Roma: Senato della Repubblica, gli interventi del senatore “calabrese” Scilipoti

(13) Dl Imu-Bankitalia: Scilipoti, riprendere sovranità monetaria. (ANSA) – ROMA, 8 GEN – "Il popolo italiano deve quanto prima riappropriarsi della sua sovranità monetaria, drammaticamente ceduta nel 1992, con la privatizzazione della Banca d'Italia, e nel periodo 1998-2002, con la definitiva adesione all'eurosistema e la nascita della Bce.

 

Questo non significa uscire dall'Euro né cavalcare sterili populismi antieuropei". Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Domenico Scilipoti. "Questo – aggiunge – significa prendere coscienza del meccanismo di un errore grave, che però può diventare un modosano di fare cassa. Nei bilanci di Bankitalia, le banconote circolanti (al valore non del costo tipografico che sarebbe di pochi centesimi ciascuna, ma di quello 'nominale' che diventa 'reale' all'atto dell'immissione nel mercato) vengono messe al passivo invece che all'attivo, come invece dovrebbe essere. Nel 2011, ad esempio, oltre 100 miliardi di euro sono stati sottratti allo Stato italiano, per rimanere nelle casse degli enti privati che detengono Banca d'Italia e che invece avrebbero potuto essere impiegati, se non proprio per superare di colpo la pesante recessione, per aggiustare quanto meno la crisi da debito che attanaglia il nostro Paese". (ANSA). Dl Imu-Bankitalia: la protesta in Aula di Scilipoti. (ANSA) – ROMA, 9 GEN – Forza Italia vota no al decreto legge Imu-Bankitalia e il senatore Domenico Scilipoti protesta nell'aula del Senato prima del voto finale, esponendo un cartello con su scritto: 'L'Italia si riappropri della sovranità monetaria'. "Il nostro Paese – dichiara Scilipoti – si è privato nel 1992 e poi con la nascita dell'euro e della Bce, attraverso la privatizzazione della Banca d'Italia, della sua sovranità monetaria. Bankitalia iscrive nei suoi bilanci alla voce passivo, anziché all'attivo, i circa 130 miliardi di euro di carta moneta che invece di confluire nelle casse dello Stato vengono dirottati ai privati che detengono le quote della Banca". "Noi non vogliamo uscire dall'euro nè cavalcare inutili populismi antieuropei – osserva – ma vogliamo denunciare con forza questo scandalo. 130 miliardi all'anno potrebbero essere utilizzati proficuamente per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi". "Vogliamo quindi – conclude il senatore forzista – che gli italiani ne siano posti al corrente e che la politica tutta ne prenda coscienza per porre rimedio a questo perverso meccanismo". (ANSA).

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa del 9 gennaio 2014

(11) Consegnati i lavori per il tratto fra le Serre e la A3. Scopelliti: “si concretizza una grande occasione per lo sviluppo”. Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – informa una nota dell’ufficio stampa ella Giunta – in merito all’affidamento, avvenuto il 23 dicembre scorso, dei lavori concernenti i due tratti non contigui, che vanno rispettivamente dallo svincolo autostradale al viadotto Scornari

 

(5,3 chilometri) e da Località Cimbello al bivio Montecucco (1 chilometro circa), che dovrebbero partire entro la prima metà di febbraio, ha dichiarato che “con la consegna dei lavori del tratto compreso fra la zona delle Serre e la A3 si avvia verso la completa realizzazione un’opera di straordinaria rilevanza come la Trasversale delle Serre. Tutto ciò rappresenta una grande occasione di sviluppo per un territorio che può finalmente superare l’atavica carenza infrastrutturale ed uscire da un isolamento che ne ha finora compromesso le possibilità di crescita economica e sociale”. “Per diversi decenni – ha evidenziato inoltre il Presidente – la Trasversale è stata vista come una chimera, simbolo dell’incapacità realizzativa ed immagine di una regione ferma e ripiegata su se stessa che non riusciva a ripartire. Oggi, invece, la Calabria è attiva sia nella fase della programmazione che in quella della concretizzazione, dimostrando dinamicità e voglia di cambiamento. Mettere in comunicazione la fascia tirrenica con quella ionica – ha aggiunto Scopelliti – significa superare quelle barriere che hanno frenato gli scambi commerciali e quelli culturali, scoraggiando o rallentando le attività e costituendo dei limiti anche alle speranze di progresso. La Trasversale permetterà dunque dei collegamenti diretti e più veloci che si riveleranno decisivi nel processo di sviluppo tanto delle aree interne e montane, condizionate finora dalla tipica tortuosità, quanto a quelle costiere. Per sostenere le sfide della competizione – ha specificato il Presidente Scopelliti – è attualmente indispensabile rispondere alla domanda di trasporto rapido e sicuro riducendo i costi ed i tempi. Proprio per assicurare ai calabresi un futuro in cui non siano penalizzati rispetto ai cittadini della altre regioni e anzi possano confrontarsi alla pari – ha dichiarato infine Scopelliti – la Giunta regionale continuerà ad impegnarsi per garantire la presenza di tutte le condizioni indispensabili per liberarsi dai vecchi vincoli ed accedere ai circuiti dello sviluppo”. p.g. (12) Intervento dell’assessore Fedele sull’aumento delle tariffe per il trasporto su gomma. L’assessore regionale ai trasporti Luigi Fedele chiarisce – tramite un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – alcuni aspetti legati all’aumento delle tariffe per il trasporto pubblico locale su gomma che, negli ultimi giorni, hanno fomentato una serie di polemiche a mezzo stampa. “Innanzitutto – precisa Fedele – gli aumenti delle tariffe per il trasporto pubblico urbano su gomma sono stati decisi dalla giunta regionale calabrese esclusivamente al fine di adattarsi alla normativa prevista del Governo nazionale. Infatti, l’incremento tariffario si inquadra nel perseguimento degli obiettivi previsti dal Decreto-Legge del 2012 che richiede l'aumento del rapporto fra i ricavi da traffico e il costo complessivo dei servizi di trasporto pubblico locale. Nello specifico, la legge prevede che il rapporto tra ricavi e costi debba essere non inferiore al 35%, mentre in Calabria vale solo il 15%, percentuale che deve essere incrementato del 3% all'anno, a pena del mancato raggiungimento degli obiettivi e con una sicura perdita della premialità. Il mantenimento dell’ultima condizione richiesta – chiarisce l’esponente della Giunta – diventa di fondamentale importanza per la nostra regione in quanto al mancato raggiungimento di tale obiettivo è associata una decurtazione di oltre 20 milioni di euro. Una perdita di risorse che non può essere in alcun modo sopportata dal bilancio regionale. Pertanto, nonostante la situazione critica di partenza con un rapporto pari al 15%, è nostro obbligo almeno provare a raggiungere tale obiettivo, mettendo in atto una serie di azioni, tra le quali l’aumento degli introiti tariffari, per non incorrere nella perdita della suddetta premialità. Peraltro – dichiara infine l’assessore Fedele -,  in occasione dei vari incontri con i Ministeri dei Trasporti e dell'Economia, siamo stati fortemente sollecitati ad applicare al più presto l’aumento delle tariffe, avendo rilevato tra l’altro che quelle della Calabria erano le più basse d'Italia”. p.g.

 

 

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Vibo Valentia: domenica al “PalaMaiata” triangolare di minibasket prima di Viola-BNB

(9) La sedicesima giornata del campionato nazionale Adecco Silver si aprirà nel segno del coinvolgimento e della partecipazione giovanile. Sarà, infatti, un entusiasmante pomeriggio in cui le famiglie animeranno un evento all’insegna del divertimento che farà da apripista all’importante match che vedrà sfidarsi sul parquet del “PalaMaiata”, la Viola Reggio Calabria e il Basket Nord Barese.

 

La gara, come di consueto in programma alle ore 18, sarà preceduta da un triangolare di minibasket amichevole riservato alla categoria esordienti (nati nel 2002/03/04). L’ evento sportivo, organizzato dalla Società sportiva Basket Vibo Valentia, inizierà alle ore 15 e vedrà protagoniste delle tre minipartite i giovani atleti della Viola Reggio Calabria, dell’Eutimo di Locri e, naturalmente, della stessa scuola basket vibonese. La manifestazione si propone dunque come momento di grande aggregazione e coinvolgimento fra diverse realtà sportive del territorio calabrese. Un appuntamento fortemente voluto oltre che dalla Viola Reggio Calabria, dalla Società sportiva Basket Vibo Valentia di Paolo Grasso, dalla società di Locri, presieduta da Enzo Schirripa e dall’intero settore arbitrale del comitato Fip Calabria. Alla fine dell’evento tutti i ragazzi e le loro famiglie coloreranno di nero-arancio gli spalti del “PalaMaiata” per sostenere la compagine reggina. La Viola Reggio Calabria, infatti, ha invitato i ragazzi, i tecnici, gli accompagnatori e gli arbitri, ad assistere all’incontro del campionato Silver che prenderà il via alle 18. Gli atleti del minibasket, inoltre, accompagneranno l’ingresso in campo della Viola e del Basket Nord Barese. Nell’intervallo della gara, prevista anche un’esibizione dei ragazzi del centro minibasket vibonese. Questo nel dettaglio il programma del triangolare: ore 14.30, arrivo squadre, ore 15.00 gara cat. esordienti: S.S. Basket Vibo Valentia vs Viola Reggio Calabria; ore 15.30 gara cat. esordienti:  Eutimo Locri vs S.S. Basket Vibo Valentia; ore 16.00 gara cat. esordienti:  Viola Reggio Calabria vs Eutimo Locri. Ufficio Stampa Viola Reggio Calabria, l.d/Labecom.

 

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Il Parco dell’Aspromonte finanzia l’allestimento del “Museo in lingua grecanica, Gherard Rohlfs” a Bova che ospiterà anche la sala “F. Mosino”. Bombino: “Le specificità culturali del territorio sono elementi cardine nel processo di sviluppo sostenibile

(10) E’ stato presentato questa mattina a Bova dal Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, l’intervento per L’allestimento del "Museo in lingua grecanica, Gherard Rohlfs”.

 

Il finanziamento di 70 mila euro, che ne consentirà la realizzazione, rientra tra gli interventi di promozione economica e sociale concessi a 14 Comuni del Parco. All’incontro con i giornalisti erano presenti il Sindaco del Comune di Bova, dott. Santo Casile e il Vice Sindaco dott. Gianfranco Marino. Il Sindaco di Bova, Santo Casile, dichiarandosi “entusiasta” per l’attenzione mostrata dall’Ente Parco nei confronti di Bova, ha aggiunto: “Gherard Rohlfs, filologo, linguista e glottologo tedesco, giunto a Bova negli anni venti, scoprì il nostro territorio e si occupò estesamente della lingua grecanica e del dialetto greco-calabrese, lasciandoci in eredità la grammatica e studi di grandissimo spessore. Dobbiamo riconoscere anche il ruolo avuto dal professor Franco Mosino che ha donato al nostro comune numerosi volumi che, con il completamento del Museo, saranno finalmente visibili al pubblico. Ringrazio – conclude Casile – il Presidente Bombino e l’Ente Parco per la sensibilità dimostrata, il contributo e il supporto, non solo economico, che ci consentiranno di completare definitivamente l’allestimento del Museo”. “Oggi si concretizza un segmento di una linea più lunga, che mette a frutto un’intesa molto positiva che esiste tra il Parco dell’Aspromonte e questo comune; – dichiara il Presidente Bombino – intesa che va al di là degli interventi che oggi presentiamo e che ci vede proficuamente impegnati, con forte spirito collaborativo, per l’obiettivo comune di imprimere un’identità e valorizzare il patrimonio storico/culturale di questo territorio.  L’allestimento del Museo dà il giusto riconoscimento agli importanti studi di Gherard Rohlfs – da cui è discesa poi un’opera, una grammatica della lingua greco-calabra – e consente di riappropriarsi dell’identità del territorio, che è la nostra stessa identità”. Anche il Presidente Bombino cita il professore Franco Mosino, filelleno e profondo conoscitore del territorio e degli antichi lessemi d’origine greca; “egli è il “continuatore” vivente dell’opera di Rohlfs – afferma Bombino -, e la sua donazione al comune di Bova (consistente in alcune centinaia di volumi pregiati che riguardano la storia e la lingua di questi luoghi) sarà valorizzata, d’accordo con il Sindaco, anche attraverso l’allestimento, all’interno della struttura museale, di una sala a lui dedicata. Il rilancio dell’immagine dell’Aspromonte – ha proseguito Bombino – avviene non solo con la realizzazione di interventi e opere tangibili, ma anche e soprattutto attraverso l’opera di restauro identitario e culturale di un Aspromonte portatore di valori profondi, alti e universalmente riconosciuti. In un mondo che tende ad appiattire i pensieri – continua Bombino -, presentarsi all’esterno con una specificità, quale è quella della nostra lingua greca arcaica, significa avere il coraggio di portare all’attenzione di un mondo disattento un valore distintivo, che è per noi idea, fede, continuazione di una cultura plurimillenaria, che da questi luoghi si è irradiata in tutto il Mediterraneo, condizionando il pensiero occidentale. Ho trovato, sin da subito, massimo impegno e incondizionata collaborazione del Sindaco e del Vice Sindaco di Bova, e sono convinto che questa esperienza possa generare un modello da replicare in altri territori del Parco, ognuno caratterizzato da una propria specificità, anche culturale. Occorre – ha concluso il Presidente Giuseppe Bombino – ricercare all’interno di ogni territorio e di ogni comune le forze culturali e le energie e farle emergere perchè divengano elemento di promozione e valorizzazione del territorio, all’interno di un processo di sviluppo sostenibile, oggi determinante per trainare una nuova economia, non solo italiana”. Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

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Reggina: Foti, cambi consigliere e non perda la grande ed unica occasione che il Centenario le concede

(2) Ieri abbiamo scritto. Nudamente e crudamente com’è nostra abitudine e prerogativa. Capita quando non si è avvezzi alla genuflessione e/o si è scevri da condizionamenti di sorta. Quando, cioè, si cerca – non sempre con successo – di pensare e trascrivere i propri pensieri mantenendo un certo equilibrio seppur manifestandolo duramente e severamente.

 

Oggi, invece, vogliamo svestire gli abiti di giornalista indossati quasi 23 anni fa mantenendo addosso quella seconda pelle amaranto di tifoso pluri-trentennale. E da adesso scrivo pure in prima persona tanto da far cogliere quanto senta mio ciò ho da esternare.
Analizzo la situazione. La Reggina, calcisticamente parlando, va male. Anzi, va malissimo. Mai come oggi, nella storia recente, sembra essere vicina alla terza serie. La Lega Pro, per intenderci. E’ quel ch’è peggio è che la sfiducia pressoché assoluta che ha preso il sopravvento: vuoi perché sono anni che vivo campionati anonimi ed assolutamente deficitari rispetto ai proclami di inizio stagione; vuoi perché le aspettative, nei miei pensieri, sono sempre le più rosee nonostante i vari tradimenti; vuoi perché in ogni filone giudiziario-sportivo che si apre c’è sempre e comunque la mia Reggina; vuoi perché pare non si riesca a far finire la stagione allo stesso allenatore che l’ha iniziata; vuoi perché non indosso più l’anello al naso e non mi fido ancora a scatola chiusa; vuoi perché, troppo spesso, i giocatori che hanno l’onore di vestire l’amaranto non conoscono il significato che ha il nostro colore; vuoi perché le stravaganti ed opinabili scelte societarie su più fronti hanno fatto sì che, oggi, l’anarchia regni sovrana e, con esse, anche la squadra ne risenta manifestando risultati assai lusinghieri; vuoi perché si pensava che la scorsa stagione si fosse toccato il fondo ma non avevamo ancora assistito a quella attualmente in corso.
Insomma, tutti segnali questi che riducono al barlume anche le speranze del più romantico ed ottimista dei tifosi.
A tutto questo, poi, aggiungo l’aggravante di vivere in un contesto sociale poverissimo di soddisfazioni in cui versa la nostra amata Città dopo essere stata saccheggiata, stuprata, vituperata, offesa nell’orgoglio e nella dignità non dai Lanzichenecchi venuto chissà da dove ma, ahinoi, da suoi stessi figli che hanno goduto del “prego, accomodati” dei loro stessi concittadini.
A tal proposito, ricordo a me stesso, che negli anni ‘80/’90, allorquando vivevamo tutti in un clima di terrore per la guerra di mafia che ci circondava e che ha prodotto centinaia di morti ammazzati in ogni angolo della Città, la valvola di sfogo, le soddisfazioni, le ore di spensieratezza da ciò che mi accerchiavat era costituita dai meravigliosi successi di A.S. Reggina prima e Reggina Calcio 1986 poi, di Cestistica “Piero Viola” e di Nausicaa. Reggio era in quegli anni, sì eretta agli onori della cronaca nera nazionale per i suoi morti ammazzati ma anche per i successi sportivi nel calcio, nella pallacanestro e nella pallavolo femminile. Vivevo, anzi la Città viveva aspettando che dal lunedì al sabato i giorni volassero in un fiat tant’era l’attesa per gli eventi sportivi.
Ricordo come oggi gli spostamenti degli orari delle partite della Viola nelle domeniche in cui anche la Reggina giocava in casa. Ricordo come oggi che ci si spostava dal Comunale al Botteghelle correndo per quelle poche centinaia di metri che li dividevano affinché si conquistasse il posto migliore passando, così, da spettacolo a spettacolo. Poi ricordo il trasloco della Viola al Pentimele e la nascita delle navette per spostare i tifosi dalla zona nord alla zona sud giusto in tempo per non perdersi nemmeno un attimo delle gesta dell’allora Panasonic di Recalcati.
Chi, come me, ha vissuto quegli anni da tifoso, da sportivo mosso dalla passione, dal riscatto sociale attraverso lo sport, come può dimenticare ciò ch’è stato. Che anni quegli anni!
Ed oggi? Detto della Città che sta vivendo una delle pagine più tristi della sua storia dal punto di vista economico e sociale, non ci resta che aggrapparci alle passioni. A ciò che appaga, soddisfa, ritempra, ripaga i nostri animi. Chi è nato sportivo non può che ricercare tutto questo proprio nello sport. Ed allora: si gira a destra e vede la Viola costretta ad emigrare a Vibo Valentia per problematiche non sportive ma burocratiche; si gira a sinistra e non vede più la pallavolo femminile esprimersi a quei livelli; guarda davanti e vede la sua Reggina pressoché all’epilogo di un percorso auto-distruttivo iniziato più o meno una decina di anni fa.
Accidenti, e che si fa? Si fa quello che noi Reggini siamo atavicamente abituati a fare: si lotta con le unghie e con i denti per difendere ciò ch’è nostro. Reggio ed i Reggini non sono mai stati padroni del proprio destino, siamo un popolo abituato ed organizzato per delegare ad altri il comando e la gestione. Non siamo colonizzatori ma, per abitudine insita nel nostro dna, abbiamo preferito essere stati ed essere colonizzati.
Nonostante ciò, però, abbiamo le potenzialità, il carattere, l’orgoglio e la dignità per difenderci e difendere ciò ch’è nostro se attaccati. Anche da un nostro concittadino. Se spronati, se punti, se toccati, se feriti, sappiamo come tirare fuori le palle e farci sentire.
Ebbene, mi rivolgo a lei signor Pasquale Lillo Foti, sappiamo che ci ha regalato (a noi tutti ed a se stesso) soddisfazioni così tanto grandi, enormi, che se me le fossi sognate quand’ero ragazzino sarei caduto dal letto: la serie A? la Juventus, il Milan, l’Inter a Reggio? la Nazionale maggiore e l’Under 21 al “Granillo”? E chi avrebbe potuto mai solo osare pensarlo? Eppure, grazie a lei (dico solo a lei perché gli altri grandi protagonisti dell’epopea amaranto – Iacopino, Martino, Benedetto, Praticò, Remo, Cuzzocrea e via dicendo – non sono più nell’organigramma societario ma è chiaro che il mio pensiero va anche a loro), noi reggini abbiamo vissuto un decennio di godurie una dietro l’altra. Ed oggi? Come le dicevo, e come lei ben sa, l’inizio della fine della nostra (sua, mia e di migliaia di altre persone) Reggina è iniziato nell’estate del 2004. Cosa sia successo allora, quando ci si privò di Franco Iacopino (42 anni amaranto alle spalle e vero esportatore del marchio Reggina in Italia ed in Europa) e di Gabriele Martino (non un tipo facile ma tutto gli si può contestare tranne che l’essere un eccellente conoscitore di calcio e di calciatori), non è ancora ben chiaro e, comunque, lo sa, non sono certo il tipo da prendere per oro colato ciò che si legge nei comunicati o si dice pro-forma nelle conferenze stampa.
E da quell’estate in poi, signor Foti, iniziarono i guai ed i grattacapi per lei e, ovviamente, per la nostra Reggina: un anno dopo (2005) le fidejussioni affidate alla San Remo SpA e la corsa a reperire i soldi per l’iscrizione al campionato grazie a Comune, Provincia, Regione, Agenzia delle Entrate e Banca Popolare di Crotone (se la memoria mi aiuta ancora) con il presidente del retrocesso Bologna, Gazzoni Frascara, a reclamare il proprio ripescaggio in vece della Reggina e relativa, seguente, denuncia penale; due anni dopo (2006) lo scoppio di “Calciopoli” con il coinvolgimento diretto suo e, ovviamente, della nostra Reggina costretta a partire, nella stagione successiva, da un iniziale -15 considerato un handicap insormontabile e, poi, come ha visto ampiamente superato con i 51 punti ottenuti sul campo; e, poi, negli anni successivi, fino ad oggi, ogni anno una prima pagina dei giornali, una penalizzazione, un deferimento, una squalifica, un’inchiesta, un’accusa e via dicendo. In tutta onestà, signor Foti, con un uomo del calibro di Iacopino al suo fianco, sarebbero successe tutte queste cose? Non ho la controprova, ovviamente, ma sono quasi certo che anche lei converrà nel pensare “No!”
Ed allora, arrivo al dunque signor Foti, dopo gli anni veramente d’oro – ormai andati ed entrati nella storia, sua, nostra e della Reggina – a cui sono succeduti quelli attuali di segatura, quale migliore occasione del Centenario per scendere sulla Terra, parlare ai tifosi con il cuore in mano (magari anche ammettendo i suoi errori chiedendo scusa), confrontarsi civilmente con chi ha cuore almeno quanto a lei le sorti della Reggina (capirà bene, signor Foti, che se il suo interesse è monetizzato il nostro è solo pura passione) ed almeno provare la strada di una riconciliazione davvero per il bene della Reggina?
Non è il risultato sportivo che conta, oggi. Non importa che la nostra Reggina sia vicina alla terza serie. Forse oggi è superfluo anche andare per il sottile chiedendo la condanna per il colpevole della situazione attuale. Oggi, sabato per la precisione, è il Centenario della nostra Reggina: lei presume ci sarà nel 2114? Nessuno di noi ci sarà nel XXII° secolo.
Ed allora, cazzo (mi scusi per il francesismo), perché non festeggiare assieme ai tifosi questo straordinario traguardo raggiunto tutti insieme? Nessuno mi pare le abbia mai chiesto di organizzare festeggiamenti faraonici, o mi sbaglio? Nessuno mi pare le abbia chiesto di spendere cifre esorbitanti, o mi sbaglio? Nessuno mi pare abbia avuto chissà quali pretese in alcun senso, o mi sbaglio? Ed allora…
Sono praticamente certo che, seppur lucrando, lei è tifoso della Reggina ed in quanto tale in questo momento preferisco pensare che ha agito sempre in buona fede (anche quando ha commesso i gravissimi errori evidenti e sotto gli occhi di tutti). Forte di questo mio pensiero buonista e romantico adesso le dico: scenda dal piedistallo, si vesta d’umiltà, abbandoni le sue proverbiali arroganza e presunzione e parli ai tifosi della Reggina come si farebbe da uomo ad uomo. E poi, mi permetta, a tal proposito credo che lei sia stato consigliato male, molto male. Non so a chi lei abbia preferito dar ascolto ma converrà con me che il suo consigliere non si può definirsi una gran cima. O mi sbaglio? Rifletta e si risponda con onestà…
L’ultimo esempio di mal consiglio? Subito detto: quel banale comunicato che il sito ufficiale ha pubblicato giusto oggi (riportato sotto), che significato ha per lei e, invece, che significato dovrei attribuirgli io e gli altri tifosi? Mi permetto di significarle come lo traduco io: 1) la Reggina non ha organizzato nulla; 2) tutti (sportivi, tifosi, stampa – tranne quella di regime e quella fatta di pennivendoli -, e semplice cittadinanza) hanno protestato vibratamente contro la manifestata intenzione societaria di non celebrare alcunché e la Reggina Calcio SpA 1986 sta cercando disperatamente di porre rimedio all’ennesimo gravissimo errore; 3) se il compleanno è l’11 gennaio perché festeggiarlo in una data diversa (lei, signor Foti, festeggerebbe il suo di compleanno 3 mesi e 18 giorni dopo la data reale?)?; 4) che nesso c’è tra la celebrazione del Centenario e la “rincorsa verso un obiettivo sportivo di vitale importanza" (la serie B non vive forse una pausa fino al prossimo 25 gennaio? quali celebrazioni distrarrebbero società e squadra dal perseguimento dell’obiettivo sportivo considerato che la squadra si ritroverà domani – giorno 9 – ed il Centenario è solo dopo 2 giorni)?; 5) la società sa che se si compiono 100 anni vuol dire che si sono conclusi i, appunto, i 100 anni di vita e, dal giorno successivo, si entra nel 101°? 6) il tentativo fatto è maldestro, del tutto inefficace, assolutamente banale e non solo non acquieta la acque ma, sapendo tanto di presa per i fondelli e di rincorsa ai ripari perché consapevoli di aver ancora una volta peccato, rischia di agitarle ancora riuscendo solo a collezionare l’ennesimo episodio assai poco edificante a lei ascrivibile.
Signor Foti, mi consenta, lasci perdere le pacchianate di cui sopra e provi piuttosto a riconciliarsi con la gente che l’ha sostenuta, l’ha applaudita, l’ha osannata e che, oggi (e da anni purtroppo) è arrabbiata perché si sente tradita nella sua passione più forte: la nostra Reggina.
Sarebbe bastato organizzare una semplice sfilata sul Corso, con lei e la squadra accanto alla gente.
L’assai probabile retrocessione? Sa quante squadre hanno festeggiato comunque il proprio Centenario in B, in C, in D o, peggio ancora, tra i dilettanti? Che importanza ha, oggi, davanti a questo traguardo, la categoria in cui si milita o la prossima in cui si presume si militerà.
Le dico un’altra cosa: l’aver vissuto in prima persona 9 stagioni in serie A, dopo aver visto la stragrande maggioranza dei restanti 91 squadre come il Campania Puteolana, il Nissa, l’Akragas, il Francavilla, il Nola, la Paganese, il Canicattì, l’Afragolese, la Pro Cisterna, la Gladiator, l’Ercolanese e via dicendo, per quanto mi riguarda è un lusso. Crede davvero che mi possa spaventare o, peggio ancora, creare squilibri pensare di tornare a vedere la Reggina calcare i campi di Lega Pro l’anno prossimo? No, signor Foti, io e tutti gli altri tifosi della mia generazione e quelle andando a ritroso, abbiamo i calli e se dobbiamo tornare a sederci sui gradoni duri degli stadi di terza serie lo faremo senza problema alcuno. Anzi, forse con maggiore entusiasmo rispetto alle ultime disastrose stagioni in B.
Oggi, sabato prossimo, è il Centenario della nostra Reggina! Un evento che solo i fortunati come noi hanno la possibilità di vivere: ed allora, cazzo (mi riscusi per il francesismo), onoriamo tutti insieme ciò che a lei ha dato profitti e lustro ed a noi l’apice della passione.
Ad ogni buon conto sappia che sabato 11 gennaio alle ore 18 i tifosi si ritroveranno all’Arena “Ciccio Franco” sul Lungomare: se cambia idea e, soprattutto, consigliere e, quindi, modalità di approccio ai tifosi sappia che può unirsi a noi.
Ad maiora e forza Reggina!

 

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Scioglimento dei Comuni per mafia, una legge da rivedere. Le proposte di Cuzzola (Dialogo Civile)

(5) di Enzo Cuzzola*. ‘’È una legge che merita di essere rivista perché non risolve i problemi. Cioè sciogliere i Comuni significa quasi mettersi contro la popolazione che lo avverte come un sacrificio alle proprie scelte.

 

Un provvedimento ablatorio e ablativo delle proprie scelte, e questo secondo me va evitato. Bisogna tornare ai vecchi sistemi, cioè il controllo sulla legittimità degli atti. Bisogna mettere una Commissione che esamini gli atti, che sia il vecchio Coreco o la Prefettura poco importa, ma probabilmente bisognerebbe estendere il controllo anche nel merito degli atti. Io non do colpa allo stato, ma al legislatore che dovrebbe riadattare la legge alla realtà, che nel frattempo è cambiata’’. (Prefetto Piscitelli su legge scioglimento comuni, conferenza stampa di saluto alla città di Reggio Calabria). Anche il Procuratore Cafiero De Rhao ha sollevato serie critiche e dubbi circa la validità e la efficacia della attuale normativa, sugli scioglimenti dei comuni per mafia. Non siamo d'accordo con la soluzione prospettata dal Prefetto. Non abbiamo bisogno di una ulteriore ingerenza delle Prefetture negli enti locali, né di una ulteriore forma di sospensione della democrazia. Ci mancherebbe che le Prefetture entrino nel merito degli atti. Esistono già i sistemi di controllo che vanno implementati. Come esistono le misure per evitare che la criminalità organizzata tenti di infiltrarsi, leggasi codice antimafia e norme anticorruzione. Intanto le Prefetture dovrebbero meglio organizzarsi per rendere funzionale ed efficiente il sistema di certificazione antimafia. Altra cosa sarebbe una Commissione di verifica e monitoraggio che affianchi gli enti locali a rischio, ovviamente disciplinando correttamente la "dichiarazione" di rischio, evitando che diventi una ulteriore arma di lotta politica da parte delle opposizioni, che perdendo sempre le elezioni tifano per gli scioglimenti, fermo restando la pronuncia di decadenza, per quegli amministratori individuati responsabili, da sostituire facendo scorrere le graduatorie degli eletti, sia per evitare inutili costi per le elezioni, sia per non compromettere la stabilità amministrativa, sia per non penalizzare le persone perbene, sia per togliere l'arma "ricattatoria" alle opposizioni. Allora bisogna passare dalle parole ai fatti, ecco perché, di seguito lancio la mia proposta di rivisitazione della norma, aperta ovviamente a tutti gli emendamenti migliorativi che dovessero pervenire, da sottoporre al Ministro Alfano, affinché provveda a far  varare al Governo apposito disegno di legge. A mio avviso, ma ripeto ogni ulteriore proposta è ben accetta, bisognerebbe rivedere l’impianto normativo nei seguenti punti. Proposta per l’accesso. La proposta per l’accesso spetterà sempre alla locale Prefettura e sarà decretata dal Ministero dell’Interno, sentita, entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Commissione d’accesso. Nominata dal Ministro, sarà composta da tre soggetti in rappresentanza del Ministero ed integrata da due membri, da nominare entro un termine prestabilito, designati uno dall’Ente locale interessato, fra soggetti estranei al Consiglio, uno dall’Anci regionale. Scioglimento. Lo scioglimento sarà decretato dal Ministero dell’Interno, sentita , entro un termine prestabilito, la Conferenza Unificata Stato, Regioni , Enti locali. Conseguenze. Le conseguenze, oltre tutte quelle altre previste per legge, saranno la pronuncia di decadenza degli amministratori responsabili, la loro sostituzione con i primi dei non eletti nelle rispettive liste di appartenenza, la nomina di una apposita Commissione di verifica degli atti e della gestione, al cui parere va sottoposto ogni atto, appunto di indirizzo o di gestione che sia. Naturalmente, per il momento, è solo un canovaccio di discussione, sul quale confrontarsi tutti per stendere una proposta completa e definitiva. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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Reggio di Calabria: Orlandino Greco, Presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza, presenta il suo libro “Il Sud in cammino verso l’Europa Mediterranea delle comunità e della solidarietà. La terza via per costruire l’Italia”

(13) di Emilia Condarelli. “Il Sud in cammino verso l'Europa Mediterranea delle comunità e della solidarietà. La terza via per costruire l'Italia” è il titolo del libro scritto da Orlandino Greco,

 

presidente del Consiglio provinciale di Cosenza che sarà presentato domani mattina (giovedì 9 gennaio), con inizio alle ore 10,30, nella sala consiliare della Provincia di Reggio Calabria. La tavola rotonda, promossa dal presidente del consiglio provinciale reggino Antonio Eroi, sarà moderata dalla giornalista Emilia Condarelli e vedrà la partecipazione, tra gli altri,dei consiglieri provinciali Demetrio Cara e Michele Marcianò, e del presidente del movimento “Liberi di Ricominciare”, Paolo Ferrara. Si tratta di un interessante momento di confronto che come racconta lo stesso Orlandino Greco nel suo scritto prende le mosse dall'esperienza politico-amministrativo maturata e dal desiderio di imprimere un segno positivo al futuro della nostra regione:  “Dalle esperienze di sindaco e presidente del Consiglio provinciale ho percepito quanto sia grande la forza di una comunità che prende coscienza delle proprie potenzialità.  Cambiare il destino di una comunità che chiede aiuto è un desiderio, un bisogno alimentato dall’istinto, dalla fame di conoscenza e dal profondo rispetto per il valore della persona all’interno di una società in movimento. Queste stesse pagine sono al tempo stesso il desiderio, l’istinto e l’ambizione di conoscenza di chi vuole ascoltare le più svariate voci, parlando a sé stesso di ciò che ascolta, per arrivare a cambiare il destino di una terra. La mia terra”.

 

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Regione Calabria: i comunicati stampa dell’8 gennaio 2014

(10) Sull’esclusione degli autori meridionali dai programmi scolastici l’assessore Caligiuri scrive al ministero dell'istruzione. L’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha commentato l’invio alla Ministra Maria Grazia Carrozza dell'ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio Regionale della Calabria e presentato come primo firmatario dal capogruppo Gianpaolo Chiappetta.

 

“Nel deliberato dell'assemblea calabrese – ha spiegato l’assessore alla cultura – si sottolinea che non è stato esplicitamente citato un pezzo di cultura essenziale per la storia del nostro Paese ed è stato chiesto di inoltrare al Ministro formale richiesta per integrare le indicazioni relative all'insegnamento della letteratura italiana sul riordino dei Licei esplicitamente anche con autori del Sud d'Italia e con autrici di tutte le regioni italiane che hanno dato lustro al nostro Paese. La Ministra Carrozza – ha aggiunto Caligiuri – è stata quindi invitata a colmare esplicitamente questa lacuna. Pertanto, non considerare autori come Quasimodo, Sciascia, Alvaro, Calogero, Scotellaro nei programmi di studio delle scuole superiori – ha infine evidenziato Caligiuri – sembra continuare a scavare il solco tra due Italie divise di fatto anche nell'istruzione”. p.g.

 

 

 

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Edilizia scolastica, è alto il rischio in Calabria. La mappa delle criticità nel dossier di Legambiente

(9) Un’emergenza permanente sul fronte dell’edilizia scolastica. Un fenomeno strutturale che coinvolge l’Italia intera, ma che vede il Sud e in particolare la Calabria in una situazione ancora più drammatica.

 

È quanto emerge da Ecosistema scuola 2013, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. La mappa delle criticità nazionali evidenzia un forte ritardo sulla messa in sicurezza degli edifici: strutture site in aree ad alto rischio sismico e idrogeologico, necessità di interventi di manutenzione urgente, assenza di certificati di agibilità e di prevenzione incendi. E come spesso accade il Sud respira a fatica. Una fotografia dai toni chiaroscuri che mostra quanto sia urgente intervenire in questo settore. Nella classifica delle città capoluogo, i centri calabresi figurano nella parte bassa della graduatoria: Catanzaro 74º, Crotone 85º, Reggio Calabria 78º (le altre province non hanno risposto alla ricerca).  Nonostante il 23,3% degli edifici sia stato costruito tra il 1991 e il 2012 e l’età media degli edifici sia più bassa rispetto a quella nazionale, in Calabria c’è una maggiore necessità di interventi di manutenzione urgente (40,8% contro il 37,6%), segno da un lato di condizioni di partenza peggiori, ma forse anche della necessità di maggiori controlli e qualità sul nuovo che viene costruito. In una regione con il 75,5% degli edifici in aree a rischio sismico, sono soltanto il 20% quelli in cui è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica. Nessun edificio è stato costruito secondo criteri antisismici e criteri di bioedilizia. E ancora: nonostante gli investimenti sulla manutenzione siano nella media nazionale, solo il 20,4% degli stabili è in possesso del certificato di collaudo statico e il 5% del certificato di prevenzione incendi. Preoccupante la situazione del capoluogo regionale: a Catanzaro nessun edificio scolastico è in possesso del certificato di agibilità e di certificazione igienico-sanitaria. Crotone e Reggio Calabria pur dichiarando di aver edifici scolastici in possesso di tali certificati non hanno fornito indicazioni sul numero. Completano il quadro la carenza di servizi di trasporto e di piste ciclabili, di progetti educativi, di piani di sicurezza e prevenzione, di sistemi di raccolta differenziata nelle mense scolastiche, mentre sono pochi (solo il 6,5%) gli edifici che utilizzano fonti rinnovabili. Inoltre, sono decisamente insufficienti i monitoraggi ambientali rispetto al rischio amianto ed elettromagnetico, fonti di inquinamento che mettono a repentaglio la salute degli studenti e dei docenti. È utile sottolineare che l’ambiente scolastico influenza decisamente la qualità dell’apprendimento. Secondo un recente rapporto dell’Ocse (Pisa), in diverse aree della Penisola e in particolar modo nel Mezzogiorno le competenze scolastiche degli studenti risultano scarse, paragonabili a quelle dei coetanei dell’Est Europa. “La questione degli edifici scolastici deve diventare una priorità nell’agenda politica nazionale e regionale – dichiara Salvatore Cozza del settore Scuola e Formazione di Legambiente Calabria – in primo luogo per tutelare la salute degli studenti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità dell’apprendimento scolastico, che risente fortemente delle carenze strutturali degli impianti e dei servizi.” “Inoltre, troppo poca attenzione – continua il prof. Cozza – viene riservata all’opportunità data dallo sviluppo delle rinnovabili e del risparmio energetico ed idrico, nonostante le enormi potenzialità insite nella nostra Regione. Tali interventi potrebbero  ridurre i costi di gestione degli edifici e migliorarne sostanzialmente la qualità, oltre che innescare processi virtuosi con importanti ricadute anche occupazionali sul territorio.” “I giovani sono una risorsa preziosa, che la Calabria deve valorizzare con interventi concreti e con una politica attenta e lungimirante”.

 

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INPS: lavoratori domestici, entro il 10 gennaio il pagamento del 4° trimestre 2013

(8) di Giuseppe Tedesco. Venerdì 10 gennaio 2014 è l’ultimo giorno utile per pagare i contributi dovuti per il personale domestico, relativi al periodo ottobre-dicembre 2013.

 

Le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2013 sono state determinate sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, calcolata dall’Istat nella misura del 3%. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune delle novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 (legge di riforma del mercato del lavoro), che ha sostituito l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (DS) con l’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI). Si ricorda infine che l’articolo 2, comma 28, della legge 92/2012, ha previsto che ai rapporti di lavoro a tempo determinato – compresi quelli di lavoro domestico – venga applicato un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Ciò ha pertanto determinato (vedi circolare n. 25 dell’8 febbraio 2013) due diverse tabelle contributive, una per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, senza contributo addizionale, e l’altra, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, comprensiva del contributo addizionale, riportate di seguito.

Modalità di pagamento. Per quanto riguarda il pagamento, esso può essere effettuato, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: online sul sito Internet www.inps.it, utilizzando la carta di credito attraverso il “Portale dei Pagamenti”, al quale si accede tramite la sezione dei Servizi OnLine nella homepage del sito; utilizzando il bollettino MAV – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, accedendo al Portale dei pagamenti – Lavoratori domestici – Entra nel servizio, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; chiamando il Contact Center – numero gratuito 803164 per le chiamate da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare secondo la tariffazione stabilita dal proprio gestore – e utilizzando la carta di credito; rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” – Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo: presso le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”; presso gli sportelli bancari di Unicredit Spa; tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità previste per il circuito Reti Amiche. Si ricorda che, qualunque sia la modalità scelta, utilizzando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita comunicazione. I dati esposti (ore lavorate, retribuzione, settimane) e il conseguente importo, calcolato automaticamente, possono sempre essere modificati: dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se il pagamento avviene tramite Reti Amiche o Contact Center; utilizzando la procedura a disposizione sul sito Internet per pagamenti online o per generare un nuovo MAV stampabile. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile utilizzare la modalità di pagamento tramite i buoni lavoro (voucher).

 

 

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Candidoni (RC) venerdì 10 convegno su “La Green-economy – Nuova frontiera per l’ambiente – il virtuoso esempio di Candidoni con la Fattoria della Piana”

(11) Il 2014 si annuncia come l’anno della green-economy. E’ l’obiettivo lanciato all’intera Unione, dal Commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik con lo scopo di orientare l’economia verso il benessere sociale, la riduzione dei rischi ambientali e l’uso razionale delle risorse.

 

Un comparto nel quale l’Italia può svolgere un ruolo importante, facendo leva sullo sviluppo e la diffusione di alcune positive esperienze già attive in Italia. Una di queste è rappresentata dalla Fattoria della Piana, di Candidoni, in provincia di Reggio Calabria, impianto di allevamento e di produzione casearea diventato uno degli esempi nazionali più virtuosi nella produzione di energia elettrica da biogas. E saranno proprio la green-economy e l’impianto di Candidoni, i temi sui quali venerdì 10 gennaio, a partire dalle ore 10,30 presso l’aula consiliare del Comune di Candidoni, si confronteranno esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali, nel convegno “La Green-economy – Nuova frontiera per l’ambiente – il virtuoso esempio di Candidoni con la Fattoria della Piana”, patrocinato dal Consiglio regionale della Calabria, dal Comune di Candidoni, con la collaborazione dell’Associazione culturale “Giuseppe Reale” di Reggio Calabria e la Società cooperativa “Fattoria della Piana”. Coordinerà i lavori l’on. Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria. Dopo i saluti dell’avv. Vincenzo Cavallaro, Sindaco di Candidoni ed Emanuele Oliveri, presidente del Comitato dei Sindaci “Città degli ulivi”, e le introduzioni dell’ing. Massimo Vinci Energy manager dell’associazione “Giuseppe Reale”, relazioneranno: il dr. Carmelo Basile della società cooperativa “Fattoria della Piana”, l’avv. Drusiana Foti, Manager Infinity green, nonché docente presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, il prof. Alberto De Capua, docente di tecnologia dell’architettura, Prorettore delegato per l’orientamento presso l’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria ed il dr. Pasquale Monea, direttore generale dell’assessorato “Attività produttive” della Regione Calabria. Concluderà l’incontro l’Assessore regionale all’Ambiente della Regione Calabria, on. Francesco Pugliano. All’interno della Fattoria della Piana, cooperative impegnata nella raccolta e nella trasformazione del latte proveniente dalle numerose fattorie collegate, è attiva la più grande centrale agro energetica del Centro-Sud Italia. g.n.

 

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L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte erogherà contributi finalizzati ad incentivare il turismo scolastico e il turismo sociale nel territorio del Parco

(5) di Chiara Parisi*. L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, in forza di una recente determinazione, erogherà per l’anno 2014 contributi finalizzati ad incentivare il turismo scolastico e il turismo sociale nel territorio del Parco.

 

Il contributo include la possibilità di impiegare accompagnatori esperti, le “Guide ufficiali del Parco ”(il cui elenco è disponibile sul sito ufficiale dell’Ente), guide turistiche, animatori culturali e maestri di sci; vengono inoltre coperte le spese per il noleggio di autobus con autista, l’ingresso a strutture didattiche, museali e sportive, le spese di vitto ed alloggio sostenute presso strutture alberghiere e di ristorazione ubicate dentro il territorio del Parco Nazionale. “L’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte – afferma il Presidente Giuseppe Bombino – intende sviluppare ed affermare un modello di relazioni sociali e di educazione ambientale che riconsideri i valori di un rapporto equilibrato con la natura e l’ambiente, promuovendo il Turismo scolastico e sociale rivolto ad anziani e/o diversamente abili, attraverso il coinvolgimento del mondo della scuola, delle associazioni e delle cooperative. Un rapporto – continua Bombino – nel quale interagiscono patrimonio naturalistico, storia, cultura e tradizioni. Il bando favorisce “l’apertura” dei confini del Parco; oltre al turismo scolastico e associazionistico regionale, ci attendiamo – conclude Bombino – numerose presenze da istituti scolastici della Regione Sicilia e da associazioni di volontariato provenienti da regioni contermini”. Il bando è visionabile sul sito web dell’Ente Parco nell’area “Albo on-line” – sezione “Avvisi e bandi” da dove è possibile scaricare anche il modello della domanda di contributo. Per informazioni contattare il “Servizio 1 – Ufficio Amministrativo e di Promozione” al numero 0965/743060 int.15. Email: chiara.parisi@parcoaspromonte.gov.it. *Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.

 

 

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I club Rotary del territorio hanno donato un pulmino alla Kleos

(4) Il Rotary Club Reggio Calabria Nord, in sinergia con i club Rotary di Reggio Calabria, Reggio Calabria Sud, Soverato, Melito Porto Salvo, Nicotera e con il contributo della Fondazione Rotary ha donato all’associazione sportiva Kleos un pulmino.

 

Presenti all’affollata manifestazione anche il Governatore del Rotary, arch. Maria Rita Acciardi e il PDG Ing. Francesco Socievole. Grazie a questo progetto, la Prima Squadra di Pallacanestro Su Carrozzina della Regione Calabria, ancora ai suoi primi passi, ha a disposizione un mezzo proprio, per recarsi a giocare le partite fuori casa. Emozionante il momento della consegna delle chiavi: il Presidente, ing. Giuseppe Muritano, affiancato dal Governatore, dal Past Governor e dai 5 Presidenti dei club partecipanti consegna le chiavi a Domenico Cogliandro, Presidente della Kleos e a Roberta, in carrozzina, capitano della squadra. Presenti alla manifestazione anche il Sindaco di Motta San Giovanni, ing. Paolo Laganà, il Presidente del Coni Calabria Mimmo Praticò, Il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Calabria Tito Messineo, il General Manager della Viola Sergio Zumbo. Tutta la manifestazione si è svolta presso il “Pianeta Viola” alla presenza di giocatori di oggi così come di vecchie glorie del basket reggino. Emblematico il Pulmino avvolto in un nastro giallo blu (colori del Rotary) parcheggiato nella zona antistante la Viola. Il Presidente Muritano si è dichiarato felice del risultato raggiunto: “un progetto che incide concretamente sui problemi della disabilità e lo fa sul nostro territorio”. Piacevole è stato l’ascolto del Coro del Vinci, introdotto dalla Preside Giusi Princi e abilmente diretto dalla Prof. Lisa Fiore. Divertente e straordinario è stato l’incontro amichevole tra la Kleos e il CUS Catania conclusosi con la meritata vittoria della Kleos (22-20). Infine, il Presidente Muritano ha ringraziato tutti e invitato al buffet gentilmente offerto da vari sponsor reggini e conclusosi con un divertente taglio della torta. Questa intensa mattinata ha dimostrato come facendo squadra e lavorando si può contribuire alla realizzazione di obiettivi importanti quali permettere a una squadra di basket di disabili di poter disputare un campionato di basket. Lo stesso pulmino dotato di accesso ai disabili permetterà, infatti, di poter giocare le trasferte. E’ stato realizzato un piccolo sogno.

 

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Pallavolo, serie C Regionale, XV^ giornata: Lu.Ca. Volley RC-LC Provolley KR 3-0

(8) Il rientro dalla sosta Natalizia è più che positivo per i giovanissimi ragazzi reggini della Lu.Ca. Volley RC. Infatti la compagine della Lu.Ca. Volley, totalmente composta da ragazzi Under 19, vince 3-0 (25-21 25-21 25-19) contro LC Provolley Crotone.

 

Partita importantissima quella vinta dai ragazzi allenati dai mister Pavone e Flaviano, che conquistano così la terza vittoria nel campionato regionale di Serie C maschile. Si è assistito ad una bella partita, molto ricca dal punto di vista agonistico, ma anche da quello tecnico tattico. Dominata da Remo e compagni che non hanno mai abbassato la concentrazione e non hanno mai perso di vista l’obiettivo fondamentale, i 3 punti e riuscire a mettere un poco di distacco proprio dal Crotone che occupa la penultima posizione in classifica. Formazione tipo per la Lu.Ca. Volley che schiera Foti in regia, Malara opposto, Remo e Laganà attaccanti in posto 4, Morale e Nocera al centro con Saraceno libero. A disposizione del mister c’erano Sgro, Crucitti e Bellieni. Ottima la prova dell’intera squadra, che è riuscita a mettere in campo tutti quegli accorgimenti tecnici provati durante le sedute di allenamento, dimostrando tanta grinta e voglia di vincere. Su tutti da segnalare la prestazione di Domenico Laganà (classe ’95), autore di ben 18 punti, e di Leandro Malara (classe ’96), autore di 12 punti; ben serviti da Fiorenzo Foti (’95). Questa partita ha permesso ai ragazzi di acquisire fiducia nei propri mezzi e quindi gli permette di poter lavorare al meglio in vista del prossimo impegno, Domenica 12 Gennaio dovranno affrontare in trasferta la Spes Praia Volley, in una partita impegnativa, ma non dal risultato scontato. Ufficio Stampa Luck A.S.D. Volley Reggio Calabria.

 

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Pallacanestro: la Vis inizia il 2014 con un successo, Marsala piegato 70-63

(7) di Federico Strati*. Vis Reggio Calabria-Nuova Pallacanestro Metaenergia Marsala: 70-63 (17-19, 21-5, 15-24, 17-15). Vis Reggio Calabria: Vozza 15 (0/1, 1/1), D. Costa 15 (3/7, 2/2), Tramontana 8 (4/10, 0/1), Grasso 18 (2/3, 3/6), Barrile, Carnazza 3 (1/7 da tre), Costa R. 11 (3/7, 1/5) N.E.: Ielo, Cedro. Allenatore: D’Arrigo. Tiri Liberi: 22/25. Rimbalzi: 28 19+9 (Grasso 9). Assist: 16 (Carnazza, R. Costa 4).

 

Nuova Pallacanestro Metaenergia Marsala: Fazio 4 (2/2, 0/1), Baseggio, Bagnasco 5 (0/4, 1/2), De Lise 18 (8/11, 0/1), Petrosino 5 (1/4, 1/4), Giacalone 14 (3/5, 1/3), Del Vecchio 10 (3/5, 0/2), Bartolo Morana 5 (1/1), D'Amico 2 (1/6) N.E.: Messina. Allenatore: Cardillo. Tiri Liberi: 16/19. Rimbalzi: 25 17+8 (Petrosino 7). Assist: 7 (Fazio, Petrosino, Del Vecchio 2). Arbitri: Micino di Cosenza e Nocera di Catanzaro. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La Vis Reggio Calabria ha la meglio sulla Metaenergia Marsala e torna a riassaporare il gusto dolce dei due punti dopo un digiuno di ben cinque turni. Il successo dei bianco/amaranto di coach D’Arrigo nel complesso è parso più che meritato. A parte un inizio contratto in cui i siciliani hanno messo la testa avanti (4-10), sono stati Grasso e compagni a condurre le danze per tutto il resto dell’incontro, raggiungendo anche un vantaggio massimo di 16 lunghezze (40-24) all’inizio del terzo quarto. Da li in poi, però, la Vis non ha saputo gestire il margine, consentendo ai lilibetani di portarsi a meno uno (57-56) a cinque minuti dalla fine. Nell’incandescente finale, però, i reggini hanno dimostrato maggiore freddezza rispetto agli avversari. Ottime fra le fila dei locali le prove di capitan Grasso (18 punti), dei fratelli Costa (15 punti per Dario, 11 per Riccardo) e del play Vozza, glaciale dalla lunetta nei momenti cruciali. Ma anche Tramontana, Carnazza e Barrile hanno fornito il loro solito contributo, specie in chiave difensiva. Con questa vittoria la Vis aggancia Cosenza al quinto posto della classifica e può guardare con maggiore serenità alla doppia trasferta consecutiva (Catanzaro e Mazara) che il calendario le propone. *Ufficio Stampa Vis.   

 

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Reggina Calcio SpA 1986, 100 volte vergogna!!! La Reggina affida la prima squadra al duo Gagliardi-Zanin e sul mercato l’obiettivo diventa Praticò

(1) Lo ammettiamo, candidamente e senza timore alcuno: l’azionista di maggioranza, stavolta, ci ha sorpresi (ma non troppo). Eravamo qui, intenti a dire la nostra sulla mancata celebrazione del Centenario della “nostra” Reggina

 

quand’ecco che arriva la notizia di un ennesimo colpo di coda made in Reggina Calcio SpA 1986: Gianluca Atzori, tecnico già richiamato in panchina a sostituire colui che gli era succeduto dopo la risoluzione (consensuale? forse) del contratto – Fabrizio Castori – dopo 5 gare in cui ha ottenuto un solo punto, è stato esonerato (risoluzione o meno che fosse nella prima occasione, di fatto è stato allontanato per la seconda volta nella stessa stagione) e la squadra affidata a Franco Gagliardi (si, ancora lui) con compiti di vigilanza e supervisione sul tecnico della Primavera Diego Zanin (promosso in prima squadra ma sembrerebbe ancora senza patentino) coadiuvato da Giovanni Saffioti e Stefano Grilli. Non da ultimo, dopo la notoria richiesta da parte di Atzori di “allontanamento” dalle vicinanze della prima squadra del DS Giacchetta (e conseguenti dimissioni dell’accompagnatore Carrozza, uomo legatissimo al DS e fino ad allora sua impersonificazione in panchina), ovviamente quest’ultimo ha riconquistato il proprio posto riappropriandosi così delle competenze e delle attribuzioni concessegli dalla Società. Perché “sorpresi ma non troppo”? Perché chi conosce la Reggina intesa come Società non poteva non sapere, o quantomeno presumere, che le richieste di Atzori (5/6 nuovi arrivi con tanto di lista stilata con nomi e cognomi), ribadite dopo l’ennesima sconfitta di Terni, non sarebbero mai e poi mai state esaudite. In primis perché le casse della Reggina sono esauste [(ci sarebbe da chiedersi dove sono finiti i quattrini atteso che è sotto gli occhi di tutti che, nella sua storia recente – negli ultimi 27 anni e passa, per intenderci -, le entrate sono sempre state maggiori delle uscite e, quando il sottoscritto lo ha chiesto in una trasmissione televisiva, nel gennaio del 2012, tra lo stupore generale gli è stato risposto che stava facendo illazioni salvo poi, qualche mese dopo, uscire la notizia di un’inchiesta della Procura di Milano circa presunte fatture false, presunte distrazioni di fondi e presunte esportazioni di denaro all’estero a carico dell’allora presidente – ora “semplicemente” azionista di maggioranza – Pasquale Lillo Foti e del procuratore Tullio Tinti) leggansi: http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/Il%20Quotidiano%20della%20Calabria/351269/Nuova-tegola-sulla-Reggina-Giro-di-fatture-inguaia-Foti.html, http://ilquotidianoweb.it/news/cronache/714035/Frodi-nel-mondo-del-calcio-.html, http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/cronache/714037/La-prima-inchiesta-riguardante-la-Reggina.html, http://www.ildispaccio.it/quadrante-amaranto/13465-reggina-false-fatture-all-estero-foti-inibito-per-due-anni-multa-salatissima-al-club, http://www.corrieredellacalabria.it/stories/reggio_e_area_dello_stretto/15701_frodi_nel_calcio_coinvolte_reggina_crotone_e_cosenza/ se dal "presunto" si passerà al "certo" allora il nostro dubbio era lecito, altrimenti la storia dirà che abbiamo detto eresie dimostrandoci di aver torto noi e ragione altri)] e, poi, perché, oggettivamente, con 14 punti raccolti nel girone d’andata (frutto di 3 sole vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte), essendo la quota salvezza fissata a 50 punti, come si potrebbe mai pensare di conquistarne 36 (due volte e mezza in più di quelli già ottenuti) solo nelle 21 gare del girone di ritorno? Una domanda sola ci poniamo: che presidente è colui il quale, se necessario, non mette mani al proprio portafoglio basandosi solo su quello della Società? In fin dei conti, se tanto mi da tanto e s’è vero com’è vero che il presidente ci ha guadagnato – legittimamente fino a prova contraria, sia chiaro – in questa sua pluriennale esperienza, perché non mettere mano nelle proprie tasche sostenendo che le casse della Reggina sono praticamente vuote? La seconda affermazione non nega la prima, quindi… Forse molti non ricorderanno Franco Gagliardi. E’ un cosentino, baffuto e simpatico da molti anni alla corte della Reggina. L’apice della sua carriera in amaranto lo raggiunse nella stagione 1995/1996 allorquando, esonerato Giuliano Zoratti, Foti gli affidò la direzione della prima squadra per le ultime 4 gare di campionato. Il risultato? Eccezionale: 4 vittorie su 4, 1-0 contro il Pescara (già salvo), 0-2 a Pistoia (con gli arancioni già retrocessi), 2-0 alla Lucchese di Bolchi (già salva e con Gagliardi dietro la panchina per non vedere il rigore calciato da Aglietti per il definitivo 2-0) e 1-3 a Reggio Emilia (con i granata di Ancelotti già promossi in A ed intenti a festeggiare, stesse condizioni come a Torino il 13 giugno 1999 per intenderci). Diciamo quindi che, Gagliardi, statisticamente, è il miglior allenatore che la Reggina abbia mai avuto nella sua centenaria storia (migliore di Maestrelli, Scala, Bolchi – 6 partite, imbattuto sì ma con 3 vittorie e 3 pareggi, nella stagione della prima promozione in A – Colomba e Mazzarri) forte del suo 100% in quanto a partite giocate/vittorie. A completare, però, l’amalgama di quella Reggina che fu e che, da tempo, non è più – oltre, ovviamente, al dottore Iacopino ed al DS Martino – manca colui ch’è diventato oggi il vero obiettivo del mercato amaranto: Mimmo Praticò. Attualmente al terzo mandato quadriennale di Presidente del CONI Regionale, all’epoca fu fondamentale con il suo apporto per il conseguimento di determinati obiettivi. (Ri)preso Gagliardi si tenterà l’assalto a Praticò? E vabbè, sono storie note ed arcinote ed anche queste hanno allontanato i tifosi dallo stadio. Parliamo di centenario? Ok. Che i cento anni di Storia ed il Centenario della Reggina non appartenessero a tale Pasquale Foti detto "Lillo" – se non in quanto presidente o azionista di maggioranza pro-tempore – lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto decine di volte tanto che riportare qui i links degli editoriali scritti sarebbe inutile e toglierebbe spazio a quello che, oggi, vogliamo ribadire. Che il presidente, durante il suo demagogico monologo subito dopo la fine della scorsa stagione, avesse tenuto a precisare qualcosa del genere “qualcuno dice che il Centenario non ci appartiene (noi, n.d.r.) ma non merita risposta” (http://www.tuttoreggina.com/tuttoregginalive/tuttoregginalive-il-presidente-foti-in-conferenza-stampa-avoglio-vincerea-15523 e http://www.reggionelpallone.it/component/content/article/24-slide/38086-reggina-live-la-conferenza-di-foti) è arcinoto. E queste sono le prime due (nostre) verità! Che la Reggina abbia toccato il fondo (anzi, è andata ben oltre scavando già abbastanza e continuando indefessamente a farlo) dal punto di vista prettamente calcistico lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto decine di volte tanto da preferire il disertare lo stadio ed i conseguenti silenzio e censura delle sue gesta su queste pagine (sarebbe bastato prendere gli articoli degli anni passati, sostituire i nomi dei calciatori di allora con quelli di oggi e sarebbero divenuti attuali). E questa è la terza (nostra) verità! Che la Reggina, di fatto, non esista più ma che si sia trasformata in un'azienda individuale (o familiare, il concetto non cambia) lontanissima parente di quella che ci inorgoglì almeno fino al 2007 lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto negli anni. E questa è la (nostra) quarta verità! Che, iniziando dall'estate del 2004, con l'epurazione di Martino e Iacopino, abbia avuto inizio la "fine" della Reggina intesa come società e, di conseguenza, come squadra e, quindi, con i suoi risultati sportivi lo abbiamo detto, ridetto, scritto e riscritto negli anni. La voluta distruzione di quella triade granitica che aveva reso grande la Reggina altro non ha significato che l'inizio della decadenza: estate 2005=fidejussioni farlocche affidate alla San Remo SpA e conseguente denuncia dall'allora presidente del Bologna Gazzoni Frascara; estate 2006=Calciopoli e conseguente penalizzazione di 15 punti (poi ridotta a 11) e relativo processo con relativa prescrizione (si badi, non assoluzione) proprio di questi giorni; estate 2007=fine dell'era Mazzarri ed inizio di quella crisi tecnica che porterà, due anni dopo, alla meritata retrocessione in B con, fin'oggi, almeno due/tre cambi di allenatore a stagione (con l'unica eccezione nella stagione 2010/2011); estate 2012=iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano per reati che vanno dal falso in bilancio alla distrazione di fondi passando per fatturazioni false. Per non parlare di altre vicessitudini (calcio-scommesse e similari) in cui figura sempre e comunque il nome della Reggina e che, anche nel recente passato, hanno procurato altre penalizzazioni. E questa è la (nostra) quinta verità! Che siamo vicinissimi, come non mai, alla Lega Pro grazie ad un'organizzazione approssimativa che sembra seguire la regola secondo cui tutti fanno tutto con confusione ed anarchia a regnare sovrane. E questa è (nostra) la sesta verità! Che il Centenario della Storia della Reggina, nata l'11 gennaio del 1914, non sarà celebrato così come dichiarato da tale Lillo Foti ad un giornale familiare è, ormai, cosa nota. E questa è la (nostra) settima verità. Forse, la più grave ed indecente di tutti i cento anni di cultura, passione, amore, tripudi, vittorie e sconfitte che la gloriosa maglia amaranto abbia vissuto. Alla vergogna non c'è fine. Che altre parole potremmo dedicare a questa Società che passerà alla storia come la prima ed unica Società che non avrà celebrato il Centenario della squadra di cui è proprietaria pro-tempore. Gli appassionati di calcio conosceranno, quanto meno per sentito nominare, la Virtus Entella di Chiavari in provincia di Genova che, con tutto il rispetto, ha un passato che nulla ha a che vedere con la Storia della Reggina. Militante nella campionato di Prima Divisione in Lega Pro (con ottime probabilità di prendere il posto proprio della Reggina nella B del prossimo anno), anch'essa festeggia quest'anno i 100 anni di storia. Come? Senza entrare nei dettagli dei festeggiamenti basta già prendere atto della maglia celebrativa con impressi i nomi dei calciatori che nel proprio secolo di vita hanno dato lustro alla squadra ligure. E la Reggina? Nulla, nemmeno la maglia celebrativa presentata in estate. Quella rielaborazione della maglia bianconera che diede i natali alla Storia amaranto. Nulla che lasciasse presagire ad una celebrazione degna di tal nome per un traguardo importante così com'è il secolo di vita. La parola "Centenario" è stata usata ed abusata solo a scopo di marketing: basta guardare il sito ufficiale della Società e basta avere un pò di memoria per ricordare le parole dell'allora presidente Foti allorquando, da buon imbonitore delle masse, l'ha utilizzata per vendere abbonamenti accostandola al proclama "Vogliamo vincere!" I fatti, contano i fatti! Le parole le lasciamo ai ciarlatani, ai populisti, alla stampa compiacente, agli amici degli amici, ai pennivendoli, ai complici, a chi preferisce tenere il sacco piuttosto che non avere argomenti di cui scrivere. I fatti dicono che la pagina più triste della Storia amaranto sta per essere scritta sabato prossimo. Non celebrare il Centenario vuol dire offendere la dignità, la cultura sportiva e sociale, la storia di una Città e di un popolo che ha amato e continua ad amare a dismisura la propria squadra. Dopo aver – è vero e glielo abbiamo sempre riconosciuto – regalato gioie infinite ed indimenticabili ai reggini; dopo aver già più volte portato "alto" il nome della Reggina agli "onori" delle cronache giudiziarie nazionali; dopo tutto questo ecco la ciliegina sulla torta: niente celebrazione del Centenario! Vergogna! Vergogna ed ancora vergogna! Il Centenario non gli appartiene, non gli è mai appartenuto e mai gli apparterrà. Diciamo che ha la fortuna di essere lì in concomitanza dell'evento. Questa è la verità. Il Centenario della Reggina appartiene alla Città di Reggio di Calabria, alla sua gente, agli sportivi ed ai suoi tifosi che disertano lo stadio solo per un motivo: lui! Anche questo diciamo da anni: i tifosi non hanno mai abbandonato il loro amore ma semmai lo seguono da lontano preferendo non sostenerlo più economicamente. Se ci chiedessero di esprimere un desiderio? Subito: va bene la Lega Pro purché senza di lui e senza i suoi discendenti e/o affini! La notizia ufficiale dei non voluti e non previsti festeggiamenti è arrivata qualche giorno fa dalle pagine di un quotidiano messinese ma al Foti molto vicino. Già nei mesi scorsi, però, un seguitissimo blog (Iddusapi) ed una altrettanto qualificato Gruppo Facebook (Area Amaranto), da cui molti colleghi apprendono nozioni tattiche e tecniche, umori e rumors della tifoseria senza, però, mai citarne la fonte, aveva lanciato l'allarme: nessuna notizia, nessun riferimento, niente di niente che lasciasse presagire ad una celebrazione degna di nota del Centenario amaranto. Gli amministratori del blog e del Gruppo sono stati lungimiranti ed hanno avuto ragione da vendere ed è quindi giusto dargliene atto senza arrogarci titoli o meriti non nostri. Non ne siamo certi, pronti ad essere ancora stupidi in negativo, ma forse è proprio questo il punto più fondo della Storia amaranto. In fondo, alle Lega Pro, Prima o Seconda divisione che sia, ci siamo abituati: la nostra Storia nasce da lì. Avremmo visto e vissuto 9 campionati di A se non fossimo prima passati da Nocera, Pagani, Ischia, Agrigento, Caltanissetta, Rende e via dicendo? Probabilmente no! Non è la Lega Pro che ci spaventa, è il comportamento offensivo di taluno che ci indigna. Ecco perché, quando abdicherà, il “Granillo” tornerà a riempirsi in qualunque serie la Reggina disputerà il suo campionato. Prima che ce ne dimentichiamo: SABATO 11 GENNAIO E' IL COMPLEANNO DELLA NOSTRA REGGINA, IL SUO 100°, ED ALLORA FESTEGGIAMOLA NOI, TUTTI INSIEME, URLANDO A GRAN VOCE, AFFINCHE' VENGA UDITA DAI PIU', IL NOSTRO LEGAME A LEI ED A NESSUN ALTRO INDISSOLUBILE NEL TEMPO: NON "NEI NOSTRI CUORI" MA A VOCE ALTA: FORZA REGGINA. Ad maiora, NOSTRA REGGINA! P.S.: riportiamo il testo di un sms inviatoci da un "fratello amaranto": Popolo amaranto avanti! Noi che l'abbiamo sempre amata, noi che l'abbiamo sempre sostenuta, non che ci siamo sempre stati nel bene e nel male, coloriamo, sabato 11 gennaio alle ore 18, l'Arena Ciccio Franco. Armiamoci di sciarpe, striscioni, bandiere, panettoni, petrali, e spumante e festeggiamo questi CENT'ANNI INSIEME. Portate i bambini perché sia una festa, invita un amico, un fratello e ricorda che questa dev'essere sì una catena ma di SAN GIORGIO! AVANTI ULTRAS!!! (Nelle foto in basso i loghi, su maglia e pantaloncini, celebrativi del ventennale della Reggina nella stagione 2006/2007 e la locandina con maglia celebrativa del venticinquennale nella stagione 2011/2012: ecco perchè il Centenario non appartiene a questa Reggina salvo che, per qualcuno, se nel 2011 erano 25 e nel 2014 sono 100, ogni anno solare ne vale 25 societari).

 


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Regione Calabria: i comunicati stampa del 7 gennaio 2014

(8) Mimmo Talarico: interrogazione a risposta scritta (art. 121/Regolamento del Consiglio) al Presidente della Giunta regionale, On. Giuseppe Scopelliti, ad all’Assessore alla Cultura, On. Mario Caligiuri, in ordine allo stato in cui versa l’area archeologica di Sibari.

 

Premesso: che quasi un anno fa, a causa di abbondanti piogge, il fiume Crati è straripato sommergendo il sito archeologico di Sibari, Thuri e Copia; che attualmente l’intera area degli scavi di Sibari è coperta da una massa di fango alluvionale, peraltro già solidificato, perciò non più fruibile da parte di chi volesse visitarla; che in un anno non è stato realizzato alcun intervento che possa mettere al riparo da altre calamità idrogeologiche questo sito e molto poco è stato fatto per ripulirlo dal fango e dai detriti che lo sommergono; che in una situazione di forte precarietà si trova anche l’annesso museo, dove i reperti rischiano seri danneggiamenti a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal soffitto; che la Regione Calabria, nonostante le ripetute sollecitazioni di sindaci, associazioni ed intellettuali, per una concreta presa in carico della questione, non ha finora mostrato un tangibile interesse per la stessa, ancorché avesse annunciato, ormai un anno fa, un investimento di oltre venti milioni di euro ed il “completo ripristino” degli scavi entro marzo 2013; che ultimamente, stante l’inerzia delle istituzioni pubbliche, sono partite alcune iniziative, da parte di intellettuali ed importati testate giornalistiche, volte ad a mobilitare l’opinione pubblica sull’argomento ed a raccogliere fondi da destinare alla messa in sicurezza degli scavi e del museo di Sibari; che l’area archeologica di Sibari, tra le più importanti del Mediterraneo, al di là del suo valore turistico, costituisce un simbolo identitario tra i più importanti della nostra regione; per sapere: Quali concrete e tempestive iniziative si intendono assumere per il recupero, la messa in sicurezza e l’opportuna valorizzazione degli scavi di Sibari; Se e quando si potranno realizzare gli investimenti che sarebbero stati fatti rientrare nel piano regionale dei beni culturali, d’intesa con il Ministero della Coesione territoriale, annunciati un anno fa dall’Assessore regionale alla Cultura. (9) L’Assessore Caligiuri ha commentato una ricerca Istat secondo cui la Calabria è ai primi posti nella lettura dei libri digitali. L’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, commentando la ricerca diffusa nei giorni scorsi dall’Istat su "La produzione e la lettura di libri in Italia", ha sottolineato che “ritrovarsi ad essere fra le prime tre regioni d’Italia nella lettura dei libri digitali, dimostra che in Calabria è in atto una trasformazione culturale profonda. Un segnale di cambiamento e di novità per l'intera societa' calabrese che va guardato con grande interesse e deve rappresentare il presupposto per aumentare ulteriormente anche la lettura dei libri di carta". Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale -, se da un lato il Sud Italia legge meno rispetto soprattutto al Nord, dall’altro ci troviamo di fronte a differenze territoriali che si invertono quanto a e-book scaricati e letti nell’anno appena trascorso. Ai primi posti della classifica nazionale si trovano, infatti, Basilicata, Lazio e Calabria. “Un dato – ha aggiunto Caligiuri – perfettamente coerente con quanto da noi anticipato alla vigilia di Natale sulla vendita in Calabria degli book reader e dei prestiti dei libri digitali nelle biblioteche della nostra regione. Inoltre, se è vero che la tendenza a leggere libri elettronici è più diffusa nelle fasce giovani, significa che i trend di propensione alla lettura  si stanno realmente modificando". L’assessore Caligiuri ha infatti ricordato che nel portale delle biblioteche della regione (www.bibliotechecalabria.it) è rinvenibile una sezione apposita dove scaricare e-book, quotidiani e audiolibri. g.m.

 

 

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Reggio di Calabria: Anassilaos, giovedì 9 si ricorderà la Serva di Dio Rosella Staltari a 40 anni dalla morte

(12) Il 4 gennaio del 1974 si spegneva la Serva di Dio Rosella Staltari. Nel 40° anniversario del pio transito la Chiesa di San Giorgio al Corso, la Congregazione Figlie di Maria SS.ma Corredentrice e l’Associazione Culturale Anassilaos dedicano a Rosella un incontro sul tema “Rosella Staltari: un’anima spiccatamente “donna” nella sua vocazione cristiana” che si terrà giovedì 9 gennaio alle ore 19,15 presso la Chiesa di San Giorgio,

 

con l’intervento di Don Antonio Santoro, Parroco di San Giorgio, Suor  Carla Nostro, Dr.ssa Francesca Messineo e del Dott. Stefano Iorfida. Al termine dell’incontro ci sarà la consegna delle borse di studio “Giovanni Messineo”. Rosella Staltari nasce il 3 maggio 1951 terzogenita, da Antonio e Maria Reale, in località "Cacciagrande", in contrada Antonimina. A distanza di pochi mesi, a causa della terribile alluvione del 1951,  la famiglia, già duramente colpita dalla povertà, è costretta a trasferirisi ad Antonimina. A soli due anni e cinque mesi, perde tragicamente la mamma per una banale caduta. Rimasta orfana, la bambina trova accoglienza presso l'Istituto "Scannapieco" di Locri (RC), dove resta fino all'età di 14 anni. Gli anni della crescita e dell' adolescenza di Rosella sono caratterizzati da sofferenze e privazioni e da una terribile carenza d'affetto. Tutto ciò  incide profondamente nell'animo della ragazza e la rende ipersensibile e probabilmente mina anche la sua salute rendendola precocemente matura. precocemente. All'età di 16 anni scrive: "Ero ancora bambina e mi sembrava d'aver vissuto abbastanza, mi sembrava di esser più grande da non  aver bisogno d'alcuno; ma non mi accorgevo, che il dolore mi accresceva l'età". Conseguita a Locri (RC) la licenza media, Rosella viene trasferita a Reggio Calabria, dove operano le Figlie di Maria SS. Corredentrice, che gestiscono una Casa-Famiglia in cui vengono accolte ragazze assistite da Enti vari perché orfane, bisognose o con situazioni familiari difficili. L'ingresso nel nuovo Istituto, avvenuto in data 15 ottobre 1965, sprona Rosella a recuperare luce, ordine e un deciso orientamento ai genuini valori nascosti nel suo profondo come perle preziose. Lì si troverà accanto un Sacerdote santo, Padre Vittorio Dante Forno, Fondatore della Congregazione religiosa, dal cuore di padre, ed una Direttrice, sig.na Maria Salemi, collaboratrice al Progetto di Fondazione i quali la guideranno sapientemente nel suo cammino ascetico – mistico. Nel nuovo ambiente, gratificante ed accogliente, ben diverso da quello in cui era vissuta precedentemente, Rosella completa il suo Corso di Studi, conseguendo prima il Diploma di Segretaria d'Azienda e successivamente quello di Maestra di Scuola Materna. Rosella non appare diversa dalle altre, svolge la sua vita con le difficoltà comuni alle compagne della sua età, ritiene di avere un carattere difficile e si definisce "selvaggia". Rivela una tempra eccezionale, una capacità di autocontrollo e una instancabile disponibilità al sacrificio. Mantiene una fitta corrispondenza con i Superiori dell'Istituto, poiché ella stessa afferma che a causa del suo "pessimo" carattere non riesce ad esprimersi a voce e ricorre allo scritto per farsi aiutare nella vita spirituale. Rosella fin dalla fanciullezza nutre grande devozione verso la Madonna; ogni ricorrenza mariana è da lei vissuta con visibile e straordinario zelo. Ogni lettera o pagina di diario porta scritto il saluto "Ave Maria" . La sofferenza tempra e purifica il suo spirito e lo dispone verso scalate sempre più ripide e scoscese. Sempre proiettata verso i valori soprannaturali, Rosella matura nel suo cuore il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Percorsi i tempi prestabiliti, il 2 luglio 1973, e può finalmente pronunciare i voti. Ella crede fermamente che per seguire Cristo in maniera radicale bisogna spogliarsi di tutti e di tutto. A pochi mesi dalla sua morte, in data 9 ottobre 1973, Ella scrive: "Io però, Gesù, voglio essere Tua e non ti darò pace, finché non mi vedrò accanto a Te". Nell’ultima lettera ai Superiori (24 dicembre 1973) scrive: "Ho bisogno che voi stessi mi guidiate verso la Strada della vera Luce, quella Luce che non ha ombre di nessun genere". Il 4 gennaio 1974, alle ore sette del mattino, Rosella trovata dalla sua consorella immobile nel suo letto, con una statuina della Madonna stretta tra le mani e il Crocifisso della Professione pendente dal collo. In un calendarietto del 1974 aveva scritto: "Luce di fede: cammino di pace incontro a Gesù".

 

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Lo Stretto di Messina al centro esatto del Mediterraneo, un gruppo di laureandi in Scienze Politiche dà vita a “Mediterranean Affairs”

(6) Basta racchiudere il Mare Mediterraneo all’interno di un quadrato e tracciare le sue diagonali per notare come l’area dello Stretto di Messina sia precisamente al suo centro.

 

Basta guardare alla storia della sponda calabrese e di quella siciliana per comprendere la centralità della stessa nelle dinamiche politiche, economiche e culturali del “Mare Nostrum” . Proprio in quest’area, un gruppo di giovani laureandi in Scienze Politiche ha dato vita a “Mediterranean Affairs”, un progetto informativo che come obiettivo fornire informazioni e approfondimenti sulle dinamiche politiche, economiche, socio-culturali e storiche internazionali dell’area mediterranea. L’obiettivo di “Mediterranean Affairs”, creato da Giacomo Morabito assieme a Giancarlo e Luca Assumma, Giovanni Gatto, Giuseppe Ielo, Demetrio Labate e Gabriele Quattrocchi è quello di analizzare lo scenario geopolitico dei Paesi che si affacciano sul “Mare nostrum” entrando negli ambiti prettamente politici senza trascurarne altri, ad esempio, come quelli religiosi o energetici. Non soltanto: il discorso sarà ovviamente inquadrato anche in ottica mondiale, guardando a grandi potenze che geopoliticamente si fanno sentire nel nostro mare come gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. Insomma, “Mediterranean Affairs” si pone come chiave di lettura dei Paesi e delle aree geografiche che si affacciano sul “Mare nostrum” e non solo. E – perché no? – anche come strumento per contribuire alla rinascita della “mediterraneità” dell’area dello Stretto di Messina.

 

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Reggio di Calabria: Cuzzola (Dialogo Civile) “Dissesto degli enti locali, un dramma da evitare”

(4) di Enzo Cuzzola*. ll dissesto rappresenta per una comunità territoriale un evento sicuramente nefasto. Perché, a prescindere dagli aumenti di aliquote e tributi, destinati al solo ripiano dell’indebitamento pregresso, non si riesce mai a soddisfare pienamente le pretese dei creditori,

 

spesso rappresentati da imprese ed artigiani locali, che in tale evenienza rischiano seriamente anche la loro stabilità occupazionale, compromettendo irrimediabilmente l’economia e l’occupazione locali, già seriamente compromesse dalla spaventosa crisi che si sta attraversando. Infatti le procedure di dissesto in corso, malgrado lo stanziamento di 100 milioni di euro, a favore delle stesse, disposto dal decreto legge 35/2013, stentano a chiudersi e probabilmente non si chiuderanno mai, dato che l’articolo 31, comma 15 della Legge 289/2002, ha abrogato la possibilità di far ricorso al mutuo per finanziare la massa passiva del dissesto. In effetti, attualmente, il mutuo può coprire solo debiti di parte capitale o anche debiti di parte corrente, solo però se sorti antecedentemente alla riforma costituzionale del 2001. Il Consiglio di Stato è intervenuto sulla questione, con riferimento al comune di Paola, con l’ordinanza n. 1152/2013 emessa dalla V Sezione il 27 marzo 2013, affermando che il dissesto è un evento di carattere eccezionale e drammatico nella vita dell’Ente comunale, perché cede parte della sua autonomia allo Stato Centrale che penetra nell’Ente con una Commissione Straordinaria di Liquidazione, che gestirà tutte le passività, inoltre il Comune perde la propria capacità di autodeterminazione nelle normali scelte amministrative ed è obbligato, per i cinque anni successivi alla dichiarazione, a predisporre delibere, non revocabili, di aumento massimo di tutte le aliquote/tributi e tasse, inoltre vi è l’obbligo di riduzione drastica del personale in eccedenza, il divieto di nuove assunzioni, il congelamento dei crediti e delle procedure esecutive e dei pignoramenti, il blocco assoluto dell’accensione di nuovi mutui o finanziamenti e il taglio dei servizi indispensabili (mense scolastiche, scuolabus, interventi sociali, etc.). Prosegue poi il Consiglio di Stato indicando all’Ente la via da seguire: evitare in ogni modo la dichiarazione di dissesto attraverso il ricorso ai mezzi legali predisposti dal Legislatore. Allora perché fare fallire un ente locale, espressione esponenziale della collettività. In questo particolare momento, la norma, nata con il decreto legge 174/2012, sul riequilibrio finanziario pluriennale, ha rivelato tutta la propria utilità, dimostrata dal crescente utilizzo che gli enti ne fanno. Ben farebbe allora il Legislatore a puntare sulla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, sopra citata, in luogo dell’obbligo al dissesto, guidato da Corte dei conti. Il dissesto cosiddetto guidato è stato introdotto dal comma 2, dell’articolo 6, del decreto legislativo 149/2011. Detta norma prevede che, qualora dalle pronunce delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti  emergano  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario e lo stesso ente non abbia adottato, entro il termine assegnato dalla  Corte dei conti, le necessarie misure correttive previste la competente sezione  regionale,accertato l'inadempimento, trasmette gli atti al Prefetto e alla  Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.  Ove  sia  accertato,  entro  trenta  giorni  dalla predetta trasmissione, da parte della  competente  sezione  regionale  della Corte dei conti, il perdurare dell'inadempimento da parte  dell'ente  locale delle citate misure correttive e la  sussistenza  delle  condizioni  di  cui all'articolo 244 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267del 2000, il Prefetto  assegna  al  Consiglio,  con  lettera  notificata  ai singoli consiglieri,  un  termine  non  superiore  a  venti  giorni  per  la deliberazione del dissesto. Stante, allora, che la via della adozione del piano pluriennale di riequilibrio appare la più  percorribile, anche se sicuramente la più onerosa  (nel profilo dell’impegno gestionale per la amministrazione attuale e le future, dato che é comune esperienza infatti che le amministrazioni, con il ricorso alla ordinaria procedura di dissesto, finiscono per essere sgravate da tutta una serie di azioni tendenti al risanamento, continuando nella loro azione scarsamente produttiva, mentre con la procedura di riequilibrio sentirebbero il fiato sul collo della amministrazione e dei cittadini), sarebbe utile che il Legislatore provvedesse alla modifica della procedura del dissesto guidato. Dato quindi, che la Calabria è la Regione che ha, da sempre, registrato il più alto numero di dissesti, come è la Regione a più alto rischio attuale di dissesto negli enti locali, lanciamo un appello a tutti i Parlamentari Calabresi, di qualunque forza politica, affinché affrontino la problematica. In luogo del dissesto guidato, si potrebbe infatti introdurre, con opportuna modifica dell’articolo 6 sopra citato, l’obbligo della procedura decennale di riequilibrio. In sostanza, all’emergere di  comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria, violazioni degli  obiettivi  della finanza pubblica allargata e irregolarità contabili o squilibri  strutturali del bilancio dell'ente locale in grado di provocarne il dissesto finanziario, Corte Conti provvede a diffidare gli enti ad adottare un piano di riequilibrio. Sanzionando l’omessa adozione nei termini assegnati con lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina del commissario ad acta, così come avviene per la omessa approvazione dei bilanci. Tuttavia, dato che con la modifica, si vuole salvare le amministrazioni e non gli amministratori, questi ultimi, quando ritenuti responsabili del dissesto, andrebbero adeguatamente sanzionati pecuniariamente, mai con la ineleggibilità, sanzione questa troppo strumentalizzata dalle opposizioni che spesso tifano a favore del dissesto,senza farsi scrupolo dei danni che provocano. *Fondatore Associazione Dialogo Civile e già dirigente settore Finanze del Comune di Reggio Calabria.

 

 

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