Siderno in via Ungaretti nr. 01; Figliomeni Angelo, nato a Siderno il 30.9.1962, residente nello stato del Canada   all’indirizzo Creewood Court Woodbridge Ontario 4L4  9E6, in atto latitante; Figliomeni Antonio, alias “tomà” nato a Siderno il 07.07.1966, ivi residente in Via Magiafico n. 19; Figliomeni Cosimo nato a Siderno il 6.2.1965, ivi residente in Via delle Fornaci, di fatto domiciliato nello stato del Canada all’indirizzo Creewood Court Woodbridge Ontario 4L4  9E6; Figliomeni Francesco, nato a Toronto (Canada) il 03.01.1967, ivi residente in Contrada Fossecalì; Figliomeni Tito, nato a Melito Porto Salvo il 27.4.1969, residente a Siderno in via Degli Orti nr. 6, in atto irreperibile; Figliomeni Vincenzo, nato a Siderno il 12.08.1946, ivi residente in contrada Socia s.n.c., in atto irreperibile; Galea Antonio, nato a Siderno il 31.7.1962, ivi esidente in Contrada Grappidaro nr. 34, in atto latitante; Galea Giovanni, nato a Siderno il 18.03.1949, ivi residente in Contrada Garino n. 45; Galluzzo Giovanni, nato a San Giovanni di Gerace il 29.11.1957, ivi residente in via Travesa II^ Matteotti nr. 1; Gattuso Riccardo nato a Reggio Calabria il 09.12.1970, residente a Siderno in via Circonvallazione Sud; Giorgini Domenico, nato a Siderno il 25.2.1965, residente a Siderno Contrada Pergola snc, di fatto domiciliato in Canada Ontario Toronto Yorville avenue M4W3Y8, non catturato residente all’estero; Lubieri Domenico, alias “bracco”, nato a Siderno il 02.05.1948, ivi residente in Contrada Garino n. 21/C; Napoli Giuseppe , nato a Siderno il 18.06.1969, ivi residente in Contrada Grappidaro n. 32; Oliveti Salvatore, nato a Taverna (CZ) il 19.2.1965, residente a Sellia Marina via dei Pioppi nr. 3, in atto irreperibile; Pellegrino Massimo, nato a Siderno il 13.11.1973, ivi residente in Via degli Orti n. 17; Rumbo Riccardo detto Franco, nato a Siderno il 25.11.1962, ivi residente in via Degli Orti nr. 18; Sgambelluri Giuseppe alias gazzusa, nato a Siderno il 3.4.1977, ivi residente in via degli Orti n. 20; Stinà Roberto, nato a Locri il 12.08.1968, residente a Siderno in Contrada Tamburi snc.. Misura degli arresti domiciliari, con divieto di incontro con persone diverse dai familiari conviventi, nei confronti di: Commisso Antonio, nato a Siderno il 25.3.1925, ivi residente in Contrada Fossicalì nr. 8, in atto detenuto; Marzano Francesco, nato a Siderno il 2.4.1932, ivi  residente in via S.Caterina nr. 13 e Tedesco Gennaro, nato a Siderno il 21.01.1958, ivi residente in c.da Lanzi nr. 111.

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“Natale Amaranto 2010-TWENTYTWO: undici calciatori per undici artisti” – La Reggina Calcio per il Centro di Emofilia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria

La Reggina Calcio comunica che ReggioTV, emittente che ha acquisito i diritti in esclusiva per la trasmissione in diretta del "Natale Amaranto 2010 – TWENTYTWO: Undici Calciatori per undici artisti", come annunciato dal Dott. Lamberti Castronovo nel corso della conferenza stampa con il Presidente Foti, consentirà a tutte le emittenti locali di Reggio e provincia, ma anche del resto della Calabria e della Sicilia, di collegarsi al proprio segnale per trasmettere in diretta l’evento del "Cilea" senza alcun onere. "Considerato il valore del progetto – ha spiegato l'editore di ReggioTV –  abbiamo capito meritasse una vetrina adeguata. Questo è il nostro regalo di Natale alla comunità reggina ad ulteriore dimostrazione del fatto che non ci sia concorrenza tra le varie realtà editoriali ma una sinergia in grado di far crescere il nostro territorio".

Cos'è Twentytwo?  Una Reggio multiforme, teatro di emozioni, galleria d’arte a cielo aperto affacciata sullo Stretto. La Reggina, veicolo di valori sportivi, culturali e sociali in un evento unico e suggestivo che coniuga calcio ed arte visiva. Twentytwo. Undici artisti capaci di confrontarsi con l’universo sportivo al quale si concedono rivelandone differenze e confluenze incontrano undici calciatori, esploratori di un territorio al confine tra concreto ed immaginario, viaggiatori oscillanti in un itinerario originale ed indefinito che promette sorprese. La Reggina, rappresentata dagli undici prodotti del settore giovanile in prima squadra, lavora a stretto contatto con gli artisti calabresi. Partendo dalla forma sferica, il pallone, elemento essenziale del gioco riletto in chiave simbolica, si raggiungerà la rete, intesa come contenitore di esperienze oltre che scintilla di emozioni al momento del gol. Con Twentytwo, dunque, il calcio riscopre la propria essenza ludica e popolare assumendo connotazioni creative capaci di proiettarsi in un’ottica solidale. Dalla creazione delle opere, con i temi trattati direttamente suggeriti dalle dinamiche d’incontro tra i due mondi, all’esposizione pubblica delle stesse in una Reggio Calabria che offrirà i propri luoghi sociali divenendo palcoscenico di un evento senza precedenti. Infine, martedì 14 dicembre alle ore 21.00, il Teatro Cilea alzerà il “sipario” per una serata che vedrà culminare l’intera iniziativa in uno spettacolo durante il quale le opere prodotte saranno oggetto di un’asta benefica il cui ricavato sarà interamente devoluto all’acquisto di un macchinario destinato al centro di emofilia degli Ospedali Riuniti. Muniti di tavolozza e scalpello, hanno partecipato al progetto Daniel Adejo, Antonino Barillà, Ivan Castiglia, Francesco Cosenza, Antonio Giosa, Adam Kovacsik, Pietro Marino, Simone Missiroli, Giuseppe Rizzo, Dani Verruschi, Nicolas Viola e l’intera rosa amaranto. Con loro scende in campo una squadra di artisti calabresi: AlbaneseGenoese, Donato, Guinicelli, Lumia, Penna, P&G Plutino, Scafidi, Scialò, Sollazzo, Technè Lab e Violi. Un incontro, promosso dalla Reggina Calcio in collaborazione con la Galleria Technè, capace di sviscerare valori positivi divenendo manifesto delle eccellenze di questa terra.    (Fonte www.regginacalcio.com).   

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Reggio Calabria: Canale, “Ci siamo!”

(Da Giuseppe Daniele Canale – nella foto –, consigliere della VI^ Circoscrizione, riceviamo e pubblichiamo). "E’ arrivato il momento di una politica responsabile che guardi veramente in faccia i problemi del Paese e che la smetta di rinchiudersi dentro le proprie gabbie dorate fatte di personalismi, lotte di potere e azioni sempre sbandierate e mai attuate. Il momento è decisivo, per l’Italia intera. La forza e la volontà di Fini coincidono con la mia e con quella dei tantissimi che come lui, come me, credono nel rinnovamento. Io non voglio un’agenda politica che debba coincidere con le bizze e le stranezze di Berlusconi, un uomo che ha dato tantissimo all’Italia sia nel proprio lavoro che nella propria “vita politica”, un uomo che però è ormai dilaniato da problemi e catene che gli impediscono di fare il bene dell’Italia.

E’ giunto per lui il momento di farsi da parte, questa è la sua ultima occasione per chiudere la propria esperienza di governo con dignità e sobrietà scegliendo la strada del bene comune e non quella del mantenimento della propria posizione a dispetto dei santi. Berlusconi deve necessariamente lasciare perché se anche riuscisse ad ottenere la fiducia comunque sarebbe costretto ad incassare l’opposizione di Fli, un’opposizione che peserà troppo sul prosieguo dell’attuale governo e che ne determinerà, prima o dopo, la caduta. Il malcontento della gente è a livelli altissimi, le linee programmatiche prioritarie indicate da Fini fanno ben sperare e pensare che una rinascita è possibile. Ma tale rinascita deve basarsi su presupposti diversi da quelli attuali: un governo non può e non deve funzionare in base ai problemi, le esigenze tutte private e le stranezze del suo primo ministro. Io e le migliaia di persone che come me hanno aderito fin dal primo giorno a  Futuro e Libertà sentono chiara la differenza tra chi, come Fini, fa politica e chi, come Berlusconi, cerca disperatamente di restare aggrappato alla poltrona pur non avendo già da tempo né la leadership né la capacità di attuare il programma con cui è nato quest’esecutivo. Anche a livello locale le cose si stanno muovendo, anche qui a Reggio Calabria durante il mio operato quotidiano non posso fare a meno di registrare simpatia ed attenzione per la nuova figura che ormai è nata all’interno del panorama nazionale: futuro e libertà è un concentrato di idee corredate da progetti per attuarle, di persone che mettono sempre e comunque il cittadino ed il bene comune al di sopra di ogni personalismo od interesse privato. Si fa un gran parlare della votazione odierna e dei metodi con cui Berlusconi sta cercando di raccattare una maggioranza che chiaramente non ha. Ma, sorvolando sull’ignobile metodologia che compra uomini con il vil denaro, possibile che non ci si renda conto che un primo ministro che deve pagare un deputato per votare la fiducia è in realtà un primo ministro che la fiducia l’ha già persa da tempo? Alla luce di questo, ogni altro commento diventa superfluo".

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