Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza-Reggina 3-2

Piacenza-Reggina: 3-2. Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio (dal 16° Conteh); Marchi, Catinali e Bianchi (dal 46° Cofie); Guzman (dal 90° Rickler); Graffiedi e Cacia (c). In panchina: Stocchi, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa (dal 46° Burzigotti) ed Acerbi; Colombo, Rizzo, N. Viola (dal 54° Rizzato), Castiglia e Barillà; Campagnacci (dall’84° A. Viola) e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, De Rose ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori di Reggio Emilia e Posado di Bari. Quarto uomo: Barbiero. Marcatori: Rizzo al 26°, Marchi al 37°, Graffiedi al 42°, Bonazzoli (rig.) al 73° e Cacia all’88°. Ammoniti: Conteh al 17°, Burzigotti al 48°, Adejo al 58° e Barillà all’80°. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Al “Garilli” di Piacenza, prima gara senza il capitano Missiroli ceduto in settimana al Cagliari e, a meno di 48 ore dalla chiusura del calcio mercato, non ancora degnamente sostituito dal presidente Foti intento (nelle foto) a contare i quasi 2 milioni e mezzo di euro (per la comproprietà con diritto di riscatto a favore del Cagliari per cui, a fine stagione, se Cellino lo vorrà tenere dovrà sborsarne altrettanti) incassati dall’operazione (e, supponiamo ne avrà per molto, considerati anche gli ulteriori 4 milioni incassati dalla cessione di Acerbi al Genoa con effetto, però, stagione 2011/2012). Al centro della difesa, al posto dell’infortunato Cosenza, trova spazio Giosa perennemente reduce da infortuni su infortuni. Laverone si accomoda in panca e, al suo posto, sulla destra, c’è Colombo. In panchina trovano spazio sia A. Viola, rispedito al mittente senza troppi fronzoli dal Benevento, e sia il neoacquisto De Rose proveniente dal Cosenza. A non trovare spazio neppure in panchina è, ancora una volta, Tedesco. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con la Reggina del neocapitano Bonazzoli impegnata in pressing alto sulla trequarti avversaria a far intendere ai padroni di casa le proprie intenzioni. Al 10° minuto, però, è il Piacenza a rendersi pericoloso. Cacia (ex dal dente avvelenato, ma nemmeno tanto pretenzioso visto il poco che ha fatto lo scorso anno), raccolto un assist dopo un fallo laterale, gira di sinistro verso la porta amaranto ribattuto da N. Viola con la palla che, poi, sbatte sul braccio di Barillà con Guida che considera involontario il tocco e lascia proseguire tra le proteste di squadra e pubblico di casa. Al 17° ci riprova il Piacenza con Guzman, ma la sua conclusione non crea particolari problemi a Puggioni. Al 18° la Reggina va vicina al vantaggio. Azione di contropiede imbastita da Acerbi, palla a Campagnacci che lancia, decentrato in area, Bonazzoli. Girata al volo del capitano e un altro ex della gara Cassano (anche lui senza rimpianto alcuno amaranto) respinge volando alla sua destra. Al 23° ci prova Catinali dalla lunga distanza, Puggioni devia in corner. In questa fase, la Reggina subisce le iniziative dei padroni di casa anche se non sembra soffrirne troppo. Al 26° la Reggina passa. Crossa da sinistra di Bonazzoli in mezzo all’area dove arriva Rizzo che, lasciato colpevolmente solo, di destro, batte Cassano facendogli passare la palla in mezzo alle gambe. Più che legittima l’esultanza del giovane messinese per la sua prima marcatura in B in 25 gare sin’oggi disputate (e gongola pure Foti in ottica mercato-cessioni giacché lo stesso Rizzo, assieme ai già ceduti Missiroli e Acerbi, è certamente uno tra gli amaranto ad avere richieste). Al 32° calcio di punizione di Guzman che, calciando a giro, manda alto sulla porta di Puggioni. Al 35° il Piacenza va vicino al pareggio. Calcio di punizione di Guzman al centro dell’area dove arriva Cacia che, di piatto sinistro, manda incredibilmente sul fondo ma, di fatto, a gioco fermo perché risultato in fuorigioco. Al 37° i padroni di casa pareggiano davvero. Spunto di Graffiedi sulla sinistra, l’attaccante supera due amaranto e mette al centro. Puggioni smanaccia e la palla resta colpevolmente in area senza che nessun difensore le si avventi addosso per spazzare. Il più lesto è Marchi che, di piatto destro, viola la porta amaranto e ristabilisce il risultato. La Reggina, dopo il goal del vantaggio, si è chiusa dietro lasciando al Piacenza l’iniziativa consentendole di schiacciarla tanto da arrivare in goal. Al 38° ancora i padroni di casa vicini, questa volta, al vantaggio. Adejo perde malamente palla, Cacia la conquista e batte a rete da fuori area mandando, per fortuna, il pallone non di molto alto sulla traversa. Il Piacenza non molla e continua a pressare. Al 42° il ribaltone. Cacia serve, di tacco, il sopraggiungente Graffiedi che, di destro, piazza la palla alle spalle di Puggioni. In 5 minuti, dicasi 5, la squadra di Madonna ribalta meritatamente il risultato. Ahi Reggina! Che errore chiudersi lasciando spazi ed occasioni agli avversari. Questa è la legittima conseguenza per un atteggiamento troppo rinunciatario già poco dopo la metà del primo tempo con un vantaggio risicato e per nulla sicuro. Al 46°, primo dei due minuti di recupero concessi, ci prova Campagnacci. L’attaccante amaranto, per l’ennesima volta in questo campionato, si smarca bene ma conclude malissimo mandando alto sulla traversa. Al 47° ancora Reggina, ancora Campagnacci. Ricevuta palla da Colombo al limite, si gira e calcia questa volta meglio che precedentemente. Cassano si distende e blocca a terra alla sua destra. Il primo tempo finisce qui. Nell’intervallo avrà ben donde per imprecare contro i suoi Atzori che, inspiegabilmente, dopo il vantaggio hanno smesso di giocare lasciando ad un affamato Piacenza libertà assoluta di azione e di occasioni goal. L’uno-due di Marchi e Graffiedi in appena 300 secondi è il giusto risultato per quanto visto in questi primi 45 di gara. Secondo tempo. La ripresa inizia con due sostituzioni, una per parte: nel Piacenza, dopo che Conteh aveva preso il posto di Anaclerio costretto a lasciare per infortunio, entra Cofie per Bianchi e, nella Reggina, l’eterno infortunato e sfortunato Giosa (presidente, contento del quinquennale fattogli sottoscrivere dopo infortuni e cessioni?, n.d.r.) lascia il posto a Burzigotti. La gara si gioca su ritmi alti e decenti, ma la Reggina non riesce a salire ma, anzi, presta ancora il fianco alle iniziative dei padroni di casa che solo per demerito dei suoi attaccanti o per merito di Puggiono non arrotondano il punteggio. Atzori, dopo il primo cambio forse indotto dalle condizioni fisiche di Giosa, prova la carta Rizzato togliendo dal campo Nicolas Viola. Lo stesso tecnico amaranto, in panchina, si sbraccia incitando i suoi e dandogli delle direttive regolarmente disattese. La Reggina, onestamente, appare ben poca cosa ma siamo concordi con lo stesso tecnico frusinate allorquando garantisce impegno. Si, l’impegno c’è e si vede. Ma non basta né può bastare. Per vincere ci vogliono giocatori dotati di un aggettivo che, forse, appare sconosciuto o, comunque, poco in uso: qualità! E, onestamente, ad eccezion fatta di Missiroli (fino a sabato scorso), Acerbi, Rizzo, Puggioni e, forse, qualcun altro non ci pare che la Reggina abbondi in qualità considerando Castiglia, Burzigotti, spesso Campagnacci ed altri. O sbagliamo? Al 72° lo stesso Campagnacci, in parte, ci smentisce e ci dimostra che in campo c’è e che non è solo capace di sbagliare lo sbagliabile. La punta amaranto s’invola sulla destra in un improbabile 2 contro 5 con il solo Bonazzoli in avanti con lui. Zammuto lo affronta e cade in area, forse, trascinando a terra lo stesso attaccante amaranto. Guida decreta il rigore tra le proteste generali, ma è inamovibile. Sul dischetto va Bonazzoli che, seppur disturbato dall’indisponente Cassano in fase di posizionamento del pallone sul dischetto, lo batte inesorabilmente spiazzandolo riportando, così, la gara sul binario della parità. All’81° il Piacenza va vicinissimo ad un nuovo vantaggio. Graffiedi è autore di un gran tiro al volo di sinistro da fuori area, Puggioni vola alla sua destra e devia il pallone che sbatte sulla traversa e torna in campo. Un piacentino lo raccoglie e batte ancora a rete dove Puggioni compie un altro intervento prodigioso mandando in corner e, successivamente, bloccando ancora l’ennesimo tentativo dei padroni di casa. Atzori toglie Campagnacci e si gioca la carta Alessio Viola (come detto, appena rientrato perché rispedito al mittente dal Benevento dove, purtroppo, si è messo in luce non per qualcosa di buono dimostrato sul campo, ma per l’atteggiamento altezzoso e presuntuoso come fosse il novello Pallone d’Oro senza che noi tutti addetti ai lavori ne fossimo a conoscenza). La gara continua ad essere giocata su ritmi altissimi e con vero furore agonistico. All’88° i padroni di casa passano meritatamente in vantaggio con l’ex Cacia (che consuma la sua personale vendetta consentendo ad un collega reggino di gongolare). Lanciato in area non è in fuorigioco, affronta Puggioni che esce sui suoi piedi e lo beffa con un “cucchiaio” sul quale non riesce ad intervenire Adejo proteso in un tentativo disperato. Il risultato, seppur ci dia profondamente fastidio ammetterlo, è giusto: il Piacenza ha meritato la vittoria per quanto fatto vedere in 95 minuti di gara e la Reggina, di concerto, esce sconfitta e con il non proprio score parziale di una sola vittoria nelle ultime 10 giornate. Il buon Antonio Nucera di Sky narra di un Foti che abbandona la tribuna sconsolato, ma non sa che ad essere sconsolati sono i tifosi amaranto a cui non resta nemmeno il “contentino” di contare i nuovi entrati 6 milioni e mezzo di euro. Chi ci segue sa che, da tempo, chiediamo a Foti di sciogliere un dubbio: la Reggina sarà composta da uomini o, più verosimilmente, da caporali? Metafora a parte, ciò che abbiamo chiesto più volte è, in sostanza, che Foti decida se osare ad ambire a qualcosa di più importante oppure se, mestamente, preferire far stazionare la Reggina in quel limbo chiamato meglio anonimato e caratterizzato, cioè, da una discreta Reggina – che per una decina di gare (dalla quinta alla quattordicesima) ha fatto sognare i più ingenui quando noi predicavamo equilibrio e che per il resto del torneo fin qui disputato, quegli stessi tifosi li ha bruscamente riportati sulla terra facendoli ricredere ineluttabilmente -, da un ottimo – secondo noi – allenatore ma da una rosa assolutamente inadeguata per puntare alla promozione (che diretta appare impossibile, ma magari attraverso l’aggancio al sesto posto e, quindi, passando per i playoff). I fatti, ad oggi, sembrano chiarire le intenzioni: vendere, vendere, incassare, incassare (e comprare, senza offesa per nessuno, terze o quarte scelte). Non è grave questo, l’importante però è saperlo. In fondo, nessuno ha parlato della ricerca di una promozione ma, semmai, sono stati creduloni i tifosi a pensarlo allorquando la Reggina giocava bene e, di conseguenza, vinceva. La realtà è quella sotto gli occhi di tutti: sono caporali ed a farli diventare uomini non ci pensa nemmeno. I playoff si allontanano ed il limbo dell’anonimato ci trattiene. Ad majora, Lillo!

Condividi sui social

Serie Bwin, XXIV^ giornata: Piacenza Reggina (probabili formazioni e note)

Piacenza (4-3-1-2): Cassano; Zenoni, Gervasoni, Zammuto ed Anaclerio; Marchi, Catinali e Bianchi; Guzman; Graffiedi e Cacia. In panchina: Stocchi, Rickler, Avogadri, Cofie, Volpi, Sbaffo e Guerra. All.: Madonna. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, De Rose, Tedesco e Barillà; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Giosa, N. Viola, Castiglia, Colombo, Rizzato ed Adiyiah. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Iori e Posado. Quarto uomo: Barbiero. Note. La Reggina, sabato scorso contro il Siena, ha colto il suo terzo pareggio consecutivo per 0-0 (non succedeva dalla stagione 1990/1991 con Cosenza-Reggina, Reggina-Taranto e Triestina- Reggina). Il record degli 0-0 consecutivi è, però, di 5 nel torneo 1972-1973 con Reggiana-Reggina, Reggina-Novara, Modena-Reggina, Varese-Reggina e Reggina-Bari.

Alla 22ma si è toccato il minimo livello di rendimento con il solo 49,3% dei punti conquistati. La Reggina, comunque, vanta un considerevole + 8 sulla scorsa stagione ed un +1 sul girone di andata che, soprattutto tra la quinta e la quattordicesima giornata è stato considerato straordinario. La squadra di mister Atzori non subisce reti da 272 minuti (l’ultima fu quella realizzata da Giorgi in Ascoli-Reggina 2-1 – altre reti di Missiroli e Lupoli su rigore – del 18.12.2010). Questo minutaggio fa di Puggioni il portiere con l’attuale serie più lunga di imbattibilità in B e secondo solo a De Sanctis in A con 305 minuti. In casa, Christian Puggioni è il secondo portiere meno battuto con 5 reti. Ancora Puggioni va in campo senza soluzione di continuità dalla 13ma giornata dello scorso campionato e cioè dal novembre 2009. Il record quale porta imbattuta amaranto è, comunque, sempre di Iacoboni con 1088 minuti nel torneo 1970/1971. La reggina, tuttavia, è anche la squadra più sterile del momento non segnando da ben 354 minuti e ciò ne fa la squadra all’ultimo posto nelle classifiche per reti segnate nelle ultime 7 settimane (è addirittura l’unica squadra a non avere segnato reti nelle ultime tre settimane, ma è, anche, l’unica squadra a non avere subito reti nello stesso periodo temporale). Un dato “allarmante”: la Reggina, dopo 14 partite era al terzo posto in classifica con 27 punti mentre dalla 15ma alla 23ma è crollata alla posizione 18 con soli 7 punti conquistati in 9 gare. I precedenti tra Piacenza e Reggina. Le due squadre si sono affrontate in sia A che in B e, quella odierna, sarà la partita n 6 in terra emiliana. In B la prima partita ed il primo confronto in assoluto risale al 26.10.1969 allorquando gli amaranto vinsero per 3-0 con reti di Peruccioni, Pirola e Toschi. Seguì, poi, ancora una vittoria per reggina in trasferta per 1-0 il 26.03.1989 con rete di Maurizio Raggi. Quindi il pareggio per 0-0 durante lo scorso campionato. In A, invece, 2 pareggi:  un 2-2 il 10.05.2003 (vantaggio amaranto di Di Michele, doppietta di Hubner e rete per il definitivo pareggio di Mozart) e  lo 0-0 il 13.02.200 nella stagione (la prima amaranto in A) 1999-2000.  Il Piacenza. E’ diciottesimo in classifica con 22 punti frutto di sole 4 vittorie, 10 pareggi e 9 sconfitte. Alla seconda di ritorno ha gli stessi punti che aveva alla seconda del girone di andata. Nella classifica per il solo 2011 (guidata da Siena e Modena a quota 7), gli emiliani hanno un punto in più della Reggina (4 contro 3). Con il Frosinone e la Triestina, il Piacenza è la squadra con il minor numero di vittorie (4). Solo Albinoleffe, Portogruaro e Frosinone hanno vinto di meno. Nelle ultime 5 giornate ha conquistato 5 punti battendo il Varese e pareggiando a Bergamo ed a Frosinone. Due sono state finora le sconfitte in casa con Livorno e Modena. Ha ottenuto 5 rigori contro (di cui 4 realizzati dagli avversari) e 3 rigori a favore (realizzandone 2). Il suo cammino interno. Ha conquistato 13  punti ed è penultimo nella relativa classifica. Ha segnato 18 reti ed è la squadra che ha subito più di tutte tra le mura amiche (20). Nelle ultime 5 partite ha collezionato una vittoria, un pareggio e 3  sconfitte. Viaggia ad una media di 1,5 gol fatti e 1,7 subiti ed in casa non segna da 92 minuti e non subisce da 24. Gli ex della gara. Daniele Cacia (nella foto) ha realizzato sin’oggi 11 reti (suo record personale raggiunto sempre a Piacenza), con la Reggina è stato in campo per 1517 minuti (sui 3780 disponibili) ed ha realizzato 4 goals; Sergio Volpi (nella foto) con gli amaranto in campo per 816 minuti (sempre su 3780); Mario Cassano (nella foto) in maglia amaranto 1530 minuti (su 3780) e 25 gol subiti. Christian Puggioni con il Piacenza, nella passata stagione, 3660 minuti su 3780 e 43 gol subiti. Bomber emiliani. Dopo Cacia a quota 18, Graffiedi con 5 goals ed Anaclerio con 3 reti. Bomber amaranto contro il Piacenza. Barillà e Cosenza (in goal all’andata nel 2-0 per gli amaranto del 05.09.2010) e Colombo vestendo la maglia dell’Albinoleffe. Gli allenatori. Atzori e Madonna solo un confronto ed è, appunto, quello dell’andata. Da giocatori: mai Madonna contro gli amaranto e 3 volte Atzori contro il Piacenza con Empoli, Ravenna e Perugia per un totale di 2 sconfitte ed una vittoria. L’arbitro. Dirige Marco Guida di Pompei, ma della sezione di Torre Annunziata; con lui  gli assistenti Iori e Posado ed il quarto uomo Barbiero. Guida ha diretto 6 partite in A (dopo il debutto del 26.09.2010) e 27 in B (debutto il 21.08.2009 in Albinoleffe-Vicenza) assegnando 10 rigori e decretando 6 espulsioni. In una sola occasione ha diretto la Reggina, il 13.11.2010 conto il Torino al “Granillo” finita 1-1 con reti di Bonazzoli e Bianchi. Ha diretto una sola volta anche il Piacenza ad Ascoli il 24.4.2010 ed anche in quell’occasione il risultato finale fu di 1-1. 

Condividi sui social

Presentato il “LXI° Giro della provincia di Reggio Calabria”, gara d’apertura della stagione ciclistica 2011

Il “61° Giro della provincia di Reggio Calabria – Challenge Calabria – Memorial Fausto Coppi”, si svolgerà dal 28 al 30 gennaio prossimi. La gara ciclistica organizzata dallo “Sporting Club 1917” del presidente Antonello Careri, segna l’apertura, in Italia, della stagione professionistica. Tre sono le tappe: Melito – Catanzaro, Soverato – Vibo Valentia e Pizzo – Reggio Calabria. “La partenza da Melito – ha dichiarato il presidente dello Sporting Club 1917, Antonello Careri – è un omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia”. Circa 120 corridori, appartenenti a 13 società professionistiche (3 straniere), cercheranno di mettere la propria firma su un albo d’oro ricco di grandi “nomi” del pedale. Coppi, Bartali, Moser, Saronni, fino al giovane Matteo Montaguti, vincitore lo scorso anno, sono solo alcuni dei protagonisti di una corsa che, dal 1920, ha sempre regalato forti emozioni al popolo calabrese ed agli appassionati di ciclismo.

Tenutasi al Palazzo Foti della Provincia, a Reggio Calabria, la presentazione è stata moderata dal giornalista Rai, Tonino Raffa. Erano presenti il presidente della Provincia, Giuseppe Morabito (nella foto), il segretario alla Presidenza del Consiglio Regionale, Giuseppe Agliano, l’assessore comunale reggino con delega allo sport, Enzo Sidari, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), ed il segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria e presidente della Federciclismo reggina, Carlo Parisi (nella foto). “Promuoviamo – ha detto Antonello Careri – la Calabria nel mondo ed il turismo sportivo nella nostra regione. È stato un anno sofferto: volevamo fare 5 tappe, di cui una a cronometro, ma i pochi fondi a disposizione non ce l’hanno permesso”. Il presidente Giuseppe Morabito,  ha dichiarato che quest’anno “la Provincia ha avuto un budget finanziario ridotto del 22%, ciò nonostante ha voluto mantenere tanti impegni presi, come questo, che contribuiscono a dare un’immagine positiva della nostra regione in un periodo in cui la si pensa tutta in mano alla ‘ndrangheta. Lo sport – ha detto Morabito – deve servire ad affermare valori importanti che oggi sono in grave crisi”. “Uno sport romantico – ha dichiarato l’assessore comunale, Enzo Sidari – nel quale, come nel tennis, se non sei bravo individualmente non vai avanti”. “Sono contento – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – ed orgoglioso che, per questo importante evento, che segna l’inizio dell’attività ciclistica nazionale e vede la partecipazione di campioni del calibro di Alessandro Petacchi e Damiano Cunego, è stato previsto un passaggio da Lamezia Terme per ricordare i sette ciclisti uccisi. Un gesto che, ancora una volta, dimostra la grande solidarietà e l’affetto del mondo dello sport verso le famiglie delle vittime che stanno attraversando un momento di grande dolore”. “Una tragica fatalità, purtroppo, che deve far riflettere su quanto il numero degli incidenti, nell’ambito sportivo, potrebbe essere ridotto se in Calabria venissero realizzati più impianti e, soprattutto, concepiti nel rispetto delle norme di sicurezza. Un obbiettivo per il quale il Coni si batte da sempre”. “Significativa – ha continuato Praticò – la scelta di partire da Melito, omaggiando l’Unità d’Italia, in un periodo storico in cui proprio questa viene messa in forte discussione”. “Nell’augurarmi – ha concluso il presidente – che i ciclisti affrontino la gara nel pieno rispetto delle regole e dell’avversario ed all’insegna del fair play, dando esempio a molti ragazzi che li considerano loro beniamini, rivolgo un in bocca al lupo particolare all’unico calabrese in gara, il reggino Sergio Laganà”. Carlo Parisi, presidente della Federciclismo reggina, ha ricordato che tra gli iscritti, lo Sporting Club può vantare di aver avuto il grande Salvatore Quasimodo ed ha esaltato il fascino del grande impegno morale e fisico che richiede la pratica del ciclismo agonistico, sacrifici che al giorno d’oggi i ragazzi sono sempre meno disposti a fare. “Il ciclismo lotta il doping quotidianamente, non come viene fatto in altre discipline. In merito agli impianti, – ha concluso Parisi – con poco si può ottenere tanto. Chiudiamo il lungomare la domenica mattina, per esempio. Bastano due transenne e due vigili. Tanta gente ne potrà usufruire per praticare sport e godersi lo Stretto, lontani dal traffico automobilistico e dal pericolo”.

Condividi sui social

Team Basket Viola: l’argentino Leonardo Ricci è il neo acquisto della società neroarancio

E’ ufficiale: Leonardo Ricci è della Liomatic. E’ il Direttore Generale Gaetano Condello a dare la notizia della conclusione dell’accordo avvenuta poche ore fa. Ricci, nato a Buenos Aires, in Argentina, classe ’79,  conosciuto alla società  perché la passata stagione ha vestito la maglia della Cestistica Gioiese, arriva nella Città dello Stretto per sostituire Claudio Cavalieri che, a causa dell’intervento al ginocchio, non potrà disputare il girone di ritorno.

Ricci, alto 1 e 93, è un’ala/guardia ed ha giocato nella serie A argentina, a Catanzaro (in serie C1 e B2), a Vigevano ed a Ragusa (B1).  La guardia è arrivata a Reggio Calabria ieri ed alle 17 e 30 ha sostenuto il primo allenamento con la sua nuova squadra. Stamane, alle ore 12 presso il Pianeta Viola, il neo acquisto verrà presentato alla stampa ed ai tifosi. (A cura della collega Federica Morabito dell'ufficio stampa Team Basket Viola).

Condividi sui social

Serie Bwin, XXIII^ giornata: Reggina Siena 0-0

Reggina-Siena: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza (dal 56° Burzigotti) ed Acerbi; Laverone, Missoroli (c), Castiglia (dal 76° Viola), Rizzo e Barillà; Campagnacci (dal 71° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Rizzato, Colombo e Tedesco. All.: Atzori. Siena (4-2-4): Coppola; Vitiello (dall’80° Ficagna), Rossettini (c), Terzi e Del Grosso; Sestu e Bolzoni; Carobbio, Troianello (dal 65° Reginaldo), Brienza e Mastronunzio (dal 62° Calaiò). In panchina: Farelli, Brandao, Marrone e Kamata. All.: Conte. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Rubino di Salerno e Meli di Parma. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Ammoniti: Rossettini al 41°, Barillà all’87°, Del Grosso al 91° e Reginaldo al 93°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 3 Siena. Abbonati: 3565. Quota abbonati: € 22.377. Non forniti i dati sugli spettatori paganti ed il relativo incasso. 

Note. E’ la gara degli ex. Ben 4 tra le fila del Siena (così come ampiamente annunciato nel pezzo di anteprima, n.d.r.): il portiere Coppola, i centrocampisti Sestu e Carobbio, ma, soprattutto, Franco Brienza. Non sappiamo l’accoglienza che i pochi tifosi gli riserveranno (vedremo poi un misto tra mal celata indifferenza e, ad ogni suo tocco di palla, “buuu” di scherno forse dovuti alla consapevolezza della forza della punta ischi tana, n.d.r.), ma, di certo, senza alcun tema di smentite, Brienza è stato l’ultimo (in ordine cronologico) giocatore veramente di eccellente livello e dotato di un tasso tecnico superiore alla media che abbiamo avuto il piacere di vedere a Reggio indossare con la maglia amaranto. Poi, si sa, a volte le annate sono caratterizzate dalla fortuna e, quando questa manca, rischia di falsare i veri valori dei vari giocatori. Brienza, che, lo ricordiamo, ha iniziato la stagione andando in ritiro con la Reggina a Saint Christophe prima della cessione alla società toscana, è stato sì l’autore di prestazioni opache, sì corresponsabile della retrocessione dalla massima serie al termine della stagione 2008-2009, ma anche assoluto protagonista della salvezza precedente e di giocate straordinarie che, per i tifosi amaranto, sarà impossibile dimenticare. In sostanza, se ci chiedessero 1000 volte se vorremmo Brienza ancora a Reggio, 1001 volte risponderemmo si! In curva nord, finalmente nel settore ospiti, poco più di una decina di tifosi toscani (sono i possessori della famigerata “tessera del tifoso”), mentre, ancora una volta all’estrema sinistra della tribuna est, ce ne sono altri 4/5 (questi sono quelli che se ne fregano di Maroni e, comunque, accedono allo stadio negli altri settori). Prima della gara, minuto di silenzio per l’ennesimo nostro militare ucciso in Afghanistan, Luca Sanna. Cronaca e commento. Primo tempo. Primi minuti di gara a ritmi lentissimi. La Reggina è la prima squadra delle due a subire l’iniziativa altrui. Il Siena, forte del primo posto in graduatoria (seppur in condominio con Novara ed Atalanta), mostra subito la propria forza giocando con estrema tranquillità grazie ai suoi tanti piedi buoni. All’8° la Reggina si fa viva dalle parti dell’area senese. Bonazzoli recupera palla e serve al limite dell’area Campagnacci che perde tempo impacciato con il pallone tra i piedi tanto da poi ritrovarsi vicino alla bandierina del corner guadagnando, infine, il primo angolo della gara. Sugli sviluppi dello stesso, Coppola respinge di pugno fuori area, conquista palla Rizzo che tira ma il pallone termina sul fondo. Al 10° ancora Campagnacci protagonista. Palla sul vertice sinistro dell’area, l’attaccante amaranto cerca il tiro “a giro” ma la palla termina altissima tra i mugugni di disapprovazione dei tifosi amaranto. Al 14° acuto amaranto. Campagnacci per Barillà sulla sinistra, cross teso da parte di quest’ultimo e Coppola è costretto a respingere in corner per evitare problemi. Al 18° è pericolosissimo il Siena. Calcio di punizione di Sestu da sinistra, palla in area dove Terzi, lasciato indisturbato, manca l’appuntamento con il pallone e, verosimilmente, con il vantaggio per un soffio. Al 27° il Siena va vicinissimo al vantaggio. Crossa da sinistra di Del Grosso e colpo di testa a colpo sicuro di Terzi. Il pallone, però, sbatte sulla faccia anteriore del palo e ritorna in campo poi allontanato da un difensore amaranto. Il Siena, in effetti, dimostra che il primo posto in classifica non è né un caso né un errore. Palleggia e comanda il gioco con una facilità disarmante. Quando decide di affondare, lo fa senza problemi e solo la tenacia di Acerbi, Cosenza o Adejo riescono ad arginare il quartetto avanzato senese. Al 30° quella che può diventare un vera e propria tegola per la squadra di Atzori: Cosenza, nel tentativo (riuscito) di respingere un crossa da sinistra, cade malamente e si lussa il gomito o la spalla destra (difficile da capire dall’alto della tribuna stampa, n.d.r). Il medico sociale Pasquale Favasuli, comunque, gli riduce la lussazione tra le evidenti smorfie di dolore del centrale difensivo amaranto. Quand’è pronto ad entrare Burzigotti, Cosenza fa cenno al suo allenatore che vuole rientrare e così accade. Non sappiamo quanto e come ce la farà visto che gioca con il braccio raccolto al corpo (limitandone i movimenti, soprattutto quelli aerei), ma comunque. Al 42° segnaliamo la caparbietà e la tenacia di Bonazzoli che, lanciato lunghissimo da Missiroli, va comunque sul pallone sino ad indurre Rossettini (ammonito poco prima) a mettere in corner. Il primo tempo finisce qui con due squadre che non si sono fatte male, ma con il Siena che sembra poterne fare come e quando vuole. Secondo tempo. La ripresa si apre con un paio di buone occasioni per la squadra di casa. Dapprima un lancio in verticale attraversa l’area senese senza che nessun amaranto riesca a toccarla finendo, poi, tra le braccia di Coppola. Poi un crosso basso e teso di Laverone ancora una volta non trova nessuno pronto a dar veramente fastidio alla squadra di Conte. Dal canto suo, il Siena, replica approfittando di un errore difensivo ma senza concludere per la tempestiva uscita di Puggioni sui piedi di Brienza. La gara sembra alzare i suoi ritmi con la Reggina, diciamo così, più presente sul campo. D’altro canto, è apparso evidente sin da subito che il primo obiettivo di Atzori è non perdere e la presenza in campo del più difensivista Barillà rispetto al più offensivo Rizzato testimonia tutta questa intenzione. Forse non è sbagliata questa scelta considerata la caratura dell’avversario, ma farla a priori ci sembra sempre e comunque sbagliato oltre che altamente limitante. Al 56° Cosenza non ce la fa più e, dopo l’ennesimo contrasto, lascia il campo a Burzigotti. Al 62° Conte prova a dare maggiore vigoria al suo attacco oggi spento: entra Calaiò ed esce Mastronunzio. Il cambio avviene un istante prima che la Reggina benefici di un calcio di punizione centrale ma molto distante dalla porta. A calciare è il nuovo entrato Burzigotti, ma il suo tiro è debole e centrale e Coppola blocca senza alcun problema. Al 65° altra mossa offensiva del tecnico ospite: fuori Troianiello e dentro Reginaldo. La Reggina, dal canto suo, appare oltremodo imprecisa e gli errori in fase di costruzione di ogni azione offensiva sono moltissimi ed anche, per certi versi, grotteschi. Campagnacci su tutti, ma anche Castiglia sembrano proprio non azzeccarne uno (dicasi una!). Dov’è finita la Reggina che ha incantato molti e fatto sognare ed illudere molti altri ancora non è dato sapere. Quando, nel periodo “magico” dalla quinta alla quindicesima giornata, molti facevano voli con la fantasia (rivelatisi poi pindarici), noi sostenevamo che ancora nulla era stato fatto e che il cammino sarebbe stato lungo e difficile. A quei tempi ci davano dei pazzi, oggi qualcuno, tornando sui suoi passi, abbozza cenni di consenso. Al 71° Atzori compie il primo cambio voluto e non forzato: esce ancora una volta un impalpabile Campagnacci ed entra Adiyiah a cercare di dare una mano concreta a Bonazzoli. Al 74° occasione d’oro per il Siena in un comodo pacco regalo confezionato dalla Reggina. Burzigotti va a farfalle e lascia palla al nuovo entrato Calaiò, palla al centro verso il solissimo Brienza  ma è bravissimo Adejo ad allungare la gamba sinistra e ad arpionare il pallone un istante prima che l’ex faccia male davvero. Un minuto dopo, Atzori effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce un inconcludente Castiglia ed entra Viola. Il Siena forza la mano ed osa, ma stavolta è Burzigotti ad anticipare in maniera determinante ancora una volta Brienza. La gara scivola via quasi stancamente alimentata, di tanto in tanto, da guizzi dell’una o dell’altra squadra. Ma è davvero poca cosa, onestamente. La Reggina appare piccola ed il Siena, seppur grande, incapace comunque di far sua la gara. All’88° ci prova Reginaldo ad impensierire Puggioni con un tiro debole dal lato destro dell’area parato dal numero 1 amaranto senza patema alcuno. Stessi protagonisti, ma grazie ad un colpo di testa, un minuto e stessa conclusione dell’azione. 4 i minuti di recupero assegnati da Calvarese durante i quali il cliché della gara non cambia né può cambiare. La gara si chiude con il terzo 0-0 consecutivo (due dei tre casalinghi) e l’ennesimo nulla di fatto. Come abbiamo più volte detto, Foti deve decidere che Reggina vuole tra le due possibili alternative: la prima è quella di ambire a qualcosa d’importante e, quindi, deve metter mano al portafogli e portare a Reggio giocatori di qualità; la seconda, invece, è quella di continuare questo campionato nell’anonimato, seppur dignitoso, e, di conseguenza, null’altro fare. A lui la scelta, a noi le considerazioni.

Condividi sui social

Serie Bwin, XXIII^ giornata: Reggina Siena (probabili formazioni e note)

Reggina (3-4-1-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia e Rizzato; Missiroli; Bonazzoli e Campagnacci. In panchina: Kovacsik, Barillà, Colombo, Viola, Tedesco, Adiyiah e Zizzari. All.: Atzori (nella foto). Siena (4-2-4): Coppola; Vitiello, Rossettini, Terzi e Del Grosso; Bolzoni e Carobbio; Troianello, Brienza (nella foto), Mastronunzio e Sestu. In panchina: Farelli, Ficagna, Brandao, Marrone, Calaiò, Reginaldo e Kamata. All.: Conte (nella foto). Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Rubino e Meli. Quarto uomo: Giallanza. Note. La Reggina torna da Crotone con il quarto 0-0 della stagione (Reggina-Crotone il 22.08.2010 all’andata, Reggina-Empoli il 23.10.2010 e Reggina-Sassuolo l’08.01.2011), il primo fuori casa. Si tratta del secondo pareggio esterno in campionato dopo l’1-1 di Bergamo contro l’Atalanta (reti di Ruopolo e Bonazzoli).

Era dal 09.11.2010, in occasione della trasferta a Cittadella (vittoria reggina per 2-1 con reti di Dalla Bona e doppietta di Viola dal dischetto), che gli amaranto non facevano punti lontano dal Granillo. Quella di Crotone è la sesta partita stagionale chiusa senza far gol (Reggina-Crotone 0-0 del 22.08.2010, Padova-Reggina 4-0 del 10.09.2010 – El Shaarawi, Vicente e doppietta di Succi -, Reggina-Empoli del 23.10.2010, Livorno-Reggina 3-0 del 30.10.2010 – Iori dal dischetto, Barusso e Pagano -, Varese-Reggina 1-0 del 04.12.2010 – Ebagua – e Reggina-Sassuolo dell’08.01.2011) mentre sono 10 le gare in cui non ha subito gol (all’andata ed al ritorno, come detto, contro il Crotone, lo 0-0 in casa contro l’Empoli ed il Sassuolo e, poi, Reggina-Piacenza 2-0 del 05.09.2010 – Barillà e Cosenza -, Reggina-Modena 4-0 del 18.09.2010 – Colombo, Viola e doppietta di Bonazzoli -, Reggina-Pescara 1-0 del 13.10.2010 – Bonazzoli -, Triestina-Reggina 0-4 del 16.10.2010 – doppietta di Bonazzoli, Missiroli e Viola -, Reggina-Portogruaro 1-0 del 05.11.2010 – Missiroli -, Reggina-Grosseto 1-0 dell’11.12.2010 – Adiyiah). Nel derby di lunedì scorso Simone Rizzato ha raggiunto quota 150 partite in B.Curiosa la situazione sul piano delle reti: la Reggina è la squadra che non segna da più tempo (264 minuti) ed, allo stesso tempo, quella che non subisce da più tempo (182 minuti). I tecnici Corini ed Atzori si sono ritrovati contro dopo essere stati compagni di squadra a Palermo in B nel campionato 2003.2004 in una squadra con, tra glia altri, Brienza (ex contro il Siena) e Modesto (altri volti noti in casa Reggina). I precedenti tra Reggina e Siena. Le due squadre si sono affrontate in tutte le serie e, tra gli incontri a Reggio, c’è uno spareggio per la promozione in C (che, a quei tempi, si disputava non in una gara singola ma a girone) il 17.06.1956. A Reggio, appunto, fu 1-1 (rete di Scarlattei) dopo la sconfitta a Siena per 3-0 (la Reggina, nel turno precedente, aveva vinto a Pescara il 27.05.1956 per 2-0 – reti Ansalone e Leoni – e poi pareggiato in casa con gli stessi adriatici per 0-0 il 03.06.1956): alla fine del girone la Reggina allenata da Pugliese, venne promossa in C; in C 5 volte “contro” a Reggio dal 02.12.1956 con 3 vittorie amaranto, un pareggio ed una sconfitta; in B secondo confronto con vittoria reggina il 05.05.2002 con rete di Dionigi; in A 2 vittorie amaranto (2-1 il 19.10.2003 con reti di Mozart, Leo e Flo e 4-0 il 16.03.2008 con reti di Brienza, Cozza, ancora Brienza e Missiroli), 3 pareggi (3-3 il 06.02.2005 con reti di Vergassola, Chiesa, Franceschini, ancora Chiesa, Borriello e Paredes, 1-1 il 02.04.2006 con reti di Bogdani ed Amoruso ed ancora 1-1 il 31.05.2009 con reti di Stuani su rigore e Maccarone) ed una sconfitta dopo un calcio di rigore sbagliato da Ciccio Cozza per fallo di Lucarelli sullo stesso Cozza ed espulsione del difensore amaranto (0-1 il risultato finale l’01.04.2007 grazie alla rete di Bertotto). In totale, quindi: 6 vittorie Reggina, 4 pareggi e 2 sconfitte. Il Siena ha, però, il “triste primato” di essere stata, il 31.05.2009, l’ultima squadra di A ad aver giocato a Reggio. Il Siena. Applicando i criteri ufficiali è secondo in classifica dietro il Novara ma avanti all’Atalanta pur essendo tutti a quota 43. Ha vinto 12 volte, pareggiato 7 e perso in 3 sole occasioni; 37 sono i goal segnati e 21 subiti che ne fanno il secondo attacco del campionato ma solo quarta difesa. Gli sono stati assegnati 5 rigori contro (tutti realizzati dalle squadre avversarie): si tratta del numero massimo di rigori assegnati contro (stesso discorso vale per la Reggina). Di contro, gli sono stati concessi 5 i rigori a favore (4 realizzati). Nelle ultime 5 partite: 10 punti su 15 (66,7%), con 3 vittorie, un pari ed una sconfitta. Sempre nelle ultime 5 giornate, viaggia alla media di 1,6 reti fatte e 0,8 subite. Il suo cammino esterno. Ha conquistato 11 punti, come conseguenza di 2 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte; 13 a 14 il bilancio delle reti tra fatte e subite fuori casa. E’ ottavo in classifica su campo avverso, dove vanta il terzo attacco e la nona difesa. Nelle ultime 5 partite esterne ha raccolto una vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte. Fuori casa non ha segnato solo a Varese ed ha sempre subito goals. Lontano da casa non segna da 94 minuti e non subisce da 74 minuti. 17 sono le reti realizzate nei primi tempi e 20 quelle messe a segno nei secondi tempi. Gli ex sono tanti. Franco Brienza, con gli amaranto 52 presenze in A e 29 in B e con 11 reti realizzate (suo record personale stagionale) in B e 12 in A (di cui 2 proprio al Siena nel 4-0 prima ricordato); Carobbio, 21 presenze in A con la Reggina; Alessio Sestu, 17 presenze in A ed un gol alla Fiorentina. Coppola, 2 presenze in A con la maglia amaranto (debutto in A proprio contro il Siena il 29.02.2004 – 0-0 il risultato finale) e Valdez che, con la Reggina, conta 63 presenze in A e 31 in B con un gol al Torino. Bomber senesi e goals alla Reggina. Mastronunzio con 7 reti (ultima 20.11.2010): 3 gol alla Reggina, 2 con la maglia dell’Ancona ed una con quella del Siena (durante la gara d’andata del 28.08.2010 finita 2-1 per i padroni di casa dopo il vantaggio reggino con Bonazzoli, il pareggio appunto di Mastronunzio e la rete decisiva di Larrondo); Calaiò 6 reti (ultima l’11.12.2010): il suo primo gol da professionista con il Torino a Reggio il 06.01.2000 con i granata allora sconfitti per 2-1 da una doppietta di Kallon; Larrondo 5 reti  (ultima l’08.01.2011). come già detto, un gol alla Reggina nella gara d’andata; Brienza 5 reti (ultima il 15.01.2011): un gol alla Reggina. Franco Brienza, per minuti giocati, è il vero capocannoniere senese con un la media di un goal ogni 127 minuti. Brienza ha realizzato i goals decisivi contro Pescara ed Albinoleffe (regalando ai suoi ben 6 punti) e contro il Torino (facendo conquistare al Siene un punto). E’ risultata, invece, irrilevante la doppietta contro l’Ascoli che, comunque, ha portato Brienza a quota 51 reti (25 in B e 26 in A). Bomber amaranto contro il Siena. Solo Emiliano Bonazzoli con la rete dell’illusorio vantaggio nella gara d’andata. Gli allenatori. Gianluca Atzori contro Antonio Conte: come detto, una sconfitta all’andata ed un pari con il Catania contro l’Atalanta (entrambi gli allenatori, in quella stagione, furono esonerati dalle rispettive società ed, anzi, fu proprio la trasferta di Siena del 06.12.2009 a costare all’attuale tecnico amaranto la panchina catanese). Atzori due sconfitte contro il Siena e Conte una vittoria contro la Reggina (sempre la gara d’andata). Antonio Conte, da giocatore invece, 7 volte contro gli amaranto con 5 vittorie, un pareggio ed una sconfitta ed un goal per la Juve nel 5-0 del 13.01.2003 (le altre reti di Trezeguet, autorete di Cozza, Del Piero e Di Vaio). L’arbitro. E’ Calvarese di Teramo, con lui gli assistenti Rubino e Meli ed il quarto uomo Giallanza. Calvarese non è “arbitro fortunato” per gli amaranto. Questo il suo bilancio: 3 sconfitte (una in casa), due la scorsa stagione ed una a Padova durante il girone d’andata (4-0 per i padroni di casa) con assegnato un rigore dubbio ed espulsione di Laverone. Due presenze in A, oggi farà 48 in B dove ha già decretato 17 rigori e 20 espulsioni. Il bilancio con il Siena è, invece, di una vittoria con il Grosseto ed un pareggio a Trieste.

Condividi sui social

Reggio Calabria: CSI, quando lo sport fa crescere genitori e figli

Si è svolta nella sala conferenze del Coni, a Reggio Calabria, la presentazione del calendario dell’attività 2011 del Centro sportivo italiano. Il presidente reggino del Csi, Paolo Cicciù, alla presenza dei presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò, e provinciale, Giovanni Filocamo, ha descritto i tanti appuntamenti che l’ente cattolico di promozione sportiva ha in calendario.  “Il Csi ha nel Dna la promozione dell’attività giovanile”  ha dichiarato Paolo Cicciù. “Ringrazio i miei collaboratori – ha detto – coi quali abbiamo riscosso un grande successo di partecipazione nell’attività dello scorso anno: circa 2500 ragazzi reggini coinvolti, tanti giovani e, soprattutto, donne”. Due saranno le novità importanti.

Una è la presenza dell’arbitro-educatore Csi. Una figura che, oltre a rappresentare ufficialmente l’ente nelle competizioni, avrà il ruolo “in campo” di dirigere ed educare i ragazzi al rispetto delle regole. L’altra è il seminario formativo rivolto ai genitori dei giovani atleti “Quando lo sport mette in gioco la famiglia. Genitori e figli: istruzioni per l’uso”, che lo psichiatra e psicoterapeuta Vincenzo Maria Romeo, terrà, sabato 12 febbraio, nel Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, a Reggio Calabria. “Partecipare – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto) – alle iniziative promosse dal Csi è sempre per me motivo di interesse e di stimolo perché sono ricche di idee valide e promettenti, oltre che di brava gente. Attraverso l’attività sportiva si educano i giovani a vivere meglio fisicamente e moralmente. Mi fa piacere che il Csi inizi questa missione già con i ragazzi di 5 anni, questo incarna pienamente il motto del Coni: Sport per tutti”. Il presidente del Coni ha poi evidenziato un passaggio dell’intervento di Paolo Cicciù, ha il quale ha dichiarato che, al giorno d’oggi “troppo spesso, lo sport nel nostro territorio è ostaggio di logiche economiche e di opportunità che imprigionano la valenza educativa della pratica sportiva” e che “occorre, quindi, liberarlo dai cattivi maestri per liberare le ali dei nostri piccoli atleti troppo spesso strumentalizzati da associazioni ed istituzioni sportive che nulla hanno a che vedere con lo spirito sportivo”. “Quanto detto da Cicciù – ha dichiarato Praticò – deve far riflette in molti. Dobbiamo impegnarci ad allontanare questi loschi figuri che provocano soltanto danni allo sport ed ai nostri ragazzi. Nell’attività giovanile non dovrebbero esistere interessi economici. Tutte le risorse devono essere investite per migliorare la qualità della vita dei nostri giovani”. In merito alla figura dell’arbitro-educatore, il presidente Praticò ha detto che “i ragazzi , così, avranno in campo una figura di riferimento verso cui bisognerà imparare a mostrare grande rispetto, indistintamente dalle decisioni prese”. “Sono, infine, entusiasta del progetto che coinvolgerà le famiglie degli atleti e dell’idea di usufruire del supporto di uno psicologo. È importante, oggi più che mai, capire lo stato emotivo dei ragazzi, le loro reazioni ad una sconfitta che puo arrivare nello sport come, purtroppo spesso, nella vita. Si apprendono dai media storie di giovani che, di fronte ad una delusione si isolano, si deprimono fino a perdersi in cattive strade. Questo accade anche perché i genitori hanno sempre più meno tempo per ascoltare e capire i propri figli, confortarli ed aiutarli”. “Se vogliamo essere più forti – ha concluso Praticò – abbiamo una sola medicina: stare uniti”. Nella nuova stagione Csi, per il 13° anno consecutivo, si svolgerà il torneo di calcio giovanile “Memorial Mimmo Mannino – Trofeo Piccoli Amici” e continuerà la collaborazione con La Gazzetta dello Sport nel prestigioso “Campionato nazionale di calcio a 6 – Gazzetta Cup 2011” che coinvolge i ragazzi delle categorie Pulcini ed Esordienti. Si svolgeranno anche i campionati nazionali Allievi ed Under 14 di calcio a 11 e calcio a 5 nei quali le società reggine “Scuola Calcio Francesco Cozza” ed “Olimpia 2000” sono detentrici del titolo. Grande successo ha riscosso lo scorso anno l’attività calcistica femminile e la novità, in questa stagione, sarà il calcio a 5 per la categoria Allieve. In maggio, ritornerà l’appuntamento con la Danone Nations Cup, il torneo internazionale di calcio a 9 giovanile più seguito al mondo che, al centro sportivo Sant’Agata di Reggio Calabria, coinvolgerà tre regioni e più di quaranta società calcistiche. Inoltre, nell’ambito del progetto nazionale “Ragazzi in Sport”, il Csi proporrà il “Trofeo polisportivo Piccoli Angeli”, un percorso ludico-sportivo per bambini dai 5 ai 7 anni. L’iniziativa ha il fine di trasmettere ai ragazzi, oltre agli aspetti tecnici e motori, i valori della partecipazione, della solidarietà e della sana competizione.

Condividi sui social

Lamezia Terme (CZ): presentati i progetti “La Regione ti difende” (dedicato alle donne) e “Judo anch’io” (dedicato ai diversamente abili)

Si è svolta all’auditorium del liceo “Tommaso Campanella” di Lamezia Terme, la presentazione dei progetti “La Regione ti difende: difesa personale, prevenzione e sicurezza per le donne” e “Judo anch’io: arti marziali adattate per diversamente abili”. Il programma prevede una serie di incontri gratuiti per aiutare i diversamente abili ed il pubblico femminile a potenziare il proprio livello percettivo, a conoscere ed a prevenire le situazioni di pericolo ed acquisire maggiore sicurezza in se stessi.

I progetti sono organizzati dall’associazione sportiva dilettantistica “Centro Sport Karate Lamezia Terme” del maestro Mario Amendola, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio e la Commissione Pari Opportunità della Regione Calabria, le Forze dell’Ordine del Comune di Lamezia Terme, la Commissione Tecnica Nazionale M. G. A. (Metodo globale autodifesa), il Coni e la FiJlkam (Federazione italiana judo, lotta, karate ed arti marziali). Alla presentazione erano presenti, oltre al presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), il presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Talarico, il presidente del Comitato Provinciale del Coni di Catanzaro, Antonio Sgromo, ed il maestro Enzo Failla della Commissione nazionale del metodo globale autodifesa. “Mi complimento – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – con il Centro Sport Karate di Lamezia, per questo progetto di grande valenza sociale concepito in periodo storico critico dove gli atti di violenza sono all’ordine del giorno. Queste importanti cognizioni di autodifesa permetteranno a tante donne di mettersi nelle condizioni di difendersi dai soggetti violenti e la presenza degli psicologi, che seguiranno i corsi, garantisce una preparazione mentale ideale per superare con “sangue freddo” quei blocchi emotivi che spesso si manifestano nelle situazioni di pericolo, permettendo così di mettere in pratica le nozioni apprese”. “Ancora una volta – ha continuato Praticò – mi ritrovo a ringraziare il presidente del Consiglio Regionale, Francesco Talarico, il quale, come ha spesso fatto dall’inizio del suo mandato, sta dimostrando un’attenzione particolare verso il mondo dello sport. È importante l’aver scelto una scuola per presentare e discutere un tema delicato come questo relativo alla violenza perché è proprio attraverso l’istruzione scolastica che deve passare l’educazione morale al rispetto verso il prossimo. In Calabria, il mondo dello Sport e quello della Scuola, grazie anche al nostro contributo, stanno saldando sempre più un rapporto che ha come obiettivo principale la sana crescita fisica ed etica dei giovani perché i ragazzi che crescono praticando attività sportiva risultano “migliori” in quanto nello sport vige la meritocrazia”. “Lo scorso anno – ha aggiunto il presidente – la nostra regione ha conseguito, in materia politico-sportiva, due prestigiosi risultati che contribuiranno decisamente a migliorare la qualità sociale del nostro territorio: l’aver finalmente ottenuto (dopo 26 anni) la Legge regionale dello Sport e, finalmente, una sede per la Scuola dello Sport della Calabria, organo del Coni di vitale importanza per la ricerca, la formazione e l’educazione sportiva sul territorio. Adesso la sinergia tra mondo sportivo ed istituzionale deve, sempre più, intensificarsi ed il prossimo obiettivo sarà quello di risolvere un altro grave problema che attanaglia ed ostacola l’attività sportiva calabrese: la carenza e l’inadeguatezza degli impianti sportivi. Le poche e poco sicure strutture sportive presenti sul nostro territorio rendono l’attività sportiva un lusso per quei pochi che possono permettersi di frequentare impianti privati. Lo sport è di tutti – ha concluso Mimmo Praticò – ed è di vitale importanza perché aiuta tutti, indistintamente, a vivere meglio. Pertanto, i soggetti politici e sportivi devono unirsi e collaborare in sinergia per permettere, così, alla Calabria di crescere socialmente”.

Condividi sui social

Team Basket Viola, è emergenza infortuni

Non si apre nel migliore dei modi il girone di ritorno della stagione 2010-2011 per la Liomatic Viola Reggio Calabria. Dopo aver perso Claudio Cavalieri (nella foto), sottoposto ad intervento al ginocchio nei giorni scorsi, il team di Alessandro Fantozzi, purtroppo, dovrà rinunciare anche all’apporto di Massimo Ruggeri (nella foto). “Distorsione del ginocchio sinistro con distrazione di primo grado del legamento collaterale mediale”, la diagnosi per il pivot neroarancio che resterà lontano dal campo per almeno un mese.

Un infortunio arrivato nel corso del riscaldamento, prima dell’ultima partita contro Soavegel Francavilla. Assenze pesanti per la Viola che contro Chimica D’Agostino Bari, domenica, dovrà fare a meno di due importantissimi giocatori, ma ce la metterà tutta per conquistare due punti preziosi per mantenere la guida della classifica. (A cura della collega Federica Morabito dell'ufficio stampa).

Condividi sui social

Serie Bwin, XXII^ giornata: Crotone Reggina 0-0

Crotone-Reggina: 0-0. Crotone (4-3-1-2): Belec; Crescenzi, Vinetot, Abruzzese e Migliore; Eramo, Galardo (c) e Parfait; Russotto (dall’84° De Giorgio); Cutolo (dall’87° Napoli) e Ginestra. In panchina: Bindi, Beati, Tedeschi, Mazzotta e Curiale. All.: Corini. Reggina (4-3-1-2): Puggioni; Adejo, Cosenza, Acerbi e Rizzato; Castiglia (dall’81° Tedesco), Rizzo (dal 69° Viola) e Laverone; Missiroli (c); Campagnacci (dall’89° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Burzigotti, Colombo e Giosa. All.: Atzori. Arbitro: Stefanini di Prato. Assistenti: Bernardoni e Ciancaleoni. Quarto uomo: Danielucci. Ammoniti: Russotto al 5°, Rizzo al 62°, Castiglia al 71° e Migliore all’83°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 5 Crotone e 3 Reggina.

Cronaca e commento. Primo tempo. Derby molto sentito tra le due squadre calabresi che disputano il torneo di B dopo quello dell’andata terminato 0-0, ma con gli allora padroni di casa amaranto impegnati nel tiro al bersaglio con 3 legni colpiti ed un goal di Zizzari annullato per un fuorigioco assai dubbio. Il Crotone non lo vince dal 1976 e la Reggina dal 2001. Al 5° minuto il Crotone ed i crotonesi gridano al rigore, ma l’arbitro Stefanini ammonisce Russotto per l’evidente simulazione in area di rigore reggina. Al 7° risponde assai più concretamente la Reggina con un calcio di punizione battuto da Acerbi e respinto di pugno da Belec. I ritmi in questi primi 13 minuti di gara sono elevatissimi: il Crotone spinge e la Reggina, per nulla intimorita, “tiene botta” non perdendosi d’animo. I due tecnici, Corini ed Atzori, compagni di squadra qualche anno addietro nel Palermo, hanno preparato con dovizia la gara e si vede ognuno pensando ai rispettivi obiettivi. Al 19° occasione per gli ospiti: Castiglia calcia un corner da destra, palla al centro per Bonazzoli (nella foto) che cerca la girata ma la palla viene respinta da un difensore. Stesso minuto ed altre due occasioni per gli amaranto. Sempre su calcio di punizione. Sulla prima, Acerbi perde l’attimo per il tiro ma viene messo giù da un rossoblu con nuovo fallo sancito dall’arbitro. Sul secondo, Castiglia spara altissimo ricevendo una bordata di fischi dal pubblico di casa e i rimproveri del suo tecnico in panchina. Al 25° esatto la Reggina passa in vantaggio. O meglio, va a rete con Bonazzoli ma Stefanini, su segnalazione dell’assistente Ciancaleoni, annulla per fuorigioco dello stesso bomber amaranto. Le immagini non chiariscono fugando ogni dubbio la posizione irregolare. Sembrerebbe fuorigioco se non si notasse che la telecamera non è in linea con Bonazzoli e che, quindi, la prospettiva è falsata dalla diagonale che la ripresa fornisce. Fuorigioco o meno, comunque, il goal è annullato. La Reggina appare viva e vegeta, risponde alle offensive pitagoriche con verve e furore agonistico per nulla intimorita dall’inizio a ritmi davvero altissimi degli uomini di Eugenio Corini. Il Crotone, da parte sua, fonda gran parte della propria forza su quelle ripartenze che appaiono fulminee e che, in verità, potrebbero far male alla Reggina qualora distratta. Le ultime prestazioni offerte dagli amaranto di Atzori, invero, tutto hanno fuorché dell’entusiasmante, ma, dobbiamo ammettere, che la prima mezz’ora allo “Scida” sembrano lasciare a remota memoria le prove non certo esaltanti nelle ultime 6 gare caratterizzate dalla conquista di soli 4 punti (sui 18 disponibili) quale frutto di ben 4 sconfitte (a Novara, in casa con l’Albinoleffe, a Varese e ad Ascoli), una sola vittoria (in casa con il Grosseto) ed un pareggio (ancora in casa contro il Sassuolo). Il Crotone continua a macinare gioco e movimento della palla da un lato all’altro del terreno di gioco grazie, soprattutto, a Parfait sulla destra ed al capitano Galardo sulla sinistra. Al 41° ci prova Cutolo su calcio di punizione battuto da distanza considerevole. Il suo tiro, deviato da un difensore amaranto, arriva, però, debolmente tra le braccia di Puggioni (nella foto) attento a non scomporsi sulla deviazione capace di far cambiare traiettoria al tiro del giocatore di casa. Al 42° ci prova ancora il Crotone con Ginestra che, spalle alla porta, si gira e calcia di destro mandando sul fondo non di molto con Puggioni, comunque, a vigilare. Il primo tempo, di fatto, finisce qui. Buoni ritmi, ma pochissime azione degne di nota quasi a testimoniare che entrambe le squadre vogliono vincere, ma nessuna vuole nemmeno rischiare di perdere facendo si che l’equilibrio la faccia da padrone. Secondo tempo. Al 48° si fa avanti la Reggina. Missiroli esce bene palla ai piedi dalla propria trequarti e serve in diagonale Bonazzoli che, però, colpisce malissimo il pallone e lo manda di molto sul lato sinistro della porta difesa da Belec. Al 50° Russotto, già ammonito, tocca volontariamente il pallone con la mano fermando, di fatto, l’azione amaranto, ma Stefanini lo grazia dal secondo legittimo giallo e dal conseguente rosso. La gara va su ritmi certamente più bassi rispetto ai primi 45 minuti, ma viene mantenuto caldo il clima dai tifosi di casa che si dilettano in cori ed imprecazioni contro questo o quel giocatore ospite. Tutto normale, insomma, gli sfottò fanno parte del gioco e, complice il divieto ai reggini di seguire la squadra in quella ch’è stata considerata una “partita a rischio”, i sostenitori ospiti non hanno rivali in tema di tifo. Al 70° il Crotone tira per la prima volta in porta durante la gara. Abruzzese colpisce dal limite dell’area con una palombella che si alza altissima per poi scendere sotto la traversa. Puggioni è attento e devia in corner. Il Crotone aumenta il forcing e si presenta pericolosamente in area con due cross che, prima, Vinetot e, poi, Ginestra fortunatamente non sfruttano a dovere. La gara cala di ritmo (così com’era lecito attendersi) dimostrandosi non certo una partita memorabile. Giocata su buoni ritmi si, come detto, ma avara di azioni da rete e ricca di capovolgimenti di fronte senza, però, particolari pericoli per i due portieri. Al 77° Puggioni, su un cross a campanile, esce male e si scontra con Adejo mancando pericolosamente l’appuntamento con la presa e con Ginestra che perde l’attimo e non fa male. All’81° Atzori effettua il secondo cambio: entra Tedesco ed esce Castiglia. Rsiponde Corini facendo uscire Russotto per De Giorgio. La difesa amaranto sembra, stasera, reggere bene grazie agli interventi di Acerbi (non ci stupisce che sia cercato da mezza serie A) ed a Cosenza. Invece, continua a deludere l’attacco dove il solo Bonazzoli, cercando di fare quel che può, supplisce all’atavica “latitanza” di Campagnacci anche stasera assolutamente inconcludente se non inesistente. All’83°, complice un fallo di mano di Migliore (ammonito nell’occasione), Viola (entrato al posto di Rizzo) calcia una punizione da posizione di corner-corto. La sua traiettoria è troppo sul portiere e Belec blocca. All’89° ultimo cambio per gli ospiti: entra Adiyiah ed esce un’inconcludente Campagnacci. 4 i minuti di recupero assegnati da Stefanini durante i quali, verosimilmente, la Reggina cercherà di difendersi senza rischiare non disprezzando, però, qualche puntata offensiva. Il Crotone, dal canto suo, varia il suo modulo in un più offensivo 4-3-3 cercando il colpo di coda vincente. Le due squadre sono stanche e, fors’anche, “rassegnate” al risultato di parità sempre più vicino. Stefanini emette il triplice fischio e manda le due squadre negli spogliatoi. Il pubblico crotonese non gradisce e, timidamente, fischia i propri giocatori. La Reggina, invece, in qualche frangente ha dato qualche timido segnale di miglioramento rispetto al trend dell’ultimo periodo acciuffando in graduatoria il Torino al sesto posto e portandosi a 10 lunghezze dal temibilissimo prossimo ospite sabato prossimo al “Granillo”: il Siena (primo in classifica al pari di Novare ed Atalanta) di, uno su tutti, Franco Brienza. Ad Atzori non resta che lavorare ancora e sperare che il presidente Foti abbia voglia non solo di non cedere alle lusinghe delle società interessate ad Acerbi o Missiroli che rappresentano i pezzi più pregiati di questa squadra, ma, soprattutto, di integrare questa stessa rosa con uomini e giocatori considerevolmente idonei a far si che un campionato dignitoso come quello sin qui giocato diventi un “gran” campionato mutando gli obiettivi iniziali. Dal canto nostro crediamo che Foti possa e, forse, debba pensare a qualcosa in più rispetto allo stazionare nel limbo in maniera quasi anonima osando quel qualcosa alla ricerca del quid necessario per entrare quantomeno tra le prime 6 atteso che per la promozione dirette siamo pronti a scommettere sulle più forti e titolate Atalanta e Siena.

Condividi sui social

Reggio Calabria: le giovani promesse del tennistavolo al “III° torneo predeterminato giovanile – trofeo Rino Gatto”

Si è svolta nella sala del Consiglio della XIV Circoscrizione di Gallina, a Reggio Calabria, la presentazione del “IIII° Torneo predeterminato giovanile – Trofeo Rino Gatto” di tennistavolo che impegnerà, nella palestra polivalente della frazione reggina, 90 atleti provenienti da tutto il Sud Italia. L’evento è organizzato dalla Tennistavolo Casper del presidente Giuseppe Petralia, insieme alla società Galaxy di Massimo Mittiga, con la collaborazione del Comune di Reggio Calabria, della XIV Circoscrizione di Gallina e del Panathlon Club. Cortemaggiore (Piacenza), per l’area Nord, e Colleferro (Roma), per il Centro Italia, sono le altre due sedi di questo importante appuntamento annuale della Fitet che mette in mostra le giovani promesse under 21 del tennistavolo nazionale.

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre ai presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il consigliere della Provincia di Reggio Calabria, Bruno Porcino, e, per la Fitet, il presidente regionale, Tonino D’Amico, il consigliere nazionale, Antonello Tortorella, il delegato provinciale Claudio Brandi e l’arbitro federale, Stefano Stringola. Gli interventi degli ospiti hanno fatto emergere le grosse difficoltà che uno sport considerato “minore”, come quello del tennistavolo, deve affrontare per poter sopravvivere. La carenza di strutture, soprattutto, impedisce lo svolgimento di un’attività salutare, come il “ping pong”, che può essere praticata a tutte le età. Quanto è stato fatto di buono, fin’ora in Calabria (e l’assegnazione di un importante competizione nazionale come questa ne è la prova), lo si deve a pochi volontari che, spesso, sacrificano tempo e denaro (proprio) per amore di questo sport e al servizio della comunità. “Un evento, come questo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – ha una portata notevole non soltanto sotto l’aspetto sportivo, ma anche sociale e turistico. Manifestazioni così importanti avvicinano i giovani, soprattutto, alla pratica sportiva e ad un mondo, quello dello sport, dove ancora prevalgono nobili valori che la società moderna sta sempre più perdendo. Il sacrificio, la fatica, la costanza, il rispetto delle regole e dell’avversario, così come il merito, sono principi che nello sport hanno ancora un forte significato e, attraverso il quale, si possono trasmettere alle nuove generazioni per sperare, così, in una società futura migliore di quella attuale”. “È vero –ha continuato Praticò – che la crisi economica dei giorni nostri non ha risparmiato l’attività sportiva e che, per molti, fare sport sta diventando un lusso. È vero anche, però, che tanti soldi, troppi, vengono spesi per viziare e, sempre più, rendere sedentaria la loro vita di questi ragazzi che sta diventando sempre più virtuale ed asociale”.

Condividi sui social

Serie Bwin, XXII^ giornata: Crotone Reggina (probabili formazioni e note)

Crotone (4-3-1-2): Belec; Crescenzi, Viviani, Tedeschi e Mazzotta; Beati, Galardo e Parfait; De Giorgio; Cutolo e Ginestra. In panchina: Bindi, Vinetot, Abruzzese, Eramo, Napoli, Russotto e Curiale. All.: Corini (nella foto). Reggina (4-3-1-2): Puggioni; Adejo, Cosenza, Acerbi e Rizzato; Castiglia, Rizzo e Tedesco; Missiroli; Adiyiah e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Burzigotti, Colombo, Viola, Laverone, Campagnacci e Zizzari. All.: Atzori. Arbitro: Stefanini di Prato. Assistenti: Bernardoni e Segna. Quarto uomo: Mariani. Note. Tra Reggina e Sassuolo è Stato il primo pareggio in tre incontri (Reggina-Sassuolo 0-2 l’08.12.2009 con reti di Polenghi e Noselli e Sassuolo-Reggina 0-1 il 19.04.2010 con rete di Brienza).

In questo campionato è il terzo 0-0 per gli amaranto e sempre in casa (Reggina-Crotone il 22.08.2010 e Reggina-Empoli il 23.10.2010). Alla ripresa a gennaio dopo la sosta natalizia, per la Reggina dal 2000 solo 3 vittorie, poi 4 sconfitte e 5 pareggi. Non è un gran momento, lo conferma la percentuale dei punti conquistati sui totale disponibili: alla decima giornata era del 66,7%,  alla fine del girone di andata è pari al 50,8%. Nonostante questo, in assoluto si registra un +9 rispetto alla passata stagione, rispetto alla quale, alla fine del girone di andata, gli amaranto hanno vinto 3 volte in più e perso 3 in meno, ovviamente uguale (5) il numero dei pareggi. Contro il Sassuolo si è verificata la doppia espulsione a favore. Due i precedenti più recenti: in B  nello scorso campionato in Reggina-Frosinone 1-0 del 28.02.2010 (rete di Brienza) quando furono espulsi Scarlatto e Stellone ed in A il 06 gennaio 2004 in Reggina-Lazio 2-1 (Liverani, Di Michele e Cozza) con le espulsioni di Muzzi e Liverani. Provvedimenti disciplinari: Barillà è squalificato e Bonazzoli ed Adejo restano in diffida. I precedenti tra Crotone e Reggina. La reggina gioca a Crotone per la 22ma volta dal 02.12.1945: 4 volte in IV^ serie (2 pareggi e 2 sconfitte); 15 volte in C (3 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte); e 2 volte in B con una vittoria ed un pareggio. Il Crotone. Nessun giocatore in campo con minutaggio pieno. Occupa l’11mo posto in graduatoria con 27 punti frutto di 6 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte contando 22 gol fatti e 24 subiti. Ha avuto due allenatori in stagione: Menichini (17 partite e 22 punti); e Corini (4 partite e 5 punti). Ha avuti assegnati 4 rigori a favore (3 realizzati) e 3 rigori contro (2 realizzati). Nelle ultime 5 partite ha collezionato 5 punti sui 15 disponibili; nelle ultime 3 partite 5 punti su 9. Nelle ultime 5 giornate viaggia alla media  di 1,2 reti, media che sale a 1,66 nelle ultime 3. 1,6 è la media dei gol subiti nelle ultime 5 giornate, media che scende a 1 nelle ultime 3. Rispetto alla scorsa stagione ha un +2 punti passando da 25 a 27. Il cammino interno dei pitagorici. Ha conquistato 17 punti, come conseguenza di 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. 13 a 8 il bilancio delle reti tra realizzate e subite. Nelle ultime 5 partite 2 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte. In casa non ha segnato solo in due occasioni contro Piacenza e Pescara e non ha subito reti da Sassuolo, Varese e Portogruaro. Il podio dei Cannonieri del Crotone: Cutolo 6 (l’ultimo il 18.12.2010); Ginestra 5 (di cui 3 su rigore e l’ultimo sabato scorso al Portogruaro) e Curiale 3 (ultimo il 13.11.2010). Gli allenatori. Atzori e Corini mai contro. Atzori un pareggio (all’andata) contro il Crotone e Corini mai contro la Reggina (da giocatore 11 volte contro gli amaranto con 5 vittorie, 6 pareggio e nessuna sconfitta) ed un goal con la maglia del Palermo il 10.09.2006. L’arbitro. Sarà Nicola Stefanini di Prato. Con lui gli assistenti Bernardoni e Segna ed il quarto uomo Mariani. Stefanini, 36 anni, ha arbitrato 30 volte in A dopo il debutto avvenuto il 21.09.2005 in Ascoli-Siena. Ha già collezionato 96 presenze in B (con 21 rigori decretati e 44 espulsioni comminate) dopo il debutto in Arezzo-Catania dell’11.09.2004. Con la Reggina vanta 8 precedenti (6 fuori casa e 3 in serie A). L’ultima volta fu in Reggina-Modena 4-0 il 18.09.2010 con reti di Colombo, Viola e doppietta di Bonazzoli. La Reggina, con lui a dirigere, vanta 3 vittorie (a Cesena il 24.08.2009 con rete di Viola e contro Parma ed, appunto, Modena), un pareggio a Piacenza (0-0 l’08.03.2010) e 4 sconfitte (a Gallipoli per 2-1 con reti di Bonazzoli, Mancini e Scaglia il 19.12.2009 e contro Torino, Lazio e Chievo).

Condividi sui social

Team Basket Viola soddisfatta dopo la vittoria a Campobasso

altGrandissima la soddisfazione in famiglia Viola dopo la vittoria a Campobasso: “Una grande prova che dimostra la forza di un gruppo. Si tratta di una vittoria cercata, voluta a tutti i costi ed ottenuta, ma non dobbiamo dimenticare che siamo ancora a metà campionato. Bisognerà continuare così, si dovranno stringere i denti, anche a causa dell’ultimo infortunio di Cavalieri che, in settimana, sarà sottoposto a risonanza magnetica. Il mio ringraziamento va ai ragazzi ed a tutto lo staff tecnico che hanno lavorato con tenacia. Sono felice di volare alle finali di Coppa Italia dove la Liomatic avrà l’onere e l’onore di rappresentare la Calabria e tutto il Meridione”. Queste sono le parole del direttore generale neroarancio Gaetano Condello. La Viola vince dunque a Campobasso, interrompe un digiuno esterno che durava da tre partite e conquista l’accesso alle Final Eigh ella Coppa Italia di categoria.

La prima domenica del 2011 è da ricordare per la compagine nero arancio che viola uno dei parquet più difficili del campionato e chiude la prima parte della stagione meritatamente in vetta. A Campobasso si è vita l’anima dei nero arancio che non si sono mai arresi nonostante il match sia stato molto difficile perché Campobasso è un signora squadra. Ma quando puoi contare su un Dalfini dominante, su un Padova incisivo e sul carisma di De Gregori e Zampogna, tutti i traguardi sono possibili per una squadra che ha mandato un messaggio importante al resto delle rivali per la promozione. L’unica notizia brutta è che a, Campobasso, si è fatto male in maniera seria Claudio Cavalieri. L’ex guardia di Patti ha un grave problema al ginocchio e starà ai box per un bel po’ di tempo. Il suo infortunio costringe la formazione nero arancio a rituffarsi sul mercato alla ricerca di un valido sostituto. Non sarà facile ma il direttore generale Condello è già al lavoro per consegnare al suo staff tecnico un atleta che sappia rendersi pericoloso sul perimetro. Archiviata dunque la trasferta di Campobasso, per la Viola si chiude la prima parte di stagione. E’ stato un girone d’andata intenso per la formazione neroarancio che è partita forte salvo accusare qualche battuta d’arresto da Novembre in poi lontano da casa mentre, al PalaCalafiore, il ruolino di marcia dei ragazzi di coach Fantozzi è immune da sconfitte. A questi livelli, il fattore campo diventa fondamentale e Grasso e compagni hanno sfruttato ogni gara giocata di fronte al pubblico reggino che sta cominciando ad appassionarsi seriamente ad una realtà che punta al salto di categoria. E’ chiaro che le promozioni si costruiscono con le vittorie in trasferta soprattutto nei play-off ma il rendimento interno è già una garanzia per una squadra che ha ancora grandi margini di miglioramento. Adesso ci sarà un altro match da disputare lontano da casa per la viola che comincerà il girone di ritorno a Francavilla contro una squadra che ha effettuato del elle operazioni di mercato importanti e che cerca punti per migliorare la sua attuale classifica. La Viola ha già cominciato a preparare questo delicato impegno che dà il via ad un nuovo ciclo di gare che porterà direttamente alla fine della regular season. Tredici incontri per stabilire la griglia dei play-off promozione con la Viola che si dovrebbe giocare il primo posto verosimilmente con Campobasso e Capo d’Orlando a meno di clamorose sorprese. I neroarancio sono pronti all’ennesima sfida di una stagione che può e che deve ancora regalare tante soddisfazioni ad una compagine che sta cercando di rilanciarsi. Il 2011 è cominciato con il primo grande scontro diretto ma saranno ancora tante le sfide che vedranno protagoniste la realtà cestistica reggina a caccia della terza serie del basket nazionale.

Condividi sui social

Team Basket Viola Liomatic RC: Claudio Cavalieri operato per la rottura del crociato anteriore sinistro

“Lesione del legamento crociato anteriore e del menisco mediale del ginocchio sinistro”. Questa, purtroppo, la diagnosi definitiva per Claudio Cavalieri (nella foto), giunta dopo una serie di minuziosi esami ai quali l’atleta si è sottoposto in questi giorni presso l’Istituto Ortopedico del Mezzogiorno d’Italia (IOMI) di Reggio Calabria. Così, domani mattina alle ore 8, la guardia neroarancio si sottoporrà ad intervento chirurgico di ricostruzione legamentosa eseguito dal dottor Vincenzo Calafiore presso la struttura specializzata reggina.

Tutta la squadra e l’intera società sono vicine a Claudio in questo momento per lui particolarmente difficile, ma da parte di tutti c’è la convinzione che Claudio tornerà in campo più forte di prima, come ha già dimostrato di poter fare dopo l’infortunio subito all’altro ginocchio. Claudio ha uno spirito ed una forza che pochi possiedono ed ha già dato prova di non “mollare” mai. In bocca al lupo “Cavalla”! Ultim'ora. L’intervento sul ginocchio di Claudio Cavalieri è perfettamente riuscito. L’operazione, eseguita in artroscopia dal dottor Vincenzo Calafiore presso l’Istituto Ortopedico di Reggio Calabria, è andata come previsto: è stato ricostruito il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro ed è stato rimosso il corno posteriore del menisco che si presentava lesionato. Ci vorrà un pò di tempo, adesso, perché Cavalieri possa riprendere l’attività. Naturalmente l’augurio della società è che Claudio torni in forma il prima possibile e l’auspicio è quello di rivedere la guardia al più presto in campo. (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa).

Condividi sui social

Reggio Calabria: al via il I° campionato di calcio a 7 ASI-ReggioCittàMetropolitana

Martedì 11 gennaio 2010 presso la struttura Hintereggio village di viale Messina, ha preso il via con la disputa della prima partita il primo campionato Calcio a 7 ASI–ReggioCittàMetropolitana. La gara d’apertura ha registrato il successo della formazione dell’Internazionale sul Santa Venere per 3 a 0. Sul sito www.asicalcioreggiocalabria.it è possibile seguire gli aggiornamenti in tempo reale dei risultati, le classifiche, i marcatori, nonché le galleria fotografica. Le formazioni oltre al campionato (si concluderà nel periodo di maggio) parteciperanno anche ad una coppa di lega ed ad una finalissima di supercoppa di lega.

Le squadre che prenderanno parte alla manifestazione sono le seguenti: Arangea Calcio con capitano Antonio Malavenda, Regione Point con capitano  Fabio Romeo,  Ravagnese con capitano Giuseppe Cilione, Team-Id con capitano Davide Moccia,  Dance Time  con capitano Sergio Frangipane, Internazionale con capitano Moamed Hassan, Santa Venere con capitano Domenico Sapone, Satanassi Infernali con capitano Antonio Patamia, Gatto Matto con capitano Francesco Gatto e Villaggio Globale  con capitano Claudio Bova.  La manifestazione è organizzata dal Comitato Provinciale di Reggio Calabria dell’ASI e si propone di coinvolgere ed avvicinare alla pratica del gioco del “calcio a sette” oltre trecento giovani della provincia di Reggio Calabria, consentendo contestualmente la sensibilizzazione e la diffusione di valori cardine di notevole rilevanza sociale collegati al fenomeno sportivo, verso un bacino d’utenza costituito, complessivamente, da diverse migliaia di individui dell’area reggina. L’Alleanza Sportiva Italiana è un ente di promozione sportiva, sociale, culturale ed assistenziale fondato nell'aprile del 1994, riconosciuto dal CONI e iscritto all'Albo Nazionale di Promozione Sociale. L'Ente ha lo scopo di contribuire allo sviluppo tra tutti i cittadini della pratica sportiva quale veicolo di promozione sociale, nonché alla crescita sociale e culturale dell'individuo, senza alcuna forma di discriminazione. L'ASI è presente su tutto il territorio italiano e svolge un'intensa attività nel campo della promozione sportiva, organizzando numerose manifestazioni in tutte le discipline sportive, con fasi provinciali, regionali ed interregionali, che determinano la qualificazione delle varie rappresentative locali alle finali nazionali organizzate dall’associazione. Quest’ultime, oltre a rappresentare il momento culminante dell’attività sportiva annuale di ogni divisione sportiva facente capo all’associazione, costituiscono un’importantissima occasione di interscambio culturale per le diverse delegazioni dell’intero territorio italiano, nonché un pregevole strumento di visibilità e di promozione sociale per le realtà territoriali stesse.

Condividi sui social

Serie Bwin, XXI^ giornata: Reggina Sassuolo 0-0

Reggina-Sassuolo 0-0. Reggina (4-3-3): Puggioni; Laverone, Cosenza, Acerbi e Rizzato; Rizzo, Tedesco e Barillà (dal 46° Campagnacci); Adiyiah (dall’82° Danti), Bonazzoli e Missiroli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, Burzigotti, Viola e Castiglia. All.: Atzori. Sassuolo (4-3-3): Bressan; Consolini, Rossini, Bianco e Donazzan; De Falco, Magnanelli (c) e Troiano; Quadrini (dal 72° Fusani), Bruno (dal 56° Martinetti) e Catellani (dal 68° Polenghi). In panchina: Pomini, Piccioni, Riccio e Masucci. All.: Gregucci. Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Cini e Fortarezza. Quarto uomo: Zivelli. Ammoniti: De Falco al 3°, Quadrini al 52°, Laverone all’85° e Troiano al 93°. Espulsi: Bianco al 65° e Martinetti all’87°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 8 Reggina e 3 Sassuolo. Spettatori paganti: 791. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 10.750. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4456. Incasso totale: € 33.127.

Note. Atzori vara il 4-3-3 abbandonando, per il momento, quel 3-5-2 che ha caratterizzato quasi tutto il girone d’andata che, appunto, si chiude oggi (lunedì prossimo, infatti, nel posticipo della XXII^ giornata, va in scena a Crotone la prima di ritorno per gli amaranto). Sono presenti, al solito in tribuna est beffando Maroni e la sua “tessera del tifoso”, una dozzina di tranquilli tifosi emiliani. Minuto di raccoglimento prima della gara per onorare la memoria dell’ultimo nostro militare ucciso in Afghanista e, contemporaneamente, la scomparsa dell’ex tecnico della nazionale italiana campione del mondo nell’82 Enzo Bearzot. Durante la gara, più volte ed in più modi, la curva saluta ed incita il loro vecchio capitano Simone Giacchetta che, a Milano, “gioca” una partita ben più importante di quella a cui assistiamo. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia bene per gli amaranto, che appaiono concentrati e determinati a conquistare i primi 3 punti del 2011 anche se, a dire il vero, i primi minuti vengono giocati a ritmi lentissimi da entrambe le formazioni (legittimamente dagli ospiti, meno dai padroni di casa). Al 12° lancio in verticale per Adiyiah che controlla, ma con il braccio e l’arbitro, giustamente, ferma il gioco. La prima conclusione a rete è degli ospiti. Al 15° Bruno riceve palla spalle alla porta, si gira e di sinistro indirizza a rete ma lentamente e Puggioni blocca senza alcun problema. Dopo un inizio lento, il Sassuolo comincia a prendere le misure ed a farsi avanti mettendo in pratica le dichiarazioni del suo tecnico Gregucci che, a suo dire, è venuto a Reggio per vincere. Al 21° è ancora Sassuolo, ancora con Bruno. Il centravanti nero verde riceve defilato a destra e tenta la battuta, la palla termina sul fondo. Risponde la Reggina (finalmente!) un minuto dopo. E’ il capitano Missiroli che prova il “gollazzo” con un tiro al volo da fuori area che termina alto sulla traversa e del quale si apprezza solo la coordinazione del giocatore e l’impatto con il pallone del suo destro e non certo la mira. Emblematica la sistemazione degli amaranto sul primo corner a favore degli ospiti: tutti ed 11 i reggini sono nella propria area di rigore ed il più avanzato è Adiyiah che stazione proprio sulla linea limite dell’area stessa. La Reggina stenta, il Sassuolo osa, la Reggina lo teme. Al 28° prima azione degna di nota degli amaranto. Scambio Tedesco Adiyiah e palla a Missiroli che subisce fallo un paio di metri dal limite. Calcio di punizione di Acerbi dopo un lento tocco di Tedesco e pallone ribattuto dalla barriera. Al 30° azione simile questa volta, però, a subire fallo è Bonazzoli. Sulla palla ancora Tedesco ed Acerbi, ancora Tedesco tocca per il mancino difensore amaranto ed ancora tiro respinto dalla barriera. Nulla di fatto! Al 32° occasione d’oro per gli amaranto. Adiyiah riceve palla defilato sulla sinistra ed in prossimità della linea di fondo da cui non può fare altro che crossare al centro. Aspetta Bonazzoli e mette il pallone dove, però, il capocannoniere amaranto (al rientro dopo un lungo infortunio) non arriva per un nonnulla mancando l’appuntamento con il tocco probabilmente decisivo. Al 36° si rifà vivo il Sassuolo con Troiano che, al termine di un triangolo con Consolini, arriva al tiro da fuori area mancando, per fortuna, lo specchio della porta dove c’era, però, Puggioni piazzato bene. Al 38° ancora Sassuolo. Catellani conquista palla ed avanza. A 4/5 metri dal limite dell’area lascia partire il destro che Puggioni blocca in volo plastico distendendosi alla sua destra. La squadra di Gregucci è padrona del campo e la Reggina sembra saper solo assistere salvo, poi, vivere di ripartenze senza, però, aver mai tirato in porta. Al 40° ottimo spunto di Rizzato che, superato un avversario, entra in area sulla linea di fondo da sinistra. Palla al centro e deviazione in corner da parte di un difensore. Fanno discutere alcuni sbandieramenti del guardalinee che agisce sotto la tribuna est, Fortarezza, le cui decisioni sono spesse volte contestate dal pubblico di quel settore (e non solo) perché sembrate inappropriate. Al 44° il Sassuolo ci riprova. Troiano riceve in area direttamente da corner e gira a rete mancando, però, lo specchio della porta. Non c’è nulla da fare, questa Reggina non è più la Reggina delle prime 14 giornate. Difficile dire quale sia quella “vera” tra le due. Forse sono “vere” entrambe e, cioè, la realtà è che qualcosa non va com’è andato in passato. Il primo tempo finisce senza il benché minimo recupero e le due squadre vanno al riposo ad ascoltare le parole dei rispettivi mister che dovranno riuscire a catechizzarli a seconda degli obiettivi da voler perseguire. Secondo tempo. La ripresa ha inizio con il primo cambio della gara: Atzori manda in campo Campagnacci (nella foto) e toglie dalla mischia Barillà. Missiroli, quindi, prende posizione nella linea mediana a sinistra al posto del reggino uscito e Campagnacci sostituisce il capitano nel trio d’attacco con Adiyiah e Bonazzoli. La Reggina parte bene, come nei primi minuti di gara, e si rende pericolosa con un cross di Missiroli smanacciato in angolo dal portiere Bressan di cui si apprezza la presenza in campo (non per colpa sua, ma per demerito dei reggini) al 47° di gioco. Al 54° ci prova il Sassuolo con una conclusione da fuori area di Troiano che termina molto distante dai pali della porta difesa da Puggioni. Primo cambio anche per Gregucci: esce Bruno ed entra Martinetti. Nulla cambia sul piano tattico, ma è un chiaro segnale che l’intenzione di vincere a Reggio non lo è solo a chiacchiere. Al 58° Reggina pericolosa in area. Buona intuizione di Tedesco che, su punizione, lancia Rizzato sulla fascia sinistra. L’esterno entra in area ed appoggia al centro, ma in una zona dell’area dove, colpevolmente, non c’era nessuno degli amaranto. Al 60° ancora la Reggina pericolosa. Rizzato riceve a sinistra e crossa bene al centro dove, però, Bonazzoli non arriva e Bressan anticipa di un attimo il sopraggiunto Campagnacci. Niente da fare, si vivacchia grazie a sprazzi di buon gioco ma senza che nessuno provi concretamente la via della rete e lasciando, quindi, tutto al caso o, meglio, ad un episodio fortunato. Al 65° quello che potrebbe rivelarsi un episodio chiave. Bianco, in scivolata, va al contrasto con Rizzo (nella foto) alzando troppo la gamba ed entrando con il cosiddetto “piede a martello” (capace di far molto male). L’arbitro non ha dubbi ed estrae immediatamente il rosso diretto verso il giocatore di Gregucci che, in prossimità del fallo, contesta vibratamente la decisione arbitrale. Il Sassuolo resta in 10 per i restanti 25 minuti di gara e Gregucci, un paio di minuti dopo, effettua il secondo cambio togliendo Catellani e facendo entrare Polenghi. E’ chiaro che, in inferiorità numerica, i propositi bellicosi di Gregucci e della sua squadra, probabilmente, lasciano spazio al più moderato intento di uscire dal “Granillo” indenne piuttosto che vittorioso. La Reggina preme e costringe il Sassuolo ad indietreggiare. Questo è il momento di spingere sfruttando al meglio la superiorità numerica. Gregucci cambia ancora: esce Quadrini ed entra Fusani. La Reggina ci prova a far qualcosa di buono, ma è troppo timida ed impacciata (oltre che macchinosa) per impensierire il Sassuolo ed il risultato “ad occhiali” sembra sempre più giustamente vicino. All’84° flash in attacco per gli amaranto. Crossa da destra di Laverone per Bonazzoli anticipato di un soffio da un difensore in angolo. Nulla da fare, la Reggina non è più LA Reggina e se Foti vuole davvero ambire a qualcosa di più di un onesto campionato, ma anonimo, allora sa cosa deve fare. Ha tempo fino al 31 di questo mese per aggiungere alla “rosa” quei tasselli necessari ad Atzori per tentare il salto di qualità (non di categoria, di qualità). Solo così, questa Reggina, che sia ben chiaro non è scarsa ma nemmeno chissà cosa, potrà cercare qualcosa di più. Nel frattempo il Sassuolo rimane addirittura in 9: Martinetti, infatti, entra male e pericolosamente su Acerbi ed anche in questo caso Giancola non ha dubbi estraendo il rosso diretto. Arrembaggio finale degli uomini di Atzori che, poco prima, aveva tolto Adiyiah e fatto entrare Danti. La Reggina prova a vincere questa gara in 11 contro 9, ma è poca cosa e, quindi,  non riesce a cavare un ragno dal buco raccogliendo i fischi del pubblico presente. Inutili, infatti, risultano essere tutti i tentativi della squadra di Foti protesa alla ricerca dei 3 punti. Si gioca in metà campo, è vero, ma Bressan è praticamente inoperoso se non fosse per qualche cross proveniente dagli esterni. Generosa la Reggina, ma per nulla determinata. La partita finisce così, con il risultato di parità giusto al termine di una gara di certo non esaltante. Atzori, come diciamo sempre, ha ancora molto da lavorare con la speranza che Foti, a breve, gli dia “in mano” uomini capaci di coadiuvarlo nel gravoso compito di portare quei risultati che, da qualche giornata a questa parte, sembrano diventati un’utopia. Buon lavoro ad Atzori e buoni acquisti a Foti in questo periodo di saldi e liquidazioni a lui assai gradito (in fase di acquisti e non di vendite, ovviamente). P.S.: in sala stampa, assente Atzori diretto a Catania per prendere il volo per Bologna per poi arrivare a casa a Ravenna, è Ciccio Cozza a dire "Dobbiamo lavorare e dobbiamo migliorare. Questo è un gruppo che può far bene e per gli eventuali arrivi dovete parlare con Foti e non con me"!

Condividi sui social

Serie Bwin, XXI^ giornata: Reggina Sassuolo (probabili formazioni e note)

Reggina (4-3-3): Puggioni; Adejo, Cosenza, Acerbi e Rizzato; Tedesco, Rizzo e Barillà; Adiyiah, Bonazzoli e Missiroli. In panchina: Kovacsik, Burzigotti, Viola, Castiglia, Laverone, Danti e Campagnacci. All.: Atzori (nella foto). Sassuolo (4-3-3): Bressan; Polenghi, Rossini, Bianco e Donazzan; De Falco, Magnanelli e Riccio; Quadrini, Bruno e Catellani. In panchina: Pomini, Piccioni, Consolini, Troiano, Fusani, Masucci e Martinetti. All.: Gregucci (nella foto). Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Cini e Fortarezza. Quarto uomo: Zivelli. Note. La Reggina tra le (attuali) prime 7 della graduatoria: è la squadra che ha perso di più (7 volte: a Siena, Padova, Livorno, Novara, Varese ed Ascoli ed in casa contro l’Albinoleffe); assieme al Torino è la squadra che ha subito più reti (23); fuori casa è la squadra che ha pareggiato meno (una volta a Bergamo contro l’Atalanta), perso di più (in 6 occasioni) e subito più reti (18). Scontri diretti tra le (attuali) prime 7: 5 volte fuori casa con 4 sconfitte, un pari interno ed un pari esterno.

Fotografia del cammino amaranto: nelle prime 12 partite 3 sconfitte (25%) e nelle successive 8 giornate ben 4 sconfitte (50%) [nelle sole ultime 5 sono 4 le sconfitte (80%)]; 2 volte in vantaggio (contro Siena ed Ascoli) tramutate, poi, in sconfitta e 2 volte in svantaggio (con Vicenza – due volte – ed a Cittadella) tramutate, poi, in vittoria. I precedenti tra Reggina e Sassuolo. La Reggina riceve per la terza volta, negli ultimi 4 incontri, una squadra che ha un solo precedente al “Granillo”: il Sassuolo, appunto, vincitore l’anno scorso per 2-0 con goals di Polenghi e Noselli (con la Reggina in 10 dal 68° per l’espulsione di Santos). Le due squadre sono al terzo confronto nei due precedenti sempre sconfitta la squadra di casa. Il Sassuolo. Nessun giocatore in campo per 1800 minuti, massima presenza Magnanelli 1666 minuti. Occupa il 17mo posto (l’anno scorso a parità di partite era secondo). Ha 20 punti frutto di con 5 vittorie, 5 pareggi e 10 sconfitte. Ha realizzato 23 gol e ne ha subiti 27 (solo i “cugini” del Modena hanno subito di più). Ha avuto due allenatori in stagione: Arrigoni “in sella” per 7 partite (7 punti) e  Gregucci nelle restanti 13 gare (13 punti frutto di 3 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte). Ha ottenuto 4 rigori a favore (solo 2 realizzati e, nel realizzare il rigore al Siena, Bruno si è procurato un infortunio muscolare) e 3 contro (2 realizzati dalla squadra avversaria). Nelle ultime 5 partite: 2 pareggi, 2vittorie ed 1 sola sconfitta. A dicembre è salito da una media punti del 25% ad un’altra del 44%. Nelle ultime 3 giornate la media goals fatti è salita da 1,4 a 2 e nelle ultime 5 giornate la media reti subite è scesa a 1 da 1,56 delle ultime 9. Il Sassuolo ed il suo cammino esterno. Ha conquistato 8 punti come conseguenza di 2 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte con un bilancio di 9 reti fatte e 12 subite. Nelle ultime 5 trasferte ha ottenuto una vittoria ad Empoli, 3 sconfitte (Varese, Padova ed Albinoleffe) ed un pareggio nel derby di Modena (solo a Padova non ha segnato e solo ad Empoli non ha subito). I suoi cannonieri. Martinetti 5 goals (di cui 4 solo nell’ultima contro il Frosinone), Noselli 4 e Masucci, Catellani e Bruno 3 reti. Noselli ha realizzato un goal alla Reggina, Bruno e Troiano entrambi una rete indossando la maglia del Modena.  Gli allenatori. Atzori e Gregucci mai contro. Aztori mai contro il Sassuolo e Gregucci mai contro la Reggina. L’arbitro. Reggina-Sassuolo è stata affidata ad Angelo Martino Giancola di Vasto. Con lui la signora Cini ed il signor Fortarezza, il quarto uomo sarà Zivelli. Giancola ha debuttato in A il 16.01.2010 in Cagliari Livorno. In totale vanta 2 presenze nella massima serie e 26 in serie B con 11 rigori e 19 espulsioni. In questa stagione fischia per l'undicesima volta in B, tra le quali Livorno-Reggina in cui assegnò un rigore contro gli amaranto e sancì l’espulsione di Cosenza. Attenzione alle sue prestazioni: 10 presenze in stagione, 6 rigori assegnati ed 8 cartellini rossi estratti. Il suo record è di 3 “rossi” in una sola partita in Siena-Cittadella (2 contro i veneti ed 1 contro i toscani), segue Novara-Livorno in cui ha estratto “solo” due rossi (uno per parte). mai diretto il Sassuolo. per le squadre di casa con lui: 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte.

Condividi sui social

Reggio Calabria: “Premio FCI Calabria 2010”

È iniziato con un minuto di raccoglimento, in memoria dei sette ciclisti morti a Lamezia, il “Premio FCI Calabria 2010” tenutosi a Reggio Calabria, nella sala “Giuditta Levato” del Consiglio Regionale (nella foto). L’organizzatore, Mimmo Bulzomì, presidente della Federciclismo calabrese, in presenza del grande campione Francesco Moser, ha consegnato una bicicletta  da corsa al governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti (nella foto). Cinque personalità calabresi, invece, sono state insignite con il Distintivo d’oro FCI: i consiglieri regionali della Calabria, Giovanni Nucera, Alberto Sarra e Nazzareno Salerno, il giornalista Carlo Parisi e l’avvocato Domenico Sorace. Infine, alla giovane ricercatrice scientifica calabrese, Luana Colloca, esperta internazionale nel mondo delle neuroscienze ed impegnata nello studio e nella rivelazione delle dinamiche del dolore, è stata consegnata una creazione di Gerardo Sacco.

Ospite dell’evento, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò. Nel consegnare la bici a Scopelliti, Bulzomì ha avanzato tre richieste: la realizzazione di piste ciclabili, l’allestimento, per ogni provincia della Calabria, di un anello ciclabile per l’attività dei più piccoli ed un contributo economico al Comitato Regionale per sostenere l’attività agonistica giovanile. “Una richiesta – ha detto Bulzomì – per dare il giusto riconoscimento a quanti svolgono attività di tasca propria, mentre grossi contributi pubblici vengono, spesso, elargiti a società fittizie”. “La bicicletta – ha dichiarato Giuseppe Scopelliti – si addice molto al percorso che abbiamo intrapreso in Regione. Ringrazio Bulzomì per questa splendida iniziativa in un periodo in cui il ciclismo e la Calabria sono balzati agli onori della cronaca per una tragedia. Dobbiamo andare avanti e rivolgiamo, soprattutto a questi giovani campioni, l’incoraggiamento, lo stimolo ed un ringraziamento per quello che fanno e faranno per questa terra in sella alla loro bicicletta. Il ciclismo è uno sport che, a volte, viene messo in secondo piano ma che continua ad aggregare tanta gente. Uno sport che sopravvive grazie ad un gruppo di appassionati che non bisogna lasciare soli. Questo, per la Regione, è un momento di grandi ristrettezze economiche ma stiamo pensando di assumere un impegno rispondendo alle vostre richieste come già, per lo sport, abbiamo fatto, varando una legge che in Calabria mancava da 26 anni”. “È un onore – ha concluso il governatore della Calabria – conoscere Francesco Moser e ricevere questa bicicletta che, appena potrò, comincerò ad usare. Essa sarà il simbolo di un lavoro che per noi, in Regione, rappresenta la voglia di scalare le vette più alte”. Il grande campione Francesco Moser, che in mattinata ha incontrato i familiari delle sette vittime lametine, ha invitato a riflettere sul tragico accaduto. “Spero – ha detto Moser – che queste morti servano a creare un nuovo trend sull’uso della bicicletta. Le piste ciclabili devono, necessariamente, rientrare nel programma di sviluppo di una regione che vuole creare turismo sportivo. In Trentino ci sono da più di vent’anni e la Calabria possiede tutti i requisiti naturali per poterne essere all’avanguardia. In quanto ai contributi, anche con poco si comincia a ridare sicurezza a questo sport”. “Le piste ciclabili – ha detto il segretario del Sindacato dei giornalisti della Calabria e presidente della Federciclismo reggina, Carlo Parisi – sono un sogno per chi ama pedalare, è vero, ma esiste un metodo molto più semplice ed a costo zero. La Regione si faccia promotrice, attraverso le amministrazioni comunali, della chiusura al transito delle auto di alcuni spazi per alcune ore la settimana, offrendo ai cittadini il piacere di vivere lo sport in tutta sicurezza, magari a pochi passi da casa. Non necessariamente strutture esagerate, dunque, per andare a spendere e spandere soldi che nemmeno ci sono, ma due transenne e due vigili per poter pedalare, pattinare o passeggiare tranquillamente senza rischiare di morire per strada. In una regione tristemente famosa per i morti ammazzati, anche le morti sulle strade sono decisamente un po’ troppe”. “Ringrazio – ha continuato Parisi – le autorità regionali che sono rimaste ad ascoltare la nostra voce. Francesco Moser, il quale incarna più di ogni altro, passione sacrificio ed umiltà, e la dottoressa Luana Colloca, rappresentano quei valori meritocratici che in questa regione, purtroppo, non vengono riconosciuti. Occorre valorizzare i giovani, dunque, ed il ciclismo è uno sport dove non basta chiedere il cambio e starsene in panchina, perché, chi non pedala, rimane indietro. Il doping, inoltre, in questa attività non paga. Si può vincere in una stagione, ma non si può costruire una carriera come quella di un campione come  Moser”. In merito alla Legge dello sport, Parisi ha dichiarato che “deve avere un regolamento serio perché deve sostenere e premiare le società sportive che fanno realmente sport. I contributi economici alle società devono passare attraverso il Coni e le federazioni, unici soggetti che conoscono quanti realmente praticano l’attività sul territorio”. “Infine – ha concluso Parisi – ci ritroviamo a parlare di ciclismo dopo una tragedia, ma voglio ricordare che su quelle sette bare c’erano le bandiere del Coni, volute dai familiari perché i valori dello sport non hanno colore politico”.

Condividi sui social

Reggio Calabria: gli archietti vincono il II memorial di calcio “Gianni Suraci”

Si è svolto nel mese di dicembre il II° Memorial di calcio "Gianni Suraci” di calcio per ricordare una nobile figura del panorama calcistico dilettantistico reggino. Ad organizzarlo sono stati Santo Minniti, Pietro Rizzo, Saverio Calafiore e Demetrio Barreca (amici di Gianni Suraci, scomparso prematuramente alcuni anni fa). Al torneo hanno partecipato quattro squadre: i “Ferrovieri” di Reggio Calabria, i “Vigili Urbani” di Reggio Calabria, gli “Architetti calcio 2001” ed una squadra composta dagli amici del Suraci.

La finale, che si è svolta domenica 19 dicembre presso il centro sportivo “Ciccio Cozza” di Croce Valanidi, ha visto contrapposte le compagini dei Vigili Urbani e degli Architetti (nella foto insieme a fine gara). La partita è stata molto equilibrata e si è disputata all’insegna della lealtà e correttezza sportiva. L’equilibrio si è spezzato nella seconda metà della ripresa con una rete della squadra degli Architetti di Totò Principato su assist di Pasquale Gaetano. Vano il forcing finale dei Vigili Urbani, capitanati da Felice Cacurri. Alla premiazione delle squadre partecipanti era presente anche la signora Caterina, moglie di Gianni Suraci (nella foto mentre premia il capitano della squadra vincitrice). Grande la soddisfazione di tutti i componenti la compagine reggina degli Architetti che ha rappresentato l’Ordine di Reggio Calabria con in testa il presidente arch. Paolo Malara, per passare poi al Direttivo della società calcistica (Curcio, Doldo, Leone, Palmeri, e Ricordo), all’allenatore Salvatore Delfino e ad Enzo Ricordo quale responsabile della squadra in qualità di consigliere delegato dall’Ordine di Reggio per finire, inoltre, a tutti i  calciatori: Borzi Mauro, Callipo Andrea, Caserta Santo, Coniglio Cosimo, Curcio Massimo, Doldo Bruno, Gaetano Pasquale, Iamonte Francesco, Lizzi Vincenzo, Leone Antonio, Marino Paolo, Monea Angelino, Palmeri Salvatore, Papallo Francesco, Polimeno Peppe, Principato Totò, Ricordo Enzo, Romanini Francesco, Scaglione Mauro, Russo Gaetano, Sgroi Valerio, Zema Cludio, Zema Pasquale e Barone Mimmo.

Condividi sui social

A Crotone il Gran Galà del Coni

“Un grazie di cuore a tutti gli sportivi che con tanti sacrifici, tanta passione e tanto impegno riescono a portare avanti le proprie discipline con grandi risultati facendo in modo che la nostra città offra esempi positivi almeno nell’ambito sportivo”. Claudio Perri, presidente del Coni di Crotone, ha introdotto così, al “Museo del Mare e della Terra”, il “Gran Galà dello Sport”, la cerimonia, presentata da Anna Maria Martino, riservata a società, dirigenti, tecnici ed atleti che si sono distinti nel 2010. All’evento erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto), il consigliere regionale, Alfonso Dattolo, e gli assessori allo sport provinciale, Gianluca Marino, e comunale, Claudio Molè.

Nell’occasione, il presidente Praticò ha consegnato la Stella d’Oro al merito sportivo alla società Rari Nantes “Lucio Auditore” di Crotone per il grande contributo alla promozione e diffusione nel territorio crotonese del nuoto e delle pallanuoto. Una società che ha regalato alla città un olimpionico (Michele D’Oppido – Messico 1968), un titolo di Campione d’Italia nella categoria allievi (1970) ed una promozione in serie B. Consegnate, inoltre, la Stella d’Argento al Merito Sportivo al tecnico dell’Accademia Karate Crotone, Enzo Migliarese, e le Stelle di Bronzo al Moto Club “Ugo Gallo”, al consulente del Coni, Corradino Eugenio Amatruda, al vicepresidente vicario del Coni di Crotone, Emilio Ape, al giornalista, Tommaso Borrelli, al presidente del “New Team Basket Crotone”, Egidio Carbone, ed al presidente della Figc di Crotone, Giuseppe Talarico. Il “Premio speciale Romeo Fauci”, riservato al dirigente crotonese che più si è distinto per capacità organizzative, è andato al coordinatore dell’Ufficio Educazione Motoria, Fisica e Sportiva dell’ATP di Crotone, Santino Mariano. Il premio speciale intitolato a “Luciano Ciardi”, riservato al miglior atleta emergente, è andato a Matteo Corigliano della Provolley Crotone. “Ringrazio Claudio Perri – ha detto il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – e tutto il suo staff per l’invito al quale ho aderito con grande piacere perché apprezzo l’ottimo lavoro che stanno svolgendo sul territorio. Mi corre d’obbligo salutare Donatella Fauci alla quale mi lega un rapporto fraterno grazie alla forte amicizia che ho avuto con il compianto marito Romeo che ha ricoperto egregiamente il ruolo di vicepresidente vicario del Coni Calabria e di presidente del Coni di Crotone”. “Il periodo attuale – ha continuato Praticò – non è dei migliori e anche la terra alla quale apparteniamo è ostica in quanto, per poter raggiungere un qualsiasi traguardo, i sacrifici sono enormi. Spesso, mi capita di dire che la nostra terra risulta come un’università della vita perché ciò che altrove si realizza in un mese, in Calabria, a causa delle difficoltà strutturali, si riesce ad ottenere in un anno. Ma, grazie alla nostra determinazione, gli obbiettivi vengono raggiunti. Quest’anno, a livello regionale, siamo riusciti ad ottenere due grossi risultati: la Legge per lo sport e una degna sede, a Reggio Calabria, per la Scuola dello Sport. La prima, dopo ventisei anni, ha visto finalmente la luce grazie alla determinazione del governatore Giuseppe Scopelliti, che l’ha posta tra i suoi primi obiettivi, del presidente Francesco Talarico il quale, pur avendo presentato una sua legge ha fatto un passo indietro in favore dello sport, e del Consiglio Regionale tutto che l’ha approvata all’unanimità. Un traguardo importante, questo della legge, che mi auguro sia l’inizio di un lungo cammino che vedrà insieme mondo dello sport ed istituzioni. Lo sport, come spesso ripeto, non ha tanto bisogno di soldi quanto di servizi, soprattutto per quanto riguarda la messa a norma dell’impiantistica e sarebbe ora che, finalmente, la Calabria raggiunga il livello qualitativo di altre regioni. Altro successo per noi e per tutti i calabresi è l’aver ottenuto, grazie alla concessione del Comune di Reggio Calabria, una struttura per la sede della Scuola dello Sport. Una scuola attiva e già operativa con corsi identitari svolti a Montepaone, per i presidenti dell’area Sud, ed a Cosenza, per segretari e collaboratori”. “Nell’augurare a tutti – ha concluso il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – un sereno Natale, mi auguro che il 2011 possa essere, per la Calabria, l’anno della consacrazione dello sport e che Legge e Scuola dello Sport possano diventare sempre più strumenti efficaci che contribuiscano a far decollare la nostra terra e renderla finalmente in grado di poter competere a livello internazionale”.

Condividi sui social