Polistena (RC): presentati i corsi di autodifesa per agenti e soggetti a rischio

Si è svolta nella sala convegni del palazzo del Comune di Polistena la presentazione del corso di difesa personale riservato agli operatori delle forze dell’ordine e particolari soggetti a rischio. Alla cerimonia organizzata dal maestro Giuseppe Cavallo,  responsabile nazionale lotta a terra Fikbms (Federazione italiana kickboxing, muay thai, savate e shoot boxe) e membro della commissione tecnica nazionale delle arti marziali miste, erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò (nella foto – il penultimo da sinistra – tra Cavallo, Figliomeni e Tripodi e, ultimo, Galati), il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, e il vice sindaco, con delega allo sport, Marco Policaro, il componente della Direzione investigativa antimafia e segretario generale della Consap della Polizia di Stato, Carlo Figliomeni, il comandante della Polizia Municipale di Polistena, Alfredo Marcone, il direttore della “Sicurpiana”, Gino Muratori, l’istruttore Fikbms, Luciano Galati, il presidente dell’ “Accademia arti marziali” di Polistena, Franco Garelli, l’istruttrice dell’ “Accademia Kickboxing” di Caulonia, Maria Spanò, ed i segretari del Sindacato unito lavoratori Polizia Municipale (Sulpm) provinciale, Giuseppe Riotto, e territoriale jonica, Rocco Prestia.

Alla presentazione hanno partecipato componenti dei corpi di polizia di Polistena, Locri e Caulonia e gli agenti della Sicurpiana, diretta da Gino Muratori. Il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, nel suo intervento, ha elogiato l’attività dell’amministrazione comunale di Polistena “per la grande sensibilità dimostrata nei confronti dello sport che ha portato alla realizzazione di un’importante accademia di arti marziali proprio nella provincia reggina”. “Mi piace – ha detto Praticò – l’intento di questo progetto di educare alla legalità. Lo sport svolge un ruolo importante nella Società civile e, inoltre, nella nostra terra, potrebbe essere volano di cultura oltre che di salute. Affinché questo si realizzi, le istituzioni dovranno sensibilizzarsi al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso lo sport. Il giovane verrà, così, educato alla legalità, al rispetto delle regole e comprendere l’importanza del sacrificio e della costanza per conseguire primati sul campo e nella vita”. “È importante – ha continuato il presidente – che il progetto sia rivolto alle forze dell’ordine perché, oggi più che mai, per contrastare la microcriminalità sempre più divagante, abbiamo bisogno della loro protezione”. “Risulta socialmente utile – ha concluso Praticò – il coinvolgimento delle donne in questa iniziativa. Ultimamente, stiamo assistendo ad eventi violenti, fisici e morali, che hanno come vittime giovani appartenenti al gentil sesso. Questo corso di autodifesa, oltre che infondere fiducia, può addestrare a non perdere la calma nelle situazioni di pericolo”. Il presidente, a questo punto, si è complimentato con il maestro Giuseppe Cavallo, cuore pulsante di iniziative di grande successo ed impatto sociale e dirigente sportivo pervaso da grande spirito di servizio. Praticò ha, infine, ricordato quanto, in Calabria, sia attiva la federazione del presidente Salvatore Romano, che può contare sul supporto del calabrese, vicepresidente nazionale, Giorgio Lico. Il segretario della Consap, Carlo Figliomeni, nel suo intervento ha trattato gli aspetti giuridici della difesa personale, evidenziando quanto ormai, l’utilizzo di armi da fuoco per l’autodifesa, dal punto di vista giuridico penale, sia da considerare un espediente a doppio taglio che può costare gravi sanzioni nel caso di abusi. A conclusione della conferenza, il maestro Luciano Galati, insegnante federale, ha assistito il professore Cavallo nella spiegazione pratica di alcune tecniche ai tanti operatori presenti. “Ringrazio i presenti – ha dichiarato il sindaco di Polistena, Michele Tripodi –  e le belle parole spese in merito al lavoro della nostra amministrazione. Il nostro sostegno è stato minimo e nelle nostre possibilità, il grande merito va, invece, riconosciuto al maestro Cavallo ed al suo staff. Abbiamo tentato di dare spazio ad una disciplina cosiddetta “minore” ma risulta importante l’intento degli insegnamenti che vanno nella direzione del comportamento e dello stare in gruppo nel rispetto di tutti”. 

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Reggio Calabria: la danza delle Polisportive Giovanili Salesiane

Si è svolta nella palestra “Don Bosco” dell'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, a Reggio Calabria, la competizione “PGS in danza”, organizzata dal Comitato Regionale delle Polisportive giovanili salesiane del presidente Demetrio Rosace, patrocinata dal Coni Calabria. La manifestazione, che ha visto coinvolte circa 200 persone di cui 110 giovani danzatrici dai 5 ai 13 anni, ha visto la partecipazione del presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò. Le coreografie, secondo i giudici Antonella ed Elena Quaglia e Nancy Zumbo, hanno spiccato per originalità e qualità tecnica. Già definita la data della prossima manifestazione che si svolgerà a S. Andrea Apostolo dello Jonio (CZ) in una "tre giorni", dal 29 aprile al 1 maggio, in occasione delle Pigiessiadi 2011, le grandi finali regionali PGS: almeno una polisportiva verrà proposta per le finali nazionali di Lignano Sabbiadoro.

A settembre, il Comitato Regionale PGS Calabria, organizzerà il primo corso di formazione per "aspiranti istruttrici di danza". “Sono felice – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di trovarmi in mezzo a tutti questi ragazzi che hanno dimostrato di affrontare con grande entusiasmo le prove a cui sono stati sottoposti. Complimenti a loro ed alle loro famiglie le quali, prima di chiunque altro, hanno il compito di educarli, anche attraverso lo sport, ai grandi valori della vita”. “Un adolescente – ha concluso Praticò – educato al rispetto delle regole e del prossimo, diventerà un uomo di grandi virtù”. “La presenza – ha dichiarato il presidente PGS Calabria, Demetrio Rosace – di Mimmo Praticò e la vicinanza del Coni regionale, ci incoraggia a continuare con entusiasmo su questa strada. Non rincorriamo i numeri e la qualità immediata, vogliamo promuovere lo sport sano e differenziare le attività per raggiungere il cuore e lo spirito di sempre più giovani”. La cronaca ha visto prevalere, nella categoria Mini – scuola elementare, la PGS “Fiaccola” di Bova Marina, davanti alla PGS “Olimpia 2000” di Reggio Calabria. Per la categoria Propaganda – scuola media, invece, primo posto per le ragazze della PGS “Locride” di Locri, davanti alla “Fiaccola” di Bova Marina. E' stata una festa per tutti e, dopo le premiazioni effettuate dal presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, da buoni salesiani, le attività si sono concluse con la messa celebrata dal locrese don Piervito Pepe.

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Serie Bwin, XXIX^ giornata: Reggina-Frosinone (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Giosa ed Acerbi; Colombo, Castiglia, De Rose, Tedesco e Rizzato; Bonazzoli ed A. Viola. In panchina: Kovacsik, Costa, Barillà, Laverone, Sarno, Campagnacci e Zizzari. All.: Atzori. Frosinone (4-3-3): Frison; Catacchini, De Maio, Minelli e Ben Djema; Grippo, Pestrin e Cariello; Masucci, Stellone (nella foto) e Cesaretti. In panchina: Vaccarecci, Terranova, Bianco, Di Tacchio, Beati, Bottone e Zigoni. All.: Campilongo. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Melloni e Fortarezza. Note. Gli amaranto. Quinta vittoria esterna per gli amaranto, meglio  di loro solo l’Atalanta con 6. La Reggina torna a +9 rispetto allo scorso campionato, ma resta a –1 sul girone di andata. Per Ciccio Cosenza, quella a Vicenza, è stata l’ottava ammonizione pari alla conseguente terza giornata di squalifica. Lo stesso difensore reggino, con 3 reti all’attivo, eguaglia il suo precedente raggiunto a Ravenna. Miniserie di 4 partite consecutive senza sconfitte (2 vittorie – a Modena ed a Vicenza – e 2 pareggi – in casa contro Padova ed Atalanta).

Per la tredicesima volta, nelle 28 gare sin qui disputate in stagione, la Reggina tiene inviolata la propria porta. Per la nona volta la Reggina mantiene il vantaggio acquisito portando a termine la gara in maniera vittoriosa. La media punti  attuale è di 1,5 con un presunto arrivo finale a quota 63. La Reggina ha giocato il turno infrasettimanale di martedì sempre lontano da Reggio con 3 vittorie e 2 sconfitte. Dopo i 6 punti su 6 con il Modena, la Reggina si ripete anche con il Vicenza. I precedenti tra Reggina e Frosinone a Reggio Calabria. L’incontro si è giocato in C2, C1 e B. In C2 due vittorie per gli amaranto (1-0  il 15.04.1984 con rete di Saviano e  2-1 il 23.02.1986 con doppietta di Spinella e rete di Sapio per i ciociari). In C1, ancora, una vittoria  per gli amaranto (2-1 il 02.03.1975 con reti reggine di Pianca e Tivelli in quello che fu il primo confronto in assoluto  tra le due squadre). In B, ancora una vittoria per la Reggina (1-0 il 28.02.2010 con goal vittoria di Brienza). Il Frosinone. E’ ultimo in classifica con 26 punti frutto di appena 5 vittorie, 11 pareggi e la bellezza di 12 sconfitte; ha realizzato 28 goal e ne ha subiti 41 subiti (peggio di lui ha fatto solo il Piacenza subendone 42). Ha avuto, al momento, due allenatori in stagione: l’attuale, Campilongo, ha una media punti di un punto a partita mentre il suo predecessore, Carboni (in panchina sino alla 21ma giornata), non andava molto peggio con una media punti di 0,9 punti a partita. Il Frosinone fuori casa. E’ terzultimo con 10 punti (peggio di lui solo Portogruaro e Padova), frutto di 2 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte e di 14 goal fatti e 24 subiti (peggio solo l’Albinoleffe con 27 goal al passivo). Nelle ultime 5 trasferte ha ottenuto: un pareggio ed una vittoria dopo 3 sconfitte. Non vince fuori casa dal 23.10.2010 allorquando battè il Torino al “Comunale”. Solo nelle trasferte di Bergamo (sponda Atalanta) e Portogruaro non ha subito  goal. Gli ex della gara. Il solo Stellone che vanta 16 presenze, 735 minuti giocati ed un solo goal (il 04.04.004 a Bologna nel 2-2 finale caratterizzato dal doppio vantaggio amaranto con reti di Di Michele e, appunto, Stellone e con il recupero felsineo grazie ai goal di Locatelli e Bellucci) con la maglia della Reggina nella stagione 2003/2004. Il podio dei bomber frusinati ed i goal alla Reggina. Sansone: 6 goal; Baclet: 3 goal alla Reggina (2 con la maglia del Lecce ed uno con quella del Vicenza; Santoruvo: 4 goal e Stellone: 2 goal. I Bomber amaranto contro il Frosinone. Bonazzoli: un goal (il secondo dei due nella vittoriosa gara d’andata al “Matusa”) e Nicolas Viola (il primo, su rigore, di quella stessa gara disputata il 10.10.2010. Gli allenatori. Atzori e Campilongo mai contro. Atzori contro il Frosinone vanta un solo incontro ed una vittoria (quella nel girone d’andata). Campilongo, contro la Reggina vanta due incontri con una vittoria ed un pareggio. 

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Serie Bwin, XXVIII^ giornata: Vicenza-Reggina 0-1

Vicenza-Reggina: 0-1. Vicenza (3-5-2): Russo; Schiavi, Martinelli (c) e Giani; Gavazzi, Misuraca (dal 58° Mustacchio), Morosini, Botta e Soligo (dal 58° Di Matteo); Abbruscato e Cellini (dal 66° Arma). In panchina: Acerbis, Zanchi, Rossi e Rigoni. All.: Maran. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza (nella foto) ed Acerbi; Colombo (dal 62° Barillà), Castiglia (dal 65° Rizzo), De Rose, Tedesco e Rizzato; Bonazzoli (c) ed A. Viola (dal 79° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Giosa, Sarno e Zizzari. Arbitro: Gallione di Alessandria. Assistenti: De Pinto ed Argiento. Quarto uomo: Viti. Marcatore: Cosenza al 46° (p.t.). Ammoniti: Cosenza al 64°, De Rose al 73°, Campagnacci all’80° e Morosini all’84°. Espulso: l’allenatore Maran al 90°. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto buona iniziativa di Castiglia che, superato il diretto avversario e giunto al limite dell’area, apre a destra per A. Viola che, però, non aveva seguito il compagno e l’azione, quindi, sfuma. Al 7° primo pericolo per la porta dei padroni di casa.

Schema studiato su calcio di punizione con Tedesco che finge di preparare il tiro/cross ed, invece, serve rasoterra in area De Rose che si gira e batte a rete costringendo Russo alla deviazione in corner. All’11 ancora Reggina dalle parti della porta vicentina. Bonazzoli chiude il triangolo con Colombo che tira al volo da fuori area con il pallone che va alto sulla traversa. In questa gara che potrebbe cominciare con il delineare le squadre che andranno ai playoff (la Reggina è quinta a quota 39 ed il Vicenza la segue a quota 38), la Reggina comincia a prendere le misure. Al 23° si fanno vivi i padroni di casa. Giani, dopo un batti e ribatti in area, arriva dalle retrovie e colpisce di sinistro in diagonale mandando il pallone non di molto sul fondo con Puggioni attento. Al 20° la Reggina si ripropone in avanti con Acerbi che, scambiato il pallone con A. Viola, va sul fondo e crossa costringendo Russo a respingere di pugno allontanando il pericolo. Al 24° è pericoloso il Vicenza. Mischia in area con Abbruscato e Misuraca che perdono l’attimo giusto per battere a rete costringendo Tedesco ad allontanare velocemente per evitare ulteriori pericoli. Al 27° tiro improvviso di De Rose, assai defilato a destra, che costringe Russo ad indietreggiare ed a respingere sulla linea di porta. Al 31° ci prova da 40 metri Tedesco calciando di sinistro. Il tiro è oltremodo velleitario e Russo para facilmente. Ancora al 31°, sul capovolgimento di fronte, ci prova Gavazzi a battere a rete ma manda il pallone altissimo sulla traversa. Fisicamente le due squadre stanno bene, giocano la gara senza risparmiarsi ed affrontandosi apertamente. Al 34° ci prova ancora De Rose da fuori area con Russo che para a terra. Al 35° è strepitoso Puggioni a deviare con la punta delle dita un tiro a colpo sicuro di Cellini. Sul calcio d’angolo susseguente, Martinelli si trova solissimo ad un metro dalla linea di porta ma, incredibilmente, manda altissimo. Al 40° ci prova Schiavi da fuori area, il suo tiro è deviato in corner. Il predominio, adesso, è tutto del Vicenza che schiaccia nella propria trequarti la Reggina che, ora, fatica ad uscire ed a ripartire. Al 43° è Misuraca, dopo un’azione prolungata, a tentare la via della rete da fuori area, vicino al vertice sinistro dell’area di rigore, ma il suo tiro è alto. Al 46° la Reggina passa in vantaggio. Nel primo dei due minuti di recupero c’è un calcio di punizione in favore della Reggina. Punizione battuta all’improvviso da Tedesco con palla in profondità per Rizzato che, di prima intenzione, crossa basso al centro dove Cosenza anticipa Acerbi e batte a rete di sinistro. Il portiere Russo è costretto ad indietreggiare nel tentativo di recuperare il tiro diretto in porta, ma a respingere precipitosamente è un difensore alle sue spalle che arriva al contatto con il pallone con entrambi i piedi dentro la porta. La palla, evidentemente, ha già superato la linea di porta e Gallione, su segnalazione via auricolare dell’assistente Argiento – che, oltretutto, corre verso il centro del campo come si confà in occasione di marcature -, fischia e si dirige anch’egli inequivocabilmente verso il luogo da dove il Vicenza dovrà rimettere in gioco la palla. Grande festa per la terza realizzazione stagionale (dopo il secondo goal nella vittoria per 2-0 sul Piacenza e la rete a Novara per il definitivo 3-1 per i padroni di casa) di Ciccio Cosenza con la panchina che prende a manate la testa del roccioso difensore amaranto. Al 47° risponde immediatamente la squadra di casa con Abbruscato che fa gridare al goal i tifosi di casa nonostante il suo tiro finisca, invece, sull’esterno della rete. Il primo tempo termina qui con la Reggina che, dopo essere andata due volte in vantaggio – conquistando poi la vittoria finale – a Modena due settimane fa, è – al momento – in vantaggio anche a Vicenza. Secondo tempo. Al 49° riprende l’offensiva del Vicenza. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, Soligo supera Bonazzoli e si ritrova tutto solo in area decentrato a sinistra. Troppo decentrato per battere a rete, tenta il cross ma è bravo Adejo ad uscire prima di tutti ed a respingere. Al 54° risponde la Reggina con Tedesco che calcia un bolide di sinistro da fuori area. Russo, con qualche apprensione, respinge di pugno e sul pallone arriva lo stesso Tedesco che mette al centro senza, però, che ci siano compagni pronti a ribadire a rete. Al 58° Rolando Maran effettua due cambi: escono Misuraca e Soligo ed entrano Mustacchio e Di Matteo. Escono, quindi, due centrocampisti per fare spazio ad altrettanti centrocampisti esterni (Mustacchio a destra e Di Matteo a sinistra) a sostegno dei due attaccanti Abbruscato e Cellini. Risponde poco dopo Atzori togliendo dal campo Colombo e Castiglia per far spazio a Barillà (che giocherà straordinariamente a destra) e Rizzo (che agirà nel suo ruolo naturale di centrale di centrocampo accanto ad un eccellente, oggi, Tedesco). Nel frattempo, tra il doppio doppio-cambio, l’autore del goal Cosenza viene ammonito e, giacché in diffida (con Bonazzoli) salterà la gara di martedì prossimo contro il Frosinone al “Granillo”. Altro cambio per Maran: fuori Cellini e dentro il giovane attaccante marocchino Arma. Al 73° grande occasione per il Vicenza. Di Matteo crossa al centro per Arma che, di testa, batte a rete impegnando non poco Puggioni costretto a distendersi alla sua sinistra bloccando in due tempi la palla diretta in fondo alla rete. In classifica, vincendo Atalanta, Siena e Torino e pareggiando Novara e Varese dopo i risultati dei due anticipi di ieri sera, la Reggina sale a quota 42 e mantiene la quinta posizione (da oggi in solitudine). La gara, nel frattempo, si è trasformata in un vero e proprio arrembaggio con il Vicenza che non ci sta e schiaccia la Reggina nella sua area o, comunque, nella propria trequarti. Esce uno stremato A. Viola in preda ai crampi ed entra Campagnacci. All’81° è proprio Campagnacci ad andare vicino al goal che probabilmente avrebbe chiuso la gara. Il neo entrato, però, sbaglia malamente sciupando l’occasione tirando addosso al portiere Russo il pallone proveniente da un perfetto cross di Rizzato dalla sinistra. La Reggina soffre ma resiste, il Vicenza è generosamente proteso in avanti con l’ex Morosini sicuramente il migliore in campo tra i suoi. Tra i reggini, invece, merita senz’altro una menzione Giacomo Tedesco. E’ vero e proprio assedio, il Vicenza gioca con straordinario furore agonistico dimostrando di non essere facilmente arrendevole. La Reggina, dal canto suo, risponde allontanando il pallone spesso senza che ci sia nessuno a recuperarli in avanti con Bonazzoli e Campagnacci più impegnati a dare una mano dietro che ad offendere. I nervi sono a fior di pelle ed a farne le spese è l’allenatore di casa Maran che, dopo l’ennesima plateale protesta, viene “invitato” da Gallione ad entrare anzitempo negli spogliatoi. Atzori urla ai suoi per mantenere alta l’attenzione e la concentrazione, gli uomini oggi in blu resistono e tengono in scacco i padroni di casa non senza, però, fatica e sudore. Dieci secondi dopo i 3 minuti di recupero concessi, l’arbitro emette il triplice fischio finale per la gioia di tutti i giocatori e dei pochissimi tifosi amaranto presenti al “Romeo Menti”. La Reggina conquista a Vicenza la sua seconda vittoria esterna consecutiva e si rilancia in classifica dopo il periodo buio iniziato a novembre e che oggi sembra un lontano ricordo. Adesso, pensare ai playoff con maggiore serenità non è più una chimera. Ad majora!

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Serie Bwin, XXVIII^ giornata: Vicenza-Reggina, probabili formazioni e note

Vicenza (3-5-2): Russo; Schiavi, Martinelli e Giani; Gavazzi, Rigoni, Morosini (nella foto), Botta e Di Matteo; Abbruscato e Cellini. In panchina: Acerbis, Zanchi, Rossi, Soligo, Mustacchio, Misuraca ed Arma. All.: Maran (nella foto). Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, De Rose, Tedesco e Rizzato; Bonazzli ed A. Viola. In panchina: Kovacsik, Giosa, Barillà, Laverone, Castiglia, Campagnacci e Zizzari. Arbitro: Gallione di Alessandria. Assistenti: De Pinto ed Argiento. Quarto uomo: Viti. Note. Per la Reggina, quello contro l’Atalanta sabato scorso, è stato il sesto 0-0 in stagione, il quarto pari consecutivo interno (nel 2011 non ha ancora ”espugnato” il “Granillo” dove vanta una serie di 5 risultati utili consecutivi con una vittoria – 1-0 al Grosseto – e 4 pareggi – 0-0 con Sassuolo e Siena, 1-1 con il Padova e, appunto, 0-0 con l’Atalanta). Per la terza volta con l’Atalanta esce lo 0-0 (in precedenza il 20.04.2005 ed il 16.05.1971).

Dopo l’ultimo turno, la Reggina è la migliore difesa del campionato considerando le sole partite interne. Nei confronti, scende a +7 rispetto alla scorsa stagione ed a -1 sul girone di andata. La migliore prestazione “mensile” è quella ottenuta nel mese di ottobre 2010 con il 72,2% dei punti conquistati, mentre la peggiore è a gennaio con solo il 25% dei punti ottenuti. Puggioni, il meno battuto in casa, ha la miglior differenza del campionato tra goal subiti in trasferta e reti subite al “Granillo” con +16 (22 fuori e 6 in casa). Rizzato raggiunge le 60 presenze in amaranto, mentre Bonazzoli, con le sue 133, raggiunge Tacelli. La media punti attuale è di 1,4 con proiezione finale, quindi, di 59. L’anno scorso, a Vicenza, la gara persa per 3-1 (reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna, segnò l’esonero di Ivo Iaconi ed il successivo arrivo di Roberto Breda. Una curiosità: Campagnacci è il giocatore amaranto più sostituito (13 volte) ma anche il più subentrato (10). I precedenti. L’incontro si è giocato sia in B che in A. Quella di oggi è la quarta volta degli amaranto al “Menti” a partire dal 06.05.2001 in A con sconfitta della Reggina per 2-1 con rete del vantaggio amaranto di Marazzina e doppietta determinante di Zanchi che, prima di allora, non aveva mai segnato un gol tra A (Zanchi gioca ancora per il Vicenza). In B, la Reggina vanta una vittoria esterna il 16.12.2001 (2-1 con reti di Jiranek, Savoldi e Margiotta per i padroni di casa).La Reggina torna, poi, a Vicenza il 06.02.2010 (la già menzionata ultima gara di Iaconi sulla panchina amaranto) e subisce un secco 3-1 dopo aver sbagliato un rigore con il “debuttante” Castiglia appena arrivato nel corso del mercato di gennaio. Il Vicenza. E’ ottavo in classifica con un solo punto in meno rispetto alla Reggina a quota 38 in condominio con Pescara e Torino. Ha collezionato 11 vittorie, 5 pareggi ed 11 sconfitte realizzando 29 goal e subendone 31. Nel mese in corso ha totalizzato 7 dei 9 punti disponibili. Ha ottenuto 2 rigori a favore (entrambi realizzati) e 5 rigori contro (3 quelli realizzati dagli avversari). Nelle ultime 5 partite ha collezionato 2 sconfitte, 2 vittorie ed un pareggio. Il Vicenza è la squadra peggiore per numero di ammonizioni subite (ben 47) ed è quasi ultima anche per giornate di squalifica comminategli (9). Nel 2011 ha conquistato 9 punti (la Reggina 8). Il Vicenza in casa. E’ settimo in classifica con 25 punti frutto di 7 vittorie, 4 pareggi e 2 sole sconfitte. Ha realizzato 16 goal subendone 8. Dopo Reggina ed Atalanta, ha la terza difesa del campionato considerati gli incontri casalinghi. Nelle ultime 5 gare interne ha collezionato 2 vittorie contro Frosinone e Triestina, 2 pareggi contro Atalanta e Sassuolo ed una sconfitta contro il Grosseto. Gli ex. Ivan Castiglia che vanta una presenza per 2 minuti in Vicenza-Genoa del 03.02.2007, Antonio Giosa con 20 presenze nel campionato 2009-2010 ed un’espulsione al minuto 79 di Vicenza-Brescia e Piermario Morosini con 17 presenze nel campionato scorso prima della cessione durante il mercato di gennaio. I bomber vicentini ed i goal alla Reggina. Abbruscato con 11 goal (7 in casa, 3 di testa, andato a segno l’ultima volta il 12.02.2011) e mai in goal contro la Reggina; Schiavi con 3 goal (2 in casa, uno di testa, in goal l’ultima volta il 15.01.2011) e mai a segno contro la Reggina; Zanchi con 2 goal agli amaranto, come già ricordato, nel 2-1 finale del confronto tra le due squadre disputato in serie A. I goal al Vicenza dei reggini. Bonazzoli è il più fruttifero con 4 goal (uno con la maglia del Brescia, 2 con quella del Verona ed uno con la maglia amaranto nel 3-2 della gara d’andata), poi Missiroli e Campagnacci con un goal a testa sempre riferibili alla gara al “Granillo” del 02.10.2010. Gli allenatori. Atzori e Maran si sono scontrati solo all’andata di questo campionato così come Atzori ha un solo precedente contro il Vicenza ed è sempre lo stesso 3-2 dell’andata. Maran, invece, ha incontrato la Reggina in 3 occasioni: 2 vittorie per Maran nello scorso campionato (0-2 a Reggio con reti di Sgrigna e Bjelanovic ed il già citato 3-1 a Vicenza) ed una vittoria per la Reggina, come detto, all’andata. L’arbitro. Vicenza-Reggina sarà diretta da Emiliano Gallione di Alessandria.  I suoi assistenti saranno De Pinto e Argiento ed il quarto uomo sarà Viti. Gallione vanta una sola presenza in A (il 16.05.2010 in Parma-Livorno 4-1) ed in B oggi sarà alla 34ma presenta (15ma in questa stagione) in cui ha assegnato 13 rigori ed estratto 12 cartellini rossi. Con Vicenza e Reggina è l'arbitro dei pareggi. Per il Vicenza, con lui, 4 pari su 5 incontri (il rimanente è la sconfitta in casa con il Crotone); la Reggina con lui ha conquistato un pareggio con l’Atalanta all’andata (1-1 con reti di Rupolo e Bonazzoli ed espulsione di Raimondi), ed una vittoria a Salerno (2-0 con reti di Missiroli e Brienza) durante lo scorso campionato.

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La Viola sbanca Benevento e resta sola in vetta

altBenevento – Viola 71-83 (parziali: 27-19, 42-42/ e 54-63). Benevento: Credentino 14, Vetrone, Mascolo 8, Roselli 12, Ciampi 21, Caputo, Robba 12, Lombardo 4, Cavaluzzo, Enzo. All. Casadio. Viola: Padova 12, Zampogna 13, Dalfini 13, Grasso 6, De Gregori 14, Lorenzetti 12, Ruggeri 2, De Marco, iero, Ricci 11. All. Fantozzi. Arbitri: Sarra Luciano e Gallotta Sabatino di Como. Commento. Sesta giornata del girone di ritorno per il campionato di Serie B Dilettanti. La Viola è di scena a Benevento in uno dei campi più difficile del raggruppamento Sud. La formazione nero arancio conquista un’importantissima vittoria che le consente di difendere il primo posto solitario. Dopo un primo tempo equilibrato, Grasso e compagni prendono il largo e confermano di attraversare un grande momento di forma. Coach Fantozzi si presentava a questa sfida sapendo di poter riavere a referto Massimo Ruggeri.

L’ex stella di Rimini e Bologna ha superato l’infortunio subito nella trasferta di Francavilla ed è pronto ad aiutare la compagine dello stretto nel rush finale di stagione mentre l’altro “malato” eccellente della Viola Claudio Cavalieri ha iniziato la rieducazione e sembra rispondere molto bene ai primi carichi sul ginocchio operato tanto che si pensa che possa tornare in campo durante i prossimi play-off. Come detto, la sfida con il Benevento presenta tante insidie anche perché la formazione campana perde coach Annechiaro, il quale in accordo con la dirigenza, ha deciso di rilasciare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra. La guida tecnica è assunta dalla giornata di giovedì 16 febbraio da Francesco Casadio, già vice allenatore e responsabile tecnico del settore giovanile.  Il match comincia con il Benevento che prova a scappare; i padroni di casa si rendono protagonisti di un ottimo primo quarto in cui tirano con percentuali alte e mettono a referto ventisette punti anche perché, gli ex di turno, Roselli e Ciampi sono ispirati; nel secondo periodo, torna la grande difesa della Viola che chiude per qualche minuto il canestro a Credentino e compagni e recupera uno svantaggio di nove punti grazie ad una serie di ottime giocate di Ricci e Lorenzetti. Le due squadre si rispondono colpo su colpo e si va negli spogliatoi con il punteggio in perfetta parità con la Viola che festeggia anche i primi punti dopo l’infortunio. Nel terzo periodo, ecco il parziale della Viola che prende il possesso dei tabelloni con Dalfini e comincia a staccarsi nel punteggio. I nero arancio chiudono un quarto perfetto e cominciano l’ultima frazione di gara con un vantaggio di nove punti. Una bomba di Ricci porta la Viola al massimo vantaggio a metà periodo; la formazione dello stretto distribuisce come al solito le responsabilità offensive ed, infatti, tutti gli uomini della rotazione chiudono il match con numeri importanti. Benevento prova una rimonta ma la difesa nero arancio tiene botta e così i reggini centrano l’ennesimo successo di questo 2011 che ha visto la Viola cadere soltanto a Francavilla nell’unica sconfitta delle otto gare disputate. La Viola non si ferma ed adesso le rivali cominciano seriamente ad avere paura. Archiviata la trasferta di Benevento, da martedì comincerà l’operazione Melfi, una squadra solida che ha inflitto la prima sconfitta stagionale a Grasso e compagni nel match d’andata giocato a fine ottobre. La Viola vuole conquistare l’ennesima vittoria interna della stagione, dopodiché si comincerà a pensare alla grande sfida di Capo d’Orlando prevista il cinque marzo, un appuntamento che potrebbe assegnare definitivamente il primo posto della regular season di questo girone alla formazione dello stretto che sta disputando un campionato eccellente e che non si vuole fermare adesso che viene il bello anche se come ha ribadito più di una volta Alessandro Fantozzi, le stagioni del basket si decidono in primavera inoltrata.

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Cosenza: è l’avv. Domenico Strangis l’ottavo ciclista morto nella “strage di Lamezia”

È morto Domenico Strangis. È l’ottava vittima dell’incidente che, il 5 dicembre scorso a Lamezia Terme, ha coinvolto il gruppo di cicloturisti che si trovava sulla SS18, in località Marinella. L’avvocato era ricoverato all’ospedale Annunziata di Cosenza dal giorno del tragico impatto.

La Federciclismo Calabria tutta, con il suo presidente, Domenico Bulzomì, è vicina nel dolore dei suoi familiari.

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Reggio Calabria: “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiato negli impianti sportivi”

Si è tenuta all’ “Auditorium Sant’Antonio” di Reggio Calabria, la conferenza dal titolo “Il potere di salvare una vita – Prevenzione e trattamento precoce dell’arresto cardiaco negli impianti sportivi”, organizzata dalla sezione reggina dell’Associazione italiana arbitri (Aia), del presidente Gino Idone, in collaborazione con l’Italian Resuscitation Council (Irc), il gruppo italiano per la rianimazione cardiopolmonare. Moderata da Fabio Falzea, cardiochirurgo dell’European Hospital di Roma con le relazioni del direttore dei corsi Irc Blsd, Fabio Foti, e l’istruttore Irc Comunità, Antonio Siclari, la “lezione tecnica”, rivolta agli arbitri reggini ed estesa ai dirigenti delle società sportive, ha visto la presenza dei presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Giovanni Filocamo, il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, ed il presidente del circolo del tennis “Rocco Polimeni”, Igino Postorino.

“Il nostro compito – ha dichiarato il presidente dell’Aia di Reggio Calabria, Gino Idone – è quello di preparare gli arbitri sia sotto il profilo tecnico che umano. Essi, durante le gare sportive, sono i primi a constatare l’eventuale gravità delle condizioni di un atleta”. La lezione tecnica si è aperta nel ricordo di Natale Turiano, l’ex presidente della sezione arbitri reggina, morto d’infarto al termine della cerimonia di premiazione, tenutasi lo scorso dicembre a Reggio Calabria, alla presenza del presidente nazionale dell’Aia, Marcello Nicchi. I lavori si sono aperti con l’esame di dati statistici: 242.000 morti, ogni anno, sono dovute a malattie cardiovascolari, il 30% è dovuto ad infarto, almeno il 40% si sarebbe potuto evitare se si fosse intervenuti per tempo con l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE), senza questo, la percentuale di sopravvivenza scende al 3%. Il costo del DAE si aggira intorno ai 1.200 euro e, per il suo utilizzo, non occorre un medico, ma chiunque abbia seguito un corso (aperto a tutti) della durata di 5 ore che, in Italia, viene fatto dall’Irc, dalla Croce rossa italiana e dal 118. In 75 secondi il DAE, dopo aver posizionato gli elettrodi, fa tutto da solo: esamina il battito cardiaco e valuta l’intensità della scarica da applicare. Per promuovere l’utilizzo del DAE e la dotazione dello stesso in tutti i luoghi pubblici, per la salvaguardia dei cittadini, due disegni di legge al Senato ed uno alla Camera, giacciono vergognosamente in Parlamento dal 2008, nonostante una legge, dell’aprile del 2001, che permette a tutti, dopo il breve corso di preparazione, di utilizzare un defibrillatore. Nello sport i casi di arresto cardiaco sono tanti, circa 73.000, l’89% solo nel calcio. “Una “scatoletta” – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – di poco valore economico che possiede, però, un grande valore sociale: salvare la vita. Risulta necessaria la dotazione del defibrillatore esterno DAE in tutti i siti dove si svolge attività sportiva, dai parchi ai campetti, fino alle palestre, quanto nei luoghi pubblici affollati dove può concretamente, come è già successo, evitare tragedie”.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta 0-0

Reggina-Atalanta: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni (nella foto); Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Castiglia (dal 62° Barillà) e Rizzato; Bonazzoli (c) (dal 92° Zizzari) ed A. Viola (dal 79° Campagnacci). In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa e Montiel. All.: Atzori (nella foto). Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (dal 79° Delvecchio), Carmona e Doni (c); Marilungo (dal 72° Bjelanovic) e Tiribocchi (dal 63° Ruopolo). In panchina: Frezzolini, Peluso, Ferri e Ceravolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca di Roma e Chiocchi di Foligno. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Ammoniti: Capelli al 14°, Raimondi al 36°, Puggioni al 36°, Marilungo al 40°, A. Viola al 47°, Cosenza al 51° e Doni al 75°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 855. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 12.855. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4420. Incasso totale: € 35.232. Note. Una decina di tifosi atalantini sistemati nel settore a loro riservato con esposto uno striscione esaustivo: “Più di 1000 km per essere sempre al tuo fianco”.

Cronaca e commento. Primo tempo. Inizia la gara e sin da subito l’Atalanta pressa a tutto campo quasi a far comprendere perché è la prima della classe. Inizia anche per il capitano degli ospiti, Doni, che, evidentemente, ha qualcosa da dire al pubblico della Tribuna Est e da lì in poi sarà preso di mira ad ogni suo tocco di palla. Al 10° la prima azione degna di una qualsivoglia menzione. Le due squadre lottano a centrocampo tra passaggi sbagliati, anticipi e recuperi. Ne esce fuori la Reggina con A. Viola che apre a destra per Rizzo che crossa al centro dove Castiglia cerca un’improbabile sforbiciata lisciando il pallone e colpendo in volto un difensore nerazzurro. Al 12° ci prova A. Viola da fuori area ma il suo tiro è fiacco e termina sul fondo senza patemi per Consigli. L’Atalanta gioca un gioco maschio e fors’anche eccessivamente duro. Si “distinguono” per interventi al limite del cattivo due ex: prima Capelli (ammonito) su Colombo e poi Carmona (graziato) su A. Viola. La gara va avanti su ritmi abbastanza blandi, nessuna delle due formazioni vuole perdere e, di conseguenza, stanno molto accorte con l’Atalanta, come detto, un po’ più spregiudicata e propensa all’attacco. La Reggina, dal canto suo, ci prova ma stando attentissima a non prestare il fianco ai primi in graduatoria. Al 23° ci prova la Reggina. Azione manovrata che vede la palla tra i piedi di Bonazzoli, A. Viola, Tedesco, Rizzo e Colombo con quest’ultimo che, aggirato il diretto avversario, mette al centro dalla linea di fondo a sinistra mandando il pallone, però, troppo verso la porta avversaria e consentendo, quindi, una facile presa a Consigli. Al 29° è ancora la Reggina a portarsi in avanti. Castiglia chiude un triangolo con A. Viola e si porta sulla linea di fondo a destra da dove tenta il cross provvidenzialmente deviato in angolo da un difensore. Ci prova la Reggina, in una delle sue rare ripartenze in velocità, con Tedesco che alla fina allarga sulla destra per Rizzo. Il centrocampista amaranto, però, sbaglia clamorosamente il cross imboccando il pallone tra le braccia di Consigli. Al 36° l’arbitro Condussio sbaglia grossolanamente. Il pallone è alto a campanile e Puggioni esce e lo blocca resistendo ad un’alzata di gomito di Raimondi subito redarguito dal capitano Bonazzoli. Ne nasce un accenno di rissa subito sedato dagli stessi protagonisti. Ed è qui che Candussio sbaglia estraendo il cartellino giallo per Raimondi (giusto) e per Puggioni (inappropriato). Candussio evidentemente è in bambola ed a Raimondi sventola anche il rosso probabilmente immaginando di aver ammonito lui e non Capelli una ventina di minuti prima. Al 40° l’Atalanta va in goal. O meglio, sarebbe goal se Marilungo non realizzasse tentando di imitare ed emulare la “mano de Dios” che “aiutò” Diego Armando Maradona. Condussio stavolta è ben coadiuvato dall’assistente Conca ed ammonisce “Manolunga”, ops!, Marilungo. Ad onor del vero, la partita non è bella né dal punto di vista estetico, ovviamente, né da quello tecnico. E’ una gara disputata soprattutto sotto i dettami della tattica (forse esasperata) da entrambe le squadre. Atalanta più forte tecnicamente ma imbrigliata dalla ragnatela tessuta da Atzori ed i suoi uomini e Reggina, appunto, più impegnata a difendere che ad offendere. Il primoo tempo finisce qui dopo un solo minuto di recupero. Secondo tempo. Al 50° bella azione della Reggina in velocità. A. Viola conquista palla nel cerchio di centrocampo ed avanza a lunghe falcate, poco prima del limite dell’area allarga verso Rizzo che, di prima intenzione, serve rasoterra l’accorrente Colombo che batte al volo ma manda troppo largo sul fondo alla destra di Consigli. Ancora potenzialmente pericolosa la Reggina qualche minuto dopo. Colombo s’invola e serve Bonazzoli che crossa verso A. Viola che non arriva perché in ritardo. Più o meno la stessa azione un  minuto dopo. A. Viola lascia sul posto il diretto avversario e si decentra sulla destra da dove crossa per il liberissimo Bonazzoli anticipato all’ultimo istante da un difensore. Ancora Reggina, ancora A. Viola al 56°. Scambio rapido con Bonazzoli e tiro di sinistro malamente alto. La Reggina s’impegna ed il match winner di Modena gioca allo strenuo seppur non preciso in fase realizzativa. Il pubblico presente gradisce ed applaude i suoi encomiabili sotto il profilo dell’impegno. La gara, adesso, sembra salire di tono per merito della squadra di Aztori che, liberatasi di una sorta di timore reverenziale, gioca più spigliata e meno timidamente. Al 58°, però, l’Atalanta si fa viva e pure pericolosamente. Carmona crossa da destra al centro dell’area dove Marilungo non arriva per un attimo all’appuntamento con il pallone da posizione centrale e favorevolissima. Entrambi i tecnici operano i loro primi cambi: Atzori toglie Castiglia ed inserisce Barillà e Colantuoni gli risponde escludendo “il tir” Tiribocchi e mandando in campo Ruopolo (già marcatore, con Bonazzoli, nell’1-1 dell’andata). Al 68° punizione calciata da Tedesco in mezzo all’area atalantina affollatissima, un difensore devia in corner. Colantuono cambia ancora: fuori Marilungo e dentro Bjelanovic. La gara non decolla, la tattica la fa da padrona e le due squadre si affrontano senza particolari rischi ma anche senza far temere nulla agli avversari. Meglio la Reggina della ripresa e, di conseguenza, peggiore l’Atalanta dei secondi 45 di gara. Gli allenatori effettuano altri due cambi: esce l’applaudito A. Viola per Campagnacci ed esce l’applauditissimo Barreto per Delvecchio per la terza ed ultima sostituzione di Colantuono. La partita, di fatto, finisce qui con entrambe le squadre “impegnate” in un’estenuante melina con la palla che termina all’avversario solo se un giocatore sbaglia il passaggio. Il pubblico non gradisce e fischia entrambe le contendenti. Certo, alla Reggina un punto contro la prima della classe non dispiace affatto. Nel recupero esce uno stremato Bonazzoli ed entra Zizzari, ma come detto la partita è finita almeno 15 minuti prima. Le due squadre, evidentemente, in campo, hanno stretto una sorta di patto di non belligeranza accontentandosi del pari e scontentando sia il pubblico sia chi ama il calcio. Pazienza. A volte, troppe volte, accade questo (nella migliore delle ipotesi). Candussio decreta la fine delle ostilità (si fa per dire) e si chiude sul classico risultato ad occhiali che non lascia scontento nessuno.

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Serie Bwin, XXVII^ giornata: Reggina-Atalanta, probabili formazioni e note

Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, Tedesco, Barillà e Rizzato; Bonazzoli ed A. Viola. In panchina: Kovacsik, Laverone, Giosa, Castiglia, Sarno, Campagnacci e Zizzari. All.: Atzori. Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Talamonti, Capelli e Bellini; Ferreira Pinto, Barreto (nella foto), Carmona (nella foto) e Doni; Marilungo e Tiribocchi. In panchina: Frezzolini, Peluso, Delvecchio, Bonaventura, Pettinari, Ceravolo e Ruopolo. All.: Colantuono. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Conca e Chiocchi. Quarto uomo: Gallo. Note. La Reggina torna da Modena con la prima vittoria del 2011 (la prima in casa dei canarini in B e la vittoria esterna n. 65 fuori casa in B). Dopo Modena, la Reggina si porta a + 9 sullo scorso campionato a -1 sul girone di andata. In Emilia sesto rigore contro (record nel campionato di B). De Rose è il quarto espulso in stagione tra gli amaranto (tutte le espulsioni sono avvenute lontane dal “Granillo”). 

Atzori ha raggiunto il traguardo della partita n. 75 tra A e B, Tedesco quello delle 150 gare con la Reggina (121 in A e 29 in B) e Barillà quello delle 80 presenze in amaranto (35 in A e 45 in B). Andando per prima in vantaggio, la Reggina ha conquistato nel 61% dei casi la vittoria, nel 23% ha poi perso e nel 15% ha pareggiato. A Modena ha ottenuto la prima autorete a favore della stagione (mai contro in questo campionato). Primo gol di Alessio Viola per la Reggina e suo personale in serie B. Prima doppia vittoria in campionato, tra andata e ritorno, contro la stessa squadra. Reggina-Atalanta, i precedenti. L’incontro si è giocato sia in B che in A. E’ la decima presenza degli orobici a Reggio (4 volte in B e 6 in A). In B, a Reggio, non si gioca dal pareggio per 0-0 del 09.05.1999 (altri risultati: una vittoria il 31.03.1974 per 1- 0 con gol di Zazzaro e 2 pareggi). In A, 6 volte a Reggio: 2 vittorie (il 14.01.2001, 1-0 con rete di Dionigi, ed il 23.11.2008 – è questo l’ultimo confronto – 3-1 con reti di Cozza, doppietta di Corradi e poi Doni) e 4 pareggi che, sommati ai 3 in B, portano a 7 su 10 il totale delle partite senza vincitori e vinti al “Granillo”. All’andata solo l’Atalanta vantava un +1 in classifica sulla Reggina, oggi è ad un considerevole +13. Puggioni e Consigli sono, in entrambe le squadre, gli unici ad aver giocato tutti i 2340 di questo campionato. L’Atalanta in generale. E’ seconda in classifica, a pari punti con la capolista Novara, con 51 punti frutto di 15 vittorie (il massimo in questo campionato), 6 pareggi e sole 5 sconfitte (solo Siena e Novara hanno fatto meglio perdendo in appena 3 occasioni). 32 sono i gol fatti e 18 quelli subiti (meglio solo il Varese con 17 gol al passivo). Nelle ultime 5 partite ha ottenuto 2 vittorie e 3 pareggi (non perde dal 26.11. 2010). Segna più nel primo tempo che nel secondo (18 contro 14) e subisce di più nel secondo tempo (11 contro 7). Ha avuti accordati 3 rigori tutti realizzati e sempre in casa e 4 rigori contro tutti realizzati (3 dei quali fuori casa). Ha realizzato un gol oltre il 90mo (determinante per la vittoria contro il Torino) e ne ha subito un altro nel recupero (ininfluente quello subito in casa con il Livorno già in vantaggio). L’Atalanta in trasferta. Al primo posto in classifica (al pari del Novara), con 20 punti conquistati sui 36 disponibili frutto di 6 vittorie (il massimo in questo campionato), 2 pareggi e 4 sconfitte con 12 gol fatti ed 11 subiti (è sua la miglior difesa in trasferta). Negli ultimi 5 viaggi ha ottenuto una sconfitta, un pareggio e 3 vittorie. Non subisce reti da 106 minuti e non perde dal 13.11.2010 (3-0 ad Empoli). Gli ex: Ceravolo, 40 presenze in amaranto tutte in A e 3 gol (suo il gol dell’ultima vittoria della Reggina a Bergamo data 19.04.2009); Pettinari, tesserato con la Reggina nel 2007/2008 con sole presenze in Coppa Italia; Barrreto, 68 presenze in A con gli amaranto e 5 gol; Carmona, 32 presenze in A e 35 in B senza gol; Capelli, 741 minuti in B nella scorsa stagione ed 1 gol contro il Cittadella ed il fuori rosa Amoruso. I bomber atalantini ed i gol alla Reggina. Tiribocchi con 9 gol (ultimo il 31..01.2011) ed un gol alla Reggina con la maglia del Chievo che valse il 3-2 finale per i veneti; Doni, 6 gol (ultimo il 06.10.2010) e 3 gol alla Reggina; Ruopolo, 5 gol (ultimo l’11.12.2010) e 3 gol alla Reggina; Marilungo,  5 gol alla Reggina e Bjelanovic e Del Vecchio un gol agli amaranto. I bomber amaranto contro l’Atalanta. Bonazzoli 3 volte a segno contro i bergamaschi (degno di menzione il gol della vittoria nell’1-2 nello spareggio-salvezza del 02.06.2003 che relegò gli atalantini in B e salvò la Reggina) e poi Colombo e Tedesco con un gol a testa. Gli allenatori. Atzori e Colantuono solo un confronto (quello dell’andata). Atzori contro l’Atalanta ha colto 2 pareggi (uno con il Catania ed uno, appunto, con la Reggina nella gara d’andata). Colantuono contro la Reggina ha ottenuto 2 vittorie con il Torino e 4 pareggi (3 con l’Atalanta ed 1 con il Palermo). L’abritro. Reggina–Atalanta sarà diretta da Renzo Candussio di Cervignano del Friuli. Con lui gli assistenti Conca e Chiocchi ed il quarto uomo Gallo. Candussio arbitrerà per la prima volta a Reggio. Ha diretto 7 partite in A (debutto con Siena-Atalanta del 21.05.2009) e 48 in B (debutto il 30.08.2008 in Piacenza Cittadella). Ha assegnato in carriera 14 rigori e decretato 21 espulsioni. Ha diretto la Reggina sempre fuori casa (una vittoria a Padova il 23.01.2010 – 0-1 con gol di Pagano -, un pareggio a Brescia il 24.04.2010 – 0-0 – e la sconfitta a Siena in questo campionato – 2-1 con reti di Bonazzoli, Mastronunzio e Larrondo). Per l'Atalanta con lui 2 sconfitte: a Siena in A e, in questo campionato, a Novara in cui gli assegnò un rigore contro.

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Reggio Calabria: il lungomare di Catona intitolato ad Enzo Laganà

Via “Enzo Laganà” è il lungomare di Catona. Il Comune di Reggio Calabria lo ha dedicato ad un grande sportivo, un pilota, un professionista delle quattro ruote, un maestro, un amico, come hanno testimoniato le tante persone che hanno assistito alla cerimonia d’intitolazione. Sei volte campione italiano, Laganà iniziò la sua esperienza di pilota nel 1963, con una Fiat 850 Abarth, arrivando a vincere oltre 150 gare su circuiti come Monza, Vallelunga ed il Mugello. L’avvocato (così veniva chiamato per il suo percorso di studi mai completato a causa della sua passione per le corse) è detentore del record per la classe 700 c.c. alla Santo Stefano – Gambarie e, alla guida di una Fiat 500, riuscì a vincere contro avversari dotati di autovetture sei volte più potenti.

Scomparso nel 1987, a soli 43 anni, ha lasciato un grande ricordo di sé come uomo e come sportivo, tant’è che oggi è ancora un punto di riferimento e un metro di paragone per tante giovani promesse del volante. Alla cerimonia d’intitolazione erano presenti il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, la moglie di Enzo, Maddalena Borea, e i figli Patrizia e Fabio, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente dell’Associazione reggina mezzi storici (Aremes), Lillo Cavallo, il presidente dell’Aci reggina, Santo Martorano, il consigliere della VIII Circoscrizione, Michele Marcianò, il meccanico di Laganà, Rocco Morabito ed il carrozziere Valdino Malaspina (nella foto, da sinistra, Denisi, Cavallo, Martorano, Raffa, Praticò e Gangemi). “Con immensa gioia – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – sono venuto ad onorare un grande uomo di sport, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona. Ricordo con emozione le gesta e le chiacchierate fatte con lui, nella sua officina. L’avvocato, come lo chiamavano, era tenuto in considerazione dal grande circuito nazionale delle quattro ruote, dai piloti ai meccanici”. “Ringrazio – ha continuato Praticò – e mi complimento, ancora una volta, con il sindaco e l’amministrazione comunale per la grande attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti dello sport e degli sportivi calabresi che hanno portato lustro alla nostra terra. Ce ne sono tanti e mi auguro che venga riconosciuto il loro merito e che siano da esempio alle nuove generazioni. La presenza, oggi, di tanta gente e le parole spese da amici e colleghi, testimoniano la grande personalità di uomo di nobili virtù e di grande professionista”. Infatti, il sindaco Raffa, nel suo intervento, ha dichiarato che “la scelta dell’intitolazione nasce da un percorso fortemente voluto dall’amministrazione e portato a termine dalla commissione toponomastica, presieduta da Giuseppe Tuccio”. “Il nostro compito – ha concluso il sindaco reggino – è stato quello di portare a termine il progetto con l’entusiasmo di chi crede in certi valori legati, in questo caso, ad un uomo capace di creare splendidi rapporti interpersonali con tutti”. Al termine della cerimonia, i presenti si sono spostati al Regent Hotel, adiacente alla via Enzo Laganà, per dare vita al dibattito dal titolo “Lo sport quale fattore di crescita sociale”. “Lo sport è al servizio del sociale –  ha dichiarato Mimmo Praticò – perché mantiene quei nobili valori che la società moderna sta sempre più perdendo”. “In un terra – ha detto – dove vi sono scarse opportunità di lavoro, lo sport potrebbe essere una risorsa da sfruttare. In una società dove vige la regola della raccomandazione, dove non vengono premiati né il merito né la necessità, lo sport ci insegna che chi non è bravo rimane indietro e chi sbaglia paga, con un’espulsione o una squalifica. Solo il sacrificio e la costanza permettono di arrivare ad alti livelli, diventare grandi, segnare la storia e, magari, essere ricordati con l’intitolazione di una strada”.

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Marco Laganà, un reggino doc in serie A seguendo gli insegnamenti del padre ed ispirandosi a Michael Jordan

altaltLa prima volta che ho visto giocare, anzi palleggiare, Marco Laganà (nelle foto con la maglia della Nazionale e di Biella) è difficile da dimenticare. Si vedeva che in quel ragazzo dal sorriso smagliante c’era un futuro campione. Ed infatti è stato così perché il figlio di Lucio ha bruciato le tappe ed a gennaio del 2011 ha esordito nella massima serie del basket italiano. Marco, mi hai fatto vincere la scommessa. Sei anni fa ti avevo detto che avresti calcato presto i parquet della serie A del basket italiano mettendo in gioco una pizza. Mi sa che ho vinto, giusto? “Si per fortuna hai vinto! Domenica ho giocato per la prima volta in una partita di serie A! Sono molto felice anche se purtroppo il risultato finale non è stato positivo.”

Le sensazioni nel momento del tuo esordio? “Sono state tantissime e tutte molto belle. Durante la settimana ho lavorato bene, intensamente e molto concentrato su quello che c’era da fare perché sapevo che avrei dovuto giocare e volevo essere pronto in qualsiasi momento della partita in cui il coach avesse deciso di mettermi in campo. Penso che per essere stata la prima volta ho tenuto molto bene il campo e vorrei continuare a guadagnarmi piano piano sempre più minuti all’interno delle rotazioni di coach Cancellieri.” Quest’estate avevi tantissime offerte. Perché è stata scelta Biella come piazza in cui crescere? “Dopo aver lasciato Reggio Emilia, dove ho vissuto due anni bellissimi, ho deciso con i miei genitori di trovare una sistemazione simile a dove ero prima. Ho scelto Biella perché è una società molto seria, con degli ottimi dirigenti e degli ottimi allenatori che hanno mostrato molta fiducia in me sin dal primo giorno che sono arrivato! Qui ho la possibilità di crescere in un ambiente sereno dove si vive di sola pallacanestro, senza nessuna pressione sulle spalle e con molta tranquillità.” Dove può arrivare Marco Laganà? ”Il mio obiettivo è di diventare il miglior giocatore possibile e sfruttare al meglio il mio talento e le mie capacità. So che è molto difficile e ci vuole molta pazienza e soprattutto molte ore di lavoro in palestra! In questo momento sono contento perché sono consapevole del fatto che mi sto allenando intensamente e questo mi rende orgoglioso di me stesso.” L’allenatore più importante della tua giovane carriera? ”Nella mia vita ho avuto tanti bravissimi allenatori. I primi a cui devo tutto sono i miei genitori, perché sin da quando ero piccolo mi hanno messo quella benedetta palla tra le mani e mi hanno fatto innamorare di questo bellissimo sport! Se avessi avuto genitori diversi probabilmente in questo momento non sarei neanche uno sportivo.” Il modello cestistico di Marco. ”Il mio modello cestistico è e sarà sempre MJ! Nel basket di oggi sono un lebroniano doc! Mentre a livello europeo mi piace tantissimo Bob Mcalebb della Montepaschi Siena!” Il sogno nel cassetto. “E’, come ho detto prima, quello di arrivare il più lontano possibile ed un giorno poter vincere qualcosa di importante ad alto livello! Dipende solo da me e dall’impegno che ci metterò giorno per giorno. Intanto, però, mi godo questo bel momento. Infine, consentimi, vorrei ringraziare mio papà che durante questi giorni è venuto a stare con me qui a Biella, dandomi consigli su come essere pronti per giocare una partita di un certo livello e sono contento che abbia potuto assistere dal vivo al mio esordio.” In bocca al lupo, Marco.

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Reggio Calabria non ce la fa, le Final Eight di Coppa Italia si disputeranno a Montecatini Terme

Le Final Eight di Coppa Italia non si giocheranno a Reggio Calabria. Purtroppo non è andato in porto il progetto della società neroarancio di portare in riva allo Stretto l’importante manifestazione sportiva che avrebbe coinvolto non solo la Città ma anche il suo comprensorio. Così, la squadra di coach Fantozzi partirà alla volta di Montecatini Terme per disputare la gara sul parquet del “Pala Terme”.

Il 18, il 19 ed il 20  marzo prossimi, i giorni nei quali si svolgeranno le competizioni. Secondo il programma ufficiale, la Liomatic Viola Reggio Calabria giocherà la prima gara, dei quarti di finale, alle ore 21 di venerdì 18 contro la Zepa Marostica, squadra di Cartigliano (in provincia di Vicenza), che occupa il secondo posto in classifica del girone B con 32 punti. Le squadre vincitrici avranno accesso alle semifinali che si disputeranno sabato 19 e dalle quali scaturiranno le due compagini finaliste che giocheranno domenica alle ore 18 e 15. (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa della Team Basket Viola).

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Vibo Valentia: l’abc dello sport entra nelle scuole, al via il Progetto Alfabetizzazione Motoria promosso da Coni e Miur

La salute dei ragazzi e l’educazione all’attività fisica stanno alla base del progetto “Alfabetizzazione motoria per la scuola primaria” che da domani, lunedì 14 febbraio, prenderà il via in 72 scuole calabresi. Il progetto, promosso grazie alla sinergia tra il Coni, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, è nato in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e dei non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. L’insegnante titolare sarà affiancato da un “consulente esperto” con l’obiettivo di supportare gli alunni nel raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze motorie.

Il Coni è intervenuto, sostenendo il costo di buona parte del progetto pilota, stanziando 5 milioni di euro attraverso gli accantonamenti resi disponibili dal Ministero dell’Economia. In Calabria, si è tenuto all’Istituto scolastico “Enrico Fermi”, di Vibo Valentia, il corso di formazione per i “consulenti esperti”, laureati in Scienze Motorie e nominati dai dirigenti scolastici dei plessi coinvolti. Moderato dal coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, al corso erano presenti il vicepresidente della Scuola Regionale dello Sport della Calabria, Rocco Cantafio (presidente provinciale del Coni di Vibo Valentia), in rappresentanza del presidente Mimmo Praticò, il coordinatore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Rosario Mercurio, in rappresentanza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, il dirigente scolastico dell’istituto “Fermi”, Giovanna Pileggi, e il coordinatore dell’Ufficio Scolastico provinciale vibonese, Sabina Nardo. Il presidente del Coni Calabria e della Scuola dello Sport calabrese, Mimmo Praticò, impossibilitato a presenziare, ha inviato un saluto a tutti i presenti, ringraziandoli dell’impegno che stanno dimostrando in favore dello sport e per la salute dei ragazzi. “In una terra – si legge nel messaggio del presidente Praticò – che sente maggiormente il bisogno di educare le nuove generazioni, la giornata di oggi  rappresenta una pietra miliare nel rapporto tra scuola e sport al servizio del prossimo. Un legame che dovrà essere sempre più sinergico nell’interesse di dare un futuro migliore alla nostra società. Ancora una volta – afferma Praticò – lo sport viene coinvolto per svolgere il suo ruolo nell’attività motoria nel sociale e nel mondo civile. Ed ancora una volta lo sport, da soldato umile, silenzioso, al servizio delle Istituzioni, senza chiedere mai e ricevendo l’indispensabile per esistere, risponde: Obbedisco”. “Il bisogno concreto di introdurre lo sport nella scuola l’hanno avvertito molti genitori”, ha detto il coordinatore tecnico-scientifico della Scuola dello Sport Coni Calabria, Demetrio Albino, illustrando i passaggi istituzionali che, negli anni, hanno condotto, dalle prime proposte di attività sportiva nella scuola, alla firma del Protocollo d’Intesa tra Ministero della Pubblica Istruzione e Coni, nel 2005. Un impegno, quest’ultimo, attraverso le strutture territoriali, per offrire supporto al sistema scolastico, grazie anche al contributo economico degli Enti Locali. Il presidente Rocco Cantafio, ha dichiarato che lo sport aiuta a sviluppare la personalità dei ragazzi, educa alla formazione della vita e, nel praticarlo, consente di “agire pensando”. “Voi esperti – ha detto Cantafio – siete la linfa vitale dello sport e vi preparate ad agire nella scuola primaria con un modulo unico ed eccezionale. Non perdete l’entusiasmo perché ne perderà il progetto in qualità”. Sabina Nardo ha dichiarato, infine, che il Miur troverà sempre più intesa con il Coni sulla base di iniziare insieme a seminare questi valori, proprio dalla scuola dell’infanzia. “L’entusiasmo – ha detto – dimostrato dai consulenti esperti, mi fa pensare che arriveremo presto a quel processo educativo che tanto ci sta a cuore, emerso dagli incontri tra Coni e Miur”. Il corso si è aperto con la relazione della docente universitaria Teresa Iona, la quale ha illustrato i tre ambiti operativi del progetto: salutistico, cognitivo e motorio sportivo. “L’idea – ha detto – non nasce dall’esigenza di coltivare futuri campioni bensì per fronteggiare i problemi di salute (di obesità, innanzitutto) che sono sempre più in aumento tra i giovani, a causa della poca attività fisica svolta. L’inattività conduce ad un circolo vizioso che complica sempre più la salute dei ragazzi”. Ma come cambiare gli stili di vita inattivi? “Facendo praticare – ha continuato la professoressa Iona – più attività fisica, è semplice ma, ovviamente, qualsiasi tipo di intervento dovrà improntarsi su basi scientifiche. Il concetto di benessere è astratto ma, nello stesso tempo, reale: è tutto ciò che dalla salute fisica porta alla salute mentale. I giovani sono abili con il PC (attività oculo-manuali) ma trovano difficoltà nelle attività coordinative in genere, come l’equilibrio e il ritmo, incontrano problemi motori e sono meno fluidi nei movimenti. I ragazzi moderni, inoltre, mangiano di più e male e si muovono di meno. Il nostro cervello apprende sempre nel corso della vita, maggiormente nell’infanzia. Se i ragazzi alterneranno la staticità al movimento fisico, aumenterà anche il livello di apprendimento”. A conclusione del suo intervento, la professoressa Iona ha illustrato l’importanza dell’approccio euristico da adottare e cioè quello di organizzare l’attività motoria partendo dall’esame dei gesti spontanei dei ragazzi. Il docente di Educazione Fisica, Alberto Capria, secondo relatore, ha fatto un excursus tra le normative sull’educazione motoria nelle scuole, approfondendo alcuni aspetti della recente riforma Gelmini. Ha spiegato l’atto di indirizzo del progetto che dovrà “porre al centro l’alunno e il suo itinerario di formazione personale e di apprendimento, mantenere in primo piano l’obiettivo di formare i cittadini di oggi e di domani, operare per una scuola dell’inclusione, fissare i traguardi e le tappe del percorso formativo secondo parametri europei e verificare, con sistematicità, i progressi individuali dell’alunno. “Il ragazzo – ha concluso il professor Capria – dovrà essere valutato nella complessità del suo operato e perciò mi auguro che, presto, venga prevista la presenza degli esperti nell’attività motoria anche nel corso degli scrutini e dei consigli di interclasse. Con la relazione del professor Pietro Lammirato si è entrato nel vivo di quello che sarà l’operato dei futuri consulenti esperti, partendo dal dato che “l’Italia si trova indietro nell’attuazione di tali progetti rispetto ad altre nazioni europee, perché qui manca la cultura dell’educazione al movimento”. Lammirato ha, poi, approfondito gli obiettivi di apprendimento dichiarando che, ormai, “alla base della piramide alimentare c’è il movimento, l’attività fisica, e viene prima di ogni altro nutrimento. “L’esperienza corporea – ha puntualizzato – si trova al centro di un percorso che sviluppa la percezione motoria, la cognizione, la relazione con il mondo esterno, la memoria e le associazioni mentali che conducono, tutte, ad un’accettazione di sé stessi. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti. Particolare cura sarà necessario dedicare alla formazione della classe, per farla crescere come gruppo, perché se ci sarà empatia nel lavoro tutto quanto produrrà risultati migliori. A seguire, la professoressa Miriam Scarpino ha illustrato quello che sarà l’operato che i consulenti esperti, durante i quattro mesi, dovranno rispettare e tutelare al fine di permettere la migliore riuscita del progetto. Anch’egli ha evidenziato quanto l’attività motoria sia alla base dello sviluppo dell’intelligenza e quanto sia importante variare il tipo di attività fisica svolta. “Non solo i bambini – ha detto – ma anche gli adulti apprendono nuove nozioni e percezioni nel corso della loro esistenza. Il prefissarsi sempre nuovi obiettivi, nella vita, stimola ed “allena” i neuroni migliorando la qualità intellettiva”. È importante “abituare i bambini a costruirsi da soli i propri percorsi utili al raggiungimento degli obiettivi; il formatore deve risultare come un compagno di giochi”. Più tecnici, invece, sono stati gli interventi del professor Carlo Minganti, il quale ha spiegato il metodo, i tempi e la finalità della raccolta dei dati che gli esperti devono raccogliere durante il progetto, e dell’esperto informatico Antonio Fulciniti, che ha presentato la piattaforma on-line del sito del progetto simulando l’inserimento dei dati di una valutazione. I consulenti esperti, infine, sono stati condotti nella palestra dell’istituto per assistere all’istallazione del percorso studiato appositamente per questo progetto. Un circuito che sintetizza le funzioni motorie di base e permette di individuare eventuali difficoltà riportate dai ragazzi.

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina-Padova 1-1

Reggina-Padova: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Burzigotti, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, De Rose (dal 85° Castiglia), N. Viola (dal 63° Campagnacci) e Barillà (dal 58° Rizzato); Zizzari e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, Di Lorenzo ed A. Viola. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo (c) (dal 83° Cuffa), Jidayi e Gallozzi (dall’88° Di Nardo); De Paula (dal 60° El Shaarawy); Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo e Hochstrasser. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso di La Spezia e Bagnoli di Teramo. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatori: Bonazzoli al 78° (rig.) e Vantaggiato al 93°. Ammoniti: Legati al 77° ed Ardemagni all'84°. Corner: 6 Reggina e 6 Padova. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Spettatori paganti: 397. Abbonati: 3566. Incasso al botteghino: € 5600. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 3963. Incasso totale: € 27.977. Note. Rivoluzione post “mercato del nulla” (o quasi) quella attuata stasera da mister Atzori (a cui, sebbene non possa manifestarlo come vorrebbe, la cessione di Missiroli, ma, soprattutto, il mancato arrivo di almeno un altrettanto valido sostituto, non è andata giù sebbene il suo presidente abbia, per la prima volta in stagione, fissato un obiettivo concreto e non aleatorio pronunciando la parola “playoff”).

Ed allora, come si confà ad un uomo di carattere come giudichiamo essere il mister frusinate, si decide di osare per, quantomeno, di provare a cambiare il trend non certo positivo (una vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte nelle ultime dieci gare non sono certo un ruolino di marcia invidiabile). Assente lo squalificato Adejo, in difesa trova spazio Burzigotti. Ma le vere novità sono nella linea mediana ed in avanti dove Colombo sostituisce Laverone, il nuovo arrivato De Rose “defenestra” Castiglia e Campagnacci si accomoda in panca per lasciare spazio a Zizzari con l’augurio che sia più preciso del compagno in fase realizzativa e di assistenza al bomber, e nuovo capitano amaranto, Bonazzoli. In panchina esordisce Di Lorenzo. In Tribuna Est, al solito, trovano allocazione una trentina di tifosi veneti che, assai facilmente, come tutti i loro predecessori, nemmeno prendono in considerazione né il ministro Maroni né la sua famigerata “tessera del tifoso” le cui regole severe vengono regolarmente aggirate senza il benché minimo sforzo o impegno, ma solamente comprando i biglietti di altri settori. Il pubblico amaranto, per l’ennesima volta deluso nelle sue aspettative, diserta lo stadio e, crediamo, fa registrare stasera il minimo di presenze (come dargli torto?). Si affrontano due squadre appaiate in classifica a quota 34, con gli ospiti capaci sin’oggi di conquistare soli 6 punti in trasferta (frutto di altrettanti pareggi e, quindi, con lo 0 ancora ben fissato in quanto a vittorie esterne). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° è la Reggina ad imbastire una buona azione offensiva sull’asse Bonazzoli-Zizzari-Rizzo che porta quest’ultimo al tiro “forzato” da fuori area tempestivamente respinto da un difensore ospite. Al 4° la Reggina è protagonista in negativo e poco ci manca che ci lasci le penne. Cosenza appoggia in orizzontale (una cosa, questa, da non fare mai sulla linea difensiva tant’è che la insegnano alla scuola calcio), ma sbaglia la misura. Sulla palla si avventa Gallozzi che, presa la mira (fortunatamente male), tira al lato della porta difesa da Puggioni che, quindi, tira un sospiro di sollievo. Al 7° Bonazzoli, da fuori area, prova a sorprendere Cano ma il suo tiro termina in curva. All’8° ci prova, ancora da fuori area, Barillà che, di sinistro, manda sul fondo. Al 10° ancora Barillà che, se possibile, fa ancora peggio che nell’azione precedente lisciando in toto il pallone e facendo una piroetta su se stesso prima di rendersi conto che il pallone è ancora là salvo, poi, non concludere nemmeno in fase di cross. La Reggina comunque spinge e si rende ancora pericolosa. E’ il 12° e l’esordiente De Rose crossa bene al centro dell’area dove, però, Bonazzoli non arriva puntuale all’appuntamento con il pallone. Al 13° risponde il Padova. Vantaggiato conquista palla sulla trequarti amaranto, si coordina e calcia teso ma centrale. La palla rimbalza davanti a Puggioni che non può bloccarla e devia in corner. Al 19° il Padova è pericolosissimo. Vantaggiato calcia una punizione da fuori area, il suo è un bolide che, sol perché centrale, viene deviato di pugno in corner da Puggioni. In questa fase della gara, in cui entrambe le formazioni si danno battaglia senza riuscire a rompere l’equilibrio, a protagonista si erge tale sig. Tozzi con alcune decisioni assai opinabili ben coadiuvato negli errori dal suo assistente Tasso che opera sotto la Tribuna Ovest (Tozzi e Tasso, tutto un programma). Al 22° il Padova si spinge in avanti con ancora con Vantaggiato che, però, sbaglia l’appoggio per il sopraggiungente compagno sulla destra ed è tempestivo Puggioni ad uscire in presa bassa e ad evitare il peggio. Al 26° la Reggina prova con Cosenza, sugli sviluppi di un corner, a sorprendere Cano con un colpo di testa, ma il portiere ospite è ben piazzato e blocca. La partita è giocata a ritmi alti, ma molto frastagliata nelle azioni con Reggina e Padova che si affrontano a viso aperto cercando di superarsi a vicenda, ma entrambe poco precise in fase conclusiva. Al 37° ottima l’azione amaranto con De Rose (ottimo il suo esordio) e Colombo con quest’ultimo, assistito dal primo, che arriva al tiro di sinistro (non il suo piede) mandando, però, alto. La Reggina è viva, ma continua a peccare in fase realizzativa dove, forse, arriva con un eccesso di foga che si traduce in imprecisione sotto porta. Al 42° è il Padova ad andare ancora vicino al vantaggio, negato solo da uno strepitoso Puggioni. Calcio di punizione dalla destra battuto da Vantaggiato al centro dell’area dove Ardemagni colpisce di testa a colpo sicuro e su cui il portiere amaranto interviene in un mix di istinto e tecnica e respinge miracolosamente. Al 44° la Reggina grida al rigore. Cross da sinistra di Barillà al centro verso Zizzari che cade a terra con Tozzi che fa ampi cenni di continuare. Il primo tempo, un buon primo tempo tutto sommato, finisce qui. Ad Atzori e Calori 15 minuti di tempo per cercare di catechizzare i propri uomini in vista dei secondi 45 minuti in cui, verosimilmente, il ritmo calerà seppur non crediamo le intenzioni di entrambe le squadre cambino di molto. Secondo tempo. La prima conclusione a rete della ripresa è del Padova con Vantaggiato che manda alto sulla porta amaranto. Al 53° ci prova ancora il Padova con Ardemagni, il suo tiro è alto sulla traversa. La Reggina prova a rispondere costruendo azioni su azioni con Colombo e De Rose (molto simile nelle movenze a Brienza) sulla destra ed Acerbi sulla sinistra. Al 54° ci prova Zizzari che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira a sinistra e di sinistro calcia morbido mandando il pallone fuori d’un soffio alla destra del portiere Cano. Al 58° Atzori effettua il  primo cambio della gara: fuori un impreciso Barillà per un più propenso alla fase d’attacco Rizzato. Calori (nella foto) risponde due minuti dopo escludendo dalla partita De Paula a favore di El Shaarawy già andato in goal contro la Reggina nel 4-0 dell’andata. Fase della gara caratterizzata dalle sostituzioni. Al 63° Atzori toglie il regista N. Viola per Campagnacci schierando, quindi, 3 punte di ruolo (Zizzari, Bonazzoli e, appunto, Campagnacci) e passando ad un più offensivo e spregiudicato 3-4-3 proteso alla ricerca della vittoria. Al 71° si rifà viva la Reggina con Campagnacci che spizzica di testa un calcio di punizione mandando molto largo e lontano dalla porta di Cano. La gara, come prevedibile, cala di ritmo e si nota. La Reggina fatica a costruire e, come spesso già accaduto, fatica ancor di più ad andare al tiro. Ecco perché la cessione di Missiroli, senza un valido sostituto (ma De Rose può solo migliorare oltre la buona impressione di stasera), assume contorni ancor più importanti in termini di perdita di qualità e, di conseguenza, di pericolosità in fase offensiva. In fondo, “Missile” era uno dei pochi ad avere le qualità per saltare l’uomo, per costruire e finanche per andare in goal. Al 74° la Reggina va in goal con Acerbi pronto ad insaccare in tuffo alle spalle di Cano. Tozzi, su segnalazione di Bagnoli, rende tutto vano per l’evidente posizione di offside del giocatore neo-genoano. Al 77° azione in verticale di Rizzato, cross rasoterra verso Bonazzoli che crolla spinto da Legati. Tozzi ci pensa un po’, sicuramente si consulta tramite auricolare con Bagnoli e decreta il penalty a favore dei reggini tra le proteste degli ospiti. E’ il 78° e sul dischetto va Bonazzoli che bissa il goal su rigore di sabato scorso a Piacenza e porta, meritatamente, in vantaggio i suoi. Bene! Il pubblico si sveglia dal torpore dovuto al gelo ed incoraggia i suoi beniamini. Il vantaggio è tutto sommato meritato. La Reggina, per merito del suo allenatore, ha osato rischiando anche. La partita si accende ed a farne le spese è Ardemagni che entra in maniera scomposta su Rizzato e genera una rissa da cui ne esce quale unico ammonito. All’85° esce uno dei migliori in campo, se non il migliore: De Rose lascia per Castiglia. Chiaro e legittimo l’interesse di Atzori, adesso, di coprirsi. Il ritmo della gara si alza nuovamente. Acerbi, in difesa, è un gigante e tutta la linea difensiva alza una diga. Calori le prova tutte: entrano Cuffa e Di Nardo ed escono il capitano Bovo e Gallozzi. La Reggina è, adesso, sotto assedio. Il Padova è tutto nella metà campo amaranto e gli uomini di Atzori, nervosissimo in panchina, provano a resistere. Troppo importante, soprattutto per il morale, portare in porto questa vittoria. 5 sono i minuti di recupero assegnati da Tozzi che saranno giocati allo stremo. Il Padova è tutto proteso alla ricerca del pari e la Reggina si affida alle ripartenze più che altro per tenere lontano il pallone dalla propria area. La fortuna non è, però, dalla parte della Reggina. Al 93° Vantaggiato prova il tiro da fuori area, Cosenza è sulla traiettoria e devia in maniera determinante guardando la palla terminare la sua corsa alle spalle dell’incolpevole ed impotente Puggioni. La gara finisce qui. Nulla da dire agli uomini di Atzori sul piano dell’impegno e della dedizione e, se la dea bendata non ci avesse messo lo zampino, avrebbero certamente meritato la vittoria contro un ostico Padova. Peccato. Di qui in avanti si può solo migliorare (anche senza Missiroli, ma con quasi 8 milioni di euro in più in tasca destinati a…).

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Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina Padova (probabili formazioni e note)

Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Burzigotti ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia, N. Viola e Rizzato; Campagnacci e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Barillà, De Rose, Colombo, Montiel, A. Viola e Zizzari. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo, Jidayi e Gallozzi; Cuffa; Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo, Hochstrasser, El Shaarawy, De Paula e Di Nardo. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso e Bagnoli. Quarto uomo: Gallo. Note. Per la Reggina, sabato scorso, è stata la prima sconfitta della sua storia a Piacenza. La squadra amaranto ha avuto in questa stagione, con quello realizzato da Bonazzoli sempre a Piacenza, 4 rigori a favore e sempre fuori casa. Per la terza volta, la Reggina, perde facendosi rimontare. La formazione di Atzori perde a Piacenza la propria imbattibilità dopo 309 minuti ed interrompe la sterilità in attacco dopo 380 minuti. E’ ancora buona la striscia interna di 272 minuti di imbattibilità, ma deve interrompere la sterilità al “Granillo” che dura ormai da 221 minuti.

La Reggina non vince fuori casa dal 09.11.2010 (2-1 a Cittadella con reti di Dalla Bona e doppietta di Nicolas Viola dal dischetto). Nelle ultime dieci partite 4 pareggi (in casa con il Torino per 1-1 – Bonazzoli e Bianchi -, ancora in casa con il Sassuolo per 0-0, a Crotone ancora per 0-0 ed ancora in casa, ancora per 0-0, contro il Siena), una sola vittoria (con il Grosseto 1-0 – Adiyiah -) e ben 5 sconfitte (a Novara 3-1 – Scavone, Bertani, Cosenza e Gonzalez -, in casa con l’Albinoleffe 1-2 – Girasole, Acerbi e Previtali -, a Varese 1-0 – Ebagua -, ad Ascoli 2-1 – Missiroli, Lupoli su rig. e Giorgi – ed a Piacenza 3-2 – Rizzo, Marchi, Graffiedi, Bonazzoli su rig. e Cacia). Nella classifica del ritorno è a –2 rispetto all’andata ed è al penultimo posto della particolare graduatoria. Dalla 15ma alla 24ma ha conquistato soli 10 punti (media retrocessione da 0,7 punti a partita, mentre gli amaranto viaggiavano alla media promozione di 1,92 sino alla 14ma). Fuori casa, nelle ultime 5 partite, solo un pareggio (a Crotone) e ben 4 sconfitte (a Novara, Varese, Ascoli e Piacenza). Rimane, nonostante tutto a +8 il vantaggio sulla scorsa stagione. Momento fatale il minuto 88 per le ultime tre sconfitte. Atzori arriva oggi alla panchina numero 24 e, pertanto, supera Camolese e punta De Canio a quota 26. Negli anticipi singoli al venerdì su 6 partite: 5 sconfitte (anche a Padova all’andata per 4-0), ed una sola vittoria per un totale di 6 goal segnati e 14 subiti. Reggina-Padova, i precedenti a Reggio. Questo incontro si è giocato solo in B. Quella di stasera sarà l’11ma volta  per i veneti in riva allo Stretto ed il bilancio è di 6 vittorie amaranto, 2 pareggi e 2 vittorie patavine. L’ultimo incontro risale alla scorsa stagione e terminò 1-1 (Brienza e Cani). Reggina-Padova non si è giocata per ben 11 anni, dal 18.01.1998 al 05.09.2009. L’ultima vittoria amaranto risale al 18.01.1998 per 3-0 con reti di Giovanni Morabito e doppietta di Ciccio Marino. Il Padova. Occupa il settimo posto in classifica, al pari della Reggina, con 34 punti frutto di 8 vittorie, 10 pareggi e 6 sconfitte. Ha realizzato 37 goal e ne ha subiti 29. Vanta un +3 sul girone di andata. Nelle ultime 3 partite ha portato al 55,6 la percentuale dei punti conquistati, dopo essere stato a lungo intorno al 47%. Un gol fatto di media a partita nelle ultime 3 gare (1,4 di media nelle ultime 5). 0,67 di media gol subiti  nelle ultime 3 partite (precedente media 1,2 nelle ultime 5). Nelle ultime 5 partite, 4 pari ed una vittoria sul Crotone. Ha ottenuto 5 rigori a favore (tutti realizzati) e 6 rigori contro (uno solo non trasformato dagli avversari). Il suo cammino esterno. 11 trasferte senza mai una vittoria in questa stagione (è l’unica squadra della B che può “vantare” un simile score). Ultimo in classifica con 6 punti per incontri lontano da casa assieme al Frosinone, fuori casa ha collezionato 6 pareggi e 5 sconfitte con 11 goal fatti e 18 subiti. Nelle ultime 5 trasferte pari a Novara, Livorno e Portogruaro e sconfitte ad Ascoli e Vicenza. L’ex è Di Gennaro. In A con la Reggina 741 minuti su 3420 ed un magnifico goal a San Siro contro il Milan. Quest’anno, solo due volte è partito da titolare. I cannonieri del Padova ed il goal alla Reggina. Il capocannoniere è Succi a quota 15 ma è ormai “out” per l’intera stagione, segue Vantaggiato con 6 reti, appunto Di Gennaro con 5 ed El Shaarawy con 2 goal di cui 1 alla Reggina nel 4-0 dell’andata. Il cannoniere principe contro la Reggina è Italiano con 3 gol (2 con la maglia del Chievo ed uno con quella del Verona). Bomber amaranto contro il Padova. Colombo ha realizzato al Padona un goal con la maglia della Triestina e Zizzari ben 5 goal al Padova, 4 con il Ravenna (di Atzori) ed 1 con il Grosseto. Gli allenatori. Atzori e Calori sono al loro terzo confronto. Per Atzori un pari con il Ravenna ed una sconfitta (all’andata). 5 volte Atzori contro il Padova con uno score di una vittoria, 3 sconfitte ed 1 pareggio. Una sola volta, invece, Calori contro la Reggina ed una (sempre la vittoria all’andata). L’arbitro. Dirige Riccardo Tozzi della sezione di Ostia, coadiuvato dagli assistenti Tasso e Bagnoli e dal quarto uomo Gallo. Tozzi ha debuttato in A il 31.05.2009 dirigendo in totale 5 partite. In B, invece, ha debuttato con Treviso-Ancona del 30.08.2008 ed oggi è alla 49ma direzione. Con la Reggina vanta 5 presenze. Mai una vittoria per gli amaranto, 2 pareggi in casa con Empoli (0-0 il 23.10.2010) e Cittadella (1-1 il 19.09.2009 con reti di Capelli e Pesoli) e 3 sconfitte a Novara (il già citato 3-1 del 22.11.2010) e due volte l’anno scorso a Modena (1-0 il 03.10.09 con rete di Bruno) ed a Vicenza (3-1 il 06.02.2010 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna). Con il Padova, invece, una vittoria contro il Sassuolo il 22.03.2008 e 3 sconfitte a Siena (in questo campionato), a Brescia durante la passata stagione ed a Massa Carrara nel 2005.

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“Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica”, presentata a Vibo la squadra che nel 2010 si è aggiudicata la Coppa Italia nella categoria “D”

"Lo sport delle bocce e la sua utilità terapeutica", questo è il tema discusso nell’auditorium del Sistema Bibliotecario Vibonese. All’incontro, voluto dal presidente regionale della Fib, Giuseppe Santamaria, e organizzato dall’Associazione Bocciofila Vibonese del presidente Giuseppe Pardea, erano presenti i presidenti del Coni regionale, Mimmo Praticò (nella foto), e provinciale, Rocco Cantafio, gli assessori comunale e provinciale allo sport, Pasquale La Gamba e Gianluca Callipo. Nel corso della serata è stata premiata e presentata la A.B. Vibonese, formata da Salvatore Franzè, Antonino Lo Bianco, Filippo Mirabello e Fortunato Mirabello, che nell’ultima stagione ha conquistato, ad Alessandria, la Coppa Italia della categoria “D”.

“Mi congratulo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – con la società vibonese che ha vinto la Coppa Italia di categoria: prestigioso risultato per la Calabria. È un importante risultato agonistico ma è anche frutto di un’ottima politica sportiva che i comitati del Coni provinciale, con Rocco Cantafio, e della Fib regionale, con Giuseppe Santamaria, insieme alle società, stanno conducendo sul territorio vibonese”. Nel suo intervento, il presidente Praticò, si è dimostrato in sintonia con quanto detto dall’assessore comunale La Gamba, il quale ha sostenuto che Vibo “ha bisogno di puntare maggiormente sull’attività sportiva, in tutte le discipline”. Praticò ha dichiarato che “purtroppo, il lento sviluppo delle attività, soprattutto quelle che hanno meno visibilità mediatica, riguarda tutto il territorio calabrese. La nostra terra è ancora prigioniera di una scarsa cultura sportiva che le istituzioni pubbliche, in primis, non possiedono e con difficoltà accettano come possibile via di rivalsa sociale”. Il Coni, in Calabria, si batte per fare emergere tutte le attività sportive e la sua presenza costante ad ogni iniziativa, comunale o internazionale che sia, lo testimonia. “Lo sport educa – ha detto il presidente del Coni – perché è carico di tutti quei sani valori che stanno venendo sempre meno nella nostra società, insegnando il rispetto delle regole ed il rispetto per l’avversario”. “Ho apprezzato molto – ha concluso Praticò – che il dottor Bruno Mazzei abbia trattato l’argomento dello sport nella terza età. È un tema che il Consiglio della Scuola dello Sport del Coni Calabria ha già in mente da qualche anno ed a breve realizzerà un “Corso di istruttore di attività motoria per la terza età”, ciò a dimostrazione del fatto che lo sport è per tutti, proprio come recita il motto del nostro Ente”. “L’intervento di Praticò – ha dichiarato il presidente del Coni di Vibo Valentia, Rocco Cantafio – è puntuale. La Legge che regolamenta il nostro settore è uno strumento eccezionale per la Calabria se messa nelle condizioni di essere utilizzata pienamente in favore dello sport. L’unico rammarico è quello che, in fase di studio del regolamento sportivo regionale, nelle commissioni il Coni non sia stato chiamato, invitato ed informato. Ed è sempre disponibile”. “In materia di sport – ha concluso Rocco Cantafio – Reggio è una città pilota per eccellenza, mentre Vibo sta crescendo sia sul piano dell’impiantistica, grazie al lavoro degli assessori Callipo e La Gamba, che sul piano della pratica sportiva”.

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A Catanzaro l’assemblea biennale della Lega Nazionale Dilettanti

Si è svolta nella sede regionale della Figc, a Catanzaro, l’”Assemblea ordinaria biennale delle società dilettantistiche calabresi”, presieduta da Saverio Mirarchi.  Erano presenti, per la LND, il presidente nazionale e vicepresidente della Figc, Carlo Tavecchio, i vicepresidenti, Benedetto Piras ed Antonio Cosentino, il segretario nazionale, Massimo Ciaccolini, il presidente della divisione nazionale calcio a 5, Fabrizio Tonelli, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, il presidente del Comitato regionale arbitri, Stefano Attinà, il presidente dell’Associazione regionale allenatori, Firmo Micheli, il delegato regionale dell’Associazione regionale calciatori, Maurizio Cavallo, ed il consigliere della Regione Calabria, Claudio Parente. Luigi Repace, consigliere nazionale della Figc, è stato nominato presidente dell’assemblea  ed Emanuele Daniele, del Comitato regionale della LND Calabria, scelto come segretario (nella foto Tavecchio, Praticò, Tonelli, Piras, Mirarchi, Repace, Cosentino, Ciaccolini e Daniele).

“È un momento, questo – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – per la LND, importante sia per l’approvazione del bilancio che per una verifica ed un confronto tra tutte le componenti. Vorrei ricordare che qualche giorno fa in occasione della consegna degli oscar del calcio dilettantistico nazionale, “Ali della vittoria”, ha partecipato il numero uno della Uefa, Michael Platini, invitato dal presidente Tavecchio, questo a testimonianza dell’importanza basilare di questo settore nel calcio internazionale. I dilettanti sono più che una colonna portante per l’attività professionistica. I numeri parlano chiaro: circa un 1.300.000 tesserati, 15.000 società, 60.000 squadre, 21.000 arbitri con più di 700.000 incontri disputati annualmente. Un settore, questo, fondamentale per la crescita di tanti giovani talenti”. “Voglio ricordare – ha continuato Praticò – le parole espresse dal presidente Tavecchio, il quale ha ricordato che le leghe dilettantistiche svolgono un lavoro sociale senza eguali, dedito a far diventare i giovani, prima uomini e poi campioni. Ed è un compito, quello dell’educazione dei giovani, che tutte le discipline sportive dovrebbero prefiggersi”. “Riconosco – ha aggiunto il presidente del Coni Calabria – che nella nostra regione sono molteplici  i problemi che ostacolano lo svolgimento dell’attività sportiva: dalla scarsità di fondi a disposizione ad una grave carenza di strutture. Ma l’aspetto che più mi preme evidenziare, e che deve essere l’obbiettivo fondamentale del mondo dello sport, è il coinvolgimento dei ragazzi. Senza di loro lo sport avrebbe vita breve. Il nostro compito è quello di educarli al sacrificio ed al rispetto delle regole e dell’avversario all’insegna dell’etica e del rispetto della legalità. Istruirli all’accettazione delle diversità nel segno del vero fair play perché sono diventati troppi gli episodi di violenza fisica e morale. Purtroppo, la mancanza di cultura sportiva appartiene anche ai meno giovani che, invece, dovrebbero dare l’esempio”. “Vorrei – ha concluso Mimmo Praticò – dimostrare tutta la mia solidarietà alla classe arbitrale calabrese in merito alle azioni di violenza subite nell’ultimo periodo. Sono a conoscenza che è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale e sono dell’avviso che occorre essere più rigidi e intransigenti contro chi cerca di rovinare la bellezza dello sport”. Il presidente regionale della LND, Saverio Mirarchi, nel ringraziare tutte le autorità presenti, ha ribadito l’importanza dei vivai nel settore calcistico. “In Calabria – ha detto – in questi due anni di attività, abbiamo dato grande importanza ai nostri giovani. Abbiamo affrontato la valorizzazione del vivaio ben prima che l’opinione pubblica se ne rendesse conto, cioè in occasione dei fallimentari risultati italiani agli ultimi Campionati del mondo disputati in Sud Africa. Per primi sul territorio nazionale  abbiamo posto l’obbligo a tutte le squadre di Eccellenza e Promozione , di schierare nelle partite almeno quattro giocatori under 19”. Mirarchi si è dimostrato soddisfatto della formula che ha snellito le pratiche legate all’iscrizione ed alla comunicazione delle società grazie alla informatizzazione del sistema che presto vedrà anche il tesseramento on-line degli iscritti. “Nonostante la crisi economica – ha detto il presidente della LND Calabria – abbiamo mantenuto l’equilibrio finanziario aiutando concretamente le società con contributi fino a 60000 euro, tra premi ed investimenti sulla formazione dei dirigenti, chiudendo il bilancio in attivo. L’avanzo di gestione (circa 52000 euro)  verrà destinato per riqualificare e migliorare l’impianto sportivo attiguo alla sede del Comitato”. “La violenza – ha concluso Mirarchi – con il calcio non c’entra nulla. La responsabilità è di tutti indistintamente, bisogna mantenere rigidità nei provvedimenti e, nel caso in cui gli incresciosi episodi continueranno, siamo disposti a fermare tutto”. Sul tema della violenza, il presidente nazionale della Lega dilettantistica, Carlo Tavecchio, è d’accordo con Mirarchi, mentre per quanto riguarda la crisi finanziara del settore si è dimostrato in linea con la politica di Platini. “Basta – ha dichiarato Carlo Tavecchio –  continuare a “graziare” quelle società professionistiche che hanno collassato il calcio nazionale. Personalmente sono contrario ai ripescaggi”. “Il sistema professionistico è ancora attuale con questa logica?” è la riflessione di Tavecchio. “Si sono superati – ha detto – i limiti di quella che è una morale non tanto sportiva, quanto amministrativa. Basta con l’assistenzialismo esasperato ai bilanci ordinari, questo è ‘doping amministrativo’. È impensabile che, in Italia, 132 società professionistiche sussistano in un periodo di grave crisi economica come questo, quando in Spagna sono 48, in Francia 40, in Inghilterra 80, in Germania 60. La verità è che in Italia non si è ancora raggiunta una cultura che prevede la sconfitta, sportiva ed amministrativa”.

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Il Giro onora i 7 ciclisti uccisi a Lamezia Terme

Il 61° Giro ciclistico della provincia di Reggio Calabria ha ricordato le sette vittime della tragedia di Lamezia Terme. Nel luogo del terribile impatto, infatti, l’organizzazione dello Sporting Club 1917 del presidente Antonello Careri ha voluto posizionare il traguardo volante della seconda tappa Soverato – Vibo Valentia. Sul luogo, al passaggio dei corridori, erano presenti, insieme ad alcuni familiari dei sette ciclisti uccisi, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, il consigliere regionale, Mario Magno, l’assessore comunale allo sport Rosario Piccioni, il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò ed il vicepresidente del Coni di Catanzaro, Sergio Servidone (nella foto Servidone, Praticò, Careri, Piccioni e Speranza).

“A livello agonistico – ha dichiarato il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò – è una giornata di grande sport regionale e nazionale che rappresenta l’inizio della stagione ciclistica in Italia, ma è, soprattutto, un momento di immenso dolore dedicato a sette persone che amavano la vita e lo sport e che si trovavano, nel segno dell’amicizia, a condividere la stessa passione. Ci stringe il cuore leggere negli occhi dei parenti il vuoto che ha lasciato la scomparsa dei loro cari. Purtroppo, in quei giorni, sulla tragedia sono state spese tante parole di solidarietà e di vicinanza con idee e proposte di ogni tipo, ma, successivamente, non abbiamo sentito alcuna voce e non abbiamo visto primi passi concreti per evitare che, in futuro, si possa ripetere una tragedia del genere. Bisogna riconoscere ovviamente che occorre del tempo per poter intervenire in questo senso ma il problema della carenza di strutture e dell’inadeguatezza degli impianti sportivi, che spesso non rispondono ai requisiti previsti per la sicurezza, è un problema che la Calabria si trascina da troppi anni. Manca, in questo senso, la determinazione per poter garantire a tutti i cittadini una vita migliore e degna di un paese civile”. Una prima proposta in merito alla carenza di strutture sportive si evince dalle parole dell’onorevole Mario Magno, il quale ha dichiarato che l’Amministrazione regionale sta valutando l’ipotesi di realizzare una pista ciclabile lungo la SS18. “Siamo riconoscenti – ha detto l’assessore allo sport, Rosario Piccioni – all’organizzazione per aver previsto un traguardo volante di questa importante gara proprio sul luogo dell’incidente. Il regolamento professionistico impone che il premio per chi conquista questo risultato debba essere in denaro ma noi abbiamo voluto omaggiare il vincitore anche di una litografia del maestro lametino Maurizio Carnevali che ha per tema il valore della solidarietà e dell’amicizia nel ciclismo”.

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