Praticò dopo l’approvazione del Consiglio Regionale della legge che regolerà in materia sportiva: “Ora lo sport può aiutare la Calabria a decollare”

Il 15 novembre 2010 è una data storica per il mondo dello sport calabrese. Finalmente il Consiglio Regionale ha approvato, all’unanimità,  la proposta di Legge relativa alle “norme in materia di sport nella Regione Calabria”. Una legge che arriva a distanza di 26 anni dall’ultima datata 1984, del tutto obsoleta e mai entrata pienamente in vigore. “Ringrazio – ha commentato il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò – tutti i soggetti politici e sportivi che hanno contribuito affinché il sogno, dopo un quarto di secolo, sia diventato realtà”. “In particolar modo – ha continuato Praticò – ringrazio il governatore Giuseppe Scopelliti, il quale ha dimostrato non solo la capacità di mantenere l’impegno preso prima della sua elezione ma per aver compreso a pieno l’importanza di una normativa che contribuirà notevolmente ad un rilancio della nostra regione in materia sportiva, innanzitutto, ma anche sociale, culturale, economica e turistica”.

Fondamentale, per il risultato ottenuto, è stato il lavoro prodotto dal presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, dai consiglieri Giovanni Bilardi, Luigi Fedele, Giulio Serra e Pasquale Tripodi, dalla III Commissione consiliare e dal suo presidente, Nazzareno Salerno. Anche l’Asi ha dato il suo contributo con il presidente nazionale, Claudio Barbaro, ed il consigliere Tino Scopelliti, accelerando l’iter della proposta di legge e suggerendo elementi per una sua migliore applicazione. Decisiva, a dimostrazione dell’interesse sportivo nazionale nei confronti della Calabria, è stata la vicinanza del presidente del Coni, Gianni Petrucci, che ha condiviso in pieno la proposta di legge classificandola come una delle migliori realizzate in Italia. “Sicuramente – ha aggiunto Praticò – dimenticherò qualcuno nei miei ringraziamenti perché sono state davvero tante le persone coinvolte che hanno contribuito ad organizzare al meglio ed in tempi brevi quest’importante progetto. Un lavoro che ci ha impegnato per tanti anni, che ha avuto nuova linfa nel giorno in cui il governatore Scopelliti ha consegnato al Coni Calabria i locali di Gallina destinati ad ospitare la Scuola Regionale dello Sport e, nell’occasione, ha promesso che la Legge  per lo sport, entro l’anno, sarebbe diventata realtà”. A proposito dell’impianto di Gallina, Praticò attende che i lavori per la sua ristrutturazione vengano avviati al più presto considerando che la Scuola, operativa da tempo, per l’indisponibilità della propria sede, è costretta a peregrinare continuamente sul territorio calabrese per svolgere la sua attività. “Pertanto – ha continuato il presidente del Coni Calabria – occorre ora prendere piena coscienza che lo sport, ai giorni nostri, è un’importante attività formativa per garantire un futuro di qualità alla nostra società. Lo sport, come ripeto da anni, è una ‘scuola di vita’, capace di insegnare ai nostri ragazzi regole che la società moderna, sempre più intollerante verso il prossimo e sempre più priva di principi etici, ha smarrito da tempo. In Calabria il Coni, le Federazioni, le Discipline associate, gli Enti di promozione, le Associazioni benemerite, il Comitato Paralimpico, le società e le associazioni sportive, i dirigenti e gli atleti tutti, che hanno da sempre condotto un duro e sacrificato lavoro per dare un futuro migliore e più sano alla regione, dal 15 novembre 2010, possiedono un’arma in più”.

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T. B. Viola, coach Polimeni ed il ” violino” Smorto al raduno della Nazionale Under 16 a Roccaporena di Cascia (PG)

Queste le parole del coach Giuseppe Polimeni, appena rientrato dopo la positiva esperienza al raduno della Nazionale Italiana U16 a Roccaporena di Cascia (PG). Esperienza condivisa con il “violino” Antonio Smorto (nella foto), atleta classe 1995 del gruppo Under 17 Viola, convocato dallo staff azzurro e già a suo agio nella canotta azzurra. Il giovane ha avuto la possibilità, ancora una volta, di confrontarsi con i migliori prospetti dell’annata ’95, cercando di migliorare ancora in vista delle convocazioni agli Europei di categoria in programma il prossimo anno in Lituania.

Coach Polimeni raccontaci l’esperienza tua e di Antonio Smorto nel raduno della Nazionale Under 16 in quel di Roccaporena di Cascia. "L’esperienza è stata senza dubbio molto positiva e stimolante, Antonio ha potuto nuovamente confrontarsi con dei pari età di buonissimo livello lavorando per tre giorni con uno staff di assoluto valore, ed io oltre ad aver potuto assistere a tutti gli allenamenti e test fisici che i ragazzi hanno svolto, ho potuto anche confrontarmi con chi come me era lì a Roccaporena per lo stesso motivo mio. Allenatori ed assistenti da tutta Italia e da molti di quei luoghi che fanno della pallacanestro "quasi" una religione (Bologna – lato Virtus e lato Fortitudo, Milano – Armani J., Treviso – Benetton, Siena – Montepaschi e tante altre..). Molto interessante è stata una riunione che abbiamo fatto sabato sera (finita alle 1:30) dove si è parlato delle lacune e dei lati forti di questi ragazzi e confrontare le proprie idee con gente come Gebbia, Bocchino e Bizzozi non è una cosa da tutti giorni". Quali sono stati i principali temi tecnici trattati da coach Bocchino? "Coach Bocchino ed il suo staff si sono soffermati maggiormente sul trattamento della palla quindi esercizi di ball-handling e l’utilizzo della mano debole, sulla tecnica dello smarcamento (esercizi che guardavano soprattutto a sfide internazionali dove la nostra nazionale soffre la fisicità delle altre squadre come per esempio la Francia) e su quella del passaggio. Non potevano mancare nozioni sulla difesa 1vs1 sia in fase di transizione sia in fase di gioco a metà campo, oltre ai molteplici esercizi di contropiede dove trattamento della palla, capacità di passaggio e abilità a muoversi negli spazi sono punti fondamentali per sviluppare il gioco di una squadra". Come hai visto Antonio in mezzo ai migliori coetanei d’Italia e quali sono state le sue impressioni al termine del raduno? "Antonio ha fatto un buon raduno a mio modo di vedere, sempre attento, voglioso e mai intimorito anche di fronte a gente più grossa di lui. Si è allenato e ha giocato con coraggio e determinazione, cosa che coach Bocchino ed il suo staff avranno sicuramente notato. Il suo livello di pallacanestro non era assolutamente inferiore a quello medio visto in campo per tutto il raduno, anzi. Per lui doveva essere un confronto e una sfida (visto che in ballo ci sono le convocazioni per l’Europeo 2011 che si giocherà in Lituania) e credo che dopo questi tre giorni sia decisamente in corsa per una di quelle maglie. Al termine del raduno l’ho visto sereno e consapevole che per dodici maglie ci sono molti bravi giocatori in lizza. Sa che deve allenarsi e migliorare alcuni aspetti del suo gioco e questo è un buon punto dal quale ripartire. Quel che è certo è che io farò il tifo per lui". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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T. B. Viola, sconfitta in serie D per la Scuola Basket

Target Basket – SB Viola 97-68 (parziali: 18-15; 49-28; 74-52). Target: Errigo 15, Marra 10, Zumbo 22, Bruzzese 11, Ieria 6, Calabrò 12, Scappatura, Pecora 7, De Stefano 14, Massa. All. Putortì. SB Viola: Barrile 2, Costantino 3, Scordino 8, Rappoccio 7, Iero 7, Brienza 6, Pandolfi 7, Viglianisi 4, Cuzzola 14, Lombardo 10. All. Di Manno. Esordio negativo nel campionato di serie D per il gruppo ‘94/’95 U17, che si è arreso alla Target Basket al termine di un match giocato discretamente solo i primi 10 minuti. L’inizio è stato tutto per i ragazzi di coach Di Manno che sono volati sul 10-2 grazie ad una difesa aggressiva ed una serie di contropiedi velocissimi.

La Target però è riuscita a rientrare pian piano, sorniona e meno arruffona rispetto ad inizio partita ed il primo quarto si è concluso con un +3 interno. Nel secondo quarto la squadra di casa ha abbandonato la difesa ad uomo ed è passata a zona 3-2, abbassando notevolmente il ritmo di gioco e gestendo meglio l’attacco; di contro la Viola non è riuscita ad esprimere più il gioco in velocità, abbattendosi oltremodo caratterialmente. Anche la difesa non è stata più in grado di contenere globalmente i padroni di casa dando l’impressione di essere rassegnata. Si è andati all’intervallo lungo sul più 21 (49-28) per la Target e le successive due frazioni di gioco hanno visto una piccola reazione dei “violini”, più grintosi in difesa ed un po’ più convinti in attacco, anche se i padroni di casa hanno sempre ben controllato il vantaggio, culminato nel più 29 finale (97-68). Ecco le parole di coach Di Manno al termine dell’incontro. Coach, partenza sprint dei tuoi ragazzi e poi blackout. Cosa è successo? "Nei primi 10 minuti siamo riusciti ad esprimere quello che dovrà diventare il nostro gioco abituale, fatto di difesa aggressiva e rapidi contropiedi, non appena i nostri avversari sono riusciti a controllare il ritmo, la partita è completamente cambiata. Con ritmi più bassi hanno potuto avere facilmente la meglio la tecnica e la fisicità di chi ha molti più anni di pallacanestro sulle spalle rispetto ai miei ragazzi". Rispetto al piano partita da te preparato cosa ha funzionato e cosa no? "Potrà sembrare strano, ma il piano partita non l’avevamo e non credo l’avremo per ancora un po’ di tempo, non è la nostra priorità. Stiamo pensando con tutto lo staff a come far migliorare questi ragazzi e al momento la partita rappresenta una verifica del lavoro fatto prima e un momento di riflessione per prendere spunti sul lavoro da fare dopo". Il tuo gruppo, in settimana, affronterà due impegni ravvicinati. Mercoledì esordio nel campionato di categoria U17 e venerdì seconda giornata del campionato di D. Cosa ti aspetti da queste due gare? "Sicuramente piccoli passi in avanti dal punto di vista tecnico e poi una piccola prova di maturità nell’atteggiamento. Nella prima partita ci siamo abbattuti troppo facilmente quando le cose sono iniziate ad andare male, se ciò dovesse ripetersi dovremmo essere pronti a reagire e continuare a giocare senza perdere fiducia". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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T. B. Viola, inizia il campionato Under 17

Scatta l’ora di inizio anche per il campionato Under 17 ed il settore giovanile della Viola si presenta ai nastri di partenza con voglia di ben figurare e con obiettivi che vanno al di là del risultato sportivo ad ogni costo. Alla prima fase, a carattere provinciale, partecipano 12 squadre suddivise in due gironi da sei squadre ciascuno con partite di andata e ritorno. Il girone A comprende SB Viola “A” e “B”, Nuova Jolly, ProPellaro Basket, Basket Villa San Giovanni e Diamond Basket; il girone B è formato da Pol.Gioiosa Marina, Basket Roccella, Cestistica Gioiese, Eutimo Locri, ASPI Padre Monti Polistena ed YMCA Siderno. Al termine della regular season, in semifinale provinciale saranno promosse la prima e la seconda di ogni girone che si affronteranno in partite di andata e ritorno. Le due squadre vincenti saranno poi ammesse al girone unico regionale. Alla vigilia dell’esordio abbiamo fatto tre domande a coach Pasquale Motta.

Coach Motta, ha inizio il campionato Under 17. Presentaci velocemente la squadra che si appresta a disputarlo. "Con piacere e responsabilità insieme a Giuseppe Di Manno ed a Giuseppe Polimeni, prendo il testimone dal collega Domenico Bolignano che ci ha preceduti negli ultimi anni. Affronteremo questo campionato con il gruppo ’94-’95 capitanato da Brandon Viglianisi e dal fresco azzurro Antonio Smorto, con la nota positiva dell’ inserimento di due ’96, Latella di Gioia Tauro e Lupusor, sotto la guida del preparatore fisico Fabio Falcomatà. Non tralasciando i dirigenti Bruno Calarco e Carlo Malara che danno il loro contributo con entusiasmo e competenza". Quali sono gli obiettivi che, insieme a coach Di Manno e coach Polimeni, vi siete prefissati? "La squadra ha l’ ambizione di rappresentare un settore giovanile che, diretto da Pasquale Iracà, è già in notevole crescita. Ambizione che va realizzata con l’ impegno di tutti nel rispetto dei reciproci ruoli. Oltre ai miglioramenti tecnici dei ragazzi ed ai risultati sportivi, il nostro primo obiettivo sarà quello di prestare grossa attenzione al rispetto verso le persone con cui entreremo in relazione, siano essi avversari, arbitri o semplici osservatori. Tutto ciò con educazione e sportività, valori che da sempre hanno contraddistinto la Viola. Cercando di portare questa gloriosa società ai livelli che le competono". Quali possono essere le squadre "favorite" in questo campionato, sia in provincia che in regione? "A livello provinciale sicuramente la Nuova Jolly che ben si sta comportando nel campionato di C Regionale, egregiamente allenata dal mio amico Gianni Tripodi. A livello regionale, la Virtus Catanzaro che annovera tra le sue fila giocatori con punti nelle mani in grado di dare respiro ai titolari nel campionato di B Dilettanti". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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Melfi (PZ): la Viola “stecca” la settima

altInvicta Potenza – Liomatic Viola Reggio Calabria: 79–74  (parziali 18-20, 38–44, 59–63). POTENZA: Di Pierro 12, Castoro 13, VEnturelli 21, Malpede 6, Bruno 8, Falcone n.e., Filloy 13, De Angelis n.e., Onetto 8, Blardone n.e. All. Russo. REGGIO CALABRIA: Lorenzetti 8, De Marco, Dalfini 8, Grasso 4, Mobilia 9, Viglianisi n.e., De Gregori 4, Ruggeri 11, Cavalieri 19, Crucitti n.e. All. Fantozzi. Arbitri: Crescenzo e Belfiore di Roma. Settima giornata del campionato di Serie B Dilettanti con la Viola che era di scena Melfi. La compagine neroarancio torna a casa con la prima sconfitta stagionale. I ragazzi di coach Fantozzi pagano un quarto periodo in cui hanno concesso libero spazio alle iniziative dei padroni di casa che hanno sfruttato a pieno il vantaggio del fattore campo.

I reggini hanno provato a reagire, ma, alla fine, anche per qualche fischio troppo casalingo è Melfi a festeggiare la terza vittoria del suo campionato. La settimana non comincia nel migliore dei modi per i reggini che perdono in corso d’opera Andrea Padova e Zampogna. Il primo ha un problema muscolare che lo terrà lontano dai campi da gioco per circa un mese mentre il nativo di Palmi si è distorto una caviglia e non ha partecipato al viaggio di Melfi.  Si parte con il match in sostanziale equilibrio anche se è la Viola a provare qualche fuga ma i padroni di casa con Venturelli e Di Pierro tangono botta e non lasciano scappare la compagine dello strett che comunque chiude il primo tempo sopra di sei punti. L’inerzia è sempre in mano della Viola anche nel terzo periodo. Lorenzetti è incisivo dalla panchina e Cavalieri è in ottima serata anche se l’ex Patti soffre un po’ quando deve portare palla data la già citata assenza di Zampogna. Nell’ultimo quarto, Melfi alza la pressione in difesa e comincia a trovare con continuità la via del canestro; la Viola si blocca ed infatti coach Fantozzi deve chiamare un paio di time-out per fermare l’impeto dei suoi avversari. Si arriva agli ultimi giri di lancetta con la gara in mano ai ragazzi di coach Russo che non sbagliano quasi mai dalla lunetta e si portano a casa un successo d’oro. La Viola invece regista il primo stop stagionale e recrimina per le assenza e per un quarto periodo da dimenticare. Sette gare dunque vanno in archivio ed adesso l’attenzione in casa Viola si sposta immediatamente al big-match previsto per domenica prossima. A Polistena , nell’ultimo incontro da disputare in campo neutro, Grasso e compagni riceveranno i rivali di Capo d’Orlando in una sfida che vedrà protagoniste le due principali favorite per il salto di categoria. La Viola spera di recuperare quanto meno Zampogna anche se non sarà facile averlo in campo dato che il suo problema alla caviglia è abbastanza serio. Intanto, la società neroarancio nei giorni scorsi ha comunicato che saranno organizzati due pullman gratuiti per consentire ai tifosi di Reggio di raggiungere Polistena. L’obiettivo è quello di avere degli spalti gremiti e creare un’atmosfera incandescente che possa caricare ulteriormente una Viola a caccia di un successo importantissimo. La nuova dirigenza vuole avvicinare nuova gente alla realtà neroarancio ma non si dimentica dei vecchi supporter, quelli che hanno seguito la Viola in tutto il suo recente percorso, quelli che andavano a Trieste per seguire una squadra reduce da nove sconfitte consecutive. Quelli traditi in più di un’occasione e che adesso non vogliono più essere presi in giro. Nei giorni scorsi ci sono stati una serie di incontri con alcuni dirigenti che vorrebbero unire ai nuovi supporter, lo storico zoccolo duro del grande tifo neroarancio. Infine, grande entusiasmo in casa Viola che ha mandato a Perugia Antonio Smorto. Il giovane talento reggino è stato convocato in un raduno della nazionale di categoria con Gaetano Gebbia supervisore del progetto. Smorto si è messo nuovamente in luce nel massimo contesto nazionale. La Viola vuole seguire i progressi di questo ragazzo e fargli sentire continuamente una presenza al suo fianco, proprio per questo è stato mandato in Umbria Giuseppe Polimeni, uno dei più qualificati istruttori dell’organigramma tecnico che ha fatto da chioccia all’esterno reggino in questa sua prestigiosa esperienza in nazionale.

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Serie Bwin, XV^ giornata: Reggina Torino: 1-1

Reggina – Torino: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa ed Acerbi; Adejo (dal 62° Laverone), Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci (dall’81 Sy) e Bonazzoli (dal 35° Zizzari). In panchina: Kovacsik, Rizzato, Castiglia e Tedesco. All.: Atzori. Torino (4-2-3-1): Bassi; D’Ambrosio, Pratali (dal 9° Rivalta), Ogbonna e Zavagno; De Vezze e De Feudis; Lazarevic, Sgrigna e Scaglia (dal 65° Belinghieri); Bianchi (c) (dal 17° Pellicori). In panchina: Morello, Suciu, Gasbarroni e Zanetti. All.: Lerda. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Melloni di Modena e Iori di Reggio Emilia. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Marcatori: Bonazzoli al 5° e Bianchi al 13°. Ammoniti: Zavagno all’11°, Missiroli al 59°, Pellicori al 68° e De Feudis all’84°. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 6 Torino. Spettatori paganti: 1912. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 29.520. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 5477. Incasso totale: € 51.897. 

Note. La Reggina vanta, è il caso di dirlo, un considerevole +15 rispetto alla scorsa stagione. 27 sono i punti conquistati fino ad oggi (stesso risultato ottenuto nella scorsa stagione raggiunto dagli amaranto solo a cavallo tra la 24ma e 25ma giornata e non, come quest’anno, alla 14ma: infatti, alla 24ma la Reggina perse a Vicenza e restò a quota 26, Iaconi oltre a quella partita perse anche la panchina ed alla 25ma, con il subentro di Breda, si vinse contro il Mantova e si andò a quota 29. Restando in 10, la Reggina in dieci vince per la prima volta dopo due sconfitte a Livorno e Padova. Vittoria n. 70 fuori casa in serie B. Per la seconda volta la Reggina rimonta e vince dopo uno svantaggio iniziale (era già successo con il Vicenza ed a Bergamo con una rimonta, però, parziale che fissò il punteggio sull’1-1). Solo Puggioni ha giocato tutti i 1260 minuti di questo campionato. Due rigori nella stessa partita solo due volte: con il Lecce il 26.10.2008 e con l’Empoli il 31.01.2004. Fuori casa, solo il Novara ha fatto meglio con 11 punti (la Reggina è “ferma” a 10) e solo Novara e Livorno con 11 reti hanno segnato di più (la Reggina, anche in questo caso, è “ferma” a 10). I precedenti. Il Torino arriva a Reggio per l’undicesima volta (tra A e B) per un confronto che inizia il 18.5.1997. Lo score segna 4 vittorie reggine (2 in A e 2 in B), 4 pareggi (2 in A e due in B) e 2 sconfitte (1 in A ed 1 in B). 13 sono i goal realizzati dalla Reggina e 12 quelli dai granata. Il Torino. E’ ottavo in classifica con 20 punti frutto di 6 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte. 16 sono i goal fatti e 17 quelli subiti. Punti conquistati sul totale negli ultimi mesi: a settembre il 58,3% dei punti disponibili, ad ottobre il 50% ed a novembre il 66,7%. Media reti fatte: 1 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Media reti subite: 0,33 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Ha avuto un rigore a favore (realizzato) e nessun rigore contro. Il più presente, con 1088 minuti giocati, è Garofalo (oggi assente per squalifica). Il cammino esterno del Torino. Sarebbe quintultimo in classifica con 4 punti (1 vittoria sul campo del Sassuolo ed 1 pareggio a Grosseto). Su 6 incontri esterni non ha segnato a Pescara e Grosseto e non ha subito solo a Grosseto. Dopo tre sconfitte consecutive lontano dal Piemonte, è tornato a fare punti proprio a Grosseto. Con 5 gol fatti e 9 subiti è tra i peggiori attacchi e le peggiori difese del torneo. Gli ex della partita sono 3. Rolando Bianchi, ovviamente. Con la Reggina ha collezionato 46 presenze in A e 19 reti. Alla Reggina ha segnato già 4 goals: 2 indossando la maglia del Torino ed una con Lazio e Cagliari; Simone Rizzato, 3 presenze con il Torino di Ezio Rossi; e Riccardo Colombo (oggi squalificato dopo l’espulsione rimediata a Cittadella), con il Torino 10 partite nella scorsa stagione. I cannonieri del Torino: capocannoniere è Bianchi con 6 goal (5 in casa ed 1 in trasferta),poi Iunco con 4 reti (2 in casa e 2 in trasferta) e Sgrigna con 3 (1 in casa  e 2 in trasferta). Bomber amaranto contro il Torino: 1 gol con la maglia della Sampdoria per Bonazzoli ed 1 gol con la maglia della Salernitana per Tedesco. Gli allenatori. Atzori vanta un 2-0 nei confronti di Lerda come allenatore del Ravenna. Mai Atzori contro il Torino. Lerda un pareggio ed una sconfitta con la Reggina da allenatore del Crotone. Arbitrerà il sig. Marco Guida, natio di Pompei ed appartenente alla sezione di Torre annunziata. Con lui gli assistenti Melloni di Modena, Iori di Reggio Emilia ed il quarto uomo Giallanza di Catania. Guida 4 volte in A dopo il debutto in Chievo-Bologna del 31.01.2010. In B arbitrerà oggi la sua 25ma dopo il debutto del 21.08.2009 in Albinoleffe Vicenza. Ha diretto una sola  partita “infausta” per il Torino sconfitto in casa dal Varese il 22.08.2010 e non ha mai diretto gli amaranto. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Cambia ancora formazione Atzori disponendo la squadra sempre e comunque con il 3-5-2 ma con uomini disposti diversamente nei ruoli: Cosenza, Costa ed Acerbi in difesa, Adejo, Rizzo (rientrante dopo aver scontato la giornata di squalifica), Viola, Missiroli e Barillà a centrocampo e Campagnacci e Bonazzoli (al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per due gare) in attacco. In tribuna est (la vecchia gradinata) una trentina di tifosi granata che, eludendo sia Maroni sia “la tessera del tifoso”, non vanno nel settore ad essi riservato ma al lato dei sostenitori di casa “divisi” da quest’ultimi da una decina di Stewart. “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Non è che questa legge deficita in molte sue parti tant’è ch’è facilissimo “ingannarne” quanto stabilito? Cronaca e commento. Primo tempo. Pronti-via e la Reggina è già in area granata. Rizzo lancia in diagonale per l’accorrente Barillà, un dribbling, cross da sinistra e deviazione in corner (senza poi ulteriori sviluppi). Risponde il Toro con un contropiede in superiorità numerica (4 contro 2) che non provoca danni grazie ad un erroraccio di Lazarevic in appoggio ad un compagno. Partenza abbastanza dinamica della gara con due squadre che certo non amano i fronzoli. Al 5° la Reggina passa in vantaggio. Apertura di Viola a sinistra per Barillà, cross al centro a campanile e non teso, Bonazzoli (giunto al suo 10mo goal stagionale) sale al secondo piano e mentre i difensori granata ritornano giù per la forza di gravità, lui resta su in cielo, colpisce di testa e batte Bassi. Che goal ragazzi! Da segnalare che l’azione ha avvio grazie ad un preziosismo di Adejo che stile Zidane si libera del suo avversario e serve, appunto, Viola. La cronaca ci impone di segnalare che il goal amaranto è avvenuto con Pratali a terra in seguito ad uno scontro fortuito (verrà sostituito da Rivalta 4 minuti dopo) e sulla cui circostanza il capitano Bianchi (cittadino onorario della città della Fata Morgana!) ha a lungo protestato invano con Guida. La partita diventa maschia, forse proprio per quest’ultimo motivo, e Zavagno commette un fallaccio su Viola venendo immediatamente ammonito. Al 13° arriva il pareggio granata. Erroraccio in fase di rinvio di Rizzo che mette la palla sui piedi di De Vezze che indirizza verso la porta reggina, la palla viene stoppata da un difensore amaranto e termina tra i piedi di Bianchi che, lasciato solissimo al centro dell’area, ferma il pallone e batte Puggioni in diagonale. Che peccato! Un goal, di fatto, regalato a colui il quale, tra l’altro, pare avere il dente avvelenato contro la Reggina (e non si sa come mai visto che il suo trampolino di lancio è stata proprio la Reggina che lo ha coccolato anche e soprattutto durante il suo lungo infortunio). Mah?!? 4 minuti dopo il goal del pareggio, lo stesso Bianchi esce per infortunio (accompagnato da una meritata standing ovation di fischi) e Lerda è costretto ad effettuare, in 15 minuti, il secondo cambio forzato. Tutto da rifare, dunque, per gli uomini di Atzori. La gara è vibrante ed appassionante. Di fronte ci sono due squadre che fanno del gioco offensivo il loro punto di forza principale e, proprio per questo, non attendono chiudendosi ma giocano a viso aperto. Al 22° la Reggina, con Campagnacci, divora letteralmente il goal del possibile ritorno in vantaggio. Viola allarga per Barillà sulla destra, l’ala reggina da a Bonazzoli al limite dell’area, Emiliano vede arrivare Campagnacci in progressione alla sua sinistra e lo serve perfettamente tant’è che, quest’ultimo, controlla il pallone, entra in area e, anziché piazzare il pallone in diagonale, prova la botta mandando il pallone in curva alto sulla traversa vanificando il tutto. Che occasione! E’ la partita delle sostituzioni per infortunio: dopo quelli di Pratali e Bianchi, tra le fila del Torino nei primi 15 di gara, sostituiti da Rivalta e Pellicori, tocca anche a Bonazzoli uscire al 35° lasciando spazio a Zizzari. Le punte di Torino e Reggina appaiono, così, “spuntate”. Ciononostante le due squadre non abbandonano la ricerca del goal per il rispettivo vantaggio. Appare, a dir la verità, più lucido il Torino in questa fase di gara con Sgrigna e Lazarevic impegnati a dar fastidio alla difesa amaranto. La Reggina, invece, appare imprecisa in fase di costruzione delle proprie azioni offensive e non riesce a trovare il bandolo della matassa. Al 42°, comunque, un’azione goal la Reggina riesce a crearla seppur su calcio piazzato. Viola batte al centro una punizione da sinistra, palla al centro dell’area dove arriva Acerbi che colpisce di testa ma la palla termina di pochissimo alta sulla traversa. Un minuto dopo, la Reggina grida al rigore. Cross di Adejo da destra e palla che sbatte sul braccio di Ogbonna per un tocco che arbitro ed assistente principale giudicano, giustamente secondo noi, involontario. La Reggina pare aver ripreso il pallino del gioco dopo una ventina di minuti in cui il Toro sembrava padrone del campo (senza, però, approfittarne). Una manciata di secondi prima lo scadere dei 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro, Zizzari realizza ma il suo goal viene annullato per evidente posizione di fuorigioco. Le due squadre, sul calcio di punizione susseguente, vengono mandate negli spogliatoi a prendere un the caldo dal duplice fischio dell’arbitro Guida. Secondo Tempo. La ripresa ha avvio sugli stessi ritmi con cui si sono giocati i primi 45 minuti di gara. Con entrambe le squadre, cioè, proiettate senza pensarci troppo ad avere la meglio sull’altra. Al 54° Reggina pericolosa nei pressi di Bassi. Azione prolungata di Campagnacci sulla sinistra con lo stesso amaranto che caparbiamente mantiene il possesso palla nonostante l’arcigna marcatura di Zavagno. Cross al centro per Zizzari che arriva un istante in ritardo e consente al portiere ospite di respingere di pugno. Ancora Reggina, ancora Zizzari (nella foto) al 55°. L’ex pescarese riceve in verticale da Adejo e di prima intenzione batte a rete in diagonale aprendo un po’ troppo e mandando il pallone sul fondo. Al centro dell’area, solissimo, c’era Campagnacci pronto a battere a rete qualora il pallone gli fosse giunto dal compagno. Al 58° è il Toro a farsi pericoloso. Guida assegna un calcio di punizione dal limite sul quale va Sgrigna. La barriera amaranto salta ed il tiro rasoterra del granata termina la sua corsa tra le braccia di un attento e piazzato benissimo Puggioni. Primo cambio tattico della gara. Atzori toglie Adejo (oggi adattato ad esterno di destra di centrocampo) e manda in campo Laverone. Un paio di minuti dopo Lerda effettua la sua terza ed ultima sostituzione: esce Scaglia ed entra Belingheri. Al 66° Toro al tiro con zavagno che, da fuori area, in buona coordinazione, calcia di sinistro ma alto sulla traversa (non di molto, però). Il Torino conquista metri dopo metri e costruisce palle goal. Prima con un tiro da fuori che termina di poco al lato e, poi, con un colpo di testa che termina la sua corsa ancora alto di poco. La Reggina, di conseguenza, abbassa il baricentro e concede ben oltre il lecito. Nel frattempo, si erge a protagonista il direttore di gara Guida con alcune decisioni cervellotiche in fase di assegnazione di altrettanti calci di punizione e con almeno un paio di cartellini gialli non estratti nei confronti dei giocati ospiti. Al 72° ancora Toro. Acerbi perde malamente palla sulla propria trequarti, conquista il pallone Sgrigna che, entrato in area, calcia in diagonale mandando abbondantemente al lato. La Reggina è nel pallone ed il pubblico lo capisce sostenendola con i propri applausi e con i cori dello sparuto gruppo di tifosi presente in quella che una volta era la roccaforte del tifo amaranto ed oggi pressoché vuota e silenziosa. I ritmi, adesso, legittimamente si abbassano e, forse accantonata l’idea di prevalere sull’avversario, si pensa a non soccombere. Atzori gioca la sua ultima carta a disposizione: esce Campanacci ed entra Sy. Un minuto dopo è provvidenziale l’intervento di Puggioni su una botta da fuori area di Sgrigna. La partita si avvia lentamente alla fine senza particolari sussulti e con pause di interi minuti. La Reggina ci prova con costanza, ma senza determinazione. Viola ha sul sinistro una ghiotta occasione grazie ad un calcio di punizione dal limite che manda a sbattere sulla barriera e poi con un paio di corner mal calciati. Durante il primo dei tre minuti di recupero, il Toro ci prova un paio di volte. Nella prima occasione Sgrigna calcia alto e nella seconda ancora lui calcia ma Puggioni blocca senza difficoltà. La Reggina soffre molto, e non da ora, a centrocampo lasciando così le iniziative migliori agli ospiti. Al 93° grande occasione ancora per il Toro con  De Feudis che impegna Puggioni in uno strepitoso intervento grazie ad un colpo di reni che suggella il risultato fermandolo sull’1-1 finale. Atzori dovrà lavorare ancora molto anche in virtù del fatto che alle prime due occasioni in cui si sono avute in casa di fronte due squadre che esulano dalla media del torneo di B (ci riferiamo ad Empoli e Torino) le difficoltà sono aumentate e non si è andati oltre il pareggio. Superato da poco il primo “terzo” del torneo, il tempo c’è e non è il caso di far processi di alcun genere.

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Serie Bwin, XV^ giornata: Reggina Torino 1-1 (primo tempo)

Reggina – Torino: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa ed Acerbi; Adejo, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci e Bonazzoli (dal 35° Zizzari). In panchina: Kovacsik, Rizzato, Castiglia, Sy, Laverone e Tedesco. All.: Atzori. Torino (4-2-3-1): Bassi; D’Ambrosio, Pratali (dal 9° Rivalta), Ogbonna e Zavagno; De Vezze e De Feudis; Lazarevic, Sgrigna e Scaglia; Bianchi (c) (dal 17° Pellicori). In panchina: Morello, Belinghieri, Suciu, Gasbarroni e Zanetti. All.: Lerda. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Melloni di Modena e Iori di Reggio Emilia. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Marcatori: Bonazzoli al 5° e Bianchi al 13°. Ammonito: Zavagno all’11°. Recupero: 3’. Corner: 1 Reggina ed 1 Torino. 

Note. La Reggina vanta, è il caso di dirlo, un considerevole +15 rispetto alla scorsa stagione. 27 sono i punti conquistati fino ad oggi (stesso risultato ottenuto nella scorsa stagione raggiunto dagli amaranto solo a cavallo tra la 24ma e 25ma giornata e non, come quest’anno, alla 14ma: infatti, alla 24ma la Reggina perse a Vicenza e restò a quota 26, Iaconi oltre a quella partita perse anche la panchina ed alla 25ma, con il subentro di Breda, si vinse contro il Mantova e si andò a quota 29. Restando in 10, la Reggina in dieci vince per la prima volta dopo due sconfitte a Livorno e Padova. Vittoria n. 70 fuori casa in serie B. Per la seconda volta la Reggina rimonta e vince dopo uno svantaggio iniziale (era già successo con il Vicenza ed a Bergamo con una rimonta, però, parziale che fissò il punteggio sull’1-1). Solo Puggioni ha giocato tutti i 1260 minuti di questo campionato. Due rigori nella stessa partita solo due volte: con il Lecce il 26.10.2008 e con l’Empoli il 31.01.2004. Fuori casa, solo il Novara ha fatto meglio con 11 punti (la Reggina è “ferma” a 10) e solo Novara e Livorno con 11 reti hanno segnato di più (la Reggina, anche in questo caso, è “ferma” a 10). I precedenti. Il Torino arriva a Reggio per l’undicesima volta (tra A e B) per un confronto che inizia il 18.5.1997. Lo score segna 4 vittorie reggine (2 in A e 2 in B), 4 pareggi (2 in A e due in B) e 2 sconfitte (1 in A ed 1 in B). 13 sono i goal realizzati dalla Reggina e 12 quelli dai granata. Il Torino. E’ ottavo in classifica con 20 punti frutto di 6 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte. 16 sono i goal fatti e 17 quelli subiti. Punti conquistati sul totale negli ultimi mesi: a settembre il 58,3% dei punti disponibili, ad ottobre il 50% ed a novembre il 66,7%. Media reti fatte: 1 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Media reti subite: 0,33 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Ha avuto un rigore a favore (realizzato) e nessun rigore contro. Il più presente, con 1088 minuti giocati, è Garofalo (oggi assente per squalifica). Il cammino esterno del Torino. Sarebbe quintultimo in classifica con 4 punti (1 vittoria sul campo del Sassuolo ed 1 pareggio a Grosseto). Su 6 incontri esterni non ha segnato a Pescara e Grosseto e non ha subito solo a Grosseto. Dopo tre sconfitte consecutive lontano dal Piemonte, è tornato a fare punti proprio a Grosseto. Con 5 gol fatti e 9 subiti è tra i peggiori attacchi e le peggiori difese del torneo. Gli ex della partita sono 3. Rolando Bianchi, ovviamente. Con la Reggina ha collezionato 46 presenze in A e 19 reti. Alla Reggina ha segnato già 4 goals: 2 indossando la maglia del Torino ed una con Lazio e Cagliari; Simone Rizzato, 3 presenze con il Torino di Ezio Rossi; e Riccardo Colombo (oggi squalificato dopo l’espulsione rimediata a Cittadella), con il Torino 10 partite nella scorsa stagione. I cannonieri del Torino: capocannoniere è Bianchi con 6 goal (5 in casa ed 1 in trasferta),poi Iunco con 4 reti (2 in casa e 2 in trasferta) e Sgrigna con 3 (1 in casa  e 2 in trasferta). Bomber amaranto contro il Torino: 1 gol con la maglia della Sampdoria per Bonazzoli ed 1 gol con la maglia della Salernitana per Tedesco. Gli allenatori. Atzori vanta un 2-0 nei confronti di Lerda come allenatore del Ravenna. Mai Atzori contro il Torino. Lerda un pareggio ed una sconfitta con la Reggina da allenatore del Crotone. Arbitrerà il sig. Marco Guida, natio di Pompei ed appartenente alla sezione di Torre annunziata. Con lui gli assistenti Melloni di Modena, Iori di Reggio Emilia ed il quarto uomo Giallanza di Catania. Guida 4 volte in A dopo il debutto in Chievo-Bologna del 31.01.2010. In B arbitrerà oggi la sua 25ma dopo il debutto del 21.08.2009 in Albinoleffe Vicenza. Ha diretto una sola  partita “infausta” per il Torino sconfitto in casa dal Varese il 22.08.2010 e non ha mai diretto gli amaranto. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Cambia ancora formazione Atzori disponendo la squadra sempre e comunque con il 3-5-2 ma con uomini disposti diversamente nei ruoli: Cosenza, Costa ed Acerbi in difesa, Adejo, Rizzo (rientrante dopo aver scontato la giornata di squalifica), Viola, Missiroli e Barillà a centrocampo e Campagnacci e Bonazzoli (nella foto, al rientro dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per due gare) in attacco. In tribuna est (la vecchia gradinata) una trentina di tifosi granata che, eludendo sia Maroni sia “la tessera del tifoso”, non vanno nel settore ad essi riservato ma al lato dei sostenitori di casa “divisi” da quest’ultimi da una decina di Stewart. “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Non è che questa legge deficita in molte sue parti tant’è ch’è facilissimo “ingannarne” quanto stabilito? Cronaca e commento. Primo tempo. Pronti-via e la Reggina è già in area granata. Rizzo lancia in diagonale per l’accorrente Barillà, un dribbling, cross da sinistra e deviazione in corner (senza poi ulteriori sviluppi). Risponde il Toro con un contropiede in superiorità numerica (4 contro 2) che non provoca danni grazie ad un erroraccio di Lazarevic in appoggio ad un compagno. Partenza abbastanza dinamica della gara con due squadre che certo non amano i fronzoli. Al 5° la Reggina passa in vantaggio. Apertura di Viola a sinistra per Barillà, cross al centro a campanile e non teso, Bonazzoli (giunto al suo 10mo goal stagionale) sale al secondo piano e mentre i difensori granata ritornano giù per la forza di gravità, lui resta su in cielo, colpisce di testa e batte Bassi. Che goal ragazzi! Da segnalare che l’azione ha avvio grazie ad un preziosismo di Adejo che stile Zidane si libera del suo avversario e serve, appunto, Viola. La cronaca ci impone di segnalare che il goal amaranto è avvenuto con Pratali a terra in seguito ad uno scontro fortuito (verrà sostituito da Rivalta 4 minuti dopo) e sulla cui circostanza il capitano Bianchi ha a lungo protestato invano con Guida. La partita diventa maschia, forse proprio per quest’ultimo motivo, e Zavagno commette un fallaccio su Viola venendo immediatamente ammonito. Al 13° arriva il pareggio granata. Erroraccio in fase di rinvio di Rizzo che mette la palla sui piedi di De Vezze che indirizza verso la porta reggina, la palla viene stoppata da un difensore amaranto e termina tra i piedi di Bianchi che, lasciato solissimo al centro dell’area, ferma il pallone e batte Puggioni in diagonale. Che peccato! Un goal, di fatto, regalato a colui il quale, tra l’altro, pare avere il dente avvelenato contro la Reggina (e non si sa come mai visto che il suo trampolino di lancio è stata proprio la Reggina che lo ha coccolato anche e soprattutto durante il suo lungo infortunio). Mah?!? 4 minuti dopo il goal del pareggio, lo stesso Bianchi esce per infortunio (accompagnato da una meritata standing ovation di fischi) e Lerda è costretto ad effettuare, in 15 minuti, il secondo cambio forzato. Tutto da rifare, dunque, per gli uomini di Atzori. La gara è vibrante ed appassionante. Di fronte ci sono due squadre che fanno del gioco offensivo il loro punto di forza principale e, proprio per questo, non attendono chiudendosi ma giocano a viso aperto. Al 22° la Reggina, con Campagnacci, divora letteralmente il goal del possibile ritorno in vantaggio. Viola allarga per Barillà sulla destra, l’ala reggina da a Bonazzoli al limite dell’area, Emiliano vede arrivare Campagnacci in progressione alla sua sinistra e lo serve perfettamente tant’è che, quest’ultimo, controlla il pallone, entra in area e, anziché piazzare il pallone in diagonale, prova la botta mandando il pallone in curva alto sulla traversa vanificando il tutto. Che occasione! E’ la partita delle sostituzioni per infortunio: dopo quelli di Pratali e Bianchi, tra le fila del Torino nei primi 15 di gara, sostituiti da Rivalta e Pellicori, tocca anche a Bonazzoli uscire al 35° lasciando spazio a Zizzari. Le punte di Torino e Reggina appaiono, così, “spuntate”. Ciononostante le due squadre non abbandonano la ricerca del goal per il rispettivo vantaggio. Appare, a dir la verità, più lucido il Torino in questa fase di gara con Sgrigna e Lazarevic impegnati a dar fastidio alla difesa amaranto. La Reggina, invece, appare imprecisa in fase di costruzione delle proprie azioni offensive e non riesce a trovare il bandolo della matassa. Al 42°, comunque, un’azione goal la Reggina riesce a crearla seppur su calcio piazzato. Viola batte al centro una punizione da sinistra, palla al centro dell’area dove arriva Acerbi che colpisce di testa ma la palla termina di pochissimo alta sulla traversa. Un minuto dopo, la Reggina grida al rigore. Cross di Adejo da destra e palla che sbatte sul braccio di Ogbonna per un tocco che arbitro ed assistente principale giudicano, giustamente secondo noi, involontario. La Reggina pare aver ripreso il pallino del gioco dopo una ventina di minuti in cui il Toro sembrava padrone del campo (senza, però, approfittarne). Una manciata di secondi prima lo scadere dei 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro, Zizzari realizza ma il suo goal viene annullato per evidente posizione di fuorigioco. Le due squadre, sul calcio di punizione susseguente, vengono mandate negli spogliatoi a prendere un the caldo dal duplice fischio dell’arbitro Guida.

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Serie Bwin, XV^ giornata: Reggina Torino (le formazioni ufficiali)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa ed Acerbi; Adejo, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Rizzato, Castiglia, Sy, Laverone, Tedesco e Zizzari. All.: Atzori. Torino (4-2-3-1): Bassi; D’Ambrosio, Pratali, Ogbonna e Zavagno; De Vezze e De Feudis; Lazarevic, Sgrigna e Scaglia; Bianchi (c). In panchina: Morello, Berlinghieri, Suciu, Gasbarroni, Zanetti, Rivalta e Pellicori. All.: Lerda.

Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Melloni di Modena e Iori di Reggio Emilia. Quarto uomo: Giallanza di Catania.

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Serie Bwin, XV^ giornata: Reggina Torino (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola, Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli (nella foto). In panchina: Kovacsik, Burzigotti, Costa, Tedesco, Montiel, Adiyiah e Zizzari. All.: Atzori. Torino (4-2-3-1): Bassi; Rivalta, Pratali, Ogbonna e Zavagno; Zanetti e De Feudis; Lazarevic, Sgrigna e Scaglia; Bianchi (nella foto). In panchina: Morello, D’Ambrosio, De Vezze, Obodo, Belinghieri, Gasbarroni e Pellicori. All.: Lerda. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Melloni di Modena e Iori di Reggio Emilia. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Note. La Reggina vanta, è il caso di dirlo, un considerevole +15 rispetto alla scorsa stagione. 27 sono i punti conquistati fino ad oggi (stesso risultato ottenuto nella scorsa stagione raggiunto dagli amaranto solo a cavallo tra la 24ma e 25ma giornata e non, come quest’anno, alla 14ma: infatti, alla 24ma la Reggina perse a Vicenza e restò a quota 26, Iaconi oltre a quella partita perse anche la panchina ed alla 25ma, con il subentro di Breda, si vinse contro il Mantova e si andò a quota 29.

Restando in 10, la Reggina in dieci vince per la prima volta dopo due sconfitte a Livorno e Padova. Vittoria n. 70 fuori casa in serie B. Per la seconda volta la Reggina rimonta e vince dopo uno svantaggio iniziale (era già successo con il Vicenza ed a Bergamo con una rimonta, però, parziale che fissò il punteggio sull’1-1). Solo Puggioni ha giocato tutti i 1260 minuti di questo campionato. Due rigori nella stessa partita solo due volte: con il Lecce il 26.10.2008 e con l’Empoli il 31.01.2004. Fuori casa, solo il Novara ha fatto meglio con 11 punti (la Reggina è “ferma” a 10) e solo Novara e Livorno con 11 reti hanno segnato di più (la Reggina, anche in questo caso, è “ferma” a 10). I precedenti. Il Torino arriva a Reggio per l’undicesima volta (tra A e B) per un confronto che inizia il 18.5.1997. Lo score segna 4 vittorie reggine (2 in A e 2 in B), 4 pareggi (2 in A e due in B) e 2 sconfitte (1 in A ed 1 in B). 13 sono i goal realizzati dalla Reggina e 12 quelli dai granata. Il Torino. E’ ottavo in classifica con 20 punti frutto di 6 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte. 16 sono i goal fatti e 17 quelli subiti. Punti conquistati sul totale negli ultimi mesi: a settembre il 58,3% dei punti disponibili, ad ottobre il 50% ed a novembre il 66,7%. Media reti fatte: 1 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Media reti subite: 0,33 nelle ultime 3 partite, 1 nelle ultime 5 ed 1,14 nelle ultime 7. Ha avuto un rigore a favore (realizzato) e nessun rigore contro. Il più presente, con 1088 minuti giocati, è Garofalo (ma contro la Reggina è squalificato). Il cammino esterno del Torino. Sarebbe quintultimo in classifica con 4 punti (1 vittoria sul campo del Sassuolo ed 1 pareggio a Grosseto). Su 6 incontri esterni non ha segnato a Pescara e Grosseto e non ha subito solo a Grosseto. Dopo tre sconfitte consecutive lontano dal Piemonte, è tornato a fare punti proprio a Grosseto. Con 5 gol fatti e 9 subiti è tra i peggiori attacchi e le peggiori difese del torneo. Gli ex della partita sono 3. Rolando Bianchi, ovviamente. Con la Reggina ha collezionato 46 presenze in A e 19 reti. Alla Reggina ha segnato già 4 goals: 2 indossando la maglia del Torino ed una con Lazio e Cagliari; Simone Rizzato, 3 presenze con il Torino di Ezio Rossi; e Colombo(che sarà squalificato), con il Torino 10 partite nella scorsa stagione. I cannonieri del Torino: capocannoniere è Bianchi con 6 goal (5 in casa ed 1 in trasferta),poi Iunco con 4 reti (2 in casa e 2 in trasferta) e Sgrigna con 3(1 in casa  e 2 in trasferta). Bomber amaranto contro il Torino: 1 gol con la maglia della Sampdoria per Bonazzoli ed 1 gol con la maglia della Salernitana per Tedesco. Gli allenatori. Atzori vanta un 2-0 nei confronti di Lerda come allenatore del Ravenna. Mai Atzori contro il Torino. Lerda un pareggio ed una sconfitta con la Reggina da allenatore del Crotone. Arbitrerà il sig. Marco Guida, natio di Pompei ed appartenente alla sezione di Torre annunziata. Con lui gli assistenti Melloni di Modena, Iori di Reggio Emilia ed il quarto uomo Giallanza di Catania. Guida 4 volte in A dopo il debutto in Chievo-Bologna del 31.01.2010. In B arbitrerà oggi la sua 25ma dopo il debutto del 21.08.2009 in Albinoleffe Vicenza. Ha diretto una sola  partita “infausta” per il Torino sconfitto in casa dal Varese il 22.08.2010 e non ha mai diretto gli amaranto.

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La Viola porta gratuitamente con se i propri tifosi

Una nuova iniziativa della società Team Basket Viola Liomatic in favore dei suoi tifosi. In occasione della prossima partita casalinga della Liomatic, da disputarsi ancora in campo neutro a Polistena, prevista per domenica 21 novembre 2010 alle ore 18.00 contro Capo d’Orlando, la Società mette a disposizione un pullman “gratuito” da 50 posti. Chi volesse approfittarne per seguire e sostenere il team di Alessandro Fantozzi potrà prenotare il proprio posto e ritirare il pass gratuito entro giovedì 18 novembre alle ore 18.00 presso l’Agenzia Viaggi Gangeri Travel di via Aschenez n° 205, 1° piano, a Reggio Calabria, telefono 0965/312893.

Ogni partecipante dovrà presentarsi in agenzia munito di abbonamento TBV o di biglietto valido per la partita T. B. Viola-Capo d'Orlando e con il documento d’identità. Sarà comunque possibile acquistare il titolo d’ingresso direttamente in agenzia. Il pullman verrà annullato nel caso in cui il totale dei partecipanti non dovesse raggiungere il numero minimo di 35 unità. Il ritrovo dei partecipanti sarà di fronte alla biglietteria del PalaCalafiore, alle ore 15 e 45, di giorno 21; la partenza è fissata alle ore 16 e 15 e l’arrivo è previsto a Polistena alle ore 17 e 15 circa. Il rientro a Reggio Calabria (sempre presso il PalaCalafiore), infine,  avverrà al termine della partita, intorno alle ore 20, con arrivo alle ore 21 circa.

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CONI Calabria: la Legge Regionale per lo Sport Calabrese “vede la luce”

Venerdì scorso la III^ Commissione Consiliare Regionale, presieduta dall’On. Nazzareno Salerno ha approvato all’unanimità la proposta di legge sulla promozione e lo sviluppo dello Sport in Calabria. Grande gioia e soddisfazione viene espressa dal Presidente del Coni Regionale Mimmo Praticò (nella foto) che vede il traguardo di un lungo iter durato 10 anni. “Non bisogna dimenticare – dichiara il Presidente del Coni Regionale – il paziente lavoro svolto negli ultimi due lustri per portare all’attenzione delle Istituzioni la necessità di una riforma della Legge in questione nata nel 1984 ed ormai abbondantemente obsoleta. Troppi anni sono passati invano per far capire agli Assessori succedutisi nel tempo la necessità di una rivisitazione della Legge; il Coni Regionale, pur avendo preparato una prima proposta ed una seconda riveduta, corretta e più completa, non ha mai avuto l’opportunità di portare avanti questo importante progetto.

Finalmente una classe politica lungimirante ha preso a cuore le sorti dello Sport e con grande tempestività sta portando a conclusione l’iter della nuova proposta di legge per lo Sport che dovrebbe avere il definitivo licenziamento il prossimo  15 Novembre. Bisogna, quindi, prendere atto e riconoscere grande merito – continua Praticò – al Presidente della Regione Calabria, On. Giuseppe Scopelliti che, mantenendo gli impegni assunti, ha dato priorità a questo progetto; al Presidente del Consiglio Regionale, On Franco Talarico, che pur avendo presentato un suo progetto in merito lo ha messo a disposizione dello Sport Calabrese, disponendo soltanto di utilizzare i punti più idonei alla migliore stesura del documento; agli On.li Consiglieri Bilardi, Fedele, Serra e Tripodi, che si  sono assunti l’onere di presentare la proposta di legge; a tutti i componenti della III^ Commissione, presieduta dall’On. Salerno, che hanno esaminato la proposta con la massima disponibilità e competenza e che hanno avuto la sensibilità di convocare il Coni per diverse audizioni, allo scopo di prendere in considerazione e successivamente inserire tutti i suggerimenti tecnici atti a definire la migliore stesura del testo; un significativo riconoscimento è dovuto al Presidente Nazionale dell’ASI, On. Claudio Barbaro, per l’iniziativa di “Sport Lab”, al Consigliere nazionale dell’ASI, Tino Scopelliti, che con il suo impegno ed il suo intervento ha reso possibile arricchire e migliorare, tramite anche un’apposita commissione, la proposta di legge presentata  l’anno scorso dal Coni Regionale, consentendo una forte velocizzazione dei lavori tanto da far sì che nello spazio di pochi mesi la legge è stata messa nelle condizioni di approdare in Consiglio per la definitiva approvazione. Fondamentale è stata la presenza al Convegno organizzato da Sport Lab del Presidente Nazionale del Coni, Giovanni Petrucci, il quale ha indicato la strada da percorrere per ottenere il lavoro migliore. Aggiungo, altresì, con immensa soddisfazione, che il Presidente Petrucci, visionando la proposta, ha espresso “la condivisione generale sui contenuti del provvedimento” e che il Direttore Centrale del Territorio e Promozione dello Sport del Coni, Dott. Maurizio Romano, responsabile della gestione operativa di tutti i Comitati Provinciali e Regionali Coni d’Italia, e l’Ing. Francesco Romussi, Direttore gestione patrimonio e consulenze impianti sportivi del Coni, hanno dichiarato che la proposta di legge preparata non solo è molto valida, ma  può essere considerata tra le migliori di quelle già esistenti in Italia. Mi auguro, quindi – conclude il Presidente del Comitato Regionale Coni Praticò –, che presto il Mondo dello Sport Calabrese possa incominciare a pensare di raccogliere i frutti del tanto lavoro svolto nel corso degli anni in favore dei giovani, anche a livello sociale, civile e culturale. Infine, ringrazio i Presidenti dei C.P. Coni Calabresi, la Giunta, il Consiglio Regionale del Coni e tutti coloro che hanno dato l’importante contributo ed il necessario supporto affinché questo lavoro poderoso, che mi auguro rappresenti una pietra miliare per lo Sport Calabrese, possa “Vedere la luce” con i migliori auspici che Istituzioni e Sport possano fare un lungo cammino insieme per preparare al meglio i giovani che nel futuro dovranno gestire, in tutti i settori, le sorti della nostra Calabria.

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Serie Bwin, XIV^ giornata: Cittadella Reggina 1-2

Cittadella – Reggina: 1-2. Cittadella (4-3-2-1): Villanova; Manucci, Gorini, Scardina e Marchesan; Musso (c), Dalla Bona e Volpe (dal 77° Job); De Gasperi (dal 41° Bellazzini) e Piovaccari; Perna (dal 62° Gabbiadini). In panchina: Pierobon, Semenzato, Gasparetto e Carteri. All.: Foscarini. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Costa ed Acerbi; Colombo, Tedesco (dal 69° Cosenza) , Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci (dal 76° Sy) e Zizzari (dall’86° Castiglia). In panchina: Kovacsik, Rizzato, Laverone ed Adiyiah. All.: Atzori. Arbitro: Nasca di Bari. Assistenti: Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia. Quarto uomo: Berlino di Udine. Marcatori: Dalla Bona al 35°, Viola al 41° (rig.) ed al 55° (rig.). Ammoniti: Manucci al 42°, Colombo al 49° (p.t.), Viola al 46°, Gorini al 50°, Scardina al 54°, Colombo al 66° e Barillà all’88°. Espulso: Colombo al 66°. Recupero: 1' + 3’ (p.t.) e 4’ + 1' (s.t.).

Note. La Reggina, venerdì scorso contro il Portogruaro, ha raggiunto il suo settimo risultato utile consecutivo in casa (a 14 è fissata la sua miglior performance nella stagione 2001/2002). Gli stakanovisti sono sempre gli stessi: con 1170 minuti su 1170 Puggioni e Rizzo (stasera assente per squalifica e, quindi, dalla prossima con il Torino non più in vetta a questa speciale classifica) “sovrastano” tutti nel minutaggio (sempre presenti, ma con, meno minuti sono Acerbi, Campagnacci, Adejo e Missiroli). La squadra di Atzori vanta, quest’anno, un considerevole +12 rispetto alla stagione scorsa. La Reggina mantiene il primo posto per i gol segnati nel primo tempo. I precedenti tra Cittadella e Reggina. La prima in assoluto tra le due squadre è avvenuta lunedì 17.09.2001 con la vittoria della Reggina per 2-0 con goal di Mozart e  Bogdani. L’anno scorso, con le due squadre che andavano comodamente verso lo 0-0 finale, un erroraccio di Valdez spalancava le porte della vittoria ai padroni di casa (1-0 il finale con rete di Bellazzini). Il Cittadella. In classifica ha 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte (è una delle 4 squadre che chiudono la graduatoria migliori solo dell’Ascoli). Vanta 11 gol fatti e 20 subiti (è sua la peggiore difesa del campionato in condivisione con quella dell’Albinoleffe). Con 7 sconfitte è una delle squadre che hanno perso di più (le altre sono il Portogruaro, il Sassuolo ed il Vicenza). Ha ottenuto 3 rigori a favore (1 sbagliato contro il Siena) e 3 rigori contro (1 sbagliato ancora dal Siena). E’ passato da una percentuale del 38,9% dei punti conquistati a ottobre al misero 33% di novembre. Dalla Bona, con 2 espulsioni, è il più punito della B. Il Cittadella ha realizzato 7 reti da dentro l’area di rigore, 3 da fuori area ed 1 di testa. Ha subito, invece, 11 reti da dentro l’area di rigore, 4 da fuori e 4 di testa (a cui si aggiunge 1 autorete). Il suo cammino interno. Ha conquistato 8 punti frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Ha realizzato 8 goal e ne ha subiti 9 (solo 1 volta non è andata a rete in casa sulle 6 partite sin qui disputate9. Ha sempre subito almeno 1 gol e non perde dal 2 ottobre scorso. Gli ex della gara. Maurizio Nassi (con la Reggina 2 presenze in A ed alla Reggina 2 goal in Mantova Reggina del 12.09.2009 – in quella gara Reggina avanti di 2 reti con Cacia e Brienza e poi raggiunta, appunto, dalla doppietta di Nassi – ed 1 gol a Puggioni il 04.11.2007 in Ancona Perugia) ed Ivan Castiglia (con il Cittadella 43 presenze tra il 2008 ed il 2010). Cannonieri del Cittadella. Capocannoniere è Piovaccari con 6 gol di cui 4 in casa e poi Dalla Bona con 2 gol in casa. Gli allenatori. Atzori e Foscarini mai contro; Atzori  mai contro il Cittadella; Foscarini contro la Reggina nel pareggio (1-1 con reti di Capelli e Pesoli) e la vittoria (come già detto 1-0 con rete di Bellazzini) dello scorso campionato. L’arbitro. Sarà il sig. Nasca di Bari, con lui Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia. Nasca vanta 1 presenza in A (il 16.05.2010 in Cagliari Bologna). In B arbitrerà per la 28 volta  (dopo il debutto del 21.08.2009 in Empoli Piacenza). Con la Reggina ha arbitrato la vittoria dello scorso 05.09.2010 con il Piacenza (reti di Barillà e Cosenza) e la sconfitta interna con l’Ascoli del 01.05.2010 (1-2 con reti di Brienza e doppietta di Antenucci) in cui ha assegnato il rigore del pareggio ascolano e l’espulsione di Valdez. Con il Cittadella vanta 1 pareggio ed 1 sconfitta. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Atzori schiera Tedesco al posto dello squalificato Rizzo ed ancora Zizzari piuttosto che l’infortunato Bonazzoli. In panchina c’è Castiglia e non, come solitamente avviene, Montiel. Cronaca e commento. Primo tempo. Sono di fronte due squadre dalla classifica diametralmente opposta: da un lato la Reggina, terza a quota 24, e dall’altro il Cittadella, penultimo con la metà esatta dei punti degli amaranto (12) ma, assistendo ai primi minuti di gara, non sembra ci sia tutta questa differenza (per merito del furore con cui l’ha iniziata il Cittadella, intendiamo). La partita al “Tombolato” inizia a ritmi tutto sommato alti. La prima occasione da goal è del Cittadella grazie a Dalla Bona che, al 5°, da fuori area, batte a rete costringendo Puggioni alla deviazione in corner. Al 15° la prima occasione amaranto avviene per merito di Barillà che, grazie ad un tiro-cross da sinistra, impegna Villanova in una parata a terra. Al 20° sono pericolosi i granata veneti. Partenza rapida in contropiede con la Reggina un po’ sbilanciata in avanti, Perna si presenta al tiro poco fuori l’area di rigore, ma il suo tiro termina sul fondo alla destra di Puggioni. Al 23° è ancora Barillà, ancora su un tiro-cross dalla fascia di sua competenza, a costringere il portiere di casa a parare a terra sul palo più vicino. Si gioca sotto il diluvio con conseguente terreno non certo in ottime condizioni, ne consegue che la squadra maggiormente dotata tecnicamente ne paga dazio a favore di quella che supplisce a questa mancanza attraverso il proprio ardore agonistico. Al 31° ci prova la Reggina con Acerbi che, in girata, alza troppo il pallone che termina molto alto sulla traversa della porta di Villanova. Al 32° è ancora Reggina con Tedesco che calcia forte e teso, ma il suo tiro è deviato in corner. Al 34° la Reggina crea un’altra buona occasione con Campagnacci che mette al centro dell’area dove Zizzari arriva con un attimo di ritardo mancando l’appuntamento con la palla. Al 35° il Cittadella passa in vantaggio. Calcio di punizione da una trentina di metri, calcia Dalla Bona che aggira la barriera e batte Puggioni sul palo proprio dietro la barriera. Nulla da eccepire, gran punizione e gran goal. Nell’occasione, sullo slancio cercando di raggiungere il pallone scagliato da Dalla Bona, Puggioni strappa parte delle maglie della rete ed il gioco si ferma per un paio di minuti. Al 40° la Reggina ha l’occasione per pareggiare “grazie” a Gorini che trattiene piuttosto evidentemente Missiroli fino a trascinarlo a terra. Sul dischetto va Viola che realizza spiazzando Villanova. Il pubblico veneto protesta a lungo per il rigore (così come i giocatori granata, d’altro canto), ma non avendo la moviola non può accorgersi come il fallo di Gorini sia nettissimo tanto da far azzeccare senza “ma” la scelta dell’arbitro Nasca. Al terzo minuto di recupero il Cittadella va vicinissimo al raddoppio. Bellazzini crossa da destra e Perna, di testa, dal centro dell’area, manca lo specchio della porta spedendo al lato il pallone. Il primo tempo, dopo 4 minuti di recupero (3 per la sistemazione della rete dopo il goal di Dalla Bona ed 1 effettivo), finisce qui. Secondo tempo. La ripresa inizia senza particolari sussulti se non quelli creati dalle due ammonizioni a Viola ed a Gorini. Atzori fa scaldare tre dei suoi uomini e si presuppone che, a breve, proverà a cambiare l’inerzia della gara. In classifica, al momento, la Reggina è scesa al quarto posto in conseguenza del vantaggio dell’Atalanta. Nemmeno il tempo di scriverlo (questa è la prova provata di come noi preferiamo scrivere minuto per minuto, azione per azione, e non molto più semplicemente a risultato acquisito al termine della gara, n.d.r.) e, al 55°, Nasca decreta ancora un rigore per la Reggina. E’ nuovamente Gorini a stendere platealmente Campagnacci in area. Sul dischetto, ovviamente, va ancora Viola che, ancora, batte Villanova spiazzandolo tirando dallo stesso lato sul quale aveva calciato il rigore precedente. Se Foscarini perdesse questa gara di certo lo dovrà a Gorini che, spesso fuori tempo e piuttosto platealmente, ha causato non uno ma ben due rigori su cui è assai difficile discutere visto il loro essere netti. Al 56° reagisce il Cittadella e  va vicino al pareggio, ma ci pensa Barillà a salvare in extremis sulla linea di porta il tiro direttamente su calcio d’angolo di Dalla Bona. La partita si complica un po’ per via del secondo giallo a Colombo reo, secondo Nasca, di un intervento più scomposto che pericoloso. Nei restanti 24 minuti (più recupero) dunque, la Reggina giocherà in vantaggio nel risultato ma in inferiorità numerica circa gli uomini in campo. Atzori si cautela: fuori Tedesco e dentro Cosenza. Dal 3-5-2 iniziale si passa al 4-4-1 (per via dell’espulsione di Colombo, ovviamente) con Adejo, Costa, Cosenza ed Acerbi in difesa, Missiroli, Viola, Barillà e Campagnacci a centrocampo ed il solo Zizzari in attacco. Al momento la classifica dice: primo è il Novara a quota 30 (in virtù del pareggio casalingo con l’Empoli), Reggina ed Atalanta 27 (entrambe vincenti con Cittadella e Modena) e Siena 25 (ma con una gara in meno visto che la gara con il Vicenza è stata rinviata e sarà recuperata l’8 dicembre prossimo). Dopo l’espulsione di Colombo, la gara si trasforma in un assedio da parte del Cittadella con la Reggina impegnata a difendersi ed a difendere il risultato. Atzori cambia ancora: esce Campagnacci ed entra Sy, ma il 4-4-1 non cambia. Foscarini, perso nel primo tempo per infortunio De Gasperi sostituito da Bellazzini, prova anch’egli tutte le carte a sua disposizione facendo entrare Gabbiadini al posto di Perna e Job al posto di Volpe. Si assiste ad un assedio da parte dei padroni di casa. Al 79° ci pensa uno straordinario Puggioni (incolpevole sulla rete di Dalla Bona) che toglie dalla testa di Piovaccari la palla del certo 2-2. All’80° ancora Cittadella pericolosissimo. Gabbiadini colpisce di testa, ma non angola la traiettoria del suo tiro. Puggioni, a terra, blocca. Atzori urla dalla panchina spronando i suoi ad uscire dalla propria area ed a non farsi schiacciare dagli avversari. La Reggina è stanca, difficile giocare ad alti ritmi sotto una pioggia torrenziale dal 1° minuto e con un conseguente terreno pesantissimo. All’85° ruggito di Sy. Conquista palla a centrocampo, porta a spasso dietro di se 3 avversari e scaglia un tiro potentissimo che Villanova non può che deviare in corner. Ultimo cambio per la Reggina: esce uno stanchissimo Zizzari ed entra l’ex Castiglia. Il 4-4-1 cambia ancora: Adejo, Costa, Cosenza ed Acerbi dietro, Missiroli, Viola, Castiglia e Barillà a centrocampo ed il solo Sy in attacco. Che sofferenza! Il Cittadella insiste armata delle forza della disperazione, la Reggina tiene con carattere e determinazione. Assistiamo a fasi concitatissime in cui è difficile anche per noi seguire con attenzione tutte le vicissitudini della gara. Al 90° ci prova Bellazzini da fuori area, ma è ancora pronto Puggioni a respingere con i pugni. Reggina vicina alla sua seconda vittoria consecutiva dopo l’1-0 al Portogruaro e la precedente netta sconfitta di Livorno. La Reggina, come detto, è evidentemente molto stanca ma regge grazie al carattere trasferitogli dal proprio allenatore. Adejo è colpito dai crampi, l’arbitro lo invita ad uscire dal campo per farsi soccorrere ma Atzori lo ributta dentro a soffrire come gli altri ed a lottare con gli altri. Gli amaranto sono distrutti, barcollano ma non mollano. E sabato al “Granillo” c’è il match-clou della XV^ giornata contro il Toro. La gara, finalmente, finisce! La Reggina esulta andando a salutare la ventina di tifosi che l’hanno seguita in terra veneta e lo fa legittimamente per via di questo risultato importantissimo soprattutto in proiezione futura. Brava Reggina! Bravo Atzori! Ad majora!

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Serie Bwin, XIV^ giornata: Cittadella Reggina 1-1 (primo tempo)

Cittadella – Reggina: 1-1. Cittadella (4-3-2-1): Villanova; Manucci, Gorini, Scardina e Marchesan; Musso (c), Dalla Bona e Volpe; De Gasperi (dal 41° Bellazzini) e Piovaccari; Perna. In panchina: Pierobon, Semenzato, Gasparetto, Carteri, Job e Gabbiadini. All.: Foscarini. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Costa ed Acerbi; Colombo, Tedesco, Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci e Zizzari. In panchina: Kovacsik, Cosenza, Rizzato, Laverone, Castiglia, Sy ed Adiyiah. All.: Atzori. Arbitro: Nasca di Bari. Assistenti: Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia. Quarto uomo: Berlino di Udine. Marcatori: Dalla Bona al 35° e Viola al 41° (rig.) (nella foto). Ammoniti: Musso al 42° e Colombo al 49°. Recupero: 1’ + 3'. Note. La Reggina, venerdì scorso contro il Portogruaro, ha raggiunto il suo settimo risultato utile consecutivo in casa (a 14 è fissata la sua miglior performance nella stagione 2001/2002).

Gli stakanovisti sono sempre gli stessi: con 1170 minuti su 1170 Puggioni e Rizzo (stasera assente per squalifica e, quindi, dalla prossima con il Torino non più in vetta a questa speciale classifica) “sovrastano” tutti nel minutaggio (sempre presenti, ma con, meno minuti sono Acerbi, Campagnacci, Adejo e Missiroli). La squadra di Atzori vanta, quest’anno, un considerevole +12 rispetto alla stagione scorsa. La Reggina mantiene il primo posto per i gol segnati nel primo tempo. I precedenti tra Cittadella e Reggina. La prima in assoluto tra le due squadre è avvenuta lunedì 17.09.2001 con la vittoria della Reggina per 2-0 con goal di Mozart e  Bogdani. L’anno scorso, con le due squadre che andavano comodamente verso lo 0-0 finale, un erroraccio di Valdez spalancava le porte della vittoria ai padroni di casa (1-0 il finale con rete di Bellazzini). Il Cittadella. In classifica ha 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte (è una delle 4 squadre che chiudono la graduatoria migliori solo dell’Ascoli). Vanta 11 gol fatti e 20 subiti (è sua la peggiore difesa del campionato in condivisione con quella dell’Albinoleffe). Con 7 sconfitte è una delle squadre che hanno perso di più (le altre sono il Portogruaro, il Sassuolo ed il Vicenza). Ha ottenuto 3 rigori a favore (1 sbagliato contro il Siena) e 3 rigori contro (1 sbagliato ancora dal Siena). E’ passato da una percentuale del 38,9% dei punti conquistati a ottobre al misero 33% di novembre. Dalla Bona, con 2 espulsioni, è il più punito della B. Il Cittadella ha realizzato 7 reti da dentro l’area di rigore, 3 da fuori area ed 1 di testa. Ha subito, invece, 11 reti da dentro l’area di rigore, 4 da fuori e 4 di testa (a cui si aggiunge 1 autorete). Il suo cammino interno. Ha conquistato 8 punti frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Ha realizzato 8 goal e ne ha subiti 9 (solo 1 volta non è andata a rete in casa sulle 6 partite sin qui disputate9. Ha sempre subito almeno 1 gol e non perde dal 2 ottobre scorso. Gli ex della gara. Maurizio Nassi (con la Reggina 2 presenze in A ed alla Reggina 2 goal in Mantova Reggina del 12.09.2009 – in quella gara Reggina avanti di 2 reti con Cacia e Brienza e poi raggiunta, appunto, dalla doppietta di Nassi – ed 1 gol a Puggioni il 04.11.2007 in Ancona Perugia) ed Ivan Castiglia (con il Cittadella 43 presenze tra il 2008 ed il 2010). Cannonieri del Cittadella. Capocannoniere è Piovaccari con 6 gol di cui 4 in casa e poi Dalla Bona con 2 gol in casa. Gli allenatori. Atzori e Foscarini mai contro; Atzori  mai contro il Cittadella; Foscarini contro la Reggina nel pareggio (1-1 con reti di Capelli e Pesoli) e la vittoria (come già detto 1-0 con rete di Bellazzini) dello scorso campionato. L’arbitro. Sarà il sig. Nasca di Bari, con lui Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia, il quarto uomo è Guida. Nasca vanta 1 presenza in A (il 16.05.2010 in Cagliari Bologna). In B arbitrerà per la 28 volta  (dopo il debutto del 21.08.2009 in Empoli Piacenza). Con la Reggina ha arbitrato la vittoria dello scorso 05.09.2010 con il Piacenza (reti di Barillà e Cosenza) e la sconfitta interna con l’Ascoli del 01.05.2010 (1-2 con reti di Brienza e doppietta di Antenucci) in cui ha assegnato il rigore del pareggio ascolano e l’espulsione di Valdez. Con il Cittadella vanta 1 pareggio ed 1 sconfitta. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Atzori schiera Tedesco al posto dello squalificato Rizzo ed ancora Zizzari piuttosto che l’infortunato Bonazzoli. In panchina c’è Castiglia e non, come solitamente avviene, Montiel. Cronaca e commento. Primo tempo. Sono di fronte due squadre dalla classifica diametralmente opposta: da un lato la Reggina, terza a quota 24, e dall’altro il Cittadella, penultimo con la metà esatta dei punti degli amaranto (12) ma, assistendo ai primi minuti di gara, non sembra ci sia tutta questa differenza (per merito del furore con cui l’ha iniziata il Cittadella, intendiamo). La partita al “Tombolato” inizia a ritmi tutto sommato alti. La prima occasione da goal è del Cittadella grazie a Dalla Bona che, al 5°, da fuori area, batte a rete costringendo Puggioni alla deviazione in corner. Al 15° la prima occasione amaranto avviene per merito di Barillà che, grazie ad un tiro-cross da sinistra, impegna Villanova in una parata a terra. Al 20° sono pericolosi i granata veneti. Partenza rapida in contropiede con la Reggina un po’ sbilanciata in avanti, Perna si presenta al tiro poco fuori l’area di rigore, ma il suo tiro termina sul fondo alla destra di Puggioni. Al 23° è ancora Barillà, ancora su un tiro-cross dalla fascia di sua competenza, a costringere il portiere di casa a parare a terra sul palo più vicino. Si gioca sotto il diluvio con conseguente terreno non certo in ottime condizioni, ne consegue che la squadra maggiormente dotata tecnicamente ne paga dazio a favore di quella che supplisce a questa mancanza attraverso il proprio ardore agonistico. Al 31° ci prova la Reggina con Acerbi che, in girata, alza troppo il pallone che termina molto alto sulla traversa della porta di Villanova. Al 32° è ancora Reggina con Tedesco che calcia forte e teso, ma il suo tiro è deviato in corner. Al 34° la Reggina crea un’altra buona occasione con Campagnacci che mette al centro dell’area dove Zizzari arriva con un attimo di ritardo mancando l’appuntamento con la palla. Al 35° il Cittadella passa in vantaggio. Calcio di punizione da una trentina di metri, calcia Dalla Bona che aggira la barriera e batte Puggioni sul palo proprio dietro la barriera. Nulla da eccepire, gran punizione e gran goal. Nell’occasione, sullo slancio cercando di raggiungere il pallone scagliato da Dalla Bona, Puggioni strappa parte delle maglie della rete ed il gioco si ferma per un paio di minuti. Al 40° la Reggina ha l’occasione per pareggiare “grazie” a Gorini che trattiene piuttosto evidentemente Missiroli fino a trascinarlo a terra. Sul dischetto va Viola che realizza spiazzando Villanova. Il pubblico veneto protesta a lungo per il rigore (così come i giocatori granata, d’altro canto), ma non avendo la moviola non può accorgersi come il fallo di Gorini sia nettissimo tanto da far azzeccare senza “ma” la scelta dell’arbitro Nasca. Al terzo minuto di recupero il Cittadella va vicinissimo al raddoppio. Bellazzini crossa da destra e Perna, di testa, dal centro dell’area, manca lo specchio della porta spedendo al lato il pallone. Il primo tempo, dopo 4 minuti di recupero (3 per la sistemazione della rete dopo il goal di Dalla Bona ed 1 effettivo), finisce qui.

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Marco Criaco: un giovane talento reggino trova fortuna nel nord-est

“Nemo propheta in patria”, diceva qualcuno. Da sempre Reggio è fucina di talenti in ogni ambito della cosiddetta società civile, ma allo stesso modo da sempre moltissimi nostri concittadini talentuosi sono “costretti” a lasciare la città della Fata Morgana per andare a cercare e, spesso, a trovare fortuna altrove. Tanti esempi potremmo fare per rendere meglio il concetto (dai compianti Versace e Crucitti nei campi della moda ed in quello della medicina, da Monorchio per ciò che concerne l’economia e via dicendo), ma non sarebbero mai abbastanza ed, oltretutto, la nostra memoria sicuramente ci trarrebbe in inganno facendocene dimenticare moltissimi alti ancora.

Uno dei settori che spesso ha fatto parlare di Reggio per merito dei reggini è senza alcun dubbio lo sport. Come dimenticare, nel basket per esempio, i fratelli Marco e Lucio Laganà (figli di quel Lucio per tanti anni bandiera della gloriosa Cestistica “Piero Viola” e di Katia Romeo pioniera del basket femminile reggino) già da molti anni “emigrati” ad altre latitudini e dallo stesso tempo nei ranghi delle varie Nazionali? Come dimenticare, nel calcio, quel Sergio Campolo che fu uno dei primi – se non il primo – reggino ad approdare in serie A molti anni prima del 1999 anno in cui ci arrivò anche la Reggina? Questi sono solo alcuni esempi di atleti, ma potremmo dilungarci ancora oltre abbracciando altre discipline con più o meno seguito (dall’atletica leggera al tiro a volo, dal karate alla boxe e via dicendo) per poi continuare con altrettanti nomi importanti con ruoli più che lusinghieri all’interno delle varie Federazioni sportive (Giuseppe Pellicone, per esempio, da molti anni alla guida della FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate ed Arti Marziali – oppure Demetrio “Mimmo” Praticò oggi presidente del CONI Regionale – Comitato Olimpico Nazionale Italiano – ma già da tempo immemore delegato ed accompagnatore di molte Nazionali Under facenti capo alla FGCI – Federazione Giuoco Calcio Italiana -). Molti sono stati, sono e, purtroppo, saranno coloro i quali raccoglieranno consensi lontani dalla natia terra (d’altro canto, se il detto “Riggiu non vindiu mai ‘ranu” – “Reggio non ha mai venduto grano”, a significare l’incapacità di farlo per svariate ragioni che non stiamo qui a sottolineare – è d’antica memoria allora vorrà dire che almeno un fondo di verità ci sarà, no?). E così è stato anche per il calcio e per la sua massima espressione cittadina: la Reggina. “E’ stato”, sottolineiamo. Già, perché da qualche tempo in qua pare che le cose stiano cambiando e che il settore giovanile della Società reggina stia finalmente dando i frutti sperati non fosse altro perché curato, seguito attentamente e “costruito” di giorno in giorno. Oggi, in prima squadra, ci sono molti più reggini che mai: Simone Missiroli, per esempio, ma anche i fratelli Nicolas ed Alessio Viola reggini di Taurianova (con quest’ultimo da qualche mese ceduto per fare esperienza), per passare ad Antonino Barillà reggino di Catona (“Ninu ra Catuna”, per l’appunto) fino ad arrivare a Pietro Marino reggino di Gallina. Come si può notare, se si lavora alacremente e, soprattutto, seriamente giovani talentuosi ne nascono anche a Reggio, ma il difficile sembra essere trattenerli qui dove le Società spesso inseguono il rapido guadagno (piuttosto che “crescere” i loro gioielli e saper attendere pazientemente) e/o le strutture dove questi ragazzi si allenano sono obsolete e, quindi, nemmeno attenzionate da chi di dovere. Uno di questi reggini, ma solo uno dei tanti, che sono andati a cercar fortuna altrove è Marco Criaco (nella foto). Marco è nato a Scilla il 22.05.1989 e, trasferitosi a Pordenone nel 1994 per seguire la sua famiglia per motivi di lavoro (anche questo è un caso di “emigrazione forzata”), ha iniziato la sua carriera tra le fila dell’ “Aurora Pordedone”. Mancino puro, ma dotato anche di un buon tocco di palla con il destro, ha iniziato tra i Pulcini nel ruolo di ala sinistra (adesso si chiama “esterno d’attacco”). Nel 1998 è rientrato con la famiglia nella sua terra d’origine ed ha giocato con la “Tommaso Maestrelli” sotto l’attenta osservazione del mister Mimmo De Clario. In due sole stagioni come Esordiente, realizzò qualcosa come 198 goals o giù di lì tant’è che la più blasonata Reggina l’attenzionò e lo portò a se prima disputando il campionato dei Giovanissimi nazionale e poi quello di Allievi nazionale. Come spesso accade, però, la fortuna va e viene e Marco fu costretto ad abbandonare i campi in erba per 6 mesi a causa di un incidente alla schiena. Passato il brutto periodo, Criaco accettò le lusinghe del Catanzaro (salta subito agli occhi come la Reggina non ebbe pazienza e lo cedette in maniera forse troppo frettolosa) disputando ancora il campionato Allievi nazionale. Fallita la Società catanzarese, e già notato dai dirigenti del Pordenone dov’era per caso in vacanza, è stato immediatamente tesserato dalla Società friulana per disputare il campionato Juniores nazionale. Breve fu l’esperienza in quel torneo giacché fu arruolato in prima squadra militante nel campionato di Eccellenza. In breve tempo diventò titolare inamovibile contraddistinguendosi tanto in numero di goals realizzati quanto in assist serviti soprattutto al compagno di squadra Andreolla che, grazie proprio a lui ed ai suoi assist, vinse la classifica cannonieri portando il Pordenone a vincere il campionato e ad approdare in Serie D. Proprio in quella stagione, Marco vinse il premio quale miglior giocatore nel ruolo di attaccante tra i migliori talenti di Friuli e Veneto assegnato dai giornalisti sportivi del ricco ed opulento nord-est. Criaco fu definito da mister Maurizio Trombetta (una brevissima parentesi anche a Reggio nella Primavera – prima che se lo “facessero fuori” – ma, soprattutto, un’altra precedente ed importantissima in Romania, nel Cluji, con annessa partecipazione alla Champions League per lui), allora allenatore del Sevegliano, “il miglior talento” che ebbe modo di vedere (dichiarazione riportata il 04.12.2007 sul sito www.slowfootball.it). Marco, in quegli anni, sostenne un provino anche con l’Inter che, purtroppo, lo definì “troppo gracilino” e quindi, ancora con il Pordenone in Serie D, giocò la sua miglior stagione fino ad oggi. Attenzionato dal Bassano militante in Lega Pro nel girone A della Prima Divisione (la C1 di un tempo, per intenderci), fu acquistato a titolo definitivo e messo a disposizione di mister Jaconi con quest’ultimo che, gradatamente, lo sta inserendo nella rosa della prima squadra fino a concedergli 16 minuti contro il Sudtirol mentre è titolare inamovibile in Coppa Italia dove ha sempre giocato realizzando già 2 reti.

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Il “violino” Smorto indossa nuovamente la maglia della Nazionale

Soddisfazione per il settore giovanile della Viola per la nuova convocazione di Antonio Smorto (nella foto) al raduno della Nazionale Under 16 che si svolgerà a Roccaporena di Cascia (Perugia) dal 12 al 14 Novembre 2010. Antonio, non nuovo a questi appuntamenti (la scorsa estate fu il capitano della rappresentativa azzurra al Torneo dell’Amicizia in Francia), in questa stagione fa parte del gruppo Under 17 che disputa anche il campionato di Serie D sotto la guida del trio Di Manno, Motta e Polimeni.

Agli ordini del Responsabile Tecnico del Settore Squadre Nazionali Giovanili, Gaetano Gebbia, il play-guardia nero-arancio avrà modo di confrontarsi con quelli che sono attualmente i migliori 24 atleti della classe 1995 in Italia.

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L’Assolaser promuove il Circolo Velico Reggio. Macrì: “Reggio Calabria merita di entrare nel circuito internazionale della vela che conta”

Con l’Italia Cup (nella foto) e la Coppa Campioni Laser, si è conclusa con successo la prima “Settimana Azzurra” all’insegna della vela, organizzata, nelle acque dello Stretto, dal Circolo Velico Reggio. La quarta prova delle due competizioni, che hanno designato chi rappresenterà l’Italia ai prossimi campionati europei e mondiali nella classe Laser, si è disputata a Reggio Calabria e, nonostante il maltempo ed il forte vento, che hanno impedito la disputa delle ultime due regate, grande è stata la partecipazione di equipaggi (169), provenienti da tutta Italia, e di pubblico.

Ad aggiudicarsi il titolo nella classe Laser Standard è stato Gaspare Silvestri del Club Casa Savoia di Napoli davanti a Pasquale Vitulano del Centro Canottieri Irno di Salerno ed a Giancarlo Ostuni del Gruppo Vela Monopoli. Nella classe Laser Radial, primo Luca Antonioli del gruppo Nautica Castel Fusano, davanti a Pietro Parisi e a Tommaso Centonze, entrambi del Circolo Velico Torbole. Nella classe Laser 4.7, infine, ha vinto Jacopo Fanti del Circolo Nautico Amici della Vela Cervia, davanti ad Angelo Gasperini del  Circolo della Vela Erix e ad Alvise Weber del club Fraglia Della Vela Malcesine. Tutti soddisfatti, dunque, di quest’iniziativa che non ha precedenti in Calabria e che conferma, oltre al prestigio, anche la professionalità del Circolo Velico Reggio. Su tutti il commento di Macrino Macrì, segretario generale dell’Assolaser, responsabile degli eventi, soddisfatto della sua “prima volta” in Calabria. “Uno scenario magnifico – ha dichiarato Macrì – quello dello Stretto, che presenta le condizioni ideali di vento e di mare per ospitare grandi eventi”. L’Assolaser ha chiesto al Circolo Velico Reggio, organizzatore della Mediterranean Cup Optimist, aperta anche ai laser 4.7, di estenderla anche alle classi Radial e Standard, assegnando all’evento ben 200 punti utili per la ranking list nazionale che in sostanza aumentano il prestigio dell’evento. Questa promozione invoglierà, quindi,  gli atleti di tutta Italia a partecipare alla competizione reggina. L’Assolaser ha, inoltre, suggerito che la Mediterranean Cup per la classe Laser si intitolasse al commiato Pasquale Chilà. Carlo Colella  ha commentato così la proposta: “un gesto che premia ed unisce il valore di due famiglie, Colella e Chilà, che a Reggio Calabria tanto hanno fatto per promuovere l’attività della vela. Viene dunque riconosciuto che lo sport è soprattutto fatto di persone, di storie e di sacrifici”. Pochi giorni, dunque, sono bastati al numero due dell’Assolaser, per comprendere al meglio la difficile realtà sportiva calabrese ed i problemi che ostacolano il suo sviluppo. “Senza conoscere – ha dichiarato Macrino Macrì – le realtà velistiche individuali presenti sul territorio, ho trovato una grande professionalità che ha garantito ottimi risultati ma, purtroppo, poca è la gente che lavora. Occorre aumentare e trasmettere le competenze. A parte questi pochi volontari, quì di vela non sa niente nessuno, bisogna, quindi, creare una base culturale sportiva più solida. E questo si fa coinvolgendo ed informando il pubblico con conferenze e momenti di accoglienza. È importante, poi, arrivare ad ottenere più soggetti che abbiano la capacità ‘volontariale’ di gestire gli eventi. Eventi che, inevitabilmente, attireranno interessi economici e politici che si sposano benissimo con quest’attività. Ma l’obbiettivo deve rimanere sempre quello di favorire lo sport, soprattutto, e non solo le tasche, come spesso accade." L’analisi di Macrì non fa una piega ma, oltre le critiche, suggerisce soluzioni: “occorre dunque, unire le persone: Carlo Colella, Paola Chilà, il Circolo Nautico e il Club Windsurf dello Stretto devono, necessariamente, operare congiunti per il bene dell’attività velistica, delle manifestazioni e, soprattutto, del loro territorio. Organizzare regate lontane dalla terra ferma o, meglio, lontane dal pubblico non serve a niente. Se, invece, disputate vicino al lungomare, le regate possono avvicinare e, così, affascinare il grande pubblico. Non solo, questo avvicinerebbe i ragazzi alla pratica di una disciplina che è un’arte nobile di virtù e ricca di prestigio." Macrì propone “una gara tra pochi equipaggi, con regole semplici e sotto gli occhi del pubblico, che avvicinerebbe anche chi non comprende le regole di uno sport che, nella sua massima espressione, è elitario. E, da qui, la possibilità di scommettere (Match Race) che innescherebbe il giro di introiti con costi relativamente bassi”. È ovvio – suggerisce il segretario dell’Assolaser – che bisogna iniziare da ciò che si possiede, far si che i pochi velisti che praticano a Reggio Calabria, la domenica, per esempio, si diano appuntamento qui, sul lungomare, organizzando piccole regate utili per allenarsi, confrontarsi e crescere insieme. Questo avvicinerebbe gli appassionati, innanzitutto, ed il pubblico, di conseguenza. Un sistema, questo, che equivale alla partitella di pallone nel cortile di casa che, da sempre, avvicina i giovani al calcio. Il ‘Match Race’, inoltre, è un sistema che può aiutare lo sviluppo e la crescita della attività della vela oltre ad incrementare il turismo sportivo sul territorio. Il settore delle scommesse è vitale per attività come la nostra e per quegli sport che non hanno grossi introiti dai diritti televisivi”. Il presidente della VI zona della Federvela, Fabio Colella, ringrazia Macrì per le belle parole spese e, soprattutto, per i consigli. Impeccabile, dunque, il connubio organizzativo Assolaser – Circolo Velico Reggio e ottimo il lavoro svolto dal Comitato di Giuria. Il Circolo Velico Reggio ringrazia il club reggino “Windsurf dello Stretto”, la Slam e la Phfizer determinanti per la riuscita della manifestazione. Nonostante la mancata disputa dell’ultima giornata di prove, è stato fatto molto di più di quanto succede, spesso, su altri campi di regata, dove non vengono effettuate le regate per mancanza di vento. Questo indica la sicurezza che offre lo Stretto per lo svolgimento di regate importanti. CLASSIFICA ASSOLUTA CLASSE LASER 4.7: 1. Jacopo Fanti, classe 1995, Circolo Nautico Amici della Vela Cervia, punti 12; 2. Angelo Gasperini, 1994, Circolo della Vela Erix, 13; 3. Alvise Weber, 1995, Fraglia Della Vela Malcesine, 15; 4. Alessio Romeo, 1994, Circolo Nautico Numana S.Massaccesi, 19; 5. Tommaso Rosà, 1996, , 19; 6. Michele Benamatti, 1994, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 20; 7. Riccardo Vincenzi, 1995, Circolo Velico Torbole, 22; 8. Zeno Gregorin, 1995, “OSCAR COSULICH”, 23; 9. Daniil Krapivin, 1995, Spartak Moscow, 25; 10. Cecilia Zorzi, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 26. CLASSIFICA ASSOLUTA CLASSE LASER RADIAL: 1. Luca Antonioli, 1992 , Nautica Castel Fusano, punti 4; 2. Pietro Parisi, 1994, Circolo Velico torbole, 7; 3. Tommaso Centonze, 1993, C.V.Torbole, 9; 4. Mario Benini, 1992, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 13; 5. Marco Lo Bue, 1984, Club Canottieri Roggero di Lauria, 18; 6. Federico Tani, 1994, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 19; 7. Marco Benini, 1995, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 22; 8 Riccardo Bevilacqua, 1995, Oscar Cosulich, 23; 9. Marco Zani, 1994, Fraglia Della Vela di Riva del Garda, 29; 10. Laura Cosentino, 1990, Yacht Club Cortina D'ampezzo 30. CLASSIFICA ASSOLUTA CLASSE LASER STANDARD: 1. Gaspare Silvestri, 1975, Club Casa di Savoia Napoli, 5; 2. Pasquale Vitulano, 1987, Centro Canottieri Irno Salerno, 6; 3. Giancarlo Ostuni, 1990, Gruppo Vela Monopoli, 7; 4. Matteo Bonomi, 1991, Circolo Velico Torbole, 10; 5. Marco Reaeli, 1992, Gruppo Vela Monopoli, 12; 6. Pierluigi Guida, 1991, Lega Navale Napoli, 20; 7. Francesco Gueltrini, 1993, Amici della Vela Cervia, 21; 8. Lorenzo Migliaccio, 1967,  C. D. Remo E D. V. Italia, 22; 9. Lorenzo Parma, 1990, Yachting Club San Marino, 23; 10. Christian Vitulano, 1991, Centro Canottieri Irno Salerno, 24.

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La Liomatic Viola ingrana la sesta e vola al primo posto in classifica

altLIOMATIC TEAM BASKET VIOLA – PEUGEOT BENEVENTO 77–72. Parziali 24-18, 42-39 e 62-57. VIOLA: Zampogna 11, De Gregori 6, Cavalieri 18, Ruggeri 8, Dalfini 7, Grasso 17, Mobilia ne, De Marco ne, Lorenzetti, Padova 10. All. Fantozzi. BENEVENTO: Credendino 29, Vetrone 12, Bellmann, Mascolo 2, Camata 22, Cavalluzzo 2, Enzo, Scafaro, Crevatin 5, Caputo. All. Annechiarico.  ARBITRI: Giumarra di Ragusa e Molonia di Messina.

Sesta vittoria consecutiva e primato solitario in classifica per la Viola che supera il Benevento sul neutro di Polistena. I nero arancio soffrono fino alla fine ma si portano a casa due punti importantissimi dopo un ottimo quarto periodo giocato dagli uomini di coach Fantozzi.Gara intensa e ricca di agonismo quella disputata al PalaBerlinguer di Polistena. Un Benevento agguerrito è sceso in campo con l’intento di dare battaglia ai nero arancio, intento riuscito in pieno poiché i reggini riescono ad avere ragione dei campani solo nell’ultimo periodo con il risultato di 77 – 72. Vittoria doppiamente importante perché, la contemporaneo sconfitta dell’altra capolista Capo d’Orlando, permette ai reggini di portarsi in testa alla graduatoria in solitaria con 12 punti. Il primo quarto è tutto a favore dei nero arancio che, con una grande prestazione specie nei minuti iniziali, riescono a piazzare un parziale che dona loro ben 15 punti di vantaggio. Un black out del tiro dalla lunga distanza consente a Benevento di rifarsi sotto e di chiudere il primo periodo con un distacco ridotto 24 – 18. Il secondo periodo ricalca verosimilmente il primo. La Viola accusa un calo realizzativo e Benevento riesce addirittura a mettere per qualche minuti il naso avanti grazie soprattutto alla superlativa prestazione del duo Camata – Credendino che, metteranno a segno rispettivamente 22 e 29 punti a referto. Sono loro difatti che riescono a mantenere in partita Benevento fino al termine. Tutti questi fattori fanno ridurre ancora di più il vantaggio Viola che, al termine del secondo periodo sarà soltanto di 3 punti. 42-39. Coach Fantozzi, visto il momento di calo dei suoi ha dovuto fortemente farsi sentire negli spogliatoi e spronare i suoi. Il terzo quarto segue il leitmotiv dei precedenti e la Viola deve sudare per tenere sotto un Benevento molto concentrato. Fondamentale per i nero arancio l’apporto della panchina, specie del suo capito, Sebi Grasso che, con i suoi 17 punti riesce a dare una grossa mano alla causa. Ma non solo punti per Grasso. Tanta intensità difensiva e tante buone giocate per la squadra. Il terzo periodo scivola nell’incertezza e si chiuderà con il risultato di 62-57. L’ultimo è decisivo quarto la Viola, sfrutta tantissimo il contropiede con il solito De Gregori e Zampogna che, nell’ultimo periodo, mette a segno punti fondamentali per la vittoria finale. Saranno 11 per lui al termine, conditi da un ottima prestazione collettiva. La Viola centra così la sua sesta vittoria consecutiva contro un Benevento al quale si deve dare atto, nonostante la classifica deficitaria, di mostrare un carattere che certamente servirà per il proseguo di un torneo così difficile come può essere quello della B dilettanti. E’ un fine settimana che comincia con una buona notizia per la Viola: il giovane neroarancio Antonio Smorto viene convocato dalla nazionale di categoria. L’esterno reggino si conferma nel mio gruppo italiano della sua classe d’Italia nel quale è stato anche capitano in un torneo disputato in Francia l’Estate scorsa. Grande soddisfazione in casa Viola per questa notizia che premia un ragazzo che ha grandi margini di miglioramento e che potrebbe costruirsi una carriera importante. Infine, ricordiamo che la Società NeroArancio ha deciso di devolvere interamente l’incasso della gara contro la Peugeot Benevento, in favore dei cittadini gioiesi duramente colpiti dall’alluvione.

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Serie Bwin, XIV^ giornata: Cittadella Reggina (probabili formazioni e note)

Cittadella (4-3-2-1): Villanova; Manucci, Gorini, Scardina e Marchesan; Carteri, Dalla Bona e Volpe; De Gasperi e Piovaccari; Bellanzini. In panchina: Pierobon, Semenzato, Teoldi, Musso, Nassi, Job e Gabbiadini. All.: Foscarini. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Costa ed Acerbi; Colombo, Tedesco, Viola, Missiroli (c) e Barillà; Campagnacci e Zizzari. In panchina: Kovacsik, Cosenza, Rizzato, Laverone, Montiel, Sy ed Adiyiah. All.: Atzori. Arbitro: Nasca di Bari. Assistenti: Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia. Quarto uomo: Guida. 

Note. La Reggina, venerdì scorso contro il Portogruaro, ha raggiunto il suo settimo risultato utile consecutivo in casa (a 14 è fissata la sua miglior performance nella stagione 2001/2002). Gli stakanovisti sono sempre gli stessi: con 1170 minuti su 1170 Puggioni e Rizzo (stasera assente per squalifica e, quindi, dalla prossima con il Torino non più in vetta a questa speciale classifica) “sovrastano” tutti nel minutaggio (sempre presenti, ma con, meno minuti sono Acerbi, Campagnacci, Adejo e Missiroli). La squadra di Atzori vanta, quest’anno, un considerevole +12 rispetto alla stagione scorsa. La Reggina mantiene il primo posto per i gol segnati nel primo tempo. I precedenti tra Cittadella e Reggina. La prima in assoluto tra le due squadre è avvenuta lunedì 17.09.2001 con la vittoria della Reggina per 2-0 con goal di Mozart e  Bogdani. L’anno scorso, il 19.09.2009 (nelle foto Bonazzoli e Missiroli durante quella gara), con le due squadre che andavano comodamente verso lo 0-0 finale, un erroraccio di Valdez spalancava le porte della vittoria ai padroni di casa (1-0 il finale con rete di Bellanzini). Il Cittadella. In classifica ha 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte (è una delle 4 squadre che chiudono la graduatoria migliori solo dell’Ascoli). Vanta 11 gol fatti e 20 subiti (è sua la peggiore difesa del campionato in condivisione con quella dell’Albinoleffe). Con 7 sconfitte è una delle squadre che hanno perso di più (le altre sono il Portogruaro, il Sassuolo ed il Vicenza). Ha ottenuto 3 rigori a favore (1 sbagliato contro il Siena) e 3 rigori contro (1 sbagliato ancora dal Siena). E’ passato da una percentuale del 38,9% dei punti conquistati a ottobre al misero 33% di novembre. Dalla Bona, con 2 espulsioni, è il più punito della B. Il Cittadella ha realizzato 7 reti da dentro l’area di rigore, 3 da fuori area ed 1 di testa. Ha subito, invece, 11 reti da dentro l’area di rigore, 4 da fuori e 4 di testa (a cui si aggiunge 1 autorete). Il suo cammino interno. Ha conquistato 8 punti frutto di 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Ha realizzato 8 goal e ne ha subiti 9 (solo 1 volta non è andtaa a rete in casa sulle 6 partite sin qui disputate9. Ha sempre subito almeno 1 gol e non perde dal 2 ottobre scorso. Gli ex della gara. Maurizio Nassi (con la Reggina 2 presenze in A ed alla Reggina 2 goal in Mantova Reggina del 12.09.2009 – in quella gara Reggina avanti di 2 reti con Cacia e Brienza e poi raggiunta, appunto, dalla doppietta di Nassi – ed 1 gol a Puggioni il 04.11.2007 in Ancona Perugia) ed Ivan Castiglia (con il Cittadella 43 presenze tra il 2008 ed il 2010). Cannonieri del Cittadella. Capocannoniere è Piovaccari con 6 gol di cui 4 in casa e poi Dalla Bona con 2 gol in casa. Gli allenatori. Atzori e Foscarini mai contro; Atzori  mai contro il Cittadella; Foscarini contro la Reggina nel pareggio (1-1 con reti di Capelli e Pesoli) e la vittoria (come già detto 1-0 con rete di Bellanzini) dello scorso campionato. L’arbitro. Sarà il sig. Nasca di Bari, con lui Franzi di Verbania e Vivenzi di Brescia, il quarto uomo è Guida. Nasca vanta 1 presenza in A (il 16.05.2010 in Cagliari Bologna). In B arbitrerà per la 28 volta  (dopo il debutto del 21.08.2009 in Empoli Piacenza). Con la Reggina ha arbitrato la vittoria dello scorso 05.09.2010 con il Piacenza (reti di Barillà e Cosenza) e la sconfitta interna con l’Ascoli del 01.05.2010 (1-2 con reti di Brienza e doppietta di Antenucci) in cui ha assegnato il rigore del pareggio ascolano e l’espulsione di Valdez. Con il Cittadella vanta 1 pareggio ed 1 sconfitta.

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La Liomatic Viola RC oggi “gioca” per gli alluvionati di Gioia Tauro

La società Liomatic Viola esprime tutta la propria solidarietà alla cittadinanza di Gioia Tauro per le gravi condizioni in cui si trova a causa del maltempo degli ultimi giorni. Proprio per questo motivo la Società NeroArancio comunica che l’incasso della gara di oggi contro la Peugeot Benevento, sarà interamente devoluto in favore dei cittadini gioiesi duramente colpiti dall’alluvione.

Per chi volesse effettuare una donazione in favore della popolazione alluvionata potrà farlo attraverso il conto corrente postale numero 6236281, con intestazione “Comune di Gioia Tauro – Servizio Tesoreria – Solidarietà pro alluvione di Gioia Tauro”; oppure utilizzando il conto corrente bancario (anche online con l’home-banking), indicando l’IBAN: IT71T0760116300000006236281, causale “Solidarietà pro-alluvionati di Gioia Tauro”.

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Serie Bwin, XIII^ giornata: Reggina Portogruaro 1-0

Reggina – Portogruaro: 1-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Costa ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Viola (dal 65° Tedesco), Missiroli (c) e Rizzato (dal 67° Barillà); Campagnacci e Zizzari (dal 72° Sy). In panchina: Kovacsik, Burzigotti, Montiel e Adiyiah. All.: Atzori. Portogruaro (4-4-1-1): Rossi; Lanzoni, Cristante, Madaschi e Cardin; Tarana (dal 89° Altinier), Amodio (dal 67° Mattielig), Schiavon ed Espinal; Cunico (c); Gerardi (dall’80° Bocalon). In panchina: Marcato, Gargiulo, Scozzarella, Altinier e Giacobbe. All.: Viviani. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: De Pinto di Bari e Meli di Parma. Quarto uomo: Mariani di Aprilia. Marcatore: Missiroli all’89°. Ammoniti: Rizzo al 3°, Gerardi al 21°, Cardin al 28°, Cristante al 41°, Cunico al 49°, Schiavon al 53° e Mattielig all’88°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 8 Reggina e 3 Portogruaro. Spettatori paganti: 777. Abbonati: 3407. Incasso al botteghino: € 10855. Quota abbonati: € 21660. Spettatori totali: 4184. Incasso totale: € 32.515. 

Note. Francesco Cosenza, con altri 4 giocatori, è in testa alla classifica dei “causa” rigori (2). Per la prima in questo campionato, la Reggina non realizza reti per due partite consecutive. Christian Puggioni cade dopo 389 minuti, dal minuto 64° di Frosinone (ottava di campionato) al 48° di Livorno (dodicesima). Emiliano Bonazzoli arriva oggi a quota 125 presenze in amaranto. La Reggina passa da una percentuale di punti conquistati del 66,7% delle ultime 7 giornate al 44,4% delle ultime 3. Gli amaranto non segnano da 194 minuti, sono in testa per reti fatte nel primo quarto di gara, per reti fatte di testa (7), per reti subite nell’ultimo quarto (4) e per maggior numero di rigori contro (4). Stakanovisti con 1080 minuti su 1080: Puggioni e Giuseppe Rizzo (sempre presenti ma con meno minuti: Francesco Acerbi, Alessio Campagnacci, Daniel Adejo, Bonazzoli e Simone Missiroli). La Reggina vanta in classifica un considerevole +9 rispetto alla stagione scorsa. Reggina e Portogruaro sono alla loro prima sfida in assoluto. La Reggina, contro il Portogruaro, gioca per la seconda volta al “Granillo” di venerdì (il precedente, a conferma delle difficoltà in questo giorno della settimana, è la sconfitta con il Lecce per 2-4). Nella stessa data negli anni precedenti: nel 1967 Reggina-Lecco 1-1, nel 1972 Reggina-Como 1-0, nel 1989 Cosenza-Reggina 0-0, nel 1995 Salernitana-Reggina 0-2, nel 2000 Reggina-Juventus 0-2 e nel 2005 Empoli-Reggina 3-0. La Reggina ha perso a Livorno dopo 7 risultati utili consecutivi (5 vittorie e 2 pareggi) ed il Portogruaro non vince da 6 giornate (il 25 settembre 2-1 all’Ascoli), poi2 pareggi e 4 sconfitte. La Reggina è una delle 8 squadre cadette a non aver mai perso in casa ed il Portogruaro è una delle 6 a non aver vinto ancora fuori. Il Portogruaro ha 12 punti frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte. 10 sono i gol fatti e 18 quelli subiti (12 dei quali in trasferta) che rappresentano il peggior attacco (con la Triestina) ed una delle peggiori difese (meglio solo di Albinoleffe e Cittadella) dell’intero torneo cadetto. Con 6 sconfitte al passivo solo il Cittadella ha fatto peggio (7). Segna e subisce, sostanzialmente, nella stessa quantità tra i due tempi. Ha subito 2 rigori contro entrambi messi a segno dagli avversari. E’ passato da una percentuale del 58% dei punti conquistati a settembre al modesto 11,1% di ottobre. Stakanovisti sono Rossi e Madaschi con 1080 minuti su 1080. Il suo cammino esterno consta di 1 solo punto conquistato, 3 gol fatti e ben 12 subiti. E’ ultimo, con il Grosseto, per punti conquistati su campi avversi. Solo a Livorno non ha subito gol in trasferta. Non segna fuori casa da 167 minuti. In trasferta non va a punti dal 18 settembre, 0-0 a Livorno. Bomber e gol alla Reggina. Cannonieri del Portogruaro: Cristian Altinier, 4 gol due in casa e due in trasferta, non segna dal 16 ottobre. Segue Federico Gerardi con 3 gol, non segna dal 13 ottobre. Tarana ha realizzato un gol al minuto 89 di Reggina Mantova (3-1) dello scorso campionato (partita ricordata anche per la prima espulsione in carriera di Bonazzoli). Cristante 2 gol alla Reggina (1 con il Messina ed 1 con il Ravenna nell’anno della prima promozione in A degli amaranto). Bomber amaranto contro il Portogruaro. 1 gol con il Foggia per Lorenzo Burzigotti (il 18.04.2010), 1 gol di Campagnacci con la maglia del Giulianova (il 07.02.2010) ed 1 gol di Danti con la maglia del Cosenza (il 06.12.2009). Allenatori. Atzori e Viviani mai contro. Atzori contro il Portogruaro: un pareggio nel 2009 ed una sconfitta nel 2008. Viviani  mai contro la Reggina. L’arbitro è il sig. Massa di Imperia, con lui De Pinto di Bari e Meli di Parma, il quarto uomo sarà Mariani di Aprilia. Massa è alla sesta direzione di gara in B. Ha debuttato quest’anno in Vicenza-Portogruaro (4-1). Il Portogruaro è la squadra più arbitrata da Massa, con quella di Reggio sarà l’ottava volta in generale (il bilancio è di 3 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte). Con la Reggina ha un solo precedente: la recente vittoria in campionato a Frosinone dove decretò due rigori (1 per la Reggina – goal di Viola – ed 1 per il Frosinone – rete di Lodi-). (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). Atzori è costretto all’ultimo momento a rinunciare a Bonazzoli, vittima di un fastidio muscolare, ed al suo posto ritrova l’appuntamento con il campo Francesco Zizzari. In panchina, il tecnico ciociaro non porta con sé Laverone per scelta tecnica. Un’altra nota, questa veramente negativa, è la presenza del pubblico stasera assai scarno sugli spalti del “Granillo”. D’altro canto, fin quando comanderanno le pay-tv il pubblico sarà sempre di meno allo stadio anche per gli orari astrusi in cui vengono fatte giocare le gare. Cronaca e commento. Primo tempo. La partita inizia a ritmi lenti con la Reggina che cerca di prendere sin da subito le redini del gioco. Al 3° un’ammonizione pesante per i padroni di casa quella di Rizzo che, già in diffida, salterà per l’inevitabile e conseguente squalifica la gara di Cittadella mettendo fine, tra l’altro, al suo essere sempre presente per la totalità dei minuti giocati dai reggini in questo campionato. Le prime fasi dell’incontro sono caratterizzate da grossolani errori da parte di entrambe le squadre in fase di costruzione del proprio gioco con conseguente frammentazione dello stesso. Gli esteti, legittimamente, hanno ragione a storcere il naso. Il primo tiro in porta (si fa per dire visto che termina in Curva Sud) avviene all’11° ed è di Colombo su suggerimento di Viola sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla destra. Al 15° arriva la prima vera palla goal. Adejo lancia dalle retrovie per Colombo che crossa immediatamente in area dove arriva Campagnacci che, d’interno destro, prova a superare in diagonale Rossi che, però, respinge bene. L’azione continua e la palla termina sui piedi di Rizzo che, da fuori area, prova la botta ma il suo tiro termina sul fondo alla destra del portiere ospite. Fatica un po’ la Reggina, forse ben oltre il previsto e non crediamo che sia per merito della formazione ospite, che appare timida, ma, invece, per demerito proprio. Al 19°, però, è proprio il Portogruaro a rendersi per la prima volta pericoloso. Espinal conquista palla sulla trequarti offensiva, si libera di Costa e batte a rete un tiro a mezz’altezza che Puggioni devia in angolo non senza apprensione. Al 20° è Viola a provarci da distanza siderale con pessimi risultati tant’è che il pubblico risponde con qualche fischio. La presunzione, in sostanza, raramente appaga. Al 23° altra occasionissima per i padroni di casa. Sugli sviluppi del terzo corner a proprio favore, calciato da sinistra da Viola, Missiroli arriva puntuale all’appuntamento con il pallone ma il suo tocco di testa termina di pochissimo alla destra della porta difesa da Rossi. Al 29° Portogruaro pericolosamente in area amaranto. Tarana riceve palla da un compagno e prova a calciare d’esterno destro con il pallone che termina la sua corsa tra le braccia di Puggioni. Avesse calciato di sinistro per come la dinamica dell’azione richiedeva chissà che effetti avrebbe sortito. Al 35°, al termine di un’azione piuttosto confusa e più frutto della casualità che della costruzione, il Portogruaro arriva addirittura al tiro con Gerardi che, però, manda alto. Al 40° azione personale di Zizzari che, conquistata palla sulla trequarti veneta, prima si decentra verso sinistra, poi si accentra e cerca il tiro “a giro” sul palo più lontano e cioè quello alla sinistra di Rossi. Il tiro è, però, largo e la palla termina fuori. Brutti primi 45 minuti, a dire il vero. Come detto gioco frammentario, disordinato ed abulico. Brutta Reggina, dunque. Ad Atzori l’onere di cambiare l’atteggiamento dei suoi nell’intervallo al fine di ritornare all’appuntamento con la vittoria. Secondo tempo. La ripresa inizia con un colpo di testa di Rizzato spedito al lato e con un’iniziativa di Campagnacci che Rossi neutralizza senza problemi particolari. La Reggina inizia meglio, a dire il vero. Pare più decisa e volitiva rispetto ai primi 45 minuti di gioco. Crea azioni, seppur non pericolosissime, e, quantomeno, riesce a svegliare i presenti fino ad allora sopiti e dediti più a qualche mugugno che ad apprezzamenti. In questa prima fase della ripresa si distingue l’arbitro Massa che, dopo aver ammonito già ben 5 giocatori veneti, sorvola sul sanzionare con il secondo giallo in più di un’occasione suscitando le vibrate proteste tanto dei giocatori amaranto, con il capitano Missiroli in testa, quanto del pubblico presente. Migliore questa prima fase di gioco dopo il rientro, ma non certo quanto nelle aspettative. Atzori corre ai ripari cercando di cambiare il corso della gara: dentro Tedesco e fuori un oltremodo presuntuoso Viola e, due minuti dopo, Barillà al posto di Rizzato. Al 67° ci prova proprio Tedesco da fuori area, ma il suo tiro è lento e centrale. La Reggina non sembra essere più la stessa squadra che ci ha incantati illudendo i più ma non noi. Sembra aver perso smalto, vigoria, concentrazione e determinazione. Il Portogruaro, invece, senza che nessuno ce ne voglia, sembra proprio una squadra di almeno un paio di categorie inferiori per la sua assoluta voglia di chiudere la partita in parità attraverso falli ed un gioco oltre il lecito remissivo. Il pubblico, nel frattempo, giustamente, condisce le azioni dei suoi beniamini con sonori fischi a sottolineare la pochezza del potenziale offensivo, ma anche creativo ed inventivo, che la squadra di Atzori sta palesemente manifestando stasera. Il tecnico laziale cambia ancora: dentro Sy per Zizzari. La gara, in sostanza, non è cambiata poi di molto a parte il lampo iniziale dei secondi 45 minuti. Il gioco è come sempre stasera frammentato, ricchissimo di errori pacchiani, frutto di mancanza di lucidità e, cosa ancor più grave, di determinazione e cattiveria agonistica. Il Portogruaro, intanto, si difende strenuamente con tutti i suoi effettivi badando al sodo e non certo alla piacevolezza di giocarsi la gara. Di tanto in tanto offende, ma per una neopromossa è comprensibile l’atteggiamento posto in campo. Atzori, invece, non sa più che pesci prendere: si dimena ed urla in panchina seguendo la gara andando avanti ed indietro davanti alla sua panca. Non gli piace di certo la sua Reggina stasera. Per come l’abbiamo conosciuto, a quest’ora gli si staranno torcendo le budella nel vedere i suoi uomini perdere una quantità di palloni davvero impossibile ad essere quantificata con esattezza. Ci proveranno, se ne avranno voglia, gli amanti delle statistiche (anche di quelle assai poco lusinghiere). Nel mentre scriviamo, la saga degli errori amaranto ha indefessamente seguito tra i mugugni piuttosto rumorosi da parte di tutti i presenti. La Reggino sembra non esserci o, quantomeno, non pare essere più la Reggina di un paio di settimane fa. La brutta sconfitta di Livorno, forse, poteva e doveva essere interpretata come un campanellino d’allarme sullo status di questa squadra che parrebbe aver perso qualcosa. Anzi, più di qualcosa. All’85° il Portogruaro “rischia” di andare in vantaggio con Bocalon che, da un paio di metri, ma decentrato, manda sul fondo. La squadra veneta, come detto, gioca in maniera quasi “primitiva”: falli a ripetizione, difesa ad oltranza, cadute sistematiche e niente che ha a che vedere con il calcio moderno a cui siamo ormai abituati ad assistere. Forse, anzi senza forse, è rimasto alla Prima Divisione da cui non sappiamo come è stato promosso nel campionato cadetto. All’89° la svolta. Missiroli riesce a scardinare Fort Apache (nella foto) e ad abbattere il muro veneto fino ad allora apparso impenetrabile. E’ il goal che fa alzare tutti dai propri posti a sedere. E’, forse, il goal più atteso al termine di una gara che, comunque, non è stata giocata bene dagli amaranto. Probabilmente, seppur coronata da mille errori, è la vittoria della tenacia. In sostanza, vittoria doveva essere è vittoria è stata. Con qualunque mezzo fosse arrivata, sarebbe andato bene lo stesso. Il Portogruaro, come per magia, si sveglia ed inizia a giocare al calcio. Viviani prova ad inserire il proprio bomber Altinier, ma il “merito” del risultato adesso acquisito è tutto suo e dell’atteggiamento rinunciatario indotto ai suoi. Ben gli sta, insomma. La partita, dopo 4 minuti di recupero, finisce con un enorme sospiro di sollievo da parte di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della Reggina. Qualcosa Atzori dovrà rivedere alla luce della prestazione di stasera, mentre a Viviani toccherà ripensare a come si deve giocare a pallone invece di pensare solo ed esclusivamente a non perdere. Alla fine, come è stato dimostrato stasera, non paga.

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