Roma: venerdì 31 scorso, l’istituto Sant’Anna di Crotone e Istituto Superiore di Sanità a convegno a Roma su “Aspetti Clinici ed Etici dei Gravi Disturbi della coscienza”

(24) “L’Istituto Sant’Anna di Crotone in diciotto anni di attività ha maturato una grande esperienza. Abbiamo dimesso un gran numero di pazienti in stato vegetativo, oltre 1.100. Si tratta della più grande casistica mai pubblicata, che, di fatto, ha cambiato le cose”.

 

Ad affermarlo è il professor Giuliano Dolce, direttore scientifico della struttura, a margine del Convegno “Aspetti clinici ed etici dei gravi disturbi della coscienza” tenutosi lo scorso 31 ottobre nell’aula Marotta dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma e organizzato dall’Istituto S. Anna. “Il Sant’Anna-ha proseguito Dolce-ha contribuito a questi cambiamenti dal punto di vista scientifico. Lo stesso nome dello Stato Vegetativo è cambiato in Sindrome della Veglia Aresponsiva. Prima si riteneva che questo tipo di pazienti fossero in una condizione che li teneva isolati dal mondo esterno, cosa solo in parte vera. Noi dell’Istituto Sant’Anna abbiamo invece dimostrato che conservano un mondo interno e che sono in grado di produrre dei correlati fisici delle emozioni”. Tra i temi trattati al convegno, un altro importante aspetto è stato quello relativo alla bassissima mortalità dei soggetti trattati al Sant’Anna. “La mortalità dei pazienti ricoverati da noi è molto bassa-ha detto ancora Dolce-circa la metà rispetto a quella rilevata da altri ricercatori. La ragione di questo risiede nel fatto che la nostra è una struttura speciale per questi pazienti, un tipo di struttura che non esiste altrove”. Al convegno, al quale hanno preso parte i più grandi esperti internazionali del settore, ha relazionato anche il professor Enrico Alleva, direttore del reparto di neuroscienze comportamentali del dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze dell’Istituto Superiore di Sanità: “Siamo alla fine della prima fase di un progetto portato avanti con l’Istituto Sant’Anna di Crotone e l’Ospedale San Camillo di Roma. Tra le altre cose sono state messe a punto una serie di apparecchiature che potranno essere utilizzate sui pazienti. Si è trattato di un progetto della ricerca del Ministero della Salute, ora che il ministero ha seminato, le Regioni dovranno raccogliere. Sono fiducioso che sarà così, visto l’intento etico e la storia d’impegno su cui è nato l’Istituto Sant’Anna; una storia bella, per la quale gli amministratori locali, credo, saranno sensibili e contribuiranno a far andare avanti”. L’ottimo lavoro della clinica calabrese è stato evidenziato anche dal professor Walter Sannita, dell’Università di Genova e della State University of New York: “L’Istituto Sant’Anna di Crotone negli ultimi anni ha fatto un enorme sforzo congiunto del personale, dell’amministrazione e dei consulenti esterni per sviluppare un’attività scientifica dal duplice scopo. Il primo, naturalmente è quello di migliorare la condizione dei pazienti. Il secondo è di ottenere uno standing internazionale per la ricerca scientifica”.

 

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Roma: venerdì 31 ottobre l’istituto Sant’Anna di Crotone protagonista al convegno“Aspetti Clinici ed Etici dei Gravi Disturbi della coscienza”

(23) È un evento scientifico di caratura internazionale quello organizzato dall'Istituto S. Anna di Crotone e dall'Istituto Superiore di sanità, che avrà luogo venerdì 31 ottobre a Roma, a partire dalle ore 9, presso l'aula Marotta dell'ISS.

 

Il convegno, dal tema "Aspetti clinici ed etici dei gravi disturbi della coscienza", metterà a confronto alcuni tra i massimi esperti internazionali di tale area medica sulle evoluzioni emerse negli ultimi anni in questo delicatissimo ambito. Certamente è un importante riconoscimento per la Casa di cura calabrese poter organizzare un convegno con un partner così prestigioso. L'alto livello di specializzazione maturato dall'Istituto S. Anna in oltre 15 anni di esperienza e le intense attività di ricerca portate avanti dalla struttura crotonese rendono particolarmente attese le relazioni dei medici del S. Anna, che saranno tra i protagonisti del simposio. Il professor Giuliano Dolce, il professor Walter G. Sannita, il dottor Sebastiano Serra, la dottoressa Lucia F. Lucca e il dottor Francesco Riganello illustreranno i risultati e le novità importanti rilevate nelle loro ricerche e sulle quali il mondo accademico internazionale sarà chiamato a confrontarsi. Il S. Anna illustrerà la sua casistica, composta da 1068 pazienti dimessi in 16 anni: una delle più cospicue pubblicate in letteratura; presenterà i dati registrati sulla mortalità di questa tipologia di pazienti che al S. Anna è la più bassa.  Saranno date chiare indicazioni sul numero dei pazienti ricoverati in stato vegetativo da trauma cranico in Calabria: essi risultano essere in rilevante diminuzione; l’attendibilità di tale dato è essenziale per rilevare l’incidenza di questa patologia a livello nazionale. Il professore Giuliano Dolce illustrerà l’evoluzione di alcuni  aspetti etici correlati a tale patologia, quali i limiti dell'accanimento terapeutico, le scelte sempre dolorose e le conseguenze che ricadono esclusivamente sulle spalle delle famiglie dei pazienti. Un argomento estremamente delicato, del quale l'istituto crotonese si sta occupando da tempo in maniera approfondita. Molto autorevoli, tra gli altri, i contributi del Prof. Enrico Alleva, Direttore di Neuroscienze comportamentali dell’ISS, del Prof. Martin Monti dell’Università della California e del Prof. Steven Laureys del Coma Science Group di Liegi.

 

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A Reggio Calabria Biologi a confronto: grande partecipazione per l’assemblea di programmazione annuale per l’Ordine Nazionale dei Biologi

(22) Le principali caratteristiche organizzative dell'Ordine Nazionale dei Biologi, le novità in termini di gestione, le attività realizzate nell'ultimo anno e la programmazione delle iniziative da realizzare nei prossimi mesi.

 

Sono stati questi i temi principali al centro dell'Assemblea dell'Ordine Nazionale dei Biologi tenuta a Reggio Calabria alla presenza del Vicepresidente Nazionale dell'Ordine Antonio Costantini, del Consigliere Nazionale e Commissario della Regione Sicilia Pietro Miraglia e del Consigliere Nazionale e Delegato provinciale di Reggio Calabria Domenico Laurendi. Tra le principali problematiche evidenziate dai biologi presenti, nonché dai rappresentanti del Consiglio Nazionale, il nuovo tariffario introdotto dal Decreto Balduzzi e l'obbligo di aggregazione dei laboratori. Riforme che stanno mettendo in ginocchio l'intera categoria, provocando una perdita complessiva del 50% delle risorse per i laboratori di analisi cliniche su tutto il territorio nazionale. Un confronto aperto, al quale sono intervenuti biologi provenienti da tutta la Calabria e dalla vicina Sicilia, che è servito a fare il punto sulle problematiche principali della professione. Tantissimi gli spunti e le proposte giunti nel corso dell'Assemblea. Istanze avanzate nei confronti del Consiglio Nazionale dell'Ordine, rappresentato sul territorio dal Consigliere Nazionale e Commissario Provinciale di Reggio Calabria Domenico Laurendi, che ha illustrato nelle sue conclusioni, le attività programmate dall'Ordine nei prossimi mesi sul territorio reggino. ''Anzitutto l'aspetto della formazione – ha dichiarato il Consigliere Laurendi di fronte alla vasta platea di biologi intervenuti all'assemblea – certamente uno dei principali ambiti di sviluppo curati dall'Ordine. Sono in programma anche per l'annualità 2014/2015 una serie di corsi di formazione riservati agli iscritti che rappresenteranno ulteriori importanti occasioni di sviluppo professionale finalizzate a completare la figura del biologo, fornendo sempre maggiori strumenti da utilizzare per rendere la professione sempre più dinamica e incisiva. Riteniamo inoltre – ha concluso Laurendi – che sia fondamentale difendere il ruolo importante dei laboratori, contro gli attacchi subiti dal Decreto Balduzzi su tariffario e aggregazioni. In Calabria il lavoro è una merce sempre più rara. Le nostre professionalità non vanno mortificate. Al contrario le istituzioni si attrezzino per tutelarle e valorizzarle''. Ordine Nazionale dei Biologi, Delegazione Provinciale di Reggio Calabria.

 

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Maria Carlotta Leoni “L’assistenza è un diritto, non un regalo. Potenziare il reparto di Oncologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone”

(21) Riceviamo e pubblichiamo. “In questi ultimi mesi mi sono accorta che finalmente un vero problema è diventato di pubblico dominio e dunque anche di pubblico dialogo. Vorrei partire ricordando a me stessa e a tutti un principio “L’assistenza è un diritto, non un regalo”.

 

Le condizioni della sanità pubblica sono difficili in molte parti del Paese, certamente la Calabria segna uno dei punti più bassi di qualsiasi classifica. Tranne poche ed eccellenti strutture affidabili, per il resto gli ospedali pubblici versano in condizioni che non possono definirsi efficienti ed affidabili. Sicuramente paghiamo e pagheremo le conseguenze di sperperi e danni finanziari causati dai governi regionali. Tutti abbiamo il dovere di denunciare le situazioni negative che di volta in volta incontriamo. Così come siamo responsabilmente e moralmente chiamati a raccontare invece le realtà positive. Anche all’interno di una delle più disagiate aziende sanitarie della Calabria. Nell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, ho potuto conoscere ed apprezzare negli anni medici, operatori sanitari e paramedici che operano all’interno del reparto di oncologia. Guidati dalla Dottoressa Tullia Prantera, esiste un piccolo esercito di esperti in uno dei mali che maggiormente affligge la  comunità di cui io stessa faccio parte da almeno 40 anni. Sono Maria Carlotta Leoni e sono ammalata di cancro da 14 anni. Sin dall’inizio di questo mio difficile percorso di vita ho ricevuto le cure, le migliori che io stessa potessi desiderare, grazie alla professionalità ed al valore anche umano delle persone che lavorano in oncologia. E’ mio dovere dire che il problema delle malattie neoplastiche a Crotone l’ho visto crescere con i miei occhi a dismisura. Quando mi sono sottoposta alle prime cure, non esisteva il reparto di oncologia, tant’è che i malati oncologici venivano curati e seguiti nel reparto di Medicina Generale. In questi anni il numero delle persone, uomini, donne, anche molto giovani è arrivato a circa un migliaio di pazienti. Ovviamente in città e nel suo territorio provinciale, l’incidenza potrebbe essere superiore, considerando che solo una minoranza di malati si rivolge al nosocomio crotonese. Dovere di tutti noi è riconoscere che, soprattutto negli ultimi anni, vista anche la crescente esigenza, al dayhospital oncologico è stato affiancato un piccolo reparto. Piccolo, perché sono solo due le stanze che possono accogliere i pazienti che vengono accompagnati amorevolmente nell’ultimo stadio della malattia. Trattandosi di un hospice è destinato principalmente ad alleviare le sofferenze dell’ultimo doloroso percorso che il cancro, qualsiasi forma di cancro, porta inevitabilmente con sé. Da malata, che conosce strettamente la realtà di quanto sopra brevemente raccontato, chiedo che vi sia una presa di coscienza, così come appare crescente da parte di tutta la popolazione, anche da parte della direzione sanitaria provinciale. Il reparto di oncologia del nostro ospedale va potenziato. Bisogna fornire a questa equipe di medici ed operatori, così valida, gli strumenti necessari ad assicurare l’organizzazione di un’efficiente reparto in cui anche attualmente, nonostante le tante difficoltà, sta dispiegandosi la più umana solidarietà. Tutti coloro che vi operano lo fanno con sacrificio e grande senso di responsabilità. Sono dei veri professionisti e sono al servizio di tutti coloro i quali necessitano di queste difficili e delicate cure. Cure che di certo non si limitano al puro aspetto medico, perché queste sono malattie che coinvolgono interi nuclei familiari e sono sempre di più le famiglie crotonesi costrette a lottare con questo male che tanto fa paura; e in questo reparto non mancano le cure, l’affetto e la vicinanza disinteressata ed uguale per tutti”.

 

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Proto sul servizio di radioterapia a Crotone “Impensabile che i malati oncologici siano costretti a viaggiare per curarsi”

(20) In una città che soffre di gravi problemi ambientali ed in cui l’incidenza di malattie oncologiche è crescente, non è accettabile che vi siano pazienti costretti a viaggi quotidiani per ottenere le cure a loro necessarie, nonostante la volontà e l’impegno indefesso dei medici e degli operatori sanitari del reparto di oncologia di Crotone che tamponano i problemi quotidiani e costanti.

 

Il servizio sanitario pubblico non può avere una visione miope mentre contemporaneamente imprenditori privati mostrano maggiore interesse e tempestività verso un settore che incide sui i diritti fondamentali di ogni cittadino. Proprio per questo ho proposto nel 2011 che venisse garantito il servizio dall’associazione “Cirenei Oggi” ed insieme a tutta l’amministrazione provinciale abbiamo, pur non avendo competenze dirette in materia, sopperito a queste carenze. Non può però essere una costante la volontaria solidarietà da parte dei rappresentanti politici, perché di certo non sarebbe la soluzione definitiva al problema. Nell’immediato sicuramente è necessario individuare una nuova fonte di finanziamento tenendo conto che la provincia non può più nella sua nuova fisionomia prendere decisioni di tal genere. Una scelta che allora ha significato far dialogare e mettere a sistema più soggetti, la provincia, le associazioni di volontariato e due strutture sanitarie, quella di Crotone e quella di Catanzaro, questo a dimostrazione che è possibile collaborare ed ottenere risultati utili ad intere comunità. Sul lungo periodo, però, i rappresentanti politici hanno il dovere di trovare soluzioni repentine e risolutive ad una questione tanto importante. E’ chiaro che a mio parere l’unica strada è quella di investire ed incrementare i servizi sanitari del reparto di oncologia del San Giovanni di Dio di Crotone, realizzando anche il servizio di radioterapia. Questo comporterebbe più risultati, oltre ad una maggiore serenità nelle famiglie dei malati oncologici permetterebbe anche agli operatori sanitari di lavorare in maniera più efficiente ed evitare la costante emergenza in cui sono costretti attualmente ad operare. * Presidente Consiglio Provinciale Crotone.

 

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Catanzaro: il 6 giungo convegno “Il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico in ambito assistenziale: dal percorso universitario, all’etica, deontologia e responsabilità professionale”

(19) La Società Italiana per la ricerca nelle scienze biomediche e tecniche laboratoristiche TELESA e l’Associazione Italiana dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico ANTEL , hanno organizzato per la giornata del 6 giugno, nella Sala Convegni dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno in viale Crotone a Catanzaro Lido, (ore 9,00-16.30) un Convegno Scientifico accreditato dal Ministero della Salute

 

ai fini dell’Educazione Continua in Medicina dal tema “Il Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico in ambito assistenziale: dal percorso universitario, all’etica, deontologia e responsabilità professionale“. L’obiettivo del corso hanno dichiarato Francesco Mungo e Luca Signoretti, promotori dell’iniziativa, è quello di aggiornare i colleghi partecipanti sull’evoluzione del profilo professionale dei TSLB che negli ultimi anni, ha compiuto insieme alle altre professioni sanitarie una notevole trasformazione ed innovazione nel campo del percorso formativo universitario, etico, deontologico e della responsabilità professionale. I lavori del corso saranno aperti da Salvatore Lo Presti, responsabile dell'implementazione del progetto delle Case della Salute e Gestione del S.I.S.R. della Regione Calabria. Il Presidente Nazionale dell’ANTEL, Fernando Capuano, ha ringraziato il Dipartimento della Salute e il Direttore Regionale Bruno Zito per il sostegno ricevuto, confermando la disponibilità e l’impegno dei professionisti sanitari TSLB. Durante i lavori si svolgeranno le elezioni per il nuovo direttivo Antel della Regione Calabria guidato da  Francesco Mungo. Lo stesso ha evidenziato l’importanza di avviare momenti di informazione e formazione per migliorare l’identità professionale del TSLB e per partecipare attivamente alla vita associativa. I relatori del Convegno  l’avvocato Marco Croce, Professore Gianni Carbone e Luca Signoretti, affronteranno le tematiche del nuovo codice deontologico elaborato dalla Confederazione Antel-Assiatel-Aitic, il valore aggiunto delle risorse umane nel campo della diagnostica e gli aspetti delle polizze integrative sulla responsabilità civile del professionista sanitario previste dal decreto Balduzzi. Gli ultimi aggiornamenti sul DDL 1324 Lorenzin per l’istituzione degli Albi e Ordini per le Professioni Sanitarie regolamentate per legge, ma non ordinate, saranno curati da Luca Signoretti.

 

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Mammola (RC): convegno su educazione alimentare, Nucera “Regione impegnata da tempo per la diffusione di una sana e corretta alimentazione”

(17) “La Regione Calabria è impegnata da tempo nella diffusione di una corretta educazione alimentare tra gli alunni delle scuole calabresi. Diversi progetti, infatti, sono in corso nelle scuole della regione finalizzati ad infondere nei bambini, nei ragazzi e negli adolescenti, ed alle rispettive famiglie, i principi di una sana e corretta educazione alimentare”.

 

Lo ha detto il Segretario Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera intervenendo a Mammola ad un convegno dedicato al tema dell’educazione alimentare, voluto dal dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Marina di Gioiosa Jonica–Mammola”, prof.ssa Maddalena Laganà e dalla dr.ssa Lorena Bruzzese, Presidente del Centro educativo “Il Girotondo”. Sono, inoltre, intervenuti,  la Dr.ssa Silvana Calautti, esperta di scienze motorie, il Sindaco di Mammola, arch. Antonio Longo, la dr.ssa Rita Gallizzi, specialista in pediatria, la dr.ssa  Elisa Lazzarino, responsabile ANDID – Associazione Nazionale Dietisti Italiani e la dr.ssa Patrizia Rubino, dietista. L’on. Giovanni Nucera ha evidenziato il ruolo estremamente importante della scuola in un settore, come quello dell’alimentazione “che implica, se non adeguatamente seguito e indirizzato – ha affermato – conseguenze di tipo sanitario e sociale. E’ un atto di prevenzione, quindi – ha aggiunto Nucera – che si è soffermato sulle esperienze condotte a livello regionale in molte scuole della Calabria. Iniziative che hanno contribuito a diffondere tra le nuove generazioni il concetto vincente del mangiare variando nella scelta dei prodotti. E La Calabria – ha aggiunto il Segretario Questore  del Consiglio regionale ha un punto di riferimento certo nella sua cultura e nella sua tradizione, con quella che è definita, anche per il resto d’Italia, la cosidetta ‘dieta mediterranea” che è strettamente collegata con lo stile alimentare che scaturisce dalle  nostre radici culturali, ed è dimostrato, rappresenta il regime alimentare più corretto per la salute di giovani e adulti”. Tra gli altri interventi che sono seguiti, la responsabile ANDID Elisa Lazzarino ha illustrato i risultati di una indagine  sulle abitudini alimentari nel comprensorio di Mammola, dalla quale è scaturita la diffusa buona abitudine della variabilità dei cibi assunti, “dimostrata – ha spiegato – dallo scarso numero di bambini tra i 4 ed i 12 in sovrappeso o obesi, presenti sul territorio”. Altro aspetto trattato nel corso del convegno è stata l’attenzione istituzionale  sul problema della cattiva alimentazione cresciuta in questi ultimi anni anche in Calabria, grazie ad iniziative di Associazioni ed istituzioni scolastiche e regionali, “che sono state la base  – ha affermato la pediatra Rita Gallizzi – per la nascita di un sistema di vigilanza, di divulgazione e collaborazione istituzionale tra scuole e strutture sanitarie rivolto agli studenti ed alle loro famiglie che ha consentito di porre la Calabria tra le regioni più impegnate ed attive in questo settore”. 

 

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Reggio di Calabria: dal 4 al 7 giugno la VII^ edizione delle “Giornate cardiometaboliche”

(18) I benefici della dieta mediterranea, le patologie metaboliche, i rischi cardiovascolari sono alcuni degli argomenti che caratterizzeranno le dieci sessioni della VII edizione delle Giornate Cardio Metaboliche.

 

L’evento medico – scientifico, organizzato da Enzo Amodeo, cardiologo presso l’Unità di Cardiologia degli Ospedali Riuniti. e Giovanni Perrone, responsabile del servizio di Diabetologia del Polo sanitario Reggio Calabria Sud, si svolgerà dal 4 al 7 giugno, presso l’Auditorum “N. Calipari” di Palazzo Campanella. Un momento di confronto, di riflessione e di informazione sulle tematiche cardiologiche e metaboliche con particolare riguardato ai benefici ricavati dalla dieta mediterranea. Nel corso dell’evento, si discuterà anche della malattia  diabetica, con gli interventi dedicati alla prevenzione del diabete mellito di tipo 2, l’obesità tra i giovani, i dolcificanti, l’impatto sociale, economico e clinico del diabete mellito in Calabria. Inoltre, saranno trattati i percorsi sinergici tra ospedale e territorio al fine di garantire la migliore assistenza ai malati diabetici, spesso anche cardiopatici. L’intento è di coinvolgere non solo cardiologi e diabetologi, ma tutte le realtà professionali interessate alla cura del paziente cardiometabolico. Una formula che nel tempo ha ottenuto grandi consensi e conferme, con  l’incremento sempre crescente dei partecipanti all’evento formativo, per discutere con estrema praticità e attualità delle patologie cardiometaboliche.  “Anche quest’anno – ha dichiarato Enzo Amodeo – sono state numerose le adesioni pervenute. Il nostro obiettivo è di porre l’attenzione sulle patologie cardiometaboliche con un focus sui benefici che la dieta mediterranea può dare  alla nostra salute. Inoltre, si discuterà dei percorsi per la rete salva vita posti in essere sul territorio. Nel corso delle giornate, saranno trattati argomenti specifici inerenti la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie cardiometaboliche, tra questi l’effetto dei polifenoli sulle staminali cardiache, il ruolo dei polifenoli nelle malattie metaboliche, la protezione cardiovascolare, i prodotti nutraceutici, il dolore neuropatico e la nutrizione artificiale domiciliare, ma anche  i nuovi farmaci per il diabete e il loro impatto sul rischio cardiovascolare, i nuovi farmaci anticoagulanti orali e le nuove prospettive terapeutiche per la cura dello scompenso cardiaco “. Tra le costanti che hanno caratterizzato le edizioni delle Giornate Cardio – Metaboliche ci sono stati la discussione, accanto a temi prettamente scientifici, anche di argomenti inerenti l'alimentazione e il benessere dei pazienti cardiometabolici, e l’argomentazione di tematiche dal punto di vista giuridico,  che prevederà  la discussione sulle nuove frontiere giurisprudenziali in tema di colpa professionale medica. “Anche in questa edizione – ha evidenziato Giovanni Perrone – daremo grande spazio alle patologie metaboliche. Si tratta di malattie che spesso sono diagnosticate non dal medico di base o dallo specialista diabetologo, ma dal cardiologo o dall’oculista, che ne evidenziano i danni d’organo dopo una visita specialistica. Questo indica che la presenza di zuccheri nel sangue, può sviluppare delle complicanze, che mettono in pericolo la qualità e la durata della vita. Tra le complicanze infatti, ci possono essere la coronaropatia determinante per l’infarto miocardico, la nefropatia diabetica, la retinopatia e la cardiomiopatia diabetica. La Calabria è tra le regioni con un tasso maggiore di pazienti diabetici, rispetto al resto del Paese. A questo è necessario aggiungere che spesso molti soggetti non sanno di essere affetti da iperglicemia e continua a condurre una vita normale”. L’evento è stato accreditato per 240 medici (area multidisciplinare), 180 infermieri professionali e 80 tra dietisti, farmacisti, biologi e odontoiatri. Lo stesso è stato registrato presso la Commissione Nazionale ECM del Ministero della Salute. Durante il periodo dei lavori congressuali saranno esposte opere artistiche realizzate da Aurelia Nania e dagli allievi dei corsi di “Anatomia artistica” della scuola di grafica d’arte e scenografia, e “iconografia e Disegno Anatomico” della scuola di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretti rispettivamente dalle docenti Giovanna Mandalari e Domenica Galluso. Parteciperà all’evento il cantautore Otello Profazio.

 

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Reggio di Calabria: al liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” sono stati presentanti i risultati del progetto pilota di screening tiroideo

(16) “La patologia tiroidea e la sua prevenzione” è il titolo del seminario in cui sono stati illustrati i dati della ricerca epidemiologica che, nel corso dell’anno scolastico, ha coinvolto 550 alunni con ecografia per screening tiroideo e 160 con dosaggio selenio e iodio.

 

Presso l’Aula Magna del liceo scientifico "Leonardo da Vinci " di Reggio Calabria, sono intervenuti il dirigente scolastico Giuseppina Princi, Pasquale Veneziano, Presidente dell’Ordine dei medici di Reggio Calabria e Domenico Tromba, endocrinologo e responsabile per l’Ordine dei Medici del percorso sperimentale di Biomedicina attivato al liceo. Giuseppina Princi, ha evidenziato la validità di un percorso pilota a livello Nazionale: “Con l’incentivazione di percorsi attivati all’interno del liceo con il Piano dell’offerta formativa, abbiamo voluto  puntare sull’educazione alla salute degli adolescenti, con programmi educativi mirati e rivolti alla persona-studente nella sua globalità corpo-mente e spirito, per ampliare le possibilità di crescita formativa”. Il Presidente dell’Ordine dei Medici, ha sottolineato: “La prevenzione ha rivestito un’importanza fondamentale. E’ necessario continuare a proporre percorsi che all’interno della scuola, possano sensibilizzare gli studenti e le loro famiglie,  a sottoporsi ad esami, ecografia e dosaggi”. Domenico Tromba, endocrinologo, con studi a livello mondiale in collaborazione con la Comunità europea ed il CNR, ha spiegato le caratteristiche delle patologie tiroidee: “Le indagini e gli esami svolti hanno consentito di verificare la presenza in un soggetto di una patologia della tiroide e di poter intervenire con una terapia adeguata. Di norma gli esami che possono essere eseguiti sono gli ormoni tiroidei – TSH , indagini dinamiche, anticorpi, tireoglobulina e calcitonina, ecografia e captazione e scintigrafia tiroidea. I sintomi variano a seconda se trattiamo l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo. Nel primo caso, si possono verificare tra l’altro una modificazione dell’aspetto fisico, cute secca, bradicardia. Mentre, nell’ipertiroidismo, le indicazioni sono perdita di peso, aumento dell’appetito, tremore delle dita, tachicardia, fibrillazione atriale e vitiligo. Il tumore alla tiroide è aumentato con una maggiore incidenza soprattutto nelle donne”. L’endocrinologo, poi, si è soffermato sulle caratteristiche del gozzo endemico: “La tiroide per produrre ormoni necessità di iodio ed una carenza di quest’ultimo porta alla comparsa della patologia. L’ipofisi stimola molto la tiroide che inizia a produrre noduli, creando il gozzo endemico. Le quantità di iodio presenti negli alimenti sono notevolmente ridotte. La profilassi dunque, indica nel caso di gozzo endemico: distribuzione di sale iodato, aggiunta di iodio nelle acque potabili, iniezione di iodio”.

 

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Regione Calabria, Registro Tumori, le precisazioni del Presidente Pacenza

(15) “Intendo precisare ai cittadini di Crotone e Cosenza che l’attività del Registro è già in essere a partire dal 2009 e che alle due Aziende sanitarie competenti è stata assegnata piena autonomia gestionale ed organizzativa per il funzionamento dello stesso”.

 

Il presidente della Commissione Sanità Salvatore Pacenza intende compiere alcune precisazioni sulla notizia riguardante l’area Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara che non è stata inserita tra quelle oggetto del nuovo rapporto “Sentieri” finanziato dal ministero della Sanità e coordinato dall’Istituto superiore di Sanità. “Ho già avuto modo – commenta l’onorevole Pacenza – di rendere noto nel mese di marzo scorso alcune rassicurazioni che mi erano venute in tal senso per il tramite del dottor Emanuele Crocetti che è il segretario nazionale dell’Airtum (l’Associazione italiana registri tumori che coordina le attività dei vari registri già presenti in Italia). Il dottor Crocetti mi aveva garantito la massima disponibilità per la valorizzazione dei registri tumori in Calabria. Lo stesso mi aveva reso noto anche la imminente erogazione di fondi europei destinati a tal fine. Se non ci sono ancora risultati tangibili sul Registro tumori di Crotone e Cosenza è perché lo studio e l’elaborazione dei dati raccolti nel registro dei tumori, per avere valore scientifico, richiedono una rilevazione di lungo periodo che si attesta intorno ai 5 anni. Per le suddette province calabresi sarà quindi possibile cogliere i primi responsi del monitoraggio tra la fine del 2014 e il 2015. Il mancato attenzionamento da parte del rapporto Sentieri sulla situazione dell’incidenza di alcune patologie tumorali sulla popolazione di riferimento dell’area Sin Crotone-Cassano-Cerchiara non può quindi essere correlata al funzionamento del Registro tumori che, ribadisco, c’è ed è attivo da anni ormai. Si tratta di un tema di estrema delicatezza che merita maggiori approfondimenti, sia da parte della stampa, che da parte delle associazioni che si occupano della tematica. Non è più accettabile assistere a questo modo sommario di liquidare il lavoro certosino e sistematico compiuto da molti professionisti che in Calabria si occupano di compilare il registro tumori”. *Presidente III^ Commissione "Sanità, Attività sociali e formative".

 

 


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Reggio di Calabria: si è aperta la VII^ edizione delle Giornate di Aggiornamento Medico. Attualità e opinioni correnti in Medicina Interna

(14) Le Giornate di Aggiornamento Medico, giunte ormai alla VII edizione, si sono aperte con il saluto di sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria–Bova: “La realtà della malattia tocca nel profondo la qualità della vita umana – ha dichiarato il presule.

 

La politica del risparmio dovuta alla crisi economica, ha portato il nostro Paese in una situazione di difficoltà anche nella sanità. E’ necessario porre al centro dell’attenzione il malato, già fortemente provato. Dobbiamo allontanarci da una logica consumistica  e cercare una umanizzazione della sanità, considerando ogni aspetto del trattamento e delle cure rivolte al paziente. Come cristiani, abbiamo il dovere di riflettere e rimettere nel circolo del pensare gli interventi necessari che possano riportare la persona quale punto di partenza”. I responsabili scientifici del convegno  Francesco Nasso, Direttore S.O.C. Medicina Interna P.O. Polistena, e Elio Stellitano, Direttore S.O.C. Medicina Interna P.O. di Melito Porto Salvo hanno evidenziato che: “L’evento è un momento di confronto importante sui vari temi della medicina interna. Nella prima giornata, si sono svolte quattro sessioni che hanno trattato di Pneumologia, Geriatria, Gastroenterologia e Ictus, coordinati e argomentate da illustri relatori per un confronto diretto e partecipativo su vari argomenti”. Domani, un’ampia sezione dell’evento sarà dedicata alle patologie cardiovascolari sotto il profilo diagnostico, prognostico e terapeutico, con riferimento al Rischio Cardio–Cerebro–Vascolare. Un approccio multidisciplinare che consentirà di mettere in relazione fisiopatologia e fattori di rischio delle varie branche prese in esame e permetterà di analizzare le nuove strategie di trattamento delle stesse. Un programma ampio ed articolato che offrirà ai relatori la possibilità di discutere e confrontarsi su diverse tematiche nelle tredici sessioni previste. Infine nella giornata conclusiva di sabato, è previsto un Forum dedicato alle nuove prospettive dell’organizzazione ospedaliera dal titolo “Il Risk Management nella Sanità a rischio”, incentrato sul ruolo del medico internista e sugli aspetti medico – legali legati alla professione medica, durante il quale sono previsti gli interventi anche di avvocati e magistrati.

 

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Reggio di Calabria: concluso il corso di orientamento al lavoro dell’Ordine Nazionale dei Biologi

(13) Si è tenuto presso la sede della Delegazione provinciale dell’Ordine dei Biologi di Reggio Calabria il corso dal titolo ”Fare il biologo: orientamento al lavoro e all’impresa”. Il corso, organizzato nell’ambito delle attività programmate dall’Ordine Nazionale dei Biologi con il contributo decisivo del Consigliere Nazionale e Delegato Provinciale reggino Domenico Laurendi,

 

è stato fortemente apprezzato dai tanti giovani presenti che hanno affollato la sede dell'Ordine di Via Aschenez. Un appuntamento che dimostra ancora una volta la centralità acquisita dal territorio di Reggio Calabria ed in generale dall’area dello Stretto nella programmazione delle attività formative previste dall’Ordine. Il corso su orientamento al lavoro e all’impresa è stato utile agli iscritti per comprendere le dinamiche psicologico-comportamentali all’interno dei contesti lavorativi, presentare la propria offerta professionale durante i colloqui di lavoro, acquisire nozioni sulle diverse tipologie di lavoro, conoscere le fonti di finanziamento europeo, comprendere le opportunità legate all’autoimpiego e all’impresa per entrare con successo nel contesto lavorativo. Un’attività formativa fondamentale per favorire l’inserimento professionale, soprattutto dei biologi più giovani, alle prese con un mercato del lavoro sempre più articolato e complesso. ''Ci riteniamo soddisfatti per il risultato del corso – ha commentato il Consigliere Nazionale dell’Ordine Domenico Laurendi – soprattutto per il grande apporto formativo raggiunto. Continueremo nei prossimi mesi ad offrire opportunità di crescita professionale ai nostri iscritti, certi che solo un aggiornamento continuo ed un confronto costante siano i presupposti essenziali per la tutela della professione e delle prestazioni offerte ai cittadini”.

 

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Reggio di Calabria: VII edizione delle Giornate di Aggiornamento Medico, attualità e opinioni correnti in Medicina Interna

(11) Le Giornate di Aggiornamento Medico, giunte ormai alla VII edizione, rappresentano un momento importante per mettere a confronto gli aspetti di epidemiologia, fisiopatologia e fattori di rischio relativi alla cardiopatia ischemica, all’ipertensione, all’ictus, della morte cardiaca improvvisa, degli aspetti epidemiologici, clinici e terapeutici dei dismetabolismi che di frequente si riscontrano nella pratica clinica quotidiana.

 

Il convegno è riconosciuto con accreditamento ECM(31 crediti per i quattro giorni). I responsabili scientifici sono Francesco Nasso, Direttore S.O.C. Medicina Interna P.O. Polistena, e Elio Stellitano, Direttore S.O.C. Medicina Interna P.O. di Melito Porto Salvo, mentre il presidente onorario è il Prof. Pasquale Lanucara. Diverse sono le novità introdotte  che incrementeranno le discussioni tematiche. Un’ampia sezione dell’evento sarà dedicata alle patologie cardiovascolari sotto il profilo diagnostico, prognostico e terapeutico, con riferimento al Rischio Cardio – Cerebro – Vascolare,  mentre altre sessioni saranno incentrate sulle patologie riscontrate in maniera frequente in ambito pneumologico, sulla gestione del dolore in medicina interna e sull’osteoporosi. Di grande interesse anche le sessioni  rivolte alla nefrologia e alla diabetologia, con gli interventi di professionisti. “Anche quest’anno – hanno dichiarato Stellitano e Nasso –  ci siamo posti l’obiettivo di argomentare su aspetti diversi della medicina interna, con l’ausilio di illustri relatori e accademici che relazioneranno per quattro giorni, offrendo spunti interessanti per un confronto diretto e partecipativo sugli argomenti oggetto della sessione. Un approccio multidisciplinare che consentirà di mettere a confronto fisiopatologia e fattori di rischio delle varie branche prese in esame e permetterà di analizzare le nuove strategie di trattamento delle stesse”. Un programma ampio ed articolato che offrirà ai relatori la possibilità di discutere e confrontarsi su diverse tematiche nelle tredici sessioni previste: Pneumologia, Geriatria, Gastroenterologia, Ictus, Terapia anticoagulante, Cardiopatia ischemica, Nefrologia, Emergenza/Urgenza, Diabetologia, Terapia del dolore, Miscellanea, Reumatologia, Il risk management nella sanità a rischio. Nel programma sono inserite anche quattro letture tematiche: “Le nuove prospettive di trattamento con le nuove terapie per il diabete”, “Ha sempre un senso parlare di elettrocardiografia clinica”, “NAFLD” e rischio cardiovascolare”, “Le sepsi severe in ambito ospedaliero”. Infine l’ultima giornata, è previsto un Forum dedicato alle nuove prospettive dell’organizzazione ospedaliera, del ruolo del medico internista e degli aspetti medico – legali legati alla professione medica, in cui sono previsti gli interventi anche di avvocati e magistrati. Le Giornate di Aggiornamento Medico si svolgeranno dal 14 al 17 maggio, presso l’Hotel Apan di Reggio Calabria.

 

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Regione Calabria: Pacenza relatore all’ “Italian Barometer Diabetes Forum”

(12) Il presidente della Commissione Sanità Salvatore Pacenza è stato invitato a relazionare alla settima edizione dell’“Italian Barometer Diabetes Forum” che avrà luogo a Roma presso la sala congressi di Villa Mondragone (Monte Porzio Catone) il prossimo 10 e 11 luglio.

 

All’iniziativa prenderanno parte, fra l’altro, il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, il magnifico rettore dell’Università di Tor Vergata Giuseppe Novelli, il presidente dell’Ibdo Foundation Renato Lauro e il presidente della Honor Committee dell’Ibdo Foundation Gianni Letta. Il simposio medico-scientifico è stato organizzato con l’egida della “European Public Health Association”, della “World Diabetes Foundation”, di “Diabete Italia” e del “Think Tank Diabetes Horizon 2020” e il contributo non condizionato della casa farmaceutica Novo Nordisk. Per il Forum 2014, è stato scelto come tema di dibattito “The diabetes epidemic and its impact on Europe and Italy”, ossia l’impatto che sta esercitando l’epidemia diabetica sulle popolazioni d’Italia e d’Europa. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, entro il 2030, il diabete rappresenterà in Europa la quarta causa di morte. Raggiungerà quindi un triste primato nel contribuire alla mortalità della popolazione europea più di quanto non lo facciano collettivamente Aids, Malaria e Tubercolosi, considerate “la peste” dei nostri tempi. Da qui la necessità di affrontare, nel corso del più importante forum sul diabete organizzato annualmente in Italia, gli effetti prodotti sulla popolazione da tale patologia, proponendo al contempo gli strumenti idonei a contrastare la sua avanzata. In questo contesto, il comitato scientifico della Fondazione presieduto dalla professoressa Simona Frontoni ha inteso proporre il nome dell’onorevole Pacenza fra quelli meritori di un coinvolgimento attivo nel Forum 2014. Secondo il programma diffuso dall’organizzazione il Forum verrà suddiviso in sessioni tematiche. Ogni session avrà la durata complessiva di un’ora con due relazioni introduttive di 10 minuti massimo. “Sarà un’occasione utile – dichiara l’on. Pacenza – per rappresentare istituzionalmente la Calabria in un settore importante, quale quello diabetologico, ai massimi livelli nazionali e internazionali”.

 

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Gallina di Reggio di Calabria: sabato 10 l’inaugurazione del Centro di Riabilitazione “Il Mandorlo”

(10) Alla presenza di autorità civili e religiose e con la partecipazione dei rappresentanti dei vari comparti del mondo della sanità provinciale e regionale, sabato 10 maggio, alle ore 10,30, sarà inaugurato il Centro di Riabilitazione “Il Mandorlo” di Villa Sant’Agata, accreditato col Servizio Sanitario Regionale.

 

Sito in Via Asprea a Gallina, quartiere collinare di Reggio Calabria, e a poche decine di metri da “Villa Sant’Agata”, fondata dal dr. Giuseppe Marino e operante nel campo sanitario da oltre cinquant’anni, il Centro “Il Mandorlo” propone la riabilitazione in modalità estensiva e di mantenimento, rivolta a pazienti  neurolesi e politraumatizzati, incluse le patologie degenerative e croniche come ad esempio emiparesi, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica (SLA). In ambienti con elevati standard di comfort alberghiero, con l’ausilio di uno staff composto da figure professionali altamente qualificate, “Il Mandorlo” consentirà al paziente di ottenere un completo recupero funzionale o di mantenere l’eventuale residua capacità e/o contenere il deterioramento (nelle patologie degenerative). Direttore "Il Mandorlo".

 

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A Reggio Calabria il seminario ”Fare il biologo: orientamento al lavoro e all’impresa” dell’Ordine Nazionale dei Biologi

(9) Nuovo appuntamento a Reggio Calabria programmato dall’Ordine Nazionale dei Biologi. Si terrà il prossimo 8 maggio il Corso dal titolo “Fare il biologo: orientamento al lavoro e all’impresa”.

 

Il corso, che da diritto all’acquisizione di 8,5 crediti ECM (disponibili per i primi 30 iscritti) si terrà presso la Delegazione dell'Ordine dei Biologi Reggio Calabria in via Aschenez n° 140. ''Siamo molto soddisfatti di questo nuovo appuntamento organizzato dall'Ordine Nazionale dei Biologi a Reggio Calabria – ha dichiarato il Consigliere Nazionale dell'Ordine Domenico Laurendi – riteniamo sia un momento formativo molto utile per la crescita professionale dei giovani biologi del nostro territorio che avranno la possibilità di comprendere gli strumenti più efficaci per un inserimento immediato nel mondo del lavoro''. Il format del corso, che prevede un totale di 6 ore didattiche più 1 ora di esercitazione pratica, sarà utile agli iscritti per comprendere le dinamiche psicologico-comportamentali all’interno dei contesti lavorativi, presentare la propria offerta professionale durante i colloqui di lavoro, acquisire nozioni sulle diverse tipologie di lavoro, conoscere le fonti di finanziamento europeo, comprendere le opportunità legate all’autoimpiego e all’impresa per entrare nel mondo lavorativo.

 

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Reggio di Calabria: grande successo per il seminario su Citologia e Citogenetica dell’Ordine Nazionale dei Biologi

(8) ''Finalmente Reggio Calabria al centro del dibattito scientifico nazionale''. E' quanto dichiara il Consigliere Nazionale e Delegato Provinciale reggino dell'Ordine Nazionale dei Biologi Domenico Laurendi al termine del Seminario di Citologia e Citogenetica ''Aspettative e prospettive per un biologo'' concluso oggi presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

 

Un evento molto atteso dai biologi reggini che ha suscitato un grande interesse anche a livello nazionale per le importanti tematiche affrontate. ''Siamo molto soddisfatti – ha spiegato il Consigliere Laurendi – per l'attenzione riservata da parte dell'Ordine Nazionale al territorio di Reggio Calabria. La numerosa platea del Seminario di oggi, composta in larga maggioranza da giovani, dimostra il rinnovato interesse da parte dei biologi professionisti nei confronti delle attività organizzate dall'Ordine. Segno che i giovani colleghi reggini hanno compreso l'importanza della formazione e dell'aggiornamento continuo in ambito professionale''. Al Seminario, oltre il Consigliere Nazionale dell'Ordine Dott. Domenico Laurendi, erano presenti anche il Dott. Carmelo Laganà, Direttore del Reparto di Genetica Medica degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, la Dott.sa Francesca Melasi, Responsabile del Servizio di Patologia Clinica del Policlinico ''Madonna della Consolazione'' di Reggio Calabria, la Dott.sa Girolama Casile, Dirigente Biologo Genetista degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria e responsabile del settore citogenetica di diagnosi prenatale e postnatale. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal Coordinatore della Commissione Nazionale ''Citologia, istologia e citogenetica'' dell'Ordine dei Biologi Dott. Massimo Confortini. ''La citologia ha rappresentato in questi anni un grande serbatoio di impiego per la professione del biologo – ha spiegato Confortini – e le prospettive future rimangono buone. E' chiaro che dietro questo tipo di professione è necessario un grande impegno, un grande lavoro di formazione ed aggiornamento''. Proseguono dunque le attività dell'Ordine Nazionale dei Biologi sul territorio di Reggio Calabria. Previsto per il prossimo 8 maggio il corso su autoimpiego e impresa per l'orientamento al lavoro e per il 27 maggio il convegno nazionale sulla genetica forense.

 

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Reggio di Calabria: Ordine dei Biologi, giovedì 10 seminario su “Citologia e Citogenetica: aspettative e prospettive per un biologo”

(6) Si terrà a Reggio Calabria il prossimo 10 aprile il Seminario di "Citologia e Citogenetica: aspettative e prospettive per un biologo" organizzato dall'Ordine Nazionale dei Biologi.

 

L'importante appuntamento, curato dalla Commissione Nazionale ''Citologia, Istologia e Citogenetica'' con la collaborazione della Delegazione dell'Ordine dei Biologi di Reggio Calabria, si terrà a partire dalle ore 9:30 presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Saranno presenti e relazioneranno le maggiori espressioni scientifiche nazionali nel campo della Citologia e della Citogenetica. ''E’ una grande soddisfazione – ha dichiarato il Commissario reggino e Consigliere Nazionale dell'Ordine dei Biologi Domenico Laurendi – accogliere un seminario di tale portata nel nostro territorio. Finalmente anche la nostra città diventa protagonista di iniziative così prestigiose in ambito biologico, diventando un riferimento per tutto il meridione. Invito tutti i nostri iscritti a cogliere queste nuove opportunità di crescita”. Il seminario offrirà una panoramica storica della citologia e della citogenetica per arrivare poi all'analisi del ruolo attuale delle due discipline scientifiche e delle prospettive occupazionali per i biologi professionisti. “Obiettivo dell'Ordine – conclude Laurendi – è quello di garantire ai suoi iscritti una formazione continua e sempre aggiornata, offrendo una serie di occasioni di sviluppo professionale che consentano di completare conoscenze ed esperienze da spendere nel mondo del lavoro. Siamo molto contenti dei risultati raggiunti negli ultimi mesi, grazie al lavoro svolto dall'Ordine Nazionale nei confronti delle regioni del Sud ed in particolare nel territorio di Reggio Calabria''.

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Reggio di Calabria: venerdì 7 “Flebologia Donna 2014”, convegno-evento scientifico–divulgativo promosso dalla Sezione Regionale della S.I.F.C.S.

(2) di Daniela Gangemi. “Flebologia donna 2014” è il titolo del convegno scientifico che avrà come tema il “Tromboembolismo venoso in gravidanza e in puerperio e del linfedema post – mastectomia, linfedema e postura”. All’incontro parteciperanno illustri relatori che daranno vita ad un momento di condivisione e partecipazione, avviando la discussione su una patologia che colpisce molte donne.

 

L’obiettivo è di diffondere la cultura della flebo – linfologia e delle patologie vascolari, formulando una proposta che sarà sviluppata nel corso del simposio per creare percorsi integrati ospedale – territorio, per la cura di tali patologie. L’incidenza stimata da tromboembolismo venoso (TEV) in gravidanza è 1:1000 e diventa sino a 5 volte più alta durante la gestazione. La predisposizione a sviluppare TEV è in parte conseguenza di uno stato di “ipercoaguabilità” proprio della gravidanza, che da un punto di vista evolutivo ha l’obiettivo di proteggere le donne da eventi emorragici in occasione del parto. La più importante causa di morte materna nei Paesi in via di sviluppo è l’emorragia. Nell’Occidente industrializzato, dove gli strumenti per prevenire la morte da emorragia sono più efficaci, la principale causa di morte materna è il tromboembolismo venoso. Il linfedema, sia nelle sue forme primarie che secondarie, rappresenta una patologia disabilitante cronica in costante crescita nella popolazione italiana. L’elevata incidenza della patologia, impone una più capillare divulgazione dell’informazione e la definizione di alcune regole fondamentali per consentire un’assistenza adeguata sul territorio. La cultura linfologica è enormemente cresciuta in Italia negli ultimi anni, consentendo di creare un microcosmo diffuso di realtà distribuite sul territorio nazionale, tali da assicurare una cura adeguata, anche se ulteriormente migliorabile. L’evento coordinato da Francesco Lione, Dirigente medico presso U.O.C.  medicina interna dell’Azienda Bianchi Melacrino – Morelli e  consigliere nazionale della S.I.F.C.S. (Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale), con la partecipazione di Pietro Volpe, Direttore Regionale della S. I. F.C.S e Direttore chirurgia vascolare presso l’Azienda Bianchi Melacrino – Morelli,   in collaborazione con il Lions Club Area Grecanica Reggio Sud, presieduto da Francesco Aricò, con altre associazioni e  club services del territorio,  si terrà venerdì 7 marzo, presso la sala conferenze della Provincia di Reggio Calabria, con inizio alle ore 15:00.

 

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Reggio di Calabria: “Per il tuo cuore”, successo della campagna nazionale HCF e ANMCO presso l’A.O. “Bianchi Melacrino Morelli”

(1) di Daniela Gangemi. “Per il tuo cuore”. La campagna nazionale promossa dall’HCF onlus (Heart Care Foundation) e l’ANMCO (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), ha l’obiettivo di sostenere la ricerca sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e dell’arresto cardiaco nei giovani e nello sport. L’iniziativa, che ha come promotore Cesare Prandelli, C.T. Nazionale Italiana di calcio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha coinvolto i reparti di cardiologia d’Italia.

 

A Reggio Calabria, presso l’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino–Morelli”, il reparto di cardiologia è stato affollato da numerosi utenti, nell’intera giornata per effettuare visite cardiologiche gratuite. Un impegno professionale e qualitativo intenso da parte di tutti i componenti (C. Ceruso, F. Ciancia, G. Placanica, G. D’Amico, M. Andronic e C. Mafrica), che ha prodotto una grande risposta da parte dei pazienti, come ha spiegato Vincenzo Amodeo, coordinatore dell’iniziativa e componente del direttivo regionale  dell’ANMCO: “L’affluenza è stata significativamente alta. Solo nella prima ora, abbiamo visitato circa 50 persone e  alla fine della giornata i pazienti sottoposti a controllo medico sono 130. Il messaggio che abbiamo voluto dare è di avere cura del cuore in  particolare del proprio, ma di non dimenticare la cura del cuore degli altri. La visita medica che abbiamo effettuato ai pazienti, è composta di una breve anamnesi per cercare di individuare fattori di rischio cardiovascolare, come la familiarità, il fumo, l’obesità, la sedentarietà. Poi, viene compiuto un attento esame clinico e un elettrocardiogramma, se si è rimasti  nei parametri di negatività, l’utente è stato mandato casa con consigli verbali – scritti e una brochure realizzata dall’Heart Care Foundation. Nei casi in cui è emersa una patologia o un’alterazione elettrocardiografica o clinica, si è reso necessario proseguire con altre indagini diagnostiche incruente ed il consiglio di effettuare eventuali altri test diagnostici, sino alla possibilità di un ricovero dove il caso lo richieda”. Il cardiologo, ha spiegato le motivazioni legate all’iniziativa: “Questa attività è stata voluta a livello nazionale dall’Heart Care Foundation, la Fondazione per il tuo cuore che è affiliata all’Anmco, l’Associazione Nazionale di medici cardiologi ospedalieri. E’ un’iniziativa che si  ripete ogni anno, con la finalità di prevenire le malattie cardiovascolari, quindi agire nell’ambito della prevenzione. Quest’anno in particolare l’obiettivo è quello di incrementare la ricerca per lo studio delle  morti improvvise nei giovani e nello sport. La Fondazione si è posta l’obiettivo di ricevere dei contributi da parte dell’utenza, interessata allo sviluppo  dell’ attività scientifica, proprio per investire nell’ambito della sperimentazione, per cercare di capire la ragione per cui molti giovani atleti e non, pur dopo aver effettuato uno screening accurato sulla presenza potenziale di malattie cardiovascolari, sono morti durante un’attività agonistica o sportiva. Oggi, noi siamo a conoscenza di molti fattori di rischio, ma non siamo in condizione di capire se esistano delle cause precise e quanto incidano sulla possibile morte improvvisa. E’ necessario evidenziare che la ricerca è abbastanza avanzata in questo campo e si stanno effettuando studi approfonditi sulla genetica. In particolare, sono state evidenziate alcune patologie della trasmissione ionica che si chiamano “canalopatie”, i canali del sodio, del calcio e del potassio. Si tratta dei canali attraverso cui la cellula acquista le cariche elettriche positive e negative che le consentono di svolgere le funzioni a cui è preposta. Tuttavia, l’individuazione della “canalopatia”, da sola non è sufficiente a prevenire le morti improvvise. Il dato drammatico è che per ogni minuto nel mondo muore un soggetto, in assenza di patologie cardiovascolari apparenti. Abbiamo chiesto aiuto agli utenti, affinchè si possa incidere positivamente su questo aspetto, e arrivare in tempi brevi ad una conclusione che ci consenta di ridurre questo tipo di mortalità. L’altro aspetto importante è che la ricerca in cardiologia  e l’individuazione di nuove terapie come ad esempio la rivascolarizzazione miocardica e la cardiostimolazione, hanno ridotto significativamente la mortalità per malattie cardiovascolari. Da un lato dunque, è diminuita la mortalità dei soggetti che hanno avuto un ricovero per malattie cardiovascolari, dall’altro è aumentata in maniera esponenziale nei pazienti che muoiono prima ancora di una diagnosi. Questo ha comportato  che, se da una parte  si è  inciso in maniera importante sulla terapia delle malattie cardiovascolari, con una corretta diagnosi, non siamo riusciti ancora a intervenire sulla prevenzione, che consentirebbe di salvare molte più vite umane”. All’iniziativa era presente  Carmelo Bellinvia, Direttore Generale: “Sono particolarmente contento per questa possibilità e ringrazio, i cardiologi dell’unità operativa, i dottori Vincenzo Amodeo e Giuseppe Ielasi, nonché tutti i collaboratori. Un’iniziativa importante che ha avvicinato l’ospedale alla gente, rispondendo alle esigenze dei pazienti per la prevenzione delle malattie cardiologiche. Il reparto è in espansione, ha un’attività di cardiologia interventistica e emodinamica molto intensa, avanzata e di alta qualità. Siamo in attesa dell’autorizzazione, per iniziare al più presto l’attività della cardiochirurgia”. Giuseppe Ielasi, Direttore UTIC e Cardiologia interventistica ha evidenziato: “L’iniziativa è rivolta ad un’attività ambulatoriale per pazienti che richiede visite e accertamenti cardiologici. Il programma organizzativo parte dall’ANMCO ed è teso a  pianificare le lunghe liste di attesa con un tipo di organizzazione estesa sul territorio. Speriamo di migliorare la qualità e la tempestività dell’organizzazione per l’attività ambulatoriale. Abbiamo ottime potenzialità umane e professionali per fronteggiare le emergenze cardiologiche. I rischi maggiori sono legati al diabete e all’ipertensione arteriosa, oltre che al colesterolo, fumo, che sommati insieme danno un aspetto esponenziale del grado di rischio che viene distinto tra minimo, medio e elevato. Facendo attenzione al tenore di vita quotidiano, stando attenti alla dieta, controllando la glicemia, la pressione, l’incidenza delle malattie cardiovascolari si ridurrebbe di molto”. (Nella foto, da sinistra: C. Ceruso, M.T. Cacciola, C. Mafrica, G. Ielasi, M. Andronic, G. D'Amico, G. Placanica, C. Bellinvia e V. Amodeo).

 

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