Dipartimento della Protezione Civile: coronavirus, il bollettino di oggi 6 aprile 2020

(39) Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento Continue reading “Dipartimento della Protezione Civile: coronavirus, il bollettino di oggi 6 aprile 2020” →

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G.O.M. di Reggio Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 5 aprile 2020

(38) La Direzione Aziendale del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria comunica che oggi sono stati sottoposti allo screening per CoViD-19 133 soggetti. Di questi, nessuno è risultato positivo al test. Sono, inoltre, stati completati i controlli dei pazienti e del personale sanitario del Presidio “Morelli”.
Ad oggi, i pazienti affetti da COVID-19 ricoverati in ospedale sono attualmente 39: 35 in degenza ordinaria e 4 in Terapia Intensiva. I pazienti deceduti sono 12. In seguito ad una dimissione avvenuta sempre in data odierna, i pazienti dimessi perché guariti salgono a 14.
Si raccomanda a chiunque voglia chiedere informazioni o in caso di sintomi sospetti di non recarsi al Pronto Soccorso, ma di contattare il numero Verde 1500 del Ministero della Salute e il numero Verde 800 76 76 76 della Regione Calabria.
Si esorta tutta la cittadinanza a rispettare le norme di sicurezza e restare in casa.
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Dipartimento Protezione Civile: coronavirus, il bollettino di oggi 5 aprile 2020

(36) Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 91.246 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 128.948 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 28.124 in Lombardia, 12.837 in Emilia-Romagna, 10.177 in Piemonte, 9.409 in Veneto, 5.185 in Toscana, 3.578 nelle Marche, 3.186 nel Lazio, 3.093 in Liguria, 2.621 in Campania, 2.022 in Puglia, 1.774 in Sicilia, 1.795 nella Provincia autonoma di Trento, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.420 in Abruzzo, 1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano, 898 in Umbria, 815 in Sardegna, 706 in Calabria, 576 in Valle d’Aosta, 254 in Basilicata e 187 in Molise.

Sono 21.815 le persone guarite. I deceduti sono 15.887, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

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Regione Calabria: coronavirus, il bollettino di oggi 5 aprile 2020

(36) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 11.537 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 795 (+54 rispetto a ieri), quelle negative sono 10.742.

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Coronavirus: il bollettino della Regione Calabria di oggi 4 aprile 2020

(35) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 10.700 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 741 (+8 rispetto a ieri), quelle negative sono 9959.

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Coronavirus: il bollettino della Regione Calabria di oggi 3 aprile 2020

(34) In Calabria ad oggi sono stati effettuati 9963 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 733 (+42 rispetto a ieri), quelle negative sono 9230.
Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:
Catanzaro: 68 in reparto; 8 in rianimazione; 64 in isolamento domiciliare; 10 guariti; 16 deceduti;*
Cosenza: 54 in reparto; 3 in rianimazione; 126 in isolamento domiciliare; 5 guariti; 12 deceduti;
Crotone: 22 in reparto; 72 in isolamento domiciliare; 4 deceduti;
Reggio di Calabria: 35 in reparto; 4 in rianimazione; 157 in isolamento domiciliare; 11 guariti; 11 deceduti;
Vibo Valentia: 4 in reparto; 2 in rianimazione; 43 in isolamento domiciliare; 2 deceduto.
I soggetti in quarantena volontaria sono 9308, così distribuiti:
– Cosenza: 3085
– Crotone: 1329
– Catanzaro: 1227
– Vibo Valentia: 611
– Reggio di Calabria: 3056
Le persone giunte in Calabria che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 12.988.
* Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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“Modello Calabria” anti-coronavirus: la “ricetta” del dr. Fabio Foti

(1) In conseguenza di ataviche carenze strutturali nel campo organizzativo, strutturale e tecnologico del comparto Sanità, le istituzioni che governano la Regione Calabria non possono permettersi di giocare questa battaglia in difesa (solo contenimento attraverso la quarantena parziale e la gestione ospedaliera dei casi), ma devono contrattaccare al fine di prevenire la diffusione capillare del contagio.

Per scongiurare il pericolo incombente dei numeri “lombardi” (ma anche “emiliani”, “veneti” e, prossimamente, “piemontesi”, “toscani” e “marchigiani”), purtroppo spiegabili con la carenza qualitativa e quantitativa di DPI (mascherine ffp3 biohazard, tute ed occhiali protettivi, camici impermeabili in tessuto-non tessuto, visiere di barriera, saturimetri, guanti in vinile/nitrile, gel idroalcolici igienizzanti) a disposizione di medici, infermieri, oss e conseguente elevata presenza di operatori sanitari e parasanitari infetti asintomatici, con gli ospedali ignari amplificatori del virus, con una strategia di lockdown (quarantena per la popolazione) non completa ed adeguata al contesto, con l’indisciplina e la strafottenza di parte dei cittadini ed, infine, con la totale mancanza di protocolli di gestione dei casi domiciliari dei pazienti con scarsa sintomatologia oppure con quadri clinici iniziali.

La regione Calabria non deve essere conservativa e passiva, ma sfruttare l’enorme possibilità offerta dall’insegnamento dai gravi errori commessi all’inizio di questa pandemia partendo dalla semplice considerazione che il virus cammina sulle gambe degli asintomatici e, soprattutto, su quelle degli operatori sanitari asintomatici come dimostrato dagli oltre 3.500 (con 15 decessi) casi registrati finora tra medici ed infermieri mandati a combattere in trincea a mani nude.

Risulta conseguenziale impostare la strategia regionale per contrastare il virus strutturandola su tre pilastri:

  • Quarantena ultrarestrittiva (il 100% dei lavoratori deve rimanere a casa ad eccezione del personale veramente essenziale definendo ulteriori inasprimenti nella gestione del lockdown locale con massiva applicazione della disciplina sanzionatoria);
  • Sorveglianza attiva per intercettare gli asintomatici (DPI e tamponi orofaringei/nasofaringei per medici, infermieri, farmacisti oss e personale parasanitario, mascherine contenitive e test rapidi pungidito per la popolazione generale che non può rimanere in quarantena, da eseguire in tende pre-triage oppure attraverso check point in macchina su convocazione);
  • Assistenza domiciliare dei pazienti francamente sintomatici (con denaturazione <95%, febbre alta, tosse, affanno, respiro corto) o paucisintomatici (quindi all’insorgenza dei sintomi stessi), con quarantena assoluta per tutti i familiari che vivono con il paziente al fine di evitare la creazione di piccoli focolai domestici.

L’approvvigionamento dei DPI e delle maschere contenitive può e deve avvenire attraverso accordi con produttori nazionali o internazionali, ma anche attraverso lo sfruttamento della produzione autoctona con stampanti 3D (attraverso file scaricati da piattaforme open source), mentre ulteriori iniziative a corredo devono essere la calendarizzazione di massivi interventi istituzionali di igienizzazione e sanificazione ambientale, l’estensivo utilizzo dei droni per un più capillare controllo del territorio e, qualora necessario, l’intervento dell’esercito a presidio dei varchi in entrata ed uscita (con aree di pre-filtraggio) di ogni comune.

Ma anche trasparenza della catena di comando nei confronti dei cittadini (aggiornamenti particolareggiati su piccoli focolai, chiusure, regole, ordinanze e delibere almeno una volta al giorno tramite sms/video e la gestione di un sito dedicato con una mappa interattiva a cui riferirsi al fine di conoscere la diffusione del virus sul nostro territorio in tempo reale) e pieno utilizzo della tecnologia sviluppando una app che, attraverso database e geolocalizzazione, tracci in tempo reale i movimenti delle persone positive e possa avvertire chi è entrato in contatto con loro, il tutto in modo del tutto anonimo per ottemperare alla vigente normativa sulla privacy.

Una strategia d’attacco, basata sulla prevenzione e sull’anticipo. Così vinceremo. (Dott. Fabio Foti, microbiologo e virologo clinico, direttore sanitario Poliambulatorio La Feluca).

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Reggio di Calabria: conclusa la convention dedicata alle terapie multidisciplinari del carcinoma mammario

(7) A Reggio Calabria, presso la sala dell’Ordine dei Medici Venerdì 1 e Sabato 2 marzo si è svolta la convention pianificata con il supporto della segreteria organizzativa e Provider ECM Lisciotto Congressi di Continue reading “Reggio di Calabria: conclusa la convention dedicata alle terapie multidisciplinari del carcinoma mammario” →

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Reggio di Calabria: Ordine degli Infermieri, giovedì 31 corso sul Triage al Grande Ospedale Metropolitano

(2) La razionalizzazione delle risorse umane e dei relativi assetti organizzativi è, in Sanità, un tema assolutamente cruciale. Proprio per questo è nata l’idea di realizzare un corso di Triage a cura dell’Ordine Continue reading “Reggio di Calabria: Ordine degli Infermieri, giovedì 31 corso sul Triage al Grande Ospedale Metropolitano” →

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Assistenza sanitaria: Serranò “I calabresi figli di un dio minore”

(8) “Non ho mai pensato che nascere, crescere, formarsi culturalmente, lavorare e… persino ammalarsi in una regione del Sud Italia come la Calabria, generasse un imprinting di “figlio di un dio minore”! Non ho mai pensato questo e, per arginare il facile proliferare di una

 

mentalità tipicamente meridionale volta all’autocommiserazione, mi impegno  quotidianamente nelle Aule universitarie per contribuire ad una formazione culturale, prima, e giuridica, poi, dei nostri giovani. Forse è giunto il momento di ricredermi! La storia di questi ultimi tempi va, purtroppo, in direzione opposta: i nostri giovani a malincuore, ma con estrema dignità, sono spesso costretti a lasciare la nostra Terra e, parimenti, la gente bisognosa di cure ed  accertamenti sanitari, nonostante le eccellenze reggine che, ahinoi, diventano tali solo dopo aver lasciato il Sud !!Oggi assistiamo disorientati e come sempre  supini  ad uno scontro istituzionale  fra le strutture ambulatoriali private accreditate ed il Commissario alla Sanità, Ing. Scura. La sanità calabrese è sempre più in ginocchio e questa volta a farne le spese, nel senso vero e proprio del termine, sono proprio i soggetti più deboli e cioè i pazienti (residenti in Calabria), costretti a pagare le prestazioni, anche se erogate in regime di esenzione per patologia, ma anche le strutture private convenzionate spesso guidate da professionisti che giornalmente investono nel territorio risorse umane, economiche e professionali generando, fra l’altro, un indotto in termini occupazionali senza alcun incoraggiamento pubblico! Il Governo regionale ha calpestato il diritto costituzionale alla salute costringendo i pazienti ad una sempre più triste migrazione sanitaria non solo riducendo posti letto e chiudendo reparti di strutture pubbliche, ma accanendosi contro quelle private convenzionate, che potranno erogare prestazioni solo a pagamento in quanto, con i tagli imposti dal Commissario straordinario, buona parte delle strutture accreditate hanno già raggiunto il numero massimo di prestazioni erogabili per il 2018. Tutto ciò genera un vergognoso dilatarsi delle liste d’attesa ed una trascuratezza di qualunque forma di medicina preventiva. Ricordiamo che la nostra Costituzione è garante di alcuni valori che stanno alla base del nostro ordinamento  quale la tutela della salute, contemplata nell’articolo 32 della Costituzione ove viene precisato che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Dal diritto alla salute, disciplinato altresì dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e dalla Convenzione dei diritti dell’uomo, nascono altri diritti parimenti inviolabili quali: il diritto alla vita, il diritto all’ integrità psico-fisica ed  il diritto alla dignità umana, tutti prioritari per un Paese civile! Compito dello Stato è non solo garantire il rispetto del valore programmatico della norma, ma promuovere, oltre alla ricerca e alla sperimentazione, anche iniziative che attuino un giusto sistema di tutela delle esigenze della società. Il diritto alla salute, in quanto diritto sociale, deve essere certamente oggetto di bilanciamento con le esigenze organizzative e di finanza pubblica poichè ha dei costi. Tuttavia, il Giuramento di Ippocrate e la Ragioneria hanno il loro comune denominatore nelle scelte di “buonsenso”, volte alla tutela delle fasce deboli ed alla promozione di una cultura di prevenzione e di sinergia fra le Istituzioni ed i cittadini, cultura fortemente propugnata dallo stesso Papa Francesco. Crediamo che sia compito dello Stato eliminare ogni discriminazione fra cittadini e garantire i LEA sempre, comunque e… dovunque! E riteniamo che questo percorso sia alla base dell’art. 3 della Costituzione, pilastro della struttura democratico-costituzionale del nostro Paese, ma forse si tratta di un precetto riconducibile alla teoria delle “illusioni finanziarie”, tanto cara non solo all’economista Amilcare Puviani, ma a quei pochi professionisti, intellettuali, politici che dovrebbero quotidianamente impegnarsi per garantire una eguaglianza sostanziale e non un’Italia a due velocità e che oggi sono chiamati a “metterci la faccia”. Il comparto sanitario, caratterizzato da logiche sue peculiari – in quanto posto a garantire il diritto costituzionale alla salute – non si sana a colpi di tagli di budget alle strutture più virtuose, ma con la creazione di tavoli istituzionali che privilegiano il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise. Ricordiamo, altresì, fra l’altro e per inciso, che è rimasta inascoltata la decisione del TAR Calabria con cui si intimava il ritiro dei decreti nn. 72 e 87 con i quali si fissava il tetto massimo delle prestazioni,  In definitiva, si assiste supinamente  ad una violazione del diritto costituzionale alla salute e ad un depauperamento di posti di lavoro all’interno di strutture che rappresentano punti di riferimento per i cittadini calabresi. Il Commissario afferma che i cittadini devono pagare di tasca propria le indagini deputate alla prevenzione, alla diagnosi precoce, al monitoraggio delle patologie di cui sono affetti, anche se totalmente esenti, in quanto “di scarsa complessità e dal costo non elevato”!!! E’ necessario che qualche medico chiarisca al Commissario che talvolta anche solo un emocromo può salvare la vita!!! Auspichiamo un risveglio delle coscienze ed un sostegno a quanti quotidianamente si impegnano per tutelare i principi inviolabili troppo spesso trascurati”. Prof. Maria Vittoria Serranò.

 

 

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Reggio di Calabria: la Sanità Digitale arriva al Grande Ospedale Metropolitano

(4) Si è tenuta oggi, mercoledì 11 aprile, nella Sala Spinelli del Presidio “Riuniti” del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, la presentazione del “Servizio di Cartella Clinica informatizzata (Clinical Pathway)”, alla presenza del Direttore

 

Generale dell’ASST Niguarda di Milano, dott. Marco Trivelli, Azienda proprietaria del software, della Direzione Strategica del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria (il Direttore Generale dott. Frank Benedetto; il Direttore Sanitario, dott.ssa Italia Rosa Albanese; ed il Direttore Amministrativo, dott. Franceso Araniti) e di tutti i capi di Dipartimento ed i direttori di struttura dell’Azienda. La “Cartella Clinica informatizzata” è un progetto innovativo di omologazione e standardizzazione del percorso di cura digitale del paziente. Essa rappresenta un fondamentale passo avanti verso la “dematerializzazione” della documentazione cartacea nell'Ospedale – come ha affermato lo stesso Benedetto – e la digitalizzazione delle prestazioni mediche in una logica di servizi integrati e multidisciplinarità. La tecnologia della “Clinical Pathway” (o Portale Clinico) ha, inoltre, il merito di semplificare la fase di refertazione, di prescrizione delle terapie in regime di ricovero, di consultazione del percorso clinico del paziente, nonché di favorire la collaborazione tra i medici di diverse unità operative e, addirittura, di diverse strutture ospedaliere. D’altro canto, essa rappresenta anche una grande garanzia di qualità delle cure, di sicurezza e accessibilità ai dati per i pazienti stessi. Si tratta insomma di uno straordinario strumento di organizzazione e storicizzazione del percorso diagnostico-terapeutico del paziente, uno strumento innovativo e prezioso del quale il Grande Ospedale Metropolitano, primo in Calabria, si è dotato. La tappa odierna si inserisce perfettamente nel percorso di ammodernamento dei sistemi e delle strutture, di digitalizzazione ed informatizzazione dei servizi e degli strumenti, intrapreso negli ultimi anni dall’Ospedale di Reggio Calabria. 

Caratteristiche tecniche: la soluzione di “Cartella Clinica Elettronica” è stata realizzata dall'ICT dell'ASST Niguarda e concessa al G.O.M. di Reggio Calabria in riuso gratuito, per rispondere all'esigenza di automazione del percorso di cura del paziente ed è utilizzata all'interno dell'Ospedale per la gestione unificata della documentazione clinica del paziente. Con la “Cartella Clinica” vengono integrati in un'unica piattaforma coerente servizi per la gestione clinica del paziente e funzionalità di supporto all'operatività di reparto mantenendo comunque una separazione funzionale fra le due aree. Sono garantiti la copertura funzionale dei processi di cura, sia medici che infermieristici, nella logica di una gestione centralizzata e standardizzata della documentazione e delle informazioni clinico-sanitarie relative al paziente. Essa, pertanto, risponde al manifestarsi di nuove esigenze di organizzazione sanitaria, che presentano nuovi processi e routine organizzative differenti rispetto a quelle del passato. La presentazione di oggi giunge al termine di un intenso percorso di lavoro e collaborazione tra il G.O.M. di Reggio Calabria e l’ASST Niguarda di Milano, collaborazione che perdura dopo il fruttuoso esperimento avvenuto durante l’avvio dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia del Presidio Riuniti. La concessione in regime di riuso del software della “Cartella clinica informatizzata” permette all’Ospedale di Reggio Calabria di risparmiare sui costi di acquisto e di sviluppo della tecnologia, nonché di dotarsi di un programma efficiente e collaudato che permetterà di ottimizzare i processi di cura e migliorare e integrare le qualità del servizio sanitario e dell’organizzazione. Al termine della presentazione del programma e delle sue potenzialità, il dott. Benedetto ed  il dott. Trivelli hanno proceduto alla firma di un “Protocollo d’intesa” tra il Niguarda di Milano ed il G.O.M. di Reggio Calabria. Il Protocollo prevede dunque l’organizzazione di attività di confronto, approfondimento, ricerca e formazione che avranno luogo presso entrambe le sedi delle due aziende per quanto specificato nelle premesse del presente protocollo.

 

In particolare le parti intendono: sviluppare congiuntamente la cartella clinica elettronica (CCE) denominata “Portale clinico”; condividere dati clinici in forma anonimizzata e nel rispetto della normativa sulla privacy al fine di realizzare indagini di natura epidemiologica, comparazione di attività e valutazioni di efficacia dei percorsi terapeutici; favorire il confronto clinico tra i propri professionisti anche su casi clinici specifici per la diffusione operativa di pratiche e metodiche innovative; diffondere la cultura dell’innovazione organizzativa, sia in ambito sanitario che amministrativo.

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Reggio di Calabria: GOM Bianchi-Melacrino-Morelli, domani la presentazione della campagna straordinaria di racconta sangue promossa in collaborazione con ADSPEM-FIDAS ed AVIS

(1) Si terrà domani, martedì 23 gennaio alle ore 11:00, presso la Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, la conferenza stampa di presentazione della campagna straordinaria di raccolta

 

sangue promossa dal Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli in collaborazione con le Associazioni Adspem Fidas e Avis. Alla conferenza stampa saranno presenti il dr. Alfonso Trimarchi, Direttore del Servizio Trasfusionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, il Consigliere delegato alla Sanità della Città Metropolitana dr. Filippo Bova e i rappresentanti delle associazioni Adspem Fidas e Avis, partner della campagna. I dettagli dell’iniziativa, che prevede una serie di giornate di raccolta straordinaria presso il Servizio Trasfusionale del Presidio Morelli e presso il Centro di raccolta comunale dell’Avis, saranno illustrati nel corso della conferenza stampa.

 

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Al Centro Cuore degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria eccezionale intervento chirurgico salva la vita ad un paziente quasi novantenne

(21) Ha rischiato di non farcela un pensionato reggino di 88 anni. Forti dolori al petto e all’addome hanno condotto il paziente al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, a causa di un infarto miocardico in atto e nel sospetto di rottura di un aneurisma gigante

 

dell’aorta addominale. L’anziano paziente sapeva già da 4 anni, per essere stato ricoverato presso un altro Centro cardochirurgico, di essere affetto da una grave malattia alle coronarie e alle arterie carotidi e da un aneurisma gigante dell’aorta addominale di 9 cm. Operare in urgenza una sola delle patologie cardiache o vascolari avrebbe comportato la possibilità consistente di rottura dell’aneurisma gigante dell’aorta addominale o di una grave insufficienza cardiaca che potevano portare alla morte del paziente. Il caso veniva quindi discusso all’interno del Centro Cuore grazie al Team di medici afferenti alla Cardiochirurgia diretta dal Dr Pasquale Fratto, della Cardiologia diretta dal Dr Virgilio Pennisi e della Chirurgia Vascolare diretta dal Dr Pietro Volpe. “L’unica possibilità concreta di aumentare le probabilità di successo- raccontano il Dr Fratto ed il Dr Volpe- era quella di eseguire un intervento chirurgico combinato all’aorta e al cuore”. Il paziente è stato pertanto operato di notte in urgenza presso la Sala Ibrida del Centro Cuore dove l’equipe di Chirurgia vascolare diretta dal Dr Volpe ha provveduto all’impianto di una endoprotesi per escludere l’enorme aneurisma dell’aorta addominale. Immediatamente dopo, sempre nella stessa sala i cardiochirurghi diretti dal Dr Fratto hanno sottoposto il paziente ad intervento di bypass coronarico. Il decorso postoperatorio del paziente si è svolto senza problemi ed lo stesso è stato dimesso la scorsa settimana dopo 9 giorni dall’intervento chirurgico in urgenza. “Non sono molti i Centri in Italia in grado di affrontare in urgenza, in sala ibrida ed in unica seduta pazienti così difficili. Il personale coinvolto e l’organizzazione nel suo complesso – commenta il cardiochirurgo Fratto – dimostrano “con i fatti” che oggi a Reggio Calabria opera, all’interno del Centro Cuore, un team esperto in grado di dare risposte anche per le patologie cardiovascolari più complesse”.

 

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Emergenza sangue: appello a tutti i volontari reggini “Donare sangue come gesto concreto e straordinario di solidarietà”

(18) “Carissimi Volontari, la grave situazione che viene denunciata in questi giorni e gli accorati appelli in merito alla carenza di sangue interpellano ogni cittadino che abbia a cuore le sorti della sua comunità. Per questo, nei giorni scorsi, una rappresentanza del Centro Servizi al

Volontariato ha incontrato il Dr Alfonso Trimarchi, Primario del Servizio Trasfusionale del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, il quale ha confermato che “nonostante il generoso impegno delle associazioni di volontariato che operano nel settore, e nonostante si sia registrato, nel primo semestre 2017, un aumento della raccolta di sangue rispetto allo stesso periodo 2016, le scorte non sono sufficienti a garantire le emergenze e la continuità assistenziale e a fronteggiare la sfida dell’eccellenza sanitaria attiva all’interno dell’Ospedale reggino.

Questa carenza è dovuta sia all’ingente richiesta di sacche di sangue da parte del Centro Cuore (circa 2000 sacche è il fabbisogno registrato solo per il Centro dall’apertura – avvenuta a novembre 2016 – ad oggi) ma è anche dovuto alla chiusura di alcuni reparti degli Ospedali di Locri e Polistena che ha spostato sull’Ospedale Metropolitano l’onere di interventi che necessitano di trasfusioni di una certa entità”. “Per questi motivi – ha dichiarato il dott. Trimarchi – la nostra comunità sta vivendo una gravissima emergenza sociale e ad oggi rischiamo di non poter garantire neppure le situazioni più urgenti. Questa città ha sempre vissuto il problema sangue, affrontandolo con la massima umiltà di concerto con le associazioni che, con spirito di sacrificio e collaborazione, stanno offrendo il massimo contributo. Ma non basta!!! Oggi Reggio sta vivendo una situazione ormai insostenibile e inaccettabile: si rischia il tracollo del sistema sanitario e della continuità assistenziale.”

 

Le parole e la preoccupazione del Dr. Trimarchi, e la consapevolezza di una situazione che da un minuto all’altro può trasformarsi da drammatica in catastrofica, determinano senza indugio il CSV a unire la propria voce ai tanti appelli ripetutamente e autorevolmente lanciati da più parti. Nel farlo, ci rivolgiamo tuttavia a una fascia speciale di popolazione, a tutti quegli uomini e donne di grande cuore che quotidianamente e fattivamente, in modo capillare e nei settori più svariati della nostra società, si spendono con gratuità e operano con generosità e concretezza per il bene comune. È dunque a voi Volontari che ci rivolgiamo! Qualunque sia la vostra associazione, in qualunque ambito abbiate scelto di dedicare il vostro impegno civile e solidale, IN QUESTO MOMENTO DI NECESSITÀ, DONATE IL SANGUE! Facciamolo come ulteriore gesto di responsabilità! Facciamolo come ulteriore straordinario gesto di solidarietà! Facciamolo come ulteriore testimonianza di partecipazione al bene comune. Per fronteggiare questa emergenza eccezionale occorrono almeno 100 sacche di sangue da raccogliere prima possibile.

 

I tempi sono stretti, ma sappiamo che i volontari sanno essere straordinariamente tempestivi e sono molti di più! Se personalmente non si potrà donare il sangue, comunque ognuno potrà farsi portavoce di questo impellente bisogno e cercare di coinvolgere in questa “gara di solidarietà” amici, parenti, familiari che siano a loro volta in grado di donare. Si è sentito dire anche che l’emergenza sangue sia una delle tante bufale estive. Non è così! Al contrario c’è bisogno, e c’è bisogno di avere numeri certi.

 

Per donare e contribuire a questa raccolta straordinaria di sangue Vi invitiamo a segnalare la disponibilità di almeno un volontario per associazione contattando il CSV dei Due Mari al numero 0965-324734 o inviando una mail a info@csvrc.it o anche inviando un semplice whatsApp al numero 392.9435888 o al 392.9480355 (anche per info). È possibile scaricare da qui la tabella pubblicata dal Corriere della Sera del 13/06/2017, utile a focalizzare le fasi della donazione e a fornire qualche indicazione pratica importante. Vi ringraziamo profondamente per la disponibilità e contiamo su di Voi”! Dott. Ignazio Giuseppe Bognoni, Presidente del CSV dei Due Mari di Reggio Calabria, e Dr. Alfonso Trimarchi, Direttore Servizio Immunotrasfusionale Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

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Il tema dell’Alzheimer nella società attuale. I Centri Diurni un supporto possibile. La Calabria risulta l’unica regione a non avere nessun Centro

(17) Si terrà domani un importante Convegno dal titolo "Centri diurni Alzheimer: nuove opportunità di cura" presso l'hotel Altafiumara, patrocinato dall'Ordine dei Medici della Città

 

Metropolitana e dalla Federazione Alzheimer Italia, la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l’assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e al sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia legislativa sia amministrativa. Si tratta di un evento scientifico ma dall'alto valore sociale, indirizzato sia agli operatori del versante medico che di quello sociale. Il tema dell'Alzheimer si sta rivelando sempre più diffuso nella società odierna e, per le specificità della malattia, investe non solo il paziente, ma tutta la famiglia, con profonde ripercussioni nella vita di ogni giorno. I temi in campo sono molteplici e, in questa direzione, molti passi in avanti sono stati compiuti negli anni recenti, soprattutto per permettere di affrontare meglio la patologia sia alla persona colpita che ai familiari. Il convegno assume una particolare rilevanza proprio perché si pone l’obiettivo di possa essere recepita dall'opinione pubblica e dalle istituzioni l'importanza di creare un valido supporto terapeutico e psico-sociale  ai pazienti e alle loro famiglie con la realizzazione di Centri Diurni Alzheimer attrezzati per assistere il paziente durante il lungo (8-15 anni) decorso della malattia e dare sollievo ai famigliari. Infatti, la malattia di Alzheimer è la più frequente delle demenze degenerative, copre circa il 60% di tutte le demenze, ed il 50-75% dei pazienti sviluppa turbe comportamentali. Nella Regione Calabria, i dati sulle demenze sono coerenti con i il contesto nazionale; sulla base dei dati epidemiologici per l’anno 2015, il numero di casi di demenza oscilla tra 24.600 e 41.000 a fronte di circa 900.000in Italia; si stima che nel mondo si possano raggiungere i 47 milioni di pazienti nel 2020 e gli 81 milioni nel 2040. Una tendenza che si sta consolidando attesta che sempre più malati sono assistiti in casa, con conseguenti costi totalmente a carico delle famiglie ed una presenza dei servizi pubblici in calo nell'assistenza. Ogni anno un malato di Alzheimer costa alla famiglia circa 60.000 euro; il 33% dei malati è assistito da badanti straniere. In Italia sono presenti 975 Centri Diurni per anziani che gestiscono 19.421 posti che accolgono annualmente 24.936 anziani, pari all’1,47 per mille degli anziani; di questi, solo 141 Centri Diurni sono interamente dedicati ai malati di Alzheimer, si tratta di 2.511 posti, pari al 13% del totale. Solo 0,19 anziani su mille, pari ad un posto ogni 5.000 anziani. I posti CDA attivati per regione sono in totale 2.511 per 141 Centri. Le regioni più attive sono risultate la Toscana (23 CDA), il Lazio (19), il Friuli (18), la Sicilia (15). Ma ecco le note dolenti: la Calabria risulta l’unica regione a non avere nessun Centro. I Centri Diurni Alzheimer rappresentano un luogo in cui il paziente, affetto da Demenza in uno stadio lieve o moderato, viene riabilitato attraverso il recupero, l’attuazione ed il mantenimento delle sue diverse funzioni. Scopo e finalità dei Centro Diurni è quello di creare attività, strategie e stimoli (a tale scopo è di grande utilità il “Giardino Alzheimer”) volti ad ottimizzare le capacità cognitive del malato per favorirne l’adattamento all’ambiente e per mantenere il più a lungo possibile la sua autonomia".

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Reggio di Calabria: ADSPEM FIDAS e GIOMI insieme per la raccolta di sacche di sangue

(16) Venerdì 14 luglio presso l’Istituto Ortopedico di Reggio Calabria del Gruppo Giomi si è svolta la seconda giornata di donazione del sangue programmata all'interno del progetto di promozione sociale "Case di Cura con il Cuore: Perchè Donare è Amare". Il Gruppo Donatori

 

Giomi e l'Adspem Fidas grazie anche alla presenza del primario del centro trasfusionale, il Dott. Trimarchi, hanno raggiunto l'importante traguardo raccogliendo ben 21 sacche. Merito del risultato va al personale della Giomi ed ai parenti ed amici dei pazienti sensibilizzati dai volontari Adspem Fidas che hanno promosso l'importanza sociale della donazione di sangue. Un farmaco purtroppo non riproducibile in laboratorio e per il quale la donazione, volontaria, anonima e gratuita, è l'unica fonte di approvvigionamento.

 

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Vibo Valentia: Ordine Nazionale dei Biologi, domani incontro su “Prevenzione e controllo della legionellosi”

(4) Si terrà domani sabato 28 gennaio alle ore 10:00 presso il Sistema bibliotecario Vibonese (Via Ruggero il Normanno – Palazzo Santa Chiara) l’incontro dal titolo “Prevenzione e controllo della legionellosi”. Si tratta del primo evento organizzato dall'Ordine Nazionale dei Biologi sul

territorio di Vibo Valentia, dopo un lungo periodo di inattività. "Sono certo – ha dichiarato il Consigliere Nazionale dell'Ordine dei Biologi Domenico Laurendi – che sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti che determineranno un nuovo attivismo dell'Ordine nella Città di Vibo". Il seminario il seminario tratterà della malattia legionellosi, ovvero saranno illustrate dettagliatamente la biologia del microrganismo, le modalità di contagio, la diagnosi e l’identificazione clinica, i soggetti a rischio, le terapie mediche per la cura dell’infezione. Tratterà inoltre dei sistemi di contenimento del rischio nelle strutture turistico ricettive e sanitarie (ospedali, case di cura, piscine, centri sportivi, centri termali, scuole, edifici pubblici in genere) delle modalità di implementazione di un documento come mezzo di prevenzione e dei relativi sistemi atti al contenimento del rischio biologico; saranno trattate le modalità di isolamento ed identificazione del microrganismo da campioni ambientali quali acque potabili, di piscina, da impianti di climatizzazione/trattamento aria, i sistemi di sanificazione degli impianti ed i sistemi di prevenzione ad essi associati. Saranno infine discussi gli obblighi di legge spettanti i responsabili delle strutture turistico ricettive, nonché l’attività di vigilanza effettuata dall’ASP di competenza. L’evento è a titolo gratuito e libero, rivolto sopratutto ai gestori delle strutture recettive e sanitarie (ospedali, case di cura, piscine, centri sportivi, centri termali, scuole, edifici pubblici in genere) e personale sanitario e scientifico (medici, biologi, infermieri, chimici ecc.). Il seminario è stato predisposto per aumentare la consapevolezza del rischio legato alla contaminazione degli impianti da legionella e il conseguente pericolo di infezione per il personale presente nella struttura. Moderatore e relatori: Ing. Dario Romeo (libero professionista e responsabile della qualità dei laboratori di S.I.G.R.A. S.R.L.), Dott. Antonino Restuccia (Dirigente medico ASP di Vibo Valentia), Dott. Domenico Zungri (Biologo presso S.I.G.R.A. S.R.L.), Dott. Fabio Scordino (Biologo – ricercatore presso IRCCS Bonino Pulejo – Messina), Avvocato Lucia Lipari (libero professionista).

Di seguito il programma del seminario: 

ore 9:30: registrazione dei partecipanti;

ore 10:00: saluti delle Autorità e introduzione dei lavori;

saluti del presidente dell’ONB, dr. Ermanno Calcatelli;

saluti del delegato regionale dell’ONB dr. Domenico Luca Laurendi;

saluti del direttore generale dell’ASP di Vibo Valentia Dott.ssa Angela Caligiuri;

saluti del direttore dip. Di prevenzione dell’ASP di Vibo Valentia Dott. Cesare Pasqua;

moderatore: Ing. Dario Romeo (libero professionista e responsabile della qualità dei laboratori di S.I.G.R.A. S.R.L.);

dott. Antonino Restuccia (Dirigente medico ASP di Vibo Valentia):

ore 10:30: "Legionella: il microrganismo, la malattia e le cure mediche", Dott. Domenico Zungri (Biologo presso S.I.G.R.A. S.R.L.);

ore 11:00: "Sistemi di contenimento del rischio nelle strutture turistico ricettive e sanitarie, modalità di implementazione di un documento come mezzo di prevenzione", Dott. Fabio Scordino (Biologo – ricercatore presso IRCCS Bonino Pulejo – Messina);

ore 11:30: "Procedure di isolamento ed identificazione del microrganismo da campioni ambientali quali acque potabili, di piscina, da impianti di climatizzazione/trattamento aria", Avvocato Lucia Lipari (libero professionista);

ore 12:00: "Gli obblighi di legge spettanti i responsabili delle strutture turistico ricettive, attività di vigilanza effettuata dall’ASP di competenza";

ore 12:30: conclusione.

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Il luminare calabrese Francesco Martelli promuove il “Mese della vitamina D”

(3) Il dott. Francesco Martelli, fondatore e presidente delle cliniche EDN (www.excellencedentalnetwork.com), annuncia l’inizio della campagna nazionale “Febbraio è il mese della Vitamina D” che parte dalla Lombardia per poi proseguire in altre regioni, utile a patrocinare la

 

prevenzione della parodontite e delle patologie dell’osso. Nell’esperienza quotidiana delle cliniche EDN-IMI si è rilevato che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite, e che questa è altrettanto sovente associata a stati più o meno gravi di ipovitaminosi D. (Nella Clinica del dott. Martelli in via Macchi 38 a Milano sarà possibile per tutto il prossimo mese di febbraio effettuare una visita specialistica odontoiatrica a titolo gratuito e densitometria ossea al costo di soli 19 euro). La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale, è ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole a cui siamo esposti. La carenza di Vitamina D, può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo così l’insorgenza della malattia parodontale e accelerandone la sua evoluzione. L’integrazione della vitamina D e del calcio, la correzione dietetica e degli stili di vita, consentono così, non solo di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione per l’osteoporosi. L’osteoporosi è una condizione sistemica caratterizzata da una bassa densità ossea legata a un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che causa un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di frattura. La sua elevata prevalenza, che aumenta con il progre­dire dell’età, e l’elevato rischio di frattura che ne deriva, rendono tale condizione una priorità assistenziale in termini di salute della popolazio­ne e di sostenibilità economica. La rilevanza economica dell’osteoporosi è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità che maggiormente in­cidono sui costi sanitari dei paesi occidentali. Le fratture ossee causate da fragilità assorbono grandi quantità di risorse economiche necessarie per erogare le pre­stazioni assistenziali correlate, continuano a indurre costi per ulteriori prestazioni anche a distanza dall’evento della frattura, e condizionano fortemente la salute dei pazienti aumentando i relativi costi assistenziali ben oltre quelli direttamente imputabili all’osteoporo­si stessa. Le false convinzioni da smentire, che sono molto diffuse per una corretta conoscenza e prevenzione in merito a questo tipo di patologie: l’osteoporosi colpisce solo le donne; è una condizione che colpisce solo gli anziani;  pazienti in cura con farmaci per l’osteoporosi non possono effettuare cure odontoiatriche; la vitamina D si può somministrare senza un controllo dei suoi livelli ematici. Per quanto riguarda la parte legata alla salute e all’estetica della bocca, invece, la diagnosi precoce di parodontite permette di ridurre sensibilmente la perdita di denti e, quando associata a quella precoce di rischio osteoporotico, può aiutare a ridurre il rischio di fratture. Da tale approccio innovativo e multidisiplinare possono derivare importanti benefici in termini di riduzione di costi per il SSN e per le famiglie, e di miglioramento della qualità di vita per i pazienti. * Klaus Davi & Co..

 

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Associazione Diabaino Vip-Vip dello Stretto FAND INLUS: “Plauso per la rinnovata attenzione della Regione Calabria verso l’universo diabete”

(1) “Abbiamo appreso con entusiasmo, attraverso gli organi di stampa, della rinnovata attenzione della Regione Calabria nei confronti dell’universo diabete e, in particolare, dello stanziamento

nel bilancio regionale approvato lo scorso 21 dicembre di 150.000 euro per tre anni a sostegno del rilancio dei progetti sui Campi Scuola. Finalmente, quindi, quella che è stata definita dall’OMS malattia del secolo torna alla ribalta regionale. La Diabaino Vip-vip dello Stretto FAND ONLUS, attiva sul territorio da 17 anni e che fin dalla nascita organizza soggiorni educativi per giovani e adulti autofinanziati, applaude a tale decisione. La nostra esperienza, che racconta un cammino fatto di cura del paziente diabetico, prevenzione, screening in piazza, divulgazione di materiale informativo, nonché i già citati soggiorni educativi, iniziati fin dall’estate del 2000 con il periplo delle Isole Eolie, ci spinge a credere, oggi più che mai, a una svolta. Con tali premesse, siamo certi che adesso anche i nostri progetti riceveranno le dovute attenzioni da parte dell’amministrazione regionale, progetti di sostegno alle persone con diabete e alle loro famiglie. Per questo motivo, siamo fiduciosi di incontrare, finalmente, il Presidente del Consiglio della Regione Calabria, l’On. Nicola Irto, che certamente ha avuto un ruolo fondamentale nella decisione di introdurre nel bilancio regionale per il prossimo triennio questa importante somma destinata ai Campi Scuola regionali. Ad maiora”! Associazione Diabaino Vip-Vip dello Stretto FAND ONLUS.

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Centro clinico di Ricerca e Formazione di Reggio Calabria: domani, promosso da “Istituto per lo studio delle psicoterapie”, il seminario gratuito “Sex offender: tra amore e perversione”

(24) Il Centro clinico di Ricerca e Formazione dell’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie con sede in Reggio Calabria in Corso Garibaldi n° 468 (Galleria Zaffino II piano), organizza un seminario gratuito intitolato “Sex offender: tra amore e perversione”.

 

Il seminario inizierà alle ore 16:30 e verrà condotto dal Professor Filippo Petruccelli, psicologo e psicoterapeuta, direttore dell’Istituto per lo studio delle Psicoterapie di Roma, scuola di specializzazione in Psicoterapie brevi ad approccio strategico,  docente associato di psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale. I sex offender costituiscono una categoria eterogenea che può essere suddivisa in diverse tipologie in base alle caratteristiche ed alle motivazioni. Durante il seminario verrà descritta tale panoramica e saranno esplicitati i principali metodi di valutazione per l’implementazione di trattamenti specifici per gli autori di reati sessuali e per la prevenzione delle recidive. Verranno inoltre esplorate le perversioni sessuali e gli aspetti che li caratterizzano, per offrire al pubblico una visione più generale ed ampia possibile sulle argomentazioni in oggetto. Ciò secondo l’ottica dell’orientamento teorico delle psicoterapie brevi ad approccio strategico, che si propone di analizzare sia il punto di vista delle vittime dei reati sessuali, sia quello di chi li compie: persone che hanno un determinato desiderio verso oggetti sessuali di cui non possono fare a meno e che sono portatrici di particolari dinamiche intrapsichiche, interpersonali e relazionali. Al termine del Seminario verrà rilasciato l’attestato di partecipazione. Il seminario è a titolo gratuito. Per info ed iscrizioni: info@istitutopsicoterapie.it e 3487249421.

 

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